A Casarsa suolo pubblico gratuito per bar ed esercizi commerciali

“Nuove concessioni e ampliamenti di spazi già esistenti, il tutto gratuitamente: ci eravamo presi l’impegno di venire incontro alle esigenze dei nostri commercianti. Utilizzando lo spazio esterno alle proprie attività, gli esercenti potranno servire maggiore clientela nel rispetto delle misure di sicurezza. Un segnale concreto che abbiamo voluto deliberare a sostegno del commercio locale in questa fase 2 di riapertura dopo l’emergenza Coronavirus, in modo che il comparto possa guardare al futuro con maggiore serenità: il Comune è al suo fianco”. E’ quanto afferma il sindaco di Casarsa della Delizia, Lavinia Clarotto, commentando la notizia che la giunta comunale ha deliberato la concessione gratuita del suolo pubblico a tutti i bar ed esercizi commerciali che ne hanno fatto richiesta.

Lavinia Clarotto e Ilaria Peloi.

Anche nella fase 1 l’amministrazione comunale aveva operato a sostegno del commercio che secondo le direttive nazionali e regionali poteva rimanere aperto sia con attività al pubblico che di consegna a domicilio. “Il progetto Commercianti in rete – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive, Ilaria Peloi – ha visto l’adesione di quasi 50 attività, che anche grazie al sito e agli spazi social del Comune hanno potuto far conoscere alla cittadinanza i propri servizi. ‘Sosteniamo Casarsa’ è stato lo slogan della fase 1 che però continua anche nella 2 con l’invito a scegliere i negozi del territorio comunale per i propri acquisti”.

Per quanto riguarda poi altre notizie, l’amministrazione comunale casarsese sta lavorando anche al coordinamento dei Centri estivi seguendo le direttive regionali: la settimana scorsa c’è stato un incontro con associazioni ed enti firmatari il patto educativo, prossimamente saranno ufficializzate le decisioni. Ha infine riaperto al pubblico senza prenotazione l’ecopiazzola comunale di via Turridetta: da oggi 4 giugno occorrerà comunque rispettare le distanze di sicurezza e indossare guanti e mascherina. Orari il martedì e giovedì dalle 15 alle 19, il sabato dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19.

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In copertina, uno scorcio del centro storico di Casarsa della Delizia in una bella foto di Daniela Radovan.

Anche la Lilt friulana in videoconferenza: “Aiutate il volontariato”

Anche la Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) di Udine, sezione “Elio ed Enrico Morpurgo”, ha affrontato, per la prima volta nella sua storia quasi centenaria, l’esperienza di un’assemblea senza la presenza fisica dei soci. E’ accaduto, come informa un comunicato, in occasione di quella ordinaria convocata in videoconferenza per l’approvazione del bilancio 2019, che si è tenuta alla presenza – ciascuno davanti al proprio Pc – di una trentina di soci.

La sede udinese della Lilt.


Il presidente Giorgio Arpino – riconfermato, a seguito delle elezioni svoltesi alla fine dello scorso anno, per il quinquennio 2019-2024 – ha presentato una dettagliata relazione, toccando tutti i temi dell’attività sociale, nel campo della prevenzione primaria (promozione di stili di vita sani che contrastino le insorgenze di malattie oncologiche), di quella secondaria (identificazione gruppi a rischio, screening e diagnosi precoce) e terziaria (attività di supporto a beneficio di chi ha già sviluppato un cancro e dei familiari dei pazienti oncologici). In tutte le aree, numeri in crescita: basti citare le quasi 900 visite preventive per i tumori più diffusi – seno, cavo orale, prostata, melanomi, colon-retto.
Risultati lusinghieri, per i quali il presidente ha ringraziato in primis i medici ma con loro tutti i volontari impegnati nelle numerose manifestazioni ed eventi grazie ai quali è possibile raccogliere i fondi necessari per sostenere il bilancio dell’Associazione. Risultati che tuttavia, ha avvertito Arpino, saranno difficilmente ripetibili nel 2020, partito con l’handicap del Coronavirus che di fatto ha bloccato gran parte dell’attività per un intero trimestre. Ma non è solo tale fattore a preoccupare: “L’epidemia Covid-19 – ha detto Arpino – ha fatto esplodere la solidarietà di tutti, una tantum, per aiutare la Sanità pubblica a contrastare l’espandersi di questo male terribile. Ciò è certamente bene, come risposta straordinaria ad un’emergenza straordinaria. In questa situazione, però, il terzo settore, di cui facciamo parte, è stato tenuto generalmente sotto traccia, rispetto alle grandi istituzioni, trascurando chi ha continuato ad operare facendo la propria parte. Il Covid-19 ha impoverito tutte le associazioni di volontariato, deviando le risorse sull’emergenza, dimenticando chi rappresenta uno “zoccolo duro” per aiuti continui e costanti, che è sempre stato presente e che ancora lo sarà, anche in tempi peggiori”.
Più che mai attuale, quindi, il tradizionale appello “aiutateci ad aiutare”, rivolto ai soci, ma anche a tutti i cittadini e alle istituzioni. Un aiuto che è possibile anche attraverso la destinazione alla Lilt del 5 per mille al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi.
La relazione del presidente ed il bilancio consuntivo 2019 sono stati approvati all’unanimità. L’assemblea ha anche nominato nuovo presidente dei revisori dei conti il ragionier Mario Bertossi, in sostituzione del dottor Antonio Toller dimessosi per motivi personali, dopo molti anni di meritevole ed apprezzata collaborazione.

La sezione Friulana della Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i Tumori) Onlus, intitolata ad “Elio ed Enrico Morpurgo”, opera ad Udine dal 1925 (è una delle sezioni più antiche d’Italia). Le due sedi indicate in calce sono aperte al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30.
Sezione Friulana Provincia di Udine “Elio ed Enrico Morpurgo” – Organizzazione di Volontariato 33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 – c.f. 94067980303 – www.legatumoriudine.it Centro Medico di Prevenzione e Ascolto “Nella Arteni” – LILT 33100 UDINE – Via Francesco di Manzano, 15 – Tel 0432.548999 – Fax 0432.425058 – e-mail: udinelegatumori@virgilio.it Segreteria e Presidenza 33100 UDINE – P.le Santa Maria della Misericordia, 15 – c/o Az. Ospedaliero-Universitaria -Tel /Fax 0432 481802 – E-mail liltudine@gmail.com

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In copertina, il presidente della Lilt friulana Giorgio Arpino.

 

Festa della Repubblica a Casarsa: oggi la Costituzione ai neodiciottenni

Festa della Repubblica speciale oggi a Casarsa della Delizia, sebbene con una cerimonia limitata nelle presenze, per rispondere alle esigenze dettate dall’emergenza sanitaria, ma che idealmente abbraccia tutta la comunità (la quale potrà comunque assistervi in diretta streaming): la città in riva al Tagliamento, in collaborazione con la Pro Loco, prosegue infatti nella sua bella tradizione di donare ai neodiciottenni copia della Costituzione italiana e del Tricolore durante la cerimonia del 2 giugno.
La cerimonia, alla quale potranno accedere solo i componenti dell’amministrazione comunale (sindaco, assessori e consiglieri), in rappresentanza di tutta la comunità, e i neomaggiorenni (che non saranno accompagnati dai familiari), si terrà dunque dalle 11 di stamane nel giardino del palazzo municipale Burovich de Zmajevich. I presenti rispetteranno il distanziamento necessario e indosseranno la mascherina. La cerimonia sarà trasmessa sul canale YouTube Comune di Casarsa della Delizia. Oltre all’esecuzione dell’Inno nazionale e all’intervento ufficiale del sindaco Lavinia Clarotto, l’operatore culturale Livio Vianello leggerà e commenterà alcuni articoli della Carta costituzionale.
“Il 2 giugno – ha dichiarato il primo cittadino nella lettera inviata ai coscritti della classe 2002 – è la Festa della Repubblica Italiana, giorno in cui ricordiamo con sentimento di appartenenza la scelta compiuta nel 1946, dopo la fine del fascismo e dell’esperienza monarchica, di far sorgere un’Italia libera, democratica, basata su fondamentali valori di dignità, di giustizia e di solidarietà. Orgogliosi di questa storia illuminata dalla Carta costituzionale, consapevoli che il rapporto fra cittadino e istituzione inizia nella comunità locale, vogliamo condividere con i diciottenni questa festa nell’anno che apre alla loro vita la maggiore età. Tempo di nuove possibilità responsabili per la costruzione del loro avvenire come donne e uomini di domani, che entrano nella piazza degli adulti”.

Alzheimer e assistenza domiciliare: la De Banfield si appella alla Regione

E’ sempre più necessaria una legge regionale che riconosca l’importanza dell’assistenza domiciliare alle persone gravemente ammalate. E’ quanto sollecita anche la onlus triestina Goffredo De Banfield-Casa Viola, una delle quattro realtà a livello nazionale a fare parte di Eurocarers, Associazione non governativa incentrata sulla figura del caregiver, ovvero chiunque si prenda stabilmente cura, in maniera non retribuita, di una persona con disturbo cronico, disabilità e non-autosufficienza: nel caso della De Banfield principalmente le persone affette da demenza e malattia di Alzheimer. Creare una rappresentanza di questa figura a livello europeo, promuoverne gli interessi nella legislazione europea e nazionale, così come migliorare la situazione personale, economia e sociale dei caregiver sono gli obiettivi che rientrano tra quelli portanti dell’istituzione Eurocarers che ha tenuto la sua assemblea annuale internazionale e alla quale ha partecipato la coordinatrice di Casa Viola Antonella Deponte: un’assise che ha riunito 46 organizzazioni da 20 differenti Paesi.

L’attualità dell’emergenza da Covid – che ha particolarmente interessato gli anziani, le persone non autosufficienti e i loro caregiver – è stato tra gli argomenti di punta dell’assemblea che ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’assistenza familiare nel sostegno alla salute pubblica: ogni giorno, infatti, milioni di “assistenti informali” in tutta Europa svolgono un ruolo centrale nell’assistenza a lungo termine. Riflessione di punta le difficoltà in cui i caregiver si sono trovati durante la crisi Covid-19 avendo pagato un prezzo elevato in termini di salute, rapporti sociali e occupazionali, come ha anche rilevato anche la ricerca per tracciare il profilo di “caregiver” e le loro necessità realizzata da Casa Viola, una delle più imponenti sull’argomento a livello nazionale.
La pandemia ha reso i caregiver più isolati, vulnerabili e invisibili che mai. Molti, anche nel capoluogo regionale, forniscono assistenza a membri di gruppi a rischio col pericolo di contrarre il virus: proteggersi dalle infezioni e impedire la trasmissione alla persona di cui si prendono cura è stata la preoccupazione maggiore, affrontata spesso senza guida o dispositivi di protezione individuale.

E proprio dalla 17a Assemblea internazionale i membri della rete Eurocarers – compresa l’Associazione De Banfield – hanno lanciato un appello alle istituzioni dell’Unione Europea e agli Stati membri per intraprendere azioni immediate per il riconoscimento e il supporto ai caregiver, chiedendo un chiaro impegno politico nei confronti dell’assistenza informale da loro fornita e il loro riconoscimento come partner essenziali nelle cure, soprattutto domiciliari, con maggiore formazione e fornitura di servizi di supporto professionale. Si tratta di un documento che ben rappresenta e ingloba le richieste che l’Associazione De Banfield persegue da tempo, costantemente impegnata in questi anni nell’ottenimento a livello di governo regionale della legge che, appunto, regoli il riconoscimento della figura del caregiver e del prezioso ruolo che svolge.

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In copertina, gli effetti della malattia di Alzheimer in una mostra.

Controllo di accessi e code: premiato progetto del Ceconi

Il Friuli Venezia Giulia si aggiudica un nuovo premio di Junior Achievement (JA) “Impresa in Azione”, grazie alla mini-impresa creata dagli studenti del Ceconi di Udine a cui è appena stata comunicata la vittoria della terza edizione del Premio Impresa 4.0, conferito da JA Italia e da ABB Italia, gruppo specializzato nel settore dell’energia e l’automazione. Gli studenti hanno avuto la possibilità di candidare le proprie idee attraverso progetti che sono stati valutati sulla base dei alcuni criteri: aderenza al tema digitale, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il Premio Impresa 4.0 mira, attraverso percorsi didattici innovativi e l’aiuto di volontari qualificati, a creare una maggiore consapevolezza sul mondo del digitale, ora più che mai imprescindibile nel panorama lavorativo contemporaneo.
Il progetto vincitore dell’edizione 2020 si chiama Eagle Entry ed è stato realizzato, come detto, dalla mini-impresa AMA Ja-Italia dell’Ipsia Ceconi. Si tratta di un sistema di controllo accessi rapido ed efficiente, applicabile al settore dell’organizzazione di eventi come concerti, eventi sportivi e culturali dove è indispensabile garantire sicurezza, efficienza e rapido smaltimento delle code, facendo leva sulle tecnologie digitali per offrire servizi aggiuntivi a clienti ed organizzatori. Una tecnologia che appare particolarmente utile, peraltro, in questo momento di ripartenza dopo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.
Gli studenti del Ceconi si uniranno così ai “colleghi” del Malignani, già vincitori della competizione interregionale, alla Biz Factory “virtuale” di Milano, il 5 giugno. In quell’occasione riceveranno il premio, durante la finale nazionale di Impresa in Azione, in cui si “affronteranno” tutti i progetti italiani risultati vincitori nelle sessioni locali per vincere il titolo di Migliore Impresa JA 2020.

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In copertina, ecco la sede dell’Ipsia Ceconi in via Manzoni a Udine.

Coronavirus travolge l’artigianato Fvg: previsti danni per 1,2 miliardi

Un miliardo e 200 milioni di euro di perdita a livello regionale, 600 milioni nella sola provincia di Udine. E’ quanto stimano di perdere le imprese artigiane nel 2020 secondo un sondaggio online promosso dall’ufficio studi di Confartigianato Udine che ha coinvolto, tra il 22 e il 27 maggio, 161 imprese rappresentative di tutti i settori. «Abbiamo voluto indagare come sta andando la ripresa a una settimana dal via della Fase 2 – spiega il presidente di Confartigianato Udine e Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti -. Il dato più preoccupante che emerge da questa fotografia è quello relativo alla previsione sul fatturato. Stando a quanto dichiarato dalle imprese, infatti, la perdita in termini di volumi d’affari per il 2020 in provincia di Udine sarà di ben il 35% quest’anno, che tradotto in euro significa 600 milioni in meno rispetto al 2019 e ben 1,2 miliardi se proiettiamo il dato a livello Fvg, con un calo medio di oltre 40mila euro per azienda».
«Ci eravamo illusi che l’effetto della pandemia potesse essere più contenuto e invece questi dati ce lo mostrano in tutta la sua gravità – prosegue Tilatti -. Non possiamo che prenderne atto e rimboccarci ancor più le maniche, fiduciosi e determinati a tenere la barra dritta. Con due obiettivi: il primo è quello di tenere in vita le imprese, il secondo trovare nuovi canali di sviluppo. Per far questo dovremo anzitutto capire quale sarà il futuro modello economico e sulla base di quello mettere in campo misure adatte. Bene quelle varate fin qui, ma non possiamo pensare che bastino strumenti pensati per un mondo che non c’è più – conclude il presidente degli artigiani -, dobbiamo essere capaci di guardare oltre, di immaginare un nuovo sistema e accompagnarlo con misure innovative».

Tornando al sondaggio, la perdita accomuna tutti i settori dell’artigianato che soffrono però gli effetti del Covid-19 con pesi diversi. Stando alle risposte date, sono le imprese del comparto artistico e moda a patire di più, con una perdita di fatturato nell’ordine della metà rispetto all’anno scorso (-49%), seguono quelle attive nei settori di manifatture e subforniture (-44%), autoriparazioni e trasporti (-43%) e dagli impiantisti (-42%). Viceversa, il calo più contenuto si registra nell’alimentare (-24%). La perdita è legata ai settori, ma anche alla durata del lockdown, molto diversa a seconda del business aziendale. Il 64% degli artigiani aveva infatti già riaperto prima del 18 maggio, il 30% – comprese le realtà che potevano operare solo per asporto o a domicilio – ha riaperto dal 18 maggio, il 4% – pari a 7 casi – non ha ancora riaperto in parte per via del mercato completamente azzerato dall’emergenza, in parte per la necessità di adeguarsi alle nuove misure di sicurezza.
Tra chi ha potuto riaprire già prima del 18 maggio, il calo percentuale di fatturato registrato da inizio emergenza ad oggi, rispetto al normale giro d’affari, è stato pari al 46%, mentre per le aziende che hanno appena riaperto, la perdita, calcolata sui primi giorni di ritorno alla normalità, si attesta al 34%. Rari i casi di incremento della clientela che riguardano in particolare gli acconciatori. Parrucchiere, ma anche estetiste e in generale i servizi alla persona sono state nelle ultime settimane le attività più attese tanto che alla riapertura si sono trovate a gestire carichi di lavoro straordinari tali da indurre 3 aziende su 4 (73%) a prolungare temporaneamente gli orari di apertura e 6 su 10 a incrementare il numero di giornate lavorative (60%).

