Debutta “Isonzo XR” terza fase del progetto di Fondazione Carigo

Sostenibilità, paesaggio e innovazione sono le parole d’ordine di una nuova modalità di fruizione del territorio che la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia ha avviato in questi anni, sotto la presidenza di Roberta Demartin, con il programma triennale CariGO GREEN³, dando vita, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, a progetti ad alta innovazione tecnologica.

Roberta Demartin


Dopo il primo focus, con il riallestimento multimediale del Museo del Monte San Michele, e il secondo step sul Collio goriziano con “Collio XR” – innovativa esperienza di Digital Landscape che ha aperto la frontiera dell’estensione digitale del paesaggio –, nel 2020 il progetto giunge alla sua terza, e conclusiva, annualità ponendo al centro delle azioni un grande simbolo del territorio isontino: l’Isonzo. Fiume della memoria, elemento naturale di grande fascino e suggestione, nel suo scorrere da Gorizia fino all’Isola della Cona e a Grado, l’Isonzo è un luogo distintivo e unificante, oltre che uno dei fiumi più importanti nella storia d’Italia.
Grazie allo storytelling e alle più innovative tecnologie, il nuovo progetto “Isonzo XR” – ancora realizzato dall’impresa di Staranzano Ikon digital farm con il coordinamento paesaggistico di Land Srl – estende ora anche alle aree che costeggiano il fiume la modalità di fruizione adottata con il progetto Collio XR, sempre basata su un approccio esperienziale, interattivo ed immersivo, incentrato allo stesso tempo su innovazione e autenticità e sull’importanza delle connessioni lente. “Isonzo XR” suggella un percorso progettuale iniziato più di 10 anni fa nel territorio goriziano, che ha saputo coniugare natura, cultura e sviluppo economico-sociale con le nuove opportunità evolutive dell’era digitale.
Alla presentazione del progetto “Isonzo XR”, in programma stamane alle 11.30, alla riserva Alberoni di Staranzano (Rivalunga 1, all’interno della Riserva naturale regionale della Foce dell’Isonzo), interverranno Roberta Demartin, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Enrico Degrassi, co-funder e ceo di Ikon digital farm, e Andreas Kipar, co-funder e ceo Land srl.

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In copertina, la Riserva naturale della Foce dell’Isonzo. (Foto Wikipedia)

Confcooperative Pordenone ancora a Piccoli: al lavoro per i 70 anni

Rispettate le previsioni della vigilia: Luigi Piccoli è stato confermato leader della cooperazione nella Destra Tagliamento. L’assemblea generale di Confcooperative Pordenone, principale associazione di rappresentanza delle cooperative nel territorio di competenza, ha infatti rieletto alla guida della Organizzazione per un nuovo mandato (2020-2023) il presidente uscente. L’elezione, contestuale a quella del nuovo consiglio provinciale, è avvenuta nella sede dei Vivai Cooperativi Rauscedo, storica e grande realtà cooperativa conosciuta in tutto il mondo. L’appuntamento, intitolato “Costruttori di bene comune per lo sviluppo delle comunità”, ha rispettato i dovuti distanziamenti ed è stato il primo a tenersi in Friuli occidentale dopo il lockdown causa emergenza Coronavirus tra quelli dei più importanti enti economici. Ricordiamo che Rauscedo è una frazione di San Giorgio della Richinvelda, che vanta il titolo di “Comune delle Cooperative”, istituito dalla stessa Confcooperative Pordenone come riconoscimento al dna associativo di questo territorio.

Il presidente Luigi Piccoli.


“Gli obiettivi e le sfide che ci attendono nei prossimi quattro anni sono ancora tanti – ha sottolineato Luigi Piccoli nella sua relazione di fine mandato – e resi particolarmente impegnativi dall’emergenza Coronavirus, la quale però può diventare l’occasione per un’ampia riflessione che ci possa portare in tempi brevi a disegnare il futuro della cooperazione, con quella visione cooperativa che serve ad andare oltre la crisi, cercando di leggere il dopo, interpretandolo e ponendoci in un’ottica di rinascita. Abbiamo bisogno che le nostre cooperative ridiventino luoghi di produzione e promozione di cultura cooperativa, rinvigorendo il senso della solidarietà. Daremo un nuovo assetto alla nostra organizzazione, per esser sempre più capaci di intercettare i bisogni delle associate fornendo risposte ancor più qualificate e utili a economizzare i processi. Aiuteremo le nostre cooperative a diventare sempre di più agenti di sviluppo locale, ovvero attori di cambiamento sociale ed economico, anche attraverso lo strumento delle cooperative di comunità. Continueremo all’insegna della sostenibilità, radicamento e presidio del territorio”.
Il presidente ha anche ricordato il prossimo anniversario dell’ente. “Il 15 settembre 2021 – ha spiegato Piccoli – ricorrerà il 70° di costituzione dell’Unione friulana delle cooperative e mutue della Destra Tagliamento – Pordenone. In un territorio nel quale la Provincia verrà istituita solamente 17 anni più tardi, all’epoca si è sentito forte il bisogno di stare assieme, uniti in un’organizzazione autonoma e che rispondesse alle esigenze delle singole cooperative, piccole o grandi che fossero. Sarà compito del nuovo consiglio impostare un adeguato programma per celebrare questa ricorrenza, così come a tracciare le linee di sviluppo per il futuro della nostra organizzazione”.
Nel ringraziare il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol e il personale degli uffici, i consiglieri uscenti e i suoi vicepresidenti Maurizio Tantin, Fabio Dubolino e Giorgio Giacomello, Piccoli ha anche ricordato la figura di Riccardo Fioretti, storico direttore di Confcooperative Pordenone dal 1980 al 2008, recentemente scomparso.

