Casarsa ha reso omaggio ad Aldo Moro statista vittima del terrorismo 47 anni fa

Casarsa della Delizia ha reso omaggio, nel 47° anniversario della scomparsa, alla memoria di Aldo Moro con la deposizione di una corona di alloro sul cippo dedicato allo statista ucciso dalla Brigate Rosse. La cerimonia è avvenuta anche nella ricorrenza della Giornata della memoria per le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.
All’esponente della Democrazia Cristiana è dedicato il viale su cui si trova il cippo e come ha sottolineato il sindaco Claudio Colussi ogni anno l’Amministrazione comunale non ha mai dimenticato di ricordare Moro. Plauso per questa fedeltà nel ricordo da parte del consigliere regionale Markus Maurmair. Presente in rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri il vicecomandante di Casarsa maresciallo Antonio Poliseno. Presenti anche il vicesindaco Ermes Spagnol, l’assessore alla sicurezza Samuele Mastracco, il consigliere comunale Antonio Deganutti, la Polizia Locale con il gonfalone municipale, i rappresentanti dell’Associazione nazionale Carabinieri e Associazione nazionale Bersaglieri, mentre per la società civile il presidente della Pro Loco Casarsa, Antonio Tesolin.

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In copertina e all’interno due immagini della commemorazione ieri a Casarsa.

San Vito al Tagliamento tra colori e sapori oggi alla Festa di Primavera alla fattoria della Volpe sotto i Gelsi

Un’esplosione di colori, profumi e creatività anima San Vito al Tagliamento. Oggi, infatti, la fattoria didattica e sociale La Volpe sotto i Gelsi, gestita dalla cooperativa Il Piccolo Principe, ospita la Festa di Primavera, un evento aperto a tutte le età, all’insegna della natura, dell’apprendimento e del gusto. L’appuntamento è fissato in via Copece, località Comunali, dove grandi e bambini potranno immergersi in un ricco programma di attività gratuite e spettacoli dal vivo, in un contesto rurale autentico e accogliente.

Laboratori creativi – Cuore dell’iniziativa saranno i laboratori manuali e creativi, pensati per stimolare la curiosità e la fantasia di tutti. La partecipazione è gratuita, ma soggetta a prenotazione obbligatoria tramite WhatsApp al numero 345.2537500, fino a esaurimento posti. «La Festa di Primavera è un’occasione per promuovere il valore educativo e sociale della nostra fattoria, offrendo esperienze che mettono al centro il contatto diretto con la natura e la riscoperta dei saperi artigianali – spiega Marco Cepparo, responsabile de La Volpe sotto I Gelsi – . Vogliamo favorire momenti di condivisione e valorizzare il territorio, sostenendo al contempo le piccole produzioni locali. Inoltre la Festa è un evento aperto a tutti: famiglie, bambini, persone con disabilità. L’obiettivo è quello di promuovere l’inclusione sociale e la valorizzazione del territorio».

Programma ricco – La giornata prenderà il via con Messi in scala, una micro mostra mercato dedicata all’artigianato locale, dove sarà possibile scoprire e acquistare originali creazioni fatte a mano. A fare da cornice, coroncine di fiori da indossare, percorsi sensoriali e uno spazio giochi allestito con divertimenti da cortile per i più piccoli. Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, si susseguiranno tre laboratori tematici. Il primo, dal titolo “Stampe sperimentali con la ruggine” alle 14.30 e alle 15.45, a cura di Olga, per esplorare l’uso artistico della ruggine come inchiostro naturale. Poi il laboratorio “Falegnameria itinerante” alle 15.30 e alle 16.45, condotto da Mariele, per apprendere le basi della lavorazione del legno in sicurezza. Infine, “Acchiappasogni con elementi naturali” alle 16.30, con Nicolas, per trasformare materiali raccolti in natura in oggetti simbolici e decorativi. In caso di maltempo, i laboratori per bambini si svolgeranno comunque in spazi coperti. Alle ore 17.30, il pomeriggio proseguirà con lo spettacolo teatrale “La lepre e la tartaruga” a cura della compagnia Teatro Positivo, seguito alle 18.30 dall’esibizione live della band I Tipi, che proporrà un mix coinvolgente di generi musicali e reinterpretazioni sorprendenti.

Sapori autentici – Non mancheranno le proposte gastronomiche: nell’angolo dolce si potranno mangiare fragole fresche, crostate e biscotti artigianali, mentre il food truck “La Fornâs Fattoria Ruspante” delizierà i visitatori con pollo fritto e una selezione di birre artigianali. Per tutta la durata della manifestazione, il garden e l’emporio della Volpe resteranno aperti con orario continuato. Sarà possibile acquistare piante, composizioni floreali, verdure biologiche dell’orto sociale di Torrate, conserve artigianali e prodotti genuini provenienti da piccoli produttori locali. Per informazioni e per prenotare i laboratori: WhatsApp 345.2537500.

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In copertina e all’interno immagini della Festa di primavera dell’anno scorso.

“La casa della nonna”, oggi a Udine il nuovo libro di Enzo Cattaruzzi: le sue poesie in dialogo con l’arte di Celiberti

(g.l.) Cornice prestigiosa oggi, a Udine, per la presentazione del nuovo libro di poesie dello scrittore friulano Enzo Cattaruzzi. Sarà, infatti, lo Studio Celiberti di via Fabio di Maniago a ospitare, alle 18, l’incontro durante il quale verrà presentata al pubblico “La casa della nonna” (Olmis), la nuova fatica letteraria del giornalista di Pasian di Prato. Un racconto intimo e profondo che ci riporta alle radici, ai legami familiari e ai ricordi più autentici dell’autore. Un’occasione per incontrarlo e ascoltare la sua voce, lasciandosi trasportare dalle emozioni della memoria. Il libro sarà presentato da Maurizio Della Negra che dialogherà con l’autore, mentre le letture in lingua friulana saranno a cura di Andrea Benedetti; musiche di Andrea Valent.
Poesie, dunque, nel nuovo libro di Enzo Cattaruzzi, noto volto di Telefriuli, emittente dove conduce una ormai storica e seguita trasmissione, “Il Punto”, nella quale prende in esame soprattutto la politica e l’economia del Friuli Venezia Giulia. Ma oltre che in video e alla radio, è sempre stato attivo anche con la carta stampata. La sua penna ha collaborato, infatti, per numerose testate giornalistiche regionali e nazionali. Notissimi, poi, i suoi saggi politici, oltre che storici e sociali, che ha dedicato in particolare alle figure di due grandi esponenti di quella che fu la Democrazia cristiana, il partito cattolico nel quale Cattaruzzi si è sempre riconosciuto: Aldo Moro e Tina Anselmi, che hanno scritto grandi e indimenticabili pagine della politica italiana. Ma il giornalista friulano è anche appassionato di enogastronomia, con particolare attenzione a quanto di meglio offre la nostra regione. Per questo ha fondato e tuttora presiede il Club della minestra che raccoglie numerosi appassionati della buona tavola.
Alla presentazione odierna del libro di Enzo Cattaruzzi – le cui poesie daranno vita anche a un suggestivo “dialogo” con l’arte di Giorgio Celiberti – ingresso libero fino a esaurimento posti, ma con prenotazione obbligatoria (telefono 351.6281706).

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In copertina, lo scrittore e giornalista friulano Enzo Cattaruzzi.

Dal Friuli Venezia Giulia gli auguri a Leone XIV. Fedriga: il nuovo Papa un faro di speranza e un richiamo alla pace

(g.l.) «Al nuovo Pontefice, Leone XIV, va il mio più sincero augurio di buon cammino spirituale e pastorale. In un tempo segnato da conflitti, trasformazioni sociali e smarrimenti culturali, la sua figura rappresenta un faro di speranza e un richiamo universale alla pace. La Chiesa resta un punto di riferimento fondamentale, caposaldo della nostra civiltà e custode dei valori che uniscono le comunità nella solidarietà e nella dignità della persona». È il commento del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a pochi minuti dall’annuncio dell’elezione del nuovo Papa, successore di Pietro e di Francesco.
«La spiritualità e la forza del messaggio cristiano – ha aggiunto il presidente della Regione Fvg – sono strumenti essenziali per affrontare le sfide globali con umanità e senso di giustizia. Alla guida della Chiesa universale, il Santo Padre assume oggi un compito alto e delicato: sostenere i popoli nella ricerca del bene comune e promuovere un dialogo costruttivo tra le culture, nella fedeltà alle radici cristiane dell’Europa».

