Emigranti, ripartire innovando: a Pordenone connessi con il futuro

Le voci di chi sta coniugando ripartenza e innovazione nella nuova era determinata dal Coronavirus: rappresentanti del mondo industriale, rimasti in Friuli Venezia Giulia ma che dialogano con il mondo o da qui partiti per esperienze professionali di livello pur rimanendo legati alla terra di origine, sono i protagonisti del 43° Incontro dei corregionali all’estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che domani, 25 luglio, alla Fiera di Pordenone si svolgerà con un’innovativa formula tra pubblico presente, rispettando le disposizioni di sicurezza, e online. Appuntamento pertanto alle 18, in sala Zuliani, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli, e il patrocinio del Comune di Pordenone, della Camera di commercio di di Pordenone-Udine e della Diocesi di Concordia-Pordenone.

Gino Gregoris

Paolo Vernier

Michelangelo Agrusti

“Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia” è il titolo scelto per la serata condotta da Massimo De Bortoli e che si aprirà con il saluto del presidente dell’Efasce Gino Gregoris. “Reduci da settimane impegnative – ha affermato Gregoris -, in cui però abbiamo mantenuto i contatti con i nostri corregionali, siamo pronti a fare il punto su quanto svolto nell’ultimo anno e a guardare al futuro, coma da oltre un quarantennio facciamo ogni ultimo fine settimana di luglio. Essere riusciti a realizzare comunque il nostro Incontro, senza rimandarlo al 2021, è un primo concreto segnale di fiducia verso nuovi traguardi, superando le difficoltà dettate dal Coronavirus. Sarà interessante ascoltare le visioni di futuro che porteranno i nostri ospiti, con spunti che andremo a concretizzare nei prossimi mesi. E sarà infine bello ritrovarsi e condividere di nuovo un pezzo di strada insieme”.

Anna Bortolussi

Il keynote di apertura dei lavori sarà affidato al presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, sul tema “Accompagnare il Friuli Venezia Giulia fuori dall’emergenza: realismo e innovazione”. Case study della giornata sarà quello del Sas Labs, il laboratorio interno di start up della Scandinavian Airlines, al cui capo c’è il pordenonese Massimo Pascotto. Poi due interviste ad altrettante persone del territorio che gestiscono realtà dalla spiccata internazionalizzazione: a Paolo Vernier, presidente della Midj Spa, azienda del settore arredamento di Cordovado, che racconterà come “Progettare il futuro”, e ad Anna Bortolussi, pordenonese general manager di Amazon Europe Market Place, che racconterà “Trasformazione digitale e corporate startup innovation”.

Laura Bortolotto


Inoltre, l’Incontro vedrà la straordinaria partecipazione della virtuosa del violino Laura Bortolotto, originaria di Prata di Pordenone e attualmente accademista all’Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese. Con centinaia di concerti internazionali, nel 2016 è stata proclamata Alfiere della Repubblica dal presidente Giorgio Napolitano. Regalerà alla platea alcuni dei pezzi principali del suo repertorio.

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In copertina, Massimo Pascotto della Scandinavian Airlines.

Tessitura Carnica in fiamme. Tilatti: «Siamo con voi, ce la farete!»

«Il mondo artigiano e quello della piccola impresa si stringono con forza attorno a Giuseppe Tonon e alla sua famiglia in questo momento difficile. L’incendio alla Tessitura Carnica è un brutto colpo, che sono certo però questa grande famiglia d’imprenditori saprà superare una volta esperite tutte le attività legate all’incidente. Confartigianato si mette a sua disposizione per ogni necessità augurandole di poter presto tornare al lavoro». A dirlo è Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato-Imprese Udine, dopo aver appreso dell’incendio che ha distrutto la storica azienda tessile di Villa Santina, colpita al cuore dopo aver dato tanto alla manifattura del Friuli e alla sua popolazione.
Va ricordato infatti che proprio la Tessitura Carnica, lo scorso marzo, era stata tra le prime imprese a offrirsi di produrre mascherine per far fronte alla pandemia mettendosi a disposizione della Protezione civile regionale. «Sono certo che dopo aver dimostrato la propria solidarietà ai friulani, impiegando il proprio know how per rispondere alle esigenze dettate dalla pandemia, questa storica azienda potrà ora contare in altrettanta solidarietà da parte di molti – continua Tilatti -: dall’associazione alle istituzioni passando per la gente, che da generazioni custodisce gelosamente in casa i gioielli tessili prodotti a Villa Santina fin dal 1964».

Il presidente Graziano Tilatti.

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In copertina, la produzione di mascherine alla Tessitura Carnica.

Confartigianato Fvg plaude al Recovery Fund: “Ma fosse arrivato prima…”

«Un giusto riconoscimento, seppur tardivo». Così il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg, Graziano Tilatti, commenta il via libera al Recovery Fund. «E’ una misura giusta che andava presa fin dall’inizio, senza tutto questo turnover di mediazioni, perché le medicine fanno meglio se prese nella fase acuta». «Del pacchetto di 750 miliardi di euro complessivi, all’Italia vanno 209 miliardi: 82 miliardi di sussidi e 127 di prestiti. Il nostro Paese se li merita, per quello che ha patito durante la pandemia, per quello che ha fatto in questi anni a favore dell’Unione europea e per esser stato, non dimentichiamolo mai, tra i Paesi fondatori di questa nostra Europa, grazie al progetto visionario di De Gasperi, Schuman e Adenauer, pagato con il sudore della fronte dei lavoratori italiani, spesso impiegati nelle oscure miniere di carbone.
Sono certo – conclude Tilatti – che l’Italia saprà dare ancora una volta prova di essere responsabile e saper usare bene i fondi che le verranno giustamente e meritatamente riconosciuti».

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In copertina, il presidente di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti.

Da oggi a Faedis il via alle assemblee della Coop Casarsa

Al via da oggi, 21 luglio, le assemblee della Coop Casarsa, solida realtà attiva da un secolo: nata nel 1919 come spaccio di paese, ora è un gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, contando oltre 16 mila soci (284 quelli che si sono aggiunti lo scorso anno). La prima riunione è infatti convocata alle 19.30 nella sala consiliare di Faedis (per i soci della provincia di Udine), mentre giovedì 23, stessa ora, si terrà al Centro parrocchiale di Francenigo (per la provincia di Treviso). Infine, domenica 26 luglio, alle 10, nel Teatro Pasolini di Casarsa (per i soci della provincia di Pordenone e delle rimanenti province). L’assemblea si terrà nel rispetto delle direttive sul distanziamento sociale e con l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuale. I partecipanti riceveranno un buono valido per un omaggio nei punti vendita.
La cooperativa – guidata da Mario Praturlon – è attiva a Casarsa della Delizia, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e ha elargito oltre 25 mila euro in donazioni. Somma di fatto già superata nel corso di questa prima parte del 2020, visto che ha donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19.
“Un appuntamento importante – ha detto Praturlon – per analizzare innanzitutto l’andamento del 2019, chiusosi sostanzialmente in pareggio confermando i dati dell’anno precedente, ma che è pure un segnale di fiducia verso il futuro visto che torniamo a incontrare, seppur rispettando le distanze, i nostri soci. Durante il lockdown siamo stati al loro fianco garantendo a tutta la clientela un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei comuni più grandi che nei paesi più piccoli. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno a favore della clientela garantendo un prezioso servizio: ora cerchiamo di continuare con una nuova normalità”.

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In copertina la sede principale della Coop Casarsa e qui sopra il presidente Mauro Praturlon.

La tutela degli anziani fragili: va ripensato il sistema di welfare

«L’emergenza dovuta al Coronavirus ha reso più che evidente come, a protezione degli anziani fragili, sia necessario investire sul potenziamento di un’efficace organizzazione di servizi domiciliari e di territorio: è il buon senso – spiegano all’Associazione De Banfield -, ancor prima della pandemia, che ci insegna come questo sistema garantisca una qualità di vita migliore». In meno di due mesi la onlus triestina – da anni impegnata sul fronte dell’assistenza agli anziani, in particolare quelli fragili, non autosufficienti e con demenza – ha seguito e sostenuto da sola più di 600 famiglie di anziani in difficoltà, avuto 3.500 contatti con richieste di consulenza, consigli e supporto, prestato 250 ausili, evitando così molti ricoveri ospedalieri.
Numeri davvero considerevoli per non suscitare una riflessione: già da molto tempo c’è un grande bisogno – ora più che mai in crescita – di sostegno alle cure domiciliari e da molto tempo è necessario un ripensamento, una nuova programmazione che coinvolga tutte le realtà che da decenni lavorano nel campo della domiciliarità, intesa come soluzione da privilegiare nella cura degli anziani. Anche quelle del volontariato, su cui sempre più, pesano gravosi fardelli portati in solitudine.
Anche le leggi hanno un loro rilievo: quei 3.500 contatti sono richieste arrivate da caregiver – ovvero le persone, quasi sempre familiari, che si occupano in prima linea di anziani con fragilità, demenza o Alzheimer – in difficoltà. Caregiver su cui, nell’emergenza della pandemia, è ricaduto tutto il peso dell’assistenza, ancora e più di prima. I dati nazionali sono chiari: l’89% dei caregivers ha riferito che, durante il Covid, il proprio carico di assistenza è diventato più gravoso. E il 70% ha denunciato una condizione di salute diventata patologica, con carico di stress e ansia.
Questa emergenza ha dunque messo in luce come sia più che mai necessario riprogettare il sistema di welfare e fare in modo che sia centrato anche sul riconoscimento del ruolo del caregiver familiare e sul suo sostegno, attraverso un percorso di innovazione e potenziamento dei servizi per la cura e l’assistenza domiciliari. Per non lasciare le famiglie, ancora una volta, da sole.
«Per questo da anni chiediamo – spiegano ancora alla De Banfield – insieme ad un coordinamento di 9 associazione regionali, una legge regionale che, come già avvenuto in altre regioni, riconosca finalmente l’importante ruolo del caregiver. Strumento necessario anche per potersi allineare con la normativa nazionale, e magari ricevere contributi dedicati».
Un altro pezzo importante del nostro welfare è ormai risaputo basarsi sulle assistenti familiari. A loro va data altrettanta attenzione e soprattutto adeguati strumenti di sostegno e formazione per saper affrontare una realtà di assistenza sempre più complessa e gravata da imprevedibili emergenze come quella del Coronavirus.
La nostra Regione – osserva infine la De Banfield -non si è ancora dotata, ed è tra le poche in Italia a non averlo fatto, di un piano regionale demenze. Sarebbe uno strumento di grande utilità perché finalmente riconoscerebbe una malattia, l’Alzheimer, e lo spettro delle demenze, di cui soffrono 20 mila persone in Friuli Venezia Giulia (un numero più che sottostimato, perché spesso molte persone non hanno una diagnosi). Malati che, come l’associazione triestina ha potuto spesso riscontrare nell’emergenza, sono state tra quelli che, chiusi nelle rsa o nelle loro case, hanno maggiormente patito questa terribile epidemia.

Sabato in streaming da Pordenone l’incontro Efasce con gli emigranti

Neanche l’emergenza Coronavirus ferma l’Incontro dei corregionali all’Estero dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che il 25 luglio a Pordenone vivrà la sua 43ª edizione. L’esperienza vissuta durante il lockdown, con collegamenti via web e telefono costanti con i vari Segretariati Efasce attivi in 15 Paesi, ha di fatto rappresentato lo spunto per non rinunciare all’edizione 2020: i corregionali dall’estero non potranno raggiungere la regione, ma potranno essere lo stesso protagonisti grazie alla diretta streaming in programma. In fase di definizione la scaletta dei relatori, che sarà presto ufficializzata, ma già si conosce il titolo dell’incontro: “Connessi per creare il futuro: l’apporto dei corregionali all’estero per la ripartenza del Friuli Venezia Giulia”.
L’evento è in programma, come detto, sabato prossimo, alle 18, nella sala Zuliani di Pordenone Fiere, con ingresso su invito e rispetto delle distanze e misure sanitarie anti Covid-19 per un numero contingentato di persone, mentre sarà garantita la diretta streaming multipiattaforma sul sito web www.efasce.it e sulla pagina Facebook @efascepordenonesinelmondo con collegamenti da tutta Europa, Usa, Canada, Sudamerica, Australia e altri Paesi. Il tutto con il finanziamento della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e in collaborazione con il Comune di Pordenone e la Diocesi di Concordia-Pordenone.

Il presidente Gino Gregoris.

“Non volevamo perdere un anno e rimandare al 2021 – spiega il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris -, ma anzi prendere spunto dal momento di difficoltà che vive tutto il mondo a causa della pandemia per confrontarci con i nostri corregionali e soprattutto vivere questa occasione come un nuovo inizio nei rapporti tra loro e l’Efasce. Durante il lockdown abbiamo avviato il progetto “4 chiacchiere con…” dedicato principalmente alla “nuova emigrazione”, ovvero chi è partito negli ultimi 10-15 anni. In queste conversazioni in streaming abbiamo scoperto non solo giovani e adulti di altissimo profilo professionale, ma anche molto legati al territorio d’origine di cui hanno in un certo senso “riscoperto” il valore proprio vivendo all’estero. Da qui è nata l’idea del convegno di quest’anno. Ora il progetto prosegue con i discendenti dei nostri emigranti dell’Ottocento-Novecento, nati all’estero ma profondamente legati alle loro radici. Saranno quindi tre le parole chiave su cui ci muoveremo: ripartenza, futuro e innovazione, chiedendo anche ai nostri corregionali la loro visione e le loro idee per il Friuli Venezia Giulia post Covid-19″.

Il progetto “4 chiacchiere con…” fornirà diversi spunti di riflessione per l’Incontro. Come quelli emersi dall’intervista a Eleonora Cecco, originaria di San Vito al Tagliamento (dove ha avuto come insegnante Luisa Forte, vicepresidente Efasce), che lavora a Dubai dove è responsabile marketing e comunicazione in una importante azienda, la quale ha raccontato come la resilienza per i giovani espatriati sia importante e come le moderne tecnologie aiutino a mantenere i contatti con la famiglia e la terra d’origine, nonché a lavorare durante il lockdown. Gianni Cereser, originario di Prata di Pordenone, invece in Danimarca lavora come web designer per una banca a Copenaghen: ha consigliato ai giovani, che purtroppo troveranno ancora meno opportunità di lavoro a causa della crisi economica derivante dal Coronavirus, di mettersi in gioco, a partire da tante cose che si possono imparare frequentando corsi online.

L’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti, fondato nel 1907, è il punto di riferimento per coloro che sono partiti dalle terre tra i fiumi Livenza e Tagliamento in cerca di una nuova vita, senza però dimenticare il proprio legame con la terra d’origine. Ha Segretariati attivi in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Romania, Usa, Sudafrica, Svizzera, Uruguay e Venezuela.

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In copertina, Eleonora Cecco; qui sopra, Gianni Cereser.

 

Coop Casarsa, da martedì le assemblee. Praturlon: un segnale di fiducia

Una realtà solida e attiva da un secolo: Coop Casarsa, nata nel 1919 come spaccio di paese e ora gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, chiama per la consueta assemblea annuale i suoi oltre 16 mila soci (sono stati 284 i nuovi associati nello scorso anno). Il fondamentale appuntamento per la vita della cooperativa, che di consueto si svolgeva a fine maggio, a causa dell’emergenza Coronavirus è slittato a fine luglio.

Gli appuntamenti sono fissati per martedì 21 luglio, alle 19.30, nella Sala consiliare di Faedis (per i soci della provincia di Udine), giovedì 23 alle 19.30 nella sala del Centro parrocchiale di Francenigo (per i soci della provincia di Treviso) e infine domenica 26 alle 10 al Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia (per i soci della provincia di Pordenone e delle rimanenti province). Le assemblee si terranno nel rispetto delle direttive sul distanziamento sociale e con l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuale. Ai soci che interverranno sarà donato un buono per ritirare un omaggio nei punti vendita.

“Un appuntamento importante – ha commentato il presidente Mauro Praturlon – per analizzare innanzitutto l’andamento del 2019, chiusosi sostanzialmente in pareggio confermando i dati dell’anno precedente, ma anche un segnale di fiducia verso il futuro visto che torniamo a incontrare, seppur rispettando le distanze, i nostri soci. Durante il lockdown siamo stati al loro fianco garantendo a tutta la clientela un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei comuni più grandi che nei paesi più piccoli. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno a favore della clientela garantendo un prezioso servizio: ora cerchiamo di continuare con una nuova normalità”.

La cooperativa è attiva a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e elargito oltre 25 mila euro in donazioni. Somma di fatto già superata nel corso di questa prima parte del 2020, visto che ha donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19.

La sede di Casarsa.

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In copertina, il presidente della cooperativa Mario Praturlon.

Le 233 Pro Loco Fvg in assemblea: un focus sull’impatto economico

Dopo il lockdown è tempo di rivedersi di persona, sempre alla giusta distanza e rispettando le disposizione anti-contagio: il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia recupererà pertanto, domani, 18 luglio, l’assemblea straordinaria inizialmente prevista a marzo nei giorni in cui iniziò l’emergenza Coronavirus. L’appuntamento per i presidenti delle 233 Pro Loco affiliate, o loro delegati, è alle 9.45 nell’area festeggiamenti della Pro Loco Tavagnacco, dove tradizionalmente si tiene la Sagra degli asparagi. Tra i punti all’ordine del giorno, l’approvazione del nuovo statuto del Comitato e del suo regolamento nonché l’attesa presentazione 1° rapporto nazionale “L’impatto delle Pro Loco sulla società e sull’economia italiana” realizzato dalla Cgia Mestre con il focus dedicato ai dati del Friuli Venezia Giulia.
“Un’analisi – spiega il presidente del Comitato, Valter Pezzarini – realizzata sui dati 2018 elaborati nel 2019, ovvero prima che esplodesse l’emergenza Covid-19, ma che rappresenta un fondamentale punto di partenza per provare a lanciare una nuova visione del nostro mondo che anche durante la fase acuta di questa primavera ha saputo dare, con i propri volontari e raccolte fondi per oltre 25 mila euro, un concreto aiuto alle proprie comunità. A inizio giugno, dopo un nostro questionario, 2 Pro Loco su 3 avevano pronosticato la rinuncia a organizzare sagre ed eventi: ora stiamo vedendo che in molte hanno ripensato i propri appuntamenti privilegiando le attività all’aria aperta, rispettando distanze personali e buoni comportamenti anti-virus, anche alla luce delle nuove interpretazioni delle linee guida per organizzare eventi sicuri. Sarà un’estate senza alcuni appuntamenti tradizionali, questo è vero, ma non sarà di certo un’estate vuota. A Tavagnacco ci sarà anche modo di confrontarsi su questo dopo tanto tempo che non ci vediamo di persona e di poter ringraziare la Regione e gli altri enti che ci sostengono e che saranno presenti con i loro rappresentanti istituzionali”.
Tra le prime anticipazioni che si possono fornire sul rapporto della Cgia di Mestre, c’è che il Friuli Venezia Giulia supera la percentuale nazionale di frequentazione da parte dei soci delle Pro Loco di corsi sulla sicurezza: 81% contro 61%, nonché sulla raccolta differenziata dei rifiuti, 100% contro 93%.

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In copertina, il presidente Valter Pezzarini. (Foto Petrussi)

Casarsa, Punto Verde per i bimbi della materna Jop di San Giovanni

A San Giovanni di Casarsa le famiglie non vengono lasciate sole: alla scuola materna “Monsignor Giacomo Jop” è stato organizzato, infatti, l’unico Punto Verde, per bambini nella fascia d’età dai 3 ai 6 anni, sul territorio comunale della Delizia. In accordo con le linee guida nazionali e le disposizioni regionali in materia di contenimento della diffusione del Covid-19, è quindi cominciato il campus estivo all’insegna dell’educazione all’aperto. Sono 25 i bambini iscritti che sono stati divisi in cinque gruppi. A ciascuno è stato destinato un insegnante specifico, per tutto il percorso tra giugno e luglio.

“Cerchiamo di valorizzare al massimo – fanno sapere le maestre della materna – il potenziale del nostro ampio giardino con giochi e attività all’aria aperta e punteremo sul sostegno della socializzazione tra pari”. Un tipo di attività che prosegue il progetto educativo avviato da alcuni anni nell’istituto sangiovannese dove si punta all’insegnamento del rispetto per la terra e alla scoperta della natura attraverso tutti i sensi.
“Grazie all’impegno e alla dedizione delle maestre e di tutto il consiglio direttivo – fanno sapere dalla scuola – siamo riusciti a dare una risposta ai genitori per il periodo estivo garantendo le attività per sei settimane: il Punto Verde, partito il 22 giugno, terminerà il 31 luglio. Inoltre, siamo riusciti anche ad accogliere le richieste specifiche dei genitori lavoratori che avevano necessità di portare i bambini a scuola la mattina presto. Una risposta importante per chi ha figli in età prescolastica”.
Al Punto Verde della Jop i bambini possono arrivare già alle 7.30 e si possono fermare fino alle 17. Gli ingressi e le uscite sono scaglionati e ogni mattina all’ingresso viene misurata la temperatura corporea. “Abbiamo suddiviso il giardino in aree – spiegano le maestre -, così ciascun gruppo di bambini può utilizzare ampi spazi in tutta sicurezza, garantendo loro libertà di movimento. Se possibile, cerchiamo anche di mangiare all’aperto, un’esperienza che ai bambini piace molto. Ringraziamo inoltre i volontari che pure quest’anno hanno scelto di accompagnarci in questo percorso con i nostri bambini: sono per noi un aiuto prezioso e importante”.

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In copertina e all’interno attività alla scuola materna di San Giovanni.

Cinque nuovi Bandi di Fondazione Carigo per welfare e scuola

La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, presieduta da Roberta Demartin, prosegue nella sua azione a favore del territorio potenziando l’attenzione ai giovani e alle fasce più deboli della popolazione. Proprio per questo scopo, sono stati attivati cinque nuovi Bandi – uno per il sostegno al “Welfare di comunità” e quattro per le attività scolastiche, educative e sportive rivolte a bambini e ragazzi -, oltre alla Sessione Erogativa Generale 2020 rivolta ai settori dell’Educazione e del Volontariato.
Dopo il Bando “Sostegno alle fragilità”, che ha dato supporto alle iniziative emergenziali dovute alla pandemia, con il Bando “welfare di comunità” (con scadenza il 24 luglio, alle 12), la Fondazione mette a disposizione del territorio ulteriori 100 mila euro per il sostegno a progetti di contrasto alla povertà, alle fragilità sociali o al disagio giovanile, di tutela dell’infanzia, di cura ed assistenza agli anziani e ai disabili, di inclusione socio lavorativa, di integrazione degli immigrati e per la dotazione di strumentazioni sanitarie. Verrà riservata particolare attenzione ai progetti rivolti agli anziani.

Sono invece 300 mila euro le risorse disponibili per i quattro Bandi dell’educazione, istruzione e formazione: sul fronte delle lingue straniere i Bandi “Comunico con il mondo” e “Spazio Scuola” (scadenza 15 settembre, ore 12) rivolti alle sole Istituzioni scolastiche; “Costruiamo il mio futuro” (scadenza 15 settembre, ore 12) è, invece, rivolto a progetti formativi ed educativi extrascolastici svolti da enti diversi dalle scuole, mentre “Sport e Gioco” (scadenza 31 agosto, ore 12) per le attività giovanili svolte da associazioni sportive dilettantistiche.
Nel dettaglio, il Bando “Comunico con il mondo” è riservato alle Istituzioni scolastiche, per il sostegno di progetti, da svolgersi nell’anno scolastico 2020/2021, anche durante il periodo estivo, inerenti lo studio, il potenziamento e l’ampliamento dell’offerta didattica in relazione alle lingue straniere. “Spazio Scuola” è sempre riservato alle Istituzioni scolastiche ed è volto al sostegno di progetti e attività integrative dell’offerta didattica finalizzate a sviluppare capacità, competenze trasversali, inclinazioni e potenzialità individuali e proporre esperienze didattiche e formative di educazione alla cittadinanza, educazione scientifica, educazione economica, educazione alla ricerca, educazione al corretto utilizzo delle tecnologie, educazione alla diversità e all’inclusione, educazione ambientale, educazione alla salute e ai corretti stili di vita, educazione alimentare, educazione stradale, educazione di genere, educazione al benessere, musica, arte, teatro e cinema.

Con il bando “Costruiamo il mio futuro”, riservato agli altri enti e associazioni locali diversi dalle Istituzioni scolastiche, si sostengono progetti e attività formativi ed educativi extrascolastici, rivolti alla fascia di età 6 – 19 anni da svolgere sia nelle scuole sia in altri contesti del territorio, per offrire nuove occasioni di socialità, di sviluppo di capacità, competenze e inclinazioni in relazione all’educazione scientifica, economica, ambientale, al corretto utilizzo delle tecnologie, stradale, teatrale, musicale e artistica in genere. Il Bando “Sport e Gioco” è rivolto alle Associazioni sportive dilettantistiche per il sostegno di attività sportive giovanili per ragazzi dai 4 ai 19 anni, con lo scopo di promuovere l’aggregazione giovanile sportiva quale momento educante e di integrazione sociale, incoraggiare la pratica sportiva tra i giovani e contribuire al benessere psico-fisico.
È rivolta invece all’attività ordinaria delle Associazioni e alle iniziative locali in tema di Educazione, Istruzione, Formazione e Volontariato, che non trovano giusta collocazione nei Bandi, la sessione erogativa generale, con scadenza il 31 agosto (ore 12).

Le richieste di contributo devono essere presentate esclusivamente attraverso il sito della Fondazione www.fondazionecarigo.it

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In copertina, la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin.