Fabrizio Mattiuzza è il nuovo sindaco di Nimis con il 63% dei voti: Michelizza star delle preferenze. La sconfitta di Bonfini

di Giuseppe Longo

NIMIS – L’ingegner Fabrizio Mattiuzza, 47 anni, è il nuovo sindaco di Nimis. Con un brillante risultato, che gli ha permesso di raccogliere con “Obiettivo Nimis” il 63,08 per cento dei voti (798), si è infatti imposto sulle due compagini (“Nimis riparte ” e “Chei mancul piês”, rispettivamente 134 e 172 voti di lista) che sostenevano la candidatura di Sergio Bonfini, il quale ha invece totalizzato 467 voti pari al 36,92 per cento, con 331 voti in meno rispetto al vincitore. Per cui chiarissima è stata la scelta da parte dell’elettorato che tre anni fa si era invece diviso a metà, consentendo per poche decine di voti l’elezione a sindaco di Giorgio Bertolla. Per quanto riguarda le preferenze raccolte da singoli candidati, il più votato in assoluto (222 voti) è Davide Michelizza, 24 anni studente universitario e vicepresidente della Pro Nimis; seguono Gloria Bressani, sindaco nel mandato precedente alla elezione di Bertolla, con 154 voti, Serenza Vizzutti, ex assessore, con 133, Roberta Tomada con 105, Lino Gervasi con 81, Anna Kolaj con 71, Andrea Fant con 69 e Luca Bressani con 65 (716 voti di coalizione con l’attribuzione di 8 seggi). La minoranza, oltre che da Sergio Bonfini, sarà invece rappresentata da Tiziano Clocchiatti (48 voti), Silvia Parisotto (41) e Giovanna Rossetto (40).  In questo caso, sono  306 voti di coalizione con 3 seggi. Nimis era l’unico Comune della ex Provincia di Udine chiamato a rinnovare la civica amministrazione: gli altri, come è noto, erano quelli di San Pier d’Isonzo e delle città di Pordenone e Monfalcone. Alle urne si è recata meno della metà degli elettori, registrando l’affluenza più bassa (44 per cento) della tornata, in linea peraltro con quella di tre anni fa. Ma sul dato pesa, e molto, il numero degli elettori iscritti all’Aire (813 su 2.157 aventi diritto a recarsi alle urne), cioè coloro che vivono all’estero e che ovviamente non hanno votato. I potenziali elettori (2.977) erano infatti superiori al numero effettivo di residenti (2.638).

“Obiettivo Nimis” la lista vincitrice.

Con il passaggio della fascia tricolore a Fabrizio Mattiuzza è terminata, dunque, la lunga ma apprezzata gestione commissariale del dottor Giuseppe Mareschi, il quale oggi stesso ha concluso il mandato che gli era stato affidato proprio un anno fa dalla Regione Fvg alla caduta della Giunta Bertolla. Il primo cittadino neo-eletto, avvenuta la proclamazione dei risultati elettorali, è infatti subito entrato nell’ufficialità delle sue funzioni, anche se per la riunione del nuovo consiglio comunale bisognerà aspettare qualche giorno, per cui la civica assemblea potrebbe essere convocata appena passate le festività pasquali. In quell’occasione, Mattiuzza presenterà la nuova squadra amministrativa, vale dire vicesindaco e assessori con relative deleghe, e il programma per il prossimo quinquennio che è stato premiato dal voto popolare. Con il passaggio consiliare i nuovi amministratori entreranno dunque nel pieno delle loro funzioni, per cui potranno cominciare ad impegnarsi ognuno nei settori assegnati.

Davide Michelizza


Come detto, il nuovo primo cittadino è quarantasettenne, essendo nato appena un anno dopo il terremoto del 1976. Conseguita la maturità tecnica all’Iti “Arturo Malignani”, Fabrizio Mattiuzza si è laureato all’Università di Udine in ingegneria meccanica. E, dopo varie esperienze professionali, da una decina d’anni è funzionario tecnico dell’Ater, un tempo più noto come istituto per le case popolari. Per quanto riguarda il Comune, è stato assessore con varie deleghe per due mandati amministrativi maturando competenze che ora gli saranno utili per la guida della macchina municipale.

Sergio Bonfini

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In copertina, il nuovo sindaco di Nimis Fabrizio Mattiuzza, 47 anni ingegnere.

