Addio a don Gianni Arduini prete degli “ultimi”: i funerali martedì a Nimis

di Giuseppe Longo

Fino a due anni fa aveva diretto la Casa dell’Immacolata, raccogliendo la non facile eredità di don Emilio De Roja che aveva creato l’importante struttura udinese, nel borgo di San Domenico, per aiutare tanti giovani in difficoltà. Gli “ultimi”, per dirla con padre Turoldo. Ma, prima di assumere questo gravoso incarico, aveva fatto il prete operaio nel “triangolo della sedia”, tra Manzano e San Giovanni al Natisone, dove lo ricordano ancora con affetto, come pure a Carlino, a ridosso della Laguna di Marano, dove aveva compiuto la prima esperienza sacerdotale. Questo era don Gianni Arduini – Giampietro sui registri anagrafici – spentosi ieri mattina all’ospedale di Cividale, dopo una malattia che da qualche tempo lo affliggeva. Avrebbe compiuto fra poco 78 anni, essendo nato nel 1942 a Nimis, paese che martedì lo riaccoglierà per dargli l’ultimo saluto, durante i funerali che saranno celebrati, alle cinque del pomeriggio, dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato. Era venuto alla luce a San Gervasio, proprio ai piedi della storica Pieve, nella quale è tradizione vengano officiate le esequie degli abitanti del borgo. Che, invece, in questa occasione si terranno nella comparrocchiale molto più ampia, il Duomo di Santo Stefano, per le comprensibili misure di sicurezza richieste dall’emergenza sanitaria.

All’uscita dalla Chiesa matrice con i genitori e monsignor Lovo.


Don Gianni, che ormai lascia soltanto la sorella Ada, essendo i genitori scomparsi da molti anni, nel 2016 aveva festeggiato il mezzo secolo di sacerdozio. Ricordo ancora, come fosse oggi, la solenne cerimonia di consacrazione avvenuta il 29 giugno 1966, ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo, nella Cattedrale di Udine dove gli impose le mani l’arcivescovo Giuseppe Zaffonato. Quindi la prima Messa, proprio nella Pieve di Nimis, nella quale erano da poco terminati gli studi archeologici abbinati a un’opera di generale restauro che ha riportato l’edificio alla sobrietà antica. Con monsignor Eugenio Lovo, a fianco del novello sacerdote c’erano altri due giovani presbiteri figli del paese pedemontano: monsignor Francesco Frezza, da poco arciprete di Tarcento, e don Luigino Bernardis, per tantissimi anni alla guida della parrocchia della Beata Vergine di Fatima, a Udine.
Il primo incarico, come detto, fu a Carlino nella Bassa friulana, ma dopo tre anni don Gianni Arduini venne trasferito a Manzano e quindi nella vicina San Giovanni, dove univa la missione spirituale soprattutto fra i giovani di quelle comunità a quella di lavoratore per essere più in sintonia con i problemi degli operai. E, alla morte di don De Roja, l’arcivescovo Pietro Brollo gli affidò la guida della Casa dell’Immacolata, dove spese intensi anni a favore proprio degli emarginati.

Infine, la festa nel vecchio Asilo.

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In copertina, la prima Messa di don Gianni nella Pieve: con lui monsignor Frezza e don Bernardis.

(Foto storiche di Bruno Fabretti)

Conto alla rovescia per la riapertura di Casa Zanussi

Conto alla rovescia per la riapertura al pubblico degli spazi e delle attività del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, nella storica sede di via Concordia 7: si parte, martedì 25 agosto, con il servizio mensa che tornerà operativo ogni settimana dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 14. Per chi sceglierà di usufruirne è garantita l’ottemperanza di tutte le norme di sicurezza e delle procedure di sanificazione. La scelta sarà ampia tra primi e secondi piatti, oltre a leggere e gustose proposte di piatti unici per le pause pranzo di fine estate, frutta fresca e dessert. La sala ristorante di 280 mq consente l’adeguato distanziamento delle postazioni, un ampio parcheggio gratuito è a disposizione dei clienti.

E da martedì 1 settembre riapriranno anche gli spazi che il Centro Culturale Casa Zanussi dedica allo studio individuale di studenti e interessati: novità sarà il possibile utilizzo in parte del giardino, con tavoli ombreggiati, posizionati fra le sculture che impreziosiscono gli spazi esterni del Centro. Tutte le postazioni saranno distanziate e verrà garantita l’attenta ottemperanza delle norme di sicurezza e delle procedure di sanificazione. A disposizione degli utenti wi-fi e ampio parcheggio gratuiti. Le postazioni per lo studio, riservate e numerate, potranno essere occupate dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 e anche il sabato mattina dalle 9 alle 12,30, con prenotazione obbligatoria presso info@centroculturapordenone.it – tel 0434 365387.

