La Regione Fvg: urgente un piano per ripartire. Turismo senza certezze

di Gi Elle

Oltre agli effetti sulla nostra salute, le conseguenze di Coronavirus sull’economia spaventano sempre più anche in Friuli Venezia Giulia, tanto che la Regione cerca di correre ai ripari mettendo a punto quella che ormai è nota come “Fase 2”, cioè il modo per ripartire con la possibilità di riaprire, gradualmente e in piena sicurezza, le attività produttive. “Chiediamo al Governo di predisporre con urgenza un piano per una riapertura graduale delle attività economiche. L’ordinanza che abbiamo emanato ieri, con l’obbligo per tutti di utilizzare sempre i dispositivi di protezione personale nei luoghi pubblici e di continuare a mantenere con grande attenzione il distanziamento sociale, va proprio in questa direzione. Dobbiamo riaprire ma in sicurezza. La politica deve prendersi la responsabilità di mettere insieme sicurezza sanitaria e ripartenza economica. L’attuale crisi sanitaria non deve trasformarsi in un dramma economico”, ha affermato, infatti, il governatore Fvg Massimiliano Fedriga che ieri ha incontrato in videoconferenza i giornalisti assieme al vicepresidente con delega alla Salute e alla Protezione civile, Riccardo Riccardi.

“La nostra preoccupazione – ha aggiunto Fedriga, come si legge in una nota Arc – è che il prossimo 3 maggio le nostre imprese non terranno chiuso per rispettare un nuovo provvedimento, ma perché non avranno più la forza di riaprire, garantendo i posti di lavoro”. “Il piano di riapertura graduale dei comparti economici, che potrebbe essere testato in un periodo di una decina di giorni, deve riguardare anche la mobilità, a partire dall’utilizzo dei mezzi privati e dalla possibilità di ampliare l’offerta del trasporto pubblico locale, per esempio, con corse dedicate per consentire alle persone di raggiungere i loro posti di lavoro. Noi non possiamo fare questo piano – ha ricordato il governatore – perché l’ultimo decreto legge del Governo non permette alle Regioni di agire in modo autonomo. La nostra, però, è una posizione di piena collaborazione nei confronti dell’esecutivo nazionale, che adesso deve assolutamente dare una prospettiva ai cittadini e alle imprese“.
“Siamo convinti che questa sia la direzione corretta da prendere. Le decisioni assunte finora ci hanno dato la conferma che il Friuli Venezia Giulia sia la Regione più virtuosa del Nord, con i migliori dati nel rapporto fra indice di mortalità e quello dei contagi. Un lavoro – ha sottolineato Fedriga – che prosegue senza sosta per quanto concerne la ricerca. Su questo punto dobbiamo anche dire con chiarezza che abbiamo bisogno di test sierologici sicuri, per non dare false speranza ai cittadini. Certezze che, purtroppo, in questo momento non abbiamo. Inoltre, a breve avremo finito di testare l’app di Insiel per il tracciamento, primi in Italia, dei contatti. Un dispositivo – ha precisato il governatore – che non geolocalizza assolutamente le persone. L’app serve invece per capire se siamo stati a contatto di qualcuno per più di 15 minuti e, in caso di contagio, per ricostruire la diffusione del virus. Si tratta di uno strumento che potrà essere utilizzato su base volontaria, ma il mio augurio è che tutti decidano di sfruttarlo per preservare la propria salute, ma anche quella degli altri”.

Nel corso della videoconferenza, il governatore Fedriga ha affermato che difficilmente si possa ipotizzare la riapertura delle scuole, così come si è detto molto preoccupato per la prossima stagione turistica, in particolare per quella estiva, annunciando sostegni economici per le imprese in forte difficoltà. “Sono estremamente orgoglioso del sistema medico-sanitario, scientifico e della ricerca della nostra regione. Il comparto del Friuli Venezia Giulia ha risposto in modo chiaro e compatto a differenza di quanto avvenuto a livello internazionale, dove – ha concluso il governatore – sono arrivate troppe risposte confuse, incerte e spesso contraddittorie”.

