Covid, in formato ridotto il ricordo della strage di Cergneu del 12 dicembre 1943

(g.l.) Prima che scattassero le nuove misure restrittive, richieste purtroppo dalla ripresa pandemica, si erano tenute regolarmente le commemorazioni dell’eccidio di Torlano e dell’incendio di Nimis, stragi consumate nei mesi di agosto e settembre del 1944. Non sarà così invece per il fatto di sangue che il 12 dicembre 1943 si consumò a Nongruella di Cergneu, nel quale furono uccise otto persone innocenti del luogo. Quest’anno, infatti, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, la cerimonia pubblica commemorativa non si terrà.
Tuttavia, la civica amministrazione, guidata dal sindaco Gloria Bressani, non trascurerà questo 77° anniversario, per cui sabato prossimo, 12 dicembre appunto, si recherà alle 11 nella borgata montana per la deposizione di una corona d’alloro dinanzi alla lapide che ricorda il sacrificio delle otto vittime. La strage, avvenuta tre mesi dopo l’infausto 8 settembre 1943, rappresentò una sinistra premessa proprio di quanto sarebbe accaduto alla fine dell’estate a Torlano e nel capoluogo, quale risposta all’intensa attività partigiana in atto nella zona.

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In copertina, un momento della cerimonia dell’anno scorso presente il sindaco di Nimis Gloria Bressani.

RaccontaEstero2020: gli elaborati del concorso all’Irse entro il 19 dicembre

L’Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia, da anni attivo nell’informare e promuovere esperienze di studio, lavoro, soggiorno all’estero, tramite il servizio gratuito ScopriEuropa, ha indetto il Concorso RaccontaEstero 2020, con il rinnovato sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone ed Europe Direct Pordenone, Banca di Credito Cooperativo Pordenonese e Monsile.
Il Concorso è aperto a tutti, senza limiti di età o nazionalità e la regola per partecipare è semplice: basta raccontare la storia di un viaggio all’estero – un soggiorno studio, una vacanza, un’esperienza di lavoro, tirocinio, volontariato, eccetera – sottoforma di articolo giornalistico o racconto-breve, senza superare le 3000 battute spazi inclusi. Si possono raccontare esperienze proprie fatte altrove, ma anche esperienze di giovani per i quali l’altrove è l’Italia. Costituiscono valore aggiunto ai fini della premiazione: una breve sintesi in inglese, un paio di foto capaci di valorizzare il testo e un breve video di massimo 8 minuti che riassuma il proprio racconto di viaggio in maniera originale.
I lavori dovranno pervenire entro il 19 dicembre 2020 via e-mail all’indirizzo irsenauti@centroculturapordenone.it. Dopo la chiusura del bando una commissione dedicata selezionerà i racconti vincitori, suddivisi nelle categorie under 20 e over 20, cui verranno assegnati premi in denaro per ulteriori esperienze di viaggio. I racconti vincitori saranno inoltre pubblicati, sia in cartaceo che online, nel giornale mensile Il Momento.
Ormai arrivato alla diciannovesima edizione, il Concorso RaccontaEstero ha permesso negli anni al Servizio ScopriEuropa di girare il mondo attraverso gli occhi e la penna di centinaia di viaggiatori, contribuendo a condividere spunti per interessanti esperienze formative in Europa e oltre. Anche nell’anno del Covid-19, l’Irse è impaziente di sapere che direzione abbia preso la mobilità giovanile: forse la riscoperta di un viaggiare più lento e più a contatto con la natura, ma anche lockdown inaspettati vissuti lontano da casa o difficoltosi rientri. Nonostante le complessità inedite del 2020, lo scopo del Concorso rimane lo stesso: incoraggiare ragazzi e ragazze a progettare esperienze di mobilità internazionale e condividere consigli utili sulle diverse opportunità offerte dall’Unione Europea.

