“Glesiutis”, weekend con Itineraria alla riscoperta delle storiche chiesette campestri del Medio e Basso Friuli

(g.l.) “Glesiutis” è intitolata la nuova proposta artistica di Itineraria, l’associazione culturale guidata da Maria Paola Frattolin. Si tratta di un calendario di visite alla riscoperya delle chiesette campestri del Medio e Basso Friuli che si articolerà in due giornate del fine settimana, cioè domani e domenica.
Domani, dalle 15 alle 19, ci saranno visite guidate a cura di Itineraria alle chiesette di San Giuseppe dei Casali a Casali Franceschinis di Muzzana del Turgnano; di San Bartolomeo e Madonna del Suffragio a Palazzolo dello Stella: di Santa Maria Annunziata a Paradiso di Pocenia e di Samta Libera Vergine e Martire di Ronchis
Domenica, invece, con lo stesso orario, il percorso di visita sarà a cura di Ragazzi si cresce, esperti e storici locali. Le visite riguarderanno San Nicolò di Arnaces a Mortegliano, Sant’Antonio Abate a Nespoledo di Lestizza, Sant’Orsola a Villaorba di Basiliano, Santi Daniele e Agostino a Mereto di Tomba e San Girolamo a Rivis di Sedegliano. Sono annunciati interventi musicali a cura degli allievi delle scuole di musica Armonie e Domus musicae.
Ricordiamo, infine, che “Glesiutis” è un’iniziativa del Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli, con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia E Banca 360 Credito Cooperativo Fvg, in collaborazione con Itineraria Associazione Guide Turistiche Autorizzate per la Regione Friuli Venezia Giulia, Ragazzi si Cresce Progetto di Aggregazione Giovanile, Armonie Associazione Musicale APS, Domus Musicae Aps.

Si ringraziano i sacerdoti, i proprietari privati, gli storici ed esperti locali per la preziosa collaborazione e disponibilità
Essere Progetto Integrato Cultura significa appartenere a quel gruppo di 17 Comuni del Medio e Basso Friuli che elaborano e realizzano progetti e percorsi culturali assieme, perché non c’è senso nel crescere da soli.

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“FragiliEtà”, stasera spettacolo a Nimis per sconfiggere il bullismo e far vincere la speranza tra riflessioni, storie e musica

(g.l.) Nell’ambito delle manifestazioni di “Diamo un taglio alla sete”, serata di grande intensità emotiva oggi, 10 aprile, nella sede della Cantina I Comelli, a Nimis. Con ingresso libero, a partire dalle 20, ci sarà infatti lo spettacolo “FragiliEtà – Storie, canzoni e musiche dalla parte di chi perde”, ossia “Un viaggio narrativo e teatrale dal bullismo alla speranza” di e con Francesco Milanese, psicologo e mediatore familiare. La colonna sonora sarà assicurata da Alessio de Franzoni, fisarmonica e tastiere; Federico Canciani, batteria e percussioni; Roberto Foglietta, voce e chitarra. A fine spettacolo seguirà un piccolo rinfresco durante il quale sarà possibile acquistare le bottiglie del progetto “Diamo un taglio alla sete”, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Come è noto, il tutto è a favore del progetto umanitario in questione – che trova coronamento ogni anno (prossimo appuntamento a metà giugno) nella grande festa organizzata proprio nella sede della stessa cantina di via Valle (uscita del paese prima di salire a Ramandolo o a Torlano) – al fine di sostenere la campagna di solidarietà volta ad aiutare l’opera di un religioso friulano impegnato da lunghi anni nella ricerca dell’acqua potabile per dar sollievo alle genti delle assetate lande africane. Un progetto che va avanti ormai da tanti anni e che ha consentito di raccogliere cifre molto considerevoli da destinare al nobile scopo.

Nimis, oggi gli ultimi incontri con la popolazione di Bonfini e Mattiuzza prima del voto di domenica e lunedì

(g.l.) Nimis è sempre più vicina al voto amministrativo di domenica e lunedì prossimi. E in vista dell’importante appuntamento, che chiuderà un anno di gestione commissariale, oggi, 9 aprile, si terranno anche gli ultimi incontri pubblici con i due candidati sindaci e gli schieramenti che li sostengono. Per cui Sergio Bonfini (Chei mancul piês e Nimis riparte) invita gli elettori alle ore 20, “Al Friuli” di Torlano, mentre Fabrizio Mattiuzza (Obiettivo Nimis) li aspetta, alle 20.30, nelle ex scuole elementari di via Matteotti, nel capoluogo.
Come è avvenuto durante gli altri comizi, i candidati alla guida del Comune pedemontano presenteranno il programma predisposto per il prossimo quinquennio amministrativo, recependo eventuali richieste integrative da parte dei cittadini che interverranno ad ascoltarli. Ricordiamo, allora, tutti i candidati all’ingresso in consiglio comunale che sono espressione di tre liste civiche. Come detto, due sono le compagini a sostegno della candidatura a sindaco di Sergio Bonfini, 69 anni; una invece quella a supporto di Fabrizio Mattiuzza, 47 anni.
Candidatura di Sergio Bonfini.Chei mancul piês: Tiziano Clocchiatti (nato nel 1961 a Udine), Patrizia Zitteri (1960 a Gorizia), Roberto Lorenzini (1999 a Udine), Thomas Cussigh (1999 a Udine), Ivano Sartori (1973 a Udine), Celeste Gori (1994 a Trieste), Stefano Toniutti (1987 a San Daniele del Friuli), Silvia Parisotto (1985 ad Asolo – Treviso).
“Nimis riparte”: Giovanna Rossetto (nata nel 1962 a Padova), Simone Basello (2003 a Udine), Romina Ceschia (1978 a Udine), Sara Benedetti (2000 a San Daniele del Friuli), Roberto Missera (1960 a Udine), Eleonora Mondini (2003 a Tolmezzo), Gian Claudio Nale (1961 a Vercelli), Alessandro Cipriano (1961 a San Mauro Castelverde – Palermo), Christian Casadei (1974 a Bologna).
Candidatura di Fabrizio Mattiuzza. “Obiettivo Nimis”: Giacomo Bernardis (nato nel 1983 a Udine), Gloria Bressani (1954 a Nimis), Luca Bressani (1978 a Udine), Federica D’Anzul (1971 a Udine), Mariacristina Del Fabbro (1987 a Gemona del Friuli), Ivana Di Betta (1956 a Fleurus – Belgio), Andrea Fant (1974 a Udine), Lino Gervasi (1959 a Nimis), Anna Kolaj (2002 a Pistoia), Davide Michelizza (2001 a Udine), Roberta Tomada (1986 a Gemona del Friuli), Serena Vizzutti (1977 a Udine).
Le operazioni elettorali, come già ricordato, si terranno nei giorni 13 e 14 aprile, mentre la proclamazione degli eletti avverrà il 15 appena conclusa la conta dei voti che comincerà la mattina. Per cui per l’ora di pranzo si dovrebbe conoscere il nome del nuovo sindaco.

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza

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In copertina, il Municipio di Nimis che da martedì prossimo avrà il nuovo sindaco.

Dopo Tarcento, la “Fieste de Patrie dal Friûl” è arrivata a Sacile il Comune più occidentale. Il governatore Fedriga: c’è un senso di appartenenza che ci unisce

«La “Fieste de Patrie dal Friûl” rinnova oggi il senso di appartenenza che ci unisce», ha sottolineato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo a Sacile alla 48ma edizione dell’annuale manifestazione del 3 Aprile. Il Comune più occidentale del Friuli ha ospitato, infatti, le celebrazioni della “Fieste” con cui si sono ricordati i 948 anni dalla costituzione dello Stato patriarcale friulano, fondato appunto il 3 aprile 1077. E la città-porta del Friuli ha rappresentato una scelta particolarmente simbolica in quanto, nel 1366, il Patriarca Marquardo von Randeck – quello che si ricorda ogni anno nell’Epifania cividalese con la Messa dello Spadone – la scelse per promulgare le Constitutiones Patriae Fori Iulii.


