A Casarsa il Coronavirus non ferma l’impegno sociale dei giovani

Sono sei i giovani che da ottobre, a Casarsa della Delizia, hanno iniziato il servizio civile solidale alla cooperativa sociale Il Piccolo Principe. Si tratta di Rachele Calderan, Alessia Moro, Marco Francescutti, Sara Rorato, Lorenzo Sabot e Linda Susan. I sei ragazzi, con un’età tra i 16 e i 17 anni compiuti, saranno impegnati per 360 ore fino a luglio 2021 nei vari servizi offerti dalla cooperativa sociale, la quale è conscia che proprio in questa fase di emergenza Coronavirus il mantenimento delle azioni sociali a vantaggio della comunità, svolgendole in sicurezza, sono fondamentali.
“La disponibilità dei volontari è lodevole – ha spiegato Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani del Piccolo Principe – ed evidenzia un grande senso di responsabilità verso gli altri e di attenzione verso la comunità e verso chi è più fragile, aspetti che ci fanno guardare ai giovani adolescenti con occhi diversi rispetto alle immagini di irresponsabilità e menefreghismo con cui spesso vengono descritti in modo generalizzato”.
A Casarsa i sei giovani volontari si stanno già impegnando nelle attività del Servizio Socio-educativo pomeridiano (il doposcuola) e del Progetto giovani, affiancando gli operatori in attività specifiche. Poi, nel periodo estivo, potranno partecipare alle attività del Centro socio-occupazionale per disabili e, come animatori, ai due centri estivi organizzati dal Piccolo Principe ovvero il “Punto Verde” e il centro estivo “Estate in Fattoria” organizzato dalla Volpe sotto i gelsi. Tutte le attività si svolgeranno nel rispetto delle direttive ministeriali e delle conseguenti disposizioni regionali, in riferimento all’emergenza Covid-19.
“Questi ragazzi – ha concluso Paiero – sono una ricchezza per la nostra cooperativa, ma anche per tutta la comunità; a loro va la nostra gratitudine perché ci permettono di rafforzare i servizi del Piccolo Principe e nello stesso tempo ci aiutano anche a diffondere fra i più giovani il valore del volontariato e dell’impegno sociale. Grazie al servizio civile solidale possiamo, infatti, far conoscere le potenzialità dei nostri giovani e contribuire a costruire una comunità accogliente e solidale”. Come detto, il servizio civile solidale è un progetto che ha l’obiettivo di promuovere tra i ragazzi la cultura della pace, della solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è anche quello di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei ragazzi con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società.

—^—

In copertina, i sei ragazzi del servizio sociale di Casarsa della Delizia.

Donne cooperatrici in Fvg: alla loro guida confermata Paola Benini

Confcooperative Fvg ha rinnovato la composizione della propria Commissione Donne cooperatrici. Confermata come coordinatrice regionale Paola Benini, della cooperativa Hattiva Lab di Udine.
Per le quasi 600 cooperative aderenti a Confcooperative in regione, il numero di donne lavoratrici raggiunge il 52 per cento, un dato significativamente superiore alla quota del 37 per cento che si registra nel complesso del mercato del lavoro: «La partecipazione femminile al lavoro continua a crescere negli anni. Restano però ancora insoluti il problema della conciliazione vita-lavoro e del gender gap nell’accesso ai vertici delle imprese, anche se come Confcooperative registriamo che almeno 120 presidenti di cooperative sono donne, un dato ancora non soddisfacente, ma rilevante rispetto alle altre tipologie d’impresa – spiega Paola Benini -. Culturalmente c’è ancora moltissimo lavoro da fare. Esistono numerosi strumenti normativi e contrattuali che consentirebbero di diffondere in azienda pratiche di conciliazione tra il lavoro e l’attività di cura familiare: la loro conoscenza è purtroppo ancora limitata. Una scarsa diffusione di strumenti di conciliazione costituisce, ormai, un fattore limitante dello sviluppo delle imprese della nostra regione», conclude la coordinatrice.
Vicecoordinatrice della Commissione è Mirella Berdini (Cooperativa Consumatori Premariacco). Le altre componenti sono: Chiara Artico (Pu.ma), Renata Purpura (Civiform), Laura Pizzini (cooperativa Puntozero), Laura Mirolo (cooperativa sociale L’Ancora), Paola Marano (cooperativa sociale Karpos), Laura Bertolin (Cantina Ramuscello e San Vito), Giuseppina Piccinonna (cooperativa sociale Aesonthius), Patrizia Moratto (cooperativa sociale Il Guscio), Vera Gulic (cooperativa sociale La Quercia), Agnese Francescato (Cooperativa Acli), Serena Mizzan (Immaginario Scientifico), Rossella Taurian (Cantina La Delizia), Susi Baita (Latteria di Cividale) e Sara Banelli (Nordest Servizi).

—^—

In coopertina, la rieletta coordinatrice regionale Paola Benini.

Nuova coesione in Europa: riflessione al via con salute e giustizia sociale

Le scelte che erano urgenti diventano adesso doverose: nel 2020 pandemico, i temi che potevano sembrare meno “necessari” sono prepotentemente e quotidianamente sotto i riflettori, giorno dopo giorno. Salute, giustizia sociale, green deal e sviluppo sostenibile scandiscono l’agenda politica delle governance internazionali. Non a caso, proprio intorno a queste priorità si articola la nuova serie – la numero 46 – degli Incontri di Cultura storico-politica promossi dall’Istituto Regionale di Studi Europei: “Europa, quale nuova coesione?” è appunto il filo rosso della riflessione che si articolerà in tre incontri settimanali, da giovedì 12 a giovedì 26 novembre, dalle 15.30.

Roberto Reale

È il docente e saggista Roberto Reale, nota firma del giornalismo radio-televisivo – ideatore di un settimanale di approfondimenti Tv che ha fatto scuola, “Scenari: l’inchiesta web” – a coordinare questa serie di incontri Irse, in dialogo con i relatori con l’apporto di originali contributi multimediali: : “Un anno fa – spiega Reale -, per presentare il Corso 2019, avevamo parlato di ora della verità per l’Europa, soprattutto riferendoci alla sfida climatico-ambientale. Nessuno poteva sapere che questo virus pandemico avrebbe travolto le nostre vite e anche i consueti tempi lunghi della diplomazia europea, le granitiche certezze sui pareggi di bilancio e sulla sacralità delle politiche di austerità. Il Covid-19 ha posto ora la Ue di fronte a un bivio, al dovere di una scelta».

Tommaso Piffer

Si parte, dunque, giovedì alle 15.30, con l’incontro dedicato a “La salute: vero banco di prova per una nuova giustizia sociale“, che vedrà protagonista Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva e direttore dell’Agenzia di valutazione civica, dal 2006 al 2012 coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato. Quanto è sopravvissuto, nell’anno del Covid, della visione efficientistica della Sanità e dei parametri “aziendalistici” che valutavano la gestione del servizio sanitario nazionale? Certamente, tutti hanno ben chiaro che una rete di assistenza sul territorio e ospedali attrezzati sono in sé patrimonio pubblico per la tutela della salute dei cittadini. Nel corso dell’incontro, è previsto l’intervento di Elly Schlein, gia europarlamentare e attuale vicepresidente della Regione Emilia Romagna.
Si proseguirà giovedi 19 novembre con un focus dedicato alla sfida del Green Deal europeo e in particolare al Next Generation Ue, il piano che guarda al futuro delle nuove generazioni: innovazione, digitale, drastica riduzione emissioni anidride carbonica per cercare di contenere l’effetto serra e progettare, attraverso lo sviluppo sostenibile, un futuro di valore condiviso. Relatrice sarà l’economista Chiara Mio, docente universitaria particolarmente impegnata nei temi della responsabilita d’impresa, presidente di Credit Agricole Friuladria. Previsto l’intervento introduttivo di Alexandra Geese, europarlamentare tedesca del Gruppo dei Verdi/Alleanza Libera europea.
A suggello degli incontri, giovedì 26 novembre, Irse proporrà l’analisi di Tommaso Piffer, docente di storia dell’Europa contemporanea all’Università di Udine, autore di saggi di riferimento come ”Totalitarian Societies and democratic transition” (2017). In dialogo con Roberto Reale, anche attraverso l’apporto di contributi multimediali, Piffer approfondirà il tema “Dai totalitarismi all’integrazione europea. L’Europa di oggi davanti al suo passato, uno “sguardo all’indietro” per ripercorrere il momento della nascita di un’Europa unita, dopo le devastazioni delle guerre mondiali e le tensioni della guerra fredda. Il 2020 si pone certamente come anno di snodo per ritrovare una reale e rinnovata coesione.

La partecipazione alle dirette streaming è gratuita e aperta a tutti: registrati sul sito www.centroculturapordenone.it/IRSE (irse@centroculturapordenone.it / tel. 0434.365326).

Gli incontri sono accessibili in live streaming al link bit.ly/IRSE_EU_QualeNuovaCoesione e nei giorni successivi sul canale YouTube Cultura Pordenone.
Facebook/Twitter/Instagram: IRSE-ScopriEuropa

—^—

In copertina, Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva e direttore dell’Agenzia di valutazione civica.

 

Legge di Stabilità Fvg: sanità, imprese e agricoltura avranno altri fondi

La Giunta regionale ha approvato in via preliminare la Legge di Stabilità: per la sanità sono previste ulteriori risorse per 43 milioni di euro per rispondere alle mancate entrate del superticket (10 milioni), per i rinnovi contrattuali (30 milioni) e per l’abbattimento delle rette per le case di risposo (3 milioni). Per il futuro Sviluppo impresa è stata prevista una dotazione finanziaria di 10,3 milioni con 2 milioni aggiuntivi per i poli di Sappada; per il settore primario verranno destinati 7 milioni per il Fondo di rotazione in agricoltura più ulteriori 2 milioni: per la lotta al bostrico (un milione di euro) e per norme integrative del Psr (un milione). Infine, 2 milioni sono la destinazione iniziale per la nuova Legge sulla famiglia. E’ quanto si apprende attraverso una nota Arc, nella quale l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, spiega che “grazie a un lavoro di razionalizzazione, inquadrato in un momento così particolare come quello che stiamo vivendo, saremo in grado di far avere alle direzioni degli assessorati risorse da distribuire in linea con il dato iniziale del 2020”.

“Abbiamo voluto dare – commenta l’esponente della Giunta Fedriga – un’immediata risposta alle necessità della comunità, tenuto conto che continueremo a costruirlo e ad arricchirlo giorno dopo giorno fino al suo arrivo in Aula: nel quadro di incertezza sanitaria, sociale ed economica che ci troviamo ad affrontare ora e che influirà anche sul nostro futuro, siamo riusciti a preparare un lavoro di valorizzazione delle risorse e di scelta delle priorità, dando allocazione a maggiori riparti dove abbiamo ritenuto ci fossero settori con più criticità”.

Ecco, in sintesi, i riparti per ogni Direzione: Protezione civile regionale: 15 mln Direzione centrale Finanze: 30,86 mln Direzione centrale Patrimonio, Demanio, Servizi generali e Sistemi informativi: 96,47 mln Direzione centrale Autonomie locali, Funzione pubblica, Sicurezza e Politiche sull’immigrazione: 743,85 mln Direzione entrale Cultura e Sport: 72,31 mln Direzione centrale Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile: 87,46 mln Direzione centrale Infrastrutture e Territorio: 364,12 mln Direzione centrale Attività produttive: 110,21 mln Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali, ittiche: 80,13 mln Direzione centrale Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia: 131 mln Direzione centrale Salute, Politiche sociali e Disabilità: 2.780,66 milioni. Dopo questa approvazione, il Ddl passerà al Consiglio delle autonomie locali, per ricevere sulle parti di competenza pareri e intese.

—^—

In copertina, l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli.

 

Casarsa presenta la “Sposa solidale”, un segno di speranza anti-crisi

Un messaggio di speranza rivolto al futuro da alcuni degli edifici storici, spesso poco noti, del Friuli Venezia Giulia: il settore dei matrimoni deve fare i conti, duramente, con l’emergenza Covid-19, ma da Casarsa della Delizia arriva un progetto che offre alle promesse spose dei meravigliosi abiti potendo fare, nel contempo, scegliendoli, anche del bene. Si tratta del progetto “Sposa solidale” (che offre anche bomboniere) messo a punto dalla cooperativa Il Piccolo Principe per raccogliere fondi a favore dell’associazione Il Noce Onlus che si occupa di minori. «”Sposa solidale” – fa sapere Livio Castellarin, responsabile del progetto – può contare sul supporto di atelier di abiti da sposa che hanno cessato la propria attività e hanno scelto di donare tutti i loro abiti a noi e all’associazione di volontariato il Noce. Tutti i capi e gli accessori che sono stati e vengono tuttora donati sono nuovi e di ottima fattura, tutti diversi uno dall’altro. Le future spose possono vederli liberamente, sceglierli, provarli e fare una donazione a favore dell’Onlus”. Per avere un appuntamento, basta telefonare al numero 339.5353108.

In posa a Provesano…

… e a Valeriano.

Ma per suscitare interesse tra le spose, la cooperativa sociale casarsese si è inventata anche un’interessante iniziativa comunicativa visibile sui social network che lega gli abiti da sposa, appunto, ad alcuni edifici storici o a paesaggi del Friuli Venezia Giulia. «Abbiamo creato una pagina Facebook Sposa Solidale e un profilo Instagram dedicato – aggiunge Castellarin – dove stiamo fotografando alcuni modelli di abiti, indossati dalle nostre volontarie, ambientandoli nei luoghi più magici del Friuli Venezia Giulia. Una sorta di viaggio che valorizza i vestiti da sposa, ma anche promuove in chiave turistica il nostro patrimonio storico, culturale e paesaggistico».
Un racconto sui social che è diventato così una vetrina: le spose interessate possono infatti, visitando le pagine Facebook e Instagram dedicate, già selezionare i modelli di abiti da sposa solidali preferiti tra quelli indossati dalle volontarie, per poi arrivare già orientate al momento della scelta. E oltre a fare del bene, perché il ricavato delle donazioni pro abito da sposa poi, come detto, verrà devoluto all’associazione Il Noce, potranno anche risparmiare denaro.

Alla Pieve di Nimis…

«Si tratta di abiti nuovi, di pregio – specifica ancora Castellarin – realizzati da sartorie italiane. Noi chiediamo solo un’offerta e quindi anche le spose che non hanno a disposizione grandi cifre per acquistare l’abito dei loro sogni, potranno comunque avere un abito unico e prezioso, che in più è anche solidale. Scegliendo uno di questi abiti non si corona solo il proprio sogno, ma anche quello dei volontari dell’associazione Il Noce che potranno continuare a promuovere tanti progetti di solidarietà a favore di bambini e famiglie fortemente rallentati dalla pandemia».
«Ringrazio la cooperativa Il Piccolo Principe per questa iniziativa – afferma Luigi Piccoli, presidente dell’associazione di volontariato Il Noce, commentando la bella iniziativa – in tempi in cui non è possibile organizzare i consueti appuntamenti per la raccolta fondi vitale per le attività dell’associazione dedicate ai bambini e dunque iniziative come queste sono per noi vero “ossigeno”. Mi piace poi pensare che il sogno della sposa in qualche modo si realizza partecipando al sogno del Noce, il cui motto è proprio “Se uno sogna solo è soltanto un sogno, se molti sognano insieme è l’inizio di qualcosa di nuovo”».

… e a Villa Ottelio ad Ariis.

Oltre alle prove su appuntamento, la cooperativa sociale ha anche deciso di aprire al pubblico i laboratori del proprio Centro Socio-occupazionale in due giornate (con ingresso contingentato e rispettoso delle disposizioni anti contagio). Il 14 e il 15 novembre, dalle 9 alle 18, sarà possibile visitare la sede del centro in via Vittorio Veneto 22, a Casarsa, nel quale sarà esposto un assortimento di abiti da sposa donati da atelier specializzati al fine di sostenere progetti di solidarietà. All’interno del progetto anche la possibilità di scegliere bomboniere solidali per il proprio matrimonio. Al Centro socio-occupazionale, per persone con disabilità, vi è infatti un laboratorio di ceramica, dove vengono creati oggetti proposti per le bomboniere solidali, poi confezionati con cura dalla Bottega Il Piccolo Principe. Sarà inoltre possibile ammirare l’esposizione di piante solidali della fattoria sociale La Volpe sotto i Gelsi che molte coppie scelgono come “bomboniera” green ed etica.

—^—

In copertina con gli abiti da sposa “solidali” davanti alla splendida Villa Manin di Passariano e qui sopra al Castello di Caneva.

 

Friulia e Civibank alleate per aiutare il turismo a riprendersi dalla crisi

Il turismo è uno dei settori economico-produttivi che in Friuli Venezia Giulia ha maggiormente sofferto i contraccolpi della crisi pandemica. E che continua a subirne le conseguenze in seguito alla recrudescenza dell’emergenza sanitaria, la quale, dopo aver gravemente penalizzato le località balneari, ora si torna ad abbattere pesantemente sugli sport invernali e quindi sul movimento turistico ad essi collegati. Per far fronte alla preoccupante situazione, Friulia e Civibank si sono alleate mettendo a punto uno strumento di finanza alternativa che permetterà alle Pmi della regione di accedere a finanziamenti fino a 1 milione di euro per sostenere nuovi investimenti e iniziative imprenditoriali. La Finanziaria regionale e la Banca di Cividale si sono mobilitate, infatti, a sostegno delle imprese turistiche Fvg, un comparto che rappresenta il 12% circa del Pil regionale e che negli anni ha dimostrato di saper creare opportunità di business capaci di valorizzare il territorio, la cultura e le tradizioni anche in chiave “slow”. Il turismo, però, come si diceva, è anche uno dei settori tra i più colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia e necessita ora di una risposta tempestiva per poter ripartire con ritrovata energia per garantire un’offerta ancora più qualificata.
Friulia e Civibank hanno quindi ideato “Turismo FVG Multiloan”, uno strumento innovativo che punta a sostenere le realtà attive nel settore turistico, alberghiero e della ristorazione immettendo nuova liquidità per sostenere progetti relativi a nuovi investimenti e iniziative imprenditoriali. Friulia – in un conto corrente appositamente aperto presso Civibank – metterà a disposizione una provvista che servirà a sostenere finanziamenti alle imprese del settore turistico per arginare la crisi, ma anche per sostenere investimenti, ammodernamenti e nuove opportunità. La partnership è stata pensata, infatti, anche per quelle aziende che necessitino di maggior liquidità con l’obiettivo di espandere la propria attività.

Federica Seganti

Nella prima fase di “Ramp-up”, fino al 31 marzo 2021, Civibank raccoglierà le richieste provenienti dalle aziende, che potranno così usufruire di finanziamenti a tasso fisso fino a 6 anni per importi variabili dai 100mila a 1 milione di euro. I singoli accordi di finanziamento saranno costruiti in maniera flessibile sulle specifiche esigenze delle imprese e gli importi saranno immediatamente erogati affinché si possano utilizzare per sostenere la continuità operativa o nuovi progetti di sviluppo.  Conclusa la fase di “Ramp-up” i finanziamenti potranno essere trasferiti ad una società veicolo appositamente costituita che li acquisterà mediante l’emissione di titoli che saranno sottoscritti da Friulia (come anchor investor), Civibank ed eventualmente da altri investitori istituzionali.
L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini ha dichiarato: «È importante che in questo momento Friulia, con la partnership di un istituto di credito radicato sul territorio, metta a punto strumenti innovativi di sostegno alle imprese fornendo loro la liquidità necessaria a non rinunciare a progetti di investimento. Il turismo in Friuli Venezia Giulia si sta già ristrutturando con nuovi modelli di offerta che intendiamo continuare ad accompagnare e sostenere per affrontare al meglio le prossime stagioni turistiche».

«Il “Turismo FVG Multiloan” rientra tra le iniziative del piano di sostegno alla ripartenza delle imprese che Friulia ha intrapreso già a partire dallo scorso marzo, con i primi 50 milioni di euro di aiuti che sono stati destinati a misure straordinarie per le aziende partecipate – ha sottolineato la presidente di Friulia, Federica Seganti -. Oggi, grazie a questo strumento – ha aggiunto – intendiamo offrire nuove opportunità alle numerose realtà del settore turistico, un comparto fondamentale nel Friuli Venezia Giulia, essendo la nostra regione una terra di confine unica nel suo genere grazie alla presenza di monti, colline, laghi e mare che permettono ai turisti provenienti da tutta Europa di poter beneficiare di un’esperienza unica e variegata. In una situazione complessa e in costante evoluzione come quella che stiamo vivendo, c’è dunque bisogno della collaborazione di tutti i principali attori economici e finanziari presenti sul territorio, che devono far fronte comune per garantire quei finanziamenti necessari alla ripartenza dei settori più in sofferenza, agevolando l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. Con “Turismo FVG Multiloan” puntiamo a fornire un valido supporto ad almeno 40 imprese, consapevoli che l’unico modo per investire sul futuro sia quello di assicurare liquidità e finanze subito disponibili al tessuto imprenditoriale».

Sergio Emidio Bini

«Con questa partnership, Civibank rinnova il proprio impegno concreto nel sostenere le attività produttive del territorio, in tutti i settori e soprattutto in quelli più duramente colpiti dall’emergenza sanitaria – ha evidenziato la presidente Michela Del Piero -. Oggi affrontiamo, a partire da tutto il comparto turismo, una crisi durissima; insieme alle Istituzioni regionali, siamo al fianco di tutti gli operatori che vogliono resistere, non arrendersi. Ma in un’ottica più ampia, guardando a quello che sarà il futuro dopo la pandemia, anche questa iniziativa fa parte dell’impegno che Civibank mette da sempre a disposizione per lo sviluppo del Friuli Venezia Giulia – continua la presidente Del Piero -. È fondamentale assistere oggi il comparto turistico regionale per garantire la sua crescita futura, quale settore strategico di sviluppo per la nostra economia. La nostra Regione ha la grande opportunità di poter sviluppare un settore turistico ancora in divenire in modi nuovi, ispirati anche ai principi dell’innovazione, del turismo lento e della sostenibilità. Possiamo e dobbiamo continuare a crescere in questo senso, in sintonia e sinergia con Friulia e la Regione Friuli Venezia Giulia, in modo da fare sistema di fronte alle grandissime difficoltà di oggi».

—^—

In copertina, la presidente di Civibank, Michela Del Piero; qui sopra, la sede dell’istituto di credito cividalese.

PeDia, il progetto ora è on line: con Fedeli le sfide dei bambini

PeDia continua nella massima sicurezza. Il nuovo progetto che l’associazione di promozione sociale e culturale Klaris – Kulture, Lingue, Aggregazione, Ricerca, Integrazione, Solidarietà realizza allo scopo di offrire un supporto alle famiglie e in particolare all’esercizio efficace e consapevole della funzione genitoriale, non si ferma, ma si adegua al meglio a quanto previsto dai nuovi provvedimenti emanati per fronteggiare la diffusione del virus Covid 19. L’iniziativa, il cui nome corrisponde all’acronimo di Pedagogia del dialogo e dell’ascolto e riprende il termine latino paedia e quello greco antico paideia (entrambi con il significato di “educazione”), prevede una serie di interventi finalizzati allo scambio di buone prassi e allo sviluppo e alla condivisione di nuove conoscenze e abilità volte a promuovere la qualità della vita familiare, il dialogo e la comprensione tra genitori e figli e la conciliazione tra tempi di lavoro e funzione educativa.

Marco Pangos

Dopo i laboratori ludico-educativi a cura di Giulia Stuani e le trasmissioni radiofoniche di carattere divulgativo e informativo, dal titolo Radio PeDiA, realizzate e diffuse da Radio Onde Furlane (sui 90 Mhz nella maggior parte del Friuli, sui 90.2 Mhz in Carnia e ovunque in streaming all’indirizzo www.radioondefurlane.eu) con cadenza quindicinale, il venerdì alle 8.30, il sabato alle 17.30 e la domenica alle 13.30, cominciano a novembre anche gli incontri e le conferenze di con psicologi ed esperti.
Ovviamente si svolgeranno on line e non in presenza, come originariamente previsto, e pertanto in qualche caso cambieranno anche data e orario. È il caso dell’incontro con lo psicologo Marco Pangos, intitolato Genitori e figli: ribelli diversi, programmato per domani 6 novembre nel Centro civico ex Latteria di Carlino, rinviato dopo il 15 novembre sulla pagina Facebook dell’associazione Klaris (https://www.facebook.com/AssociazioneKlaris), che ospiterà anche le altre conferenze, a partire da quella di Daniele Fedeli, docente di pedagogia speciale all’Università di Udine, dal titolo “Le sfide dei bambini. Come gestirle in modo costruttivo”, confermata il 13 novembre, con inizio alle 20.30. Nelle settimane successive saranno proposti anche gli appuntamenti con lo psicologo Andrea Paschetto sul tema Gli antidoti per gli atteggiamenti negativi. Le parole che non feriscono e con la psicologa Giusy Guarino, che parlerà di Comunicazione empatica tra genitori e figli.

Tutti i dettagli e gli aggiornamenti al riguardo saranno messi a disposizione sul sito internet dell’associazione Klaris (https://klarisweb.wordpress.com/) e all’interno delle prossime puntate della trasmissione Radio PeDiA, in programma il 6 novembre (repliche il 7 e l’8) e il 20 novembre (repliche il 21 e il 22) su Radio Onde Furlane.
PeDia è un progetto realizzato dall’associazione Klaris con il confinanziamento della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, nell’ambito delle attività a sostegno dell’associazionismo familiare, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine e dei Comuni di Basiliano, Carlino, Martignacco, Moruzzo, Premariacco, Remanzacco e Tavagnacco e con la collaborazione delle cooperative Informazione Friulana, società editrice di Radio Onde Furlane, e Athena Città della Psicologia.

—^—

In copertina, il professor Daniele Fedeli dell’Università di Udine.

 

Coronavirus e categorie penalizzate, in Fvg un fondo da 18 milioni

Il Fondo emergenza da 18 milioni di euro introdotto con l’assestamento di bilancio autunnale sarà utilizzato per erogare contributi a fondo perduto alle stesse categorie economiche penalizzate dal recente Dpcm per il contenimento della diffusione del Coronavirus. È questo il criterio generale che l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha condiviso con i sindacati e con i rappresentanti delle categorie economiche nel corso di due incontri tenutisi, come informa Arc, con l’obiettivo di definire le modalità di utilizzo del Fondo regionale.
“Il nostro obiettivo è fare tutti gli sforzi possibili per andare incontro alle categorie più penalizzate sovrapponendoci ai codici Ateco del Dpcm Ristori e aggiungendo alcune categorie come, a titolo esemplificativo, le agenzie di viaggio e tour operator che non sono chiusi, ma è come se lo fossero”, ha spiegato Bini, aggiungendo che “il secondo obiettivo che ci siamo dati è la velocità di erogazione: dobbiamo essere in grado di processare tutte le pratiche affinché entro metà dicembre i contributi siano accreditati ai beneficiari”. Tra le categorie da ristorare, Bini indica anche le imprese del mondo della cultura, ricreative, sportive, i cinema, noleggio attrezzature e spettacoli, trasporto privato. “Stiamo valutando in queste ore come integrare le categorie escluse dal Dpcm governativo rispetto al tessuto economico regionale, fermo restando che questo fondo andrà a beneficio prevalente del settore terziario”, ha detto l’esponente della Giunta Fadriga.
Il meccanismo di accesso al contributo sarà articolato in due modalità: da un lato, un accredito una tantum diretto a tutti coloro che avevano già fatto domanda sulla prima linea contributiva (34 milioni di euro licenziati a luglio); dall’altro, la possibilità di accedere al ristoro ex novo per le partite Iva che non rientravano nel primo bando. Quanto alle modalità di domanda Bini ha garantito che sarà improntata alla massima semplificazione, senza necessità di presentare alcun genere di documentazione se non un’autocertificazione come già avvenuto per la prima tranche dei ristori anti-crisi.
Relativamente all’ammontare degli importi “non siamo ancora in grado di dare una determinazione specifica – ha affermato Bini -, ma intendiamo offrire cifre non troppo esigue, tali da dare una garanzia di tenuta alle attività economiche che affrontano questa seconda ondata”. L’assessore regionalei ha inoltre concordato con i rappresentanti dei sindacati (Villiam Pezzetta per la Cgil, Franco Colautti per la Cisl, Giacinto Menis per la Uil) l’istituzione di un Osservatorio con focus specifici per elaborare i dati oggettivi sull’andamento della situazione economica, categoria per categoria, con incontri almeno quindicinali. “Ogni quindici giorni – ha dichiarato Bini – vorrei fare un punto della situazione e condividere l’efficacia dei provvedimenti e l’andamento della crisi”.

—^—

In copertina, l’assessore regionale Bini con  il direttore generale Magda Uliana durante la videoconferenza. (Foto Arc)

Coop Casarsa, i soci sempre a fianco del Banco Alimentare Fvg

La generosità dei soci di Coop Casarsa a favore dei meno abbienti della regione: la cooperativa ha infatti donato 3 mila euro al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia che serviranno per carburante e manutenzione degli automezzi con cui ogni giorno il sodalizio recupera derrate alimentari invendute da destinare a enti caritativi convenzionati. I fondi sono stati destinati dai soci attraverso la raccolta punti annuale e integrati dalla stessa cooperativa casarsese.

Mauro Praturlon

“Questa donazione – ha spiegato il presidente del Banco Alimentare Fvg, Paolo Olivo, ringraziando il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon, e il direttore Piergiorgio Franzon – ci permetterà di continuare a perseguire la nostra mission: recuperare alimenti e donarli alle strutture che assistono i più poveri del nostro territorio. Attualmente il Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia aiuta, infatti, più di 300 enti caritativi convenzionati, i quali assistono circa 47 mila indigenti in regione e nel Veneto Orientale. La nostra operatività è particolarmente attiva nella provincia di Pordenone, soprattutto per quanto riguarda il recupero sistematico e costante di alimenti freschi invenduti col programma “Siticibo”, che nel solo 2019 ha avuto un incremento del 178%. Un ringraziamento a Coop Casarsa anche a nome di tutti i volontari che si impegnano quotidianamente e con grande disponibilità in quest’opera”.
“Il grande cuore dei nostri soci e le radici mutualistiche e solidali della cooperativa – ha commentato Mauro Praturlon – vengono confermati da questa donazione che ormai effettuiamo da diversi anni, sempre al fianco del Banco Alimentare e dei meno abbienti del territorio in cui operiamo, ai quali così viene portato un aiuto concreto”.

Inoltre, Coop Casarsa fino al 2019 ogni mese di novembre ha ospitato nei propri 14 punti vendita tra le province di Pordenone, Udine e Treviso i volontari del Banco per la Giornata nazionale della colletta alimentare. Quest’anno, per gli ovvi motivi legati alla pandemia da Coronavirus e agli assembramenti da evitare, la Colletta sarà realizzata attraverso una charity-card precaricata con 2, 5 o 10 euro acquistabile nelle casse dei punti vendita aderenti e pure online, che sarà poi consegnata al Banco regionale di competenza (tutte le informazioni su collettaalimentare.it).
La Cooperativa di Casarsa è attiva sul territorio provinciale pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis e a in provincia di Treviso a Francenigo.

La sede di Casarsa.

—^—

In copertina, operazioni di carico al Banco alimentare Fvg.

Cave del Predil, un progetto per la valorizzazione della vecchia Laveria

di Giancarlo Martina

Sarà dato il giusto risalto alla “Laveria”, importante reparto collegato all’estrazione dei minerali di zinco e piombo della ex miniera secolare di Cave del Predil. La giunta di Tarvisio, guidata dal sindaco Renzo Zanette, ha infatti disposto a questo fine l’assegnazione di un specifico contributo di 26 mila euro (di 20 mila l’entità del contributo richiesto alla Regione Fvg mentre 6 mila saranno coperti con fondi propri del Comune).
“La Laveria nel ciclo delle lavorazioni della ex miniera di Cave del Predil è il titolo del progetto – spiega l’assessore alla Cultura, Antonio Petterin – che si pone l’obiettivo di ricostruire e portare alla luce tutto il mondo della laveria, fin ad ora rimasto rimasto ancora inesplorato a quasi 30 anni della chiusura dell’attività estrattiva avvenuta nel 1991”. Un vero peccato perché, ricordano gli anziani minatori, quello era un reparto all’avanguardia in campo mondiale con attrezzature di cui purtroppo non c’è più traccia. “Anche per questo motivo – continua l’assessore – è doveroso conservarne memoria. La laveria era un opificio specializzato nella lavorazione del minerale grezzo estratto dalla miniera. Ben si notano ancora le sue strutture murarie edificate lungo la pendice del monte Re, all’esterno della cava. Lì vi lavoravano il personale specializzato, periti chimici, uomini e donne. E con questo studio di ricerca viene affrontato un tema storico-etnografico inedito e fondamentale per comprendere appieno le ricadute sociali e culturali di un processo estrattivo che in quei tempi coinvolgeva anche la forza lavoro femminile”. Partner dell’iniziativa l’Università di Udine e l’Osservatorio del Turismo dello stesso ateneo, l’Ance del Friuli Venezia Giulia e l’Alea, la cooperativa che gestisce la parte museale di Cave del Predil.

—^—

In copertina, storici impianti produttivi nella ex miniera di Cave del Predil, nel Tarvisiano.