Prima ancora – a cura del Centro Iniziative Culturali Pordenone – da lunedì 24 agosto a venerdì 4 settembre, tornano ogni pomeriggio, dalle 15 alle 17, i laboratori per bambini e bambine dagli 8 ai 12 anni, ideati e condotti da Lisa Garau, atelierista di laboratori creativi ed esperta di percorsi didattici in ambito museale, insieme al Teatro delle Maestà. Prenderanno vita personaggi del passato rievocati attraverso ambientazioni e costumi: i laboratori stimoleranno linguaggi e recitazione, tecniche pittoriche e approfondimenti culturali, raccontando le affascinanti storie di patriarchi e imperatori, vescovi, dame e cavalieri. Ulteriore proposta laboratoriale sarà a cura di Marco Tonus, cartoonist e grafico: il suo Fumettiamo! dimostrerà come, a matita su un foglio bianco e con pochi segni, si possano materializzare incredibili personaggi, dare vita a storie sempre nuove. Anche in questo caso verrà garantita l’attenta ottemperanza delle norme di sicurezza e delle procedure di sanificazione.

Info CICP 0434 553205 cicp@centroculturapordenone.it

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In copertina e qui sopra ragazzi impegnati nelle attività a Casa Zanussi a Pordenone.

 

Coronavirus, Grado aiuta le famiglie in difficoltà: stanziati 220 mila euro

Grado aiuta le famiglie in difficoltà a causa di Coronavirus. L’amministrazione comunale si è, infatti, impegnata a sostenere la promozione del benessere dei propri concittadini attraverso azioni di prevenzione delle condizioni di fragilità e di disagio causate dall’emergenza pandemica. Oltre agli interventi già adottati in collaborazione con Protezione civile, Cri e Caritas, la giunta guidata dal sindaco Dario Raugna ha istituito a bilancio, come informa una nota, un fondo sociale ed ha approvato con delibera una prima serie di aiuti per un totale di 220 mila euro.

Dario Raugna

Le prime linee di intervento per le famiglie sono cinque:

1) Integrazione Carta famiglia rivolta ai nuclei con possesso di carta famiglia alla data del 1ottobre 2020, con Isee fino ad Euro 15.000.

2) Sostegno a situazioni di morosità per gli affitti nel periodo del lockdown (marzo-maggio). L’intervento afferisce ad aiuto fino a tre morosità (sia che si tratti di affitto privato che locazione in alloggi di edilizia popolare) fino a un valore massimo di 1.500 euro complessivi da riconoscersi al proprietario dell’immobile che si dovrà impegnare però a non effettuare un eventuale sfratto per i successivi 12 mesi. I beneficiari del fondo saranno i nuclei familiari che hanno avuto una riduzione del reddito a causa dell’emergenza Covid-19 almeno del 30% attraverso il confronto tra Isee ordinario/corrente e Isee 2019 e che inoltre non hanno ricevuto altri aiuti pubblici per la medesima finalità.

3) Sostegno a situazioni di incapienza nel pagamento delle utenze nel periodo del lockdown (marzo maggio) fino ad una spesa massima di 800 euro, rivolto a soggetti in difficoltà Isee ordinario/corrente fino a 12.000 euro e aventi un patrimonio disponibile nel mese precedente la domanda inferiore a 5.000 euro. I richiedenti non devono avere avuto altri aiuti pubblici per le medesime finalità nel periodo del lockdown.

4) Aiuti alle famiglie per la frequentazione di centri estivi, non già sostenute da altra agevolazione legata all’emergenza da covid-19 per la stessa tipologia di servizio (a titolo esemplificativo il Bonus babysitting, contributo regionale centri estivi). Il contributo consiste in 50 euro a settimana per ciascun bambino. Rivolto a soggetti in difficoltà in possesso di Carta famiglia, Isee fino ad Euro 15.000,00, patrimonio disponibile nel mese precedente inferiore a 5.000 euro.

5) Contributi alle famiglie per l’iscrizione dei figli a attività e corsi sportivi organizzati da associazioni e società sportive dilettantistiche, per l’a.s.2020/21 rivolti a famiglie con figli dai 6 ai 17 anni, in possesso di Carta famiglia con Isee fino ad Euro 15.000 e patrimonio disponibile al mese precedente la domanda inferiore ad Euro 5.000,00. Il contributo consiste in un voucher del valore di 200 euro per i nuclei famigliari fino a 2 figli. Nel caso il nucleo familiare sia costituito da tre figli e oltre, il valore del voucher sarà aumentato a 350 euro.

Per informazioni rivolgersi sul servizio Socio Assistenziale del Comune ai numeri 0431/896420-413-414 da lunedì a venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.00 o via mail all’indirizzo servizi.sociali@comunegrado.it

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In copertina, il municipio di Grado.

 

Accordo fra Regioni per la lingua friulana e i dialetti veneti

Friuli Venezia Giulia e Veneto stringono un’alleanza per la tutela e lo sviluppo delle lingue minoritarie e delle reciproche varietà linguistiche. È quanto stabiliscono due delibere approvate dalle rispettive Giunte con cui le due Regioni – come informa una nota Arc – hanno dato il via libera ad un “Accordo di collaborazione per la tutela e per lo sviluppo del patrimonio linguistico e culturale della componente friulanofona della Regione del Veneto e venetofona della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia”.
Presupposto dell’accordo – che attiva una collaborazione richiesta da anni dalle comunità locali – è l’uso della lingua friulana anche in aree circoscritte dei Comuni veneti di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro, ma anche – come riconosciuto nel 2006 dal Consiglio provinciale di Venezia – nei comuni di San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto e Cinto Caomaggiore. Allo stesso modo, in Friuli Venezia Giulia persiste l’uso di dialetti veneti che la Regione è tenuta a valorizzare in base alla Legge regionale 5/2010.

Con questo Accordo, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia si impegna ad estendere alcuni servizi erogati dall’Agenzia regionale per la Lingua Friulana (Arlef) anche agli organismi veneti riconosciuti, nonché a consentire l’accesso ai finanziamenti regionali per la promozione della cultura e della lingua friulana ai Comuni veneti interessati. La Regione Veneto, a sua volta, si impegna a promuovere il finanziamento di progetti a sostegno della lingua friulana con i fondi previsti dalla Legge regionale 73/1994 e a favorire le iniziative culturali volte all’approfondimento del friulano nell’area del portogruarese, anche con il coinvolgimento delle Università presenti nelle due regioni. L’accordo ha durata triennale ma potrà essere prorogato. L’Arlef è incaricata della gestione operativa dell’attività.

Nello specifico, le due Regioni potranno collaborare per sviluppare iniziative mirate alla piena attuazione delle leggi statali e regionali istituite per la tutela della lingua minoritaria, con particolare riferimento alla componente linguistica friulana presente nel territorio portogruarese del Veneto. Potranno inoltre favorire la cooperazione tra i soggetti firmatari per la salvaguardia del patrimonio linguistico e culturale della componente friulanofona in Veneto e venetofona in Friuli Venezia Giulia. Il friulano potrà essere proposto come attività integrativa nelle scuole dei Comuni interessati, così da promuoverne la conoscenza e l’uso della sua grafia ufficiale. Infine, le due Regioni potranno supportare le amministrazioni locali, gli enti, le società pubbliche e le associazioni di categoria nell’attuare progetti per la promozione della lingua minoritaria, il recupero del patrimonio lessicale desueto e la pratica del polilinguismo. Allo stesso tempo, la Regione Veneto si impegna a sviluppare, di concerto con il Friuli Venezia Giulia e con il coinvolgimento delle amministrazioni locali, iniziative di sostegno delle minoranze linguistiche, della storia e della cultura veneta nel territorio friulano, anche mediante l’attuazione di progetti statali e comunitari.

 

Ambiente, torna il Premio Vivere a Spreco Zero che punta sulla scuola

Ripartire dalla scuola per lo sviluppo sostenibile: torna il premio Vivere a #sprecozero con due riconoscimenti speciali per i “maestri innovatori” in tempo di lockdown, annunciati in occasione della presentazione del bando 2020: vanno alla Onlus Maestri di Strada, da oltre 20 anni in frontline nei quartieri degradati di Napoli e artefice di progetti per l’educazione alimentare di studenti e famiglie; e alla maestra Francesca Sivieri, che aveva organizzato iniziative di lettura per gli studenti nelle opportune sedi “open air” di Prato a fine lockdown, restituendo centralità e stimoli ai più piccoli. Ai progetti di sostenibilita’ e di educazione alimentare messi in campo da Maestri di Strada e dall’istituto scolastico della maestra Francesca andranno due borse di studio erogate dall’artista Veronica Pivetti, la “Prof” più nota e amata della tv italiana, ambasciatrice di buone pratiche 2020.

