“DiverSimili 2025” da oggi porta a Udine il dialogo tra scienza, natura e società: tre giorni di incontri, spettacoli e laboratori

Questo weekend, da oggi a domenica, torna a Udine il festival DiverSimili, promosso dall’associazione Kaleidoscienza. Un evento che mette al centro il dialogo tra scienza e società, per raccontare la diversità come valore fondante della natura e dell’umanità. DiverSimili 2025 intreccia linguaggi scientifici, artistici e performativi in un programma che include conferenze spettacolo, laboratori, performance teatrali, installazioni interattive e attività per bambini. Un’occasione per guardare al mondo attraverso prospettive nuove, inclusive, interdisciplinari.

Le novità – Il Festival si apre questo pomeriggio, alle 15, in Via Brigata Re 29, sede dell’associazione, con “Libri in tavola”, un gioco interattivo ideato dal Cnr per esplorare come la chimica sia ben lontana dall’essere materia astratta e noiosa: è invece una scienza importante e presente anche in “luoghi” insospettabili, come i libri, le fiabe e la cultura pop: repliche alle 15.30 e 17. Alle 16, nell’area verde Gilberti, si inaugura “Sbilfs”, un’installazione interattiva ispirata ai folletti della tradizione carnica, realizzata da Kaleidoscienza insieme a un gruppo di bambine e bambini. Sempre in Via Brigata Re 29, ore 16.30, prende il via anche la mostra di arte terapia a cura dell’associazione FareTra, realizzata grazie al contributo di persone affette da Parkinson e i loro caregivers. Tra gli eventi di punta, alle 17.30 la conferenza-spettacolo “La scienza di One Piece”, proposta dall’associazione G.Eco, che animerà la sede di Kaleidoscienza fondendo il mondo dei manga e la biologia.


Si passa poi a domani, alle 17.30, quando in Via Brigata Re è in programma “Il Quizzone scientifico”, uno spettacolo interattivo ideato e prodotto da Frame – Divagazione scientifiche, che fonde divulgazione e divertimento, in cui i concorrenti-spettatori saranno invitati a rispondere a una serie di domande a tema scientifico. Sempre domani, ore 18.45, nell’area verde dell’ex Caserma Osoppo, andrà in scena lo spettacolo di danza contemporanea “Oz” della Compagnia Arearea, seguito alle 21 dal radiodramma live di Spk – Teatro “Il Giardino” e dal DJ set elettronico di Railster. Anche quest’anno, il team di Kaleidoscienza sarà inoltre presente in via Cavour in occasione della Giornata Mondiale del Gioco, dalle 15 alle 19, con il laboratorio “Mappa la Faccia”: giocando a indovinare le origini geografiche, i partecipanti scopriranno come la mente inganna quando osserviamo la biodiversità umana.
Domenica, infine, ci si sposta nel Quartiere Aurora, alle 15, con “La banda dei giocattoli ritrovati”, uno spettacolo e laboratorio di riciclo creativo per bambine e bambini. Nel pomeriggio, nell’area verde Gilberti, prenderà il via una delle performance itineranti più attese del Festival: “Botanica Queer”, a cura di Nina’s Drag Queens con Ulisse Romanò, uno spettacolo che esplora il legame tra diversità vegetale e identità fluide, mettendo in discussione pregiudizi e categorie rigide. L’evento ha registrato un doppio sold out: oltre allo spettacolo delle ore 15, anche la replica straordinaria delle ore 11 è andata esaurita in pochissimo tempo. La giornata si chiude in Via Brigata Re con due momenti di grande intensità: alle 18 la conferenza-spettacolo musicale sull’evoluzione, condotta da Michele Bellone e Luca Grossi, e “La cosa più importante”, alle 19.30, restituzione scenica del laboratorio teatrale con persone affette da Parkinson, a cura di FareTra. Durante tutto il festival sarà possibile visitare l’installazione “Sbilfs” nell’area verde Gilberti e la mostra di arte terapia in Via Brigata Re.

Occhi nuovi – Nato nel 2016, DiverSimili negli anni ha continuato a raccontare la diversità umana e culturale attraverso il linguaggio scientifico e creativo. «L’edizione di quest’anno torna alle origini del progetto DiverSimili, che iniziò nel 2016 con l’obiettivo di scardinare i pregiudizi sulla razza umana, e sceglie oggi di toccare nuovamente il tema della biodiversità culturale – spiega Giada Rossi, presidente di Kaleidoscienza. – Il programma propone eventi diversificati che vedono protagonisti artisti, scienziati e appassionati, ognuno con una personale percezione del rapporto uomo-natura. Ci piace pensare che il festival possa dare l’opportunità ai partecipanti di osservare il mondo attraverso gli sguardi degli altri, così simili e così diversi da noi». Il festival fa parte degli eventi promossi dalle Nazioni Unite per la Giornata Internazionale della Biodiversità (22 maggio) ed è realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Udine, Ecopark, FareTra, Aracon, Menti Libere, ARS – Comune di Gradisca d’Isonzo, Quarantasettezeroquattro e altre realtà del territorio.

Per maggiori informazioni: www.diversimili.it

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In copertina e all’interno immagini della passata edizione di DiverSimili a Udine.

Come dialogare con gli adolescenti? Oggi un invito a riflettere con Klaris a Carlino

Oggi, 23 maggio, a Carlino si parla di educazione e dialogo intergenerazionale. Nella sala consiliare del centro sociale “ex Latteria Turnaria” del Comune della Bassa Friulana, con inizio alle ore 20, è infatti in programma la conferenza dal titolo “Uno, nessuno, centomila: dialogare con gli adolescenti”. L’appuntamento fa parte del progetto dell’associazione Aps Klaris, Adolescenza con coscienza. Mission possible!, che si propone di concorrere al sostegno della funzione genitoriale e alla promozione della solidarietà intergenerazionale nei compiti familiari ed educativi ed è articolato in una serie di azioni di carattere aggregativo, formativo e informativo, attuate anche con la collaborazione con altri soggetti quali istituti scolastici, enti locali e associazioni.
La conferenza “Uno, nessuno, centomila: dialogare con gli adolescenti” è destinata in primo luogo agli adulti – genitori, nonni, educatori e operatori sociali – e ha come oggetto principale la comunicazione interpersonale e intergenerazionale, la gestione delle emozioni e l’approccio educativo consapevole. Il progetto Adolescenza con coscienza. Mission possible! comprende incontri di formazione e informazione come quello che avrà luogo a Carlino, con il coinvolgimento di educatori, insegnanti, operatori sociali e studenti, attività laboratoriali dedicate a preadolescenti e adolescenti (età 12-17 anni), realizzate applicando il metodo ludico-educativo dell’imparare giocando, del confronto e del protagonismo dei ragazzi che vi prendono parte, e una serie di trasmissioni su Radio Onde Furlane.
L’incontro odierno conclude la serie di eventi pubblici di Adolescenza con coscienza. Mission possible!, inaugurata lo scorso 7 marzo con il primo laboratorio, che ha avuto luogo a Udine, e proseguita con gli appuntamenti del 21 marzo a Manzano, del 26 marzo a Tomba di Mereto, del 30 aprile a Remugnano di Reana del Rojale e del 7 maggio a Feletto Umberto in Comune di Tavagnacco. La partecipazione alla conferenza “Uno, nessuno, centomila: dialogare con gli adolescenti” è libera e gratuita.

 

Ulteriori informazione in rete:
https://klarisweb.wordpress.com/ e https://www.facebook.com/AssociazioneKlaris

Nasce Noi Spes Grado associazione che rilancerà la gestione del Ricreatorio sogno di monsignor Nutarelli diventato realtà con il generoso aiuto dell’Isola

(g.l.) «Nel nostro Ricreatorio, grazie alla presenza di gruppi e volontari (pensiamo in particolare alla presenza quarantennale dello scoutismo, all’impegno dei catechisti, alle varie esperienze educative e pastorali, alla presenze di animatori, al servizio di Aiutocompiti eccetera), stiamo perseguendo obiettivi pastorali, educativi, sociali, caritativi e sportivi/ludici. La scelta di aprire una nuova Associazione nasce dal desiderio di aiutare la Parrocchia nella gestione del Ricreatorio, permettendo allo Spes di essere messo in relazione con altre realtà similari, sia a livello diocesano che nazionale». È quanto afferma monsignor Paolo Nutarelli, arciprete di Grado, che in questi giorni è stato eletto alla guida del neo-ricostituito circolo “Noi Associazione” con la finalità di dare un’anima strutturata allo “Spes” – il Ricreatorio, appunto – entrando così, nel Terzo Settore, con l’obiettivo di offrire «garanzie ulteriori – aggiunge don Paolo – che tutelino le nostre attività, di accrescere il senso di appartenenza ad un Sogno diventando soci e, soprattutto, di sentirsi corresponsabili di un progetto comune: “Noi Spes Grado-Aps”».

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Oggi le Rose di Santa Rita

Oggi ricorre la memoria di Santa Rita da Cascia, la patrona dei “casi impossibili” e alla quale molte persone sono devote, e non solo quante portano il suo nome per cui festeggiano l’onomastico. In questa particolare festa del calendario liturgico a Grado si rinnova la bella tradizione della Benedizione delle Rose, il fiore simbolo della Santa. Oltre a quello celebrato stamane, il rito sarà ripetuto anche questo pomeriggio, nella Basilica di Sant’Eufemia, al termine della Messa delle 18, quando saranno dunque benedette le rose portate dai fedeli.

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Con il presidente monsignor Nutarelli, alle prime cariche associative sono stati dunque designati: la vicepresidente Eloisa Tognon, il segretario Elia Longo e i consiglieri Domenico Castro, Valentina Castellani, Ilaria Angela Dovier, Claudio Gaddi, Emanuel ed Erika Olivotto. «Nei prossimi mesi, gradualmente – conclude monsignor Nutarelli -, si potrà associarsi allo Spes per aiutare il Ricreatorio ad avere un “peso” nella Comunità e crescere, così, nel senso di appartenenza ad un Sogno».
Il Ricreatorio Spes è infatti il Sogno lungamente inseguito dal parroco di Grado al fine di dare nuova veste e funzionalità alla struttura che a Città Giardino, accanto alla Chiesa di San Crisogono, volle edificare il suo indimenticato predecessore monsignor Silvano Fain al fine di creare un importante punto di riferimento per la gioventù isolana. Lavori che, almeno nella loro parte più significativa, hanno creato notevole interesse all’interno della comunità gradese, tanto che la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia ha beneficiato di offerte molto generose. Ma siccome le spese affrontate sono elevate, la sottoscrizione popolare – come abbiamo più volte riferito – rimane ancora aperta. «Ogni goccia – ha infatti ripetutamente sottolineato don Paolo – è preziosa per poter dare senso compiuto a questo nostro grande Sogno».

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In copertina e qui sopra due belle immagini del Gresp che si terrà in agosto con punto di riferimento il Ricreatorio; all’interno, monsignor Paolo Nutarelli (al  centro) con i suoi collaboratori alla costituzione dell’associazione Noi Spes Grado.

Go!2025, il Giro d’Italia è in arrivo nell’Isontino: stasera Manzano vivrà il clima d’attesa con Dino Persello

(g.l.) Il Giro d’Italia, finalmente, sta per arrivare in Friuli Venezia Giulia con la mitica tappa che sabato 24 maggio si concluderà a Nova Gorica e Gorizia, quale omaggio degli sportivi del pedale alla Capitale europea della Cultura, la prima a carattere transfrontaliero contraddistinta dal logo Go!2025. Un clima d’attesa non da poco, davvero elettrizzante, e che sarà bello poterlo vivere questa sera con Dino Persello, il quale a Manzano – località, appunto, di passaggio dei “girini” – propone la sua terza puntata di “Aspettando il Giro…”, dopo le riuscitissime serate di Clauiano e Talmassons. L’appuntamento, con ingresso libero, è alle 20.30 all’antico Foledor Boschetti della Torre di via Natisone ed è sostenuto dal Comune di Manzano. «La catena della bicicletta è l’unica catena che ci rende liberi», afferma Dino Persello che, come è noto, propone anche lo spettacolo odierno nell’ambito dell’ormai collaudato programma “Ciclismo è poesia”. L’ultima serata sarà sabato a Sacile a commento dell’arrivo della carovano rosa nell’Isontino italo-sloveno, ma anche in vista della tappa che il giorno successivo, domenica 25 maggio, andrà da Fiume Veneto ad Asiago, quindi dal Pordenonese al Vicentino.

# Oggi 22 maggio, ore 20.30 – Antico Foledôr Boschetti-della Torre, Manzano
# Sabato 24 maggio, ore 20.30 – Ex Chiesa di San Gregorio, Sacile
Gli appuntamenti sono ad ingresso libero.

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In copertina, l’attore e regista sandanielese Dino Persello atteso stasera a Manzano.

