Un defibrillatore per i volontari Mu Nus di Lestizza

“Mutue Nuove e solidarietà”, in breve Mu Nus, del Comune di Lestizza è un’associazione di volontariato che dal 2005, anno di costituzione, svolge una preziosa attività di assistenza e accompagnamento di persone sole, anziane e disabili. A ridosso delle festività pasquali ha ricevuto in dono da CiviBank, presso la filiale di Mortegliano, un defibrillatore, prezioso strumento per la propria attività sociale.
Continua così l’impegno territoriale della Banca cividalese a favore delle associazioni fornendo loro, in vari casi, anche un indispensabile strumento di prevenzione e pronto soccorso come il defibrillatore. Si tratta di un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore in maniera sicura, dal momento che è dotato di sensori per riconoscere eventuali sintomi di arresto cardiaco. L’apparecchiatura, in questo caso, è andata alla Mu Nus di Lestizza che, presieduta dal dottor Alfredo Barillari, responsabile emergenze all’ospedale di Monfalcone, conta un centinaio di volontari di cui 15 autisti che effettuano un servizio continuo di accompagnamento di persone disagiate verso strutture sanitarie, uffici pubblici, poste e banche o anche semplicemente per fare la spesa.

Lo stesso Comune di Lestizza ha sottoscritto una convenzione con il sodalizio di volontariato per il trasporto degli scolari verso i luoghi delle attività pomeridiane di doposcuola.  A ricevere il defibrillatore è stato il consigliere del direttivo di Mu Nus, Luigi Paroni, accompagnato da cinque volontari in uniforme accolti dal personale della filiale di Mortegliano diretta da Andrea Mossenta. Paroni ha avuto parole di apprezzamento per il dono ricevuto riconoscendo all’istituto di credito una “rara sensibilità”  che si è manifestata anche in altre occasioni a cominciare dal contributo per l’acquisto del furgone sociale. E’ proprio su questo mezzo che l’apparecchiatura sarà installata.

L’iniziativa si inserisce in un più vasto contesto che ha visto CiviBank consegnare una ventina di defibrillatori in due anni a vari Comuni del Friuli (Savogna, Tavagnacco, San Giovanni al Natisone, Pavia di Udine, Gemona, Grimacco, Pulfero, Drenchia, Remanzacco, Prepotto, Povoletto, Attimis, San Pietro e Campoformido). La formazione all’uso del defibrillatore ha coinvolto  decine di volontari iscritti all’apposito albo del 118.
L’acquisto dei defibrillatori è avvenuto con le risorse che tradizionalmente la banca riservava all’omaggistica natalizia, destinate invece a  intraprendere questa iniziativa di alto valore etico e sociale.

Un momento della breve cerimonia.

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In copertina, la consegna del defibrillatore ai volontari Mu Nus.

CiviBank, rieletta leader all’unanimità Michela Del Piero

All’indomani dell’affollata assemblea dei soci che ha approvato le linee strategiche e il bilancio 2018 di CiviBank, si è riunito il consiglio di amministrazione che ha rieletto presidente all’unanimità Michela Del Piero dopo il vasto consenso ottenuto dagli azionisti in sede assembleare. Hanno fatto il loro primo ingresso in cda i neo-consiglieri Manuela Boschieri e Alberto Agnoletto portatori di una notevole esperienza professionale e per questo inseriti nella lista proposta ed eletta in assemblea.
Manuela Boschieri, originaria di Treviso, è attualmente direttore amministrativo di Finanziaria Internazionale holding spa, dopo aver ricoperto ruoli di responsabilità nel gruppo Benetton e aver fatto una significativa esperienza nella primaria società di revisione Arthur Andersen. E’ pure dottore commercialista e revisore contabile. Alberto Agnoletto, nato a Venezia, esercita l’attività di dottore commercialista in Udine e vanta una spiccata specializzazione in area contabile e fiscale nonché in diritto societario.  Per cui attualmente il consiglio di amministrazione risulta formato da: Michela Del Piero, presidente; Andrea Stedile e Guglielmo Pelizzo, vicepresident;  Alberto Agnoletto, Manuela Boschieri, Massimo Fuccaro, Riccardo Illy, Franco Sala e Livio Semolic, consiglieri.
Adempiute le procedure post-assembleari, la riunione del consiglio di amministrazione di CiviBank si è subito focalizzata sugli obiettivi del piano strategico 2019-2022 che si pone ambiziosi obiettivi di crescita sia a livello di espansione commerciale che di crescita territoriale e sviluppo patrimoniale anche in forza della delega ricevuta dall’assemblea di portare a termine un aumento di capitale fino a 65 milioni di euro. “Non un libro dei sogni, ma un quaderno di impegni”, lo ha definito la presidente Del Piero, presentando il piano strategico ai soci.

