Le sagre possono ripartire, ma come? Lo spiegherà il Comitato Pro Loco Fvg

di Gi Elle

In Friuli Venezia Giulia anche le sagre e le manifestazioni all’aperto, in genere, hanno riavuto il tanto auspicato via libera, al termine del lunghissimo lockdown imposto dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. Per cui durante l’estate potranno essere nuovamente organizzati i tradizionali appuntamenti che, in molti casi, rappresentano anche un indubbio richiamo turistico per i centri che li propongono ma, come ricaduta, pure per l’intera regione della quale indubbiamente concorrono a valorizzare l’immagine. Si può dunque ripartire, a condizione, però, che venga rispettato il rigido protocollo di regole atte a salvaguardare da una malaugurata ripresa dei contagi. Per questo, sono stati pensati per gli organizzatori degli incontri formativi online con professionisti del settore sicurezza, oltre a un indispensabile supporto normativo tramite lo sportello Sos Eventi. Il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia – che ha sede a Villa Manin di Passariano – è, infatti, pronto per fornire tutto l’aiuto necessario alle sue aderenti che sono intenzionate a organizzare sagre ed eventi nelle prossime settimane, sempre all’insegna del rispetto delle regole, che sono ancor di più fondamentali in questa fase di ridimensionamento della grave crisi causata dal Covid-19.

“Le linee guida della Conferenza delle Regioni e Province autonome e l’ordinanza numero 16 del presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – ha spiegato il presidente delle Pro Loco regionali, Valter Pezzarini – forniscono le regole alle quali le associazioni dovranno attenersi, tra il fondamentale rispetto del distanziamento sociale e dell’utilizzo dei sistemi di protezione individuale. Abbiamo pensato di istituire una serie di incontri online con i nostri consulenti in tema di sicurezza, ai quali le Pro Loco potranno iscriversi gratuitamente: dei webinar a numero chiuso che puntano a chiarire tutti gli eventuali dubbi e a ricordare come sia fondamentale rispettare le direttive, anche per non incorrere in conseguenze legali. Inoltre, per tutti gli enti del Terzo settore del Friuli Venezia Giulia organizzeremo incontri simili attraverso lo Sportello Sos Eventi, offrendo la nostra disponibilità e collaborazione anche al Centro servizio volontariato (Csv), come già avvenuto negli scorsi mesi”.

Un aspetto va rimarcato in questa fase di lavoro per tornare alla normalità: ogni Pro Loco è libera di decidere come comportarsi riguardo agli eventi di sua competenza. “C’è chi ha espresso intenzione di confermare la propria sagra estiva – ha concluso Pezzarini – e chi invece ha già posticipato l’evento al 2021: noi siamo al fianco sia delle une che delle altre realtà, puntando a informare completamente sulle regole sanitarie che vanno rigorosamente rispettate. Sarà poi valutazione della singola Pro Loco, una volta informata su tutto, decidere se proseguire con l’organizzazione. Già eravamo un mondo orientato alla professionalità e alla qualità nella gestione degli eventi: ma deve essere chiaro a tutti che la singola Pro Loco è garante. nonché responsabile a livello penale, del rispetto della sicurezza sanitaria nel confronto di visitatori e operatori volontari della propria manifestazione. Per questo vogliamo tutelare le nostre associate con una corretta e completa informazione“.

—^—

In copertina, Valter Pezzarini e qui sopra Villa Manin (durante Sapori Pro Loco) dove ha sede il Comitato Fvg. 

(Foto Petrussi)

Lunedì a Casarsa apre il Centro medici. Altri lavori per sport e luce

Fase 2 a Casarsa della Delizia con l’avvio di nuovi cantieri e conclusione di quelli fermati per poco tempo durante il lockdown. Infatti, ieri c’è stata l’apertura formale del nuovo Centro di assistenza primaria nella struttura dell’ex municipio in via Vittorio Veneto, che era pronto già da inizio anno, e che entrerà in funzione lunedì prossimo. “Un edificio simbolo per la nostra cittadina, progettato dall’architetto Gino Valle – ha spiegato il sindaco, Lavinia Clarotto – che abbiamo riconsegnato alla comunità come presidio della salute, in cui i medici di base del territorio comunale potranno ricevere i propri assistiti e nel quale potranno essere erogati alcuni servizi sanitari. Un segnale di speranza nel futuro quello di poter consegnare adesso la struttura, pronta già da qualche mese, al termine del lockdown e nella fase 2 dell’emergenza Coronavirus”. Erano presenti i vertici dell’Azienda sanitaria del Friuli occidentale (che gestisce la struttura) e il vicepresidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che è anche assessore alla Salute. Come detto, il Centro sarà operativo dal 15 giugno, con il trasferimento degli ambulatori dei sei medici di medicina generale del territorio.

Il sindaco Lavinia Clarotto.

Per quanto riguarda poi i nuovi cantieri, è appena partito quello del Palazzetto dello Sport. “Gli interventi – ha aggiunto la prima cittadina – riguarderanno l’adeguamento strutturale, la messa in sicurezza antincendio e l’efficientamento energetico del Palarosa. Il programma dei lavori durerà quattro mesi, al termine dei quali avremo un palasport rimesso a nuovo ed efficiente per le attività . nostre associazioni sportive”.

Il Palarosa.

Non appena si stabilizzerà il bel tempo sarà avviato pure il cantiere per l’interramento della linea di pubblica illuminazione in via Monte Grappa a San Giovanni. “Sarà istituito – ha concluso Lavinia Clarotto – un senso unico durante i lavori, previsti durare due settimane. Si tratta di un’opera importante, che va a sostituire una linea aerea elettrica vetusta che in passato aveva lasciato al buio alcune parti di San Giovanni. Poco distante proseguono invece i lavori alla scuola primaria Marconi, dove il cantiere ora si concentrerà, dopo la palestra e l’area esterna, sugli adeguamenti antincendio. Stiamo lavorando affinché a settembre le nostre scuole, a Casarsa e San Giovanni, siano pronte ad accogliere al meglio i nostri studenti“.

Via Monte Grappa a San Giovanni.

—^—

In copertina, il Centro di assistenza primaria nell’ex municipio di Casarsa.

Ripresa da Covid in Fvg: un artigiano su tre può chiedere gli aiuti

Uno ogni tre artigiani del Friuli Venezia Giulia ha il codice Ateco “giusto” per ottenere il contributo a fondo perduto messo in campo dalla Regione Fvg a titolo di parziale ristoro dei danni causati alle imprese dall’epidemia di Covid-19. L’Ufficio Studi di Confartigianato-Imprese Udine ha individuato, infatti, quasi 8.800 aziende iscritte all’Albo artigiano, pari al 31,5% del totale, la cui attività principale rientra tra quelle selezionate per accedere al finanziamento che varia da un minimo di 500 a un massimo di 4.000 euro a seconda del settore produttivo.
Su un totale di 27.853 imprese iscritte all’Albo artigiano, risultano ammesse ai contributi 8.787, un po’ meno di un’impresa artigiana su tre; restano al momento fuori dalla sfera dei beneficiari 19.066 imprese appartenenti a settori tra i quali figurano edilizia, impianti, trasporti conto terzi e Ict. Dal punto di vista provinciale, la percentuale di artigiani ammessi ai contributi è leggermente più alta nell’area della Venezia Giulia (Gorizia 36,2% e Trieste 33,7%), rispetto al Friuli (Udine 30,8% e Pordenone 30,1%). Al primo posto per incidenza di artigiani ammessi ci sono il comparto del benessere e dei servizi alla persona. Acconciatori, estetiste e odontotecnici tra gli altri che vedono ammesse al contributo ben il 99% delle attività, seguono con percentuali sopra l’80% i settori delle autoriparazioni e manutenzioni meccaniche (97%), la moda (91,2%) e l’artigianato artistico (85,4%).

«Si tratta di un segnale importante e concreto, un primo provvedimento che la Regione ha messo sul piatto a favore di artigiani, ma anche di commercianti, esercenti e operatori del turismo per andare a coprire almeno una parte delle spese impreviste e dei danni patiti dalle imprese a causa dell’emergenza sanitaria – afferma il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, Graziano Tilatti -. Purtroppo non tutti i settori trovano spazio nell’elenco delle attività ammesse in questa prima tranche. Penso ad esempio alla filiera del legno-arredo, all’impiantistica e all’edilizia che non ne fanno parte. Per questo motivo – continua Tilatti – se si libereranno altre risorse chiediamo alla Regione di impiegarle per dare un po’ d’ossigeno alle imprese con codici Ateco rimasti esclusi da questa prima tornata di contributi».
Esaurito l’effetto “click day” del primo giorno, le imprese che non hanno ancora presentato domanda hanno tutto il tempo per farlo – come già annunciato – fino al prossimo 26 giugno. Confartigianato ricorda che gli uffici dell’associazione sono a disposizione delle imprese per informazioni e supporto e che non ci vogliono particolari requisiti per accedere al “bonus” salvo essere in possesso di uno dei Codici Ateco indivituati dalla Regione Fvg. «A differenza di analoghi provvedimenti nazionali, non è necessario che l’impresa abbia subito un calo del fatturato e neppure che sia rimasta chiusa durante tutto o parte del periodo dell’emergenza, anche se alcuni requisiti minimi vanno rispettati, come l’essere in regola con la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro o non trovarsi in una situazione economica compromessa già alla fine del 2019», sottolinea il presidente dell’associazione che plaude al meccanismo dei contributi in conto capitale. «Molto più diretto ed efficace per le imprese, che soffrono in gran parte una crisi di liquidità, rispetto a quello del credito d’imposta che fin qui è stato privilegiato dal governo nazionale», aggiunge Tilatti.

Tornando al report dell’Ufficio studi, l’importo medio per artigiano ammesso a contributo è pari a 1.062 euro, più alto in provincia di Pordenone (1.099 euro), più basso a Trieste (1.029 euro). Nei comparti, il contributo medio è più alto nell’alimentare (ristorazione per asporto, gelaterie e pasticcerie 1.400 euro), seguono i servizi e terziario (comprese le palestre, 1.378), e – sempre sopra i mille euro – il benessere e servizi alla persona (1.333).

—^—

In copertina, il presidente degli artigiani Fvg Graziano Tilatti.

Coronavirus, Popolari alleate del territorio. Il ruolo di Civibank

Anche al tempo di Coronavirus, le Banche popolari si confermano alleate del territorio in cui operano ponendosi a fianco delle attività economiche. E fra queste si distingue quella di Cividale del Friuli che, come informa un comunicato, ha già erogato quasi 70 milioni di euro. I dati nazionali di Assopopolari confermano, infatti, che le Banche di Credito Popolari hanno garantito liquidità alle piccole e medie imprese italiane, rispondendo alle necessità del tessuto produttivo nazionale in tempi rapidi. Così, le Popolari “hanno accolto il 65% delle domande di prestito al di sotto dei 25.000 euro, l’87% delle domande di prestito al di sopra di questa soglia e il 97% delle domande di moratoria”, come dichiara l’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari. Questo a seguito dei due decreti governativi “Cura Italia” e “Liquidità”, usciti rispettivamente il 17 marzo e l’8 aprile scorsi al fine di far fronte ai gravi danni causati dall’emergenza sanitaria.
L’erogazione di questi prestiti segue l’attivazione immediata a inizio lockdown degli aiuti alle famiglie, ai commercianti e alle aziende, decisi in maniera autonoma dalle singole banche di categoria. Le Banche Popolari – prosegue la nota – hanno subito recepito i primissimi sintomi della crisi, data la loro naturale vicinanza alle realtà anche più piccole (e quindi più vulnerabili) del territorio. Si conferma così il ruolo fondamentale giocato da questi Istituti nel far superare la prima fase di crisi alle famiglie e all’economia italiana, tradizionalmente trainata dalle piccole e medie imprese. I dati sono positivi – si sottolinea – nonostante le oggettive difficoltà aggiunte di portare avanti le operazioni bancarie durante il periodo di quarantena.
Anche Civibank, unica banca popolare autonoma a Nord-Est guidata da Michela Del Piero, conferma questi dati per i territori del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto: a seguito del decreto “Liquidità” la Banca di Cividale – conclude il comunicato – ha ricevuto domande di nuovo prestito per 86,75 milioni di euro, di cui ne sono già stati erogati 69,75, pari all’80% della liquidità totale richiesta entro fine maggio.

