Un invecchiamento in salute beneficiando dell’attività fisica

I benefici del movimento e di un’attività fisica di intensità adeguata, elementi connaturati all’organismo umano, che contribuiscono a migliorare la qualità della vita, sono al centro del nuovo appuntamento del ciclo di incontri proposti da CasaViola-Associazione De Banfield “Obiettivo Salute”, in programma domani 20 novembre, alle 17.30, sulla piattaforma caregiveracademy.it


Protagonista il fisioterapista Gilberto Cherri – past president del Gruppo di Interesse Specialistico in Fisioterapia Geriatrica dell’Associazione Italiana Fisioterapisti, si occupa da sempre della fisioterapia in ambito geriatrico – che spiegherà come poter aspirare ad un invecchiamento in salute e l’importanza della prevenzione sull’insorgenza delle malattie o il peggioramento delle stesse. Gli effetti dell’attività fisica si evidenziano non solo nella dimensione del corpo e dell’apparato locomotore, ma tutti gli organi ed anche le funzioni cognitive ne risentono in maniera favorevole. L’invecchiamento in salute con conseguente innalzamento della soglia della disabilità e l’assistenza di tipo attivante, mirata al mantenimento delle funzioni per il maggior tempo possibile, rappresentano la sfida attuale e futura dei sistemi socio-sanitari, non solo per motivazioni di tipo economico-gestionale ma soprattutto per la garanzia dei diritti di salute e dignità della persona anziana e fragile.


Il dottor Cherri, attualmente Coordinatore dell’Attività Riabilitativa alla Rsa San Giusto-Asugi, è componente della commissione di Asugi sul controllo e monitoraggio della contenzione e buone pratiche. Si occupa del sito Trieste Libera da Contenzione ed è componente del gruppo di studio e ricerca in Infermieristica Gerontologica dell’Università Federale Fluminense di Nitèroi, a Rio de Janeiro in Brasile, e del gruppo di discussione, promozione culturale e scientifica la “Tríplice Aliança – Grupo Triple Alianza – Gruppo Triplice Alleanza, promuove l’invecchiamento attivo e le buone pratiche assistenziali e di tipo attivante libere da azioni di contenzione.

La partecipazione all’incontro è libera e gratuita. Per prenotazioni: 040.362766 (dalle 10 alle 12) o inviando una mail a: casaviola@debanfield.it

 

Andare dal parrucchiere in un altro Comune? Vietato, il Fvg insorge

In Friuli Venezia Giulia le ultime norme anti-contagio, in seguito della classificazione “arancione” del suo territorio, fanno scattare una ferma protesta da parte dei parrucchieri. Il perché è presto detto: andare nel salone sito in un altro Comune rispetto a quello di residenza è infatti vietato, anche se il Comune è contermine, a meno che il servizio non sia indisponibile a “casa propria” o che non sia economicamente sconveniente. Così è, secondo l’interpretazione data dal Prefetto di Trieste nonché Commissario di Governo in Fvg, Valerio Valenti, all’articolo 2, comma 4, dell’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte relativo alle limitazioni degli spostamenti. Il dettato normativo, prestandosi a diverse letture a livello locale, ha prodotto – si sottolinea in un comunicato – una situazione iniqua nel Paese tale per cui se nella zona “arancione” del Friuli Venezia Giulia gli spostamenti sono vietati, in quella rossa della Lombardia muoversi per andare dal parrucchiere invece si può in diverse province, da Sondrio a Brescia, da Monza a Cremona, come pure in Piemonte nel Cuneese.

Loredana Ponta


I saloni friulani, ma anche i centri estetici e i tatuatori, denunciano la disparità di trattamento. Il comparto dei servizi alla persona, che a livello regionale conta su 3.245 imprese artigiane, dà lavoro a quasi 6 mila addetti e nelle province (a differenza che in città) lavora per il 40/50 per cento con clienti che provengono da fuori Comune, è sul piede di guerra. In Friuli la maggior parte delle imprese ha sede in piccoli paesi. Il rapporto tra Udine capoluogo e provincia è del 25 al 75 per cento: due imprese e mezza hanno sede in città contro le 7,5 dei paesi dell’ex provincia. Rapporto che ovviamente si inverte nel caso della provincia giuliana dove fatte 100 le imprese, il 93,4% ha sede in città.
«La scelta di limitare gli spostamenti nel caso di servizi come il nostro è poco lungimirante perché non tiene conto della salute dei cittadini. Le persone sono impaurite e rischiano di non muoversi piuttosto che andare dove non conoscono e non si sentono sicure. Il risultato? Ancora una volta sarà quello di aumentare l’abusivismo – denuncia Loredana Ponta, capocategoria di Confartigianato-Imprese Udine e Fvg – con il risultato che i saloni, dove vengono rispettati tutti i protocolli e le norme igieniche, saranno vuoti, mentre nelle case avremo persone che tagliano i capelli in barba a ogni decreto, mettendo a repentaglio anzitutto la salute dei cittadini». Ponta non si consola pensando che si tratta di una restrizione a breve termine. «Anzitutto non sappiamo cosa accadrà poi, ma intanto il danno è fatto. Abbiamo perso tre mesi in primavera, l’estate è andata a rilento anche per via delle limitazioni che abbiamo osservato in modo rigoroso, diluendo appuntamenti, acquistando presidi igienico-sanitari, pulendo ancor più di prima: sono tutti costi che dobbiamo ammortizzare. Ora ci ritroviamo poco meno che bloccati. Proprio noi che lavoriamo su appuntamento, con la massima igiene e con persone che a differenza delle grandi città, dove i mezzi pubblici sono affollatissimi, raggiungono i nostri saloni in macchina da casa propria. Cosa cambia se per arrivare fanno in auto un chilometro o due in più?», domanda Loredana Ponta ricordando il “caso” Lombardia, dove diversi prefetti hanno autorizzato gli spostamenti dando un’interpretazione del decreto meno restrittiva di quella operata da Valenti.
“Si ritiene che ogni valutazione non possa prescindere dal dato letterale della norma e che eventuali interpretazioni eccessivamente estensive finirebbero con lo svilire l’efficacia reale delle disposizioni in commento rispetto alle finalità per le quali sono state previste”, scrive il Commissario del Governo in risposta al quesito posto da Confartigianato Fvg. D’altro canto, Valenti concede qualche piccola licenza in caso di “concreta mancanza o sostanziale limitatezza o ancora dimostrata non convenienza economica del servizio nel Comune di residenza, domicilio o abitazione”. In questa condizione, lo spostamento sarebbe consentito, ma solo tra Comuni contigui. A questo proposito, l’elenco dei Comuni del Fvg con i relativi Comuni contigui è stato messo a disposizione sul sito www.confartigianatoudine.com dov’è liberamente consultabile. Chiosa, infine, Loredana Ponta: “Già in zona gialla abbiamo iniziato a sentire la crisi e a mettere in cassa integrazione i primi dipendenti, ora con la zona arancione interpretata in modo così restrittivo la situazione si fa ancor più grave. O ci fanno lavorare o ci ristorino delle perdite, perché così i piccoli saloni non sono in grado di resistere”.

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In copertina, una parrucchiera al lavoro: professione in difficoltà per le norme anti-Covid.

 

Camera di Commercio Pn-Ud: anche online la firma digitale

La firma digitale si può ora richiedere anche online, da casa o dall’ufficio, perché alla Camera di Commercio di Pn-Ud è stata attivata la modalità del riconoscimento via webcam e spedizione a domicilio del dispositivo, con ampia disponibilità di appuntamenti e consegna in pochi giorni.
Per accedere a questo servizio, possibile grazie a Infocamere, è necessario avere una webcam (o la fotocamera del proprio smartphone) e una connessione che consenta di effettuare videochiamate con buona definizione dell’immagine. Con il servizio di riconoscimento online è possibile prenotare l’appuntamento con un operatore e collegarsi all’ora indicata per ottenete il rilascio di una smart card e di un Token Dna wireless. In pochi minuti l’operatore procederà al riconoscimento chiedendo di esibire i documenti espressamente indicati e farà firmare la richiesta tramite un codice che sarà ricevuto direttamente sul cellulare del richiedente. Al termine del riconoscimento, il dispositivo sarà prodotto e spedito tramite corriere all’indirizzo comunicato.
Per la modalità online con prenotazione non serve dunque doversi recare fisicamente allo sportello, ma ovviamente la modalità tradizionale resta valida, sempre prenotando prima il proprio appuntamento negli uffici della Camera. Il pagamento per il servizio online con riconoscimento via webcam è possibile tramite Pago PA. I requisiti per accedere al servizio online sono aver compiuto 18 anni, essere in possesso del codice fiscale italiano, tessera sanitaria e documento di identità valido, che dovranno essere esibiti durante l’identificazione via webcam, disporre di una casella di posta elettronica personale (non aziendale) a cui si riceveranno i codici Pin e Puk; telefono che abbiano accesso all’indirizzo di posta elettronica personale sul quale verranno inviati i codici necessari per poter eseguire il rilascio della firma digitale.
La prenotazione dell’appuntamento online va fatta seguendo le indicazione al link https://bit.ly/firmadigitalePNUD. Al momento della prenotazione, il sistema chiederà di inserire una Passphrase: si tratta di una password necessaria per accedere al file Pdf che conterrà Pin e Puk del vostro dispositivo di firma. Si consiglia di annotarla con cura. Tutte le info sui costi e altri approfondimenti sono disponibili sui due siti territoriali di pnud.camcom.it

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio.

La Fondazione Carigo conferma i 3 milioni destinati al territorio

In un periodo storico quanto mai complesso, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia rafforza la sua vicinanza alla comunità locale, confermando in 3 milioni di euro le risorse che nel 2021 verranno destinate al supporto del territorio e delle sue progettualità. E’ quanto emerge dal Documento di Programmazione Annuale 2021, predisposto dal Consiglio di amministrazione e approvato all’unanimità dal Consiglio di indirizzo della Fondazione, con il quale viene definita la pianificazione delle risorse e degli interventi da mettere in campo per rispondere alle esigenze della comunità di riferimento.
“La pandemia ha travolto come un’onda il nostro tessuto sociale e produttivo, accelerando le innovazioni, distruggendo e poi trasformando, costringendo al cambiamento”, commenta il presidente della Fondazione, Roberta Demartin, che aggiunge: “Siamo di fronte a una sfida epocale, ma dobbiamo riuscire a farvi fronte, e in questo la Fondazione è confortata dalle scelte, che oggi si confermano essere state lungimiranti, effettuate negli ultimi anni. La priorità assegnata al mondo giovanile, scolastico e del volontariato, nonché le decisioni prudenti e previdenti adottate in tema di investimenti, oggi dimostrano tutta la loro validità e attualità. Infatti, la forte attenzione degli ultimi anni alla tutela del patrimonio ha permesso, nonostante la sfavorevole situazione economica attuale, di confermare 3 milioni di euro a supporto del territorio. Così come dimostra tutta la sua forza innovatrice il riferimento all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, che per noi rappresenta, a partire dai documenti programmatici del 2018, il riferimento ideale, la cornice entro cui muoversi ed agire, se si vuole veramente contribuire a fare la differenza, a maggior ragione ora”.

La sede della Fondazione Carigo.

L’analisi dei bisogni del territorio, su cui si basa la programmazione per il 2021, pone necessariamente in primo piano l’emergenza pandemica, e vede dunque confermate le priorità all’Istruzione e al Volontariato – cui vengono destinati rispettivamente 900 mila e 780 mila euro –, ma allo stesso tempo ha portato ad individuare nello Sviluppo locale uno dei settori strategici per il prossimo anno, specie in relazione al rilancio del territorio dal punto di vista economico. Ecco, dunque, che le risorse destinate a questo settore sono passate dal 18,5 al 20% del totale, per un totale di risorse pari a 600 mila euro, in aumento rispetto al 2019 di quasi 280 mila.
Rimangono inalterati i fondi destinati all’Arte e alla Cultura, pari ancora a 600 mila euro, a conferma dell’importante ruolo che la Fondazione Carigo ha svolto e svolge in questo settore al quale, anche in questo anno di blocco di gran parte delle manifestazioni ed eventi culturali, non ha fatto mancare il proprio concreto contributo.
Viene, altresì, confermato l’importante sostegno finanziario al mondo dell’Università, sostenuto sia attraverso fondi del settore Educazione, sia con fondi della Ricerca scientifica, alla quale sono destinati 120 mila euro.

“Lo scenario economico corrente e atteso è fortemente influenzato dagli effetti negativi della diffusione della pandemia e dalle incertezze sull’andamento futuro dei mercati, con inevitabili ripercussioni sul rendimento del portafoglio finanziario della Fondazione e sul relativo rischio nel medio termine. Ne consegue l’aspettativa per un rendimento prospettico contenuto e per una volatilità elevata, che richiederà di mantenere costantemente aggiornati i presidi a tutela del patrimonio della Fondazione. Come sottolineato dal presidente, le decisioni adottate dalla Fondazione negli ultimi anni nell’ottica della conservazione del patrimonio, del contenimento dei rischi del portafoglio, insieme agli accantonamenti effettuati, ci consentono oggi di arginare gli effetti negativi sui risultati conseguenti alla pandemia”, commenta il direttore generale, Rossella Digiusto. “Inoltre – aggiunge -, in un’ottica prudenziale e di trasparenza dei dati la Fondazione ha ritenuto, anche per quest’anno, di non avvalersi della possibilità, prevista dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di neutralizzare temporaneamente gli effetti negativi delle minusvalenze dei titoli non durevoli”.

“Le minori entrate sono principalmente imputabili al mancato dividendo di alcune partecipazioni, in particolare quella di Intesa Sanpaolo, che, al pari di tutte le banche europee, ha annullato la distribuzione dei dividendi nell’esercizio 2020 su indicazione della Bce, per affrontare le problematiche di natura economica scaturite dalla diffusione del virus: l’auspicio, al momento difficile da prevedere, è di tornare ad una condizione di normalità nel 2021”, prosegue il direttore generale. “Oltre a tale riduzione dei dividendi, anche la tassazione influisce largamente sulle disponibilità della Fondazione. L’incremento negli ultimi anni della fiscalità sui dividendi percepiti dalle Fondazioni, passati dall’essere tassati su una base imponibile pari al 5% del loro ammontare a quella attuale del 100%, ha infatti fortemente contratto le risorse a disposizione della comunità. Ecco dunque che diventa sempre più strategico per la Fondazione potenziare la sua attenzione verso interventi, quali il finanziamento di azioni a sostegno del patrimonio artistico e culturale pubblico, che godono del cosiddetto Art bonus, di promozione del welfare di comunità, oltre che diretti al finanziamento della ricerca scientifica, per i quali siano previsti meccanismi di deducibilità fiscale, anche attraverso il riconoscimento di crediti di imposta dedicati”.
“Tutto ciò però non sarà sufficiente – chiosa da ultimo il presidente Roberta Demartin – se non vi sarà la consapevolezza di tutti che solo da azioni condivise possano originare soluzioni efficaci e durature, avendo in mente un’idea di territorio aperto al futuro, con una forte spinta all’innovazione non solo tecnologica ma soprattutto sociale”.

Il centro storico di Gorizia.

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In copertina, Roberta Demartin presidente della Fondazione Carigo.

Infanzia e adolescenza da oggi a Casarsa in una settimana online

Casarsa della Delizia ricorda, durante tutta questa settimana di metà novembre, il 31° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. E vista l’emergenza sanitaria sarà, ovviamente, un’edizione diversa dalle precedenti, ma caratterizzata dallo stesso spirito: il dovere di ricordare con il diritto di fare festa. “Soprattutto quest’anno, in un momento così delicato per i nostri ragazzi – spiegano Ilaria Peloi, assessore alle Politiche giovanili, e Claudia Tomba, assessore alle Politiche sociali -, vogliamo comunque far sentire loro che gli siamo vicini; che la nostra Comunità, dove loro hanno messo radici, è ancora terreno fertile e che ci impegneremo ad affrontare e a superare le difficoltà per garantire loro i diritti e il futuro che si meritano. A 31 anni dalla convenzione sui diritti per l’infanzia e l’adolescenza rifletteremo sul senso delle relazioni, le fragilità e le fatiche genitoriali in tempi di crisi, dedicando ai più piccoli momenti di creatività e animazione attraverso piattaforme online per non dimenticarci mai dell’importanza data al 20 novembre e per spronarci sempre a fare di più”.

Claudia Tomba

Cinque appuntamenti online, dunque, per celebrare l’anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Onu, firmata il 20 novembre 1989: un vero e proprio invito a vivere in pieno questa ricorrenza quello che arriva dagli assessorati casarsesi alle Politiche giovanili e Sociali, i quali hanno allestito un ricco programma tra il 16 ed il 22 novembre rivolto a bambini, ragazzi e ai loro genitori e familiari. L’iniziativa è promossa appunto da Città di Casarsa della Delizia – assessorati alle Politiche giovanili e sociali, Progetto Giovani, Patto Educativo Territoriale, Osservatorio Sociale – Commissione Minori e Giovani, Leonardo Consorzio di Cooperative Sociali, Istituto Comprensivo Pasolini, Coop. Sociale Il Piccolo Principe, Associazione Il Noce, Scuola Materna Sacro Cuore di Casarsa, Scuola Materna Giacomo Jop di San Giovanni e Associazione Famigliamo.

Si parte proprio oggi con la condivisione dell’attività 2020-2021 del Consiglio comunale dei ragazzi e il lancio dell’iniziativa “Diamo voce ai diritti”, a cura del Progetto Giovani. Si prosegue con due appuntamenti “Adulti sul pezzo” dedicati a genitori, educatori, insegnanti.
Domani, 17 novembre, alle 18, online su Zoom, “Come vedere un bicchiere mezzo pieno quando ci dicono che è il contrario?”, Riconoscere le fatiche genitoriali e trovare strategie per affrontarle con Sabrina Ritorto, assistente sociale, coordinatrice genitoriale e mediatrice familiare, e Deborah Manfredi, psicologa e psicoterapeuta.

Gianni Rodari


Giovedì 19 novembre, alle 20.30, “Essere genitori al tempo dell’emergenza sanitaria”, Serata di riflessione e confronto per promuovere il benessere psicosociale offrendo uno spazio di riflessione e di ascolto sugli atteggiamenti educativi con Gisella Sgambati, psicologa psicoterapeuta. L’appuntamento si svolgerà in modalità di gruppo sulla piattaforma Goto meeting su iscrizione (massimo 30 partecipanti). A cura dell’Associazione Famigliamo.
Venerdì 20 novembre, alle 18, in diretta Facebook nella pagina ilnoce.associazioneonlus presentazione del Calendario 2021 dell’Associazione Il Noce e premiazione del 5° Concorso per illustratori.
Infine, domenica 22 novembre, alle 17.30, Reading spettacolare per bambini e famiglie dal titolo “C’era 2 volte Gianni Rodari” per festeggiare i 100 anni dalla nascita di Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), un grande educatore che tutti conosciamo (ma mai abbastanza!) con Carlo Corsini, Simone Carnielli e Alessandro Marchetti.

Info, link e iscrizioni www.progettogiovanicasarsa.it

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In copertina, l’assessore alle Politiche giovanili di Casarsa Ilaria Peloi.

 

 

Fvg, danni dalla nuova serrata anti-Covid: da mercoledì le domande

Dal 18 novembre, e fino al 26, potranno essere presentate le domande per il ristoro delle attività economiche danneggiate in Friuli Venezia Giulia da questa seconda ondata pandemica. La Giunta regionale ha, infatti, approvato in via definitiva l’elenco dei codici Ateco delle attività che verranno aiutate con i 18 milioni di euro di fondi regionali destinati principalmente ai settori ricettivo, turistico, dello spettacolo e dello sport maggiormente colpiti dalla seconda serrata autunnale anti-Covid.
“Dopo il confronto avvenuto con le categorie economiche e con l’approvazione unanime della Commissione consiliare competente abbiamo deciso di implementare l’elenco con due codici Ateco che riguardano orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali e le attività di noleggio senza operatore di altre macchine e attrezzature non classificate strettamente connessi al catering”, ha spiegato l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale si è detto soddisfatto “per la celerità con cui il provvedimento è giunto ad approvazione e per l’efficienza degli uffici amministrativi che hanno garantito la possibilità di rispettare i tempi altrettanto celeri di erogazione dei contributi”. Come detto, le domande – come informa una nota Arc – potranno essere presentate a partire dalle 9 di mercoledì prossimo fino alle 18 di giovedì 26 novembre.
Il codice Ateco di riferimento è il codice prevalente come risulta dal registro imprese, con riferimento a quello posseduto alla data di presentazione della domanda. Per le sole imprese agrituristiche i codici Ateco 55.20.52 e 56.10.12 possono essere secondari dell’impresa. I soggetti beneficiari devono essere iscritti al Registro imprese o, in subordine, devono essere iscritti al Repertorio economico amministrativo; iscritti negli albi, registri o elenchi delle guide turistiche, accompagnatori turistici, guide naturalistiche o ambientali-escursionistiche; guide alpine – maestri di alpinismo e aspiranti guide alpine; guide speleologiche – maestri di speleologia o aspiranti guide speleologiche tenuti dalla direzione centrale competente in materia di turismo; iscritti nell’elenco dei B&B tenuto dalla medesima direzione.
Qui di seguito ecco, pertanto, il dettaglio dei beneficiari suddivisi per importo del contributo a fondo perduto e relativo codice Ateco.

Contributo di 650 euro: Ateco 2007 – 79.90.20 – Attività delle guide e degli accompagnatori turistici; Ateco 2007 – 93.19.92 – Attività delle guide alpine.

Contributo di 700 euro: Ateco 2007 – 49.32.10 – Trasporto con taxi; Ateco 2007 – 49.32.20 – Trasporto mediante noleggi; Ateco 2007 – 49.39.09 – Altre attività di trasporto (comprende i bus turistici).

Contributo di 900 euro: Ateco 2007 – 55.20.51 – Affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti vacanze, b&b, residence; Ateco 2007 – 55.20.52 – Attività di alloggio connesse aziende agricole; Ateco 2007 – 90.01.01 – Attività nel campo della recitazione; Ateco 2007 – 90.01.09 – Altre rappresentazioni artistiche; Ateco 2007 – 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie; Ateco 2007 – 91.01.00 – Gestione biblioteche, mediateche e service; Ateco 2007 – 91.02.00 – Gestione musei; Ateco 2007 – 91.03.00 – Gestioni luoghi storici e attrazione simili.

Contributo di 1.200 euro: Ateco 2007 – 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi; Ateco 2007 – 85.52.00 – Corsi di danza e altra formazione culturale. Un contributo di 1.200 euro va anche alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive senza codice Ateco affiliate a Federazione Ginnastica d’Italia (Fgi), Federazione Italiana Danza Sportiva (Fids), Federazione Italiana Sport Rotellistici (Fisr), Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (Fijlkam), Federazione Italiana Scherma (Fis).

Contributo di 1.500 euro: Ateco 2007 – 55.20.20 – Ostelli della gioventù; Ateco 2007 – 55.20.30 – Rifugi di montagna; Ateco 2007 – 55.20.40 – Colonie marine e montane; Ateco 2007 – 55.30.00 – Aree di campeggio e aree attrezzate camper e roulotte; Ateco 2007 – 55.90.20 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi annessi tipo alberghiero; Ateco 2007 – 56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie; Ateco 2007 – 56.10.41 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti; Ateco 2007 – 56.10.42 – Ristorazione ambulante; Ateco 2007 – 56.21.00 – Catering per eventi, banqueting; Ateco 2007 – 56.30.00 – Bar e altri esercizi simili; Ateco 2007 – 79.90.11 – Servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi e altri eventi ricreativi; Ateco 2007 – 79.90.19 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle Agenzie di viaggio; Ateco 2007 – 82.30.00 – Organizzazione di convegni; Ateco 2007 – 90.02.01 – Noleggio con operatore di strutture per manifestazione e spettacoli; Ateco 2007 – 90.02.02 – Attività nel campo della regia; Ateco 2007 – 90.02.09 – Altre attività di supporto; Ateco 2007 – 90.04.00 – Gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche; Ateco 2007 – 93.11.10 – Gestione di stadi; Ateco 2007 – 93.11.20 – Gestione di piscine; Ateco 2007 – 93.11.30 – Gestione di impianti sport; Ateco 2007 – 93.11.90 – Gestione di altri impianti; Ateco 2007 – 93.12.00 – Attività di club sportivi; Ateco 2007 – 93.13.00 – Gestione di palestre; Ateco 2007 – 93.19.10 – Enti e organizzazioni sportivi; Ateco 2007 – 93.19.99 – Altre attività sportive; Ateco 2007 – 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere; Ateco 2007 – 96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie; Ateco 2007 – 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona; Ateco 2007 – 77.39.94 – Noleggio strutture/attrezzature per manifestazione e spettacoli, impianti luce ed audio, palchi, stand; Ateco 2007 – 94.99.20/94.99.90 – Organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e hobby ed altre organizzazioni associative; Ateco 2007 – 59.11.00 – Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; Ateco 2007 – 59.12.00 – Attività di post-produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi; Ateco 2007 – 93.29.30 – Sale giochi e biliardi; Ateco 2007 – 93.29.90 – Altre attività di intrattenimento e divertimento; Ateco 2007 – 10.52.00 – Produzione di gelato; Ateco 2007 – 52.21.90 – Altre attività connesse ai trasporti terrestri; Ateco 2007 – 56.29.20 – Catering continuativo su base contrattuale; Ateco 2007 – 77.11.00 – Noleggio di autovetture e di veicoli leggeri; Ateco 2007 – 773999 – Attività di noleggio senza operatore di altre macchine e attrezzature non classificate.

Contributo di 1.800 euro: Ateco 2007 – 56.10.11 – Ristorazione con somministrazione; Ateco 2007 – 56.10.12 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole.

Contributo di 4.800 euro: Ateco 2007 – 79.11.00 – Attività delle agenzie di viaggio; Ateco 2007 – 79.12.00 – Attività dei tour operator; Ateco 2007 – 55.10.00 – Alberghi; Ateco 2007 – 93.21.00 – Parchi di divertimento e parchi tematici; Ateco 2007 – 93.29.10 – Discoteche, sale da ballo; Ateco 2007 – 59.14.00 – Attività di proiezione cinematografica; Ateco 2007 – 96.04.20 – Stabilimenti termali; Ateco 2007 – 910400 – Orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali. ARC/SSA/ma

Le attività economiche dei settori ricettivo, turistico, dello spettacolo e dello sport sono, dunque, le principali beneficiarie dei 18 milioni di euro di contributi regionali a fondo perduto che la Giunta del Friuli Venezia Giulia ha deciso di ripartire, con ristori che vanno da un minimo di 650 euro a un massimo di 4.800 euro. “Abbiamo puntato ad agire con tempestività e massima semplificazione delle procedure. L’obiettivo era fare bene e fare subito. Verosimilmente entro dieci giorni verranno erogati i primi accrediti sul conto corrente di chi ha diritto al secondo ristoro dopo quello di primavera, mentre chi farà domanda ex novo sarà ristorato prima della fine dell’anno”, ha detto ancora l’assessore Bini. “Alla luce delle nuove restrizioni governative – ha aggiunto – abbiamo deciso di riconoscere un ulteriore contributo regionale a quelle attività che sono state penalizzate dalla seconda chiusura autunnale. Le attività incluse in questo secondo elenco di beneficiari e che hanno già ricevuto il contributo regionale a primavera non dovranno presentare una nuova domanda ma riceveranno direttamente un bonifico sul proprio conto corrente. Per alcune categorie dello sport e dello spettacolo, che invece sono state inserite adesso nell’elenco dei beneficiari, basterà fare domanda tramite il portale con una semplice autocertificazione“.
Pertanto, nei casi di rivalutazione dell’incentivo a chi ne ha già beneficiato, non è necessario presentare una nuova domanda di contributo ma questo sarà liquidato automaticamente, previa effettuazione da parte degli uffici regionali dei necessari controlli in merito alla persistenza dei requisiti per poter beneficiare del contributo medesimo. I nuovi beneficiari, invece, potranno presentare domanda in via telematica, come detto all’inizio, dal 18 al 26 novembre. Potrà presentare domanda ex novo anche chi non aveva fatto richiesta di contributo a primavera, ma è incluso nell’attuale elenco. I contributi sulle nuove domande verranno erogati entro la fine dell’anno.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini.

Covid, crisi profonda anche per i fotografi che chiedono solidarietà

di Silvio Bini

Fra le categorie colpite dai provvedimenti del Governo, riguardo alle misure anti-Covid, c’è a pieno titolo quella dei fotografi professionisti. Attraverso il Web, Enrico Scaglia, componente del direttivo dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti Tau Visual, cerca la solidarietà dell’opinione pubblica, per una categoria che pare ai margini dell’attenzione sociale, ma che sta vivendo una crisi profonda.
“Noi siamo in stand by, in pratica siamo in attesa che succeda qualcosa che migliori la situazione. Raccolgo, in maniera indiretta, le richieste dei fotografi, discuto con i colleghi, mi capita spesso di farlo e mi rendo conto che il disagio è grande“. Scaglia spiega nel particolare le difficoltà del genere: “Pensate ai fotografi matrimonialisti, oggi si trovano cancellati, per la seconda volta quest’anno, gli eventi che generano il loro reddito. Addirittura nella prima fase del lockdown, c’è stata anche la diatriba sulla riconsegna delle caparre, che giustamente dovevano anche essere riconsegnate a coloro che, per causa di forza maggiore non potevano sposarsi. Pensiamo ai fotografi che si occupano degli interventi sportivi, non solo quelli maggiori, ma anche gli eventi periferici che, per la seconda volta, sono stati cancellati. A me interessa puntualizzare il fatto che il nostro è uno dei settori più colpiti, ma se ne parla poco perché numericamente non siamo forti, forse non siamo neanche nei beni essenziali del motore economico del paese. E’ vero però – spiega il rappresentante della Tau Visual – che la fotografia entra in maniera diretta in tutte quelle attività di comunicazione in cui l’immagine è necessaria. Che sia istituzionale, pubblicitaria o anche privata”.
Alla fine, che cosa dire? “Non posso certo chiedere alla gente di entrare in ogni negozio di fotografo, per aiutare a sostenere la sua attività. Però chiediamo solidarietà e comprensione. E’ vero, ci sono categorie che soffrono di più, ma non dimentichiamoci dei fotografi che hanno raccontato, raccontano e hanno la voglia di raccontare la vita che si svolge intorno a noi e che da qualche giorno si ritrovano di nuovo a doversi fermare”.

Enrico Scaglia

Appello degli artigiani Fvg a Debora Serracchiani: serve la cassa integrazione

«Serve una cassa integrazione per le imprese»: è quanto chiedono al Governo gli artigiani del Friuli Venezia Giulia. Pur apprezzando, infatti, i ristori messi in campo dall’Esecutivo nazionale e dalla Regione Fvg a favore delle aziende, il presidente di Confartigianato Udine e Friuli Venezia Giulia, Graziano Tilatti, rilancia proponendo l’istituzione di un reddito d’emergenza per le partite Iva. Appunta, una sorta di cassa integrazione a sostegno delle ditte, «più ampia ed efficace dei provvedimenti di ristoro, pur apprezzabili, che consenta alle attività di mantenersi in vita anche durante i periodi in cui il fatturato viene compromesso, come nel caso dell’emergenza pandemia, a fronte di costi che invece continuano a pesare sul conto economico», spiega Tilatti che ieri mattina ha approfondito il tema, cruciale per la sopravvivenza di decine di migliaia di imprese in regione, con la presidente della commissione Lavoro alla Camera, Debora Serracchiani.

Un artigiano carnico al lavoro.


Alla deputata, il presidente ha illustrato le proposte di emendamento presentate da Confartigianato nazionale al Ddl di conversione del “decreto Ristori” attualmente all’esame del Senato. «Le proposte di modifica – continua il leader degli artigiani – vanno nella direzione di estendere i contributi a svariate categorie di imprese che operano in settori pesantemente danneggiati dall’emergenza da Covid-19 e dagli effetti dei connessi provvedimenti, quali la filiera degli eventi e matrimoni, le sartorie artigianali, le pulitintolavanderie, le produzioni fotografiche, video e cinematografiche, le attività di design specializzate e più in generale tutte le attività colpite indirettamente.
Oltre a impegnarsi per supportare le istanze dell’associazione, Serracchiani ha voluto approfondire la situazione degli ammortizzatori sociali e in particolare dell’Fsba (il fondo di sostegno al reddito gestito nel comparto artigiano su base bilaterale) sia per quanto riguarda le risorse stanziate che per la tempestività della loro erogazione. Anche in questo caso, la democratica si è impegnata a sostenere le richieste del sistema Confartigianato e ha chiesto di essere aggiornata periodicamente sullo stato di fatto.
Durante l’incontro sono state passate in rassegna le opportunità offerte, anche al territorio friulano, da un efficace e corretto utilizzo delle risorse del “Recovery Fund”, in particolare sottolineando come le stesse potranno essere utilizzare per interventi di riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio immobiliare, anche produttivo, dato che almeno il 37% delle risorse in parola dovranno riguardare il “Green New Deal” e la progettazione delle future infrastrutture materiali e immateriali nel territorio friulano.

Le imprese potenzialmente interessate
dai contributi a fondo perduto del Decreto Ristori Bis in Fvg

Su 88.604 imprese attive in Friuli Venezia Giulia, sono 10.178 (11,5%) quelle potenzialmente interessate dai contributi a fondo perduto del Decreto Legge 9 novembre 2020, n. 149 (c.d. Decreto Ristori Bis) pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’altro ieri. Ma 78.426 imprese (88,5%) rimangono escluse in quanto l’attività prevalente svolta non rientra tra quelle previste nell’allegato 1 del Decreto.
Rispetto al Decreto Legge 28 ottobre 2020, n. 137 (c.d. Decreto Ristori), il numero di imprese che potranno accedere ai contributi cresce di 1.031 unità (+1,2%), di cui 681 imprese artigiane (+2,5%) e 350 imprese non artigiane (+0,6%).
I numeri e le percentuali di imprese interessate dal Decreto Ristori Bis, variano nelle province: sono 1.151 in provincia di Gorizia (13,4%), 1.988 a Pordenone (8,5%), 2.181 a Trieste (15,7%) e 4.858 nella provincia di Udine (11,4%). Il dato triestino è quasi doppio rispetto al Pordenonese per il maggior peso in provincia di Trieste di imprese del commercio, ristorazione e servizi e minor presenza di manifatturiero e costruzioni finora poco coinvolte da sospensione o riduzione degli orari di attività.
Su 27.613 imprese artigiane con sede in Friuli Venezia Giulia, il Decreto Ristori Bis riguarda potenzialmente 1.619 aziende (5,9%), mentre altre 25.994 imprese artigiane (94,1%) non hanno un codice Ateco tra quelli previsti.
Maggiori sono gli effetti dell’intervento governativo tra le 60.991 imprese non artigiane: 8.559 (14%) svolgono un’attività che dà diritto al contributo a fondo perduto, 52.432 (86%) sono per adesso escluse.
Le imprese artigiane, oltre alla minor percentuale di aziende interessate dal Decreto Ristori Bis (5,9% contro il 14% delle non artigiane), si vedono riconosciuta una quota percentuale media di ristoro più bassa: l’intensità è pari al 112,8% tra le imprese artigiane e al 172% tra le aziende non artigiane.

Questo testo è a cura del dottor Nicola Serio, responsabile dell’Ufficio Studi di Confartigianato-Imprese Udine. Notizie più approfondite sul significato dei dati possono essere richieste inviando un’e-mail all’indirizzo: nserio@uaf.it.

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In copertina, il presidente Tilatti con l’onorevole Debora Serracchiani.

 

Diritto alla salute e giustizia sociale ai tempi del Covid-19: se ne parla all’Irse

Nel 2020 pandemico appare chiaro come la salute sia la vera cartina di tornasole della giustizia sociale: lo conferma Roberto Reale, docente all’Università di Padova, già vicedirettore di Rai News e di Rai3. “Il Covid-19 ci pone di fronte a un bivio, al dovere delle scelte – spiega -. Il virus pandemico ha travolto le nostre vite e i consueti tempi lunghi della diplomazia europea, le granitiche certezze sui pareggi di bilancio e sulla sacralità delle politiche di austerità». Proprio del tema “Salute, vero banco di prova per una nuova giustizia sociale” Roberto Reale dialogherà oggi, 12 novembre, con Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva e direttore dell’Agenzia di valutazione civica, dal 2006 al 2012 coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato. Appuntamento dalle 15.30 in live streaming al link bit.ly/IRSE_EU_QualeNuovaCoesione nell’ambito del nuovo ciclo degli Incontri di Cultura storico-politica promossi dall’Irse, Istituto Regionale di Studi Europei con sede a Pordenone, dedicato a “Europa, quale nuova coesione?”, in programma fino al 26 novembre.

Francesca Moccia


Quanto è sopravvissuto, nell’anno del Covid, della visione efficientistica della sanità e dei parametri “aziendalistici” che valutavano la gestione del servizio sanitario nazionale? Certamente tutti hanno ben chiaro che una rete di assistenza sul territorio e ospedali attrezzati sono in sé patrimonio pubblico per la tutela della salute dei cittadini. «Ci troviamo in un un momento di crisi epocale – dichiara Francesca Moccia nel Forum Disuguaglianze Diversità -. Non ci possiamo permettere di aumentare le diseguaglianze, che sono già troppe: serve subito un’azione di politica pubblica per proteggere tutti, nessuno escluso. E’ urgente una protezione sociale per tutti i lavoratori, anche quelli precari e i lavoratori autonomi. Bisogna premiare le imprese e associazioni che fanno le scelte sociali e ambientali più giuste e le associazioni di cittadinanza attiva, dobbiamo mettere in rete i soggetti e programmare le informazioni legate al contagio e alla letalità, soprattutto, dobbiamo programmare il dopo e pianificare la ripresa, per riequilibrare i poteri e cambiare il modo di fare le cose: un futuro più giusto è possibile, è in quella direzione che dobbiamo andare». Nel corso dell’incontro è previsto anche l’intervento di Elly Schlein, già europarlamentare e attuale vicepresidente della Regione Emilia Romagna.
La rassegna proseguirà giovedì 19 novembre con un focus dedicato alla sfida del Green Deal europeo con l’economista Chiara Mio, docente universitaria impegnata nei temi della responsabilità d’impresa, presidente di Credit Agricole Friuladria.

Roberto Reale

La partecipazione alle dirette streaming è gratuita e aperta a tutti: è possibile registrarsi sul sito www.centroculturapordenone.it/IRSE (irse@centroculturapordenone.it / tel. 0434 365326). Facebook/Twitter/Instagram: IRSE-ScopriEuropa

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In copertina, Elly Schlein già europarlamentare e attuale vicepresidente dell’Emilia Romagna.