A Capriva la nuova Bandiera del Friuli che ricorda quella storica del Patriarca Bertrando: la conserverà per un anno

È stata davvero una grande festa – con un’alta partecipazione di pubblico e autorità – quella andata in scena stamane, a Capriva del Friuli, in occasione “Fieste de Patrie dal Friûl”. Le celebrazioni della 46ma edizione hanno visto protagonista la nuova Bandiera del Friuli: l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” e l’Agenzia regionale per la lingua friulana hanno infatti incaricato l’artista marchigiano Francesco Pellegrini di realizzare una fedele riproduzione dello storico vessillo del Patriarca Bertrando. La copia è stata presentata ufficialmente durante la cerimonia civile. A partire da questa edizione, sarà questo il “testimone” che i sindaci ospitanti la Fieste si scambieranno di anno in anno.

La manifestazione – organizzata dal Comune del Friuli orientale con il sostegno della Regione Fvg e dell’Arlef, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – ha preso avvio con l’esposizione della Bandiera del Friuli, accompagnata dalla banda “Città di Cormons”. La Santa Messa in friulano, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco, è stata accompagnata dai canti del “Polifonico Caprivese” e, all’uscita, dalle campane suonate a festa dagli “Scampanotadôrs del Goriziano”. Le celebrazioni si sono quindi spostate al Centro civico caprivese, per la cerimonia civile, che è stata preceduta dalle danze dei gruppi folcloristici “Michele Grion” e “Primavera” e dall’arrivo di una delegazione di cicloturisti della Fiab regionale, simbolicamente partita in mattinata da Aquileia. La cerimonia civile si è snodata secondo il tradizionale programma della Fieste: la lettura della bolla imperiale, quest’anno a cura del gruppo storico “Città di Palmanova”, lo scambio della bandiera tra Giuseppina Gerometta, consigliere del Comune di Vito d’Asio che aveva ospitato la Festa nel 2022, e il sindaco di Capriva Daniele Sergon, oltre che dai saluti delle autorità. La giornata è stata simbolicamente arricchita dall’intervento di Francesco Pellegrini che ha spiegato al pubblico lo studio e il lavoro che ne è seguito per realizzare la riproduzione del vessillo del Beato Bertrando, una tra le bandiere più antiche d’Europa, custodita al Museo del Duomo di Udine. Nel corso della cerimonia, inoltre, è stato consegnato un riconoscimento a Lucia Follador, direttrice del coro giovanile “VocinVolo – Ritmea” di Udine, interprete, assieme al pianista Alessio Domini, dell’Inno ufficiale del Friuli nel nuovo video diffuso sul web in occasione del 3 aprile scorso e girato a Villa Gallici Deciani.
Molti i sindaci e i rappresentanti dei Comuni friulanofoni che hanno partecipato alla giornata di festa. Insieme al padrone di casa, il sindaco Sergon, a portare il saluto nel corso della cerimonia civile sono stati Paolo Paron, presidente facente funzione dell’Arlef; Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan; Ornella Comuzzo, in rappresentanza dell’Aclif, Assemblea di comunità linguistica; Dorino Favot, presidente dell’Anci Fvg, Associazione Nazionale Comuni Italiani; Walter Bandelj, presidente di SSO Sveta slovenskih organizacij, e Alfredo Sandrini, presidente di KKV Kanaltaler Kulturverein. In particolare, la presenza dei rappresentanti delle altre minoranze linguistiche ha sottolineato come la Festa che celebra il Friuli e la sua lingua sia significativamente anche un momento importante per celebrare il valore e la ricchezza del plurilinguismo della nostra regione. Presenti anche Diego Bernardis, Antonio Calligaris, Elia Miani, Massimo Moretuzzo, Barbara Zilli. Fra gli intervenuti anche la senatrice Francesca Tubetti, che ha portato un saluto, e l’eurodeputata Elena Lizzi, che rivolgendo agli organizzatori della Fieste ha ricordato: «Il lavoro di costruzione dell’Europa è complesso. È necessario essere sempre presenti e partecipativi. Pertanto, vi propongo di venire a far conoscere in Europa quello che è lo spirito di tutto ciò che fate, ogni anno, e ogni giorno, per tenere alta la bandiera e promuovere l’identità e l’orgoglio di essere friulani».

