Alzheimer, oggi la Giornata europea dedicata ai familiari dei malati

Eurocarers, il network europeo delle Associazioni che lavorano per e con i caregiver familiari di cui fa parte, assieme ad altre tre eccellenze italiane, anche Casa Viola – la struttura di sostegno ai “curacari, in particolare a chi si prende cura dei malati di Alzheimer, creata 4 anni fa dall’Associazione De Banfield di Trieste -, ha indetto per oggi 6 ottobre la Prima Giornata Europea del Caregiver Familiare allo scopo di dare visibilità e riconoscimento alle persone che si occupano di parenti con disabilità o malattie invalidanti. È ufficiale che l’80% dell’assistenza a queste persone è fornita dai familiari: nessun sistema socio-sanitario potrebbe resistere a lungo senza il loro essenziale contributo. In Italia si contano più di 4 milioni di caregiver familiari, pari al 7% della popolazione, ma stime non ufficiali ne arrivano a contare fino a 16 milioni (il 27% della popolazione). Come più volte evidenziato a gran voce dalla De Banfield, non c’è ancora una forma condivisa di riconoscimento e di supporto per questo contributo, che meriterebbe di essere riconosciuto con la tutela e il sostegno di una legge nazionale sul modello di leggi regionali già approvate in alcune regioni italiane, ma non ancora in Friuli Venezia Giulia.
In occasione della Giornata europea del Caregiver, Eurocarers ha attivato un’iniziativa, sottoscritta anche da Casa Viola, nei confronti degli europarlamentari con l’invio di una lettera che li invita ufficialmente a farsi portatori delle esigenze dei caregiver. Per sostenere attivamente la ricerca sui bisogni dei “curacari”, inoltre, il centro triestino supporta anche il progetto di ricerca internazionale Entwine, che prevede la somministrazione online di un questionario finalizzato alla comprensione delle esperienze dei caregiver familiari e dei loro assistiti in Italia, Regno Unito, Israele, Paesi Bassi, Svezia, Grecia, Irlanda, Germania e Polonia. Proprio Casa Viola è stata in questi anni protagonista di una ricerca – una delle più imponenti sull’argomento a livello nazionale – per tracciare il profilo dei caregiver e le loro necessità. Prendersi cura di persone con malattia di Alzheimer e anziani affetti da demenza implica, infatti, la gestione di dinamiche complesse: è fonte di elevato stress e disagio psicologico, procura ansia, depressione, deterioramento della salute e isolamento sociale. Esaminando i dati – in questi anni di attività, sono passate da CasaViola più di 650 persone – si è ottenuta una rappresentazione del profilo “tipo” del caregiver che è soprattutto donna over50, con uno stretto grado di parentela (figlia o moglie). Scopo della ricerca, è quella di monitorare la salute dei caregiver, individuando soluzioni che rendano meno difficile prendersi cura della persona con demenza.
L’epidemia di Covid-19 non solo ha aggravato le sfide che i caregiver familiari devono affrontare normalmente, ma sta anche evidenziando la natura essenziale dell’assistenza da loro fornita, poiché milioni di persone in Italia e in tutta Europa sono diventate caregiver familiari dei propri cari negli ultimi mesi. Le misure di confinamento messe in atto con lo scopo di contenere i contagi hanno ulteriormente esacerbato il loro isolamento, hanno causato disagio e creato situazioni familiari difficili. Queste misure continueranno ad avere un impatto sui caregiver familiari e sulle loro famiglie maggiore che sulla popolazione in generale.

Porte aperte al museo

Il Museo apre le porte alle persone affette da Alzeheimer e ai loro caregiver: è questo il proposito della nuova iniziativa al centro del progetto “Memorabili Armonie” che l’Associazione De Banfield mette in campo in collaborazione con il Comune di Trieste e il Rotary Club Trieste Nord. Alle numerose attività di supporto alle persone affette da questa patologia – che solo a Trieste affligge circa 6mila persone, numero che sale quasi a 20mila guardando all’intera regione – la De Banfield affianca adesso un nuovo progetto nel segno dell’inclusione, per rendere la comunità cittadina sempre più capace di comprendere le difficoltà delle persone con demenza, restituire loro dignità e autonomia, diminuire la paura e lo stigma sociale che il decadimento cognitivo porta con sé. Obiettivo dell’Associazione De Banfield è l’inserimento di Trieste nella rete delle comunità amiche delle persone con demenza per rendere la città, con i suoi spazi, le sue iniziative e le sue relazioni sociali, pienamente fruibile per le persone con decadimento cognitivo evitando qualsiasi forma di isolamento. Il progetto è stato illustrato il 30 settembre – giornata che concludeva il mese “dedicato a chi dimentica” – dal presidente dell’Associazione De Banfield Emilio Terpin e dalla vicepresidente Maria Teresa Squarcina, dall’assessore alla Cultura Giorgio Rossi, dall’assessore al Sociale Carlo Grilli, dalla presidente del Rotary Trieste Nord Fedra Florit, dalla direttrice del Servizio Musei e Biblioteche Laura Carlini Fanfogna e dal Conservatore del Museo Schmidl, Stefano Bianchi.
Proprio da questi presupposti nasce il progetto “Memorabili armonie” che coinvolge il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste: dopo una prima fase di formazione del personale e di alcuni piccoli adeguamenti della struttura, verranno organizzate una serie di visite al Museo Teatrale dedicate a piccoli gruppi di persone con Alzheimer a cui si offrirà un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Nel merito, la prima fase di avvio prevede l’allestimento all’interno del museo di un’area di accoglienza priva di barriere cognitive studiata per rendere la rassicurante la permanenza. Al personale del museo sarà garantita una formazione per avere un approccio corretto con il malato di Alzheimer e il suo caregiver, dove riceverà indicazioni sulle modalità di comunicazione più efficace nel caso di persone con demenza, con la possibilità di metterle in pratica attraverso brevi esercitazioni. Nella fase successiva si organizzeranno cinque visite al Museo Teatrale a cui parteciperanno ogni volta non più di 4 persone con Alzheimer accompagnate dai loro caregiver. I partecipanti verranno guidati alla visita del museo da un educatore e da un musicoterapeuta. Attraverso l’osservazione di oggetti scelti e un accompagnamento musicale verrà favorita un’esperienza multisensoriale, con l’obiettivo di sollecitare emozioni e stimolare la reminiscenza. Il progetto vuole sottolineare l’importanza della musicoterapia come tecnica utile a migliorare le attività funzionali e a ridurre i disturbi del comportamento nel malato di Alzheimer o di altre forme di decadimento cognitivo. I caregiver avranno la possibilità di seguire la visita o ritrovarsi in un luogo separato con uno psicologo per confrontarsi sulle problematiche legate al loro ruolo in un’ottica di mutuo aiuto.
Il progetto si inserisce in un modello di intervento sociale che vuole essere uno strumento attivo di benessere sia per la persona con demenza che per la sua famiglia. In questo modo si offre un importante stimolo alle persone affette da demenza attraverso le emozioni suscitate dall’arte e si permette loro di partecipare attivamente alla vita sociale e culturale della comunità evitandone l’isolamento. Allo stesso tempo, i caregiver grazie a questa attività possono utilizzare al meglio le risorse personali e comunitarie nell’affrontare una situazione complessa. Non ultimo la collettività intera è sensibilizzata ad espandere la consapevolezza delle problematiche associate alla demenza. Il progetto si propone di coinvolgere circa 40 beneficiari, tra le persone con demenza e le loro famiglie, anche se l’auspicio è che la comunità intera risenta positivamente di un’iniziativa che promuove l’inclusione e la conoscenza attraverso la cultura.

Quella panchina viola

Piccolo e delicato, il fiore comunemente chiamato “non ti scordar di me” è divenuto il simbolo, con il suo colore viola, della malattia di Alzheimer. E proprio questo è il colore che in settembre è stato il simbolo in tutto il mondo di “chi dimentica”, il mese dell’Alzheimer che è culminato il 21 settembre nella “Giornata mondiale dell’Alzheimer”, nata per sensibilizzare tutta la popolazione su una patologia che solo in Italia colpisce circa seicentomila persone, mentre un milione sono quelle che soffrono di demenza, con un dato di circa 6mila persone a Trieste e tra le 15 e le 20mila in Friuli Venezia Giulia. I numeri crescono rapidamente e il mondo scientifico è ancora alla ricerca di una cura risolutiva. Attorno alle persone con demenza, almeno altri tre milioni di familiari, operatori sanitari, assistenti sono impegnati nel compito difficile del prendersi cura.
Impegnata da oltre trent’anni sul fronte delle demenze e dell’Alzheimer, l’Associazione De Banfield onlus è al fianco delle famiglie con progetti specifici di sostegno: prestito di ausili sanitari, assistenza domiciliare, programmi di mobilizzazione, attività a supporto dei caregiver. Proprio in coincidenza con la Giornata mondiale dell’Alzheimer, la onlus triestina ha presentato un’iniziativa del tutto inedita, tanto a livello regionale che nazionale, realizzata con il patrocinio del Comune di Trieste: la consegna alla città della prima panchina colorata di viola. Si tratta di una delle panchine dell’inizio di Viale XX settembre, davanti alla fontana del Giano bifronte, un gesto semplice ma “indelebile”, che una vuole offrire il segno tangibile di una comunità che vuole essere amica delle persone con demenza, per ridare loro dignità, combattere i pregiudizi e affiancare chi se e prende cura.
Le attività che l’Associazione De Banfield ha messo in atto per il mese di settembre sono state suggellate anche dalla presentazione del libro di racconti “La nonna sul pianeta blu” nato dalla prima edizione dell’omonimo concorso letterario, unico nel suo genere a livello nazionale, che ha attirato oltre 140 partecipanti da tutta Italia. Racconti commoventi e toccanti, tante storie e testimonianze che hanno fatto emergere il mondo sommerso di chi è vicino a una persona affetta da Alzheimer. La giuria presieduta dalla filosofa e scrittrice Michela Marzano aveva selezionato i 20 migliori racconti – cinque da Trieste e regione – raccolti adesso in questa pubblicazione. La presentazione ufficiale del libro è avvenuta durante un incontro in cui la stessa Marzano ha dialogato in video da Parigi con il direttore del quotidiano Il Piccolo Enrico Grazioli, anch’egli membro della giuria. La presentazione, introdotta dal presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano, ha fornito anche l’occasione per aprire ufficialmente il bando per la seconda edizione del Concorso che chiuderà i termini a gennaio 2021.