L’assemblea ha visto anche i saluti del sindaco Michele Leon, dell’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, del vescovo di Concordia Pordenone monsignor Giuseppe Pellegrini, del vicepresidente della Camera di commercio di Pordenone – Udine Giovanni Pavan (con un videomessaggio) e del presidente di Confcooperative Friuli Venezia Giulia Giuseppe Graffi Brunoro. Mauro Bertolin, direttore amministrativo dei Vivai Cooperativi Rauscedo, ha fatto gli onori di casa e Lino Mian, presidente di Friulovest Banca, ha portato un saluto. Venanzio Francescutti, presidente di Fedagripesca Fvg, ha invece guidato i lavori dell’assemblea.

I soci riuniti in assemblea.

IL NUOVO CONSIGLIO

Questi, infine, gli eletti al Consiglio provinciale per il mandato 2020-2023 e la rispettiva cooperativa di appartenenza: Giorgio Giacomello (Vivai Cooperativi Rauscedo), Tomaso Pietro Fabris (Essiccatoio Intercomunale Cereali Torricella), Alessandro Driussi (Venchiaredo), Flavio Bellomo (Viticoltori Friulani La Delizia), Laura Bertolin (Cantina produttori di Ramuscello e San Vito), Antonella D’Andrea (Stalla sociale fra Vivaisti di Rauscedo), Juri Ganzini (Friulkiwi), Livio Salvador (Cooperativa Frutticoltori Friulani), Massimiliano Pascottini (Società cooperativa agricola Medio Tagliamento), Cesare Giavi (Coop Casarsa), Renata Pitton (Cooperativa di consumo di Rauscedo), Fabio Dubolino (Nuove tecniche), Loris Mason (Cooperativa Claps Cultura Lavoro Promozione Servizi), Valentina Gerometta (Farandola società cooperativa sociale), Marco Bertuzzo (Nuova Icz), Francesco De Val (Sinergy360), Giuliana Colussi (Il Piccolo Principe), Fabio Fedrigo (Fai), Paola Marano (Karpòs), Gianni Coral (Cooperativa sociale Acli), Donatella Jus (Futura), Ivana Latrofa (Nuovi Vicini), Giorgio Carniello (Credima), Lino Mian (Friulovest Banca), Walter Lorenzon (Bcc Pordenonese e Monsile). Durante la prima riunione del nuovo consiglio provinciale, che si terrà giovedì 9 luglio a Casarsa, nella sala congressi dei Viticoltori Friulani La Delizia, saranno nominati i vicepresidenti. Infine, il collegio dei revisori è risultato così eletto: presidente Pierluigi Giol, componenti effettivi Flavio Galasso e Mario Tauro, componenti supplenti Fernando Padelletti e Alberto Poggioli.

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In copertina, il tavolo della presidenza durante la relazione di Luigi Piccoli.

“Questione Europa” nell’anno del virus vista dai giovani

“Questione Europa” nell’anno del Covid 19: quali urgenze, e come affrontarle dal punto di vista della generazione Z, dalle scuole secondarie all’università? Una prima risposta arriva con il contest internazionale “Europa&Giovani” che da molte stagioni promuove l’Irse – Istituto regionale studi europei del Friuli Venezia Giulia, suggerendo alcuni temi ”caldi” da approfondire. Un’edizione, dunque, più che mai importante per la profondità e la qualità delle riflessioni che i partecipanti hanno proposto nel misurarsi su dodici tematiche legate alle sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Contributi che rafforzano lo status di Pordenone come capitale dei giovani europei, capace di concentrare su di sé le riflessioni più attuali e pregnanti, nonché lo sguardo e l’attenzione delle nuove generazioni.
Oltre un centinaio di studenti di tutta Italia (e molti stranieri) ha preso parte quest’anno all’iniziativa: fra le riflessioni più gettonate quella intorno al Green New Deal come priorità per l’Europa. «EUgreendeal rappresenta la sfida, non solo verde, di questo ventennio: un’urgenza che ci spinge a ripensare tutto il modello economico e sociale – spiega Laura Zuzzi, presidente dell’Irse – non a caso, una delle tracce richiedeva anche un confronto con il ventennio del Novecento, i cosiddetti “anni ruggenti”, un’epoca di grandi potenzialità ma anche di grandi contraddizioni che hanno portato all’ascesa di totalitarismi e rovina dell’Europa». La sostenibilità tout court è stato il filo conduttore dell’edizione 2020 del concorso: dai consumi alimentari, alle nuove forme di mobilità urbana, alle proposte di rimodulazione delle politiche fiscali nell’analisi dei fenomeni di evasione.

Domani, 3 luglio, l’attesa cerimonia di premiazione, dalle 10, con i vincitori collegati da tutta Italia: streaming sulla pagina Facebook Irse Scopri Europa. L’effetto Coronavirus, che assieme alle politiche europee sull’ambiente ha pervaso l’edizione 2020: gli organizzatori hanno previsto il posticipo per la consegna dei lavori, una scelta che ha permesso di registrare in diretta dalla penna dei giovani attraverso i loro scritti, quanto Covid-19 abbia influito sul modo di intendere la società. A livello universitario si aggiudicano i premi sostenuti dalla Regione Friuli Venezia Giulia Sara Ferigo, del corso di Laurea in Scienze Economiche e Sociali dell’Università di Bolzano, con il testo “Venti di cambiamento. Un parallelismo storico e nuove sfide”; e inoltre Nadir Caruana, laurea Magistrale in Scienze Storiche Università di Firenze, con “Un nuovo decennio di sfide europee. Dagli anni Venti del ‘900 all’emergenza clima”; e Agnese Olmati del corso di Laurea Euroculture – Erasmus Mundus Master of Arts, Université de Strasbourg (Francia) e Palacky University di Olomouc (Repubblica Ceca) con il saggio “The EU Green Deal. A Challange to the Future of European Integration”.
Due i premi sostenuti da Fondazione Friuli, assegnati a Daniele Bonesso dell’Università di Padova e ad Evelina Lissoni, dell’Università San Raffaele di Milano. Il Premio del Comune di Pordenone è andato a Tiziano Milan, laurea in Giurisprudenza dell’Università di Udine, con un elaborato dedicato a “Le multinazionali e l’imposizione fiscale in Europa. Problemi e (tentate) soluzioni”. Il premio sostenuto da Bcc Pordenonese e Monsile è andato ad Andrea Mili, laurea Magistrale in Politics and Technology dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera. Il premio sostenuto da Crédit Agricole FriulAdria è andato a Jacopo Bisiol, dell’Università di Trieste. Il premio Confartigianato Imprese Pordenone è stato assegnato a Paolo Zaza, laurea Magistrale in Politiche Europee ed Internazionali Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il premio Rotary Club Pordenone è andato infine a Mattia Serra, Research Master alla Leiden University, Olanda, autore di un testo di riferimento per il nostro tempo: “La privacy ai tempi del Covid-19, gdpr, anonimato e geolocalizzazione”.

Al Concorso che tradizionalmente si rivolge a diverse fasce di età, hanno risposto 54 studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado e 36 studenti delle Scuole Secondarie di Primo Grado e delle Primarie, con elaborati provenienti da dalle province di Arezzo, Bergamo, Bologna, Caserta, Gorizia, Padova, Pordenone, Roma, Torino, Treviso e Udine. Come consuetudine, la Commissione ha deciso di raccogliere in un Quaderno delle Edizioni Concordia Sette, i lavori che si sono aggiudicati i primi premi della sezione Università, pubblicazione scaricabile dal sito www.centroculturapordenone.it/irse.

Il bando per l’edizione 2021 sarà online al www.centroculturapordenone.it/irse e potrà essere richiesto dal mese di novembre 2020 a IRSE Tel. 0434/365326 irse@centroculturapordenone.it

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In copertina, spiega Laura Zuzzi, presidente dell’Irse Fvg.

 

 

A Casarsa tre “isole” per i centri estivi con 160 ragazzi

Un lavoro sinergico di quattro assessorati con le storiche realtà del territorio operanti nel settore che ha permesso di rispondere a tutte le richieste pervenute (160 tra bimbi e ragazzi) e un impegno economico di oltre 100 mila euro: a Casarsa della Delizia da lunedì sono partiti i centri estivi.
“Siamo convinti – spiega l’assessore alle Politiche sociali Claudia Tomba, che ha lavorato con i colleghi delle Politiche giovanili Ilaria Peloi, dello Sport Tiziana Orleni e della Cultura e istruzione Fabio Cristante – che questa emergenza coinvolga in maniera speciale bambini e ragazzi e debba essere presa in carico dall’intera comunità che in qualche modo i nostri assessorati rappresentano. Nel lavoro di progettazione si è guardato in primis ai bisogni dei minori, soggetti che durante questa emergenza sono stati particolarmente penalizzati. Si è avuto cura di coinvolgere in tavole di confronto associazioni, scuole, genitori e sono state verificate con le assistenti sociali le emergenze e le situazioni di maggior difficoltà con particolare riguardo alle famiglie ed ai ragazzi più deboli e che necessitano in questo momento di maggior attenzione, anche in vista della ripresa del nuovo anno scolastico. L’Amministrazione comunale si è fatta carico non solo di offrire una proposta a minori e famiglie, ma anche di salvaguardare le proposte che storicamente caratterizzavano il territorio, elaborando così un’idea progettuale di centri estivi”.
Si è provveduto – come illustrano i quattro assessori – a dare una risposta anche in termini economici con una spesa che sarà ben superiore ai 100 mila euro e che comprende non solo l’offerta educativa, ma anche i costi per la sicurezza e la sanificazione. “Una cifra davvero considerevole per un Comune come Casarsa – aggiungono -, ma che conferma ancora una volta la grande attenzione per minori e famiglie. Al momento, il numero degli iscritti è di circa 160 ragazzi distribuiti nelle 6 settimane di attività: abbiamo risposto affermativamente a tutte le domande ricevute”.

Dopo avere verificato la possibilità di realizzare alleanze educative sul territorio con diverse realtà ed associazioni, l’Amministrazione ha provveduto al coordinamento di una proposta unitaria. Il lavoro di coprogettazione ha portato alle definizione di tre centri: il centro denominato “Isola verde” allestito presso le scuole elementari di Casarsa che prevede un orario a tempo pieno dalle 7.45 alle 17.15; il centro denominato “Isola rossa” presso le scuole secondarie di Casarsa con orario dalle 8 alle 12; ed infine il centro denominato “Isola blu” che sarà ospitato nel centro parrocchiale di San Giovanni (complesso ex Zuccheri) che manterrà l’orario tradizionale dalle 15 alle 19. Un’offerta varia tanto per orari che per dislocazione sul territorio e che risponde alle esigenze di famiglie e ragazzi dai 6 ai 14 anni. Il tutto senza dimenticare da parte del Comune il sostegno economico per le iniziative dedicate alla fascia d’età 3-6 anni e le attività estive del Progetto giovani per i ragazzi più grandi.

“Al centro delle attività che verranno proposte dagli animatori – concludono gli assessori – la risocializzazione sarà l’azione prioritaria. I centri estivi 2020 infatti non potranno avere solo una mera funzione ludica, di intrattenimento o accudimento, ma dovranno essere incentrati su una proposta nuova ed originale per rendere leggero un nuovo modo di relazionarsi, per stimolare la creatività e sostenere la positività. Il tutto in sicurezza e con il rispetto delle normative. In termini organizzativi mentre la prime due proposte verranno affidate alla cooperativa il Piccolo Principe, il centro Isola Blu si propone di dare continuità alla storica iniziativa dell’Estate Ragazzi. Un sentito ringraziamento alla parrocchia di San Giovanni Battista nella persona di don Giancarlo Pitton che ha messo a disposizione l’area Ex Zuccheri, alle associazioni e a quanti in diverso modo collaboreranno per rendere ancora più divertente e serena l’estate dei nostri ragazzi. Un grazie agli uffici comunali che in queste settimane hanno lavorato alacremente nell’organizzazione dei centri e per rispondere alle specifiche di sicurezza richieste dai protocolli sanitari. Casarsa vuole costruire già ora il futuro delle nuove generazioni”.

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In copertina, da sinistra gli assessori Tomba, Peloi, Cristante e Orleni.

Confcooperative Pordenone alla ripartenza: Piccoli verso il secondo mandato

Confcooperative Pordenone volta pagina dopo la pesante esperienza che anche il settore produttivo friulano ha dovuto sopportare a causa della crisi sanitaria e prova, finalmente, a ripartire. L’assemblea generale di questa che è la principale associazione di rappresentanza delle cooperative nel territorio della Destra Tagliamento sarà, infatti, la prima a tenersi in Friuli occidentale dopo il lockdown tra quelle dei più importanti enti economici: programmata inizialmente per fine febbraio e poi posticipata proprio per il Coronavirus, si riunirà rispettando le misure di sicurezza sanitaria domani, mercoledì 1 luglio, alle 15, a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (che vanta il titolo di Comune delle Cooperative) nella sede dei Vivai Cooperativi Rauscedo. L’appuntamento, intitolato “Costruttori di bene comune per lo sviluppo delle comunità”, concluderà il mandato quadriennale e ne aprirà uno nuovo, visto che sono previste anche le elezioni per il rinnovo del presidente e del consiglio.
I lavori avranno al centro la relazione del presidente Luigi Piccoli, sul cui possibile secondo mandato sta convergendo l’adesione delle cooperative, riunitesi nelle assemblee di settore che hanno preceduto l’assemblea generale (lavoro, servizi ed edilizia; sociale; mutuo soccorso; agricoltura e pesca; consumo e utenza; cultura, turismo e sport; credito). Conoscenza, intersettorialità donne e giovani, solidarietà e mutualità, competenza e coesione: ecco le direttrici sviluppate negli ultimi quattro anni e che saranno alla base per l’azione post Covid-19 . In questo quadriennio il mondo di Confcooperative Pordenone (che è uno tra i più attivi a livello cooperativo regionale) ha dimostrato una decisa propensione anticiclica: in tempi di crisi economica e occupazionale, ha aumentato i fatturati del +34% e quasi raddoppiato gli addetti. Numeri che ora andranno confrontati con la situazione determinata nel 2020 proprio dal Covid-19, con cooperative che hanno dovuto affrontare importanti cali di fatturato (come quelle del settore cultura e spettacolo) e altre che sono state chiamate in prima linea a rispondere alle esigenze della popolazione costretta nelle proprie abitazioni (come la filiera agricola e quella del consumo).

“Analizzeremo il cammino di questi ultimi quattro anni – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli -, ma ovviamente sarà necessaria anche una riflessione su quanto abbiamo vissuto in questi mesi: confidiamo che l’assemblea sia anche l’inizio di un’ampia riflessione che ci possa portare in tempi brevi a disegnare il futuro della cooperazione, con quella visione cooperativa che serve ad andare oltre la crisi, cercando di leggere il dopo, interpretandolo e ponendoci in un’ottica di rinascita. I mesi che abbiamo passato non li dimenticheremo certamente. Ora siamo impegnati nella ripartenza, che ci costringe a rivedere alcuni nostri comportamenti e a ridisegnare le attività intorno ad una nuova idea di società. Il tutto all’insegna della conoscenza e vicinanza alle nostre cooperative, come già fatto nel mandato che si sta chiudendo attraverso rilevazioni del ‘sentiment’ cooperativo, l’unicum in Italia del riconoscimento del Comune delle cooperative a quei territori e comunità con grande Dna cooperativistico e i consigli itineranti in varie realtà, in particolare puntando sullo sviluppo dell’area montana con le cooperative di comunità. Anche nell’emergenza Covid-19 abbiamo visto quanto sia importante l’intersettorialità, ovvero progetti che coinvolgono cooperative di vari settori, come per esempio è avvenuto felicemente con realtà agricole che hanno contattato cooperative sociali per alcuni loro servizi o sociali che si sono appoggiate a quelle di consumo, solo per fare alcuni esempi. E ancora: attenzione ai giovani e alle donne, “motori” ricchi di energia per il nostro mondo. Abbiamo raggiunto degli obiettivi, altre questioni invece le dobbiamo ancora affrontare, ma traiamo la nostra forza delle radici della cooperazione, che nel Friuli occidentale sono storicamente molto profonde”.
Nell’occasione, il presidente Piccoli ringrazierà per il lavoro svolto assieme il consiglio uscente con i vicepresidenti Maurizio Tantin, Fabio Dubolino e Giorgio Giacomello, nonché sarà ricordato Riccardo Fioretti, revisore dei conti dell’ente e storico direttore, recentemente scomparso.

“L’assemblea generale 2020 – ha aggiunto il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol – è doppiamente importante, visto che oltre a fare il punto sul quadriennio appena trascorso sarà un punto di ripartenza verso il futuro: i rappresentanti delle cooperative associate saranno chiamati a eleggere il presidente ed il consiglio per il prossimo quadriennio, conferendo loro la delega a gestire la nostra Unione, avendo riguardo alla diffusione dei valori mutualistici, alla crescita imprenditoriale delle cooperative associate e allo sviluppo sociale delle nostre comunità in questo periodo delicato dell’emergenza Coronavirus. Inoltre, nel 2021 ricorrerà il settantesimo anniversario dalla fondazione dell’Unione, appuntamento al quale riserveremo l’attenzione che merita”.
Ricordiamo che, dopo la registrazione dei partecipanti e l’apertura dei lavori, il primo adempimento sarà la relazione del presidente Luigi Piccoli. A seguire interventi istituzionali e il dibattito. A chiudere l’elezione del nuovo presidente – che, appunto, secondo le indicazioni della vigilia dovrebbe essere confermato – e degli organi statutari, nonché dei delegati all’assemblea regionale e a quella nazionale.

I NUMERI
Le 151 cooperative con oltre 50 mila soci associate a Confcooperative Pordenone sono una vera e propria “locomotiva”, economica e sociale, non solo del Friuli occidentale ma dell’intero Friuli Venezia Giulia: basta infatti pensare che con oltre 500 milioni di euro di fatturato, rappresentano più del 50% del valore della produzione complessiva delle cooperative associate a Confcooperative a livello regionale. Una serie di realtà che dà occupazione anche in anni di crisi economica, tanto da aumentare gli occupati (tra soci lavoratori e dipendenti) dalle 4550 unità del 2013 alle oltre 8 mila attuali. Tra i positivi esempi di questa capacità di generare occupazione, quello del Servizio civile attraverso il Consorzio di cooperative sociali Leonardo, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto oltre un centinaio di giovani nelle cooperative che si occupano di disabili, con una ventina di loro che poi sono anche stati assunti. Per quanto riguarda i fatturati in totale in questi ultimi anni si è assistito a una variazione per le cooperative del +34%, sviluppo che è stato riversato sulla società e sulle comunità. Di seguito, i dettagli per singolo settore (al numero di 151 cooperative aderenti si arriva sommando a quelle dei singoli settori alcuni Consorzi tra esse).

Lavoro, servizi ed edilizia
Sono 29 le cooperative di lavoro, servizi ed edilizia aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 315 soci e un capitale sociale di 145 mila 994 euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 260 persone. Il loro fatturato è di oltre 12 milioni di euro.

Cooperative sociali
Sono 35 le cooperative sociali aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 1261 soci (di cui 164 soci volontari) e un capitale sociale di 1 milione 251 mila euro. Il tasso di mutualità è di oltre l’82% e danno lavoro a 1364 persone, diverse delle quali in categorie protette. Il loro fatturato è di oltre 49 milioni di euro.

Mutuo soccorso
Credima, società di mutuo soccorso di Friulovest Banca, ha 3mila 320 soci e ha rimborsato oltre 98 mila euro di spese mediche in un anno.

Fedagripesca
Sono 43 le cooperative del settore agricolo e della pesca aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 5 mila 541 soci e un capitale sociale di oltre 17 milioni di euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 78% e danno lavoro a 2700 persone. Il loro fatturato è di oltre 391 milioni di euro.

Consumo ed utenza
Sono 11 le cooperative del settore consumo e utenza aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 19 mila 240 soci e un capitale sociale di oltre 1 milione di euro. Il tasso di mutualità è di oltre l’82% e danno lavoro a 161 persone. Il loro fatturato è di oltre 33 milioni di euro.

Cultura, turismo e sport
Sono 22 le cooperative del settore cultura, turismo e sport aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 4 mila 113 soci e un capitale sociale di 553 mila euro. Il tasso di mutualità è di oltre il 70% e danno lavoro a 3 mila 478 persone. Il loro fatturato è di oltre 11 milioni di euro.

Credito cooperativo
Sono 2 le banche di credito cooperativo aderenti a Confcooperative Pordenone (Bcc Pordenonese e Monsile, Friulovest Banca) , per un totale (al 31 dicembre 2018) di oltre 20 mila soci e 350 dipendenti. Ammontano invece a 4,5 milioni di euro la raccolta e gli impieghi delle due banche operative sul territorio.

La storia
L’Unione friulana delle Cooperative e mutue della Destra Tagliamento, ovvero Confcooperative Pordenone, nacque il 15 settembre 1951. La data non è un errore: nacque addirittura prima della Provincia pordenonese, che sorgerà solamente nel 1968. Ciò fu reso possibile dal fatto che questo territorio già a fine Ottocento aveva dato vita a diverse esperienze cooperativistiche, prima nel credito con le casse rurali e poi in ambito agricolo e del consumo. Una presenza talmente forte che in quel 1951 si ottenne addirittura una deroga ai regolamenti nazionali di Confcooperative, la quale prevedeva unioni territoriali solamente in corrispondenza dei territori provinciali. Sfogliando i libri di storia emergono altri passaggi epocali. La prima cooperativa, una latteria, sorse a Maniago nel 1882, zona dove poi sorsero realtà legate ai coltellinai. E poi il credito cooperativo, anche grazie a figure carismatiche come Leone Wollemborg e monsignor Giuseppe Lozer. Infine, ancora prima della nascita dell’Unione provinciale, da segnalare come nel 1949, anno di costituzione dell’Associazione Cooperative Friulane a Udine, la cooperazione pordenonese aveva già un suo ufficio distaccato, retto da Orlando Fioretti.

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In copertina, il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, verso la conferma.

A Casarsa donate tre opere d’arte per il nuovo Centro medici

Un dono a tutta la comunità nel nuovo luogo in cui viene preservato uno dei suoi beni più preziosi, il benessere: il designer e professore Francesco Colussi, per tanti anni insegnante di educazione tecnica alla locale scuola media prima della meritata pensione, ha regalato tre sue opere al nuovo Centro di assistenza primaria di Casarsa della Delizia realizzato dall’Azienda sanitaria del Friuli occidentale nell’ex municipio di proprietà del Comune e in cui operano da pochi giorni i sei medici di medicina generale della cittadina. A fare da collegamento per la donazione la Pro Casarsa, con il presidente Antonio Tesolin, il quale ha partecipato alla consegna che Colussi ha fatto al dottor Alessandro Di Lorenzo, responsabile della struttura casarsese.
“Si tratta di due dipinti – ha spiegato Francesco Colussi – astratti ispirati alle opere dei grandi artisti Piet Mondrian e Theo van Doesburg, oltre a una lampada da me realizzata, intitolata ‘La foglia grigliata’ e dedicata all’arte di Harry Bertoia, designer italo-americano nativo di San Lorenzo di Valvasone Arzene noto per la sua Diamond chair. Spero che queste opere possano allietare i miei concittadini mentre sono in attesa delle visite”.
“Grazie al professor Colussi e alla Pro Loco – ha aggiunto Di Lorenzo ricevendo il dono – per questo gradito omaggio che abbellisce ulteriormente la struttura che abbiamo appena inaugurato. Siamo qui dal 15 giugno e i primi giorni sono stati davvero positivi: i pazienti rispettano le distanze di sicurezza, l’uso della mascherina e l’accesso su prenotazione, potendo così contare tutti sulla sinergia tra noi medici”.
Dalla Pro Loco un appello ad altri artisti locali. “Invitiamo al dono affinché questo sia un luogo di cura e allo stesso tempo di cultura. Casarsa ha molti valenti artisti e fotografi: se c’è qualcuno che ha voglia di donare delle sue opere – ha concluso Tesolin – basti che contatti la Pro Loco. Ci prodigheremo a metterci in contatto con il Centro di assistenza primaria per vedere se in linea con le linee moderne del luogo (l’ex municipio è infatti opera di rilievo architettonico essendo stata progettata dall’architetto Gino Valle, ndr) e dove possano eventualmente essere collocate. Un dono per la comunità e per arricchire un luogo di cura e prevenzione”.

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In copertina, la consegna di un’opera al Centro medici di Casarsa: da sinistra, Colussi, Di Lorenzo e Tesolin.

Benvenuto a don Saracino sacerdote “cireneo” nella Pieve di Nimis

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Don Federico mi ha subito detto sì, anzi da buon “cireneo” ha accettato con entusiasmo di accollarsi la responsabilità legale anche delle parrocchie di Nimis e Torlano. E ora si appresta ad avviare, con don Rizieri, un lavoro che sarà sicuramente proficuo, a vantaggio di queste comunità cristiane». L’arcivescovo di Udine ha salutato con queste parole il nuovo corso della Pieve di Nimis, durante la Messa celebrata stamane nel Duomo di Santo Stefano – anziché nella Chiesa matrice, per questioni di distanziamento sociale, come sarebbe stato invece richiesto dalla tradizione – per la presentazione ufficiale del nuovo legale rappresentante delle parrocchie, il quale ha aggiunto così nuovo lavoro a quello che già ricopre essendo guida spirituale di Faedis e Campeglio. «Un impegno che don Saracino saprà coniugare con efficacia, sommandolo anche agli altri importanti incarichi extra-parrocchiali”, ha aggiunto il presule, ricordando che il sacerdote – 54 anni, consacrato nel 1993 e originario delle Valli del Natisone -, essendosi specializzato in diritto canonico, è anche Difensore del Vincolo e Promotore di Giustizia presso il Tribunale Ecclesiastico Diocesano. «Inoltre – ha continuato monsignor Andrea Bruno Mazzocato -, gli ho affidato la importante delega della tutela dei minori dagli abusi che qui però, grazie a Dio, non evidenziano problemi».

Don Federico Saracino

Don Rizieri De Tina

All’augurio dell’arcivescovo, don Federico Saracino ha risposto confermando il suo impegno nel mettersi a disposizione anche di queste nuove comunità, dicendosi certo che sarà possibile creare una fruttuosa intesa con l’arciprete attuale, don Rizieri De Tina, che si ritira dalle responsabilità amministrative, per motivi d’età, ma che assicura ancora la sua guida pastorale. Un concetto sottolineato nell’indirizzo di saluto anche da parte del sindaco Gloria Bressani – che aveva a fianco il primo cittadino di Faedis, Claudio Zani, e gli assessori Serena Vizzutti e Aldo Attimis – e dal direttore del consiglio pastorale, Pietro Nocera, il quale ha presentato al nuovo parroco titolare anche tutti coloro, e sono numerosi, che collaborano con vari incarichi in rappresentanza delle comunità cristiane di Nimis, Torlano, Ramandolo e Chialminis. E la disponibilità ad assicurare ancora tutta la propria collaborazione è stata ovviamente ribadita da don Rizieri, il quale probabilmente è l’ultimo pievano con il titolo onorifico di “monsignore” in seguito alla riforma che Papa Francesco fece all’indomani della sua elezione al Soglio di Pietro.

Gloria Bressani

Pietro Nocera

Il semplice rito – ben lontano dalla fastosità di un tempo – si è quindi concluso mentre dalla millenaria torre della Chiesa matrice dei Santi Gervasio e Protasio giungeva la voce solenne della campana maggiore che sempre a mezzogiorno invita a recitare l’Angelus, quasi a voler esprimere il benvenuto a don Federico anche da parte della vetusta Pieve esclusa dalla cerimonia di insediamento a causa dell’emergenza sanitaria. E ora comincia, dunque, ufficialmente una nuova vita per le parrocchie di Nimis e Torlano, inaugurando quella «sperimentazione» che monsignor Mazzocato si è detto sicuro che sarà foriera di nuovi e importanti frutti, come lo era stata quella che aveva introdotto 42 anni fa il suo illuminato predecessore, Alfredo Battisti, facendo arrivare in paese quattro sacerdoti per una pastorale di zona: con lo stesso De Tina, Luigi Murador, Luigi Gloazzo e Flaviano Veronesi. E come sarà sicuramente positiva anche la scelta di affidare la gestione dello storico asilo parrocchiale creato alla fine della Grande Guerra da monsignor Beniamino Alessio a una fondazione istituita a livello diocesano, pur salvaguardando – ha assicurato l’arcivescovo – la sua autonomia operativa sul territorio, al fine di continuare a garantire ai bambini del paese quell’accoglienza per la quale si era tanto prodigata, durante la sua vita quasi centenaria, anche la compianta suor Rosalba Cepparo.

Un momento della cerimonia.

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In copertina, l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato con don Rizieri De Tina e don Federico Saracino.

“Estate Insieme”, bando di Fondazione Carigo per bambini e ragazzi

«L’emergenza sanitaria che abbiamo affrontato, e che stiamo tuttora affrontando, ha colpito in maniera sostanziale bambini e ragazzi», spiega la presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin. «La chiusura delle scuole e delle attività in cui erano coinvolti e l’isolamento forzato li hanno costretti a percorsi di studio a distanza e a una vita sociale limitata e priva di relazioni al di fuori della sfera familiare, rinunciando ai confronti con i coetanei, alla fruizione di contenuti culturali e alla possibilità di svolgere attività motoria, salutare e rigenerante. La pandemia ha, inoltre, ampliato le difficoltà e le distanze sociali ed educative, alimentando il rischio che sempre più bambini e ragazzi restino indietro».
Proprio a partire da queste considerazioni – dopo essere intervenuta durante il periodo di lockdown a fianco dell’Azienda sanitaria e a favore delle fasce più deboli della popolazione per contrastare la fragilità sociale affiancando gli Empori della Solidarietà – la Fondazione Carigo interviene adesso a supporto dei bambini e degli adolescenti per evitare che siano privati delle condizioni di base per apprendere, esprimersi, sperimentare. «È fondamentale l’azione di associazioni ed enti del Terzo settore – piega ancora Demartin – nel garantire a bambini e ragazzi, nel rispetto della normativa in vigore, l’accesso alle opportunità educative, relazionali ed emotive, per ristabilire il loro equilibrio fisico e psicologico».

L’educazione, intesa in varie forme – da quella scolastica a quella sportiva, ludica, e culturale – è un settore prioritario per la Fondazione, come già indicato nel documento di programmazione 2020 approvato lo scorso ottobre. Dopo il bando a sostegno delle fragilità, la Fondazione interviene nella fase post-emergenziale per dare sostegno in quegli ambiti in cui si rilevano maggiori criticità. Nasce così il Bando “Estate Insieme”, con cui la Fondazione intende offrire supporto alle iniziative ricreative ed educative giovanili, luoghi e spazi educativi, di inclusione sociale e di aggregazione. La finalità è di fornire un valido supporto alle famiglie, ma soprattutto di creare ambiti di stimolo educativo, di supporto psicologico e, indirettamente, anche economico, consentendo il recupero dei deficit educativi, formativi e di socialità, che si sono inevitabilmente creati nella fase più acuta della pandemia e della domiciliazione forzata.

Le risorse a disposizione del Bando, in tutto 100mila euro, sono finalizzate a sostenere le attività estive culturali, motorie, sociali, educative e didattiche, aiutando enti e associazioni a sostenere le spese che immancabilmente risultano più onerose rispetto agli anni passati, come conseguenza della riorganizzazione delle attività volta a garantire la sicurezza di bambini e ragazzi.
Nel bando sono ammissibili i progetti che si adeguano alle normative vigenti, quindi compatibili con tutte le caratteristiche di sicurezza determinate dal periodo. Le iniziative finanziabili si devono svolgere entro settembre nel territorio isontino. Sono considerate ammissibili anche spese l’acquisto di materiale destinato alla realizzazione del progetto, quali i materiali didattici, le attrezzature e i prodotti per la sanificazione degli ambienti e degli spazi (dispositivi di protezione individuale, sapone, gel idroalcolico per le mani, distributori di gel igienizzante, detergenti disinfettanti, cestini per i rifiuti, rilevatori di temperatura corporea), le attrezzature necessarie allo svolgimento di attività all’aperto.
Le proposte progettuali relative al Bando devono essere presentate alla Fondazione entro le ore 12 del 10 luglio prossimo. Le richieste dovranno essere compilate e inoltrate attraverso la procedura ROL disponibile sul sito della Fondazione www.fondazionecarigo.it nella sezione “Contributi/Richieste”.

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In copertina, la presidente di Fondazione Carigo Roberta Demartin.

Creatività e divertimento a prova di Covid per i bambini di Pordenone

All’alba dell’estate 2020, il Centro Iniziative Culturali di Pordenone ha voluto dare ai giovani e alle famiglie della città un importante segnale per la ripresa e la “normalizzazione”, nell’anno del Covid: anche quest’anno, ottemperando a tutte le precauzioni sanitarie previste, si è rinnovato l’appuntamento con i laboratori creativi rivolti a due gruppi classe di bambini delle scuole del primo e secondo ciclo Primario. Ben distanziati, in sale ampie e sanificate ma anche e soprattutto negli spazi aperti, dall’orto didattico al giardino di via Concordia addobbato dalle sculture in esposizione, quattordici giovani e giovanissimi, ripartiti nei due gruppi di 6-8 e di 9 -12 anni, si sono finalmente ritrovati dopo il lungo lockdown dei mesi passati.

Guidati dalle illustratrici Sara Colautti e Federica Pagnucco, da Laura Tesolin maker e docente di nuove tecnologie e dalle atelieriste Lisa Garau e Stefania Trevisan, i bambini hanno così potuto ristabilire le regole dello stare insieme, creando nuove amicizie durante la frequenza di quattro laboratori dedicati all’arte, alla robotica, alla scrittura giapponese e alla natura. Dalle 9 alle 17.30, ogni giorno, hanno impastato argille, prodotto disegni, scatole colorate, origami, dipinto sul legno e prodotto immaginari fondali marini, ritagliando con precisione carte e cartoni, stoffe e feltro. «Da casa – spiega la presidente del Cicp, Maria Francesca Vassallo – hanno il loro grande entusiamo, una carica di energia. La gratitudine è arrivata anche dalle famiglie, che ci hanno incoraggiato a proporre un secondo ciclo di laboratori, dopo quello che giunge a conclusione venerdì 26 giugno. Ripartiremo così da lunedì 6 luglio per due nuove settimane, con nuova conduzione affidata a Marco Sorzio, atelierista, Marco Tonus, cartoonist e a Lis Aganis- Ecomuseo delle Dolomiti Friulane, per una proposta articolata tra disegno, attività motoria e teatrale, natura e scienza». Anche per il secondo ciclo di laboratori, i bambini potranno usufruire del servizio mensa a Casa Zanussi, in postazioni dedicate e che si garantiscono perfettamente sicure dal punto di vista sanitario.

Info e iscrizioni: cicp@centroculturapordenone.it oppure tel. 0434.553205.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini del centro estivo a Casa Zanussi a Pordenone.

 

Progetto giovani Casarsa tra fotografie, idee e ragazzi amministratori

Sono ripartite ufficialmente le attività, al Progetto Giovani Casarsa, rispettando le norme di sicurezza anti Covid-19. Distanza, gel, mascherine e tanta voglia di ricominciare a fare delle cose insieme, a confrontarsi guardandosi negli occhi, a stare in gruppo. C’è stato un incontro con i ragazzi che presenteranno domanda per il Servizio Civile Solidale e sono state illustrate loro le possibili mansioni, nonché è partito il laboratorio di fotografia sociale. Inoltre, da oggi fino al 6 agosto, dalle 17 alle 19, si terrà la serie di incontri “I like it – costruttori di idee”. “Un progetto – ha spiegato Ilaria Peloi, assessore alle Politiche giovanili e Pari opportunità – che offre ai ragazzi la possibilità di esprimere le proprie idee, di valutarne la fattibilità, di concretizzarle in un progetto e di seguirne la realizzazione. Un modo per acquisire competenze gestionali e organizzative, supportati dagli educatori del Progetto giovani e sostenuti dall’assessorato alle Politiche giovanili che mette in campo le proprie risorse per realizzare le proposte e certifica l’esperienza. Sarà un’estate diversa, ma ricca lo stesso di opportunità”.

L’assessore Ilaria Peloi.

Al via dal 23 giugno, il laboratorio di fotografia sociale “Oltre lo sguardo” rivolto a ragazzi tra i 17 e i 30 anni, guidato dalla fotografa documentarista Giulia Iacolutti, che accompagnerà i giovani partecipanti in un percorso carico di stimoli e di significati, in cui potranno anche arricchire il loro bagaglio di competenze da spendere anche a livello professionale. Si tratterà la fotografia non solo come mezzo di espressione e di comunicazione, ma anche di denuncia e di riflessione per raccontare storie, risvegliare la coscienza critica e spingere verso un cambiamento e un riscatto di chi non ha voce o è invisibile. Il laboratorio si inserisce all’interno del progetto “Piùmani”, realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Casarsa della Delizia con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – bando regionale 2019 per progetti di cittadinanza attiva a favore dei giovani.

Infine, da non dimenticare che è avvenuto l’ultimo incontro dell’anno scolastico del Consiglio comunale dei ragazzi. L’assessorato alle Politiche giovanili, grazie agli educatori del Progetto Giovani assieme agli insegnanti, ha pensato di offrire ai consiglieri la possibilità di rivedersi virtualmente, attraverso la piattaforma Meet, per confrontarsi assieme sul tema su cui hanno lavorato in questo primo anno di mandato. Inoltre, è stata anche l’occasione per salutare i consiglieri di terza media che hanno terminato la loro esperienza e che a settembre intraprenderanno una nuova avventura. I ragazzi hanno, durante l’anno, riflettuto ed elaborato proposte su come si può vivere bene assieme in una comunità: tema mai così attuale come oggi, in cui siamo stati richiamati tutti al senso di comunità, a fare scelte e a rispettare privazioni della nostra libertà in nome del bene comune. Nonostante la distanza e l’impossibilità di incontrarsi di persona, sono state proposte ai ragazzi attività interattive coinvolgendo i propri famigliari e riportando la sintesi delle riflessioni emerse dai propri compagni consiglieri, per non perdere il senso di gruppo e di confronto. È emerso un lavoro corale molto significativo che sarà la base delle attività del prossimo anno del Consiglio comunale dei ragazzi.

“Costruttori di comunità – conclude Ilaria Peloi, assessore alle Politiche gGiovanili e Pari opportunità – è il nome del progetto a cui hanno lavorato i giovani partecipanti del Consiglio comunale dei ragazzi di Casarsa. Grazie ad attività leggere ed interattive, caricate nella piattaforma dell’Istituto comprensivo Pasolini, i ragazzi hanno riflettuto sull’importanza di sentirsi parte di una comunità e su quanto ognuno di noi con il proprio impegno e comportamento ne condiziona il benessere. Per farlo al meglio, i consiglieri hanno chiesto la collaborazione di genitori e fratelli per scoprire i bisogni considerati essenziali per stare bene assieme e le responsabilità di ognuno per rispettarli e realizzarli. Questi progetti saranno il materiale di lavoro del prossimo anno di mandato del Ccr, ma anche un’ottima occasione di confronto per tutta la comunità per ripartire assieme con nuova energia”.