Pubblico impiego: bando dei Conservatori di Udine e Trieste

Udine e Trieste collegate in una virtuosa sinergia amministrativa, unica a livello nazionale:  si rinnova il format per reclutamento di personale ideato e promosso dai Conservatori musicali delle due città. Le due Istituzioni di Alta formazione musicale, appartenenti al sistema universitario regionale, promuovono infatti nuovamente – era già successo due anni fa – un bando congiunto a integrazione dei rispettivi organigrammi per la formazione di graduatorie utili al reclutamento di personale a tempo determinato di durata annuale.
I vincitori del bando ricopriranno il ruolo di assistente nell’Alta formazione artistica e musicale – sezione del Comparto istruzione e ricerca.   I profili ricercati sono quelli di diplomati delle scuole secondarie superiori: si richiede in particolare una preparazione in diritto amministrativo, con riferimento anche al diritto d’accesso, alla prevenzione della corruzione e alla trasparenza e al regolamento europeo sulla privacy, oltre alla conoscenza della normativa di comparto e alla conoscenza della lingua inglese. Aspetto peculiare della sinergia fra i due Conservatori è che la destinazione d’impiego potrà poi interessare l’una o l’altra Istituzione.
La scadenza di partecipazione è martedì 20 agosto, entro il termine perentorio delle ore 12. Le graduatorie prevedono validità triennale e potranno essere utilizzate da altri Conservatori e Accademie italiane.
La domanda di ammissione alla procedura selettiva potrà avvenire attraverso presentazione diretta, al  Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini di Trieste (via Ghega, 12)  entro il termine perentorio delle ore 12.00 del 20 agosto 2019, oppure attraverso raccomandata con avviso di ricevimento o ancora attraverso posta elettronica certificata – Pec. Sono successivamente previste una eventuale prova pre-selettiva il 30 agosto, una prova pratica il 10 settembre e successivamente una prova orale, info e bando con calendario delle prove:
https://conts.it/cons/reclutamento/personaleTA_e_altre_selezioni

Il Tomadini di Udine.

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In copertina, Open day al Conservatorio Tartini di Trieste.

Grado “attinge” da Mare Nostrum per l’asilo nido

A Grado la giunta Raugna in questo momento si trova davanti una necessità: garantire -come informa una nota municipale – il servizio di asilo nido comunale. “Il servizio infatti deve sopperire a un maggiore onere per due educatrici e da questa necessità è sorta una riflessione dell’amministrazione su dove trovare le risorse disponibili. Una scelta non facile che ha trovato una prima risposta grazie alla disponibilità del vicesindaco e assessore al Turismo Matteo Polo”.
“Dovendo trovare nuove risorse per sostenere il servizio di asilo nido, ho messo a disposizione della ragioneria – dichiara il vicesindaco – tutto o parte del budget attualmente destinato alla Pro Loco per la manifestazione Mare Nostrum. È una scelta sofferta che ho preso col cuore in mano, perché nessuno più di me ha creduto e ha difeso questo progetto, ma tra una manifestazione ed il nostro Nido non ho avuto alcun dubbio”.
Che fine farà, allora, Mare Nostrum? “Se nei prossimi giorni – spiega Polo – la ragioneria riuscirà nelle pieghe del bilancio a trovare ulteriori risorse tali da garantire un Mare Nostrum in forma ridotta, convocherò le associazioni locali e decideremo assieme se con l’impegno di tutti e con spirito di comunità siamo nelle condizioni di mettere in scena le nostre tradizioni e la nostra storia. A volte da un problema può nascere un’opportunità e io sono già al lavoro con questo spirito”.

L’assessore Matteo Polo.

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In copertina, il municipio di Grado.