Future Forum oggi al via su Telefriuli: obiettivo Covid-19 e Via della Seta

Nuovi mercati e rotte commerciali saranno al centro della prima puntata, oggi 5 ottobre, alle 20.40, del Future Forum 2020, il progetto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine che quest’anno “si trasferisce” in tv, sul giornale e i social. Dieci puntate, da lunedì a venerdì per due settimane, da circa 15 minuti, andranno in onda su Telefriuli, con approfondimenti sul Messaggero Veneto, i due media che collaborano all’edizione. “Andremo così noi nelle case dei cittadini, una formula che avevamo già immaginato prima del Covid e che oggi ha confermato la sua validità – commenta il presidente camerale, Giovanni Da Pozzo -. Con queste puntate andremo ad approfondire il futuro di diverse tematiche, ovviamente non potendo prescindere da come e quanto il futuro, per come l’avevamo immaginato, cambi alla luce del Covid-19, con tutte le modifiche che sta portando nella nostra economia e nel nostro modo di vivere”.

Cristina Pozzi

ph Francesco Margutti

Riflessi a livello globale e locale, che saranno discussi nelle puntate – curate da Impactscool con la partecipazione della ceo e co-fondatrice Cristina Pozzi –,con esperti internazionali e con alcuni dei principali protagonisti delle istituzioni, dell’economia, delle imprese regionali. L’ospite nazionale della prima puntata sarà Alberto Forchielli, esperto di economia e di sviluppo di affari internazionali, con particolare focus sul Sudest asiatico, Usa e Cina. Forchielli introdurrà il dibattito con il suo qualificato punto di vista sulla situazione e sulla discontinuità introdotta dal Covid-19, che ha cambiato i piani degli imprenditori e le logiche dei mercati internazionali. Come reagire? È il momento ripensare la globalizzazione, i mercati e le rotte internazionali? La Via della Seta continuerà a offrire opportunità per le aziende friulane? Si discuterà, in questo contesto, di cosa cambia per la comunità economica del Friuli Venezia Giulia, poiché in studio interverranno anche l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, e Chiara Valduga, presidente di Cividale Spa.

Domani, 6 ottobre, si parlerà invece di economia e finanza, riflettendo sugli strumenti che diventeranno sempre più preponderanti nei prossimi anni, anche in seguito alle esigenze, da un lato, e alla crisi, dall’altro, innescate dall’emergenza sanitaria. Gli ospiti nazionali saranno il direttore di Milano Finanza Roberto Sommella e Marco Bellezza, avvocato e amministratore delegato di Infratel Italia, società in-house del Ministero dello Sviluppo economico che fa parte del Gruppo Invitalia. Dei riflessi sull’economia regionale parleranno poi il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, e Chiara Mio, presidente di Crédit Agricole FriulAdria Spa.

Le puntate si potranno vedere successivamente anche sui social di Telefriuli, del Messaggero Veneto e della Camera di Commercio (@camcompnud). Per info www.friulifutureforum.com

L’hashtag per i commenti sulle trasmissioni è #futureforum2020.

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo.

Nimis ricorda l’incendio del 1944: “Giovani siate attivi nella comunità”

di Gi Elle

«E’ pensando al futuro che ogni anno celebriamo questa commemorazione, affinché la data che ha segnato profondamente la storia di Nimis non sia solo parte del passato, ma diventi l’occasione per creare un ponte che, attraversando il presente, porti ad un futuro dove non ci sia spazio per simili tragedie. Ed è, proprio per quel futuro, che ora voglio rivolgermi ai nostri bambini e ragazzi i quali oggi hanno partecipato alla commemorazione chi in presenza, chi con le proprie riflessioni, rivolgendo loro un messaggio particolare. Noi adulti abbiamo un fondamentale dovere nei vostri confronti: abbiamo l’importante compito di onorare la memoria dei Caduti innocenti insegnandovi a non avere paura, a non delegare ad altri scelte ed azioni che potreste fare voi, a non seguire individualismi, a promuovere il dialogo e la collaborazione, ad essere membri attivi della comunità in tutte le sue sfaccettature». E’ questo il passo più intenso del discorso che il sindaco di Nimis, Gloria Bressani, ha pronunciato durante la commemorazione dell’incendio che, nell’ultima guerra mondiale, il 29 settembre 1944, distrusse l’intero paese. «La società – ha infatti aggiunto – ha bisogno di uomini e donne coraggiosi che siano proiettati verso il futuro con uno sguardo teso al passato, che siano pronti a mettere al primo posto il bene della comunità, che siano convinti che la pace e il rispetto dei diritti fondamentali siano la base su cui costruire la vera società civile».

Il sindaco durante il discorso.

Bambini e ragazzi, a cominciare dalla scuola materna per proseguire con le elementari e medie, hanno avuto quest’anno un ruolo molto attivo nel ricordo della tragedia di 76 anni fa, con elaborati e riflessioni significativi e apprezzati. La cerimonia, collocata nel suo esatto anniversario, come al solito, ha avuto due momenti: quello religioso con la Messa di suffragio celebrata nel Duomo di Santo Stefano da monsignor Rizieri De Tina e quello civile nel vicino Parco della Rimembranza, dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le guerre e a quello che ricorda le vittime nei Lager tedeschi voluto dalla sezione ex internati di Nimis guidata dal cavalier Bruno Fabretti. Il quale, nonostante i suoi 97 anni appena compiuti, ha voluto essere presente per testimoniare un dramma incancellabile vissuto sulla propria pelle in vari campi di concentramento della Germania, ma che tuttavia deve spronare al perdono nella contestuale ricerca e affermazione di quel bene prezioso che è appunto la pace. Alla cerimonia commemorativa, aperta dall’Inno nazionale, hanno partecipato numerose autorità civili e militari, a cominciare dal consigliere regionale Mariagrazia Santoro – che ha portato il saluto e l’adesione della Regione Fvg -, associazioni combattentistiche e d’arma, sindaci e amministratori locali e dei Comuni vicini, ma anche di quello più lontano di Terzo di Aquileia. In questo paese della Bassa Friulana, come pure a Ruda, Fiumicello e Villa Vicentina, furono infatti molte le famiglie che nel ’44 ospitarono bambini di Nimis proprio in seguito al devastante incendio scatenato dalla rappresaglia nazista.

