Porpetto, con “Limitless” il teatro della Brat supera i confini e diventa inclusivo

Si chiama “Limitless”, ovvero “Illimitato”, il nuovo progetto della Compagnia Brat di Porpetto in partenza oggi, 23 aprile. Un’iniziativa dal respiro internazionale, che coinvolgerà sette Comuni del Friuli Venezia Giulia (Gradisca d’Isonzo, Romans d’Isonzo, Turriaco, Cormons, Ronchi dei Legionari, Staranzano, San Canzian d’Isonzo) e il cui obiettivo è stimolare l’immaginazione e l’inclusività, invitando tutti a esplorare nuove possibilità di incontro e di scambio, attraverso l’esperienza teatrale.
“Limitless” inizierà a fine aprile con un laboratorio destinato a professionisti e artisti in formazione, con la partecipazione di cinque giovani talenti provenienti dalle principali accademie teatrali ucraine. A luglio (dal 7 al 26), invece, sarà la volta di una serie di eventi di teatro sensoriale. Prima dei laboratori, poi delle performance. Entrambi aperti al pubblico. Il teatro sensoriale offre un’esperienza unica, innovativa e inclusiva che unisce le persone attraverso le sensazioni, superando le barriere linguistiche, culturali e del teatro tradizionale. Coinvolgendo tutti i sensi umani, tranne la vista, i partecipanti scopriranno un “sesto senso” che li unirà come spettatori e promuoverà una maggiore consapevolezza delle sfide affrontate dalle persone con disabilità visive. Una componente fondamentale del progetto Limitless sarà infatti la ricerca sulla performance inclusiva, condotta dalla regista ucraina Kateryna Lukianenko che sta sviluppando un approccio teatrale innovativo che rende il teatro un’esperienza inclusiva per tutti, indipendentemente dalle differenze fisiche o culturali.
«Partiremo a fine aprile (dal 23 al 27) con un laboratorio “Animare la scena” sul teatro fisico, di maschera e di figura condotto da Claudio Colombo. Sarà un evento di portata internazionale, un ponte tra i diversi artisti. Si tratta di un appuntamento a cui parteciperanno, fra gli altri, anche degli artisti ucraini selezionati tramite Unima (Union Internationale de la Marionnette) Ucraina. Noi stessi, come Compagnia, facciamo parte di Unima Italia e da tempo collaboriamo con l’Ucraina che, in questo caso, ha selezionato, dalle tre università teatrali della nazione, cinque giovani, che oltre a frequentare il corso di Claudio, conosceranno il nostro territorio ed entreranno in contatto con altri artisti», ha spiegato Agata Garbuio, della Compagnia Brat.
“Limitless” sarà, infatti, un’opportunità di condivisione che attraversa le barriere fisiche, linguistiche e culturali, creando nuove connessioni attraverso il linguaggio universale dell’arte. Un progetto che esplora il concetto di confine, interpretato soprattutto a livello comunicativo e sensoriale. Nel progetto rientrerà, inoltre, la ricerca sulla performance inclusiva presentata come tesi di laurea magistrale da Kateryna Lukianenko che verrà tradotta in inglese, italiano e sloveno.

Per maggiori informazioni: www.compagniabrat.it | limitless@compagniabrat.it | Facebook | Instagram | YouTube

Eccidio di via Ghega, domani Trieste ricorda a Palazzo Rittmeyer (oggi Conservatorio) la strage nazista del 1944

Era il 23 aprile 1944, una data tristemente impressa nella storia di Palazzo Rittmeyer, a Trieste, oggi sede del Conservatorio Giuseppe Tartini. Ma 81 anni fa, nel periodo di occupazione della città da parte delle truppe naziste, l’edificio era stato requisito dalle autorità germaniche e trasformato nel Soldatenheim, la “Casa del soldato”. In quella drammatica giornata si consumava la strage nazista di cui sono rimaste raccapriccianti testimonianze fotografiche, con i corpi di 51 cittadini civili penzolanti dallo scalone interno del Palazzo, e altri cadaveri appesi dalle finestre della facciata, come monito ai cittadini. “L’eccidio di via Ghega” – così da allora si tramanda il terribile episodio – ancora una volta sarà commemorato nella giornata del 23 aprile, per iniziativa del Conservatorio Tartini di Trieste, che, spiega il Direttore Sandro Torlontano, «vuole onorare la memoria delle cittadine e dei cittadini italiani e sloveni barbaramente trucidati, e soprattutto alimentare una cultura di convivenza armoniosa e rispettosa fra comunità contermini. Per questo rinnoviamo il nostro emozionato ricordo di intesa con il Comune di Postumia, città dalla quale provenivano molte vittime dell’eccidio, alla presenza di autorità istituzionali delle due Municipalità, con la partecipazione dei nostri studenti e docenti, insieme agli allievi della Scuola di Musica di Postumia».
L’appuntamento, ottantuno anni dopo, è alle 9 di domani mattina, all’esterno di Palazzo Rittmeyer, dove verranno deposte le corone commemorative, con l’annunciata partecipazione del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, del sindaco di Postumia Igor Marentič, di autorità e associazioni civili. Subito dopo ci si sposterà nello Scalone del Palazzo, triste teatro della strage, dove echeggerà il suono della campanella del Conservatorio che interromperà le lezioni, ricordando l’ora fatale del 23 aprile di 81 anni fa. Le autorità convenute, i docenti, gli studenti e il pubblico prenderanno parte, proprio lungo lo Scalone del Conservatorio, a un emozionante momento musicale in memoria delle vittime dell’Eccidio di Via Ghega, proposto dal Quartetto d’archi formato dalle studentesse del Conservatorio Maddalena Didonè e Marharita Shakunova violino, Giulia Naccari viola e Andrijana Dabovic violoncello. L’Ensemble, in forze alla classe di musica d’insieme per strumenti ad arco guidata dal docente Paolo Ciociola, eseguirà l’Adagio di Tommaso Albinoni.
Quindi la commemorazione si sposterà al secondo piano del Conservatorio Tartini, nell’aula magna, per i saluti istituzionali del presidente del Conservatorio, notaio Daniela Dado, del direttore Sandro Torlontano, e delle autorità istituzionali e dei rappresentanti delle associazioni ospiti. Un intervento di carattere storico sarà portato da Patrick Karlsen, professore associato di Storia contemporanea al Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Trieste. A conclusione della commemorazione è previsto un momento musicale a cura degli studenti della Scuola di Musica di Postumia.

Info e dettagli www.conts.it tel. 040.6724911.

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In copertina, la facciata del Conservatorio Tartini che ricorda l’Eccidio.

“Borgo dei Borghi”, vince Militello in Sicilia (il paese di Pippo Baudo) ma Grado si piazza nella Top ten collezionando un’altra bellissima figura dopo quella del grande Presepe in Vaticano

di Giuseppe Longo

Alla fine ha vinto Militello, il paese siciliano di Pippo Baudo, ma Grado ha fatto ugualmente una gran bella figura piazzandosi, con pieno merito, nella Top ten del Borgo dei Borghi, la sfida Rai tra venti fra i paesi più belli d’Italia – cioè uno per ogni regione -, autentici gioielli ricchi di storia, cultura e tradizioni, ma anche di scorci paesaggistici inimitabili. Comunque, un ottimo risultato, quello dell’ottavo posto, per l’Isola d’Oro che si somma agli applausi planetari ricevuti a Natale con il grande Presepe allestito in piazza San Pietro, dinanzi alla Basilica vaticana ieri al centro delle solenni celebrazioni pasquali che hanno visto per l’ultima volta la presenza di Papa Francesco molto sofferente e che stamane è spirato, a 88 anni, a causa della grave malattia polmonare. E il Pontefice aveva molto apprezzato, visitandola, la Natività che Grado aveva voluto raccontare calandola in un casone della Laguna di un secolo fa. E con Grado ha fatto nuovamente una bellissima figura anche il Friuli Venezia Giulia tutto che sta vivendo un momento molto favorevole dal punto di vista turistico.