Già, il turismo che versa in gravi difficoltà e sul quale incombe l’incertezza proprio sull’estate che è sempre più vicina. Problemi che sono stati messi a fuoco dall’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, il quale, sempre ieri, ha partecipato da Udine all’incontro delle Regioni in videoconferenza con il ministro ai Beni culturali con delega al Turismo, Dario Franceschini, sui temi dell’emergenza sanitaria. Al termine della riunione, l’esponente dell’esecutivo Fedriga – riferisce ancora Arc – ha manifestato un po’ di delusione, motivata dal fatto che dall’intervento del rappresentante del Governo Conte “non sono ancora emerse certezze sull’entità delle somme eventualmente a disposizione, e ancor meno sui tempi delle loro erogazioni. Tutto questo – ha aggiunto Bini -, mentre anche in Friuli Venezia Giulia il turismo, specialmente quello balneare, è al palo e gli operatori vivono ancora in una situazione di totale e reale incertezza su come e quando la stagione estiva potrà iniziare, per cercare ristoro ai danni patiti in quella primaverile che è già stata compromessa”.
“Il Friuli Venezia Giulia – ha precisato l’assessore – sta facendo la sua parte; attraverso l’ordinanza emanata dal Governatore Fedriga, la Regione ha mosso i primi passi verso l’uscita da un tunnel che auspichiamo di raggiungere al più presto, pur con tutte le cautele e le garanzie per la salute di tutti. L’aver consentito tramite l’ordinanza l’accesso alle spiagge affinché vengano eseguiti i lavori di sistemazione propedeutici alla riapertura dei nostri lidi ai bagnanti è un chiaro segnale di come la Regione stia lavorando per procedere verso la ripresa. E questo segnale è stato apprezzato dagli operatori”.

“Ora serve che lo Stato – ha puntualizzato Bini – definisca un protocollo nazionale al quale debbano attenersi gli operatori per arrivare alla riapertura delle loro attività e che venga definito e approvato dal Comitato tecnico-scientifico, organo quest’ultimo a cui è affidata la salute di tutti i cittadini a fronte della pandemia. Al comitato spetta il compito di indicare quando si potranno riapre le attività, comprese quelle turistiche e regionali, decisione ultima che poi spetterà al Governo. Sulla base delle indicazioni di tale organismo, si potrà poi muovere anche la Regione”. L’assessore Bini ha comunque definito interessanti e condivisibili alcune delle ipotesi avanzate dalla Commissione turismo della Conferenza delle Regioni, e che, tra l’altro, lo stesso collaboratore di Fedriga aveva anticipato in precedenza: dalla creazione di uno specifico fondo a sostegno delle categorie più colpite alla necessità indifferibile che il settore possa disporre di finanziamenti in conto capitale e non a debito. “Le nostre attività – ha precisato l’assessore regionale – si sono infatti già indebitate a causa della situazione attuale”. Interessante, infine, per Bini, la proposta di attivare una copertura assicurativa di carattere economico e legale da riservare agli operatori turistici.

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In copertina, l’assessore regionale Bini in videoconferenza con il ministro Franceschini.

Da oggi ai Comuni Fvg 1,5 milioni di mascherine: obblighi fino al 3 maggio

“Da martedì la Protezione civile darà il via alla distribuzione ai Comuni di 300mila mascherine lavabili per popolazione e di 1,2 milioni di mascherine monouso per i servizi essenziali”. Lo ha annunciato il vicegovernatore della Regione con delega a Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi, evidenziando che proprio da oggi “prenderà il via la terza fase di consegna delle mascherine realizzate su indicazione della Protezione civile, la cui produzione ha raggiunto i 40mila pezzi al giorno. Questi 300mila dispositivi di protezione si sommano ai 350mila già consegnati ai Comuni, sulla base del rapporto tra le persone infette e in quarantena e residenti, e verranno distribuiti ai cittadini in base ai criteri di priorità già definiti dai sindaci”.
“Oltre alle mascherine lavabili – aggiunge Riccardi in una nota Arc – verranno consegnate ai Comuni dalle squadre di volontari delle Protezione civile anche 600mila mascherine di tipo chirurgico per uso non sanitario e altre 600mila mascherine di tipo Montrasio fornite dal Dipartimento nazionale della Protezione civile. I sindaci potranno quindi assegnare di questi dispositivi di protezione, assegnati in proporzione al numero di abitanti, agli operatori dei servizi essenziali in base alle esigenze delle singole comunità”.

L’assessore Riccardo Riccardi.

L’utilizzo di una mascherina, o comunque di una protezione a copertura di naso e bocca, diventa infatti obbligatorio ogni qualvolta si esca dall’abitazione e la distanza interpersonale da osservare è confermata a un minimo di un metro. Tali disposizioni, che si applicano automaticamente a tutte le situazioni esterne alla propria casa, sono previste dall’ordinanza contingibile e urgente numero 10, emanata ieri dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Il provvedimento, che sarà in vigore fino al 3 maggio, proroga le misure di contenimento dei contagi da Coronavirus per evitare situazioni di aggravamento del rischio sanitario, anche in considerazione delle caratteristiche anagrafiche della popolazione del Friuli Venezia Giulia, la cui componente anziana – la più vulnerabile – è particolarmente nutrita.
L’ordinanza ribadisce che nelle giornate di domenica e festive dovranno rimanere chiuse tutte le attività commerciali di qualsiasi natura, fatte salve le farmacie, le parafarmacie, le edicole e gli esercizi nelle aree di servizio situati lungo la rete autostradale e a servizio di porti ed interporti. Le modalità d’accesso all’interno degli esercizi aperti al pubblico limitano gli ingressi a un solo componente del nucleo familiare, salvo comprovati motivi di assistenza ad altre persone. L’ordinanza precisa che restano possibili, anche la domenica e nei giorni festivi, tutti i servizi di consegna a domicilio. Inoltre, nessuna restrizione è prevista rispetto alla riapertura consentita dall’ultimo Dpcm di una serie di esercizi, tra cui cartolibrerie, librerie, negozi per bambini e neonati e lavanderie.

Per quanto concerne, poi, i mercati all’aperto e al chiuso di generi alimentari, saranno ammessi solo laddove il sindaco abbia adottato un piano che preveda, per venditori e compratori, alcune condizioni minime: l’uso obbligatorio di guanti monouso e mascherine o comunque una protezione a copertura di naso e bocca; la presenza di un unico varco d’accesso separato da quello di uscita; il contingentamento delle presenze. Inoltre, nel caso di mercato all’aperto, il piano deve contenere la perimetrazione dell’area commerciale. Relativamente ai guanti monouso, l’obbligo è esteso a tutti gli esercizi commerciali. Quelli non alimentari possono, in alternativa, mettere a disposizione dei clienti soluzioni idroalcoliche con cui igienizzarsi le mani. Nei supermercati e nelle farmacie è, inoltre, raccomandata la rilevazione della temperatura corporea degli avventori e del personale.
È infine ammessa l’attività di manutenzione del verde su aree pubbliche e private e delle spiagge in concessione.

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In copertina, il presidente della Giunta Massimiliano Fedriga.

(Foto Regione Fvg)

 

“Sosteniamo Casarsa!”: raddoppiano i commercianti in rete

Primo bilancio positivo per #sosteniamocasarsa, l’iniziativa dell’assessorato alle Attività produttive della Città di Casarsa della Delizia che ha permesso di mappare le attività commerciali aperte in questa fase di emergenza Coronavirus, riportando tutte le indicazioni utili alla cittadinanza per pianificare in sicurezza i propri acquisti di prima necessità.  Sono praticamente raddoppiate nello spazio di un weekend le attività inserite nel database, le quali hanno raggiunto quota 41 spaziando nei diversi generi commerciali, partendo dalle farmacie agli alimentari, alle edicole fino alla alle lavanderie e ai servizi tecnici solo per citarne alcuni (elenco in continuo aggiornamento collegandosi all’indirizzo bit.ly/sosteniamocasarsa).
“Grazie ai commercianti – ha commentato l’assessore Ilaria Peloi – che hanno inserito le proprie attività aiutandoci così a fornire questo prezioso servizio informativo alla cittadinanza. Solo facendo squadra come comunità riusciremo a superare questo momento difficile: ecco quindi l’invito ai cittadini stessi affinché scelgano per i propri acquisti i negozi di Casarsa e San Giovanni, sostenendo così la nostra economia comunale”.
Il progetto si basa su un format di pronto utilizzo sul web denominato commerciantinrete (accessibile cliccando bit.ly/commerciantinrete), nel quale rispondendo a delle veloci domande i negozianti possono segnalare sede, orari e servizi della propria realtà, compresa la sempre più ricercata consegna a domicilio.
“Il database è aperto a tutti – ha concluso l’esponente della Giunta guidata dal sindaco Lavinia Clarotto – sia per l’inserimento che per la consultazione: questa massima trasparenza ha portato dei giovani appassionati del mondo digitale ad aggiungere il proprio contributo e a realizzare, dopo aver scaricato i dati del portale del Comune, un ulteriore sito dedicato solo alle consegne a domicilio e denominato casarsadomicilio.it, le cui informazioni sono certificate essendo tratte dal modulo comunale”.

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In copertina, l’assessore comunale di Casarsa, Ilaria Peloi.

A Trieste le pinze della solidarietà pasquale agli anziani soli

Non si fermano le attività che l’Associazione De Banfield sta portando avanti per le persone anziane e fragili in queste settimane di “domiciliazione forzata” a causa del Coronavirus. Le festività sono un momento in cui la solidarietà diviene quanto mai necessaria per non far sentire troppo solo chi non ha nessuno vicino, o comunque non può incontrare i parenti e le persone amiche. “Crediamo che la vecchiaia meriti sostegno e dolcezza – spiegano i responsabili della De Banfield – e volevamo rendere più dolce la Pasqua delle persone anziane che già seguiamo quotidianamente, ma che richiedono ancor più vicinanza in questa situazione di emergenza che ha reso le loro vite più difficili”.
Immediato il pensiero al più tradizionale dei dolci, che ogni anno accompagna le tavole pasquali dei triestini, la pinza. Un’idea accolta e supportata con entusiasmo da Massimo Ferigutti, proprietario della pasticceria Zenzero e Cannella, che ha impastato e sfornato decine di piccole pinze, una cinquantina in tutto, per poi recapitarle personalmente in dono alla sede dell’Associazione.

Ancora una volta i giovani volontari di InterAct-Rotary – i ragazzi e le ragazze tra i 14 e i 18 anni che stanno collaborando con la De Banfield al motto “#Noi per i nonni di Trieste ci siamo” – hanno offerto il loro aiuto per impacchettare i dolci in un sacchetto solidale che è stato consegnato l’altro giorno a tutti i nonni e le nonne assistite dalla Onlus: un piccolo momento di festa e serenità accolto con sorpresa e perfino con un po’ di commozione, come nel caso dell’ultracentenaria Camilla, curata da tempo con professionalità e dolcezza dall’operatrice Doriana.
La solidarietà davvero non ha età, e questo piccolo gesto si aggiunge all’attività che il gruppo di volontari già svolge quotidianamente con la consegna della spesa, di presidi sanitari, di medicine e giornali, il tutto accompagnato da un bigliettino con un loro saluto personale. “Un messaggio di solidarietà intergenerazionale che speriamo possa essere tra le cose buone che ci porteremo nel futuro – spiegano ancora alla De Banfield -, nella consapevolezza che un pensiero d’affetto può far sentire meno soli”.

L’Associazione naturalmente non smette anche in questi giorni di festività di offrire il proprio sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da demenza e Alzheimer, con il servizio di supporto telefonico e online, mentre sui social network e sul canale YouTube vengono puntualmente caricati nuovi video con consigli per l’attività motoria in casa e con piccoli esercizi, giochi di enigmistica, calembour, anagrammi per tenere allenate le menti, soprattutto quelle più fragili, ideati dall’anagrammista Giorgio Dendi, che da diversi anni affianca l’Associazione come volontario.
#Noipervoicisiamo: l’Associazione De Banfield mantiene aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio. Il numero per contattare l’Associazione è il 333/1817326 (attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18).

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In copertina, la ultracentenaria Camilla assistita dalla De Banfield.

 

L’apertura dei negozi? Una “babele”. Le richieste di Concooperative Udine

Una vera e propria giungla di interpretazioni, diverse l’una dall’altra, rispetto al (già complicato) tema delle attività  commerciali autorizzate dai diversi decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con il risultato che l’attività consentita in un Comune non lo è in quello vicino, evidenziando nei fatti trattamenti molto difformi anche tra esercizi a breve distanza. È quanto denuncia la Confcooperative di Udine, raccogliendo le segnalazioni che arrivano dai diversi esercizi commerciali in forma cooperativa sparsi sul territorio friulano.
«Si sta palesando, giorno dopo giorno, un eccesso di zelo in alcuni territori, che adottano interpretazioni più severe di quelle auspicate dalla stessa Presidenza del Consiglio la quale peraltro, con delle proprie risposte a quesiti, ha tentato di chiarire i margini di applicazione dei Dpcm dell’11 e del 22 marzo. Purtroppo, in molti territori le autorità di polizia locale adottano interpretazioni restrittive», dichiara il presidente di Confcooperative Udine, Franco Baiutti.
L’effetto di questa autentica “babele”? «Si va in ordine sparso: ma, così facendo – aggiunge Baiutti -, si crea una grande incertezza negli operatori economici. Serve un’interpretazione univoca e chiara. Per tutelare, innanzitutto, gli esercizi commerciali dall’applicazione di sanzioni anche molto pesanti, in un momento già difficile economicamente. Anche perché parliamo di prodotti che i cittadini richiedono a gran voce e se quindi un determinato articolo non si trova in un negozio ma in un altro sì, il risultato è anche quello di favorire paradossalmente lo spostamento dei cittadini alla ricerca di determinati prodotti. Un risultato, francamente, paradossale. A questo punto – chiede Confcooperative – è indispensabile che le autorità pubbliche arrivino a definire linee di interpretazione chiara cui possano uniformarsi le autorità di polizia. Così non si può andare avanti per un altro mese».

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In copertina, Franco Baiutti, leader di Confcooperative Udine.

Dalla Coop Casarsa 30 mila euro per chi è in difficoltà

Da oltre 100 anni al fianco delle comunità che serve per la spesa quotidiana, Coop Casarsa non si tira indietro neanche in questa fase di emergenza legata al Coronavirus: la cooperativa ha infatti deciso di donare 30 mila euro in propri buoni spesa per sostenere le famiglie bisognose che già otterranno il buono spesa statale previsto del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo scorso. Un’iniziativa che varrà per tutti i suoi 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto (Casarsa, San Giovanni di Casarsa, Fiume Veneto, San Martino al Tagliamento, Cordovado, Lestans di Sequals, Marsure, San Quirino, Pravisdomini, Goricizza di Codroipo, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo di Gaiarine), i quali in questi giorni sono stati ulteriormente sanificati rispetto alle consuete pulizie per offrire un’ulteriore sicurezza alla clientela.

“Abbiamo pensato – spiega il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon –, con la direzione, a come aiutare ulteriormente le famiglie che a causa del Coronavirus e allo stop produttivo a esso legato si trovano in difficoltà. Per questo, grazie al prezioso aiuto dei sindaci dei Comuni in cui operiamo, ci sarà il modo di far avere questi buoni ai soggetti interessati, i quali già riceveranno il buono spesa statale che potrà essere utilizzato anche nei nostri punti vendita. Non solo: a fronte dei buoni spesa statali che saranno utilizzati nei nostri negozi, riconosceremo un ulteriore 10% dell’importo totale direttamente al Comune, che potrà riutilizzarlo a sua volta per fare la spesa per persone in difficoltà. Colgo l’occasione per ringraziare soci e consumatori per la pazienza di questi giorni, in cui per ovvie e giuste motivazioni sanitarie, l’accesso ai punti vendita è scaglionato e permesso solo a chi è dotato di guanti, che forniamo anche noi, e mascherina. Per questo abbiamo deciso di procedere con ulteriori sanificazioni programmate nei punti vendita, per aggiungere ancora sicurezza alla spesa, diritto fondamentale di tutti che come Coop Casarsa stiamo garantendo con rifornimenti continui fin dalle prime fasi dell’emergenza”.

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In copertina, la sede della Coop Casarsa; qui sopra, il presidente Mauro Praturlon.

Artigianato friulano col fiatone: “A Pasqua i nostri prodotti!”

L’artigianato, senza ombra di dubbio, è uno dei settori che maggiormente pagano gli effetti devastanti della pandemia da Coronavirus. Bastano alcuni numeri per offrire un quadro preoccupante della situazione. A valle dell’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha ulteriormente ridotto la lista di imprese alle quali è consentito lavorare, l’ufficio studi dell’associazione provinciale di Udine ha rifatto nuovamente lo screening di quali e quante sono queste realtà e di quanti addetti impiegano. Su 27.720 imprese artigiane attive in Fvg, poco più di un terzo sono quelle autorizzate a proseguire l’attività: 11.633 pari al 42% del totale. Al lavoro restano 35.028 addetti su 67.169 (il 52,1%) di cui 20.451 dipendenti su 34.430 (il 59,4%). Costretti al fermo sono invece 16.087 imprese che danno lavoro a 32.141 addetti di cui 13.979 dipendenti.

Da qui, dunque, un pressante appello, proprio in questi giorni pasquali: “Compra italiano, compra artigiano. Sostieni le nostre famiglie”. E’ questo, infatti, lo slogan che affianca l’illustrazione commissionata da Confartigianato-Imprese Udine a Daniel Cuello per invitare i consumatori ad acquistare prodotti locali in questo difficile momento di emergenza sanitaria ed economica. Un messaggio conciso come del resto l’immagine che accompagna: la penisola italiana, vestita del Tricolore e percorsa da mezzi su gomma, ferro e mare che instancabili la attraversano da Nord a Sud per consegnare merci.

“Alle imprese che vanno avanti a lavorare questo momento di grave difficoltà va il nostro grazie e tutto il nostro sostegno – afferma il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti -. Queste realtà garantiscono infatti un servizio che lo stesso Governo ha ritenuto essenziale per la popolazione e e lo fanno esponendosi in prima persona a fronte di guadagni ridotti all’osso. E’ pensando a loro che abbiamo messo a punto questa campagna per invitare i consumatori ad acquistare servizi e produzioni locali, a km0 , alimentari ma non solo. E’ un regalo che facciamo a noi stessi: compriamo prodotti di cui conosciamo l’origine e garantiamo alle imprese del territorio quel po’ di sostegno in più che oggi è fondamentale. Compriamo dunque italiano e artigiano e continuiamo a farlo in futuro, quando l’emergenza sarà finalmente alle spalle”.

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In copertina, il presidente Graziano Tilatti con il logo promozionale.

I ragazzi di InterAct: “Noi per i nonni di Trieste ci siamo”

Prosegue a pieno ritmo la quotidiana attività che l’Associazione De Banfield mette in campo per le persone anziane, quelle fragili, pluripatologiche, non autosufficienti: un impegno quanto mai necessario in queste settimane di “domiciliazione forzata” a causa del Coronavirus. La solidarietà non ha età e questi anziani, nonne e nonni, hanno trovato molti nuovi “nipoti” nei giovani ragazzi e ragazze di InterAct – la realtà presieduta da Ginevra Garlatti Costa – che hanno offerto la loro collaborazione per dare un aiuto concreto agli anziani della città assistiti dalla De Banfield. Al motto “Noi per i nonni di Trieste ci siamo”, Ginevra, Margherita, Mia, Arturo, Tommaso, Vladimiro, Luisa – solo per citarne alcuni -, tutti tra i 14 e i 18 anni, si sono messi a disposizione dei tanti nonni in difficoltà.

Per tutti un unico obiettivo: far sì che gli anziani – che nella quasi totalità sono over 80 pluripatologici, dunque maggiormente a rischio – possano vivere al meglio, nella propria casa, questo grave momento. Il gruppo è attivo tutti i giorni nella consegna della spesa, di presidi sanitari, di medicine, di giornali e altre necessità. Ma fanno anche una piccola cosa in più: ogni consegna è accompagnata da un loro personale pensiero. Un biglietto su cui ognuno di loro ha scritto un messaggio di fiducia e speranza, pensato proprio per rendere un po’ più lievi questi giorni. “Non vi auguro tempi facili, ma vi auguro che qualsiasi difficoltà possiate avere, siate in grado di superarla”, recita uno dei bigliettini scritti dai ragazzi, e, ancora, “anche se il timore avrà più argomenti, scegli la speranza”. Una gentilezza in più, un messaggio di solidarietà intergenerazionale che speriamo possa essere tra le cose buone che ci porteremo nel futuro, nella consapevolezza che un pensiero d’affetto può far sentire meno soli. E i nonni continuano a chiamare gli uffici della De Banfield per ringraziarli.

L’Associazione prosegue anche nelle attività di sostegno ai “caregiver”, quei familiari che assistono le persone colpite da demenza e Alzheimer, con il nuovo servizio di supporto telefonico e online da parte delle psicologhe, mentre sui social network e sul canale YouTube viene caricata con cadenza settimanale, a partire da sabato scorso, una nuova serie di video. In particolare, il noto anagrammista Giorgio Dendi, ha realizzato appositamente per la De Banfield, di cui è volontario da diversi anni, nove video con piccoli esercizi, giochi di enigmistica, calembour, anagrammi per tenere allenate le menti, soprattutto quelle più fragili.

Alle tante storie che attraversano in queste settimane la vita della De Banfield quella di Lucia, un’infermiera che lavora in Associazione da molti anni. Affianca alla sua azione professionale una particolare attenzione alla soddisfazione di quei piccoli desideri che rendono la vita un po’ migliore alle tantissime persone anziane costrette al proprio domicilio. Un piatto che si desiderava mangiare da tempo, la videochiamata con il parente lontano, il libro che si desidera rileggere. Ma a mancare di più in questi momenti sono l’aria aperta, la vista del verde, ricevere o coltivare i fiori, anche solo sul balcone. E così i fiori ha cominciato a produrli lei, di carta. Bellissimi fiori di stagione, tulipani e narcisi soprattutto, che ha iniziato a portare ai suoi assistiti amanti delle piante: ora ogni visita domiciliare di Lucia è accompagnata da un fiore, che rallegra le case in attesa di poter presto essere sostituito da un bel mazzo fresco.

#Noipervoicisiamo: l’attività della De Banfield prosegue mantenendo aperta la sede con turni di personale controllati su appuntamento, nel massimo rispetto delle norme anti-contagio. Il numero per contattare l’Associazione è il 3331817326, attivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18.

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In copertina e qui sopra alcuni dei ragazzi che si prodigano per aiutare gli anziani di Trieste.

Fondazione Carigo e Caritas vicine a chi è in difficoltà

Da sempre vicina alla comunità locale e alle fasce più deboli della popolazione, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia continua in questo periodo difficile a collaborare sempre più a stretto contatto con le strutture preposte all’assistenza sanitaria e sociale, garantendo loro il suo pieno supporto per far fronte all’emergenza da Coronavirus. Prosegue dunque, ora più che mai, non solo la sinergia con l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, a favore della quale la Fondazione Carigo ha stanziato un contributo di 250 mila euro per l’acquisto di dotazioni sanitarie, ma anche la collaborazione con la Caritas Diocesana di Gorizia, Ente che a livello locale è in prima linea a fianco delle persone in condizioni di fragilità socio-economica.
Con un contributo di 90 mila euro, che verrà messo a disposizione in via anticipata per gli interventi emergenziali, la Fondazione sostiene infatti la continuazione e il potenziamento del servizio attuato dalla Caritas attraverso i tre Empori della Solidarietà presenti nell’Isontino – a Gorizia, Monfalcone e Gradisca – per la distribuzione gratuita di prodotti di prima necessità alle persone indigenti, nonché il servizio di consegna domiciliare di prodotti essenziali alle persone bisognose residenti in tutti i Comuni dell’area isontina, inclusi quelli nei quali non è presente l’Emporio.
“Il rapporto di collaborazione con la Caritas Diocesana è un punto fermo nell’azione della Fondazione”, commenta la presidente Roberta Demartin, “e oggi più che mai il dialogo e la collaborazione tra gli enti del territorio sono indispensabili per far arrivare, nella maniera più tempestiva ed efficace possibile, il nostro aiuto alle persone che ne hanno bisogno”. “Ecco dunque che, al presentarsi dell’emergenza – prosegue – la Fondazione si è subito messa a disposizione per individuare assieme alla Caritas le possibili modalità di intervento. Il nostro impegno, però, non si ferma qui: in corso d’anno condivideremo con la Caritas un percorso comune di sostegno al territorio, a supporto delle esigenze che stanno emergendo ed emergeranno”.

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In copertina, la presidente della Fondazione Carigo, Roberta Demartin.

Coronavirus, all’Airone di Porcia il digitale diventa strumento di solidarietà

Chiusi i centri diurni per disabili causa emergenza Coronavirus, ma l’assistenza non si ferma sul territorio del Friuli Occidentale nelle cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone. Come alla Cooperativa Sociale di Solidarietà Familiare onlus di Porcia dove è stato studiato un servizio alternativo in digitale.
“La cooperativa gestisce il centro semiresidenziale diurno Airone, rivolto a persone con disabilità che è aperto dal lunedì al venerdì. In questo momento difficile – spiegano – , ci è sembrato importante dare un supporto alle famiglie istituendo un servizio alternativo per mantenere una continuità con le persone che frequentano il ceod attraverso la relazione a distanza con gli operatori”. Nello specifico, è stato istituito il servizio smart #AironeaCasaconTe attraverso l’utilizzo di strumenti informatici come Skype, Whatsapp, mail, Facebook e telefonate per raggiungere tutte le persone che sono inserite e frequentano il centro semiresidenziale Airone.

“Dopo un primo sondaggio con le famiglie – proseguono dalla cooperativa -, analizzate le situazioni e gli strumenti a loro disposizione, abbiamo definito una programmazione quotidiana che copre tutta la settimana per questo servizio on-line. Tutte le famiglie hanno accolto e aderito alla proposta offerta. La fase sperimentale è partita lunedì 23 marzo e dopo una settimana di prova siamo rimasti piacevolmente sorpresi del successo e dell’entusiasmo da parte di tutti, operatori, persone interessate e famiglie.
Abbiamo definito una vera e propria programmazione settimanale; la giornata è scandita con laboratori al mattino e al pomeriggio, che prevedono lavori in piccoli gruppi. Operatori e ragazzi sono coinvolti ed impegnati in diverse iniziative come ad esempio attività motoria, laboratorio espressivo, lettura di un libro, lettura di attualità, laboratorio di cucina, arte-terapia, laboratorio di musica, giochi e altro ancora. Familiari e ragazzi hanno imparato ad utilizzare nuove tecnologie! Questi strumenti consentono di aprire una finestra sul mondo, permettendo e facilitando lo sviluppo i rapporti di amicizia anche al di fuori della frequenza quotidiana del centro diurno. Quando abbiamo iniziato le difficoltà sono state diverse, ma grazie alla forte motivazione degli operatori che hanno trovato nuove strategie di intervento e il grande entusiasmo dei ragazzi e dei loro familiari siamo riusciti a far decollare qualcosa che poteva sembrare impossibile”.

“La cooperativa Solidarietà Familiare di Porcia – ha concluso Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone -, come altre del territorio che hanno attivato servizi simili, confermano di esere sempre al fianco delle famiglie delle persone con disabilità anche in questo momento così difficile, segno di come i valori cooperativi non vengono meno neanche nelle situazioni di emergenza. Come Confcooperative Pordenone stiamo anche inserendo tutte queste buone pratiche nell’Operazione “Solidarietà Cooperativa”, con la quale puntiamo a fornire strumenti utili per il presente e per il futuro”.

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In copertina, il laboratorio di cucina; qui sopra, quello espressivo.