Alle ultime battute il Premio dedicato al sorriso di Simona

Ultime battute a Pordenone per il Premio “Simona Cigana”, al quale partecipano giornalisti di tutta Italia direttamente o su segnalazione di lettori, telespettatori e social. Il Circolo della Stampa di Pordenone, nella sua veste di promotore e organizzatore dell’evento, sta vivendo in questi giorni la fase frenetica della chiusura della 10ª edizione del concorso multimediale e multilingue dedicato alla giovane giornalista avianese morta il 19 luglio 2007 e imperniato su argomenti relativi alla regione Friuli Venezia Giulia.
Le adesioni giungono assieme all’esortazione ad aprire la partecipazione ad argomenti di interesse più ampio, al di fuori dei limiti di una piccola regione come la nostra. Ma, in tutti questi anni, il Circolo della Stampa della Destra Tagliamento ha realizzato e difeso la formula unica di questo concorso che ricorda come il Friuli Venezia Giulia sia al centro di fatti, protagonisti, proposte e prospettive di valore nazionale e internazionale, oltre che locale.

CINQUE CATEGORIE – I servizi che vengono ammessi al concorso esprimono legami diretti e indiretti con la nostra regione e forniscono un taglio della realtà richiesta che rientra nelle cinque “Categorie” in cui si suddivide il “Premio Simona Cigana” con i suoi riconoscimenti consistenti: Inchiesta, Sport, Economia/Artigianato, Turismo/Avianese, Sociale/Infortuni sul lavoro.
“Se guardiamo alla mole dei servizi giornalistici pubblicati tra il 1° luglio 2018 e il 30 giugno 2019 su testate italiane ed estere – puntualizza il presidente Pietro Angelillo – possiamo constatare che esistono tante occasioni per considerare il “Cigana” come momento di esaltazione di una professione e di un lavoro indispensabili per la libera circolazione di idee e per la valorizzazione di un territorio ricco di valori, di tradizioni e di prospettive”.
Dunque, l’annuale appuntamento vuol essere, come nelle precedenti edizioni, festa e speranza per il giornalismo, per i suoi protagonisti e per i destinatari del loro messaggio professionale. L’annuale kermesse, che è anche festa per il suo decimo anniversario, si chiuderà il 10 luglio prossimo, termine ultimo per presentare i servizi giornalistici pubblicati dai giornalisti italiani sulle testate nazionali ed estere tra il 1° luglio 2018 e il 30 giugno 2019.

ANCHE UN LIBRO Si tratta anche di un’occasione importante per ricordare la giovane giornalista avianese Simona Cigana, cui è intitolato il Premio, come dimostrano le iniziative del Circolo della Stampa di Pordenone, in atto dal 1° gennaio scorso. Dall’inizio dell’anno, infatti, sono in atto incontri aperti al pubblico su vari argomenti relativi all’informazione, partendo dal concetto dell’apporto dei giornalisti alla formazione dell’opinione pubblica, funzione compromessa ed erosa dall’arrembaggio dei follower.
Tra le attività celebrative figurano il festival dello scorso maggio, “Futuro contemporaneo”, durante il quale si sono avvicendati dieci protagonisti della cultura, della scienza, della tecnologia, dell’economia e del giornalismo per esaminare in positivo e in negativo le enormi trasformazioni future che sono già realtà.
Nel programma figura anche la pubblicazione di un libro che conterrà il ricordo di colleghi e amici di Simona e una raccolta di scritti della giovane giornalista mancata prematuramente, per un improvviso malore letale. Il volume avrà anche una selezione dei migliori servizi giornalistici pubblicati in questi primi dieci anni del Concorso.

SOSTEGNO AL CONCORSO – Determinante, come sempre, il sostegno degli sponsor (pubblici e privati) che fa di questo ormai storico evento una delle iniziative più caratterizzanti del Friuli Venezia Giulia e del mondo dell’informazione. Si tratta della Bcc Pordenonese, della Federazione delle Bcc del Friuli Venezia Giulia, della Famiglia Cigana, dei Comuni di Aviano e di Pordenone, della Confartigianato Imprese di Pordenone, dell’Anmil (associazione dei mutilati e degli invalidi del lavoro), di Domovip Italia. Info e segnalazioni. www: stampa-pordenone.it, circolostampa.pordenone@gmail.com

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In copertina, una bella immagine sorridente di Simona Cigana.

Bini a Confcooperative: norme più semplici per creare sviluppo

Semplificare la burocrazia, rilanciare lo sviluppo del Paese aiutando le imprese a crescere e a dispiegare tutte le loro potenzialità e creare una nuova cultura che consideri imprese e imprenditori un valore aggiunto in grado di creare ricchezza e occupazione a beneficio di tutti. Sono questi alcuni degli elementi dell’intervento che l’assessore alle Attività produttive del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, ha tenuto a Palmanova, in occasione dell’assemblea regionale di Confcooperative Fvg, di cui quest’anno ricorre il centenario.
“Se vogliamo davvero rilanciare il Paese – ha spiegato Bini – dobbiamo iniziare dall’economia, fare in modo che imprese e imprenditori siano considerati un valore aggiunto in grado di creare ricchezza e posti di lavoro. Le nostre imprese hanno enormi potenzialità di sviluppo, ma dobbiamo agire su una burocrazia che rende difficile l’operatività quotidiana per aiutarle a crescere e a competere con sempre maggior efficacia all’interno di un mercato globale”.

“E’ dimostrato – ha aggiunto l’assessore – che abbassando la pressione fiscale, semplificando la burocrazia si liberano energie importanti che hanno ricadute positive sullo sviluppo produttivo. La Regione è impegnata su questa direzione – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – e proseguirà ad attivarsi anche con il prossimo SviluppoImpresa, affinché il livello di competitività del territorio aumenti”.
Bini ha sottolineato l’importanza della cooperazione che rappresenta una parte del settore economico italiano e del Friuli Venezia Giulia di tutto rispetto, con numeri rilevanti, come quelli illustrati da Confcooperative Fvg con le sue 594 associate che producono 1 miliardo di euro di fatturato, registrano 128 mila soci e 15.758 occupati (per l’87 per cento a tempo indeterminato): 1 abitante ogni 8 è socio di una coop aderente a Confcooperative Fvg. L’assessore ha poi rilevato come il mondo cooperativo contribuisca significativamente alla crescita occupazionale.

A Palmanova si sono riuniti i rappresentanti delle quasi 600 cooperative che aderiscono a Confcooperative Fvg (la principale organizzazione di rappresentanza delle imprese cooperative in Italia), di cui quest’anno, come si diceva, ricorre il centenario. «È fondamentale affrontare con efficacia e strumenti adeguati l’emergere di situazione di crisi nelle aziende regionali – è la preoccupazione che ha evidenziato il presidente, Giuseppe Graffi Brunoro – perché un intervento tempestivo può consentire di salvare centinaia di posti di lavoro. In questa direzione si muovono le regole stabilite dal Codice delle Crisi che entrerà in vigore fra pochi mesi, sul quale ci siamo confrontati e che interessa anche le imprese cooperative».
Il prefetto Michele Penta, coordinatore dell’Osservatorio regionale antimafia, ha suggerito di mantenere gli occhi aperti sul tema poiché, ha detto, il Friuli Venezia Giulia non è un’isola felice (già dal 1989, Paolo Borsellino segnalò la presenza stabile della criminalità organizzata su questo territorio) e il riciclaggio di denaro sporco, a esempio, usa come testa d’ariete proprio le situazioni di crisi aziendale per ripulire i guadagni illeciti e farli rientrare nell’economa legale. Ai lavori su “La riforma della disciplina delle crisi nelle imprese cooperative” sono anche intervenuti: Tonj Della Vecchia (del Servizio Legislativo di Confcooperative nazionale); Laura Iacone (del Ministero dello Sviluppo economico) e Dino Fabris (di Confcooperative Fvg).

L’assemblea ha fornito anche l’occasione per la consegna ai partecipanti del volume fotografico curato dall’Ansa in collaborazione con Confcooperative per raccontare la storia dell’organizzazione e dello sviluppo del movimento cooperativo italiano. Nel libro di 140 pagine corredato da foto di grande pregio, provenienti dagli archivi delle cooperative italiane, trovano posto quattro cooperative del Friuli Venezia Giulia: Secab di Paluzza che guadagna la copertina del volume con una foto del 1913 rappresentante l’inaugurazione della centrale idroelettrica del Fontanone, la Cooperativa di consumo di Premariacco, la cantina viticoltori La Delizia di Casarsa e l’Immaginario scientifico di Trieste.

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In copertina e qui sopra l’intervento dell’assessore Bini, che ha accanto Graffi Brunoro e il prefetto Penta.

Ad Aviano gesto di generosità per “Casa Padiel”

Grazie alla grande generosità di un familiare degli ospiti, che vuole rimanere anonimo, la Comunità alloggio per disabili adulti “Casa Padiel” di Aviano, gestita dalla  Cooperativa Sociale Acli aderente a Confcooperative Pordenone, ha risolto il disagio legato alla mancanza della vetrata del pianterreno.
Si è trattato di un dono prezioso perché l’assenza della vetrata non garantiva ai residenti e agli operatori della comunità un’adeguata protezione dalle intemperie. Per questo la responsabile di “Casa Padiel”, dottoressa Giorgia Botter, ha espresso a nome di tutti un sentito ringraziamento al benefattore: il gesto generoso di questo familiare è reso ancora più nobile dalla sua bontà d’animo, di chi opera disinteressatamente per gli altri. Infatti, è proprio per questo motivo che il benefattore non ha voluto che si rendesse noto il suo nome.
“Casa Padiel” esiste dal 2002, da sempre gestita da Cooperativa Sociale Acli: in questi anni la Comunità ha sentito vicina la presenza dei familiari dei propri assistiti e questo dono ne è un esempio ammirevole. Il benefattore merita, dunque, un grazie di cuore.

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In copertina e qui sopra la vetrata donata alla Comunità per disabili.

Basket, sconto di CiviBank per il Carnera

Parte la campagna abbonamenti per il prossimo campionato di basket serie A2 della Apu-Gsa e per gli appassionati e tifosi dallo sponsor CiviBank arriva una bella novità: presentando la carta bancomat, emessa dalla banca cividalese, nelle rivenditorie autorizzate si potrà ottenere uno sconto fino al 25 per cento del costo dell’abbonamento.
L’iniziativa giunge dopo il rinnovo dell’abbinamento promozionale tra CiviBank con la Apu-Gsa per il sesto anno consecutivo, dalla serie B alla promozione e militanza in A2 della formazione udinese. I correntisti della banca friulana, vecchi e nuovi, potranno quindi accedere a prezzo scontato al Palasport Carnera per sostenere la squadra del cuore e seguire le partite in casa della Gsa nel campionato 2019-20 che si annuncia avvincente per le ambizioni stesse del team del presidente Alessandro Pedone.
CiviBank, ancora una volta, vuole assecondare concretamente i progetti dell’Apu al fine di raggiungere sempre più lusinghieri traguardi che una piazza cestistica come Udine si attende. Dopo l’alto gradimento per la maglietta “Why not?” donata in fase play off al pubblico del ‘Carnera’ ora giunge quest’altra iniziativa da parte dello sponsor bancario per stimolare ulteriormente i tifosi a sostenere la compagine amata.

La sede centrale di CiviBank.

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In copertina, sconti in vista per sostenere gli atleti del basket.

Un miliardo di fatturato dalle 600 coop Fvg ma con nubi da diradare

Si riuniscono a Palmanova i rappresentanti delle quasi 600 cooperative che, in Friuli Venezia Giulia, aderiscono a Confcooperative, la principale organizzazione di rappresentanza delle imprese cooperative in Italia, di cui quest’anno ricorre il centenario. Un gruppo di imprese regionale che produce 1 miliardo di euro di fatturato, con 128 mila soci e 15.758 occupati (per l’87 per cento a tempo indeterminato): 1 abitante ogni 8 è socio di una cooperativa aderente a Confcooperative Fvg.
Il focus del programma dell’appuntamento – che si terrà domani 21 giugno al Meeting Point San Marco di Palmanova (via Scamozzi 5) a partire dalle 11 – avrà per tema: “La riforma della disciplina delle crisi nelle imprese cooperative”, con gli interventi di Tonj Della Vecchia (del Servizio Legislativo di Confcooperative nazionale); Laura Iacone (del Ministero dello Sviluppo economico); Dino Fabris (di Confcooperative Fvg); Michele Penta (dell’Osservatorio regionale antimafia), introdotti da Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg. Le conclusioni saranno tratte dall’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini.

«È fondamentale affrontare con efficacia e strumenti adeguati l’emergere di situazione di crisi nelle aziende regionali – è la preoccupazione che evidenzia Graffi Brunoroperché un intervento tempestivo può consentire di salvare centinaia di posti di lavoro. Per fare questo – aggiunge il presidente – il mondo cooperativo in particolare esige che ne venga riconosciuta sempre di più la specificità, sia come possibile soluzione a situazioni di crisi, sia sotto il profilo strettamente economico e gestionale, allorché i parametri che entrano in gioco, sovente, penalizzano la misurazione del grado di affidabilità e sostenibilità delle imprese cooperative. Un “vulnus” del tutto ingiustificato e che rischia di azzoppare, per così dire, le potenzialità di tante imprese regionali che contribuscono significativamente alla crescita occupazionale, come i dati di questi anni dimostrano».

L’assemblea offrirà anche l’occasione per la consegna, ai partecipanti, del volume fotografico curato dall’Ansa in collaborazione con Confcooperative (in occasione del suo centesimo compleanno) per raccontare la storia dell’organizzazione e dello sviluppo del movimento cooperativo italiano. Nel libro di 140 pagine corredato da foto di grande pregio provenienti dagli archivi delle cooperative italiane, trovano posto 4 cooperative del Friuli Venezia Giulia. La Secab di Paluzza, che guadagna la copertina del volume, con una foto del 1913 rappresentante l’inaugurazione della centrale idroelettrica del Fontanone; la Cooperativa di consumo di Premariacco, la Cantina Viticoltori La Delizia di Casarsa e l’Immaginario Scientifico di Trieste.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Fvg Graffi Brunoro.

 

 

La Coop Consumo di Rauscedo compie 70 anni

La Cooperativa di Consumo di Rauscedo ha festeggiato, con una riunione dei propri soci nella sede dei Vivai cooperativi Rauscedo, i suoi 70 anni di attività, che la collocano tra le più longeve realtà aderenti a Confcooperative Pordenone.
La cooperativa, che vanta oltre 380 soci, è nata nel 1949: presente uno dei soci della prima ora e primo segretario, Carlo Basso (classe 1923), che ha ricevuto un riconoscimento dalle mani dei presidenti Pitton e Piccoli, mentre una targa celebrativa è stata donata dal sindaco Michele Leon alla stessa cooperativa. Sono stati anche ricordati i 51 fondatori della cooperativa, i cui nomi sono stati letti dalla presidente Pitton con la consegna di una pergamena agli eredi per ricordare questi sette decenni di attività. La Cooperativa di consumo nacque infatti dopo l’esperienza positiva dei Vivai Cooperativi Rauscedo, sorti nel 1933. “C’era l’esigenza – ricorda la presidente Renata Pitton –  di avere in paese un bar e punto vendita alimentare ben fornito che rispondesse alle richieste delle famiglie, gran parte delle quali impegnate nei lavori di produzione delle barbatelle per i Vivai stessi”. Negli anni Settanta il negozio di alimentari si stacca dal bar e si sposta nell’attuale sede, sempre in centro al paese, diventando un moderno supermercato fino ad aderire, negli anni Novanta, al centro distribuzione Ama-Crai est di Montebelluna.
Comune di San Giorgio della Richinvelda e Confcooperative Pordenone hanno espresso la loro vicinanza e lode alla cooperativa. “Grazie per quanto ha fatto la cooperativa per la comunità di Rauscedo – ha dichiarato il sindaco Leon – non solo per quanto riguarda la spesa quotidiana, ma anche col sostegno per i progetti scolastici insieme al Comune, dimostrando un grande cuore per il bene di tutto il territorio municipale”.

La presidente Renata Pitton con il sindaco Michele Leon.

“Siete rimasti – ha sottolineato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – uno degli ultimi negozi di paese: siete di fatto una cooperativa di comunità, attenta alla mutualità e ai bisogni primari delle famiglie, in particolare degli anziani. La cooperativa di consumo di Rauscedo è veramente al servizio della sua comunità. Ora come allora, nel 1949, siete una risposta concreta a una realtà ricca di motivazioni, di intraprendenza ma non per questo priva di bisogni, quelli di una comunità che vuole restare unita, per crescere nel benessere e reagire alle difficoltà. Ricorrenze di lunga durata come quella che festeggiate, non sono così frequenti in un tempo in cui si cera il “presto e subito” e si scarta subito quello che non funziona”. Sottolineato con enfasi, nel corso della giornata, proprio l’operato sociale della cooperativa che da diversi anni, con l’iniziativa “Un aiuto condiviso”, dona il 2% del proprio incasso del mese di maggio in beneficenza, avvisando in anticipo i clienti del progetto che di volta in volta si decide di sostenere.

L’intervento del primo cittadino.

“Negli archivi della cooperativa abbiamo trovato testimonianza che già dal 1950 si donavano pacchi alimentari alle famiglie bisognose della comunità, un’attenzione al sociale proseguita poi nei decenni successivi e che abbiamo voluto confermare con questo mandato di amministrazione che presiedo: quindi nel 2012 – ha concluso Renata Pitton – abbiamo proseguito donando dei pacchi alimentari a famiglie meno fortunate del Comune. Nel 2013, insieme alle altre cooperative abbiamo acquistato per l’hospice di San Vito al Tagliamento un ecografo per l’assistenza a domicilio. Nel 2014 la scuola primaria aveva una sola lavagna multimediale: ne abbiamo acquistata un’altra e nel 2015 nuovi software per computer dell’aula di informatica. Nel 2016 e 2018 la scuola materna di Rauscedo aveva bisogno di rinnovare i giochi e di acquistare materiale didattico innovativo: in due raccolte distinte siamo arrivati a raggiungere il loro scopo acquistando materiale per la funzione psicomotoria e altri giochi e arredi adeguati e a norma. Nel 2017, abbiamo finanziato un corso per il primo soccorso e l’uso del defibrillatore per 30 persone che operano nelle varie associazioni no-profit e nel 2018 abbiamo finanziato la biblioteca del capoluogo che aveva bisogno di scaffali idonei per i libri dei bambini: insieme al Comune abbiamo rinnovato la sala. infine da tre anni finanziamo un percorso didattico, rivolto alle classi quarte della scuola primaria, sulla conoscenza dei cereali e l’alimentazione sana, tenuto da esperti. Sosteniamo inoltre la squadra di calcio di Rauscedo donando generi alimentari”.
La giornata di festa ha visto la anche la partecipazione del direttore generale Ama Crai (altra realtà cooperativa che collabora in sinergia con la coop rauscedana fornendole i prodotti a marchio), Gianfranco Scola, e di Riccardo Bodini, direttore Euricse.

Un aspetto del salone gremito.

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In copertina, il premiato Carlo Basso con il presidenti Pitton e Piccoli.

Il doposcuola fa ancora centro a Casarsa gradito da famiglie e volontari

Bilancio positivo per il doposcuola pomeridiano del Comune di Casarsa della Delizia. Il Centro di aggregazione giovanile, nel giardino di palazzo De Lorenzi Brinis (sede del Progetto Giovani), ha ospitato la 14a festa “Ecco a voi il doposcuola” e la cooperativa Il Piccolo Principe ha tracciato un bilancio di questo servizio, usufruito da 59 famiglie, promosso e sostenuto dal Comune e che vede come partner anche i Servizi sociali dell’Uti Tagliamento, l’Istituto Comprensivo Pier Paolo Pasolini  e l’associazione di volontariato Il Noce in collaborazione con altre associazioni locali.
“Anche quest’anno abbiamo voluto festeggiare insieme a tutti i nostri bambini, ai loro genitori, alle insegnanti referenti del progetto, agli assessori comunali, educatori e volontari, la fine del doposcuola – ha affermato Luigi Cesarin, presidente della cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa -. Cogliamo così l’occasione anche per ringraziare i tanti volontari, quest’anno sono stati ben 33, che si sono dati da fare per aiutarci in questo servizio così importante per la nostra comunità. La festa è andata bene, buona la partecipazione delle famiglie e, grazie anche al sole, abbiamo festeggiato in allegria con un grande momento di condivisione”.

Il Ssep (Sostegno socio educativo pomeridiano), altrimenti conosciuto più comunemente come doposcuola, è infatti un servizio storico per la comunità casarsese: attivato dall’associazione Il Noce 33 anni fa, è diventato in seguito un servizio del Comune con la compartecipazione di scuole, cooperativa e associazione e ha l’obiettivo di sostenere e supportare i ragazzi in un percorso verso l’autonomia nello studio e nell’acquisizione di competenze sociali e relazionali.
Quest’anno, nelle due sedi di Casarsa e San Giovanni, erano iscritti ben 75 minori. Il servizio si è svolto in due turni dal lunedì al venerdì e il sabato mattina. Gli studenti sono stati supportati da 6 operatori qualificati, affiancati da 33 volontari: 17 volontari dell’associazione Il Noce, 4 giovani volontari del servizio civile solidale, 1 volontaria del servizio di volontariato europeo, 5 studenti in alternanza scuola lavoro, 5 ragazzi dell’Agesci di Casarsa e San Giovanni e 2 ragazzi dell’Azione cattolica locale.
“È un orgoglio per l’amministrazione comunale – ha aggiunto Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali – aver proposto anche quest’anno il Ssep, servizio che riteniamo fondamentale per la nostra comunità e che è nostra intenzione continuare a mettere a disposizione dei ragazzi di Casarsa. Per noi rimane importante sviluppare le potenzialità di ciascuno, e questo è possibile – ha affermato  l’assessore – solo grazie all’interazione fra i diversi attori che intervengono nell’educazione e nella crescita dei ragazzi; in primis ci teniamo a sottolineare la stretta collaborazione con gli insegnanti dell’istituto comprensivo di Casarsa. Inoltre ringraziamo anche tutti coloro che hanno reso possibile il funzionamento del Ssep a partire dal Piccolo Principe, i volontari e le associazioni e il Servizio Sociale Uti Tagliamento”.

La festa di fine servizio è seguita venerdì 31 maggio e ha visto, oltre ai ringraziamenti e saluti dai partner progettuali, un momento di gioco per i bambini a cura degli educatori del Progetto giovani e dei volontari del Servizio civile solidale regionale e il tradizionale pic-nic con i piatti preparati dalle famiglie dei ragazzi che quest’anno ha avuto come tema “Il mondo in tavola: il riso e la farina che uniscono il mondo”.   “Quest’anno ad ogni famiglia che aveva deciso di partecipare alla festa finale – ha fatto sapere Cesarin -, abbiamo consegnato un pacchettino di riso o uno di farina, con uno di questi alimenti ciascuno ha preparato un piatto tipico del proprio Paese d’origine, salato o dolce. A tutte le famiglie che hanno cucinato un piatto tradizionale, è poi stato dato un premio. Si è trattato di un bel momento di condivisione e di integrazione culturale perché ognuno ha potuto assaggiare piatti tipici delle tradizioni culinarie di tutto il mondo, unite però da due ingredienti principali: il riso e la farina, ingredienti che accomunano delle ricette di tutti i continenti e che vogliono appunto simboleggiare una delle tante cose che ci uniscono e che mettono armonia come avviene solitamente attorno ad un tavolo imbandito per una cena”.

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In copertina, un ragazzo casarsese assistito dal servizio di doposcuola.

Accordo CiviBank-Policlinico per le prestazioni ai soci

Fornire servizi a condizioni agevolate per i propri soci rientra nello spirito mutualistico di una banca cooperativa: in tale contesto, ad arricchire il “pacchetto” di servizi già in essere, si inserisce la convenzione siglata tra il Policlinico “Città di Udine” e CiviBank che prevede la fruizione di prestazioni sanitarie (in regime privato) a prezzi calmierati ai 16 mila soci-azionisti e propri familiari della banca cividalese.
L’accordo prevede che i soci della banca possano accedere a prestazioni ambulatoriali e fisioterapiche scontate del 10 per cento e a visite specialistiche ed esami di laboratorio con lo sconto del 15 nella storica struttura del Policlinico a Udine, in viale Venezia, e anche nel nuovo Polo 2 di via Joppi.
Non solo. L’accordo prevede anche una serie di pacchetti prevenzione costruiti ad hoc e dedicati alla diagnosi precoce e al monitoraggio dei principali rischi per la salute: il check-up cardiovascolare, la prevenzione del tumore al seno e al polmone, i controlli oculistici e altro ancora.
I soci di CiviBank e loro familiari potranno ottenere tali prestazioni sanitarie attraverso una corsia preferenziale: l’ufficio convenzioni del Policlinico fornirà assistenza amministrativa e di segreteria al fine di agevolare le pratiche di prenotazione, accettazione e pagamento delle prestazioni in regime di convenzione privata. Tutto ciò potrà essere usufruito esibendo alla struttura sanitaria l’apposita card “BPC Club” che contraddistingue il socio di CiviBank.
Due significative istituzioni private del Friuli Venezia Giulia come il Policlinico “Città di Udine” e la Banca di Cividale hanno così messo a punto un accordo di reciproca utilità che rappresenta un’efficace modalità di collaborazione sicuramente estensibile ad altri settori socio-economici del territorio.

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In copertina e qui sopra le sedi centrali del Policlinico “Città di Udine” e di CiviBank a Cividale.

“I Nostri Angeli”, Rai1 ricorda gli inviati morti a Mostar e Mogadiscio

L’appuntamento con la 16a edizione de “I Nostri Angeli” è questa sera, sabato, in seconda serata su Rai1 con un nuovo format condotto da Emma D’Aquino, volto noto dell’edizione serale del TG1: ci accompagnerà in un viaggio che esplora i fronti caldi del mondo, in un focus  avvincente sull’attualità del nostro tempo con le testimonianze dei vincitori 2019 del Premio Giornalistico Marco Luchetta, ormai riferimento per il giornalismo a sostegno dell’infanzia e dei suoi diritti.
Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D’Angelo e Miran Hrovatin,  ai quali è dedicato il Premio, furono i primi inviati Rai a perdere la vita mentre svolgevano il proprio lavoro. E a 25 anni dalle stragi di Mostar e Mogadiscio, Emma D’Aquino racconta “che mondo fa” in una originale e suggestiva Trieste che diventa il fil rouge del programma scritto da Laura Piazzi e Mirko Nazzaro con Matteo Caccia,  produttore esecutivo Monica Gallella  e regia di Cristiano Strambi. Ci lasceremo guidare, fra le parole e le immagini dei reportage, in una “Trieste promenade” da piazza Unità – quartier generale di Link festival del buon giornalismo dove sono stati consegnati i Premi Luchetta 2019 – al vicino Molo Audace, per proiettarci verso il Porto Vecchio e il mitico Magazzino 26, fino alla Risiera di San Sabba, l’unico campo di concentramento nazista in Italia, emblema delle dolorosa follia dell’uomo contro l’uomo.

Il premieto Enrico Mentana con Emma D’Aquino e Antonio Di Bella. 

Un’occasione per conoscere meglio i vincitori del Premio Luchetta e sentirli raccontare e commentare i reportage scelti quest’anno dalla Giuria del Premio, presieduta dal direttore di Rai News 24, Antonio Di Bella. A cominciare da Diego Bianchi, il celebre ‘Zoro’ di Propagandalive – La7. Nella sezione reportage del Premio Luchetta 2019 “Zoro” ha vinto con un emozionante diario di viaggio dal Congo, testimoniando l’emergenza che colpisce in particolare i più indifesi: i bambini, allo stremo per la malnutrizione, le epidemie, gli scontri armati, i conflitti. Ci saranno anche Orla Guerin, che per Bbc News ha raccontato il tragico massacro di 42 bimbi nello Yemen, vittime di un bombardamento aereo da parte delle forze di coalizione; la corrispondente da Kabul di Le Figaro Margaux Benn, che ha documentato le storie dei bimbi soldato dell’Isis nella provincia orientale di quel Paese; il giornalista Daniele Bellocchio che ha raccontato sull’Espresso l’odissea dei cittadini del Ciad in fuga da Boko Haram; il fotoreporter Alessio Romenzi ha firmato invece lo scatto vincitore nella sezione dedicata a Miran Hrovatin: nella foto vediamo un padre in arrivo al check point di Quayyara in Iraq, con le sue bambine, mentre intorno si leva il fumo dei pozzi di petrolio incendiati dall’Isis.
Con Emma D’Aquino converseranno, nel corso de “I nostri Angeli”, anche gli altri grandi “protagonisti” del Premio Luchetta 2019: Riccardo Iacona, Premio speciale della Fondazione Luchetta che gli ha riconosciuto una visione lungimirante di solidarietà concreta per i bambini vittime della guerra; Gian Antonio Stella, Premio Crédit Agricole FriulAdria Testimoni della Storia; ed Enrico Mentana, direttore TG La7, Premio Unicef I nostri Angeli per aver ideato e avviato il progetto editoriale Open, il quotidiano digitale che vede protagoniste le nuove generazioni.

