Guide e portatrici sulle Prealpi Clautane: oggi alla Storica Somsi di Pordenone protagonista il libro di Mario Tomadini

Nell’ambito del progetto dedicato a Julius Kugy (Gorizia, 1858 – Trieste, 1944), alpinista, scrittore, botanico e umanista mitteleuropeo, dal titolo “Montagne senza confini. Julius Kugy e la musica del paesaggio”, la Storica Società Operaia di Pordenone ospita nella sua sede di Palazzo Gregoris oggi, alle 17, il primo evento di presentazione del volume “Guide alpine, portatori e portatrici nelle Prealpi Clautane (1874-1915)”, edito dallo stesso sodalizio, a firma di Mario Tomadini, già presidente della Somsi e oggi ancora membro della direzione sociale, ma soprattutto appassionato ricercatore storico e scrittore, oltre che socio Cai dal 1972 e Accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.
L’evento, che sarà condotto da Lucia Bassan, è sostenuto da Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, Fondazione Friuli, Itas Assicurazioni e GSM Gestione Servizi Mobilità, con il patrocinio di numerosi enti del territorio: i Comuni di Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Forni di Sopra, il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, la Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo, Cansiglio, la Società Alpina Friulana, le sezioni Cai di Cimolais, Claut, Forni di Sopra e il Cai – Sezione di Pordenone Aps (centenario 1925-2025).

Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli”

Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”

Francesco Filippin “Checo de Costantina”

La pubblicazione, edita con prefazione firmata dal giornalista e scrittore “di frontiera” Maurizio Bait, ricorda le guide alpine della Val Cellina e Val Vajont che dalla seconda metà dell’Ottocento e fino allo scoppio della Grande Guerra accompagnavano gli alpinisti italiani, tedeschi e austriaci nelle salite sulle vette di quelle che in quell’epoca erano definite Prealpi Clautane, ovvero “Die Clautanischen Voralpen”, poi chiamate Dolomiti d’Oltre Piave e oggi divenute Dolomiti Friulane – Patrimonio Unesco. La prima parte del volume è relativa all’attività intrapresa dai soci della Società Alpina Friulana, primo e importante passo per l’esplorazione delle montagne solcate dai torrenti Vajont, Cellina, Settimana e Cimoliana. Segue il ricordo delle prime guide alpine friulane autorizzate dalla Sezione di Tolmezzo del Club Alpino Italiano, in seguito trasferitasi a Udine come Sezione Friulana e infine assumendo l’attuale denominazione di Società Alpina Friulana. Quindi alcuni capitoli che offrono uno spaccato delle condizioni socio-economiche delle valli Cellina e Vajont, definite tra l’altro dall’isolamento causato dalla mancanza di rotabili da una parte verso la pianura pordenonese e dall’altra verso la Valle del Piave; l’accoglienza offerta nei paesi dove non mancavano locande e la presenza all’interno delle valli di numerose casere che potevano dare ricetto ad alpinisti e guide. Si tratteggia quindi il profilo delle tre guide locali che esercitavano nelle valli Cellina e Vajont, primo tra tutte il clautano di Massurìe Alessandro Giordani detto “Sandro Nazio”, il nipote Luigi (Carlo) Giordani “Begarèli” e l’ertano Francesco Filippin “Checo de Costantina”. Infine, passando al territorio dell’Alto Tagliamento, Giovanni Battista De Santa detto “Barbe”, prima e storica guida di Forni di Sopra. Nel volume ampio spazio è riservato a sottolineare l’apporto dato dai portatori e specialmente dalle portatrici, giovani donne che per poche lire portavano i bagagli degli alpinisti fin sotto le pareti. L’ultimo capitolo ricorda le guide ampezzane, cadorine, svizzere, tedesche e austriache che hanno accompagnato fin dal 1874 i loro clienti nelle vette delle Clautane.
L’autore della pubblicazione, che ha richiesto quattro anni di meticolose ricerche, è appunto Mario Tomadini, dal 2002 consigliere della Storica Società Operaia di Pordenone e già presidente del sodalizio dal 2021 al 2025. Appassionato studioso del territorio e scrittore, ha al suo attivo sedici pubblicazioni, molte delle quali aventi come soggetto la montagna pordenonese. Già collaboratore di “Piancavallo Magazine”, oggi ha una rubrica fissa nel Magazine “Esplora&Ama”. I suoi articoli si trovano anche nel periodico “Le Dolomiti Bellunesi”. Socio dal 1972 della Sezione Cai di Pordenone, oggi è iscritto alla Società Alpina Friulana di Udine. È stato uno dei promotori della realizzazione del Museo dell’Alpeggio nella Malga Capovilla, Piano del Cavallo.
Con le sue 480 pagine, 105 testi in bibliografia, un indice di 512 nomi e 700 località citate, il volume si propone già come una guida fondamentale per la ricostruzione storica di un periodo e di un contesto sociale e paesaggistico, oltre che un omaggio ai valligiani che contribuirono all’esplorazione di queste montagne, frequentate anche da Julius Kugy, che fu tra l’altro il primo a salire sul monte Cridola con la guida auronzana Pacifico Zandegiacomo Orsolina, e il primo a scalare il Monte Duranno con la guida Andreas Komac di Plezzo, ma avendo come accompagnatore l’ertano Giacomo Sartor.

L’incontro è a ingresso libero.
Info nel sito web www.somsipn.it o sulle pagine social della Somsi

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In copertina, lo scrittore Mario Tomadini autore del libro e già presidente della Storica Somsi di Pordenone.

“Fiatone… io e la bicicletta”, oggi a Dardago teatro e mobilità sostenibile

Oggi, alle ore 18, l’area verde di Ciampore a Dardago di Budoia si trasformerà in un suggestivo palcoscenico naturale per ospitare lo spettacolo “Fiatone… io e la bicicletta”, della compagnia Luna e Gnac Teatro. L’evento, a ingresso gratuito, rientra nella programmazione della undicesima edizione del festival I Teatri dell’Anima, il primo festival teatrale a basso impatto ambientale.
Sul palco (e su due ruote), gli attori Michele Eynard e Federica Molteni – diretti da Carmen Pellegrinelli – racconteranno la storia di Italo, un uomo come tanti, prigioniero della routine quotidiana e dell’“eterno ingorgo” automobilistico. Un imprevisto lo costringe però a riscoprire la sua vecchia bicicletta, sepolta in cantina. Da qui prende vita un racconto comico, tenero e brillante che si trasforma in una vera e propria educazione sentimentale alla lentezza, alla mobilità sostenibile e al cambiamento personale. Lo spettacolo prende ispirazione da una frase di Mauro Parrini – “La bicicletta non sta in piedi da sola. Ha bisogno di qualcuno che la sorregga. Questo fa di essa una macchina commovente” – e si inserisce perfettamente nel tema di quest’anno del festival: Eco-Logiche, un percorso tra arte, natura e consapevolezza.
In linea con il messaggio dello spettacolo, il festival propone anche un modo alternativo e sostenibile per raggiungere il luogo dell’evento. Grazie alla collaborazione con FIAB Pordenone – Aruotalibera, nasce l’iniziativa “A teatro con la bici”, che prevede due partenze in gruppo: alle ore 15 da Pordenone (Ponte di Adamo ed Eva) e alle ore 16.45 da Budoia (Piazza Umberto I). Per informazioni sul percorso: 347 8941720 In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà al coperto, presso il Teatro di Dardago (via Castello 1).

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Ecco la musica-giocattolo

Domani, alle ore 18.30, il Parco Colonia di San Giorgio della Richinvelda si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più divertenti dell’estate teatrale friulana. Nell’ambito del festival I Teatri dell’Anima, giunto alla sua 11ma edizione e organizzato da EtaBeta Teatro con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, arrivano gli Jashgawronsky Brothers con lo spettacolo “Toyboys”, un’esplosione di musica giocattolo, comicità surreale e creatività musicale per tutte le età. Sarà uno spettacolo fuori dagli schemi, capace di sorprendere il pubblico grazie a un’inconsueta orchestra di strumenti costruiti interamente con giocattoli e materiali riciclati. In scena, tre giovani studenti della “Scuola di Musica Jashgawronsky”, guidati da un eccentrico direttore, daranno vita a un bizzarro saggio di fine corso dove le note dei Beatles e di altri classici immortali si mescolano al suono inaspettato di trenini, xilofoni, bambole e oggetti comuni, reinventati in chiave musicale. In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà all’Auditorium della Biblioteca Civica di San Giorgio della Richinvelda. L’ingresso è gratuito. Gli spettatori potranno accomodarsi su sedute predisposte nel parco oppure portare con sé una coperta, un cuscino o una seggiola personale. Si consiglia anche l’utilizzo di spray antizanzare, che sarà comunque disponibile in loco.

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“I Teatri dell’Anima” è un festival che da undici anni porta il teatro in contesti naturali di grande valore: risorgive, biotopi, parchi, boschi e borghi antichi. L’obiettivo è offrire un’esperienza teatrale immersiva che stimoli una riconnessione autentica con il territorio, promuovendo al contempo la riflessione su temi urgenti come la sostenibilità ambientale, il rispetto per la biodiversità e il cambiamento degli stili di vita. Il festival I Teatri dell’Anima è reso possibile grazie all’organizzazione di EtaBeta Teatro con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli, in partenariato con Erbamil, Associazione Naturalistica Cordenonese, Scuola Sperimentale dell’Attore, Servi di Scena, Mulino ad Arte. Con il patrocinio dei Comuni di Polcenigo, Talmassons, Budoia, Sagrado, San Giorgio della Richinvelda, Cordenons. In collaborazione con Ass. La Marculine, Borgo Creativo, Fiab Pordenone – Aruotalibera, Cooperativa Controvento, Terrae’, NOplanetB, Climax, Associazione Pro Loco Sagrado. Gli spettacoli saranno ad ingresso gratuito e si terranno in spazi liberi all’aria aperta ove saranno disponibili delle sedute “da prato”. Se lo desidera il pubblico potrà portare con sé una coperta, un cuscino o la propria seggiola preferita su cui accomodarsi. Si consiglia di dotarsi di spray antizanzare che comunque verranno messi a disposizione. Per info cell. 333.6785485 – info@iteatridellanima.it oppure www.iteatridellanima.it

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In copertina, ecco gli attori che andranno in scena oggi a Dardago di Budoia.

Anche Coop Casarsa: no al boicottaggio dei prodotti israeliani (“decida il consumatore”), sì agli aiuti per Gaza

Boicottare prodotti in ragione della loro provenienza è un diritto dei consumatori in base alle proprie opinioni e sensibilità, ma non spetta farlo alle imprese. Per cui Israele non fa eccezioni alla policy di Coop nazionale, come ribadito nella riunione della Presidenza di Ancc (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) di cui fa parte anche Coop Casarsa, la più grande cooperativa di consumo tra quelle con sede centrale in Friuli Venezia Giulia. Quindi niente boicottaggio di prodotti israeliani ma anche allo stesso tempo disponibilità a raccogliere aiuti per la popolazione di Gaza come atto concreto di aiuto.

Sabrina Francescutti


«Le sofferenze della popolazione civile nel conflitto in corso nella Striscia di Gaza – ha dichiarato la presidente di Coop Casarsa, avvocato Sabrina Francescutti – non possono lasciare nessuno indifferente. Ma questa non comporta l’attivazione di azioni di boicottaggio di prodotti in ragione della loro provenienza. Per Coop Casarsa è importante garantire la libertà di scelta dei consumatori, clienti e soci, che hanno valori, opinioni e sensibilità inevitabilmente diverse e tutte ugualmente rispettabili. Per tale motivo la nostra cooperativa è del tutto allineata con la policy di Coop nazionale e del Consorzio Sait di Trento, a cui aderiamo da alcuni mesi, e lascerà liberi i propri soci e clienti nella scelta dei prodotti da acquistare».
«Rivolgiamo un appello urgente al Governo italiano perché ci si adoperi con il massimo impegno a riaprire i corridoi umanitari verso la Striscia di Gaza – afferma, inoltre, Ernesto Dalle Rive presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) –. È questa la condizione indispensabile per avviare una imponente raccolta di cibo e altri aiuti su cui le cooperative di consumatori dichiarano sin da ora la loro completa disponibilità, confidando anche in una analoga mobilitazione di tutta la moderna distribuzione». Raccolta di aiuti a cui Coop Casarsa ha già deciso di aderire.

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In copertina, un’immagine della sede centrale di Coop Casarsa.

In\visible Cities XL torna a esplorare Gorizia assieme al confine e all’Isonzo: gli appuntamenti di oggi e domani

In\visible Cities XL torna a Gorizia con due appuntamenti che intrecciano arte, memoria e territorio. L’edizione espansa del Festival Urbano Multimediale organizzato dall’associazione Quarantasettezeroquattro in occasione di GO!2025 Capitale europea della cultura, propone così un doppio sguardo sulla città e sul suo paesaggio urbano e naturale. Attraverso linguaggi diversi – il teatro itinerante e la performance site specific – In\visible Cities XL invita a riscoprire Gorizia come luogo simbolo di incontro e separazione. Due eventi che metteranno in scena il valore della memoria collettiva attraverso parole, suoni e corpi in movimento.

ORFANA LA MIA CITTÀ – Si comincerà oggi, 28 giugno, alle 17.30, e in replica domani, alle 11, con “Orfana la mia città”, una performance teatrale itinerante che guiderà il pubblico in un percorso a tappe, raccontando la storia di Gorizia che, da area di frontiera diventa terra di confine. Il cammino partirà dal Teatro Verdi e si concluderà alla stazione Transalpina, recentemente rinnovata. Lungo il tragitto, i partecipanti saranno invitati ad osservare la città, a coglierne i segni della memoria, a porsi domande intanto che prosegue una narrazione capace di fondere i toni del documentario con quelli della poesia. Riccardo Tabilio, a partire dalle ricerche di Alessandro Cattunar, darà voce a memorie italiane e slovene, attraversando le grandi fratture del Novecento: dall’Impero asburgico al fascismo, fino alla spartizione del 1947 tra Italia e l’allora Jugoslavia.

ATLANTE ISONTINO – Domani, 29 giugno, alle 17.30, nella suggestiva cornice del Parco Piuma, in riva all’Isonzo, si terrà “Atlante Isontino”, una performance site specific ideata da Giulia Bean. L’evento darà voce ai ricordi legati al fiume che unisce Gorizia e Nova Gorica, attraverso una coreografia interpretata da due danzatrici. Il pubblico verrà guidato da suggestioni audio in cuffia, partecipando a un’esperienza immersiva dal forte impatto, visivo ed emotivo. La danza evocherà un fluido piano sequenza, trasformando le memorie in movimento e creando un racconto collettivo fatto di corpi, suoni e nostalgia.

Tutti gli eventi in programma nel cartellone di In\Visible Cities XL sono gratuiti con prenotazione obbligatoria. Per prenotare è sufficiente inviare un messaggio Whatsapp o un sms al numero 328.8535125 indicando Nome, Cognome, Spettacolo, Numero di biglietti che si desidera prenotare. In caso di impossibilità a partecipare, i prenotati sono pregati di informare l’organizzazione per consentire ad altre persone di partecipare, essendo ogni evento a numero chiuso.
In\Visible Cities è organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro e co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo.
Info: https://invisiblecities.eu | Facebook | Instagram | segreteria@quarantasettezeroquattro.it

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In copertina e all’interno alcune immagini di Invisible Cities scattate a Gorizia da Andrea Colbacchini.

Impegno di Beni Marsure anche per i più giovani di Povoletto con il dono di volumi alle scuole d’infanzia e primaria

di Mariarosa Rigotti

L’impegno di Beni Marsure sul territorio del Comune di Povoletto, come è noto, si orienta su numerosi fronti: tra questi, c’è l’attenzione ai più giovani. A questo riguardo va citata la recente donazione fatta proprio dall’Amministrazione Beni Marsure di una serie di volumi alle scuole dell’infanzia e primaria (elementare) del Comune alle porte di Udine e che fanno parte dell’Istituto comprensivo di Faedis. Va sottolineato, che i titoli, come ricorda il presidente Paolo Dallagnese, «erano stati concordati con le insegnanti».


Un gesto significativo, dunque, che ha avuto un riscontro tangibile, come ricorda lo stesso Dallagnese: «Abbiamo ricevuto, direi inaspettatamente, uno scritto da parte della dirigente scolastica dottoressa Michela Maffei». I libri, va ricordato, sono stati consegnati dal presidente di Beni Marsure alla professoressa Ilaria Saccavini, coordinatrice della scuola dell’infanzia, e alla professoressa Lia Costantini, che invece coordina la primaria di Povoletto.
E, certo, può essere interessante scoprire quanto inviato a Dallagnese e sottoscritto dalla dirigente scolastica Maffei e dalla collaboratrice della dirigente stessa Mariarosa Amadori: «Desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento, anche a nome degli alunni, per il generoso dono dei libri destinati ai bambini della scuola dell’infanzia e primaria di Povoletto». E ancora «Il vostro gesto è un segno concreto di attenzione verso l’educazione e la crescita culturale delle nuove generazioni. Donare un libro significa offrire un’opportunità di scoperta, immaginazione e apprendimento: un regalo prezioso che i nostri bambini sapranno sicuramente apprezzare». La missiva si conclude: «Vi siamo profondamente grati per il sostegno e la vicinanza dimostrata alla nostra scuola e ci auguriamo di potere continuare a collaborare in futuro».

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In copertina e all’interno, il presidente Paolo Dallagnese mentre consegna i libri a Ilaria Saccavini (scuola dell’infanzia) e a Lia Costantini (scuola primaria).

A Grado è al via la festa di Avvenire: stasera incontro con don Ravagnani e martedì con il “maestro” di Sanremo

Il conto alla rovescia è terminato e ora a Grado è pronta al nastro di partenza la grande festa “Avvenire”, il giornale della Conferenza episcopale italiana, che ritorna nell’Isola del Sole per il quarto anno consecutivo. Oggi, 27 giugno, e il 1° luglio si terranno, infatti, le due serate programmate in Campo Patriarca Elia.
Il primo incontro in programma, appunto, oggi alle 21 vedrà come ospite don Alberto Ravagnani in dialogo con Matteo Liut, giornalista del quotidiano milanese, per parlare di fede nell’era del digitale e come le sfide tecnologiche possano trasformarsi in occasioni di evangelizzazione e incontro autentico. Per le nuove generazioni i social rappresentano un modo per costruirsi un’identità, ecco perché la Chiesa può avvicinare i giovani proprio sui social a patto che si parli il loro linguaggio. E i numeri sembrano oggi dare ragione al “prete influencer-youtuber” con quasi 250 mila follower su Instagram.

Peppe Vessicchio

La festa di martedì prossimo ospiterà, invece, il maestro Peppe Vessicchio: “Più papaveri che papere” il titolo del dialogo tra lui e il giornalista di “Avvenire” Massimiliano Castellani. Presenza costante sul podio come direttore dell’Orchestra del Festival di Sanremo, per oltre trent’anni, bacchetta alla mano, a ipnotizzare la platea dell’Ariston, accompagnando al trionfo la Piccola Orchestra Avion Travel (con Sentimento, 2000), Alexia (Per dire di no, 2003), Valerio Scanu (Per tutte le volte, 2010) e Roberto Vecchioni Chiamami ancora amore (2012). Un filosofo della musica, napoletano, classe 1956, inizi nel cabaret con i “Tre tre”, per lui «esperienza breve, ma che ha permesso a uno “stoccafisso” quale ero agli esordi di apprendere i trucchi del palco e il valore del sorriso che nella vita non deve mancare mai», passando per la musica pop e nel mezzo della sua vasta attività artistica e concertistica le colonne sonore, la composizione classica e perfino la musica da camera, come la Tarantina, che di recente è stata eseguita dai Solisti del Teatro alla Scala di Milano. Sarà un momento di spettacolo e storia appassionata, dove non mancheranno racconti inediti.
Come detto, la presenza di “Avvenire” a Grado per il quarto anno consecutivo conferma ancora una volta l’importanza per il quotidiano di essere presente nei territori coinvolgendo i fedeli in momenti che ci invitano a riflettere e allo stesso tempo a stare insieme, in comunità. La partecipazione è libera e gratuita. Gli incontri si terranno nella piazza antistante la Basilica di Sant’Eufemia: si tratta di una manifestazione a cui tiene molto l’arciprete monsignor Paolo Nutarelli e che è rivolta, in primo luogo, ai giovani dell’Isola.
Ricordiamo che “Avvenire” è il quotidiano nazionale di ispirazione cattolica diffuso in tutto il territorio italiano. Con grande attenzione all’evoluzione della società, alla cronaca e all’attualità economica e internazionale, si distingue per gli ampi spazi di approfondimento grazie ai numerosi editoriali, alle ricche sezioni del quotidiano e agli inserti periodici. “Avvenire” è oggi al centro di un vero e proprio sistema editoriale che comprende oltre al quotidiano, con i suoi inserti dedicati a tematiche specifiche, un sito web con un servizio di lettura vocale degli articoli, accessibilità di lettura per persone con disabilità e siti verticali dedicati, newsletter settimanali tematiche, social con elevato tasso di engagement (Facebook, X, Instagram, Linkedin, YouTube), un canale podcast con mini serie dedicate, un canale Whatsapp per ricevere aggiornamenti in tempo reale, una App dove consultare il quotidiano digitale e tutte le sue edizioni locali (diocesane), il mensile Luoghi dell’Infinito, che racconta di arte, cultura e itinerari, una produzione libraria, che annovera anche una collana in collaborazione con Vita e Pensiero, il giornale di attualità per bambini Popotus, unico nel panorama editoriale, con un’ampia diffusione presso le scuole primarie italiane; Pop Up, il giornale di attualità per i ragazzi (11-14 anni) e l’inserto culturale-religioso Gutenberg. Le 100.749 copie diffuse ogni giorno (dato progressivo 2024 Ads), la percentuale di abbonati più elevata tra tutti i quotidiani italiani e il trend di crescita della diffusione, costante e ininterrotto dal 2002, dimostrano che i lettori riconoscono ad Avvenire un livello di qualità molto alto, forte di un rapporto di fiducia che pochi altri quotidiani possono vantare.

 Per maggiori informazioni: comunicazione@avvenire.it

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In copertina, don Alberto Ravagnani stasera protagonista del primo incontro.

Ecco il primo “Festival delle Meraviglie” a Villa Romano: una domenica giornata tutta dedicata al benessere e al territorio

Domenica prossima, 29 giugno, Villa Romano, a Case di Manzano, aprirà le porte a una giornata speciale dedicata al benessere, allo stile e all’identità del territorio. È il Festival delle Meraviglie, promosso dal Distretto del commercio Friuli orientale, evento gratuito aperto a tutti, che intreccia esperienze sensoriali, degustazioni, momenti dedicati alla moda e al lifestyle, in un contesto unico, immerso nella storia e nella natura.
«Questa iniziativa valorizza il tessuto produttivo locale, promuovendo uno stile di vita sano e sostenibile – evidenzia Beppino Govetto, sindaco di Pavia di Udine, Comune capofila –. Il Distretto è una rete viva di imprese e persone, e questo evento ne è la perfetta espressione».
A fare gli onori di casa sarà, dunque, il Comune di Manzano, che accoglie con entusiasmo l’iniziativa e la sostiene. «Villa Romano è il palcoscenico ideale per un evento che unisce cultura, tradizione e innovazione. Siamo felici di ospitare un appuntamento che fa bene al territorio e alla comunità», commenta l’assessore alle attività produttive Annamaria Chiappo.
La manifestazione avrà inizio alle la mattina, alle 11, terminerà attorno alle 17.30. Un’esposizione di auto d’epoca sarà aperta per tutta la giornata, che si articolerà su tre momenti principali: Vivi Bene in Villa (benessere e lifestyle), Degusta (sapori del territorio) e la selezione regionale di Miss Italia Fvg che culminerà con l’elezione della Miss del Distretto delle Meraviglie. Per info: https://distrettocommercio.friuliorientale.com/.
Il Distretto delle meraviglie vede operare in sinergia 12 Comuni dell’area: Buttrio, Chiopris-Viscone. Corno di Rosazzo, Manzano, Moimacco, Pavia di Udine (capofila), Pradamano, Premariacco, Prepotto, Remanzacco, San Giovanni al Natisone e Trivignano Udinese, la Camera di Commercio Pordenone-Udine, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato Udine e Banca 360Fvg.

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In copertina, uno scorcio della storica Villa Romano a Case di Manzano.

A Casarsa domani nuova visita con le liceali del “Galvani” alla mostra di Berger che resterà aperta ancora un mese

Domani, 28 giugno, alle ore 11, alcune studentesse del Liceo Artistico Statale Enrico Galvani cureranno una nuova visita guidata alla mostra “A matter of Metamorphosis” di Simon Berger. Appuntamento allo Spazio espositivo dell’ex Municipio di Casarsa della Delizia in Piazza IV Novembre. Le alunne dell’istituto cordenonese nelle scorse settimane hanno preso parte a un progetto di PCTO (alternanza scuola-lavoro) all’Ufficio Cultura-Biblioteca civica del Comune di Casarsa della Delizia, approfondendo le tematiche relative all’organizzazione di eventi e più specificatamente di manifestazioni espositive, con un focus dettagliato sull’installazione artistica “A matter of Metamorphosis”. Le studentesse hanno avuto così modo di confrontarsi direttamente sia con l’artista Simon Berger che con la manager che ha curato gli aspetti organizzativi Sandra Sanson. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “TrasformARTI: l’arte come strumento per immaginare il futuro”, che ha ottenuto il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.


Berger ha sviluppato una tecnica unica, visto che riesce a dare vita a sculture sul vetro picchiettandolo con un martello e sfruttandone le fratture che vengono a crearsi. A Casarsa ha creato le opere direttamente in loco, chiudendosi per ore in solitaria nello spazio espositivo. L’installazione omaggia Pier Paolo Pasolini, nella ricorrenza dei 50 anni dalla morte e la Metamorfosi di Franz Kafka. I volti dei due scrittori si riconoscono tra quelli realizzati da Berger. La luce attraversa le fratture del vetro, svelando volti senza occhi che interrogano lo spettatore con le proprie orbite vuote. Poi, improvvisamente grazie a un gioco di prospettive ottiche, l’iride si materializza nel volto scolpito è da una rinnovata lettura all’opera d’arte.
“A Matter of Metamorphosis” è realizzata dal Comune di Casarsa della Delizia con il supporto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Cris Contini Contemporary, Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa, Pro Casarsa della Delizia APS, Contemporary&Co ed il Liceo Artistico Statale Enrico Galvani. Rimarrà aperta fino al 27 luglio ogni sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.

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In copertina, una delle visite guidate e all’interno le liceali con l’artista.

“Dal Friuli al mondo”, questa sera a Pinzano prende il via una nuova rassegna fatta di cultura, natura e tradizione

“Dal Friuli al mondo. Cultura, natura e tradizione” sarà un viaggio in tre tappe (27 giugno, 10 e 24 luglio, sempre alle 20.30) dove si incontreranno libri a forma di lunario; dove imparare qual è la relazione tra uomini, terra e animali; dove scoprire sogni e speranza degli alpinisti; ma anche dove conoscere donne e uomini che mescolano le loro vite con lo sport e la Storia, sfidando i loro limiti.
Questa nuova rassegna promossa dal Comune di Pinzano al Tagliamento e curata dall’associazione culturale Bottega Errante, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, punta a raccontare storie che partono dal Friuli Venezia Giulia per poi sconfinare nel mondo, fino a salire sulla vetta di una delle montagne più alte della terra. Per farlo ci saranno degli ospiti d’eccezione – Angelo Floramo, Paolo Patui, Gioia Battista e Nicola Ciaffoni – che dialogheranno con il pubblico come fossero davanti a un fuoco, o a un focolare, condividendo vicende umane, sociali, avvenimenti intimi e collettivi. Una formula originale che sarà ospitata da tre location del Comune, come ha spiegato il sindaco Emiliano De Biasio: «Il Comune di Pinzano al Tagliamento nella collaborazione con Bottega Errante promuove una versione viva di cultura del nostro territorio. La simbiosi tra artisti e luoghi trova l’aggettivo “locale” come fattore comune. Quelli che andranno in scena sono infatti autori di questa terra, che in essa trovano formazione e ispirazione, e in essa si esibiscono. Le location scelte sono infatti la confluenza tra il torrente Arzino e il maestoso Tagliamento in località Pontaiba; la piccola ma attiva borgata di Campeis; e il nuovo teatro del centro civico Eugenio Candon, nella frazione di Valeriano. Per la nostra comunità è un modo di presentarsi con iniziative che avvicinino i locali a quanti, da fuori, sceglieranno la nostra proposta».

OGGI – Si comincerà oggi, 27 giugno, alle 20.30, al campo sportivo di Pontaiba con “Viaggio nella civiltà contadina”. Angelo Floramo sarà protagonista di un percorso narrativo intenso e coinvolgente che condurrà nel cuore del mondo contadino friulano, tra gesti antichi, riti, animali, stagioni e legami profondi con la terra. Brevi squarci che mostrano come il mondo contadino sia un universo vivo, complesso, sempre in mutamento. Indispensabile per non perdere la bussola e per conoscere la dimensione più umana e naturale del nostro vivere.

IL 10 LUGLIO – Sarà invece la piazza di Campeis, giovedì 10 luglio, alle 20.30, a ospitare Gioia Battista e Nicola Ciaffoni che guideranno il pubblico in un viaggio avvincente sulle pendici del Nanga Parbat, la nona cima più alta della Terra. Tra letture e dialoghi, sette spedizioni esemplari si trasformano in racconto, mostrando la bellezza e la ferocia della montagna. Un evento che esplorerà il coraggio, il piacere della sfida e il desiderio di superare i propri limiti. In caso di maltempo l’appuntamento si sposterà al centro civico Eugenio Candon, in via Cesare Battisti, a Valeriano.

IL 24 LUGLIO – A chiudere la rassegna, giovedì 24 luglio alle 20.30, il centro civico Eugenio Candon (anche in caso di pioggia) ospiterà “Bar Sport”, uno spettacolo di e con Paolo Patui che intreccia sport e storia, con ritmo e passione. Un racconto “in contropiede”, popolato da personaggi iconici e dai loro gesti ribelli, come i pugni alzati di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi di Città del Messico. Uno sguardo ironico e profondo su una domanda che ci tocca tutti: ci hanno davvero rubato il piacere di giocare?

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In copertina, il Ponte sul Tagliamento simbolo di Pinzano; all’interno, il Comune dello Spilimberghese.

Fuori dalle narrazioni, con Ruzzier domani a Udine inedito laboratorio di fotografia. E oggi il Teatro del Silenzio

S’intitola “Quello che resta fuori dalle narrazioni – azioni per parole e immagini”: è un inedito laboratorio di fotografia e scrittura che Alessandro Ruzzier proporrà a Udine, domani 28 giugno (dalle 9.30 alle 17.30), alla Legatoria Moderna, in via Zanon 16/A. Il workshop è organizzato dall’associazione Teatro del Silenzio nell’ambito della rassegna Udine Estate e grazie al contributo del Comune di Udine.
«L’arte, ha scritto il filosofo Giorgio Agamben – commenta Ruzzier, artista visivo e sonoro -, non serve per rendere visibile l’invisibile ma per rendere visibile il visibile. E’ un’affermazione nella quale credo sinceramente. L’idea di questo piccolo cantiere in equilibrio precario tra scrittura e immagine è quella di smontare la struttura della visione. Per farlo basta invertire alcuni atteggiamenti, modificare il modo o la velocità di certi comportamenti. E se questo nel quale viviamo è il mondo delle certezze, delle risposte ad ogni quesito, della previsione di un esito attendibile per ogni nostro passo, allora la proposta è quella di rendere unico ed equivocabile il nostro atlante, anziché universale e assolutamente certo. Nel laboratorio vedremo come costruire dei racconti minimi con immagini e parole. Faremo delle foto e le accompagneremo con quello che resta fuori dalla narrazione visiva». L’attrezzatura necessaria per partecipare è una macchina fotografica o anche un semplice cellulare. L’adesione al workshop è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria a federicasansevero@gmail.com: saranno ammesse al massimo 10 persone.
Il lavoro di Ruzzier indaga le correlazioni tra l’uomo e il paesaggio e le diverse forme sociali, politiche e ambientali che tali relazioni assumono. Utilizzando metodologie che includono sia fonti documentaristiche che narrative combina il lavoro sul campo e la ricerca d’archivio con l’intento di ridefinire l’ordine apparente delle cose in una nuova sintesi poetica ed esperienziale.
Per oggi va, invece, segnalato un altro appuntamento con protagonista il Teatro del Silenzio: al Caffè Caucigh di Udine (in via Gemona 36) la giornalista Marta Rizzi ne intervisterà – alle 18 – la direzione artistica.

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In copertina, l’artista Alessandro Ruzzier atteso domani a Udine.