Dal friulano all’inglese: una guida Arlef in vista delle imminenti iscrizioni a scuola

Il 76% dei genitori, lo scorso anno, ha detto di sì al friulano a scuola per i propri figli, come mostrano i dati dell’Ufficio Scolastico Regionale. Qualcuno potrebbe domandarsi il perché di questa scelta, fatta oggi, in un mondo globalizzato. La risposta, secondo l’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana,  è semplice: è sempre più radicata la consapevolezza dei vantaggi cognitivi, sociali e culturali di un’educazione plurilingue, come peraltro dimostra la ricerca scientifica. Un esempio su tutti? Un bambino che studia il friulano impara meglio anche l’inglese. Da non trascurare, poi, una maggiore capacità di apprendimento e velocità di comprensione, maggiori abilità logico-matematiche e creative, ma pure di adattamento, una più ampia apertura verso l’altro e molto ancora.
In Friuli, tutti i bambini – osserva ancora l’Arlef – hanno l’opportunità di apprendere la lingua del territorio in maniera naturale. Al momento dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, si può scegliere l’insegnamento del friulano per tutta la durata del ciclo scolastico: parliamo di almeno 30 ore all’anno, secondo quella che a livello europeo è riconosciuta come la metodologia didattica più efficace e all’avanguardia, l’Insegnamento Integrato di Lingua e Contenuto e senza sottrarre ore ad altre materie. La legge prevede infatti che sia inserito nel 20% del curriculum individuato dalle scuole in autonomia. La scelta viene fatta al momento dell’iscrizione sul portale del Miur https://www.istruzione.it/iscrizionionline/ ma è possibile rivolgersi anche alla segreteria della scuola per maggiori delucidazioni.
Proprio in vista della scadenza dell’ormai imminente iscrizione scolastica, il prossimo 25 gennaio, per meglio illustrare i vantaggi di questa scelta, l’Arlef ha realizzato un’utile guida: “Crescere con più lingue”, scaricabile dal sito www.arlef.it, arricchita dalla testimonianza di docenti e di importanti esperti, tra cui Luca Melchior, linguista e professore dell’Alpen-Adria Universität di Klagenfurt specializzato proprio in plurilinguismo. Dai dati raccolti emerge come un bambino che cresce studiando il friulano impara prima a leggere, dispone di una grande attenzione selettiva e ha maggiore facilità nel passare da un compito all’altro. Ma non solo. Il plurilinguismo contribuisce alla salute del cervello (che si mantiene giovane ed elastico, ritardando i rischi di demenza e Alzheimer) e migliora opportunità per la vita privata e per il successo professionale (per le loro competenze linguistiche e le abilità gestionali e relazionali, i lavoratori plurilingui sono più ricercati e guadagnano di più dei monolingui). Un altro aspetto da non trascurare è poi l’importanza di sostenere la scelta anche in famiglia. Anche di questo parla la guida che offre molti utili consigli sulle strategie linguistiche più idonee da usare, quale il metodo “una persona-una lingua” (quando un solo genitore conosce il friulano, ciascun genitore parlerà al figlio sempre e solo nella lingua che conosce) e il metodo “lingua della famiglia” (quando tutti e due i genitori conoscono il friulano, parleranno al figlio sempre in friulano, passando all’italiano solo quando necessario).

Il testo in lingua friulana

Il 76% dai gjenitôrs, l’an passât al à dit di sì al furlan a scuele pai propris fîs, daûr di ce che a mostrin i dâts dal Ufici Scolastic Regjonâl. Cualchidun al podarès domandâsi il parcè di cheste sielte, fate in dì di vuê, intun mont globalizât. La rispueste e je semplice: la cussience dai vantaçs cognitîfs, sociâi e culturâi di une educazion plurilengâl, cemût che e dimostre la ricercje sientifiche, e je simpri plui inlidrisade. Un esempli su ducj? Un frut che al studie il furlan al impare miôr ancje l’inglês. Di no trascurâ, po dopo, une plui grande capacitât di aprendiment e une velocitât di comprension, plui abilitâts logjichis e matematichis e creativis, ma ancje di adatament, une viertidure plui largje par chei altris e pal mont e tant altri di plui.
In Friûl, ducj i fruts a àn la oportunitât di imparâ la lenghe dal teritori in maniere naturâl. Tal moment de iscrizion ae scuele de infanzie, primarie e secondarie di prin grât, si pues sielzi l’insegnament dal furlan par dute la durade dal cicli scolastic: o fevelìn di almancul 30 oris ad an, daûr di chê che a nivel european e je ricognossude tant che la metodologjie didatiche plui eficace e ae avanvuardie, o ben l’Insegnament Integrât di Lenghe e Contignût e cence gjavâ oris a altris materiis. La leç e previôt di fat che al jentri tal 20% dal curriculum individuât in autonomie des scuelis. La sielte e ven fate tal moment de iscrizion sul portâl dal Miur https://www.istruzione.it/iscrizionionline/ ma al è pussibil indreçâsi ancje ae segretarie de scuele par vê plui informazions.
Propit in viste de scjadince de iscrizion a scuele, ai 25 di Zenâr, par sclarî miôr i vantaçs di cheste sielte, la Arlef – Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane e à realizât une vuide utile: “Cressi cun plui lenghis”, che si pues discjamâ dal sît www.arlef.it, insiorade de testemoneance di docents e di esperts impuartants, tra chescj Luca Melchior, linguist e professôr de Alpen-Adria Universität di Clanfurt specializât propit in plurilinguisim. Dai dâts cjapâts sù al ven fûr cemût che un frut che al cres studiant il furlan al impare adore a lei, al dispon di une atenzion seletive plui grande e al passe cun plui facilitât di un compit a di chel altri. Ma no dome: il plurilinguisim al jude la salût dal cerviel (che si manten zovin e elastic, ritardant i risis di demence e di Alzheimer) e al puarte in miôr lis oportunitâts pe vite privade e pal sucès professionâl (i lavoradôrs plurilengâi a son plui ricercjâts e a vuadagnin di plui di chei monolengâi par vie des lôr competencis linguistichis e des abilitâts gjestionâls e relazionâls). Un altri aspiet di no lassâ di bande al è, po dopo, la impuartance di sostignî la sielte ancje in famee. Ancje di chest e fevele la vuide che e ufrìs conseis une vore utii su lis strategjiis linguistichis plui justis di doprâ, tant che il metodi “une persone-une lenghe” (cuant che dome un dai gjenitôrs al sa il furlan, ogni gjenitôr al fevelarà al fi simpri e dome inte lenghe che al cognòs) e il metodi “lenghe de famee” (cuant che ducj i doi i gjenitôrs a san il furlan, a fevelaran al fi simpri par furlan, passant al talian dome cuant che al covente).