Francesca Sivieri…

… e i Maestri di Strada.

Parte, dunque, l’edizione 2020 del Premio Vivere a #sprecozero promosso con il Ministero dell’Ambiente dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market: la presentazione nella sede Anci, a Roma, presenti il segretario generale Veronica Nicotra e il delegato Energia e rifiuti Ivan Stomeo, con il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Morassut, il fondatore Spreco Zero Andrea Segrè, il curatore del Premio Luca Falasconi. Fino al 15 settembre spazio a enti pubblici, scuole, imprese, cittadini e associazioni per candidare i loro progetti e le buone pratiche di ogni giorno, anche solo con un tweet. Dieci le categorie in campo, dalla biodiversità – priorità tematica scelta dalle Nazioni Unite – alla Dieta mediterranea, dalla prevenzione sprechi nell’ortofrutta alla nuova categoria “Pagine di sostenibilità”, dedicata ai saggi pubblicati nell’ultimo anno sul tema delle buone pratiche di economia circolare. Dettagli e indicazioni per la propria candidatura sul sito sprecozero.it
«Proprio dalle scuole deve partire la rigenerazione culturale in tema di ambiente e sviluppo sostenibile – ha spiegato il triestino Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero -. Sette italiani su 10 chiedono l’educazione ambientale dai banchi di scuola, e con l’introduzione dell’educazione civica nei programmi noi chiederemo 7 ore da non sprecare: una al mese, per fare educazione alimentare in classe e formare cittadini capaci di rapportarsi al cibo e alla sua fruizione». Intanto, il 68% degli italiani si dichiara molto piu’ sensibile oggi, che 10 anni fa, rispetto ai temi ambientali, e il 57% dichiara di aver imparato proprio dai dati sullo spreco a gestire meglio il cibo (fonte Oss. Waste Watcher 2020).

Veronica Pivetti

«È molto importante sostenere le buone pratiche su ambiente e consumo sostenibile e questo premio è un’occasione per sensibilizzarle – ha dichiarato il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut, di origini friulane -. Lo spreco alimentare è una questione etica, sociale, economica ed ambientale che va affrontata con progetti di networking concreti e che si inserisce nei grandi temi della sostenibilità e della circolarità delle risorse, che ci vede in prima linea come Governo e come Ministero dell’Ambiente. Per raggiungere gli obiettivi 2030 dettati all’Agenda Onu, in particolare il 12 e 13 che sono legati al cibo e prevenzione dello spreco e ai cambiamenti climatici, dobbiamo puntare al coinvolgimento di tutta la collettività, dagli enti pubblici alle imprese, alle scuole, con la definizione di obiettivi mirati e misurabili in termini di riduzione emissioni e diminuzione di impatto ambientale».

Il Premio Vivere a #sprecozero, con il patrocinio del World Food Programme, è sostenuto dai reference partners ENI e Federcasse – Emil Banca, in collaborazione con Alce Nero, Conapi Mielizia, Conad, Camst, Hera, Natura Nuova, Assomela, Whirlpool, Unitec, Gio’Style.

Info e bando Premio Vivere a spreco zero 2020: sprecozero.it
e-mail: sprecozero@lastminutemarket.it

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In copertina, il professor Andrea Segrè alla presentazione del Premio.

Sul parco paleontologico di Duino gli occhi degli scienziati di tutto il mondo

In settembre il parco paleontologico del Villaggio del Pescatore sarà al centro dell’attenzione scientifica mondiale per una possibile nuova scoperta. Affioramenti nella roccia, infatti, fanno ragionevolmente pensare a un promettente ulteriore rinvenimento, dopo quelli dei dinosauri “Antonio” e “Bruno”. Le importanti scoperte degli ultimi anni e le operazioni in corso per il recupero dei nuovi reperti saranno raccontate in un documentario che sarà girato proprio alla Cava del Villaggio dopo l’estate. E’ quanto ha reso noto il geologo e coordinatore delle attività del sito, Flavio Bacchia, all’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, durante una visita, compiuta da Regione Fvg e Comune di Duino Aurisina, che ha toccato alcuni luoghi di significativa attrattività artistica e scientifica del territorio municipale.

