Porto di Trieste grande polo di sviluppo regionale per l’economia del mare: se ne parlerà domani con Confcooperative Fvg

Nel 2024, il Porto di Trieste ha movimentato merci liquide (petrolio, gas, prodotti chimici) per oltre 41 milioni di tonnellate, con una crescita del 10,64% sull’anno precedente, oltre 842 mila containers, 505mila passeggeri e 318mila veicoli. È comprensibile, dunque, l’interesse del movimento cooperativo nella sua articolazione “lavoro e servizi”, per conoscere meglio, approfondire e discutere sul ruolo del Porto quale driver socio-economico e attivatore di sviluppo, non solo per l’area del capoluogo, ma per l’intero territorio e lo scenario imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia. “La sottile linea blu” (il Porto di Trieste driver di sviluppo regionale per l’economia del mare) è, perciò, il titolo dell’importate incontro organizzato a Trieste (Spazio Regus, sala Sissi, riva Gulli 12) per domani, 12 giugno, a partire dalle ore 10.30, da Confcooperative Lavoro e Servizi Fvg.
Dopo i saluti istituzionali di Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg, e Maurizio Era, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Fvg, sono previsti una serie di interventi assai qualificati con la presenza di Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro; Everest Bertoli, assessore comunale di Trieste alle Politiche Finanziarie; Antonio Gurrieri, dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale; Franco Palmiro Mariani, amministratore delegato di Trieste Terminal Passeggeri spa; Sandra Primiceri, vicepresidente del Consorzio di sviluppo economico locale dell’Area Giuliana; Massimo Stronati, presidente nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi e Maurizio Diamante, segretario nazionale Fit-Cisl. I lavori saranno coordinati dal giornalista Riccardo Coretti, direttore responsabile della testata online AdriaPorts. Con riferimento ai soli servizi portuali e alla movimentazione merci connessa con i trasporti marittimi e per le vie d’acqua, Confcooperative rende noto che si contano oltre 210 cooperative attive in Italia. Il fatturato aggregato supera 310 milioni di euro. Gli addetti occupati a vario titolo ammontano a 5.250 unità.

—^—

In copertina, uno scorcio del Porto di Trieste grande polo economico-commerciale.

Cividale, ammirazione e stupore per le “mitiche” Alfa Romeo esposte in centro dal Club friulano veicoli d’epoca

Ammirazione e stupore, fra i turisti e i passanti, ha destato a Cividale l’annuale appuntamento con eccezionali vetture d’epoca dei collezionisti friulani denominato “mitiche in castello” che, giunto alla 20ma edizione, ha assunto connotati diversi dal solito. L’iniziativa di punta del Club friulano veicoli d’epoca di Udine è stata interamente dedicata alle “mitiche” Alfa Romeo nel 115° anniversario della fondazione della casa automobilistica del Biscione che negli anni 60 a Udine aveva la propria squadra corse, l’Auto Delta.


Pochi ricordano che il 5 marzo 1963, alla Camera di commercio di Udine, venne registrata una società destinata a lasciare un segno profondo nell’impegno dell’Alfa Romeo nel mondo delle corse, l’Auto Delta. A dare vita a questo progetto furono due ingegneri, il toscano Carlo Chiti e il friulano Lodovico Chizzola, che stabilirono la sede dell’impresa a Feletto Umberto. Da allora e per molti anni il nome di questa società fu sinonimo di competizione e vittoria su molti circuiti automobilistici europei.
Il Cfve aveva dato appuntamento ai proprietari di eccezionali modelli di Alfa in Largo Boiani, nel cuore di Cividale. Si sono potute, così, ammirare una trentina di vetture d’epoca magnificamente conservate, prevalentemente degli anni 50 e 60, che sono rimaste esposte in mostra statica per un’intera mattinata. Mentre i partecipanti al raduno erano in visita ai musei cividalesi e al restaurato sito Unesco del tempietto longobardo, turisti e passanti si sono aggirati tra prestigiose vetture quali la A. R. Villa d’Este, la A. R. 1900 Touring, la Giulietta Sprint, la GTA, e varie spider come mitico duetto A. R. Osso di seppia.
Il raduno cividalese è avvenuto all’indomani dell’assemblea del sodalizio udinese che conta 650 collezionisti di veicoli d’epoca e che, come è noto, ha riconfermato alla presidenza l’inossidabile Italo Zompicchiatti, leader storico del Club.