Il settore dell’alimentazione è quello dove più frequentemente la riapertura al pubblico è stata accompagnata da un aumento della gamma di prodotti e servizi offerti alla clientela, strategia scelta dall’83% delle imprese del comparto e che complessivamente ha riguardato un’impresa su 4 (25%). I maggiori costi per garantire la salute e la sicurezza dei clienti in questa fase di emergenza sono stati scaricati sul prezzo finale da un artigiano su dieci (10%), la maggioranza assoluta degli imprenditori (57%) ha scelto di non aumentare i prezzi, con una contrazione dei margini di profitto. Il 33% non ha ancora ritoccato i prezzi, ma sta ancora valutando la sostenibilità economica di questa scelta.

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In copertina, il presidente degli artigiani Fvg Graziano Tilatti.

Essere giovani europei: i ragazzi Fvg incontrano Elly Schlein

Elly Schlein, già europarlamentare, e da qualche mese giovane (ha 35 anni) vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, sarà “ospite” (oggi 29 maggio, alle 17, sul canale Instagram youropematters_italia) dei ragazzi di “Yourope Matters”, un progetto di peer education finanziato dalla Comunità Europea, nell’ambito del bando Erasmus+, e dalla Regione Friuli Venezia Giulia all’interno del bando cultura.

CINQUE PAESI UE COINVOLTI – Realizzato dall’associazione culturale Mec e dalla cooperativa Puntozero di Udine (con “Minoranza creativa” e “Centro giovani” di Pozzuolo) “Yourope Matters” coinvolge circa 30 ragazzi, del Fvg, fra i 18 e i 22 anni. «Il percorso – ha spiegato Francesco Rossi di Puntozero – doveva essere originariamente fatto in presenza, nelle scuole. In questo senso, devo dire, è stato interessante vedere come l’emergenza Covid-19 abbia trasformato tutta l’esperienza rendendola, paradossalmente, quasi più interessante. I ragazzi, infatti, in maniera del tutto autonoma, si incontrano on-line, discutono delle tematiche, hanno pianificato una vera e propria campagna Instagram che per un mese toccherà quattro topic diversi. Intervisteranno esperti, ma soprattutto coinvolgeranno i loro pari». Parallelamente, in altri quattro Paesi europei (Francia, Germania, Macedonia e Polonia) altri gruppi stanno facendo la stessa esperienza e durante queste quattro settimane ci saranno anche momenti di contatto fra loro. «Il progetto – ha ricordato Rossi – proseguirà fino a dicembre quando sarà fatta una presentazione finale a Strasburgo, almeno secondo il piano originale».

ESSERE CITTADINI EUROPEI – Questi giovanissimi sono quindi gli attori principali del programma di divulgazione umanistica: spetterà a loro sensibilizzare i coetanei sui valori dell’essere cittadini europei. Per farlo hanno scelto quattro macro-aree di discussione: la quarantena; il modo di fare informazione attraverso le nuove tecnologie; il cambiamento climatico; i loro sogni e il loro futuro. Tutto sarà raccontato sui social: «Abbiamo iniziato il progetto da zero poco più di un mese fa – ha spiegato Anna Rapone, una dei ragazzi che fanno parte del team -. Da qualche giorno abbiamo cominciato a pubblicare sul canale (https://www.instagram.com/youropematters_italia/), che ci piace definire come “il nostro condominio virtuale”. Prima di tutto ci siamo occupati di scegliere il mezzo. Instagram ci è parso quello che arriva di più alla nostra generazione, in questo momento storico. Poi abbiamo pensato ai contenuti e a come strutturarli. In questo mese cercheremo di capire che impatto potremo avere sugli altri attraverso una riflessione corale su tematiche che riteniamo stiano a cuore anche ai nostri coetanei. Quindi ogni settimana affronteremo uno degli argomenti – ha spiegato Anna – declinandoli al passato, al presente e al futuro. Utilizzeremo foto, video, monteremo delle discussioni che abbiamo avuto fra di noi, faremo delle live e ospiteremo dei “volti noti”. Il prossimo appuntamento sarà con Elly Schlein (venerdì 29 maggio, alle 17, per accedere alla live basterà entrare sul canale Instagram youropematters_italia dove sarà indicato i link per assistere al dibattito), ne abbiamo già avuto uno con il vicepresidente di vicino-lontano, Paolo Ermano. I primi di giugno, invece, parleremo con David Puente. Quindi l’invito per tutti è quello di seguirci!».

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In copertina, Elly Schlein in una immagine tratta da Wikipedia.

La salute è (ancora) un diritto? Domani viaggio con Cirri su Rai3

La salute è (ancora) un diritto? Tutti ce lo siamo chiesti nelle settimane più intense della crisi pandemica Covid-19. Mentre le terapie intensive erano sull’orlo del collasso, e gli italiani in lockdown sull’orlo di una crisi di nervi, migliaia di medici e infermieri che abbiamo applaudito dai balconi e definito eroi con il loro coraggio e la loro tenacia hanno contribuito, anche a costo della vita, a farci pensare che sì, la salute in Italia sia effettivamente un diritto, tutelato dalla carta costituzionale e, nei fatti, dal Servizio sanitario nazionale istituito per legge il 23 dicembre 1978. Che in un anno garantisce 23.600.000 accessi al pronto soccorso, 53 milioni di giornate di degenza e 579 milioni di ricette.
Da tempo un cittadino qualunque, Massimo Cirri – nella vita psicologo ma anche ideatore e conduttore di un programma cult della radio italiana, Caterpillar, in onda su Rai Radio2 – aveva iniziato ad interrogarsi su questa straordinaria macchina, il Servizio sanitario nazionale, che fornisce cure, assistenza, accertamenti, medicine a tutti e senza chiedere denaro. Una malattia grave, di quelle che interrogano sulla vita e sulla morte, ha attraversato Massimo. È stato curato bene, è guarito. È tornato a fare il suo lavoro di conduttore radiofonico. Quest’anno Massimo Cirri, come tutti, ha trascorso mesi chiuso in casa, mentre medici e infermieri si spendevano senza sosta per salvare vite. Offrendo, così come prima del virus, prestazioni completamente gratuite a cittadini che non devono esibire coperture assicurative o bancomat per vedere riconosciuto il loro diritto alla salute e alle cure.

Massimo Cirri

Ma da dove arriva questa visione del mondo? Ce lo racconta il documentario “Quello che serve. Un viaggio nelle radici del Servizio sanitario nazionale”, in onda in anteprima su Rai3 domani 29 maggio alle 23.15, scritto da Massimo Cirri con Chiara D’Ambros che firma la regia, condotto dallo stesso Cirri attraverso dialoghi e visite in molte sedi della sanità pubblica, da Milano a Ravenna a Padova, Vicenza, Recoaro e Schio, attraversando un appassionato Nord-Est che prima del Coronavirus scendeva in piazza per difendere il Servizio sanitario dalle politiche di esternalizzazione e privatizzazione. Interrogandosi sulla natura, sui presupposti e sulla portata del Servizio sanitario nazionale, Massimo Cirri incontra Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Michael Marmot, Giacomo Grasselli, anestesista rianimatore e coordinatore delle terapie intensive della Lombardi. E intervista gli operatori dell’elisoccorso di Ravenna, che ti vengono a prendere in 8 minuti al costo di 3 euro e mezzo all’anno a cittadino. Visita il Centro cardiochirurgico d’eccellenza di Padova, ritrova le due oncologhe dell’Istituto Tumori che lo hanno curato – per dir loro della gratitudine –, conversa con due infermiere, un’ostetrica e una mamma che si ricorda com’era prima, quando il Servizio sanitario nazionale non c’era: figure che definiremmo “ordinarie” della sanità di ieri e di oggi, e che subito ci sembrano straordinarie per impegno e umanità.

Alla ricerca delle radici profonde del Ssn, Cirri ritrova poi una donna coraggiosa, Tina Anselmi, ritrova Aldo Aniasi e una Repubblica partigiana, ci permette di scoprire piccoli grandi esempi dello straordinario capitale umano che incarna il valore profondo di questa risorsa pubblica. Ci porta così a ragionare su un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini, nessuno escluso: un Ssn a lungo dimenticato, dato per scontato, minacciato ma anche difeso strenuamente quando attaccato nelle sue prerogative di servizio pubblico. Riscoperto nel difficile periodo di pandemia. Ma riusciremo a ricordarcelo, dopo? Il viaggio nel Servizio Sanitario Nazionale è scandito dalle musiche di Stefano Bollani. Altan firma l’immagine portante del documentario e la compagnia di danza Arearea le coreografie.

ECCO CHI SONO

Massimo Cirri

Psicologo, conduttore radiofonico, scrittore e autore teatrale. È nato il 27 dicembre 1958 a Carmignano, in Toscana. Inizia la sua attività radiofonica negli anni ’80 a Radio Popolare, parallelamente a quella di psicologo. Dal 1997 lavora a Radio2, dove crea Caterpillar, il programma che ha lanciato “M’illumino di meno”, e di cui è ancora conduttore. Nel 2007 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della Città di Milano.

Chiara D’Ambros

Film Maker, collabora con Report Rai3, dal 2017. Autrice e regista teatrale e radiofonica per Rai Radio2 e Radio3, dal 2010. Nata il 22 aprile 1978 a Valdagno, consegue nel 2009 un dottorato in Sociologia presso l’Università di Padova. Collabora dal 2014 con la testata online Globalist. Co-autrice di AAV storia di una B.rava R.agazza”, spettacolo vincitore della prima edizione del Premio Dante Cappelletti, nel 2004. Autrice e regista del documentario “Deai, Incontri. Un viaggio in Giappone”, 2016.

QUEL CHE SERVE. UN VIAGGIO NELLE RADICI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
IN ONDA: Rai 3, venerdì 29 maggio ore 23.15
di Chiara D’Ambros e Massimo Cirri, regia di Chiara D’Ambros, con Massimo Cirri
e con Gino Strada, Milena Gabanelli, Umberto Galimberti, l’epidemiologo inglese Sir Micheal Marmot e molti operatori del Servizio sanitario nazionale.

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In copertina, Massimo Cirri mentre incontra i medici in un ospedale.

Casarsa, Piccolo Principe senza stop per i giovani di 4 Comuni

Nessuno stop alle attività per i giovani, durante il periodo di lockdown per l’emergenza Covid-19, da parte della cooperativa sociale Il Piccolo Principe che attualmente coordina le proposte educative per giovani e adolescenti nei Comuni di Casarsa della Delizia, Valvasone Arzene, San Martino al Tagliamento e Zoppola. Sono cambiate le modalità, ma è proseguita l’attività con diverse iniziative proposte dagli educatori come i giochi di società a distanza (sfruttando le videochat) e pure i contest artistici e le chiacchierate libere, per sopperire al periodo di grande difficoltà che i giovani dai 12 ai 25 anni hanno dovuto vivere a causa dell’isolamento sociale, la chiusura delle scuole e allo stop di tutte le attività sportive. Anche il volontariato è continuato in quei servizi della cooperativa sociale in cui è stato possibile garantire il distanziamento sociale. E ora si guarda al futuro, studiando nuove attività in presenza, nel rispetto delle normative, garantendo così una graduale ripresa della socializzazione alle fasce più giovani della popolazione.

“Sfruttando le più comuni piattaforme di videochat – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile del settore giovani – sono nate diverse proposte a distanza: dai tradizionali giochi di società, riadattati in modalità web, alle attività d’espressione creativa e artistica delle proprie idee su tematiche proposte dagli educatori, ma anche occasioni di incontro a distanza per chiacchierare con leggerezza, la prosecuzione di attività di gruppo, avviate mesi prima, e finalizzate a realizzare idee, frutto della fantasia dei ragazzi. Il settore giovani, inoltre, ha deciso di continuare ad offrire opportunità di volontariato ai giovani, proseguendo in particolare le esperienze già avviate e ritagliando, nei servizi della cooperativa in cui è stato possibile, attività specifiche, realizzabili per il momento a distanza ma ricche di significato. I ragazzi e i giovani possono essere interlocutori preziosi con cui dialogare e da coinvolgere attivamente per costruire assieme il mondo che verrà: sono, infatti, ben consapevoli dell’importanza della corresponsabilità e del concetto di comunità , quale uniche risposte a problemi sempre più comuni”. Non solo, sono anche proseguite le attività in collaborazione con le scuole. “Un esempio importante da questo punto di vista – ha aggiunto l’esponente della cooperativa sociale – è la prosecuzione delle attività dei consigli comunali dei ragazzi, mantenuta nei Comuni di Casarsa e di Valvasone Arzene e San Martino, con l’obiettivo di valorizzare l’impegno dei giovani consiglieri e farli sentire parte della comunità, grazie a idee e suggerimenti, proposti da loro”.
Al centro degli obiettivi del Piccolo Principe, a Casarsa, la volontà di tutelare e promuovere il benessere dei ragazzi, di accompagnarli e in alcuni casi sorreggerli nel loro cammino di crescita, sapendoli ascoltare e imparando ad accogliere le loro domande. “La grande sfida ora – ha concluso Elisa Paiero – sarà adattare nuovamente il servizio alle prossime fasi che vedono una graduale ripresa della socializzazione e la possibilità quindi di realizzare in presenza alcune attività: una sfida a cui il settore sta già pensando da settimane e su cui è pronto ad avanzare diverse proposte innovative, grazie alla collaborazione del territorio, delle associazioni e delle agenzie educative. Mai come ora abbiamo la consapevolezza di quanto sia importante lavorare in rete nella propria comunità, mettendo a disposizione le proprie competenze specifiche per comporre assieme un unico grande puzzle, capace di dare risposta ai diversi bisogni del proprio territorio”.

