Caneva, alla scoperta del “Taliàn” tra veneto, friulano e portoghese

Alla scoperta del “Taliàn”, lingua riconosciuta nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul e che è nata dalla esigenza di comunicare degli immigrati italiani di fine Ottocento. Una lingua che unisce dialetti veneti e parole friulane con il portoghese, parlata da mezzo milione di persone e che domani sarà al centro del convegno “Le lingue degli emigranti. Le radici del Taliàn” a Caneva, vicino Pordenone, all’interno del programma del 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Efasce, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti.
La scelta di Caneva è stata effettuata perché in questi ultimi anni il Comune ha lavorato a stretto contatto con la municipalità di Fagundes Varela, situtata proprio nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, dove ancora oggi vive una folta comunità di origini friulane, discendente delle famiglie contadine arrivate proprio da Caneva tra 1888 e 1893. Un lavoro che ha portato alla firma di un Patto di fraternità sottoscritto nell’aprile del 2015 e che verrà rinforzato proprio in occasione dell’Incontro. Non solo: a Fagundes Varela la Legge Municipale numero 1.922/16 ha istituito il Taliàn come lingua co-ufficiale, in seguito all’impegno di Argel Rigo, coordinatore dell’Efasce in Brasile e che della cittadina è stato assessore.

L’auditorium comunale.

Appuntamento all’auditorium comunale di Caneva in via Trieste dalle 9. Ad aprire la mattinata i saluti di Andrea Gava, sindaco di Caneva, di Aniceto Cesarin, presidente dell’Efasce e del vescovo di Concordia Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini. Al convegno sul Taliàn, moderato dal giornalista del Messaggero Veneto Enri Lisetto, interverranno la professoressa Carla Marcato (Università di Udine), la dottoressa Vanessa Lovisa (Segretariato di Toronto) e il citato Argel Rigo.
A mezzogiorno presentazione del Libro “L’emigrazione nel Friuli occidentale:  Cavasso Nuovo” di Javier P. Grossutti e testimonianze dei partecipanti ai progetti Stage per giovani discendenti di corregionali e Ri-Scoprire il Friuli sostenuti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Conclusioni a cura del vicepresidente dell’Efasce Gino Gregoris.
Alle 12.15 consegna del Premio “Odorico da Pordenone” allo stesso Argel Rigo. Nella medesima cerimonia il Comune di Caneva consegnerà anche le sue Benemerenze a corregionali figli di genitori canevesi: Laura Sandra Poletto (Buenos Aires, Argentina) e Sergio Rigo (Veranopolis, Brasile). Inoltre, sarà consegnato un riconoscimento a Narciso De Lorenzi Canever, classe 1946 la cui famiglia è originaria di Erto e Casso, per i 30 anni di prezioso lavoro al servizio dei corregionali in Brasile con l’Efasce.

Sarà un’ottima occasione per conoscere da vicino questa lingua d’emigrazione (ci sono anche influssi trentini e lombardi), perfettamente comprensibile per noi gente del Nordest. Ecco un esempio: “Gò onor dei valori de la vita che me gà insegnà me pupà, me mama, me noni e tanti altri. Con lori gò imparà a ver fede, a laorar, a rispetar la vita e a contentarme con quel che gò, magari sensa èsser còmodo e no far gnente par ndar avanti. Con lori gò imparà a parlar talian e incoi me dao conta de quanto ze importante parlar italian. La ze nantra léngoa, par quel che semo richi culturalmente”, professor Leonir Razador (Monte Belo do Sul).

Una bella veduta del paese.

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In copertina, Caneva si appresta ad ospitare il convegno dell’Efasce.

Oltre 300 ragazzi ai Punti Verdi 2019 del Piccolo Principe

Un’estate animata e divertente per oltre 300 minori con i Punti Verdi 2019 organizzati dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe nei Comuni di Casarsa della Delizia, Zoppola, San Giorgio della Richinvelda, Valvasone Arzene. Ad essere intrattenuti non solo i bambini dai 6 agli 11 anni, ma anche quelli delle scuole secondarie di primo grado che hanno come punto di incontro le “Mattine al Pg” a Casarsa e, novità di quest’anno, il Summer Project a Valvasone Arzene.
Con il 1° luglio è partito il Punto Verde del Comune di Casarsa che anima 83 bambini dai 6 agli 11 anni  (massimo 75 bambini a settimana), per un totale di cinque settimane di attività. Il servizio comunale, che viene svolto nei locali della scuola primaria di Casarsa, è gestito dalla cooperativa sociale attraverso una coordinatrice e 5 operatori. Gli animatori verranno appoggiati da 30 giovani volontari, 4 ragazzi del servizio civile solidale e 2 del servzio volontario europeo.
“Il tema prescelto quest’anno è le “emozioni” – ha spiegato la coordinatrice Sara Francescut -, ogni settimana ne verrà approfondita una prendendo spunto da due film “Inside Out” e “Emoji. Accendi le emozioni”. E faremo tanti laboratori: danza, teatro, scenografia e vi saranno alcune collaborazioni con associazioni locali…”. Sono previste anche alcune gite: la prima al Rampy Park di Piancavallo (insieme anche ai bambini frequentanti il Punto Verde di Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda), un’altra al Parco archeologico didattico del Livelet a Revine Lago e poi verrà organizzato un gemellaggio con il Punto Verde di Zoppola. Nello stesso periodo sono iniziate anche le attività di “Mattine al PG”, centro estivo dedicato ai ragazzi che hanno frequentato la scuola secondaria di primo grado. I ragazzi iscritti sono coinvolti in giochi, laboratori manuali ed attività di gruppo tutte le mattine dal lunedì al venerdì.
La cooperativa casarsese Il Piccolo Principe gestisce anche il Punto Verde del Comune di Zoppola e coordina il centro estivo di Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda, quest’ultimo su richiesta della scuola dell’infanzia Immacolata Concezione della Parrocchia di Rauscedo.
A Zoppola le attività sono iniziate il 1 luglio e termineranno il 2 agosto prossimo. “Quest’anno sono 112 bambini iscritti, fra i 6 e gli 11 anni. – ha spiegato il coordinatore del Punto Verde zoppolano Giacomo Trevisan – I ragazzi, guidati da 6 animatori e da 3 volontarie affronteranno il tema della cura e del rispetto dell’ambiente, a partire da quello vissuto quotidianamente. Andremo alla scoperta di ciò che ci circonda, attraverso giochi e attività improntate al riciclo e al combattere gli sprechi ”. Vi sarà poi la gita la Parco Naturale delle Dolomiti Friulane e all’EcoMuseo Lis Aganis, mentre ieri c’è stata l’uscita in piscina a Cordenons. A Rauscedo, invece, i quaranta bambini partecipanti della scuola primaria lavoreranno con giochi e laboratori sul tema “Verde è vita” coordinati da tre animatori e una decina di volontari.
Infine, novità di quest’anno, per la prima volta il progetto Giovani PG2 dei Comuni di Valvasone Arzene e San Martino al Tagliamento ha organizzato il centro estivo “Summer Project” dedicato ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado. I ragazzi potranno trascorrere tre mattine (martedì, mercoledì e giovedì) dalle ore 9.30 alle ore 13.30 in allegria tra giochi, laboratori e attività negli spazi della scuola primaria di Valvasone Arzene, con la presenza degli educatori del Progetto Giovani PG2 di Valvasone Arzene e San Martino al Tagliamento.

Il Punto Verde di Casarsa.

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In copertina, ecco la bellissima gita al Rampy Park di Piancavallo. 

Ha promosso il Taliàn in Brasile: ad Argel Rigo l’Odorico da Pordenone

Il Premio “Odorico da Pordenone”, destinato a un corregionale distintosi all’Estero, sarà consegnato quest’anno ad Argel Rigo, coordinatore dell’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) in Brasile e la cui famiglia è originaria di Caneva. Proprio nella cittadina pordenonese, sabato 27 luglio alle 12, ci sarà la cerimonia di conferimento, all’interno del programma 42° Incontro dei corregionali all’Estero all’auditorium comunale in via Trieste.
Il riconoscimento è stato istituito nel 1998 dalla Provincia di Pordenone in collaborazione con Efasce. Dopo lo scioglimento della Provincia, è stato il Comune di Pordenone a impegnarsi per il proseguimento di questo prestigioso riconoscimento. Nella stessa cerimonia il Comune di Caneva consegnerà anche le sue Benemerenze a corregionali figli di genitori canevesi: Laura Sandra Poletto (Buenos Aires, Argentina) e Sergio Rigo (Veranopolis, Brasile). Inoltre, sarà consegnato un riconoscimento a Narciso De Lorenzi Canever, classe 1946 la cui famiglia è originaria di Erto e Casso, per i 30 anni di prezioso lavoro al servizio dei corregionali in Brasile proprio con l’Efasce.

Ma chi è Argel Rigo? Da più di trent’anni, attraverso azioni istituzionali, partecipazione a iniziative di associazioni culturali, pubblicazione di libri e impegno nel volontariato, Argel Rigo sta preservando, rivitalizzando, promuovendo e divulgando la cultura, la memoria e le tradizioni dell’Italia e del Friuli in particolare in Brasile.
E’ nato a a Fagundes Varela, Stato del Rio Grande do Sul nel 1966. Figlio di Angelo Rigo e di Odila Teresa Cattaneo Rigo, entrambi discendenti di famiglie emigrate dall’Italia nel 1880. Sposato, ha due figlie.
La motivazione per il conferimento del Premio è data dall’impegno di Rigo per il riconoscimento come “Referenzia culturale brasiliana” del Taliàn, la lingua che nei decenni ha unito i dialetti veneti, con anche influenze friulane, degli immigrati italiani dello Stato Rio Grande do Sul al portoghese. Nel 2016 ha fatto parte della commissione che ha promulgato la Legge municipale numero 1.922/16 che di fatto istituisce il Taliàn come lingua co-ufficiale del Municipio di Fagundes Varela.
Alla storia dell’immigrazione italiana nel suo Comune, del quale è stato assessore in più mandati, ha dedicato diverse pubblicazioni. Laureato in Scienze e Matematica all’Università di Santa Cruz do Sul nel 1997 mentre nel 2016 ha conseguito un Master all’Università Norte do Paraná. Già nel 2010 aveva ricevuto la medaglia “Premio Fedeltà al Lavoro Pordenonese nel Mondo” per i servizi a sostegno della cultura italiana, all’aiuto delle persone anziane e in difficoltà e di collegamento con la Terra d’origine.

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In copertina, ecco Argel Rigo che sarà premiato sabato a Caneva.

Il problema autismo: Gregoris in cammino da Grado al  Lussari

Un cammino di 220 chilometri, dal mare Adriatico alle Alpi Giulie, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle sfide che, ogni giorno, affrontano le persone autistiche e le loro famiglie: Valentino Gregoris, artigiano di San Vito al Tagliamento, partirà lunedì 29 luglio dal santuario dell’isola di Barbana a Grado per raggiungere, lungo il Cammino celeste che unisce luoghi di fede del Friuli Venezia Giulia, l’8 agosto il santuario sul Monte Lussari a Tarvisio. Al suo fianco, con un aiuto concreto al progetto, Friulovest Banca e Confartigianato Pordenone, oltre a una serie di altre aziende e Comuni che hanno dato il loro patrocinio al progetto “Autismo Percorso di Vita”

Nella sede della banca, a San Giorgio della Richinvelda, si è tenuto un momento informativo prima della partenza, con la consegna da parte di Gregoris a Lino Mian, presidente di Friulovest Banca e a Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Pordenone, di un gagliardetto in mosaico realizzato dagli utenti dei laboratori curati dalla Fondazione Bambini Autismo. “Realtà – ha spiegato Gregoris – con la quale vorremo creare a Pordenone un centro per gestire le emergenze al quale le famiglie con figli autistici possano rivolgersi, come anche il nostro sogno è quello che ogni Comune si doti di uno Sportello autismo per aiutare le famiglie su come affrontare la situazione già dai primi tempi dopo la diagnosi”.
Diagnosi che, se realizzata in tempi rapidi, può essere fondamentale per gestire nel miglior modo possibile l’autismo. “Stiamo parlando – ha aggiunto Gregoris, anch’egli genitore di un bambino autistico –, secondo le più recenti statistiche, di 1 caso ogni 58 nuovi nati e di questi casi 3 su 4 sono maschi. Tra i 6 mesi e i 2 anni di vita si può già capire da alcuni segnali se si è di fronte a un caso di autismo. Ma spesso le famiglie non sanno cosa fare e a chi rivolgersi: questo racconterò nel corso di ogni tappa del cammino nei paesi che toccherò. Grazie a Friulovest Banca e a Confartigianato che hanno capito l’importanza del progetto”.

