Coronavirus, invito a collaborare dalla Protezione civile Fvg

La Protezione civile del Friuli Venezia Giulia apre anche ad associazioni locali e privatistiche (Pro Loco, Comitato Caritas eccetera) e a privati cittadini la possibilità di collaborare al volontariato in occasione dell’emergenza Coronavirus. Oltre a precisare che nell’attivazione della funzione “volontariato” richiesta ai Comuni per la crisi sanitaria in atto rientra anche il coordinamento di eventuali volontari provenienti dai Comuni limitrofi, una comunicazione inviata ai sindaci dal vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, sottolinea infatti che possono essere coordinate anche persone appartenenti ad associazioni o ad altre forme di volontariato civico.
Tra queste forme – precisa una nota Arc – si considerano le associazioni locali o privatistiche, ma anche i singoli cittadini che, però, dovranno preventivamente accreditarsi in Comune. In questo caso, la copertura assicurativa e la formazione saranno a carico dell’amministrazione comunale. La Protezione civile rende noto altresì che potranno essere coordinati anche cittadini interessati a partecipare alle attività, in forma occasionale e temporanea, aderendo ai Gruppi comunali di Pc. In questo caso, la copertura assicurativa e la formazione saranno a carico della Direzione regionale della Protezione civile. In entrambi i casi il sindaco provvederà ad accettare la disponibilità e a fornire al volontario un tesserino di riconoscimento.

Il numero telefonico

“Per aver informazioni i cittadini stanno ricorrendo sempre di più al numero verde dedicato all’emergenza Coronavirus attivato dalla Protezione civile (800 500 300), che solo nella giornata del 12 marzo ha ricevuto 4.064 contatti, piuttosto che al Nue 112 (3.639 chiamate nella stessa giornata), al quale è corretto rivolgersi in caso di reale emergenza. Ciò dimostra sia l’utilità del servizio sia la presa di coscienza delle persone, che colgono la differenza tra le chiamate di emergenza e quelle da indirizzare al numero verde, riducendo così il carico di lavoro che grava sul Nue”. Lo ha spiegato l’assessore Riccardi, evidenziando che “nella sala operativa del Nue 112 è stata costituita una ‘isola di risposta’ composta da personale proveniente dal mondo della sanità che, essendo adeguatamente preparato in materia, costituisce una barriera significativa per evitare l’intasamento delle linee di emergenza verso il sistema 118”. Il vicegovernatore ha inoltre precisato che “nei confronti del sistema 118 è stato concordato con la Sores che tutte le chiamate collegate al Covid-19 vengano instradate in una specifica coda, mentre quelle di vera urgenza, di qualunque tipo esse siano, vengono veicolate sull’apposita linea rossa. Inoltre, per evitare il trabocco verso la Cur di Brescia, già decisamente sotto pressione, in accordo con l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza Lombardia e Telecom, stiamo valutando la possibilità di utilizzare anche quota parte delle linee riservate ai numeri 112-113-115 attualmente scariche per ovvi motivi”. L’assessore ha quindi rimarcato che “in questo momento di emergenza nazionale va, inoltre, sottolineata la grande professionalità e dedizione dei nostri operatori, confermate anche dai ringraziamenti espressi dagli utenti, che in alcuni casi si trovano a rispondere anche a chiamate provenienti da altre regioni, dato che il numero verde 1500 attivato a livello nazionale è sottoposto a un volume enorme di chiamate”.

Una raccolta fondi

Infine, ricordiamo che la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia ha attivato una raccolta fondi per sostenere le esigenze emergenziali contro il Coronavirus. Per aderire alla campagna “Aiutaci a aiutare”, promossa dalla Regione Fvg, è possibile versare una quota sul conto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Iban IT47 W 02008 02230 000003120964 e causale “donazioni CORONAVIRUS FVG”.

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In copertina, volontari della Protezione civile al lavoro. (Foto Regione Fvg)

Coronavirus, rate mutui e finanziamenti: Civibank aiuta le piccole imprese

La diffusione del Coronavirus ha scatenato, purtroppo, anche una grave crisi economica. Per cui, in considerazione dell’emergenza di sanità pubblica in atto e della necessità di sostenere finanziariamente le imprese danneggiate o potenzialmente danneggiate dall’interruzione o riduzione dell’attività, Civibank ha adottato immediatamente le misure previste dall’Accordo per il Credito relativamente ai finanziamenti in essere alla data del 31 gennaio scorso.
La misura – come informa una nota dell’Istituto di credito guidato da Michela Del Piero – consiste principalmente nella possibilità di sospensione del rimborso della quota capitale dei finanziamenti, per un periodo massimo di 12 mesi. E’ anche possibile richiedere l’allungamento della scadenza dei finanziamenti. Possono chiedere la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti le micro, piccole e medie imprese (Pmi), operanti in Italia, appartenenti a tutti i settori. Secondo la definizione della Comunità europea, sono Pmi le imprese con meno di 250 dipendenti e con fatturato inferiore a 50 milioni di euro.
Le richieste possono essere presentate a Civibank fino al 31 dicembre 2020: il modulo per fare la domanda di sospensione può essere richiesto in tutte le filiali Civibank, anche a mezzo e-mail, oppure scaricato dal sito internet civibank.it
In considerazione dell’emergenza in atto, al fine di assicurare la massima tempestività possibile nella risposta, Civibank ha definito un iter accelerato e semplificato delle procedure di istruttoria delle richieste di sospensione, che consentirà di andare ulteriormente incontro alle esigenze delle imprese
Inoltre, la direzione di Civibank ha richiesto a tutti i Confidi di operare in maniera rapida e semplificata per la gestione della sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti, ricevendo positive risposte.

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In copertina, la presidente Michela Del Piero con il direttore generale Federico Fabbro.

La Slovenia blocca l’autotrasporto. Adami accusa l’Europa

Nuovo grido d’allarme da parte dell’artigianato Fvg: questa volta ad alzare la voce è la importante categoria degli autostrasportatori, soprattutto a causa delle lunghe code alle frontiere in uscita dall’Italia. Sia verso l’Austria che la Slovenia. E’ l’istantanea scattata al confine e che vede tantissimi camionisti ritrovatisi letteralmente imbottigliati, specie al valico di Fernetti, in attesa di poter procedere verso diverse destinazioni europee. Chi di loro doveva scaricare in Slovenia è potuto passare, chi invece doveva solo transitare nel Paese e poi andare oltre, diretto a Est, ha dovuto fare dietrofront.
“La Slovenia infatti non si è limitata a controllare gli autotrasportatori uno a uno come sta facendo l’Austria, creando anche in quel caso interminabili code e ritardi, ma si è spinta oltre, respingendo al confine tutte le merci in transito dal Paese e dirette verso l’Est Europa” denuncia Stefano Adami, capocategoria degli autotrasportatori di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg. Risultato: “Code chilometriche al confine, che si traducono per le nostre imprese in aumento di costi, problemi nel rispetto dei tempi di guida e riposo, inquinamento ambientale, perché i mezzi che trasportano derrate alimentari devono restare in moto”, tuona ancora Adami.
La preoccupazione della categoria, già stremata dalla crisi del 2008, è alle stelle. Le aziende del trasporto merci – 1.819 in regione di cui 1.467 artigiane (ultimi dati disponibili Movimprese-Infocamere) – non sanno se accettare commesse o rifiutarle. Impossible sapere cosa accadrà domani, se non tra poche ore. “Non sappiamo se possiamo partire, non sappiamo se arriveremo, se ci fermeranno per strada costringendoci, come accade in Croazia, a fare 14 giorni di quarantena. Così lavorare è impossibile”, continua il capogruppo di Confartigianato, raccontando di come la risposta disomogenea a livello internazionale porti a situazioni limite come quelle degli autisti costretti a restare prigionieri delle proprie cabine durante le operazioni di carico e scarico.

Stefano Adami leader dell’autotrasporto Fvg.


Adami chiama in causa le istituzioni europee, incapaci di imporre omogeneità nelle regole da applicare, sperando di fare i conti con l’Ue appena passata l’emergenza. Intanto, l’autotrasportatore punta a mettere in sicurezza le aziende del settore. “Ci servono misure urgenti, immediate, quali la sospensione dei versamenti tributari, delle rate dei mutui e dei leasing, ci servono misure di credito agevolate per avere liquidità e la cassa integrazione per tutte le aziende a prescindere al numero dei dipendenti che nell’autotrasporto in Fvg sono complessivamente 12.600. Serve insomma una cura choc, non un palliativo se vogliamo evitare di trovarci tra qualche mese a contare numerosi ‘decessi’ tra le file delle partite Iva”.

Superata l’emergenza, Adami rivendica la necessità di metter mano alle regole del cabotaggio. “Quando tutto ripartirà – conclude il capocategoria – andranno imposti limiti di trasporti nazionali alle aziende straniere per salvaguardare una buona volta le nostre. Sono convinto che ce la faremo, anche grazie al sacrificio dei nostri collaboratori, che come sempre accoglieranno con abnegazione i sacrifici che il momento impone, dimostrando ancora una volta come nelle difficoltà questa categoria sappia restare unita, determinata a vincere l’ennesima sfida”.

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In copertina, l’annuncio in autostrada della chiusura del confine sloveno.

Coronavirus, a Pordenone va in scena la “Solidarietà cooperativa”

Coronavirus, purtroppo, sempre più preoccupante anche in Friuli Venezia Giulia e Confcooperative Pordenone, per quanto le è possibile, cerca di correre ai ripari lanciando l’operazione “Solidarietà cooperativa” in questa delicata fase dell’emergenza sanitaria: infatti, sono diverse le associate che sono in forte difficoltà e, partendo dal punto fermo che tutti nel mondo cooperativo comprendono e aderiscono ai corretti comportamenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, si sta iniziando a ipotizzare come queste realtà possano gestire il presente e iniziare a organizzare il futuro.
“Di fatto – spiega il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – la cooperazione è un naturale ammortizzatore sociale al servizio delle comunità del territorio, e non solo, visto che con questo progetto vogliamo avviare anche una serie specifica di aiuti tra cooperative di diversi settori”.

Gli esempi su cui si sta ragionando sono diversi: da una cooperativa agricola che attraverso una cooperativa sociale consegni a domicilio i propri prodotti alle persone che non possono uscire a fare la spesa in questa fase di emergenza, fino ad altri interventi per quando si tornerà alla normalità. “Per esempio – ha aggiunto Piccoli – con una cooperativa sociale che organizza un soggiorno estivo per i giovani disabili presso una struttura gestita da una cooperativa turistica della nostra montagna oppure cooperative che invitano i propri soci ad utilizzare servizi promossi da altre cooperative, in particolare nei settori della cultura e del turismo, che più di altri si trovano penalizzate in questo periodo. Per questo abbiamo invitato le nostre associate a segnalarci sia le loro difficoltà del momento che i progetti futuri. Siamo convinti che queste forme di solidarietà tra cooperative sono già state attivate a favore delle comunità ed è un bene, perché la cooperazione può e deve aprirsi al territorio: le comunità si aspettano questo”.

Sul fronte emergenziale, Confcooperative Pordenone rilancia il messaggio del presidente nazionale Maurizio Gardini, che ha presentato al Governo una prima richiesta di interventi immediati e urgenti che costituiscono una risposta alle necessità quotidiane, partendo dalla cassa integrazione in deroga fino a iniziative di sostegno al credito e rilancio della cooperazione sociale e sanitaria.

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In copertina, Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone.

Camera di Commercio chiusa a Udine, Pordenone e Tolmezzo

L’emergenza sanitaria da Coronavirus costringe anche gli enti pubblici a rivedere orari e servizi. Per cui, dando seguito alle disposizioni più recenti emanate dal Governo e a tutela della sicurezza di tutti, personale e utenti, anche la Camera di Commercio di Pordenone-Udine ha modificato, fino al 25 marzo, i suoi servizi.
Pertanto – come informa un comunicato – gli uffici resteranno chiusi al pubblico fino a quella data, ma saranno garantiti, solo previo appuntamento, i servizi essenziali, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30. E precisamente: Certificati del registro imprese (per appuntamenti: Udine – Tel. 0432.273213 e Pordenone – Tel. 0434.381264), Certificati commercio estero (appuntamenti: Udine – Tel. 0432.273502 e Pordenone – Tel. 0434.381238), Brevetti e carte tachigrafiche (appuntamenti: Udine – Tel. 0432.273529 e Pordenone – Tel. 0434.381258).
La sede di Tolmezzo resterà, invece, chiusa fino al 26 marzo. Per ogni variazione e aggiornamento, la Camera prega di tenere sempre sotto controllo il sito internet delle due sedi, dove saranno pubblicati tempestivamente gli opportuni avvisi.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di commercio.

Coronavirus, “tsunami” sull’artigianato Fvg: il crollo è del 50%

“I numeri parlano chiaro. L’emergenza da Coronavirus si è abbattuta sul mondo dell’artigianato come uno ‘tsunami’ producendo un danno che solo nei mesi a venire potrà essere calcolato in tutta la sua gravità”. Lo ha detto ieri il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg, Graziano Tilatti, aprendo la conferenza stampa che ha visto intervenire in streaming, assieme a lui, i presidenti di tutte le unioni territoriali provinciali. I dati sono allarmanti: se a inizio anno gli artigiani friulani stimavano un aumento del 25% del fatturato nel 2020, all’inizio di marzo la previsione è radicalmente mutata. A dirlo è l’integrazione all’indagine congiunturale svolta dall’ufficio studi dell’associazione di categoria che in questi primi giorni di marzo è tornato ad interpellare, assieme ad Irtef, un significativo campione di imprese sugli effetti dell’epidemia.

Tilatti con i suoi collaboratori.

Dati drammatici. Il risultato del sondaggio parla chiaro. Da un saldo d’opinione sul fatturato estremamente positivo, come detto pari al +25%, si è passati nell’arco di poco più di un mese al -50%. “E’ il peggior risultato da quando svolgiamo l’indagine – ha commentato il responsabile dell’ufficio studi, Nicola Serio, illustrando i dati -. A questo si aggiunga che molti artigiani lavorano su commessa e al momento non sono ancora in grado di stimare l’effetto negativo dell’emergenza, potranno farlo solo tra alcuni mesi”. Ai dati emersi dall’indagine congiunturale, l’associazione ha affiancato quelli ricavati da un sondaggio online che restituisce diverse difficoltà: dalla cancellazione degli ordini, che a marzo interessa 7 artigiani su 10, alla consegna delle materie prime che sta mettendo in difficoltà 4 artigiani su 10.

Appello al Governo. “Chiediamo una proroga vera ai pagamenti. Spostare i termini al 30 aprile è un primo passo, ma non è sufficiente”, ha dichiarato il presidente Tilatti invocando un pacchetto di misure a sostegno delle piccole, piccolissime e medie imprese che vada dalla sospensione dei mutui e dei pagamenti in genere, al potenziamento della cassa integrazione per i dipendenti, alla concessione di liquidità immediata che possa poi essere restituita nel lungo termine. “Sono queste le azioni che chiediamo al Governo, quanto alla Regione ieri è stato approvato un primo, importante disegno di legge che mette a disposizione risorse per commercio, turismo e anche per l’artigianato di servizio. Dialogheremo costantemente con l’amministrazione regionale, che ringraziamo per questo primo intervento, affinché risponda in modo ancor più efficace alle difficoltà del nostro mondo che oggi è qui, unito, a testimoniare sì la gravità della situazione, ma anche a dimostrarsi determinato nel superarla”.

Troppo poco 30 aprile. Quattro province di Confartigianato insieme, unite a Cna e Ures per l’artigianato del Fvg. L’emergenza impone unità e le territoriali oggi hanno dimostrato una volta in più la capacità dell’artigianato di rispondere alla sfida come un corpo unico. I presidenti provinciali si sono fatti eco. “Quella dei pagamenti al 30 aprile non è una proroga, ma una presa in giro – ha detto Silvano Pascolo, numero uno degli artigiani pordenonesi -. Il termine lo decideremo, a fine emergenza, sapendo già oggi che la condizione minima dovrà essere il 31 dicembre. Senza sanzioni, senza interessi”. Ariano Medeot, presidente dell’associazione di Gorizia, ha chiesto che i Comuni sospendano il patto di stabilità liberando risorse e che la Regione posticipi i termini dei bandi Cata. “Perché ora come ora le imprese non investono, sono bloccate. Ci serve tempo per superare l’emergenza sanitaria e poi economica”. “La più grande emergenza conosciuta dall’Italia repubblicana”, gli ha fatto eco Dario Bruni, presidente di Confartigianato-Imprese Trieste. Una situazione straordinaria che richiede misure straordinarie. “Domani – ha fatto sapere Bruni – il comitato di presidenza di Confidi Fvg adotterà soluzioni per far fronte alla mancanza di liquidità delle imprese, ma il Confidi, lo sappiamo, eroga garanzie, il resto lo fanno le istituzioni, che devono in questa fase essere al nostro fianco”.

Europa nel mirino. Più d’una critica è stata rivolta all’Europa e alle sue istituzioni, ancora una volta poco determinanti se non, nel caso di alcuni Stati membri, addirittura ostili nei confronti del Paese e, considerata la peculiarità del Fvg in quanto regione di confine, anche del nostro territorio. Si è sfiorata la chiusura del confine con la Slovenia, nonostante siano “numerosi gli sloveni che lavorano in Fvg e sempre più anche gli italiani che per ragioni di lavoro attraversano il confine. La prospettiva di una sua chiusura – ha detto Andrea Sik, direttore dell’Unione regionale economica slovena (Ures) – ha creato nei giorni scorsi non poche preoccupazioni, che poi fortunatamente si sono risolte”.

Smart working. Laddove possibile, per i 200 dipendenti in forze tra Unione e Società di servizi, è stato attivato lo smart working, nel resto dei casi vengono osservate tutte le disposizioni del ministero in ordine alle distanze e ai dispositivi di protezione individuale. “Continuiamo a fare il nostro lavoro, ad assicurare assistenza alle imprese che specie in questo momento non devono sentirsi abbandonate – ha assicurato il consigliere delegato di Confartigianato-Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Lo facciamo con grande professionalità, attenti alla salute dei nostri dipendenti e degli associati, ai quali nonostante questa fase di difficoltà garantiamo regolarmente i servizi”.

Una sede associativa in Friuli.

Coronavirus, via libera dalla Regione Fvg al pacchetto anticrisi

Il Friuli Venezia Giulia cerca di fronteggiare i gravi danni causati dal Coronavirus. Ieri il Consiglio regionale ha infatti approvato, all’unanimità, il pacchetto di provvedimenti di natura urgente che la Giunta guidata da Massimiliano Fedriga ha predisposto per sostenere l’economia Fvg in questo momento di pesanti difficoltà provocate dall’emergenza sanitaria in atto. A poco più d’una settimana dalla chiusura dell’Aula di piazza Oberdan a Trieste, la Regione ha attrezzato l’auditorium “Antonio Comelli”, nelle sede di Udine, per consentire all’Assemblea di riunirsi, esaminare e approvare il pacchetto anticrisi.

“Oggi – ha detto il governatore Fedriga, come si legge in una nota Arc – sono state approvate le prime misure per aiutare le imprese e i professionisti, in un momento di estrema difficoltà”. Si tratta di un intervento di 33,4 milioni di euro, “che sono – ha precisato Fedriga – delle misure iniziali. Siamo infatti in attesa delle scelte che farà il Governo attraverso il decreto che emanerà nei prossimi giorni. A quel punto presenteremo al Consiglio regionale un ulteriore provvedimento, che andrà a integrare gli aiuti già stanziati per le nostre realtà produttive”.
Il presidente Fedriga ha poi ricordato come in questo momento sia di fondamentale importanza rispettare le regole sanitarie: rimanere ognuno nelle proprie abitazioni e uscire solamente in caso di estrema necessità, o per motivi lavorativi o esigenze sanitarie. “Nel contempo – ha aggiunto il governatore – è utile sostenere le imprese, affinché, quando l’attuale situazione si risolverà, il nostro sistema produttivo possa ripartire“.
Tra le misure approvate ieri, lo spostamento della scadenza per il pagamento dell’Irap e la proroga di quello delle rate sui prestiti alle aziende concessi dalle finanziarie regionali. “Tutte azioni che hanno l’obiettivo – ha concluso Massimiliano Fedriga – di dare risposta al pesante momento di criticità che sta vivendo il mondo delle imprese del Friuli Venezia Giulia”.

“Oggi la politica e le istituzioni regionali hanno scritto una bella pagina”, ha commentato l’assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, relatore del provvedimento. “In questi giorni drammatici – ha evidenziato – la politica ha lavorato unita, con l’obiettivo di produrre un disegno di legge che nasce grazie alla collaborazione di tutti e mette in circuito le prime risorse importanti, in attesa di capire come lo Stato interverrà, mi auguro nelle prossime ore, a favore dell’economia e dei lavoratori dell’Italia”.
Il disegno di legge numero 84 ‘Prime misure urgenti per far fronte all’emergenza epidemiologica da Coronavirus’, ha precisato l’assessore, “interviene principalmente sui settori economici (commercio, turismo e servizi) che hanno risentito nell’immediato dei significativi cambiamenti delle abitudini dei cittadini e delle restrizioni. Ma abbiamo agito – ha concluso Bini – su tutti i settori dell’economia regionale”.

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In copertina, l’intervento del presidente Fedriga che ha accanto gli assessori Barbara Zilli e Sergio Bini.

Camera di Commercio Pn-Ud: mail ingannevoli su indagine Excelsior

In queste settimane, alle Camere di Commercio stanno pervenendo segnalazioni, da parte di imprese e studi professionali, di avere ricevuto, tramite Pec, una comunicazione con oggetto “Questionario Febbraio 2020”. Il testo della mail cita Unioncamere e Anpal, e afferma che si sta realizzando assieme alle Camere territoriali «un monitoraggio – si legge in queste mail – relativo alle previsioni di assunzione per il trimestre febbraio 2020 – marzo 2020». Il testo della Pec ricorda inoltre che «la presente rilevazione fa parte delle indagini con obbligo di risposta previste dal Programma Statistico Nazionale e, rammentandole che la Sua impresa fa parte del campione interessato dalla ricerca, La informiamo che riceve la presente comunicazione perché il questionario di Sua competenza non ci risulta ancora consegnato attraverso i canali previsti».

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine informa, attraverso una nota, che “si tratta di una comunicazione ingannevole, che non riguarda le indagini in corso di Unioncamere. Peraltro, la terza indagine mensile Excelsior del 2020 (previsioni per aprile – giugno 2020), non è stata avviata in Friuli Venezia Giulia, analogamente alle altre regioni del Nord (Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Emila Romagna) interessate dalle misure per l’emergenza epidemiologica da Covid-19″.

La Cciaa ricorda infine che, per informazioni sull’indagine Excelsior realizzata da Unioncamere-Anpal, bisogna fare riferimento sempre il sito https://excelsior.unioncamere.net. In caso di ricezione di comunicazioni dal contenuto dubbio, è possibile contattare, per il territorio di Pordenone e Udine, il Centro Studi – Ufficio Statistica per verificarne l’autenticità (tel. 0432.273200/219, mail statistica@ud.camcom.it).

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

Tilatti (Artigiani Fvg): la salute prima di tutto, ma occhio all’economia

di Gi Elle

“Tutelare la salute prima di tutto, senza però dimenticare l’economia. E per fare questo bisogna velocizzare l’accesso al credito, dilazionandone la restituzione”: è riassunto in queste parole il messaggio che lancia il presidente degli artigiani del Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, all’indomani dell’estensione a tutto il Paese delle misure di contenimento dell’epidemia da Coronavirus decisa dal Governo nazionale con il nuovo Dpcm firmato lunedì sera dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che è stata accolta dal sistema di Confartigianato-Fvg come una misura necessaria.

Graziano Tilatti


“La tutela della salute viene prima di tutto e in questo senso diciamo sì alla linea della prudenza imboccata dal Governo nazionale – afferma infatti il presidente regionale degli artigiani -, allo stesso tempo però invitiamo a non dimenticare l’economia, che è motore fondamentale sia in termini di solidarietà che di sussidiarietà e va assolutamente salvaguardato. Oggi più che mai è importante proseguire nel segno della collaborazione tra istituzioni, rappresentanti dei lavoratori e delle imprese: solo così – continua Tilatti – possiamo tenere la barra dritta”.
Confartigianato si prepara a mettere sul piatto una rosa di cinque richieste alla Regione Fvg, già “consegnate” per le vie brevi e presto formalizzate. “La più importante riguarda l’accesso al credito. L’inchiodata imposta dall’emergenza Coronavirus rischia infatti di far schiantare le imprese. Spiega al riguardo Tilatti: “Dobbiamo dar loro un paracadute finanziario. Chiediamo quindi all’amministrazione regionale che ora favorisca l’accesso al credito immediato, così da garantire alle aziende la liquidità venuta meno e non interrompere la catena dei pagamenti, e che una volta superata l’emergenza preveda la restituzione del denaro dilazionandola nel tempo”. “I prossimi giorni saranno difficili – conclude il presidente Tilatti – ma se li affronteremo insieme, come stiamo facendo, sono sicuro che il peggio passerà presto”.

Fondazione Carigo da oggi chiusa: “Siate responsabili”

La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha informato che, vista l’emergenza sanitaria in corso, da oggi 11 marzo gli uffici sono temporaneamente chiusi. “La Fondazione, come sempre – si legge in un comunicato -, sarà vicina al territorio e saprà trovare, terminata la fase emergenziale, modalità e strumenti per sostenere la comunità, con particolare attenzione alle fasce più deboli e all’educazione, istruzione e formazione delle giovani generazioni. I Bandi per la presentazione delle richieste di contributo verranno prontamente pubblicati alla ripresa delle attività e le scadenze saranno di conseguenza posticipate”.
“È questo – sottolinea la presidente della Fondazione Carigo, Roberta Demartin – il momento della responsabilità e della solidarietà. La Fondazione invita tutte le persone ad attenersi con il massimo senso di responsabilità alle disposizioni vigenti in materia di contenimento dell’emergenza“.

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In copertina, la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin.