Debutta Piacevolmente Carso Estate con cinque escursioni naturalistiche: prima uscita domenica a Bagnoli della Rosandra

Domenica 10 agosto si avvia “Piacevolmente Carso Estate”: cinque escursioni naturalistiche e culturali sul Carso Triestino con la cooperativa Curiosi di natura. Si terranno le domeniche e a Ferragosto, fino al 7 settembre, dal pomeriggio al tramonto, su percorsi ombreggiati, anche per persone poco allenate. Il 10 agosto visita con degustazione a Bagnoli della Rosandra. Quindi, due uscite panoramiche: a Ferragosto a Santa Croce e il 17 nella zona del castelliere di Slivia, a San Pelagio. Domenica 24 visita ad angoli suggestivi del vecchio borgo di Opicina. Infine, domenica 7 settembre passeggiata al tramonto a Basovizza. Possibilità di pasti dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con uno sconto del 10%. “Piacevolmente Carso” ha il patrocinio e la collaborazione di varie realtà, nazionali e regionali.

L’uscita di domenica 10 agosto, dalle 17.30 alle 20.30, sarà a Bagnoli della Rosandra: visita e degustazione all’azienda agricola Zobec, che alleva salmoni presso le risorgive, e poi una passeggiata nella riserva naturale lungo il torrente. Ritrovo alle 17.10 a Bagnoli, al parcheggio del centro visite (Teatro Prešeren).
Seguiranno, sempre dalle 17.30 alle 20.30, con ritrovo 20 minuti prima: venerdì 15, Ferragosto: “A Santa Croce, vista mare”. Un’escursione sul ciglione dell’altopiano, tra la vegetazione mediterranea, con una spettacolare vista sul Carso e il golfo, e letture a tema. Ritrovo all’incrocio tra la Strada Provinciale n. 1 verso la strada Costiera. E domenica 17 escursione da San Pelagio al castelliere di Slivia, tra vigneti e scorci panoramici sul golfo e il Carso. Ritrovo alle 17.10 nella piazza di San Pelagio.
Domenica 24 passeggiata a sfondo storico-culturale “Nel vecchio borgo di Opicina”: alla scoperta di angoli suggestivi e poco noti, con Živka Persi, presidente dell’associazione dei Circoli culturali sloveni in Italia. Ritrovo al Parcheggio del Centro Civico. Infine, domenica 7 settembre: “Al tramonto a Basovizza, tra la landa e le stelle”. Escursione sul margine dell’altopiano, spuntino al sacco e con il buio l’astrofisico Giorgio Calderone illustrerà i segreti della la volta celeste e delle costellazioni. Ritrovo alle 18.45 al parcheggio grande del Sincrotrone di Basovizza. Rientro alle 22.30 circa.

È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costi: interi € 12; 6 i minori di 14 anni (il 10 agosto, con la degustazione: interi € 20, minori di 14 anni € 15); gratis i minori di 6 anni. Altre informazioni su www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. “Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, escursionisti in un punto panoramico del Carso Triestino; all’interno, visita a un tipico borgo e un’immagine del torrente della Val Rosandra.

“Diva all’opera”, comicità e lirica a Udine: il Teatro della Sete fa il tutto esaurito

Dopo tre serate da tutto esaurito, prosegue con successo la rassegna Passaggi – storie e altri ripari, ideata e curata da Teatro della Sete, che sta trasformando alcuni luoghi simbolici di Udine in spazi di incontro e immaginazione. Si riparte oggi, con il penultimo appuntamento in calendario, all’insegna del teatro comico e musicale. Ingresso gratuito.
Alle ore 21, nella Corte di Palazzo Morpurgo (via Savorgnana), va in scena l’anteprima di Diva all’opera, spettacolo di teatro musicale comico e clown di Valentina Musolino, produzione Le Radiose. Al centro della scena c’è Tea della Tresibonda, un’eccentrica diva dell’opera che sogna il teatro ottocentesco e il pubblico aristocratico. Ma al suo fianco non c’è un pianista: c’è Edoardo Ingranaggi, un grammofono a tromba con cui dar vita a un’esibizione surreale, tra arie liriche, accelerazioni, medley e colpi di scena. Un’esilarante trasformazione tra sogno e realtà, dove il teatro diventa gioco, imprevisto e condivisione. Le Radiose è un progetto clown-vocale che esplora le possibilità comiche nate dalla combinazione di voce, musica e gesto, creando una dimensione ironica e coinvolgente capace di conquistare ogni tipo di pubblico.
La rassegna si concluderà giovedì 21 agosto, sempre alla Corte di Palazzo Morpurgo, con il concerto post folk della one-man band Phill Reynolds, per un gran finale tra parole e musica. Ingresso gratuito. Passaggi – storie e altri ripari è un progetto di Teatro della Sete, con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Fondazione Friuli.

Teatro della Sete dal 2000 produce spettacoli teatrali di drammaturgia sia contemporanea sia originale, prediligendo per soggetto le tematiche sociale e per stile un linguaggio ironico, al contempo poetico. Realizza letture con musica dal vivo, contenuti multimediali, organizza rassegne ed eventi, cura l’allestimento di mostre e scenografie. Propone progetti culturali rivolgendosi al pubblico di tutte le età, con particolare attenzione al territorio, al patrimonio storico, etnografico e linguistico.

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In copertina, l’attrice Valeria Musolino; all”interno, le animatrici del Teatro della Sete e uno degli spettacoli a Udine.

Focus sui giovani che non studiano e non lavorano: domani a Udine il Teatro del Silenzio invita a riflettere sul loro disagio

Un’intensa riflessione sul disagio giovanile, con un focus sull’emergenza dei “Neet”, i giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione: domani 6 agosto, alle 21, il Teatro del Silenzio propone a Udine, nella corte di palazzo Morpurgo, lo spettacolo “Il Mostro”, che si prefigge di stimolare la riflessione su dinamiche attuali quanto preoccupanti. Inserito nel programma di “Estate in Città” e finanziato dal Comune di Udine, l’evento impegnerà sulla scena l’attrice e autrice Federica Sansevero e la musicista Cristina Spadotto.
«Qualsiasi risposta al fenomeno – commenta Federica Sansevero – risulta inevitabilmente semplicistica, inadeguata a cogliere la complessità di una condizione che attraversa dimensioni psicologiche, sociali ed economiche, intrecciate l’una all’altra. Per dare loro voce abbiamo scelto una forma giocosa, capace di stemperare la tensione. Sul “palco”, così, ci sono una Neet in forma di mima – o meglio, di clown beckettiano -, una moderna piccola fiammiferaia, e una nonna sciamana, una presenza arcaica che porta con sé il richiamo al sacro, alla magia, alla poesia. Questa contrapposizione generazionale non cerca la facile opposizione tra passato e presente, ma esplora la possibilità di un dialogo tra diverse forme di sapere».

Ingresso libero, con prenotazione a federicasansevero@gmail.com

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In copertina, lo spettacolo teatrale di domani in una immagine di Ingrid Wight.

Grado, i suggestivi Canti Patriarchini dell’Isola invitano in Sant’Eufemia: musica antica protagonista in Basilica

(g.l.) «Vivremo una settimana speciale in Basilica, dove la musica diventa linguaggio dell’anima e finestra sull’infinito». Lo annuncia oggi “Insieme”, il prezioso foglio informativo settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, a Grado. «Quasi ogni sera – prosegue il foglio – la Basilica diventerà cornice per la musica. I concerti proposti non sono solo eventi culturali, ma occasioni per lasciarsi elevare, per entrare nel Mistero, per respirare bellezza».

L’interno di Sant’Eufemia.


E tra le proposte musicali della settimana entrante merita d’essere segnalata quella riguardante i “Canti Patriarchini Gradesi”, il Concerto di antiche melodie liturgiche in uso per secoli nell’Isola che – venerdì 8 agosto, alle 21 – consentirà un vero e proprio «viaggio musicale nella spiritualità di Grado». A eseguire queste bellissime musiche saranno tre sacerdoti originari di Grado – Giorgio Longo, Michele Tomadin e Gilberto Dudine – ai quali si uniranno l’Ensemble Vocale Gradensis e il maestro Luca Sartore, che sarà alla consolle dell’organo della Basilica. «Il concerto, accompagnato da immagini, sarà un evento unico, tra Fede, storia e musica, per riscoprire l’identità spirituale della nostra terra», sottolinea al riguardo “Insieme”.
Ma non solo musica, ovviamente. Anche silenzio, preghiera e riflessione. «La nostra Basilica ci accoglie come una casa silenziosa e viva. Fra le sue pietre millenarie – ha scritto l’arciprete Paolo Nutarelli -, il cuore può rallentare, gli occhi possono salire oltre il visibile e la bellezza si fa invito a ritrovare se stessi e Dio. Qui, dove Fede ed arte si intrecciano, lo stupore diventa preghiera e la luce, che filtra tra mosaici e colonne, parla di un Altro che ci attende, che ci accompagna anche nel tempo leggero delle vacanze». Infatti, in «questo tempo sospeso tra riposo e scoperta, anche l’anima cerca una sosta, un porto, un orizzonte più profondo».

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In copertina, la “Croce Patriarcale” sul sagrato della Basilica di Grado.

Il Festival Schippers oggi approda in un Tarvisiano autunnale dopo il concerto fra i cavalli di Savogna d’Isonzo e quelli organizzati sul Carso e a Villa Romano

di Giuseppe Longo

MANZANO – Sarà la Chiesa di Sant’Egidio Abate, a Camporosso, ad ospitare questo pomeriggio il quarto e ultimo concerto della seconda serie del Festival Schippers. L’appuntamento nella località tarvisiana è fissato alle 18 e avrà ingresso libero come nelle precedenti serate che, come è noto, sono state ospitate a Castelnuovo di Sagrado, a Case di Manzano e ieri sera a Savogna d’Isonzo. Bellissimo il programma messo a punto dal direttore Carlo Grandi anche per questa seconda tranche e che, come è noto, ha per titolo “Da Mozart e Mendelsshon alla contemporaneità”. Di Felix Mendelsshon Bartholdy, nelle tre citate località, sono state eseguite le cosiddette “romanze senza parole” (Lieder ohne Worte), con le suggestive “Venezianisches Gondollied” – immergono nella bellezza della città lagunare che affascinò anche il musicista di Amburgo – e la trascinante Tarantella, dal sapore squisitamente partenopeo. Di Wolfgang Amadeus Mozart l’Orchestra Schippers ha proposto, invece, il famosissimo Divertimento n. 3 in Fa Maggiore Kv 138 che il Genio di Salisburgo scrisse quando era sedicenne.

Le musiche dei grandi compositori austro-tedeschi si sono intrecciate con quelle del contemporaneo Robert Davidson che, dopo il successo ottenuto nella prima sezione del Festival, il maestro Grandi ha ritenuto opportuno proporre anche in questi nuovi concerti, vista la correlazione dei suoi ritmi con quelli dei due “geni precoci” della musica. Grande partecipazione ed emotività fra il pubblico per “Twenty Twenty” che il compositore australiano scrisse nel 2020 allo scoppio della pandemia, quando il Covid-19, allora più noto come Coronavirus, aveva sconvolto le nostre vite e a lui aveva impedito di festeggiare i ventun anni della figlia. Pagina di grande intensità e suggestione che ha poi lasciato spazio al velocissimo “A Short Hour Unseen” scritto un quarto di secolo fa. Un brano così coinvolgente del quale l’orchestra ha sempre regalato uno più bis, anche per chiudere “con energia”, come ha detto il maestro Grandi l’altra sera a Villa Romano. La bellissima location manzanese ha seguito, infatti, quella di villa Hohenlohe sul Carso goriziano e quella, molto singolare, di ieri sera a Savogna d’Isonzo. Al Rosenbud Horse Club, a causa delle precarie condizioni del tempo, il concerto programmato all’esterno nelle luci del tramonto è stato infatti trasferito dentro la scuderia, a diretto contatto con quei cavalli che la benemerita realtà usa nel suo maneggio per attività riabilitative e per i giovani, fruendo dei benefici dell’ippoterapia.
E oggi, dunque, giunge a conclusione la seconda parte del Festival Schippers. Come detto, l’appuntamento è alle 18 nella Chiesa parrocchiale di Camporosso, ai piedi del monte Lussari e delle bellissime Alpi Giulie. Un vero peccato per questo inizio d’agosto così autunnale che nel Tarvisiano, giocoforza, imporrà anche l’uso di maglioncini e giacche a vento.

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In copertina, il maestro Carlo Grandi durante il concerto a Villa Romano; all’interno, immagini della stessa serata e di quella di ieri nella scuderia di Savogna.

