Grado è sempre più “Comune ciclabile” e da otto anni viene premiato con la bandiera della Fiab. Oggi l’ultimo giorno per votare l’Isola come Borgo dei Borghi

(g.l.) Grande riconoscimento per Grado che punta a essere proclamata “Borgo dei Borghi” (oggi ultimo giorno per votare). Entrata fin dalla prima edizione, l’Isola d’Oro si conferma, infatti, per l’ottavo anno consecutivo ComuneCiclabile con un punteggio di fascia altissima, 5 bikesmile, con valutazioni eccellenti, in particolare per quanto riguarda il cicloturismo e le ciclabili urbane. Venerdì, si è tenuta una cerimonia in cui sono state assegnate 52 bandiere gialle 2024 di Fiab-ComuniCiclabili, il riconoscimento per città che promuovono la mobilità attiva.
Il progetto promosso dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta da otto anni valuta e attesta – come riferisce una nota municipale – l’impegno dei territori nazionali nell’incentivare la ciclabilità come modello di mobilità sostenibile. L’iniziativa ComuniCiclabili, che coinvolge circa 180 Comuni, prevede, in tre appuntamenti, l’assegnazione di bandiere gialle con “bikesmile” che attestano il miglioramento del benessere urbano e della fruibilità dei territori. Dopo le prime 25 bandiere attribuite a gennaio durante la prima cerimonia di ComuniCiclabili, in questa occasione ne sono state assegnate ulteriori 52 tra rinnovi e 2 nuove adesioni, ovvero Cesiomaggiore (Belluno) e Codigoro (Ferrara).


Queste conferme, tra cui quella di Grado, dimostrano come la mobilità e la qualità della vita possano diventare priorità nelle agende delle amministrazioni locali, con un effetto trainante capace di generare circoli virtuosi. Il momento formativo che come di consueto accompagna la cerimonia online, in questa occasione viene dedicato ai risultati del primo anno di Bologna Città30, che registra una significativa riduzione del numero di collisioni, vittime e feriti. A tal proposito, il presidente Fiab Alessandro Tursi, ideatore e responsabile del progetto, afferma: «La città 30 è un modello semplice e alla portata, che permetterà anche alle città italiane di fare grandi progressi in tempi rapidi, per questo è necessario rendere noti i vantaggi misurati sul campo, come nel caso studio di Bologna».
Il riconoscimento di Fiab attribuisce ai territori un punteggio da 1 a 5, rappresentato da altrettanti “bikesmile” sulla bandiera e assegnato sulla base di un’attenta analisi oggettiva dei molteplici aspetti che interagiscono con la bicicletta quale mezzo di trasporto sostenibile: oltre al cicloturismo, la mobilità urbana, la governance e la comunicazione-promozione. È però importante sottolineare che il successo dell’iniziativa non si misura solo nei numeri, ma soprattutto nell’impatto concreto sulla vita dei cittadini. Le bandiere gialle di Fiab non sono mere decorazioni urbane, ma simboli di un cambiamento che coinvolge modalità di spostamento, turismo e stili di vita. Ogni Comune partecipante riceve non solo un riconoscimento, ma anche preziose indicazioni su misura per continuare a migliorare e progredire nel proprio percorso verso la sostenibilità.
Soddisfatto il sindaco Giuseppe Corbatto: «Siamo orgogliosi di ricevere anche quest’anno i 5 bike smile da Fiab, un riconoscimento che premia l’impegno costante della nostra amministrazione e di chi ci ha preceduto nella promozione della mobilità sostenibile e della ciclabilità. Grado è da sempre una città accogliente e attenta all’ambiente, e questo risultato conferma la bontà delle scelte fatte negli ultimi anni: investimenti in infrastrutture ciclabili, iniziative di sensibilizzazione e progetti per una mobilità dolce e sicura. Ringrazio i cittadini, i visitatori e tutte le realtà locali che hanno creduto insieme a noi in una Grado più verde, più vivibile e a misura di bicicletta. Questo riconoscimento ci spinge a continuare su questa strada con ancora più determinazione».

