Alzheimer e famiglie coinvolte: da oggi a Trieste ci sono incontri caregiver-malati

L’assistenza a persone con demenza e con malattia di Alzheimer, come ormai attestato ufficialmente dai dati nazionali, è garantita per almeno l’80% dai familiari o, in generale, dai cosiddetti “caregiver”. Proprio per questo, l’Associazione de Banfield ha creato ormai sette anni fa CasaViola, a supporto di quei cittadini “invisibili” chiamati appunto caregiver, struttura che riunisce un gruppo di professionisti da cui imparare cos’è la demenza, come si può comunicare con il familiare, come far fronte all’isolamento sociale e al carico di stress derivante dall’accudimento. Nel 2022, si sono aggiunti quasi 100 nuovi utenti a CasaViola facendo superare i 200 partecipanti alle varie attività: i più seguiti sono stati gli incontri della (D)Caregiver Academy, la “scuola” in cui è possibile conoscere la demenza e apprendere nuove e aggiornate strategie di gestione e comunicazione. Le lezioni si tengono in presenza e online, e la piattaforma per l’e-learning (www.caregiveracademy.it) è diventata nel tempo una “succursale” virtuale.

Sul fronte della ricerca scientifica, CasaViola ha condotto nel 2022 la rilevazione dei bisogni e delle caratteristiche dei caregiver di persone con demenze a Trieste e in Friuli Venezia Giulia: i risultati hanno confermato che il caregiver è ancora in prevalenza donna (81%), tra i 50 e i 70 anni (63%), figlia o moglie. Il 48% dei caregiver lavora fuori casa, il 35% è pensionato. Tra i lavoratori, il 76% ha dovuto modificare le abitudini lavorative per andare incontro alle necessità dell’assistenza. Un caregiver su 5 è completamente solo nel prendersi cura della persona con demenza. I bisogni emersi più importanti riguardano proprio la necessità di formazione e informazione, il supporto psicologico e la possibilità di occasioni di sollievo dallo stress. La rilevazione sta adesso proseguendo per analizzare in dettaglio le condizioni dei caregiver lavoratori. Il 2022 è stato anche anno di “co-progettazioni”, che hanno permesso il rafforzamento della rete con altre associazioni attive sul territorio. Dalla collaborazione con Aulòs-musicoterapia, è nato un laboratorio che ha offerto un primo esperimento sulla coppia caregiver-persona con demenza, per testare un nuovo modo di stare in relazione con il proprio familiare, nonostante la malattia.
Per questo, sono in programma per tutto il 2023 altre iniziative che coinvolgono tutto il nucleo familiare delle persone con demenza. Tra gli appuntamenti da segnalare, ogni sabato mattina a CasaViola (via Fabio Filzi 21/1), alle 10.30, c’è il percorso di stimolazione cognitiva (a partire proprio da oggi 18 febbraio): incontri dedicati alla coppia caregiver-persona con demenza in cui vengono proposti esercizi per tenere la mente attiva. La stimolazione cognitiva rientra tra gli interventi non farmacologici per i disturbi neurocognitivi e la sua efficacia nel rallentare la perdita delle abilità cognitive è comprovata da molti studi scientifici. La stimolazione cognitiva è un trattamento non farmacologico finalizzato al mantenimento e al potenziamento delle funzioni cognitive “residue”. Con la psicologa di CasaViola Rosanna Palmeri un incontro per tenere la mente allenata con una serie di esercizi cognitivi!

Il 2023 è un anno di “rinnovamento” per CasaViola anche sul fronte della storica (D)Caregiver Academy che cambia assetto e aggiunge alle lezioni base (cos’è la demenza, come si comunica con le persone con demenza, come si gestiscono i sintomi comportamentali e quali sono i bisogni assistenziali), dialoghi con esperti del settore, le “Interviste”. Il prossimo ppuntamento dal titolo “Consigli pratici per gestire l’emergenza”, si terrà lunedì 20 febbraio, alle 17.30, a CasaViola o su www.caregiveracademy.it. Febbre, disidratazione, stitichezza, ma anche rischio caduta, ipotensione, picchi glicemici: spesso la persona con demenza fatica a esprimere il suo dolore e il suo disagio ed è difficile riuscire a capire cosa stia provando. In questa “intervista”, la dottoressa Roberta Varesano – infermiera ha operato per svariati anni in diversi reparti dell’Azienda ospedaliera di Trieste e nell’Unità Anziani dell’Azienda Sanitaria – spiegherà come comprendere il disagio fisico e offrirà dei pratici consigli per alleviare sofferenza della persona di cui ci prendiamo cura. Per chiedere un appuntamento o per ricevere informazioni è sufficiente telefonare allo 040362766 o scrivere a casaviola@debanfied.it
Proseguono, intanto, anche tutte le altre attività già messe in campo da CasaViola come “Rilassamento per caregiver” per apprendere delle tecniche di respirazione e di rilassamento che permettano di alleviare lo stress e l’ansia (ogni martedì), oppure la ginnastica posturale “Pausa benessere”, che aiuta a prendersi cura di sé come azione per prendersi cura meglio degli altri per. Ancora, “Camera con vista” (ogni mercoledì), incontri dello storico gruppo di mutuo aiuto dedicato ai caregiver di persone con demenza, condotto dalla coordinatrice di CasaViola Antonella Deponte (gli incontri si tengono una settimana in presenza e una online). Ritorna a febbraio anche “4 chiacchiere e un gomitolo” (ogni venerdì) con la volontaria Rossana Galvani: CasaViola diventa un luogo di incontro adatto anche a scambiare quattro chiacchiere mentre si sferruzza la lana o si lavora all’uncinetto.

I Codutti antica famiglia del Friuli stasera saranno raccontati in un libro a Moruzzo

(g.l.) Codutti? Certamente è uno dei cognomi storici più noti e diffusi sotto il Castello di Udine, simbolo della Piccola Patria. E a questa casata uno scrittore che si chiama proprio così ha voluto dedicare un libro, tanto che è nato “I Codutti antica famiglia del Friuli – La storia di una stirpe le cui origini si perdono nel Medio Evo e giungono fino ad oggi”, pubblicato dalla casa editrice L’Orto della Cultura di Pasian di Prato.
Il volume di Stefano Codutti sarà presentato proprio oggi, 17 febbraio, alle 20.30, nella sala consiliare del Municipio di Moruzzo. Interverranno Renzo Driussi, assessore comunale alla cultura; Maura Pontoni, referente editoriale; Mariangela Toppazzini, ex docente di lettere, nonché storica del Friuli Collinare e già presidente dell’Università della Libera Età di Moruzzo; Walter Tomada, giornalista, scrittore, storico e professore di lettere.
“Questa è la storia di un’antica famiglia friulana- scrive proprio la professoressa Toppazzini – raccontata con impegno e passione da uno dei suoi figli. L’autore non racconta solo dei Codutti, ma partecipa attraverso i suoi antenati alla storia di una comunità più ampia radicata in Friuli negli ultimi otto secoli evidenziando squarci di un Friuli non da tutti conosciuto, come il passaggio di Dante e Leonardo da Vinci per il Friuli e quando a Udine viene istituita l’antica fiera di San Canciano. Così attraverso una piacevole narrazione di storie non solo private induce il lettore ad approfondire una storia di più ampio raggio”.
L’incontro, patrocinato dal Comune di Moruzzo, beneficia della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco.

Lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit: sabato a Udine la mini-guida dell’Efasce

Una mini-guida su come trasferirsi a lavorare nel Regno Unito dopo la Brexit dedicata ai giovani del Friuli Venezia Giulia e non solo. A scriverla tre corregionali che vivono in Gran Bretagna: Miriam Ferrarin originaria di Maniago che a Londra lavora in una grande multinazionale del settore musicale e che è pure una seguita travel blogger con il suo Mary Giramondo; Luca Marin di Prata di Pordenone responsabile della gestione di servizi finanziari nella City da 13 anni; Roberto Ortolan, originario di Pasiano di Pordenone, ingegnere meccanico che vive a Coventry nelle West Midlands e da 7 anni lavora per il settore automotive. I tre sono i responsabili dell’e-segretariato londinese dell’Efasce (l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) e proprio sul sito efasce.it si può scaricare la guida in formato digitale. La ricerca sarà presentata alla tavola rotonda “Italiani all’Estero & Internazionali in FVG” in programma sabato 18 febbraio, alle 9.30, all’Università di Udine, a Palazzo Garzolini Toppo-Wassermann, in via Gemona nel capoluogo friulano.
“La guida realizzata dai nostri corregionali – commenta Gino Gregoris presidente di Efasce -, ai quali va il nostro ringraziamento, è un progetto davvero interessante e che rientra in pieno nello spirito di sostegno agli emigranti che da sempre caratterizza l’attività del nostro Ente. Con la Brexit molte cose sono cambiate per chi vuole trasferirsi nel Regno Unito e quindi avere tutte le informazioni essenziali raccolte da chi vive e lavora è uno strumento davvero utile. Sempre più riceviamo richieste di assistenza da chi, più o meno giovane, vuole partire per l’Estero”.
La guida, partendo da una spiegazione sugli effetti della Brexit, illustra quanto è necessario per espatriare, dal passaporto ai visti, dalla conoscenza della lingua inglese alle coperture sanitarie, senza dimenticare la ricerca di un alloggio, l’acquisto di una scheda telefonica o aprire un conto corrente.
L’evento udinese è organizzato da Ente Friuli nel Mondo in collaborazione con le altre Associazioni riconosciute dei corregionali all’estero (Alef, Clape nel mondo, Eraple, Giuliani nel Mondo Trieste, Efasce – Pordenonesi nel Mondo, Slovenci Po Svetu-Unione Emigranti Sloveni del Fvg), con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia – Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero e in collaborazione con l’ Università degli Studi di Udine. Rientra nell’ambito del progetto finanziato dalla Regione Fvg “2° Seminario sull’emigrazione dei giovani corregionali – La nuova emigrazione promuove il Friuli Venezia Giulia in Europa”.

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In copertina, da sinistra Miriam Ferrarin, Luca Marin e Roberto Ortolan autori della mini-guida di Efasce Pordenone.

Servizio civile, 17 posti nel Pordenonese: le domande sono prorogate al 20 febbraio

C’è ancora tempo per rispondere al nuovo Bando dei Volontari per il Servizio civile: quest’anno le cooperative sociali del Consorzio Leonardo Pordenone offrono 17 posti in 3 progetti diversi, nei settori dell’assistenza ai disabili, ai minori e agli anziani. La presentazione della domande è stata prorogata al 20 febbraio. Per informazioni chiamare il numero 338 8658916 o scrivere a leonardo.scu@confcooperative.it. Avvio dei progetti a giugno, riconoscimento economico di 444,30 euro mensili. Il Consorzio ormai opera nel Servizio civile da molti anni, più di un centinaio di giovani ha sperimentato questa opportunità e i riscontri ricevuti sono estremamente gratificanti. Una media del 30% di ragazzi/e hanno trovato impiego nelle cooperative una volta finita l’esperienza.
C’è ancora tempo, dunque, per iscriversi in una delle sedi del Consorzio Leonardo che offre 17 posti nei settori dell’Assistenza ai disabili (progetto UNICI E IRRIPETIBILI), degli Anzini autosufficienti (IL BASTONE DELLA MIA VECCHIAIA) e dei minori in situazione di disagio (progetto MANEGGIARE CON CURA).

Il primo progetto accoglierà in centri diurni e residenziali 9 ragazzi/e che affiancheranno gli operatori in semplici attività di socializzazione e di aumento dell’autonomia a favore delle persone che frequentano queste strutture. Le sedi si trovano a San Vito al Tagliamento (coop. Futura, coop. Il Granello, coop. Il Piccolo Principe – La volpe sotto i gelsi), Casarsa della Delizia (coop. Il Piccolo Principe – CSO), Sacile (coop. F.A.I.), Cordenons (coop. ACLI), Ghirano di Prata (coop Il Ponte) e Fiume Veneto (coop Il Seme).
Il progetto “Maneggiare con cura” invece offre 4 posti per attività di socializzazione tra minori nelle sedi di Pordenone (coop ACLI), Casarsa della Delizia (coop Il piccolo Principe) e Maniago (coop ACLI).L’ultimo progetto, “Il bastone della mia vecchiaia: generazioni a confronto” della coop Foenis accoglie 4 giovani nelle case famiglia per anziani autosufficienti a Pordenone, Roveredo in Piano, Aviano e Belluno.

Ricordiamo che per partecipare al Bando i requisiti sono di avere cittadinanza italiana o un regolare permesso di soggiorno, avere, al momento della presentazione della domanda, tra i 18 e i 28 anni (29 non compiuti) e non aver riportato condanne. Per iscriversi occorre avere lo SPID di livello di sicurezza 2 e accedere alla piattaforma DOL all’indirizzo: https://domandaonline.serviziocivile.it
Un altro punto importante è che il Servizio civile dura 12 mesi ed è retribuito con un riconoscimento economico di € 444,30 mensili. L’impegno richiesto è di 25 ore settimanali e all’interno di queste vi è un importante pacchetto formativo di 114 ore.

I progetti avranno avvio a fine giugno 2023, non appena l’attuale gruppo di volontari terminerà l’esperienza iniziata a giugno 2022. Questa data vuole anche dare la possibilità ai ragazzi che stanno terminando l’ultimo anno delle superiori di aderire ai progetti. Il Consorzio ormai opera nel Servizio civile da molti anni, più di 100 giovani hanno sperimentato quest’opportunità e i riscontri ricevuti sono estremamente gratificanti. Una media del 30% di ragazzi/e hanno trovato impiego nelle cooperative una volta finita l’esperienza.

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In copertina, volontari che hanno aderito al Servizio civile universale.

Nuova sede per il Comune di Tarcento: dalla Regione Fvg 500 mila euro per l’acquisto di un immobile in centro

“L’Amministrazione regionale è accanto ai Comuni che si impegnano a garantire servizi sempre più a misura di cittadino e a rivitalizzare i propri centri abitati. Il sostegno finanziario che la Giunta ha concesso in questi anni anche al Comune di Tarcento va in questa direzione”. E’ il commento dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, dopo il sopralluogo nella cittadina con il sindaco Mauro Steccati, il vicesindaco Luca Toso e gli assessori ai Lavori pubblici, Roberto Beltrame, e al Bilancio, Marco Falciglia. Un incontro che ha permesso all’assessore regionale di verificare l’immobile acquistato dal Comune grazie ad un finanziamento regionale di 500 mila euro, futura sede degli uffici comunali, e di fare il punto su progettualità e investimenti nell’area del Tarcentino.
“La Giunta regionale ha accolto l’anno scorso la richiesta di contributo del Comune di Tarcento per l’acquisto di un immobile, nel centro del paese, necessario per dare una sede unica a tutti gli uffici comunali che oggi sono in parte inseriti all’interno di un condominio, in una situazione oggettiva di difficoltà logistica. Grazie, quindi, al finanziamento regionale di 500 mila euro il Comune ha acquistato un immobile adiacente a piazza libertà che sarà ora oggetto di ristrutturazione e garantirà una migliore fruizione dei servizi comunali per i cittadini”.
“L’incontro odierno è stato utile anche per fare il punto sullo stato degli investimenti e dei progetti a beneficio della comunità Tarcentina, ma la cui valenza è sovraccomunale – ha sottolineato Barbara Zilli -; pensiamo ad esempio ai finanziamenti a favore del Distretto sociosanitario ma anche a quelli per la riqualificazione di
piazza Libertà a Tarcento, il cui primo lotto funzionale vale 1 milione e 700 mila euro”. “L’Amministrazione comunale di Tarcento dimostra la forte volontà per favorire la crescita e lo sviluppo economico del Tarcentino attraverso investimenti strutturali”, ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga ricordando come “in questi
cinque anni non è mai mancato il sostegno della Regione”.

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In copertina, uno scorcio della piazza centrale e all’interno tre immagini del sopralluogo degli amministratori di Tarcento con l’assessore Barbara Zilli.

Sì alla proroga per i giovani medici: soddisfazione anche di Fimmg Fvg

Un importante risultato che si deve anche all’impegno del mondo politico regionale: soddisfazione pure in Friuli Venezia Giulia da parte di Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti) per l’approvazione dell’emendamento proroga per il riconoscimento degli incarichi provvisori e di sostituzione per i medici in formazione. “Un importante risultato – sottolinea il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg Fvg – per il quale ringraziamo per l’impegno profuso il governatore Massimiliano Fedriga, il vicepresidente Riccardo Riccardi e il ministro Luca Ciriani che si sono fatti carico del problema anche da noi segnalato trovando, con un lavoro unitario tra Conferenza delle Regioni e Governo, una rapida soluzione.

