Coronavirus, allarme anche in Fvg: ecco come comportarsi

Coronavirus, è allarme anche in Friuli Venezia Giulia. Perché, dopo i casi di contagio manifestatisi in Lombardia e in Veneto, che hanno causato anche le prime vittime italiane, ci sono dieci pazienti in osservazione (sette a Udine e tre a Trieste) per accertare se i sintomi che presentano vanno collegati all’epidemia scoppiata in Cina oppure no. Fortunatamente, “dalle prime notizie che abbiamo i test sono negativi”, ha riferito il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, al termine di un vertice a Palmanova con la Protezione civile, alla presenza dell’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, titolare anche della stessa Pc.

Massimiliano Fedriga (a destra) con il vice Riccardo Riccardi e Gianna Zamaro, direttore Salute Fvg.

“Abbiamo attivo il monitoraggio sul Coronavirus sette giorni su sette e abbiamo agito ovunque con il massimo grado di prevenzione, sempre in contatto con il ministero della Salute, cercando di usare una cautela un po’ più alta rispetto agli esiti in corso”, ha detto Fedriga. “I sette casi a Udine e tre a Trieste – ha precisato, come si legge in una nota dell’Ansa – sono stati subito presi in carico, ma non sottovalutiamo nessun tipo di segnalazione che ci giunge alle strutture sanitarie del Fvg”. In caso di “sospetto anche mimino – ha aggiunto – è importante chiamare subito il 112 ancora prima di rivolgersi al pronto soccorso e al medico di base”.
Sulla base di questa situazione, il vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardi, d’intesa con lo stesso presidente Fedrida, ha siglato lo stato di emergenza fino al prossimo 31 luglio per fronteggiare il rischio sanitario da Coronavirus, anche in considerazione dei primi casi di contagio nel territorio italiano e in particolare nella vicina regione del Veneto ed in esito della riunione del Comitato operativo di Protezione civile avvenuta oggi.

Lo stato d’emergenza

Con il decreto dello stato di emergenza la Regione – come si legge in una nota Arc – potrà adottare una procedura più agile per l’acquisto di beni, servizi e forniture attraverso un affidamento diretto senza indagini di mercato sopra e sotto soglia comunitarie, per tutto ciò che è necessario per affrontare l’emergenza. In prima battuta la misura è utile per disporre di risorse tali da consentire, ad esempio, di mettere a disposizione le strutture nel caso in cui si rendesse necessario adottare l’isolamento.

In attesa delle linee guida del Governo centrale, le manifestazioni pubbliche in Friuli Venezia Giulia quali ad esempio il Carnevale e le paralimpiadi previste a Lignano Sabbiadoro, non saranno sospese ma la Regione è pronta, una volta ricevuta la proposta dell’Esecutivo nazionale, ad effettuare le valutazioni di merito per la piena tutela dei cittadini del Friuli Venezia Giulia.  E’ uno dei messaggi del governatore del Fvg emersi a seguito del collegamento con il Comitato operativo alla Protezione Civile sul Coronavirus, che si è svolta alla presenza del premier Giuseppe Conte e dei rappresentanti delle Regioni.  In quell’occasione, il governatore del Friuli Venezia Giulia ha chiesto una maggior intensificazione dei controlli ai valichi di frontiera oltre alle linee guida per la gestione delle manifestazioni pubbliche.
Sul primo punto il governatore ha preso atto della risposta del premier secondo cui, al momento, rispetto alle informazioni acquisite e al livello di contagio, la misura è da escludere ma ha manifestato la disponibilità del governo centrale ad un confronto con le Regioni di frontiera per un approfondimento sulla tematica.

Morphology of the novel coronavirus

https://en.wikipedia.org/wiki/Coronavirus_disease_2019

 

Contattare il 112

Contattare il 112 se si ritiene di essere in una situazione sospetta, non recarsi dal medico di base e in pronto soccorso. Gli esperti risponderanno e faranno una prima analisi dando le valutazioni adeguate al caso. Sono le prime indicazioni emerse dalla conferenza stampa, con il governatore e il vicegovernatore della Regione, che si è tenuta nella sede della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia a Palmanova dove si è riunito il comitato operativo per l’emergenza sanitaria Coronavirus (nome scientifico COVID-19) con i professionisti della salute.

