Benessere adolescenti, a Montereale primo presidio “TaGaDà” in una scuola: domani pomeriggio inaugurazione

In un contesto territoriale segnato da un crescente disagio giovanile, tra episodi di bullismo, comportamenti a rischio e primi casi di abuso di alcol tra adolescenti emersi anche nel Pordenonese, nasce un nuovo presidio educativo pensato per offrire ascolto, supporto e prevenzione, in un contesto non giudicante. Domani, 12 febbraio, a Montereale Valcellina, il progetto TaGaDà – Theatre, Gamification e Dynamic inaugura il quinto presidio dedicato al benessere psicologico degli adolescenti, il primo a essere ospitato all’interno di una scuola. L’inaugurazione si terrà alle ore 17 all’Istituto Comprensivo “Padre David Maria Turoldo” – Scuola Secondaria di Primo Grado, e rappresenta una risposta concreta alla necessità sempre più evidente di rafforzare l’attenzione verso i bisogni emotivi, relazionali ed educativi dei ragazzi, in una fase della vita particolarmente fragile e complessa.

Una riunione degli educatori.


L’iniziativa, coordinata dalla Cooperativa FAI e sostenuta da Con i Bambini (vedi nota a fine pagine) nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, trasforma la scuola in un punto di riferimento non solo didattico, ma anche emotivo, educativo e psicologico. Il nuovo spazio, strategicamente collocato nel cuore della Pedemontana, intende offrire agli adolescenti del territorio – e alle loro famiglie – un luogo sicuro dove trovare professionisti pronti ad affrontare le sfide tipiche dell’età.
L’apertura arriva in un momento particolarmente delicato. Secondo i recenti dati dell’Oms Europe, in Friuli Venezia Giulia un adolescente su quattro manifesta difficoltà emotive e relazionali. Nei presìdi già attivi, TaGaDà ha intercettato circa 60 giovani, rilevando segnali diffusi di sfiducia verso il mondo adulto, ansia legata al rendimento scolastico e tendenza all’isolamento. Il nuovo presidio rappresenta un passaggio chiave nel percorso di crescita di TaGaDà, progetto quadriennale che prevede l’attivazione di otto presìdi tra Pordenone e i comuni limitrofi. La collocazione in ambiente scolastico segna una novità rilevante: la scuola diventa non solo luogo di apprendimento, ma anche spazio di riferimento nel tempo extrascolastico, aperto a tutti i ragazzi e le ragazze tra gli 11 e i 18 anni, anche non iscritti all’istituto.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è Veronica Miotto, responsabile del progetto, che evidenzia come Montereale Valcellina, territorio dislocato e in parte isolato dal capoluogo, abbia mostrato esigenze specifiche legate al mondo giovanile. «Grazie alla preziosa collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Padre David Maria Turoldo” – spiega – avremo un luogo protetto con la presenza di un educatore e, quando necessario, di una psicologa o psicologo. L’accesso è libero e gratuito. Inoltre, il nostro van attrezzato permetterà collegamenti con altri territori della pedemontana e attività condivise con gli altri presìdi pordenonesi favorendo lo scambio tra coetanei e riducendo così le distanze con il centro di Pordenone».


Il progetto TaGaDà è un programma quadriennale che mira ad attivare otto presìdi. Il presidio educativo di Montereale Valcellina sarà attivo ogni martedì dalle 14 alle 18. Le aperture pomeridiane saranno affiancate da laboratori in orario scolastico dedicati a teatro, sport, narrazione digitale e nuove metodologie educative. L’appuntamento inaugurale vedrà la partecipazione della presidente Fai Hanna Genuzio, della dirigente dell’Istituto scolastico Carla Fabbro e di rappresentanti delle istituzioni del Comune, dell’Ambito Prealpi e Dolomiti Friulane e Azienda Sanitaria Friuli Occidentale. Presenti anche tutti i partner operativi del progetto: Acli, Nuovi Vicini, Fondazione Opera Sacra Famiglia, OrtoTeatro e Spk Teatro.
Promosso da Fai, Comune di Montereale Valcellina, Istituto Comprensivo “Padre David Maria Turoldo” e Ats Valli e Dolomiti Friulane, il nuovo presidio fa parte del progetto TaGaDà che è stato selezionato da Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’obiettivo è supportare i giovani nel loro percorso di crescita, promuovendo benessere, competenze relazionali ed espressive, e un forte senso di comunità. Attualmente i presìdi TaGaDà aperti sono: a Pordenone – HUB 381, viale Dante (piazzetta Furlan 14, mercoledì, venerdì e sabato), a Prata di Pordenone, via Daniele Manin 45 (venerdì), Torre di Pordenone– Level UP, via Cantore 49 (giovedì), a Pordenone – FreeLab, viale Madonna Pellegrina 11 (martedì e giovedì).

Per info: Francesca cell. +39 366 661 9710, email: progettotagada@coopsocialefai.it

Si è spenta Nerina Mogentale Profizi friulana di Tolone rimasta sempre legata alla sua terra pordenonese. Il cordoglio di Efasce con Angioletto Tubaro

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti – Pordenonesi nel Mondo piange la dottoressa Nerina Mogentale Profizi, scienziata di fama internazionale, scomparsa a Tolone, in Francia, dove era presidente del locale Segretariato Efasce. Era nata a Pravisdomini il 20 giugno 1938 da Giuseppe Mogentale e Marcella Pitton: ancora bambina aveva seguito i genitori emigrati a Marsiglia, senza mai tuttavia perdere il rapporto e l’amore per il Friuli e la terra pordenonese.
«Una carriera la sua – commenta il presidente di Efasce, Angioletto Tubaro – di grande importanza nel campo delle ricerche sul Dna. Per questo come Ente assieme alla Provincia di Pordenone nel luglio 2012 le avevamo conferito il Premio Odorico da Pordenone nel corso del nostro Incontro con i corregionali all’Estero a Fiume Veneto. Era una presenza attiva nella vita di Efasce a Tolone e in Francia, fiera delle sue origini italiane e friulane in particolare. Ai suoi familiari, in particolare al fratello René Mogentale e al nipote Jean-Marie, il nostro più sentito cordoglio».
Nerina Mogentale Profizi si era laureata in farmacia e medicina diventando poi docente universitaria e assistente degli ospedali di Marsiglia. Quindi fu a capo del Servizio di Laboratorio di Biologia Medica del Centro Ospedaliero di Toulon-La Seyne e professore di Ematologia all’Università di Tolone. Ha istituito un laboratorio di biologia molecolare competente nello studio del Dna e grazie al suo contributo questi laboratori sono diventati centri di ricerca e di riferimento per tutti gli ospedali di Francia per lo studio dell’Hiv, delle epatiti C e B e di molti altri virus. É stata autrice di libri, di molte pubblicazioni scientifiche e di numerosi interventi in congressi internazionali. Ha realizzato, inoltre, una ricerca sul Dna della popolazione del Friuli Venezia Giulia e del Veneto che è stata pubblicata sulla stampa specialistica internazionale, diventando studio di riferimento per la genetica delle popolazioni. Ha ottenuto molti riconoscimenti ed onorificenze e tra queste “Cavaliere dell’Ordine nazionale delle Palme Accademiche” rilasciata dal Ministro dell’Educazione Nazionale Francese e “Commendatore dell’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana” concessa dal Presidente della Repubblica Italiana.

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In copertina, la dottoressa Nerina Mogentale Profizi in occasione della sua premiazione a Fiume Veneto nel 2012.

Terremoto del Friuli, varato dalla Regione il programma dei Cinquant’anni. Fedriga: una ferita profonda, ma è nato un “modello” riconosciuto da tutti

«Il terremoto del Friuli è una ferita profonda nella nostra storia collettiva. Una tragedia che ha spezzato vite, distrutto paesi, messo in ginocchio un’intera comunità. Ma è anche il momento in cui il Friuli ha mostrato il suo carattere più autentico: quello di un popolo che, pur colpito duramente, ha scelto di non arrendersi. Da quella tragedia è nato un modello che oggi rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia. Un sistema costruito sull’esperienza diretta, sulla responsabilità delle istituzioni e sul valore del volontariato, che ha saputo fare tesoro dell’aiuto ricevuto per trasformarlo in capacità di intervento e solidarietà verso gli altri. Una dimostrazione concreta di ciò che è la resilienza. Non a caso oggi ci troviamo all’Università di Udine: un’eredità della ricostruzione, che dimostra come la nostra gente non si sia limitata a riedificare, ma abbia guardato al futuro e rilanciato dimostrando la propria forza. Una lezione importante: questa non è solo un’occasione per ricordare quanto avvenuto, ma anche per dare nuovo slancio a quella visione prospettica che ha definito il Friuli Venezia Giulia». Lo ha sottolineato ieri il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, alla presentazione del programma annuale degli eventi per onorare il Cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli (1976-2026), nell’auditorium del Polo scientifico dei Rizzi dell’Università di Udine, organizzati dalla Regione Fvg attraverso le sue Direzioni con il coordinamento della Protezione civile Fvg in collaborazione con, tra gli altri, Università di Udine, Arcidiocesi di Udine, Confindustria Ente Friuli nel mondo, Associazione ex Consiglieri della Regione, Fondazione per la sussidiarietà Ets, Ogs-Istituto nazionale oceanografia e geofisica sperimentale, Associazione Comuni terremotati e Sindaci della ricostruzione del Friuli, Comuni dichiarati disastrati. Il programma aggiornato è consultabile attraverso il banner nella home page del sito istituzionale della Regione Fvg.


È stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche sociali e disabilità con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi a delineare il percorso con «celebrazioni che non resteranno chiuse nei confini regionali, ma raggiungeranno Roma e l’Estero per raccontare un’esperienza che è diventata un modello unico al mondo. Abbiamo pensato a un anno “lungo” nel quale cercheremo di raccontare questa “storia difficile”, le ragioni, le conseguenze, le scelte, ringraziando la classe dirigente di quel tempo, cercando di far emergere i molti aspetti di grande attualità della ricostruzione e del “modello Friuli”», ha esordito l’assessore. «L’altro grande tema che svilupperemo – ha aggiunto Riccardi – è la riflessione su cosa sarebbe oggi questa regione senza il sacrificio di persone straordinarie, che ricorderemo in occasioni importanti attraversando tutto il Friuli Venezia Giulia. Il racconto parte da due figure simboliche: il popolo friulano, caratterizzato da lavoro e coraggio, e “l’uomo dell’emergenza”, capace di garantire credibilità nel rapporto con lo Stato». «Il successo della ricostruzione è attribuito a una catena istituzionale esemplare che ha unito Stato, Regione e Comuni», ha sottolineato il vicepresidente della Regione, ricordando «quella battaglia politica sull’ordinario al mattino e quella convergenza totale nel pomeriggio sullo straordinario, costruendo insieme maggioranza e opposizione i provvedimenti per la ricostruzione’. Un elemento centrale di questa strategia fu la gerarchia delle priorità. ‘Prima le fabbriche, poi le case, poi le Chiese» fu una scelta che permise di contrastare lo spopolamento e la “desertificazione” delle aree colpite».
Poi l’assessore ha citato il grande ruolo dell’Università, nata da «un movimento popolare positivo» per formare una classe dirigente capace di gestire la «cultura della resilienza», il riscatto di un popolo e la trasformazione, nelle due presidenze Comelli e Biasutti, di una regione che da confine dell’Italia e dell’Europa è diventata cuore dell’Europa, pensando non soltanto alla ricostruzione ma alla ricostruzione e allo sviluppo «come ci ricordava sempre un grande friulano come Mario Toros». E poi la Protezione civile, «cioè lo sforzo con il quale Giuseppe Zamberletti ci ha insegnato che bisogna pensare a quello che può succedere dopo e prima. Quindi l’attività della prevenzione, con la grande lezione del ricostruire quello che era, dove era. C’è un passaggio estremamente importante del presidente Adriano Biasutti e del presidente Antonio Comelli che verrà ricordato – ha rimarcato Riccardi -: la scelta di ricostruire “dov’era e com’era” non è stata un semplice calcolo algebrico sui costi, ma una straordinaria lezione di civiltà: la vera convenienza di quella scelta risiedeva nella volontà ferrea di difendere le radici profonde di questa terra».
Le celebrazioni toccheranno per questo luoghi e istituzioni nate dal sisma: dalla caserma Goi Pantanali di Gemona che ospiterà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente dei Vescovi italiani, e il concerto di Andrea Bocelli, fino all’Università di Udine, nata appunto da un “movimento popolare positivo” per formare una classe dirigente capace di gestire la “cultura della resilienza” e la Protezione Civile con il volontariato. «Quest’anno il Consiglio regionale discuterà una legge sul volontariato, che riattualizzi quella grande esperienza: possa essere un’occasione importante nel corso del cinquantesimo del terremoto una nuova legge per un protagonista autentico e insostituibile», ha concluso Riccardi.


Alla cerimonia sono intervenute anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante e la collega alle Finanze Barbara Zilli, componenti assieme all’assessore Riccardi e al sindaco di Gemona Roberto Revelant del Comitato che ha curato l’organizzazione delle celebrazioni del cinquantennale terremoto del 1976: presente, inoltre, l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. Amirante, annunciando la conclusione dell’intervento sul Castello di Colloredo di Monte Albano entro la fine dell’estate, ha rimarcato di «sentire forte il lascito della lezione della ricostruzione: nella prevenzione, nella sicurezza del territorio, delle scuole, delle case, nella programmazione, nella capacità di intervenire quando le comunità locali chiedono attenzione ed investimenti infrastrutturali». Zilli ha osservato, invece, che «le iniziative che oggi presentiamo sono un gesto di gratitudine per il grande aiuto ricevuto e di orgoglio per ciò che il Friuli è diventato. Una comunità laboriosa, solidale, coesa che guarda al futuro dei suoi figli con la fierezza e la consapevolezza delle sue radici forti».
I saluti introduttivi sono stati portati dal rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, con interventi del sindaco di Gemona e presidente dell’Associazione Comuni del Terremoto Roberto Revelant e del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Nel corso della cerimonia il governatore Fedriga ha premiato il vincitore del concorso promosso dalla Protezione civile regionale e aperto alle classi quarte e quinte dei Licei artistici e Istituti tecnici ad indirizzo Grafica e Comunicazione della nostra regione. Fedriga ha assegnato il riconoscimento a Davide Giroldo, della classe 5E (sezione Grafica) del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons per aver creato il miglior logo commemorativo che rappresentasse la memoria dell’evento sismico, la resilienza della comunità, il percorso di rinascita e il legame con il territorio. Fedriga ha sottolineato che «è molto importante che le nuove generazioni siano protagoniste dell’anniversario del terremoto. Questo logo, oltre a dimostrare la grande capacità dei nostri ragazzi, rappresenta simbolicamente un ponte che attraversa cinquant’anni di storia della nostra terra, che non vuole far vivere un ricordo di quei momenti drammatici e della ricostruzione semplicemente come un doveroso ricordo del passato, ma come una forte testimonianza nel presente. Lo spirito della ricostruzione deve continuare a impregnare le radici del nostro popolo, perché dimostra la vera forza di questa terra». Il logo vincitore – premiata con 5mila euro la classe – è composto da tre segni gestuali, nei colori della Protezione civile e nel giallo, simbolo di forza e rinascita: il primo richiama il territorio, il Monte San Simeone e la leggenda dell’Orcolat; il secondo rappresenta il Friuli distrutto e le macerie; il terzo simboleggia la resilienza e la rinascita. Il logo accompagnerà le attività della Regione Fvg per tutto il 2026, anche quelle non direttamente connesse all’anniversario del terremoto.

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In copertina, il logo commemorativo vincitore; all’interno, l’intervento del presidente Massimiliano Fedriga, la premiazione del Liceo Artistico di Cordenons, presente l’assessore Riccardo Riccardi responsabile della Protezione civile Fvg, e il folto pubblico.

Ritorna Open Dialogues for the Future: anteprima a Udine con Gentiloni e Tremonti in vista del forum di marzo. Bini: qualità, formazione e management saranno gli assi del Friuli Venezia Giulia

(g.l.) «Nel quadro geopolitico complesso in cui ci siamo abituati ad agire, il Friuli Venezia Giulia si sta preparando con quelli che ritengo siano gli assi per affrontare il futuro: qualità, preparazione, formazione, lungimiranza». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, intervenendo ieri, a Udine, all’anteprima della quarta edizione di Open Dialogues for the Future a cui hanno preso parte Paolo Gentiloni, co-chair della task force sulla crisi del debito dell’Onu e già presidente del Consiglio, e Giulio Tremonti, presidente della Commissione affari esteri della Camera dei Deputati.