Artigianato artistico e Servizio civile: la Pro Casarsa cerca tre giovani

Un’esperienza unica a favore della propria comunità impegnandosi in iniziative volte alla promozione del patrimonio artigianale del proprio territorio: la Pro Loco di Casarsa della Delizia ricerca volontari per il Servizio civile universale da impiegare a partire dal prossimo mese di aprile. Attraverso il nuovo progetto “Artisti e artigiani di ieri, oggi e domani per una nuova cultura glocal Friuli Venezia Giulia” promosso dal Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, l’associazione casarsese è alla ricerca di tre giovani volontari di un’età compresa tra i 18 e i 28 anni.

“Anche quest’anno aderiamo al bando per il Servizio Civile Universale, perchè crediamo si tratti di un’occasione unica per i nostri giovani – fa sapere Antonio Tesolin, presidente della Pro Loco -. Ci sono tre posti disponibili per altrettanti giovani che potranno mettersi al servizio della loro comunità. Un’esperienza utile per il loro futuro, in quanto diventerà un vero banco di prova per il lavoro di un domani ed un importante momento di crescita e confronto con gli altri volontari che fanno parte della nostra associazione. Per noi del direttivo, questi giovani sono portatori di nuova linfa, nuova energia e siamo pronti ad accogliere le loro idee per la valorizzazione e promozione delle attività artigianali del nostro paese, seguendo la progettualità del bando in corso”.
Le iscrizioni sono già aperte. Come detto, per partecipare, sarà necessario avere avere tra i 18 e i 28 anni di età. Nei 12 mesi del servizio i volontari potranno partecipare attivamente alla vita associative della Pro Casarsa, ponendosi al servizio della comunità. Il Servizio civile universale prevede un impegno di 25 ore settimanali 6 giorni su 7, anche festivi, con assegno mensile di 439,50 euro. L’avvio del progetto è previsto per la primavera del 2021.Per iscriversi i candidati dovranno avere il diploma quinquennale e non aver già svolto il servizio civile e non vantare rapporti di lavoro con il sodalizio per il quale opereranno.

Iscrizioni entro l’8 febbraio prossimo, alle ore 14, in sola modalità online (https://domandaonline.serviziocivile.it) utilizzando il proprio codice Spid (per sapere come ottenerlo basta cliccare www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid). Una sola domanda presso un unico ente, pena l’esclusione. I cittadini appartenenti ad altri Paesi dell’Unione Europea o extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia, potranno accedere alla piattaforma attraverso apposite credenziali da richiedere al Dipartimento. Nella sezione “Selezione volontari” del sito www.serviziocivile.gov.it e in www.scelgoilserviziocivile.gov.it sono presenti tutte le informazioni per meglio orientare coloro che sono interessati a partecipare.

Per ogni informazione sul bando nelle Pro Loco e Consorzi Pro Loco del Fvg si può contattare la Segreteria Regionale Pro Loco FVG allo 0432.900908 o scrivere a serviziocivile@prolocoregionefvg.it. Tutte le info sono inoltre disponibili sul sito web www.prolocoregionefvg.it

 

Enti camerali: dramma psicologico per le chiusure Covid ignorato da tutti

«Nel momento in cui l’attenzione di tutti è puntata sul disagio psicologico degli studenti a scuole chiuse e se ne chiede la riapertura senza che nemmeno siano state poste in essere dal Governo le idonee misure per consentire un rientro in piena sicurezza, ci stupiamo che nessuno degli esperti impegnati in questa emergenza, in tutti questi mesi, abbia speso una sola parola di preoccupazione per l’esasperazione interiore a cui sono arrivati tantissimi nostri imprenditori: è ora che si aprano gli occhi e si agisca a tutela anche dell’impatto psicologico che pesa sulle nostre pmi, in balia da ormai quasi un anno di decreti e ordinanze, in una continua altalena di aperture e chiusure improvvise e zero chiarezza». Le Camera di Commercio di Pordenone-Udine e della Venezia-Giulia uniscono la loro voce, in rappresentanza di tutte le categorie produttive del Fvg, raccogliendo il grido d’allarme e di dolore «degli imprenditori più colpiti, e più a lungo – spiegano i presidenti Pn-Ud Giovanni Da Pozzo e Vg Antonio Paoletti –: sono troppi, spesso alla guida di imprese piccole o piccolissime, quelli che non ce la fanno più, ma nessuno pone l’attenzione sul loro malessere psichico. Norme che si succedono in maniera imprevedibile e disordinata impediscono loro di potersi organizzare con le scorte, con i dipendenti, con gli investimenti fatti e l’organizzazione basilare del lavoro. Per non parlare di ristori spesso insufficienti o che nemmeno arrivano».

Giovanni Da Pozzo

Antonio Paoletti

Da Pozzo e Paoletti evidenziano: «Vediamo già emergere i primi “sintomi”, i primi casi di “disobbedienza”, proteste e manifestazioni, e purtroppo anche troppi imprenditori arrivati a gesti estremi come togliersi la vita, non sapendo più come andare avanti. Come sistema camerale regionale unito – concludono i presidenti –, ci stiamo impegnando a far emergere il peso causato dall’impossibilità di lavorare e far lavorare i propri collaboratori o dal trovarsi a operare in condizioni totalmente precarie e prive di prospettiva. Non ci sono gare tra sofferenze, ma se si grida alla necessità di tutelare il benessere interiore dei nostri ragazzi, ci si dimentica completamente di una parte cospicua di lavoratori in proprio che subiscono da troppo tempo un peso inaccettabile».
E il vicepresidente Pn-Ud Michelangelo Agrusti rincara la dose: «Siamo di fronte a un vero e proprio dramma psicologico di tanti imprenditori, soprattutto del terziario, che hanno visto svanire la ragione stessa della loro vita e si trovano ora in a dover dipendere da sussidi pubblici, cosa a cui non erano abituati perché contavano totalmente sul proprio lavoro. Purtroppo, si sottovalutano la profonda condizione di difficoltà in cui si sono venuti a trovare e l’alto numero di suicidi che già si sono registrati, in Italia e nel resto del mondo. Ci si concentra su cose che possono generare un’attenzione mediatica più immediata, ma mi domando – conclude Agrusti –: se questi esercenti, albergatori, ristoratori, tassisti, titolari di palestre e centri benessere dovessero fare ricorso al Tar invocando un disagio piscologico, troverebbero altrettanta accoglienza e considerazione?».

Michelangelo Agrusti

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In copertina, ecco la sede udinese della Camera di Commercio Pn-Ud.

Gli Usa da Trump a Biden e la vita a New York: focus con Laura Valeri

Una pordenonese alla New York University. E’ Laura Valeri che oggi ci aiuterà a capire meglio la transizione americana da Donald Trump a Joe Biden nella giornata di avvio ufficiale della nuova presidenza, il tutto in mezzo agli innumerevoli problemi causati dal propagarsi del Covid-19. Si conclude, infatti, la serie di tre appuntamenti con altrettanti corregionali del Friuli Venezia Giulia stabilitisi in diverse città Usa per comprendere meglio cosa sta succedendo Oltreoceano e quale futuro aspettarsi nei rapporti con l’Italia e la nostra regione. Gli incontri, come è noto, fanno parte del Focus speciale sugli Stati Uniti d’America nell’ambito del progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua in questo modo a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero.
Non potendo esserci incontri in presenza, l’attività si è strutturata online sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sui canali YouTube e LinkedIn “Pordenonesi nel mondo”. In questi spazi digitali si svolgono interviste in diretta (che possono poi essere riviste) sia con i giovani della recente emigrazione che con i corregionali da più tempo all’estero o i discendenti di emigranti friulani.
Il Focus Usa si concluderà, dunque, oggi 20 gennaio: alle 18 appuntamento online con la Grande Mela, dove qui vive Laura Valeri, che lavora alla New York University ed è originaria appunto di Pordenone. Diventata cittadina americana, racconterà la sua vita newyorkese tra sfide professionali e passioni, come quella della famosa Maratona. Laura Valeri sarà intervistata in diretta da Michele Morassut, della segreteria Efasce, assieme al presidente Gino Gregoris.

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In copertina, la pordenonese Laura Valeri che vive a New York.