Per saperne di più e consultare il bando visita il sito www.centroculturapordenone.it/irse.
bit.ly/IRSE_RaccontaEstero20

Karpòs Porcia, dai vestiti usati un aiuto a chi ha bisogno ma anche all’ambiente

Un aiuto alla società e all’ambiente lungo 56 km: è così lunga la distanza che si riesce a coprire mettendo uno accanto all’altro i sacchi di indumenti usati raccolti nel 2019 dalla cooperativa sociale Karpòs di Porcia, specializzata nella gestione dei rifiuti. Con quanto raccolto si è contribuito ad aiutare senzatetto e persone in situazione di forte emergenza attraverso la Caritas della Diocesi di Concordia-Pordenone, nonché a dare un’occupazione a persone con svantaggio sociale e un sostegno all’economia circolare del riciclo. Un impegno che prosegue anche durante l’emergenza Covid-19.

La cooperativa Karpòs da diversi anni, infatti, raccoglie i vestiti dismessi che vengono conferiti direttamente dai cittadini nelle campane gialle con il logo Caritas presenti in tutto il territorio della Diocesi di Concordia-Pordenone e parte di quella di Vittorio Veneto e che sono di proprietà della stessa cooperativa. Si tratta di un totale di circa 200 cassonetti, riconoscibili dal colore giallo e il logo della Caritas. Inoltre, la cooperativa di Porcia che vanta un’ultradecennale esperienza nell’ambito dell’attività di riciclo e riutilizzo dei beni a “a fine vita”, ha attivato, da alcuni anni, un servizio che si chiama “Habitus” dedicato al ritiro a domicilio di abiti usati, lenzuola e scarpe, laddove ci fossero anziani che non riescono a spostarsi oppure ci fossero grandi quantitativi di indumenti da ritirare. La cooperativa, oltre ad occuparsi del corretto smaltimento dei rifiuti e del loro eventuale riutilizzo, si occupa anche di inserimento occupazionale di persone in condizione di svantaggio sociale.
“Con la raccolta di abiti usati – fa sapere Paola Marano, presidente della cooperativa – vengono sovvenzionate le attività di inserimento lavorativo di persone in situazione di disagio e svantaggio sociale nella stessa cooperativa sociale e si aiuta la Caritas in alcuni progetti di solidarietà. In più, gli abiti usati, che poi vengono recuperati, aiutano a inquinare di meno”.

Nel corso degli anni sono stati tanti i progetti di solidarietà sostenuti dalla Caritas grazie alla raccolta di indumenti usati portata avanti da Karpòs. Tra i progetti finanziati, ricordiamo l’attività del Centro di Ascolto diocesano di Concordia-Pordenone, l’asilo notturno “La Locanda” per l’accoglienza di senzatetto, senza lavoro, senza famiglia che si trova in Largo San Giovanni a Pordenone e le attività di accoglienza di famiglie in situazioni di difficoltà. L’impegno prosegue pure in questo 2020 segnato dall’epidemia di Coronavirus, che ha segnato, anche economicamente, diversi nuclei familiari: il quantitativo di indumenti consegnati nei cassonetti gialli ha avuto un calo dovuto essenzialmente all’emergenza Covid-19, anche perché non è stato possibile fare iniziative speciali di raccolta come in passato”.

“Con gesti semplici si possono fare molte cose di valore – ha concluso Paola Marano – e riciclare abiti usati è una di quelle piccole azioni quotidiane che potrebbero diminuire gli sprechi in maniera sostanziosa. Noi crediamo nell’economia circolare e invitiamo i cittadini a non disfarsi degli indumenti usati buttandoli nei bidoni per la raccolta del secco, ma a conferirli nei nostri cassonetti gialli, così potranno essere riciclati. Per questo Natale 2020 – ha aggiunto Marano – vogliamo anche dare un consiglio “green” ai nostri concittadini: scegliete di regalare prodotti realizzati con materiali ecologici, magari con certificazioni tessili che garantiscano una produzione a basso impatto ambientale oppure comprate capi di qualità con fibre più possibili naturali perché purtroppo il fast fashion inquina davvero molto e ogni anno produciamo milioni di tonnellate di rifiuti tessili, ma le nostre scelte possono fare la differenza”.

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In copertina e all’interno cassonetti utilizzati per la raccolta da parte di Karpòs degli indumenti usati.