Michela Del Piero

—^—

In copertina, ecco la sede centrale di Civibank a Cividale del Friuli.

Danni da Coronavirus in Fvg: domande fino al 26 giugno

“Come ribadito più volte, anche in sede di Commissione, domani (oggi, ndr) si apre la finestra per l’invio delle domande riguardanti la concessione di contributi a ristoro dei danni causati dall’emergenza Covid-19 a sostegno delle strutture ricettive turistiche, commerciali e artigianali e dei servizi alla persona. Pertanto quello di domani non sarà un click day, ma l’inizio di un arco temporale per presentare le istanze, periodo che si chiuderà il 26 giugno, dando così tutto il tempo agli aventi i requisiti di inoltrare la propria domanda”. Lo ribadisce, attraverso una nota Arc, l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, rendendo anche noto che a seguito di un confronto con il governatore Massimiliano Fedriga, la Giunta ha deciso che “verrà data copertura a tutte le domande che saranno pervenute da parte degli aventi diritto”.
“Voglio tranquillizzare tutti i potenziali beneficiari: la platea è stata calcolata con un lavoro accurato della Direzione e le risorse, 34 milioni, ben calibrate in base alla sua consistenza. Comunque – assicura Bini -, garantiamo oggi che tutti coloro che sono in possesso dei requisiti stabiliti dal bando e che avranno inviato regolare domanda, nell’arco temporale che si aprirà domani e si chiuderà il 26, riceveranno il contributo. Non sarà quindi necessario accalcarsi domani a inviare la domanda, intasando i sistemi informatici: ci sarà tutto il tempo fino al 26 giugno“, conclude l’assessore.

—^—

In copertina, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini.

Gli studenti del Ceconi superstar alla finale di Junior Achievement

Il Friuli Venezia Giulia si è fatto valere anche quest’anno alla finale nazionale di Junior Achievement, che si è tenuta, per la prima volta in modo “virtuale” online, lo scorso 5 giugno. Ben tre progetti d’impresa delle scuole udinesi erano in corsa per il premio italiano e il Ceconi, già risultato vincitore del Premio Impresa 4.0, conferito da JA Italia e da ABB Italia, gruppo specializzato nel settore dell’energia e l’automazione, ha ricevuto in finale anche la menzione speciale “Engineering”, una delle cosiddette competenze Steam richieste agli studenti e focus di questa edizione di JA. Steam aggiunge la A di Arte, ad indicare la componente umana, alle più note discipline Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica).

Gli studenti (oltre 11 mila quelli coinvolti in Italia) hanno avuto la possibilità di candidare le proprie idee attraverso progetti che sono stati valutati sulla base dei alcuni criteri: aderenza al tema digitale, innovazione, sostenibilità economica, potenziale di business e risultati già conseguiti. Il periodo di lockdown non ha fermato ragazzi, docenti e volontari d’azienda, che hanno continuato a lavorare da remoto in modo efficace e ben coordinato.
Il Premio Impresa 4.0, attraverso percorsi didattici innovativi e l’aiuto di volontari qualificati, mira a creare una maggiore consapevolezza sul mondo del digitale, ora più che mai imprescindibile nel panorama lavorativo contemporaneo.

Il progetto vincitore dell’edizione 2020 si chiama Eagle Entry ed è stato realizzato, come detto, dalla mini-impresa AMA Ja-Italia dell’Ipsia Ceconi. Si tratta di un sistema di controllo accessi rapido ed efficiente, applicabile al settore dell’organizzazione di eventi come concerti, eventi sportivi e culturali dove è indispensabile garantire sicurezza, efficienza e rapido smaltimento delle code, facendo leva sulle tecnologie digitali per offrire servizi aggiuntivi a clienti ed organizzatori. Una tecnologia che appare particolarmente utile, peraltro, in questo momento di ripartenza dopo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.
Gli studenti del Ceconi erano presenti in finale assieme ai “colleghi” del Malignani, che arrivavano con ben due progetti già risultati vincitori della competizione interregionale.

—^—

In copertina,l’Ipsia Ceconi di Udine visto dal lato della roggia.

A Casarsa niente saggio musicale, ma c’è tanta voglia di ripartire

Non si terrà quest’anno, a Casarsa della Delizia, il tradizionale saggio di fine anno al Teatro Pasolini della Scuola di Orientamento musicale, la cui segreteria è gestita dalla Pro Loco. L’emergenza Covid-19 ha infatti imposto di sospenderlo nonché ha determinato, durante il lockdown, lo stop anticipato di tutte le lezioni in presenza. Però gli insegnanti sono riusciti, comunque, a rimanere in contatto con gli allievi e si conta di poter ripartire dall’autunno.

“Ringraziamo i maestri della scuola di musica – ha detto Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa – perché in questo momento così difficile che ci ha imposto una chiusura anticipata dei corsi in aula, alcuni di essi hanno comunque garantito la continuità delle lezioni online attraverso videochat. Grazie anche ai genitori per la comprensione perché dobbiamo rimandare al 2021 il saggio di fine anno: li ringraziamo di cuore. Purtroppo, questa emergenza detta delle priorità e quindi dobbiamo rinunciare a questo spettacolo che sappiano benissimo essere di grande importanza per gli alunni e le loro famiglie che attraverso il saggio possono vedere i risultati dell’impegno dei propri figli nello studio di uno strumento musicale”.
I corsi della Scuola di Orientamento Musicale di Casarsa erano partiti ad ottobre 2019, con un incremento del numero di iscritti, non solo ragazzi ma anche adulti. “La scuola di orientamento musicale di Casarsa è una istituzione riconosciuta e rinomata, con ottimi insegnanti – ha spiegato infatti Tesolin – e con una gestione positiva grazie all’opera della coordinatrice Flavia Leonarduzzi. Caratterizzata da un approccio didattico moderno, che presta grande attenzione agli studenti. Negli anni vediamo poi che anche ci sono diversi adulti che si avvicinano alla musica, grazie ai nostri corsi e ci fa piacere riuscire a coinvolgere tutti, giovani e meno giovani. Ci auguriamo che a fine settembre o inizio ottobre tutti i corsi possano ripartire in presenza. Contiamo di ripartire perché sappiamo che questa emergenza ha colpito davvero pesantemente il settore della cultura e ha messo a dura prova le famiglie, i bambini e ragazzi che hanno dovuto rinunciare alle loro attività, ai loro interessi oltre che ai momenti di socialità e condivisione”.

I maestri di musica sono Denis Biason che insegna chitarra acustica, elettrica e basso, Manuel Pestrin insegnante di batteria e percussioni, Alberto Ravagnin pianoforte e tastiere, Veronica di Lillo canto singolo e canto corale e, infine, la new entry di quest’anno scolastico Moira de Vido, insegnante di solfeggio e pianoforte. Come detto, i corsi sono rivolti non solo a bambini e ragazzi, ma anche a tutti quegli adulti che vogliono avvicinarsi o anche migliorare la propria esperienza musicale.

—^—

In copertina, un’immagine dell’ultimo saggio musicale al Teatro Pasolini.

A Latisana un Comitato per dire no alla variante ferroviaria

di Silvio Bini

A Latisana si è costituito il Comitato Civico denominato “Diferendere Latisana – No alla variante ferroviaria”. Ha lo scopo di informare i cittadini latisanesi, ma non solo essi, sulle questioni riguardanti lo studio di fattibilità per il “Potenziamento e Velocizzazione del Collegamento Venezia Mestre-Trieste” presentato da Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) alla Regione Fvg nella riunione del 23 aprile scorso. Nello specifico, l’azione del Comitato intende «evidenziare le pesanti e inaccettabili ricadute previste nella proposta per il territorio di Latisana, nonché l’utilità complessiva dell’intervento, con particolare riferimento agli ingenti costi e agli scarsi se non nulli benefici derivanti dalla sua realizzazione».

Ecco la variante ferroviaria.

 


Spiega il Comitato: «Il progetto presentato da Rfi si sviluppa su due linee di intervento: la prima di carattere tecnologico realizzabile anche sulla linea esistente, la seconda strutturale che prevede la realizzazione della variante di Latisana, oltre di 4 kilometri di un nuovo tracciato, la metà dei quali su viadotto, nonché altri interventi di minor rilevanza sulla tratta Ve Mestre-Trieste. Agli interventi sulla tratta ferroviaria si aggiungerebbero ovviamente anche quelli stradali, necessari sia per realizzare una nuova viabilità di collegamento, sia per eliminare le interferenze fra i due sistemi, aggiungendo così devastazione a devastazione». Secondo Difendere Latisana, «l’ipotesi di variante ferroviaria e il conseguente adeguamento della viabilità sarebbero devastanti per una vasta area abitata di recentissima realizzazione, smembrerebbero il tessuto urbano, comprometterebbero le scelte di sviluppo urbanistico di Latisana, quello delle sue attività economiche e produttive esistenti, anche a causa del permanere dei cantieri necessari per realizzare un’opera palesemente inutile. Ci troveremmo quindi di fronte a un inevitabile tracollo dell’economia locale con conseguenze sociali ed economiche facilmente prevedibili».
Il Comitato promette «una decisa e motivata opposizione al progetto di variante che è motivata dal suo devastante impatto su Latisana, ma anche dal mostruoso spreco di denaro pubblico impegnato per realizzarla; spreco e devastazione assolutamente immotivati, alla luce dei risibili risparmi sui tempi di percorrenza dei treni in transito e addirittura nulli o quasi per quelli che prevedono soste a Latisana o per il trasporto merci». La cittadina della Bassa friulana si appresta quindi ad una nuova azione per salvaguardare il proprio territorio. «L’ammodernamento della linea ferroviaria Venezia-Trieste è un progetto di interesse nazionale che deriva dagli accordi Stato-Regione presi in passato e non va attribuito a questa amministrazione – aveva già dichiarato l’assessore regionale alle infrastrutture, Graziano Pizzimenti -. Si tratta di una iniziativa che, dopo anni di silenzio assoluto, abbiamo voluto rendere pubblica. Per questo andremo nei numerosi territori coinvolti per raccogliere spunti e valutazioni nel più ampio spirito di trasparenza e partecipazione».

La stazione di Latisana.

—^—

In copertina, il ponte sul fiume Tagliamento (da Ferrovie.it)

“Biodiversità, Paradiso in terra”, video che ci fa amare l’ambiente

Cosa succede sulla Terra in 1 minuto? Utilizziamo 65mila barili di petrolio, si sciolgono 300mila tonnellate di ghiaccio e una specie vegetale o animale scomparirà entro i successivi 20 minuti. Un countdown che fa riflettere, scandito nella produzione del video “Biodiversità, Paradiso in terra” prodotta per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020 dalla campagna Spreco Zero, e da ieri gratuitamente disponibile su youtube al link sottoriportato. Realizzato da Europa Cultura, il video include interventi originali del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, dell’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore movimento Spreco Zero, del geologo Mario Tozzi, del climatologo Luca Mercalli, dell’antropologo Bruno Latour, dell’artista Veronica Pivetti e dell’esperta Fao Irene Hoffmann. Le voci narranti sono della giornalista Marinella Chirico e dell’attrice Marcela Serli, le musiche originali di Teo Limous, i testi di Daniela Volpe. In 14 minuti il video ci aiuta a fare il punto sul tema che le Nazioni Unite hanno messo al centro dell’impegno per il 2020, “super year of biodiversity”. Con la pandemia covid-19 il 2020 è diventato punto di svolta obbligato per il pianeta: ce lo ricorda appunto Andrea Segrè nell’editoriale scritto per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020.

“La terra è un paradiso, l’inferno è non accorgersene”, ecco l’editoriale di Andrea Segrè per la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020. “La terra è un paradiso, l’inferno è non accorgersene”: l’aforisma di Jorge Luis Borges è tanto più vero oggi, nel tempo sospeso dalla pandemia, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Ambiente. L’ambiente, ciò che ci circonda – è infatti il participio presente ambiens del latino ambire che significa appunto circondare – svuotato dalla nostra pesante presenza si è ben presto ripreso il suo spazio. Lo spazio della nostra assenza lo ha ripopolato di animali e piante, una presenza che prima si nascondeva fino a sparire. La perdita continua di biodiversità, ovvero la scomparsa di molte specie vegetali e animali, ci ricorda la tragica combinazione fra la presenza dell’uomo e l’assenza del mondo vegetale e animale. È bastato un attimo, se contato con la metrica dell’evoluzione, e ribaltare la presenza con l’assenza per ripopolare quello spazio perso. Nel 2020, anno bisesto e funesto, siamo tuttavia a un punto di svolta obbligato: paradiso o inferno? Se il riscaldamento globale dovesse continuare con il ritmo attuale, entro la fine del secolo scatterà un allarme estinzione per il 73% delle specie animali e vegetali di tutto il mondo. Una scoperta però è confortante, anche se non è ancora il paradiso: la parola “ambiente” esce finalmente da qualsiasi concetto astratto ed entra con prepotenza nel lessico delle priorità della nostra vita.