Foresta dei Giusti, a Lignano Sabbiadoro da oggi un ulivo ricorderà la lotta per la giustizia di Felicia Bartalotta Impastato

Seconda tappa, oggi 15 aprile, per la Foresta dei Giusti in Friuli Venezia Giulia”, il progetto ideato e promosso da Damatrà onlus con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura e con 9 municipalità. Per il secondo anno in molti centri della regione gli alberi della memoria saranno intitolati a cittadine e cittadini esemplari del mondo, i “Giusti”, appunto: con l’obiettivo di promuovere un nuovo “umanesimo” che incrocia i valori della sostenibilità e i diritti di ogni persona, quindi l’educazione ambientale e quella civica.


Stamane, alle 10, il progetto si sposta a Lignano Sabbiadoro, per una nuova iniziativa proposta in collaborazione con l’Amministrazione comunale: appuntamento nel parco della Scuola Primaria Ippolito Nievo, in via Annia, all’interno dell’istituto scolastico, dove un ulivo sarà dedicato a Felicia Bartalotta Impastato, la mamma di Peppino Impastato che dopo l’uccisione del figlio non ha mai smesso di cercare giustizia. Alla intitolazione parteciperanno 60 studenti, che in questi mesi hanno preso parte al progetto assieme ai loro insegnanti. L’intitolazione, proposta nell’ambito dell’articolato cartellone “La memoria del legno 2025”, è aperta alla partecipazione del pubblico, con prenotazione alla mail info@damatra.com La storia di Felicia Impastato sarà raccontata dai giovani che hanno preso parte al progetto, mentre grazie all’uso di smartphone e cuffie audio si ascolteranno le storie di chi ogni giorno si prende cura delle foreste del Friuli Venezia Giulia: un racconto che diventerà podcast dedicato al progetto “La foresta dei Giusti”, realizzato dai giovani artisti dell’associazione Invasioni Creative, a disposizione di tutti dal mese di giugno sul sito https://lamemoriadellegno.damatra.com
Felicia Bartolotta, inserita fra i Giusti del nostro tempo dalla Fondazione Gariwo, Gardens of the Righteous Worldwide che è partner del progetto in Friuli Venezia Giulia, era nata in una famiglia della piccola borghesia provvista di qualche appezzamento di terra, coltivato ad agrumi e ulivi. Si sposa nel 1947 con Luigi Impastato, di una famiglia di piccoli allevatori legati alla mafia del paese. Il 5 gennaio 1948 nasce Giuseppe, detto Peppino; nel 1953 nasce il secondogenito Giovanni. Felicia non sopportava la frequentazione del marito con i mafiosi della zona e tantomeno la sua amicizia con Gaetano Badalamenti, diventato capomafia di Cinisi. Il contrasto con il marito si acuirà quando Peppino inizierà la sua attività politica. Felicia dovrà difendere il figlio che denuncia potenti locali e mafiosi e rompe con il padre, impegnandosi nell’attività politica in formazioni della sinistra assieme a un gruppo di giovani che saranno con lui fino all’ultimo giorno. Felicia difende il figlio contro il marito che lo ha cacciato di casa, ma cerca anche di difendere Peppino da se stesso, intuisce che per lui il pericolo è vicino. La mattina del 9 maggio 1978 viene trovato il corpo dilaniato di Peppino. Felicia dopo alcuni giorni di smarrimento decide di costituirsi parte civile nel processo per l’omicidio. Al processo contro Badalamenti interviene con il dito puntato contro l’imputato e con voce ferma lo accusa di essere il mandante dell’assassinio. Badalamenti è stato condannato. Oggi entrambi sono morti, Felicia ha sempre detto di non volere vendetta ma giustizia. Felicia ha accolto sempre con il suo sorriso tutti, e ai giovani diceva: «Tenete alta la testa e la schiena dritta». È morta il 7 dicembre 2004 nella sua casa a Cinisi.

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In copertina, Felicia Bartalotta con il figlio Peppino Impastato; qui sopra, i ragazzi friulani e la Memoria del legno.

Tarcento, dopo Pasqua via al restauro dello storico organo del Duomo realizzando il sogno di don Corgnali

di Giuseppe Longo

TARCENTO – Potrà essere riascoltata quanto prima, in tutta la sua potenzialità, la voce solenne e nel contempo gioiosa dello storico organo della Chiesa arcipretale di Tarcento. Ne ha dato notizia ieri sera monsignor Luca Calligaro, al termine della Messa vespertina della Domenica delle Palme, aggiungendo che i lavori di manutenzione straordinaria cominceranno subito dopo le festività pasquali. «E in questo modo – ha aggiunto il parroco – si realizzerà anche il sogno di don Duilio». Per il defunto pievano il restauro del prezioso strumento musicale, datato 1908, era uno degli obiettivi prioritari, tanto che con la collaborazione del presidente della Corale “San Pietro Apostolo”, Attilio Pedron, aveva avviato per tempo le pratiche che ne autorizzassero i lavori e poco prima di morire aveva anche promosso una iniziativa popolare per la raccolta di fondi.