La sede centrale di CiviBank alle porte di Cividale.

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In copertina, la presidente di CiviBank Michela Del Piero. 

Alla Libertas Basket School di Udine un defibrillatore

Non solo ha sostenuto il progetto Pink sport project che mette in rete due movimenti sportivi al femminile, al top dell’agonismo in Friuli, come la Libertas Basket School di Udine e la Polisportiva Libertas Martignacco, entrambe militanti in serie A2 rispettivamente nella pallacanestro e nella pallavolo, ma ha pure voluto donare un defibrillatore al presidente della formazione cestistica udinese, Leonardo de Biase. CiviBank continua così il suo impegno territoriale  a favore delle associazioni sportive fornendo loro anche un indispensabile strumento di prevenzione e pronto soccorso come il defibrillatore.
Si tratta di un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore in maniera sicura, dal momento che è dotato di sensori per riconoscere eventuali sintomi di arresto cardiaco. L’apparecchiatura, in questo caso, è andata alla Libertas Basket School di Udine, società nata nel 2013 che , oltre a contare sulla prima squadra tra le più quotate in campo nazionale, vanta un nutrito vivaio con squadre Esordienti, Under 13, Under 14 e Under 17.
E’ stato il vicepresidente di CiviBank, avvocato Guglielmo Pelizzo, a procedere alla consegna dell’apparecchiatura dopo aver tenuto a “battesimo” il Pink sport project che mette in sinergia le due realtà sportive femminili, che rappresentano più di 12 mila atlete iscritte ai centri sportivi Libertas in Friuli Venezia Giulia, nel corso di una cerimonia svoltasi negli stabilimenti della Delser di Martignacco.
L’iniziativa si inserisce in un più vasto contesto che ha visto CiviBank consegnare una ventina di defibrillatori in due anni a vari Comuni del Friuli (Savogna, Tavagnacco, San Giovanni al Natisone, Pavia di Udine, Gemona, Grimacco, Pulfero, Drenchia, Remanzacco, Prepotto, Povoletto, Attimis, San Pietro e Campoformido).  La formazione all’uso del defibrillatore ha coinvolto  decine di volontari iscritti all’apposito albo del 118. L’acquisto dei defibrillatori è avvenuto con le risorse che tradizionalmente la banca riservava all’omaggistica natalizia destinate invece a  intraprendere questa iniziativa di alto valore etico e sociale, ha precisato il vicepresidente Pelizzo.

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 In copertina, Pelizzo consegna il defibrillatore al presidente de Biase.

A Michela Del Piero (CiviBank) il Premio “Banker of the Year”

Anche la Finanza ha celebrato a suo modo la “Festa della Donna” con la seconda edizione dei “Women in Finance 2019 Italy Awards”, evento promosso dall’Ambasciata britannica in Italia e da Freshfields Bruckhaus Deringer, in collaborazione con Borsa Italiana, volto a riconoscere il contributo del talento femminile in ambito finanziario.

La presidente Michela Del Piero.


In tale prestigioso contesto Michela Del Piero, presidente di CiviBank, ha ricevuto a Milano il riconoscimento di “Banker of the Year” in quanto “è una dei pochissimi esempi donne al vertice di una banca italiana. Ha promosso un profondo rinnovamento in seno al suo Istituto, che sta guidando in un difficile contesto economico, e nel rispetto della sua vocazione di banca del territorio, facendo leva sull’innovazione tecnologica e sullo sviluppo delle competenze. L’impulso dato dalla presidente alla sostenibilità economica, ambientale e sociale della banca si è concretizzato, in particolare, in una forte presenza nella ‘green economy’ e nella costante attenzione verso il terzo settore, con creazione di un portale web di crowdfunding e numerose iniziative di microcredito. Il premio le viene assegnato per aver saputo interpretare la ‘difficile arte del banchiere’ coniugando tradizione, modernità e valori”, così recita la motivazione.
L’iniziativa rimane unica nel suo genere al di fuori del Regno Unito e quest’anno, per meglio riflettere un settore in continua evoluzione, si arricchisce con “Insurer of the Yeare Woman in Fintech of the Year”, che si va ad aggiungere a quelle di CFO of the Year, Asset Manager of the Year, Banker of the Year e Champion of Diversity Employer.

«Questo appuntamento dedicato al talento femminile che riesce a esprimersi con successo in un settore ancora a forte impronta maschile – ha detto Nicola Asti, managing partner di Freshfields in Italia – si conferma un evento di grande richiamo e spessore. Le vincitrici, nonché le numerose candidature di altissima qualità che abbiamo ricevuto, dimostrano come gli operatori del settore finanziario facciano bene a manifestare un’attenzione sempre maggiore a una effettiva parità di genere nell’ambito delle proprie organizzazioni aziendali”. «Sono estremamente soddisfatta sia dell’interesse dimostrato in questa seconda edizione del premio, che della qualità delle candidature ricevute – ha commentato l’ambasciatore britannico in Italia, Jill Morris, prima donna a rappresentare il Regno Unito nella penisola -. Questo progetto mira a far emergere i modelli, a far conoscere le donne che “ce l’hanno fatta” e che ce la fanno quotidianamente, senza rinunziare ad altre parti della loro vita. Sono modelli che vanno premiati e portati ad esempio per incoraggiare altre donne di valore ad intraprendere carriere in questo settore. È un grande onore poter celebrare il successo di così tante donne eccezionali».

«Borsa Italiana promuove con convinzione i valori legati alla diversità di genere – è intervenuto l’amministratore delegato di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi -. Sono molte le iniziative su questo fronte: dai corsi dedicati alla presenza femminile nei board organizzati con Valore D, alla valorizzazione del network interno WIN, Women Inspired Network, per supportare il talento femminile, all’obiettivo di Borsa Italiana e del London Stock Exchange Group, di cui fa parte, di avere una presenza femminile pari al 40% entro il 2020».
A selezionare i profili delle vincitrici una giuria formata dall’ambasciatore britannico in Italia, Jill Morris, Magda Bianco (Banca d’Italia), Grazia Bonante (Lener & Partners), Marina Brogi (Università La Sapienza), Luca Capone (Freshfields Bruckhaus Deringer), Roberta D’Apice (Assogestioni), Carmine Di Noia (Consob), Marina Famiglietti (Borsa Italiana), Maria Bianca Farina (Ania), Anna Lambiase (IR Top Consulting), Francesca Palisi (ABI), Alessandra Perrazzelli (A2A), Barbara Stefanelli (Corriere della Sera) e Paola Subacchi (Università di Bologna).

La sede centrale di CiviBank.

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In copertina, la premiazione di Michela Del Piero a Milano.

Un secolo fa nasceva don Emilio de Roja: via alle celebrazioni

di Giuseppe Longo

Ieri 28 febbraio ricorreva un secolo esatto dalla nascita di don Emilio de Roja, il fondatore della Casa dell’Immacolata,  a Udine. E domani 2 marzo, alle 10.30, nella sede dell’istituto di via Chisimaio, si terrà la cerimonia di apertura del Centenario, con la messa di suffragio presieduta dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato e l’inaugurazione della sala della memoria dedicata al sacerdote scomparso nel 1992.
Il primo atto, dunque, di una serie di celebrazioni per ricordare il grande prete friulano. “Abbiamo proposto – ha scritto il presidente dell’associazione Amici di Don Emilio de Roja, Daniele Cortolezzis, in una lettera indirizzata a tutti gli aderenti – che il Centenario sia degnamente ricordato, dalla Diocesi e dalla Città. Questa proposta è stata raccolta dall’arcivescovo, monsignor Mazzocato, che ha promosso un gruppo di lavoro con la Fondazione della Casa dell’Immacolata, l’Associazione Partigiani Osoppo e, ovviamente, la nostra Associazione, per l’organizzazione di una serie di eventi che, articolandosi lungo tutto l’anno, vogliono essere un momento di memoria e di riflessione su quello che don Emilio ha significato e quello che la sua opera è stata per molti, nei quasi cinquant’anni di attività verso i giovani e le persone fragili del nostro territorio e non solo”.
Tra le altre iniziative previste durante il 2019, in autunno ci sarà un convegno avente come scopo la valorizzazione di don de Roja come sacerdote e come uomo, nel periodo bellico e in quello successivo.

Don Emilio de Roja dinanzi alla “sua”Casa dell’Immacolata.

Ma chi era don Emilio de Roja? Ecco un rapido profilo, per il quale abbiamo attinto dal sito ufficiale della stessa Casa dell’Immacolata. “Nasce a Klagenfurt, in Austria, il 28 febbraio 1919, da Luciano e  Anita Savonitti, quinto di nove fratelli. A partire dal 1929 frequenta il Seminario arcivescovile di Udine a Castellerio e, poi, nel capoluogo friulano. Nel 1941 viene ordinato sacerdote nella pieve di Madonna di Buja. Moderatore-prefetto generale ed insegnante nel Seminario, dal 1943 al 1945 partecipa attivamente alla Resistenza operando prima nelle carceri per il conforto e la liberazione dei prigionieri e, quindi, a sostegno delle brigate partigiane Osoppo. E’ così tra i protagonisti della liberazione di Udine”.
Finita la seconda guerra mondiale, “nel 1945 viene nominato cappellano  nel poverissimo Villaggio San Domenico, ove si adopera per la gioventù attraverso l’attività di un gruppo scout e, successivamente, fonda la Scuola di Arti e Mestieri per qualificare professionalmente i tanti giovani senza lavoro. Nel 1952 fonda “Casa dell’Immacolata”, della quale rimane presidente fino al 3 febbraio 1992, giorno della sua scomparsa, per raccogliere ragazzi con gravi  problematiche personali e familiari, portando la maggior parte di loro ad un pieno riscatto morale e sociale”.

Don Emilio nei primi anni della Casa. 

E ancora: “Impegnato nella solidarietà, particolarmente dopo il terremoto del 1976, fonda la Caritas diocesana udinese. Ha rivestito, inoltre, importanti incarichi a livello diocesano. Spirito libero e generoso può essere considerato uno dei protagonisti del storia friulana nella seconda metà del XX secolo. Don Emilio ha dedicato 40 anni della sua vita alla Casa da lui fondata, senza mai dimenticare l’impegno verso la crescita e la cultura della città di Udine”.
La Casa dell’Immacolata fu visitata anche da Papa Giovanni Paolo II, il quale paragonò don Emilio de Roja “ai grandi della carità che hanno reso illustre la Chiesa udinese nei secoli passati”.

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In copertina, don Emilio de Roja.

(Foto storiche sito ufficiale Fondazione Casa dell’Immacolata di Udine)

 

L’addio a Ruffino ex parlamentare ed esponente Anpi

di Giuseppe Longo

Nuovo grave lutto per la politica del Friuli Venezia Giulia. A causa di una malattia, rivelatasi purtroppo senza speranze, si è spento prematuramente all’età di 67 anni l’onorevole Elvio Ruffino, figura storica della Sinistra friulana, ex parlamentare, presidente del Consiglio comunale di Udine e autorevole componente dell’ufficio di presidenza dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, nel comitato provinciale udinese.

“A nome della Regione esprimo il più vivo cordoglio per la prematura scomparsa di Elvio Ruffino. L’intera Amministrazione regionale è vicina alla famiglia in questo momento di dolore”, ha affermato il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, alla notizia della morte dell’ex parlamentare udinese, interpretando i sentimenti del mondo politico regionale.

Elvio Ruffino era nato nel 1951 a Passons, frazione di Pasian di Prato a due passi da Udine, e all’ideologia della sinistra si era accostato fin da giovanissimo. Proprio nelle file del Pds e quindi dei Ds, le forze politiche che raccolsero l’eredità del vecchio Partito comunista italiano, venne eletto deputato negli anni Novanta nell’Assemblea di Montecitorio. Ma ebbe incarichi di prestigio anche a livello regionale, tanto da essere eletto segretario Fvg del Pds e quindi consigliere alla Provincia di Udine. E come si è detto fu esponente di spicco anche nell’Assemblea civica di palazzo D’Aronco, nell’ambito della quale rivestì appunto il ruolo di presidente del Consiglio.

Ma, oltre ai suoi importanti ruoli politici, Elvio Ruffino si è molto dedicato all’Associazione nazionale partigiani d’Italia nell’ambito del Comitato provinciale di Udine, dove il suo competente apporto era sempre molto apprezzato.

Un nuovo grave lutto, dunque, per la politica friulana che nel corso del 2018 è stata privata di autorevoli esponenti che segnarono la storia della nostra regione, soprattutto dopo il terremoto del 1976. Sono scomparsi, infatti, gli ex senatori Mario Toros, Giuseppe Tonutti ed Ettore Romoli – che peraltro era stato appena eletto nel Consiglio regionale divenendone presidente -, e l’onorevole Maria Piccoli, figura di spicco dell’agricoltura regionale che gravita attorno al mondo cattolico della Coldiretti. Per non dire di Giuseppe Zamberletti che, pur non essendo friulano, era ormai considerato come uno dei “nostri” per quanto da lui fatto in qualità di commissario straordinario del governo per la ricostruzione del Friuli. E la riconoscenza della nostra gente gli è stata rinnovata l’altra sera, nel duomo di Gemona – “capitale del terremoto” -, in occasione della messa di suffragio celebrata nel trigesimo della scomparsa.

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In copertina, una foto di Elvio Ruffino quando era parlamentare.

 

Un sostegno ai ragazzi che studiano: da CiviBank le “borse” previdenziali

di Gi Elle

Debutta a Cividale, prima peraltro anche a livello nazionale, una formula innovativa con cui dare sostegno ai ragazzi che studiano, assicurando quindi un concreto aiuto pure alle loro famiglie. Consapevole che “del doman non v’è certezza”, soprattutto in campo previdenziale, CiviBank, presieduta da Michela Del Piero, ha infatti messo in atto una originale iniziativa – che costituisce appunto in Italia una vera e propria novità -, istituendo a favore dei propri soci (oltre 16 mila) un bando per borse di studio ‘previdenziali’ che si è concluso con l’assegnazione delle stesse a 17 giovani vincitori, i quali se le sono aggiudicate per merito scolastico in relazione a vari titoli di studio, dal diploma di scuola secondaria di primo grado sino alla laurea, conseguiti nell’anno scolastico o accademico 2017-18.

I ragazzi vincitori delle borse di studio e la presidente di CiviBank, Michela Del Piero. 

Le particolari borse di studio intendono promuovere l’educazione al risparmio e contribuire allo sviluppo della cultura previdenziale dei giovani, nonché a dare un riconoscimento ai soci e/o loro figli distintisi proprio negli studi. La speciale formula adottata dispone l’apertura di una posizione sul fondo pensione Arca Previdenza (primaria società di fondi di investimento delle banche popolari) collegata alla borsa di studio in un frangente in cui è particolarmente sentito il problema relativo alle prospettive della previdenza pubblica.
Oltre ad ottemperare ai criteri ispiratori della propria natura cooperativistica nel favorire i clienti-soci nell’esercizio della propria attività istituzionale, CiviBank ha così inteso rispondere a quel diffuso timore tra i giovani circa il loro futuro sbocco pensionistico.
A tal fine è stato deliberato un plafond di 30 mila euro suddiviso in questo modo: 15 borse di studio da destinare a chi ha conseguito il diploma di scuola secondaria di primo grado, 10 riservate ai diplomati di scuola secondaria di secondo grado, 5 da destinare ai diplomati con laurea triennale e 10 a coloro che hanno raggiunto la laurea magistrale. Per i laureati, in particolare, si prospetta un importo di 1.000 euro per il diploma con un punteggio non inferiore a 105/110, di 2.000 per il punteggio di 110/110 e di 2.400 per il 110/110 e lode. Si è voluto in tal modo stimolare gli studenti a percorrere l’intero ciclo scolastico, dalle Medie all’Università.

Il regolamento del bando era visionabile sul sito della banca (www.civibank.it) mentre la domanda andava redatta su apposito modulo scaricabile dal sito stesso o ritirabile in tutte le 67 filiali dell’Istituto di credito cividalese operative in sette province del Nordest. L’ufficio marketing della banca ha raccolto i moduli pervenuti e ha elaborato la graduatoria dei meritevoli. Nel corso di una cerimonia avvenuta nella sede centrale, a Cividale, presenti il vicedirettore generale Gianluca Picotti e il responsabile commerciale di Arca Fondi Marco Parmiggiani, si è proceduto all’assegnazione di 17 borse di studio  ad altrettanti vincitori del bando.
Infine, da ricordare che a corollario di questa formula innovativa si colloca anche un particolare prestito di CiviBank fino a 2.000 auro a tasso zero della durata di un anno per i soci o loro figli finalizzato allo studio, tasse universitarie e attività sportiva.

Ecco la sede centrale di CiviBank.

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In copertina, la Banca Popolare fu fondata a Cividale nel lontano 1886.

 

Maxi-Provincia a tre più Trieste? A Ragogna il libro della Sialino

di Giuseppe Longo

Ormai è ben avviato il dibattito politico-istituzionale per la ricostituzione di enti territoriali che ricordino le Province cancellate dalla legge regionale approvata dal centro-sinistra sul finire del 2014. Si punta infatti alla individuazione di nuovi enti di area vasta che ricalchino in qualche modo quelli delle amministrazioni decadute, visto che le Uti – Unioni territoriali intercomunali – non hanno dato i risultati cui si puntava con la riforma.

Ma non è detto che questi nuovi enti siano ancora quattro. Da ieri, infatti, fa già molto discutere la originale proposta del presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin – formulata in una intervista apparsa sul Messaggero Veneto – di dar vita a una maxi-Provincia che riunisca Udine, Pordenone e Gorizia (in pratica, il Friuli storico e qualcosa di più). Mentre Trieste e la Venezia Giulia gravitante su Monfalcone darebbero origine alla “città metropolitana”, di cui scriveva già una trentina d’anni fa l’allora direttore del giornale, Vittorino Meloni. Un’idea senza dubbio interessante e suggestiva, ma non è detto che trovi la sua strada in discesa. Tutt’altro: sono tanti gli interessi localistici che potrebbero frenarla e la sensazione è che questi potrebbero essere maggiori nell’area friulana che non in quella giuliana. Tuttavia, da Gorizia, attraverso il sindaco Rodolfo Ziberna, è già arrivata una prima apertura alla proposta di Zanin, che indubbiamente contribuirà a tonificare il dibattito.

Il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna.

Una proposta questa che farà sicuramente da sfondo anche alla nuova presentazione del libro di Raffaella Sialino“L’ultima Provincia Storia politica a Nordest” –  in programma proprio oggi, 16 febbraio, a Ragogna. L’incontro si terrà alle 18 nel Museo della Grande Guerra in via San Giacomo. Dopo il saluto del sindaco Alma Concil, la presentazione del volume (Aviani & Aviani editori) sarà introdotta dall’assessore comunale Marco Pascoli. Quindi il compito alla stessa autrice di illustrarne il contenuto che in molti hanno sinora avuto modo di apprezzare.

Il libro fa perno infatti sulla ormai ex Provincia di Udine, ultima nel Friuli Venezia Giulia ad essere eliminata dalla citata riforma regionale. E la sede del debutto ufficiale fu proprio il magnifico salone del Quaglio a palazzo Belgrado. Quindi sono seguite altre due presentazioni, molto applaudite: a San Vito di Fagagna, Comune di residenza di Raffaella Sialino, e a San Daniele, cittadina capoluogo della zona collinare. E ora è la volta della vicina Ragogna dove ci sarà una nuova occasione per riflettere sulla riforma che ha ridisegnato l’assetto istituzionale del Friuli Venezia Giulia, suscitando polemiche a non finire e addirittura ricorsi davanti al Tribunale amministrativo regionale per cercare di fermare la norma, la quale però è andata avanti portando appunto al taglio delle Province e alla nascita delle tanto contestate Uti che ora la nuova amministrazione regionale di centro-destra vuole superare. E la proposta del presidente Zanin fornirà ottimo materiale per vivacizzare il dibattito su quella che dovrà essere la nuova configurazione territoriale nel dopo-Uti. Utili indicazioni potranno emergere oggi anche da Ragogna, grazie agli spunti offerti proprio dall’approfondito libro-studio di Raffaella Sialino.

Ecco il castello simbolo di Ragogna.

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In copertina, Raffaella Sialino con Zanin: sua la proposta per il dopo-Uti.

(Foto siti Comuni di Gorizia e Ragogna)

Autonomia e Veneto sono gli obiettivi in tre anni di CiviBank

di Gi Elle

Autonomia ed espansione in Veneto: sono i due cardini su cui ruoterà la strategia di CiviBank nel prossimo triennio. “Rimanere indipendente ed essere il punto di riferimento per le famiglie e gli operatori economici di Friuli Venezia Giulia e Veneto per promuovere la crescita sociale, economica e culturale del territorio in cui opera, ha sottolineato infatti la presidente Michela Del Piero, anticipando gli obiettivi dell’Istituto di credito di Cividale, fondato nel lontano 1886. Ma per fare questo sarà necessario puntare anche ad un aumento di capitale fino ad un importo massimo di 65 milioni di euro. Ottima la salute della banca, tanto che è stato possibile realizzare un utile netto di 2 milioni di euro (più che raddoppiato rispetto al 2017), mentre se ne sono accantonati quasi 5 milioni per assecondare le uscite volontarie dal lavoro che favoriranno l’assunzione di giovani. E questo è un dato importante per quanto riguarda il sostegno all’occupazione.

La Popolare è a Cividale dal 1886.

Il consiglio di amministrazione di CiviBank ha infatti approvato gli schemi di bilancio al 31 dicembre 2018, 133° esercizio, che presentano significative risultanze. I nuovi finanziamenti alle imprese e alle famiglie del territorio ammontano – come informa una nota – a 531 milioni di euro (+33,3%) a testimonianza del ruolo determinante per il supporto all’economia locale svolto dalla banca. Altro rilevante dato che emerge è la decisa ulteriore riduzione del credito deteriorato, in linea con quanto previsto dal Piano Npl approvato lo scorso anno (oltre 260 milioni di euro lordi di riduzioni attese nel triennio 2018/2021) che ha permesso di raggiungere importanti obiettivi in termini di “de-risking” i quali, unitamente all’aumento delle coperture dei crediti non-perfoming in portafoglio, hanno contribuito al complessivo miglioramento della qualità del credito dell’istituto cividalese.
Sul fronte, poi, dell’efficienza operativa sono state realizzate azioni finalizzate al contenimento dei costi (-8,3%), e all’efficientamento della rete commerciale.

Circa gli aggregati patrimoniali, ecco cosa si evince dallo schema di bilancio:
la raccolta diretta registra una consistenza di 2.579 milioni di euro, in crescita su base annua dello 0,6%; la raccolta indiretta sale a 1.029 milioni di euro di cui il 79%, pari a 812 milioni, è riferibile al ‘risparmio gestito’;
i crediti verso la clientela, in crescita del 3,2%, si attestano a 2.672 milioni di euro. Il nuovo credito erogato nel 2018 pari a 531 milioni (+ 33%) è stato concesso a privati e famiglie per 162 milioni (+7,9%) e ale imprese per 369 milioni (+ 48,8%);
il patrimonio netto al 31.12.2018 si attesta a 274 milioni mentre i coefficienti patrimoniali risultano superiori ai livelli minimi regolamentari: Common Equity Tier1 ratio 13,26%, Total capital ratio 13,46%.
Il risultato dell’attività al lordo delle imposte si determina in 4,2 milioni di euro, mentre l’utile netto è pari a 2 milioni di euro (0,8 milioni nel 2017). Circa la redditività della gestione va tenuto conto che nel corso del 2018 CiviBank ha contribuito al fondo interbancario di tutela dei depositi e al fondo risoluzione delle crisi bancarie per 3,6 milioni di euro. Inoltre, si è proceduto a un accantonamento di 4,8 milioni destinate, appunto, all’esodo volontario dal lavoro in funzione di un ricambio generazionale del personale.

Ecco la sede centrale di CiviBank.

Il consiglio di amministrazione – si legge ancora nella nota – ha esaminato anche le principali linee guida del Piano Strategico 2019-2022 improntate alla crescita e al mantenimento dell’autonomia. Il Piano considera da un lato la conclusione della fase di messa in sicurezza della banca in virtù delle politiche prudenziali e di accantonamenti degli ultimi anni; dall’altro, la significativa opportunità di espansione delle quote di mercato, in particolare in Veneto, a seguito dei profondi cambiamenti della geografia bancaria a Nordest. Per fare questo la Banca ha elaborato una strategia basata su linee guida ambiziose, ma realizzabili e imperniate su questi cardini:

crescita sana del sostegno finanziario alle famiglie e alla imprenditoria del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, focalizzando l’espansione territoriale in particolare nella regione contermine dove è avvertito il bisogno di una banca di “territorio”;
prosecuzione della crescita nel comparto bancassicurativo dove l’istituto cividalese ha già dimostrato notevoli capacità nel 2018 e accelerazione della crescita sul Wealth Management, portando a full potential la rete di CiviPrivate e CiviBanker attivata nel quarto trimestre 2018;
profonda revisione dei processi per migliorare l’efficienza operativa e l’esperienza complessiva offerta ai clienti;
significativa accelerazione della “Npl strategy”;
investimento nella formazione delle risorse umane ed importanti investimenti nella digitalizzazione.
La Banca prevede, poi, un deciso miglioramento dell’utile netto, del Roe e degli altri ratios patrimoniali, mentre la pianificata riduzione dei costi contribuirà al miglioramento del Cost/Income ratio.

Infine, come si diceva nelle premesse, nonostante gli elevati livelli di patrimonializzazione, il nuovo piano strategico prevede, per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di crescita, un’operazione di rafforzamento patrimoniale da realizzarsi attraverso una modifica statutaria volta a conferire delega al consiglio di amministrazione per un aumento di capitale fino ad un importo massimo di 65 milioni di euro, oltre ad una assegnazione gratuita di warrant agli attuali azionisti.

 

 

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In copertina, la presidente di CiviBank Michela Del Piero.

Tanti alpini a Tarcento per l’addio a Guido Coos “Aquila” di Quota Cividale

di Gi Elle

“In Russia, il nostro Guido era stato accolto in un’isba facendosi così benvolere che la coppia che lì viveva, avendo perso l’unico figlio, voleva adottarlo. Ma Guido volle tornare in Friuli per riabbracciare la sua mamma che aveva lasciato in lacrime“. E’ un toccante, e certamente poco noto, episodio rievocato da monsignor Duilio Corgnali, arciprete di Tarcento, durante il funerale del cavalier Guido Coos, reduce di Russia e presidente onorario della Cooperativa agricola di Ramandolo, il paese dove era nato nel 1921.

La cerimonia d’addio è avvenuta in un duomo gremito, presenti molte penne nere, in armi e in congedo, tanto che il celebrante – che aveva a fianco il pievano di Nimis, monsignor Rizieri De Tina – ha cominciato il rito dicendo: “Ma questa è una festa di alpini!”. D’addio, però, all’anziano ex combattente che se ne è andato poche settimane dopo la sua inseparabile e amata Mirella. E con i tanti di Tarcento, Nimis, Ramandolo e non solo – che si sono stretti attorno alle figlie Sonia e Sabrina – c’era anche il sindaco Mauro Steccati, in rappresentanza di tutta la cittadinanza che ha salutato l’ “Aquila” di Quota Cividale.

Il cavalier Guido Coos.

Don Corgnali ha avuto parole di elogio e sensibilità verso gli alpini sempre in prima linea anche in tempo di pace. “Don Rizieri – ha confidato – mi ha detto: chiedi agli alpini se si sentono più cristiani o alpini. E la risposta – ha sottolineato il parroco – ce la dà subito il Vangelo che abbiamo appena letto”. Il brano era quello di Matteo in cui Gesù, al momento del giudizio finale, sentenzia: avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato, e così via. “Ebbene – ha osservato l’arciprete – gli alpini fanno tutto questo, interpretando alla lettera la Parola di Dio. E Guido era uno di loro perché si è sempre prodigato per aiutare tutti”. Attraverso le associazioni dei reduci di Russia e l’appassionato sostegno ai viticoltori della sua Ramandolo, impegni che ha onorato fino a quando le forze lo hanno sorretto.

Un momento del rito: suona la tromba.

Il rito, scandito anche dalle Preghiere dell’Alpino e dell’Ex Combattente e Reduce, oltre che dai suggestivi interventi della tromba alla consacrazione e al momento del commiato, ha visto infine portare un saluto affettuoso all’amico “andato avanti” anche Guido Aviani a nome proprio del glorioso Battaglione Cividale. Il quale ha raccontato come il reduce della Campagna di Russia, in cui persero la vita tanti ragazzi friulani, avesse deciso soltanto in tarda età di raccogliere con un paziente e meticoloso lavoro le sue memorie in tanti preziosi scritti. E ha concluso con voce tonante: “Alpino Guido Coos del Battaglione Cividale. Presente!”. Era l’ultimo “mandi” a uno dei sicuramente pochissimi testimoni ormai rimasti di Quota Cividale, una fra le pagine più importanti, ma anche più dolorose, di quella tragica esperienza nella steppa in cui ghiaccio e neve regnano incontrastati. E il Tempio di Cargnacco testimonia quanti non siano tornati, se non in una cassetta di miseri resti.

La messa e l’uscita del feretro.

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In copertina, monsignor Corgnali accompagna la salma all’esterno della chiesa arcipretale.