 

Ruoli di program manager e statistico-economico nei concorsi alla Cciaa Pn-Ud

Concorsi per due posti in Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che sta cercando nuovo personale, in entrambi i casi per la categoria D1 con profilo di “Gestore”, uno per realizzare e promuovere progetti di sviluppo (come program manager) e l’altro per il Centro Studi–Statistica. La prima figura si dovrà occupare prevalentemente di gestire in tutte le fasi una serie di progetti di promozione e sviluppo del territorio, anche attraverso la costruzione di una rete di partenariati con organizzazioni nazionali ed europee. È perciò indispensabile la padronanza della lingua inglese, oltre al possesso, come titolo di studio richiesto dal bando, di laurea triennale in ingegneria dell’informazione, ingegneria industriale e lauree equiparate o di laurea magistrale in ingegneria gestionale e lauree equiparate o equipollenti.

La seconda persona sarà invece chiamata a operare nel Centro studi camerale, che è il “cuore statistico” dell’ente, e avrà perciò il compito di effettuare analisi in campo economico e aziendale, utilizzando banche dati complesse e sistemi informativi, e inoltre realizzare analisi di mercato, collaborare nella conduzione di rilevazioni campionarie e altre attività di rilevazione, nonché di comunicare e diffondere i risultati, con relazioni, report ed eventi dedicati. I titoli di studio previsti per questa figura sono laurea triennale in Scienze dell’economia e della gestione aziendale, Scienze economiche e Statistica e lauree equiparate, oppure laurea magistrale in Scienze dell’economia, Scienze delle pubbliche amministrazioni, Scienze economico-aziendali, Scienze statistiche, lauree equiparate e lauree equipollenti.

I bandi, con i requisiti richiesti, le regole di partecipazione alle procedure e le modalità di presentazione delle domande, sono disponibili, assieme alla modulistica, sul sito  camerale www.pnud.camcom.it  nella sezione Amministrazione Trasparente/Bandi di concorso.
Per entrambi i concorsi, le domande di ammissione dovranno pervenire entro il termine perentorio del 28 gennaio prossimo.

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In copertina, il palazzo della sede udinese dell’ente camerale.

Ute Pordenone, oggi l’impatto dei social. E domani parlerà il sindaco Ciriani

Proseguono con ritmo intenso le lezioni dell’Università della Terza Età di Pordenone. Per la settimana da oggi a venerdì 22 gennaio, si parte questo pomeriggio, alle 15.30, con il recupero della terza lezione del corso Nuove tecnologie: impatto psicologico, tenute da Antonio Loperfido, psicologo e psicoterapeuta. Una lezione interamente alla Comunicazione nei social network, per entrare in un mondo digitale praticato soprattutto dalle nuove generazioni. Un linguaggio, quello dei social network, tutto da scoprire: a partire dalla sua etimologia, che include la condivisione del racconto, per analizzare la metacomunicazione nell’uso dei social, il linguaggio emotivo, la funzione protettiva e talvolta distorsiva dello schermo e della intermediazione degli incontri virtuali.

Il sindaco Alessandro Ciriani.


Domani 19 gennaio, sempre alle 15.30, l’appuntamento è con il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani: un saluto all’Università della Terza Età e al Centro Casa dello Studente Antonio Zanussi che si rinnova, di anno in anno, portando nelle case la voce della principale istituzione della città per un aggiornamento sulle ultime novità che riguardano la Pordenone di oggi e di domani.
Mercoledì 20 gennaio, ancora alle 15.30, si aprono invece gli appuntamenti di geopolitica a cura di Cristiano Riva, docente di lettere classiche. Il ciclo si propone, come ogni anno, l’analisi di alcuni aspetti salienti del panorama geopolitico internazionale e inizierà da uno dei punti caldi del mondo: Il punto sul Medio Oriente è la prima tappa di un percorso che arriverà ad analizzare l’Oriente e il nuovo mandato presidenziale negli Usa. Giovedì 21 gennaio, alle 15.30 riflettori su Poesia, intuizione, ragione, il corso di Sergio Chiarotto, già docente di filosofia e preside di licei, focalizzato su grandi scienziati, questa volta Isaac Newton fra intuizioni ispiratrici, idee di fondo, spunti di partenza, condizionamenti occasionali, valore fecondo di errori o difficoltà. Infine venerdì 22 gennaio, alle 15.30 si parlerà de Gli Uffizi. Pittori e capolavori, a cura di Laura Turchet, laureata in conservazione dei beni culturali. Una lezione per iscritti Ute nell’ambito del ciclo Lo splendore del Rinascimento, dedicato a un periodo straordinario per la storia dell’arte.

Lo psicologo Antonio Loperfido.

Per accedere alle lezioni è necessario registrarsi al link sul sito www.centroculturapordenone.it/ute

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In copertina, alcuni loghi dei social network oggi protagonisti.

Europa, quale futuro? Quattro appuntamenti su Radio Onde Furlane

Si intitola “Europa. Quale futuro?” e si propone di diffondere, tra i cittadini e in particolare tra i più giovani, la cultura democratica e i valori fondamentali dell’Unione Europea per promuovere coscienza, partecipazione e cittadinanza attiva. L’iniziativa, realizzato dal Centro di documentazione europea ‘Guido Comessatti’ dell’Università di Udine e dal Centro di documentazione europea dell’Università di Trieste con la collaborazione della cooperativa Informazione Friulana e con il sostegno della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, si sviluppa nella seconda metà di gennaio e consiste in una serie di quattro trasmissioni su Radio Onde Furlane, la “radio libare dai furlans” e in una tavola rotonda virtuale in programma il prossimo 28 gennaio.
Il primo appuntamento è fissato per domani 18 gennaio, alle 8.30 (con repliche martedì 19 alle 13.30 e mercoledì 20 alle 17.30), con la partecipazione dei responsabili scientifici dei Centri di documentazione europea dei due atenei, Claudio Cressati e Stefano Amadeo.
Il programma, curato e condotto da Marco Stolfo, assegnista di ricerca in storia delle dottrine politiche all’Università di Udine, continua, sempre alle 8.30, giovedì 21 gennaio alle 8.30 (con repliche venerdì 22 alle 13.30 e sabato 23 alle 17.30) e lunedì 25 gennaio alle 8.30 (con repliche martedì 26 alle 13.30 e mercoledì 27 alle 17.30) e si conclude venerdì 29 alle 8.30 (con repliche sabato 30 gennaio alle 17.30 e domenica 31 alle 10).

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In copertina, ecco la corona di stelle simbolo dell’Unione Europea.

Covid-19, in Fvg un invito alla vaccinazione per i cooperatori sociali

Un appello/invito alla vaccinazione anti-Covid per gli oltre 3.000 operatori delle cooperative sociali della nostra regione impegnati presso gli Enti socio-sanitari e socio-assistenziali del territorio. È quello rivolto e sottoscritto da sette sigle datoriali cooperative e sindacali. Confcooperative Fvg-Federsolidarietà Fvg, LegacoopSociali, Agci-Solidarietà Fvg da una parte e Funzione Pubblica Cgil Fvg, Cisl Funzione Pubblica Fvg, Uil Fpl Fvg e Fisascat Cisl Fvg dall’altra, hanno infatti predisposto una dichiarazione congiunta in considerazione del fatto che la pandemia sta producendo danni enormi per la salute delle persone e, in tale contesto, le vari parti coinvolte considerano primaria la tutela della salute degli operatori e operatrici sui luoghi di lavoro e la salvaguardia del benessere degli utenti.
In vista della possibilità di accedere, in via prioritaria, alla vaccinazione volontaria, nel rispetto della libertà di ogni singolo cittadino, i sottoscrittori convengono che il vaccino sia utile, non soltanto ai lavoratori occupati negli Enti e alle persone che lo assumono, ma anche a tutti quei soggetti (soprattutto fragili) che non possono essere vaccinati. Auspicano, perciò, la più alta adesione possibile del personale cooperativo occupato negli Enti alla campagna vaccinale in corso, al fine di evitare che le rinunce al vaccino possano determinare conseguenze negative per la salute degli utenti e, dunque, raccomandano a tutti i lavoratori e alle lavoratrici del settore di aderire alla campagna di vaccinazione contro la pandemia da Covid-19.

Covid, gravissima crisi dei matrimoni: 8 richieste per il rilancio del “wedding”

(g.l.) «La Regione è vicina agli operatori del settore del “wedding”, un comparto dell’arte dei mestieri che presenta elementi di eccellenza, e a fronte di una situazione difficile come quella in atto rivolgerà al Governo pressanti richieste per il suo inserimento tra i settori che maggiormente necessitano di ristoro». Lo ha sottolineato ieri mattina l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, nella conferenza stampa convocata dalla Camera di commercio di Pordenone e Udine assieme ai rappresentanti delle categorie interessate per presentare lo stato di crisi nel quale versano le aziende dei settori collegati al mondo dei matrimoni, delle altre cerimonie (soprattutto religiose come battesimi, cresime e prime comunioni) ed eventi in genere, costrette al blocco totale dell’attività a causa dagli effetti provocati dai provvedimenti anti-Covid.

«Con il Disegno di legge di prossima approvazione – ha aggiunto Bini – inseriamo un’altra manovra di circa 22 milioni di euro per ulteriori ristori, portando a quasi 80 milioni le risorse messe in campo dall’Amministrazione regionale per venire incontro alle tante aziende maggiormente colpite dagli effetti della pandemia. Uno sforzo molto consistente, che pone la nostra Regione ai vertici a livello nazionale in proporzione agli aiuti stanziati rispetto al numero di abitanti, ma che certamente non può bastare a soddisfare completamente le esigenze delle filiere più colpite. È per questo che anche il settore del “wedding” dev’essere aiutato in modo più concreto dallo Stato, che dispone certamente di maggiori mezzi finanziari rispetto alle Regioni».
Bini, come informa Arc, ha evidenziato che i dati del comparto non rappresentano semplicemente l’effetto di dinamiche negative di mercato dovute ai problemi contingenti, ma purtroppo fotografano una condizione che è destinata a protrarsi ancora per diversi mesi. «Ciò a danno di realtà – ha rilevato l’esponente della Giunta Fedriga – che rappresentano una porzione di pregio del Made in Italy, cioè di quel comparto che per decenni ha dato lustro al nostro Paese e che assieme a quello del terziario, del commercio e del turismo sta subendo in modo drammatico i riflessi della crisi». Non a caso, nella riforma dell’economia regionale, SviluppoImpresa, che approderà in Aula a inizio febbraio, una parte consistente è dedicata anche ad artigianato, commercio e turismo, proprio per favorire la ripartenza di questi settori. «Deve colpire la nostra attenzione – ha precisato Bini – il fatto che nel settore wedding e cerimonie molti sono i differimenti, anche oltre un anno, di matrimoni ed eventi: un dato che evidenzia chiaramente il riverbero negativo sulla intera filiera di un settore altamente specializzato e qualificato, con effetti pesanti sull’economia regionale”. «Ed è per questo – ha colamentato l’assessore – che all’intervento della Regione, che ci sarà anche per il settore del wedding, deve necessariamente unirsi in modo più consistente anche quello dello Stato, a favore di imprenditori che debbono poter continuare a produrre ricchezza e a rafforzare l’immagine del nostro Paese nel mondo».

Parte dunque dal Friuli Venezia Giulia, e si allarga velocemente a tutte le regioni italiane, per diventare un appello e una proposta di portata nazionale: il settore wedding regionale, che conta potenzialmente oltre 16 mila imprese d’eccellenza e 46 mila addetti nelle sue varie e multiformi componenti e oltre 400 mila imprese a livello nazionale, dopo un anno di pesantissime difficoltà dovuto alla cancellazione della quasi totalità di matrimoni, cerimonie ed eventi correlati, prende in mano la situazione e coinvolge Camera di Commercio Pordenone-Udine e Regione Fvg nell’azione di supporto al comparto.
E proprio la Cciaa, come rappresentanza di tutte le categorie, ha raccolto ieri mattina l’appello con la citata conferenza stampa, dando sostegno e ulteriore diffusione all’iniziativa avviata lo scorso dicembre dalle imprenditrici del settore di Confartigianato Udine, a cui si è subito unita Confcommercio Udine e a cui ha aderito anche Confapi Fvg. Nell’evento organizzato nella sede di Udine, con il “padrone di casa”, presidente camerale e di Confcommercio Fvg Giovanni Da Pozzo, e l’assessore regionale Bini, c’erano il presidente Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e il direttore di Confapi Fvg Lucia Piu, al fianco delle categorie e delle imprenditrici che hanno lanciato e stanno promuovendo l’iniziativa: Gloria de Martin, presidente regionale della Moda di Confartigianato-Imprese, Fabio Passon, vicepresidente Confcommercio Udine e presidente Gruppo professioni Confcommercio Udine, Alessandro Tollon, vicepresidente Confcommercio Udine, Stefania Vismara, titolare di Archetipo srl, Renata Lirussi, titolare di Miramode srl e consigliere Federmoda Confcommercio Udine, Luca Tassotto di Tassotto&Max sas e consigliere Gruppo professioni Confcommercio Udine, Loredana Ponta, presidente regionale del Benessere di Confartigianato-Imprese, Eva Seminara, presidente Confartigianato consiglio zonale Udine.

L’iniziativa si è concretizzata prima della fine del 2020 anche in una petizione, su change.org, con il titolo “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato”, che si sta espandendo, come detto, a tutta Italia, grazie alla condivisione delle categorie, che hanno ben chiaro il “peso” e la qualità del comparto wedding sull’economia. Categorie che hanno realizzato un video da diffondere sui social e formulato un documento di sintesi della situazione, con otto proposte operative per il Governo e la Regione. Oltre alla condivisione dell’appello, grazie all’impegno delle consorelle delle categorie coinvolte in tutto il Paese, in molte regioni sono già state adottate iniziative operative: Veneto e Puglia, per esempio, si sono già mosse concretamente e molte altre si stanno muovendo, e inoltre l’Aiom di Confcommercio, Associazione Italiana Organizzatori Matrimoni, ha fatto arrivare il suo appoggio all’iniziativa friulana, anche tramite le parole della presidente Tiziana Lucioli, che ha evidenziato come la categoria non abbia ricevuto «nessun sostegno, nessun ristoro, nessuna agevolazione da un sistema che ha considerato come confronto il fatturato di un solo mese dell’anno e che nei decreti non ha incluso nessuno dei codici Ateco utilizzati dagli organizzatori».
Lo spettro delle chiusure è concreto: se entro il primo semestre 2021 la crisi legata al Covid non sarà passata, rischiano di chiudere dal 13 al 25 percento delle imprese attive, secondo le ultime stime. Imprese che coprono numerosissimi settori dell’economia e che in Fvg, come detto, avevano registrato una crescita di quasi il 5% negli ultimi 5 anni, prima dell’arrivo del Covid e delle conseguenti misure. C’è poi un’ulteriore difficoltà alla totale impasse del momento: quando ci sarà la ripartenza, le imprese che lavorano per i matrimoni non andranno all’incasso subito, perché tra la commessa e il pagamento passano anche 6-8 mesi, il tempo di ideare e organizzare tutti i dettagli dell’evento.

A confermare la difficoltà del momento, sono stati presentati in anteprima anche i dati dei matrimoni del Comune di Udine, che le categorie hanno scelto come esempio perché possono dare bene un’idea della situazione diffusa tanto in regione quanto in tutta Italia: a Udine, nel 2020, i matrimoni sono scesi nel complesso del 42% rispetto al 2019 (con un calo del 62,5% di quelli religiosi e del 38,3% di quelli civili). Una diminuzione che non ha precedenti nemmeno lontanamente comparabili, ripercorrendo a ritroso la serie storica fino agli anni ’80 (Dati 2020 provvisori, da validare i numeri del mese di dicembre. Fonte: Elaborazioni Ufficio Studi Confartigianato-Imprese Udine su dati del Comune di Udine – Ufficio Statistica su Istat, modello D.3, e Anagrafe comunale). Le rappresentanti del comparto hanno cercato in più modi, a livello regionale e nazionale, anche di superare la classificazione per codici Ateco, che non rappresenta a dovere un settore così ramificato e che lo esclude dai sostegni già operativi.

Gli otto punti di proposta al Governo, sintetizzati, pertanto sono:

1. Riconoscimento di un contributo a fondo perduto del 40% della diminuzione di fatturato calcolata come differenza tra il fatturato del 2020 e quello del 2019.
2. Riconoscimento di un credito d’imposta del 70% delle spese sostenute, nel 2021 e 2022, per la partecipazione a eventi fieristici di settore, per campagne pubblicitarie, di social e web advertising.
3. Esenzione dall’Imu, Tari e Ires, per 2020 e 2021. In alternativa, uno sgravio non inferiore al 70%.
4. Erogazione di prestiti bancari, fino ad un importo corrispondente al fatturato del 2019 oppure alla media del fatturato nel triennio 2017-2019, assistiti da una garanzia statale del 100%, di durata compresa tra i 15 e i 20 anni, a tasso zero.
5. Riconoscimento sempre agli sposi 2021 e 2022, di un “Bonus Matrimoni” pari al 60% delle spese documentate sostenute corrispondente a un credito d’imposta .
6. Per 2021, 2022 e 2023, il riconoscimento di un contributo forfettario a fondo perduto, di 5 mila euro, per ciascuno degli sposi di nazionalità straniera e non residenti in Italia, nel caso in cui la celebrazione del matrimonio abbia luogo sul territorio italiano.
7. Un contributo regionale per la realizzazione e la promozione di eventi fieristici di settore nel 2021 e 2022.
8. L’introduzione di meccanismi di premialità per i beneficiari delle agevolazioni previste per l’acquisizione o il recupero di alloggi da destinare a prima casa nel caso in cui contraggano matrimonio nel corso del 2021 o del 2022.

Oltre a quello, molto articolato, dell’assessore regionale Bini, ecco infine una sintesi degli altri interventi:

Giovanni Da Pozzo: «La Cciaa ha subito raccolto questo appello perché quello del wedding è un comparto che rappresenta le problematiche di una filiera intera, una serie di mondi che si intrecciano tra produzione, servizi, commercio, e che è stata praticamente azzerata. Tra le filiere più colpite in Italia c’è la moda, in cui anche il wedding è ricompreso. La filiera moda raggruppa nel nostro Paese oltre 247 mila aziende, anche piccole e piccolissime, e 800 mila lavoratori, con un giro d’affari di oltre 90 miliardi: un settore che ha avuto dei ristori a livello regionale, ma necessita di cifre importanti da mettere sul piatto a livello nazionale, come richiedono i nostri operatori nel documento. Questa iniziativa è partita da qui: come altre volte facciamo da apripista. E stiamo raccogliendo molte adesioni da tutta Italia».
Graziano Tilatti: «Ringraziamo la Regione che è stata più vicina a questo mondo rispetto al livello nazionale, a cui vogliamo da qui mandare un segnale forte, perché è là che si prendono le grandi decisioni: se aspettiamo ancora, tantissime aziende presto non ci saranno più. Il documento condiviso Confartigianato, Confcommercio e Confapi sta avendo eco per la sua attenzione sia al lato del ristoro e sia a quello dell’offerta».
Lucia Piu: «Anche Confapi Fvg ha voluto fortemente sostenere l’iniziativa per questo settore per un’azione comune: la sua sofferenza ha effetti anche sulla piccola e media industria e il nostro sistema economico non può permetterselo. Siamo uniti in questa azione perché non vogliamo lasciare indietro nessuno».
Gloria de Martin: «Grazie per aver accolto il nostro grido di dolore, perché siamo stati dimenticati, noi che abbiamo fatto del made in Italy una potenza mondiale. Le micro e piccole imprese stanno soffrendo maggiormente, perché non inserite in alcun modo nei ristori: noi chiediamo di poter sopravvivere, vogliamo tornare a fare ciò che abbiamo sempre fatto: siamo la storia, il presente e il futuro»
Stefania Vismara: «Noi siamo oggi impossibilitati a lavorare, con i punti vendita siamo in grandissima sofferenza e come noi ci sono tantissime imprese che avranno enormi difficoltà a riaprire. Io per la prima volta mi trovo a chiedere aiuto, a nome di realtà sane, belle e fatte con passione, spesso cresciute in diverse generazioni. Un mondo di eccellenza che è stato completamente dimenticato».
Renata Lirussi: «Nel 2020 in Fvg sono stati cancellati 3 mila matrimoni e da questo numero pensiamo a tutto quello che è crollato di conseguenza nei settori che sono a esso correlati. Settori con professionisti che devono prepararsi almeno un anno prima del matrimonio. Dobbiamo programmare e lavorare per il futuro, e in questa situazione siamo messi nell’impossibilità di operare, senza alcuna certezza».
Luca Tassotto: «Il mondo dei fotografi ha visto annullare il 90% servizi, con un calo di fatturato del 70-80 percento e fino primavera 2022 non torneremo sicuramente a regime. Siamo tutte imprese che lavorano da decine di anni nel settore: tutti vogliamo rispettare le regole, tutelare la salute come prima cosa, ma bisogna considerare che noi, alla fine, ci troveremo per 2 anni senza un sostegno».

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In copertina, una coppia di sposi dal catalogo ufficiale di Miramode di Tricesimo e all’interno immagini dell’incontro di ieri mattina in Camera di Commercio a Udine.

 

Udine, pensionati artigiani sul piede di guerra per il default bancario

Le nuove regole europee in materia di default mandano in subbuglio i pensionati di Confartigianato che nell’inasprimento delle norme relative allo sconfinamento in rosso del conto corrente leggono l’ennesima bastonata a danno della categoria. Dal primo gennaio le nuove regole europee hanno, infatti, introdotto una nuova definizione di default che vale tanto per i singoli cittadini, pensionati compresi, quanto per le imprese: la classificazione scatta in caso di arretrati di pagamento superiori a 100 euro per i privati (e per le aziende con esposizioni fino al milione di euro) e a 500 euro per le imprese, che rappresentino più dell’1% del totale delle esposizioni verso la banca, per oltre 90 giorni consecutivi. «Prendiamo il caso di un qualunque pensionato artigiano che nella maggior parte dei casi si ritrova a fare i salti mortali per far fronte alle spese di ogni giorno e non di rado finisce con il conto in rosso in attesa che venga accreditata la pensione, ebbene – tuona il presidente di Anap Udine, Pierino Chiandussi – ora gli sarà chiesto l’ennesimo salto mortale per evitare di finire in rosso sul conto perché viceversa correrà il rischio di veder compromessa la possibilità di accedere a nuovi fidi nel futuro. E Dio solo sa quanto bisogno c’è ancora, soprattutto oggi, dell’aiuto finanziario degli anziani che sono diventati vere e proprie stampelle finanziarie per i figli».

Fino al 31 dicembre scorso le banche avevano limiti molti più elastici, oggi le regole diventano più stringenti e l’effetto è quello di moltiplicare per 2 la platea dei soggetti a rischio default: prima le banche li stimavano intorno al 5% della clientela, oggi la percentuale sale al 10%. I pensionati non ci stanno. In Fvg gli artigiani in pensione sono 33mila di cui 17mila a Udine (10mila quelli iscritti all’Anap, ci cui 7 in provincia di Udine) e percepiscono un assegno medio mensile di 780 euro. «Arrivare a fine mese è già un’impresa e ora ci si viene a dire anche che ci dobbiamo preoccupare se per 90 giorni finiamo in rosso sul conto per 100 euro. Dopo una vita di lavoro e di regolare contribuzione allo Stato».

Non ci sta Chiandussi: «L’impressione è che l’Europa sia lontanissima dai problemi reali della gente e in questo giro di vite abbia incastrato anche le banche, le quali hanno tutto l’interesse a fare credito. Ora invece quel meccanismo, anche fiduciario, tra istituti e clienti, che nel caso dei pensionati clienti lo sono spesso da un’intera vita, viene messo a dura prova. Se uno sfora viene segnalato e la conseguenza è che ha grandissimi problemi a ottenere nuovo credito. Sia nel proprio istituto che altrove. E’ una vergogna. Si parla di Europa sempre più etica e legale. Quel che vedo io invece è un’Europa che mette in difficoltà una volta in più la fascia debole della popolazione imponendo regole restrittive che non tengono conto del resto del sistema, delle compagnie di servizi che sulle scadenze dei pagamenti non derogano, che vogliono essere pagate il giorno stesso. Alla politica, regionale e nazionale – conclude il leader dei pensionati di Confartigianato – chiediamo di fare pressing affinché il regolamento europeo venga rivisto, allentando la morsa lì dove, ed è il caso dei pensionati, rischi di default non ce ne sono. Al massimo, c’è un rosso legato al pagamento di qualche bolletta, che normalmente viene coperto dall’accredito dell’assegno pensionistico nel giro di qualche giorno, settimana tuttalpiù, ma che, dovesse andare oltre i 90 giorni, non dà certo adito al fallimento della banca che in questi casi dovrebbe avere anche un ruolo sociale».

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In copertina, il presidente di Anap Udine, Pierino Chiandussi.