Finreco, Tomaso Fabris confermato alla finanziaria regionale della cooperazione

Il consiglio di amministrazione di Finreco (Finanziaria regionale della cooperazione) ha confermato alla presidenza Tomaso Fabris che rimarrà in carica per il prossimo triennio. Ad affiancarlo, nel Comitato esecutivo, saranno il vicepresidente Stefano Minin e i consiglieri Alberto Rigotto e Willer Zilli. Sono stati eletti, altresì, nel Cda, Paola Benini, Alessandro Driussi, Carlo Feruglio, Petra Maronese e Lucio Penso.
In precedenza, l’assemblea dei soci aveva votato il bilancio consuntivo relativo al 2024 che ha chiuso con numeri in crescita per quanto riguarda i ricavi e il monte garanzie di circa 15 milioni di euro; l’operatività si è concentrata nel settore agricolo e ha consentito ai beneficiari di accedere al credito bancario per quasi 33 milioni di euro. Oltre ai numeri in positivo, l’esercizio 2024 si è contraddistinto per due importanti eventi: il cambio di Statuto con l’inclusione delle imprese agricole e dei soci dei soci di Finreco (332) oltre ai Consorzi di bonifica; l’aggiudicazione dei fondi messi a disposizione dall’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari per costituire un fondo di supporto alle garanzie delle imprese agricole come previsto dalla legge regionale 7/2024.
Ai lavori assembleari, coordinati dal direttore Stefano Bonera, erano presenti, tra gli altri, Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg; Michela Vogric, presidente di Legacoop Fvg; il vicepresidente di Agci Fvg, Emanuele Cruder; numerosi presidenti e direttori delle Bcc regionali oltre ad alcuni rappresentanti di banche nazionali. Hanno presenziato pure il direttore generale dell’assessorato alle Risorse agroalimentari del Fvg Maurizio Urizio, assieme ai funzionari Fabio Floreancic e Roberto Costantini. Per il collegio sindacale è stato rieletto Raffaele Cisilino, presidente, con Alberto Lippi e Antonio Bravo come componenti effettivi.
In conclusione, il presidente Fabris ha sottolineato come, per questo mandato, le priorità della società siano quelle legate alle attività divulgative da svolgere presso gli Istituti Tecnici Agrari della regione per promuovere la gestione del rischio; il rafforzamento del legame con gli Istituti di credito e il monitoraggio dell’attività delle aziende che utilizzano le garanzie Finreco valutando pure l’opportunità di intervenire con eventuali consulenze. Sotto la lente della Finanziaria, anche le sempre più richieste certificazioni Esg.

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In copertina, il presidente confermato della finanziaria Finreco Tomaso Fabris.

Grest dell’anziano, da oggi a Pordenone le iscrizioni al via a Villa Baschiera

Oggi 20 maggio in Villa Baschiera, a Pordenone, dalle 17 alle 18 apriranno le iscrizioni di persona al Grest dell’anziano. L’iniziativa torna dopo il grande successo dello scorso anno, in cui si era svolta la prima edizione del centro estivo per persone della terza età. Il Grest si terrà dal 3 al 23 giugno tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:00 nella stessa Villa Baschiera. Le attività proposte saranno pet therapy, dance ability, yoga e campane tibetane, musicoterapia e laboratori, oltre alla possibilità per le persone anziane di passare momenti in compagnia combattendo così l’isolamento. Contributo settimanale a persona 10,50 euro.
Una seconda giornata di iscrizioni di persona si terrà martedì 27 maggio, sempre dalle 17 alle 18, e nello stesso luogo. Per chi non riesce a presentarsi in Villa in queste giornate, chiamando via telefono o scrivendo potrà ricevere i documenti da compilare. Contatti 340.6403995 – grestfoenis@gmail.com. Organizzazione della cooperativa Foenis con il contributo della Fondazione Pia Baschiera e Arrigo Tallon, nonché con il patrocinio del Comune di Pordenone.

Ma come funzionano le criptovalute? Casarsa risponderà a tutte le domande

Casarsa si prepara a esplorare il mondo delle criptovalute, uno dei fenomeni economici e tecnologici più discussi del nostro tempo. L’appuntamento è per mercoledì prossimo, 21 maggio, alle ore 20.30, al Ridotto del Teatro Pier Paolo Pasolini con l’incontro aperto al pubblico sul tema “Criptovalute per tutti: cosa sono e come funzionano”. Organizzato dall’associazione culturale Forum Democratico, in collaborazione con la Città di Casarsa della Delizia, Coogito, Progetto Giovani e Pro Casarsa, l’evento punta ad offrire una chiave di lettura accessibile a chiunque voglia addentrarsi in questo complesso universo.
«Vogliamo offrire a tutti gli interessati, dai neofiti agli appassionati di tecnologia, una chiave di lettura chiara e accessibile per comprendere il fenomeno delle criptovalute – ha detto Pierluigi Rosa, presidente del Forum Democratico di Casarsa -. Si tratta di un’opportunità da non perdere per orientarsi con maggiore consapevolezza nel panorama in continua evoluzione della finanza digitale. Sarà anche l’occasione per gettare le basi per futuri incontri dedicati ad aspetti pratici come l’uso di wallet e delle piattaforme di scambio».
L’incontro affronterà i fondamenti tecnici e scientifici della blockchain, le caratteristiche delle criptovalute e i principali aspetti economico-finanziari legati al loro utilizzo. Un approccio a 360 gradi pensato per rispondere alle domande di principianti, curiosi e appassionati di tecnologia. Interverranno come relatori due professori dell’Università di Udine: Marino Miculan, esperto di informatica e sistemi blockchain, e Stefano Miani, docente di economia e finanza. A moderare la serata sarà Federico Costantini, giurista e già relatore in precedenti iniziative di Forum. L’iniziativa rappresenta un primo passo verso una maggiore alfabetizzazione digitale in ambito finanziario, in un contesto in cui la conoscenza diventa sempre più decisiva per affrontare le sfide del futuro.