Sergio Emidio Bini


Tra questi, il sito del Villaggio del Pescatore – recentemente oggetto, come informa Arc, di un finanziamento regionale di 1 milione e 500 mila euro dell’assessorato alla Cultura per consentire l’esproprio e la valorizzazione dell’area – che ha alte potenzialità di attrazione di visitatori, ma necessita di un piano di sviluppo pubblico-privato mirato alla sostenibilità. A migliorare intanto l’accessibilità per il pubblico al sito – un rarissimo ambiente per la conservazione dei resti fossili – gioverà di certo la nuova strada, i cui lavori potrebbero iniziare il prossimo anno. Oltre infatti ai 450mila euro di finanziamenti europei, sono già stati spesi i 47mila euro di fondi 2019 della Regione e potranno essere anticipati i 400mila euro resi disponibili per il 2022 dalla Regione quest’anno dall’assessorato alle Autonomie locali. Con un investimento relativamente modesto sul sito, ha assicurato Bacchia all’amministrazione comunale e regionale, sarebbe possibile puntare a 30mila visitatori l’anno.

L’assessore si è poi recato in visita al “Minimuseo delle genti attorno al Timavo”, lo spazio temporaneo aperto 15 anni fa, curato dall’associazione speleologica “Flondar” e visitato da oltre 7 mila persone all’anno. Rinaldo Stradi, presidente del gruppo formato da una trentina di volontari che si occupano anche di numerose visite guidate, ha illustrato alla Regione la storia dei ritrovamenti effettuati dagli speleologi nelle grotte carsiche e l’evoluzione etnografica del Villaggio del Pescatore.
La terza tappa è stata la Chiesa di San Giovanni in Tuba con le foci del Timavo, area crocevia di storia, religione, cultura e oggi anche di appassionati di sport e natura: da qui infatti partono le visite che possono accontentare appassionati dei sentieri della Grande Guerra, dell’antica Via Flavia e delle piste ciclabili, oggetto di espansione di concerto con il Comune di Trieste attraverso la progettazione “Biciplan”.
Anche se quest’anno il turismo estero a causa del Coronavirus ovviamente è in contrazione, l’area resta a forte attrattività – forte di 130 mila presenze l’anno medie – e con numerosi progetti di valorizzazione.

Il piano di sviluppo di animazione turistica del territorio è stato presentato alle realtà territoriali alla fine dello scorso anno, hanno sottolineato il sindaco e l’assessore Bini, presentando i cinque segmenti principali del progetto: Walking running bike; Mare & sailing; Duino Aurisina città dei sapori (che ha già ricevuto dall’assessorato al Turismo 5mila euro); Tra natura storia e leggenda (4mila euro finanziati da Regione Fvg su primo bando 2020); Carso& Cavalli.
Il progetto è stato ideato in coerenza con il piano strategico regionale 2018 – 2023 ed è stato condiviso con gli operatori turistici, i produttori locali e le associazioni sportive e culturali che operano sul territorio attraverso la Conferenza comunale del turismo, con la quale il Comune di Duino Aurisina intende consolidare la rete di collaborazioni tra pubblico e privato.
Da parte della Regione è stato confermato come l’area abbia potenzialità di sviluppo turistico eccellenti e come l’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia consideri strategico valorizzare ulteriormente le bellezze del territorio che per la sua posizione si pone come porta d’ingresso a Trieste.
La Regione, infine, ha considerato positivo lo sviluppo di attività di animazione durante tutto l’anno per incrementare il movimento turistico ed estendere la stagione anche oltre il periodo estivo effettuando un’adeguata campagna promozionale ed implementando l’offerta di eventi già consolidati sul territorio.

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In copertina, il geologo e coordinatore delle attività del sito, Flavio Bacchia, con i resti del dinosauro Bruno; qui sopra, una suggestiva immagine di Duino.

Nuove norme per le grandi derivazioni idroelettriche Fvg

Nuove gare di evidenza pubblica per la concessione ad uso idroelettrico, un nuovo regime giuridico di alcuni beni che passano al demanio idrico regionale, contenuti contrattuali minimi a garanzia del rispetto dell’ambiente e dell’equilibrio occupazionale, obbligo di fornitura gratuita di energia elettrica alla Regione. Sono alcuni dei principali contenuti del disegno di legge che la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato in via preliminare su proposta dell’assessore alla Difesa dell’ambiente, all’energia e sviluppo sostenibile, per disciplinare la procedura di assegnazione delle concessioni di “grandi derivazioni” d’acqua a uso idroelettrico.