Così ieri sera sui Raitre, nel seguitissimo “Kilimangiaro” di Camila Raznovich, sono passati in passerella – ognuno con stupende riprese – Agliè (Piemonte), Agnone (Molise), Aieta (Calabria), Ala (Trentino Alto-Adige), Buggerru (Sardegna), Corenno Plinio (Lombardia), Deiva Marina (Liguria), Grado (Friuli-Venezia Giulia), Ischitella (Puglia), Lazise (Veneto), Maiori (Campania), Militello in Val di Catania (Sicilia), Montalbano Jonico (Basilicata), Montechiarugolo (Emilia-Romagna), Nus (Valle D’Aosta), Penne (Abruzzo), San Gemini (Umbria), Scarperia (Toscana), Sirolo (Marche) e Vignanello (Lazio). Come detto, ha vinto Militello in Val di Catania, paese molto suggestivo che si adagia sulle pendici settentrionali dei monti Iblei e che conta poco meno settimila residenti: le sue ventuno Chiese rappresentato una particolarità tale da far collocare, a buon diritto il paese, tra le otto città tardo barocche della famosissima Val di Noto che sono entrate nella prestigiosa lista Unesco Patrimonio dell’umanità. La Sicilia ha così conquistato per la quinta volta il titolo, dopo Gangi, Montalbano Elicona e Sambuca di Sicilia (per tre anni di seguito dal 2014 al 2016) e Petralia Soprana nel 2018. Al secondo posto si è classificata Agliè (Piemonte) e al terzo Vignanello (Lazio).
Giunto alla dodicesima edizione, il programma Rai è ormai un appuntamento attesissimo che ogni anno celebra il turismo lento. A Grado le bellissime riprese televisive erano state effettuate nello scorso settembre e la puntata con protagonista l’Isola del Sole era andata in onda un paio di settimane fa, come molti avranno visto, proprio all’interno della trasmissione “Kilimangiaro”. Proprio in quella occasione si era chiusa anche la votazione popolare sul web.

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In copertina e all’interno tre bellissime immagini di Grado nelle quali emerge la storica Basilica di Sant’Eufemia.

Anche il borgomastro di Lannach a Nimis per festeggiare il sindaco neoeletto Fabrizio Mattiuzza e salutare il commissario Giuseppe Mareschi

di Giuseppe Longo

Nimis e Lannach, “gemelli” da quasi 36 anni, in queste settimane sono stati interessati entrambi dalle elezioni amministrative. Ma mentre il Comune friulano ha eletto un nuovo sindaco, Fabrizio Mattiuzza, chiudendo l’anno commissariale, il Comune stiriano – con il quale la solida amicizia è nata nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli – ha confermato borgomastro Josef Niggas che è alla guida del Municipio, il Rathaus, da trent’anni! Ed entrambi sono stati eletti con un ottimo risultato, oltre il 60 per cento dei voti. Tanto che il sindaco austriaco ha voluto fare una breve puntata a Nimis per complimentarsi con il suo nuovo collega e rinsaldare i legami di amicizia e collaborazione, proiettandoli verso nuovi traguardi.
Il borgomastro di Lannach desiderava, nel contempo, salutare il dottor Giuseppe Mareschi che, nella sua qualità di commissario straordinario, aveva sostenuto con entusiasmo le celebrazioni dei 35 anni del gemellaggio, dapprima con la cerimonia a Madonna delle Pianelle, l’8 settembre, e poi con la sua ripetizione a Lannach la prima domenica di ottobre in occasione della locale sagra.
Un bellissimo momento di festa, alla trattoria Friuli di Torlano, al quale ha partecipato anche l’ingegner Sergio Bonfini che pure concorreva alla guida del Comune di Nimis e che ora siederà in minoranza: una presenza che ha voluto rimarcare lo spirito di confronto costruttivo che caratterizzerà il quinquennio amministrativo appena cominciato, annunciato peraltro nei messaggi di saluto e ringraziamento che Bonfini e Mattiuzza, con i rispettivi schieramenti, hanno indirizzato agli elettori via social. Preziosa per la nuova visita del Bürgermeister la collaborazione di Angelika Pfister, responsabile della Biblioteca comunale di Nimis, anche per il suo ruolo di traduttrice dal tedesco.
Intanto, appena passate le festività pasquali, il sindaco Fabrizio Mattiuzza perfezionerà la composizione della Giunta municipale, con la nomina del suo vice e degli assessori, in attesa della prima seduta del consiglio comunale – quando sarà illustrato anche il programma amministrativo – che sarà convocata, a termini di legge, entro la fine del mese.