Monsignor Duilio Corgnali.

«Dopo una pausa dovuta al ricorso della Parrocchia – scriveva infatti il titolare della Pieve tarcentina nella lettera indirizzata ai fedeli -, finalmente la Soprintendenza archeologica, delle arti e paesaggio del Fvg, sede di Udine, ha approvato il progetto di manutenzione straordinaria dell’organo e anche la realizzazione della nuova consolle». E aggiungeva che «la spesa complessiva secondo il preventivo della Ditta Zanin Organi di Codroipo ammonta a euro 61.800 e con l’aggiunta dell’Iva al 22% (13.596) arriva a un totale di di 75.396».
Una cifra considerevole, dunque, quella richiesta per i lavori di restauro, ma che la Parrocchia ora è in grado di affrontare essendo stati accordati anche contributi dalla Regione Fvg e dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana, che si aggiungono alle generose offerte dei fedeli e a quella che aveva a suo tempo stabilito di devolvere la Sangoi Group e della quale avevo fatto riferimento in un articolo dedicato alla importante fabbrica di Collalto, del settore acciaio, apparso in occasione della scorsa Epifania sulla magnifica rivista annuale, “Il Pignarûl”, diretta dal professor Luigi Di Lenardo.
Ma durante gli interventi degli specialisti codroipesi non è detto che l’organo debba rimanere muto. Infatti, don Luca, sempre ieri sera, ha riferito di avere ricevuto assicurazione da parte della ditta Zanin che «i lavori verranno eseguiti a sezioni», per cui lo strumento, sebbene senza tutte le sue potenzialità, potrà accompagnare la Corale “San Pietro Apostolo” nel ricordo di monsignor Corgnali la cui ultima iniziativa fu proprio quella restituire allo storico organo la sua bellissima voce.

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In copertina, la parte centrale dello storico organo del Duomo di Tarcento; qui sopra, lo strumento nel suo complesso.

Amministrative Fvg, ieri alle urne il 39%. Ma a Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo si voterà anche oggi

(g.l.) Affluenza al voto piuttosto bassa nella prima chiamata alle amministrative in Friuli Venezia Giulia che riguarda i Comuni di Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo: alle 22 di ieri sera, infatti, aveva deposto la schede nell’urna il 39 per cento dei votanti (26.788) a fronte di 68.907 elettori. Ma c’è tempo per esprimere il proprio diritto-dovere anche durante tutta la giornata odierna, con gli stessi orari. Stamane, infatti, i seggi elettorali dei 4 Comuni interessati al rinnovo dei consigli, con la scelta dei nuovi sindaci, sono stati regolarmente costituiti, come ha comunicato il Servizio Elettorale della Regione Fvg, per cui si potrà votare fino alle 22. E fino a quell’ora saranno aperti anche gli Uffici comunali competenti per il rilascio delle tessere elettorali non consegnate o dei duplicati in caso di deterioramento, smarrimento o furto dell’originale.
Ma torniamo all’affluenza di ieri: a Pordenone la percentuale è stata del 37% (votanti 16.222, elettori 43.544), a Monfalcone del 43% (8.889,  20.684), a Nimis del 31% (911, 2.977) e a San Pier d’Isonzo del 45% (766, 1.702). Come detto, si potrà fino alle 22 di questa sera (e non fino alle 14 come avveniva in passato) per cui le percentuali potranno sensibilmente aumentare, anche se ormai la tendenza generalizzata, alle elezioni politiche (nazionali, europee e regionali), è quella di una diffusa disaffezione al voto che ha contagiato anche le amministrative. Le operazioni di scrutinio cominceranno invece domani alle 8, per cui soprattutto nei due Comuni più piccoli – appunto Nimis e San Pier d’Isonzo – si dovrebbe sapere già nella tarda mattinata chi sarà scelto per indossare la fascia tricolore di primo cittadino, oltre alla relativa composizione dei consigli comunali.

Grado si prepara alla nuova stagione turistica e monsignor Nutarelli scrive agli operatori: sia un anno di speranza

di Giuseppe Longo

Domenica delle Palme, da sempre è un piccolo test del movimento turistico a Grado che poi avrà più o meno conferma – dipende, ovviamente, dalle condizioni del tempo – con le festività pasquali che rappresentano, invece, una sorta di “prova generale” in vista dell’avvio della stagione estiva che avviene, tradizionalmente, il primo maggio. E in vista della ripresa delle attività, monsignor Paolo Nutarelli ha inviato un messaggio a quanti, e sono molto numerosi, lavorano nel settore turistico dell’Isola d’Oro.
«Carissimi albergatori ed operatori del turismo gradese, alla vigilia delle Festività Pasquali – scrive l’arciprete -, mi permetto, in punta di piedi, ancora una volta, di ringraziarvi per la vostra fondamentale presenza nella nostra Comunità! Iniziamo una nuova stagione turistica e, come sempre, i nostri cuori sono pieni di emozioni ed attese. Il 2025 è l’anno del Giubileo! È bello sottolineare che la parola guida, di questo Anno di grazia, è la speranza. Papa Francesco ci ricorda che la speranza è contemporaneamente un dono, ma anche compito per ogni cristiano e per le persone di “buona volontà”. È un dono perché è Dio che ce la offre. Sperare, infatti, non è un mero atto di ottimismo, come quando, a volte, auspichiamo di superare un esame all’Università («Speriamo di farcela!») oppure ci auguriamo bel tempo («Speriamo non piova!»). No, sperare è attendere qualcosa che ci è già stato donato: la salvezza nell’amore eterno ed infinito di Dio. Sperare è assaporare la meraviglia di essere amati, cercati, desiderati da un Dio che non si è rintanato nei suoi cieli impenetrabili ma si è fatto carne e sangue, storia e giorni, per condividere la nostra sorte».

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Oggi il via alle Quarant’ore

(g.l.) Stamane con la tradizionale benedizione dell’ulivo, in occasione della Domenica delle Palme, ha preso il via a Grado la Settimana Santa che culminerà domenica prossima con la celebrazione della Pasqua. Tantissimi i riti che si susseguiranno in questi giorni, a cominciare da quelli delle Quarant’ore che prenderanno il via proprio questo pomeriggio nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia davanti all’altare addobbato, come sempre, in modo speciale per l’adorazione del Santissimo. Alle 17.30 sarà celebrata la Messa e al termine seguirà l’esposizione di Cristo Eucarestia dando inizio proprio alle XL Ore. Alle 20 ci sarà il primo Sermon, con omelia, canto del Miserere e benedizione. Domani e martedì seguiranno, poi, il secondo e il terzo Sermon. La Parrocchia arcipretale ricorda su “Insieme” che a guidare la riflessione giornaliera sarà don Fulvio Marcioni. Conclusi i riti delle Quarant’ore, cominceranno quelli del Triduo pasquale che culmineranno con la solennità della Resurrezione.

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E don Paolo prosegue: «È un compito. Sì, la speranza è anche un compito che i cristiani hanno il dovere di coltivare e mettere a frutto per il bene di tutti i loro fratelli e sorelle: è uno stile che ci fa guardare e dire che “il bicchiere è mezzo pieno” e mai che “il bicchiere è mezzo vuoto”. Non è facile parlare di “speranza” quando il mondo, tra guerre e dazi, rischia di implodere, ma se riponiamo la nostra fiducia nel Dio, che Gesù è venuto a raccontarci, potremo rialzarci certi che Lui non abbandona mai i suoi figli. Le incertezze di questa nostra storia contemporanea rischia di segnare la nostra economia: come Parroco ed a nome di tutta la nostra Comunità, sottovoce, vi giunga il nostro forte incoraggiamento nella certezza che la vostra intraprendenza e professionalità sarà premiata. Mi piace ripetere e, scusatemi per l’insistenza ma non smetterò mai di spronarvi, che sono importanti il guadagno ed il successo economico, ma sappiamo che questi possono nascere solo dalla passione con cui si esercita questo lavoro, che per certi versi, è una “vocazione”. E di passione ed entusiasmo ne avete in abbondanza: grazie!».
«Grado, con il suo mare e le sue bellezze di Fede e Cultura – aggiunge monsignor Nutarelli -, attrae migliaia di persone che qui trovano non solo un luogo di vacanza ma, anche, un angolo di paradiso per ricaricarsi e rincuorarsi: che bello sapere che il vostro lavoro permette alle persone di riequilibrare la propria vita! Uno degli obiettivi della nostra Parrocchia è di starvi accanto nel servizio all’ospite tentando di offrire un’accoglienza adeguata, mostrando la nostra gloriosa storia, nata anche dal calore della Fede dei nostri padri. Attraverso voi desidero raggiungere tutti i vostri ospiti che soggiorneranno nella nostra Isola e tra la nostra gente: possano trascorrere serenamente un periodo di vacanza con familiari ed amici, facendo di questo tempo di riposo l’occasione straordinaria per dare il meritato spazio all’unità della famiglia ed all’armonia delle amicizie. Il mare e la laguna possano allietare le loro passeggiate e le nostre spiagge siano propizie alle loro vacanze. Soprattutto le nostre bellezze artistiche possano riempire il loro cuore e la loro mente».
E dopo aver fatto cenno agli orari delle celebrazioni pasquali, ricordando che indicativamente nei mesi di luglio, agosto e settembre in Basilica, il martedì ed il giovedì, ci saranno sempre degli appuntamenti culturali o concerti, il parroco aggiunge: «Un pensiero a voi ed ai vostri collaboratori: accompagno il vostro prezioso lavoro con la mia preghiera e la mia benedizione. Cari operatori turistici, il Signore ricompensi abbondantemente le vostre fatiche, vi protegga rendendo sicuro il vostro lavoro e vi accompagni, sempre, insieme alle vostre famiglie. Vi affido alla protezione della Vergine Maria, che veneriamo come “Madonna di Barbana”. Invoco su di voi, sulle vostre famiglie e sul vostro lavoro la benedizione del Signore. E vi chiedo, per favore, di pregare per me. Grazie! Buona Pasqua di Risurrezione!».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante una solenne celebrazione nella Basilica di Sant’Eufemia a Grado.

