Fondazione Carigo raddoppia il sostegno a favore del Polo universitario di Gorizia

È stato sottoscritto un nuovo Accordo Quadro tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, presieduta da Roberta Demartin, e le Università di Trieste e Udine – guidate, rispettivamente, dai magnifici rettori Roberto Di Lenarda e Roberto Pinton – che rinnova per il prossimo triennio il rapporto di collaborazione volto specificamente al sostegno e allo sviluppo dei corsi universitari presenti nel Polo di Gorizia, con particolare riferimento alla ricerca scientifica e al correlato aspetto didattico, così come all’ampliamento e rafforzamento dell’offerta formativa.
L’ambito dell’”Educazione, istruzione e formazione”, che include il sostegno al polo universitario locale, è stato messo al centro degli interventi della Fondazione per il triennio 2020-2022, come indicato nel Piano Pluriennale predisposto dal consiglio di amministrazione e approvato dal consiglio di indirizzo alla fine del 2019, con la consapevolezza che l’educazione e la formazione rappresentino nella società contemporanea le sfide più importanti, da affrontare con coraggio e concretezza, attraverso azioni innovative e sostenibili. «La Fondazione – sottolinea Roberta Demartin – ha voluto porre al centro della propria attenzione la risorsa più pregiata: i giovani. Riteniamo infatti fondamentale la valorizzazione del potenziale delle future generazioni, cui dovremo passare il testimone, riconoscendo, attraverso adeguati percorsi formativi, il protagonismo che spetta loro di diritto e la possibilità di intraprendere un percorso di consapevolezza del ruolo che potranno ricoprire nella società». «Puntare sui giovani – aggiunge la presidente – significa scatenare e valorizzare le intelligenze che si trovano nei grandi luoghi di formazione della conoscenza del nostro Paese, sostenendo il polo universitario locale e promuovendo la ricerca scientifica come generatore di sviluppo del territorio».
Con il rinnovo di questo Accordo Quadro, quindi, la Fondazione ha voluto puntare al consolidamento e al rafforzamento della presenza universitaria a Gorizia mediante il sostegno diretto alle due Università che presenteranno un programma annuo di interventi tesi a valorizzare le componenti formative e di ricerca presenti sul territorio goriziano. La Fondazione si è impegnata allo stanziamento annuo di 50mila euro per ogni Università per ciascun anno di durata della convenzione. Raddoppiate dunque le risorse rispetto al triennio precedente, che passano da 50mila euro a 100mila euro complessivi all’anno. Il rinnovo di questo accordo è un ulteriore tassello per concretizzare il piano di interventi che la Fondazione Carigo ha scelto di riservare ai giovani: una pianificazione complessiva e prospettica che intensifica il ruolo di stimolatore dello sviluppo e di innovatore sociale.

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In copertina, Roberta Demartin presidente della Fondazione Carigo.

 

Gli splendidi 100 anni di Amabile alla casa-famiglia di Pradielis

(g.l.) Siamo ormai in Quaresima, ma il periodo di Carnevale, seppur trascorso sotto tono a causa degli ancora purtroppo noti problemi pandemici, nell’Alta Val Torre è ricordato anche per un bellissimo avvenimento: il traguardo dei 100 anni tagliato alla casa famiglia di Pradielis da Amabile Grimaz, originaria di Stremiz una piccola località montana sopra Faedis. Un secolo portato veramente alla grande, con una grinta eccezionale, che dimostra la tempra e la forza di questa simpatica vecchietta – tanto festeggiata dagli altri ospiti della struttura, ma anche da figli, parenti e amici, oltre che dal sindaco di Lusevera Luca Paoloni e da componenti della sua amministrazione, come Carla Lesa sempre molto vicina agli anziani della casa -, venuta alla luce all’indomani della Grande Guerra e che poi ha attraversato una lunga vita, non senza difficoltà, acuite dalla seconda guerra mondiale e infine dal terremoto. Ma Amabile è stata più forte di tutte queste avversità e le ha superate con forza, tanto che oggi brinda alla sua splendida età che ha meritato i complimenti e gli auguri di tutti. Ai quali aggiungiamo, ovviamente, anche i nostri!

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In copertina la centenaria Amabile Grimaz con il sindaco Luca Paoloni; all’interno, altre due immagini della bellissima festa a Pradielis.

Pordenone, sostegno alle coop che assumono donne e disoccupati

Finanziamento al 100% di progetti di investimento di importo compreso tra 5 mila e 50 mila euro per realtà, cooperative comprese, che impiegano Neet (maggiorenni sotto i 29 anni di età che non lavorano né studiano), donne inattive e disoccupati di lunga data: si tratta del nuovo bando nazionale Invitalia chiamato “Selfiemployment” che mette a disposizione agevolazioni per l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali. Confcooperative Pordenone, con i suoi uffici, è a disposizione per supportare nella fase di presentazione delle domande, le quali vanno presentate online a partire dal mezzogiorno di lunedì 22 febbraio.

Marco Bagnariol


“Si tratta di un’iniziativa – spiega Marco Bagnariol, direttore di Confcooperative Pordenone – che permette di potenziare le risposte occupazionali per settori della popolazione che sono andati maggiormente in sofferenza a causa della crisi economica generata dall’epidemia di Covid-19. Donne e giovani sono stati i più colpiti e con il nostro supporto vogliamo dare la possibilità a quelle cooperative che hanno i requisiti, di accedere ai fondi”.
Si tratta di finanziamenti agevolati senza interessi, senza garanzie, rimborsabili in 7 anni con rate mensili che decorrono dopo dodici mesi dall’erogazione del prestito. I settori economici ammessi sono tutti quelli relativi alla produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising; ad esempio, sono compresi i settori del turismo (alloggio, ristorazione, servizi), servizi culturali e ricreativi, servizi alla persona, servizi per l’ambiente, servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione), risparmio energetico, energie rinnovabili e trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE n. 1407/2013.
“Si tratta d’interventi – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – preziosi per sostenere l’occupazione nelle nostre cooperative, le quali già tanto hanno fatto a livello sociale durante questi mesi vissuti in emergenza. Una strada, quella dell’aiuto alle associate, che proseguiremo anche nel 2021, anno che speriamo a livello sanitario ci possa dare speranza con i vaccini ma che a livello economico sarà forse ancora più complicato di quello appena trascorso”.

Luigi Piccoli

Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434/378700 e-mail: pordenone@confcooperative.it).

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In copertina, ecco la sede di Confcooperative Pordenone.

Online il nuovo sito web della Camera di Commercio Pordenone-Udine

È online il nuovo sito della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, www.pnud.camcom.it, pensato, progettato e creato facendo sintesi delle esperienze dei due vecchi siti territoriali. Un’unica Camera per i due territori si vede ora anche dalla sua “veste” web, primo punto di contatto per cittadini e imprese, che ormai hanno preso confidenza con l’accorpamento tra i due enti. Cosa che ha comportato un grande lavoro di armonizzazione di attività e processi complessi a livello interno e che progressivamente è arrivato a regime. La realizzazione del sito è andata di pari passo, velocizzata anche in conseguenza dell’emergenza sanitaria, che ha portato al centro l’esigenza di garantire servizi fruibili a distanza, ove fattibile. Anche su questa base, il sito e i servizi online sono stati potenziati e lo saranno ulteriormente nei prossimi mesi.
«Tenuto conto della complessità di un’operazione del genere, la priorità era arrivare velocemente a un unico portale che rispecchiasse l’accorpamento avvenuto e fornisse con maggior chiarezza le informazioni – commenta il presidente Giovanni Da Pozzo –. Con l’emergenza sanitaria, abbiamo voluto rispondere subito alle esigenze di servizi online più efficaci, potenziando occasioni di approfondimento e formazione a distanza, ma anche di comunicazione più diretta con uffici-utenti, aspetto su cui le nostre strutture e il personale si stanno impegnando con determinazione. In questa direzione sono andati anche l’avvio della pagina Facebook della Camera di Commercio Pn-Ud, la scorsa estate, quale anticipazione del sito, e del canale YouTube UP!Economia».

Il nuovo portale unico è molto snello e immediato nell’aspetto, nel rispetto delle linee guida della Pa digitale e sempre mantenendo informazioni complete sui diversi argomenti. È responsive, per poter essere visualizzato correttamente da pc, tablet o smartphone, e raggruppa le funzioni e i servizi degli uffici per macroaree tematiche. La sua fruizione è pensata cioè dal punto di vista dell’utente, che è assistito anche da un campo di ricerca libera per trovare velocemente l’argomento specifico di proprio interesse. Dalla homepage è facile, inoltre, avere accesso diretto alla prenotazione degli appuntamenti per i vari uffici di entrambe le sedi, così come scorrere subito tutte le ultime novità, in termini di servizi, avvisi ed eventi, ideati dalla Cciaa nel suo insieme. Più immediata e comoda anche la condivisione sui social delle pagine e spazio in evidenza anche ai corsi di formazione e ai seminari in tematiche strettamente connesse al mondo del lavoro, dell’impresa, dell’economia e dei mercati, tutti al momento fruibili online per i partecipanti. Sempre in homepage resta comunque ben chiara l’identità delle due sedi territoriali, per consentire agli utenti di ciascun territorio di individuare facilmente accesso, attività e opportunità specifiche.

Il nuovo portale è stato realizzato internamente dal personale dell’ente con il supporto di SiCamera, società del sistema Cciaa, e sarà perfezionato in questi primi mesi di debutto in base alle esigenze che emergeranno dal suo utilizzo a regime e dai suggerimenti che arriveranno anche da chi lo “frequenterà”. Proprio dalle pagine del sito, gli utenti sono invitati a esprimere la loro opinione o inviare suggerimenti per migliorarne la fruibilità, scrivendo una mail a urp@pnud.camcom.it o un messaggio diretto sulla Pagina Facebook della Camera di Commercio di Pn-Ud.

I vaccini tra i dubbi più grossi: indaga Mondofuturo con Andrea Lorenzon

Continua oggi 18 febbraio, alle 14, Mondofuturo 2021: il ciclo di incontri e interviste online organizzato dal Trieste Science+Fiction Festival. Sarà Andrea Lorenzon, l’autore di Cartoni Morti, dal canale Youtube del Festival di fantascienza – www.youtube.com/c/MONDOFUTURO – l’ospite del secondo appuntamento. Il suo canale YouTube conta 1 milione e duecentomila iscritti e le sue storie riscuotono milioni di visualizzazioni. “I miei – dice – non sono cartoni animati, sono cartoni morti”. Storie semplici che fanno ridere e pensare: “cartoni scomodi”, “di un certo spessore”. Come il video “Vaccino: i dubbi più grossi” di cui l’autore dice “Ho cercato di usare le informazioni date dagli enti per la salute per rispondere ai dubbi più ricorrenti che leggo sui social”. Ma come nasce Cartoni Morti e come nascono le sue storie animate? Di questo e altro discuterà Andrea Lorenzon con Francesco Ruzzier proprio oggi, alle 14.
Mondofuturo continuerà poi giovedì 25 febbraio con il divulgatore scientifico Luca Perri e giovedì 4 marzo con Margherita Hack in bicicletta tra le stelle di Roberta Balestrucci (BeccoGiallo Edizioni). Mondofuturo è un ciclo di incontri di scienza e fantascienza che nasce sulla scia degli “Incontri di Futurologia” del Festival della Fantascienza. Il progetto, ideato e realizzato da La Cappella Underground e Trieste Science+Fiction Festival, si avvale del patrocinio della Sissa – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, di Area Science Park e di Inaf-Osservatorio Astronomico di Trieste.
Sono oltre 30 i protagonisti dell’edizione 2020: gli appuntamenti settimanali proposti dal Trieste Science+Fiction Festival per riflettere sugli anni Venti del terzo millennio. Dal “Contagio” di Paolo Giordano a “Contagion” di Steven Soderbergh, dalla pandemia di Coronavirus alla peste di Vallescura, le interviste sono un’occasione per riflettere sulla distopia del presente, nella convinzione che la fiction sia un modo per comprendere la realtà e la scienza sia la chiave per trovare soluzioni. E allora nei 30 incontri dell’edizione 2020 di Mondofuturo siamo entrati nei laboratori di ricerca, nelle pagine di libri e dietro le quinte del web per interrogarci sul nostro futuro e su quello del pianeta.
Dagli astronauti Luca Parmitano e Umberto Guidoni alle scrittrici Loredana Lipperini e Chiara Valerio, dai Manetti Bros all’astrofisico Amedeo Balbi, dalla scienziata Barbara Mazzolai alle divulgatrici Licia Troisi e Roberta Villa, dal filosofo Telmo Pievani all’indagatore dei misteri Massimo Polidoro: l’archivio di Mondofuturo offre agli appassionati di fantascienza e amici del Festival un viaggio tra fiction e realtà.

 

 

 www.youtube.com/c/MONDOFUTURO

 

www.sciencefictionfestival.org/mondofuturo/

Fondazione Carigo, sette defibrillatori per Monfalcone e Ronchi dei Legionari

Ogni anno in Italia si registrano circa 60 mila morti improvvise, spesso non precedute da alcun sintomo o segno premonitore, ma che nel 25 per cento dei casi possono essere scongiurate impiegando immediatamente le adeguate tecniche di primo soccorso, incluso l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico Dae. Da queste considerazioni, e sulla scorta di esperienze ormai diffuse in Italia e all’estero, è nato in questi anni l’impegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia per la diffusione sul territorio isontino di un numero sempre maggiore di tali dispositivi, favorendo il più ampio accesso alla defibrillazione precoce, promuovendo la formazione in tema di rianimazione cardio-polmonare e all’uso degli stessi defibrillatori, e sensibilizzando la cittadinanza sull’importanza della prevenzione cardiologica e del primo soccorso. Proprio in continuità con l’impegno di Fondazione Carigo su questo fronte, sono stati consegnati sette nuovi defibrillatori semiautomatici dotati delle relative teche in metallo, totem di supporto e piastre pediatriche, da collocare in altrettante zone strategiche di Monfalcone e Ronchi dei Legionari.

I dispositivi sono stati donati ai due Comuni attraverso un contratto di donazione sottoscritto dalla presidente Roberta Demartin con i sindaci Anna Maria Cisint e Livio Vecchiet, che provvederanno a posizionarli nei luoghi stabiliti per accrescere la sicurezza dei cittadini, la prevenzione e la tutela della loro salute. In particolare, a Monfalcone è prevista l’installazione su appositi totem in via Sant’Ambrogio, in via Romana (fronte parcheggio della Stazione) e in via Cosulich (nel nuovo parcheggio di Marina Julia), mentre a Ronchi dei Legionari interesserà Piazza Unità, davanti al palazzo comunale, il Rione di San Vito e la Piazza di Soleschiano. La prevenzione e la tutela della salute sono tra gli obiettivi perseguiti dall’impegno di Fondazione Carigo sul territorio: tra gli scopi del progetto anche la formazione di un sempre maggior numero di persone all’utilizzo di tale strumentazione che, automatizzata e dotata di dispositivi di sicurezza, non necessita della presenza di personale sanitario.

Con la donazione dei 7 defibrillatori semiautomatici ai Comuni di Monfalcone e Ronchi dei Legionari proseguono, quindi, gli interventi nell’ambito del “Progetto Defibrillatori”, per il quale la Fondazione ha destinato negli anni oltre 100 mila euro, permettendo l’acquisto di circa 60 strumenti per Gorizia e il territorio isontino. In una prima fase la Fondazione ha contribuito all’acquisto di defibrillatori da destinare alle associazioni sportive locali, sia tramite la donazione di 30 apparecchi, sia tramite il sostegno al progetto “Grazie di cuore. Uniti per uno sport sicuro”, promosso dalla Provincia di Gorizia e dal Coni regionale. La Fondazione ha successivamente invitato i Comuni dell’Isontino a partecipare al “Progetto defibrillatori”, e ha provveduto a donare gli strumenti ai Comuni che ne hanno fatto richiesta, destinando 9 apparecchi al Comune di Gorizia, 2 a Staranzano, 1 a Grado, 1 a Gradisca d’Isonzo, 4 a Monfalcone e 3 a Ronchi dei Legionari, nonché 3 al Coni Point di Gorizia e 2 alla Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”. Alle postazioni, collocate in luoghi aperti al pubblico e fruibili dall’intera cittadinanza, viene data adeguata visibilità tramite apposita segnaletica.

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In copertina e qui sopra la firma del sindaco Vecchiet con la presidente Demartin per Ronchi dei Legionari.

 

Da Casarsa a Berlino: ecco Daniela Gatto traduttrice medico-scientifica

Prosegue con un’esperienza di vita da Berlino, uno dei cuori pulsanti d’Europa, il ciclo d’incontri di febbraio per il progetto “4 Chiacchiere con…” dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) di Pordenone, che nonostante le limitazioni ai viaggi determinate dalla situazione sanitaria continua attraverso queste interviste in streaming a mantenere vivo il legame con i corregionali all’Estero. Prossimo appuntamento domani 17 febbraio, alle 18, sulla pagina Facebook “EFASCE – Pordenonesi nel Mondo” e sul canale YouTube.
Interverrà Daniela Gatto, originaria di Casarsa della Delizia, traduttrice medico-scientifica dall’inglese e dal tedesco all’italiano. Una laurea alla Ssmlt (Sezione di Studi in Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori) dell’Università di Trieste e un Master alla Università Ca’ Foscari di Venezia, oltre a numerose certificazioni in curriculum. Ora nel suo lavoro di traduzione, redazione e interpretariato, si concentra su medicina, farmaceutica e scienze della vita. Ha vissuto in Argentina, Norvegia, Stati Uniti e da 11 anni è residente nella capitale tedesca, dalla quale racconterà anche come i corregionali stiano vivendo il lockdown causa epidemica da Covid-19. In Germania Daniela Gatto da anni è parte attiva della rete di corregionali di recente emigrazione che fanno riferimento all’Efasce. Dialogherà in diretta con Michele Morassut, della segreteria Efasce, e con il presidente Gino Gregoris.

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In copertina e qui sopra la traduttrice casarsese Daniela Gatto.

 

In Fvg 29 Comuni ancora senza postamat: adesso i sindaci alzano la voce

Cosa accomuna Andreis, Aviano, Budoia, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino, Cavasso Nuovo, Chiopris-Viscone, Chiusaforte, Coseano, Dignano, Farra d’Isonzo, Fiume Veneto, Magnano in Riviera, Moimacco, Montenars, Pinzano al Tagliamento. E ancora Pocenia, Preone, Prepotto, Raveo, Resia, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Santa Maria la Longa, Sesto al Reghena, Talmassons, Vajont e Valvasone Arzene? Semplicemente non hanno ancora un postamat. «Eppure c’erano degli impegni ufficiali. È trascorso un anno esatto dall’incontro che abbiamo avuto con il vicedirettore generale di Poste Italiane spa, Giuseppe Lasco, e l’istituzione di un tavolo di confronto istituzionale AnciFvg-Poste Italiane spa che avrebbe dovuto risolvere tutti i nostri problemi. In mezzo a questo anno – afferma il delegato ai rapporti con Poste Italiane, Markus Maurmair, sindaco di Valvasone Arzene – c’è stata la pandemia mondiale che ha scompaginato il mondo intero, ma una cosa è rimasta invariata: l’obiettivo di Poste Italiane spa di puntare all’utile. Infatti, in un momento di emergenza nazionale, seppur con le dovute attenzioni per il personale alla fin fine l’emergenza sanitaria è stata un ottimo pretesto per puntare a una riduzione dei costi derivanti dall’obbligo di erogare il servizio universale che è proprio dell’attività delle Poste. Infatti, si è ritardato nel riportare gli sportelli agli orari pre lockdown evitando la sostituzione del personale andato in quiescenza coprendo in genere due uffici con un solo dipendente riducendo così i costi».

«Possiamo sostenere quanto affermiamo – prosegue Maurmair – perché ci siamo organizzati, nonostante gli inviti dei dirigenti di Poste Italiane spa a spostare il confronto caso per caso con il singolo sindaco, raccogliendo i dati tra noi amministratori con un questionario somministrato alle amministrazioni comunali. Nell’arco di due settimane abbiamo raccolto 72 questionari (su 215 Comuni) e più di un terzo (25 casi) degli improvvisati rilevatori hanno segnalato che ci sono a oggi ancora difficoltà con gli uffici postali a orario ridotto, in particolare nei pomeriggi, per un totale di 411,5 ore alla settimana in meno di aperture rispetto al 1° febbraio 2020. La conseguenza? Le code all’esterno degli uffici postali come la rinuncia a ricorrere agli uffici periferici poiché, nel rischio di trovare chiuso, l’utente si indirizza agli sportelli più grandi. Ciò che temiamo è il cristallizzarsi di questa situazione, creando i presupposti per legittimare richieste di riduzione degli orari, con il venir meno di un servizio indispensabile soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. Un minimo di sostegno potrebbe derivare dall’attivazione degli sportelli Atm in tutti gli uffici postali o almeno nella misura di un ufficio automatico per Comune.Tuttavia, a oggi, dalla nostra rapida rilevazione, in Friuli Venezia Giulia ci sono almeno 29 realtà (il 15 per cento dei Comuni regionali) completamente sprovvisti di Atm in barba al declarato impegno, preso oramai tre anni fa dall’amministratore delegato Di Fante, di fronte al capo del Governo e a diversi ministri, di garantire un bancomat per ciascun Comune entro il 2020, eppure gli utili miliardari non sono mancati a Poste Italiane spa».

«Però una nuova speranza la riponiamo – conclude il delegato Anci ai rapporti con Poste Italiane – nella recentissima sentenza del Tar della Campania che lo scorso 25 gennaio ha condannato Poste Italiane spa alla riapertura dello sportello di Petruro Irpino, cittadina rurale in provincia di Avellino, dove dal 2015, senza alcun confronto con il territorio e, in particolare, con l’amministrazione comunale, era stato ridotto a due sole giornate il servizio postale universale reso ai 400 abitanti. Ecco, quella sentenza del Tar pone nuovamente al centro della questione i sindaci e le amministrazioni locali che dovranno essere interpellati da Poste Italiane spa in un’istruttoria sull’eventuale riduzione degli orari degli sportelli che dovrà trovare giustificazione non tanto sul bilanciamento tra costi e ricavi ma su di un’attenta valutazione degli aspetti concreti quali la tipologia della popolazione coinvolta e la conformazione del territorio “garantendo per i cittadini l’assicurazione del servizio di interesse economico generale”».

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In copertina, il delegato dell’Anci Fvg ai rapporti con le Poste Italiane, Markus Maurmair, sindaco di Valvasone Arzene.

CiviBank supera la prova Covid: volano gli utili sostenendo famiglie e imprese

(g.l.) «Ci siamo trovati tutti ad affrontare una situazione che non potevamo prevedere: quello di marzo 2020 e del lockdown è stato un periodo che ha segnato profondamente tutto il Paese, a livello sociale ed economico»: sono le parole con cui Michela Del Piero, presidente di CiviBank, commenta il bilancio dello storico Istituto di credito di Cividale, maturato in un anno straordinario – in senso negativo, s’intende – ma che registra, nonostante tutto, solidità e redditività in espansione.
CiviBank, unica banca cooperativa indipendente, conferma dunque un trend di crescita anche nel 2020, nonostante le difficoltà generate dalla crisi economica derivante dalla pandemia. Il consiglio di amministrazione dell’Istituto cividalese ha approvato, infatti, gli schemi di bilancio al 31 dicembre 2020, con dati molto positivi: l’utile netto ha preso letteralmente il volo registrando un incremento del +148,2% rispetto al 2019, passando da 2,7 milioni di euro a 6,8 milioni. Ulteriore rafforzamento degli indici di solidità della banca che sorge alle porte della città longobarda: confermato il trend di crescita registrato negli ultimi anni rispetto alla solidità patrimoniale, con il Cet1 2020 che si attesta al 15%. Anche la qualità degli attivi migliora, con i crediti deteriorati che registrano una forte riduzione (-22,4% rispetto a dicembre 2019).
«C’è grande soddisfazione – afferma pertanto la presidente Del Piero – nel vedere dei trend positivi confermati perfino in questo contesto, nel quale CiviBank ha continuato a fornire sostegno alla clientela, fatta di famiglie e imprese. Grazie al grande impegno delle nostre persone, attraverso tutte le nostre filiali ed i collaboratori, siamo riusciti a rendere sempre più visibile il nostro supporto per il territorio».

Il direttore generale Mario Crosta.

Sostegno per famiglie e imprese – Il contesto del 2020 è stato eccezionale e imprevedibile, con necessità radicalmente mutate per famiglie e imprese. CiviBank ha confermato il proprio sostegno per territorio, con un +8,4% di finanziamenti erogati rispetto al 2019, per un totale di 661 milioni. In particolare le aziende del Nordest hanno trovato nella banca cividalese un valido sostegno per affrontare la pandemia: +19,3% di nuovi finanziamenti per le Pmi, per un valore totale di 485 milioni di euro. Il trend di supporto alle famiglie non è stato lineare nei dodici mesi: a fronte di una contrazione dei consumi e dei relativi finanziamenti per le famiglie nella prima parte dell’anno, il quarto trimestre 2020 segna una forte crescita, pari a 14,3% trainata in particolare dai mutui.

Vicinanza al territorio in tempi di pandemia – Dall’inizio dell’emergenza sanitaria, CiviBank ha accolto 5350 richieste di moratoria su mutui e finanziamenti, per un importo complessivo di 723 milioni di euro. Di questi, 574 milioni sono relativi a richieste giunte dalle imprese, mentre il valore delle moratorie concesse alle famiglie si attesta a 149 milioni. Il “congelamento” di questi finanziamenti è una boccata d’ossigeno per tutto il tessuto sociale e produttivo, colpito duramente dal lockdown e dalle chiusure causate dal Coronavirus.

Fiducia dei clienti – Il patrimonio totale affidato alla Banca di Cividale (raccolta complessiva) si attesta a 4.232 milioni di euro, con una crescita del +10,7% rispetto al 2019 – un trend che conferma la fiducia dei clienti nell’Istituto e nella sua capacità di preservare e investire il risparmio. La liquidità su conti correnti e conti deposito (raccolta diretta) è incrementata del 13,8%, per un totale di 3.070 milioni di euro.

L’Istituto di credito – CiviBank è nata nel 1886 come Banca Cooperativa di Cividale. I suoi fondatori, visto lo spirito laborioso dei cividalesi e le necessità oggettive di un territorio che aveva bisogno di sostegno, hanno fondato l’Istituto ispirati dai principi del mutualismo e della cooperazione. Nel 2018 la Banca di Cividale diventa CiviBank, per celebrare le sue radici che affondano nella città di Cividale, ma anche per celebrare la centralità della comunità, tramite il suffisso “Civi”. “Bank” rafforza la mission aziendale e comunica modernità, futuro e apertura all’era digitale, prospettando un contatto con gli utenti sempre più diretto e trasparente. Oggi CiviBank è una società cooperativa per azioni con 16 mila soci-azionisti, oltre 600 dipendenti e con sportelli operativi in 8 province del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

La sede centrale a Cividale.

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In copertina, Michela Del Piero presidente di CiviBank.

 

A Pordenone tasso zero a donne e giovani che costituiscono una cooperativa

Opportunità per nuove imprese costituite da donne e giovani: nello scenario socio-economico sorto dalla pandemia da Covid-19, nuovi progetti imprenditoriali potranno dare risposta al diritto al lavoro di numerose persone. Per coloro che volessero costituire una cooperativa, Confcooperative Pordenone mette a disposizione i propri uffici per accedere al bando nazionale “Nuove imprese a tasso zero”, incentivo per i giovani e le donne che vogliono diventare imprenditori.
“Si tratta di una serie di agevolazioni – spiega il direttore di Confcooperative Pordenone, Marco Bagnariol – rivolte a tutti coloro i quali intendono costituire un’impresa, ma anche alle imprese già costituite da non più di 60 mesi. Previsti sia forme di finanziamento agevolato ad un tasso pari a zero della durata massima di dieci anni, che contributi a fondo perduto per un importo complessivamente non superiore al novanta per cento della spesa ammissibile. Siamo contattati costantemente da persone interessate a costituire una cooperativa e questo bando può essere di grande aiuto per nuove realtà che muovono i primi passi. Da parte nostra garantiamo il massimo sostegno nella fase di avvio attraverso i nostri uffici”.
Sono finanziabili le iniziative per produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; commercio di beni e servizi; turismo. Possono essere ammessi anche progetti riconducibili a settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, nella filiera turistico-culturale e relativi all’innovazione sociale.
La domanda va presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. Tutte le informazioni contattando Confcooperative Pordenone (telefono 0434.378700 e-mail pordenone@confcooperative.it).
“La cooperazione – aggiunge il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è un sistema economico capace di assorbire le crisi e salvaguardare fatturati, occupazione e reti sociali. Il coronavirus ha colpito duramente anche nel Friuli occidentale, specialmente in alcuni settori, ma non ci ha abbattuti e la nascita di nuove cooperative al femminile e giovanili potrà essere un concreto segnale di speranza”.

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In copertina, il direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol; qui sopra, il presidente Luigi Piccoli.