Dopo i vandalismi torna il sorriso al Grest Suzzolins

Può ripartire il laboratorio di pittura su vetro del Centro estivo Grest gestito dalla Pro Suzzolins: la realtà, al confine tra i Comuni di Cordovado (Friuli Venezia Giulia) e Teglio (Veneto) frequentata da 134 ragazzi della zona, tra i quali anche alcuni diversamente abili, aveva patito la scorsa settimana danneggiamenti a opera di vandali intrufolatisi di notte nella struttura. Friulovest Banca, che ha una propria filiale a Cordovado, ha deciso di intervenire donando alla Pro Suzzolins 1.500 euro per il proseguimento a pieno regime delle attività. Venerdì la consegna dei fondi.
La donazione, già stanziata, ha fatto seguito all’incontro che il consigliere della Banca di credito cooperativo, Dario Bigattin, e la responsabile della filiale, Federica Sciannelli, hanno avuto con il presidente della Pro Loco, Antonio Bozzato, alla presenza anche del sindaco Lucia Brunettin. Durante l’incontro si è appreso che non solo i lavoretti in vetro di ragazze e ragazzi sono stati danneggiati, ma anche gli strumenti per realizzarli (come ad esempio i pirografi). I vandali non si sono fermati nemmeno di fronte ai muri e alla fontana dell’edificio che ospita le attività estive.

“Come già fatto di recente per altre comunità colpite da episodi di vandalismo o furti – ha detto il presidente di Friulovest Banca Lino Mian -, a Porcia e San Vito al Tagliamento, abbiamo voluto contattare la Pro Suzzolins per capire se e come potevamo essere concretamente di aiuto. Ci è stata indicata una somma sufficiente a far riprendere le attività e così il deprecabile gesto speriamo sia rimediato anche nell’animo dei generosi volontari. Questo è il nostro modo per dare risposta ai bisogni delle realtà in cui operiamo: una donazione che facciamo volentieri per “tornare” al territorio la fiducia che ripone in noi ogni giorno”.

“Un gesto – ha aggiunto il consigliere di zona di Friulovest Banca, Dario Bigattin – che permetterà di concludere più serenamente il Grest e anche gestire al meglio il resto delle attività della Pro Suzzolins nei prossimi mesi, visto che solo per l’acquisto dei materiali vengono spesi 600 euro l’anno. Speriamo possa far dimenticare presto il brutto colpo subito, per il bene dell’associazione che opera con passione per il territorio coinvolgendo giovani provenienti da ben 10 diversi Comuni e 60 volontari”.
Venerdì, prima dello spettacolo teatrale di fine corso dei giovani partecipanti, ci sarà, come dicevamo, il momento per la consegna del contributo. “Friulovest Banca – ha chiosato il presidente della Pro Suzzolins Bozzato – ha riportato i colori a Suzzolins, dopo che questi ci erano stati “rubati” nell’incursione della scorsa settimana. Una donazione che ci aiuta in un momento di grande impegno, visto che stiamo progettando la costruzione delle nuove cucine”.

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In copertina, uno dei lavoretti distrutti dai vandali al Grest.

L’addio al vescovo Soravito: riposerà nel Duomo di Udine

di Giuseppe Longo

Questo pomeriggio, nel Duomo di Udine, si è recitato il Rosario in suo suffragio e domani sera, alle 20.30, le porte della stessa Cattedrale si apriranno per accogliere la salma del vescovo Lucio Soravito De Franceschi che fu anche arciprete della Chiesa Metropolitana, oltre che vicario urbano. Sarà infatti deposta nella cripta che si apre sotto il presbiterio e nella quale riposa anche l’arcivescovo Alfredo Battisti, del quale fu vicario episcopale per i laici.
Sarà dunque un ritorno a “casa” – alla vigilia della festa dei Santi Patroni Ermacora e Fortunato – per monsignor Soravito che si è spento dopo una lunga malattia sulla soglia degli 80 anni: li avrebbe infatti compiuti l’8 dicembre, festa dell’Immacolata. I solenni funerali saranno celebrati domani, alle cinque del pomeriggio, nella Concattedrale di Rovigo, in quanto il presule era stato vescovo proprio della città veneta e della vicina Adria, delle quali aveva assunto la guida dopo la consacrazione episcopale avvenuta nel 2004 nel Duomo di Udine. A imporgli la mitria era stato l’arcivescovo Pietro Brollo, carnico come lui. Soravito era nato infatti nel 1939 nella piccola Mione di Ovaro.