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In copertina, il nuovo Papa Leone XIV durante la sua prima benedizione Urbi et Orbi; qui sopra, il giorno della sua ordinazione sacerdotale, il 19 giugno 1982, a Roma con Giovanni Paolo II.

A Tarcento il Friuli di ieri, oggi e domani raccontato dalla chitarra di Ennio Zampa

(g.l.) Invitante serata di friulanità a Tarcento. In occasione della manifestazione “Aspettando la notte dei lettori” e della “Setemane de culture furlane”, della Società filologica friulana, oggi 9 maggio, è in programma a partire dalle 18, un intrattenimento musicale con Ennio Zampa, dal titolo “Tra ir e domani in Friûl”, vale a dire Tra ieri e domani in Friuli. L’appuntamento, organizzato dall’amministrazione comunale, si terrà nella sede della Biblioteca civica, in via Divisione Julia. Si tratta di uno spettacolo fatto di canzoni, poesie, letture e commenti attraverso il Friuli di ieri e di oggi, con la partecipazione dell’iniziativa Nati per leggere. La manifestazione beneficia del sostegno e della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine.

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In copertina, il cantautore friulano Ennio Zampa atteso oggi a Tarcento.

“La stella che restò”, ecco a Palmanova l’opera teatrale dei ragazzi della Zorutti animati dall’idea della cooperativa Thiel

Si intitola “La stella che restò” lo spettacolo di chiusura del Laboratorio teatrale che Manuel Buttus, attore del Teatrino del Rifo, dal novembre scorso ha tenuto negli spazi della scuola secondaria di I grado “Pietro Zorutti” di Palmanova. Il Laboratorio appena conclusosi è una delle attività ideate dalla cooperativa Thiel, in collaborazione con il Comune e l’Istituto Comprensivo di Palmanova, l’Asufc e con il sostegno economico della Fondazione Friuli (Bando Welfare 2024) nell’ambito della terza edizione del progetto “Passo dopo passo. Palestre d’inclusione”.
«“La stella che restò” è un racconto corale sull’inizio della vita adulta, sull’importanza di scegliere di non scappare, di rimanere e di lottare per migliorare ciò che ci appartiene – spiega Manuel Buttus -. È uno spettacolo che parla di futuro, di identità, di coraggio, rivolgendosi con delicatezza e forza alle nuove generazioni, ma anche agli adulti che hanno dimenticato la forza di un sogno». Un’opera teatrale capace di far sorridere, emozionare e riflettere, che trasforma Palmanova non solo in uno spazio fisico, ma in un potente simbolo di scelta e di speranza.
Le ragazze e ragazzi delle classi seconde e terze, nella realizzazione del racconto, sono stati accompagnati dalla professoressa Elena Bernardis e parteciperanno alla XXVIII Rassegna Regionale Teatro della Scuola del Friuli Venezia Giulia con ben due spettacoli, in Sala Bison, a Fiumicello: la mattina di domani, 10 maggio, per le scolaresche e martedì 13 maggio, la sera, aperto a tutti. Inoltre, i ragazzi presenteranno il loro lavoro ai compagni della “Zorutti” nella mattinata di venerdì 16 maggio al Teatro Gustavo Modena di Palmanova.
Sempre in maggio, il progetto della Thiel prevede la realizzazione di un Laboratorio di street art con l’artista Michele Nardon. Sono cinque gli appuntamenti previsti, nei venerdì 9, 16, 23, 30 maggio e 13 giugno, dalle ore 16.30 alle 19. Grazie alla collaborazione con il Comune di Palmanova, è già stato individuato un muro della città stellata che verrà abbellito dal lavoro dei ragazzi. La partecipazione al Laboratorio è gratuita, ma i posti sono limitati. Per informazioni e iscrizioni: telefono e WhatsApp: 320 6512012; e-mail: anna.sabatti@coopthiel.it

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In copertina, un momento del laboratorio teatrale animato da Manuel Buttus.

I Marinai di Grado ricordano a Barbana il giovane Egidio Bullesi terziario francescano che Giovanni Paolo II quasi trent’anni fa dichiarò “venerabile”

di Giuseppe Longo

GRADO – “Viver d’amore è navigare ognora gioia spargendo e riso intorno a me”: è la scritta che si legge sotto il busto del venerabile Egidio Bullesi sorretto dal piccolo monumento che dal 1979 si incontra prima di entrare nel Santuario di Barbana. La frase è tratta dal diario del marinaio morto per tubercolosi a poco più di 23 anni: gli fu ispirata da una frase di Santa Teresa di Lisieux alla quale il terziario francescano era devoto. Da mezzo secolo, i suoi resti riposano nella cappellina che sorge ai limiti del sagrato della Chiesa mariana, tanto amata in tutto il Friuli Venezia Giulia, dove nel 1974 vennero trasferiti dal cimitero di Pola, la città istriana dove era pure nato nel 1905.


E al termine della Messa cantata per l’apertura della “porta santa” nel Santuario proclamato Chiesa giubilare – oltre che per rinnovare il voto dei pescatori di Grado ricordando la flotta che, un secolo fa, riuscì a salvarsi nell’Adriatico aggredito da un violentissimo fortunale proprio per intercessione della Madonna di Barbana -, è stato reso omaggio al giovane militare-religioso da parte della sezione isolana dell’Associazione nazionale Marinai d’Italia, presente l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, che aveva celebrato il solenne rito, assieme a monsignor Paolo Nutarelli, titolare della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, e ad altri sacerdoti.
Proprio a quel ricordato 1974 risale l’avvio, nel capoluogo giuliano, della causa di beatificazione e tre anni dopo, il 7 luglio 1997, Giovanni Paolo II dichiarò Egidio Bullesi “venerabile”.  Poi, un quarto di secolo fa, l’allora vescovo di Trieste, Eugenio Ravignani, inviò alla Congregazione per le cause dei Santi i risultati del processo informativo su un presunto miracolo che sarebbe avvenuto l’anno stesso della morte, nel 1929, sulla motonave Vulcania.

Ecco, allora, un breve profilo della breve ed eroica vita di Egidio Bullesi tratta da una scheda del Calendario francescano secolare: «Nasce a Pola (diocesi di Parenzo), che allora appartiene all’Austria, terzo di nove figli. Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, deve rifugiarsi con la famiglia a Rovigo. Poi si trasferisce a Szeghedin (Ungheria), Wagna (Stiria) e Graz (Austria). Alla fine di tale peregrinare, la famiglia ritorna a Pola, divenuta italiana, dopo il 1919. A 13 anni, Egidio comincia a lavorare come carpentiere nell’arsenale di Pola. Seguendo l’esempio della sorella Maria, il 2 luglio 1920 a 15 anni, si iscrive alla Gioventù di Azione Cattolica, vivendone il motto programmatico: “Preghiera, Azione e Sacrificio”, che lo accompagnerà per tutta la vita, sia militare che lavorativa. Nel 1921, quando si celebra a Roma il 50° della Gioventù Cattolica, Egidio viene inviato a rappresentare tutta la gioventù locale. Il 4 ottobre dello stesso anno, diventa Terziario francescano e assume il nome di Ludovico. A 19 anni è chiamato per il servizio militare e sceglie l’arruolamento nella Marina. Dopo tre anni, alla scadenza del servizio di leva, lascia la Marina e va a lavorare nel cantiere navale di Monfalcone (Gorizia). Qui continua la sua azione apostolica fra gli operai. Si dedica anche alla “Conferenza di San Vincenzo” e fonda una sezione di esploratori cattolici. Nel febbraio 1928, si ammala di tubercolosi. La malattia, che egli considera un “dono di Dio’, progredisce rapidamente per cui dopo solo due mesi, Egidio muore. Ha 24 anni. Nel 1973, le sue spoglie mortali vengono trasferite in Italia, nel Santuario dell’isola di Barbana, presso Grado».
Dicevamo che il processo di beatificazione attende ancora di veder completato il suo lungo iter, per cui se ne occuperà la Chiesa che sta per essere affidata al nuovo Papa. Della cui elezione, da parte dei cardinali riuniti da ieri pomeriggio in Conclave, tutto il mondo cattolico è in trepida attesa.

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In copertina, il busto che ricorda Egidio Bullesi; all’interno, la cerimonia commemorativa presente l’arcivescovo Redaelli, un ritratto del marinaio “venerabile” e la  cappellina che a Barbana ne custodisce le spoglie.

CrediFriuli, Stefano Fruttarolo nuovo presidente: il grazie a Sartoretti. Rinnovata la festa dei meriti scolastici con premi attribuiti a 83 studenti

Stefano Fruttarolo è il nuovo presidente del Consiglio di amministrazione di CrediFriuli. Residente a Reana del Rojale, suo luogo d’origine, 61 anni, avvocato, succede a Luciano Sartoretti che ha guidato la banca dal 2001. Fruttarolo, che è stato il vice di Sartoretti dal 2019, durerà in carica tre anni. Alla vicepresidenza della Bcc è stato chiamato Edgardo Fattor. «Sono molto orgoglioso della funzione che mi è stata attribuita dal Consiglio di amministrazione e farò del mio meglio per corrispondere al rango di prim’ordine che CrediFriuli ha saputo conquistare nell’ambito del Gruppo Bancario Cooperativo di appartenenza, nel mercato di riferimento e presso le comunità dove essa opera», ha detto il neoeletto presidente Fruttarolo al momento del suo insediamento.

Il rinnovato Consiglio, uscito dalla recente assemblea, è formato da Stefano Fruttarolo, Lorenzo Contin, Edgardo Fattor, Gian Franco Panizzo, Gabriele Pecile, Marina Pittini, Laura Rigonat, Romano Sebastianutto e Carmen Zanini. Sartoretti è stato eletto presidente onorario. Il nuovo Cda ha provveduto anche a eleggere Gian Franco Panizzo (presidente), Marina Pittini (vicepresidente), Lorenzo Contin e Gabriele Pecile quali componenti del Comitato esecutivo; Romano Sebastianutto, consigliere designato ai Controlli Interni e all’Antiriciclaggio; Contin quale consigliere con delega Esg; Laura Rigonat (amministratore indipendente) e Contin (supplente), quali consiglieri con delega alle operazioni a favore di Soggetti collegati.
L’Assemblea, riunitasi alla Fiera di Udine, aveva approvato un bilancio 2024 con un risultato da record visto che l’utile è stato di oltre 29 milioni di euro (+6,58% sul 2023). Al 31 dicembre, le masse complessivamente amministrate hanno superato i 3,5 miliardi di euro, con un incremento ben distribuito tra raccolta diretta (+12,37%), raccolta indiretta (+13,6%) e impieghi (+8,61%) rispetto al precedente esercizio.
Dopo aver consegnato un riconoscimento ai cinque soci con oltre 50 anni di appartenenza alla Banca cooperativa, si è provveduto a esprimere un caloroso saluto al presidente uscente Sartoretti che è stato attivo in CrediFriuli fin dal 1966 e presidente della banca dal 2001. Oltre che dall’avvocato Stefano Fruttarolo, ci sono stati i riconoscimenti di Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse; Luca Occhialini, presidente dell’Associazione delle Bcc del Fvg; Alessandro Azzi, presidente della Fondazione Tertio Millennio e, da remoto, di Giuseppe Maino, presidente del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Cesare Salvador è il nuovo presidente del Collegio sindacale, mentre Mario Pagnutti presiederà il Collegio dei probiviri.


Nell’occasione, si è rinnovata anche quest’anno la festa per la consegna dei premi al merito scolastico. Sono stati, infatti, 83 i ragazzi premiati (soci o figli di soci della Bcc) per i loro risultati ottenuti in occasione del diploma di maturità, delle lauree triennali o magistrali. Una breve cerimonia che si ripete, annualmente, da 13 anni e che, nella sua più recente edizione, ha visto la consegna di premi per quasi 30mila euro mentre, dal 2012, sono stati premiati oltre 700 studenti per un ammontare complessivo superiore ai 250mila euro.
«È una iniziativa alla quale teniamo molto – aveva spiegato l’uscente Sartoretti – soprattutto perché rivolta ai giovani ma che, naturalmente, coinvolge famiglie e territorio con un’attenzione e una sensibilità alla quale la nostra Bcc non viene mani meno. Nel 2024, difatti, mettendo a disposizione 500mila euro, CrediFriuli ha permesso a parrocchie, onlus e associazioni, di sviluppare nuove attività e avviare vari progetti a beneficio dell’intera collettività».
«Sostenere e accompagnare lo sviluppo delle nostre comunità è una delle missioni alle quali CrediFrili rimane sempre coerente – aveva aggiunto Fruttarolo – anche grazie alla crescente solidità della banca, con il patrimonio netto che supera i 240 milioni di euro e il rapporto crediti deteriorati netti/impieghi netti tra i più bassi del Paese, pari allo 0,02%». «E il territorio ci premia – aveva sottolineato il direttore generale Gilberto Noacco – con l’adesione di 11.100 soci, l’apertura di quasi 4.000 nuovi conti correnti e un numero di clienti che sfiora le 50mila unità».

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In copertina, il nuovo presidente Stefano Fruttarolo; all’interno, il riconoscimento consegnato all’uscente Luciano Sartoretti, l’assemblea e gli studenti premiati.

Gemona ricorda il terremoto di 49 anni fa con un omaggio alle vittime. Un Archivio per il Cinquantesimo a Palazzo Scarpa

(g.l.) Gemona, storica “capitale” del terremoto, ha ricordato ieri la tragedia di quella indimenticabile sera di maggio – erano le 21 o poco meno – di quasi mezzo secolo fa. «A 49 anni dal terremoto del Friuli, il ricordo è ancora vivo nei cuori dei volontari, dei friulani e di tutti coloro che hanno condiviso il dolore di quella notte tragica. Quasi mille vittime, una devastazione immane, la solitudine delle prime ore. Ma anche la forza della solidarietà, la dignità del dolore, la gratitudine verso chi ci ha aiutato. Oggi è il momento del rispetto: per le vittime, per i sopravvissuti, per le loro famiglie. Ed è anche il momento per dire grazie: a chi ci fu vicino, all’onorevole Giuseppe Zamberletti, al popolo friulano, ai sindaci che non si tirarono indietro. Quella gratitudine non è rimasta solo parola: si è trasformata in impegno concreto, ogni volta che altri avevano bisogno». Sono le parole dell’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, che ha partecipato alla Messa celebrata nel Duomo per ricordare le vittime del terremoto del Friuli, il 6 maggio 1976, tragedia di cui appunto ieri ricorreva il 49° anniversario.


Al termine del corteo che ha raggiunto il camposanto, l’assessore Zilli è intervenuta innanzi il monumento che, nel cimitero, mantiene sempre viva la memoria delle vittime. La cerimonia, alla quale hanno preso parte cittadini e autorità, tra i quali il sindaco Roberto Revenant, ha chiuso una lunga giornata commemorativa. «Il filo che ci lega a quella drammatica notte ci ha dato la forza per ricostruire, per consegnare un Friuli migliore ai nostri figli – ha detto Barbara Zilli -. Ora il testimone è nelle nostre mani: dobbiamo proseguire nel solco dei valori che ci hanno trasmesso i nostri nonni e i nostri genitori». L’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha ricordato poi che, negli ultimi anni, l’impegno della Regione Fvg «si è tradotto in risorse importanti, convinti della necessità di continuare a mettere in sicurezza il nostro territorio».

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«A 49 anni dal tragico sisma del 6 maggio 1976, il primo pensiero va al dolore che la morte di quasi mille persone provocò ai familiari delle vittime. Vi è poi la ferita materiale delle case in macerie, delle fabbriche distrutte, dei campanili crollati, delle infrastrutture sinistrate e lo spaesamento di chi in pochi attimi aveva perso tutto, ma non l’orgoglio di appartenere a una terra che ha impresso nel Dna il valore della rinascita. Valore esaltato sia durante la fase dell’emergenza, ove non dobbiamo dimenticare la solidarietà corale giunta da tutta la nazione e dall’estero, sia nella ricostruzione, caratterizzata dalla coesione sociale e dall’unità d’intenti che coinvolse la cittadinanza, gli imprenditori, le forze politiche, i corpi intermedi e gli apparati tecnico-amministrativi e che scaturì in un percorso esemplare di semplificazione legislativa, organizzativa e burocratica all’insegna della sussidiarietà e del buon senso», ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, ricordando il terremoto ed evidenziando che «una classe di giovani amministratori, tecnici e professionisti seppe dare il meglio di sé sul campo e proprio con molti di loro siamo al lavoro nel ricostituito Comitato per l’istituzione dell’archivio storico del terremoto e della ricostruzione, che ci porterà nel 2026, anno in cui ricorrerà il Cinquantesimo del sisma, a rendere disponibile alla collettività, la documentazione tecnico-amministrativa e progettuale relativa alle opere della ricostruzione, anche potendo fruire di un archivio digitale».


Anticipando quanto verrà proposto nel prossimo anno, l’assessore ha spiegato che «stiamo operando, con la guida del Comitato, con il supporto degli esperti dell’Università di Udine e con la preziosa supervisione della Soprintendenza per digitalizzare i materiali più simbolici e i documenti disponibili e mettere a punto il portale “La forza della terra”, uno spazio ove raccogliere testimonianze, memorie e narrazioni. Non un’operazione astratta sulla migliore digitalizzazione possibile ma l’uso di uno strumento di grande modernità per non far sbiadire il valore e la memoria della ricostruzione». L’esponente della Giunta Fedriga ha, quindi, osservato che «qualsiasi traccia del terremoto del Friuli può assumere una rilevanza fondamentale come modello di riferimento, come base di conoscenza di estremo valore sotto il profilo storico e sociale ma anche tecnico e amministrativo. Il portale dovrà poi essere una narrazione e uno strumento a disposizione di tutti, ma soprattutto a vantaggio delle giovani generazioni e degli studiosi di tutto il mondo. Per non dimenticare». L’archivio sarà allestito a Palazzo Scarpa, a Gemona, un immobile interessato da un processo di riqualificazione anche grazie a risorse regionali.

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In copertina, il centro storico di Gemona con il Duomo completamente ricostruito dopo il terremoto di 49 anni fa; all’interno, l’assessore regionale Barbara Zilli durante la cerimonia commemorativa e la collega Cristina Amirante.

Master di Università e Confindustria a Udine: le inquietudini economiche e sociali sotto la lente di Carlo Cottarelli

Sarà Carlo Cottarelli a tenere la “lectio magistralis” sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine in occasione della graduation dell’Executive Master in Business Administration, il prestigioso percorso di specializzazione in campo economico-gestionale organizzato dall’Ateneo friulano e Confindustria Udine. Appuntamento venerdì 9 maggio, alle 21, con ingresso libero (biglietto ritirabile all’ingresso), per la consegna dei diplomi ai 68 studenti che hanno concluso il percorso formativo biennale con il coinvolgimento di qualificati docenti provenienti da Italia e dall’estero: gli allievi, età media 43 anni, sono imprenditori, manager, quadri di grandi e piccole aziende e provengono non solo dal Friuli Venezia Giulia, ma anche da Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Sardegna e pure dall’Austria.
La “lectio magistralis” di Carlo Cottarelli, economista di fama internazionale, editorialista, già presidente del consiglio incaricato e per anni figura di riferimento al Fondo Monetario Internazionale, si concentrerà sull’analisi dell’attuale contesto geopolitico internazionale, caratterizzato da crescenti tensioni economiche e politiche tra le principali potenze globali. Specifica attenzione sarà dedicata al ritorno del protezionismo, al ruolo crescente delle tariffe doganali, come strumento di politica economica e commerciale, e alle implicazioni che queste dinamiche hanno sulla stabilità globale e sui rapporti tra Stati.
Prima della proclamazione, sul palco del “Giovanni da Udine” salirà il vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, che intervisterà alcuni allievi che hanno concluso questo percorso e che poi introdurrà Carlo Cottarelli.
Al termine degli interventi si terrà la cerimonia di consegna degli attestati in perfetto stile anglosassone: uno a uno i 68 studenti saranno chiamati sul palco per le foto di rito assieme al prorettore vicario dell’Università di Udine, Andrea Cafarelli, al presidente e al direttore di Confindustria Udine, Luigino Pozzo e Michele Nencioni, e al direttore del Master Marco Sartor per il tradizionale lancio del tocco.
«Questo Master rappresenta un esempio concreto di come la sinergia tra mondo accademico e industria possa generare risultati di grande impatto», sottolinea il professor Sartor. «In sei anni abbiamo attivato a Udine, Milano e Trento 18 classi, offrendo – in collaborazione con Confindustria Udine – un’opportunità di alta formazione unica nel panorama nazionale. Si tratta di un percorso di eccellenza che è solitamente proposto da organizzazioni private a costi molto elevati. Come Ateneo pubblico, invece, lo rendiamo accessibile a un prezzo equo, con l’obiettivo di offrire un’opportunità di sviluppo sull’intero territorio nazionale».
Anna Mareschi Danieli, past president di Confindustria Udine e co-ideatrice del Master: «Con questo progetto, si è fatto un salto di qualità nelle relazioni tra Confindustria e Università di Udine, passando dalla logica della collaborazione a una vera e propria partnership. Con l’Ateneo condividiamo l’obiettivo di avvicinare sempre di più il mondo dell’impresa a quello dell’accademia, ma soprattutto, abbiamo dato insieme una risposta concreta e di qualità a una richiesta di alta formazione espressa dalle imprese del territorio. Siamo partiti da una necessità degli imprenditori e attorno a questa abbiamo costruito insieme una soluzione taylor made, che si è rivelata di successo.
Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine: «Questo master è un ottimo esempio, non certo l’unico, del valore che una forte sinergia tra mondo delle imprese e dell’Università è in grado di offrire al territorio. Le nostre aziende, infatti, cresceranno tanto quanto crescerà qualitativamente e quantitativamente il capitale umano a nostra disposizione, a tutti i livelli di responsabilità e di competenza all’interno delle imprese, in particolare su tematiche che portino una forte capacità di innovazione. A sei anni dal debutto, le centinaia di frequentanti, i corsi già aperti anche a Trento e in Lombardia e le trattative in corso per portare questa esperienza anche in altre regioni italiane, dimostrano che l’Università del Friuli e Confindustria Udine hanno colto nel segno con questa iniziativa condivisa di alta formazione».
Infine, Andrea Cafarelli, prorettore dell’Università di Udine: «Un progetto solido, che risponde pienamente agli obiettivi formativi dei nostri percorsi di alta formazione. Il crescente gradimento è il risultato dell’impegno profuso dagli organizzatori e dalla faculty del master ed è pure la concreta dimostrazione dell’efficacia della costante interazione tra la nostra Università e il tessuto economico e produttivo regionale e nazionale».

L’evento è organizzato in collaborazione con vicino/lontano.
L’ingresso in teatro è libero.

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In copertina, l’economista Carlo Cottarelli che venerdì sarà a Udine.