Amministrative a Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo: tutto regolare ai seggi dove si potrà votare oggi e domani fino alle 22

I seggi elettorali dei 4 Comuni del Friuli Venezia Giulia (Pordenone, Monfalcone, Nimis e San Pier d’Isonzo) nei quali si vota oggi e domani per le elezioni amministrative sono stati regolarmente costituiti. Lo ha comunicato il Servizio Elettorale della Regione Fvg.
I seggi saranno aperti oggi, domenica 13 aprile, dalle ore 7 alle ore 22 e nella giornata di domani, lunedì 14, sempre dalle ore 7 alle ore 22. Negli stessi orari di apertura dei seggi – informa ancora l’amministrazione regionale – saranno aperti anche gli Uffici comunali competenti per il rilascio delle tessere elettorali non consegnate o dei duplicati in caso di deterioramento, smarrimento o furto dell’originale.

Nimis domani e lunedì alle urne, ma incombe il rischio astensione. La Pieve: un dovere civico andare a votare

di Giuseppe Longo

Nel Friuli storico occhi puntati tutti su Nimis, unico Comune della provincia di Udine ad andare al voto nel turno elettorale delle Palme per rinnovare la civica amministrazione dopo un anno di gestione commissariale. Due i candidati sindaci, Sergio Bonfini e Fabrizio Mattiuzza, entrambi ingegneri, di 69 e 47 anni, sostenuti da tre liste: “Nimis riparte” e “Chei mancul piês” per il primo; “Obiettivo Nimis” per il secondo. Ma incombe il rischio del “partito del non voto” ossia di coloro che non si recano alle urne in nessuna competizione elettorale o quasi. Un fenomeno ormai sempre più diffuso nelle consultazioni politiche, nazionali e regionali, ma che è finito per contagiare anche le elezioni comunali. Tanto che si è sentita in dovere anche la Parrocchia di Nimis di lanciare, in queste settimane pre-elettorali, ben due appelli invitando il popolo cristiano a recarsi ai seggi. Il più recente è riportato sull’ultimo numero di “In Cunfidenze”, il seguitissimo foglio informativo supplemento settimanale alla “Voce della Pieve” che ormai esce soltanto una volta all’anno in vista delle feste natalizie. «Ricordiamoci – scrive monsignor Rizieri De Tina – che è un dovere civico andare a votare e che poi il controllo, verso chi si è votato, dovrà essere accompagnato dalla critica, dalla collaborazione e dall’impegno per il bene comune».

Sergio Bonfini

Fabrizio Mattiuzza

Ma una riflessione ancora più approfondita era riportata sul notiziario uscito all’inizio della campagna elettorale che ha visto i due candidati sindaci, con i propri schieramenti, incontrare gli elettori nelle frazioni e nel capoluogo, esponendo i loro programmi e recependo richieste e suggerimenti utili a integrare quanto messo già tra gli obiettivi. «Si sa che, purtroppo, già a livello statale – osservava in quell’occasione il responsabile della pastorale di Nimis, Torlano, Ramandolo e Chialminis – si sta prospettando come partito maggioritario quello di coloro che non vanno a votare. E’ vero che il distacco tra gli uomini che esercitano il potere politico e la gente che li ha eletti è sempre più grande. Si può pensare che una delle cause possa dipendere dal fatto che il vero governo della storia attuale, a livello globale, è nelle mani del capitale e dell’economia». Per cui, aggiungeva don Rizieri: «E’ chiaro allora che coloro che sono in politica, alla fin fine, si ritrovano delle decisioni già prese alle loro spalle, ed essi sono solo nella condizione di cercare di farcele accettare. Ma questo discorso vale per la grande politica». Per cui ecco le conclusioni del pievano: «Qui, a livello comunale, si potrà sempre pensare che, chi amministra, possa fare il suo possibile per prendere delle decisioni a favore del suo popolo. Per questo il voto è più determinante che a livello statale e allora astenersi dal votare vuol dire mettersi dalla parte di chi vince e ciò obbligherà ad ad astenersi dal criticare e dal lagnarsi».
Come è noto, le operazioni elettorali si terranno nei giorni di domani e lunedì, mentre la proclamazione degli eletti avverrà martedì appena conclusa la conta dei voti che comincerà la mattina. Per cui all’ora di pranzo si dovrebbe conoscere il nome del nuovo sindaco che, con la sua Giunta, sarà chiamato ad amministrare il Comune nei prossimi cinque anni dando attuazione al programma presentato durante la campagna elettorale. Come è noto, questo turno elettorale riguarda appena quattro Comuni in tutto il Friuli Venezia Giulia. Per cui, oltre a Nimis, con meno di tremila abitanti c’è San Pier d’Isonzo. Ma ci sono anche le città di Pordenone e Monfalcone.

Il centro di Nimis.

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In copertina, monsignor Rizieri De Tina responsabile della pastorale.

Cordenons, Eta Beta Teatro questa sera presenta “Basta Poco” vent’anni dopo il successo inossidabile di “Money”

Il sipario dell’auditorium Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons si prepara ad accogliere, oggi 12 aprile alle ore 20.45, la prima assoluta di “Basta Poco”, l’attesissimo nuovo spettacolo firmato Eta Beta Teatro che esplora – senza dimenticare il potere della risata – le incertezze dell’epoca moderna tra sicurezze che vacillano anche tra chi, in età di quasi-pensione, dovrebbe invece avere stabilità. Un evento che assume un significato speciale per la compagnia di Pordenone, giungendo a vent’anni esatti dal debutto di “Money, la felicità non fa i soldi”, un vero e proprio fenomeno teatrale che con le sue 132 repliche all’attivo continua a conquistare il pubblico e ad essere richiesto per la stagione 2025.


«Ritornare in scena con un nuovo progetto a distanza di vent’anni da “Money” è un’emozione indescrivibile – afferma Andrea Chiappori di Eta Beta Teatro -. “Money” è uno spettacolo inossidabile che ci ha regalato tantissime soddisfazioni. Con “Basta Poco” non vogliamo proporre un sequel diretto, ma ritrovare la stessa alchimia con Daniele Chiarotto in dinamiche e situazioni completamente nuove. È una sfida stimolante e crediamo che il pubblico apprezzerà questa nuova avventura dei nostri personaggi».
Proprio Andrea Chiappori e Daniele Chiarotto saranno ancora una volta i protagonisti di “Basta Poco”, riprendendo i fili di un’intesa scenica collaudata, pur affrontando contesti narrativi inediti e indipendenti dalle vicende di “Money”. Lo spettacolo – la cui produzione è di EtaBeta Teatro in collaborazione con La Gazza Ladra di Portogruaro – chiuderà la tredicesima edizione di Teatralmente 2025, la rassegna organizzata da Eta Beta Teatro con il sostegno del Comune di Cordenons, associazione Regionale Fita Uilt, Regione Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con Utea – Cordenons, Pro Villa d’Arco, Ciavedal, Ortoteatro, Pro Cordenons, Fita Uilt, Uilt Fvg.
La piece teatrale, con testo e regia di Fabio Comana, ci riporta a incontrare i due amici di “Money”, ritrovatisi dopo qualche anno alle prese con una realtà lavorativa precaria e incerta, ben lontana dalla stabilità che un tempo si associava alla “soglia della pensione”. Tra tentativi goffi e divertenti di assicurarsi un futuro, i due si ritrovano al bar a sognare una “romantica rivoluzione” per rivendicare più giustizia nel mondo del lavoro e una maggiore felicità nella vita. Lo spettacolo sarà replicato al Teatro Russolo di Portogruaro il 24 aprile nell’ambito della rassegna Il Porto del Teatro.

Lo spettacolo è adatto a tutti. Biglietto di ingresso 10 euro (intero) e 8 euro (under 25 e over 65). Prevendita con posti numerati (aperta in Auditorium nelle giornata del 1, 4, 8, 10 e 11 aprile dalle 16 alle 19) oppure su vivaticket.com: per maggior info: cell. 333.6785485 oppure info@etabetateatro.org

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In copertina, ecco due scene con Andrea Chiappori e Daniele Chiarotto.