«Lo accompagna il tanto bene che ha donato alla Chiesa in 56 anni di ministero sacerdotale e 15 di ministero episcopale, vissuti con straordinaria dedizione e passione pastorale. Giunge davanti al suo Signore purificato dalla dolorosa infermità che ha portato, come croce quotidiana, negli ultimi anni della sua esistenza», hanno scritto di lui in un messaggio congiunto i vescovi di Adria-Rovigo, Pierantonio Pavanello, e di Udine,  Andrea Bruno Mazzocato. Proprio il 29 giugno scorso, solennità dei Santi Pietro e Paolo, monsignor Soravito aveva ricordato la sua ordinazione sacerdotale avvenuta nel lontano 1963, quando a capo della Chiesa friulana c’era l’arcivescovo Giuseppe Zaffonato.

Oltre che nella Metropolitana udinese, di cui fu canonico, monsignor Soravito ha vissuto importanti esperienze pastorali anche nelle parrocchie di Artegna e di San Pio X, sempre nel capoluogo friulano. Concludendole appunto nel Duomo di Udine che lo ebbe come guida dal 1999 fino alla sua elevazione alla dignità episcopale che Papa Giovanni Paolo II volle per lui appunto nel 2004. Quindi restò a capo della Chiesa di Adria-Rovigo fino al 2015, quando superato il 75° anno di età si ritirò, come è consuetudine per i presuli, dalle responsabilità diocesane, senza tuttavia far mancare il suo prezioso del quale beneficiò soprattutto la terra natale.

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In copertina, una bella immagine del vescovo Lucio Soravito De Franceschi.

(Foto della Diocesi di Udine)

Tumori, il gotha della ricerca mondiale da oggi a Trieste

Si riunisce alla Stazione Marittima di Trieste tra oggi (dalle 17) e domenica, il gotha mondiale della ricerca sui tumori su iniziativa del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie. Il Congresso “Dna Tumour Virus” è in assoluto il più importante incontro scientifico a livello internazionale in questo settore e vedrà la partecipazione di oltre 300 esperti, provenienti da tutto il mondo, tra Stati Uniti, Europa, America Latina, Asia, Africa e Australia.
Il Congresso, che rappresenta anche il sesto appuntamento nella serie di conferenze organizzate in memoria di Arturo Falaschi, mente e forza portante nella fondazione e sviluppo dell’Icgeb, costituisce anche la prima uscita pubblica in Italia del neo direttore generale di Icgeb, Lawrence Banks, di rientro dalla sua prima missione nella sede di New Delhi.
Incentrato sui virus che causano i tumori, il Congresso mondiale è alla sua 50ma edizione: dal 1969 si è svolto ogni anno alternandosi tra Cold Spring Harbour, Usa e Cambridge, UK, e più recentemente, a Madison e San Diego, Usa, Montreal, Canada, Oxford e Birmingham, UK e a Trieste per ben altre quattro volte (nel 2015, 2011, 2007 e nel 2003).

Lawrence Banks

È ormai accertato che oltre il 10% dei tumori che colpiscono l’uomo sono la conseguenza di un’infezione di origine virale. Questi tumori comprendono il cancro dell’utero, i tumori che si sviluppano nella testa e nel collo, diversi tipi di leucemia, il tumore del fegato e quello della pelle. Il Congresso, che si aprirà appunto alle 17, vedrà alcuni dei massimi esperti del settore confrontarsi sulle più innovative scoperte, strategie e cure nel settore.

Spicca la presenza, giovedì, di John Schiller, dell’Istituto Nazionale del Cancro, Nih, del Maryland, Bethesda, Usa, tra i massimi esperti di Papilloma virus e inventore del vaccino per l’Hpv. Nello stesso ambito, che annovera anche il Dg di Icbeg Banks, presente anche Silvio Perea, del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia, Cigb, di Havana, Cuba, affiliato storico di Icgeb, che presenta una nuova terapia per i tumori dell’Hpv, in fase di test clinico a Cuba. Anche John Doorbar, del Dipartimento di Patologia dell’Università di Cambridge, parlerà di strategie di prevenzione nel trattamento del papillomavirus.
James M. Pipas, dell’ Università di Pittsburgh, sarà protagonista della sessione sponsorizzata da Airc parlando dei 50 anni del meeting e dello sviluppo della biologia molecolare che ha grosso impatto sulla ricerca della virologia e dei tumori.
Davvero numerosi e di altissimo livello gli scienziati presenti al meeting che ancora una volta porta Trieste ai massimi livelli della ricerca scientifica mondiale.

La Stazione Marittima di Trieste.

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In copertina, da oggi vertice mondiale sulle ricerche riguardanti i tumori.

Cooperative Fvg settore vitale che dà un lavoro sicuro

di Gi Elle

Quello della cooperazione è un settore vitale e che offre un lavoro sicuro. L’87 per cento degli addetti sono infatti a tempo indeterminato. E questo è uno dei dati che emerge dall’analisi del quadro di 594 cooperative del Friuli Venezia Giulia, tante sono in regione quelle aderenti a Confcooperative, centrale che con poco meno di 20 mila cooperative in Italia è la principale associazione di settore. Dati importanti che riecheggeranno domani, 6 luglio, in occasione della Giornata internazionale delle cooperative promossa dalle Nazioni Unite e dall’Alleanza Internazionale delle Cooperative.

I nuovi arrivi
Sono state, poi, 21 le nuove cooperative iscritte nel corso del 2018. Positivo l’andamento complessivo del valore della produzione aggregato del sistema che, al netto del settore creditizio, raggiunge il miliardo di euro. Crescono in particolare il comparto agroalimentare(+4,8 per cento) e quello delle cooperative sociali (+6,7 per cento). I soci sono 128.856. In Friuli Venezia Giulia i componenti delle coop aderenti a Confcooperative sono quindi il 12 per cento della popolazione adulta, ovvero circa 1 abitante ogni 8. Nel settore bancario, le 10 Bcc annoverano 317.000 clienti, 245 sportelli e una raccolta globale di oltre 10 miliardi di euro.

Occupati in crescita
Gli occupati delle 594 cooperative sono, complessivamente, 15.758: in crescita del 3,5 per cento. L’occupazione nelle cooperative del Friuli Venezia Giulia rappresenta, a oggi, l’11,8 per cento degli occupati. Un dato lievemente superiore a quello medio italiano (9,8 per cento) e in linea con quanto avviene nel “cooperativo” Trentino Alto Adige.

Il centenario
Un’importante conferma di vitalità che, oltre che nei numeri, è dimostrata dalla longevità della cooperazione: «Quest’anno, Confcooperative celebra il suo centenario, essendo stata fondata nel 1919 sull’onda della vitalità del movimento cooperativo d’ispirazione cattolica. Ma le radici del movimento cooperativo affondano nel XIX secolo – in Fvg la prima cooperativa è datata 1880 – e, oggi, si mantengono vitali attraverso un costante impegno nel promuovere i valori del lavoro e dell’impresa cooperativa. Ogni anno più di 2.600 studenti, delle scuole di ogni ordine e grado, vengono coinvolti nelle attività didattiche della nostra area di educazione cooperativa attraverso molteplici progetti, dalle simulazioni d’impresa alle lezioni di cultura cooperativa», spiega Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg.