Parla Mariagrazia Santoro.

«Cos’è la memoria? È forse qualcosa da vivere passivamente o qualcosa da coltivare e da far crescere? In questi giorni – ha osservato il primo cittadino di Nimis – mi sono fermata a riflettere su questa parola ormai usuale che a volte utilizziamo con superficialità. Ho trovato in una frase della senatrice Liliana Segre, testimone vivente di ciò che è accaduto durante quei terribili anni, una risposta chiara e attuale che voglio condividere con voi: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”. Ed è proprio in questo momento storico, in cui i tragici fatti che oggi commemoriamo sembrano essere lontani, che abbiamo il doveroso compito di non permettere che le vittime dei nostri paesi, di Nongruella, Torlano e oggi in particolare quelle di Nimis, siano morte invano! Il passato che ha colpito così duramente il nostro territorio deve essere monito a perseguire con forza le vie del dialogo e della riconciliazione”. Proprio come ammonisce la targa apposta sul monumento che ricorda le vittime dell’internamento: “Ricordare perdonando perché viva la pace”.

Un momento della cerimonia.

Ma la riflessione del sindaco ha riguardato anche il presente. “In questi ultimi mesi – ha detto – siamo stati duramente messi alla prova da una pandemia, da un piccolo virus che improvvisamente e con una forza inaspettata ha messo in ginocchio intere Nazioni. Dopo una lotta così dura, e purtroppo non ancora vinta, non si può non fermarsi a riflettere su come le distinzioni di colore della pelle, di idee politiche o di religione siano state annullate in un batter d’occhio di fronte a un nemico invisibile, che invece, distinzioni non fa”. E quindi ha aggiunto: “Ancora oggi, come ogni anno, ci sentiamo di rimarcare con forza che l’odio e l’intolleranza non devono trovare spazio nelle nostre comunità e che solo uniti in uno spirito di pace e collaborazione si possa lavorare ad un futuro prospero e sereno per noi e per le generazioni future. Concludo leggendovi l’epitaffio scritto sulla lapide posta nel “Giardino delle Rose” ad Amburgo nella sezione staccata del Momoriale di Neuengamme: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani Parla”».

Il pannello della scuola materna.

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In copertina, l’intervento del cavalier Bruno Fabretti, 97 anni, ex internato.

(Foto di Claudio Marchiondelli)

 

“Big Sara” dinosauro di 150 milioni di anni oggi invita alla Zoic

Misura 10 metri di lunghezza e ha 150 milioni di anni l’allosauro che la Zoic, ditta triestina d’eccellenza mondiale nell’ambito della paleontologia, specializzata nell’estrazione e lavorazione dei resti fossili, mette a disposizione delle visite del pubblico oggi tra le 15 e le 17 (ingresso gratuito su prenotazione) nel suo laboratorio di via Flavia 35 prima che il gigantesco scheletro parta alla volta di Parigi per essere battuto ad una delle più prestigiose aste mondiali di Scienze naturali. “Big Sara”, questo il nome che è stato attribuito all’ultimo dinosauro ricostruito e montato dai paleontologi triestini, è un esemplare di allosauro, grande dinosauro carnivoro, proveniente dai giacimenti fossiliferi americani della Morrison Formation, risalente al periodo Jurassico superiore. Con i suoi 10 metri di lunghezza, l’esemplare si distingue per essere estremamente grande per il suo genere. I visitatori potranno osservare lo scheletro nella sua posizione d’attacco e ammirare da vicino gli enormi artigli delle zampe anteriori. Si devono alle preparazioni del team triestino – attivo da anni nel campo della paleontologia, che vanta un’esperienza ormai riconosciuta a livello internazionale, dal Canada all’Australia, fino alla Russia, il Giappone e, naturalmente, l’Europa – numerosi degli esemplari custoditi in diverse collezioni, sia pubbliche che private, di tutto il mondo.
Unica realtà italiana che lavora a questi livelli, la ditta Zoic aprirà, sempre nella giornata odierna, anche le porte dei suoi laboratori esponendo tanto esemplari completi che reperti in fase di lavorazione: un’occasione davvero rara per capire quale sia il lavoro del paleontologo, professione così affascinante e articolata. Si potranno conoscere le tecniche di estrazione di fossili complessi, scoprire come vengono cavati e successivamente lavorati passo passo prima di prendere nuovamente forma. L’attività principale della Zoic consiste, infatti, nel rendere disponibili allo studio, all’esposizione ed all’insegnamento campioni paleontologici professionalmente preparati, le loro perfette repliche e i loro modelli realizzati tridimensionalmente. Nel pomeriggio di oggi sarà possibile anche partecipare a un laboratorio dove provare a spaccare delle laste fossili americane per cercare pesci che, se trovati, saranno portati a casa dai partecipanti. La visita è gratuita mentre il laboratorio è a pagamento: disponibili entrambi su prenotazione fino ad esaurimento dei posti, scrivendo a stoneage@zoic.it

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In copertina e qui sopra lo scheletro del grande dinosauro in mostra oggi alla ditta Zoic di Trieste.

 

A Budoia un distributore di bevande etico che aiuta le persone in difficoltà

Nel municipio di Budoia è arrivato un nuovo distributore automatico di bevande calde EquoSolda Fvg, servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Così, dopo il Comune di San Vito al Tagliamento, anche Budoia sceglie di optare per una soluzione solidale, sostenibile e inclusiva, lanciando così un orientamento etico importante.
Equosolda Fvg, infatti, è un servizio di distributori automatici nato con l’obiettivo di sostenere il consumo di prodotti buoni e giusti, da un punto di vista etico e salutistico e di creare occasioni di inserimento lavorativo per persone in difficoltà. Dal 2014 ad oggi il servizio ha accolto 12 persone in percorsi di inserimento socio-lavorativo. Di queste, 8 sono state le persone residenti nei Comuni dell’Uti Tagliamento (San Vito, Casarsa, Morsano, Valvasone Arzene, Sesto al Reghena e San Martino).
“Siamo davvero felici per la nostra scelta – ha spiegato il sindaco Ivo Angelin -: aver dato questa possibilità alla cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa di installare uno dei loro distributori automatici di bevande calde, perché crediamo che oggi sia sempre più importante lanciare messaggi di sostenibilità sociale ai nostri concittadini e dipendenti comunali. Ora, chi vorrà, potrà fare una pausa sana e responsabile grazie ai distributori EquoSolda Fvg”.
Il servizio, inoltre, porta a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti con svantaggio sociale. In questi cinque anni, ha assunto due persone svantaggiate dopo un percorso di formazione e addestramento lavorativo. “Ringraziamo il sindaco e tutto il Comune di Budoia – ha affermato Cristina Vedovi, responsabile del progetto per la cooperativa casarsese – per la sensibilità nei confronti del Progetto EquoSolda FVG, un progetto in cui crediamo molto perchè ha diverse finalità. Innanzitutto, l’inclusione sociale, ma anche l’attenzione alla salute delle persone. Ci auguriamo che dopo San Vito al Tagliamento e Budoia, altri Comuni possano imitare questa scelta e optare per i nostri distributori automatici: un piccolo ma significativo segnale di solidarietà”.

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In copertina e qui sopra il nuovo distributore automatico di Budoia.

A Casarsa si tirano le somme: estate ok per il Progetto giovani

Bilancio positivo per l’estate del Progetto giovani a Casarsa della Delizia: rispettando le norme anti Covid-19 si è infatti riusciti a fornire, in sicurezza, momenti di aggregazione per i partecipanti, nell’età tra gli 15 e i 25 anni, a beneficio anche delle loro famiglie.
Intanto, procede per i più grandi la realizzazione della Podcast experience – lasciati ispirare che permette loro, assieme a Coogito – Consulta dei giovani, di raccontare le loro esperienze lavorative, di formazione o volontariato in Italia o all’estero. Tutte iniziative inserite nel progetto “Piùmani”, realizzato dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Casarsa con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, Giovanifvg.it, Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri – bando regionale per progetti di cittadinanza attiva a favore dei giovani.

Ilaria Peloi

“I giovani nell’età compresa tra scuola media e superiore – ha spiegato l’assessore alle Politiche giovanili, Ilaria Peloi – sono tra quelle categorie che più hanno sofferto, a livello di socialità mancata, gli effetti del lockdown della scorsa primavera. Si tratta di un’età in cui costruire le relazioni con i propri coetanei è fondamentale. Per questo abbiamo realizzato, assieme alla cooperativa sociale Il Piccolo Principe che collabora alla gestione del Progetto giovani, diverse attività estive a cui hanno partecipato più di 100 tra ragazze e ragazzi: siamo soddisfatti di aver potuto dare loro non solo momenti di svago ma anche di crescita personale”.
Con la fotografa documentarista Giulia Iacolutti è stato proposto il laboratorio “Oltre lo sguardo – fotografia sociale”: un percorso intenso con l’obiettivo di offrire ai ragazzi stimoli importanti per osservare il mondo con occhi diversi e trarre esempi da lavori internazionali, per dare significato e valore ai pensieri e ai vissuti dei ragazzi, in modo da “trasformarli” in progetti da costruire.

CittAction è stato, invece, il laboratorio teatrale condotto dall’attrice Caterina Comingio che ha coinvolto i partecipanti facendo loro esplorare narrazioni antiche e recenti che parlano di abitanti, di città e di paesi, di ruoli sociali, di persone e di stereotipi e conducendoli ad una progressiva contaminazione dei personaggi con la propria personalità e il proprio modo di osservare il mondo.
I like it è stata invece la serie di giovedì in cui si sono confrontate le idee dei partecipanti arrivando poi a proposte concrete organizzando giornate ludiche, sportive e creative, dai laboratori di murales all’esplorazione astronomica fino alle gite sul territorio.
“Ora – ha concluso l’assessore Peloi – stiamo supportando Coogito nel progetto dei podcast: sono state realizzate delle video-interviste per raccontare le esperienze, i vissuti, le difficoltà e le soddisfazioni dei giovani casarsesi, con l’intento di dare degli spunti di riflessione ai coetanei su come loro hanno iniziato a costruire il proprio futuro. Vi invito a visionarle sul sito progettogiovanicasarsa.it”.

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In copertina, ragazzi partecipanti a Casarsa al laboratorio teatrale.

All’Ute di Pordenone domani si riparte: in cattedra Francesco Jori

Ripartono finalmente le lezioni in presenza all’Ute, Università della Terza Età di Pordenone: appuntamento nell’Auditorium del Centro Culturale Casa Zanussi di Pordenone, dove è garantito il rispetto delle misure vigenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. L’anno accademico 2020/2021 ha una novità di rilievo: la possibilità, per tutti, di seguire le lezioni anche da casa in streaming live cliccando sul sito centroculturapordenone.it/ute.

L’inaugurazione è in programma domani primo ottobre, alle 15.30, e sarà affidata al giornalista e saggista Francesco Jori, sul tema La Serenissima in Friuli alla caduta del Patriarcato di Aquileia. Anche quest’evento sarà disponibile in diretta streaming sul sito centroculturapordenone.it/ute Francesco Jori è stato a lungo corrispondente e ha seguito la politica italiana ed estera, documentando come inviato speciale i giorni della caduta del muro di Berlino, ma anche la Cina dopo i fatti di piazza Tien-an-men, la situazione in Israele alla vigilia della prima guerra del Golfo e l’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York. Dal 2006 è editorialista dei quotidiani locali del gruppo Espresso. Ha tenuto numerosi corsi di formazione sulla comunicazione e sul giornalismo anche a livello universitario. Le iscrizioni all’Ute di Pordenone si sono aperte agli inizi di settembre: 30 corsi e 25 laboratori seguendo tutte le normative negli spazi di Casa Zanussi, quotidianamente fino a maggio 2021. Gli studenti UTE sono tenuti a scegliere i corsi da seguire in presenza, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Si prevede di trasmettere alcune lezioni in streaming, a partire dalla prolusione del 1 ottobre: agli iscritti interessati che non sono riusciti a prenotare un posto nell’Auditorium, sarà dato un codice d’accesso per poter seguire l’incontro on line comodamente da casa.

Francesco Jori, giornalista professionista dal 1967, è laureato in Scienze Politiche all’Università degli studi di Padova. Ha iniziato la carriera al Resto del Carlino, quindi è stato capo ufficio stampa della Provincia di Padova. Nel 1978 ha fatto parte del gruppo di fondatori del nuovo quotidiano Il Mattino di Padova, per poi passare, dal 1979, al Gazzettino, di cui è stato inviato speciale, vice-direttore, e responsabile dell’inserto quotidiano Nordest. Ha pubblicato, tra gli altri, i libri Di Nordest non ce n’è uno. Dalla Liga alla Lega e Senza politica (Marsilio), Racconti d’impresa (Laterza), L’ultimo dei barcari, Storia di Padova, Storia di Vicenza, Il Sud del Nord, Ne uccise più la fame e 1516, il primo ghetto (Biblioteca dell’Immagine). Per Il Poligrafo ha pubblicato con Paolo Giaretta La Padova del sindaco Crescente (1947-1970) (Padova 2017).

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In copertina, il giornalista e saggista Francesco Jori che sarà domani pomeriggio all’Ute di Pordenone.

Mara Navarria: è l’Asu la mia stazione di partenza per Tokyo 2021

Nel 2018 ha vinto la Coppa del mondo e i Mondiali di spada a Wuxi, in Cina. È attualmente la numero 5 a livello planetario. È già qualificata per le Olimpiadi di Tokyo, nel 2021. Con le compagne di squadra ha iniziato il 2020 con un oro nella tappa di Coppa del mondo di Cuba e un argento nell’individuale al Gran Prix di Doha. Dal settembre 2019 è ambassador del Friuli Venezia Giulia. Mara Navarria è tutto questo, ma non solo. Il pubblico ha avuto modo di “conoscerla” un po’ di più in via Aquileia, a Udine. Lì, infatti, l’atleta azzurra è stata protagonista di un talk, condotto dalla giornalista di Telefriuli Sara Ramani. Un evento, in calendario nell’ambito di “Udine sotto le stelle”, parte della programmazione settembrina del Borgo, realizzata grazie al coordinamento di Confesercenti Udine e in collaborazione con il Comune, l’ARLeF – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane -, l’associazione “Amici del Borgo Aquileia” e l’Associazione Sportiva Udinese, dove Mara si allena da qualche mese.
Dopo il saluto del sindaco Pietro Fontanini, dell’assessore allo sport, Antonio Falcone, e del presidente di Confesercenti Udine, Marco Zoratti, la parola è subito passata a Mara che ha iniziato a raccontarsi, ricordando che «a settembre è ripartito il mio viaggio verso Tokyo 2021 e la mia stazione di partenza è l’Asu di Udine. Dopo qualche settimana di vacanza, passata tra il Fvg e un breve weekend a Rapallo per salutare i vecchi amici, in questi giorni sto riprendendo la mia routine di allenamento tra palestra, bicicletta, piscina e sala scherma. Il primo obiettivo è la ripresa delle gare a fine novembre a Tallinn, se il programma verrà confermato dalla Fie».

Un rientro a casa tanto desiderato e che ha superato le aspettative. La qualità di vita, tornando nella sua Carlino, è cambiata ed era proprio quello che la campionessa desiderava. Il contatto con la natura, le distanze brevi e poi le tradizioni (il pinarûl fra le sue preferite). In Fvg ha trovato quella vita di comunità che le mancava e che reputa avere un valore altissimo. Non meno piacevole il ritorno “sportivo” a casa, che «non poteva ricevere un’accoglienza migliore – ha raccontato -. Dopo la scelta definitiva fatta con Andrea (suo marito e preparatore fisico, ndr) di rientrare in Friuli Venezia Giulia è naturalmente arrivata anche quella di trovare un club dove potermi allenare e preparare l’Olimpiade. La scelta è caduta sull’Associazione Sportiva Udinese, con cui c’erano già in corso progetti, come il camp invernale di dicembre 2019. La mia presenza in sala Scherma insieme a quella del mio team e in particolare del mio maestro Roberto Cirillo e del mio preparatore Andrea Lo Coco, sarà di supporto alla direzione tecnica e a tutti i giovani ragazzi e ragazze che si allenano o che decideranno di provare e scegliere la scherma prossimamente. Il nostro obiettivo è di rilanciare la sezione e in particolare della spada. Per me sarà un piacere condividere la pedana anche con il più giovane dei nostri schermidori, ritengo che sia fondamentale condividere con loro la mia esperienza e le mie capacità tecniche e tattiche. Ci sono delle potenzialità, vedo occhi attenti e curiosi su quello che faccio. Mi vengono chiesti consigli e io sono contenta di poter aiutarli e spero poi di vederli anche applicati».

I piani “originali” sono però stati sconvolti dal Covid-19: «La pandemia ha stravolto in primis la mia programmazione da atleta: il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo dal 2020 al 2021 ha impattato sulla mia vita professionale ma anche su quella privata. Io e mio marito avevamo già in programma di rientrare in Fvg dopo l’Olimpiade. Il Covid-19 ci ha fatto anticipare i tempi. Sono rientrata da Budapest il weekend del 7/8 marzo e insieme abbiamo deciso di rientrare a casa, in questo modo siano riusciti a trascorrere tutto il lockdown dai miei genitori, in un ambiente sicuro e che mi ha permesso, grazie al giardino e al cortile, di continuare ad allenarmi». All’inizio (gli allenamenti sono ricominciati da poco) certamente i ragazzi erano un po’ timorosi. Prima la vedevano solamente in tv e ora è lì, con loro «all’inizio erano un po’ timorosi, ora si sono sciolti. Mi fanno un sacco di domande e io sono felice di questo. Mi guadano e mi chiedono perché faccio un’azione piuttosto che un’altra. Sono contenta di poter trasmettere i miei valori e la mia esperienza, non solo sportiva».

Nonostante tutto, il ritorno alle origini, all’affetto della famiglia, ai colori e sapori della propria terra è impagabile: «Sono sempre felice quando torno a casa e quando a marzo sono rientrata avevo proprio bisogno, alla luce anche della situazione contingente, di ritrovare gli affetti. Sono una mamma atleta che viaggia molto e i primi mesi in Friuli mi hanno permesso di passare tanto tempo con Samuele, mio figlio, e la mia famiglia: non solo per il supporto per la didattica a distanza, abbiamo fatto tante cose insieme, dalle gare di cucina (la migliore gubana), lavorare nell’orto, costruire Lego. Appena è stato possibile tornare in sala d’armi, Asu mi ha sostenuta e mi ha accolta: da giugno ho riniziato con il maestro Piraino gli allenamenti in pedana. Da marzo a giugno non ho mai smesso però di allenarmi: preparazione fisica, preparazione mentale, match analysis. Il mio team – Andrea, Roberto Cirillo; ma anche Rosarita Gagliardi, breath trainer, e Alessandro Vergendo, mental coach, istruttori di Apnea Academy con cui svolge lavori di rilassamento, respirazione e apnea applicata alla scherma – non ha mai smesso di essere presente anche se in versione digitale».

Questo 2020 è stato complesso anche per il mondo dello sport. Le Olimpiadi sono state posticipate ed è stato un duro colpo per tutti coloro che avevano già cominciato il conto alla rovescia, però «Tornare in Fvg, comprare una nuova casa e iniziare a costruirla come desideriamo, trovare un ambiente sereno e produttivo in cui allenarmi: guardo al futuro con positività e con la consapevolezza che gli obiettivi che ho davanti sono sfidanti, ma non vedo l’ora di provare ad agguantarli».

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In copertina, la campionessa Mara Navarria durante l’intervista in via Aquileia a Udine.

 

Un nuovo format tv per “Future Forum”: 10 puntate su Telefriuli

Per il percorso progettuale “Future Forum”, quest’anno, saranno i 10 anni dall’avvio. E dagli eventi in presenza si passerà per la prima volta a un evento televisivo: un approfondimento in 10 puntate da 12 minuti, in onda sull’emittente regionale Telefriuli, ogni sera dal lunedì al venerdì, alle 20.40, per due settimane, dal 5 al 16 ottobre. Ogni serata sarà tematica e, alternando ospiti locali e nazionali, andrà a scandagliare gli scenari futuri di diversi settori e molteplici questioni economico-sociali, tutto necessariamente reinterpretato alla luce dei cambiamenti che l’emergenza sanitaria Covid-19 ha portato e che andranno indubbiamente a influenzare il corso del futuro. Il ciclo di trasmissioni, dal titolo “Future Forum – Il domani inizia oggi”, è realizzato con la collaborazione media di Telefriuli e del Messaggero Veneto. FF 2020 è curato da Impactscool, prima impresa italiana che si occupa di ricerca, consulenza e formazione dedicata al Futures Critical Thinking, e vedrà la partecipazione della ceo e cofondatrice Cristina Pozzi, imprenditrice sociale, divulgatrice e attivista con l’obiettivo di influenzare positivamente la società, unica italiana scelta dal World Economic Forum come Young Global Leader 2019-2024.

La presentazione dell’iniziativa tv.

Come spiega il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, «già alla fine del 2019 avevamo deciso di cambiare format e spostare Future Forum in tv, senza ancora poter prevedere cosa sarebbe accaduto con l’emergenza sanitaria. Con la necessità, tuttora valida, di mantenere il più possibile il distanziamento sociale, la decisione ha confermato la sua utilità. In questi mesi, abbiamo però necessariamente rivisto i contenuti, che sono sempre rivolti a immaginare il futuro, ma è un futuro sicuramente diverso da come ce lo immaginavamo quando abbiamo cominciato a concepire il programma. Un futuro, è ovvio, su cui non si può ragionare prescindendo da quello che il Covid ha portato nella nostra società, a 360 gradi. I nostri ospiti andranno dunque ad analizzare ciò che ci aspetta, in diversi campi e nelle diverse declinazioni, con una presenza imprenditoriale e istituzionale importante dal nostro territorio e ospiti esperti nazionali e internazionali, collegati a distanza. Insieme ci aiuteranno a leggere con concretezza questo momento e il domani, con idee, proposte, realizzazioni».

Giovanni Da Pozzo.

«La pandemia – aggiunge Cristina Pozzi – ha rappresentato un momento di discontinuità rispetto al passato, accelerando alcuni cambiamenti che erano già in atto. Se già prima guardare al futuro era una necessità al fine di avere una visione di lungo termine che guidasse le nostre scelte del presente, in una fase così complessa come quella che stiamo attraversando è ancora più fondamentale perché le scelte che facciamo ci permettono di ridisegnare gli scenari in modo ancora più impattante. La scelta della Camera di Commercio di Pordenone-Udine di portare questi temi al grande pubblico attraverso un format televisivo dimostra grande sensibilità e lungimiranza: è infatti importante offrire a tutti gli elementi per guardare al domani con consapevolezza e offrire la possibilità di partecipare attivametne alla costruzione del futuro».

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Proprietà intellettuale
domani in un webinar

Per domani 29 settembre, dalle 10 alle 13, Innexta – Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza in collaborazione con l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e la Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha organizzato un webinar su “Il valore economico della proprietà intellettuale”. Dopo i saluti del presidente della Camera di commercio e di Innexta, Giovanni Da Pozzo, interverranno Chiara Carzaniga, che illustrerà le finalità del progetto “Marchi e Disegni comunitari” nell’ambito del quale è stata organizzata l’iniziativa, l’avvocato Michela Maggi, coordinatore scientifico del Progetto, Francesco Morgia, dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che illustrerà le azioni messe in campo dal Ministero dello Sviluppo economico per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale, e i professionisti Andrea Vestita e Giuliano Necchi. La partecipazione all’evento online è libera e gratuita previa iscrizione. Per iscriversi https://www.marchiedisegni.eu/webinar-29-settembre-2020/

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In copertina, la ceo e cofondatrice Cristina Pozzi, imprenditrice sociale, divulgatrice e attivista. (Foto Francesco Margutti)

 

Il Giro d’Italia da Rivolto a Piancavallo: martedì due incontri ad Aviano

Sarà un’intensa anteprima alla tappa “Rivolto-Piancavallo” del 18 ottobre prossimo il duplice incontro di martedì 29 settembre ad Aviano. Si tratta di due eventi distinti, uno in Comune, per addetti ai lavori, l’altro nella Casa dello studente, aperto al pubblico. In municipio si incontreranno Enzo Cainero, organizzatore delle due tappe friulane, e Amministrazione civica.
Nella Casa dello studente, invece, l’incontro con il pubblico e con i giornalisti è in programma a partire dalle 10. È organizzato dal Circolo della Stampa di Pordenone guidato da Pietro Angelillo in collaborazione con il Comune pedemontano e avrà come protagonisti lo stesso Cainero e tre giornalisti sportivi: Franco Bortuzzo (caposervizio Servizi sportivi Rai), Antonio Simeoli (capo Servizi sportivi del Messaggero Veneto), Pierpaolo Simonato (capo Servizi sportivi de Il Gazzettino di Pordenone). Interverranno anche i vertici del Comune di Aviano.
Tema dell’incontro: “Finalmente il Giro d’Italia! Covid-19 cambia gli sport di massa. E l’informazione? Confronto con agonismo, economia, sociale”. È un argomento attualissimo che coinvolge tutti coloro che stanno soffrendo le conseguenze del freno alle presenze negli eventi sportivi, dagli organizzatori al pubblico degli appassionati, dagli autori delle notizie al pubblico dei destinatari delle notizie.
«L’evento nella Casa dello studente – anticipa Angelillo – si annuncia interessante non soltanto per le esperienze vissute nei mesi di lockdown e nei tempi attuali su quanto sia possibile il ritorno alla normalità, ma perché include gli interrogativi pressanti su quanto la pandemia ha cambiato e sta cambiando la vita di una società come la nostra, di fronte ai diritti e ai doveri sociali ed economici. Il tutto, di fronte a un interrogativo di fondo: ci sarà la normalità? E quale normalità?».

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In copertina, la zona di Piancavallo meta della 15ma tappa del Giro.