Dagli artigiani friulani boom di domande Inps per il bonus “Cura Italia”

Boom di richieste tra le file degli artigiani friulani per l’indennità di 600 euro prevista dal decreto “Cura Italia” a sostegno dei lavoratori autonomi. Dalla sera di venerdì 27 marzo alle 16 di ieri pomeriggio, le richieste caricate online sulla piattaforma digitale costruita allo scopo da Confartigianato-Imprese Udine hanno infatti raggiunto quota 2.300 per un valore complessivo di 1.380.000 euro. La scommessa dell’associazione, che in poche ore ha saputo smaterializzare le procedure convogliandole in una piattaforma digitale così da evitare qualsiasi spostamento fisico degli imprenditori, viceversa costretti a recarsi personalmente all’Inapa, è stata vinta due volte. “Da un lato – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti – per la rapidità ed efficacia con cui abbiamo messo in piedi il sistema, dall’altro per la risposta massiccia delle impese, che in poche ore si sono adattate alla nuova modalità e gestito online la richiesta”. Non era scontato e in questo senso va riconosciuto come lo stato di necessità imposto dall’emergenza abbia in qualche modo accelerato il passaggio al digitale anche delle piccole e piccolissime imprese.

Al netto di questa considerazione, però, l’elevato numero di domande presentate per il bonus è lo specchietto di quale situazione di sofferenza stiano affrontando le imprese artigiane. In regione sono appena 9.043 su uno stock di 27.720 quelle non sospese di cui 864 operative con consegna a domicilio, le restanti 17.773 sono invece chiuse del tutto. “Questo elevato numero di richieste di accesso al bonus di 600 euro messo a disposizione dal Governo dimostra la grande difficoltà che vivono le piccole imprese e sappiamo già che è un numero destinato a lievitare ancora nei prossimi giorni”, afferma il presidente Tilatti, sottolineando d’altro canto che “dinanzi alla pandemia e all’alto rischio per la salute questo sacrificio è necessario. Il mondo dell’artigianato comprende la situazione, posso dire che sta anzi rispondendo con grande flessibilità e positività, cercando, laddove possibile, di ripensarsi in funzione delle esigenze del momento, pensiamo alla produzione di mascherine e alle consegne a domicilio dei beni alimentari. Quello che chiediamo non è di tornare al lavoro adesso, ma di farlo non appena sarà possibile garantendo la sicurezza nostra, dei nostri collaboratori e clienti. Chiediamo una road map, che ci dica quando, una volta scaduta la nuova proroga decisa dal Governo, potremo iniziare a riaprire. Lavoriamo intanto per far sì che quel giorno il sistema sia pronto a ripartire con vigore, con tutti gli strumenti e aiuti necessari. A questo proposito, l’indennità è certo un segnale di vicinanza, che non basterà però a colmare le perdite patite dal sistema economico. Il Governo aumenti il bonus da 600 a 800 euro, pareggiandolo al Reddito di cittadinanza, e ne metta a disposizione altrettanti per l’abbattimento dei contributi previdenziali dotando così le imprese di un paracadute di 1.600 euro”.

Tornando al bonus, la domanda all’Inps per ottenere l’indennità di 600 euro può essere presentata da lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali – artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri nonché liberi professionisti e collaboratori coordinati e continuativi – già attivi alla data del 23 febbraio scorso. Chi vuole può presentarla da solo accedendo alla procedura telematica messa a punto dall’Inps stesso, viceversa può affidarsi ai Patronati.
Nel caso di Confartigianato-Imprese Udine, una volta che il beneficiario ha inserito i dati necessari, il sistema digitale genera il modulo di delega al patronato Inapa da stampare, firmare e rispedire assieme al documento d’identità, che possono anche essere fotografati con un cellulare. Da quel momento, l’Inapa può presentare la richiesta in suo nome e per suo conto. La possibilità è aperta a tutti, ma la precedenza e la gratuità sono riservate agli associati.
Come detto, alle 14 di ieri le domande erano complessivamente 2.150, presentate al 26% da donne e per il restante 74% da uomini. I richiedenti sono al 95% cittadini italiani, hanno un’età media di 48 anni (19 anni il più giovane) e sono in gran parte artigiani (90%) seguiti da commercianti (6%) e da lavoratori autonomi (4%). I Comuni con la maggiore concentrazione di domande (arrivate da tutta la provincia) sono quelli di Udine, Latisana e Tavagnacco dove si registra il 19% delle richieste totali.

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In copertina, il presidente degli artigiani friulani Graziano Tilatti.

Venti milioni per le imprese travolte dal Coronavirus

di Gi Elle

Oltre all’emergenza sanitaria, ne stiamo vivendo un’altra, di certo non meno importante: è quella economica generata dalla crisi pesantissima che stanno vivendo pressoché tutti i settori produttivi. E a mancare in questa difficilissima fase è la liquidità la cui carenza è stata scatenata dall’assenza pressoché totale di introiti che la maggioranza delle aziende, con attività sospesa, ha dovuto purtroppo registrare.
In soccorso delle imprese colpite dall’emergenza Coronavirus, è pertanto da segnalare l’iniziativa di Civibank che ha appena stanziato un primo plafond di 20 milioni di euro per sostenere il nostro tessuto economico messo a dura prova dal Covid-19. Così, alle misure di sospensione previste dal DL 18/2020 e dall’Accordo Abi per il Credito, si affianca questo fondo a cui potranno accedere – come informa un comunicato – le aziende appartenenti a tutti i settori di attività economica allo scopo di consentire loro, superate le difficoltà contingenti, di ripartire prima possibile. Quando, cioè, saranno allentate le misure di sicurezza che, come è noto, sono state appena prorogate fino al 13 aprile. Vale a dire fino alle festività pasquali.

Michela Del Piero


L’Istituto di credito, guidato da Michela Del Piero, e in costante contatto con i Consorzi di Garanzia Fidi dei nostri territori e con le istituzioni pubbliche, ha inoltre strutturato una squadra di specialisti che ha l’obiettivo di supportare le Filiali, nel trasmettere e veicolare in maniera efficace ai nostri clienti privati, alle imprese ed alla comunità, tutte le misure di sostegno che Regione, Stato e Unione Europea stanno predisponendo. Il plafond rientra, quindi, nell’ambito più ampio degli strumenti di sostegno alle esigenze finanziarie della clientela e dei territori che Civibank sta strutturando anche in coordinamento con le iniziative di Sistema, ed in particolare le nuove linee di garanzia previste dal Fondo Centrale di Garanzia e dai Confidi.
Le 64 filiali della Banca di Cividale in Friuli Venezia Giulia e Veneto – conclude la nota dell’Istituto creditizio – restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito Internet di Civibank sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, Civibank ha stanziato per le imprese in crisi un primo plafond di 20 milioni di euro.

Gli artigiani friulani donano le mascherine all’Ospedale di Udine

Con l’emergenza Coronavirus che ha trasformato le mascherine chirurgiche in un bene poco meno che introvabile, diverse aziende del settore moda di Confartigianato-Imprese Udine – costrette dal Governo a tenere le braccia conserte, non rientrando tra i codici Ateco abilitati al prosieguo dell’attività – si sono temporaneamente riconvertite. Oggi producono mascherine “sartoriali” di grande qualità, realizzate tutte a mano, con tessuti di pregio e diverse piegature che consentono al presidio di aderire meglio al viso. Un lotto di queste mascherine, opera della capocategoria provinciale del comparto moda, Gloria De Martin, è stato donato dall’associazione all’Ospedale di Udine.
“E’ un gesto con il quale abbiamo voluto significare tutta la nostra stima e vicinanza nei confronti del personale sanitario, sia medico che infermieristico, impegnato in prima linea in queste difficili settimane di emergenza – hanno commentato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, e il consigliere delegato di Confartigianato Servizi Fvg, Daniele Cuciz -. Queste mascherine vogliono essere il segno tangibile dell’apprezzamento che il mondo artigiano ha per loro, per l’impegno, la professionalità e anche il coraggio che ogni giorno mettono nel loro lavoro, al fianco dei malati di Coronavirus”.

Gloria De Martin

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In copertina, l’Ospedale di Udine.

La Cciaa Pn-Ud rilascia i certificati per l’estero: via libera dal Mise

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine rilascia alle imprese che ne facciano richiesta i certificati di sussistenza di cause di forza maggiore, ossia documenti che permettono alle aziende di rappresentare alle controparti estere eventuali impedimenti nell’esecuzione di obblighi contrattuali, a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Il via libera – informa una nota dell’ente camerale – è arrivato con una recentissima circolare del Mise, il Ministero per lo Sviluppo economico.
Le imprese interessate di entrambi i territori di Pordenone e Udine (sono molte quelle che chiedono informazioni agli uffici a riguardo) possono mandare la richiesta senza necessità di recarsi in Cciaa, ma semplicemente inviando una mail a commercioestero@ud.camcom.it, dichiarando di aver sospeso l’attività in seguito al Dpcm del 22 marzo e ottenere sempre via mail l’attestazione camerale da poter inoltrare ai clienti.

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio.

Coop pordenonesi a fianco delle famiglie con disabili

Con la chiusura dei centri diurni per disabili, l’assistenza non si ferma sul territorio del Friuli Occidentale e, se le misure precauzionali messe in campo per prevenire e ridurre il contagio da Coronavirus portano a un carico maggiore di impegno le famiglie in cui vivono persone con disabilità, al loro fianco continua, seppur a distanza, il lavoro degli educatori delle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà: Piccolo principe, Granello, Futura, Ponte, Solidarietà familiare, Giglio, Acli. Educatori che non si sono mai fermati, rinnovando con grande creatività e senso di responsabilità il proprio lavoro.
Sono un centinaio le persone disabili coinvolte. La sospensione o la riduzione di servizi di supporto, in presenza di gravi disabilità, rischia di gravare sulla spalle di chi ogni giorno si prende cura di queste persone, ovvero i familiari e per questo cooperative sociali non si sono affatto fermate cercando di fronteggiare lo straordinario carico assistenziale delle famiglie con la proposta di nuovi servizi anche a distanza, con grande attenzione e sensibilità.

“In questo momento così delicato di emergenza, ci teniamo a far sapere che tutte le realtà del nostro territorio stanno cercando di tenere monitorate le situazioni di famiglie con a carico una persona con disabilità via telefono, con chiamate più volte alla settimana della durata di oltre 30 minuti – afferma Giuliana Colussi, referente provinciale cooperative sociali Confcooperative Pordenone – Federsolidarietà -, con diversa intensità a seconda dell’organizzazione e a seconda delle singole situazioni degli utenti. Si sta mettendo in campo una assistenza a distanza con molta creatività e grande disponibilità da parte degli educatori professionali: c’è chi tiene i contatti con videochiamate e cerca di coinvolgere gli utenti a casa, chi con brevi videoclip ha strutturato un’attività al mattino e una al pomeriggio, chi si è organizzato o si sta organizzando per una consulenza psicologica a distanza. Tutto questo per supportare le famiglie e in linea con i protocolli in atto con l’Azienda sanitaria Friuli occidentale”.

Diversi gli esempi positivi delle azioni intraprese. Ecco alcuni esempi: da Opera Sacra Famiglia il progetto “Specialmente a casa” con l’elaborazione di videoclip per fare attività da casa e quindi occupare le giornate degli utenti oppure quello di supporto per le famiglie in via di elaborazione da parte della cooperativa Acli per sei utenti del centro diurno e l’attività di supporto psicologico gratuito proposto dalla cooperativa Futura di San Vito al Tagliamento, in via di attivazione. Tutte le cooperative inoltre hanno avviato un sistema di chiamate telefoniche, anche più di una volta al giorno, per sentire esigenze e problematiche delle persone e delle famiglie.
“Le cooperative sociali – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone e del Consorzio Leonardo – sono sempre al fianco delle famiglie anche in questo momento così difficile, segno di come i valori cooperativi non vengono meno neanche nelle situazioni di emergenza. Come Confcooperative Pordenone stiamo anche inserendo tutte queste buone pratiche nell’Operazione “Solidarietà Cooperativa”, con la quale puntiamo a fornire strumenti utili per il presente e per il futuro”.

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In copertina, Giuliana Colussi  referente di Confcooperative Pordenone-Federsolidarietà.

Artigiani del Friuli solidali: a giorni 30 mila mascherine

di Gi Elle

Mancano le mascherine per proteggersi dal Coronavirus. Sono state promesse e starebbero finalmente per essere distribuite nei Comuni anche della nostra regione. Ma, comunque, si teme che non ne arrivino abbastanza. Tanto che la Protezione civile Fvg ha diramato un appello, al quale ha immediatamente risposto il mondo artigiano del Friuli. Le aziende del settore moda, nella gran parte dei casi ferme, non rientrando – salvo le tessiture – nell’elenco dei codici Ateco che possono continuare a produrre, hanno deciso infatti di riconvertirsi temporaneamente per realizzare proprio mascherine. Mossi i primi passi una settimana fa, grazie all’iniziativa della capocategoria e componente del direttivo nazionale del comparto moda di Confartigianato, Gloria De Martin, in pochi giorni l’impegno si è tramutato in una rete costituita da una decina di imprese di cui tre “capofila” e un ordine di 30mila pezzi da consegnare prima possibile.

Graziano Tilatti


Il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, commenta l’iniziativa con entusiasmo. “Ancora una volta il mondo artigiano sta dimostrando il grande spirito di solidarietà che da sempre lo anima. Dinanzi alla necessità urgente di mascherine, i nostri artigiani si sono messi all’opera e stanno lavorando in rete, con grande professionalità e sobrietà, chi direttamente per la Protezione civile regionale, chi per i privati cittadini, le imprese e gli ospedali. A questi ultimi abbiamo “ordinato” alcune centinaia di mascherine: alcune saranno adoperate in associazione, altre verranno donate all’ospedale di Udine dove i sanitari hanno già avuto occasione di apprezzarne la grande qualità”.

Alla Blu Notte…

… e alla Tessitura Carnica.

Mentre a livello nazionale si cercava di mettere a punto un sistema per certificare la produzione dei Dpi, gli artigiani friulani hanno deciso di mettersi all’opera subito, bypassando il problema burocratico. “Se aspettavamo la certificazione passava anche l’emergenza”, dichiara Gloria De Martin che ha quindi invitato le aziende del comparto a mettersi a disposizione. “Hanno risposto in molte, ma i tempi per organizzarsi, considerata anche la difficoltà a reperire le materie prime, dal tessuto all’elastico, non hanno consentito a tutti di mettersi ancora all’opera. A oggi sono una decina di attività che stanno lavorando”. Per la protezione civile e non solo.
Alla testa di questa impresa diffusa ci sono la Tessitura Carnica di Villa Santina, Blu Notte di Pasian di Prato e Di Due di Gonars. “Ci siamo sentiti in dovere di rispondere all’appello della Protezione civile, non per guadagnarci ma per spirito solidaristico. Nella manifestazione d’interese abbiamo formulato un prezzo di fornitura che ci consente appena di coprire i costi – spiega Giuseppe Tonon, titolare della Tessitura Carnica -, ma il fine è quello di dare una mano anche noi alla Protezione civile regionale, che è fatta soprattutto di volontariato, e di non mettere in cassa integrazione i nostri dipendenti”.

Iniziata nei giorni scorsi, la produzione sta aumentando di ora in ora. Gli artigiani lavorano no stop. Anche sabato e domenica. Con l’obiettivo di arrivare, a regime, a produrre 3.500 mascherine a giornata, più quelle realizzate dalle piccole imprese coinvolte da Confartigianato. “Per le aziende che volessero darci una mano abbiamo preparato kit da 1.000 mascherine – fa sapere dal canto suo Andrea Zuccato, titolare di Blu Notte, sceso in campo assieme al fratello Fabio, a sua volta titolare di un’azienda artigiana (la Metal project) -. Così, anche le imprese meno strutturate possono partecipare a questa iniziativa. Basta una macchina da cucire lineare piana, senza grandi accessori. Ce l’hanno tutte le aziende del settore”.
Legata ora soprattutto alla fornitura per la Protezione civile Fvg, l’attività della rete punta a non fermarsi qui, ma a proseguire, al servizio di aziende, ospedali o enti che avessero a loro volta necessità di mascherine. “Abbiamo il know how e la capacità produttiva per rispondere a questa esigenza – conclude Zuccato -. Invitiamo dunque chiunque avesse bisogno di questo tipo di presidio a contattarci”.

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In copertina Gloria De Martin e qui sopra mascherine della sua azienda.

Dalla prima casa al reddito perso: Civibank sospende i mutui

Si amplia il ventaglio di misure di sostegno messo in campo da Civibank per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica in atto. Il Dl 18/2020 (“Cura Italia”) inerente la sospensione dei mutui interviene per gli accadimenti più gravi che possono coinvolgere i mutuatari e le loro famiglie (morte, perdita del lavoro, grave invalidità) tramite il Fondo di solidarietà mutui “prima casa”.
In questo delicato momento esistono altre motivazioni che possono portare a difficoltà temporanee nel pagamento delle rate dei mutui, per questo, al di là dei provvedimenti di legge, la Banca presieduta da Michela Del Piero offrirà ai propri clienti, per motivate ragioni, basate principalmente su un’effettiva momentanea riduzione o assenza di reddito, la possibilità di sospendere temporaneamente il rimborso delle rate dei finanziamenti.
Il periodo di sospensione non esclude il futuro ricorso ad altre forme di aiuto, anche pubblico, che potrà essere messo a disposizione nell’emergenza contingente. E proprio in considerazione dell’emergenza in atto, al fine di assicurare la massima tempestività possibile nella risposta, Civibank intende definire un iter accelerato e semplificato delle procedure di istruttoria delle richieste di sospensione dei finanziamenti per le famiglie, che consentirà di andare ulteriormente incontro alle esigenze dei richiedenti.
Le 64 filiali della Banca di Cividale in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto restano aperte per assistere anche in questa fase critica la clientela, seppur con orario ridotto e previo appuntamento, per le operazioni più urgenti. Sul sito Internet dell’Istituto sono stati resi disponibili gli aggiornamenti circa le modalità operative delle misure adottate.

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In copertina, la presidente di Civibank Michela Del Piero.

Coronavirus, via libera ai primi 400 mila euro per le imprese friulane

Prima importante risposta economica per far fronte in Friuli ai grossi problemi causati dalla pandemia di Coronavirus. La giunta della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, presieduta da Giovanni Da Pozzo, ha infatti varato il “Bando credito straordinario Covid”. Per sostenere le imprese favorendo l’accesso al credito, in collaborazione con i Consorzi Garanzia Fidi, l’ente ha dunque dato il via libera, nella seduta di questo pomeriggio, a un primo stanziamento di urgenza di 400 mila euro. L’intervento economico viene garantito tramite l’abbattimento delle commissioni di garanzia rilasciate da Confidi o fondi pubblici di garanzia che le aziende richiedano per ottenere un credito straordinario necessario ad affrontare l’emergenza.
L’agevolazione concedibile per ciascuna impresa consiste in un contributo a fondo perduto, in conto capitale nella percentuale del 100%, delle spese sostenute. Il contributo massimo è pari a mille euro per richiedente. Le domande saranno presentabili a partire dal 31 marzo e fino al 31 luglio.
“Si tratta di piccoli contributi, ma sono subito a disposizione delle imprese e speriamo possano essere d’aiuto – ha spiegato Da Pozzo –. Ci siamo adoperati, assieme agli uffici, per rendere più agevole possibile la presentazione delle domande da parte delle imprese, semplificando al massimo il carico burocratico”. Le aziende dovranno infatti presentare solo le delibere di ottenimento del finanziamento e della garanzia, con l’attestazione del pagamento. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni e il plafond è stato ricavato in via d’urgenza grazie alla revisione di alcune poste del bilancio camerale e a risparmi di spesa.
“In giunta abbiamo fatto questo primo passo, ma sicuramente ne seguiranno altri nelle prossime settimane – ha confermato il presidente Da Pozzo –: siamo di fronte a una situazione eccezionale e di grandissima complessità, ma saremo in prima linea. Siamo tutti impegnati, assieme al nostro personale, per riorganizzare il lavoro in modo da essere di maggior servizio possibile alle imprese che si rivolgeranno a noi, anche rendendo rapide tutte le liquidazioni”.

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In copertina, il presidente della Camera di commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo.

Alla Camera di commercio Pn-Ud uffici chiusi salvo i servizi essenziali

Alla luce delle più recenti disposizioni del Governo in seguito all’emergenza Coronavirus, per la sicurezza degli utenti e del personale, anche gli uffici della Camera di Commercio di Pordenone-Udine restano chiusi al pubblico, a eccezione dei servizi pubblici essenziali, accessibili comunque solo su appuntamento e nelle giornate di martedì e venerdì dalle 8.30 alle 12.30.

I servizi essenziali – informa una nota camerale – comprendono il rilascio di certificati e visure registro delle imprese (possibili anche online da remoto), la vidimazione dei formulari rifiuti e registri carico-scarico (per appuntamenti: Udine 0432.273213 – registro.imprese@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381264 – registro.imprese@pn.camcom.it), nonché i Certificati commercio estero come Certificati d’origine, se ancora non si accede alla modalità “stampa in azienda”, visti per l’estero, carnet (appuntamenti: Udine 0432.273502 – commercioestero@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381238 – estero@pn.camcom.it). Si può inoltre contattare l’ufficio Brevetti (per appuntamenti: Udine 0432.273560 – brevetti@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it), nonché chiedere il rilascio di carte tachigrafiche (appuntamenti: Udine 0432.273529 – tachigrafo.card@ud.camcom.it e Pordenone 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it). Infine, per la cancellazione protesti, appuntamenti a Udine tramite 0432.273204 – protesti@ud.camcom.it e a Pordenone attraverso 0434.381247 – regolazione.mercato@pn.camcom.it.
Come già comunicato, la sede di Tolmezzo resterà chiusa. Per informazioni: cciaapnud.tolmezzo@pnud.camcom.it.

Il Call Center Registro Imprese, al numero 848 800 410, resta attivo da lunedì a venerdì, festivi esclusi, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Il servizio è accessibile da rete fissa da tutto il territorio nazionale al costo di una telefonata a tariffa urbana Telecom. La Camera aggiornerà queste disposizioni in conseguenza di ulteriori direttive del Governo centrale. Gli altri uffici sono contattabili ai loro indirizzi email, come evidenziato sul siti www.pn.camcom.it e www.ud.camcom.it
Infine, fino al 3 aprile, il rilascio e il rinnovo di nuovi dispositivi di firma digitale è sospeso a eccezione dei casi di comprovata urgenza ed è sospeso anche il servizio di attivazione dell’identità digitale SPID. Per la Dichiarazione MUD è stata prorogata la scadenza al 30 giugno prossimo.

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di commercio.

Coronavirus, generosa in Fvg la risposta dei donatori di sangue

“Ringrazio i donatori di sangue del Friuli Venezia Giulia che in pochi giorni hanno garantito il ripristino delle scorte di sangue in tutti gli ospedali della nostra regione”. E’ il messaggio di gratitudine che il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha rivolto – come si legge in una nota Arc – a tutti i generosi donatori attraverso i rappresentanti delle associazioni e delle federazioni dei donatori di sangue della regione, dopo gli appelli lanciati mentre andava intensificandosi l’emergenza da Coronavirus.
Nel corso della videoriunione con l’esponente della Giunta Fedriga sono state illustrate le azioni intraprese dal sistema trasfusionale del Friuli Venezia Giulia per contrastare il calo delle donazioni registrato nelle scorse settimane a causa della crisi Covid-19: in particolare, l’attivazione dell’agenda di prenotazione unica regionale, con la quale ora è possibile fissare la propria donazione in tutti i centri trasfusionali contattando il call center regionale salute (0434223522, dal lunedì al venerdì dalle ore 7 alle ore 19, al sabato dalle 8 alle 14) o la propria associazione. È stato, inoltre, ricordato che la donazione di sangue è sicura e che non esiste rischio di contagio da Coronavirus tramite le donazioni e le trasfusioni: per garantire al massimo la salute dei donatori sono state comunque attivate specifiche precauzioni, tra cui l’accesso contingentato e solo su prenotazione dei donatori ai centri trasfusionali.

Riccardi col presidente Fedriga.

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In copertina, ecco le sacche per la raccolta dei sangue dei donatori.