Sicurezza informatica
Infine, cresce sempre di più l’attenzione delle cooperative nei confronti dell’information and communication technology (Ict) e, di conseguenza, la propensione a investire in questo settore. Nel 2018, nella macroarea “Nord”, cui appartiene il Friuli Venezia Giulia, il 35 per cento delle imprese cooperative aderenti a Confcooperative ha dichiarato di aver investito in tecnologie per la sicurezza informatica. Il 15 per cento ha investito nei “big data” e ben il 59 per cento in dispositivi informatici.

Giornata delle cooperative
La ricorrenza è stata istituita nel 1994 dalla Risoluzione 49/155 dell’Assemblea Generale dell’Onu e coincide con la Giornata internazionale delle cooperative dell’Alleanza internazionale delle cooperative che si celebra dal 1923. La risoluzione pone l’accento sul grande potenziale delle cooperative nel contribuire alla soluzione dei problemi economici, sociali e ambientali e nel sostenere la formulazione delle strategie di sviluppo nazionale. Si celebra annualmente, il primo sabato del mese di luglio. Il tema scelto per la Giornata 2019 è: “Coops 4 Decent Work” (Le cooperative per il lavoro dignitoso).

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In copertina, il presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia, Giuseppe Graffi Brunoro.

Quando l’infermiere diventa un fumetto: bando a Trieste

E se l’infermiere fosse un fumetto, come ce lo potremmo immaginare? Simile a un supereroe dotato di poteri eccezionali per vegliare sulla nostra salute, capace di magie e giochi di prestigio per sconfiggere i nostri dolori, o “mimetizzato” fra i tanti personaggi cartoon, dai Peanuts a Mafalda, che commentano la realtà e le sfide del quotidiano? Se lo è chiesto Opi Trieste, l’Ordine che raggruppa oltre 2mila infermieri e infermieri pediatrici della provincia, e che già due anni fa, assieme alla Casa del Cinema, aveva lanciato il Bando per la realizzazione di un cortometraggio sulla figura dell’infermiere. Questa volta il Concorso si svilupperà “formato cartoon”, per coinvolgere in modo specifico i giovani e giovanissimi in una prova d’autore creativa e stimolante: trasporre in fumetto la professionalità dell’infermiere.
Da queste premesse nasce Opi Comics 2019, il Bando rivolto alle Scuole medie superiori della provincia di Trieste che contribuirà a raccontare, con lo sguardo della generazione Z e attraverso il linguaggio espressivo dei fumetti, il lavoro e la missione dell’infermiere, una categoria professionale che ci accompagna dalla nascita agli istanti estremi, ci assiste nei periodi delle cure e del recupero, condivide momenti di intimità legati al nostro bene più prezioso: la salute. Al fianco di OPI Trieste, per valutare gli elaborati dei giovani cartoonist, ci sarà un protagonista davvero speciale, Lorenzo Pastrovicchio, presidente della Giuria di Opi Comics: noto disegnatore dei personaggi Walt Disney, è stato premio Topolino d’Oro per il miglior progetto libri ed è storico collaboratore non solo di Topolino, ma anche per Grandi Classici, Paperinik, Giovani Marmotte, Wizards of Mickey e molte altre testate del gruppo Disney.

La partecipazione al Bando, online, è gratuita: agli studenti di tutte le classi delle Scuole medie superiori Opi Trieste chiede di realizzare un fumetto dedicato alla professione infermieristica, che la rappresenti per le competenze professionali ed il ruolo sociale, ma anche sul piano del rapporto umano e nella sua attività scandita dal “take care” dell’assistito. Le tavole potranno raccontare il lavoro dell’infermiere nella sua quotidianità rivista in chiave attuale e al passo con l’evoluzione della professione. Non vi sono limiti rispetto al numero di vignette o di tavole, per le tecniche o le modalità di realizzazione (B/N, colori, etc). La deadline per l’invio degli elaborati è venerdì 12 luglio prossimo, farà fede la data di spedizione postale oppure email utilizzando l’account segreteria@opitrieste.it. La mail dovrà contenere i dati anagrafici dell’autore e gli elaborati potranno anche essere frutto di un lavoro di gruppo. Ogni autore, o gruppo, potrà partecipare inviando fino ad un massimo di 4 opere originali e inedite, di cui si possiedano i diritti. Il vincitore sarà annunciato pubblicamente entro il mese di luglio e riceverà una borsa di studio pari a un gettone di 500 euro, da spendere per frequentare un corso/stage di formazione artistica, per sostenere con opportunità concrete la creatività e il talento dimostrato.

«Ci auguriamo di essere invasi dalla creatività fumettistica dei giovani – ha dichiarato il presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti -, i ragazzi di oggi si confronteranno con l’infermiere su un terreno ormai distante dagli stereotipi legati a questa professione. Ne è prova, accanto all’evoluzione dell’ultimo decennio, il nuovissimo Codice deontologico degli infermieri (approvato nell’aprile 2019), vero e proprio vademecum di una professione chiamata ogni giorno ad affrontare e risolvere i problemi, a rapportarsi con i pazienti, i colleghi, le istituzioni, le altre professioni. Degli infermieri vogliamo restituire la visione più moderna e dinamica, fatta di assistenza costante alla cronicità dei casi, più che di “effetti speciali” nelle emergenze della vita. Una professione al fianco di chi necessita assistenza che, nel passaggio da Collegio a Ordine, si è evoluta in entità “sussidiaria” dello Stato con l’approfondimento di ruoli, responsabilità e rinnovata capacità di intervento».

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In copertina e qui sopra animatori del concorso fumetto dedicato alla professione dell’infermiere. 

A Pordenone “Gioco delle Maschere” alle ultime battute

Dopo aver lavorato quest’anno con oltre 4 mila bambini e ragazzi, in una trentina di scuole, e aver ospitato in sede una sessantina di allievi tra i sei e i quattordici anni per i vari corsi di avviamento al teatro e alla recitazione loro dedicati, la Scuola Sperimentale dell’Attore di Pordenone sta per concludere, riservato ad una decina di questi ragazzi, un master di specializzazione, intitolato Il Gioco delle Maschere, che ha avuto una durata di tre settimane, essendo cominciato il 17 giugno, e che terminerà dopodomani 5 luglio. Un progetto che affronta nel modo più concreto l’importante relazione tra arte e artigianato che la Scuola stessa promuove come vettore primario per l’educazione comportamentale dei giovanissimi, nel teatro, nella performance di ogni genere, e soprattutto nella vita. Il corso è condotto da Giulia Colussi e Claudia Zamboni, due delle attrici e maestre di teatro (come le chiamano i ragazzi) più esperte della Scuola Sperimentale dell’Attore.
La grande novità è che è stato deciso che, pur non essendo completato l’impegnativo restauro, di ospitare  il Master for Kids nella nuova sede della Scuola di via Selvatico 26 (dove sorgeva un asilo), con efficienti servizi, compreso il giardino per pause e merende, e dove i ragazzi lavorano nel laboratorio tecnico e nella nuova sala per prove aperte ed incontri. La nuova sede ha anche un’entrata su vicolo Selvatico, di fronte all’ingresso del parcheggio Oberdan, che gli organizzatori consigliano di utilizzare, informando che i relativi ticket saranno rimborsati, agli iscritti e ai visitatori.
Il mini-master per tre settimane, dal lunedì al venerdì, ha occupato i partecipanti ogni mattina con un programma affascinante e giocoso, che parte dalla costruzione di maschere in cartapesta, quelle della Commedia dell’Arte italiana storica, per poi scoprire come si indossano e si portano, imparare come tutto il corpo collabora alla definizione del personaggio, e divertirsi ad inventare come infine questi personaggi giocano insieme nello spazio.
“Essere artigiani della propria espressività – spiegano gli organizzatori  della Scuola Sperimentale dell’Attore -, questa è l’idea. Perché poi certamente, con la giusta pratica e il giusto allenamento, l’artigianato diventa una nuova naturalezza, consapevole e matura. Ci si sente liberi, con la maschera, ma anche orgogliosi della disciplina fisica e coreografica che è necessaria, ci si sente danzatori e musicisti del corpo e del comportamento, si è felici di far ridere! Proprio una bella vacanza!”. Info: 3409330447.

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In copertina, la sede della Scuola Sperimentale dell’Attore.

 

 

 

 

 

Nelle Carceri di Udine i pc donati da CiviBank

Un nuovo intervento di significativa rilevanza sociale è stato compiuto da CiviBank in favore della scuola interna alle Carceri di Udine. La presidente dell’istituto di credito cividalese, Michela Del Piero, ha infatti consegnato al Centro provinciale di istruzione per adulti (Cpia) del capoluogo friulano 12 pc portatili che saranno utilizzati durante le programmate lezioni nella scuola interna della casa circondariale di via Spalato.
Un servizio di alto valore civile volto a favorire in prospettiva il reinserimento sociale dei detenuti e, nell’immediato, a dare un contenuto formativo alla pena detentiva, come è stato sottolineato durante il cordiale incontro che la presidente della banca ha avuto con il direttore del penitenziario Irene Iannucci e il dirigente scolastico Livio Bearzi. Michela Del Piero ha pure ricordato che svolgere il ruolo di banca locale richiede un’attenzione al territorio a 360 gradi, non solo a livello economico. Ha citato al riguardo due esempi tra i tanti di intervento sociale compiuti da CiviBank in questi anni: la convenzione con la Caritas di Udine per il microcredito a persone in gravi difficoltà, e la donazione di defibrillatori a Comuni e Società sportive per un’adeguata prevenzione e pronto intervento.
Ora la banca ha guardato al mondo carcerario sostenendo quest’ultimo intervento favorito dal vicedirettore generale di CiviBank, Gianluca Picotti, che ha attivato i necessari contatti.

La sede di CiviBank a Cividale.

In copertina, da destra Irene Iannucci, Michela Del Piero, Livio Bearzi  e Gianluca Picotti.

San Vito al Tagliamento terra di cooperazione

Prosegue l’attenzione al territorio di Confcooperative Pordenone: dopo le riunioni del consiglio itineranti in varie località del Friuli occidentale, è partita una nuova serie di incontri che puntano al dialogo diretto con le amministrazioni comunali. Per questo i consiglieri di Confcooperative Pordenone, espressione di cooperative del mandamento del Sanvitese, si sono riuniti a San Vito al Tagliamento per fare il punto sulle attività dei vari settori, in primis l’agricolo e il sociale, e per pianificare nuove risposte alle esigenze del territorio attraverso il modello cooperativo.
Il sindaco Antonio Di Bisceglie ha portato il suo saluto ringraziando i cooperatori per quanto fanno per il territorio e auspicando di continuare la felice collaborazione anche su progettazioni future. Il Sanvitese – ha detto – è terra di cooperazione e tutti dobbiamo impegnarci a non disperdere un patrimonio così importante per l’economia e il bene comune.
Il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, ha quindi evidenziato l’estrema positività di due esperienze di intersettorialità, con collaborazione di cooperative operanti in settori diversi, che hanno visto come protagoniste la Cantina di Ramuscello e San Vito con la cooperativa sociale Futura e i Viticoltori La Delizia con la cooperativa sociale Il Piccolo Principe.
“Continua così – ha concluso Piccoli – dopo l’incontro con i consiglieri del territorio del Sangiorgino svolto in precedenza, l’impegno di Confcooperative Pordenone per una presenza ancora più capillare ed efficace nei territori. Si è parlato di strategie condivise, di cooperazione di comunità, di come coinvolgere i giovani, della collaborazione con Comuni, Parrocchie, Pro Loco e altri organismi, tutte “sfide” che porteremo avanti anche in altre zone del Friuli occidentale”.

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In copertina e qui sopra la riunione di Confcooperative a San Vito.