—^—

In copertina e all’interno due immagini delle bellissime Alfa Romeo storiche esposte a Cividale fra la curiosità di passanti e turisti.

Omaggio di grandi artisti a Pasolini a 50 anni dalla morte: la “colomba della pace” di Celiberti a San Giovanni di Casarsa

A San Giovanni di Casarsa, fino al 24 giugno, negli spazi del Centro comunitario parrocchiale, è visitabile la mostra “I giorni che volano via come ombre. Omaggio a Pasolini”, che vede protagonisti tre grandi nomi dell’arte contemporanea friulana: Giorgio Celiberti, Cesare Serafino e Angelo Toppazzini. I tre artisti erano presenti oggi all’inaugurazione e il maestro Celiberti, ricordando la grande figura del poeta e regista, ha disegnato una “colomba della pace” per tutta la comunità di Casarsa regalandola al sindaco Claudio Colussi, il quale ringraziando ha sottolineato il valore di questa mostra così illustre. Un’altra opera è stata donata alla Par San Zuan tramite il suo presidente Marco Francescutti.
È intervenuto, portando il suo saluto, anche il presidente del Centro studi Pasolini Marco Salvadori, il quale ha anticipato alcune delle iniziative legate al cinquantesimo dalla morte del poeta. Il consigliere comunale delegato ad eventi e associazioni ha illustrato il progetto di questa mostra, mentre il critico Boris Brollo ne ha spiegato gli intenti artistici.  L’esposizione è stata voluta e sostenuta dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Par San Zuan e la Parrocchia di San Giovanni Battista.

—^—

In copertina, Giorgio Celiberti mentre disegna la “colomba della pace”; all’interno, il grande artista con i colleghi Cesare Serafino e Angelo Toppazzini, autorità e ospiti a San Giovanni di Casarsa.

Certificazione di parità, un percorso trasformativo per l’imprenditoria femminile: primo incontro il 30 giugno

La certificazione della parità di genere, introdotta nel quadro del Pnrr, rappresenta oggi non solo un riconoscimento formale dell’impegno aziendale verso l’uguaglianza, ma anche un fattore premiante: le imprese che ne sono in possesso possono infatti accedere a incentivi fiscali e punteggi premianti nei bandi pubblici, e rafforzare nel contempo la propria reputazione e attrattività sul mercato del lavoro. A oggi in Italia (fonte accredia.it), sono oltre 34mila le imprese certificate a livello nazionale per la parità di genere, di cui circa 659 in Fvg (318 quelle che l’hanno ottenuta fra gennaio 2024 e gennaio 2025). Per questo la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con il suo Comitato per l’Imprenditoria Femminile presieduto da Renata Lirussi, ha promosso un incontro pubblico per sensibilizzare le imprese sulla questione e presentare un percorso formativo studiato appositamente per promuove fra le aziende l’avvio di processi di certificazione, sempre più strategici per il loro sviluppo sostenibile e competitivo.
L’appuntamento, in Sala Gianni Bravo, è stato aperto dalla vicedirettrice di Tef, consortile della Cciaa, Barbara Nicoletti, che portando il saluto del presidente dell’ente camerale ha evidenziato come «la proposta del Comitato imprenditoria femminile di lavorare su questo tema per le imprese del territorio è stato subito sostenuto dalla Camera di Commercio». E proprio la presidente del Comitato, Lirussi, ha poi spiegato ciò che ha spinto l’organismo camerale, che riunisce una ventina di imprenditrici di tutti i settori economici dei territori di Pordenone e Udine, a mettere i ferri in acqua «per sensibilizzare le imprese sull’importanza della certificazione di genere – ha detto –, che ha un approccio realmente trasformativo dell’ambiente di lavoro, in grado di portare vantaggi da tutti i punti di vista». La presidente, ribadendo il forte impegno del Comitato nel promuovere la cultura imprenditoriale e del lavoro delle donne, come fattori basilari di autonomia, realizzazione ed empowerment femminile, indicativi dello sviluppo di una società più equa e inclusiva, positivamente competitiva e sana, ha ricordato i due appuntamenti di giugno e luglio della formazione ideata.

____________________________________________

Turismo Fvg, oggi webinar

Quali sono le abitudini dei turisti che scelgono il Friuli Venezia Giulia? Quali le motivazioni delle presenze sul territorio e quali prospettive offrono, soprattutto per lo sviluppo del turismo culturale legato ai siti Unesco (Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane, Palù di Livenza)? A queste domande risponderà il già annunciato webinar gratuito promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine con la Camera della Venezia Giulia, in programma oggi 10 giugno, alle 15. L’incontro si svolgerà online e offrirà strumenti di lettura fondamentali per gli operatori del settore turistico (e non solo). È realizzato nell’ambito del progetto “Sostegno al turismo” finanziato con il Fondo di Perequazione 2023-2024 di Unioncamere. Dopo l’apertura dei lavori affidata a Maria Lucia Pilutti, segretario generale della Cciaa Pordenone-Udine, interverrà Paolo Bulleri, dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (Isnart), per analizzare l’andamento del turismo in Italia con uno sguardo alle tendenze emergenti e un focus sui prodotti turistici sostenibili, sempre più richiesti anche in Friuli Venezia Giulia. Seguirà l’intervento di Elisa Qualizza, responsabile del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, che illustrerà i dati dell’osservazione economica regionale, risultati di un questionario diretto ai visitatori del Fvg realizzato in primavera, da cui emergono elementi utili a delineare il profilo del vacanziere tipo. Sarà poi la volta di Iacopo Mestroni, direttore generale di PromoTurismoFVG, a offrire un aggiornamento sulle presenze turistiche in regione, mettendo in evidenza gli andamenti più recenti e le potenzialità di sviluppo per il comparto. A coordinare i lavori sarà Barbara Nicoletti, vicedirettore dell’Area Promozione-Formazione della sede udinese di Tef., la consortile camerale. La partecipazione è gratuita, ma è necessario iscriversi compilando il modulo disponibile sul sito camerale www.pnud.camcom.it, nella sezione dedicata al webinar e in evidenza in home page. Per informazioni, è possibile contattare le sedi camerali di Udine (0432-273537-508), Pordenone (0434.381633) o Trieste (040.6701404-336).

____________________________________________

«Il primo incontro – ha detto Renata Lirussi – sarà lunedì 30 giugno alle 14 e si parlerà diffusamente di vantaggi e benefici della certificazione e degli obiettivi di sviluppo. Da questo primo incontro, le imprese partecipanti usciranno con un’approfondita “autodiagnosi” guidata, che le aiuterà a pianificare correttamente i successivi step». Il secondo incontro della formazione organizzata dalla Cciaa sarà il 14 luglio, sempre alla stessa ora e sempre nella sede camerale udinese. «Nel secondo appuntamento – ha poi spiegato Jacopo Pezzetta di Eupragma, esperto che condurrà le lezioni – andremo a costruire l’azione in modo operativo: con un piano strategico, un manuale di gestione, con la condivisione delle strategie e la definizione della road map di ciascuna impresa».
All’incontro è intervenuta anche l’avvocato giuslavorista Claudia Ogriseg. Due imprese già certificate, come Venica&Venica (presente Ornella Venica) e Idealservice (presente la responsabile marketing Camilla Sardos Albertini), esempio concreto di buone pratiche, hanno portato infine la loro testimonianza, aiutando gli imprenditori presenti a farsi un’idea concreta del percorso e dei suoi vantaggi, su cui il Comitato imprenditoria femminile opererà anche in futuro nel prosieguo dell’anno.
Con 21.791 imprese femminili, ossia un valore pari al 22,5% del totale delle 97.001 imprese registrate, il Fvg si colloca leggermente al di sopra della media italiana (22,2%) per numero di imprese femminili. I valori di Veneto (20,6%) e Trentino Alto Adige (18,4%) sono invece inferiori a quelli medi italiani. A livello di ruoli esecutivi detenuti nelle società di capitali, come evidenzia l’analisi del Centro Studi Cciaa Pn-Ud, le donne al 31 dicembre 2024 ne possiedono 32.676, di cui il 52,3% come socio o socio di capitale, il 37,8% come amministratore e il 9,9% in altre cariche. I ruoli esecutivi posseduti da donne sono in lievissima crescita (+0,5% rispetto al 2023).

—^—

In copertina e all’interno immagini dell’incontro all’ente camerale di Udine.

L’Aclif al Governo Meloni, giunta l’ora di tg e radiogiornale in lingua friulana. Sergon: “Pronti per un incontro a Roma”

Un telegiornale e radiogiornale in lingua friulana da realizzare con le risorse già esistenti per la Rai, senza ulteriori spese: è questa la richiesta dell’Aclif (Assemblea della Comunità Linguistica Friulana che riunisce 150 Comuni friulanofoni) che ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le Amministrazioni comunali sono pronte a recarsi a Roma per illustrare al Governo la loro richiesta, stante anche il recente piano nazionale per le testate giornalistiche regionali Rai per il 2025-2030. «Documento nel quale – commenta il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, presidente dell’Aclif – per la prima volta nero su bianco vengono testualmente citate le richieste di potenziamento dell’offerta informativa in friulano. Un primo risultato delle azioni di sensibilizzazione portate avanti da più enti in questi anni: ora però chiediamo che questa richiesta sia messa in pratica. Per questo ci siamo rivolti al presidente Meloni in quanto è in capo al Governo la convenzione con la Rai per il contratto di servizio».
Nello specifico, Aclif chiede che alla programmazione già coperta dalla direzione di sede regionale con 40 ore settimanali di televisione e 150 di radio, si aggiungesse senza ulteriori spese uno spazio per un veloce telegiornale su Rai3bis di 4/5 minuti e un giornale radio in lingua friulana. Questo per allinearsi a quanto già garantito ad altre minoranze: non solo a tedeschi e sloveni, ma anche ai ladini, che numericamente sono un decimo dei friulani.
«Infatti – conclude Sergon – sono 610 mila i parlanti in lingua friulana più altri 250 mila persone che la conoscono. Una lingua riconosciuta non solo dallo Stato italiano e dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, ma anche dall’Unione Europea e Consiglio d’Europa. Per questo chiediamo al premier Meloni un incontro per raccontarle la nostra realtà: incontro che sarebbe da intendersi come un forte segno di attenzione e sostegno da parte del Governo sulla salvaguardia delle minoranze linguistiche riconosciute dallo Stato Italiano, tutte, senza distinzioni di minoranze di seria A e di serie B, tutte importanti per mantenere quel mosaico di diversità culturale ed identitaria che compone la nostra Patria».

—^—

In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon sindaco di Capriva del Friuli.

Teatro, musica, danza e pittura dal vivo: con i “Riservati” quattro appuntamenti all’aperto (da domani) nei parchi udinesi

Ecco l’estate della Compagnia dei Riservati! Si apre infatti domani, 10 giugno, la programmazione en plein air del sodalizio teatrale di Reana, che proporrà, fino al mese di settembre, quattro eventi in suggestivi spazi all’aperto nella città di Udine, in una formula rivelatasi molto gradita al pubblico. Location del debutto sarà l’area verde Giorgini, in via Colugna, dove alle 19.30 si potrà assistere a “Sogno di una sera al parco”, spettacolo di teatro e musica che si configura come un viaggio nell’animo umano, in un susseguirsi di monologhi e dialoghi tratti dalle più celebri opere di William Shakespeare. In scena, nello specialissimo “teatro”, Sonia Cossettini, Elena Genio, Francesco Cevaro e tre giovani allievi dell’Accademia Internazionale del Musical di Udine, Aurora Donada, Anna Frascogna e Tiziano Zanello; l’accompagnamento musicale, al violino, sarà a cura di Giulio Venier.

L’area verde Giorgini a Udine.


Il 23 luglio, poi (alla stessa ora), l’appuntamento sarà al parco del Circolo ricreativo Nuovi Orizzonti: “A spasso con Williams” il titolo della rappresentazione, che renderà omaggio al grande Tennessee Williams, i cui personaggi prendono vita in un percorso arricchito – pure in questo caso – dalla musica dal vivo. A Sonia Cossettini ed Elena Genio si affiancherà Leonardo Fonda, che si esibirà anche alla chitarra.
Terza tappa il 26 agosto, al Parco Emilio Salgari di via del Bon (sempre alle 19.30), ambientazione scelta per la messa in scena di “Impazzire diversamente”, performance che all’arte teatrale unirà la danza e la pittura dal vivo. Incentrato sulla salute mentale, sul confine tra fragilità e follia, l’intenso spettacolo si chiede come sarebbero cambiate le storie di alcuni personaggi celebri del mondo reale e teatrale se avessero avuto la possibilità di essere ascoltati. Protagoniste ancora Cossettini e Genio; le illustrazioni saranno “firmate” da Fabio Babich, la danza impegnerà la Compagnia Bellanda.
Il ciclo si concluderà il 4 settembre, in Largo Lord Baden Powell, in via Duchi d’Aosta (nel caso alle 19): vi verrà proposto “Mistîrs, Sants e Striis”, spettacolo di storytelling dedicato alla valorizzazione della cultura, della lingua e della tradizione friulana, con accompagnamento musicale. La proposta è rivolta a bambini e famiglie. A Sonia Cossettini si uniranno Michele Pucci, alla chitarra, e Cecilia Rachele Qualla, performer del fuoco. Tutti gli eventi, che si avvalgono del contributo del Comune di Udine, sono a ingresso libero, su prenotazione tramite link Eventbrite che verrà divulgato per ogni evento. Ha assicurato il proprio sostegno anche il Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

—^—

In copertina, La Compagnia dei Riservati è pronta per i Racconti al Parco.

 

Un anno di Spes, il Ricreatorio-sogno di Grado che è tornato a vivere grazie alla generosità di tanti. Monsignor Nutarelli: “Una casa dove tutti si sentono accolti”

di Giuseppe Longo

«Quest’anno è stato solo l’inizio. Si guarda al futuro con entusiasmo, desiderosi di continuare a costruire insieme un luogo dove crescere nella gioia, nella fede e nell’amicizia. Perché Spes, che significa speranza, è davvero il nome più adatto per raccontare ciò che abbiamo vissuto e ciò che ci attende»: sono le parole con cui monsignor Paolo Nutarelli, arciprete della sua Grado, fa riferimento al Ricreatorio di Città Giardino, che sorge vicino alla Chiesa di San Crisogono e che è stato oggetto in questi ultimi anni di un profondo rinnovamento tale da cambiarne il volto. L’opera, voluta dal suo indimenticabile predecessore monsignor Silvano Fain, aveva infatti bisogno di urgenti lavori di adeguamento e ammodernamento al fine di rendere la struttura adatta alle odierne esigenze di sicurezza e funzionalità. «Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo primo anno: catechisti, educatori scout, animatori, volontari, famiglie, ragazzi e sostenitori. Il meglio deve ancora venire!», aggiunge don Paolo.

Lo Spes Grado com’è oggi…


E proprio in questo mese di giugno verrà ricordato, con gioia e gratitudine, il primo anniversario della riapertura dello Spes, appunto, dopo gli ingenti lavori di ristrutturazione che la «Parrocchia – sottolinea con riconoscenza il sacerdote – ha iniziato con l’aiuto unico delle offerte dei parrocchiani, gradesi e non! Un anno fa, le porte si sono riaperte alla vita, alla speranza, all’incontro. E da quel momento, giorno dopo giorno, bambini, ragazzi e giovani hanno ridato anima e colore agli spazi che, per decenni, hanno accompagnato la crescita di intere generazioni. Il Ricreatorio non è solo un edificio: è un cuore pulsante che batte al ritmo della Comunità». Nel sogno del parroco, lo Spes dovrebbe diventare, sempre più, un rifugio, una scuola di vita, un laboratorio di idee: «In questi dodici mesi – osserva infatti don Paolo – abbiamo visto rifiorire l’amicizia, il gioco, la creatività e soprattutto la voglia di stare insieme». E prosegue: «Don Bosco ci ha insegnato che educare non significa solo “insegnare”, ma stare con i ragazzi, accompagnarli nella vita quotidiana. Il cortile era per lui il luogo educativo per eccellenza: “Nel gioco, nell’allegria, ti guadagni il cuore del ragazzo”. Solo così si può, poi, parlare di Dio con credibilità. I ragazzi sanno che questo luogo è un desiderio della Comunità cristiana aperto a tutti, ma con lo stile del Vangelo e di Gesù!».
Lo Spes è, dunque, un punto di riferimento per tutta la Comunità isolana. Innanzitutto, l’esperienza della catechesi dove «i bambini e ragazzi trovandosi insieme – sono ancora le parole di monsignor Nutarelli – scoprono la bellezza che nasce dal Vangelo nella tradizione della Chiesa». Ma in Spes hanno la loro sede gli Scout: una presenza quarantennale a Grado che ha permesso e permette a numerosi giovani di crescere secondo lo spirito di Baden Powell. In questi ultimi anni, poi, si è potenziata l’esperienza oratoriale con i cammini formativi dei gruppi “Terza Media” e “Prima Superiore”. Inoltre, la bella stagione è caratterizzata dai campi estivi (Scout e Spes) e dal Gresp, la invitante proposta di fine agosto.

Monsignor Paolo Nutarelli


La Parrocchia, con fondi propri e grazie anche a “Grado noi Odv”, ha investito e continua a farlo anche nella presenza di adulti che garantiscano la sicurezza degli spazi. Così, l’accesso alla struttura per l’estate sarà pomeridiano: dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.30 alle 20.30, mentre il sabato e la domenica sarà dalle 15.30 alle 19.30. In queste settimane, inoltre, l’Amministrazione comunale riconoscendo il valore sociale, educativo e culturale delle attività svolte all’interno dello Spes sta lavorando per concretizzare il protocollo d’intesa (firmato nel mese di aprile 2024) che permetterà di garantire un aiuto economico alla Parrocchia per la gestione degli spazi e delle attività, nel rispetto delle autonomie e dei ruoli di ciascuno. La convenzione è quindi un gesto di reciprocità e fiducia, a beneficio dell’intera cittadinanza. Ricordiamo, poi, che in questi ultimi tre anni la Chiesa gradese ha dato ai donatori di sangue la possibilità di usare la struttura per i prelievi; che le associazioni isolane usufruiscono spesso di spazi per i loro incontri; che all’interno dello Spes si riuniscono i Club del Sert. E soprattutto ragazzi e giovani entrano in uno spazio accudito e sorvegliato.
L’obiettivo, da quando venne inaugurato lo Spes trent’anni fa, è che l’oratorio di via Paolo Diacono «diventi sempre più Casa per chi cerca un posto dove sentirsi accolto. Casa – ha aggiunto il parroco Nutarelli – per chi vuole mettersi in gioco. Casa per chi crede che l’educazione sia la più bella delle avventure condivise. I più grandi si ricordano di don Bruno Sandrin, che con pala e guanti, aiutato da ragazzi oggi papà o nonni, dissodava il terreno…». Una casa, insomma, aperta a tutti! E ora tre grandi novità importanti arricchiscono lo Spes: come è noto, da quest’anno prende vita ufficialmente l’associazione “Noi Spes Grado – Aps”, affiliata a Noi Associazione, la rete nazionale degli oratori. Con questa scelta lo Spes è entrato a pieno titolo nel mondo degli oratori italiani, condividendone lo spirito, le finalità educative e la passione per i giovani. È un passo che consolida il cammino fatto e apre nuove opportunità di crescita, formazione e collaborazione a livello locale e nazionale. E ora ecco la seconda novità: la possibilità di destinare il proprio 5×1000 a sostegno dello Spes scrivendo seguente il Codice fiscale 90041460313. Lo slogan per questo 2025 è molto semplice e chiaro: “Stiamo realizzando un sogno, la tua firma lo alimenterà”. A fine giugno, poi – ed è la terza! -, un nuovo ed importante dono: un defibrillatore regalato allo Spes “in memoria di Cristina Corbatto”.
Ma i lavori che devono essere perfezionati o portati a termine hanno ancora bisogno della generosità delle persone, che seppur sia stata tanta, e lo è ancora, non riesce a coprire l’esposizione bancaria della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, per cui continua la raccolta fondi. «Ogni euro donato – conclude don Paolo – è una goccia importante. E di gocce ne abbiamo ancora tanto bisogno».

… e com’era prima dei lavori.

Per i versamenti: C/C SOGNO SPES
IBAN: IT09L0887764590000000705335 Indicando nella causale: SPES

—^—

In copertina, una veduta d’insieme del Ricreatorio di Città Giardino dopo le opere di ristrutturazione e adeguamento.

San Daniele, il ricordo di Bottecchia e dello storico ciclismo tricolore oggi con Dino Persello e Andrea Binetti

(g.l.) Dopo le entusiasmanti serate dedicate al Giro d’Italia, che ovunque hanno fatto il “pieno”, oggi Dino Persello gioca in casa per ricordare un grande del ciclismo tricolore. Questo pomeriggio, alle 18, nel Palazzo del Monte di Pietà, in piazza Vittorio Emanuele II a San Daniele, presenta infatti “Bottecchia Ottavio A vae mi – O voi jo – Vado io”. Uno spettacolo già presentato in altre località, ovunque ripagato da un vero e proprio successo.

Dino Persello con Andrea Binetti

Protagonista, ovviamente, lo stesso Persello che è anche autore, come sempre, dei testi. Ma ci saranno anche due presenze conosciute, e apprezzate, nella cittadina collinare: il tenore Andrea Binetti (sempre molto applaudito al Politeama Rossetti di Trieste) e il pianista Teo Luca Rossi che intercaleranno le parole con cui l’attore friulano ricorderà il grande corridore nato a San Martino di Colle Umberto nel 1894 e morto nel Gemonese nel 1927. Il 3 giugno di 98 anni fa, Bottecchia fu trovato a terra agonizzante sulla strada tra Cornino e Peonis, piccola frazione di Trasaghis in riva al Tagliamento, nella zona dove lo sportivo veneto era solito allenarsi. Soccorso, fu portato all’ospedale di Gemona dove si spense alcuni giorni dopo. Era poco più che trentenne. Come molti sportivi ricorderanno, Ottavio Bottecchia fu il primo ciclista italiano a vincere il Tour de France, nel 1924. Che poi riconquistò anche un anno dopo.

—^—

In copertina, Ottavio Bottecchia al Tour de France e qui sopra il cippo che lo ricorda a Peonis  di Trasaghis nel Gemonese.

A Zompitta oggi c’è il Summer Bazar: ecco cosa ci offre il verdissimo Rojale

(g.l.) Appuntamento con il Summer Bazar oggi a Zompitta, una delle frazioni più a nord di Reana del Rojale, prima di arrivare a Nimis. Nel verde di un giardino lambito dalle rogge, è annunciato infatti un giorno speciale con un «piccolo mondo da scoprire, fatto di mani che creano, storie vere e oggetti che parlano da sé», come annunciano gli organizzatori. Protagonisti della manifestazione, che si protrarrà fino al tramonto, l’Atelier Tiziano, Pg Bijoux, Maria Cristina Frascino, CenCeTak e azienda agricola Uccellins. E naturalmente sono presenti i celebri prodotti di “Scus dal Rojal”, fatti come una volta con i cartocci di granoturco. Insomma, un tuffo nella tradizione che si intreccia con la fantasia e lo spirito di iniziativa di quanti hanno dato vita a questa invitante giornata che si anima in via Pigani 53, al ricordato Atelier Tiziano.

La Costituzione ai neo-diciottenni di Grado: non un semplice libro ma il patto solenne che tiene unito il popolo

(g.l.) «Il 2 giugno non è una semplice ricorrenza: è la data in cui l’Italia, nel 1946, scelse di rinascere dalle ceneri della guerra e della dittatura. Con un voto popolare, le italiane e gli italiani decisero di diventare una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, sulla giustizia e sulla dignità di ogni persona. Oggi consegniamo a voi, neo-diciottenni, la Costituzione italiana. Non è un semplice libro, ma il patto solenne che tiene unito il nostro popolo». Con queste parole, il sindaco di Grado, Giuseppe Corbatto, ha esordito nel suo discorso celebrativo tenuto in occasione della Festa della Repubblica.


La cerimonia ha visto una grande partecipazione di autorità civili, militari e religiose, nonché del mondo dell’associazionismo, con la Banda Civica Città di Grado che ha allietato l’evento a cominciare dal corteo che è partito da Piazza Biagio Marin fino ai Giardini Marchesan, sfilando per i viali del centro. Ha presentato Leonardo Tognon dopo l’alzabandiera iniziale comandato dal tenente di vascello Domenico Castro, responsabile di Circomare Grado, accompagnato dall’Inno d’Italia. Dopo gli interventi del sindaco Corbatto e di monsignor Paolo Nutarelli, è stata, appunto, consegnata la Costituzione ai neo-diciottenni (erano in totale 47 i nati nel 2007, presenti alla cerimonia una ventina).

«Questo testo è il vostro scudo e la vostra bussola – ha proseguito il primo cittadino isolano rivolgendosi ai giovani -. Scudo, perché difende i vostri diritti inviolabili. Bussola, perché vi indica la rotta per costruire una società più giusta. Un impegno per voi e per l’Italia. Diventare maggiorenni non significa solo poter votare o firmare documenti. Significa entrare a pieno titolo nella comunità dei cittadini che *costruiscono* l’Italia». Per cui ha aggiunto: «Vi chiediamo: studiate la Costituzione: ogni articolo racconta chi siamo e chi vogliamo essere; partecipate: votate, siatene fieri, ma anche impegnatevi nel volontariato, nella scuola, nel dibattito pubblico; difendetela: quando vedete ingiustizie, quando la libertà viene minacciata, quando qualcuno vi dice che “tanto nulla cambia”. Il futuro è nelle vostre mani. Voi siete i primi custodi di questo patto. Scriverete il prossimo capitolo della nostra democrazia con le vostre scelte, il vostro coraggio, la vostra capacità di sognare un’Italia migliore».
Il sindaco Corbatto ha quindi concluso il suo discorso, rivolto soprattutto ai giovani cittadini dell’Isola, con le parole di Piero Calamandrei, padre costituente: «La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse. A voi, cittadini e cittadine d’Italia, consegniamo oggi questo “combustibile”. Usatelo per accendere il futuro. Viva la Repubblica, viva la Costituzione, viva l’Italia!».

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della Festa della Repubblica a Grado protagonisti (in alto) i neo-diciottenni con il sindaco e le autorità cittadine.