Famiglie in difficoltà e minori: c’è una proficua sinergia tra le cooperative Acli

Unire le forze per rispondere con ancora più energia ai bisogni del territorio, in particolare per quanto riguarda i minori e giovani di famiglie in difficoltà: dopo il periodo di collaborazione degli ultimi anni tra le due realtà, la cooperativa Laboratorio Scuola ha fatto confluire le proprie attività nella cooperativa sociale Acli di Cordenons. Una scelta che permette ai 21 dipendenti di Laboratorio Scuola di continuare la propria attività all’interno della cooperativa pordenonese e di proseguire così in un utile servizio per le comunità di Pordenone e Maniago in questo periodo in cui l’emergenza Covid-19 sta acuendo difficoltà economiche e psicologiche nelle famiglie.

“Si tratta di una fusione operativa – ha spiegato la presidente di Laboratorio Scuola, Agnese Francescato, che è anche direttrice della cooperativa Acli – che rappresenta l’evoluzione della stretta collaborazione attivata in questi ultimi anni. Insieme, continueremo a gestire le nostre due strutture di accoglienza a Pordenone e Maniago”. “D’ora in poi – ha aggiunto Gianni Coral, presidente della cooperativa Acli -, potremo sviluppare all’interno della nostra cooperativa le attività rivolte ai minori e alle famiglie con fragilità educative e relazionali”.

A Maniago è attivo il Centro Minori e Famiglie (MiFa), un servizio diurno a favore di minori e famiglie residenti nel territorio dell’Unione Territoriale Intercomunale delle Valli e delle Dolomiti Friulane, in collaborazione con i Servizi Sociali dell’Uti stessa. Attraverso una relazione supportiva le famiglie sono sostenute nel loro ruolo educativo e nella relazione genitori-figli, individuando le risorse ed implementando le capacità empatiche di accudimento del proprio figlio.
A Pordenone è attivo il gruppo appartamento CasaMia, che dà risposta ai bisogni dei minori che vivono presso famiglie in difficoltà o multiproblematiche. Bambini in situazione di disagio e difficoltà per i quali è impossibile, anche solo temporaneamente, rimanere presso la propria famiglia d’origine per decisione del Tribunale per i minorenni regionale.
Sempre a Pordenone è attivo pure il gruppo appartamento ComeTe, che può accogliere fino ad un numero di 9 minori di età compresa tra i 12 e i 17 anni, con possibilità di permanenza fino ai 21. Ospita solo adolescenti femmine: qui si opera per la cura, la crescita e l’autonomia della ragazza che dove è possibile ha modo di entrare in contatto con la famiglia d’origine attraverso le “visite protette”.

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In copertina, la sede della cooperativa Acli di Cordenons.

Crescere leggendo, oggi una giornata nel ricordo di Gianni Rodari

In linea con il tema guida di Crescere Leggendo, la giornata di formazione + Leggi + Cresci (oggi 4 dicembre, ore 16.30, online) quest’anno porta il titolo di “Ridire Rodari”, in omaggio al grande scrittore di cui si celebra il centenario della nascita; si sviluppa, con Damatrà Onlus capofila del progetto, nell’ambito del programma regionale di promozione della lettura LeggiAMO 0-18. «Nessuno possiede la parola magica. Dobbiamo cercarla tutti insieme, in tutte le lingue, con modestia, con passione, con sincerità, con fantasia; dobbiamo aiutare i bambini a cercarla, lo possiamo anche fare scrivendo storie che li facciano ridere: non c’è niente al mondo di più bello della risata di un bambino. E se un giorno tutti i bambini del mondo potranno ridere insieme, tutti, nessuno escluso, sarà un gran giorno, ammettetelo». Con queste parole di Gianni Rodari ((Omegna, Piemonte 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), che hanno introdotto anche tutte le attività di Crescere Leggendo, gli organizzatori accolgono l’incontro + Leggi, + Cresci, anch’esso dedicato alla vita e alle storie del grande scrittore: il pomeriggio si prospetta denso di contenuti e ospita tre firme illustri del panorama internazionale e nazionale del mondo della lettura.

Gianni Rodari nacque cent’anni fa.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla Cultura della Regione Fvg, Tiziana Gibelli, e del Presidente del Consorzio Culturale del Monfalconese, Davide Iannis, alle 16.30 l’apertura è affidata a Vanessa Roghi il cui intervento porta il titolo di “Tutti gli usi della parola a tutti”: Vanessa Roghi è una storica del tempo presente e ricercatrice indipendente. Fa ricerca sulla storia della cultura: ha scritto di molti argomenti, ma il suo amore più grande è la storia della scuola. I suoi ultimi saggi sono “La lettera sovversiva” (Laterza 2016) e “Piccola città” (Laterza 2018). Le piace pensare che l’immaginario storico possa avere un posto nel dibattito storiografico, fa di tutto per portarcelo. Ha insegnato per anni alla Sapienza e firma documentari di storia per Rai Tre.
Alle 17 la parola passa a Bernard Friot che dedica a “Gianni Rodari: uno scrittore nella città” il suo intervento. Friot è uno dei più originali e amati scrittori per ragazzi. Con i suoi romanzi prova a raccontare il mondo in cui viviamo a quelli che lui definisce “degli adulti che hanno provvisoriamente meno di 14 anni”. Durante Crescere Leggendo è arrivato in Friuli Venezia Giulia con moltissime domande e risposte illuminanti.

Foto © 2019 Alice BL Durigatto

Alle 17.30 l’ultimo degli interventi è affidato a Franco Lorenzoni, con “Il dialogo è ridere insieme”. Lorenzoni è maestro elementare dal 1978. Attivo nel Movimento di Cooperazione Educativa, ha fondato e dirige ad Amelia, dal 1980, la Casa-laboratorio di Cenci, un centro di ricerca e sperimentazione educativa ed artistica, particolarmente impegnato su temi ecologici e interculturali. Ha pubblicato diversi libri tra cui “L’ospite bambino” sull’educazione interculturale e “Così liberi mai” sul ruolo della narrazione nella costruzione di contesti educativi accoglienti. Collabora alle riviste “Lo straniero”, “Eco” e “Cooperazione educativa”.
Dalle 18 in poi i partecipanti avranno modo di confrontarsi e di dialogare sui temi della giornata e di condividere domande e riflessioni con gli ospiti presenti.

L’iscrizione, gratuita per tutti gli iscritti, va formalizzata riempiendo il form al seguente link https://register.gotowebinar.com/register/1063841682723976205, che si troverà anche sul sito di LeggiAMO 0-18, www.leggiamofvg.it. IL’incontro si realizza in collaborazione con Paola Pala e Francesco Pandini di MLOL – Media Library Online ed è riconosciuto ed autorizzato – ai sensi dell‘ex Direttiva Ministeriale n. 90 dicembre 2013 e successiva n. 170 del 21 marzo 2016 – dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per il Friuli Venezia Giulia. Ai presenti verrà inviato un attestato di partecipazione.

Per informazioni: info@damatra.com / info@medialibrary.it

 

Femminicidi, Degano (Giornalisti Fvg) richiama al rispetto deontologico

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano, ha diffuso una nota in cui sottolinea i criteri deontologici ai quali devono attenersi gli organi di informazione in occasione di gravi fatti di cronaca, come quello che ha insanguinato il Pordenonese pochi giorni fa. Eccone pertanto il testo:

«Un nuovo femminicidio è avvenuto purtroppo la scorsa settimana nella nostra regione, a Roveredo in Piano, proprio all’indomani della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.
“La stampa e i media – ha scritto nell’occasione la presidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità, Dusy Marcolin – hanno il dovere di informare, ma in presenza di fatti così tragici va osservato il massimo scrupolo a tutela del diritto di riservatezza della vittima, della sua famiglia, dei minori e anche dei familiari di chi si è macchiato di tale orrendo crimine. Informare in maniera attenta, in questi casi, è anche uno strumento idoneo a costruire quella cultura necessaria per prevenire il femminicidio”.
Come Ordine dei giornalisti del Fvg raccogliamo il suo appello ricordando che proprio nei giorni scorsi il Cnog ha approvato tre nuovi articoli del Testo Unico dei Doveri del giornalista, il più significativo dei quali riguarda appunto il “Rispetto delle differenze di genere”. L’articolo prevede testualmente che nei casi di femminicidio, violenza, molestie, discriminazioni e fatti di cronaca, che coinvolgono aspetti legati all’orientamento e all’identità sessuale, il giornalista:
a) presta attenzione a evitare stereotipi di genere, espressioni e immagini lesive della dignità della persona;
b) si attiene a un linguaggio rispettoso, corretto e consapevole. Si attiene all’essenzialità della notizia e alla continenza. Presta attenzione a non alimentare la spettacolarizzazione della violenza. Non usa espressioni, termini e immagini che sminuiscano la gravità del fatto commesso;
c) assicura, valutato l’interesse pubblico alla notizia, una narrazione rispettosa anche dei familiari delle persone coinvolte.
La nuova norma deontologica, predisposta dalla Commissione Pari Opportunità dell’Ordine Nazionale dei giornalisti, entrerà in vigore dal 1° gennaio. Il nostro auspicio – conclude il presidente Degano – è che tutti i colleghi la facciano comunque propria già a partire da questo tragico caso di femminicidio».

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In copertina, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg, Cristiano Degano.

Il Conservatorio Tartini da oggi è in campo contro la violenza di genere

Il 25 novembre è passato, certo. Ma la violenza di genere non si arresta, anzi: neppure in quella data ha avuto tregua. La pandemia Covid-19 e il distanziamento sociale per prevenire la diffusione del virus hanno avuto e hanno tuttora un impatto significativo sull’aumento della violenza domestica e sulla fornitura di servizi sanitari, giudiziari e di polizia essenziali per le donne che hanno subito o sono a rischio di violenza. E a Natale, quest’anno, le famiglie torneranno a rinserrarsi nelle loro case, pressate dal rischio del virus. Per questo un impegno forte sul tema – capace di andare oltre i limiti di una singola giornata, per promuovere una sensibilizzazione diffusa anche fra i giovani e innescare la necessaria svolta culturale – arriva dal Conservatorio di Trieste e dal suo Cug, Comitato Unico di Garanzia impegnato per le pari opportunità e contro le discriminazioni. Da oggi, 3 dicembre, sarà online sul sito e sui social del Tartini (conts.it) un video al quale hanno preso parte studenti di tante nazionalità che ogni giorno studiano, suonano e si confrontano fra lezioni in presenza e didattica a distanza nel 2020 pandemico. Due minuti che risuonano in tante lingue, da vedere tutto d’un fiato e, possibilmente, da condividere come un dono di Natale: per testimoniare e veicolare l’impegno delle giovani generazioni a riflettere sul concetto di violenza di genere, per stimolare una reale consapevolezza dei concetti di parità e rispetto reciproco necessari per contrastare la violenza contro le donne.
«Anche in vista delle festività di Natale in questo 2020 diverso e distanziato, costretto troppo spesso fra le mura domestiche, vogliamo tenere viva e alta l’attenzione e impedire che il problema si sottovaluti, che non rimanga ovattato solo all’interno delle mura delle case e nei contesti dove le vittime o i sopravvissuti di quelle mamme, figlie, sorelle, amiche, vicine di casa lo vivono quotidianamente». Così spiegano i promotori dell’iniziativa, prodotta dal Cug del Tartini: una campagna di sensibilizzazione che prende via via il volto del Presidente e del Direttore del Conservatorio, del personale Ata, dei docenti, delle giovani e dei giovani che studiano e fanno musica ogni giorno, immortalate/i in una foto o in un breve video con un messaggio per dire basta a un fenomeno che non conosce confini. E anche questa volta il Conservatorio ha voluto fare la sua parte.

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In copertina e qui sopra studenti del Conservatorio Tartini di Trieste impegnati contro la violenza di genere.

Covid, è intesa fra Asugi e Opi Trieste sull’apertura dei servizi sanitari

Piena intesa a Trieste fra Asugi e Opi sull’apertura dei servizi sanitari in questo delicato momento determinato dalla pandemia da Coronavirus. I vertici di Asugi, l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina, hanno infatti incontrato quelli di Opi, Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Trieste, che ha da poco rinnovato cariche e direttivo in seguito alle elezioni dello scorso settembre. Nella sede di Villa Renner, che accoglie la direzione generale Asugi, sono intervenuti, con la nuova presidente Opi Trieste, Cristina Brandolin, la vicepresidente Donatella Radini, il segretario Cinzia Decorti e il tesoriere Lorena Castellani, mentre per la direzione strategica di Asugi erano presenti il direttore generale Antonio Poggiana, il direttore sanitario Andrea Longanesi, il direttore amministrativo Eugenio Possamai, il direttore dei Servizi Socio-sanitari Maria Chiara Corti e la dirigente della Direzione infermieristica e ostetrica Consuelo Consales.
Decisamente strategico il confronto di Asugi con la nuova squadra dell’Ordine infermieristico triestino: un primo tavolo di lavoro che si è sviluppato su aspetti determinanti affinché sia garantita ai cittadini l’ottimale assistenza in queste settimane ad alta criticità pandemica. Va certamente in questa direzione la collaborazione che si è sviluppata due settimane fa in occasione della laurea in infermieristica di 66 giovani professionisti, subito immessi nelle “prime linee” sanitarie: proprio dai vertici Asugi è arrivato il ringraziamento all’Ordine di Trieste per aver supportato la velocizzazione delle lauree e l’apprezzamento per la rapidissima attivazione di Opi, che ha iscritto a tempi record 52 neolaureati di propria pertinenza, in modo da consentire l’immediato inserimento negli organici dell’Azienda sanitaria. Un passaggio che, come ha sottolineato la dottoressa Consales, ha contribuito in modo significativo ad allentare la grande pressione ed il carico generale della macchina sanitaria triestina e isontina.

Il nuovo direttivo di Opi Trieste.

«Opi proseguirà nella sua collaborazione e confronto con Asugi, a tutela della qualità e sicurezza delle cure fornite ai cittadini, così come dei propri iscritti e dei valori professionali», ha dichiarato le neoeletta presidente Cristina Brandolin, sottolineando anche «il grande impegno profuso dal personale dei servizi distrettuali, ambulatoriali e dipartimentali per garantire una risposta ai bisogni di salute dei cittadini, siano essi Covid positivi che affetti da altre patologie. La speranza – hanno osservato ancora le altre rappresentanti di Opi, – è che l’Azienda possa mantenere aperta l’attività specialistica ambulatoriale delle diverse discipline anche nelle prossime settimane». Un auspicio subito accolto dal direttore generale Antonio Poggiana, che ha confermato l’impegno di Asugi per tenere aperti i servizi rimasti chiusi nella prima fase pandemica, riconoscendone l’importanza sia in ambito ospedaliero che territoriale.
«Gli infermieri sono da molti mesi impegnati a fronteggiare la pandemia – ha ricordato la presidente Brandolin –. L’Opi di Trieste vede oggi iscritti oltre 2200 infermieri. A tutti va la nostra vicinanza, senza dimenticare quanti operano fuori dai reparti, nelle strutture per anziani extraaziendali presso le quali sono state accolte le persone con maggiore fragilità. Il nuovo Opi Trieste – ha spiegato la Brandolin – è costituito da 30 infermieri attivamente impegnati in diverse realtà e setting assistenziali: sono rappresentati gli infermieri, gli infermieri pediatrici e la libera professione. Tra i nostri obiettivi, l’incontro con i colleghi che operano nelle diverse sedi aziendali, inclusi i reparti “Covid”, la calendarizzazione delle presenze sarà preparata di concerto con Asugi».

