Arte, artigianato e Servizio civile in un anno con la Pro Buri per due giovani

Un anno con la Pro Loco Buri Aps per due giovani all’interno di un progetto sull’artigianato locale collegato all’agenda 2030 dell’Onu e propedeutico all’inserimento nel mondo del lavoro: queste in sintesi le caratteristiche del nuovo bando di Servizio Civile Universale dedicato al progetto “Artisti e artigiani di ieri, oggi e domani per una nuova cultura glocal Friuli Venezia Giulia” (settore Patrimonio storico, artistico e cultura; area di intervento: valorizzazione storie e culture locali) promosso dal Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia e che vede l’associazione di Buttrio tra le molte realtà aderenti.

“Da diversi anni – spiega il presidente della Pro Buri, Emilio Bardus – accogliamo i giovani per un cammino insieme che è pure un progetto formativo. Anche lo scorso anno, pur con la situazione determinata dal Covid-19, il giovane che ha svolto con noi il Servizio Civile Universale ha potuto mettere a disposizione le proprie competenze per raccontare il territorio e per la valorizzazione del nostro patrimonio materiale, tra natura e storia, e immateriale di tradizioni e usanze. Aspettiamo ora due nuovi candidati per questo interessante progetto sull’artigianato”.
“Scopi del progetto – aggiunge Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale Pro Loco – sono la riscoperta e la promozione delle espressioni tradizionali dell’artigianato locale, in un cammino condiviso verso la sostenibilità ambientale del territorio. Ma non solo: nei 12 mesi del servizio l’operatore volontario potrà partecipare attivamente alla vita associativa della Pro Loco o del Consorzio, ponendosi quindi al servizio della propria comunità. La novità di quest’anno, in accordo con l’Unpli nazionale, sarà quella che i partecipanti potranno avere un tutoraggio di tre mesi volto a favorire l’accesso al mondo del lavoro al termine del servizio”.

Il Servizio Civile Universale, rivolto a candidati che dovranno avere tra i 18 e i 28 anni di età, prevede un impegno di 25 ore settimanali 6 giorni su 7, anche festivi, con assegno mensile di 439,50 euro. L’avvio del progetto è previsto per la primavera del 2021. Per iscriversi i candidati dovranno avere almeno il diploma quinquennale, non aver già svolto il servizio civile e non vantare rapporti di lavoro con il sodalizio per il quale opereranno. Iscrizioni entro il 15 febbraio prossimo alle ore 14 in sola modalità online (https://domandaonline.serviziocivile.it) utilizzando il proprio codice Spid (per sapere come ottenerlo basta cliccare www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid). Una sola domanda presso un unico ente, pena l’esclusione. I cittadini appartenenti ad altri Paesi dell’Unione Europea o extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia, potranno accedere alla piattaforma attraverso apposite credenziali da richiedere al Dipartimento. Nella sezione “Selezione volontari” del sito www.serviziocivile.gov.it e in www.scelgoilserviziocivile.gov.it  sono presenti tutte le informazioni per meglio orientare coloro che sono interessati a partecipare.

Per ogni informazione sul bando nelle Pro Loco e Consorzi Pro Loco del FVG si può contattare la Segreteria Regionale Pro Loco FVG allo 0432.900908 o scrivere a serviziocivile@prolocoregionefvg.it. Tutte le info sono inoltre disponibili sul sito web www.prolocoregionefvg.it

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In copertina, il Castello di Buttrio simbolo del Comune collinare.

 

Lingua friulana online con Arlef e Filologica: i corsi dall’8 febbraio

Nuova versione per i corsi pratici di lingua friulana realizzati dalla Società Filologica Friulana e sostenuti dall’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana. L’attività formativa gratuita, quest’anno, sarà caratterizzata da un’importante novità: le lezioni di alfabetizzazione (al via l’8 febbraio), destinate a un massimo di 90 partecipanti, si terranno interamente online, sulle piattaforme Moodle e Zoom, come chiarito in occasione della conferenza stampa di presentazione alla quale sono intervenuti l’assessore alle autonomie locali della Regione Autonoma Fvg, Pierpaolo Roberti, Eros Cisilino, presidente dell’Arlef e Federico Vicario, presidente della Società Filologica Friulana.
«Rafforzare l’uso della lingua friulana è importante: il corso che Arlef e Filologica organizzano insieme per garantire continuità alla formazione in marilenghe, anche in tempi di pandemia, darà il suo valido aiuto per fornire prime basi di grammatica per incrementare la conoscenza e uso della lingua e per continuare a coltivare l’orgoglio di essere friulani», ha sottolineato l’assessore Roberti, ricordando come «mentre stiamo vivendo una crisi sanitaria ed economica che influisce direttamente sulle casse della Regione, chiunque avrebbe potuto giustificare dei tagli: noi non li abbiamo fatti e non c’è nessuna intenzione di applicarli al settore delle lingue minoritarie che, ribadiamo, sono essenziali per la natura stessa della Regione Fvg».

«Crediamo molto in questa nuova proposta formativa, che aderisce perfettamente al contesto in cui attualmente ci troviamo – ha precisato il presidente dell’Arlef -. La pandemia ha radicalmente modificato molte nostre abitudini, comprese le tradizionali modalità della didattica. Con la scelta di portare sul web i corsi di friulano stiamo cogliendo l’occasione di rivolgerci a un pubblico sempre più ampio, a coloro che per le più svariate ragioni non sarebbero stati in grado di partecipare alle lezioni in presenza, ma che potranno invece cogliere questa opportunità grazie alla possibilità di fruirne dei contenuti delle lezioni secondo le loro esigenze di tempo».
«Queste azioni rappresentano il comune impegno e la continuità d’azione che da sempre anima tanto la Società Filologica Friulana, quanto l’Arlef – ha sottolineato il presidente di Sff-. Una collaborazione che negli ultimi anni ha trovato strade sempre nuove e migliori per ottenere comuni risultati. In questo senso, dobbiamo leggere con grande favore l’impegno comune per la promozione del friulano anche attraverso i nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione e che il momento ci impone di adottare. Per le lezioni abbiamo scelto una piattaforma che dà assoluta garanzia, e già ampiamente sperimentata, con ottimi risultati, per la didattica universitaria, ma facilmente fruibile anche dagli utenti meno esperti».

Una scelta dovuta, quella dei corsi online, visto il contesto in cui versa il Paese, e già adottata, parzialmente, alla fine del 2020. Dopo la sospensione delle attività in presenza a fine febbraio, a seguito di una breve ripresa e un secondo stop, i 12 corsi, organizzati anche grazie alla collaborazione delle Amministrazioni comunali, sono proseguiti in modalità online e si sono conclusi a dicembre.
I corsi pratici di lingua friulana ritornano nel 2021, dunque, con una nuova veste e una struttura ancor più articolata e votata a fornire strumenti sempre più pratici e utili agli iscritti, che se frequenteranno almeno il 70% delle lezioni, riceveranno un attestato di partecipazione: un titolo culturale per accedere alla lista regionale degli insegnanti con competenze in lingua friulana.
La nuova opportunità formativa si basa sui contenuti del primo volume della Collana “Lenghe e culture” dedicato alla formazione degli adulti. Il piano dell’opera prevede la realizzazione di 3 fascicoli di 112 pagine ciascuno: ognuno corrisponde a un’annualità del corso (I, II e III) ed è suddiviso in 12 unità didattiche. Ciascuna unità presenta una lettura con i relativi esercizi di comprensione del testo, focus grammaticali e relativi esercizi, con difficoltà graduali sia nel lessico che nella morfologia verbale. Il manuale si basa dunque sulla progressione e sulla gradualità nello sviluppo delle abilità linguistiche. Il volume, in forma cartacea, è disponibile gratuitamente nelle sedi dell’ARLeF e SFF; in versione digitale su www.arlef.it e www.filologicafriulana.it

In quanto al corso in partenza in questi primi giorni di febbraio, sono in programma 10 lezioni asincrone, su Moodle (ogni settimana sarà pubblicato del materiale nuovo, che resterà sempre fruibile), che privilegiano la riflessione, lo studio autonomo e rimandano ai tre incontri sincroni per chiarimenti e confronti, su Zoom, ciascuno della durata di un’ora circa. Per le iscrizioni è possibile rivolgersi a Elena De Sanctis telefonando allo 0432.501598, o scrivendo a formazione@filologicafriulana.it

 

Televisore e cappellini, gli speleogi di Tarcento fanno felici i nonni di Pradielis

(g.l.) Ma che bella e simpatica quella vecchietta con il cappellino donato dagli amici del Gruppo Ricerche Ipogee Friuli. Il sodalizio di Tarcento ha, infatti, voluto rendere felici gli anziani ospiti della casa famiglia di Pradielis, nell’Alta Val Torre, offrendo loro un bel televisore per la sala da pranzo, grazie al quale potranno allietare le loro giornate e nel contempo tenersi informati su quanto accade in Friuli, in Italia e nel mondo. E poi gli speleologi tarcentini hanno regalato a ogni nonno anche il cappellino con il logo della loro associazione. E l’ha subito indossato anche la nonnina che fra qualche giorno, esattamente il 3 febbraio, taglierà il traguardo del secolo con una salute veramente invidiabile, come dimostra la bella foto che pubblichiamo. “Meritano un grande abbraccio e un grazie da parte di tutti noi”, ha detto Carla Lesa, che fa parte della squadra amministrativa del sindaco Luca Paoloni, occupandosi dei rapporti del Comune di Lusevera con le associazioni e il volontariato. Anche perché questo è un bel gesto di solidarietà e amicizia nei confronti di chi ha maggior bisogno, come appunto gli anziani che vivono in una comunità.

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In copertina, la quasi centenaria della casa famiglia e qui sopra gli anziani che vivono assieme a lei a Pradielis.

Da Stoccarda filo diretto con Stefano Dri manager finanziario di Cordovado

Sarà il manager finanziario Stefano Dri, originario di Cordovado e operativo in Germania, a Stoccarda, ad aprire il ciclo d’incontri di febbraio per il progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. Appuntamento, dunque, lunedì 1 febbraio, alle 18, sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube. Dri dialogherà in diretta con Michele Morassut, della segreteria Efasce, e il presidente dell’Ente, Gino Gregoris.
Dopo il diploma di maturità scientifica conseguito nel 2002 al liceo Le Filandiere, Stefano Dri si è laureato nel 2005 in Economia dei Mercati finanziari all’Università Bocconi, seguendo poi un master nello stesso Ateneo milanese. Ha quindi maturato un’esperienza di oltre dieci anni nei servizi finanziari prima lavorando nel settore bancario a Londra e successivamente in Germania. Vive appunto a Stoccarda – Stuttgart, la capitale del Baden-Württemberg – da oltre dieci anni, dove lavora come Investment manager in una delle più importanti società finanziarie europee.
“Il progetto “4 Chiacchiere con…” – ha commentato il presidente Gregoris – si sta rivelando molto utile per approfondire e rendere fattiva la rete di relazioni tra i nostri corregionali all’Estero e il Friuli Venezia Giulia. Ci stanno così arrivando tanti spunti per reimmaginare il mondo e la nostra regione quando la ripartenza, grazie ai vaccini, sarà effettiva: elementi che andremo a sviluppare in nuove visioni per il futuro nel nostro consueto Incontro in programma a luglio e in altri progetti a cui stiamo lavorando assieme ai nostri giovani corregionali”.

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In copertina, il centro di Stoccarda e qui sopra il manager finanziario friulano Stefano Dri.

Coop Casarsa, 2 mila euro di alimenti donati al Banco Alimentare Fvg

Il grande cuore di Coop Casarsa non si ferma: fedele alle sue radici mutualistiche, l’ultracentenaria cooperativa di consumo fondata nel 1919, che è tra le più importanti del Friuli Venezia Giulia con i suoi 15 punti vendita, ha voluto fare un regalo alle persone più bisognose. Infatti, sono stati donati degli alimenti di prima necessità, per un valore di 2 mila euro, al Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia, organizzazione no profit che aiuta 300 enti caritativi convenzionati i quali assistono circa 47 mila indigenti in regione.
“Un’iniziativa – ha affermato il presidente di Coop Casarsa, Mauro Praturlon – che abbiamo voluto realizzare quale nostro segno concreto di partecipazione alla Giornata nazionale della colletta alimentare che, cause le limitazioni date dal Covid-19, nei nostri punti vendita purtroppo nel novembre 2020 non si è potuta svolgere come negli scorsi anni. Così il nostro direttore Piergiorgio Franzon ha curato la consegna che il nostro responsabile amministrativo Stefano Cesarin ha poi effettuato al Banco, con un autotrasportatore che è venuto a ritirare la donazione nella nostra sede”.
Ma questo non è il solo atto di generosità che Coop Casarsa ha realizzato in questi mesi segnati dall’emergenza Coronavirus: sempre al Banco alimentare del Friuli Venezia Giulia sono stati donati 3 mila euro utili per il carburante e la manutenzione degli automezzi con cui ogni giorno il sodalizio recupera derrate alimentari invendute da destinare agli enti caritativi convenzionati. I fondi, donati anche negli scorsi anni, sono stati destinati dai soci di Coop Casarsa attraverso la raccolta punti annuale e integrati dalla stessa cooperativa casarsese. “In più – ha concluso Praturlon – abbiamo donato ai Comuni in cui siamo attivi 30 mila euro in buoni spesa per le famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19”.

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In copertina, la consegna dei prodotti al Banco Alimentare Fvg; qui sopra, il presidente Mauro Praturlon.

Julia, rientrata a Venzone la bandiera dall’Afghanistan. Zilli: alpini d’esempio

“Gli Alpini, orgoglio della gente friulana, non costituiscono solo una forza di pace capace di garantire la sicurezza all’interno di scenari internazionali ma anche un presidio che interviene a favore della popolazione con innumerevole iniziative a carattere comunitario”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli a margine della cerimonia svoltasi ieri alla caserma Feruglio di Venzone in occasione del rientro della bandiera di guerra dell’8° Reggimento dall’Afghanistan. L’altro giorno, nella base di Camp Arena, a Herat, la Brigata “Folgore”, al comando del generale Beniamino Vergori è infatti subentrata alla “Julia”, comandata dal generale Alberto Vezzoli, nell’ambito del Train Advice Assist Command West (TAAC-W), Comando Nato a guida italiana della missione in Afghanistan “Resolute Support”.

Barbara Zilli con il colonnello Franco Del Favero a Venzone.

“È per me un onore poter essere qui oggi – ha detto Zilli, come si legge in una nota Arc – a salutare il rientro in Friuli Venezia Giulia della bandiera di guerra dell’8° Reggimento Alpini, che torna a casa a Venzone. In questi mesi di impegni in Afghanistan, avete operato per il bene della popolazione locale, portando non solo i necessari aiuti materiali ma anche insegnamenti e indicazioni per permettere a chi vive in quei territori di crescere e prendere per mano le proprie vite. Avete portato con voi – ha aggiunto ancora l’assessore regionale – lo spirito della gente friulana che tanto vi ama e vi stima e che, orgogliosamente, vi è sempre accanto. Siete un esempio di fedeltà alla bandiera, di attaccamento ai valori, di grande operosità ma anche di coraggio, elemento che non può mancare per difendere la pace”.
L’8° Reggimento era partito per Afghanistan a metà luglio; oltre all’attività di peace keeping, da allora ad oggi gli uomini e le donne della Julia hanno realizzato 12 progetti per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale. Non va dimenticato poi che la scorsa estate, grazie all’impegno della Regione Fvg, dalla sede della Protezione civile di Palmanova partirono alla volta di Herat materiali per un valore complessivo pari a circa 150 mila euro. A bordo del container erano stati caricati 40 tonnellate di generi alimentari, distribuiti poi tra le città di Herat, Ghor, Badghis, e Farah. A ciò si aggiunsero per gli ospedali della zona, a supporto del contrasto alla pandemia, 8 ventilatori polmonari, 770 tute monouso ospedaliero, 1600 guanti monouso, 700 occhiali protettivi, 900 flaconi con gel igienizzante per le mani, 13500 mascherine chirurgiche, 500 flaconi con liquido antisettico, 1350 copriscarpe monouso, 700 visiere protettive e 125 saturimetri.

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In copertina e qui sopra due immagini della cerimonia di ieri alla caserma Feruglio di Venzone.

Tilatti (Artigiani Udine): su pandemia e Recovery fund ora è vietato sbagliare!

(g.l.) «Fare presto e senza errori, la situazione è troppo grave e non ce lo consente»: così può essere sintetizzato l’appello che rivolge, attraverso un commento sulla crisi di Governo, appena aperta con le dimissioni del premier Giuseppe Conte, il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti. «E’ arrivato – afferma infatti – il tempo di fare chiarezza e credo si sia finalmente imboccata la strada giusta. L’importante ora è che non ci si accontenti di numeri risicati, che non garantiscono stabilità, ma che si trovi una maggioranza ben definita, in grado di affrontare con determinazione le due partite epocali che ci troviamo a giocare: quella contro la pandemia e quella sul Recovery fund. Sbagliare non è consentito. O questa maggioranza si trova o si restituisca la parola agli elettori, abbiamo già perso abbastanza tempo a occuparci di divisioni, di responsabili e costruttori. Ora bisogna andare avanti, uniti e determinati, cosa che solo una maggioranza forte può fare».

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In copertina, Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato Udine.

 

Emergenza medici di base a Grado. Il sindaco: no all’aumento dei pazienti

(g.l.) A Grado non c’è soltanto l’emergenza sanitaria da Coronavirus, che ancora non vuole allentare la presa, ma anche quella dei medici che devono contrastarla affrontando nel contempo tutte le altre patologie della popolazione isolana. Un problema, quello delle recenti dimissioni di due sanitari e quindi della conseguente carenza di operatori di medicina generale – cioè quelli di base o di famiglia che dir si voglia -, che sta molto a cuore alla civica amministrazione, tanto che ieri mattina il sindaco Dario Raugna ha voluto accertarsi di persona come stanno effettivamente le cose. Come informa una nota, si è recato, infatti, al distretto sanitario di via Fiume per verificare la presenza delle file che si erano create all’esterno, a causa dei pazienti che si sono trovati nella condizione di dover cambiare medico per la seconda volta in poco tempo.
Dopo un colloquio telefonico tra il primo cittadino e il dottor De Vuono, responsabile del distretto di Grado, l’Asugi, vale a dire l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, ha provveduto a garantire l’estensione dell’apposito sportello, inizialmente previsto per soli due giorni, per tutta la settimana, tranne il sabato. Lo sportello sarà pertanto attivo ogni giorno fino a venerdì, osservando i seguenti orari: dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 16, per far fronte alle tante richieste dei cittadini. Nella nota municipale si ricorda che chi è provvisto dello Spid può cambiare medico anche online sul portale Sesamo per evitare di recarsi in distretto.

Il sindaco Dario Raugna.

«Sono molto preoccupato – afferma Raugna – per il fatto che presto resteremo scoperti di ben due medici e che l’ambulatorio di Fossalon resterà nuovamente sguarnito». La soluzione messa in campo da Asugi al momento è stata l’aumento del numero massimo di pazienti che ciascun medico può avere in cura portando questo limite da 1200 a 1500 pazienti, ma per il sindaco di Grado questa soluzione non è adeguata alle esigenze di cura dei concittadini. «I tre medici che continueranno ad operare a Grado dovranno farsi carico ciascuno di 300 pazienti in più – afferma il capo dell’amministrazione isolana –: è del tutto evidente che si verrà a creare un ulteriore disservizio a scapito della salute dei cittadini, vieppiù che Grado vanta una popolazione molto anziana e che stiamo ancora attraversando una pandemia con tutto quello che ciò comporta in termini di tempistiche per l’accesso alle prestazioni». Un altro problema riguarda il fatto che ad oggi non esistono un’interpretazione univoca e un protocollo che imponga una condotta al medico uscente rispetto al medico entrante relativamente all’accesso ai dati personali dei pazienti, e questo ha inevitabilmente prodotto una serie di lungaggini.

«Adesso pare che si stia andando verso una soluzione e che le procedure si siano velocizzate – afferma ancora il sindaco gradese –. Il diritto alla privacy non dovrebbe mai contrastare con il diritto alla cura. Non è ammissibile che la problematica venga scaricata sul paziente, quando basterebbe il click del mouse di un operatore a far risparmiare un sacco di tempo e di peripezie ai cittadini». E Raugna conclude: «Nei giorni scorsi ho interessato il direttore generale di Asugi, il dottor Poggiana, e spero che anche assieme all’assessore Riccardi si faccia parte attiva per risolvere il problema. Stiamo attraversando una pandemia e tanto più in questo momento la medicina di base non può assolutamente venir trascurata».

La cooperativa Esibirsi con “Rainbow Free Day” online fino al 30 gennaio

Un grande appuntamento online per dare voce alla musica indipendente in questo momento difficile per il comparto a causa dell’emergenza Coronavirus: anche la società cooperativa “Esibirsi”, aderente a Confcooperative Pordenone, è tra i promotori dell’iniziativa “Rainbow Free Day”, in programma fino al 30 gennaio online e che vede tra i protagonisti coinvolti anche i friulani Doro Gjat e Michela Franceschina per la sezione artisti, tra i negozi di musica Biasin Musical Instruments e Musicatelli di Pordenone e per la sezione libri le edizioni Orto della Cultura.
Circa cinquecento le adesioni fra i principali operatori italiani dello spettacolo e dell’arte al progetto. Prima di tutti la Siae, che insieme a Rai Radio Live e alle piattaforme Optimagazine e Dice e Futura, hanno aderito entusiasticamente al progetto. Dice mette online tutti gli eventi live dell’appuntamento delle ore 21. Aveva inaugurato la manifestazione, il 15 gennaio, Tosca – madrina dell’iniziativa – che ha presentato direttamente da Officina Pasolini a Roma – Laboratorio creativo e Hub culturale della Regione Lazio – due giovani cantautori diplomati in questo centro di alta di formazione artistica: Buva e Foscari. Al termine, collegati all’Estragon Club di Bologna, c’è stata la presentazione da parte di Figurine Forever degli Skiantos con l’omaggio a Freak Antoni e Dandy Bestia.
Ogni giorno sulla piattaforma www.rainbowfreeday.com e sui social, collegati fino appunto al 30 gennaio, ancora tante occasioni di produzioni musicali, culturali, artistiche e di spettacolo a prezzi scontatissimi per l’occasione (tutti gli utili ovviamente andranno solo a produttori e artisti).

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In copertina, Biasin e Bot, e qui sopra Michela Franceschina e Doro Gjat.

CiviBank e Veneto Sviluppo insieme per aiutare le micro e piccole imprese

CiviBank e Veneto Sviluppo hanno siglato una convenzione per aiutare le micro e piccole imprese venete nell’affrontare le difficoltà della crisi pandemica.  L’accordo consente alle aziende e ai lavoratori autonomi di ricevere finanziamenti agevolati a medio termine da 5mila fino a 50mila euro a tasso zero. I finanziamenti saranno erogati da CiviBank, nel contesto degli sforzi portati avanti dalla banca cividalese per garantire liquidità alle attività economiche del Nordest colpite dall’emergenza Covid-19.

Michela Del Piero


L’accordo – come informa una nota dello storico istituto di credito friulano guidato da Michela Del Piero – nasce per far fronte a una doppia difficoltà incontrata dalle piccole e micro imprese. Da una parte, il lockdown e le successive misure per il contenimento della pandemia hanno creato una situazione di emergenza per molti settori, che faticano a trovare la liquidità per proseguire o riprendere l’attività, e di conseguenza per pagare fornitori e dipendenti, con gravi ripercussioni su tutto il tessuto economico e sociale. Dall’altra, le misure intervengono su una fascia di finanziamenti – quelli fino a 25mila euro – che secondo i dati della Banca d’Italia è stata in costante flessione fin dal 2011. Si tratta della fascia più richiesta dalle piccole realtà del commercio, secondario, terziario e artigianato. Sempre secondo l’analisi di Banca d’Italia, “a parità di altre caratteristiche, sono soprattutto le banche di maggiore dimensione ad avere adottato politiche creditizie più selettive nei confronti delle imprese più piccole”, in parte per i costi fissi elevati e i bassi ritorni dei finanziamenti alle microimprese, e in parte a causa dell’opacità informativa di queste realtà (Relazione annuale 2019).  L’obiettivo dell’accordo, quindi, è sostenere le realtà di dimensioni più contenute – ma non per questo meno importanti – della vicina regione che sono in difficoltà a causa della sospensione o riduzione dell’attività durante l’emergenza epidemiologica. Per questo i finanziamenti sono dedicati a:
• lavoratori autonomi titolari di partita Iva e con domicilio fiscale in Veneto alla data dell’8 marzo 2020;
• Pmi (ovvero aziende che impiegano da 10 a 250 dipendenti) e microimprese (fino a 9 dipendenti) con sede operativa in Veneto, iscritte al registro imprese e in regolare attività alla data dell’8 marzo 2020.
Grazie al contributo a fondo perduto della Regione Veneto, imprenditori e microimprenditori potranno ricevere i finanziamenti con un contributo in conto capitale per un massimo di 2mila euro. Tre finanziamenti pilota sono già stati erogati ad altrettante realtà venete; i prossimi finanziamenti verranno concessi da CiviBank a partire dalla fine di gennaio.
«Il 2021 per CiviBank inizia con lo stesso proposito con cui abbiamo affrontato il 2020: sostenere il tessuto economico e imprenditoriale del Nordest», dichiara il nuovo direttore generale dell’istituto, Mario Crosta. «Le imprese del Veneto – aggiunge – non hanno mai smesso di lottare per rimanere in piedi in questo periodo d’incertezza, e questo vale anche per i lavoratori autonomi e le microimprese. CiviBank non si dimentica di loro, e questo accordo ci dà gli strumenti concreti per aiutarli ad affrontare questo presente difficile e le sue contingenze».

Mario Crosta

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In copertina, ecco un’immagine della sede centrale di CiviBank a Cividale.