Rive d’Arcano, arte da oggi protagonista al Forte Col Roncone con Il Grup di Amis di Ciconicco che propone anche un racconto fotografico della sua Passione

(g.l.) Appuntamento con l’arte da oggi, e poi per oltre un mese, a Col Roncone. Fino al 14 settembre, le mura intrise di storia del Forte di Rive d’Arcano ospiteranno, infatti, la mostra d’arte contemporanea “Oltre”, promossa dall’Associazione culturale Un Grup di Amis Aps di Ciconicco – quella che ogni anno, da quasi mezzo secolo, propone la famosa rappresentazione sacra del Venerdì Santo – in collaborazione con gli artisti Daniele Bulfone e Loris Gori, e con l’Unione Pittori ed Artisti Friulani. «”Oltre” nasce per valorizzare e far conoscere questo prezioso monumento attraverso la pittura, la scultura e la fotografia, creando un dialogo – spiegano gli organizzatori capitanati dal presidente Andrea Schiffo – tra arte e paesaggio, tra memoria e visioni nuove. Sono presenti circa 20 artisti, anche internazionali, che propongono opere capaci di andare oltre il visibile per stimolare riflessioni sulla contemporaneità. Alcune sculture sono state collocate all’esterno del Forte, dialogando con il verde del collinare, mentre un’installazione site-specific su sabbia anima gli spazi interni».


Ma non solo arte contemporanea: nell’ambito della mostra è stato allestito anche un percorso fotografico dedicato proprio alla sacra rappresentazione di Ciconicco, un preziosissimo patrimonio immateriale vivo da diversi decenni grazie all’impegno della comunità. Nell’occasione, fotografi friulani raccontano, attraverso le immagini, l’identità e la memoria di una tradizione che continua a unire persone e generazioni. La mostra sarà inaugurata questa sera, alle 19, e resterà visitabile ogni sabato e domenica (orari 10-12/17-20) fino appunto al 14 settembre, con eventi collaterali che renderanno il Forte un luogo vivo, capace di accogliere comunità, arte e natura in un unico “abbraccio”.
Gli obiettivi dell’iniziativa – ha spiegato Andrea Schiffo in una lettera indirizzata al sindaco di Rive d’Arcano, Gabriele Contardo – sono, innanzitutto, valorizzare e far conoscere Forte col Roncone, pregevole monumento pregno di memoria, allestendo proprio una mostra d’arte contemporanea che coinvolgesse artisti professionisti e con provenienza internazionale. Nel contempo, far conoscere il patrimonio immateriale della sacra rappresentazione della frazione di Fagagna attraverso una storia fotografica. «Da quasi 50 anni – ha infatti ricordato Schiffo – Un Grup di Amis realizza a Ciconicco la sacra rappresentazione della Passione di Cristo il Venerdì Santo, inserita nella rete di “Europassione Italia”, impegnata con il progetto “Prospettiva Unesco” per la candidatura delle Passioni italiane a patrimonio immateriale dell’umanità». A tale riguardo, il leader del sodalizio ha ricordato la recente partecipazione all’esperienza della Passione “Calvario/Kalvarija” a Gorizia  – nell’ambito delle manifestazioni della Capitale europea della cultura 2025 che vedono la città unita con quella di Nova Gorica – con gruppi da tutta la penisola, sotto l’egida di “Europassione per l’Italia”.
In occasione della mostra “Oltre” è stata, dunque, allestita una sala con un percorso fotografico che propone opere di professionisti friulani tra cui Cristina Achucarro, Cristiano Bergamo, Danilo Tiussi, Claudio De Paoli, per raccontare con immagini l’identità, la stratificazione di idee e relazioni, le pratiche e i saperi tramandati attraverso narrazione e consuetudine. «L’obiettivo – ha aggiunto Schiffo – è far conoscere questo patrimonio immateriale estremamente fragile, che persiste grazie all’impegno della comunità, creando un dialogo tra la memoria di una tradizione viva e la ricerca artistica contemporanea».
Appuntamento, quindi, da oggi a Col Roncone. Un Grup di Amis ringrazia, pertanto, il Comune di Rive d’Arcano per la collaborazione e invita tutti a partecipare a questo appuntamento che intreccia cultura, territorio e futuro, dando spazio a chi desidera fermarsi, osservare e andare “Oltre”.

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In copertina e all’interno due immagini della Passione vivente di Ciconicco; qui sopra, il Forte Col Roncone che ospita da oggi la mostra artistica e fotografica.

(Foto Massimo Moretti)

A Chialminis festa per la Madonna delle Grazie: domani benedizione della “Pietra della Pace” con la Croce di Aquileia

(g.l.) Dopo le tante vittime e distruzioni dell’ultima guerra, che tra poche settimane saranno dapprima ricordate con la commemorazione dell’Eccidio di Torlano e poi con la rievocazione dell’Incendio di Nimis – 25 agosto e 29 settembre 1944 -, abbiamo avuto la fortuna di vivere da oltre ottant’anni in pace, un periodo così lungo che mai si era verificato prima. Ma, purtroppo, venti minacciosi soffiano sempre più forti, per cui invocare la pace è molto importante. E lo si farà anche domani dalla piccola Chialminis, sulla Bernadia.
Dalla frazione montana di Nimis salirà, infatti, al Cielo una invocazione affinché vengano allontanati i nuovi rischi di rottura degli equilibri mondiali con la benedizione della “Pietra della Pace” posta sul campanile della Chiesa di Sant’Elena Imperatrice rinata dopo il terremoto di quasi mezzo secolo fa. La lastra in marmo è stata scolpita dall’artista Ivan Gervasi: sopra la croce di Aquileia, dalla quale dipartono incorraggianti raggi di luce, è scritto: “pas”, “pace”, “mir”. Cioè la stessa parola, pace appunto, declinata in friulano, italiano e sloveno, le lingue che si parlano in questo angolo di Friuli, anche se per le località delle alte valli del Cornappo e del Torre è più corretto dire “po nasen” (a modo nostro), cioè il dialetto che si sente soltanto in quest’area geografica nel quale s’incrociano vari idiomi.
La cerimonia avverrà in occasione della tradizionale festa della “Madone di Grazie” della prima domenica di agosto che, dopo il “Bacio delle Croci” fissato alle 11 all’esterno del luogo sacro, vedrà la Messa cantata e la processione per le vie del paese. Un rito che segue quello che era stato celebrato domenica scorsa nella piazzetta di borgo Vigant, la località oltre Villanova delle Grotte – ma sempre in Comune di Nimis – famosa per il suo ciclopico Abisso. Insomma, due belle tradizioni che continuano, mantenendo in vita importanti pagine della nostra storia!

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In copertina, la Chiesa di Chialminis: domani sul campanile sarà benedetta la “pietra della pace” scolpita da Ivan Gervasi.

Nuove armonie popolari, a Pordenone ritmi e sonorità del Balfolk europeo

Una domenica nel verde che propone un viaggio tra i ritmi e le sonorità del Balfolk europeo: è questo l’appuntamento che attende il pubblico dell’Estate musicale al Parco di San Valentino a Pordenone domani, 3 agosto, alle 19 con il concerto “Nuove armonie popolari. Tra le radici e il volo” dell’ensemble Boccadoro, in collaborazione con il festival Nei Suoni dei Luoghi. Prosegue nel segno delle danze per incontrarsi la programmazione dell’Associazione musicale Orchestra e Coro San Marco nell’area verde più aperta e inclusiva della città, in sinergia con il Comune di Pordenone-Capitale Italiana della Cultura 2027, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, per la direzione artistica di Federico Lovato.

Dinamico e musicalmente curioso il quartetto che sarà protagonista dell’evento, formato da Anna Gioria, voce e violino, Gabriele Putzulu, chitarra acustica e stompbox, Viola Innocenti, voce e viola, Yarince Vicenzo, clarinetto e bodhran. Il progetto Boccadoro nasce infatti dal desiderio di quattro giovani musicisti italiani di unire la formazione classica all’energia vitale della musica popolare e del Balfolk, senza separare i vari stili musicali, ma al contrario unendo il loro background – ovvero precisione di esecuzione, attitudine alla polifonia e a costruzioni armoniche complesse – con la propensione al ritmo, alla danza e all’espressività. Boccadoro accompagna dunque la platea alla scoperta delle danze d’Europa – dalla Francia alla Svezia, dall’Irlanda alla Sicilia – e delle proprie composizioni originali, pagine dove la tradizione incontra la libertà del gioco e dell’ispirazione. Dal ritmo incalzante del “Reel” irlandese alle atmosfere sognanti di “Drops of Waltz”, il concerto è un percorso tra sonorità che parlano di memoria, incontro, leggerezza e profondità. Ogni brano è un invito al movimento, una soglia che apre alla possibilità di danzare insieme, o semplicemente ascoltare. La danza non è qui solo un passo: è una forma d’arte che unisce. E i musicisti dell’ensemble Boccadoro, con radici classiche e sguardo rivolto al mondo, la rendono esperienza viva.

I concerti al Parco di San Valentino sono a ingresso libero (annullati in caso di maltempo).
Tutte le info su sito web e pagine social dell’Associazione:
https://www.orchestrapordenone.it

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In copertina e all’interno due immagini dell’ensemble Boccadoro.

“Pordenonesi nel Mondo”, l’Efasce con Tubaro dal prefetto Lastella: la nostra terra sempre nel cuore degli emigranti

Pordenone nel mondo ha degli “ambasciatori” speciali: sono i corregionali e loro discendenti che si sono trasferiti all’estero, ma che non hanno dimenticato la loro terra di origine – tra città e territorio della Destra Tagliamento – che rimane per loro un punto di riferimento. Questo il messaggio portato dal presidente di Efasce Pordenonesi nel Mondo, Angioletto Tubaro, al prefetto Michele Lastella in un incontro cordiale avvenuto alla Prefettura di Pordenone, presente anche il capo di gabinetto Michael Mastrolia. Tubaro ha donato al rappresentante del Governo il libro sulla storia di Efasce (ente fondato nel 1907) e le recenti pubblicazioni della collana Testimoni, dedicata ai diari degli emigranti.
«Con l’occasione – ha raccontato il presidente di Efasce – ho potuto illustrare al prefetto origini e finalità dell’azione di sostegno del nostro ente a favore degli emigranti: un ruolo che è rimasto lo stesso di oltre un secolo fa pur evolvendosi per rispondere alle esigenze della modernità. Al prefetto ho anche portato il saluto dei nostri corregionali sparsi nel mondo e per i quali Pordenone e la sua provincia hanno un posto speciale nel cuore, come dichiarato a luglio dai partecipanti ai progetti “Soggiorno famiglie di discendenti Fvg” e “Alla Scoperta delle proprie radici”, e dai rappresentati della nostra Consulta dei Segretariati che ci hanno fatto visita».
Iniziative apprezzate dal prefetto Lastella, il quale ha sottolineato che «questo attaccamento degli emigranti per la loro terra di origine crea dei legami speciali che l’Efasce mantiene vivi attraverso questi interessanti progetti».

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In copertina, il prefetto Michele Lastella con il presidente Angioletto Tubaro.

Da Mozart e Mendelsshon alla musica contemporanea: stasera la “Schippers” invita al suo nuovo concerto di Manzano

(g.l.) Dopo il brillante esordio nell’Isontino, il Festival Schippers, con il secondo appuntamento della sua nuova produzione, oggi approda nell’Udinese. Il programma – “Da Mozart a Mendelsshon alla contemporaneità” – sarà lo stesso che è stato applaudito ieri sera sul Carso, a Castelnuovo di Sagrado. La formazione musicale guidata da Carlo Grandi dà, infatti, appuntamento alle 21, con musiche, appunto, di Wolfgang Amadeus Mozart, Felix Mendelssohn Bartholdy e Robert Davidson, nell’accogliente cornice di Villa Romano a Case di Manzano. Terzo concerto di questa seconda serie sarà invece domani alle 20.30, al Rosebud Horse Club di Savogna d’Isonzo. Quindi, il sipario su questo nuovo “atto” del Festival scenderà domenica, alle 18, nella Chiesa di Sant’Egidio Abate a Camporosso in Valcanale.
«Questa nuova produzione del Festival Schippers – anticipa il maestro Grandi – è dedicata a due geni precoci della composizione musicale, come Mozart e Mendelsshon. Del primo eseguiremo un divertimento per archi e quattro delle sue Romanze senza parole, originali per pianoforte, in una versione per orchestra d’archi; di Mendelsshon, invece, proporremo quattro delle più importanti pagine, anche dal punto di vista compositivo, tra cui due dedicate a Venezia, le cosiddette “barcarole”, nelle quali il musicista descrive un quadro meraviglioso della città lagunare. Poi c’è anche una bellissima Tarantella, squisitamente italiana. Ma abbiamo pensato, a grande richiesta visto il successo ottenuto, di portare in altri quattro siti della regione i due brani di Robert Davidson: infatti, la correlazione tra il compositore contemporaneo e Mozart, a livello di pulsazioni ritmiche, è forse ancor di più che con Vivaldi. Dell’autore australiano riproporremo pertanto entrambi i brani già eseguiti, proprio per le loro correlazioni con le opere di grandi autori del periodo classico e romantico come Mozart e Mendelsshon».

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In copertina, Laura Grandi e altri violinisti della Schippers durante il concerto di ieri sera a Castelnuovo di Sagrado; qui sopra, il maestro Carlo Grandi si congratula con l’orchestra al termine della serata.