Mareschi alla festa di Lannach.

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In copertina, il sindaco Fabrizio Mattiuzza con il borgomastro Josef Niggas.

Torlano, da domani la secolare sagra pasquale con bella musica e tanto sport. Protagonista anche il dolce Ramandolo

(g.l.) A Pasqua e Pasquetta il tempo, parola di Osmer Fvg, sarà migliore rispetto a questi ultimi giorni, per cui non ci dovrebbero essere intralci meteorologici per i tradizionali festeggiamenti pasquali di Torlano che prenderanno il via domani, domenica di Resurrezione, continueranno Lunedì dell’Angelo e poi avranno una coda all’Ottava di Pasqua o Domenica in Albis, quando i festeggiamenti torlanesi s’incroceranno con un’altra invitante sagra nel Comune di Nimis, quella di San Giorgio a Monteprato. Ma il momento centrale sarà ovviamente quello di Pasquetta, la storica ricorrenza – famosa per la merenda sui prati ai piedi del monte Bernadia – che affonda le sue origini a un secolo fa, anno più anno meno, quando la sagra prendeva il via, come ricordava Eugenio Comelli nel suo Torlan in te memorie, sul “Pra di Ongjarut” località che grosso modo coincide con l’area in cui si fa festa oggi. Ma veniamo, dunque, al programma messo a punto dalla Pro Torlano con il patrocinio del Comune di Nimis.

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Sentieri Aperti con Maglianera

E nell’ambito dei festeggiamenti pasquali di Torlano, domenica 27 aprile ci sarà l’apertura ufficiale della stagione 2025 in Bernadia Trail Area. «Come ogni anno – informa Maglianera, la benemerita associazione sportiva guidata da Massimiliano Misdaris -, la data coincide con la giornata conclusiva dei festeggiamenti di Pasqua e Pasquetta organizzati dalla Pro Torlano e insieme alla Marcia di Pasqua (a cura di Atletica Dolce Nord Est) è diventata una data ricorrente nelle attività outdoor. L’anno passato avevamo organizzato una giornata di manutenzione del sentiero di Useunt in vista della RandoBike; l’edizione 2025 sarà ancora diversa e presenterà diverse attività. Per ben svolgere la giornata, oltre alla splendida organizzazione della Pro Torlano, quest’anno saranno presenti 3 (+1) guide di mountain bike professioniste che proporranno 3 diverse attività (condotte da loro), così da poter accontentare tutti i palati».

