Via quelle barriere alla stazione di Casarsa! Il caso adesso arriva anche in Parlamento

Il caso delle barriere architettoniche nella stazione ferroviaria di Casarsa della Delizia – sollevato dall’associazione Laluna Impresa Sociale che si batte quotidianamente per permettere alle persone con disabilità di condurre una vita autonoma e indipendente e ripreso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Claudio Colussi – arriva ora tramite interrogazione parlamentare anche sul tavolo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.


Gerolamo Cangiano (Fratelli d’Italia, membro della commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei Deputati) e il collega di partito pordenonese Emanuele Loperfido hanno, infatti, deciso di portare all’attenzione del Parlamento il problema della stazione di Casarsa dove l’assenza di un ascensore o di altre strutture idonee impedisce alle persone con disabilità, ma anche ad anziani e famiglie con carrozzine, di raggiungere in autonomia il binario di partenza dei treni. Il problema è urgente, visto che la stazione di Casarsa è uno snodo ferroviario importante, è tra quelli con il maggior traffico ferroviario nella provincia di Pordenone, nonché tra i più importanti del Friuli Venezia Giulia con una novantina di treni passeggeri – tra quelli in partenza e in arrivo – nei giorni feriali e 700 mila passeggeri all’anno. Sebbene i continui appelli dell’associazione sangiovannese con le numerose missive inviate all’indirizzo del Gruppo Rfi a cui hanno fatto coro gli appelli del sindaco Claudio Colussi abbiano portato a una presa di coscienza del problema da parte del Gruppo ferroviario, purtroppo nulla è ancora stato fatto per rimuovere le barriere architettoniche e piani di ristrutturazione alla mano pare che fino al 2026 non ci siano in programma interventi per eliminarle. Di questo, proprio tramite l’interrogazione dei due deputati, è stato ora informato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini.
“Siamo felici che il nostro appello per rendere accessibile la stazione di Casarsa – ha sottolineato il presidente de Laluna, Francesco Osquino – sia arrivato in Parlamento grazie agli onorevoli firmatari: le esigenze specifiche delle persone con disabilità non possono venire trascurate. Non è accettabile che in un mondo moderno come il nostro, alle persone con disabilità sia ancora impedito l’accesso ai binari in autonomia e che ancora manchino sui treni di Trenitalia dei sistema di carico per le carrozzine. Grazie anche all’amministrazione comunale che si è unita alla nostra richiesta di interventi rapidi”.
“Siamo vicini a LaLuna e alle altre realtà che operano per le persone con disabilità nonché al fianco della cittadinanza per un servizio che Casarsa attende da tanto tempo – ha aggiunto il sindaco Colussi -: grazie agli onorevoli Cangiano e Loperfido e al ministro Salvini per l’attenzione che sapranno porre a questa vicenda che come amministrazione comunale ci sta molto a cuore. Lo scorso 13 gennaio Rfi aveva cortesemente risposto alla mia lettera di segnalazione confermando l’inserimento della stazione di Casarsa nel perimetro delle 620 stazioni che in Italia vedranno svolgersi lavori di superamento delle barriere architettoniche, anche se tali interventi è scritto nella missiva avverranno dopo il 2025. Ma la nostra comunità non può attendere ulteriormente”.
“La stazione ferroviaria di Casarsa – si legge nell’interrogazione parlamentare – non è dotata di alcuna struttura idonea che consenta alle persone con disabilità e in carrozzina di raggiungere il binario di partenza o di arrivo; tale mancanza costringe gli accompagnatori a faticosi trasporti per scendere o salire le scale che conducono al tunnel di collegamento dei vari binari; problema che si presenta anche per le persone anziane in carrozzina o per chi ha bimbi nel passeggino; l’impianto è stato inserito nel progetto delle 620 stazioni della Rete Ferroviaria Italiana – prosegue -, ma sebbene nella breve corrispondenza tra il Comune di Casarsa e Rfi veniva garantito da quest’ultima un piano di interventi strutturali per abbattere le barriere architettoniche contenute nel Piano Commerciale 2022-2026 da una attenta lettura di tale Piano pubblicato nel sito di Rfi non vi è traccia di questi interventi nella stazione in questione; il Piano Commerciale prevede nella parte dedicata al Friuli Venezia Giulia come azioni da realizzarsi nel periodo 2022-2026 solamente l’elettrificazione della linea Casarsa–Portogruaro e non c’è nulla sull’abbattimento delle barriere architettoniche o di quanto paventato dalla stessa Rfi al Comune di Casarsa; Casarsa resta uno snodo ferroviario estremamente importante per la Provincia e la Regione con una media di circa 90 fermate giornaliere e una media di circa 26 treni al giorno; nel territorio comunale sono presenti diversi Enti ed associazioni che si occupano di progetti a favore delle persone con disabilità con particolare attenzione allo sviluppo dell’autonomia che avviene anche attraverso una mobilità sostenibile ed accessibile a tutti.
Si chiede se e quali iniziative il ministro interrogato intenda assumere affinché Rete Ferroviaria Italiana affronti e risolva le criticità esistenti presso la stazione ferroviaria di Casarsa e se intenda interrogare Rete Ferroviaria italiana in merito al mancato inserimento nel Piano Commerciale 2022-2026 di opere strutturali di abbattimento delle barriere architettoniche nella suddetta stazione, nonostante le ripetute sollecitazioni già effettuate dalle Associazioni interessate e dal Sindaco del Comune di Casarsa”.

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In copertina, barriere architettoniche alla stazione ferroviaria di Casarsa (qui sopra); all’interno, parla il presidente Osquino.

 

Regionali Fvg, ecco cosa chiedono ai candidati le cooperative pordenonesi

Quattordici punti di comune interesse e prioritari per l’intero territorio del Friuli occidentale, più le specifiche necessità di ognuno dei settori che compongono la cooperazione provinciale di Confcooperative Pordenone. È stato inviato a tutte le liste di partito che parteciperanno alle prossime elezioni regionali del 2 e 3 aprile un documento che fungerà da base per gli incontri nella sede di viale Grigoletti.
“Un documento – spiega il presidente Luigi Piccoli – approvato dal nostro consiglio provinciale con proposte formulate da ciascun settore in cui operano le nostre cooperative associate, con l’auspicio che possano offrire spunti ai programmi delle diverse coalizioni ed essere attuate nel corso del prossimo mandato. Son tutte proposte che si rifanno ai valori della mutualità, della sussidiarietà, della sostenibilità, dell’integrazione territoriale, della legalità e delle pari opportunità. Un documento che è in sintonia con quelli elaborati dall’Alleanza delle cooperative regionale. Attendiamo ora di incontrare i candidati consiglieri regionali a cui i partiti inoltreranno il nostro documento”.
I punti di comune interesse della cooperative sono: favorire il sostegno ai processi di patrimonializzazione delle imprese cooperative; sostenere il modello del credito cooperativo ed il consorzio di garanzia fidi della cooperazione (Finreco); sostenere finanziariamente la realizzazione di investimenti necessari a garantire la competitività; generare opportunità per rafforzare il modello e il tessuto cooperativo, favorendo l’innovazione di processo e di prodotto; dare priorità alle imprese capaci di generare occupazione; semplificare l’acquisto delle partecipazioni sociali in comunità energetiche costituite in forma di società cooperativa da parte dei Comuni, delle imprese, degli enti religiosi; promuovere maggiori controlli dei prodotti agroalimentari provenienti dall’estero e incoraggiare le produzioni nazionali sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale; prestare una maggiore attenzione all’efficientamento energetico.
In via prioritaria per il territorio locale insieme al resto dei comparti economici della provincia, Confcooperative Pordenone segnala come necessari l’adeguamento ed il prolungamento della strada Cimpello-Sequals; il raddoppio/rifacimento del Ponte sul fiume Meduna sulla strada Pontebbana; il sostegno alla Fondazione Pordenonelegge; il sostegno alle attività di Pordenone Fiere; il potenziamento dell’Interporto – Centro Ingrosso di Pordenone e della viabilità; il miglioramento della gestione delle acque e delle risorse idriche.
A completare il documento – pubblicato sul sito www.pordenone.confcooperative.it – le richieste specifiche delle cooperative agricole, sociali, culturali e turistiche, di consumo, distribuzione e utenza.

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In copertina, Luigi Piccoli presidente di Confcooperative Pordenone.

La Quiete, dopo 45 anni di lavoro va in pensione la dietista Luisa Tosone

Il lavoro di una vita: Luisa Tosone, storica dietista de La Quiete, è andata in pensione con una festa organizzata dalla direzione e dai colleghi, dopo ben 45 anni di lavoro nella Asp di via Sant’Agostino, a Udine. Assunta nel 1977, all’età di 22 anni, la Tosone si è occupata di tutto ciò che riguardava l’alimentazione dei residenti, dall’organizzazione dei menu stagionali alla gestione delle esigenze alimentari particolari dei singoli pazienti, fino alla sorveglianza della cucina.
“È stato il mio primo e unico posto di lavoro – racconta –, sono entrata nel post-terremoto e, da questo punto di osservazione privilegiato, posso dire di aver visto cambiare tutto: i pazienti, le esigenze personali, i rapporti familiari. Di fatto, è cambiato il mondo. È questo il segreto di un rapporto lavorativo così duraturo e stimolante: avere sollecitazioni costanti per fare meglio e per evolvere insieme alla mia professione. Il contatto con le persone anziane mi ha arricchito moltissimo, è incredibile quello che sono riuscite a trasmettermi, racconti di vite che porterò sempre con me”.

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In copertina e qui sopra due immagini della bella festa dedicata a Luisa Tosone.

 

 

Oggi a Udine “Dimmi. Le donne raccontano”. E a Campolongo il libro di Barbara Pascoli

(g.l.) Segnaliamo due belle iniziative in programma per oggi, 11 marzo, a Udine e a Campolongo Tapogliano, che rientrano nelle ampie programmazioni per la Giornata internazionale della Donna che si è celebrata l’8 marzo. Ecco pertanto, in dettaglio, di che cosa si tratta.

UDINE – Proseguono gli appuntamenti della terza edizione di “Dimmi. Le donne raccontano”, progetto che, grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, propone un percorso di pensiero e formazione. Attraverso diverse discipline l’iniziativa cerca di stimolare un dialogo autentico tra i generi, contro ogni stereotipo e pregiudizio, mettendo al centro le donne con il loro sapere e le loro storie. Questo mese sono due gli eventi programmati: oggi, 11 marzo, la libreria Friuli di Udine ospiterà l’incontro “Il tempo del noi” con la sociologa e counselor Fabrizia Iervese, L’evento vuole stimolare le partecipanti e i partecipanti a ricreare fiducia e rispetto in Sé e negli altri, riscoprire l’Alleanza tra il dentro e il fuori, attraverso il simbolo del cerchio. Giovedì 16 marzo, sempre alla libreria Friuli, dalle 17.30, interverrà Fabiana Fusco, direttrice dipartimento di Lingue e Letterature Università di Udine nell’ambito di una conferenza dal titolo “Genere o generi? Questo è il problema…” Consigli linguistici per un uso attento e consapevole della lingua italiana. Contestualmente agli incontri in calendario, nell’ambito di “Dimmi. Le donne raccontano” continuano anche i laboratori nelle scuole primarie e secondarie, oltre che una serie di incontri intitolati Spazio di Genere; a cura di Giulia Iacolutti, con le donne di una classe del Cpia – Centro Provinciale Istruzioni Adulti –. Un laboratorio d’arte relazionale per riflettere insieme sugli spazi urbani attraverso la prospettiva di genere. Guidate dall’autrice, le partecipanti ricamano su pagine di tessuto i loro pensieri e desideri, creando un libro tessile.

CAMPOLONGO TAPOGLIANO – Il Comune di Campolongo Tapogliano e il Comitato spontaneo per le Donne, in occasione della Giornata internazionale della Donna, hanno organizzato per oggi, sabato, la presentazione del libro “Sorelle. Una saga tra il Friuli e Trieste” di Barbara Pascoli. Con l’autrice interverrà l’editrice Alessandra Kersevan. Al termine dell’incontro, che si terrà alle 18 nel salone del palazzo comunale, verrà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti.

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In copertina, la sociologa Fabrizia Iervese che oggi sarà a Udine.

 

“Stelle”, oggi con il Cta scenderà a Gorizia il sipario sui Pomeriggi d’inverno

di Mariarosa Rigotti

Sarà “Stelle” a chiudere il ciclo dei “Pomeriggi d’inverno” firmato dal Cta, il Centro teatro animazione e figure di Gorizia. L’appuntamento è per questo pomeriggio, 11 marzo, alle 16.30, come sempre nel capoluogo isontino, al Kulturni Center Bratuž. Va ricordato che la riuscita stagione di teatro per famiglie prevedeva complessivamente quattro appuntamenti non solo con uno spettacolo vero e proprio, ma anche due iniziative collaterali: l’incontro con librai goriziani e la merenda bio. Mentre, venendo allo spettacolo di oggi, va detto che “Stelle”, prodotta dal Teatro La Piccionaia, è nato da una ricerca universitaria Iusve sui sogni dei bambini e dei ragazzi. Protagonista in scena, Carlo Presotto, appunto con “Stelle”, pièce che, come viene anticipato, «esplora i desideri presenti nell’immaginario dei bambini.
L’illustrazione di un inventario fantasioso delle stelle diventa l’occasione per raccontare una storia poetica fatta di suoni, colori, gesti, immagini e parole, rivelatrice di desideri che plasmano la nostra vita fin dall’infanzia. Questi desideri possono essere gentili, morbidi e delicati, ma anche irruenti, potenti e scalpitanti, pronti a esprimersi e ad aiutare gli altri». Inoltre, «gli spettatori saranno invitati a scoprire i mondi possibili intorno a ciascuno di questi desideri, per prendersi cura del presente e dare voce al futuro». Viene, inoltre ricordato, come già detto, che «lo spettacolo Stelle è stato realizzato nell’ambito di una ricerca universitaria sui desideri dei bambini e dei ragazzi nel 2022, curata e promossa da Iusve in collaborazione con Avis Veneto, che ha raccolto centinaia di questionari per leggere l’immaginario di futuro dopo due anni di pandemia».
E venendo poi alle citate iniziative collaterali, spiegano gli organizzatori che, «come sempre, poco prima dell’inizio e alla fine dello spettacolo, le famiglie potranno curiosare tra le novità editoriali proposte dalle librerie goriziane Cattolica, Faidutti e Voltapagina. Inoltre, alla fine dello spettacolo, sarà offerta una gustosa merenda con i dolci del Panificio Iordan e le mele bio a km zero, fornite dalle aziende locali».
Ma, naturalmente, con “Pomeriggi d’inverno” non è finita qui. Infatti, come anticipano dal sodalizio goriziano di cui è direttore artistico Roberto Piaggio, «altre iniziative prendono forma. A partire dai percorsi immersivi di Gorizia Nascosta, in programma in primavera, fino alla nuova edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival che quest’anno raddoppia, con una parte dedicata alle famiglie, dal 21 al 27 agosto, fra Grado e Muggia, e una parte in cui si esprimerà in tutte le varianti più avanguardiste, sorprendenti e contemporanee, dal 29 settembre all’8 ottobre fra Gorizia e Nova Gorica».

Per saperne di più sullo spettacolo odierno, per info e prenotazioni si possono chiamare i numeri 0481.537280 e 335.1753049 o si può andare su www.ctagorizia.it

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In copertina, Carlo Presotto il protagonista dello spettacolo odierno a Gorizia.

Ad Aurisina tra grotte e castellieri nella nuova domenica sul Carso triestino

Per “Piacevolmente Carso d’inverno”, escursioni con la cooperativa Curiosi di natura, domenica 12 marzo dalle 9.30 alle 13 visita guidata “Ad Aurisina tra grotte e castellieri”. Un’uscita con le guide della cooperativa, con approfondimenti archeologici a cura della professoressa Lidia Rupel, esperta del tema e co-autrice con Stanko Flego del libro “I castellieri della provincia di Trieste”.
Si passerà per la Grotta del Pettirosso, al centro di un’annosa questione di falsi reperti archeologici, il Castelliere di Slivia dall’imponente cinta muraria, il meno noto Castelliere di Slivia II (Podgrešč) e la Grotta Pocala, importante stazione paleontologica. Facile escursione di 6 chilometri, su un dislivello di 100 metri. Ritrovo: ore 9.10, al cimitero di Aurisina, raggiungibile da Trieste con il bus 44.
Domenica 26 marzo seguirà infine l’ultima uscita d’inverno: “Tra Grozzana e il Monte Goli”. Un percorso tra la landa carsica, la vallata del Krasno Polje e i boschi del Monte Goli, tra le fioriture precoci di primavera. Ritrovo alle 9.10 alla Chiesa di Pesek.
È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costi: interi € 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

“Piacevolmente Carso” è organizzato dalla cooperativa Curiosi di natura, con il patrocinio di: AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle Cooperative) e in collaborazione con l’URES – SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena – Slovensko Dezelno Gospodarsko Zdruzenje), Sapori del Carso e i Gruppi d’Iniziativa Territoriale di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, la Grotta del Pettirosso; all’interno, un tipico castelliere del Carso e una delle tante escursioni.

 

L’emozione di educare stasera a Lignano con la psicologa Stefania Andreoli

Si avvia alla conclusione con un evento di livello nazionale il percorso formativo promosso dal Forum Educazione del Comune di Lignano Sabbiadoro sul tema “Educare, un’Emozione”. Sarà infatti la dottoressa Stefania Andreoli l’ospite del Convegno finale che si terrà oggi, 10 marzo, alle 20.45 al Teatro Cinecity di Lignano Sabbiadoro. Stefania Andreoli, psicologa e psicoterapeuta formata nella scuola di Psicoterapia Psicanalitica “Il Ruolo Terapeutico” di Milano fondata da Sergio Erba e con un Master di II livello in Cura e Tutela dei Minori e un altro in Etnopsichiatria, Antropologia e Psicanalisi delle Migrazioni, lavora da sempre con gli adolescenti, le famiglie e la scuola occupandosi di prevenzione, formazione, orientamento e clinica.
Le competenze emotive, la capacità di regolare le reazioni emotive e di comunicare i propri vissuti interiori, di costruire relazioni empatiche sono tematiche sempre più di attualità soprattutto in considerazione della crescita dei disturbi della regolazione emotiva nei ragazzi e nell’emergere sempre più frequente di fenomeni a volte violenti, a volte di ritiro sociale o di scivolamento nelle diverse forme di dipendenza. Il percorso del Forum Educazione, promosso per il biennio 2021-23, si è infatti incentrato sulla tematiche della “competenza emotiva”, su come farla crescere e su come utilizzarla nella relazione educativa per andare poi, nell’anno 2022-23, alle radici delle fragilità con l’analisi degli stili di attaccamento nella prima infanzia e alle derive di dipendenza nell’età adolescenziale e adulta incentrandosi sul tema “dipendenza e autonomia”.
Un percorso che ha coinvolto genitori, insegnanti, allenatori, catechisti, educatori sul filo di una tematica elaborata dai Partner del Forum Educazione con un processo partecipato di rilevazione dei bisogni della comunità, dei bambini e ragazzi e degli adulti che si occupano di educazione e che ha portato ad una serie di eventi di grande livello molto apprezzati e seguiti anche fuori del territorio di Lignano. La serata verrà introdotta e condotta da Mansueto Maccari e Giusy Guarino, rispettivamente Coordinatore del Forum Educazione e Coordinatrice dei percorsi formativi del Forum Educazione. Ingresso libero senza prenotazione.

Per informazioni:
Forum.educazione.lignano@gmail.com
Coordinatore Forum: Mansueto Maccari – tel 338 3772919 – FB: Forum Educazione Lignano
Ufficio Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili e Welfare – tel 0431 409144 –
educazione@lignano.org

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In copertina, la dottoressa Stefania Andreoli che oggi sarà a Lignano.

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Nimis, grato addio a Mario Ceschia esemplare nel volontariato di paese

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Monsignor Rizieri De Tina ha scelto le parole del Vangelo di Matteo, quelle che parlano delle opere di misericordia, per irrobustire la sua predica tutta incentrata sul volontariato e sulla sua importanza all’interno di un paese. E l’ha fatto per dare l’ultimo saluto a una persona che proprio del volontariato ha fatto un motivo costante della sua esistenza. Ieri pomeriggio, nel Duomo di Santo Stefano, a Nimis, sono stati celebrati infatti i funerali di Mario Ceschia, scomparso a 84 anni dopo una lunga malattia. Sul feretro il cappello di alpino, corpo a cui il defunto era sempre stato orgoglioso di appartenere.


Dinanzi a una Chiesa gremita, che si è stretta accanto ai familiari – in particolare ai figli Antonio e Michela, e idealmente alla moglie Pierina -, l’arciprete ha sottolineato le doti esemplari che hanno sempre contraddistinto l’operato di Mario, sia nella sfera privata – e quindi all’interno della sua famiglia – sia nel campo lavorativo, attraverso il mestiere di elettricista. Ma anche, appunto, nel volontariato, espresso con generosità nell’impegno civile, quale pubblico amministratore per lungo tempo e quale collaboratore nelle varie attività paesane, e nelle attività riguardanti la Parrocchia. “Il volontariato – ha sottolineato don Rizieri – è il vero motore di una comunità e Mario è sempre stato un suo esemplare interprete”.
Mario Ceschia sedette in consiglio comunale per quindici anni, tre mandati. Era stato eletto per la prima volta nel 1970 con il sindaco Guido Barchiesi; quindi una lunga collaborazione fino al 1985 con il successore Giovanni Roberto Mattiuzza (presente alle esequie), durante anni in cui, dopo il terremoto del 1976, fu richiesto il massimo impegno per dare vita alla seconda ricostruzione del dopoguerra. Ma nel contempo, non era mancato mai il suo apporto alle numerose iniziative del paese, organizzate da Pro Loco o Comitato festeggiamenti, anche attraverso il suo apporto professionale. Ricordo ancora quando, giovanissimo, allestiva negli anni Sessanta assieme agli altri colleghi elettricisti la meravigliosa illuminazione sulla cupola del Duomo da ultimare durante la tradizionale “Madone di setembar”, l’antica sagra che allora si svolgeva quasi interamente nel centro cittadino e proprio nella grande Chiesa voluta da monsignor Beniamino Alessio veniva allestita una famosa pesca di beneficenza a sostegno delle opere parrocchiali. Nel contempo, Mario era era sempre attivo e presente anche all’interno dell’allora Unione artigiani del Friuli, facendo sentire la sua voce a favore della pedemontana.
Al termine del rito, al quale ha partecipato anche il sindaco Giorgio Bertolla, un lungo corteo ha accompagnato la salma in cimitero. Avvenuta la tumulazione, il capogruppo Ana di Nimis, Roberto Grillo, ha letto ha “Preghiera dell’Alpino” dinanzi ai gagliardetti alzati in segno di saluto. Un vero peccato che Ceschia non abbia fatto in tempo a vedere, ovviamente attraverso la televisione, la grande Adunata nazionale che in maggio tornerà dopo tanti anni a Udine. Il destino, purtroppo, ha voluto che l’alpino Mario “andasse avanti” prima.

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In copertina e all’interno l’addio a Mario Ceschia: la benedizione della salma in Duomo e la tumulazione seguita dalla “Preghiera dell’Alpino”.

 

 

In Fvg artigiana un’impresa femminile su quattro: Comune leader è Pasian di Prato

Al 31 dicembre 2022 erano 20.174 le imprese a gestione femminile in Friuli Venezia Giulia, il 23,1% deltotale, una quota che scende al 19,3% per le imprese artigiane e cresce invece al 24,9% per le non artigiane. Le prime contano a livello regionale su 5.261 aziende, di cui 2.518 (il 48%) attive in provincia di Udine. L’incidenza di imprese artigiane sul totale delle imprese femminili in regione è pari al 26%, la stessa percentuale si riscontra anche in provincia di Udine.
A dirlo è il report elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese alla vigilia dell’8 marzo che fotografa lo stato di salute delle imprese artigiane femminili, particolarmente florido in provincia di Udine e soprattutto in alcuni dei suoi Comuni. L’ufficio studi ha infatti stilato una classifica regionale dei comuni (con almeno 10 imprese femminili), 191 in tutti, partendo dalla presenza di realtà artigiane tra le imprese gestite da donne. A guidare la top ten è il comune di Pasian di Prato dove quasi un’impresa femminile su due (il 44,55%) è artigiana, seguono Torviscosa (43,48%) e Villesse (42,86%). Tra i Comuni capoluogo, la posizione migliore in classifica è invece di Udine (29,10% le imprese artigiane tra le femminili), che si piazza al 54° posto.
A commentare i dati è la presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio, ricordando che quest’anno “l’anima femminile” dell’associazione taglia i 25 anni di attività, un anniversario che si prepara a celebrare con diversi eventi. Tra questi, la proiezione del docufilm “Libere di Vivere”, il 12 aprile al Visionario di Udine, un progetto della Global Thinking Foundation per diffondere la conoscenza della violenza economica di genere e le sue conseguenze devastanti, attraverso testimonianze reali di donne vittime di questi abusi, e il Convegno dedicato alle storie delle imprese femminili, con testimonianze delle dirette protagoniste negli ambiti di welfare, innovazione, sostenibilità e valore artigiano, che sarà ospitato il 19 maggio nel salone del Parlamento in Castello a Udine.
«Quella dell’8 marzo – commenta la presidente Avolio – è una ricorrenza importante, che ci ricorda sia le conquiste sociali, economiche e politiche sia le discriminazioni di cui le donne sono state e sono ancora vittime. Il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine ha in programma per il 2023 una serie di eventi e iniziative, in occasione del 25° anniversario dalla sua fondazione, volti alla valorizzazione delle imprese a conduzione femminile, capaci di generare innovazione, occupazione e crescita». Obiettivo degli eventi in programma è quello di «approfondire i temi specifici del Movimento: empowerment femminile, sviluppo dell’imprenditorialità, conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, oltre a riportare l’attenzione sull’equilibrio di genere nel processo decisionale e politico» continua Avolio. «Vogliamo puntare i riflettori sulla capacità imprenditoriale delle donne – conclude la presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Udine – per valorizzare e far conoscere le eccellenze aziendali del territorio».

GRADUATORIA REGIONALE

1 PASIAN DI PRATO 44,55%
2 TORVISCOSA 43,48%
3 VILLESSE 42,86%
4 FORNI DI SOPRA 42,11%
5 MUZZANA DEL TURGNANO 38,71%
6 SAN LORENZO ISONTINO 38,46%
7 SAN PIETRO AL NATISONE 38,24%
8 CAMPOLONGO TAPOGLIANO 37,50%
9 BUJA 37,39%
10 CORDENONS 37,35%

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In copertina, la presidente del Movimento donne impresa di Confartigianato Udine, Filomena Avolio.

Operazione pulizia nella Laguna di Marano: Cleanin’ March il 26 marzo sull’isola di Sant’Andrea

Forti del successo del 2019 – con circa 400 partecipanti – e dell’urgenza che il cambiamento climatico pone dinanzi a tutti, i ragazzi dell’Associazione Menti Libere di Lignano Sabbiadoro stanno preparando una nuova e sorprendente edizione di Cleanin’March: l’evento di pulizia ambientale partecipata giunto, nel 2023, alla sua settima edizione.

SECONDA EDIZIONE – Quest’anno l’appuntamento si terrà il 26 marzo all’isola di Sant’Andrea, nella laguna di Marano, già luogo prescelto nella seconda edizione dell’iniziativa. Cleanin’ March sarà la tappa conclusiva di MigrArt, progetto artistico-culturale sostenuto dalla Regione Autonoma del Friuli-Venezia Giulia, in collaborazione con i Comuni di Marano Lagunare, Lignano Sabbiadoro e Mortegliano, oltre che dalle numerose associazioni partner come Legambiente, Associazione Altrememorie, Circolo Arci Cervignano, Amici dell’Hospitale, Isis “Mattei” di Latisana e Cas’Aupa.

IL PROGRAMMA – Le prime imbarcazioni partiranno dalla spiaggia adiacente al Faro Rosso lignanese alle 9. Conclusa la raccolta dei rifiuti che ogni anno le maree portano a Sant’Andrea, come di consueto, il programma della giornata prevede tanto spazio per il divertimento (ovviamente responsabile!) immersi in un paesaggio unico. Al termine del pranzo, che ogni partecipante porterà da casa, è infatti prevista musica dal vivo, ma anche attività laboratoriali, grazie alla collaborazione con Cas’Aupa e in particolare con il progetto “Mani in Plastica”, che fa del riciclo creativo la sua mission. Per l’occasione sarà possibile anche ammirare alcune opere di Land Art che arricchiranno il paesaggio isolano. Le installazioni, realizzate da alcune artiste e artisti invitate da Menti Libere, saranno tutte deperibili.

NUMERO CHIUSO – Al fine di mantenere il più basso possibile l’impatto ambientale, gli organizzatori hanno deciso che l’evento sarà a numero chiuso. Le iscrizioni dovranno avvenire chiamando il 348.0292862 oppure inviando una mail a info@mentilibere.org. Ogni partecipante dovrà versare una quota di 20 euro con la quale saranno coperti i costi del trasporto e gli oneri assicurativi. Gli under18 e gli over70 pagheranno 5 euro.

IL 9 E IL 10 MARZO – Aspettando il 26, sempre nell’ambito di MigrArt, il 9 e il 10 marzo verranno inaugurate, alla Biblioteca Comunale di Lignano Sabbiadoro e nel parco retrostante il Municipio, anche le installazioni frutto delle due residenze artistiche in programma la settimana precedente, e realizzate in collaborazione con alcuni partner nazionali e internazionali, tra cui il collettivo teatrale Wundertruppen e Guerrilla Spam.