Assieme a degli accompagnatori e con una diretta social sulla pagina Facebook chiamata anch’essa “Autismo Percorso di Vita”, affronterà un dislivello positivo di 7 mila metri durante il cammino per una media di 20-30 km al giorno dandosi così anche il tempo di incontrare le persone lungo il viaggio per sensibilizzarle. “Siamo convinti – ha dichiarato Mian – nel sostenere questo progetto così importante, testimoniando ancora una volta come la nostra sia una banca attenta alle esigenze del territorio. L’approccio alle malattie sta cambiando: più informazione fa bene, per aiutare malati e loro famiglie nell’approccio con gli altri nella vita quotidiana”. “Gregoris è un nostro associato – ha aggiunto Pascolo – ma il nostro sostegno va oltre questo fatto, è un’attenzione a un problema rilevante per le famiglie coinvolte e che meritano per questo la massima sensibilizzazione”.
L’anno scorso Valentino Gregoris camminò per le stesse finalità ad Assisi. Queste le tappe del viaggio suo e degli amici che lo accompagneraranno: 29 luglio prologo in canoa da Belvedere a Barbana e da lì a Grado; 30 luglio Aquileia-Aiello; 31 luglio Aiello-Cormòns; 1 agosto Cormòns-Castelmonte; 2 agosto Castelmonte-Masarolis; 3 agosto Masarolis-Montemaggiore; 4 agosto Montemaggiore-Rifugio Ana; 5 agosto Rifugio Ana-Prato di Resia; 6 agosto Prato di Resia-Dogna; 7 agosto Dogna-Valbruna; 8 agosto Valbruna-Monte Lussari.

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Da sinistra, Pascolo, Mian e Valentino Gregoris, pronto alla partenza.

 

In Friuli Venezia Giulia alla riscoperta delle proprie radici

Alla fonte delle proprie radici friulane: sono 66 i partecipanti al tour tra i maggiori centri regionali dei due progetti che l’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) dedica, come ogni estate, ai corregionali che dall’Estero tornano in Italia per scoprire la terra di origine dei propri avi. I due progetti “Stage culturale per giovani discendenti di corregionali” (giovani 18-35 anni) e “Ri-Scoprire il Friuli” (adulti/anziani e bambini) sono finanziati dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e si svolgeranno sino alla fine di luglio.
Clou del programma il 42° Incontro dei corregionali all’Estero che si terrà, come già annunciato, il 27 e 28 luglio a Caneva, ma nel frattempo i partecipanti (provenienti da 6 Paesi ovvero Argentina, Uruguay, Brasile, Stati Uniti, Canada e Romania) stanno vivendo una serie di interessanti esperienze in alcuni dei luoghi e istituzioni più significativi del territorio regionale.
Come a Spilimbergo, dove hanno visitato la Scuola Mosaicisti del Friuli o a Cordenons dove, grazie al cofinanziamento del Comune, hanno visitato dopo essere stati accolti dal sindaco Andrea Delle Vedove i Magredi svolgendo anche attività di “land art” e “stone balancing” (arte di mettere in equilibrio sassi e pietre sul greto fluviale). Ma non solo: le visite stanno toccando anche Pordenone dove, accolti dal vicesindaco Eligio Grizzo, sul lago della Burida hanno pagaiato con le donne operate di tumore al seno, e con il loro allenatore Mauro Baron, che proprio attraverso questa attività sportiva portano avanti socializzazione e terapia allo stesso tempo.

Foto ricordo dopo la visita alla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo.

Dopo una puntata a Venezia, ecco nell’ordine Cavasso Nuovo con il Museo dell’emigrazione, San Vito al Tagliamento, Barcis, Sacile, Polcenigo, Aquileia, Grado, Maniago con il museo dell’arte fabbrile e Frisanco, oltre a Valvasone Arzene, Trieste (incontrando l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti) e Redipuglia.
I partecipanti di Ri-Scoprire il Friuli sono accompagnati da Simonetta De Paoli e Sara Bertelle, i giovani dai professori Daniela Turchet e Andrea Massarut. Coordinatrice delle visite la professoressa Luisa Forte con il contributo di Elena Marzotto. Da segnalare inoltre i ragazzi che operano come mediatori culturali per accompagnare il gruppo, provenienti dal liceo Le Filandiere di San Vito al Tagliamento con il progetto “Scuola / Lavoro”: Anna Moro, Miriam Basso, Giorgia Franzo, Silvia Morson, Alessia Bomben e Agnese Dal Piaz, più il coetaneo pordenonese Jacopo Stefanato.

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In copertina e qui sopra i ragazzi ospiti sui Magredi di Cordenons.

I servizi agli anziani e ai disabili: a Pola l’esperienza di Pordenone

Una delegazione pordenonese guidata da Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone e del Consorzio Leonardo, è stata ricevuta a Pola dall’assessore alla Sanità e alla Protezione sociale, Sonja Grozic Zivolic. È stata un’occasione di confronto e di scambio di buone pratiche tra due enti – il Consorzio Leonardo e la Regione Istriana – che fanno entrambi parte dell’Agenzia di democrazia locale (Adl) di Verteneglio-Brtonigla, all’interno di Alda, organismo promosso dal Consiglio d’Europa.
L’incontro ha permesso di focalizzare l’attenzione su due settori: i servizi agli anziani e ai disabili. L’assessore istriana aveva avuto modo di visitare tempo fa l’esperienza pilota per anziani autosufficienti rappresentata da Casa Colvera, a Pordenone, e gestita dalla cooperativa Fai, socia del Leonardo.
I funzionari dell’assessorato  si sono dimostrati particolarmente interessati ai centri per disabili coordinati dal Consorzio Leonardo su incarico dell’Azienda sanitaria: Il Granello e Futura a San Vito, Il Piccolo principe a Casarsa e Il Ponte a Ghirano di Prata. La dottoressa Grazic intende, pertanto, organizzare quest’autunno un convegno a Pola sulla disabilità per favorire un confronto tra le esperienze istriane e pordenonesi.

L’incontro avvenuto a Pola.

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In copertina, l’Arena romana, simbolo della città di Pola in Istria.

A Caneva l’incontro dei corregionali all’estero in arrivo da 15 Paesi

Tutto pronto a Caneva per ospitare il 42° Incontro dei corregionali all’Estero dell’Efasce, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti: dal 27 al 28 luglio il centro collinare, ultimo Comune friulano prima del Veneto con il quale condivide l’area del Cansiglio, sarà il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Un legame forte in chi è emigrato in prima persona come anche in chi discende da coloro che compirono i viaggi verso tutti i continenti e che magari tornano proprio per rinsaldare le proprie radici friulane.
Ad accoglierli il presidente dell’Efasce, Aniceto Cesarin, assieme al sindaco di Caneva, Andrea Attilio Gava, con un ricco programma nel quale tutti i delegati dei vari segretariati Efasce nel mondo (sono attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela) troveranno spazi e momenti per confrontarsi con i corregionali che vivono in altri Paesi. Attese circa 150 persone.
La scelta di Caneva è stata effettuata perché in questi ultimi anni il Comune pordenonese ha lavorato a stretto contatto con la municipalità di Fagundes Varela, nello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul, dove ancora oggi vive una folta comunità di origini friulane, discendente delle famiglie contadine arrivate proprio da Caneva tra 1888 e 1893. Un lavoro che ha portato alla firma di un Patto di fraternità sottoscritto nell’aprile del 2015 e che verrà rinforzato proprio in occasione dell’Incontro di questo fine settimana.

L’anteprima sarà venerdì 27 luglio a Pordenone, dove il sindaco Alessandro Ciriani ansieme al collega canevese Gava accoglierà le delegazioni provenienti dalle varie parti del Mondo e il direttivo Efasce. Sabato 27 luglio all’Auditorium comunale di Caneva in via Trieste dalle 9 si entrerà nel vivo dei lavori con il convegno “Le lingue degli emigranti. Le radici del Taliàn”. Ad aprire la mattinata i saluti del sindaco Gava, del presidente Cesarin e del vescovo di Concordia Pordenone monsignor Giuseppe Pellegrini. Al convegno, moderato dal giornalista del Messaggero Veneto Enri Lisetto, interverranno la professoressa Carla Marcato (Università di Udine), la dottoressa Vanessa Lovisa (Segretariato di Toronto) e Argel Rigo (coordinatore Efasce Brasile). A mezzogiorno presentazione del Libro “L’emigrazione nel Friuli occidentale: Cavasso Nuovo” di Javier P. Grossutti e testimonianze dei partecipanti ai progetti Stage per giovani discendenti di corregionali e Ri-Scoprire il Friuli. Conclusioni a cura del vicepresidente dell’Efasce Gino Gregoris. Alle 12.15 consegna del Premio “Odorico da Pordenone” e delle benemerenze del Comune di Caneva. Alle 13 pranzo a buffet per corregionali e partecipanti alla mattinata.

Domenica 28 luglio alle 9.30 ritrovo al monumento ai Caduti di Caneva, per i saluti e la deposizione della corona. Si formerà il corteo accompagnato dalla Banda “Amici della Musica” di Tamai per raggiungere la chiesa di san Tomaso apostolo, dove la Santa Messa sarà celebrata dal vescovo emerito di Concordia-Pordenone, monsignor Ovidio Poletto. Alle 12.30 si raggiungerà il castello per il pranzo comunitario curato dalla Pro Loco Castello Caneva (funzioneranno delle navette per salire e scendere dal colle).

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In copertina, la chiesa di San Tomaso a Caneva nel Pordenonese.

Beatrice Virginia Di Gioia “infermiere dell’anno” nel ricordo di Valentina

E’ Beatrice Virginia Di Gioia l’infermiere dell’anno 2019, a Trieste: la proclamazione nella serata di ieri,  alle “Terrazze” a Grignano, nell’ambito della annuale Serata di solidarietà promossa dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste che sigla il rush finale del Premio Sossi “L’infermiere dell’anno”, giunto alla 6a edizione e dedicato alla collega Valentina Sossi, scomparsa prematuramente sei anni fa.
Un’iniziativa premiata sempre dall’entusiasmo e dalla simpatia dei cittadini che ogni anno concorrono con la loro preferenza, e contribuiscono alla veicolazione dei contenuti di professionalità e umanità che il concorso si propone di promuovere, in riferimento al ruolo dell’infermiere. Attraverso il riconoscimento, infatti, si valorizzano le qualità degli infermieri iscritti all’Opi Trieste, individuati fra le segnalazioni pervenute da parte della cittadinanza sulla base della loro competenza e professionalità, unite all’umanità e alla capacità di empatia con il paziente, doti caratterizzanti del “take care” infermieristico.

Valentina Sossi

Beatrice Virginia Di Gioia, classe 1978, è iscritta all’albo dal 2001 e opera nel reparto di nefrologia. E’ risultata vincitrice dopo un testa a testa con due colleghe approdate insieme a lei alla fase finale: Chiara Silvano, coordinatrice sanitaria a Duino Aurisina da 9 anni, e Raffaela Rissolo, dal 2018 Responsabile Interdipartimentale del dipartimento di chirurgia specialistica.
Presenti alla premiazione – che ha avuto l’accompagnamento musicale di Domenico Lobuono chitarra, Nathalia Sales voce, Benny Parlante percussioni – anche Armin Curzolo e Samuele, rispettivamente marito e figlio di Valentina Sossi. A fare da madrina Rosa Mingrone, Infermiera dell’anno nel 2016.
La commissione del premio, formata dai componenti del consiglio direttivo Opi Franca Masala Cecilia Trotto, Giulia Gerebizza, Stefano Grisan e Sara Petri, ha voluto anche ricordare la collega Silvana Simonovich, mancata a fine maggio, con una menzione speciale alla memoria: molte infatti le segnalazioni che erano pervenute per il concorso “L’Infermiere dell’anno”.

Nel corso della serata di solidarietà è stato anche lanciato “Opi per Trieste” 2019, il bando per le buone pratiche socio-sanitarie.
«Da tempo siamo impegnati in un percorso di dialogo con i cittadini – spiega il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti – per restituire in modo trasparente l’evoluzione della professione infermieristica. Anche il Premio Sossi nasce da questo presupposto: coltivare il dialogo con la città nel segno della salute e del rapporto che gli infermieri sanno instaurare con le persone prese in carico. Degli infermieri vogliamo restituire la visione più moderna e dinamica, fatta di assistenza costante, più che di “effetti speciali” nelle emergenze della vita. Una professione al fianco di chi necessita assistenza che, nel passaggio da Collegio a Ordine, si è evoluta in entità “sussidiaria” dello Stato con l’approfondimento di ruoli, responsabilità e rinnovata capacità di intervento».

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In copertina, Paoletti premia Beatrice Virginia Di Gioia; qui sopra, è anche con le altre due finaliste e con la madrina Rosa Mingrone.

“Infermiere dell’anno” a Trieste: tre finaliste al Premio Valentina Sossi

Sono Beatrice Virginia Di Gioia, Chiara Silvano e Raffaela Rissolo le tre finaliste della 6a edizione del Premio “Infermiere dell’anno – Valentina Sossi” promosso dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste, un’iniziativa che ogni anno incontra la simpatia dei cittadini per “incoronare” l’infermiere che meglio abbia saputo esprimere le doti di competenza, umanità e capacità di empatia con il paziente, caratterizzanti del “take care” infermieristico. La Commissione del premio è composta da rappresentanti del consiglio direttivo OPI: Franca Masala (tesoriera), Cecilia Trotto, Giulia Gerebizza, Stefano Grisan e Sara Petri.
La vincitrice sarà proclamata e premiata dal presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti, in occasione dell’evento annuale di solidarietà che l’Ordine organizza aprendo la partecipazione ai propri iscritti e ai cittadini di Trieste: l’appuntamento quest’anno è fissato per domani, 19 luglio, alle Terrazze di Grignano. Nel corso della stessa serata sarà illustrato e lanciato il bando “Opi per Trieste” 2019, che riconosce e premia i progetti socio-sanitari promossi sul territorio.
«Anche quest’anno vogliamo individuare il progetto socio-assistenziale che spicca per il suo positivo impatto sulla comunità cittadina – spiega Paoletti -. Un modo per fare squadra con la città e valorizzare l’evoluzione della professione infermieristica che ogni giorno cerca nuove risposte ai bisogni emergenti sanitari e sociali della popolazione». Chiunque potrà prendere parte alla serata OpiperTrieste, di domani: la quota di adesione di 55 euro include la donazione per il migliore progetto di solidarietà. La colonna sonora dell’evento sarà curata da Domenico Lobuono chitarra, Nathalia Sales voce, Benny Parlante percussioni. Alla serata saranno presenti anche Armin Curzolo e Samuele, rispettivamente marito e figlio di Valentina Sossi, l’indimenticabile infermiera scomparsa nel 2013. Info www.opitrieste.it

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In copertina, l’infermiera Valentina Sossi alla quale è intitolato il Premio.

Ortofrutta fresca, bio e solidale che a San Vito si ordina con un click

Biologico con attenzione all’ambiente, anche nella scelta degli imballaggi, a San Vito al Tagliamento: la frutta e le verdure fresche di stagione e “solidali” sono a portata di click grazie al nuovo servizio ideato da La Volpe sotto i Gelsi, la fattoria didattica e sociale della cooperativa Il Piccolo Principe. Dal 1 luglio è possibile per tutti ordinare la propria cassetta bio (anche personalizzata) e ritirarla, il mercoledì pomeriggio, il venerdì o il sabato mattina in uno dei 6 centri di raccolta. Il nuovo servizio, partito in via sperimentale ad aprile, sta mietendo successi, tanto che in questi mesi c’è stata una vera e propria corsa per accaparrarsi le cassette “sane” del Piccolo Principe.
Sono, infatti, già 82 le famiglie coinvolte, per un totale di oltre 250 persone che hanno già testato il servizio partito ad aprile nella prima fase di sperimentazione. “Abbiamo iniziato a coinvolgere una trentina di famiglie – hanno spiegato Marco Cepparo, responsabile de La Volpe, e Paolo Emilio De Simon, ideatore di questo progetto -, ma poi le richieste sono via via aumentate sempre di più fino a raggiungere le 82 cassette settimanali. Abbiamo usato questo tempo per testare il servizio e migliorarlo, ma ora siamo pronti ad aprirlo a tutto il pubblico interessato a mangiare sano e bio”.

Il casale della Volpe sotto i Gelsi.

Le cassette de La Volpe sotto i Gelsi contengono prodotti coltivati negli orti della stessa fattoria sociale sanvitese, che si sta convertendo completamente al biologico, oppure vengono acquistati da altre aziende agricole certificate bio sul territorio. Si tratta di frutta e verdura di stagione (con un’attenzione particolare alla biodiversità e alle varietà autoctone), ma anche di prodotti come la farina per fare la polenta, miele, uova e trasformati. Le cassette possono essere acquistate settimanalmente in sei diverse tipologie: la cassetta con verdura e frutta nelle due misure grande e piccola (a 15 e a 10 euro ciascuna), poi c’è la cassetta con più frutta e meno verdura (per chi magari coltiva già l’orto in casa), sempre nella misura grande e piccola (a 18  e a 12 euro), la cassetta proteica (con legumi e altro) adatta ad una dieta vegetariana (il cui costo è in definizione) e la cassetta totalmente “personalizzabile” con frutta e verdura a libera scelta (a 23 euro).
“Il cliente può selezionare ogni settimana la tipologia di cassetta che preferisce, infatti gli arriverà un modulo d’ordine via email o Whatsapp da compilare in cui sono indicate le varietà disponibili – ha spiegato Paolo Emilio De Simon – . Ci sono poi dei prodotti che è possibile aggiungere a quelli previsti nelle cassette e che andranno pagati in più rispetto al costo specificato delle diverse cassette. Tra questi, ci sono particolari tipi di frutta e verdura, come per esempio i carciofi o l’avocado proveniente da coltivazioni solidali, ma anche le uova biologiche provenienti da un allevamento friulano selezionato, le cui galline allevate libere a terra ascoltano addirittura la musica classica”.

Le cassette vengono poi portate ogni venerdì nei sei centri di raccolta dislocati in un’area che va da San Vito al Tagliamento a Fiume Veneto, ovvero i laboratori verde e giallo de Il Piccolo Principe a Casarsa, la Cucina delle Fratte a Fiume Veneto, il Centro Socio-occupazionale a Casarsa, La Volpe sotto i Gelsi a San Vito al Tagliamento e la sede dell’associazione casarsese Il Noce. “Visto che i numeri delle cassette stanno aumentando, per migliorare ancora di più il servizio, prevediamo l’apertura di altri punti di raccolta a Casarsa e nei Comuni limitrofi e una consegna aggiuntiva il mercoledì pomeriggio – ha aggiunto Cepparo – . Qualora ci fossero sei o sette persone che lavorano nella stessa azienda qui in zona, possono fare richiesta delle nostre cassette che gli verranno recapitate direttamente alla propria sede di lavoro”.
Al momento, si può accedere al servizio inviando un messaggio Whatsapp al numero 3403352556, specificando nome, cognome, indirizzo e-mail e il fatto che si è interessati a ricevere la cassetta. “Ma a breve sarà disponibile anche una app – ha specificato De Simon – attraverso la quale sarà possibile fare direttamente gli ordini da lì con un semplice click”.

Come detto, tutte le verdure e la frutta vendute sono bio, provengono cioè dalle coltivazioni della Volpe sotto i Gelsi e da altre aziende agricole bio e da produttori legati al commercio equo e solidale. Inoltre, le cassette utilizzate sono di legno, l’obiettivo è quello di eliminare completamente l’utilizzo di plastica per gli imballi, promuovendo così uno stile di vita sostenibile e a rifiuti zero. “La cassetta è infatti riutilizzabile – hanno aggiunto Cepparo e De Simon -. I prodotti sono a chilometri zero, quindi arriveranno “freschi” sulle vostre tavole, rispettando la stagionalità ed è inoltre ben specificata la loro provenienza. A tutti questi vantaggi della filiera corta abbiamo unito l’immediatezza del web e la comodità di fare la spesa bio stando comodamente seduti da casa. Così non si potranno più avere scuse di non aver tempo di fare una spesa sana e sostenibile”. La consegna delle cassette avviene ogni venerdì (per tutti i centri di raccolta) e il sabato mattina (per chi scegli di ritirare a La Volpe sotto i Gelsi). Da luglio, si è aggiunta anche la consegna del mercoledì pomeriggio.

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In copertina e qui sopra due cassette di ortofrutta biologica, a km zero e solidale a San Vito al Tagliamento.