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Domani, i festeggiamenti saranno aperti alle 11 con l’aperitivo pasquale, mentre dalle 16 intrattenimento con musica e ballo, protagonisti Alvio & Elena, un duo – nella vita è anche coppia – che ormai è una presenza consolidata, proprio perché molto apprezzata, alla sagra. Lunedì, invece, ad animare il ballo pomeridiano ci sarà il complesso Livio & Francesco Group. In esclusiva la proposta di Ramandolo 1409, che consentirà di andare alla scoperta del Ramandolo nella storia appunto dal 1409 ai giorni nostri con degustazione del celebre vino protetto dalla prima Docg del Friuli Venezia Giulia. Come detto, i festeggiamenti poi riprenderanno sabato 26 aprile per concludersi domenica 27, quando ci saranno tre invitanti manifestazioni sportive: “Sentieri aperti” – esperienze in bici nella Bernadia Trail area a cura di Maglianera e la 5a Marcia di Pasqua a cura dell’Asd Dolce Nord Est, camminata ludico-motoria non competitiva a passo libero, oltre al sorvolo del paese da parte degli amici del Centro friulano parapendio che hanno proprio sulla Bernadia il punto più adatto per la loro “uscita” nel cielo sopra Torlano.

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In copertina, scorcio di Torlano con Ponte degli Angeli e Borgo Nieviano.

Venerdì Santo, da 47 anni Ciconicco rinnova sulle colline il suo “miracolo” con la Passione storia e identità del paese

di Giuseppe Longo

Soltanto una tregua, dopo tanta pioggia, o gli importanti, e attesissimi, segnali di variabilità? È quanto sperano gli organizzatori della Sacra rappresentazione del Venerdì Santo sulle colline di Ciconicco. Proprio questa sera infatti, con inizio alle 21, è in programma la Rappresentazione vivente in costume della Passione e Morte di Cristo – un piccolo “miracolo”, perché avviene in un paese con forze limitate ma con tante buona volontà, che si avvicina al traguardo del mezzo secolo! – che quest’anno ha per titolo “Umbra et Lux”, cioè Ombra e Luce, che si rifà alle suggestive atmosfere della grande arte pittorica di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. La manifestazione curata come sempre dall’associazione culturale della frazione di Fagagna “Un Grup di Amis” sarà replicata sabato 26 aprile, alla stessa ora, nella vigilia dell’Ottava di Pasqua, la Domenica in Albis. Ricordiamo che testo, sceneggiatura e regìa sono di Luca Ferri; consulenza costumi di Luca Ferri ed Emmanuela Cossar – da molti anni impegnata con successo al Teatro di Klagenfurt -; scenografie, idea e progettazione ancora di Luca Ferri; realizzazione di Luigina Tusini, artista/scenografa; aiuto di Elisabetta Ferrandino. L’immagine, invece, è di Erica Candotti.

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Maltempo, tutto rinviato al 26

(g.l.) Ringrazio Leonardo Barberio, già consigliere regionale, per avermi segnalato che a causa del maltempo la Sacra rappresentazione di questa sera è stata sospesa e rinviata a sabato prossimo, quando peraltro era già stata calendarizzata la replica. Mi scuso con i lettori.
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«La Passione di Cristo a Ciconicco: una tradizione viva e in continua evoluzione. Ogni anno, quando il sipario ideale si alza sulle affascinanti colline della Sacra Rappresentazione di Ciconicco – scrive nell’opuscolo informativo il presidente Andrea Schiffo, che coordina la complessa macchina organizzativa assieme a Flavio Sialino, storico ideatore e promotore della Via Crucis vivente -, sappiamo di non portare in scena solo un evento, ma un pezzo della storia e dell’identità della nostra comunità. Giunta alla sua 47ma edizione, questa tradizione non è solo una rievocazione, ma un patrimonio ed un’esperienza collettivi che, con impegno e passione, continuiamo a tramandare. Il nostro sforzo è rivolto a mantenere viva la Passione, non solo custodendone il significato profondo, ma anche rinnovandone la forma e i contenuti. Ogni edizione è un’opportunità per affinare il livello della rappresentazione, per migliorarci e per proporre al pubblico un’esperienza sempre più intensa e coinvolgente. Come un buon vino, ogni annata ci propone una riscoperta: a chi dovesse avere aspettative diverse, chiediamo di tornare il prossimo anno, perché la nostra Passione sarà ancora una volta nuova, pur restando la stessa». «Grazie dunque di cuore – conclude Schiffo – a tutte le persone, le istituzioni, gli enti civili e religiosi, le realtà economiche che anche quest’anno rendono possibile la Passione di Ciconicco. Le sfide nel coinvolgere la comunità locale ci hanno portato a guardare oltre i confini di Ciconicco, trovando amici e col laboratori che, con entusiasmo, hanno scelto di condividere con noi questa esperienza. Tuttavia, il nostro obiettivo per il futuro resta quello di coinvolgere sempre più le nuove generazioni: il nostro appello va alle famiglie e ai giovani, affinché si facciano custodi di un patrimonio culturale che appartiene a tutti e che merita di essere protetto e valorizzato. La diversità culturale passa anche attraverso tradizioni come questa, e spetta a noi non lasciarle svanire».
«Quest’anno il tema si incentra sui percorsi verso il Calvario ed è quanto mai attuale, viste purtroppo le guerre nel Mondo e la sofferenza di tante persone. Le guerre non sono mai una soluzione, sono una maledizione, generano morte, devastazione, cancellano l’esistenza di popoli che vivono il loro calvario nel corso degli eventi e purtroppo si portano dietro per decenni gli esiti dei conflitti. La Pace invece è gioia, rasserena i nostri cuori, conforta sempre ed è accompagnata alla convivenza pacifica delle genti. In questi tempi difficili quindi la Rappresentazione di Ciconicco ci ridà speranza nel futuro, nella vera luce che guida il nostro cammino e che ci tiene per mano giorno per giorno. L’uomo è sempre alla ricerca di nuove tecnologie, di nuovi orizzonti, di nuove scoperte e questo è bene, ma dobbiamo riscoprire il volersi bene», afferma poi il sindaco di Fagagna, Daniele Chiarvesio, al quale fa eco il saluto di monsignor Daniele Calligaris.
«La sacra rappresentazione del Venerdì Santo – scrive il parroco di Ciconicco – avviene nel contesto particolare di questo Anno Santo 2025 che ha come motto “Pellegrini di speranza”, ed effettivamente chi raggiungerà la collina di Ciconicco, compirà un piccolo pellegrinaggio dell’anima per unirsi spiritualmente al cammino di dolore e di amore del Signore Gesù. Quest’anno avremo modo di essere più vicini alla figura di Giuda e di partecipare emotivamente a quel contrasto terribile tra amore e tradimento. La disperazione di Giuda rimane un mistero inquietante: è un grande insegnamento sul prezzo della libertà umana che si chiude alla luce del perdono per preferire l’abisso oscuro della solitudine mortale. L’amore del Salvatore, crocifisso e risorto, ha illuminato questo baratro con i raggi della misericordia divina: speranza viva per il nostro “amico Giuda” – come lo aveva chiamato a suo tempo don Primo Mazzolari – e per tutti noi “suoi fratelli”, inclini all’infedeltà e al tradimento».

info: www.ciconicco.it
Ungrupdiamis Ciconicco

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In copertina, la Flagellazione di Cristo interpretata dal grande Caravaggio.

Grado avrà presto il Museo civico del Tesoro che racconterà la storia religiosa dell’Isola: Comune e Parrocchia firmano un’intesa per le preziose opere d’arte

(g.l.) Grado avrà presto il Museo civico del Tesoro. Prosegue, infatti, speditamente l’iter per la prossima apertura della importante struttura che, assieme al Museo della Pesca e della Civiltà lagunare, inaugurato nel dicembre 2023, e al Museo Nazionale di Archeologia Subacquea, «andrà finalmente a comporre la triade museale dell’Isola del Sole», come sottolinea il Comune. A tale riguardo, è stato appena firmato in Municipio il contratto di comodato delle opere d’arte tra la Parrocchia di Sant’Eufemia e il Comune di Grado, enti rappresentati dall’arciprete Paolo Nutarelli e dal sindaco Corbatto. Il riferimento è, in particolare, per i reperti che costituiscono il Tesoro della Basilica, ovvero i preziosi reliquari che rappresentano una testimonianza tangibile della profonda e incrollabile fede della comunità gradese, nonché della ricchezza del millenario Patriarcato caposaldo per l’area bizantino-adriatica.


Il Museo, che avrà sede nell’ex canonica di piazza Biagio Marin – edificio non più usato dopo la scomparsa di monsignor Silvano Fain e sottoposto a un generale restauro -, sarà arricchito anche da reperti risalenti all’epoca paleocristiana/alto medievale di proprietà della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia, che racconteranno molto della vita dei gradesi del tempo.
«Dopo lunghi anni di lavori, stiamo procedendo con gli atti propedeutici all’apertura del Museo del Tesoro di Grado – afferma soddisfatto il sindaco Corbatto – che avverrà proprio nell’anno di Go!2025 Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura e del Giubileo. Sarà un avvenimento importante per la nostra cittadina, che finalmente avrà uno spazio dedicato alla scoperta del nostro straordinario patrimonio, un ponte tra passato e presente. Un’opportunità per poter finalmente valorizzare e condividere con tutti i nostri ospiti, cittadini e studiosi le meraviglie storiche e artistiche che Grado custodisce da secoli».

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In copertina e all’interno la firma dell’atto in Municipio con il sindaco Corbatto, monsignor Nutarelli e il responsabile dell’area economico-finanziaria del Comune dottor Liaci; qui sopra, la storica Basilica.

Tarcento rende omaggio a Luigi Martinis con una mostra in Duomo dei bozzetti della Via Crucis dipinta per Savorgnano

(g.l.) In occasione della Settimana Santa, Tarcento rende omaggio a Luigi Martinis, l’artista di Savorgnano del Torre che si è spento ultranovantenne nel 2016. E lo farà con una mostra allestita da oggi, Giovedì Santo, a domenica, solennità di Pasqua, nel Duomo di San Pietro Apostolo a cura della Pieve arcipretale con il patrocinio della Città di Tarcento. Saranno esposti i bozzetti della Via Crucis che il pittore realizzò per la Chiesa del suo paese, quella di San Michele Arcangelo, dove si conservano l’Ultima Cena, la Crocifissione, la Resurrezione e le dodici Stazioni che raccontano la Passione, la condanna e la morte di Cristo sul Calvario.
La mostra sarà inaugurata oggi, alle 18, e potrà quindi essere visitata fino alle 21; domani Venerdì Santo, dalle 14.30 alle 21; Sabato Santo dalle 17 alle 22 e domenica, solennità pasquale, dalle 9 alle 12.
Luigi Martinis svolse per tutta la vita un’intensa attività nel campo dell’arte sacra. Oltre che nella sua Savorgnano, e nelle vicine località di Reana del Rojale e Subit di Attimis, opere dell’artista friulano sono conservate in numerose chiese di Verona, Udine, Trieste, Venezia, Mestre e Ugovizza di Malborghetto. E nella parrocchiale di Povoletto capoluogo è collocata una grande pala raffigurante la Santissima Trinità. «Sono composizioni – si legge una biografia del pittore – di largo e solido impianto progettuale, ricche di movimento, d’impegno, di dialettale genuina emotività, di colori bassi, ferrigni, eppure squillanti, gli impasti elaborati, le tipologie ben caratterizzate». Come detto, Martinis nacque nel 1924 a Savorgnano del Torre e poi visse sempre nella frazione di Povoletto. «Cominciò a dedicarsi alla pittura – prosegue la nota biografica – alla fine degli anni Quaranta, traendo ispirazione dai volti dei familiari e dei conterranei, dai paesaggi del luogo natale, dai lavori campestri».

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In copertina, Luigi Martinis il pittore di Savorgnano scomparso nove anni fa.