Intanto, come si diceva, oggi è l’ultimo giorno – c’è tempo fino a mezzanotte – per votare Grado nell’ambito della 12ma edizione de “Il Borgo dei Borghi”. Il voto, ricorda il Comune, si effettua secondo le seguenti modalità:
– Sul sito https://www.rai.it/borgodeiborghi/ è raggiungibile una pagina di presentazione dei 20 borghi in gara. Accanto al nome di ogni borgo c’è la possibilità di votare;
– la classifica finale verrà svelata durante una “prima serata speciale de Il Borgo dei Borghi”, in onda su Raitre domenica 20 aprile, giorno di Pasqua;
– ci sarà una giuria di tre esperti che esprimerà una sola preferenza ognuno corrispondente a un bonus del 5% che si sommerà al risultato finale del pubblico (per un totale del 15%).
La votazione sul web verrà chiusa, appunto oggi, 6 aprile, alle 23.59. Sarà possibile esprimere un voto al giorno per non più di 5 volte complessive per la durata dell’intera manifestazione, da ogni propria mail, per una sola preferenza. (attenzione: un voto ogni 24 ore. Qualora l’utente tentasse nella stessa giornata di votare nuovamente, il sistema informatico lo riconoscerà e non permetterà voti aggiuntivi). Coloro i quali sono già in possesso di credenziali Raiplay possono effettuare direttamente il login al sito e, dopo l’autenticazione, esprimere la propria preferenza di voto. Gli utenti non ancora registrati per votare dovranno creare una utenza Raiplay indicando: username, password ed indirizzo e-mail di riferimento. Il voto via rete è gratuito. Al termine della procedura di votazione, ogni volta, l’utente visualizzerà un messaggio di conferma inviato dal sistema.
«Votare è importante! Solo in questo modo – sottolinea ancora una volta la civica amministrazione isolana – Grado potrà avere la possibilità, domenica 20 aprile, in prima serata su Raitre, di essere nominata il “Borgo dei Borghi 2025”. Fondamentale sarà un passaparola costante, un accorto e continuo impegno di tutti durante queste due settimane senza mai far calare l’attenzione: lo scopo della trasmissione è poter far conoscere ai più ciascun borgo». Il regolamento completo è disponibile all’indirizzo: https://www.rai.it/borgodeiborghi/

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In copertina e all’interno due bellissime piste ciclabili nell’Isola di Grado e la bandiera con i 5 “bikesmile”.
(Foto Baronchielli e Cecconi)

In Fvg ci sono più Pro Loco che Comuni: a Gorizia è tempo di bilanci, idee e progetti per i volontari di tutta la regione

Tempo di bilancio del 2024 appena trascorso con uno sguardo al 2025 appena iniziato per le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia: il Comitato regionale dell’Unione Nazionale tra le Pro Loco d’Italia le ha riunite ieri a Gorizia per l’Assemblea annuale nell’Auditorium della Lingua Friulana. Il capoluogo isontino è stato ovviamente scelto in quanto Capitale europea della Cultura assieme a Nova Gorica. «Città sorelle – ha commentato il presidente del Comitato regionale Pro Loco Pietro de Marchi – unite da un comune sentimento europeo che malgrado l’essere state separate per un lungo periodo da un grigio confine, dimostrano oggi come la condivisione e la collaborazione possano andare oltre le divisioni attuate sulla carta».

INTERVENTI – A gestire i lavori assembleari Valter Pezzarini, membro della giunta nazionale Unpli. Sono intervenuti facendo gli onori di casa Giorgio Lorenzoni presidente della Pro Gorizia e il sindaco Rodolfo Ziberna. Intervento iniziale di Sergio Emidio Bini, assessore regionale al turismo e attività produttive, che ha lodato la passione dei volontari delle Pro Loco. «In Friuli Venezia Giulia ci sono più Pro Loco che Comuni – ha detto Bini -: sono 240 le associazioni a fronte di 215 amministrazioni locali. Credo non ci sia indicatore migliore per evidenziare il ruolo cardine che le Pro Loco rivestono nell’animazione e valorizzazione dei nostri paesi, financo delle più piccole frazioni. C’è davvero in Friuli Venezia Giulia un tesoro preziosissimo e le nuove e recenti iscrizioni all’Unpli FVG sono un segnale importante di salute e di vitalità, soprattutto dopo gli anni difficili della pandemia. Come amministrazione regionale, abbiamo il dovere di ringraziare gli oltre 20 mila volontari impegnati in Fvg e di sostenere il mondo delle Pro Loco, vero e proprio collante sociale dei nostri paesi». L’europarlamentare Alessandro Ciriani ha inviato, invece, un messaggio in cui ha sottolineato come le Pro Loco operino in prima linea per la società. Luca Occhialini presidente Banca 360 Fvg nel suo intervento ha sottolineato come le Banche di credito cooperativo e Pro Loco parlino la stessa “lingua” a favore del territorio, mentre Roberto Ferri, presidente Centro Servizi Volontariato Fvg ha sottolineato il positivo lavoro insieme con le Pro Loco. Plauso conclusivo di Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. «Le Pro Loco – ha detto Bordin – rappresentano un presidio fondamentale per l’identità dei territori e per la coesione delle comunità. In Friuli Venezia Giulia si conferma un modello virtuoso, capace di unire tradizione, partecipazione e capacità organizzativa. Il ruolo svolto nel tessuto sociale e culturale è insostituibile e merita attenzione e sostegno. È attraverso queste realtà che si rafforza il senso di appartenenza e si valorizza il patrimonio locale. Un contributo concreto e prezioso per tutta la collettività». In videocollegamento il presidente nazionale Unpli Antonino La Spina, che ha ricordato con piacere la presenza proprio a Gorizia l’8 febbraio scorso per la giornata inaugurale della Capitale europea della cultura, con le Pro Loco tra i protagonisti. Quest’anno la tessera nazionale Pro Loco è dedicato proprio alla Capitale della cultura. «Esaurite le prime 650 mila – ha annunciato La Spina – ne stiamo ristampando altre 50 mila».

DATI – L’occasione è stata utile per fornire qualche dato. A livello di numeri la realtà delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia si conferma solida, con 240 Pro Loco affiliate all’Unpli nel 2024 di cui 14 di nuova adesione. Trend che prosegue nel 2025 visto che ci sono già 4 nuove Pro Loco affiliate nei primi tre mesi. Circa 20 mila i volontari e 1400 gli eventi organizzati durante l’anno. Il recente rapporto del Censis «Le Pro Loco: motore della valorizzazione territoriale e della coesione sociale», ha evidenziato a livello nazionale come il 75,1% della popolazione italiana viva in Comuni che ospitano almeno una Pro Loco, associazioni considerate linfa vitale imprescindibile, soprattutto nei piccoli centri. Nel 2023 sono stati quasi il 60% gli italiani che hanno partecipato ad almeno un evento organizzato dalla Pro Loco, mentre il 43,5% ha vissuto uno di questi appuntamenti durante un viaggio di piacere. Numeri percentuali che, in attesa di un eventuale studio regionale specifico, già ora si possono immaginare ancora più alti per la realtà del Friuli Venezia Giulia, dove ci sono più Pro Loco che Comuni (240 contro 215).

EVENTI – De Marchi nella sua relazione ha ringraziato tutti i presidenti e volontari di Pro Loco, i membri del consiglio regionale Pro Loco per il supporto e la segreteria della sede centrale di Villa Manin. Qui ha sede anche lo Sportello SOS Eventi Fvg, istituito con la legge regionale 7 del 2019 e che dà supporto a tante realtà del terzo settore – non solo Pro loco ma anche associazioni e parrocchie – nella preparazione della documentazione burocratica da presentare per organizzare eventi. Ben 415 le pratiche portate a termine nel 2024 per l’autorizzazione allo svolgimento delle manifestazioni che non si limitano alla mera esecuzione dell’inserimento dati sui portali Suap ma anche a tutta la fase interlocutoria con gli organizzatori, gli Uffici tecnici e la Polizia locale. Nel corso dell’Assemblea sono state anticipate le recenti novità normative in ambito di Terzo settore a cura della consulente fiscale Veronica Panigutti e del presidente dell’Organo di controllo Angelo Moschetta, componente del Tavolo tecnico legislativo presso il Forum del Terzo Settore di Roma. Intervento anche di Maurizio Rosa, terzo componente Organo di controllo. C’è stato anche un intervento di Enaip.

OBIETTIVI – «Un sempre maggiore supporto nelle pratiche burocratiche – ha concluso De Marchi -, una viva attenzione al ricambio generazionale tra volontari, un aiuto alle nuove Pro Loco che sorgono: queste alcune delle sfide odierne del nostro mondo, oltre alla salvaguardia di usi e tradizioni e delle specialità enogastronomiche tramite le nostre sagre ed altri eventi e progetti. Per questo collaboriamo anche con l’Unpli nazionale per il censimento della memoria immateriale mentre per quando riguarda l’aspetto culinario, l’appuntamento è per i due weekend centrali di maggio – 17/18 e 23/24/25 maggio – a Sapori Pro Loco in Villa Manin: vi aspettiamo tutti».

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In copertina e all’interno alcune immagini dell’assemblea delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia riunite ieri a Gorizia.

Tarcento questa sera ritorna a teatro protagonista una compagnia di Udine

(g.l.) Tarcento ritorna a teatro. Oggi, infatti, nella sala polifunzionale Margherita di viale Marinelli, prenderà il via una rassegna in quattro puntate che si concluderà il 3 maggio prossimo, dopo aver presentato spettacoli anche il 12 e il 26 aprile. Questa sera, a inaugurare il cartellone sarà la Compagnia teatrale “Il Tomât” di Udine che porterà in scena la commedia in lingua friulana di Graziano Calligaris “Matrimoni e patrimoni”. Anche nelle tre successive serate saranno presentate delle commedie con protagonisti gruppi teatrali provenienti, nell’ordine, da Povoletto, Pordenone e Porpetto. L’ingresso a ogni spettacolo costa 5 euro.
Tornando alla rappresentazione odierna, «la scena – come anticipa una breve trama – si svolge nel salotto di un agiato professionista che, improvvisamente, da un contesto economico piuttosto florido, viene a trovarsi sul lastrico. La situazione quindi potrebbe divenire drammatica se la moglie, abituata al lusso e alle comodità e non disposta a cambiare tenore di vita, non gli suggerisse un escamotage per uscire in fretta da questa triste condizione. Da qui tutta una serie di esilaranti situazioni che culmineranno in un finale a sorpresa». La compagnia udinese si appresta a festeggiare i trent’anni di vita, essendo nata nel 1996.

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In copertina, attori della compagnia “Il Tomât” durante una commedia in friulano.

Povoletto, questa sera il grande concerto del Coro Brigata Alpina Julia Congedati per ricordare i cent’anni del Gruppo Ana

(m.ri.) Finalmente ci siamo! Stasera, alle 20.30, andrà in scena all’auditorium di Povoletto l’atteso concerto che vedrà protagonista il Coro Brigata Alpina Julia Congedati. Come si ricorderà, l’appuntamento è organizzato dal locale Gruppo Ana nell’ambito del ricco cartellone programmato per festeggiare il centenario di fondazione, in collaborazione con la Sezione Ana di Cividale e con il patrocinio e la collaborazione del Comune. Ma va anche ricordato che ci sono degli sponsor, come per tutti gli eventi che vedono protagoniste le penne nere. Si tratta di Amministrazione Beni Marsure, Pro Loco Povoletto e CrediFriuli.


Così, vale ancora la pena di ripercorrere la storia quasi cinquantennale del coro, “nato” nell’agosto 1979 per partecipare al concorso Cori alpini alle Armi. Una formazione che, va ricordato, ha sempre mantenuto un legame sia con le «vicende della vita in montagna, cantato dai suoi più grandi compositori e arrangiatori, tra i quali possiamo citare Pigarelli, Pedrotti, Bon, Casagrande, Malatesta e De Marzi», sia con le «vicende drammatiche del corpo degli alpini nella Prima e Seconda guerra mondiale, nonché a tutta la vita dei militari dalle reclute ai vecj, ai congedati».
Da rammentare, ancora, la provenienza dei coristi da diverse regioni d’Italia: «Le zone di reclutamento sono cambiate con gli anni, ma hanno principalmente interessato Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzo». Mentre la direzione «è stata affidata a dei giovani maestri in armi, alpini di leva, che si sono tramandati esperienze e tecniche e hanno affinato la qualità delle voci. Sono cambiati i maestri, i capicoro, tanti e tanti coristi (fino ad oggi circa un migliaio): il Coro congedati della Brigata Alpina Julia è sempre rimasto lo stesso, portando lo spirito del Corpo degli alpini in mezzo alla gente».
E va anche ripetuto quanto non è cambiato nei decenni: «L’impostazione e la passione sono rimaste immutate fino ai nostri tempi, tanto che i coristi congedati da molti anni o da pochi mesi, alcuni potrebbero essere padri e figli, che non si sono mai visti o conosciuti, continuano a incontrarsi, in occasioni di concerti, per rivivere la bellissima esperienza di cantare assieme per trasmettere emozioni e ricordi e per tenere vivi gli ideali degli Alpini». Infine, tutti i componenti hanno avuto e hanno qualcosa in comune: «Nel momento in cui si intona la prima nota, anche se i coristi non sono mai gli stessi, se i maestri sono sempre diversi o si alternano nella direzione durante lo stesso concerto, se di prove se ne sono fatte poche, tutti cantano con la stessa gran voce per trasmettere il medesimo sentimento».

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In copertina e all’interno due immagini del Coro Brigata Alpina Julia Congedati; qui sopra, il suo distintivo.

A Grado ritorna anche quest’anno il corso di autodifesa femminile: iscrizioni online da presentare entro il 9 aprile

Il Comune di Grado, nell’ambito delle attività della Polizia Locale, ha organizzato dopo numerose edizioni (la prima nel 2018) un nuovo Corso gratuito di autodifesa femminile e sicurezza. Il corso – come informa una nota municipale – è composto da moduli formativi che tengono conto dell’esigenza di unire alla preparazione tecnica sull’autodifesa anche importanti nozioni relative alla prevenzione, ad un corretto approccio psicologico e alla conoscenza della normativa che tutela l’incolumità personale.
Il corso pratico si terrà di martedì a partire dal 15 aprile e con seiincontri fino al 20 maggio, dalle ore 20.30 alle ore 22, nella palestra della Scuola Dante (ingresso da via dell’Arte). Il corso sarà anticipato da una interessante serata informativa aperta al pubblico in tema di sicurezza, dal titolo “Stalking e violenze: strategie di prevenzione e contrasto” in programma il 10 aprile, alle 20.30, nell’aula magna della Scuola secondaria di primo grado, in via Marchesini. Sarà possibile iscriversi fino al 9 aprile, compilando la scheda di iscrizione online al link: https://www.irss.it/autodifesa-grado-2025
I posti – conclude il comunicato – sono limitati e avranno priorità nelle iscrizioni le donne residenti a Grado. Per la partecipazione è richiesto di rispettare la normativa vigente al momento dell’inizio del corso, di godere di buona salute e di accettare le condizioni di partecipazione. Per le persone abitualmente sedentarie è raccomandato un controllo medico prima dell’avvio delle lezioni pratiche.

Tarcento, ritorna la Via Crucis di Stella: un percorso di fede in mezzo al bosco (raccontato dalle opere di quindici artisti) nel ricordo di monsignor Corgnali

(g.l.) Bellissima la giornata di oggi e così sarà pure la serata, tanto che potrà avere regolare svolgimento la suggestiva Via Crucis di Stella, veramente unica in Friuli, e non solo, perché si snoda attraverso un originalissimo percorso d’arte che dal 2011 racconta, attraverso le quattordici stazioni, la Passione e la Morte di Gesù. Ma c’è, seppure non prevista dalla liturgia, anche la quindicesima che celebra la Resurrezione, come dire il trionfo della Luce sui drammi della vita.

Come ha reso noto la Pieve di San Pietro Apostolo, il ritrovo è fissato alle 20 presso la Chiesa della frazione montana, dalla quale lo sguardo si allarga, di giorno e pure di notte, su un’ampia parte della regione arrivando fino al mare. Per la prima volta a guidare il rito, illuminato dalle fiaccole, sarà l’arciprete Luca Calligaro che a fine ottobre ha raccolto l’eredità, spirituale e materiale, del precedessore monsignor Duilio Corgnali, vinto da una grave quanto rapida malattia nel gennaio 2024.
Dicevamo dell’originalità del “percorso” mistico. La Via Crucis si snoda, infatti, attraverso quindici opere d’arte realizzate da artisti provenienti – su invito di Toni Zanussi, molto legato alla località -, oltre che dal Friuli, dal Veneto, dalle vicine Austria, Slovenia e Croazia, ma anche dalla Germania. Ogni opera è stata prodotta su bassorilievo in ceramica colorata ed è stata donata all’associazione In Stella che si impegna anche a organizzare l’annuale cerimonia quaresimale. Come informa una breve nota, «è il cammino della Santa Croce che dal pianoro “Ter” su cui sorge la piccola Chiesa, lungo il tragitto (circa 500 metri) incontra le stazioni della Via Crucis collocate su supporti lignei. Il percorso si snoda in salita su strada sterrata in mezzo al bosco in un ambiente naturalistico d’ineguagliabile bellezza per lo splendido panorama». Come si diceva, Stella è una piccola frazione del Comune di Tarcento, formata da quattro borgate, vale a dire Malemaseria, Pobra, Mics, Stella stessa nota anche come Boreaniz.

L’ideatore Toni Zanussi.

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In copertina, ecco la chiesetta di Stella sui monti sopra Tarcento.

“Patrie dal Friûl”, per la Festa Dignano riapre la vecchia latteria e Dino Persello torna nel paese che l’ha visto bambino

(g.l.) Dino Persello vive da tanti anni a San Daniele, ma il suo cuore è rimasto a Dignano. Nel vicino paese in riva al Tagliamento è infatti nato e cresciuto, giocando tra i ciottoli del grande fiume alpino. E più volte gli ha dedicato i suoi spettacoli che ci parlano con tanto affetto e trasporto della storia e delle tradizioni del nostro Friuli, e quindi anche del “suo” Dignano. E lo farà anche domani, 5 aprile, quando alle 20.45, in occasione della “Fieste de Patrie dal Friûl”, nella ex latteria proporrà uno dei suoi monologhi più belli, “Jo i soi di paîs”, con il quale l’attore e regista, ma appunto anche scrittore, aveva qualche anno fa realizzato pure un bellissimo libro. Per l’occasione riaprirà la storica turnaria, oggetto di un recente e ben riuscito restauro che il Comune ha deciso di destinare a tutt’altro scopo, visto che la lavorazione del latte è ormai soltanto un ricordo, come è avvenuto purtroppo per la stragrande maggioranza delle latterie friulane, dalle quali uscivano formaggi indimenticabili.

«Una condizione spirituale e sociale che me la sento sempre più forte e ben modellata addosso. E ne vado fiero, perché tutto ciò mi regala ancora, energia, senso di appartenenza e di pulizia, coerenza, parole date e… mantenute. Non ho detto nostalgia, di cui diffido, perché non porta né alla conoscenza né alla crescita!», scrive Dino Persello in una riflessione buttata giù proprio in vista della serata di domani. Aggiungendo: «E la voglia di raccontare, questo mio dapprima costante sentire, è cresciuta nel tempo, a tal punto che il desiderio è diventato felicemente incalzante, fino a… “non poterne più”. E così ho deciso di descriverlo e da umile artigiano e manutentore della passione di narrare storie… di raccontarlo questo mio “Sei di paîs”».
«In questo spettacolo – anticipa l’autore – mi trasferisco dagli improbabili campetti di calcio ai cortili delle canoniche, agli alberi di ciliegio, alla latteria, ai misteriosi angoli del Tagliamento, alle buie e gelide, ma affascinanti sale teatrali, ai crocicchi dei borghi, alle piazzette e contrade del mio paese, Dignano (che sono poi quelle di tutti i nostri paesi), attraverso lo sguardo di un gruppo di amici nati e cresciuti nelle Comunità della provincia Friulana». E ancora: «Racconto memoria, non retorica, dopo aver imparato molte cose e prendendomi l’autorità e la soddisfazione di illustrarle come un bambino di oggi, senza concedermi facili ipocrisie, ma mettendomi nei panni di un osservatore che, all’interno della sua consapevolezza, ormai da tempo adulto, desidera mostrare al pubblico ciò che era ed è il bambino Friulano, coi passaggi di crescita, le difficoltà che subisce e gli incanti che prova di fronte al nuovo mondo che gli si spalanca davanti, quello del gioco sì, ma anche quello castissimo dei primi amori. Racconto di infanzia – conclude Dino Persello – non protetta da cordoni sanitari di adulti, racconto di un bambino di 12-13 anni e della sua fretta di crescere, racconto per divertimento, per chi c’era già e si ricorda le sfumature e per chi è nato dopo e si diverte alle circostanze!».

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In copertina e all’interno, Dino Persello adulto e bambino. E la restaurata latteria.

Il Piccolo Teatro Città di Sacile celebra la “Fieste dal Friûl” con le poesie di confine

Ci sarà anche il Piccolo Teatro Città di Sacile tra le numerose Associazioni del territorio impegnate nella celebrazione ufficiale della Festa della Patria del Friuli / Fieste de Patrie dal Friûl che nel weekend dal 3 al 6 aprile, giorno della grande festa popolare, si ritroveranno nella città del Livenza, scelta quest’anno dall’Arlef per ospitare questo importante evento ufficiale, in sinergia con l’Amministrazione cittadina.

Il trio protagonista domani a Sacile.

Grazie alla collaborazione della Biblioteca Civica “Romano Della Valentina”, il Piccolo Teatro ha scelto di proporre una serata di spettacolo con un reading poetico-musicale che andrà in scena domani, 5 aprile, alle ore 20.45 nel Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni (ingresso libero), di cui sarà protagonista un trio di artisti formato dalle attrici Caterina Comingio e Serena Ervas, con il musicista Romano Todesco alla fisarmonica. Il titolo “Poesie di confine. Tra Veneto e Friuli, tra ieri e oggi” restituisce già il senso di questo progetto, che ha ritrovato e in parte rielaborato una pièce che aveva visto il suo primo debutto qualche anno fa, quando la Regione Friuli Venezia Giulia ha puntato l’attenzione sull’anniversario del passaggio delle terre friulane dal Patriarcato di Aquileia alla Serenissima (1420/2020), aprendo nuovi ambiti di riflessione sul significato della Storia e sui rimandi tra il passato e il presente. A questo si aggiunge anche l’idea di giocare sull’idea del “confine” che proprio il territorio lungo il Livenza traccia ancora tra due regioni, ma che in realtà, come tutti i confini, fu sempre permeabile non solo a eserciti e popoli, ma anche a tradizioni, lingue e influenze culturali. Tutto ciò sta alla base di una ricerca letteraria che ci ha guidato a creare un ponte tra generazioni lontane, eppure legate proprio a quel territorio veneto-friulano che ancora oggi riconosciamo come forte segno di appartenenza.
L’idea del reading, che è partita da un confronto prima di tutto sulla lingua – il friulano e il dialetto veneto – ha così recuperato dall’oblio alcune poesie di Giovanni Battista Donato, un letterato del Cinquecento nato a Venezia, che, trasferitosi in Friuli nell’area tra Sesto al Reghena e Gruaro, non esitò a scrivere proprio in friulano testi che trovano corrispondenza emotiva tra il paesaggio agreste circostante, con le sue stagioni, e lo scorrere delle stagioni umane. Accanto a queste liriche, altre rime scelte di Ercole Carletti, scrittore e linguista vissuto a Udine tra Otto e Novecento, tra i fondatori della Società Filologica Friulana, di padre originario di Pordenone e madre istriana. E infine l’oggi, con i componimenti di Fabio Franzin, poeta contemporaneo dalla notevole, e pluripremiata, produzione, nato a Milano da famiglia veneta, che proprio nella parlata trevigiana tipica dell’area tra Oderzo e Motta di Livenza (sempre lungo lo stesso “confine”) trova il suo ideale mezzo espressivo. Dalle sue raccolte sono state scelte alcune poesie dove ancora una volta il territorio e la vita campestre, insieme alle riflessioni più personali sull’esistenza, lasciano nell’animo echi non distanti da quelli dei secoli precedenti. Segno che i poeti, al di là del Tempo e delle lingue, sanno sempre quali corde toccare per far vibrare ciò che di più profondo l’uomo custodisce dentro di sé.

Info sul web:
www.piccoloteatro-sacile.org – Facebook: @piccoloteatrosacile

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In copertina, Palazzo Ragazzoni fulcro di cultura che sorge dalle acque del Livenza.

Ginnastica ritmica, l’Asu è d’argento con Tara Dragaš al Grand Prix di Thiais

Con un punteggio totale di 108.252, Tara Dragaš, neo diciottenne ginnasta dell’Associazione Sportiva Udinese, ha incantato il pubblico del Grand Prix di Thiais 2025 (Francia) conquistando la medaglia d’argento. Unica italiana presente in questa importante gara di ginnastica ritmica, la stellina bianconera è stata superata solo dall’ucraina Taisiia Onofriichuk che ha chiuso il concorso generale con 115.251 punti. Terzo posto per l’altra ucraina, Polina Karika, con 107.301. «Bravissima Tara – ha commentato il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta -. Stai raggiungendo i risultati che ti meriti. Frutto del tuo lavoro, dalla tua determinazione, dell’impegno e della passione che ci metti tutti i giorni. Continua così». Grande gioia anche nelle parole dell’allenatrice, Spela Dragaš: «Sono felice perchè Tara è riuscita a portare in pedana ciò che noi vediamo tutti i giorni durante gli allenamenti. È competitiva anche in campo internazionale».
Entrando più nei dettagli tecnici del Grand Prix, la coach ha ricordato come: «Superate alcune incertezze iniziali, ha rotto il giacchio e l’emozione ha lasciato spazio alla grinta che la contraddistingue. Un esercizio dopo l’altro è cresciuta. Dal cerchio (26,034) alla palla (26,017), dalla palla alle clavette (27,967), ha chiuso in bellezza con il nastro (28,234), attrezzo nel quale è stata perfetta e magistrale e dove ha maturato un punteggio di solo 0,10 inferiore a Onofriichuk. Nelle finali, carica di queste prime prove, è partita stanca ma consapevole e questo le ha consentito di raggiungere il secondo gradino più alto del podio», confermandosi una delle prime individualiste italiane. Prossime tappe: la terza prova di campionato di seria A1, il 12 e 13 aprile, e la coppa del mondo di Baku, fra il 18 e il 20 aprile.

Importanti nomine

L’Associazione Sportiva Udinese si conferma protagonista nel panorama schermistico nazionale, non solo in pedana: il consiglio della Federazione Italiana Scherma, in occasione del recente rinnovo delle commissioni federali nazionali e dei gruppi di lavoro per il nuovo quadriennio olimpico, ha conferito tre importanti nomine ad altrettanti componenti dell’Asu. Il presidente, ingegner Alessandro Nutta, è stato nominato componente della commissione impianti, che si occupa della valutazione e regolamentazione delle strutture e degli impianti sportivi federali. Il tecnico delle armi, Michael Pasut, è stato nominato componente della commissione Semi – Segnalazione Elettrica Materiali Installazioni, gruppo di esperti sui materiali e sulle attrezzature di scherma, incaricato di regolamentare e sorvegliare l’utilizzo dei materiali ai fini della sicurezza e del regolamento in gare nazionali e internazionali. L’atleta master Niccolò Cecchinato è stato nominato delegato regionale Gsa – Gruppo Schermistico Arbitrale per il Friuli Venezia Giulia, incaricato quindi della gestione degli ufficiali di gara del Comitato Regionale FVG, nonché della loro continua formazione. L’ennesima dimostrazione di come la società si impegni seriamente e con professionalità, sia nel campo garistico, che in ambito organizzativo.

Progetto Sicurezza

Il “Progetto Sicurezza” dell’Associazione Sportiva Udinese si consolida e si arricchisce di un’importante novità: grazie al sostegno della Fondazione Friuli e di Md Systems, nuovo sponsor della società bianconera, il PalaPrexta è stato dotato di uno sistema di videosorveglianza. Nel pieno rispetto delle normative vigenti, sono infatti state installate delle telecamere di videosorveglianza lungo il vialetto di accesso alla polisportiva e nelle zone comuni dell’impianto. L’obiettivo è quello di tutelare tutti coloro che frequentano la struttura e, in particolare, i più giovani atleti dell’Associazione Sportiva Udinese.
«Per il nostro 150° anniversario abbiamo scelto di dare concretezza a questo progetto sul quale abbiamo a lungo riflettuto – ha ricordato il direttore generale dell’Asu, Nicola Di Benedetto, riferendosi al “progetto sicurezza” -. Da tempo stiamo investendo, su più fronti, sulla sicurezza dei nostri atleti. Ricordo l’installazione dei Trox Air Purifier (Tap), ma anche, negli spogliatoi e nelle zone comuni, della presenza di un sistema professionale per la sanificazione automatica delle unità di trattamento aria (Sap-Uta) e poi la climatizzazione sanificante nelle zone comuni, nella zona scherma e nella zona studio servizio di portierato per la sicurezza dei più piccoli. In questo contesto abbiamo ritenuto che fosse oramai necessario anche dotarsi di un sistema di video sorveglianza a tutela delle tesserate e dei tesserati – ha chiuso -. Per aggiungere questo nuovo “mattoncino” dobbiamo ringraziare, per il sostegno ricevuto, la Fondazione Friuli e Md Systems, che in questi mesi ha scelto di diventare nostro sponsor, unendosi alle altre realtà che da tempo credono in noi».
Md Systems, azienda friulana con sede a Pagnacco, è un punto di riferimento nel settore della sicurezza professionale. L’azienda nasce con l’obiettivo di progettare, installare e mantenere sistemi di sicurezza avanzati, offrendo soluzioni su misura per privati, aziende e istituzioni. Ogni progetto viene realizzato con la massima attenzione ai dettagli e al cliente, offrendo un servizio completo e personalizzato, che va dalla consulenza iniziale all’assistenza post-installazione. «Collaborare con Asu – una società d’eccellenza che gestisce uno degli impianti più belli d’Italia – per una sicura permanenza dei giovani all’interno del PalaPrexta è per noi motivo di orgoglio. Md Systems Spa è da sempre vicina al mondo dello sport giovanile e garantisce la sicurezza dei ragazzi e delle loro famiglie. Pertanto – hanno sottolineato dall’azienda – abbiamo sostenuto con piacere il progetto sicurezza che non si fermerà alla videosorveglianza e ci auguriamo che possa proseguire negli anni».

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In copertina, Tara Dragaš stella dell’Asu sul podio con la medaglia d’argento.

“La grande linea”, questa sera a Corva il docufilm su Bartolomeo da Panigai

Approda al Centro sociale di Corva di Azzano Decimo “La grande linea”, docufilm che racconta la vita dello studioso e religioso Bartolomeo da Panigai. Appuntamento questa sera, alle 21. L’opera audiovisiva è stata ideata da Diego Comuzzi, Mara Gobbo e Loris Tesolin. Gli autori hanno voluto riportare alla luce questo personaggio oggi quasi dimenticato, le cui idee e azioni hanno avuto influenze sulla storia dell’Europa, dell’America Latina e in generale della civiltà occidentale.
La serata è organizzata grazie alla collaborazione tra Comune di Azzano Decimo, Accademia San Marco di Pordenone, Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti e Circolo culturale di Corva, con l’importante sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni, Unsic Fvg, Villa Maria Spumanti e Unipromos Ets. La prima proiezione era avvenuta a Pravisdomini, Comune in cui si trova Panigai, lo scorso ottobre.
«Siamo lieti – ha affermato il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro, ringraziando anche tutti gli altri partner della serata – di essere parte di questo progetto anche in questa fase successiva che dopo la prima si apre al territorio provinciale con una serie di successive proiezioni. Il docufilm non si limita a raccontare la storia di Bartolomeo da Panigai, ma offre anche uno spaccato del contesto storico e culturale in cui ha vissuto, valorizzando le sue radici friulane. È un patrimonio inestimabile che in questo modo possiamo custodire e tramandare alle nuove generazioni».
«Un progetto – aveva sottolineato al momento della prima Alvaro Cardin, presidente dell’Accademia San Marco – di vasto respiro che abbiamo sostenuto con piacere e che ripercorre avvenimenti di un periodo fondamentale nella costruzione della civiltà occidentale. La vita di padre Bartolomeo fu anche un primo contatto tra le nostre terre e il Sudamerica, poi punto di arrivo per molti nostri corregionali i cui discendenti ancora oggi vivono laggiù».
Originario dell’omonima località di Pravisdomini – caratterizzata dal celebre palazzo della nobile famiglia e dove la piazzetta è a lui dedicata (con il nome di Bortolo) -, Bartolomeo è stato una personalità poliedrica del 18mo secolo. Fu infatti gesuita, matematico, fisico, cartografo, geografo, astronomo, naturalista, diplomatico, giurista, retore, filosofo e teologo. Il suo massimo incarico nel 1750, quando tracciò in Sudamerica i confini (la grande linea per l’appunto) tra Impero spagnolo e Impero portoghese.

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In copertina, la chiesetta di Panigai località di Pravisdomini della quale era originario padre Bartolomeo.