Dolore anche a Nimis per la scomparsa a Roma dell’attrice Valentina Tomada: domani sera un suo ricordo in San Mauro

di Giuseppe Longo

Da anni ormai non si vedeva più, o molto poco, a Nimis, perché trattenuta a Roma e nelle Marche dai suoi numerosi impegni cinematografici, ma in paese molti ricordano con simpatia e affetto Valentina Tomada. Tanto che ieri, quando si è diffusa la triste notizia, come il classico “fulmine a ciel sereno”, della sua prematura scomparsa dopo la malattia  rivelatasi purtroppo senza speranze – aveva appena 55 anni -, grande è stato il dispiacere, perché appunto tanti la rivedono ragazzina e giovane donna, quando, soprattutto d’estate, arrivava con i fratelli più grandi, Andreina e Sandro, e i genitori: e qui erano numerosi coloro che beneficiavano della sua solare amicizia. Il padre Envio Tomada era infatti nato a Nimis, come il fratello Aldo, ma giovanissimo era andato a vivere a Roma con la famiglia che si era trasferita per motivi di lavoro. E nella Capitale aveva rivestito un ruolo importante all’interno dell’Ambasciata americana di via Veneto fino alla pensione. Ma il Friuli e Nimis gli erano rimasti nel cuore, tanto che aveva comprato una casa in via Micossi, l’aveva restaurata e ogni anno tornava con la sua famiglia per trascorrere rigeneranti settimane di vacanza. E quando arrivava, e ripartiva, non mancava mai, con la sua Giorgina, di passare a salutare la cugina Bruna, mia mamma. Per cui la notizia della morte così prematura della bellissima Valentina ha profondamente addolorato anche me, sebbene ormai ci fossimo persi di vista – soprattutto dopo la scomparsa del padre -, visti appunto i suoi tanti impegni lavorativi nel settore dello spettacolo. Nimis la ricorderà domani durante la Messa prefestiva delle Palme, alle 19 in San Mauro.
Grandissimo è stato il cordoglio in tutt’Italia perché Valentina era molto conosciuta e stimata per la sua professione che aveva sempre tanto sognato fin da bambina. L’attrice e regista romana, ma che amava il Friuli, era infatti divenuta famosa tra il pubblico televisivo per la sua presenza in numerose fiction di successo, tra le quali si ricordano soprattutto Centovetrine, Il paradiso delle Signore, Don Matteo, ma anche Provaci ancora Prof e Incantesimo. Ma tanti altri sono stati negli anni i lavori cinematografici nei quali ha dato tutta se stessa. Ultimamente era molto impegnata – come dicevo all’inizio di questo articolo che non avrei voluto scrivere mai! – nelle Marche, dove è stata l’artefice del rilancio del Fabriano Film Festival. Tanti impegni e tanto lavoro che assorbivano le sue giornate, ma che non le hanno impedito di formare anche una famiglia, tanto che lascia in un grande dolore il marito Eugenio e la figlia Eva, della quale aveva scritto in una sua biografia «è la cosa più bella che sono riuscita a fare nella mia vita». Mandi, cara Valentina. Anche la “tua” Nimis ti ricorderà.

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In copertina, una bellissima immagine di Valentina Tomada scomparsa a 55 anni.

Salva la tua lingua locale, a Roma vincono il Premio tre scuole Fvg. La primaria di Bertiolo bravissima nella sezione Poesia

Tre scuole del Friuli Venezia Giulia sono state premiate, ieri a Roma, nel concorso “Salva la tua lingua locale” – sezione scuola. Giunto alla sua decima edizione, il concorso è promosso a livello nazionale negli ambiti poesia, prosa edita e inedita in dialetto e musica da Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, presieduta da Antonino La Spina, e Autonomie locali per l’Italia, con la collaborazione del Centro Internazionale Eugenio Montale e, per la sezione scuola, dell’Eip – Scuola Strumento di Pace.
A ricevere il primo premio ex aequo nella sezione Poesia gli alunni della classe IV della Scuola primaria di Bertiolo (Istituto comprensivo di Codroipo) per il componimento “Rudine Lusinte” in lingua friulana, variante del Medio Friuli. Bambini premiati con la dirigente scolastica professoressa Erminia Salvadei, l’insegnante referente Massimiliano Ghiro e il presidente della Pro Loco Risorgive Medio Friuli, Marino Zanchetta.
Nella stessa categoria terzo premio ex aequo per gli studenti dell’Isis Pujati di Sacile Greta Bonato, IV B Liceo Scienze umane per il componimento “In therca di pace” (dialetto veneto) e Matteo Vettorel, classe V B Liceo linguistico per il componimento “Dormi, toxatel” (dialetto della Bassa friulana). Presenti il dirigente scolastico professor Aldo Mattera e la docente referente professoressa Derna Gerdol.
Per la Prosa secondo premio ex aequo per l’Istituto comprensivo di San Daniele del Friuli con la Scuola secondaria di primo grado “Pellegrino da San Daniele”. La classe 1A, ha vinto con il componimento “Misteri o …” (dia friulano) insieme alla dirigente scolastica professoressa Tiziana Bortoluzzi, alla docente referente: professoressa Donatella Bello e per la Pro Loco di San Daniele del Friuli la presidente Stefania Pegoraro. Inoltre menzione speciale per le Pro Loco Forgaria nel Friuli, Pro Loco Risorgive Medio Friuli di Bertiolo e Pro Loco San Daniele del Friuli.
«Un grande plauso a tutti loro – ha affermatoil presidente del Comitato regionale delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Pietro De Marchi, presente a Roma – per aver valorizzato con i componimenti le nostre lingue e dialetti locali che, a partire dal friulano inserito nel piano didattico, sono insegnate a scuola grazie alla passione e impegno dei docenti. Come ho detto durante la premiazione “O vin di fevelà furlan”, dobbiamo parlare friulano come anche gli altri dialetti e lingue minoritarie che arricchiscono il nostro territorio».
Alla cerimonia organizzata nelle sale del Museo delle Civiltà, in collaborazione con Ali e con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, hanno partecipato il presidente di Unpli Antonino La Spina, il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Paola Frassinetti, Luca Abbruzzetti, presidente di Ali Lazio, il direttore del Museo delle Civiltà, Andrea Viliani, Bruno Manzi, membro del Comitato Garanti del Premio, oltre a Leandro Ventura, direttore Icpi, Anna Paola Tantucci, presidente Eip Italia e il presidente di giuria Elio Pecora.
«Le lingue locali in Italia sono simbolo di storia, tradizione e cultura territoriale. Sono espressioni delle emozioni, DNA delle famiglie e dei territori. Per questo il dialetto è un patrimonio immateriale che le Pro Loco devono tutelare e preservare, perché queste lingue non vadano perse – ha commentato La Spina -. Il premio letterario “Salva la tua lingua locale” è finalizzato proprio a mantenere vivo l’interesse per i dialetti e a invogliare adulti e ragazzi con la sezione scuola, ad esprimersi producendo elaborati di poesia edita e inedita, prosa e componimenti musicali. Siamo molto soddisfatti dell’attenzione che riscuote il premio nelle scuole che negli anni ha visto un numero sempre maggiore di partecipanti. Questo sottolinea l’interesse per la tematica della valorizzazione e la salvaguardia delle lingue locali. Per noi, come Unpli, è un onore portare avanti questo importante premio che ha l’obiettivo di non far perdere le lingue locali, ma al contrario di farle conoscere ai più».
«L’Italia è una Nazione che ha una straordinaria varietà di lingue e dialetti, alcuni dei quali sono radicati in tradizioni millenarie, ed è importante, con iniziative come questa, infondere una maggiore consapevolezza della necessità di preservare il nostro prezioso patrimonio linguistico elementi fondamentali dell’identità culturale e dell’autenticità di un territorio», ha sottolineato invece il sottosegretario Paola Frassinetti. «La sezione Scuola del Premio, che ha visto anche in questa edizione la partecipazione di molti studenti, viene portata avanti grazie alla collaborazione costante di comuni, Pro loco e scuole, sempre con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare, anche attraverso i giovani, l’aspetto identitario e culturale di ogni comunità – ha commentato il presidente di Ali, Luca Abbruzzetti-. Far conoscere i dialetti e le lingue locali ai ragazzi delle scuole è importante anche dal punto di vista educativo, si pensi a come i dialetti sono utili per comprendere le origini di alcune espressioni e modi di dire. Un ringraziamento particolare va all’associazione “Eip Scuola Strumento di Pace” e ai docenti degli istituti scolastici, per il modo in cui perseguono questa missione».
«Dall’istituzione del Premio ad oggi abbiamo profuso un impegno costante per promuovere questa realtà al livello scolastico, insieme ad altre associazioni e istituzioni- ha commentato infine la presidente della Commissione Bilancio di Roma Capitale, Giulia Tempesta -. Cerchiamo di portare avanti un lavoro di rete e le tante realtà presenti oggi ne sono espressione. Sul tema specifico, credo che sia un atto politico fondamentale continuare a dare dignità ai dialetti».

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In copertina, ecco la premiazione della Scuola primaria di Bertiolo ieri a Roma.