IL TEMA – “Oltre il disordine: verso la costruzione di nuovi equilibri globali” è il tema su cui si sono confrontati gli ospiti. «Da ottimista guardo all’Europa con fiducia – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga -. Finora l’Unione europea mi era sembrata passiva, attendista, poco coraggiosa, ma negli ultimi mesi ha dato segnali importanti. Ne cito due: gli accordi di libero scambio con l’India e l’accordo con il Mercosur dimostrano quanto la nostra Europa sia viva e pronta a giocare un ruolo da player forte». Bini ha offerto il proprio contributo di analisi partendo dai “cigni neri” e constatando come «eventi imprevisti, choc improvvisi, discontinuità radicali non sono più l’eccezione: sono diventati la normalità con cui chi governa, a qualsiasi livello, deve fare i conti quotidianamente. Pandemia, crisi energetica, tensioni geopolitiche, dazi, guerre: il disordine è diventato il contesto permanente entro cui l’amministratore pubblico è chiamato a operare. E proprio per questo la nostra responsabilità non è quella di subire passivamente queste turbolenze, ma di costruire gli strumenti per mettere ordine oltre il disordine, per trasformare l’incertezza in opportunità, per fare della resilienza una capacità sistemica del nostro territorio». Da qui l’analisi sul ruolo del Friuli Venezia Giulia che, secondo Bini «in questo quadro, può e deve essere protagonista. La nostra regione è la porta dell’Europa sul mondo». L’assessore ha richiamato due poli strategici quali il Porto di Trieste e il Valico di Tarvisio. «A partire dal prossimo aprile, il Porto di Trieste ospiterà il nuovo servizio “Dragon”, che partendo da Shangai collegherà con una frequenza settimanale i porti cinesi con quelli americani, attraversando il Mediterraneo e facendo tappa proprio nello scalo regionale. La Regione sta investendo con convinzione su porto e retroporto». «Il Valico di Tarvisio – ha aggiunto Bini – si sta affermando come alternativa competitiva al Brennero, grazie anche alla progressiva riduzione dei tempi di percorrenza verso Vienna e il Centro Europa. Tarvisio è la dimostrazione concreta che investire nella rete degli interporti e nella logistica significa investire in competitività delle imprese». Infine, Bini ha richiamato la programmazione regionale con l’Agenda Fvg Manifattura 2030, un documento che traccia le linee di sviluppo del sistema produttivo nei prossimi anni e gli investimenti sul sistema territoriale e imprenditoriale, che ha determinato un aumento dell’export.

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L’intelligenza artificiale

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha promosso un nuovo appuntamento di alto profilo dedicato alla sfida tecnologica del momento, l’intelligenza artificiale. Giovedì 12 febbraio, alle 17, la Sala Valduga della sede di Udine in Piazza Venerio ospiterà, infatti, il seminario dedicato all’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle piccole e medie imprese. L’incontro vedrà come protagonista l’economista Marco Martella, figura di spicco già direttore della sede di Trieste della Banca d’Italia, che metterà a disposizione delle aziende la propria esperienza per un approfondimento sulle dinamiche economiche e tecnologiche attuali. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che l’intelligenza artificiale rappresenti già un’opportunità concreta per migliorare l’efficienza operativa, supportare le decisioni manageriali e rafforzare la competitività in contesti di mercato complessi. Attraverso il contributo di Martella, l’ente camerale conferma il suo ruolo di guida nel percorso di trasformazione digitale del tessuto produttivo locale e offre a imprenditori e operatori economici gli strumenti necessari per aggiornarsi e stare al passo con le evoluzioni globali, affrontando il tema con una visione pratica. L’obiettivo centrale è infatti aiutare le imprese a compiere il salto decisivo dalla sperimentazione all’implementazione, trasformando l’Ia in uno strumento tangibile di crescita e controllo. Il sistema camerale italiano si è consolidato nel tempo come un punto di riferimento istituzionale imprescindibile per la digitalizzazione. «In questo solco – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine prosegue nel suo impegno di erogare formazione gratuita ma di alta qualificazione, pensata specificamente per supportare le imprese locali affinché non perdano il “treno” dell’innovazione. Governare l’adozione dell’intelligenza artificiale in modo efficace e sostenibile è oggi il requisito fondamentale per individuare applicazioni ad alto impatto capaci di creare valore nei processi aziendali». Le adesioni per partecipare all’evento devono pervenire entro domani, mercoledì 11 febbraio, attraverso la compilazione del modulo online disponibile al link dedicato e in evidenza su www.pnud.camcom.it, fino al raggiungimento del numero massimo di posti disponibili. Per ulteriori informazioni e supporto organizzativo, le imprese possono rivolgersi alla segreteria dell’incontro chiamando il numero 0432.273266 o via mail a progetti.speciali@pnud.camcom.it