Povoletto, Paolo Dallagnese da 30 anni alla guida dei Beni Marsure: il nostro parco solare risponde puntualmente alla richiesta di energie rinnovabili

di Mariarosa Rigotti

«Così come la medicina della gioia è la più potente in natura, altrettanto lo è la nostra abnegazione nel prestare piena ed incondizionata disponibilità verso l’amata Povoletto in un frullato di amore e sentimenti». Con questa riflessione, ha concluso la sua relazione Paolo Dallagnese, rieletto per il trentesimo anno consecutivo presidente di Beni Marsure, ente che l’anno scorso ha raggiunto il prestigioso traguardo di 350 anni di fondazione (comunque la relazione morale è pubblicata nel dettaglio su www.benimarsure.it). L’occasione è stata offerta dall’assemblea ordinaria convocata con “invito personalizzato” ai capifamiglia residenti a Povoletto capoluogo da almeno cinque anni, a cui era seguita la riunione del consiglio di amministrazione (previa accettazione scritta degli eletti), convocata proprio per nominare i dodici componenti, compresi presidente e vice. Così, il direttivo che amministrerà l’ente nei prossimi due anni, oltre al citato Dallagnese – confermato, come detto, presidente (e che, tra l’altro, nel 2026 raggiungerà il traguardo di cinquant’anni ininterrotti di presenza in Beni Marsure) -, risulta formato dal vicepresidente Giuliano Ballico e dai consiglieri Ginelli Specogna, Elio Meroi, Lorenzo Merluzzi, Giorgio Tosolini, Luciano e Renzo Sebastianutto, ed Edi Bazzaro; mentre revisori dei conti sono risultati Virgilio Strizzolo, Andrea Scubla e Giuseppe Missana.


Così, riguardo alla proficua e variegata attività dell’ente, va ricordato il progetto del parco solare i cui lavori prenderanno il via a breve e che sorgerà nell’area artigianale Povoletto Nord, progetto su cui c’era stato un affollato incontro lo scorso febbraio nel Centro giovanile. L’attenzione era stata focalizzata proprio sul parco solare, il cui progetto era stato presentato a cura della Società superficiaria diritto di superficie e Società realizzatrice: a tale riguardo, era stato redatto dal consiglio di di Beni Marsure un documento unitario; inoltre, l’amministrazione Beni Marsure, come spiega dallo stesso ente il presidente Dallagnese, «per essere sicura di fare le cose bene, tutelarsi e tutelare il territorio, si è fatta seguire dall’avvocato di Cassazione Angelica Citossi», legale, tra l’altro, presente alla riunione e alla quale era stato rivolto un ringraziamento.
Quindi, va citata una sottolineatura sull’ente, fatta nell’occasione, come ricorda il presidente: «Meglio spiegare bene cosa rappresentano i Beni Marsure. Sono un ente privato non commerciale, autonomo e indipendente, apolitico, che paga le tasse come tutti i normali cittadini. Rappresenta esclusivamente la comunità di Povoletto capoluogo, quindi i frutti che ne derivano dalla gestione, al bisogno, vengono riversati sulla stessa attraverso, per esempio, Associazioni locali e Parrocchia».
Dallagnese ha ricordato, poi, come è formato il consiglio di amministrazione, che ha dodici componenti e viene eletto dall’assemblea ordinaria e opera in forma completamente gratuita. «Appare pertanto chiaro ed evidente – ha sottolineato Dallagnese – il limite entro il quale uno deve ragionare e commentare. Tanti apprezzamenti abbiamo ricevuto anche nel corso delle celebrazioni per il 350° anniversario e non solo in loco, ma anche da Roma».
Quindi, il presidente è entrato nel “vivo” della questione con una chiosa: «Già dal 2022 abbiamo ritenuto inutile trincerarsi dietro buoni propositi che non portano a nulla. Infruttuoso continuare a parlare di trovare soluzioni per diminuire gli impatti ambientali e poi non accettare nessun cambiamento. Quindi, stop alla retorica, perché ormai da anni è arrivato il momento di decidere e l’Europa ha già posto come limite il 2030 per aumentare le energie rinnovabili. Come saprete, il Friuli Venezia Giulia entro il 2030 dovrà produrre almeno 1960 megawatt di energia attraverso fonti rinnovabili. A parole siamo tutti favorevoli a spegnere le centrali a carbone o a gas, che sono le cause dei danni climatici, purché i nuovi impianti non siano fatti nelle proprie vicinanze. Questa è la sindrome dei tanti che sono capaci di dire solo no».
E allora Dallagnese ha ricordato l’antefatto: «Noi, invece, la transizione energetica l’abbiamo ritenuta una occasione da cogliere al volo. Il 30 settembre 2022 abbiamo organizzato un incontro pubblico dove abbiamo annunciato, tra le altre cose, l’avvio delle trattative per la formulazione del progetto di un parco solare. Tutto ovviamente condizionato dall’esito più o meno favorevole che avrebbe avuto la pratica. Poi le cose sono andate avanti con la stipula di un compromesso d’intenti con la Pvk srl dove sono stati inseriti gli ingredienti principali del contratto notarile preliminare e definitivo per la concessione a pagamento del diritto di superficie sottoscritti successivamente».
Ricordati anche i benefit legati a questo contratto: per prima cosa, l’installazione dell’illuminazione notturna delle lancette dell’orologio sui quattro lati della cella campanaria della Chiesa di Povoletto, più l’inserimento di un gruppo di accumulo di capacità 15 kwh sull’impianto fotovoltaico già presente presso il Centro giovanile di Povoletto; poi diecimila euro perché nel parco solare, oltre alla mitigazione di legge, vengano trapiantate lavanda ed altre piante resistenti agli sbalzi climatici e, trovando un apicoltore, possibilità di inserire entro lo stesso delle arnie; e quindi una contribuzione economica atta a far visitare il parco alle scolaresche, attività formativa nelle scuole o auditorium sui temi dell’energia.
Dallagnese ha fatto anche una sottolineatura sull’informazione data sul progetto: «Noi come tutti i privati, non abbiamo l’obbligo di pubblicare bollettini informativi su quello che facciamo. Tuttavia, in tutte le occasioni in cui è stato possibile farlo di certo non abbiamo tenuta celata l’iniziativa del parco solare che potrà portare solo benefici al capoluogo Povoletto. Anche l’amministrazione comunale di Povoletto, pur non avendo competenze sull’autorizzazione, è stata costantemente informata. Quindi, ci fosse necessità di ribadirlo, questa operazione per noi è un vanto, un orgoglio. I bravi amministratori evitano gli immobilizzi infruttiferi per cui quel terreno, se nel 2022 non avessimo optato per il parco solare, avrebbe potuto ospitare un insediamento produttivo tipo quello da poco avviato nei paraggi. Quindi, fabbricati industriali che senz’altro sarebbero di maggiore impedimento alla visibilità del panorama circostante».


Dallagnese non ha mancato di elencare le tappe che hanno preceduto l’incontro del settembre 2022: sempre quell’anno, l’8 giugno, una commissione interna Beni Marsure nominata dal Cda e formata da quattro persone aveva incontrato sindaco e vicesindaco del Comune di Povoletto per illustrare l’iniziativa che intendeva portare avanti; l’8 agosto c’era stato un incontro del Cda Beni Marsure con il sindaco Giuliano Castenetto, il vice Marchina, gli assessori Tarnold e Macor, ed era stato invitato anche l’amministratore unico della Pvk srl, Fonseca, interlocutore Beni Marsure ed interessato ad ottenere un diritto di superficie sui terreni area artigianale Povoletto Nord. «Suo compito – ha ricordato Dallagnese – era stato illustrare come si realizza, a grandi linee, un impianto solare come quello che si intenderebbe realizzare salvo l’ottenimento di tutte le autorizzazioni. Nello specifico, era stato esplicitato che una volta accordato il diritto di superficie Beni Marsure non avrebbe dovuto assolvere ad altre incombenze significative».
Quindi, il 12 agosto alcuni consiglieri Beni Marsure avevano incontrato il citato Fonseca per un sopralluogo dell’area cui la Pvk era interessata. «L’interlocutore aveva eseguito anche riprese aeree con drone», quindi il 30 settembre era stato indetto dall’amministrazione Beni Marsure il citato incontro pubblico, ospitato sempre al Centro giovanile, dove era stato annunciato «l’avvio delle trattative per la concessione del diritto di superficie su terreni di proprietà atte a consentire la formulazione del progetto per un parco solare. Tutto, ovviamente, condizionato dall’esito più o meno favorevole che avrebbe avuto la pratica in Regione. Erano presenti anche gran parte dei conduttori dei terreni agricoli, area oggetto dell’iniziativa, con i quali qualche mese dopo sarebbero stati risolti amichevolmente i contratti di affitto, con la partecipazione ed il benestare del sindacato della Coldiretti. Tra il pubblico anche i presidenti delle Associazioni più rappresentative di Povoletto, tra le quali Pro Loco, Circolo culturale San Clemente e Ana
oltre, ovviamente, al consiglio di amministrazione Beni Marsure». Paolo Dallagnese ha ricordato, infine, i numerosi articoli sull’argomento pubblicati sulla carta stampata e online.

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In copertina, Paolo Dallagnese, a sinistra, durante l’assemblea di Beni Marsure ; all’interno, due immagini dell’area interessata a Povoletto dal parco solare.

Lilt Udine, cent’anni di solidarietà nel segno della prevenzione del cancro raccontati da Bepi Pucciarelli. Il grazie della Regione Fvg a Giorgio Arpino

Diciannove giugno 1925: un gruppo di cittadini udinesi, tra cui il barone Elio Morpurgo e il professore Azzo Varisco, si riuniscono nella sede dell’Accademia di Udine per dare vita alla sezione friulana della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) con l’obiettivo di sensibilizzare e tutelare la salute della comunità. Un prezioso lavoro di prevenzione e assistenza, portato avanti con impegno fino ad oggi: divenuta una delle realtà più attive e dinamiche in Italia, la Lilt friulana, intitolata proprio alla memoria di Morpurgo, oggi conta quasi un migliaio di soci e 135 volontari sul territorio udinese. E la sua storia, lunga cento anni, è stata celebrata ieri mattina al Teatro Mauresing di Feletto Umberto, nel Comune di Tavagnacco, alla presenza di numerosi sindaci, cariche istituzionali, volontari e soci dell’associazione. Tra i presenti, anche i consiglieri regionali Moreno Lirutti, Simona Liguori e Roberto Novelli assieme al presidente Mauro Bordin, che ha portato il saluto dell’Assemblea legislativa del Fvg ringraziando «la Lilt di Udine per l’impegno profuso in questi cento anni di vite salvate e gesti altruistici e che segnano un traguardo importante».

«lI cancro – ha detto ancora Bordin – è un compagno di strada indesiderato che, purtroppo, oggi quasi tutti noi dobbiamo affrontare o in prima persona, o perché colpisce conoscenti e persone a noi care. È importante però non abbattersi e non affrontarlo da soli, ma con i propri cari e con il supportato di realtà come la Lilt che svolge un immenso lavoro di volontariato sociale sul territorio. Un lavoro di cui siamo molto grati».
Ed è proprio in segno di gratitudine, stima e ringraziamento che il massimo esponente dell’Assemblea legislativa del Fvg ha consegnato al presidente della sezione provinciale di Udine, Giorgio Arpino, il sigillo del Consiglio regionale. «La storia di Elio Morpurgo e della sua famiglia – ha chiosato Bordin – è un esempio spettacolare di solidarietà e per questo va raccontata e fatta conoscere. È un simbolo di quante persone, in Fvg, si mettono a disposizione di chi ne ha bisogno».
L’evento celebrativo ha rappresentato un momento importante di riflessione in tema di prevenzione e solidarietà e un’occasione, quindi, per ripercorrere le tappe più importanti dell’associazione contenute anche nel libro “Cent’anni di prevenzione”, curato da Bepi Pucciarelli e presentato al pubblico durante la manifestazione. Tra le prime attività dei fondatori della Lilt di Udine, infatti, come ha raccontato anche Arpino durante il suo intervento, si annoverano la conferenza di propaganda popolare del 1925 sullo stato degli studi sul cancro, la locandina in cui è stata tracciata la strada da percorrere per la lotta e la prevenzione ai tumori, la donazione (il 3 gennaio 1927) all’ospedale di Udine di 107 milligrammi di radio provenienti dalle miniere del Katanga e grazie ai quali è stata possibile la nascita operativa della radioterapia nell’ospedale di Udine, tra i primissimi in Italia ad utilizzarla sui pazienti.
«Senza dimenticare poi – ha aggiunto il presidente della Lilt – la fornitura del primo neuronavigatore al reparto di neurochirurgia del nosocomio udinese, nel 1998, per operare i pazienti con maggiore precisione, fino all’introduzione, nei primi anni 2000, del primo centro di supporto psicologico che ha portato così ad un’attenzione primaria sui malati oncologici». Arpino è poi passato a raccontare le attività degli ultimi sei anni dell’associazione, che hanno visto la Lilt impegnata per un totale di 44.767 ore tra conferenze nelle scuole e sul territorio, visite ai centri medici, assistenza alle persone e manifestazioni esterne. «La prevenzione – ha detto ancora – rimane la più potente arma contro tutte le malattie oncologiche. La centaria esperienza della Lilt conferma che investire in prevenzione comporta una riduzione di ammalati e sofferenze nei pazienti e di spese sanitarie».
Il programma della giornata ha visto anche una prolusione dello storico Valerio Marchi, che ha illustrato il ruolo nella nascita e nello sviluppo della Lilt friulana della famiglia Morpurgo, in particolare di Elio Morpurgo, “primo sindaco ebreo eletto in un Comune italiano nel lontano 1889: una carriera politica di successo che lo rese protagonista di primo piano della storia cittadina regionale e nazionale”. A seguire anche un intermezzo musicale con il fisarmonicista Sebastiano Zorza e il soprano Anna Smiech, oltre alla consegna da parte della Lilt di attestati di benemerenza a volontari e soci dell’associazione che si sono distinti nel corso degli anni. Infine, al presidente Bordin e al sindaco di Tavagnacco, Giovanni Cucci, è stato consegnato il libro sui cento anni dell’associazione.

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In copertina, la consegna della benemerenza regionale a Giorgio Arpino dal parte del presidente del Cr Fvg Mauro Bordin, presente il consigliere regionale Moreno Lirutti; all’interno, gli insigniti con gli attestati di merito della Lilt.

Medici di famiglia dipendenti e non più convenzionati? Agrusti (Fimmg Fvg): una ipotesi che ci lascia davvero stupiti

La libera professione convenzionata è imprescindibile: questa la posizione della Fimmg Fvg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti) in linea con quella del sindacato nazionale che si è espresso contro una prima bozza di riforma della medicina generale in cui emerge la volontà delle Regioni di un passaggio alla dipendenza per i medici di famiglia, oggi convenzionati con il Servizio sanitario nazionale.
E tra queste Regioni che sono favorevoli ad “assumere” i medici di medicina generale pare ci sia anche il Friuli Venezia Giulia stando alle prime indicazioni. «Un fatto – commenta il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg Fvg – che ci lascia davvero stupiti visto che in varie occasioni l’assessore alla Salute della nostra Regione si era detto contrario a tale opzione. Ora veniamo a sapere che il Friuli Venezia Giulia, insieme a Veneto e Lazio, ha presentato al Ministero della Salute una proposta che prevede il passaggio alla dipendenza, mentre l’Emilia Romagna sembra essersi sfilata da questo gruppo. Come sostenuto anche dal nostro segretario nazionale, dottor Silvestro Scotti, siamo convinti che la dipendenza stravolge funzioni, compiti e obiettivi della medicina di famiglia e soprattutto viene ad alterare profondamente il rapporto fiduciario medico-paziente».
Per Agrusti anche alcune delle motivazioni alla base della necessità di passare alla dipendenza non sono condivisibili. «C’è una narrazione- aggiunge il segretario del Friuli Venezia Giulia – che sostiene che durante la pandemia la medicina generale sia stata assente: niente di più falso, i nostri studi sono stati gli unici presidi sanitari che non hanno mai interrotto l’attività e questo è dimostrato anche dal fatto che più della metà dei medici morti di Covid-19 erano medici di medicina generale. Da ricordare poi che i medici di medicina generale hanno dato un contributo determinante per il tracciamento della pandemia effettuando migliaia di tamponi e poi migliaia di vaccinazioni. Il problema non è far diventare il medico di medicina generale un dipendente del Sistema sanitario nazionale/regionale, ma rendere più attrattivo il nostro lavoro per invogliare i giovani medici ad abbracciare questa bellissima professione e l’attrattività non si otterrà certamente con il passaggio alla dipendenza. Rimaniamo, comunque, aperti al confronto».
Fa eco il segretariato nazionale. «A nostro avviso – sottolinea Scotti in un lancio dell’agenzia AdnKronos salute – bisogna sedersi a un tavolo perché la questione del ruolo giuridico sta nascondendo il vero problema, che denunciamo da tempo, il quale è il continuo racconto di una medicina generale fannullona, inefficace e che avrebbe pure perso la partita contro il Covid. Giudizio oltre che falso anche irriconoscente per una professione che, in assenza di strumenti, in pandemia ha preso in carico milioni di cittadini con sintomi che sono stati gestiti nell’autorganizzazione della medicina generale».

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale di Fimmg Fvg.