Civibank e l’educazione finanziaria: oggi evento online per i ragazzi

L’educazione finanziaria è un pilastro fondamentale della educazione del cittadino, indispensabile a tutti per progettare il proprio futuro e per fare scelte consapevoli. Per questo, da ormai tre anni, ottobre è eletto a Mese dell’Educazione Finanziaria: un’occasione per tutti gli attori interessati – scuole, associazioni e banche – per sensibilizzare il pubblico sull’importanza del tema.  Anche Civibank partecipa all’iniziativa, organizzando occasioni di formazione gratuita e aperte a un pubblico trasversale.

Secondo i più recenti dati Pisa (Programme for International Student Assessment, l’indagine internazionale che rileva le competenze degli studenti di 15 anni), gli studenti italiani si collocano al di sotto della media nelle conoscenze economiche e finanziarie. Per questo le iniziative di questo ottobre vedono protagoniste le scuole, con numerose iniziative per educare bambini e ragazzi. Questo impegno rientra, inoltre, negli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, di cui fa parte anche la formazione economico-finanziaria delle future generazioni.
Da quest’anno l’educazione civica è materia obbligatoria a scuola: una chiara dimostrazione dell’importanza della cittadinanza economica come contenuto didattico. La crisi sanitaria che stiamo vivendo è già un primo test per la resilienza finanziaria individuale e ci fa capire che è bene darci da fare fin da subito con l’alfabetizzazione economica.

Michela Del Piero


La banca guidata da Michela Del Piero ha così pensato di dare un importante supporto anche agli insegnanti delle scuole di ogni grado promuovendo un incontro gratuito per gli insegnanti in collaborazione con Feduf (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio dell’Associazione Bancaria Italiana) in cui si parlerà dei temi di cittadinanza economica ed attiva, delle iniziative di formazione per i ragazzi e dei materiali educativi disponibili. L’incontro si svolgerà online oggi, 23 ottobre, sui canali Feduf.
Anche il tema della previdenza complementare è importante per garantirsi un futuro economico. Civibank ha pensato ai giovani studenti istituendo un bando per l’ottenimento di borse di studio previdenziali, iniziativa unica nel suo genere in Italia. La cerimonia online di consegna delle borse di studio agli studenti più meritevoli si svolgerà il 27 ottobre, durante la settimana che è proprio dedicata all’educazione previdenziale (26-31 ottobre). L’evento è svolto in collaborazione con Arca Fondi Sgr.

Educazione finanziaria è anche formazione sulla cyber security: conoscere la rete per utilizzare in sicurezza gli strumenti bancari online è sempre più una necessità per evitare spiacevoli inconvenienti. Civibank ne parlerà con i suoi esperti durante l’incontro online organizzato sulla pagina facebook di Auxilia Onlus il prossimo 29 ottobre dalle ore 18.

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In copertina, ecco la sede centrale di Civibank, alle porte di Cividale.

Psicologia e traffico oggi a Palmanova: convegno e poi il film “Drive”

Arriva alla sua seconda edizione il Festival della psicologia in Friuli Venezia Giulia, organizzato dall’Associazione Psicoattività grazie al contributo della Regione Fvg, che propone cinque appuntamenti sul territorio regionale, da oggi al 20 novembre, con i quali si vuole diffondere la cultura psicologica con strumenti multidisciplinari. Il Festival, sotto la direzione scientifica di Claudio Tonzar – psicologo, psicoterapeuta e docente all’Università di Urbino, oltre che presidente di Psicoattività – affronta in questa seconda edizione il tema “Dalle credenze alle scienze psicologiche” e parte dall’analisi delle tante “credenze fallaci” che accompagnano la nostra vita quotidiana: quelle teorie ingenue radicate nel comune pensiero che sono distanti dalle conoscenze scientifiche cui corrispondono ma che influenzano le scelte delle persone. Il Festival della Psicologia, partendo dalla doppia prospettiva artistica e scientifica, si ripromette di raccontare in modo divulgativo come sia possibile ridurre le discrepanze tra le teorie psicologiche ingenue e le attuali conoscenze scientifiche di settore. Cinque sono le aree tematiche trattate negli altrettanti incontri, che tra scienza, arte e cultura intendono fornire al pubblico riflessioni, competenze, strumenti di conoscenza psicologica.

Dopo l’anteprima a Trieste dello scorso agosto, che ha ufficializzato l’inserimento del palinsesto del Festival della Psicologia nel cartellone di Science in the City Festival, il format di Esof che si impegna a diffondere le scienze attraverso diverse forme di cultura, oggi, a Palmanova, al Teatro Gustavo Modena, il Festival della Psicologia propone, alle 18, un evento dedicato a “Psicologia e traffico. Riflessioni sulla percezione del rischio viario e sulla sicurezza stradale”. Max Dorfer, che insegna Psicologia del Traffico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, psicologo del traffico ed esperto di valutazione dell’idoneità alla guida, di sicurezza viaria e di efficacia degli interventi preventivi sulla percezione del rischio viario, approfondirà l’argomento delle molte credenze ingenue sulla guida. Le donne sono meno capaci degli uomini alla guida? I conducenti sanno veramente quanto le loro capacità sono alterate prima di guidare? Gli anziani alla guida sono pericolosi per sé e per gli altri? In verità, più degli air-bag e degli altri sistemi di sicurezza di cui è dotato un autoveicolo a determinare la sicurezza della guida è il comportamento dell’individuo. La sicurezza al volante può essere limitata da molti fattori: uso di stupefacenti e alcol, degenerazione cognitiva, distorta percezione del rischio. L’evento richiama a una riflessione su quanto importante sia tener conto delle conoscenze scientifiche maturate nel settore per evitare di sottostimare i rischi e sovrastimare le proprie abilità quando ci si mette alla guida.

Di seguito (ore 19.30), è attesa la proiezione del film “Drive” diretto da Nicolas Winding Refn, vincitore del Premio per la migliore regia al Festival di Cannes del 2011. “Drive” racconta di un misterioso meccanico impiegato come stuntman nei pericolosi set hollywoodiani. Adrenalinico pilota nelle simulazioni di incidenti stradali, le sue abilità alla guida vengono prestate anche alla malavita, per sequestri e rapine, aprendo scenari di sofferenza e solitudine. La presentazione del film sarà a cura del dott. Steven Stergar dall’Associazione Examina, collaboratore dell’Associazione Palazzo del Cinema di Gorizia, come consulente per la sezione didattica nella Mediateca Ugo Casiraghi e membro del comitato scientifico dell’Associazione Premio Sergio Amidei.
Il Festival continua, poi, il 30 ottobre a Cormons con “Degustare con l’orecchio”, il 6 novembre a Gradisca, con “Aggressività: in noi o nel contesto sociale?”; il 13 novembre a Gorizia con “La memoria umana: registrazione o ricostruzione?”, il 20 novembre a Udine con “Felicità: basta la salute”.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. In ottemperanza alle normative vigenti, per partecipare è però obbligatoria la prenotazione.
Per prenotare è necessario compilare un form online che si trova sul sito, entrando nella pagina del singolo evento; il form va compilato con nome, cognome e contatto, entro le ore 12 del giorno precedente all’evento. Per tutti gli appuntamenti del Festival: coloro che prenotano il posto sono invitati a presentarsi in loco almeno 15 minuti prima dell’inizio dell’evento; in caso contrario non potrà essere garantito il posto riservato con la prenotazione.

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Il Festival è realizzato dall’Associazione Psicoattività (Palmanova), con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in partnership con l’Università degli Studi di Trieste, i Comuni di Trieste, Palmanova, Gradisca d’Isonzo, Cormòns, Associazione Progetto Musica (UD), Teatro degli Asinelli (TS), Examina (GO), Aetos – Scuola di specializzazione in psicoterapia (PN), Mongolfiere Tascabili (Villesse, GO) in collaborazione con Science in the City Festival Trieste nell’ambito di ESOF 2020, Kulturni Dom di Nova Gorica e Club per l’Unesco di Udine.

INFORMAZIONI
WEB: www.festivaldellapsicologiafvg.it
FB: www.facebook.com/festivaldellapsicologiafvg
VIDEO sui i temi del festival: https://bit.ly/34KpIjp
IG https://www.instagram.com/festivaldellapsicologia

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In copertina, un fotogramma del film “Drive” che oggi sarà proiettato al Teatro Modena di Palmanova.

“Trasporto scolastico, basta proroghe. Subentriamo noi agli inadempienti”

«Superato il termine stabilito per la messa in regola, se la Tundo di Lecce non è ancora in grado di esibire la documentazione ufficialmente richiesta, l’Amministrazione regionale è intenzionata a revocare l’affidamento per il trasporto scolastico che interessa 9 Comuni del territorio del Friuli Venezia Giulia?». Se lo chiedono, in particolare, gli operatori privati locali del trasporto persone, in primis coinvolti perché dall’inizio dell’anno scolastico stanno coprendo il servizio, in quanto chiamati a sostituirsi all’ultimo momento all’affidatario evitando, in questo modo, che il servizio scuolabus restasse vacante per centinaia di studenti delle nostre comunità.
«Sarebbe surreale se si continuasse a prorogare sine die i termini entro i quali la Tundo SpA dovrà esibire la documentazione richiesta. Perché – aggiunge Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg – tutte queste proroghe? Perché non rescindere subito il contratto, come richiesto anche da alcuni sindaci che vivono in prima persona il disagio provocato dalla mancata regolarizzazione della ditta appaltante? Se l’affidatario non è in grado di garantire il servizio, gli operatori locali che stanno già oggi garantendo il trasporto (in sostituzione) sono invece pronti».
«Stiamo lavorando dall’inizio dell’anno scolastico, sulla base di contratti di brevissima durata: qualora la situazione lo richiedesse – ecco la conclusione e la proposta di Donatone – e tenuto conto dell’emergenza possiamo subentrare immediatamente».

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In copertina, Luigi Donatone di Confcooperative Fvg.

 

 

Trieste, una strategia per il recupero del Porto Vecchio: martedì un evento digitale

Approfondire pubblicamente gli scenari legati al Porto Vecchio di Trieste e alla sua incidenza nello sviluppo socio-economico cittadino, sviluppare da subito azioni concrete in grado di rendere immediatamente fruibile parte dello spazio pubblico dell’area: questi gli obiettivi dell’evento digitale “Porto vecchio impresa collettiva. Una strategia per il recupero del Porto Vecchio e il futuro della città”, promosso su piattaforma Zoom e in diretta facebook il 27 ottobre, dalle 18, per iniziativa di “Un’altra città”.
Presentato nella mattinata di ieri alla stampa, alle istituzioni e agli stakeholders, l’evento si concretizza anche in un invito aperto ai rappresentanti istituzionali del Comune di Trieste, della Regione e dell’Autorità portuale, alle categorie sociali ed economiche e alle Associazioni ambientaliste, per potersi finalmente e pubblicamente confrontare intorno a uno dei temi cruciali per il futuro di Trieste, ma anche dell’intera area dell’estremo Nord-Est d’Italia. Alla presentazione hanno preso parte gli architetti William Starc, Roberto Dambrosi e Lucia Krasovec.

Punto fermo del dibattito, martedì prossimo, sarà il Rapporto “Una strategia per il recupero del Porto Vecchio e il futuro della città”, nel quale è contenuta la sintesi delle riflessioni e proposte elaborate da alcune centinaia di cittadini nei Tavoli di partecipazione promossi da “Un’altra città” in occasione dei due eventi organizzati alla Sala Giubileo e al Teatro Miela nel novembre del 2019 e nel febbraio del 2020.
Dal documento emerge con chiarezza, per voce degli esperti – architetti, economisti e urbanisti -, ma anche dei cittadini che si sono attivati e interessati alla questione, la necessità di dotarsi di una strategia più complessa rispetto a quella finora adottata dalle amministrazioni coinvolte nell’accordo di programma per il recupero del Porto Vecchio. Il dato demografico è sotto gli occhi di tutti: dal 1991 al giugno 2020 sono stati persi, a Trieste, 29.250 abitanti. Un declino partito verso la fine degli anni Sessanta e progressivamente aumentato per una molteplicità di cause. La trasformazione di un’area poderosa come quella del comprensorio dell’ex Porto Vecchio può essere chiave di volta per invertire un trend che ha avuto conseguenze economiche penalizzanti: ma è chiaro, la strategia di sviluppo è ben altro del mero riutilizzo degli immobili dismessi e deve alimentarsi di prospettive e scelte politiche precise, relazionate all’interesse della collettività e delle generazioni attuali e future.

Nel Rapporto si avanza, implicitamente, una proposta di metodo diversa da quella abbozzata nella Variante numero 6 al Prgc “Accordo di programma Porto vecchio”, assieme ad alcune proposte – o, meglio, azioni concrete – che potrebbero risultare velocemente operative e favorire una immediata connessione della città all’area del Porto Vecchio: come la realizzazione di nuovi varchi, in termini di percorsi ciclopedonali e corridoi verdi anche in direzione dei rioni contermini e non solo del centro, garantendo così una forza maggiore nell’abbattimento delle barriere, fisiche e psicologiche, che portano a pensare a quell’area come esterna alla città. E la promozione immediata di nuovi usi temporanei e sperimentali nell’area, ad esempio attraverso la costruzione di un anfiteatro smontabile all’aperto che possa ospitare eventi culturali, artistici, scientifici ed aggregativi, con allestimenti flessibili e a bassissimo impatto ambientale. E ancora si ipotizza la concessione gratuita temporanea di spazi già ristrutturati al fine di insediare laboratori artigianali, centri di recupero, piccole industrie creative, servizi a supporto dell’industria culturale, e altre attività economiche innovative caratterizzate dall’ecocompatibilità.

Per partecipare all’evento digitale di martedì 27 ottobre info e dettagli sulla pagina facebook https://www.facebook.com/unaltracittatrieste
Info: unaltracitta.trieste@gmail.com

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In copertina una parte del Porto Vecchio dopo il restauro e all’interno due immagini dell’incontro di ieri.

L’addio del Rojale a Mario Chittaro sindaco per dodici anni

di Giuseppe Longo

La popolazione del Rojale si raccoglierà alle quattro di questo pomeriggio, nella parrocchiale di Reana, per dare l’ultimo saluto a Mario Chittaro che fu sindaco dal 1980 al 1992. Aveva 76 anni e anche se non era più impegnato nella politica attiva, pur sempre era aggiornato sulle attività locali, sulle iniziative, sui problemi e sulle prospettive di questo esteso territorio che va dalle porte di Udine fino al torrente Torre, a nord di Zompitta. Entrò in consiglio comunale già nel 1970, ma alla guida della civica amministrazione arrivò dopo due mandati, rimanendo al suo timone appunto per una dozzina di anni, quando ebbi più volte occasione di conoscerlo, quale amministratore del vicino Comune di Nimis, e di apprezzarne le doti, anche umane. Un periodo molto intenso, di grande impegno politico e sociale, caratterizzato dai seri problemi causati dal terremoto del 1976 che colpì anche il Rojale, anche se in modo non così grave come avvenne nei Comuni a nord di Reana. Quindi un periodo di ricostruzione e di rilancio economico che ha visto l’allora primo cittadino – grazie anche alla preparazione che gli derivava dall’attività professionale in Friulia – amministratore attento e capace, tanto da avviare una proficua stagione di sviluppo che ha privilegiato prima di tutto l’asse della Pontebbana, del quale aveva intuito l’importanza strategica. Ma di lui si ricorda anche l’instancabile impegno a favore delle attività sociali e sportive, tanto da essere attento sostenitore di ogni iniziativa che fosse utile per il paese. Che oggi, dopo la gioia per aver salutato il Giro d’Italia – che pure lui avrebbe tanto desiderato poter applaudire -, si riunirà nella Chiesa della storica Centa per dirgli il suo Mandi, grato ed affettuoso. Riconoscente per quei dodici anni spesi alla guida del Comune, ma anche per tutte quelle attenzioni che Mario Chittaro ha sempre voluto riservare alla comunità del Rojale.

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In copertina  l’ex sindaco Mario Chittaro e qui sopra il municipio di Reana dove fu a lungo amministratore comunale.

La Pro Casarsa va verso il rinnovo delle cariche cercando idee e nuove energie

Per la prima volta dopo le modifiche statutarie, che dal 2018 l’hanno fatta entrare nell’albo regionale delle Aps (associazioni di promozione sociale), la Pro Casarsa della Delizia si radunerà entro la fine dell’anno per l’assemblea con rinnovo delle cariche. Lo storico sodalizio, che nel 2021 compirà 40 anni di attività, lancia un invito a chi volesse impegnarsi come parte attiva nel prossimo direttivo per il bene del proprio paese, in particolare nell’organizzazione di molte iniziative culturali e nella tradizionale Sagra del Vino. Si cercano nuove energie e nuove idee.
Nella sede dell’associazione, in via Zatti, sarà possibile ricevere tutte le informazioni e iscriversi alla Pro Loco il lunedì dalle 17 alle 19 (telefono e Whatsapp 338.7874972, e-mail segreteria@procasarsa.org) prenotando il proprio accesso tramite appuntamento.

“La Pro Casarsa – ha spiegato il presidente Antonio Tesolin – è di tutti ed è una realtà che va tutelata e valorizzata sempre più. Inoltre, lavora a stretto contatto, fornendo consulenze e servizi, con tutte le associazioni locali, per questo invitiamo i responsabili dei diversi sodalizi a fare ancora di più squadra impegnandosi nel direttivo per il bene comune del nostro paese. Anche tutti coloro che vogliono sostenere la storia, la cultura e gli eventi di Casarsa, si facciano avanti: alla Pro Loco abbiamo sempre bisogno di nuove idee ed energie. Ognuno di noi, infatti, può fare la differenza per la nostra realtà comunale, sia a Casarsa che a San Giovanni”.

Sono oltre 500 i tesserati nell’ultimo triennio, che si coordinano in diversi gruppi, con mansioni e compiti specializzati. Inoltre, vi sono quattro volontari del Servizio Civile Universale che stanno portando avanti un progetto di valorizzazione culturale del territorio, oltre che fornire un aiuto concreto all’interno del sodalizio. La tessera di socio della Pro Loco porta anche dei vantaggi. “Per le associazioni che entrano dentro la famiglia della Pro Casarsa della Delizia – ha aggiunto Tesolin – garantiamo un aiuto nell’organizzazione di eventi e corsi, e nell’espletamento della parte burocratica, oltre che il nostro sostegno e collaborazione continua. Inoltre, per tutti i singoli associati con la tessera si possono avere vantaggi e agevolazioni in negozi e strutture presenti in regione grazie alla convenzione con l’Unpli nazionale, nonché partecipare alla vita associativa”.

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In copertina, Antonio Tesolin con il sindaco Lavinia Clarotto.

Dal Ticino all’Isonzo ricordando la corsa di cento anni fa

Mentre sulle strade del Friuli si corre la prima tappa del Giro d’Italia nella nostra regione, ricordiamo un simpatico ma significativo avvenimento che nelle scorse settimane ha riproposto, dopo 100 anni, la storica corsa dal Ticino all’Isonzo.
Nel 1919 la Gazzetta dello Sport organizzò, infatti, una manifestazione ciclistica da Pavia a Gorizia per rendere omaggio alla brigata Pavia impegnata, nel 1916, nella conquista della città che da secoli faceva parte dell’Impero Austroungarico. Finita la guerra, nel 1919, quella corsa unì le sponde del Ticino proprio a quelle dell’Isonzo e i partecipanti portarono simbolicamente il Tricolore Italiano nella città attraversata dal fiume sacro alla Patria. Ora la manifestazione dal Ticino all’Isonzo ha voluto ricordare quello storico evento e onorare la memoria di tutti i combattenti della prima guerra mondiale. A parteciparvi sono stati i soci del Velo Club Pavia accompagnati da tre militari dell’Esercito, tra i quali una rappresentante femminile, a ricordo del ruolo svolto dalla donna proprio nella brigata Pavia.
La corsa ha visto i ciclisti effettuare alcune tappe in Friuli, quali Sacile, Spilimbergo, Cividale e appunto Gorizia. Partita dalla città lombarda in riva al Po, la prima tappa si è conclusa a Mantova. La seconda ha raggiunto Castelfranco Veneto e la terza ha toccato Cividale che, oltre ad essere stata città protagonista della prima guerra mondiale, è legata a Pavia dalla storia longobarda: la cittadina friulana primo ducato longobardo e Pavia capitale del regno. I ciclisti partecipanti alla corsa rievocativa sono stati accolti e festeggiati in municipio con saluti e scambi di gagliardetti-ricordo. Non poteva mancare una pedalata sul ponte del Diavolo per poi raggiungere Gorizia. Durante il percorso è stata effettuata una sosta sul ponte del fiume Judrio, che prima della Grande guerra segnava il confine fra Italia e Austria. I ciclisti sono stati accolti da esponenti della giunta municipale, dagli alpini e dall’associazione ciclistica di Corno di Rosazzo presso la stele che ricorda come in quel luogo si fosse sparato il primo colpo di fucile di quel conflitto che cambiò la geografia politica dell’Europa. Le penne nere hanno suonato il silenzio e condotto gli ospiti alla vecchia dogana e ai resti del ponte di legno dal quale i finanzieri spararono agli austriaci che tentavano di attraversarlo.
Dopo un momento conviviale la partenza per Gorizia. In vista del capoluogo isontino, sul ponte dell’Isonzo, il sindaco, Rodolfo Ziberna, si è aggregato al gruppo in sella alla sua bicicletta e ha percorso i chilometri finali per raggiungere il municipio, dove, presente la giunta comunale, dopo i saluti è stato suonato l’Inno nazionale.

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In copertina e all’interno i ciclisti lombardi su ponte del Diavolo e in municipio a Cividale.

 

 

Pullman turistici e artigiani pronti a integrare i trasporti pubblici in crisi

di Gi Elle

Trasporti pubblici di nuovo in affanno in seguito alle recenti restrizioni adottate dal Governo per contrastare la ripresa dei contagi da Coronavirus. Tanto che gli operatori del Friuli Venezia Giulia cercano di correre al riparo facendo delle proposte strategiche alla Regione Fvg, volte a integrare i trasporti scolastici in sovraffollamento, sperando che le stesse vengano accolte con sollecitudine, vista la drammatica situazione. Le richieste arrivano da Confcooperative Fvg e da Confartigianato della regione e di Udine.

«Apprendiamo dalla stampa che, in regione, servirebbero altri 70-80 pullman privati per garantire il servizio pubblico del trasporto nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria, evitando assembramenti e affollamenti – dice Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg e presidente di una storica cooperativa di pullman turistici -. Su questo tema, registriamo disponibilità e apertura da parte del Governo e dell’Amministrazione regionale. Anche le aziende private comunicano, di nuovo, la loro disponibilità a intervenire prontamente con mezzi e autisti propri. Tanto più che una parte degli stessi, attualmente, è stata messa in Cassa integrazione a motivo della riduzione del carico di lavoro che, tra l’altro, proseguirà anche nei mesi prossimi visto che sono state tagliate, di nuovo, le gite scolastiche – prosegue Donatone -. Ovviamente, servono risorse economiche aggiuntive che, almeno in parte, potrebbero essere recuperate facendo viaggiare i pullman dedicati al turismo e, dunque, da una parte con un risparmio sulla riduzione dei costi della Cassa integrazione e, dall’altro, con le maggiori entrate derivate dalle imposte sui fatturati aziendali che potrebbe recuperare in valore. Dunque, per gli operatori privati si tratterebbe di una vera e propria boccata d’ossigeno e, perciò, rimaniamo disponibili a qualsiasi confronto utile e alla partecipazione a qualsiasi tavolo di lavoro. Detto ciò, rimane incomprensibile il fatto che, da un lato ci si lamenti della carenza di autobus pubblici e di autisti, e, dall’altro, le stesse aziende proseguano nel fornire servizi turistici ai privati a costi inferiori rispetto a quelli medi del mercato. Evitare questa concorrenza a chi fa traporto turistico di professione – conclude Donatone – aiuterebbe anche il trasporto pubblico ad avere maggiori mezzi a disposizione con relativi minori disagi ai viaggiatori».

La nuova mazzata arriva, infatti, dall’ultimo Dpcm (13 ottobre) che vieta le gite d’istruzione cancellando così l’unica possibilità di continuare a lavorare rimasta alle imprese artigiane del trasporto persone. Imprese che dall’inizio del lockdown a oggi sono tra quelle che hanno maggiormente pagato il prezzo della pandemia. Dopo aver ripreso un po’ d’ossigeno durante i mesi estivi, con l’aumento dei contagi e la nuova stretta imposta dal Governo con l’ultimo Dpcm, le aziende artigiane del trasporto pubblico – oltre 50 in Fvg – si ritrovano ancora una volta senza lavoro. E se alla prima sono riuscite a resistere, stringendo i denti, dando fondo ai risparmi, chiedendo prestiti, alla seconda rischiano di soccombere. A meno di un intervento della Regione, sulla scorta di quanto già fatto da altri, vedasi l’Emilia Romagna. «Vediamo correre sulle nostre strade, in Fvg come nel resto del Paese – denuncia il capogruppo della categoria di Confartigianato Fvg, Rudi D’Orlando – autobus del trasporto pubblico locale pieni. Riceviamo ormai quotidianamente segnalazioni di mezzi stracolmi, spesso con studenti costretti a restare in piedi e questa situazione non è tollerabile. Anzitutto per ragioni sanitarie, perché il contatto così ravvicinato rischia di vanificare tutti gli sforzi di contenimento del virus che vengono fatti fuori, in primis a scuola, e poi per noi, che potremmo fare la nostra parte e siamo invece costretti alla finestra». Da qui la richiesta di D’Orlando, sposata pure dal suo omologo in Confartigianato-Imprese Udine, Stefano Felice, alla Giunta Fvg: «Considerata la gravità del momento, la necessità di diluire il numero di utenti su altri mezzi per evitare il sovraffollamento di quelli pubblici e ancora il rischio di cancellazione di un intero settore dell’economia Fvg qual è quello del trasporto persone, chiediamo al governatore Fedriga e all’assessore ai trasporti Graziano Pizzimenti di prendere in considerazione la strada intrapresa da da altre regioni, come l’Emilia Romagna, che hanno proceduto a integrare il contratto di servizio del Tpl coinvolgendo per l’anno in corso le imprese artigiane. Ribadiamo a questo proposito la nostra immediata disponibilità».

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In copertina, Luigi Donatone, coordinatore di settore per Confcooperative Fvg.

La terza ricostruzione del Fvg: a Casarsa oggi il primo incontro

di Silvio Bini

Appuntamento stamane a Casarsa della Delizia (ore 9.30, ridotto del Teatro Pier Paolo Pasolini) in occasione del primo incontro pubblico del Comitato promotore per la “terza ricostruzione” del Friuli Venezia Giulia (dopo quella post-bellica e quella post-terremoto del 1976). L’organismo è costituito da persone con esperienze molteplici maturate nel mondo della politica, della cultura, dell’economia, della pubblica amministrazione, delle professioni e dell’attività accademica e che si sentono in dovere, in un momento così difficile come l’attuale della nostra storia, di dare testimonianza attiva del proprio impegno. Suoi componenti sono Mario Banelli, Ferdinando Ceschia, Guglielmo Cevolin, Gianfranco Ellero, Sandro Fabbro, Antonino Morassi, Roberto Muradore, Pietro Mussato, Ubaldo Muzzatti, Diego Navarria, Maurizio Piemonte, Giorgio Santuz, Bruno Tellia e Roberto Visentin.

Le premesse operative del Comitato promotore pertanto sono:
a) che dopo oltre dieci anni di crisi economica, dopo gli effetti delle ricorrenti crisi dovute ai cambiamenti climatici e, con una grave pandemia da Covid-19 ancora in corso, le condizioni strutturali della regione nel suo complesso non paiono per nulla positive;
b) che, pertanto, o si ricostruiscono, con tutte le risorse che possono essere destinate a tale scopo, le condizioni sociali, economiche e ambientali per un forte rilancio della regione Fvg o si è destinati a scomparire, in silenzio, nel giro di poco tempo.

Non si sa ancora se il Governo chiamerà anche le Regioni a collaborare al “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” da finanziarsi con i massicci investimenti europei “Next Generation Eu” perché, in tal caso, la nostra Regione avrà titolo per proporre un suo piano adeguato alle risorse disponibili ed alle sfide che abbiamo davanti.
Il Comitato promotore, facendo affidamento anche sulle parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del 4 agosto scorso, per il 50° delle Regioni, quando aveva sostenuto che, ai fini del piano per l’Italia, “è prezioso il contributo delle Regioni (…) con il coinvolgimento e collaborazione di tutte le energie del Paese”, guarda fiducioso a tale prospettiva.
Con questo primo incontro di Casarsa, quindi, si intende attivare un dibattito pubblico sulle finalità e modalità del piano regionale di ricostruzione. La visione di fondo che si propone è quella di un progetto di regione capace di ricomprendere tutti i territori, tutte le energie esistenti e di motivare le generazioni più giovani.

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In copertina, l’ingresso del Teatro Pasolini a Casarsa della Delizia; all’interno, la sala del ridotto.

 

Giro d’Italia, in Fvg sempre salda la collaborazione con il Soccorso alpino

Sono ormai sempre più vicine le due tappe friulane del Giro d’Italia, vale a dire Aerobase di Rivolto-Piancavallo e Udine-San Daniele. E nell’attesa rileviamo che è stato fin dal primo momento “amore a prima vista” quello tra il patron della nostra regione, Enzo Cainero, e il Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia. In realtà un amore condiviso per la montagna, quella vissuta come scenario e paesaggio di una competizione storica di rilevanza mondiale e quella conosciuta e percorsa con l’esperienza di chi ne sa affrontare i pericoli nascosti e gli imprevisti, arginando eventuali conseguenze indesiderate.
Se è da quando esiste la grande competizione ciclistica per la maglia rosa che il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico fa parte della carovana di assistenza che segue i professionisti in gara tappa per tappa, in Friuli Venezia Giulia un buon numero di tecnici soccorritori delle squadre di terra presidia da tanti anni e presidierà anche quest’anno attivamente i punti chiave del percorso. Una cinquantina i soccorritori impegnati, tra tecnici abili a muoversi su terreno impervio e tecnici ugualmente allenati e con in più con competenze mediche e infermieristiche, suddivisi nelle tappe del Piancavallo e di Ragogna- Monte di Muris. A loro disposizione anche sei defibrillatori pronti all’uso per eventuali problemi di tipo cardiaco tra gli astanti, raggiungibili su qualsiasi terreno in situazioni di emergenza.
Le maggiori criticità si verificano spesso soprattutto in relazione alla movimentazione di grandi quantità di persone che assistono alla gara in luoghi impervi. In passato è proprio tra le fila del pubblico che, in caso di maltempo e di ritirate precipitose, sono accaduti incidenti e malori. Come nel 2014, quando sul Monte Zoncolan si scatenò un forte evento meteorologico e centinaia di persone cercarono riparo e defluirono velocemente lungo le piste da sci, andando incontro a diversi infortuni durante lo spostamento frenetico.
Nell’imminente passaggio del Giro nella nostra regione è dunque tutto pronto ai blocchi di partenza per fornire un significativo apporto di sicurezza con la messa a punto di un sistema virtuoso e integrato di assistenza che vede cooperare Soccorso Alpino, Croce Rossa Italiana, Sores Palmanova, Elisoccorso Fvg e Protezione Civile.

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In copertina, la carovana del Giro seguita dal Soccorso alpino Fvg.