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I CONTENUTI – Pronta al via, dunque, la nuova edizione di Open Dialogues for the Future, il forum internazionale ideato e promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con The European House – Ambrosetti (Teha) e con la direzione scientifica di Federico Rampini. L’iniziativa si avvale del sostegno dei partner istituzionali Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli e gode del patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il programma della quarta edizione, che si terrà a Udine giovedì 5 e venerdì 6 marzo, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa ospitata in Sala Valduga. Alla prima parte istituzionale sono intervenuti il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, il presidente della Fondazione Friuli Bruno Malattia e, come detto, l’assessore regionale Bini. La presentazione dell’edizione 2026, illustrata nel quadro d’insieme e nel dettaglio dal giornalista Rampini, in viedocollegamento, e dal coordinatore dell’evento per Teha Filippo Malinverno, ha preceduto un’importante anteprima di contenuto, con gli interventi in sala degli onorevoli Gentiloni e Tremonti.
Open Dialogues for the Future 2026 nasce e si rinnova da quattro anni per portare Udine al centro del dibattito sulla situazione geopolitica e geo-economica mondiale. Una riflessione che godrà anche quest’anno dell’intervento di una trentina di relatori nazionali e internazionali, per fornire al pubblico preziosi approfondimenti utili a interpretare meglio un contesto complesso, segnato da una moltiplicazione dei fronti di tensione e da un’accelerazione dei cambiamenti. Un quadro problematico, che incide direttamente sulle economie europee e sui sistemi produttivi più aperti ai mercati internazionali. Accanto all’analisi dei grandi equilibri globali, l’edizione 2026 introduce due nuovi focus tematici: uno dedicato all’area dell’Arabia Saudita, zona in forte evoluzione e sempre più rilevante per le imprese italiane e del Fvg; l’altro sull’Intelligenza artificiale, oggi fattore imprescindibile di competitività, innovazione e sicurezza economica.

I COMMENTI – «Viviamo una fase storica in cui i fronti di instabilità si moltiplicano e cambiano volto con una rapidità inedita – ha commentato il presidente Da Pozzo –. Dalla nuova stagione politica degli Stati Uniti, con ricadute globali che toccano anche dossier apparentemente lontani come Groenlandia e Iran, ai conflitti ancora aperti in Ucraina e in Medio Oriente, fino alle grandi trasformazioni tecnologiche guidate dall’Intelligenza artificiale. In questo scenario, Open Dialogues vuole offrire alle imprese, alle istituzioni e ai cittadini strumenti di lettura solidi e autorevoli per comprendere il mondo che cambia e orientare scelte consapevoli. È una responsabilità che come Camera di Commercio sentiamo fortemente, soprattutto in un territorio come il nostro, da sempre aperto ai mercati internazionali».
«Il sistema Italia – ha aggiunto il direttore Rampini –, a cominciare dalle imprese esportatrici, ha bisogno di essere illuminato sugli scenari mondiali in questa fase di turbolenza. L’informazione quotidiana troppo spesso è urlata, catastrofista, perché si piega alle ideologie, agli schieramenti di parte, o perché insegue il linguaggio dei social. Il nostro Forum è una rara occasione per ascoltare voci di esperti da tutto il mondo, in un’analisi approfondita, lucida, pacata, che aiuti a capire dove stiamo andando»
«Lo scenario geopolitico attuale – ha quindi precisato il coordinatore del programma Odff, Filippo Malinverno di Teha – è caratterizzato da una forte concentrazione di rischi interconnessi: tensioni militari persistenti, crescente rivalità geoeconomica tra grandi potenze, instabilità nei mercati energetici e una generale perdita di fiducia nell’ordine multilaterale. Il sistema globale sta attraversando una fase di ridefinizione profonda, segnata da un aumento dei conflitti ibridi, dalla competizione tecnologica e dalla pressione sulle catene del valore. Eventi come Open Dialogues creano uno spazio di confronto fondamentale tra istituzioni, imprese, accademia e policy maker, permettendo di interpretare le dinamiche geopolitiche e geoeconomiche con uno sguardo sistemico».

IL LUOGO – L’edizione 2026 di Open Dialogues for the Future sarà ospitata quest’anno interamente nella Chiesa di San Francesco, nel centro storico di Udine. Il programma completo, costantemente aggiornato, è disponibile sul sito ufficiale www.opendialogues.eu, da dove sarà possibile anche iscriversi tramite modulo online: la partecipazione è gratuita, ma l’iscrizione alle sessioni di incontri è obbligatoria. Tutte le informazioni sono reperibili anche sul sito della Camera di Commercio www.pnud.camcom.it e sui canali social della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

L’edizione 2026 di Odff beneficia delle partnership di Sky, Corriere della Sera, Gruppo Nem e Ansa Fvg.

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In copertina, il tavolo dei relatori con in videocollegamento Federico Rampini; all’interno, foto di gruppo degli intervenuti che hanno parlato di fronte a una sala affollata; Paolo Gentiloni e Giulio Tremonti.

Palmanova Designer Village, nasce il “Muro dell’Amore” per San Valentino. Attesa per il Carnevale Muggesano

In occasione di San Valentino, Palmanova Designer Village presenterà il Muro dell’Amore: una speciale installazione con cui celebrare l’amore e anche la passione per lo shopping con il concept We Love Outlet Shopping. Si tratta di un’installazione romantica pensata per condividere emozioni e ricordi e dedicare un pensiero a chi si ama con un messaggio universale: l’amore va celebrato in tutte le sue forme, senza confini, senza distanze, senza barriere linguistiche.
Il Muro dell’Amore sarà a disposizione di tutti – coppie, famiglie e amici – come scenografia perfetta per scattare una foto e portarsi a casa un ricordo speciale. Il 14 febbraio, giorno del patrono degli innamorati, l’installazione si animerà ulteriormente: sarà possibile scrivere “ti amo” e lasciare un messaggio d’amore nella propria lingua, trasformando il muro in un vero e proprio mosaico di emozioni e culture. E l’amore continua anche a tavola: durante il periodo di San Valentino, i ristoranti del Village dedicano all’occasione proposte e menù speciali, da Dall’Ava e Hamerica’s fino alla romantica pizza a forma di cuore firmata L’Antica Pizzeria Da Michele.
Un altro appuntamento da segnare in calendario è per sabato 21 febbraio quando il Village ospiterà una grande festa per piccoli e grandi: a partire dalla sfilata in maschera con le compagnie dello storico Carnevale Muggesano che ritorna al Village. Ci saranno anche truccabimbi, baby dance e, in chiusura di giornata, un’ospite speciale: Lucilla, la “Fatina del Sole” del canale YouTube Alman Kids con oltre 1 milione di iscritti e centinaia di milioni di visualizzazioni, canterà alcune delle sue canzoni più amate.

Anche al Senato il “Premio Teipsum”: mercoledì la presentazione del primo Concorso letterario per scrittori autistici

Debutto anche a Roma del “Premio Teipsum”, il primo Concorso letterario in Italia per scrittori autistici. Sarà, infatti, presentato ufficialmente mercoledì 11 febbraio, alle ore 14, nella Sala Caduti di Nassirya, nel palazzo del Senato della Repubblica. L’iniziativa, ideata dal filosofo ed editore friulano Emanuele Franz (Audax Editrice), nasce per scardinare i pregiudizi sulla neurodivergenza e dimostrare come l’autismo possa essere fonte di straordinaria creatività e intuizione. Il nome del Premio richiama il monito “Conosci te stesso”, trasformando la radice autos (stesso) in una chiave di espressione del proprio mondo interiore.
Alla conferenza stampa di presentazione interverranno il senatore Luigi Nave, lo stesso Emanuele Franz, Claudio Risè, psicoterapeuta, psicoanalista e membro della giuria d’onore. Il Premio vanta il sostegno di personalità di rilievo internazionale, tra cui il professor Franco Cardini (Garante letterario), il neuroscienziato Giorgio Vallortigara e lo scienziato Piergiorgio Odifreddi. Ai vincitori – riferisce il promotore – sarà offerta la pubblicazione gratuita della propria opera con Audax Editrice, garantendo una ribalta professionale a voci spesso lasciate ai margini. Il concorso è aperto a tutte le persone dello spettro autistico. Per maggiori informazioni e per consultare il bando: www.audaxeditrice.com

www.audaxeditrice.com

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In copertina, il filosofo e scrittore Emanuele Franz ideatore e promotore del Concorso.

A 50 anni dal terremoto, Rizieri De Tina e Luigi Gloazzo allora giovani sacerdoti in prima linea oggi a Venzone ricordano con Glesie Furlane la tragedia e la rinascita

(g.l.) Quel giovane prete del 1976, con basettoni e capelli neri, oggi è un anziano sacerdote di 81 anni da poco compiuti. E all’indomani del terremoto di mezzo secolo fa era uno dei preti più attivi della Chiesa udinese guidata dal grande arcivescovo Alfredo Battisti. Con lui, da oltre quattro decenni parroco di Nimis – anche se non più con la responsabità economica dell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio -, c’era anche don Luigi Gloazzo, più giovane di tre anni, da un quarto di secolo abbondante direttore della Caritas diocesana e da anni parroco di Povoletto. Ed entrambi animeranno questo pomeriggio un importante incontro che si terrà a Venzone, a palazzo Orgnani Martina, con inizio alle 15.30, dando un significativo inizio alle celebrazioni del cinquantesimo anniversario di quel sisma che devastò mezzo Friuli. E Venzone e la vicina Gemona furono i centri più colpiti, divenuti poi protagonisti di una rapida e imponente ricostruzione, esemplare, tanto da essere indicata agli occhi del mondo come “modello Friuli”.


Rizieri De Tina, all’epoca parroco di Coia e Sammardenchia, e Luigi Gloazzo, in quel ’76 cappellano nella sua originaria Castions di Strada e poi parroco di Ciseriis e Zomeais – e quindi entrambi diretti collaboratori di monsignor Francesco Frezza, originario di Nimis e indimenticabile arciprete di Tarcento -, rievocheranno quei duri e intensi momenti successivi alle scosse del 6 maggio (e poi di settembre), anche ricordando il celebre motto che monsignor Battisti – «prima le fabbriche, poi le case e le Chiese» – fece proprio dopo averlo ascoltato il 10 maggio 1976, quattro giorni dopo la prima scossa distruttrice, da due grandi sacerdoti friulani, don Antonio Bellina e don Giuseppe Cargnello, «nella riunione – ricorda don Rizieri – che tutti noi sacerdoti facemmo nella cappella del Seminario». I due sacerdoti, a Nimis dal lontano novembre 1978 appena due anni dopo il sisma, saranno relatori dell’incontro dal titolo “Cu la int. Testemoniance di predis in prime linie tes tendopolis dal taramot dal ‘76”, appuntamento che fa parte del ciclo organizzato da Glesie Furlane «con l’intento – sottolinea La Vita Cattolica – di offrire “un’altra voce” e una prospettiva inedita nel percorso verso le celebrazioni in occasione dei 50 anni dal terremoto del 1976».
De Tina e Gloazzo porteranno, dunque, la loro testimonianza di preti in prima linea e sempre a fianco della gente nei difficili giorni che seguirono quell’indimenticabile 6 maggior 1976, ma anche negli anni della ciclopica ricostruzione che in poco tempo ha dato un volto nuovo al Friuli. Testimonianza che monsignor De Tina ha già anticipato in una bellissima intervista fattagli dal giornalista Stefano Damiani e trasmessa in questi giorni da Radio Spazio, ma che può si facilmente riascoltare reperendola sulla rete di Internet.

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In copertina, don Rizieri De Tina nei giorni successivi al terremoto del 1976; all’interno, nelle due foto di Bruno Fabretti il sacerdote assieme a don Luigi Gloazzo (monsignor Luigi Murador e don Flaviano Veronesi) durante la cerimonia d’ingresso nella Pieve di Nimis, accolti dall’arcivescovo Alfredo Battisti, nel novembre 1978 due anni dopo il sisma.

Grado, gli auguri della comunità ai nuovi ministri straordinari dell’Eucarestia. Monsignor Nutarelli: siete il sale e la luce. Il punto sui lavori al Ricreatorio Spes, sogno che si avvera grazie alla generosità

di Giuseppe Longo

GRADO – «Voi siete il sale, ma anche la luce», ha detto ieri sera, durante la Messa vespertina, l’arciprete di Grado rivolgendosi ai “ministri straordinari dell’Eucarestia”, appena nominati dall’amministratore apostolico e ormai arcivescovo emerito di Gorizia. E monsignor Nutarelli ha poi aggiunto: «Straordinari, non perché siete i più forti, ma per il prezioso ruolo a cui siete stati chiamati nell’ambito della nostra comunità. E questo vuol dire essere cristiani. Perché per esserlo non occorre fare grandi prediche, bensì essere aperti e accoglienti verso gli altri, pronti a offrire un aiuto a chi ha bisogno». Ed ecco spiegata anche la simbologia del sale, che insaporisce la nostra vita, e della luce, che la illumina con le parole del Vangelo.
A ognuno il vicario cooperatore monsignor Mauro Belletti ha consegnato un libretto che li aiuterà a prepararsi per l’importante compito che li aspetta. E, infine, dall’assemblea si è levato un caloroso e beneaugurante applauso per Rita Corbatto, Eliana Facchinetti, Virgilio Tognon, Monica Corazza, Patrick Miotto, Roberta Sabbadini, Caterina Vio e Lorenzo Florida. Don Paolo ha spiegato che «saranno chiamati a portare la Comunione agli ammalati, a quanti non possono partecipare alla Santa Messa ed a svolgere il servizio durante le celebrazioni liturgiche. Attraverso il loro servizio, il Signore si fa vicino a chi è nella prova, nelle case ed nelle nostre strutture assistenziali, portando consolazione, speranza e, soprattutto, la forza che nasce dall’incontro con Cristo». In pratica, un prezioso aiuto ai sacerdoti che non possono arrivare dappertutto.

I ministri straordinari con i loro sacerdoti.


Concludendo il rito nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, monsignor Nutarelli ha ricordato che questo pomeriggio, alle 17, sarà celebrata una Messa in suffragio dei numerosi defunti dello scorso mese di gennaio – ben diciassette sono i gradesi scomparsi – e ha fatto cenno a quel «grande sogno» al quale lui come parroco dell’Isola è molto affezionato: il rilancio dello Spes a Città Giardino. «Investire nel Ricreatorio – ha scritto, infatti, su Insieme in distribuzione questa seconda domenica di febbraio – significa compiere una scelta educativa chiara e lungimirante. Lo sforzo economico che la Parrocchia sta sostenendo in questi anni per lo Spes, nasce dal desiderio di offrire un punto di riferimento stabile per bambini, ragazzi e famiglie: un luogo sicuro, accogliente, riconoscibile, dove crescere insieme. L’investimento riguarda sia le strutture sia la gestione degli spazi, perché crediamo che i luoghi educativi abbiano bisogno di cura, attenzione e progettualità. È bello constatare come il Ricreatorio sia diventato sempre più un riferimento anche per le Associazioni della nostra cittadina, uno spazio aperto, condiviso, capace di favorire incontri, iniziative e collaborazione a servizio della Comunità».
«In questi giorni – ha aggiunto l’arciprete – sono iniziati i lavori dell’ultimo lotto (il quarto), con la sistemazione della Sala Fain che rappresenta un ulteriore passo nel cammino di valorizzazione del Ricreatorio: un intervento che completa un percorso costruito nel tempo, grazie alla fiducia ed all’impegno di molti. Un grazie sincero va alle tante persone che continuano a credere in questo progetto, sostenendolo con generosità ed all’Amministrazione comunale che ci è vicina e collabora nella gestione degli spazi, riconoscendone il valore educativo e sociale. Investire nel Ricreatorio significa investire nelle persone, nelle relazioni e nel futuro della nostra Comunità: un impegno che continua, perché educare oggi vuol dire seminare domani».
La Parrocchia di Grado ricorda, pertanto, la situazione economica che riguarda proprio la ristrutturazione del Ricreatorio Spes. Gli accrediti sul conto corrente dedicato ammontano a 444.003,10 euro e si riferiscono a contributi e offerte raccolte fino al 6 febbraio scorso. Lavori eseguiti per 788.636,02 euro, mentre la spesa complessiva prevista per i quattro lotti è di 1.183.500. Per cui chi volesse aderire ancora alla raccolta fondi è sempre il benvenuto. Lo potrà fare portando il proprio contributo nell’ufficio parrocchiale di via Gradenigo, oppure provvedere al versamento dell’importo attraverso il bonifico bancario intestato a SOGNO SPES IBAN: IT09L0887764590000000705335, indicando nella causale: SPES.
«Grazie a tutti… il progetto sta prendendo forma “sempre più” e speriamo che la generosità delle persone possa continuare. Ne abbiamo bisogno», conclude don Nutarelli, riconoscente per quanto la sua amata Isola ha fatto finora e sicuramente continuerà a fare, affinché questo «grande sogno» si trasformi via via in una preziosa realtà a favore della popolazione più giovane di Grado. Monsignor Silvano Fain dando vita alla costruzione del Ricreatorio pochi anni prima della sua improvvisa scomparsa, nel nuovo quartiere dell’Isola, aveva voluto investire tante energie a favore di bambini e ragazzi perché questi rappresentano il futuro della comunità. E l’attuale successore si è posto perfettamente in sintonia con l’illuminato arciprete, che fu anche il suo padre spirituale, credendo con tutte le forze della traduzione in realtà dell’importante progetto.

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante l’omelia di ieri sera in Basilica.

Il giornalista Tommaso Cerno cittadino onorario di Lusevera ricordando le sue origini nell’Alta Val Torre. Zilli: premiato un legame più forte di tempo e distanza

«Il conferimento della cittadinanza onoraria è uno degli atti più significativi con cui una comunità riconosce un legame profondo, autentico e duraturo con una persona. Un legame che, nel caso di Tommaso Cerno, non nasce solo dal suo percorso pubblico e professionale, ma affonda le radici nelle sue origini familiari, che appartengono a questo territorio». Lo ha detto l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, prendendo parte l’altra sera alla seduta del Consiglio comunale con cui la municipalità di Lusevera guidata dal sindaco Mauro Pinosa ha attribuito la cittadinanza onoraria al giornalista friulano, attualmente direttore de Il Giornale fondato oltre cinquant’anni fa da Indro Montanelli, ma che in passato è stato anche alla guida del Messaggero Veneto nella sua Udine. «Il rapporto con Lusevera – ha ricordato Zilli – va oltre l’aspetto biografico: le radici sono la trama invisibile che unisce generazioni, cultura e valori, sono memoria condivisa e appartenenza. Per questo la cittadinanza onoraria non è soltanto un riconoscimento simbolico, ma la conferma di un legame che il tempo e la distanza non cancellano».

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta Fedriga ha poi richiamato – come informa Regione Cronache – la storia di migrazioni che ha caratterizzato Lusevera, come molte comunità del Friuli Venezia Giulia: «Una storia fatta di partenze e di ritorni, in cui le radici non trattengono, ma orientano e trasmettono identità. Questo equilibrio tra attaccamento alla propria terra e apertura al mondo emerge con forza nel percorso di Tommaso Cerno». Nella motivazione, il Consiglio comunale di Lusevera ha parlato di un atto simbolico e morale in segno di riconoscenza per il forte legame con le proprie radici nell’Alta Val Torre, per essersi distinto, nel corso della sua carriera di giornalista e scrittore, quale promotore dei valori della cultura, della conoscenza e della libertà di informazione, portando prestigio anche alla comunità. Una motivazione simile gli era valsa anche l’attribuzione dell’ultima edizione del Premio Epifania a Tarcento. Il tema dell’informazione – ha quindi sottolineato l’assessore regionale – rende oggi ancor più attuale, nell’anno del cinquantesimo anniversario dal terremoto del Friuli, il ruolo nazionale di Cerno nel rappresentare il valore del “modello Friuli”, capace di rinascere dopo la tragedia e di guardare con lucidità alle sfide future.
«Il Friuli Venezia Giulia, regione di confine ricca di lingue e identità, ha formato anche il suo sguardo giornalistico e politico, portandolo a dirigere un’importante testata nazionale. Nel suo lavoro Tommaso Cerno ha spesso raccontato i nostri territori a un pubblico nazionale, superando stereotipi e restituendone la complessità. Ringrazio, quindi, l’Amministrazione comunale di Lusevera per questa scelta e rivolgo a Tommaso Cerno le più sincere congratulazioni, con l’augurio che questo legame continui a generare dialogo e impegno per il futuro», ha concluso Barbara Zilli.

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In copertina, il sindaco Mauro Pinosa al momento della premiazione di Tommaso Cerno; all’interno, due momenti della cerimonia con l’intervento dell’assessore regionale Barbara Zilli.

Riecco “Carneval Rojale”, domani un invitante pomeriggio per tutti i bambini. E poi spazio all’arte con Adriana Bassi

(g.l.) I bambini del Rojale sono in febbrile attesa per la mascherata in programma domani a Remugnano. Per loro la Pro Loco ha, infatti, organizzato un frizzante “Carneval Rojale” che dà appuntamento nel pomeriggio, dalle 15 alle 18, al palazzetto dello sport, dove il divertimento è assicurato per i piccoli e le loro famiglie con uno spettacolo di magia, Dj set, giochi e face painting. E naturalmente non mancheranno i tipici dolci del periodo, a cominciare dai gustosissimi crostoli. Il tutto sarà proposto in una pioggia di coriandoli e stelle filanti da Gaia Eventi Animazione a 360°. Il Carnevale dei bambini, con ingresso libero, è organizzato dalla Pro Loco Rojale, alla quale ci si potrà rivolgere per eventuali informazioni al numero 349.4244611 – prolocodelrojale@gmail.com. L’iniziativa beneficia, in particolare, del patrocinio del Comune di Reana.
E dopo questo gioioso appuntamento appunto per i più piccoli reanesi, spazio all’arte. Venerdì 13 febbraio, nella Vetrina del Rojale (ex scuola elementare), sarà inaugurata la mostra “Luoghi dell’anima” di Adriana Bassi che poi potrà essere visitata fino al 30 aprile. Ma su questa iniziativa torneremo nei prossimi giorni.