Fra i temi di confronto anche quelli legati alla necessaria valorizzazione del capitale umano e professionale impegnato nell’assistenza diretta e nell’organizzazione sanitaria, la formazione del personale neoassunto e neo assegnato, la garanzia delle adeguate forniture di Dpi (Dispositivi di protezione individuale) e cambi vestiario aziendale, la sicurezza dei percorsi “Covid” e non. «Siamo lieti di apprendere – ha concluso la presidente Opi, Cristina Brandolin – che Asugi ha già provveduto a garantire una fornitura adeguata dei Dpi per i prossimi 3 mesi e sta valutando di estendere la disponibilità a 4 mesi». Il direttore generale Poggiana ha anche anticipato il prossimo allestimento di aree di detensione all’interno dei nuovi reparti Covid oltre alla già presente offerta di supporto psicologico di Asugi a cui a breve andrà ad aggiungersi anche l’offerta di Opi Trieste con progettualità rivolte ai propri iscritti. Nei prossimi mesi Opi Trieste e Asugi saranno impegnati insieme anche nella promozione di una formazione che permetta ai professionisti di mettere a frutto le esperienze e le competenze innovative testate nell’emergenza pandemica, anche attraverso eventi formativi congiunti, da estendere al personale delle case di riposo. Aggiornamenti sul sito www.opitrieste.it Info telefono 040.371244.

Disponibile online
la Borsa che Dona

Da ieri sono disponibili le borse della solidarietà ottenute da preziose stoffe e foulard inutilizzati, donati da numerosi benefattori, che le sapienti mani artigiane di un gruppo di volontarie hanno trasformato, realizzando una gamma di borse, principalmente rivolte alla donna, ma alcune adatte anche all’utilizzo maschile, dal nome La Borsa che Dona. Una storia di solidarietà tutta al femminile, ideata e promossa a Trieste dall’Associazione Goffredo de Banfield, la onlus che da più di trent’anni si occupa di assistenza e cura delle persone anziane fragili, o affetti da Alzheimer, e delle loro famiglie. Le borse realizzate per l’iniziativa – 146 in tutto, pezzi unici uno diverso dall’altro -, tutte denominate “La Borsa che Dona”, sono state rese disponibili online appunto da ieri 1 dicembre, in occasione della Giornata Mondiale del Dono, fino ad esaurimento sul sito della onlus: www.debanfield.it. Si possono anche visionare su appuntamento presso la sede di via di Casa Viola di via Filizi. Ad accompagnare il progetto tre volti noti della scena triestina, e non solo: l’attrice Ariella Reggio, celerata protagonista del palcoscenico così come nota per le numerose partecipazioni a fiction tv e film, Barbara Franchin, ideatrice di ITS – il contest internazionale di moda “International Talent Support” che si svolge ogni anno a Trieste – e il presidente della regata velica triestina “Barcolana” Mitja Gialuz. Tutti e tre hanno deciso di sostenere il progetto donando il loro tempo e “mettendoci la faccia”: a ritrarli in una serie di foto dove indossano la Borsa che Dona, la fotografa Lisa Zachettin che ha donato all’iniziativa il suo talento.

I testimonial dell’iniziativa.

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In copertina, la nuova presidente di Opi Trieste Cristina Brandolin.

Tilatti (Artigiani Udine): niente eccessi, ma sobrietà anche se il Fvg torna giallo

Rush finale per la zona arancione in Fvg? Se tutto andrà bene, nell’arco di poche ore i cittadini della regione potrebbero tornare a frequentare negozi, botteghe e ristoranti, ma in vista del possibile allentamento delle restrizioni il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, richiama alla massima prudenza. «Abbiamo visto assembramenti a Milano che non vorremmo si ripetessero qui da noi. Se torneremo in zona gialla potremo tirare un sospiro di sollievo che però non dovrà indurci ad allentare l’attenzione». Che deve restare alta, secondo il presidente degli artigiani friulani, in questi giorni e in quelli a venire. Tilatti approfitta per ricordare che fino a giovedì 3 dicembre il Dpcm prevede l’obbligo di restare all’interno del proprio Comune e che gli spostamenti fuori dal confine di residenza sono possibili solo in caso di necessità. Possibili tra Comuni contigui se questi ultimi dispongono di prodotti essenziali che non sono presenti nel proprio Comune e/o che sono economicamente vantaggiosi.
«Teniamo a mente la raccomandazione del prefetto di Udine, Angelo Ciuni, che ha invitato a usare il buon senso», aggiunge Tilatti ricordando a proposito degli spostamenti fuori Comune che le deroghe alla limitazione, così come indicate dal rappresentante di Governo, sono giustificate solo se alla base ci sono situazioni di necessità legate a una concreta mancanza o sostanziale limitatezza del servizio nel Comune di residenza, domicilio o abitazione e se di detto servizio non si può usufruire con modalità alternative.
Conclude Tilatti: «Se tutti contribuiremo a rispettare le regole, potremo superare questo momento di difficoltà. In questo senso, la regola aurea resta quella della permanenza entro i confini del proprio Comune o di quelli contigui, cosa che al netto del confine Istat sono i Comuni dell’hinterland di Udine rispetto alla città. In caso di necessità, il buonsenso suggerisce quindi che si possano “frequentare” botteghe, negozi e centri commerciali che insistono sul loro territorio. Oggi in zona arancio e senza ombra di dubbio quando il Fvg tornerà in zona gialla – conclude Tilatti – cosa che auguriamo a noi stessi, alla grande famiglia degli artigiani, ma anche a commercianti ed esercenti, così che tutti possiamo rifarci a Natale delle gravi perdite di quest’anno, con la solita raccomandazione: niente eccessi, ma sobrietà».

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In copertina, Graziano Tilatti presidente di Confartigianato-Imprese Udine.

Promozione online del Fvg all’estero: semplificate le norme per gli incentivi

La Regione Fvg punta a rafforzare le azioni di promozione all’estero delle produzioni e lavorazioni di pregio del Friuli Venezia Giulia, per favorire e assecondare quella che sarà la ripartenza, in modo da far trovare le nostre realtà sempre più pronte e competitive sui mercati internazionali, agevolando le imprese che hanno già fatto domanda di contributo all’Amministrazione e sono state costrette a orientare l’azione promozionale verso le modalità online. La Giunta Fedriga, su proposta dell’assessore alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha infatti approvato il Regolamento, che facendo riferimento alle istanze già presentate, modifica il regolamento precedente in materia di incentivi per l’attuazione di programmi pluriennali di promozione all’estero.
“L’obiettivo che ci siamo posti – spiega Bini in una nota Arc – è quello di sostenere le attività che si trovano a fronteggiare la crisi causata dall’emergenza pandemica, e colmare lo svantaggio che il settore economico-produttivo dell’intero Friuli Venezia Giulia, alla pari di realtà di pregio di altri Paesi, patisce a causa del blocco delle esportazioni e delle numerose attività di promozione. Attività che, fino allo scorso inverno, potevano venire effettuate anche in presenza direttamente nelle aree dei mercati di destinazione dei prodotti”.
Il Regolamento, così modificato, si riferisce alle imprese che al momento dell’entrata in vigore dello stesso non abbiano ancora presentato rendicontazione rispetto ai contributi assegnati, in quanto impossibilitate a completare l’attività di promozione dalle restrizioni causate dalla pandemia. Per questo, è stato fatto slittare il termine ultimo per la presentazione della rendicontazione da 60 giorni a 12 mesi.
Ma è anche stata prevista la possibilità di mantenere il contributo all’impresa beneficiaria, nel caso la rendicontazione del progetto ammesso al finanziamento contempli modifiche alle modalità di esecuzione rispetto al progetto originario, se le stesse riguardano la partecipazione a fiere e mostre mediante l’utilizzo della piattaforma digitale, che si considereranno ammissibili anche se non contemplate in precedenza all’atto della domanda.
“Nell’occasione – evidenzia infine l’assessore Bini – sono state introdotte per il futuro misure per la semplificazione della presentazione delle domande, secondo il percorso che abbiamo intrapreso fin dall’inizio per rendere meno onerosi gli aspetti burocratici ad aziende che in periodi come questo sono impegnate a mantenere attivo l’assetto produttivo”.

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In copertina, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini.