Arlef, scuole e salute: una rana e una mosca contro il Coronavirus

Il progetto educativo ”Free&Ulli e lis besteatis”, realizzato dall’Arlef in collaborazione con la Protezione civile, cresce ancora e raggiunge le scuole friulane. Dopo il cartone animato (pubblicato sui social e disponibile sul canale YouTube dell’Arlef) e la scheda a fumetti (distribuita nei centri estivi comunali), è ora la volta del poster, che proprio in questi giorni è stato recapitato a tutte le scuole primarie e dell’infanzia, affinché venga affisso in ogni aula e nei corridoi dell’istituto. In questo modo, seguendo l’esempio della rana Free e della mosca Ulli, che si lavano le mani al ritmo della nota filastrocca “Ursule parussule”, i bambini impareranno a scacciare in modo sicuro e divertente le “bestiacce”. E quindi anche il Coronavirus.
«Abbiamo voluto mettere il poster a disposizione di tutte le classi di lingua friulana del territorio – spiega il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – nella certezza che una volta appeso in aula, e grazie alla collaborazione degli insegnanti, esso possa rappresentare un utile supporto ludico e didattico nell’educazione alla salute dei più piccoli. Abbiamo già ricevuto molti riscontri positivi a questa campagna educativa, perché rappresenta uno strumento efficace nell’incoraggiare i bambini ad assimilare molte abitudini corrette. La promozione della salute per mezzo della lingua friulana è uno degli interventi specifici su cui Arlef si sta adoperando attivamente fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, in stretta collaborazione con la Protezione civile e la Direzione Salute della Regione».
Free & Ulli – che i bambini hanno imparato ad amare anche attraverso la trasmissione televisiva “Maman!” (in onda ogni venerdì alle 18.30 su Telefriuli) – nascono dalla fantasia dell’illustratrice Patrizia Geremia e animano le vicende della collana di libri edita da Futura Edizioni di San Vito al Tagliamento.

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In copertina e qui sopra una scolaresca friulana con il poster distribuito dall’Arlef.

 

Basta un semplice click per aiutare a Casarsa la Casa mamma-bambino

Il Coronavirus non ha spento la voglia di nuovi progetti di solidarietà a favore dei bambini e delle loro famiglie. Ecco perché, ancora una volta, la cooperativa Il Piccolo Principe di Casarsa della Delizia lancia un appello a favore della Casa mamma-bambino, struttura per donne e loro figli che vivono situazioni di fragilità. Per aiutare a sostenere l’impegno a tutela dei minori e delle loro madri basta davvero poco: è sufficiente un semplice click (gratuito) sul sito “Il Mio Dono” di Unicredit banca, promotrice dell’iniziativa benefica (è possibile votare anche tramite e-mail o account Twitter). La cooperativa sociale Il Piccolo Principe e l’associazione Il Noce di Casarsa, infatti, anche quest’anno hanno infatti unito le forze per partecipare a questa iniziativa nazionale di solidarietà a sostegno del settore Non Profit, con cui Unicredit Banca mette in palio 200 mila euro a titolo di donazione, ripartiti tra le organizzazioni più votate.

“Abbiamo scelto di aiutare Il Noce perché crediamo molto nel progetto Casa mamma-bambino – ha detto Luigino Cesarin, presidente del Piccolo Principe –. Inoltre, a causa del Covid-19, molte iniziative di reperimento fondi sono state annullate, ma l’aiuto alle mamme e ai loro bambini rimane, quindi vogliamo fare la nostra parte. D’altra parte, non possiamo dimenticarci che la nostra cooperativa è sorta oltre trent’anni fa, da una costola del Noce, associazione da sempre impegnata a favore dei bambini e delle famiglie in difficoltà. Pertanto, chiediamo a tutti i nostri soci, amici, simpatizzanti e volontari di aiutarci, e di votare per Il Noce entro il 31 gennaio 2021“.

Alla Casa mamma-bambino di Casarsa, da 2012 a oggi, nei tre mini-appartamenti sono stati accompagnate in un percorso di autonomia 25 mamme con 47 bambini/ragazzi che assistiti da volontari ed educatori hanno trovato nuova vita. Storie, lingue e identità diverse accomunate da situazioni di fragilità, si incontrano alla Casa dove operatori e volontari avviano percorsi di affiancamento, autonomia lavorativa e cura di sè finalizzati all’indipendenza di ogni nucleo familiare.
Per aiutare questa realtà, basta visitare il sito www.ilmiodono.it ed entro il 31 gennaio dare la propria preferenza all’associazione di volontariato Il Noce Onlus. Ogni voto, che è del tutto gratuito, si trasformerà in denaro che andrà a sostenere le attività svolte all’interno della Casa mamma-bambino.
“Un bel gesto che in questo 2020 così difficile per tutti a causa della pandemia, diventerà ancora più significativo e carico di valore – ha concluso Cesarin – perché permetterà di dare la speranza di un futuro diverso e migliore a tante donne e ai loro bambini. Aiutateci a raggiungere quante più preferenze possibili”. È inoltre possibile fare, oltre al semplice voto, anche delle donazioni in denaro, aiutando così ancora di più Il Noce a scalare più velocemente la classifica finale: aggiungendo infatti al voto gratuito una donazione di almeno 10 euro (Donazione Plus), il voto di ognuno si moltiplica e raggiunge un valore di 6 punti.

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In copertina, la Casa mamma-bambino a Casarsa della Delizia.

“Un’altra città” contro il declino di Trieste in 125 spunti di riflessione

Una rete, un’espressione collettiva, un’orchestra che amplifica le tante voci di una città che fatica a riconoscersi e che la pandemia ha reso ancora più vulnerabile: questa è “Un’altra città”, il network civico triestino che ha da poco compiuto due anni e si propone di coinvolgere tutti i cittadini per ridisegnare insieme una città inclusiva. Per questo ha presentato il suo programma: una piattaforma operativa con 68 punti e 57 “follow up” collegati al territorio. In tutto, quindi, 125 spunti per stimolare la riflessione e la creatività civica dei triestini.
Illustrato da Giovanni Carrosio, docente universitario di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio, assieme alla fisica e ricercatrice Loredana Casalis, all’architetto Roberto Dambrosi, al rappresentante dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione Gianfranco Schiavone e all’attrice e drammaturga Marcela Serli, il programma di “Un’altra città” è un’Opa lanciata a cittadini e associazioni, ma anche alle forze politiche che si presenteranno alle elezioni amministrative 2021. Un minimo comune denominatore – che sarà condiviso con la città attraverso gli incontri digitali nei rioni che sono cominciati ieri, e in seguito con i candidati e le forze politiche – per certificare il proprio impegno in direzione di un radicale cambiamento delle prospettive e del futuro di Trieste.

Uno scorcio delle Rive…

… e un’osmiza sul Carso.

Presupposto del programma di “Un’altra città” è la cura del bene comune, per valorizzare la ricchezza del territorio, dal mare al Carso, dal porto alle osmize, dalla scienza alla sanità e alla cultura, come volano di sviluppo per creare una società coesa, inclusiva, sana, meno vulnerabile, attenta all’ambiente, alla salute, alle disuguaglianze sociali. Una città che si fondi sull’educazione come elemento unificante, che potenzi le scuole soprattutto nelle periferie, che promuova la cultura e lo spettacolo per il benessere di tutte le fasce d’età, dai bambini alle persone che invecchiano. Una città che, pur fondandosi sulla ricchezza del suo passato, sia capace di guardare in avanti e finalmente valorizzare il suo patrimonio architettonico. Una città che nel suo bene comune di più alto valore, il Porto Vecchio, sappia generare un esempio di intelligenza collettiva per creare valore condiviso, un luogo dove lavorare con coraggio e innovazione verso un futuro più sostenibile, meno disuguaglianza, meno povertà e più inclusione. Un luogo da cui partire per creare una nuova infrastruttura sociale, che connette l’est con l’ovest, il nord col sud, con un piano strategico di mobilità che rinforzi trasporto pubblico, crei nuove piste ciclabili, percorsi pedonali per promuovere benessere per ognuno.

Recupero in Porto Vecchio.


“Un’altra città” propone ai cittadini di tornare a parlarsi per ascoltare le proprie paure, la rabbia, i desideri, le speranze, i fallimenti, le brucianti delusioni. Ma importante sarà ascoltare Trieste a partire dalle sue periferie, dal tessuto produttivo, dal suo disagio, ma anche dalla sua allegria e dalla sua orgogliosa e struggente singolarità.
Trieste è popolata di microcosmi che, pur desiderandolo, spesso non riescono a riconoscersi. Piccole realtà autonome e coraggiose che non hanno una casa comune, che fanno fatica a riferirsi ai partiti, che sono in cerca di uno spazio materiale di confronto pubblico e umano, in una prospettiva transnazionale e transculturale, che è quella propria della città. Un’altra città cerca di infondere, per dirlo con le parole dell’autore de “La frontiera spaesata. Un viaggio alle porte dei Balcani” Giuseppe A. Samonà, “il coraggio, la sfrontatezza libertaria di affermare che la nostra città sarà a misura di bambini, vecchi, matti, richiedenti asilo”.

Canal Grande e Borgo Teresiano.

Unaltracitta.trieste@gmail.com

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In copertina, un’immagine di piazza Unità d’Italia col palazzo municipale.

 

Ecco nuovi fondi in Fvg per le auto ecologiche, ma non basteranno

Finanziamenti in Friuli Venezia Giulia per le auto ecologiche che, nei prossimi mesi, potranno però coprire soltanto le domande già presentate fino all’estate. Sono infatti arrivati dalla Regione Fvg alle Camere di Commercio i nuovi fondi da destinare ai richiedenti che abbiano acquistato veicoli cosiddetti ecologici, rottamando la vecchia auto. Lo stanziamento era particolarmente atteso, perché le domande recapitate finora erano rimaste in parte ancora insoddisfatte, e molte lo saranno anche nonostante il rimpinguamento dei fondi. Come fanno sapere dalla Cciaa di Pn-Ud, a informazione dei cittadini interessati, il nuovo plafond – in tutto circa 3 milioni 141 mila euro, di cui quasi 2 milioni per Udine e 1,2 milioni per Pordenone – sarà comunque molto importante, perché nei prossimi mesi consentirà di valutare e infine dare risposta a domande già pervenute all’ente. Si calcola che per Udine, i nuovi fondi potranno andare a coprire le domande presentate fino all’11 agosto scorso (485 domande), mentre per Pordenone quelle arrivate fino al 15 luglio (296 domande). Al momento, dunque, le istanze presentate in data successiva – anticipa l’ente camerale di Pordenone e Udine – non hanno garanzia di veder soddisfatta la propria richiesta. Il bando resta comunque aperto, dunque chi volesse concorrere, pur con la consapevolezza di queste informazioni, può continuare a presentare nuove domande.

Per approfondimenti è possibile consultare il link:
https://www.ud.camcom.it/P42A4366C4056S102/Veicoli-a-benzina-o-a-gasolio-destinati-alla-rottamazione-e-all-acquisto-di-veicoli-nuovi-ecologici.htm )

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio Pn-Ud.

Ecco il calendario 2021 di “Oltre lo Sport” che a Udine aiuta atleti speciali

É fresco di stampa il calendario 2021 degli amici dell’associazione “Oltre lo Sport” di Udine che, dal 1993, attraverso l’attività sportiva e le materie ludiche, lavora quotidianamente, grazie ai suoi volontari, per favorire l’inserimento dei ragazzi disabili psicointellettivi nella società. Come di consueto, anche quest’anno, l’incasso raccolto dalla vendita del calendario da muro (12 euro a copia) sarà destinato al sostegno delle attività di questi atleti speciali che durante l’anno sono impegnatissimi negli allenamenti delle più disparate discipline, dalla scherma alla ginnastica ritmica, passando per il nuoto e il bowling.
“É stato un anno complicato – ha spiegato Elda Del Dò, presidente della onlus -. Come tutti, ci siamo trovati costretti, in più riprese, a bloccare le nostre attività a causa dell’emergenza sanitaria. Per loro è stata particolarmente dura. Pur comprendendo la necessità di stare a casa e di vedersi solo attraverso lo schermo di un cellulare o di uno smartphone, prima, mantenere una certa distanza interpersonale, poi, ed essere costretti a rinunciare all’attività sportiva, alle risate in compagnia e agli abbracci, è stato per i nostri ragazzi ancor più complicato che per noi”.
Nonostante tutto, quando la situazione e le normative lo hanno permesso, gli “Oltre Lo Sport” (Muriel, Fabio, Valentina, Diana, Antonino, Valentino, Jo, Tiziana, Andrea, Dino, Zakhar) sono riusciti anche a ritagliarsi qualche giornata di semi-normalità ed ecco che, in quelle circostanze, sono state scattate le immagini del calendario in cui i ragazzi sono in compagnia di simpatici rapaci che hanno avuto modo di “conoscere”, durante un pomeriggio trascorso all’asd “Ali nella notte”, scuola di falconeria sportiva e trekking didattico-naturalistico con rapace al pugno, di Forgaria nel Friuli.
Per chi fosse interessato, è possibile acquistare il calendario contattando il 338.6972077. In alternativa, è possibile comprare la propria copia recandosi alla sede dell’Associazione Sportiva Udinese (via Lodi 1, Udine) partner di “Oltre Lo Sport”.

Pordenone, il “Regalo sospeso” per aiutare a Natale famiglie in difficoltà

Dopo il caffè e il pane, arriva a Pordenone e provincia, per il Natale 2020, anche il “Regalo sospeso”: il meccanismo è lo stesso dei due illustri precedenti (offrire qualcosa a chi non può permettersela) e punta a rafforzare i legami solidali messi a dura prova dal Covid-19. L’emergenza sanitaria si è inoltre abbattuta pesantemente sul settore della cultura, spettacolo e turismo (si parla a livello locale, tra lockdown e altre restrizioni, di una perdita di fatturato nel 2020 di oltre il 70% in media, con punte singole anche superiori). Il comparto nel Friuli occidentale vede attive 22 coop associate a Confcooperative Pordenone.  Proprio quest’ultima ha, così, deciso di avviare questo progetto che ha trovato la collaborazione della Caritas Diocesana e il contributo di Fondosviluppo Fvg. Il “Regalo sospeso” sarà avviato durante questo periodo natalizio per poi durare fino a quando ci sarà la necessità. Per aderirvi basta cliccare il nuovo sito dedicato all’iniziativa www.iniziativeconfcooperativepordenone.it inserito in www.pordenone.confcooperative.it e acquistare dei “buoni cultura” del valore di 50 o 80 euro che potranno poi essere sia donati ai propri cari come anche assegnati in forma anonima a famiglie in difficoltà segnalate proprio dalla Caritas.

Luigi Piccoli

 

I buoni daranno la possibilità di usufruire subito di servizi online oppure potranno essere spesi anche più avanti, quando la situazione sanitaria permetterà nuovamente le attività in presenza. Quattro le tipologie di bonus: le esperienze turistiche nella natura (visite guidate o enogastronomiche, soggiorni in alberghi diffusi, sport e simili); le esperienze musicali (corsi per strumenti online, esibizioni canore a richiesta); esperienze teatrali (rappresentazioni online e laboratori); esperienze audio-video (foto, realizzazioni video e live streaming).

“In questo modo – spiega il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli – chi vuole con un unico gesto solidale potrà rendere più felice il Natale sia per le famiglie in difficoltà che per le imprese che hanno dovuto sospendere l’attività. Durante questi mesi segnati dal Coronavirus, siamo diventati sempre più consapevoli di come da questa emergenza ne usciremo, con forza, se sapremo far prevalere il senso compiuto di una cooperazione solidale. In primavera, durante il primo lockdown, il progetto Solidarietà cooperativa ha visto molte cooperative di vari settori collaborare tra di loro nell’offrire servizi alle persone chiuse in casa. Ora questo nuovo progetto per un comparto specifico come quello della cooperazione attiva nella cultura, turismo e spettacolo, per aiutarla a risollevarsi”.
Come detto, sono 22 le cooperative del settore cultura, turismo e sport aderenti a Confcooperative Pordenone, per un totale di 4 mila soci. Danno lavoro a 3 mila 450 persone. Il loro fatturato pre Covid-19 era di oltre 12 milioni di euro.

Ormai non ci si sposa più, Coronavirus cancella i matrimoni. Ed è allarme

Anche in Friuli Venezia Giulia, i matrimoni erano già in crisi prima del Coronavirus, ma ora a causa della pandemia il fenomeno è esploso perché veramente non ci si sposa più. E così sono dati allarmanti anche quelli relativi allo stato di salute del variegato settore legato al “wedding” e quindi al mondo delle nozze e delle cerimonie. Con il 90% dei matrimoni cancellati, quest’anno il comparto si avvia a registrare un fatturato poco meno che azzerato e a fare i conti con lo spettro delle chiusure: se entro il primo semestre 2021 la crisi legata al Covid non sarà passata, rischiano di abbassare le serrande dal 13 al 25 percento delle imprese attive in questo settore. Imprese che in Fvg sono 3.814, che danno lavoro a 8.263 addetti e che, per bocca del presidente regionale di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, dei rispettivi capi categoria locali e nazionali e di due imprenditrici friulane rappresentative del settore quali Barbara Beltrame e Stefania Vismara hanno lanciato il proprio grido d’allarme, chiedendo al Governo di non essere dimenticate, di poter beneficiare di interventi di sostegno, dai quali a oggi sono escluse causa i codici Ateco, pena la desertificazione di una costola importante del sistema moda nazionale.

Due immagini dell’incontro a Udine.

Il punto della situazione è stato fatto ieri mattina nella sede udinese di Confartigianato dove sono stati illustrati i dati elaborati dell’ufficio studi dell’associazione e dov’è stata presentata la petizione “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato” ideata da Stefania Vismara e sostenuta dalla Confartigianato friulana. «Abbiamo cercato in più modi, sia a livello regionale che nazionale, di superare questa maledetta classificazione per codici Ateco che ormai è obsoleta e che inspiegabilmente taglia fuori dai sostegni alcune imprese come quelle del wedding – ha esordito il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, Graziano Tilatti -. Abbiamo proposto al Governo nazionale e locale, e continueremo a farlo, misure che possano aiutare a superare questo momento difficile per le imprese che altrimenti rischiamo di perdere per strada. Tra le proposte, c’è quella di ristorare un anno di fatturato perso in conto capitale o in alternativa di garantire un prestito a lungo termine, dai 15 ai 20 anni, pari al fatturato dell’anno precedente aumentato del 20%, a tasso zero, fatta salva la possibilità di ulteriori bonus anno per anno. In questo modo sarà dato immediato sollievo alle imprese che si ritrovano con zero incassi».

Situazione tutt’altro che rara in un settore che come detto fa i conti con lo stop forzato delle cerimonie. Matrimoni, Battesimi, prime Comunioni e Cresime. Nel 2020 se n’è celebrati pochi, pochissimi e nel 2021 almeno la prima metà dell’anno non promette meglio. Senza contare che, anche quando ripartiranno, le imprese che lavorano per i matrimoni non andranno all’incasso subito, perché tra la commessa e il pagamento, passano anche 6-8 mesi, il tempo necessario per ideare e organizzare in tutti i dettagli quel giorno indimenticabile. Dall’abito al tavolo. «Si sono dimenticati di noi – ha denunciato Gloria De Martin, capocategoria regionale della moda di Confartigianato-Imprese, intervenuta insieme alla presidente regionale del comparto benessere, Loredana Ponta – anche se rappresentiamo un comparto che è da sempre fiore all’occhiello dell’economia nazionale. Il 90% del nostro fatturato è andato perso. Niente cerimonie, niente fiere, niente ritiro della merce delle collezioni precedenti. Non chiediamo l’elemosina, ma un progetto per far vivere le nostre imprese». Che sono in ginocchio.

Stefania Vismara (da Brand News)


A testimoniarlo sono state Stefania Vismara, titolare di Archetipo, impresa udinese che idea e confeziona abiti da cerimonia per uomo dettando tendenza a livello internazionale, e Barbara Beltrame, che sempre a Udine dà forma a favolosi abiti da sposa. «In 30 anni – ha esordito Stefania Vismara – non abbiamo mai chiesto nulla, ma al momento il mondo del wedding non ha ossigeno per respirare, le celebrazioni sono state spostate al 2022, ma sarà impossibile recuperare le perdite di due anni. Per questo oggi ci siamo mossi, con il sostegno di Confartigianato Udine, per conservare un’eccellenza della moda italiana, che rischia di cedere il passo agli abiti cinesi. Se è vero che la bellezza salverà il mondo e che noi siamo artefici di bellezza, allora il Governo ci aiuti, e ci aiuti la gente firmando la petizione lanciata su change.org». Accorato anche l’intervento di Barbara Beltrame. «I clienti guardano, ma non comprano. Noi andiamo avanti con negozi a incassi zero tutti i giorni, guardando il terrore negli occhi dei dipendenti, che hanno paura di perdere il lavoro. Siamo meno di bar e ristoranti, ma esistiamo. Spero riusciate a fare qualcosa».

A raccogliere l’appello sono stati i presidenti nazionali di moda, benessere e fotografia di Confartigianato-Imprese che hanno assicurato il proprio impegno ai tavoli di lavoro con il Governo. «Stiamo lavorando per avere qualcosa di più a livello fiscale e di ammortizzatori sociali, mi auguro che l’esecutivo accetti i consigli dell’associazione», ha dichiarato Tiziana Chiorboli (presidente comparto benessere) ribadendo l’importanza del ruolo del sindacato datoriale. «Stiamo chiedendo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di convocare al più presto il tavolo nazionale della moda per trattare in quella sede i problemi di un settore che va considerato come un sistema», ha aggiunto dal canto suo Fabio Pietrella (presidente del comparto moda). Un sistema che nel caso del wedding comprende tra gli altri anche i fotografi. «Quelli che fanno matrimoni, al pari delle tipografie, hanno visto quest’anno bloccarsi tutte le cerimonie e stanno soffrendo al pari delle altre aziende del settore», ha chiosato Corrado Poli (capogategoria fotografi).

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In copertina, una coppia di sposi dal sito ufficiale di Barbara Beltrame.

Economia circolare in Fvg, alternativa o scelta obbligata? Domani c’è un webinar

L’economia circolare è una possibilità alternativa o l’unica via oggi percorribile per lo sviluppo d’impresa? Sarà questo il tema al centro del webinar che le Camere di Commercio della Venezia Giulia e di Pordenone-Udine hanno promosso per domani 11 dicembre, alle 10, con link dedicato che sarà inviato il giorno prima a chi si iscriverà gratuitamente. Il webinar è organizzato in collaborazione con la Sezione regionale Friuli Venezia Giulia dell’Albo nazionale Gestori ambientali ed Ecocerved scarl, nell’ambito di un progetto proposto da Unioncamere nazionale: si tratta dell’evento conclusivo del progetto sulla promozione della conoscenza dell’economia circolare tra le pmi del territorio, realizzato nel corso del 2020.
Interverranno Manuela Medoro e Marco Botteri, di Ecocerved, e Filippo Corsini, della Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa; e ancora Matilde Cecchi di Area Science Park, Stellio Vatta di Arpa Fvg, Maria Mazzurco di AcegasApsAmga. Interverranno anche Nadia Vedova, per il Progetto Europeo City Circle, e la giurista ambientale Gloria Nadin, e saranno presentate le esperienze imprenditoriali di Braida srl e Candoni sas. Chiuderà i lavori Pierluigi Medeot, segretario generale della Cciaa Vg, mentre apriranno i due presidenti Antonio Paoletti e Giovanni Da Pozzo. Modererà il dibattito Cristiana Vittigli, Camera di Commercio Venezia Giulia.

 

Lo short link per informazioni e iscrizioni: https://bit.ly/EcoCircolareVg-Pn-Ud

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In copertina, il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo (qui sopra, la sede udinese).

Le Pro Loco Torre-Natisone in campo per aiutare le famiglie in difficoltà

Il gran cuore delle Pro Loco per chi è in difficoltà a causa della crisi economica generata dall’epidemia di Covid-19 e donare loro un Natale più sereno. Il Consorzio tra le Pro Loco Torre Natisone – Tôr Nadison – Ter Nediža ha infatti avviato il progetto “Da Famiglia a Famiglia – Un aiuto concreto dalla famiglia delle Pro Loco alle famiglie del Friuli”, trovando il sostegno del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale tra le Pro Loco d’Italia (Unpli) e di singole Pro Loco. I partner dell’iniziativa s’impegnano a raccogliere, dal 10 al 17 dicembre, le donazioni di qualsiasi entità monetaria sul conto:

Banca Intesa San Paolo – Filiale di Buttrio
Codice IBAN: IT45 V030 6963 6931 0000 0000 180
Causale: Erogazione liberale per l’iniziativa “Da Famiglia a Famiglia”

Poi, in collaborazione con la catena di generi alimentari all’ingrosso Vivo Friuli, che applicherà un prezzo conveniente per far rendere al meglio la somma raccolta, saranno comprati generi alimentari di prima necessità. Gli alimenti saranno poi donati al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia, organizzazione no profit che aiuta 300 enti caritativi convenzionati, i quali assistono circa 47 mila indigenti in regione.

Gianfranco Specia


“Noi Pro Loco del territorio – ha spiegato il presidente del Consorzio Torre Natisone, Gianfranco Specia – siamo come una “grande” famiglia, molto unita e sempre pronta ad aiutare il prossimo. In questo caso sono le tante “piccole” famiglie, anche nelle nostre comunità, che a causa di questa situazione difficile legata all’emergenza Coronavirus non riescono più a provvedere al sostentamento. Purtroppo i casi sono in aumento, come ci hanno raccontato dal Banco Alimentare, al quale prima di procedere con l’acquisto dei beni chiederemo quali siano gli alimenti di cui c’è più bisogno. Chiunque donerà una cifra al progetto darà un aiuto concreto a chi è in difficoltà e contribuirà a regalare a grandi e bambini un Natale più sereno”.

 

Il “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa” oggi fa tappa (online) in Friuli

Farà tappa, seppur online, in Friuli, il 12° “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa” e arriverà esattamente oggi 9 dicembre, alle 15, sulla piattaforma Zoom. La tappa friulana è organizzata dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che da anni ha attivato al suo interno il Comitato imprenditoria femminile. Che oggi, dopo l’accorpamento, è composto da imprenditrici rappresentanti di tutti i settori produttivi ed espressione di entrambi i territori.
Il gruppo, quest’anno, ha anche organizzato una serie di corsi online rivolti proprio alle imprenditrici, su temi utili ad affrontare le difficoltà causate dall’emergenza sanitaria sul lavoro e sull’impresa guidata da donne. In questo momento storico di grandi sconvolgimenti e smart working, viene infatti richiesto di apprendere nuove competenze e non solo di tipo tecnico. Proprio su questo verterà la tappa del Giro e si rifletterà con le relatrici sulla realtà di oggi e del prossimo futuro: in un mondo in cui il lavoro è e sarà sempre più diffuso e agile, per vivere e lavorare meglio sarà necessario imparare a comunicare in modo efficace negli spazi digitali. Meeting, incontri coi clienti, allineamenti interni, webinar sono alcuni dei momenti in cui vanno esercitate questa capacità, incrociando aspetti tecnici e soft skill.

Introdurranno i lavori Maria Lucia Pilutti, segretario generale Cciaa Pn-Ud, Tiziana Pompei, vicesegretario generale Unioncamere, Dusolina Marcolin, presidente Commissione Regione Fvg per le pari opportunità. Quindi la presidente del Comitato camerale Cécile Vandenheede parlerà degli obiettivi del Comitato e delle attività svolte quest’anno e si entrerà poi nel vivo del tema del webinar, “Accorciare le distanze. Comunicare in modo efficace con un video. Parlare in pubblico quando il pubblico non c’è”, con Giovanna Tinunin e Patrizia Daneluzzo, di Dof consulting Udine.

Il “Giro d’Italia delle donne che fanno impresa” è un’iniziativa promossa da Unioncamere e dai Comitati per l’imprenditoria femminile attivi nelle Camere di Commercio italiane. Le tappe in Italia sono 10 e mirano a informare le imprenditrici e a offrire strumenti formativi a chi aspira a diventarlo, dando visibilità alle dinamiche che riguardano l’occupazione femminile e al tema delle pari opportunità.
Per la partecipazione è necessaria la registrazione, iscrivendosi allo short link https://bit.ly/GiroDonneImpresaPnUD

Per informazioni: Segreteria Comitato: telefono 0432 273508, 0434 381602, e-mail: segreteria.comitato@pnud.camcom.it

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In copertina, ecco la sede udinese,  in piazza Venerio, della Cciaa Pn-Ud.