La Regione – come informa una nota Arc – è chiamata a legiferare in materia in forza del decreto “Semplificazioni” del 2018 che ha demandato agli Enti regionali la definizione delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni che devono avvenire in regime di libera concorrenza, mediante procedure competitive ad evidenza pubblica. La legge regionale dovrà essere approvata – come stabilisce la norma nazionale – entro ottobre, mentre le procedure di assegnazione delle concessioni scadute alla data di entrata in vigore della legge o entro il 31 luglio 2024 dovranno essere indette entro due anni dall’entrata in vigore della norma. Si tratta delle concessioni che eccedono i 3mila kW di potenza nominale media annua e che in Friuli Venezia Giulia riguardano, in prima battuta, cinque impianti, tutti siti nella Destra Tagliamento e che attualmente sono in concessione a Edison Spa: l’impianto di Meduno, che insiste sul corso d’acqua Meduna, con potenza circa 7,1 MW (concessione scaduta nel 2010); gli impianti di Valina e Chievolis, situati nel Comune di Tramonti di Sopra, interessanti i corsi d’acqua Meduna e Silisia, potenza circa 12,1 MW (concessione unica che scadrà il 13 luglio 2021); gli impianti di Colle e Istrago, situato nel Comune di Spilimbergo, che interessa il corso d’acqua Meduna, potenza circa 8,5 MW (la concessione scadrà il 30 giugno 2024).

La centrale idroelettrica di Colle.

Il ddl – coerentemente con il quadro normativo nazionale – stabilisce un nuovo regime giuridico dei beni. Le cosiddette “opere bagnate” (opere di raccolta, regolazione, derivazione, i canali adduttori, le condotte forzate e i canali di scarico) passano in proprietà alla Regione Fvg, entrando a far parte del demanio idrico regionale, senza la corresponsione di alcun compenso a favore del concessionario uscente; le “opere asciutte” (edifici, macchinari, impianti per l’utilizzazione, trasformazione e distribuzione dell’energia prodotta) possono essere acquisite in proprietà dalla Regione stessa (corrispondendo un prezzo agli aventi diritto) se ritenute funzionali rispetto alle “opere bagnate”. In alternativa, la proprietà di tali beni può essere acquisita dal concessionario subentrante, qualora li ritenga funzionali al proprio progetto.
Il testo normativo definisce anche le fasi della procedura unica di assegnazione, dalla indizione all’emissione del provvedimento di concessione, nonché i tempi della stessa e fissa i contenuti del bando e i criteri di valutazione. L’ammissibilità dei progetti di derivazione d’acqua è subordinata alla presenza di alcuni contenuti minimi, che verranno poi dettagliati in sede di gara, e che riguardano aspetti quali sicurezza delle persone e del territorio, sostenibilità ambientale, clausole sociali per la stabilità occupazionale, miglioramenti energetici, misure di compensazione ambientale, territoriale e paesaggistica.

Un articolo del ddl prevede che tutti i concessionari siano obbligati a fornire annualmente, a titolo gratuito, energia elettrica alla Regione Fvg (in ragione di 220kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione) da destinare, almeno per il 50 per cento, ai servizi pubblici e alle categorie di utenti dei territori interessati dalla derivazione. Un altro aspetto rilevante riguarda la possibilità che la Giunta regionale, nell’indire la procedura di assegnazione di una grande derivazione, scelga, fra le tre forme possibili di affidamento, quella che affida la concessione ad una società a capitale misto pubblico privato. Dopo l’approvazione della legge, la stessa sarà completata da due regolamenti: uno per la definizione della disciplina di dettaglio della procedura unica di assegnazione (entro 12 mesi dall’approvazione della norma), l’altro per fissare i canoni di concessione (entro 180 giorni dall’approvazione della legge regionale). Infine, entro 90 giorni, la Giunta regionale dovrà deliberare le tipologie di servizi pubblici e le categorie di utenti che potranno beneficiare della fornitura gratuita di energia, i criteri di riparto di tale fornitura, sentiti i Comuni interessati, e la possibilità, in alternativa alla cessione gratuita dell’energia, di procedere in tutto o in parte alla sua monetizzazione.

Il torrente Meduna.

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In copertina, visita agli impianti idroelettrici di Meduno.

Successo a Casarsa per i punti verdi dedicati ai ragazzi

A Casarsa della Delizia si sono conclusi i centri estivi promossi dal Comune. Una sfida portata a termine con successo e che ha garantito ad un numero davvero consistente, pari a 170 bambini e adolescenti, di ritrovarsi di nuovo insieme. Sei settimane di svago, gioco e divertimento nei tre diversi centri allestiti sul territorio, due affidati in gestione alla Cooperativa Sociale Il Piccolo Principe ed uno all’associazione Estate Ragazzi.
“Una grande lavoro di co-progettazione – spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Claudia Tomba – con gli enti e le associazioni, oltre che all’interno dell’amministrazione, con la positiva sinergia degli assessorati alle Politiche Giovanili con Ilaria Peloi, lo sport Tiziana Orleni, Cultura e Istruzione Fabio Cristante. Tutti fermamente convinti della necessità, nonostante le difficoltà, di sostenere bambini e famiglie. Una macchina che ha funzionato bene, in un periodo non facile e complicato da adempimenti burocratici e gestioni straordinarie dei servizi. Organizzazione che ha richiesto un lavoro intenso e per il quale ci sentiamo di ringraziare per l’impegno e la dedizione gli uffici comunali e segnatamente Ilaria Colorio e Michele Putignano”.


Anche dal punto di vista economico e di risorse è stato un investimento particolarmente importante frutto di una scelta ritenuta dall’Amministrazione civica imprescindibile: garantire l’offerta al maggior numero di utenti possibili senza gravare sulle famiglie. “È così – aggiunge l’assessore Tomba – è stato perché, pur con costi di gestione praticamente raddoppiati, le quote di iscrizione sono rimaste quelle degli scorsi anni. Un segnale di favore non scontato che conferma ancora una volta la concreta attenzione al sociale dell’Amministrazione di Casarsa. Dal punto di vista dell’offerta, le collaborazioni del Piccolo Principe e all’Estate Ragazzi con associazioni locali e anche alcune di fuori comune hanno permesso di colorare le ore trascorse insieme con attività varie, davvero originali ed apprezzate”.
Un prezioso sostegno è giunto dai volontari della Croce Rossa sezione Casarsa della Delizia, Avis, Tennis Club Casarsa, Libertas Casarsa, Arcieri La Fenice, associazione Laluna, Agesci Casarsa San Giovanni, gruppo Country Casarsa, associazione Ali nella notte di Forgaria, associazione Famigliamo, rappresentanti dei genitori. Senza dimenticare gli animatori e la disponibilità di don Giancarlo Pitton per la concessione degli spazi parrocchiali di San Giovanni.
Conclude Claudia Tomba: “Davvero molte persone a cui esprimere sincera gratitudine. Una risposta efficace che nella partecipazione fattiva di tutti indica la strada da seguire nei momenti di maggiore difficoltà, rinsaldandoci nella speranza che è ora necessaria per ripartire”.

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In copertina, due immagini dei centri estivi allestiti a Casarsa.

Agosto, ma si riparla di presepi: al via il corso sospeso per il virus

Si riparla già di presepi, anche se questi sono i giorni ferragostani e Natale sembra ancora lontano. Ma alla grande festa cristiana mancano una ventina di settimane. Dopo lo stop imposto dal lockdown per il Coronavirus riprendono, infatti, i corsi sulle tecniche presepistiche a Villa Manin, vero e proprio polo regionale dell’arte di creare Natività: il 22, 23 e 29 agosto partirà il 1° corso di costruzione di un ulivo da inserire nel proprio presepe. Le lezioni, a cura del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia, con la collaborazione del gruppo Presepisti Udinesi e della Pro Loco Passariano, nonché con il prezioso sostegno di Fondazione Friuli, saranno tenute dal maestro Claudio De Lucchi, membro del gruppo Presepisti Friulani.

“Siamo davvero felici di poter riprendere con i corsi sulle tecniche presepistiche – ha detto il presidente delle Pro loco regionali, Valter Pezzarini – che purtroppo avevamo dovuto rimandare a causa dell’emergenza sanitaria. Riprendere ora ci pare anche un augurio di rinascita, perché il presepe nè è proprio uno dei simboli: un buon auspicio per il futuro. Ancora una volta ribadiamo quanto riteniamo importante tramandare le tradizioni, come quella bellissima del presepe. Il nostro grazie va anche alla Fondazione Friuli e al presidente Giuseppe Morandini per essere ancora una volta al nostro fianco in un’iniziativa così importante”.
Le lezioni si terranno appunto a Villa Manin, nella sede della Pro Loco di Passariano, in via Quarnic nell’area parcheggi ovest. Il corso è gratuito e, così come i successivi, si terrà nel rispetto delle normative vigenti di contenimento del contagio da Covid-19. Per questo si prevede un numero limitato di partecipanti, per permettere un’adeguata organizzazione degli spazi.
La tre giorni sarà una vera e propria full immersion, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, nelle tecniche di vegetazione presepistica: l’udinesse Claudio De Lucchi insegnerà le tecniche base di lavorazione professionale del timo e l’utilizzo della teloxis aristata per riprodurre gli elementi vegetali di un presepe, nello specifico un ulivo.
I corsi proseguiranno poi a settembre con il recupero della 2ª edizione del Corso base di tecnica presepistica (rimandato proprio a causa del lockdown) e continueranno a ottobre e novembre con la 3ª edizione del Corso base di tecnica presepistica.

Info: telefonare al numero 0432.900908 oppure scrivere una email a eventi@prolocoregionefvg.it

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In copertina, uno dei presepi tradizionali realizzati dal maestro De Lucchi in una foto di Diego Petrussi.

 

Carnia, a due anni dalla tempesta Vaia il punto sui lavori

A due anni dalla tempesta Vaia in Carnia, i cantieri avviati nel 2019 a Forni di Sopra e Forni di Sotto, grazie all’alleanza fra amministrazione regionale, Protezione civile del Fvg e Comuni, mostrano una buona percentuale di avanzamento dello stato dei lavori in un territorio pronto a ripartire. È la sintesi del messaggio lanciato dal vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, dopo aver effettuato alcuni sopralluoghi a Forni di Sopra e a Forni di Sotto nei siti interessati dagli interventi di Protezione civile a seguito dell’alluvione. Si tratta di opere di messa in sicurezza di specifici punti critici del territorio, dalla viabilità ai corsi d’acqua fino agli edifici, per oltre 8 milioni di euro (2019) a cui si aggiungono altri 5 milioni di euro per il 2020.
Il vicegovernatore ha rimarcato la forte alleanza con il sistema dei Comuni che oggi consente ai cittadini e ai turisti di ritornare ad usufruire di questi paesaggi naturali, ma anche di far ripartire l’economia mettendo in moto di nuovo imprese e professionisti locali, segno tangibile di un ritorno alla normalità dopo i mesi di isolamento forzato. In questo senso, il ruolo della Protezione Civile – si sottolinea in una nota Arc – sarà rilevante grazie ai tanti lavori avviati per i quali sono stati stanziati centinaia di milioni di euro.

Riccardo Riccardi

Fra i cantieri visitati dall’esponente della Giunta Fedriga, che è stato accompagnato nell’itinerario dai sindaci dei due Comuni e dal direttore generale con i tecnici della Protezione civile, quello sul rio Auza a Forni di Sotto, dove sono state realizzate opere di sistemazione idraulica (170 mila euro) e dove sono previsti altri 4 interventi nel 2020 fra i quali la messa in sicurezza del rio Verde (2milioni e 700mila). Sempre a Forni di Sotto, il vicegovernatore ha potuto vedere l’intervento sulla strada d’accesso all’acquedotto che verrà completata entro il prossimo ottobre. Il sopralluogo ha dato conto anche dei lavori che si stanno concludendo, fra Forni di Sopra e Forni di Sotto, inerenti la mitigazione del rischio idraulico del bacino del fiume Tagliamento (970.047,17 euro) che interessa un’area di 1.250.000 metri quadrati.

E’ seguita la visita al cantiere lungo il tratto del torrente Agozza a monte del ponte sulla strada statale 52. L’intervento prevede il rifacimento della tubazione e la sistemazione della briglia sul torrente (308.825,34 euro). Sempre a Forni di Sopra sono stati visionati i lavori di sistemazione idraulica dell’alveo del rio Fontanon (143.631,51 euro) e gli interventi sull’edificio che ospita la scuola di sci con il rifacimento del portone di ingresso e delle finestre, il rispristino delle apparecchiature elettriche danneggiate oltre che la sostituzione dello scambiatore di calore e la tinteggiatura esterna e interna (16.446,49 euro). In località Cella si è provveduto, invece, a rimuovere la copertura del capannone comunale ad uso artigianale (200mila euro) mentre a Nuoitas si sono realizzate delle opere per la messa in sicurezza del Tagliamento e per la difesa degli edifici e della viabilità comunale (2.480.043,72 euro).
Sono seguiti i sopralluoghi ai cantieri per la messa in sicurezza del transito lungo la strada comunale per il rifugio Giaf (314.480,52 euro) e del Rio Calda, dove è stata già realizzata la protezione di un tratto dell’argine destro, mentre sono previste le scogliere a protezione delle sponde e delle pile del ponte. Nei pressi della confluenza con il rio Salis è previsto il ripristino di una strada forestale e di un guado di attraversamento del corso principale. Vicino alle abitazioni sono state ripristinate le sponde e la strada esistente.

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In copertina, un bosco devastato dalla tempesta Vaia nel 2018.