I rappresentanti dell’esecutivo – come informa l’Arc – hanno rimarcato l’adozione delle misure preventive che in regione sono già attive da alcune settimane con un monitoraggio 7 giorni su 7. Sul territorio, è stato sottolineato, viene posto il massimo grado di attenzione utilizzando una cautela più alta rispetto ai rischi in corso per non sottovalutare alcuna segnalazione.
Il governatore ha informato sugli attuali sette casi sospetti a Udine e tre a Trieste che, al momento, risultano negativi e ha inoltre ricordato che si stanno seguendo tutti i protocolli attivati anche a livello nazionale. Il governatore si è poi soffermato sul potenziamento della struttura del 112 attraverso la consulenza di specialisti infettivologi per rispondere alle esigenze della popolazione.
Sono attivati tutti i percorsi idonei per gestire la parte preventiva e si stanno individuando i siti adatti se dovesse emergere un’eventuale necessità di isolamento. Si sta predisponendo, inoltre, un sistema di interazione con gli esperti a favore della cittadinanza, attraverso canali innovativi, anche online, per avere confronti puntuali con gli operatori del settore. A breve verrà diffusa la distribuzione di materiale informativo per illustrare il miglior comportamento da adottare in caso di situazione sospetta.
Il vicegovernatore ha rimarcato l’alta attenzione sull’emergenza Coronavirus (nome scientifico COVID-19) , tanto da ricordare l’immediata presa in carico di una persona di Lodi presente ieri sera in regione, risultata poi negativa al test. Il governatore ha comunicato, infine, di aver fatto richiesta a livello nazionale di prevedere controlli anche sui confini terrestri, al fine di monitorare gli ingressi sul territorio nazionale visto che le misure preventive adottate dal governo italiano non sono omogenee a livello europeo.

—^—

In copertina, ecco il padiglione d’ingresso dell’ospedale di Udine.

 

 

Civibank sempre più impegnata nella “green economy”

Civibank entra nel gruppo dell’Energy Efficient Mortgages Pilot Scheme e potenzia l’offerta di prodotti green. La Energy Efficient Mortgages (EEM) Initiative ha, infatti, annunciato ufficialmente che la Banca di Cividale si è unita all’Energy Efficient Mortgages Pilot Scheme. Ad oggi, 51 istituti di credito si sono impegnati a sperimentare l’applicazione delle linee guida finali sui mutui rivolti al miglioramento dell’efficienza energetica all’interno delle prorie linee di prodotto e di processo esistenti. A tali istituti di credito si aggiungono 33 organizzazioni di tutta l’Unione Europea e 14 istituzioni nazionali, europee e internazionali facenti parte dell’Advisory Council, che supporta la diffusione del Pilot Scheme nei mercati.
La EEM Initiative si prefigge di delineare un meccanismo di finanziamenti in grado di incentivare l‘utenza pubblica e privata a migliorare l’efficienza energetica degli edifici attraverso l’offerta di prodotti a condizioni finanziarie favorevoli per il contenimento dei consumi energetici degli immobili esistenti o l’acquisto di immobili ad alta efficienza.

Luca Bertalot, coordinatore dell’Energy Efficient Mortgages Initiative, ha commentato: «E’ un piacere accogliere CiviBank come nuovo componente dell’Energy Efficient Mortgages Initiative Pilot Scheme. La partecipazione di Civibank rinforza ulteriormente l’iniziativa in Italia e consolida il legame con le aspettative sia del territorio che dei suoi consumatori. Confidiamo nel ruolo che Civibank potrà avere nel supportare la distribuzione di mutui rivolti all’efficienza energetica nel mercato italiano. In Italia, l’Iniziativa conta già 13 banche operative e l’ABI ha recentemente attivato una Steering Committee per garantire il coordinamento delle politiche in materia».
Gli ha fatto eco Marco Mosanghini, di Treasury and Funding di Civibank: «Questa iniziativa di Civibank è un ulteriore passo importante nell’attuazione della nostra strategia aziendale improntata alla responsabilità sociale e alla sostenibilità. La “mission” di Civibank è quella di essere un partner fondamentale dei consumatori e delle imprese del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, territori in cui opera con 64 filiali, da Trieste a Vicenza. Del resto, Civibank offre già ai propri clienti un’ampia gamma di soluzioni “verdi” come i depositi «Conto Green», i prestiti «Ecoprestito» rivolti a finanziare ristrutturazioni edilizie e i servizi offerti dalla controllata “Civiesco”.

Dell’ingresso di Civibank in questo importante gruppo di lavoro europeo si è parlato anche a margine del convegno Ambrosetti che l’altro giorno ha visto intervenire, nella sede centrale della banca friulana, l’ex ministro Enrico Giovannini sulle prospettive economiche dell’Italia e dell’Europa. Docente all’Università Tor Vergata di Roma, già titolare del Lavoro e presidente di Istat, il professor Giovannini è pure il portavoce di Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile) e in tale veste ha dichiarato che «siamo di fronte all’urgenza di un cambiamento epocale perché dobbiamo trasformare i sistemi produttivi in modo compatibile con l’ambiente. Sarà un’occasione straordinaria per creare più investimenti, posti di lavoro e crescita economica».
La presidente di Civibank, Michela Del Piero, aprendo i lavori del meeting Ambrosetti, a cui hanno preso parte 80 tra imprenditori e manager, aveva detto che «uno sviluppo sostenibile e ciò che soddisfa le esigenze dell’attuale generazione senza privare le future delle proprie aspettative. Responsabilità sociale di impresa vuol dire anche questo: oggi la competitività si gioca sulla sostenibilità. Per questo da oltre 15 anni la nostra banca è in prima linea sul fronte della green economy».

—^—

In copertina, la presidente Michela Del Piero con il professor Enrico Giovannini nella sede di Civibank.

Giorgio Arpino confermato alla guida della Lilt friulana

L’ingegner Giorgio Arpino è stato confermato alla guida della Lilt friulana. Il consiglio direttivo della sezione provinciale di Udine della Lega italiana per la lotta contro i tumori, intitolata ad Elio ed Enrico Morpurgo, si è riunito infatti per il rinnovo delle cariche sociali, a seguito dell’assemblea dei soci, che si era svolta ancora in novembre. Si è così provveduto alla elezione del direttivo e del collegio dei revisori dei conti, che rimarranno in carica fino al 2024.
La riunione è avvenuta nella sede della sezione di Trieste per agevolare la presenza del presidente nazionale Lilt, professor Francesco Schittulli, e del coordinatore regionale dottor Salvatore Raguso. Una presenza – quella dei vertici nazionale e regionale della Lega Tumori – che è stata un riconoscimento per il lavoro svolto dalla sezione friulana, una delle più attive in Italia. Ed è servita anche a chiarire la corretta interpretazione delle norme statutarie riguardanti la presenza di genere nell’ambito del direttivo.
Su proposta dello stesso presidente Schittulli, approvata all’unanimità da tutti i consiglieri intervenuti alla seduta, è stato confermato presidente, come si diceva, l’ingegner Giorgio Arpino che si avvarrà della collaborazione di due vicepresidenti: il dottor Luigi Di Caccamo e la professoressa Sandra Dri. Completano la squadra i consiglieri dottor Libero Grassi, dottor Pierpaolo Janes, Cristina Bevilacqua e Marco Catania. Il collegio dei revisori risulta composto dal dottor Antonio Toller (presidente), dal ragionier Maria Mestroni e da Carla Pellegrini.

—^—

In copertina, l’ingegner Giorgio Arpino ancora leader della sezione provinciale Lilt di Udine.

Dove va l’economia Fvg? Stamane a Cividale il meeting con Giovannini

Dove va l’economia italiana, e quindi anche del Friuli Venezia Giulia? Stamane, dalle 9 alle 13, Civibank ospita nella propria sede centrale, alle porte di Cividale, un meeting Ambrosetti nell’ambito del programma ‘Aggiornamento Permanente’ riservato ai manager che ha quale protagonista il noto economista Enrico Giovannini. Professore ordinario di Statistica ed Economia italiana ed europea all’Università Tor Vergata di Roma, già presidente dell’Istat dal 2009 al 2013 e ministro del Lavoro nel Governo Letta, Giovannini nel corso di quest’incontro analizzerà la situazione economica dell’Italia e condividerà la sua visione sullo scenario economico futuro.
Giovannini illustrerà, in particolare, le prospettive di sviluppo sostenibile nel Paese e ne traccerà le implicazioni per il mondo imprenditoriale e finanziario. Si soffermerà in modo specifico sui seguenti punti: la situazione economica dell’Italia (Pil, occupazione, investimenti, situazione del bilancio pubblico), i fattori strutturali ed elementi di potenziale cambiamento dello scenario economico futuro, le prospettive di sviluppo sostenibile in Italia, modalità, opportunità, implicazioni, conseguenze e raccomandazioni per le imprese e il sistema finanziario del Nord Est. Introdurrà i lavori la presidente di Civibank, Michela Del Piero.

—^—

In copertina, la sede centrale di Civibank; qui sopra, Enrico Giovannini.

Shoah, Liliana Segre è cittadina onoraria di Grado

di Gi Elle

Liliana Segre, testimone diretta delle tragedie dell’Olocausto, è ora cittadina onoraria anche di Grado. E’ stata infatti accolta all’unanimità dal Consiglio comunale dell’isola la proposta dell’Amministrazione Raugna, promossa dall’assessore alle Pari opportunità Federica Lauto, di conferire alla senatrice a vita l’importante riconoscimento.
Come è noto, Liliana Segre – nata in una famiglia ebraica a Milano nel 1930 – ha insegnato con tenacia, nonostante il dolore che una simile rievocazione comporti, il valore della memoria e la capacità di sopravvivenza, dimostrando che ci sono obiettivi per i quali vale la pena battersi fino in fondo. E questo nella consapevolezza che l’odio, oggi così facile, è sempre in agguato.
“I continui episodi di razzismo – è stato sottolineato durante la seduta -, le scritte sui muri, i nuovi fascismi, le svastiche che, nonostante tutto quello che è accaduto, capitano ancora, sono eventi che si possono evitare solo se tiene viva la fiaccola della memoria, come Liliana Segre, assieme agli altri sopravvissuti, ci insegna a fare. E se non si cede all’indifferenza”.

L’assessore Federica Lauto.

I molti interventi in aula hanno sottolineato come la senatrice a vita, superstite della Shoah, sia un esempio di perseveranza, intesa non come semplice sottostare alle avversità della vita, ma come la difficile abilità di trovare ogni giorno un motivo per vivere e per resistere all’odio. Un esempio di resilienza, ovvero della capacità di trovare le forze di resistere di fronte agli urti devastanti della vita, anche laddove si pensava fosse inimmaginabile trovarle, recuperando la capacità di rimettersi in cammino anche laddove le gambe quasi non ci sono più, ma anche degli effetti devastanti che possono avere le scelte politiche sulla vita delle persone.
“Liliana Segre – è stato ancora osservato a Grado – ci insegna che la radice del male sta proprio nell’indifferenza, oggi così diffusa, in chi si volta dall’altra parte, e che il male non è compiuto solo da pochi e rari sadici ma che tutti possono compierlo, come di fatto è accaduto ai nazisti che mandavano a morire madri, padri, bambini nei forni crematori e poi tornavano a casa a giocare coi figli. Liliana Segre insegna ai nostri giovani, ma non solo, che è possibile, anche quando siamo distrutti, andare avanti, mettendo sempre una gamba davanti all’altra, come ha fatto lei resistendo alle incredibili marce della morte a cui è stata sottoposta assieme agli altri prigionieri, una volta giunta la Liberazione, quando i Nazisti tentarono di sgomberare i campi mettendosi in cammino con i prigionieri, evacuati, e sparando a chi cadeva e non riusciva ad alzarsi”.
“La storia di Liliana Segre e di suo padre – ha sottolineato l’Amministrazione civica isolana – ci mostra come tutto cambiò nella vita di moltissime persone da quel 14 luglio del 1938 in cui furono approvate le leggi razziali e che meriterebbe di essere chiamato come ‘Giorno della vergogna’. Dove all’umiliazione si aggiunse il dolore di vedersi voltare le spalle dal vicino o dalla compagna di classe, da chi fino al giorno prima, si credeva amico”.

Liliana Segre non è l’unica, per fortuna, testimone dei giorni della Shoah ma il Consiglio comunale di Grado ha deciso di assumerla come simbolo perché esempio vivente e concreto del nostro tempo, una donna che riesce ancora, nonostante il dolore che la rievocazione di simili orrori comporta a farsi portavoce instancabile di ciò che è successo e promotrice di pace. Che porta avanti i valori della memoria, nonostante come abbia detto lei stessa, da Auschwitz in realtà non si esce mai totalmente e se a noi tutto ciò non è capitato è perché abbiamo avuto la fortuna di non nascere in un periodo storico e in una famiglia ebraica in quel periodo storico.

“Liliana Segre – sottolinea infine l’Amministrazione guidata dal sindaco Dario Raugna che con l’assessore Federica Lauto ha promosso l’importante iniziativa – è simbolo anche in quanto donna, in un tempo in cui purtroppo non è ancora facile per una donna essere ascoltata e presa sul serio, soprattutto in certi ambienti come quello scientifico o quello politico, per esempio. Ci piace pensare – sottolinea l’amministrazione Raugna – che Grado, che è una città turistica, e una città dell’accoglienza, sia appunto una città accogliente che apre e non sbatte le porte e che possiamo far nostri i valori incarnati dall’opera di Liliana Segre, in un periodo in cui, tra l’altro, gli ultimi testimoni della Shoa stanno scomparendo. Fra pochi anni non ci saranno più testimoni diretti, per evidenti ragioni anagrafiche. E già oggi, forse, il racconto delle esperienze del nazismo di tutti i genocidi e i totalitarismi suscita una crescente indifferenza. Noi vogliamo ringraziare Liliana Segre per i suoi stimoli, come dice il Presidente Mattarella, a non rimanere inerti di fronte all’odio e al pregiudizio e anche noi, come i seicento Sindaci in marcia per la solidarietà con la senatrice Liliana Segre vogliamo dire: l’odio lasciamolo ai leoni da tastiera”.
E ancora: “Consideriamo Liliana Segre un tesoro nazionale e vogliamo onorare una donna che lavora in maniera indefessa per sconfiggere ogni intolleranza. Testimone di verità che va avanti “finché mi reggono le forze”, come dice lei (e come ha fatto nei campi di sterminio) e che si batte perché la memoria sia la nostra ricchezza e la nostra difesa, la riteniamo una cittadina illustre ed esemplare. Adottare questa delibera quindi è un gesto simbolico, ma va ben oltre il gesto in sè ed è un atto di testimonianza e di precisa presa di posizione contro l’odio“.

—^—

In copertina, Liliana Segre con il Presidente Sergio Mattarella.

(Foto Wikipedia)

Civibank, bilancio in salute. E nel 2020 una nuova crescita

di Gi Elle

Civibank è in buona salute, considerando i dati del bilancio 2019, e anche il nuovo anno si presenta sotto una luce promettente. “Le prospettive per il 2020 sono positive sia in termini di ulteriore crescita sia di redditività” ha dichiarato infatti la presidente Michela Del Piero, anticipando che “ulteriori progressi significativi sono attesi in termini di asset quality e solidità patrimoniale, oltre che ovviamente di utile”. E ancora: “La strada è stata chiaramente segnata – ha aggiunto – nel Piano Strategico 2019-2022, che stiamo perseguendo con determinazione. Abbiamo spazi commerciali di crescita molto interessanti, il vuoto delle ex banche venete si fa sentire fra gli imprenditori e la clientela, sia in Friuli che a Trieste che in Veneto. Abbiamo in cantiere, come noto, anche delle operazioni straordinarie e di queste parleremo con i nostri soci nel corso della prossima assemblea, che è la sede naturale deputata al confronto fra tutti i soci”.
Il Cda di Civibank, approvati gli schemi del bilancio 2019, ha dunque confermato – come riferisce una nota dello stesso Istituto di credito cividalese – la linea strategica di sviluppo della banca friulana, unico istituto di credito autonomo di Friuli Venezia Giulia e Veneto: un chiaro percorso di crescita finalizzato a “dotare il Nord Est del Paese di un istituto storico, solido, autonomo, efficiente e redditizio”, come era stato ampiamente illustrato già l’anno scorso all’Assemblea dei soci.

CONSOLIDAMENTO DELLA BANCA
“Il 2019 è stato un anno di grande lavoro e soddisfazione – ha osservato Michela Del Piero -, anche grazie alla unità di intenti dei 600 dipendenti che hanno raggiunto risultati importanti. Stiamo portando la banca a livelli di eccellenza, crescendo nel contempo nelle dimensioni e dando un contributo determinante all’economia regionale. Tutto ciò non si manifesta ancora abbastanza nell’utile netto, che seppure in crescita (+33%) rispetto agli anni passati, non raggiunge per il momento i livelli che noi abbiamo in mente, in quanto il reddito, pur importante, viene destinato a manovre di rafforzamento. Sono anni che destiniamo quasi tutto il reddito prodotto ad accantonamenti sui crediti deteriorati erogati in anni lontani a causa della crisi. Dal 2012 il totale degli importi destinati a rettifiche è pari a 406 milioni di euro, ed i risultati si vedono chiaramente negli indicatori di quest’anno. Inoltre, negli ultimi anni abbiamo destinato oltre 24 milioni di euro, richiestici dai vari Fondi di salvataggio delle banche in crisi”.

INDICATORI MIGLIORATI
“Gli indicatori fondamentali della banca – ha aggiunto la sua presidente nel citato comunicato – sono tutti in deciso miglioramento rispetto ad un anno fa: sia il CET1 (indicatore di solidità patrimoniale), l’LCR (indicatore di liquidità), l’NPL Ratio lordo (che misura il calo dei crediti deteriorati); il meno noto Texas Ratio è migliorato di quasi 20 punti percentuali nel 2019 e si colloca ora a 65%, metà rispetto a quello del 2016. Anche l’NPL ratio netto è stato più che dimezzato fra il 2016 ed il 2019. Sono dati di rafforzamento importantissimi ed apprezzati da chi ha un po’ di dimestichezza con questi valori ed ha a cuore lo sviluppo di questa banca, premessa sicura per aggiungere i risultati previsti dal Piano Strategico in corso. Ricordo che il percorso di consolidamento della Civibank è quasi un unicum in Italia: è quasi la sola banca nel Paese ad aver conseguito questi livelli di solidità e di crescita senza aver chiesto un euro ai soci durante la crisi: è dal 2006-2007 (13 anni) che Civibank non fa aumenti di capitale, questo è poco noto, ma è importantissimo. E altrettanto la Cividale non ha in essere prestiti convertibili, convertendo o subordinati”.

CLIENTELA IN CRESCITA
“Una conferma – ha osservato ancora Michela Del Piero – arriva anche dalle migliaia di imprenditori, artigiani e famiglie locali finanziati da Civibank, che ha erogato nuovi finanziamenti nel 2019 per 610 milioni di euro, un dato di crescita più alto rispetto al sistema. Negli ultimi quattro anni Civibank ha erogato nuovi prestiti per 1.900 milioni, tutti nel nostro territorio, e si conferma la prima banca per l’utilizzo, a favore della propria clientela, delle forme di credito agevolato predisposte dalla Regione Fvg. Analoga iniziativa è stata intrapresa con gli strumenti predisposti dalla Finanziaria regionale Veneto Sviluppo. A testimonianza della grande fiducia ricevuta dalla clientela, è il dato della raccolta indiretta (+9,5%) che risulta in crescita soprattutto nella componente di risparmio affidata in gestione patrimoniale alla banca e nei prodotti di bancassicurazione. In crescita la raccolta diretta (+4,6%), compresa quella on line, che canalizza in Friuli Vg risorse raccolte in Italia e all’estero tramite partnership con Fintech. Il 2019 è stato anche l’anno di apertura di filiali su piazze del territorio considerate ricche e strategiche: Oderzo, Castelfranco Veneto e Vicenza, proprio per aumentare nel tempo la capacità di reddito dell’azienda bancaria. E altre seguiranno a breve con lo stesso obiettivo, in una opportuna strategia di occupazione dello spazio commerciale creatosi con la scomparsa delle due banche venete”.

VALORE DELL’AZIONE
“Abbiamo molto chiaro che il problema dell’azione – conclude la presidente nella nota bancaria – si risolve alla fine di un serio percorso prima di consolidamento e poi di crescita, ed è proprio questo che stiamo facendo, purtroppo non esistono scorciatoie o slogan demagogici. Tutti sanno che il titolo azionario della Civibank non è quotato in Borsa ma su un MTF (al pari di quasi tutte le altre banche regionali italiane), è diffuso solo in Friuli Venezia Giulia ed ha uno scarso flottante. Al momento, ci sono in vendita meno di 700.000 pezzi, circa il 4% delle azioni in circolazione. Il restante 96% rimane saldamente nelle mani dei nostri soci. Tuttavia, bastano questi pochi ordini in vendita a far scendere il prezzo. Per questo non comprendiamo chi getta discredito sulla propria banca, che stimola le vendite delle azioni e fa scendere il prezzo quasi senza scambi, facendo danni a se stesso oltre che a tutti gli altri soci. Certo, il prezzo dell’azione e l’utile netto sono i dati più immediati e di più facile presa, ma bisogna conoscere ed apprezzare i dati di solidità che, in una analisi appena un po’ più attenta, in questa fase sono i fattori più importanti. In una sana gestione dell’azienda bancaria, infatti, la pulizia del bilancio, sotto tutti i parametri di vigilanza, costituisce il prerequisito per ogni discorso sia di rilancio che di riassetto. Bisogna infine sempre considerare il punto di partenza, cioè quali erano le condizioni della banca all’apice della crisi, per esprimere un serio giudizio su dove siamo arrivati oggi, seppure in un contesto di tassi di interesse a zero (ed evidente compressione dei margini della banca) e subendo un po’ di pubblicità negativa, cui si risponde con i fatti”.

GLI SCHEMI DI BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2019

  • 610 MILIONI DI EURO DI NUOVI FINANZIAMENTI EROGATI (+15% a/a):
  • NUOVE EROGAZIONI DI FINANZIAMENTI ALLE FAMIGLIE PER 205 MILIONI (+26,8% a/a)
  • I NUOVI FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE SUPERANO 405 MILIONI DI EURO (+9,7 a/a)
  • COMMON EQUITY TIER1 RATIO AL 13,65% – CONFERMATA L’ELEVATA SOLIDITA’ PATRIMONIALE.
  • IN CRESCITA I CREDITI (+6% a/a), LA RACCOLTA GLOBALE (+6% a/a),  IL PATRIMONIO (+4% a/a), I PROVENTI COMMISSIONALI (+8,3%) E L’UTILE NETTO.
  • SOFFERENZE NETTE IN CALO DEL 38% RISPETTO A DICEMBRE 2018; NPL IN CALO DEL 27% NEL PERIODO; IN NETTO CALO L’INCIDENZA DEL CREDITO DETERIORATO. COVERAGE DEI NON PERFORMING LOANS (“NPL”) AL 50,6%.
  • 3,5 MILIONI DI EURO DI CONTRIBUZIONI AL FITD E AL FONDO DI RISOLUZIONE.
  • UTILE AL LORDO PRIMA DELLE IMPOSTE E’ DI 7,2 MILIONI DI EURO (+73,6%) MENTRE  L’UTILE NETTO E’ PARI A 2,73 MILIONI DI EURO (+33,8%).

—^—

In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero.

Trieste, cioccolatini a San Valentino per aiutare gli anziani soli

La vecchiaia merita amore e dolcezza: al motto di “chi dona, ama” le volontarie dell’Associazione De Banfield – la struttura benefica che a Trieste si occupa di tutti gli aspetti della vecchiaia prendendosi cura degli anziani, soprattutto non autosufficienti – sarà presente nella giornata di San Valentino con i cioccolatini della solidarietà.
Venerdì 14 febbraio, dalle 14.30 alle 19.30, la Libreria Lovat di viale XX Settembre ospiterà un banchetto dell’Associazione benefica dove sarà possibile acquistare squisiti cioccolatini prodotti per l’occasione. Ancora una volta i fondi raccolti si trasformeranno in ore di assistenza e cura per le persone anziane fragili che il sodalizio segue gratuitamente grazie al contributo dei privati. Con questa raccolta fondi, ancora una volta si vuole fare in modo che i vecchi che si rivolgono alla De Banfield non vengano lasciati soli e ricevano il sostegno del personale qualificato e dei suoi volontari.

—^—

In copertina, il sacchetto della solidarietà a favore degli anziani soli e in difficoltà.

Meeting Ambrosetti alla Civibank con l’economista Giovannini

L’economista Enrico Giovannini è in arrivo a Cividale. Il 18 febbraio prossimo, dalle 9 alle 13, Civibank ospiterà infatti, nella propria sede centrale, un meeting Ambrosetti nell’ambito del proprio programma “Aggiornamento Permanente” riservato ai manager e che avrà per protagonista proprio l’ex ministro.
Professore ordinario di Statistica ed Economia italiana ed europea all’Università Tor Vergata di Roma, già presidente dell’Istat dal 2009 al 2013 e titolare del Lavoro nel Governo Letta, Giovannini nel corso di quest’incontro analizzerà la situazione economica dell’Italia e condividerà la sua visione sullo scenario economico futuro. Illustrerà, in particolare, le prospettive di sviluppo sostenibile nel Paese e ne traccerà le implicazioni per il mondo imprenditoriale e finanziario. Si soffermerà in modo specifico sui seguenti punti: la situazione economica dell’Italia (Pil, occupazione, investimenti, situazione del bilancio pubblico), i fattori strutturali ed elementi di potenziale cambiamento dello scenario economico futuro, le prospettive di sviluppo sostenibile in Italia, modalità, opportunità, implicazioni, conseguenze e raccomandazioni per le imprese e il sistema finanziario del Nord Est. Introdurrà i lavori la presidente di Civibank, Michela Del Piero.

Michela Del Piero

Enrico Giovannini da autorevole economista ha rivestito e riveste tuttora numerosi ruoli di prestigio, sia a livello nazionale che internazionale. È stato, tra l’altro, Chief Statistician dell’Ocse dal gennaio 2001 al luglio 2009; ed è attualmente presidente della Commissione per la redazione della Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva del Ministero dell’Economia e delle Finanze. È membro di numerosi board di fondazioni, di organizzazioni nazionali e internazionali fra cui il Comitato Scientifico dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), il Consiglio direttivo dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), il Comitato per il capitale naturale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Insegna Public Management e Sviluppo Sostenibile all’Università Luiss, è Senior Fellow della Luiss School of European Political Economy, Associate Senior Research Fellow del Centre for European Policy Studies. È presidente dell’European Statistical Governance Advisory Board (Esgab), membro del Comitato esecutivo del Club di Roma e collabora con il Joint Research Centre della Commissione Europea. È, infine, presidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Europea Sostenibilità e Servizi Finanziari (Assosef) ed è portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS).

La sede centrale di Civibank.

—^—

In copertina, l’economista Enrico Giovannini: sarà a Cividale il prossimo 18 febbraio.

Opi Trieste, le prime adesioni al progetto “cure perse”

Prime importanti adesioni, a Trieste, al progetto pilota nazionale sulle Missed Nursing care, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario. Come già riferito, un tavolo di lavoro si è già costituito con l’Assemblea generale 2020 dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche del capoluogo regionale. E al board  si sono già associati Opi Gorizia, i Sindacati dei pensionati Spi Cgil, Uil, Cisl Trieste, il nuovo Ordine Professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione Fvg e l’Associazione In Prospettiva.
«Le cure perse – ha spiegato il presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti – sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso, completamente o parzialmente, o rimandato. Sono importanti indicatori di qualità dei ricoveri ospedalieri e impattano sulla salute dei pazienti, per questo vanno urgentemente studiate in modo da attivare policy adeguate che riducano il fenomeno e i tanti contenziosi medico legali ad esso collegati».
Come già riferito, nell’occasione Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale della Federazione nazionale Ordine delle Professioni Infermieristiche, aveva illustrato a Trieste i dati collegate alle cure perse: «A livello internazionale pediatrico per il 10% di attività infermieristiche mancate, il rischio di mortalità cresce del 16% a 30 giorni dal ricovero. La media di cure perse in Italia è di circa il 5%, che si traduce in un rischio di mortalità dell’8% in più. Sommando questo dato con quello della carenza di infermieri si ha un aumento del rischio di mortalità del 25-26%. Fnopi ha evidenziato che rispetto alla domanda dei cittadini ci sono circa 30.000 infermieri in meno che diventeranno 58.000 in meno nel 2023».

Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info tel 040 371244.

—^—

In copertina, Flavio Paoletti con la presidente Barbara Mangiacavalli all’assemblea di Op Trieste.

“Cure perse”, un grave fenomeno: Trieste osservatorio privilegiato

Trieste come osservatorio privilegiato sulle Missed Nursing care, ovvero le “cure perse” nel contesto del sistema sanitario, il fenomeno al centro della prima Assemblea generale 2020 di Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste che ha ospitato nella Sala Xenia un convegno dedicato al tema. «In pratica – ha spiegato il presidente di Opi Trieste, Flavio Paoletti – le missed care sono qualsiasi intervento infermieristico necessario al paziente eppure omesso – completamente o parzialmente – o rimandato. Si tratta di casi, reali e potenziali, all’ordine del giorno a causa di una molteplicità di fattori, primo fra tutti la carenza negli organici infermieristici. Le cure perse sono veri e propri indicatori di qualità dei ricoveri ospedalieri e di come queste possono impattare sugli uotcomes di salute dei pazienti, per questo vanno urgentemente studiate in modo da attivare policy adeguate che riducano il fenomeno e i tanti contenziosi medico legali ad esso collegati».

Proprio a Trieste, Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale Fnopi, Federazione nazionale Ordine delle Professioni Infermieristiche, ha illustrato i dati collegate alle cure perse: «Una recente ricerca promossa dall’Associazione degli ospedali pediatrici italiani ha dimostrato a livello internazionale che, per il 10% di attività infermieristiche mancate, le missed care appunto, il rischio di mortalità cresce del 16% a 30 giorni dal ricovero dei piccoli pazienti: la media di missed care rilevata dallo studio in Italia è di circa il 5%, che si traduce in un rischio di mortalità dell’8% in più. Sommando questo dato con quello della carenza di infermieri si ha un aumento del rischio di mortalità del 25-26%, inaccettabile se legato a queste cause. Ma le missed care riguardano tutte le età e uno studio pilota ha evidenziato in 10 Rsa piemontesi 57 missed care, circa 5 per Rsa. Venticinque sono state giudicate medio-gravi: 14 riguardavano la somministrazione di terapia e 5 il monitoraggio di un parametro vitale. Il livello di organici inadeguato sembra avere un ruolo chiave tra i fattori potenzialmente modificabili: elemento determinante al momento della scelta delle politiche di programmazione, perché abbiamo una carenza di infermieri in costante aumento. La Fnopi ha evidenziato che rispetto alla domanda dei cittadini ci sono circa 30.000 infermieri in meno che diventeranno 58.000 in meno nel 2023; circa 71.000 in meno nel 2028 e quasi 90.000 in meno nel 2033. Per questo con la collaborazione di tutte le professioni sanitarie – ha concluso Mangiacavalli – vogliamo sviluppare tematiche indicate come priorità anche dal rapporto Ocse 2019, quali la modifica della composizione professionale del personale e l’evidenza alle missed care, consolidando il contribuito dell’assistenza infermieristica nel percorso di cura del paziente».

«Trieste si attiva come progetto pilota per trovare soluzioni adeguate che riducano il fenomeno delle cure perse – ha annunciato il presidente Opi Trieste, Flavio Paoletti -. Dal convegno di oggi è nato un tavolo permanente che affronterà in modo sinergico il fenomeno delle cure compromesse. Saranno coinvolti gli stakeholder che in varie forme, titolo e responsabilità, impattano con il fenomeno e in particolare gli Ordini professionali, le Associazioni di cittadini, i sindacati dei pensionati, le organizzazioni sanitarie. Al board hanno già aderito anche Opi Gorizia, i Sindacati dei pensionati SPI CGIL, UIL, CISL Trieste, il nuovo Ordine Professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione In Prospettiva».

Al convegno di Trieste sulle “Missed Nursing Care” sono intervenuti anche Livia Bicego, direttore ff S.C. Direzione delle Professioni Sanitarie IRCCS Burlo Garofolo, Trieste; Barbara Brainjk, vicepresidente Opi Trieste; Consuelo Consales, ASUGI – Dirigente Referente Direzione Infermieristica ed Ostetrica di Trieste; Franca Masala, Tesoriera OPI Trieste; Alvisa Palese, Professore associato di Scienze Infermieristica Università di Udine; Giuliana Pitacco, Infermiera Pediatrica Direzione Servzi Sanitari ASUGI.

Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info tel 040 371244.

—^—

In copertina, Flavio Paoletti con la presidente nazionale Barbara Mangiacavalli.