Barcolana 51, Alma fa gli auguri al team Benussi

Conto alla rovescia, nel Golfo di Trieste, per Barcolana 51. Nell’attesa del grande evento sportivo, sarà una visita molto gradita quella che la squadra dell’Alma Pallacanestro Trieste (serie A1) compirà oggi allo stand degli sponsor del team di Furio Benussi  su invito di Civibank, nuovo “partner ufficiale” della società cestistica giuliana. Verso le 18 i giocatori dell’Alma, infatti, saranno ospiti nello stand posto all’inizio del molo Audace per incontrare i velisti di Arca fondi srg Wilid Thing 100 e quanti saranno in zona: ovviamente, non mancheranno i brindisi e gli auguri per un nuovo, esaltante successo. Un binomio sportivo – basket e vela – che solo alla Barcolana assume un pregnante significato  poiché la grande regata velica coinvolge davvero tutto e tutti.

La nuova barca Arca Fondi sgr Wild Thing 100 pronta per la grande sfida. 


Anche per la 51ma edizione della Coppa d’Autunno si è rinsaldata l’alleanza tra sponsor ed equipaggio capitanato da Furio e Gabriele Benussi che punta decisamente alla vittoria finale  dopo aver conseguito tre vittorie assolute consecutive  nelle precedenti edizioni.
Arca Fondi sgr e Civibank sono ancora presenti nel pool di sostenitori e sarà proprio Arca, la società di gestione del risparmio delle banche popolari, a fare da main sponsor e a dare il nome alla nuova e competitiva imbarcazione del team Benussi, mentre la banca cividalese ha riconfermato la partnership anche a seguito dei brillanti risultati conseguiti gli scorsi anni. Dopo il 2° posto  nel 2015 e il 1° assoluto nel 2016, 2017 e 2018, Civibank e gli altri sponsor guardano con fiducia a questa 51ma edizione per una nuova impresa che riesca ancora a stupire. La presidente dell’istituto di credito Michela Del Piero dichiara in proposito: “Abbiamo dimostrato che unendo le forze migliori del territorio si possono ottenere grandi risultati”.

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In copertina e qui sopra giocatori dell’Alma Pallacanestro di Trieste.

Disabili, quando il cane ne facilita l’integrazione

Al Centro Socio-occupazionale per persone con disabilità del Piccolo Principe di Casarsa della Delizia l’integrazione si fa anche attraverso gli amici a quattro zampe. Infatti, da alcuni mesi gli utenti del centro stanno sperimentando un percorso denominato “Insieme senza barriere”, finanziato dalla Fondazione Friuli, con l’associazione “I cani del sorriso” di Valvasone. Attraverso le carezze e il contatto con gli animali si lavora per l’inclusione delle persone con disabilità nell’ottica di migliorarne la concentrazione, la comunicazione, le capacità di relazione e l’affettività. Il percorso è iniziato a maggio e ora, tra settembre e ottobre, si sta svolgendo la seconda parte delle attività. Ad essere coinvolti sono quattro persone ad ogni incontro, le quali, accompagnate dagli educatori del Centro, si recano al campo cinofilo, in via Tabina a Valvasone, dove incontrano i volontari dell’associazione e i loro cani addestrati.

“Ogni cane ha delle particolarità specifiche che sono strumentali al raggiungimento di determinati obiettivi di crescita personale dei ragazzi che partecipano – ha spiegato Marika Bisceglia, educatrice del Cso -. Il percorso sta dando ottimi risultati. Una persona che ha sempre avuto molta paura dei cani, grazie a questa esperienza è riuscita a mettersi in gioco e superarla e per alcuni si sta addirittura pensando di sperimentare percorsi di agility dog e rally obedience”.

“Insieme senza barriere” dell’associazione “I Cani del sorriso” è un progetto nato proprio per coinvolgere tutte le persone con disabilità. “Un’esperienza bellissima – conclude Marika Bisceglia –. L’accoglienza del luogo, la cordialità e la professionalità degli istruttori e dei volontari, il ritrovarsi in un posto all’aperto e informale, la forza, capacità e pazienza del cane a trasmettere e veicolare emozioni e sensazioni, sono elementi che danno valore aggiunto a questo progetto che abbiamo amato fin da subito e che finora ci ha dato davvero tanto. Per questo ringraziamo i volontari dell’associazione per la passione che ci hanno trasmesso e per il tempo che ci hanno dedicato”.
Il Centro socio-occupazionale del Piccolo Principe nel 2017 ha celebrato i suoi 20 anni di attività come centro semi-residenziale diurno per le persone adulte con disabilità. La sua vocazione è da sempre la comunità territoriale: il centro vuole essere non solo una porta verso l’esterno ma anche un volano per generare connessioni, fare rete e mantenere relazioni.

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In copertina e all’interno immagini dell’impiego dei cani nell’integrazione dei disabili.

Alzheimer, un dramma per l’artigianato: prevenzione indispensabile

“Far fronte alla malattia di Alzheimer per un piccolo artigiano può essere devastante. Anzitutto a livello personale, ma anche per gli effetti che il ritrovarsi a gestire una demenza senile in famiglia può avere sull’impresa”. Lo ha detto ieri mattina il presidente dell’Anap di Confartigianato-Imprese Udine, Pierino Chiandussi, presentando la 10ma edizione della “Serata sull’Alzheimer” prevista per venerdì 11 ottobre, alle 20, nell’auditorium dello Stadio Friuli. L’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Alzheimer Udine e il sostegno della Maico, è uno modo concreto per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravita della malattia di Alzheimer e sulla necessità di fare prevenzione.
Per noi artigiani occuparci delle demenze senili è diventato un dovere – ha proseguito Chiandussi -. I numeri ci dicono infatti che sempre più colleghi artigiani si ritrovano a fare i conti con questo grave problema. Nel complesso, quelli che in Fvg svolgono il ruolo di “caregiver” sono circa 1.300 sui 28.041 attivi, 650 a livello della provincia di Udine (dati estrapolati dalla XXVII indagine congiunturale sull’Artigianato in Friuli). Il costo complessivo della gestione di questi malati ammonta a 85 milioni di euro, 65mila 600 a carico della famiglia, di cui 18 milioni di costi diretti, legati alle spese sostenute per l’acquisto di beni e servizi”.

“Per un un’impresa artigiana – ha aggiunto dal canto suo il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – ritrovarsi a gestire un parente affetto da demenza rischia di essere devastante. La necessità di dedicare tempo ed energie al parente malato si ripercuote sull’attività d’impresa che nei casi peggiori può finire col chiudere”. Fondamentale a questo proposito si rivela l’attività di prevenzione. E ogni iniziativa votata a far conoscere la malattia. Come la Serata sull’Alzheimer, che venerdì, allo Stadio, vedrà intervenire i professori Roberto Colle e Vincenzo Marigliano, entrambi professionisti di lunga esperienza nel campo delle demenze senili. Presentata dal giornalista Alberto Terasso, la serata vedrà intervenire anche lo scrittore Mauro Corona, il cantautore Dario Zampa e per la Maico David Leita.
Sarà un’occasione per puntare la lente d’ingrandimento su un problema che è destinato a esplodere nell’arco di qualche decennio. “A oggi i malati sono 50milioni nel mondo, 1,2 milioni in Italia, numeri – ha denunciato Maria Grazia Esente, presidente dell’associazione Alzheimer Udinedestinati a triplicare entro il 2050. Siamo alle porte di una vera e propria emergenza mondiale”. Che, come detto, ha i suoi costi.

A livello regionale, considerati circa 12.000 malati, quelli diretti ammontano a un totale di 227 milioni di euro, il 27% sostenuto dal Servizio sanitario regionale, per un costo totale complessivo di 847milioni di euro, di cui il 93% è a carico delle famiglie, oggi letteralmente al fronte. “L’80% dei malati di Alzheimer in Italia viene assistito in famiglia, una percentuale notevole che in Friuli Venezia Giulia è ancor più significativa. In regione ad essere assistito dentro le mura domestiche è infatti ben l’85% dei malati. Questo perché le famiglie preferiscono non istituzionalizzarli, ma gestirli direttamente, possibilmente con il supporto dei centri diurni che costituiscono il primo aiuto in questo senso. Da questo punto di vista, il Comune di Udine dà un supporto notevole, garantendo contributi a seconda dell’Isee, non altrettanto fanno diversi Comuni della provincia”.
Confartigianato-Imprese Udine la sua parte intende farla fino in fondo, sempre più impegnata al fianco dei suoi pensionati con un progetto che è stato formalmente annunciato dal presidente Tilatti: “Nell’ambito della cittadella che vedrà la luce nell’ex caserma Osoppo di Udine abbiamo pensato, d’intesa con l’amministrazione comunale, di riaggiornare il nostro circolo Anap-Ancos con molte attività a favore della terza età. Vogliamo realizzare alloggi per artigiani autosufficienti, ambulatori, palestre, gestire alcuni servizi di co-housing e trasmettere il nostro sapere alle giovani generazioni, grazie a laboratori di mestieri dedicati agli studenti. Se riusciremo a far tutto questo – ha concluso Tilatti – sarà uno dei più grandi risultati dei miei anni alla testa della Confartigianato provinciale”.

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In copertina e qui sopra due immagini dell’incontro di ieri mattina a Udine. 

 

 

Cooperative Friulane: a Franco Baiutti il testimone di Sialino

Cambio della guardia, dopo sette anni, ai vertici della cooperazione friulana. Franco Baiutti, imprenditore agricolo e, dal 2006, presidente della Cooperativa agricola di Fiumicello, è infatti il nuovo presidente dell’Associazione Cooperative Friulane che riunisce 278 cooperative della provincia di Udine di tutti i settori: 82 sono le cooperative agricole e della pesca, 62 quelle di produzione e lavoro, 38 le cooperative nel turismo e nella cultura, 64 le cooperative sociali, 26 le cooperative di distribuzione, utenza e consumo, 4 le Bcc, 1 cooperativa sanitaria e 1 di garanzia fidi.
Baiutti succede a Flavio Sialino, presidente del sodalizio dal 2012: «Rafforzare la coesione del sistema delle imprese cooperative friulane sarà l’imperativo del mio mandato – afferma il nuovo leader della cooperazione friulana – con l’obiettivo di coinvolgere sempre di più le imprese cooperative, da quelle più grandi e strutturate a quelle più piccole e territorialmente radicate, confermando quel ruolo di pilastro della crescita economica e sociale che la cooperazione friulana rappresenta. Importante, inoltre, far crescere la cooperazione anche nella capacità di essere presenti nei mercati globali. A Flavio Sialino, che per sette anni ha guidato l’Associazione, il ringraziamento mio personale e di tutti i cooperatori friulani per l’impegno profuso in questi anni». Ad affiancare Baiutti alla presidenza sarà, in qualità di vicepresidente, Teresa Bertolano, attualmente presidente della cooperativa PU.MA. di Tavagnacco.
Franco Baiutti assume la presidenza dell’Associazione Cooperative Friulane dopo aver già ricoperto, fino all’altro giorno, il ruolo di vicepresidente dell’Associazione. Ha, inoltre, ricoperto un ruolo importante all’interno della Consulta nazionale di Fedagri Grandi colture e Servizi. Ricopre, infine, il ruolo di consigliere all’interno della Cassa Rurale Fvg e di presidente del Consorzio produttori del rinomato radicchio “Rosa dell’Isonzo”.

L’uscente Flavio Sialino.

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In copertina, il nuovo presidente delle Cooperative Friulane Franco Baiutti.

La guerra e l’incendio: Nimis ricorda il ‘44 investendo sui giovani

di Gi Elle

“Guardare indietro oggi è un po’ come rinnovarsi, risanarsi, rendere gli occhi più adeguati alla loro funzione primaria, ossia guardare avanti. Guardare avanti per costruire sempre, giorno per giorno, tutti insieme, come fecero i nostri padri, una società migliore per il bene comune. ‘Bene comune’ che vuol dire coltivare una visione lungimirante, vuol dire investire sul futuro, vuol dire preoccuparsi della comunità, vuol dire anteporre l’interesse a lungo termine di tutti all’immediato tornaconto dei pochi, vuol dire prestare prioritaria attenzione ai giovani, investire sulla loro educazione e sulla loro formazione e guardare alle loro necessità perché loro sono il futuro. Giovani che, non ci stancheremo mai di dirlo, decideranno la società di domani ed è soprattutto per tale motivo che non dobbiamo permettere che ignorino il passato e la storia del nostro paese affinché possano trarne tutti gli insegnamenti necessari per impedire il ripetersi di tanti dolori”. Con queste parole ha concluso domenica scorsa, davanti al Monumento ai Caduti di Nimis, nella ricorrenza del 29 settembre, il suo discorso ufficiale il sindaco Gloria Bressani, per rievocare la tragedia dell’incendio del paese, rendendo omaggio alle sue tante vittime e ricordando anche la deportazione di molti giovani, gran parte dei quali non ha fatto più ritorno. A loro è dedicato il Monumento costruito, esattamente 30 anni fa, a fianco a quello principale grazie alla tenacia di Bruno Fabretti, presidente della sezione ex Internati, che, 96 anni appena compiuti, era vicino al primo cittadino durante la sentita cerimonia. Il cavalier Fabretti,infatti, faceva parte di quel folto gruppo di compaesani che fece la durissima esperienza dei campi di concentramento. Ed è uno dei pochi che ha avuto la fortuna di ritornare ad abbracciare i suoi cari a Nimis, pur in condizioni molto precarie, mentre tutti gli altri sono stati ricordati con un rintocco della campana grande di Centa salvata dopo il terremoto. Proprio per questo ha voluto che il sacrificio dei suoi concittadini fosse ricordato da un cippo speciale, sormontato dai reticolati che impedivano la fuga dai Lager. Ma su quale campeggia una scritta che sprona alla speranza: “Ricordare perdonando perché viva la pace”.

Un aspetto della cerimonia e la campana. 

Come ogni anni, la cerimonia civile nel Parco della Rimembranza era stata preceduta dalla Messa di suffragio per i Caduti celebrata in Duomo dall’arciprete, monsignor Rizieri De Tina, il quale ha incentrato la sua omelia sul concetto di amore, quale valore e dono imprescindibile peri ognuno di noi, declinato nella famiglia, nel lavoro, nella politica e nel paese.
Quindi, al termine, la commemorazione ufficiale del sindaco Gloria Bressani, la quale aveva esordito ricordando che lo scorso novembre, assieme allo stesso parroco e all’assessore Serena Vizzutti, “in occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria tedesca, siamo stati invitati a partecipare alle celebrazioni che si sono tenute nel Memoriale di Ladelund, cittadina del Nord della Germania, dove per un breve periodo era in funzione un campo di lavoro per deportati e nel quale sono morti ben tre nostri concittadini, Giuseppe e Nicola Attimis e Lino Venturini: abbiamo potuto pregare per loro e rendere omaggio alla loro sepoltura, il giorno seguente abbiamo visitato Neuengamme, altro campo di lavoro nelle vicinanze di Amburgo, molto più grande, in questo vi sono transitati tantissimi italiani, abbiamo letto diversi cognomi a noi molto familiari, Attimis, Di Betta, Comelli, Manzocco, Berra e altri. Ma abbiamo potuto anche constatare la tenacia e la perseveranza delle persone che curano questi luoghi nel perseguire la verità storica di quei tragici anni, la determinazione con la quale continuano la loro opera di ricerca ed aggiornamento, mettendo in guardia, con il loro lavoro, il mondo intero affinché non vengano ripetuti gli errori commessi nel passato”.

La Messa di suffragio in Duomo.

“Siamo rientrati a Nimis – ha concluso con commozione il sindaco -, oltre che con un bagaglio emozionale indescrivibile, con la consapevolezza, che la memoria dei fatti è imprescindibile e determinante, essa deve far parte ed arricchire la nostra vita, deve darci la possibilità di fare dei confronti, darci la possibilità di pensare sia agli errori che alle cose giuste fatte. Con la memoria e la conoscenza si possono fare valutazioni e considerazioni che inevitabilmente condizionano le nostre scelte. Qui oggi non siamo solo a commemorare una data e tutto quello che ha significato nel passato per la nostra comunità, ma qualche cosa di più, il valore che quelle vicende hanno dato alla nostra vita e che peseranno anche sul nostro futuro”.
Dopo il primo cittadino, hanno portato un saluto, oltre al già citato Fabretti, il presidente dell’Associazione ex deportati di Udine, Marco Balestra, nonché i consiglieri regionali Mariagrazia Santoro ed Elia Miani.

Il Monumento ai Caduti nei Lager.

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In copertina, il sindaco Gloria Bressani durante il discorso commemorativo.

Civibank, un aiuto al Cro di Aviano nel ricordo di Sara

Aveva soltanto 23 anni  Sara Butelli, figlia di due dipendenti di Civibank, quando, nel maggio scorso, il male l’ha strappata alla sua famiglia e agli amici. Una storia straziante che ha commosso i colleghi tanto da spingerli ad aprire una sottoscrizione di fondi a sostegno dell’Area Giovani del Cro di Aviano che ha assistito la ragazza cividalese.
Un’iniziativa voluta dal Circolo dipendenti a cui ha aderito lo stesso consiglio di amministrazione della banca. Il generoso contributo è stato consegnato nelle mani del dottor Maurizio Mascarin, responsabile di questo reparto specialistico che conta 12 anni di meritoria attività.  “Ogni anno si ammalano di tumore in Italia 800 adolescenti (15-19 anni) e 1.100 giovani adulti (20-24 anni). Ogni anno ci sono circa 60  nuovi ricoveri  al Cro di Aviano da tutta Italia  per patologie come linfomi,  tumori celebrali, tumori delle ossa e dei muscoli e tumori alle gonadi riguardanti pazienti di questa fascia d’età”. E’ stato lo stesso Mascarin a far presente questa gravosa realtà sanitaria in occasione della consegna del contributo nella sede centrale della Banca di Cividale alla presenza del vicepresidente dell’istituto, Andrea Stedile,  del direttivo del circolo dipendenti, dei genitori di Sara, Walter e Paola, del fratello Andrea e di alcuni colleghi.

La consegna della donazione al dottor Mascarin del Centro avianese.


Dal 1° gennaio 2007 è in funzione al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano un’attività di ricovero e cura dedicata agli adolescenti e ai giovani adulti affetti da malattia oncologica (14-24 anni), denominata Area Giovani che costituisce il primo esempio in Italia di unità dedicata alla cura dell’adolescente e del giovane adulto con tumore. Essa si pone l’obiettivo di dare un’assistenza globale al giovane ammalato di tumore e alla sua famiglia.  Infatti, oltre all’aspetto strettamente terapeutico, non meno importante appare l’impatto psico-sociale e la perturbazione dell’immagine corporea che una neoplasia  può comportare  nell’adolescente o nel giovane.
“Il team che si occupa di quest’area è stato sottoposto ad un processo di formazione continuativa, su base multidisciplinare – ha spiegato il dottor Mascarin -. E’ risultato indispensabile anche il coinvolgimento continuativo delle  associazioni volontariato, l’attivazione della scuola in ospedale e la promozione delle attività presso scuole ed associazioni sportive per la ricerca del supporto tra pari”.
Da parte sua, il vicepresidente di CiviBank, Andrea Stedile, ha espresso l’auspicio che nel nome di Sara si possa intitolare presto qualche sala o apparecchiattura specialistica del reparto per perpetuarne il ricordo unitamente al plauso per l’opera svolta dai sanitari del Cro. La mamma di Sara ha valuto ringraziare da parte sua la struttura sanitaria per la qualità del ricovero e per l’umanità dell’assistenza ricevuta dalla figlia nel travagliato percorso della malattia.

La sede centrale di Civibank.

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In copertina, un’immagine del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano.

Federsolidarietà Fvg e servizio civile: 66 posti disponibili

Sessantasei posti disponibili in 34 diverse cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia. Mancano pochi giorni e il Servizio civile 2019-2020 sta per partire. «Il Servizio civile universale è stato istituito nel 2017, seguendo l’esempio di molti Paesi europei dove era già attivo da tempo. Si tratta di un’esperienza che molti giovani hanno già avuto e che sta portando l’energia e le motivazioni di una nuova generazione in molte realtà del sociale, anche in Friuli Venezia Giulia», spiega Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Fvg, con 168 cooperative sociali aderenti su tutto il territorio regionale. Cooperative sociali che mettono a disposizione, nel dettaglio: 8 posti disponibili a Trieste; 13 in provincia di Gorizia (4 a Gorizia, 4 a Ronchi dei Legionari, 2 a Monfalcone e 3 a Mossa); 17 in provincia di Pordenone, distribuiti sull’intero territorio del Friuli Occidentale e, infine, ben 28 in provincia di Udine (4 a Udine, 4 a San Giorgio di Nogaro, 6 a San Vito al Torre, e poi Aiello, Fiumicello, Codroipo, Latisana, Palazzolo dello Stella).

I candidati devono avere tra i 18 e i 28 anni. Il Servizio civile ha una durata di 12 mesi e il compenso mensile riconosciuto ai giovani volonterosi è di 439.50 euro netti mensili, per un impegno minimo di 25 ore settimanali. «Il Servizio Civile ha una forte valenza educativa e formativa, dà un’occasione di crescita personale, un’opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, fornendo uno strumento per aiutare le fasce più deboli delle nostre comunità contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Per tanti giovani, inoltre, è stata l’occasione per conoscere un ambito che, poi, a volte, si è tramutato – successivamente a un adeguato percorso di studio – in una autentica professione», aggiunge Fontana.

La scadenza ultima per candidarsi sono le ore 14.00 del prossimo 10 ottobre. Quest’anno la candidatura – avvertono gli sportelli del Servizio civile – potrà essere fatta esclusivamente on-line grazie a Spid, “Sistema Pubblico d’Identità Digitale”, la piattaforma che assicurerà maggiore trasparenza delle procedure. Per richiedere lo Spid con un livello di sicurezza 2, i candidati devono entrare nel sito AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid dove trovano tutte le informazioni necessarie. Le informazioni sui progetti di Servizio civile disponibili, invece, possono essere rintracciate su www.infoserviziocivile.it e su www.serviziocivile.coop, il portale di Confcooperative entro il quale si può navigare alla ricerca delle candidature ancora aperte.

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In copertina, Luca Fontana, presidente di Federsolidarietà – Confcooperative Fvg.

L’artigianato piace solo ai giovani della montagna: sono leader a Cercivento

Maglia nera al Friuli Venezia Giulia per incidenza percentuale di imprese giovanili. La nostra è l’ultima regione in Italia con una percentuale del 7,6% di imprese under 35 sul totale. Sono appena 6.806 le imprese che vantano una partecipazione di giovani superiore al 50% (tra quote e cariche) sulle 89.817 attive. A fare il punto sulle imprese giovanili in regione è un report dell’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine. Istantanea che vede il Fvg fanalino di coda, dietro alla media nordestina, che fa tuttavia poco meglio (il 7,7%), e di gran lunga dietro a quella nazionale (9,7%) per non parlare del Sud dove molte regioni centrano la doppia cifra, spinte dalla disoccupazione giovanile che in questo caso funziona da leva per l’auto-imprenditorialità.

Nelle regioni italiane, la relazione tra tasso di disoccupazione giovanile (25-35 anni) e percentuale di imprese giovanili è infatti molto forte: dove è più alta la disoccupazione è più elevata la quota di “auto-impiego” dei giovani che aprono una propria attività. “Per molti di loro la decisione di diventare imprenditori, più che una libera scelta, pare dettata dalla necessità di crearsi un lavoro in mancanza di alternative – commenta il presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine, Enrico Todesco -. Al contrario, nelle regioni del centro-nord con più bassa disoccupazione, la quota di giovani che fanno impresa è minore, molti trovano più agevole percorrere la strada del lavoro dipendente senza mettersi direttamente in gioco come imprenditori”. “Abbiamo bisogno di una nuova cultura del fare impresa e di una forte azione volta ad agevolare l’autoimprenditorialità – dichiara il leader dei giovani artigiani -. Sappiamo bene che fare impresa in Italia è difficile, ma è tempo di invertire la rotta. La crisi economica ha falcidiato un gran numero di aziende ed è necessario, oggi più che mai, garantire nuova natalità. Bisogna che smettiamo di lagnarci e ci impegniamo ai vari livelli istituzionali affinché ai ragazzi sia data una chance”.

La scuola resta lo snodo fondamentale per avvicinare i giovani al mondo del fare. “E’ lì che dobbiamo riuscire ad intercettarli – continua Todesco – per far passare l’idea che non c’è solo il lavoro dipendente, che ci si può realizzare anche mettendosi in proprio, rischiando certamente un po’ di più per inseguire le proprie aspirazioni”. “Le poche imprese giovanili ci preoccupano. Dobbiamo garantire un futuro ai nostri giovani con azioni che aiutino lo sviluppo delle imprese – dichiara dal canto suo il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -. Bisogna puntare sull’istruzione e sulla formazione dei giovani. Il lavoro ha bisogno di competenze e di forze fresche che non possiamo poi, una volta formate, permetterci di mandarle in giro per il mondo a cercar fortuna, privandoci così della futura classe dirigente”.

In regione ad aver raccolto maggiormente la sfida dell’auto-imprenditorialità sono i giovani isontini. La provincia con maggior peso di giovani imprese è infatti quella di Gorizia (8,5%), seguita da Trieste (8,1%), mentre in Friuli si scende rispettivamente al 7,5% e al 7% a Udine e Pordenone. I settori in cui i giovani si cimentano di più (vedi fig.2) sono il turismo, che vede impegnate il 14,2% delle imprese giovanili contro il 9% di quelle totali, e i servizi alla persona, con l’11,9%  di under 35 contro il 7,8% del totale. Più bassa la percentuale di presenza giovanile nel settore primario (11,6% contro il 15,2%) e nel manifatturiero (6,9% contro il 10,6%).

A livello territoriale c’è una sorpresa. I Comuni che spiccano per incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese nei 210 comuni del Friuli Venezia Giulia (fig. 3, esclusi 5 comuni con meno di 15 imprese attive) sono montani, delle due province friulane di Udine e Pordenone. Al primo posto c’è il comune carnico di Cercivento (UD) con il 20,5% di imprese giovanili, al secondo il comune delle Valli del Natisone – Slavia Friulana di San Leonardo, con il 17,4% di imprese junior, al terzo un altro comune carnico della valle del But, Arta Terme, con il 15,6%. Plaude al podio Todesco pur guardando al dato con realismo: “L’analogia con i comuni del Sud è evidente. Nei comuni montani più lontani dai maggiori centri e dalla viabilità principale, in cui di norma è più difficile trovare un lavoro dipendente, è più alta la quota di giovani che si creano o sono costretti a crearsi un lavoro – rileva -. Insomma, il fatto che in cima a questa particolare classifica ci siano Comuni di zone disagiate ci dice che i ragazzi, in mancanza di alternative di lavoro, valutano la possibilità di mettersi in proprio”.

In un’epoca caratterizzata da elevate quote di giovani NEET, persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione, i giovani dei comuni montani stanno indicando una possibile via di uscita. Un invito ai coetanei perché non rimangano inermi o disoccupati, ma si creino da soli un lavoro, diventando imprenditori. Nelle realtà urbane e nei comuni dove è più facile trovare lavoro viceversa la percentuale di giovani che fa impresa è più bassa: i comuni capoluogo che, vista la dimensione demografica, primeggiano per numeri assoluti di imprese giovanili, sono lontani dalle prime posizioni per incidenza percentuale: 58° Gorizia (201 imprese giovanili, incidenza 8,6%); 64° il comune di Udine (717, 8,5%), 65° Trieste (1.026, 8,4%), 97° Pordenone (322, 7,4%). Nella “top 20” l’unico grosso comune è Monfalcone (GO), al 17° posto con 198 imprese guidate da giovani (10,8%). Ci sono infine Comuni che imprese giovanili non ne hanno nemmeno una. E’ il caso di Cimolais (PN) e Montenars (UD) dove, su 28 e 22 imprese, nessuna è under 35.

Graziano Tilatti

 

Fig. 1. Incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese di tutti i settori nelle province e nella regione FVG al 31/12/2018

Fig. 2. Confronto tra l’incidenza percentuale nei settori di attività delle imprese giovanili e del totale delle imprese, regione FVG, 31/12/2018

Macrosettore % imprese giovanili % imprese totali Differenza
Agricoltura e attività connesse 11,6% 15,2% -3,6%
Attività manifatturiere, energia, minerarie 6,9% 10,6% -3,7%
Costruzioni 16,2% 15,4% +0,8%
Commercio 21,3% 22,5% -1,2%
Turismo 14,2% 9,0% +5,2%
Trasporti e Spedizioni 1,7% 2,6% -0,9%
Assicurazioni e Credito 3,3% 2,3% +1,0%
Servizi alle imprese 12,9% 14,5% -1,6%
Servizi alla persona e altre attività di servizi 11,9% 7,8% +4,1%
Totale Imprese attive 100,0% 100,0% 0,0%

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere

 

Fig. 3. Top 20 dei comuni del FVG per incidenza percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese di tutti i settori, al 31/12/2018

Rank % imprese giovanili Prov. Comune del FVG % imprese giovanili Numero imprese giovanili Numero totale imprese
1 UD CERCIVENTO 20,51% 8 39
2 UD SAN LEONARDO 17,44% 15 86
3 UD ARTA TERME 15,63% 20 128
4 UD PRATO CARNICO 15,15% 10 66
4 PN BARCIS 15,15% 5 33
6 PN CASTELNOVO DEL FRIULI 15,09% 8 53
7 PN CLAUZETTO 14,81% 4 27
8 UD PULFERO 14,29% 11 77
9 UD LUSEVERA 13,95% 6 43
10 PN PINZANO AL TAGLIAMENTO 13,68% 13 95
11 GO DOBERDO’ DEL LAGO 13,46% 7 52
12 UD ZUGLIO 12,90% 4 31
13 UD MALBORGHETTO VALBRUNA 12,63% 12 95
14 UD PAULARO 12,59% 17 135
15 UD RIGOLATO 11,11% 3 27
16 UD TRICESIMO 10,87% 61 561
17 GO MONFALCONE 10,81% 198 1.831
18 PN TRAVESIO 10,81% 12 111
19 PN FRISANCO 10,71% 3 28
20 PN SEQUALS 10,69% 17 159

 

Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati Unioncamere-Infocamere

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In copertina, il presidente del Movimento Giovani Imprenditori di Confartigianato-Imprese Udine, Enrico Todesco.

Il Tennis club di Cividale compie 50 anni

Un pomeriggio di festeggiamenti per i 50 anni del Tennis Club Cividale. Da quel lontano 10 settembre 1969, quando un gruppo di 28 sportivi cividalesi diede vita al sodalizio, sino ad oggi molta storia è trascorsa e una serie di opere migliorative degli impianti di Borgo Castello ha messo in luce il grande salto di qualità del Tc ducale. E sono venuti in tanti a festeggiare l’evento: tra autorità, soci, simpatizzanti e familiari almeno 200 persone hanno coronato il mezzo secolo all’interno e all’esterno della rinnovata e ampliata club house che oggi si presenta confortevole e funzionale per le accresciute esigenze sociali.
Un riconoscimento non formale al sodalizio cividalese è venuto dalle molte autorità presenti: il sindaco Stefano Balloch con gli assessori Ruolo e Pesante, l’onorevole Roberto Novelli, il presidente della Federazione Italiana Tennis comitato del Friuli Venezia Giulia Antonio De Benedittis. Sia il sindaco che il presidente della Fit regionale hanno consegnato al presidente del Tc Cividale Carlo Tonino una targa di riconoscenza per il traguardo raggiunto.

Una bella mostra fotografica e un video sui cinque decenni di attività del Tc hanno reso bene l’idea di questa lunga storia sportiva, agonistica e sociale che rappresenta un tassello significativo della comunità cividalese. Oggi sui campi di terra rossa di Borgo Castello si addestrano circa 40 giovani allievi, si allenano 3 squadre giovanili (due maschili e una femminile) oltre a una squadra femminile che milita in serie C e una over 45 che nel 2016 ha vinto il campionato regionale. Senza contare i cento soci che frequentano assiduamente gli impianti a livello amatoriale. Va inoltre tenuto presente che il Tc Cividale si è classificato al 1° posto ai campionati provinciali nel 2018 con due squadre maschili, mentre l’ultimo alloro vinto, ovvero il campionato invernale regionale maschile di 4’ categoria open, risale proprio a quest’anno. Sono i giovani il fulcro dell’attività del sodalizio tennistico ducale e la cerimonia inaugurale non poteva che prevedere una esibizione di alcuni ragazzi talentuosi.

Ma vale la pena richiamare la storia del Tennis club. In questi 50 anni i vari personaggi si sono succeduti alla guida del Tc Cividale sono stati ricordati nel corso della cerimonia alla presenza commossa e commovente di alcuni dei soci fondatori. Dopo il primo presidente Giuseppe Bernardi fu la volta di Renzo Codeluppi, poi toccò a Francesco Qualizza, Giorgio Trusgnich, Luciano Santi, Guido Frossi, Enrico Minisini, Franco Novelli, Luciano Cedermas, Stefano Pressi, Maurizio Temporini, Giovanni Sale, Aldo Sturam e Giorgio Bozzi tutti personaggi molto attivi nel contesto sociale cividalese. Tra gli atleti portabandiera del sodalizio vanno ricordati Piero Cicuttini (serie B), Maurizio Pasqualin e Sandro Colussa (serie C) che giocando spesso fuori regione hanno dato molte soddisfazioni al loro tennis club.
Lo sviluppo dell’attività formativa e agonistica lo si deve all’istruttore Franco Zanuttigh, attualmente affiancato dall’istruttrice Monica Zanuttigh che sta completando il corso di formazione per ottenere la qualifica di maestro nazionale Fit, mentre un riconoscente ricordo è andato al presidente Aldo Sturam (prematuramente scomparso) a cui si deve la ristrutturazione e l’ampliamento della club house inaugurata nel 40° anniversario del sodalizio.

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In copertina, la città di Cividale ha un Tennis club di cui si sente onorata: qui sopra, i suoi associati.

Alzheimer, in Fvg la “de Banfield” vicina a chi aiuta i malati

Nella ricorrenza della XXVI Giornata Mondiale dell’Alzheimer, a Trieste ha preso il via il concorso promosso dall’Associazione de Banfield che è impegnata da anni, attraverso CasaViola, a sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica che solo in Italia coinvolge 1 milione e 200 mila persone.  Proprio per far sentire la voce di chi sta accanto un malato di Alzheimer, la “de Banfield”, impegnata in particolare per il riconoscimento e il sostegno dei caregiver – ovvero dei familiari che assistono le persone colpite da questa grave patologia – ha scelto questa data per indire il 1° concorso letterario nazionale per brevi racconti dedicati alla “memoria smarrita”.
L’iniziativa ha lo scopo di raccogliere storie di memoria, in particolare proprio quella fragile, perduta, testimonianze letterarie di chi è stato o si trova accanto a un malato di Alzheimer. Il titolo del concorso sarà “La nonna sul pianeta blu”, titolo ispirato ad una frase pronunciata da una caregiver nel gruppo di sostegno che frequenta: “quando le parlo mi guarda senza capire e mi sembra se ne stia là, sul suo pianeta blu…”.
La giuria, composta da Maria Cristina Benussi (ordinario di Storia della letteratura italiana all’Università di Trieste), Enzo D’Antona (giornalista, già direttore de Il Piccolo), Cristiano Degano (presidente Ordine dei Giornalisti del Fvg), Leopoldo Petto (giornalista, già vicedirettore de Il Piccolo ), Carla Carloni Mocavero (scrittrice), Gabriele Toigo (geriatra) sarà presieduta dalla professoressa Michela Marzano.
Filosofa, accademica, saggista italiana, già vincitrice del premio letterario Bancarella con “L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore”, Michela Marzano è anche autrice di “Idda”, ultimo suo romanzo, che parla di memoria perduta e di vite rimesse in discussione dopo la comunicazione della diagnosi di malattia di Alzheimer.  La premiazione si terrà in marzo con una cerimonia alla presenza della stessa Marzano, degli altri membri della giuria e degli enti patrocinatori. È prevista inoltre la pubblicazione dei 10 migliori racconti. Il concorso, che può contare sul patrocinio della Federazione Alzheimer Italia, dell’Ordine dei Giornalisti Fvg e del Cooordinamento Associazione Alzheimer Fvg, è aperto a tutti ed è gratuito. Per informazioni scrivere a  concorsoletterario@debanfield.it

Michela Marzano

QUALCHE DATO…

L’Alzheimer è  considerata una delle emergenze del futuro: nel mondo sono 47 milioni le persone colpite da questa patologia. Questa cifra è destinata a salire fino allo stratosferico numero di 131 milioni di malati entro il 2050.

LE CURE 

Ad oggi non esistono cure per l’alzheimer, c’è solo qualche terapia per alleviare i sintomi. Tutte le case farmaceutiche ci stanno provando (anche perché trovare la medicina giusta significherebbe assicurarsi enormi guadagni). Ma i risultati non arrivano.
Dei 244 composti sperimentati in 413 trial, dal 2002 al 2012, solo 14 possono diventare delle terapie.

IN EUROPA E NEL MONDO

Il grafico mostra il numero di anziani che soffrono di demenza e la crescita prevista in futuro. In Europa, soffrono di Alzheimer 10 milioni di persone, un numero che è destinato quasi a raddoppiare (18,6 milioni) entro il 2050.

UN MALATO OGNI 3 SECONDI

Su scala mondiale si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi all’anno di Alzheimer, vale a dire un nuovo caso ogni 3,2 secondi.  L’anno scorso, per esempio, ci sono stati  4,9 milioni  di nuovi casi di demenza (il 49% del totale) in Asia, 2,5 milioni (25%) in Europa, 1,7 milioni (18%) nelle Americhe, e 0,8 milioni (8%) in Africa.

MONDO CHE INVECCHIA

L’aumento delle malattie croniche come la demenza è determinato soprattutto dall’aumento dell’aspettativa di vita, che sta determinando una rapida crescita numerica della popolazione anziana. Tra oggi e il 2050 si prevede che il numero di persone anziane che vivono nei paesi ad alto reddito crescerà del 56%. Nei paesi a reddito medio-alto l’aumento previsto è invece del 138%, in quelli a reddito medio-basso è del 185%, mentre nei paesi a reddito basso la crescita stimata è del 239%.

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In copertina, il dramma dell’Alzheimer è molto sentito anche nel nostro Paese.