Ben 7 italiani su 10 (68%) sanno correttamente spiegare la “biodiversità” come “una molteplicità di specie animali, vegetali e microorganismi” e con altrettanta precisione 4 italiani su 10 collegano la perdita di biodiversità e l’alterazione degli equilibri ed ecosistemi a conseguenze rilevanti se non addirittura catastrofiche per l’abitabilità terrestre, come la pandemia covid-19. Solo 1 italiano su 10 (9%) ritiene che non valga la pena preoccuparsi, e che la perdita di biodiversità sia fisiologica nell’evoluzione degli ecosistemi, ma nell’insieme oltre i 3/4 dell’opinione pubblica hanno colto la serietà delle condizioni. Sono i dati del nuovo Rapporto #Biodiversità, I care 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, li diffonderanno oggi Fondazione Fico con la campagna Spreco Zero. L’indagine è stata condotta dal 27 al 29 maggio su 1000 soggetti in tutta Italia, secondo un campione statistico. Preservare la biodiversità, quindi, ma come? Secondo 1 italiano su 2 (50%) sono necessari e urgenti prodotti e detersivi a basso impatto ambientale, mentre per il 42% degli intervistati la strada è privilegiare la varietà di prodotti agroalimentari del territorio attraverso la spesa della famiglia. Soluzioni che dimostrano la comprensione dei pericoli in atto, e non di difficile attuazione. Molto resta da fare in vista degli Obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030, ed è questo il momento per uno scatto decisivo… verso il paradiso.

Info e dettagli: sprecozero.it

Il video “Biodiversità, Paradiso in terra” è gratuitamente disponibile su youtube al link  https://www.youtube.com/watch?v=wXjy6m_zUdI&t=626s

—^—

In copertina, Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero.

A Trieste stamane una panchina per la libertà di stampa in Fvg

Raccogliendo l’appello rivolto a tutti i sindaci d’Italia di adottare una “Panchina della libertà di stampa” che richiami l’importanza dell’articolo 21 della Costituzione Italiana (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure), anche Trieste ne avrà una, che sarà presentata ufficialmente stamane 5 giugno, alle 10.30, nel giardino di piazza Hortis, davanti alla Biblioteca Civica e all’emeroteca comunale, dove abitualmente i cittadini possono consultare gratuitamente tutti i giornali. Interverranno, fra gli altri, il sindaco Roberto Dipiazza, i presidenti di Ordine e Assostampa Fvg, Cristiano Degano e Carlo Muscatello, e il presidente del Rotary Club Trieste Nord Fabio Radetti.

“Panchine della libertà di stampa” sono già state inaugurate a Ronchi dei Legionari, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria a Matthew Caruana, figlio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese assassinata per le sue inchieste nel 2017; a Torre Annunziata, in collaborazione con la famiglia di Giancarlo Siani; nel ghetto ebraico di Roma, dedicata ai tipografi e ai giornalisti ebrei uccisi nei campi di concentramento. Infine, nei giorni scorsi, in occasione del 40° anniversario dell’assassinio di Walter Tobagi, è stata annunciata la posa di una panchina anche a Milano, nel parco Solari.

Nel capoluogo Fvg l’idea è stata rilanciata dal Rotary Club Trieste Nord, trovando subito il sostegno dell’Ordine dei giornalisti e dell’Assostampa regionali nonché del Comune di Trieste. L’annuncio era stato dato già il 9 dicembre scorso, in occasione dell’incontro fra il sindaco Dipiazza e il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna.

—^—

In copertina, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg Cristiano Degano.