Organizzata quest’anno da Comune di Sacile, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Agenzia regionale per la lingua friulana, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, la “Fieste” è cominciata, in piazza Sant’Odorico, con il tradizionale alzabandiera dello storico vessillo del Friuli. Presenti, come di consueto, tantissime autorità, insieme ai sindaci e ai rappresentanti dei Comuni del territorio friulano. Successivamente, nella Chiesa di Sant’Ulderico è stata celebrata una Messa con letture e preghiere in friulano, sloveno, tedesco e veneto. Terminata la funzione, le cerimonie si sono spostate alla Loggia del Municipio, dove è seguito il saluto di benvenuto agli ospiti e alla cittadinanza. Le celebrazioni civili sono poi proseguite al Teatro Ruffo. Ad aprirle è stata l’esecuzione dell’Inno del Friuli intonato dalla talentuosa mezzosoprano Valentina Volpe Andreazza, accompagnata al pianoforte da Ruggero Spagnol, assessore comunale alla cultura. Terminato l’inno, come da programma c’è stata la lettura della Bolla imperiale seguita dal tradizionale scambio della bandiera tra il sindaco di Tarcento, Maurizio Steccati, che aveva ospitato la Festa lo scorso anno, e il sindaco di Sacile, Carlo Spagnol. Sono seguiti gli interventi delle molte autorità.
Dopo l’intervento del primo cittadino, nel corso della cerimonia civile hanno parlato: Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan; Daniele Sergon, presidente dell’Assemblea della comunità linguistica friulana; Dorino Favot, presidente dell’Anci Fvg – Associazione Nazionale Comuni Italiani; Angelo Montanari, che dal prossimo ottobre sarà il rettore dell’Università degli Studi di Udine; Eros Cisilino, presidente dell’Arlef; gli onorevoli Isabella De Monte ed Emanuele Loperfido; la senatrice Tatjana Rojc; Markus Maurmair, per il Consiglio regionale Fvg; Mario Anzil, vicepresidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e assessore alla cultura; il governatore della Regione Massimiliano Fedriga (con un videointervento). Presenti, inoltre, Rita Nassimbeni, presidente del Consiglio comunale di Udine, e la consigliera Stefania Garlatti Costa; Maurizio Negro, assessore del Comune di Gorizia; Stefania Miotto per la Società Filologica Friulana; Gabrio Piemonte per l’Ente Friuli nel Mondo.
Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, intervenendo in un video messaggio, ha ricordato come la città di Sacile, nel 1366, fu teatro dell’approvazione della Costituzione della Patria del Friuli. Una delle più alte espressioni di autonomia istituzionale in Europa. «Da quel momento – ha ricordato il governatore – la nostra terra visse, per oltre tre secoli, un periodo di unità e coesione, in cui si svilupparono una lingua comune, una cultura condivisa e un forte senso di appartenenza. Il Patriarcato fu anche esempio di pluralità e convivenza. Al fianco della lingua friulana, si garantiva rispetto e tutela alle lingue culture delle comunità slovene e germanofone. Un modello di pluralismo che oggi, in un’Europa che cerca nuovi equilibri, resta un riferimento importante. Questa giornata ci ricorda che l’identità friulana è fondata sull’autonomia ma anche sulla responsabilità. Celebrare la nostra storia non significa rimanere ancorati al passato, ma rinnovare l’impegno a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza delle proprie radici. La lingua friulana – ha rimarcato – rappresenta un elemento essenziale di questo patrimonio. Promuoverla nei contesti educativi, nell’istituzioni e i mezzi di comunicazione è un dovere che ci assumiamo, perché attraverso la lingua passa non solo la memoria, ma la capacità di affrontare il futuro con consapevolezza. Il Fvg, grazie anche alla propria autonomia speciale, ha saputo dimostrare che è possibile coniugare autogoverno e responsabilità, identità e apertura, tradizione e innovazione. Questo è il contributo che vogliamo continuare a offrire all’Italia e all’Europa. Essere un esempio concreto di coesione nella diversità, di rispetto delle specificità e di solidarietà tra le comunità. La Fieste del Patrie dal Friûl rinnova oggi il senso di appartenenza che ci unisce. Ci ricorda – ha chiuso il presidente Fedriga – che siamo custodi di un’eredità preziosa, fatta di istituzioni solide, di pluralismo culturale e di coesione sociale e che questa eredità va custodita, difesa e trasmessa».

Nel suo intervento, Mario Anzil, vice presidente del Fvg e assessore alla cultura, ha evidenziato l’importanza di conservare l’identità, ricordare i valori degli avi – un patrimonio di secoli di laboriosità e capacità di superare le avversità, come la ricostruzione post terremoto -, ma anche alimentare la consapevolezza nelle giovani generazioni di essere all’altezza di queste radici per costruire un futuro solido.
Nel ricevere la bandiera dall’omologo di Tarcento, che ha ospitato la “Fieste” lo scorso anno, Carlo Spagnol, sindaco di Sacile, ha posto l’accento sulla storia della città ospitante sottolineando che «Sacile è stato ed è ancora un crocevia. Siamo orgogliosi di avere le nostre radici in Friuli. Noi vogliamo continuare a portare avanti questo legame, con l’aiuto di tutti, anche attraverso il recupero dei legami, delle tradizioni, che sono il nostro patrimonio e che sapremo coltivare e far crescere nell’interesse comune, guardando con ottimismo al futuro».
Anche il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, ha posto l’accento sull’importanza di Sacile nella storia del Friuli: «Con le celebrazioni della Fieste de Patrie dal Friûl a Sacile abbiamo acceso i fari su un fatto storico non ancora sufficientemente noto: seicentocinquantanove anni fa, nel 1366, su impulso del patriarca Marquardo di Randeck, in questa città venivano promulgate le Constitutiones Patriae Fori Iulii, ovvero un volume che conteneva i “codici” del diritto friulano, poi rimasti in vigore fino al 1797. Una codificazione giuridica all’avanguardia per l’epoca, così come del resto lo era il Parlamento della Patria, uno dei più antichi d’Europa e dei più longevi della storia, dove accanto ai nobili e agli ecclesiastici, sedevano anche i rappresentanti dei Comuni. Le Constitutiones erano significativamente innovative sotto diversi punti di vista, ma senz’altro per il peso che davano alle donne, alle quali riconoscevano tutele e diritti non immaginabili per l’epoca e diventati universalmente riconosciuti solo secoli dopo. Si tratta di aspetti fondamentali che in una certa misura, da un punto di vista legislativo, ponevano la donna alla pari dell’uomo: poteva ereditare i beni del marito, in mancanza di eredi maschi, e aveva potere sul suo patrimonio in casi precisi. Temi tutt’altro che secondari e che hanno visto il Friuli antesignano, rimarcando così, ancora una volta, la sua autonomia».
La senatrice Tatjana Rojc, ringraziando per l’invito e complimentandosi per le celebrazioni, ha fatto invece un appello affinché si continui a coltivare lo studio delle lingue che compongono il panorama linguistico regionale e che lo si faccia con l’impegno profuso dall’UniUd, sin dalle sue origini, essendo il Friuli oggi al centro dell’Europa: la forza di questo territorio. Ha invece posto l’accento sul legame dei friulani con i loro simboli l’onorevole Isabella De Monte. Prima fra tutti, la bandiera con la sua aquila. De Monte ha sottolineato l’unicità del Friuli, terra in cui le differenze dei popoli coesistono pacificamente. Ha quindi parlato di un obiettivo comune: la ratifica della Carta europea delle lingue minoritarie, attesa da oltre 20 anni, un passaggio sostanziale che è necessario avvenga. Il deputato Emanuele Loperfido, salito sul palco del Teatro Ruffo, ha sottolineato invece come le istituzioni debbano saper essere all’altezza del popolo che rappresentano e ha lanciato una sfida verso il futuro, in previsione del ritorno alle province, auspicando che siano in grado di essere snelle, di ascoltare il territorio, mettendolo nelle condizioni di saper correre per essere pronto ad affrontare a testa alta le sfide del futuro.
A portare i saluti del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, c’era il consigliere regionale, Markus Maurmair, il quale ha sottolineato come «non ci siano friulani di serie A o di serie B, ma che anzi, chi desidera prendere la Bandiera del Friuli e metterla fuori dalla propria casa, per rivendicare l’appartenenza a un popolo – al di là delle diversità presenti sul territorio – credo vada apprezzato e incoraggiato». Il neo eletto rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, ha quindi posto l’accento su quello che ha definito «un tratto distintivo del nostro Ateneo, che va coltivato con grande cura: la coesistenza di un forte radicamento con il territorio e uno sguardo che spazia in tutte le direzioni». Ricordando il padre, primo sindaco di Sacile nel secondo dopoguerra, poi emigrato in Argentina, ha aggiunto: «Credo ci sia una rete di rapporti che lega le diverse realtà del Friuli e che oggi l’Università di Udine sia uno dei nodi più importanti di questa rete, svolgendo un ruolo fondamentale nel rafforzamento e nella valorizzazione del nostro territorio».
«Come Istitût Ladin Furlan siamo stati i primi, dopo l’iniziativa del 1977, organizzata da Pre Checo Placerean, a sostenere le celebrazioni della Fieste de Patrie dal Friûl. A quarantotto anni di distanza da quel giorno, siamo contenti che la Regione abbia riconosciuto questa iniziativa. Ancora più bello è vedere che il ricordo della nascita del Patriarcato di Aquileia, e quindi del Friuli, si allarga ogni giorno di più. Quindi devo dire grazie alla Regione, che ci ha creduto, così come all’Arlef e al Comune di Sacile, quest’anno. Ma soprattutto il mio grazie va al popolo friulano che sta riscoprendo la sua storia. Una storia che ci era sempre stata negata, ma che è una storia grandissima. Le celebrazioni che si sono svolte a Sacile, dove sono state promulgate le Constitutiones della Patria volute da Marquardo, dimostrano quanto il patriarcato fosse tra i più avanzati d’Europa», ha ricordato Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”rimarcando anche che «è doveroso esprimere una profonda preoccupazione per il mancato rispetto delle normative che dovrebbero garantire l’insegnamento della lingua friulana nelle nostre scuole. Le risorse stanziate, sebbene importanti, non sembrano garantire una presenza capillare e efficace della lingua friulana nel sistema educativo regionale. Quante altre generazioni – ha chiuso domandandosi retoricamente – dovranno passare prima che l’insegnamento del friulano venga riconosciuto per quello che è: un diritto fondamentale di tutti noi?».
Il programma della Fieste è proseguito, nel pomeriggio, dopo il tradizionale pranzo, offrendo a tutti la possibilità di partecipare ai molteplici itinerari culturali. Fra essi l’importante mostra d’arte “Stralûs. 1985-2025 Arte in Friuli / Art in Friûl”, frutto della collaborazione fra la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, l’Università di Udine, il Comune di Sacile e l’Arlef, ospitata a Palazzo Ragazzoni, che resterà aperta fino all’11 maggio.

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In copertina, le bandiere del Friuli storico mentre attraversano il ponte sul Livenza; all’interno, il passaggio di consegne fra il sindaco di Tarcento Mauro Steccati e il collega di Sacile Carlo Spagnol, e due immagini della manifestazione.

Nel Distretto delle meraviglie ora nasce “Welfare a Km0″: buoni spesa per acquisti nelle piccole e microimprese

Si chiama “Welfare a Km0” ed è il nuovo progetto con cui il Distretto del Commercio Friuli Orientale (il “Distretto delle meraviglie”), intende unire in modo innovativo persone, imprese e territorio. Una piccola ma significativa rivoluzione nel modo in cui il welfare aziendale può generare valore diffuso e sostenibile, a diretto vantaggio dei cittadini e delle piccole e micro imprese che fanno parte del Distretto e ne costituiscono l’ossatura vitale: non dunque, come accade normalmente, buoni spendibili nelle megacatene internazionali, bensì nei piccoli negozi di vicinato, che offrono prodotti e servizi di qualità, dall’abbigliamento agli alimentari, dalle parrucchiere ai piccoli artigiani, la cui crescita e valorizzazione sono proprio l’obiettivo primario dei Distretti del commercio regionali.
Ma ecco nel concreto come funzionerà il meccanismo, attivato nell’area distrettuale che riunisce, come è noto, 12 Comuni, contando circa 43 mila abitanti, 775 imprese agricole, 1.873 industrie e attività artigianali, 2823 attività del terziario e oltre 20 mila addetti. Dai prossimi mesi, le imprese dell’area — di tutti i settori — potranno caricare parte del credito welfare dei propri dipendenti su una piattaforma digitale già attiva. I lavoratori potranno utilizzare il proprio credito welfare attraverso buoni spesa di acquisto all’interno, come detto, di una rete di piccoli esercizi locali selezionati, negozi, bar, ristoranti, parrucchieri e molte altre attività radicate nella comunità. «Con Welfare a Km0 – sostiene Beppino Govetto, sindaco di Pavia di Udine, capofila del Distretto – vogliamo trasformare un’idea semplice in un cambiamento concreto: creare benessere per i lavoratori e sostenere il cuore pulsante dei nostri paesi: i piccoli esercizi locali. Così costruiamo, grazie al modello dei Distretti introdotto con lungimiranza dall’assessore Sergio Emidio Bini, una comunità più coesa, inclusiva e resiliente». Assessore che aggiunge: «Con l’istituzione dei Distretti, la Regione si è posta un obiettivo ambizioso: rivitalizzare i centri storici, in particolare dei piccoli paesi – spiega Bini –, mettendo a fattor comune risorse e competenze a vantaggio delle imprese. In questo senso, il welfare territoriale rappresenta una concreta opportunità per sostenere e far crescere il commercio di vicinato, perché non solo garantisce un servizio, ma responsabilizza lavoratori e residenti, facendo leva sul senso di comunità che da sempre caratterizza le nostre località».
Meccanismo semplice, dunque, ma di grande potenziale. Grazie al credito welfare concesso con risparmio fiscale e contributivo per imprese e lavoratori, le imprese che lo concedono fidelizzano i propri dipendenti, rafforzano l’immagine e investono in sostenibilità, i lavoratori che lo utilizzano aumentano il potere d’acquisto mantenendo le abitudini quotidiane e gli esercenti locali che lo ricevono ottengono visibilità, nuovi clienti e un contributo concreto alla crescita. «Come banca profondamente radicata nel territorio – ricorda Luca Occhialini, presidente di Banca 360 Fvg, partner del Distretto – crediamo che il welfare a Km 0 rappresenti un’opportunità concreta per sostenere le nostre comunità. Aderire significa rafforzare il legame con il Distretto, promuovere coesione sociale e contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio». «La nostra iniziativa – conclude il manager del Distretto, Edi Sommariva – è il risultato di un lavoro di ascolto, connessione e visione per costruire insieme un modello innovativo e replicabile di welfare territoriale. Con un clic incassi per i negozi locali in 24 ore, non in settimane o mesi. Si chiude il cerchio: lavoratori soddisfatti, commercianti pagati, comunità più forte».

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In copertina, il presidente del Distretto Beppino Govetto e il manager Edi Sommariva.

Festa in casa Asu per Tara Dragaš che entra nelle Fiamme oro della Polizia di Stato: gli auguri del Questore di Udine

Un 150° anniversario che brilla ancora di più di colore oro quello dell’Associazione Sportiva Udinese. Tara Dragaš, ginnasta della ritmica dell’Asu e individualista della Nazionale italiana di Ritmica, ha infatti vinto il concorso ed è entrata a far parte delle “Fiamme oro”, il gruppo sportivo della Polizia di Stato, dove è stata arruolata come allieva agente. L’ufficialità è stata suggellata dall’incontro fra l’atleta bianconera, il questore di Udine, Domenico Farinacci, e il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta. Una notizia che arriva a pochi giorni dal Grand Prix di Thiais, in Francia, dove l’atleta ha conquistato la medaglia d’argento nel concorso generale.
In occasione dell’incontro, il questore Farinacci ha avuto modo di fare i suoi complimenti alla giovane promessa della ginnastica ritmica friulana per i notevoli risultati già raggiunti in campo sportivo e per il superamento del concorso di accesso al Gruppo sportivo delle Fiamme Oro, augurando all’atleta di proseguire ad inanellare risultati altrettanto prestigiosi anche con i colori della Polizia di Stato. Il questore ha poi aggiunto, rivolgendosi alla giovane agente di Polizia, che nel corso della sua vita professionale nell’Aministrazione della Pubblica Sicurezza, dopo quelle sportive, avrà la possibilità di prendersi grandi soddisfazioni anche nelle attività di Polizia vera e propria come già accaduto a tanti prestigiosi atleti delle Fiamme Oro.
Ad accompagnare la ginnasta c’era anche il presidente dell’Asu, Alessandro Nutta, il quale ha sottolineato che «alla felicità per il percorso tecnico di Tara, che sportivamente è nata e cresciuta sulle pedane dell’Asu, si unisce quella di poterla vedere appartenere a un Corpo così prestigioso come quello della Polizia di Stato. In questi anni l’abbiamo vista crescere e maturare diventando una professionista sempre più apprezzata. Ora per lei si apre un nuovo percorso nel quale continueremo sempre a sostenerla per il quale le auguriamo il meglio».
Emozionata, a margine della stretta di mano con il questore Farinacci, Tara Dragaš ha commentato: «Entrare a far parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro è per me un grande onore e una tappa importantissima del mio percorso. Indossare questi colori rappresenta un’enorme responsabilità, ma anche una forte motivazione nel continuare a dare il massimo, con impegno, dedizione e passione. Ringrazio la Polizia di Stato per questa opportunità, ma anche la mia società e tutte le persone che mi hanno supportata fino a qui».

Photo Fabrizio Carabelli

LE FIAMME OROLe Fiamme oro, Gruppo sportivo della Polizia di Stato, sono nate nel 1954 con la convenzione tra il Ministero dell’Interno e il Coni. Lo scopo istituzionale del Gruppo è quello di mantenere e promuovere, anche tra i giovani, l’attività sportiva a livello agonistico, per accrescere il patrimonio sportivo nazionale. In quest’ottica le Fiamme oro si dedicano alla preparazione di atleti di alto profilo in 43 discipline sportive che vengono praticate in 9 centri nazionali e 37 centri giovanili. Tra i numerosi risultati di prestigio dei suoi atleti risaltano le 146 medaglie olimpiche. Le Fiamme oro consentono ai propri atleti di trovare quella tranquillità necessaria per dedicarsi esclusivamente ad allenamenti e gare, soprattutto negli sport “minori”, nei quali gli sportivi non sono professionisti. Molto importante è l’attività svolta con i settori giovanili, nei quali tecnici qualificati curano la crescita sportiva dei ragazzi, attenti ad individuare e formare i campioni di domani.

TARA DRAGAŠ Classe 2007, ha iniziato a praticare ginnastica all’Associazione Sportiva Udinese all’età di quattro anni, allenata dalla mamma Špela Dragaš. Già al suo esordio in pedana, a soli quattro anni, si è esibita per la prima volta al corpo libero, in occasione del Torneo Internazionale di Udine. Dal 2017 Tara Dragaš è entrata a far parte della squadra di A1 della ginnastica ritmica dell’Asu. Nel dicembre 2019, in occasione del Campionato Nazionale Allieve, a Catania, ha vinto il titolo nazionale all’all around, oltre a quattro ori nelle finali di specialità con fune, palle, clavette e nastro. Nel novembre 2020 per la prima volta ha vestito la maglia azzurra in occasione del Bilaterale Italia-Germania disputato a Desio dove ha vinto la medaglia d’argento di team. Un mese più tardi ha ricevuto la convocazione per rappresentare l’Italia al 3° online International Tournament di Mosca, dove ha conquistato la medaglia d’argento al nastro. Nello stesso mese partecipa al Campionato Nazionale Junior a Montegrotto Terme, ottenendo la medaglia d’argento nel concorso generale, dietro ad Alice Taglietti. A maggio 2021 torna a rappresentare l’Italia nel FIG International Tournament “Ritam Cup”. A Belgrado ha vinto l’oro nel concorso generale, e tre ori nelle finali di cerchio, clavette e nastro; un argento alla palla; e un oro per team, con la compagna Giorgia Galli.  Nel 2022 ha vinto 3 ori ai Giochi del Mediterraneo junior (ComeGym), 2 ori nella coppa del mondo jr e un argento al nastro agli Europei di Tel Aviv. Nel 2023 è arrivata una nuova convocazione. Per la prima volta da Senior ha gareggiato alla World Cup di Sofia, al fianco di Sofia Raffaeli e Milena Baldassarri. Ha partecipanto inoltre ai Campionati Italiani Assoluti di Folgaria, dove si è piazzata al quarto posto nel concorso generale e ha conquistato, per le finali di specialità, un argento alle clavette e un bronzo al cerchio. Nel 2024 è volata a Baku per la World Cup, nuovamente al fianco di Sofia Raffaeli, classificandosi undicesima all’all around e conquistando due finali: al cerchio è arrivata quarta (a soli 0.30 dal podio) e alla palla sesta. Una seconda convocazione c’è stata per la World Challenge Cup di Portimao, dove si è arrivata 13^ all’all around e raggiunto la finale alla palla, raggiungendo la sesta posiziona. Un’altra importante convocazione internazionale per Tara nel 2024 è stata quella per gli Europei di Budapest, dove ha portato il cerchio. Insieme alla squadra italiana ha conquistato l’argento nella classifica di Team Ranking. Ai Campionati Italiani Assoluti a Folgaria, è arrivata quarta nel concorso generale e ha vinto, nelle finali di specialità, un oro al nastro, un argento al cerchio, un argento alle clavette e un bronzo alla palla. Il 2025 si è aperto con una convocazione al Grand Prix di Thiais dove, con un punteggio totale di 108.252, la neo diciottenne ha incantato il pubblico conquistando la medaglia d’argento. Prossima tappa la coppa del mondo di Baku, fra il 18 e il 20 aprile.

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In copertina, Tara Dragaš con il questore di Udine Domenico Farinacci e il presidente dell’Asu Alessandro Nutta; all’interno, la giovane atleta durante una gara.

“Piacevolmente Carso”, la primavera debutta domenica a San Dorligo della Valle. Tante proposte fino a metà giugno

Si avvia “Piacevolmente Carso – primavera”, sei escursioni leggere sul Carso triestino, goriziano e sloveno. Con le guide di Curiosi di natura, le mattine dal 13 aprile al 15 giugno, di domenica e a Pasquetta. Verranno presentati argomenti naturalistici, culturali, storici e letture a tema. Uscite adatte anche a persone poco allenate. E possibilità di pasti tipici dai ristoratori di “Sapori del Carso” con uno sconto del 10%. L’iniziativa, con il patrocinio e la collaborazione di varie realtà regionali e nazionali, si svolge nell’ambito della “Primavera della Mobilità Dolce”, promossa in Italia dall’Alleanza per la Mobilità Dolce con le più importanti associazioni impegnate a tale riguardo. Ecco, allora, il programma:

Domenica 13 aprile, ricorrenza delle Palme, a San Dorligo della Valle – Dolina, dalle 9.30 alle 13 si andrà “Tra Grozzana e il Monte Goli” un percorso transfrontaliero attraverso ambienti diversi: la landa carsica, la vallata verdeggiante del Krasno Polje e i boschi del Monte Goli con le fioriture di primavera. Ritrovo alle 9.10, alla chiesa di Pesek.

Lunedì 21, Pasquetta, sempre dalle 9.30 alle 13, si andrà “Da Sgonico alla Grotta dell’Orso”. Tra pittoreschi fenomeni carsici, fino alla grotta dall’imponente ingresso, ove furono trovati resti di orso delle caverne e insediamenti del Neolitico. Con letture a tema. Ritrovo alle 9.10 al Municipio di Sgonico (raggiungibile da Trieste con i bus 42 e 46). Seguiranno, sempre dalle 9.30 alle 13, con ritrovo 20 minuti prima:

Domenica 27 “Da Basovizza alle falde del Monte Cocusso”. Una facile escursione transfrontaliera tra la landa in fiore, fino alle pendici del monte, su botanica, storia e geologia del Carso. Ritrovo nel parcheggio dell’Osservatorio Astronomico di Basovizza.

Domenica 4 maggio uscita “Sul Monte Carso”: dal castello di San Servolo ai resti di un castelliere, tra la landa in fiore e il panorama sulla Val Rosandra, il mare e l’Istria. Con letture a tema. Ritrovo al cimitero di Dolina – San Dorligo della Valle, e spostamento in auto all’inizio della camminata.

Domenica 18 “Tra Cerje e Lokvica”, in Slovenia: tra boschi, doline e testimonianze della Grande Guerra, fino al monumento-museo della Torre di Cerje, con vista dal mare al Vipacco. Ritrovo alla trattoria di Devetachi, lungo la Strada del Vallone – Statale 55 (a Doberdò del Lago – Doberdob); spostamento in auto all’inizio della camminata.

Domenica 15 giugno, infine, si visiteranno “I campi di lavanda di Povir”, a Sežana: tra boschi, doline e panorami sui monti, e visita con degustazione nell’azienda agricola che coltiva lavanda e piante officinali. Ritrovo alle 8.45 nel parcheggio dell’ex valico confinario per Lipica, e spostamento in auto all’inizio della camminata.

Costi: interi euro 12 (il 15 giugno € 17,00); 6 euro i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374.
Iniziativa con il patrocinio di A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) e in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

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In copertina e all’interno, alcune immagini riguardanti cosa di bello si può vedere durante le uscite sul Carso triestino, goriziano e sloveno.

Tarcento, stamane l’addio all’appuntato Gorgoglione che da poco aveva festeggiato un secolo: negli anni Sessanta aveva operato nella caserma di Nimis

di Giuseppe Longo

Chi oggi ha una certa età si ricorda sicuramente che a Nimis fino agli anni Sessanta c’era la caserma dei Carabinieri: era in Centa, vicino alle vecchie Scuole. E in quella sede operava un giovane militare dell’Arma, Vincenzo Gorgoglione, che ricordo ancora nitidamente per i baffoni nerissimi, ma anche perché in prima elementare – proprio nel citato edificio, demolito in seguito al terremoto del 1976 – in classe con me c’era uno dei suoi figli: maestra era l’indimenticata Giuliana Collavini Rossi. Poco dopo la famiglia si trasferì nella vicina Tarcento, dove è sempre vissuta e dove nello scorso febbraio l’appuntato è stato festeggiato per aver raggiunto, in ottima forma, la bella età di cent’anni. Ma poche settimane dopo il suo cuore ha deciso di fermarsi e stamane, alle 10.30, nella Chiesa arcipretale di San Pietro Apostolo gli sarà dato l’ultimo saluto.
Classe 1925, di origine pugliese, arruolatosi giovanissimo, dopo vari incarichi Vincenzo Gorgoglione giunse a Nimis a metà degli anni Cinquanta, poco più che trentenne, e operò per alcuni anni, anche perché proprio in quell’ormai lontano decennio venne soppressa la caserma dei Carabinieri, per cui anche Nimis da allora fa riferimento a quella di Tarcento. Ne è rimasto soltanto il ricordo, come quello dell’appuntato Vincenzo Gorgoglione.

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In copertina, Vincenzo Gorgoglione; all’interno, la recente festa dei cent’anni e la prima classe elementare con la maestra Collavini: il figlio dell’appuntato è al centro in prima fila.

“Suns Europe”, è online il bando del festival che torna da novembre in Friuli

È online il bando per la nuova edizione di “Suns Europe”, il festival delle arti nelle lingue minorizzate d’Europa organizzato dalla cooperativa Informazione Friulana, editrice di Radio Onde Furlane, col sostegno finanziario della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane e di altri soggetti pubblici e privati locali e internazionali. Il Festival, come di consueto, sarà ospitato dalla città di Udine e da altre località del Friuli tra i mesi di novembre e dicembre.
MUSICA ORIGINALE – Attraverso il nuovo bando gli organizzatori, come avviene da undici edizioni, intendono individuare gruppi e autori la cui produzione sia effettuata in una delle lingue espressione di comunità linguistiche minoritarie d’Europa, come stabilito dall’articolo 1 della Carta europea per le lingue regionali o minoritarie, dando visibilità alle produzioni ritenute più originali e innovative.
LA SELEZIONE – I candidati dovranno compilare il modulo online disponibile sul sito www.sunseurope.com entro l’11 maggio prossimo, inviando, contestualmente, tutti i materiali richiesti dal bando. La selezione, a insindacabile giudizio degli organizzatori, avverrà entro il 15 giugno successivo: i partecipanti alla call riceveranno una comunicazione via e-mail. Gli artisti o i gruppi selezionati saranno invitati a partecipare al festival per esibirsi dal vivo con i propri brani in occasione della serata finale del festival in programma a Udine, quest’anno, il 6 dicembre. L’organizzazione cercherà, inoltre, di dare la possibilità agli artisti di presentare la propria produzione musicale nel corso di ulteriori esibizioni nel corso del festival.

Per qualsiasi necessità, chiarimento o informazione è possibile scrivere una mail a
info@sunseurope.com
INFO – www.sunseurope.com, Facebook, Instagram, Spotify

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In copertina, un gruppo partecipante al festival 2024 al Teatro Giovanni da Udine.

A Nimis l’ultima settimana di campagna elettorale: domani gli incontri dei due candidati sindaci a Ramandolo e Cergneu

(g.l.) Quella che si apre domani per Nimis è l’ultima settimana di campagna elettorale prima delle amministrative di domenica prossima, ricorrenza delle Palme, e del giorno successivo. Come è noto, due sono i candidati sindaci ed entrambi sono ingegneri: Sergio Bonfini, 69 anni, vicesindaco nella Giunta Bertolla, prima dell’arrivo del commissario straordinario Giuseppe Mareschi, e Fabrizio Mattiuzza, 47 anni ed ex assessore. Domani, lunedì 7 aprile, entrambi gli schieramenti avranno incontri in due frazioni: al Borgo Romanzo di Ramandolo (Chei mancul piês e Nimis riparte) e Al Cacciatore di Cergneu (Obiettivo Nimis). Questo, comunque, il calendario degli ultimi appuntamenti della settimana entrante, secondo l’ordine di presentazione delle liste:
Sergio Bonfini – 7 aprile, ore 20, Borgo Romanzo a Ramandolo; 8 aprile, ore 20, ex scuole elementari di Nimis; 9 aprile, ore 20, Al Friuli di Torlano.
Fabrizio Mattiuzza – 7 aprile, ore 20.30, Al Cacciatore di Cergneu, 8 aprile, ore 20.30, ex osteria Graziella di Vallemontana; 9 aprile, ore 20.30, ex scuole elementari di Nimis.
Le operazioni elettorali, come già ricordato, si terranno nei giorni 13 e 14 aprile, mentre la proclamazione degli eletti avverrà il 15 appena conclusa la conta dei voti che comincerà la mattina. Per cui per l’ora di pranzo si dovrebbe conoscere il nome del nuovo sindaco che, in Municipio, prenderà il posto del dottor Mareschi che ha guidato il Comune per un anno intero.

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza

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In copertina, il palazzo municipale di Nimis in piazza 29 Settembre.