Nimis, anche don Rizieri De Tina sarà festeggiato stamane nel Duomo di Udine per i suoi 55 anni dall’ordinazione

(g.l.) Giovedì Santo, giorno in cui la Chiesa ricorda l’Ultima Cena di Gesù con gli Apostoli. Tutti i sacerdoti dell’Arcidiocesi di Udine si raccoglieranno stamane in Cattedrale per la solenne concelebrazione con l’arcivescovo Riccardo Lamba. Si tratta della cosiddetta “Messa crismale” nel corso della quale il presule consacrerà gli oli che verranno usati durante l’anno liturgico. Durante il rito, tutti i preti intervenuti rinnoveranno le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione. Nell’occasione, saranno festeggiati anche i giubilei di numerosi sacerdoti friulani e di alcuni religiosi in servizio nel territorio diocesano, ricordando l’anno in cui sono stati consacrati.
E fra i preti che festeggiano i 55 anni di sacerdozio c’è anche monsignor Rizieri De Tina, responsabile della pastorale a Nimis (ma anche a Torlano, Ramandolo e Chialminis) che il primo gennaio aveva tagliato il traguardo degli 80. Don Rizieri aveva infatti ricevuto il sacramento dell’Ordine nel 1970 dall’allora arcivescovo Giuseppe Zaffonato e aveva celebrato la prima Messa nella Chiesa di Zompitta, frazione di Codroipo, che l’aveva visto crescere nelle fede. Il sacerdote è a Nimis dal lontano 1978 quando, dopo una importante esperienza tarcentina a fianco del nimense monsignor Francesco Frezza, è arrivato in paese assieme ad altri tre sacerdoti (monsignor Luigi Murador, don Luigi Gloazzo e don Flaviano Veronesi) inviati dall’arcivescovo Alfredo Battisti – dopo il trasferimento nella vicina Zompitta di monsignor Eugenio Lovo -, per avviare una nuova “formula” pastorale. L’anno scorso don De Tina ha ricordato i quarant’anni di pievano a Nimis, incarico che aveva assunto nel 1984 dopo la improvvisa e prematura scomparsa di don Murador. Proprio per questa sua lunga presenza in paese, a fine gennaio aveva ricevuto dal commissario Giuseppe Mareschi l’attestato di “cittadino benemerito”.
Nell’occasione, per i suoi 55 anni di sacerdozio sarà festeggiato anche don Luigino Talotti che a Nimis molti ancora ricorderanno per essere stato prima del terremoto cooperatore del citato arciprete Lovo, prima di essere destinato alla Parrocchia di Paularo in Carnia, dove si sarebbe fermato per lungo tempo. Complessivamente, stamattina nel Duomo di Udine saranno festeggiati i giubilei di venticinque sacerdoti per 65, 60, 55, 50 e 25 anni di dedizione alla Chiesa friulana.

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In copertina, monsignor Rizieri De Tina che a Nimis è dal lontano 1978.

Da Sgonico alla Grotta dell’Orso, ecco l’invito del Carso Triestino a Pasquetta

Nell’ambito delle escursioni di “Piacevolmente Carso”, lunedì 21 aprile, Pasquetta, la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato, dalle 9.30 alle 13, “Da Sgonico alla Grotta dell’Orso”. Una facile uscita tra pittoreschi fenomeni carsici e fioriture di primavera, fino alla grotta. Dall’imponente volta di ingresso, vi furono ritrovati resti di orso delle caverne e insediamenti umani del Neolitico. Con letture a tema.
Appuntamento nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Primavera della Mobilità Dolce”. Lunghezza del percorso: 8 km, con un dislivello di soli 60 metri. Segue la possibilità di pasti dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con uno sconto del 10%. Ritrovo alle 9.10 al Municipio di Sgonico (raggiungibile da Trieste con i bus 42 e 46). Costi: interi € 12; 6 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374.
Iniziativa con il patrocinio di A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) e in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

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In copertina, la Grotta dell’Orso sul Carso Triestino nelle vicinanze di Sgonico.