“Assaggi in Bottega” a Casarsa col sapore della solidarietà

Thè, cioccolato e biscotti solidali: oggi, dalle 16, alla Bottega della Solidarietà Il Piccolo Principe che si trova in via Vittorio Veneto 22, a Casarsa della Delizia, primo appuntamento del ciclo di incontri “Assaggi in Bottega”. In questa prima occasione si potranno assaggiare thè e cioccolato del commercio equo e solidale, nonché i dolci cucinati dalle dalle persone con disabilità del Centro Socio Occupazionale casarsese e dalla Cucina delle Fratte, dove lavorano persone con fragilità, per le quali questo lavoro significa autonomia e realizzazione personale. Un’occasione golosa ma con una nota in più, quella della solidarietà. L’ingresso è libero.

Per informazioni ulteriori telefonare allo 0434.871208.

—^—

In copertina, due volontarie del Piccolo Principe di Casarsa.

Buone pratiche: Opi Trieste premia il Baskin Muggia

Va all’Associazione Sportiva Dilettantistica Interclub Muggia la 7ma edizione del Bando per le Buone Pratiche di cittadinanza attiva promosso da Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste: un riconoscimento rivolto ad Enti, Associazioni o altre realtà promotrici di progetti di supporto ai cittadini della provincia di Trieste, in ambito sanitario, socio-sanitario o sociale.
«Vogliamo essere accanto ai cittadini e attenti nel quotidiano alle necessità socio-sanitarie del nostro tempo – spiega il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti –. La 7ma edizione del Bando ha voluto guardare a un progetto che stimola l’inserimento e l’inclusività anche nel tempo libero: fra le candidature pervenute ci ha colpito la pratica attiva del Baskin, un’attività sostenuta e promossa da Interclub Muggia, per la sua capacità di stimolare insieme l’aspetto ludico-motorio e quello psico-motorio, le abilità comunicative e quelle organizzative e di ruolo, favorendo il gioco di squadra e quindi l’inclusività di giocatori con varie topologie di disabilità».
La premiazione è in programma oggi 7 febbraio, alle 17.15, nella Sala Xenia di Riva 3 Novembre, nell’ambito della prima assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste che prenderà il via alle 14, e del successivo convegno dedicato a “Le Missed Nursing Care: cure perse e Sistemi sanitari”.

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Interclub Muggia è nata nel 1968 e ha al suo attivo nove scudetti giovanili. Il Baskin è l’innovativa attività sportiva che si ispira al basket ma ha caratteristiche particolari ed innovative. Dieci regole ne governano il gioco conferendo caratteristiche ricche di dinamicità e imprevedibilità. Uno sport, quindi, che permette sia ai giovani normodotati che ai disabili di giocare nella stessa squadra, composta da ragazzi e ragazze. Il Baskin mantiene gli obiettivi del basket, ma ne modifica le regole adattandole ai bisogni dei giocatori. Viene superato l’atteggiamento assistenziale verso i diversamente abili e ciascuno, nel suo, contribuisce in modo responsabile all’esito del gioco. Il progetto Baskin possiede uno staff organizzativo e professionale composto da esperti, clinici e psicologici, che operano attivamente, insieme ad infrastrutture speciali e costose, canestri adattati e altro materiale specifico, che potranno giovarsi del contributo messo a disposizione attraverso il Bando Opi per le Buone Pratiche. La menzione speciale della 7ma edizione è andata all’associazione Le Buone Pratiche Onlus, che promuove modalità di azione concreta nel campo delle politiche sociali, per il progetto “Quando il silenzio non è d’oro” dedicato al mutismo selettivo come disturbo d’ansia sociale che riguarda principalmente i bambini e i soggetti in età evolutiva. Il progetto è finalizzato a migliorare la conoscenza del problema per una presa in carico globale, dalla diagnosi all’inclusione sociale e scolastica, attraverso la creazione di un percorso condiviso.

Le precedenti edizioni del Bando per le Buone Pratiche Opi sono andate nel 2013 alla onlus Scricciolo per le famiglie e i bambini nati prematuri, nel 2014 all’Associazione Stelle sulla Terra (2014) a sostegno dei bambini con dislessia, nel 2015 all’Associazione I Girasoli onlus per il reinserimento sociale delle persone disabili (2015), nel 2016 all’Associazione Il Buon Pastore per le persone con disagio psichico e le loro famiglie, nel 2017 alla Comunità di Sant’Egidio per il progetto di supporto ai cittadini e alle famiglie in difficoltà economica e nel 2018 alla onlus triestina “Oltre quella sedia”, di sostegno ai disabili e di sensibilizzazione culturale intorno alla disabilita’ fisica e intellettiva.

Ulteriori dettagli sul sito OPI Trieste www.opitrieste.it Info, telefono 040.370122.

—^—

In copertina e all’interno tre immagini del Baskin di Muggia che oggi sarà premiato dall’Opi a Trieste.

Cure perse, domani un’assemblea di Opi a Trieste

E’ in programma domani, venerdì,dalle 14 alle 19 nella Sala Xenia di Riva III Novembre, la prima assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle professioni infermieristiche di Trieste. Per l’occasione si avvierà una riflessione in forma di convegno sulle cosiddette “Missed nursing care”, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario. Interverrà anche la presidente nazionale Fnopi, Federazione nazionale Ordine delle professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli.
«In pratica – spiega il presidente di OpiTrieste, Flavio Paoletti – le missed care sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso – completamente o parzialmente – o rimandato. Si tratta di casi, reali e potenziali, all’ordine del giorno a causa di una molteplicità di fattori, primo fra tutti la carenza negli organici infermieristici: quindi un rapporto infermieri/pazienti inadeguato per mancanza di personale o per eccessivi carichi di lavoro, che rende più difficile l’erogazione delle cure infermieristiche pianificate. In un’ottica di assoluta trasparenza e di totale sinergia ed empatia con le persone prese in carico, gli infermieri hanno deciso di approfondire questo tema e Opi Trieste, in particolare, progetta la realizzazione del “Rapporto” sulle Missed Nursing Care, da presentare entro fine anno per trovare soluzioni rapide ed adeguate. Al progetto hanno già aderito anche Opi Gorizia, i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Uil, Cisl Trieste, il nuovo Ordine professionale dei tecnici sanitari di Radiologia medica e delle Professioni sanitarie tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione In Prospettiva». “Le Missed Nursing Care: cure perse e Sistemi Sanitari” prevede gli interventi di Livia Bicego, Direttore ff S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie Ircss Burlo Garofolo, Trieste; Barbara Brainjk, vicepresidente Opi Trieste; Consuelo Consales, Asugi – dirigente referente Direzione infermieristica ed Ostetrica di Trieste; Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi; Franca Masala, Tesoriera Opi Trieste; Alvisa Palese, professore associato di Scienze infermieristica Università di Udine; Flavio Paoletti, presidente Opi Trieste; Giuliana Pitacco, infermiera pediatrica Direzione servzi sanitari Asugi.

COSA SONO LE “CURE PERSE”
Negli ultimi anni il dibattito sulle missed nursing care è diventato emergente sia all’interno delle realtà sanitarie internazionali, che nel contesto italiano: si tratta di un vero e proprio indicatore della qualità delle cure offerte. Le cure perse con maggiore frequenza sono la deambulazione, la mobilizzazione passiva, l’igiene e la cura del cavo orale. È dimostrato che la mancata erogazione di alcune cure infermieristiche rappresenta un forte predittore negativo dell’outcome del paziente. È chiaro che i cambiamenti demografici ed epidemiologici, in atto da alcuni decenni, hanno portato ad un progressivo invecchiamento della popolazione e quindi ad un aumento del numero dei pazienti complessi, ai quali vanno erogate cure articolate per le quali ci si trova sempre più spesso sotto organico. Questo perché non è solo il numero delle persone prese in carico da parte di ciascun infermiere, ad aumentare, ma anche il numero di attività e interventi assistenziali collegati. Un numero elevato di cure perse è tra le principali cause di eventi avversi e rischi per la sicurezza dei pazienti, nonché tra i fattori che aumentano la demotivazione, l’insoddisfazione e il distress morale degli infermieri che non riescono ad erogare un’assistenza secondo gli standard definiti dalle evidenze e dalla professione. L’agenzia Americana per la Ricerca e la Qualità della Salute (AHRQ), ha identificato due tipi di errore: gli errori correlati agli atti di commissione e gli errori correlati agli atti di omissione: le cure perse ricadono sotto quest’ultima categoria e quindi rappresentano un grosso problema per la pratica clinica.

L’evento è aperto agli infermieri ed infermieri pediatrici iscritti all’Albo Opi Trieste fino ad esaurimento dei posti disponibili, attraverso le indicazioni disponibili sul www.opitrieste.it Info tel 040371244.

—^—

In copertina, scorcio delle Rive a Trieste.

 

“San Giovanni, macché chiusura del Malignani: diventi un’eccellenza!”

di Gi Elle

Gli artigiani, sostenuti con decisione dalle pubbliche amministrazioni, alzano la voce contro la chiusura del Malignani di San Giovanni al Natisone. E questo perché chiedono che, invece, la scuola venga sostenuta e potenziata, facendola diventare un polo d’eccellenza per la preparazione delle future maestranze della zona. Il futuro della sede staccata dello storico istituto udinese ieri mattina è finito, infatti, sotto la lente d’ingrandimento della VI commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Sibau, che in audizione ha ascoltato la posizione dei vari portatori d’interesse a partire dalla scuola, passando per gli amministratori locali e le associazioni di categoria provinciali, come appunto quelle degli artigiani. L’incontro, al quale ha partecipato l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, si è concluso con un impegno formale a convocare in breve un tavolo tecnico al quale portare soluzioni concrete per il rilancio dell’istituto che rischia di chiudere perché avendo oggi poco meno di 70 studenti non rispetta il tetto minimo previsto per le sedi staccate che è pari a 100.

“Così com’è oggi la scuola può anche chiudere – ha esordito con fermezza il presidente zonale di Confartigianato, Giusto Maurig -, ma noi non vogliamo che il Malignani di San Giovanni chiuda, vogliamo che viva una nuova primavera e contamini di professionalità il distretto”. Confartigianato e Cna hanno pertanto consegnato all’assessore regionale un documento con diverse proposte operative, da realizzarsi contemporaneamente. A partire dall’interazione tra sede formativa e imprese, con stage e tirocini, realizzando un vero e proprio laboratorio diffuso, messo a disposizione dalle aziende del territorio, passando per l’assicurazione di un elevato standard dei docenti, il miglioramento dei collegamenti da e per la scuola e ancora l’implementazione dell’offerta con corsi di aggiornamento professionale e percorsi post diploma.

Graziano Tilatti a una cerimonia.

“Dobbiamo fare in modo di valorizzare agli occhi dei ragazzi e delle famiglie la grande occasione che rappresenta questa scuola: apre loro le porte delle aziende del territorio, più che mai bisognose di tecnici” ha aggiunto Maurig, appoggiato in questa battaglia per la sopravvivenza del Malignani dal presidente provinciale di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, a sua volta convinto della strategicità dell’istituto: “La nostra associazione – ha sottolineato – farà la sua parte per cercare di rilanciare la scuola che rappresenta uno strategico punto di formazione, a chilometro zero, per le imprese della zona”. Oggi e sempre più in futuro, come precisa il sindaco di San Giovanni, Carlo Pali: “Il nostro dev’essere un progetto a lungo termine. In futuro rischiamo, infatti, di avere aziende altamente tecnologiche senza adeguate risorse umane. In commissione abbiamo chiesto quindi che si realizzi un progetto dove tutti facciano la propria parte affinché il Malignani di San Giovanni diventi un’eccellenza, una scuola attrattiva”. Il territorio ne ha bisogno. Parola del primo cittadino di Manzano, Piero Furlani: “La scuola è importantissima perché è la garanzia di un ricambio qualificato del personale dal quale le aziende, per essere competitive, non possono prescindere”.

—^—

In copertina e qui sopra due immagini della sede Malignani di San Giovanni.

 

Cassetto digitale delle imprese: Udine e Pordenone leader

Stabilmente primi in Italia, con ben 13.767 imprese aderenti, un tasso di adesione del 18,2% delle imprese registrate: quello della Camera di Commercio di Pordenone-Udine si conferma il territorio in cui gli imprenditori utilizzano maggiormente il “Cassetto digitale dell’imprenditore”, servizio online delle Camere di Commercio realizzato da InfoCamere, che garantisce alle imprese, in modo gratuito, di accedere sempre a tutta la documentazione della propria azienda conservata nel Registro delle Imprese, di averla cioè a portata di smartphone o computer in qualsiasi momento, in modo facile e sicuro. Su base Italiana, sono già oltre 529 mila le imprese aderenti, con un tasso di adesione su base nazionale dell’8,7%.

«Siamo sempre stati ai vertici nazionali per partecipazione del sistema produttivo a questo servizio – spiega in una nota il presidente della Cciaa di Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo –, e ciò ci fa capire come le nostre imprese siano attente e sensibili alle iniziative di semplificazione della burocrazia e dei rapporti con la Pubblica amministrazione, tramite servizi messi a disposizione online. Questo servizio è un tassello significativo della più ampia attività di promozione e sensibilizzazione in tema di digitalizzazione dei rapporti tra imprese e Pa che la nostra Cciaa, così come tutto il sistema camerale, sta portando avanti con impegno e con sempre nuove iniziative».

Tra i documenti accessibili tramite il Cassetto digitale ci sono le visure (anche con il servizio di traduzione in inglese), ma anche statuto e bilanci e tutte le pratiche inviate al Suap, nonché le fatture elettroniche, per chi utilizza il portale gratuito per la fatturazione elettronica messo a disposizione dalle Camere di Commercio alle imprese iscritte. Elevatissimo, tra l’altro, il numero di documenti scaricati dagli imprenditori di Pn-Ud, che arriva (dato al 3 febbraio 2020) a 27.988 documenti, ed elevate anche le nuove adesioni, che solo nel primo mese del 2020 sono state 481.
Accedere al Cassetto digitale è facile e sicuro. È sufficiente digitare http://impresa.italia.it ed essere in possesso delle identità digitali che consentono di identificare il cittadino-imprenditore: lo SPID (il Sistema Pubblico di identità digitale) o la CNS (la Carta Nazionale dei Servizi). Per aprire il cassetto digitale o per informazioni su come avere l’identità digitale si può contattare la Camera di commercio di Pordenone-Udine, collegandosi tramite www.pnud.camcom.it.

—^—

In copertina, il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Affido familiare: conferenza-spettacolo domani a Tarcento

Sarà una conferenza-spettacolo a presentare, domani 28 gennaio (alle 20.30, nell’auditorium della scuola secondaria di primo grado di Tarcento, in via Angeli), le caratteristiche del nuovo sportello per l’affidamento familiare “Mi affido”, varato dal Servizio Sociale dei Comuni del Torre, in collaborazione con il Distretto sanitario di Tarcento.
A stimolare e guidare la riflessione saranno anche gli spunti che emergeranno dallo spettacolo teatrale “Pelle su pelle”, scritto e diretto da Federica Sansevero, presidente Teatro del Silenzio di Udine, che ha voluto dedicare una performance alla delicata tematica: una selezione di scene della rappresentazione, già proposta in altre sedi,  accompagnerà la presentazione del servizio. L’ultima replica di “Pelle su pelle”, in chiusura dell’omonimo progetto, è poi in calendario per sabato 1 febbraio, alle 20.30, al teatro Garzoni di Tricesimo.
La proposta scenica consiste in un teatro di maschera con musica dal vivo, che si pone l’obiettivo di informare il pubblico su che cosa sia un affido partecipato e che cerca, soprattutto, di demolire i tanti stereotipi sull’argomento. Viene inoltre affrontato in modo profondo il tema della maternità, a partire da testi di Massimo Recalcati. In scena Federica Sansevero, Ivan Buttazzoni, Abidin Lanza e i musicisti Raffaello Indri (che firma le musiche) e Flavia Quass.

—^—

In copertina e qui sopra due immagini dello spettacolo sull’affido familiare.

Dieci anni fa moriva Adriano Biasutti: Palazzolo gli dedica il Centro civico

di Silvio Bini

Palazzolo dello Stella rende omaggio a un suo figlio illustre. Mercoledì 29 gennaio, intitolerà infatti ad Adriano Biasutti, a dieci anni dalla morte, il Centro civico polifunzionale. Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e deputato della Repubblica, Biasutti è stato un grande personaggio della politica friulana, militante nell’allora Democrazia Cristiana, nei difficili anni ’70/80, leader pragmatico e moderno di un Friuli in crescita, dopo la tragedia del terremoto.Travolto nel 1994 dall’inchiesta Mani pulite, dopo aver subito una prolungata “damnatio memoriae”, fu riabilitato dalla “nuova” politica e nominato membro della Commissione paritetica Stato-Regione. Morirà, poco dopo, nel 2010, vinto da un male incurabile.
Mercoledì, il gotha della Regione Friuli Venezia Giulia sarà a Palazzolo per onorare la memoria di Adriano Biasutti proprio nel suo paese d’origine. Interverranno il governatore Massimiliano Fedriga; il vice Riccardo Riccardi; il presidente del Consiglio regionale, Pier Mauro Zanin, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Bini, e il capogruppo regionale della Lega, Mauro Bordin. Sarà presente anche Ciriaco De Mita, che negli anni ’80 fu presidente del Consiglio e Segretario nazionale della Dc, capo della corrente “sinistra di base”, cui aveva aderito lo stesso Biasutti. Interverrà anche il presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti. Alle 17.30, dopo il saluto del sindaco Franco D’Altilia, il giornalista Mattia Pertoldi modererà gli interventi degli ospiti.
In precedenza (inizio alle 17), ci sarà la cerimonia di intitolazione con lo scoprimento della targa e la visita alla mostra fotografica dedicata a Biasutti, a cura di Pierangelo Marchesi, suo vecchio amico. Adriano Biasutti era un palazzolese doc, amava il suo paese che, appunto nel decennale della scomparsa, restituirà la sua figura ad una duratura memoria.

—^—

In copertina, il politico Adriano Biasutti scomparso dieci anni fa.

Oggi l’Anpi di Carlino e Marano ricorda la Strage di Marzabotto

di Silvio Bini

In occasione del Giorno della memoria, la sezione Anpi di Carlino-Marano Lagunare, presenta “La strage di Marzabotto“, incontro con Ferruccio Laffi, sopravvissuto all’eccidio avvenuto sull’Appennino Bolognese. In quel tragico evento, nell’ultimo giorno di settembre, del 1944, Ferruccio, allora sedicenne, perse il padre, la madre, due fratelli e altri parenti. In pochi giorni i tedeschi, comandati da Walter Reder, sterminarono quasi 800 persone, donne, anziani e bambini.
All’incontro, che si terrà a Carlino, oggi 25 gennaio, alle 17, nella sala dell’ex latteria, sarà presente anche il presidente dell’Associazione Familiari vittime di Marzabotto, Gian Luca Luccarini, mentre porteranno un saluto Dino Spanghero, presidente regionale dell’Anpi, e il sindaco Loris Bazzo. L’invito è per tutti i cittadini di Carlino e della vicina Marano Lagunare.

—^—

In copertina, Ferruccio Laffi, sopravvissuto alla Strage di Marzabotto, in Emilia.

Pordenone, i giornalisti in festa per il patrono San Francesco di Sales

“Il 24 gennaio ricorre il patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, che invita a riflettere sull’importanza e il senso del nostro lavoro e offre l’opportunità di incontrarci e stringerci la mano almeno una volta l’anno”. Così esordisce l’invito diramato ai giornalisti pordenonesi, proprio in vista del tradizionale appuntamento religioso di gennaio, il primo del nuovo anno e che segue quello della consegna del decimo Premio Cigana avvenuto poco più di un mese fa ad Aviano.
Venerdì prossimo, dunque, nella cappella del Centro Diocesano (via Revedole 1, accanto alla redazione del settimanale cattolico “Il Popolo”), alle 17 sarà celebrata una Messa, presieduta dal vescovo di Concordia-Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini. All’iniziativa parteciperanno anche il Circolo della stampa di Pordenone, presieduto da Pietro Angelillo, e i collaboratori dei media locali. Seguirà uno scambio di auguri per l’anno appena iniziato.
Come è tradizione, analoghe cerimonie si terranno anche a Trieste e a Udine nella ricorrenza, appunto, della festa di San Francesco di Sales.

 

L’anziano invalido e l’assistenza: se ne parla a Trieste

CasaViola – la struttura di via Filzi 21/1 che a Trieste l’Associazione de Banfield ha espressamente ideato e dedicato a chi si prende cura dei malati di Alzheimer – ospiterà lunedì 20 gennaio, alle 17.30, la conferenza aperta a tutti “L’anziano invalido”, a cura del dottor Sergio Omero, medico legale.
Il pensionato ultrasessantacinquenne è per definizione non più valido al lavoro e fruisce della pensione, anche se è in condizioni di piena salute. Nel corso dell’incontro si esaminerà quando, invece, le sue condizioni psico-fisiche sono tali da giustificare un intervento dello Stato (per il tramite dell’Inps), con un supporto economico.
Il dottor Omero illustrerà i requisiti per il riconoscimento dell’invalidità civile e dell’assegno di accompagnamento, le modalità della richiesta, le criticità con particolare riguardo per il contenzioso giudiziario. Si esamineranno con lui anche altre provvidenze economiche e non economiche per i portatori di handicap grave.

La partecipazione è libera, ma per motivi organizzativi è gradita la prenotazione al 040362766 o casaviola@debanfield.it

—^—

In copertina, il logo di CasaViola.