Fernando Agrusti

Senza proroga si rischiava di rendere ancora più grave la carenza di medici di medicina generale di cui soffre il nostro territorio, in cui tra abbandoni e raggiunti limiti di età già mancano un centinaio di medici di medicina generale, mentre da qui al 2025 ne andranno in pensione altri 70. In questo modo i medici in formazione potranno continuare a seguire i pazienti senza doverli lasciare, a vantaggio dell’assistenza soprattutto in questo periodo in cui siamo alle prese con Covid-19 e influenza”. Ora infatti i giovani medici in formazione potranno continuare a sostenere il territorio grazie alla formazione-lavoro prorogata anche per il 2023, garantendo l’assistenza ai cittadini rimasti senza medico come incaricati provvisori e sostituti, nell’attesa dell’assegnazione come carenza residua.
“Abbiamo lavorato duramente dall’inizio dell’anno affinché la formazione-lavoro continuasse ad essere garantita a tutti i giovani colleghi iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale – ha dichiarato la segretaria nazionale della Fimmg Formazione Erika Schembri – e nonostante la legge vigente lo permettesse già fino al 2024, per chiarire i dubbi delle regioni è stato necessario sollecitare una proroga dell’articolo 2-quinquies del Cura Italia, la normativa introdotta con l’emergenza Covid-19. Siamo soddisfatti che la politica abbia preso piena consapevolezza che i medici in formazione siano una risorsa per la medicina del territorio, sempre più scoperta e sempre meno attrattiva verso i giovani, sebbene non sia una soluzione definitiva. Occorre ora lavorare affinché la Formazione-Lavoro sia resa definitiva all’interno del corso di formazione specifica in medicina generale, attraverso una ristrutturazione complessiva del percorso formativo, che renda uniformemente applicato e tutorato il riconoscimento delle attività professionalizzanti, con contenuti e obiettivi didattici aggiornati e uniformi affinché sia reso davvero attrattivo verso i giovani”.

 

Dalla Giornata friulana dei diritti alla Bandiera dell’Arlef ai Comuni

Quella di domani, 27 febbraio, è una data importante nella storia del Friuli. In quel giorno del 1511, giovedì grasso, prese avvio la più grande rivolta popolare friulana, il “riviel de Joibe Grasse”. Quella sollevazione, soprattutto nelle campagne, assunse un carattere di rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali friulane. Per questa ragione, ormai da un po’ di anni, Radio Onde Furlane ha scelto di celebrare il 27 febbraio come “Zornade Furlane dai Dirits” (Giornata friulana dei diritti). Anche nel 2021 per la “radio libare dai furlans” quell’anniversario sarà l’occasione per ricordare quei fatti e per stimolare la riflessione sui diritti fondamentali e sulle battaglie in atto per difenderli, in Friuli e altrove nel mondo, con una programmazione speciale, tra selezioni musicali a tema e rubriche di approfondimento. In particolare, per quest’anno, la programmazione dell’intera giornata sarà dedicata al rapporto tra pandemia e diritti e al modo in cui la diffusione del Covid-19, la sua gestione e il suo contrasto hanno influito sull’esercizio dei diritti fondamentali, in Friuli ed altrove in Europa e nel mondo. La giornata sarà introdotta alle 9 dal direttore responsabile dell’emittente, Mauro Missana, e dal caporedattore, Carli Pup.

La rivolta friulana del 1511.

A partire dalle 9.30 l’attenzione sarà puntata in primo luogo su diritti, lavoro e pandemia, questione affrontata in uno speciale curato e condotto da Mauro Missana, in cui è previsto un confronto a più voci su questo tema particolarmente complesso e articolato. A seguire, dalle 10.30 saranno affrontati altri temi chiave e saranno dedicati spazi specifici alle diverse declinazioni del rapporto tra diritti fondamentali e pandemia, a partire dallo speciale a cura di Paolo Cantarutti dedicato a diritti, pandemia, istruzione ed educazione. Seguirà, alle 11, lo speciale condotto da Giorgia Zamparo riguardante diritti, pandemia e salute, che a sua volta lascerà spazio alle 11.30 all’impatto della pandemia su giovani e anziani, argomento affrontato nello speciale dedicato a diritti, pandemia e società curato e condotto da Margherita Cogoi.
Tra le 12 e le 13 ci saranno altri due approfondimenti, dedicati rispettivamente ai diritti civili e ai diritti linguistici ai tempi del Covid-19. il primo è affidato alla conduzione di Carli Pup, mentre il secondo, con inizio alle 12.30, è curato da Marco Stolfo. Seguirà, alle 13, lo speciale curato e condotto da Marta Savorgnan, in cui il tema generale del rapporto tra pandemia e diritti sarà declinato in relazione con l’ambiente.
Dalle 13.30 alle 14 sarà lasciato spazio alla musica e nella mezz’ora successiva sarà protagonista la storia, con la voce di Barbara Minen che rievocherà la rivolta della Joibe Grasse del 1511, mentre dalle 15 alle 16 è prevista una puntata speciale di Tunnel, la rubrica curata e condotta da Giorgio Cantoni, per l’occasione dedicata ai diritti in musica.
Dalle 16 alle 19 saranno riproposti gli speciali già presentati durante la mattinata, con un ordine diverso: si comincerà dal programma di Mara Savorgnan sull’ambiente, seguito da quelli di Marco Stolfo e Carli Pup, rispettivamente dedicati ai diritti linguistici e ai diritti civili, e quindi dagli approfondimenti su società, salute e istruzione, a cura di Margherita Cogoi, Giorgia Zamparo e Paolo Cantarutti. Dalle 19 alle 20 il tema dei diritti in musica sarà affrontato da Gabriella Mattioli all’interno di una puntata speciale de La Gabi teRAPia, al quale farà seguito al replica dello speciale dedicato al lavoro, a cura di Mauro Missana. Dalle 21 alle 23,la Zornade Furlane dai Dirits si chiuderà in musica con le selezioni a tema di Adrianus e Checo Tam, all’interno di una puntata speciale di Indigo/Symphony of Silence. Il tutto sarà proposto sulle frequenze di Radio Onde Furlane – i 90 Mhz in gran parte del Friuli e i 90.200 Mhz in Carnia – e sarà diffuso in tutto il mondo in streaming (www.ondefurlane.it/player). La programmazione della Zornade Furlane dai Dirits potrà essere seguita anche su tablet, smartphone, iPad e iPod attraverso la App, che permette a chiunque e dovunque di ascoltare la “radio libare dai furlans”.

Radio Onde Furlane.

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La bandiera del Friuli storico.

Sta per cominciare la consegna delle bandiere del Friuli ai Comuni che ne hanno fatto richiesta. L’iniziativa promossa dall’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane è stata accolta con entusiasmo dalle amministrazioni locali che in occasione del prossimo 3 aprile, giornata in cui si celebra la “Fieste de Patrie dal Friûl”, potranno così vestire a festa i propri Comuni. L’Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, nei mesi scorsi, ha contattato tutti i Comuni friulani mettendosi a loro disposizione per la distribuzione del vessillo – ufficialmente riconosciuto con legge regionale – che riporta, in campo azzurro, la celebre aquila araldica d’oro con le ali spiegate. «La risposta dei sindaci è stata molto positiva – ha sottolineato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino -. La macchina organizzativa è già in moto da un po’ e a breve cominceremo con la distribuzione, che terminerà in tempo per poter celebrare tutti insieme il prossimo 3 aprile, colorando di azzurro i luoghi simbolo della Patria». La bandiera del Friuli è il settimo vessillo più antico d’Europa (1334). La sua origine risale ai tempi del Principato patriarcale di Aquileia, detto anche Patria del Friuli o Stato patriarcale friulano, il quale dal 1077 al 1420 governò come Stato sovrano il Friuli e a periodi alterni altri territori. L’esemplare più celebre e antico del vessillo patriarcale è esposto nel Museo del Duomo di Udine. L’iniziativa dell’Arlef arriva un anno dopo i festeggiamenti “virtuali” del 2020: «Quella passata è stata una festa diversa dal solito – ha spiegato infine Cisilino -, ma che ci ha mostrato tutta la straordinaria passione, il sentimento di unione e identità dei friulani». Seppur nel segno di #iorestoacasa, così come richiedeva il momento che stavamo vivendo, in moltissimi hanno risposto all’appello lanciato dall’Arlef, tanto che sono state ben oltre 500 le foto di bandiere giunte all’Agenzia da ogni angolo del Friuli, ma anche dai friulani fuori regione e dall’estero».

Eros Cisilino presidente Arlef.

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In copertina, la Joibe Grasse del 1511 illustrata da Luigino Peressini.

 

Qualità e innovazione in Fvg nei servizi socio-sanitari per gli anziani

Qualità e innovazione nei servizi socio-sanitari per gli anziani. E’ questo l’obiettivo che ha animato un incontro tra i principali soggetti gestori e portatori di interesse del mondo delle case di riposo del Friuli Venezia Giulia. Presidenti e rappresentanti di Federsanità-Anci Fvg, Anci Fvg, Uneba Fvg, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoopsociali, Agci solidarietà, in rappresentanza di quasi 8 mila posti letto (pari a circa l’80 per cento del totale disponibile in regione), hanno concordato di avviare un tavolo di confronto sui temi principali e le complessità della situazione che, a seguito della pandemia, riguarda le strutture residenziali per anziani e i servizi socio-sanitari territoriali per le persone anziane.
In considerazione dell’attuale situazione, i partecipanti all’incontro hanno condiviso la necessità di dare ulteriore concretezza – anche attraverso azioni comuni, sinergie e progetti condivisi – ai valori di responsabilità sociale, di crescita delle comunità locali, di umanizzazione degli interventi, di qualità dei servizi che contraddistinguono, da sempre, la loro azione sociale. In particolar modo, è stata condivisa l’importanza di riattivare “progettazioni partecipate” da tutti i soggetti pubblici e del Terzo settore per contribuire a riformare il sistema dei servizi territoriali dedicati alle persone anziane per meglio rispondere alle nuove esigenze. Tra i temi affrontati, l’individuazione di proposte innovative per il futuro delle strutture e dei servizi per le persone anziane, anche tramite le opportunità offerte dal Recovery Fund: tra cui la residenzialità innovativa per le persone non autosufficienti, forme innovative di domiciliarità, Ict, telemedicina e domotica, coinvolgimento delle comunità locali e così via.
Per il presente e nel breve periodo, i partecipanti hanno inoltre affrontato il tema delle notevoli criticità registrate da marzo 2020 e ancora in corso, a seguito della pandemia: dalle criticità finanziarie dei bilanci, alle mancate entrate derivanti dai limiti per i nuovi ingressi di anziani nelle case di riposo, dalle strategie anti-Covid nelle case di riposo, allo stato di avanzamento delle vaccinazioni.
Le principali proposte emerse verranno sintetizzate, entro breve, in un documento destinato alla Regione Fvg, al fine di sostenere, con urgenza, l’azione di contrasto dei danni provocati dalla pandemia e per far ripartire, sempre in sicurezza, questo settore fondamentale per le persone anziane e le loro famiglie. Pertanto, Federsanità-Anci Fvg, Anci Fvg, Uneba Fvg, Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoopsociali e Agci sociali ritengono che il tavolo di lavoro avviato possa diventare una prassi da consolidare e rinnovare, con la finalità di migliorare la qualità dei servizi offerti per la popolazione anziana della nostra regione e offrire all’Amministrazione regionale un’interlocuzione ampia, altamente qualificata e rappresentativa di questo settore e delle comunità locali.

(In copertina, foto dell’Associazione de Banfield – Trieste)

“Fieste de Patrie dal Friûl”: bando Arlef per i Comuni, domande entro l’8 marzo

L’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane – Arlef sosterrà, per una somma totale di 25 mila euro, gli enti locali che vogliano realizzare eventi collaterali alla celebrazione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Giunta alla sua 44a edizione, la “Fieste” ricorre il 3 aprile e ricorda la data di costituzione dello Stato patriarcale friulano nel 1077. Quest’anno l’evento principale si svolgerà l’11 aprile e vedrà quale sede principale Udine. Potranno accedere ai fondi gli enti aventi la propria sede legale nei territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, ma – per la prima volta – anche i Comuni “friulani” del Veneto (Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto) in forza di un accordo sottoscritto tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Regione Veneto lo scorso 17 settembre.
Come previsto dal bando, disponibile su www.arlef.it, sezione “Bandi, gare e avvisi 2021”, saranno finanziate le attività tese a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. In particolare: eventi di qualità, da realizzarsi online, che rendano partecipi soprattutto le generazioni più giovani e volti a far conoscere e/o approfondire la lingua, la storia e la cultura friulane; così come stampa e diffusione di pubblicazioni che abbiano il medesimo obiettivo; infine realizzazione e posa in opera di lastre, targhe o insegne turistiche allo scopo di commemorare personalità che hanno contribuito in modo determinante alla conservazione e allo sviluppo dell’identità friulana.
Le attività culturali potranno essere realizzate da un singolo ente locale oppure da aggregazioni. Le domande dovranno pervenire, entro il termine perentorio dell’8 marzo prossimo, esclusivamente mediante invio via Pec all’indirizzo: arlef@certgov.fvg.it. Per tutte le informazioni relative al bando, è possibile telefonare allo 0432.555910 o scrivere a: federica.delpino@regione.fvg.it

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In copertina e qui sopra la bandiera del Friuli che sventola sulla specola del Castello di Udine.

(Foto Petrussi)

A Torre di Pordenone nasce “Ridoprìn Lab” a 100 anni dalla coop di don Lozer

Sulle orme di don Giuseppe Lozer e delle donne del borgo, che qui esattamente 100 anni fa fondarono la Cooperativa dell’Ago, a Torre di Pordenone nasce il “Ridoprìn Lab”, laboratorio di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpόs. Un nome che richiama il verbo friulano “Tornìn a doprâ”, cioè riusiamo, per dare occupazione alle donne più fragili contribuendo nello stesso tempo allo sviluppo dell’economia circolare, amica dell’ambiente, in cui si dà nuova vita a oggetti vecchi invece di gettarli nei rifiuti. Per questo il primo passo è l’appello a chiunque – aziende, negozi o privati – voglia donare del materiale di merceria o qualsiasi tipo di materiale tessile (anche confezionato) che non utilizza più.
Infatti, questo nuovo progetto della cooperativa sociale Karpόs di Porcia punta a recuperare e riutilizzare senza sprechi vestiti e tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale e il reimpiego occupazionale di donne in condizione di fragilità. Il nuovo laboratorio sartoriale nasce a distanza di un secolo dalla fondazione della Cooperativa dell’Ago ad opera del prete Giuseppe Lozer, una delle figure più importanti della cooperazione del Friuli occidentale, che negli anni ’20, ’30 e’40 del Novecento fu artefice di molte cooperative in aiuto alla popolazione della borgata di Pordenone.

Paola Marano presidente di Karpόs.


“Abbiamo affittato dei locali in centro a Torre per partire col nostro nuovo progetto – ha spiegato Paola Marano, la presidente di Karpόs – ed essi sono ubicati proprio nei pressi della piazza dedicata a don Lozer. Abbiamo pensato non fosse una casualità, infatti nel 1921, cioè esattamente 100 anni fa, il prete fondò proprio a Torre la Cooperativa dell’Ago, una cooperativa al femminile nata per dare occupazione alle donne che non avevano trovato impiego nel vicino cotonificio. E anche il nostro progetto è dedicato a tutte quelle donne in situazione di fragilità: giovani madri sole con figli a carico, donne che a lungo si sono impegnate in lavori usuranti come possono essere quelli assistenziali o di pulizia, come anche le donne in età vicina alla pensione ma che non l’hanno ancora raggiunta e che faticano a trovare occupazione”.
Nell’ottica dell’economia circolare che chiede di produrre meno rifiuti e di recuperare oggetti usati dandogli nuova vita, la cooperativa sociale Karpόs di Porcia ha partorito questo nuovo progetto incentrato su sostenibilità ambientale e creazione di nuove opportunità lavorative per il reinserimento occupazionale di persone svantaggiate o ricomprese nelle fasce deboli.
“L’idea è quella – ha precisato Marano – di dare vita ad un laboratorio creativo in cui gli accessori, i capi e i complementi d’arredo vengono rinnovati o realizzati in maniera artigianale e poi venduti. Una sorta di laboratorio del riuso sartoriale, per aiutare le persone a rinnovare il guardaroba in modo sostenibile. Si produrranno capi artigianali con tessuti usati. Si effettueranno piccole manutenzioni sartoriali su commessa. Verrà anche prodotta oggettistica con materiale di recupero ed effettuata la vendita di indumenti usati di qualità e di accessori moda. Un atelier vintage che piacerà a chi non ama “sprecare”, ai più giovani in cerca di abiti usati “con carattere” o a chi cerca un capo unico, realizzato con cura sartoriale”.
In questo momento di avvio del progetto, la cooperativa Karpόs lancia un appello a tutte quelle mercerie, tappezzerie, negozi di scampoli e tessuti, aziende tessili affinché donino a favore di questo progetto quei tessuti, filati, bottoni, lana che non utilizzano più, sempre nell’ottica del riuso e quindi nel pieno rispetto per l’ambiente. “Per poter partire – ha detto Paola Marano – abbiamo bisogno di molto materiale: scampoli, tessuti, filati, ma anche lana, filo e simili. Al momento, al progetto stanno lavorando una nostra socia e una lavoratrice in borsa lavoro tirocinio inclusivo, ma contiamo di avviare la produzione di una collezione e quindi pensiamo di poter assumere nuove lavoratrici, ma abbiamo bisogno di aiuto, chiediamo materiali a chi magari non servono più. Per questo, ci appelliamo ai titolari di mercerie dismesse, negozi di scampoli o aziende di tessuti. Da loro attendiamo un aiuto concreto per un progetto a sostegno delle donne e del territorio. Siamo certi che “Ridoprìn Lab” diventerà un luogo di scambio e d’incontro, un volano per altre attività commerciali presenti a Torre”.

La sede di  “Ridoprìn Lab”.

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In copertina, don Giuseppe Lozer storico parroco di Torre.