“I nostri Angeli” 2019 sarà, soprattutto, il modo per festeggiare i primi 25 anni della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin: la presidente, Daniela Luchetta, ricorderà la genesi della Fondazione, all’indomani dei tragici fatti di Mostar quando, il 28 gennaio 1994, perdevano la vita i giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo, seguiti nel tragico destino dal collega Miran Hrovatin, assassinato a Mogadiscio con Ilaria Alpi nel marzo 1994.  Da allora la Fondazione Luchetta ha ospitato e aiutato a curare oltre 800 minori provenienti da 5 continenti e da 50 Paesi: dall’Europa balcanica (ex Jugoslavia, Kosovo, Russia, Georgia, Cecenia, Ucraina) all’Africa (Etiopia, Guinea Bissau, Libia), dall’Iraq all’Afghanistan, dalla Mongolia all’America centro-meridionale, in particolare dal Venezuela. Preziosa la collaborazione della sede Rai del Friuli Venezia Giulia.

Le riprese al Porto Vecchio.

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In copertina, Emma D’Aquino con Gian Antonio Stella sulle Rive di Trieste.

Festa della Repubblica a Casarsa collegati con 150 città italiane

Novità per la cerimonia del 2 giugno, Festa della Repubblica, a Casarsa della Delizia: grazie alla Pro Loco, la cerimonia è stata inserita nel calendario di eventi nazionale per la Giornata delle Pro Loco, indetta dall’Unpli.
“Casarsa – ha sottolineato il presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin – sarà quindi “collegata” in contemporanea con oltre 150 località della Penisola, per un’unica grande celebrazione della Festa della nostra amata Repubblica. Inoltre il 9 giugno saremo impegnati nell’organizzazione del Saggio di Fine anno della nostra Scuola di Orientamento musicale”.

Qui e nella foto sotto il saggio musicale di fine anno.

Per la Festa della Repubblica ci si riunirà in due momenti domenica 2 giugno. Alle ore 10.30 nella piazza IV Novembre (area antistante il vecchio Municipio) per la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti sul Lavoro in collaborazione con l’Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, sezione di Pordenone). Poi alle 11, nella sede municipale di palazzo Burovich de Zmajevich, la cerimonia ufficiale con l’esibizione del coro degli studenti dell’Istituto comprensivo Pier Paolo Pasolini (che coinvolge circa 160 alunni in un progetto portato avanti con la stessa Scuola di orientamento musicale e Corale casarsese) e a seguire l’intervento delle autorità comunali e dei rappresentanti della Consulta Giovani di Casarsa e del gruppo Alpini di Casarsa-San Giovanni. A concludere l’immancabile consegna della Costituzione della Repubblica Italiana e della bandiera tricolore ai diciottenni di Casarsa e San Giovanni.
Le celebrazioni sono organizzate dalla Città di Casarsa della Delizia assieme a Pro Casarsa, Coogito – Consulta dei giovani, Comitato regionale delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Servizio civile nazionale, Istituto comprensivo “Pier Paolo Pasolini”, Scuola di orientamento musicale di Casarsa, Associazione alpini Casarsa-San Giovanni e Anmil. La popolazione è invitata a esporre la bandiera tricolore fuori dalle proprie abitazioni per unirsi così a questo significativo momento di festa.

La domenica successiva, il 9 giugno, si terrà invece alle 17 al teatro Pasolini, il Saggio di Fine anno della Scuola di orientamento musicale. “La Scuola di orientamento musicale di Casarsa ormai è riconosciuta da tutti come un’ottima scuola con tante proposte e bravi insegnanti – ha aggiunto Tesolin -. Caratterizzata da un approccio didattico moderno, presta grande attenzione agli studenti. Sempre più famiglie scelgono la nostra scuola per dare un’educazione musicale alle nuove generazioni ed il saggio è sempre un momento molto emozionante non solo per tutti i genitori che possono così ascoltare i progressi musicali dei figli ma per tutti noi che amiamo la musica”. Il saggio è organizzato dalla Pro Casarsa in collaborazione con la Scuola di orientamento musicale di Casarsa, l’associazione Corale Casarsese e la Città di Casarsa della Delizia, con il sostegno di Coop Casarsa e Bcc Pordenonese.

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In copertina, il presidente della Pro Loco di Casarsa Antonio Tesolin.