«Ritengo sia importante creare momenti di riflessione sulla storia del Friuli, – ha sottolineato il presidente facente funzione dell’Arlef, Paolo Paron -, pertanto le celebrazioni della Fieste e la ricorrenza del 3 aprile sono fondamentali, in quanto ci consentono di andare alle nostre radici, ma con un occhio sempre rivolto al futuro e alle nuove generazioni. Oggi il 76% delle famiglie sceglie di far studiare a scuola il friulano ai propri figli, e così facendo anche di consentire ai più piccoli di conoscere il passato e le tradizioni del territorio in cui vivono». Paron ha utilizzato una metafora per sottolineare l’importanza e la ricchezza che portano tutte le minoranze: «Pensando alla nostra storia, tradizioni e lingua come a un grande albero, fatto di rami più giovani che crescono forti e di altri più vecchi, è facile immaginarci anche un grande bosco che raccoglie gli alberi raffiguranti tutte le minoranze d’Europa. È così che immagino il futuro dei nostri ragazzi, cittadini di un’Europa fatta di tanti popoli che coesistono nella loro unicità».
Anche Geremia Gomboso, presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”, ha posto l’accento sull’alta percentuale di famiglie che scelgono il friulano a scuola per i propri figli, esprimendo la volontà di «una gestione nostra della scuola più autonoma». Ha poi sottolineato l’importanza di celebrare la Santa Messa in friulano e posto l’accento sulla predica durante la quale è stata espressa l’importanza dell’uso delle lingue minoritarie. Gomboso ha quindi ricordato due importanti anniversari: i 50 anni dalla morte di Tiziano Tessitori, uno dei padri della Friuli e i 60 anni dalla nascita della Regione Fvg.

Entusiasta il sindaco Sergon: «Le nostre splendide colline oggi hanno fatto da cornice a una giornata importante e questo è motivo di orgoglio per la nostra piccola comunità. Siamo felici di poter rappresentare l’identità friulana, molto forte in questo territorio. Un testamento culturale che abbiamo ricevuto e che stiamo portando avanti con determinazione. Dico forte, perché una comunità di 1600 abitanti che esprime un gruppo folcloristico quasi centenario (95 anni nel 2024), un coro polifonico che ha un repertorio anche in lingua friulana, scrittori, artisti e varie personalità che in questi anni hanno portato avanti la valorizzazione della cultura e della lingua friulana, per noi non è poco. È anche per tutte queste ragioni che siamo felici di ospitare qui, oggi, la Fieste de Patrie dal Friûl». Il primo cittadino, in chiusura, mostrando un lavoro fatto dai bambini della scuola dell’infanzia, ha anche ricordato: «Se noi istituzioni non tramandiamo l’identità e l’appartenenza ai bambini, facciamo qualcosa di sbagliato».

Walter Bandelj, presidente SSO, ha sottolineato: «È un onore aver ricevuto questo invito. Ritengo che l’incontro fra le comunità di minoranza sia l’unica via percorribile per ottenere i migliori risultati. C’è molto da fare, lo sappiamo, ma facendolo insieme sarà certamente meno complicato e ogni risultato – anche questo è bene ricordare – andrà a favore dell’intera la comunità del Friuli-Venezia Giulia».
Alfredo Sandrini, presidente KKV, ringraziando per l’invito e portando i saluti di tutte le comunità di lingua tedesca della regione, ha infine posto l’accento sull’unità del territorio che non è particolare solamente per «le sue caratteristiche morfologiche, ma anche perché riunisce tre culture e tre lingue base d’Europa. Queste tre comunità hanno un’unica missione, quella di trasmettere, per l’appunto, la lingua e la cultura alle nuove generazioni, affinché ci sia una continuità». AIl programma della Fieste è proseguito poi nel pomeriggio, dopo il tradizionale pranzo, offrendo agli ospiti la possibilità di visitare Villa Russiz e il Castello di Spessa.

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In copertina, il sindaco di Capriva Daniele Sergon mostra la nuova Bandiera del Friuli; all’interno, altre immagini della festa.

Fenomeno migratorio in ripresa in Fvg dopo il Covid sotto l’obiettivo dell’Efasce

trend del fenomeno migratorio dal Friuli Venezia Giulia verso l’Estero alle prese con la ripartenza dopo il rallentamento dettato dall’emergenza sanitaria Covid (che ha dimezzato i flussi, i quali però nel corso dell’ultimo decennio rimangono comunque importanti) e lo studio di possibilità di rientro in regione, al centro del focus che Efasce – Pordenonesi nel mondo ha proposto oggi nello Spazio 47 di Pordenone.
“E-migrazione: numeri, storie e prospettive post pandemia” ha visto intervenire Massimo De Liva, autore del volume Friûlout che approfondisce questa tematica con una serie di interviste ai protagonisti, e Matteo Troìa, data scientist originario di Casarsa della Delizia che partendo anche dalla sua esperienza personale e professionale tra Italia ed Estero ha proposto una chiave di lettura del fenomeno. In collegamento da Londra Francesca Cantarutti, business development manager originaria di Spilimbergo, che ha raccontato aspetti professionali e personali della vita nella capitale britannica. Sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone.
“Come Efasce, ancora una volta, vogliamo offrire un’occasione di confronto tra storia e futuro dell’emigrazione, nell’intreccio di storie di vita, esperienze professionali, fatiche e successi”, ha affermato il presidente di Efasce, Gino Gregoris. Interventi di saluto dell’assessore comunale di Pordenone Walter De Bortoli e di Luigi Papais, consigliere dell’Ente Friuli nel Mondo.

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In copertina, i relatori (anche in collegamento da Londra) e il pubblico.

 

 

 

“Patrie dal Friûl”, la nuova bandiera domani alla grande festa di Capriva

Il 3 aprile, che ricorda la nascita della Patria dal Friuli (lo Stato Patriarcale friulano) nel 1077, è già passato da una dozzina di giorni. Ma nel frattempo è venuta crescendo l’attesa delle celebrazioni della 46ma edizione della “Fieste de Patrie dal Friûl”. Domani la manifestazione sarà ospitata da Capriva del Friuli, che riceverà il “testimone” da Vito d’Asio, dove si era tenuta nel 2022. Quest’anno la Bandiera sarà l’importante protagonista delle celebrazioni: l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” e l’Arlef – Agenzia regionale per la lingua friulana hanno incaricato l’artista marchigiano Francesco Pellegrini di realizzare una fedele riproduzione dello storico vessillo che sarà presentata per l’occasione e che a partire da questa edizione diverrà il “testimone” che i sindaci ospitanti si scambieranno di anno in anno.
Il programma delle celebrazioni ufficiali per la Fieste de Patrie dal Friûl 2023 – organizzata dal Comune di Capriva con il sostegno della Regione Fvg e dell’Arlef, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” – prenderà il via alle 9.30 con l’esposizione della Bandiera del Friuli, in via Dante Alighieri. Ad accompagnare il momento solenne ci sarà la banda “Città di Cormons” che suonerà “Incuintri al doman”, l’Inno ufficiale del Friuli. Alle 10, nella Chiesa parrocchiale di Capriva sarà poi celebrata la Messa in lingua friulana, con letture e preghiere anche nelle lingue slovena e tedesca. La liturgia sarà accompagnata dai canti del “Polifonico Caprivese”, mentre a precedere e a concludere il momento religioso sarà il gruppo degli “Scampanotadôrs del Goriziano”. I festeggiamenti si sposteranno quindi al Centro civico di Capriva, dove è previsto l’arrivo di una delegazione di cicloturisti della Fiab regionale, simbolicamente partita in mattinata da Aquileia e, a seguire, le esibizioni dei gruppi folcloristici “Michele Grion” e “Primavera”.
La cerimonia civile della Fieste si aprirà alle 11.30 con l’Inno ufficiale del Friuli cantato dal “Polifonico Caprivese”, cui seguiranno la lettura della bolla imperiale a cura del gruppo storico “Città di Palmanova”, lo scambio della bandiera che rappresenterà, come detto, la grande novità di questa edizione, e i saluti delle autorità. La mattinata si chiuderà con la consegna di un riconoscimento a Lucia Follador, direttrice del coro “VocinVolo – Ritmea” di Udine, protagonista del video 2023 dell’Inno ufficiale del Friuli, diffuso sul web proprio nei giorni scorsi e girato a Villa Gallici Deciani.
Dopo il pranzo nella storica cornice di Villa Russiz, sono previste due visite guidate: alle 15 alla Fondazione Villa Russiz e alle 16.30 al Castello di Spessa. Chi non avrà modo di partecipare alla Fieste di persona potrà seguirla in diretta su Telefriuli (canale 11 dtt), a partire dalle 10. Sarà trasmessa la Messa in lingua friulana e, a seguire, lo speciale della trasmissione “Il campanile della domenica”.
Da segnalare infine due eventi collaterali che hanno anticipato a Capriva le celebrazioni di domani. Venerdì, il presidente dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” ha presentato ai bambini della scuola primaria il fumetto “3 di Avrîl 1077”. Stamane, la sala del Centro civico ha invece ospitato il convegno sugli stati generali del Teatri Furlan. Le celebrazioni della Festa del Friuli proseguono su tutto il territorio friulano grazie a un ricco calendario di eventi culturali promossi dagli oltre 60 Comuni che hanno aderito al bando dell’Arlef, in attuazione alla Legge n. 6/2015 per il sostegno delle manifestazioni che accompagnano la ricorrenza.

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In copertina, il centro di Capriva del Friuli con la Chiesa parrocchiale.

Da Civibank un nuovo defibrillatore (in via Pracchiuso) per la comunità di Udine

Una delle principali cause di morte improvvisa in Italia è l’arresto cardiaco, con almeno 230 mila decessi l’anno. E in Italia come in Friuli Venezia Giulia, i dati Istat riportano come prima causa di decesso le malattie cardiovascolari. E ora i cittadini di Udine hanno uno strumento in più per prevenire questi episodi e salvare vite: in via Pracchiuso è disponibile per tutti un nuovo defibrillatore. Si tratta di un dono fatto da Civibank in collaborazione con Vallimpiadi, che insieme mettono a disposizione della comunità lo strumento salvavita in prossimità della
Prefettura, all’esterno della Farmacia Ariis. Per questo il direttore generale di Civibank, Mario Crosta, ha consegnato simbolicamente il defibrillatore al prefetto di Udine, Massimo Marchesiello, durante la cerimonia di inaugurazione che è avvenuta mercoledì scorso, alle 15. Una consegna che “chiude” simbolicamente il cerchio: l’idea di questo dono, infatti, è nata da un colloquio tra il Dg e il prefetto, nel corso del quale è emersa una comune intenzione di operare a favore della comunità locale. Lo strumento è stato poi installato, per l’appunto, all’esterno della farmacia Ariis. Presenti alla cerimonia anche il dottor Gabriele Beltrame, presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Udine, il titolare della farmacia Ariis, il presidente dell’associazione Vallimpiadi Massimo Medves e Roberto Cassina, responsabile d’Impatto di Civibank. L’iniziativa è nata da un colloquio con il prefetto nel corso del quale è emersa la congiunta intenzione di operare a favore della comunità locale.
Non è la prima volta che Civibank fa questo regalo alla comunità: dal 2015 sono più di 30 i defibrillatori donati dalla Banca a svariati Comuni ed Associazioni no profit del Friuli Venezia Giulia. Insieme ai dispositivi, Civibank ha anche finanziato numerosi corsi di manovre salvavita e su come usare i defibrillatori stessi, erogati in collaborazione con la Croce Rossa. Nel 2022 la Banca ha anche attivato un corso di manovre salvavita rivolto ai propri dipendenti. Questo corso va ben oltre gli obblighi di legge a riguardo della formazione del personale e della salute dei lavoratori, e insieme ai defibrillatori donati è prova dell’impegno di Civibank per le finalità di beneficio comune legate al territorio, alla comunità e alla salute dei dipendenti. Finalità che rientrano tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile Esg (Environmental, Social & Governance), faro dell’attività delle imprese che, come Civibank, sono diventate Società Benefit e B Corp certificate.
“Siamo molto orgogliosi di proseguire anche nel 2023 questa bella iniziativa, che fa un dono prezioso a tutta la comunità”, è il commento di Mario Crosta, direttore generale di Civibank.
“Questi dispositivi – ha aggiunto – possono fare la differenza in una situazione di emergenza, e invitiamo quindi tutta la comunità a prestare attenzione al loro dislocamento sul territorio. Tutti possono fare la differenza: Civibank ha deciso di farlo anche con questo dono, insieme a tante altre piccole e grandi azioni a sostegno della comunità”.

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In copertina, un momento della consegna del defibrillatore, presente il prefetto.

Coop Casarsa, al via gli investimenti che aiutano a contrastare il caro energia

Innovazione in campo energetico per Coop Casarsa, che in questo 2023 avvierà una serie di interventi per l’autoproduzione e il risparmio di elettricità. Due i progetti in corso: l’installazione di pannelli fotovoltaici in cinque dei punti vendita principali per totali 905 kwh di produzione e la sostituzione dei frigoriferi con modelli più moderni.  “I costi energetici in questi ultimi mesi sono più che raddoppiati – sottolinea Sabrina Francescutti, presidente di Coop Casarsa -. Per questo abbiamo avviato un’immediata azione di riduzione dei consumi dei nostri punti vendita riguardo l’illuminazione notturna esterna, gli orari di riscaldamento e raffrescamento. Inoltre, abbiamo deliberato un importante intervento volto all’autoproduzione e autoconsumo energetico con impianti fotovoltaici, accedendo anche a specifici fondi regionali. Una decisione condivisa unanimamente dal consiglio di amministrazione, per un futuro con minore e migliore consumo di energia, anche in un’ottica di sostenibilità”.

I nuovi frigoriferi.


Sarà di 905 kwh la potenza di produzione che verrà installata sui tetti dei punti vendita Coop Casarsa tramite impianti fotovoltaici. “Abbiamo deciso – spiega il direttore Stefano Cesarin – di partire dai supermercati principali, i quali hanno consumi di elettricità maggiori. Tramite i fondi regionali abbatteremo la spesa, rendendo l’intervento conveniente e utile anche in chiave futura”. Nel dettaglio a Casarsa, nel supermercato della sede centrale, saranno installati pannelli per la produzione di 200 kwh. A San Giovanni di 150, mentre a Fiume Veneto l’intervento maggiore con 260. A San Martino al Tagliamento invece 230. Infine, approfittando dei lavori di sistemazione del tetto, si interverrà pure a Lestans con un impianto da 65 kwh.
L’installazione di frigoriferi smart, già avviata in alcuni punti vedita come quello di Casarsa, proseguirà anche negli altri a partire da Cordovado. “Si tratta – aggiunge Cesarin – di macchinari moderni, con apertura a porta e che ottimizzano le temperature. Rendono più pratiche le operazioni di svuotamento e riempimento, diminuendo così allo stesso tempo anche lo spreco di alimenti. Possono anche essere controllati da remoto. Li acquisteremo usufruendo delle detrazioni previste dal pacchetto Industria 4.0”. Davvero significativo il risparmio che si andrà ad ottenere. Se con i frigoriferi della generazione precedente questi impattavano sul 40% dei consumi elettrici dell’intero punto vendita, con i nuovi questo impatto sarà solo del 10%.

La sede centrale.

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In copertina, la presidente di Coop Casarsa Sabrina Francescutti.

 

Fintech, i giovani commercialisti domani attesi all’ente camerale di Udine

“Fintech e innovazione tecnologica, verso un nuovo paradigma”. A questo tema sarà dedicato un approfondimento domani, 13 aprile, dalle 15 alle 17, organizzato dall’Unione giovani commercialisti ed esperti contabili di Udine e dal Gruppo 24Ore. La sede sarà la Sala Valduga della Camera di commercio Pn-Ud (ingresso Piazza Venerio 7/8 a Udine), partner dell’evento, che è in fase di accreditamento da parte dell’Ordine dei Commercialisti di Udine, per la formazione professionale continua.
«Oggi – spiegano gli organizzatori – risulta difficile pensare di prenotare un ristorante, informarsi sul cinema o ricercare una nuova casa senza ricorrere al pc o allo smartphone. L’industria dei servizi finanziari non fa eccezione. Con il termine Fintech si indica infatti il settore dell’industria finanziaria che offre i propri servizi attraverso le tecnologie digitali. I relatori parleranno dei nuovi scenari per l’ecosistema finanziario: sfide e opportunità nell’uso della tecnologia; dell’innovazione digitale e regolamentazione: profili giuridici alla luce della normativa più recente e, per finire, le questioni di rito: promozione finanziaria e nuovi simboli nell’era tecnologica».
I saluti introduttivi saranno a cura di Giovanni Da Pozzo, presidente Cciaa Pn-Ud, Elena Celetto, presidente Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Udine e Micaela Sette, presidente Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Udine. Interverranno poi gli avvocati, partner Studio Mda, Partner 24Ore Gianni Solinas e Daniele Corrado. Moderatore Giulio Marchesoni, presidente Mgm Sviluppo,

La registrazione e partecipazione è libera e gratuita previa registrazione, tramite il form online raggiungibile dalle news in home page del sito www.pnud.camcom.it (short link diretto: https://bit.ly/fintech_24ore).

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In copertina, la sede camerale in piazza Venerio nel centro di Udine.

Confartigianato, oggi a Udine un docufilm per dire no alla violenza economica contro le donne

Oggi, 12 aprile, farà tappa a Udine il percorso di Libere di… VIVERE, il progetto socioculturale sull’inclusione sociale e le pari opportunità realizzato da Global Thinking Foundation per diffondere il contrasto e la prevenzione alla violenza economica di genere, attraverso eventi itineranti sul territorio. Alle ore 18 al Cinema Visionario di Udine (Via Fabio Asquini, 33) ci sarà la proiezione gratuita del docufilm “Libere di… VIVERE” alla presenza di Claudia Segre, presidente e fondatrice di Global Thinking Foundation nonché ideatrice del docufilm. Un’importante iniziativa di sensibilizzazione realizzata in collaborazione con il Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine, che rappresenta un’opportunità di riflessione e condivisione nell’ambito di un tema particolarmente cruciale per la comunità e il territorio: l’uguaglianza di genere e l’indipendenza economica. Seguirà dibattito dedicato all’importanza di sensibilizzare alla prevenzione e al contrasto della violenza economica.
Claudia Segre afferma: “In un intervento al Senato, l’allora presidente Mario Draghi dichiarò che una “vera parità di genere richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi”. La stessa parità di genere è un fattore di competitività e trova evidenti riscontri nei risultati aziendali, come comprovato da numerose ricerche partendo da quella di McKinsey. Gli indicatori a livello italiano mostrano ancora evidenti gap tra la partecipazione femminile e maschile al mercato del lavoro, il tasso di occupazione femminile è inferiore di 18 punti percentuali a quello maschile e permangono ostacoli di accesso alle posizioni apicali, per non dimenticare la mancata attuazione della Convenzione 190 della ILO per l’eliminazione della violenza sul posto di lavoro. Impegnarci con le donne e per le donne ad eliminare la barriera culturale che alimenta discriminazioni vuol dire liberare opportunità e talento, fondamentale per il progresso economico del Paese”.
Filomena Avolio, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine, aggiunge: “La violenza economica, come tutte le forme di violenza, è devastante. Colpisce molte donne e vogliamo ricordare a tutte che non sono sole e che la violenza non è un destino inevitabile. Le donne hanno il potere di emanciparsi attraverso il lavoro. Apprendere un mestiere, trovare occupazione nell’artigianato utilizzando e accrescendo le proprie competenze e passioni può servire a creare una vita indipendente, lontana dalla violenza. Il Movimento Donne Impresa si batte per contrastare questo fenomeno e sostiene le donne nel loro empowerment, nella formazione e nell’attività lavorativa, imprenditoriale e dipendente, favorendone crescita e sviluppo e creando opportunità. Grazie alle botteghe scuola e ai percorsi formativi e professionalizzanti le donne possono imparare e sviluppare le proprie competenze in ambienti positivi e inclusivi, in cui sentirsi sicure e valorizzate, riacquisire fiducia nelle proprie capacità, acquisire autonomia. Siamo fermamente convinte che si può rompere il ciclo della violenza economica e che le donne possono creare una vita indipendente e soddisfacente per loro stesse e per le altre donne. Uscirne è possibile, nessuna si senta sola”.
“Libere di… VIVERE” è il primo docufilm che affronta il fenomeno esteso, sottile e ancora poco noto della violenza economica e trae origine (e titolo) dalla mostra-rassegna del fumetto e dell’arte disegnata itinerante, che in tre anni ha coinvolto più di 6.000 visitatori in 35 tappe, ed oltre 84.000 partecipanti digitali tra Italia e Francia. Tra interviste reali e storie cinematografiche, interpretate dalle attrici protagoniste Stefania Pascali e Giulia Cappelletti, il regista Antonio Silvestre porta avanti oltre un’ora di racconto coraggioso ed emotivamente coinvolgente, supportato dalla produzione di Mario Tani per MAC film, la sapiente fotografia di Nicola Saraval, dal montaggio ritmico di Daniele Tullio e dalle straordinarie musiche del Maestro Matteo Sartini. A fare da metafora alla narrazione, infine, c’è il tango, il ballo per eccellenza, rappresentato nelle coreografie di Laura Borromeo, con Tabata Caldironi e Julio Alvarez, e sulle note della Hyperion Ensemble.
Il docufilm è un’opera corale, alla quale hanno preso parte anche le professioniste che ogni giorno lavorano in Global Thinking Foundation, portando la testimonianza di chi vive queste tematiche nella propria quotidianità professionale e che vuole anche riassumere agli occhi del pubblico tre intensi anni dell’omonima mostra. La storia si snoda attorno alla vita di Stella, che dopo il matrimonio e la nascita della prima figlia, si vede costretta a lasciare il lavoro; col passare degli anni l’idillio familiare si trasforma in un inferno, con un marito che le fa pesare ogni giorno di essere l’unica fonte di sostentamento economico. Ma Stella saprà trovare la forza di cambiare quello che pare un destino già tracciato, lanciando un messaggio di speranza e rinascita. Alla sua storia si intrecciano quattro storie vere, storie di donne e violenza economica, psicologica, fisica, quattro storie che hanno – pur con esiti di diversa gravità – come comune denominatore e primo grilletto scatenante della spirale della violenza la sopraffazione economica.

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In copertina, Filomena Avolio, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato-Imprese Udine.

 

Pene severe a chi aggredisce i medici: con Agrusti il plauso di Fimmg Fvg

Le disposizioni nel Decreto varato dal Consiglio dei Ministri a fine marzo e ora in Gazzetta Ufficiale (Decreto Bollette) contengono una norma che rafforza il sistema normativo penale posto a tutela del personale sanitario, socio-sanitario e ausiliario, introducendo di fatto la procedibilità d’ufficio e aumentando la pena di reclusione anche in caso di lesioni non gravi o gravissime, da 2 a 5 anni, per chi aggredisce operatori sanitari. Per questa decisione soddisfazione anche in Friuli Venezia Giulia da parte di Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti), che plaude anche al nuovo protocollo per la sicurezza (un pulsante d’allarme collegato direttamente con la Questura e un sistema di videosorveglianza potenziato) del presidio medico dell’Ospedale Gervasutta di Udine, dove si sono verificati casi di aggressione al personale sanitario.
“Scelte – sottolinea il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg Fvg – importanti per la sicurezza di colleghe e colleghi medici alle prese anche recentemente qui in Friuli Venezia Giulia con gravi aggressioni mentre si stavano prendendo cura dei pazienti. Un plauso al direttore generale di Udine Caporale, alla Questura e alle forze dell’ordine e al Ministero della Sanità che con il Governo ha dato un forte segnale: queste novità sono un deciso passo in avanti nell’arginare il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario”.
“Siamo molto soddisfatti per le disposizioni contenute nel Decreto varato dal Consiglio dei Ministri martedì 28 marzo e ora in Gazzetta Ufficiale, perché con queste disposizioni si pone nell’immediato un nuovo elemento che a nostro avviso sarà decisivo nell’arginare il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario”: così a livello nazionale Tommasa Maio, Segretario Nazionale Fimmg Continuità Assistenziale, che commenta con favore le disposizioni del cosiddetto “Decreto Bollette” messo in campo dal Governo.

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale della Fimmg.

Pasquetta a Pasian di Prato tra sport e solidarietà per aiutare Mia a guarire

Una Pasquetta di sport e solidarietà: è questa la proposta lanciata per lunedì 10 aprile da due associazioni con sede nel Comune di Pasian di Prato – Help Haiti e Pane Condiviso OdV – per trascorrere in modo alternativo una giornata che comunque per tradizione è dedicata alla prima gita fuori porta (e proprio in località Santa Caterina, gli udinesi nella prima metà del secolo scorso si recavano a “gettare le uova” sui prati del Cormor…). La parte sportiva si articola in una gara ciclistica (la 6a Coppa San Martino) ed in un torneo di calcio a cinque, il 4° memorial Massimiliano Chiarcosso. Dalle 9, quattro squadre pasianesi (Amatori Colloredo, Amatori Orlanda, Pasianese Calcio ed Ex Amici di Max) si incontreranno sul campetto sportivo del Parco Azzurro di Passons in un girone all’italiana (finale alle 11.30).
I ciclisti (ritrovo e iscrizioni dalle 8 presso la sede di “Pane Condiviso” a Passons, Piazza della Chiesa; oltre un centinaio le adesioni già pervenute, molte delle quali da fuori regione) prenderanno il via alle 10.30 e percorreranno un circuito pianeggiante di 24,5 chilometri che attraverserà il capoluogo, la frazione Colloredo, i Comuni di Mereto di Tomba e Martignacco. La classifica sarà valida anche per il Leon d’oro Mediofondo Triveneto 100 km.
La parte solidale della Pasquetta pasianese sarà dedicata a Lourdemia (Mia per i suoi compagni di giochi), la bambina haitiana che grazie all’interessamento di Help Haiti e Pane Condiviso OdV (da 40 anni impegnata al fianco delle missionarie salesiane in un progetto per salvare le bambine di strada) è arrivata in questi giorni a Bologna. Mia nelle prossime settimane verrà operata dallo staff del professor Gargiulo, responsabile della Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva all’Ircss Policlinico di Sant’Orsola, centro di eccellenza nazionale ed europeo nella cura delle cardiopatie congenite. “Il Policlinico Sant’Orsola e l’Associazione Piccoli Grandi Cuori di Modena – spiega Sante Chiarcosso, presidente di Help Haiti – hanno dimostrato una eccezionale sensibilità accettando di accogliere ed operare Mia, dopo che altri Paesi cosiddetti civili si erano rifiutati. Da parte nostra, dedicheremo la Pasquetta a Mia, destinando tutto il ricavato alla raccolta fondi per Mia lanciata per lei da Piccoli Grandi Cuori”.

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In copertina, la bambina haitiana che sta per essere operato a cuore a Bologna.

E-migrazione, a Pordenone con Efasce rivoluzione digitale sotto i riflettori

I trend del fenomeno migratorio dal Friuli Venezia Giulia verso l’Estero negli ultimi cinque anni – alle prese con la ripartenza dopo il rallentamento dettato dall’emergenza sanitaria e lo studio di possibilità di rientro in regione – al centro del focus che Efasce – Pordenonesi nel mondo proporrà sabato 15 aprile, alle 10.30, nello Spazio 47 di via Mazzini 47 a Pordenone.

Francesca Cantarutti

Matteo Troia

“E-migrazione: numeri, storie e prospettive post-pandemia” vedrà intervenire Massimo De Liva, autore del volume “Friûlout” che approfondisce questa tematica con una serie di numeri e interviste ai protagonisti, e Matteo Troìa, data scientist originario di Casarsa della Delizia, che partendo anche dalla sua esperienza personale e professionale tra Italia ed Estero proporrà una chiave di lettura del fenomeno. In collegamento da Londra ci sarà Francesca Cantarutti, business development manager originaria di Spilimbergo che racconterà aspetti professionali e personali della vita nella capitale britannica. Ingresso libero fino ad esaurimento posti e diretta streaming sul sito efasce.it e sui canali social dell’Ente. Sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Comune di Pordenone.
“Abbiamo voluto questo incontro – spiega il presidente di Efasce, Gino Gregoris – per ragionare con illustri relatori sugli scenari del presente e prossimo futuro. Ci siamo chiesti quali strategie dovrebbero adottare i nostri corregionali per affrontare le sfide imposte dalla rivoluzione digitale, per costruire il proprio futuro dentro e fuori la propria regione d’origine. Per questo l’incontro è rivolto anche agli studenti o giovani lavoratori che stanno pensando a un’esperienza all’Estero. Come Efasce, ancora una volta, vogliamo offrire un’occasione di confronto tra storia e futuro dell’emigrazione, nell’intreccio di storie di vita, esperienze professionali, fatiche e successi”.

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In copertina, Massimo De Liva autore del volume “Friûlout” sulla E-migrazione.