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In copertina, Espressioni di libertà del Progetto Giovani a Casarsa.

Emergenza Covid: Porcia “On Demand” per i disabili

Una soluzione informatica nata per fronteggiare l’emergenza Covid-19, ma che sarà utile anche in futuro per fornire servizi socio-educativi a distanza: la cooperativa Il Giglio di Porcia, associata a Confcooperative Pordenone, ha ideato il progetto “GShare: Il Giglio On Demand”, per garantire un servizio innovativo alle persone con disabilità e supportare le loro famiglie, abbattendo ogni tipo di barriera geografica. Fin da metà marzo i responsabili del centro hanno messo in atto chiamate telefoniche, videochiamate, nonché un gruppo WhatsApp in cui gli utenti dei centri gestiti da Il Giglio e gli operatori possono chattare, non lasciando nessuno da solo, ma ora l’offerta ha anche un vero e proprio strumento digitale strutturato.

“Si tratta – spiega Mattia Galli responsabile dell’area strategica della cooperativa – di una videoteca on demand ad hoc per le persone con disabilità dove vengono caricati vari video istruttivi e tutorial realizzati dai nostri professionisti, talvolta con l’ausilio di alcuni utenti in carico ai nostri servizi tramite convenzioni con l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, i quali condividono il know-how acquisito in aula e sul campo, così da permettere ai familiari di avere a disposizione tutte le informazioni necessarie per poter gestire al meglio i propri cari quando sono a casa”.
Il metodo ed il linguaggio utilizzati durante i video sono comprensibili e fruibili anche per le persone con disabilità che, volendo, possono seguire il tutto da casa in autonomia o, dove necessario, con l’aiuto di un proprio caro. GShare è suddiviso in 5 aree tematiche che sono 5: Cura di Sé; Cura di Ambienti ed Oggetti Personali; Affettivo-Relazionale; Motoria; Operativo-Espressiva. C’è inoltre l’area speciale, per questa fase emergenziale, incentrata sulla Prevenzione da Covid-19. Per fare qualche esempio: ci sono video che supportano nelle attività di tutti i giorni, come prepararsi un caffé o un panino, video dedicati ai laboratori manuali espressivi, tutorial su come farsi un trucco perfetto e molti altri.

“La videoteca – aggiunge Galli – verrà costantemente aggiornata con nuovi video e tutorial all’indirizzo web www.ilgiglioporcia.it. Una volta avviata a pieno regime, è prevista nel breve termine la creazione di un’app dedicata. Uno degli obiettivi principali di GShare è quello di promuovere l’autodeterminazione delle persone con disabilità, oltre che supportare le famiglie. Nella realizzazione del progetto sono stati fondamentali l’apporto e l’entusiasmo dimostrati da tutti i colleghi coinvolti”.
“L’emergenza Coronavirus – sottolinea Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone – ha portato il Giglio come altre cooperative sociali a ideare soluzioni innovative per proseguire nella propria attività anche a distanza. Si tratta di strumenti che potranno essere utili anche in futuro e che, grazie alla condivisione tra le nostre associate e all’operazione Solidarietà cooperativa che abbiamo avviato per rispondere alla crisi, potranno generare nuove forme di cooperazione a servizio delle comunità”.

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In copertina e qui sopra i consigli su come indossare la mascherina e come rifare correttamente il letto.