Casarsa, entro il 9 giugno le domande per il Servizio civile solidale giovani

Fare un’esperienza di impegno nel proprio territorio e di cittadinanza attiva, per prepararsi all’ingresso nel mondo del lavoro. Aperto il bando per partecipare al nuovo progetto di Servizio civile solidale proposto ai giovani dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe a Casarsa della Delizia. Il progetto è rivolto a due giovani con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni e avrà una durata di 9 mesi per un totale di 360 ore di servizio. Per candidarsi c’è tempo fino al 9 giugno prossimo: chi volesse ricevere maggiori informazioni, può partecipare ad un incontro di presentazione in calendario per il 30 maggio, alle ore 17.30, nella sede del Progetto Giovani. A ciascun volontario verrà anche corrisposto un contributo e potrà mettersi alla prova nei diversi servizi gestiti dalla cooperativa sociale casarsese.
“Questo bando dal nome “Il mondo che vorrei” – spiega Elisa Paiero, responsabile dei servizi per i giovani della cooperativa Il Piccolo Principe – si pone l’obiettivo di dare ai giovani volontari un’occasione attraverso la quale acquisire competenze e conoscenze importanti per costruire il proprio futuro, sia a livello personale e allo stesso tempo per contribuire a “sognare” e a realizzare il mondo che vorrebbero. Vorremmo che, attraverso questo periodo di volontariato, i giovani accrescessero il senso di cittadinanza e partecipazione attiva alla collettività, imparassero a conoscere meglio i servizi locali presenti sul nostro territorio e si mettessero in gioco in prima persona nei servizi gestiti dalla nostra cooperativa. Inoltre, sono previsti anche momenti di scambio tra i volontari partecipanti per arricchire la propria esperienza e stimolare la socializzazione”.
Il “Servizio civile solidale” è promosso dalla Regione Friuli Venezia Giulia per stimolare la partecipazione dei giovani in esperienze di solidarietà e di cittadinanza attiva. L’obiettivo è quello di promuovere tra i ragazzi una cultura della pace, della solidarietà e della non violenza attraverso progetti che veicolano messaggi di impegno civile e favorendone l’ingresso nel mondo del lavoro con un’accresciuta consapevolezza delle tematiche sociali e del proprio ruolo nella società. I ragazzi saranno impiegati per il periodo da ottobre 2023 a luglio 2024 per un totale di 360 ore.
“Invitiamo i giovani interessati o curiosi a capire meglio le modalità del servizio civile solidale a partecipare all’incontro informativo – ha aggiunto Elisa Paiero – che si terrà il 30 maggio dalle ore 17.30 alle 19 al Progetto Giovani. Perché si tratta di un’esperienza davvero significativa che ci piacerebbe raggiungesse tutte le ragazze e ragazzi interessati a mettersi in gioco”.
I volontari si impegneranno in servizi per minori, giovani e per persone con disabilità. Durante l’anno scolastico, nel “doposcuola” fornendo aiuto nell’esecuzione dei compiti, poi saranno chiamati a prestare servizio ai “Progetto Giovani” comunali nel supporto in attività ludiche, educative e di partecipazione attiva per il bene comune e al Cso in attività socializzanti e laboratori creativi, rivolti a persone con disabilità. Durante l’estate, continueranno a collaborare con i “Progetti Giovani” e con il Cso e si impegneranno nella gestione dei centri estivi gestiti dalla cooperativa, affiancando il personale in laboratori, nel gioco e in attività sportive rivolte a minori dai 6 ai 14 anni.
Ai volontari in Servizio civile solidale spetta un contributo complessivo, al termine dell’esperienza e al raggiungimento delle ore di servizio, pari a 1.116 euro per la partecipazione ai progetti da 360 ore: c’è, dunque, tempo fino al 9 giugno, entro le ore 14, per presentare la domanda.Per avere un supporto alla compilazione si può prendere appuntamento con l’Ufficio Politiche Giovanili telefonando al 333.6190906 o al 340.3421265. Si possono scaricare i moduli on line sul sito www.ilpiccoloprincipe.pn.it ed inviarli tramite Pec a: ilpiccoloprincipe.pn@pec.confcooperative.it o portandola di persona presso la sede della cooperativa Il Piccolo Principe in via Vittorio Veneto, 45.

Pordenone, oltre 500 alunni con Karpos danno una seconda vita alle stoffe usate

Che il rifiuto non sia uno scarto lo hanno imparato a scuola nel corso di quest’anno scolastico oltre 500 alunni di una quindicina di scuole dell’infanzia e primarie di Montereale Valcellina, Pordenone, Prata e San Quirino che hanno partecipato alla seconda edizione dei laboratori sul riuso tessile a cura di Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa con la fattiva collaborazione della cooperativa sociale Karpós di Porcia. Le scuole sono diventate aule ecologiche dove i bambini hanno potuto sperimentare attraverso un’attività di laboratorio il valore del riciclo e la bellezza del riuso creativo di filati, promuovendo i valori dell’economia circolare. Questi laboratori, partiti nel novembre scorso, sono proseguiti durante tutto l’anno scolastico, e hanno coinvolto oltre 500 studenti che, guidati dalle sapienti mani delle sarte del Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti della cooperativa sociale Karpòs, hanno realizzato bracciali, collane, simpatici coniglietti, galline e galli di stoffa, tutto con tessuti e materiali di recupero.


L’attività – che rientra nell’alveo del Progetto di educazione ambientale di Gea – intende sensibilizzare i giovani al riutilizzo degli oggetti di uso quotidiano destinati a diventare “rifiuto”, maturando la consapevolezza alla sostenibilità; fantasia e manualità vengono guidate e stimolate fino alla creazione di nuovi oggetti utili e divertenti. «Ogni anno in Gea – spiega Stefano Riedi, amministratore di Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali Spa – rileviamo importanti quantità di indumenti, tessuti e pezzi di stoffa nella spazzatura, materiale ancora integro che viene irrimediabilmente sprecato. Ma è possibile dare una seconda vita agli indumenti usati, anche attraverso il riciclo creativo: ecco come è nata l’idea di “confezionare” un laboratorio ludico-didattico che valorizzasse tale materiale, rivelandone le potenzialità. Perché il miglior rifiuto è quello non prodotto!».


«Ringraziamo Gea – ha spiegato Paola Marano, presidente di Karpós – che anche quest’anno ci ha coinvolti in questa iniziativa. Dopo il successo dei laboratori realizzati con vecchi tessuti tenuti lo scorso anno scolastico, si è condiviso di riproporre l’attività che tanto è piaciuta ad alunni e insegnanti per creare qualcosa di originale e tangibile, che i bambini potessero portare a casa e mostrare alle famiglie. È secondo noi – ha affermato – un modo “pratico” che coinvolge attivamente i bambini e fa capire loro che differenziare può essere divertente e che il rispetto per l’ambiente è davvero importante, dal momento che le risorse della Terra non sono infinite».
Le classi coinvolte si sono trasformate in piccoli laboratori sartoriali dove gli alunni hanno potuto sperimentare l’utilizzo di ago e filo, in un percorso che mira a valorizzare anche l’artigianato e la manualità. Quella dei percorsi di educazione ambientale è un’iniziativa che la cooperativa sociale Karpós sta pensando a sua volta di sviluppare anche all’interno del nuovo Ridoprin Lab, laboratorio al femminile di recupero tessuti e oggetti con sede a Torre di Pordenone. Attraverso questo laboratorio, la cooperativa sociale Karpòs dà lavoro e nuova vita a donne fragili, puntando a recuperare e riutilizzare senza sprechi tessuti di qualità attraverso la tradizione della creazione sartoriale. «Ci piace poter sensibilizzare – ha concluso Marano – le nuove generazioni all’importanza dell’economia circolare che chiede di produrre meno rifiuti e recuperare oggetti usati dandogli nuova vita. Ringraziamo Gea Gestioni Ecologiche e Ambientali S.p.A. per averci coinvolti in questo progetto che ci permette anche di far conoscere meglio il nostro laboratorio che è incentrato sulla sostenibilità ambientale e l’economia solidale, e mira alla creazione di nuove opportunità lavorative, in particolare per le donne fragili».

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In copertina e all’interno realizzazioni ottenute nelle scuole con le stoffe usate.

 

Aperti i nuovi bandi dell’Ater Pordenone: le domande possibili fino al 25 agosto

C’è tempo fino al 25 agosto per presentare domanda per l’assegnazione di alloggi di edilizia sovvenzionata sul territorio: l’Ater Pordenone ha infatti pubblicato nuovi bandi per la formazione delle graduatorie degli aspiranti locatari nei Comuni di Maniago, Sacile, San Giorgio della Richinvelda e Zoppola. Inoltre, è aperto un bando di concorso comprensoriale per i Comuni di Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Erto e Casso. La necessità di aprire bandi per le località sopracitate è nata dal fatto che le precedenti graduatorie erano andate a scorrimento man mano che si liberavano alloggi, fino all’esigenza attuale di definire nuovi elenchi di locatari.

Giovanni Tassan Zanin


“Grazie a questi nuovi bandi – ha commentato il presidente di Ater Pordenone, ingegner Giovanni Tassan Zanin – avremo delle graduatorie definite a livello territoriale, attraverso le quali individuare rapidamente i locatari di alloggi ogni volta in cui questi si rendono di nuovo disponibili nelle diverse località. In questo modo rispondiamo al nostro scopo istituzionale, ancora più importante in questi periodi di crisi abitativa: dare una casa a chi ne ha bisogno e necessità”.
I bandi sono stati aperti il 17 maggio e le domande – redatte su apposito modulo fornito dall’Ater che si può ritirare anche nella sede dei Comuni interessati o scaricare dal sito web www.pordenone.aterfvg.it – devono pervenire alla sede dell’Ater (in via Candiani 32 a Pordenone) entro, come detto, il 25 agosto. L’ufficio Assegnazioni dell’Ater consiglia di non attendere gli ultimi giorni per la consegna dei moduli e della relativa documentazione. Per questo, è preferibile prendere appuntamento utilizzando il servizio elimina code Codaq disponibile nella home page del sito dell’Ater o telefonando allo 0434.223354. L’ufficio Assegnazioni è aperto al pubblico dalle ore 10 alle ore 12.45 nei giorni feriali (escluso il sabato) ed il lunedì anche dalle ore 16 alle ore 17.45.
Per partecipare ai bandi, gli aspiranti dovranno dichiarare anche il proprio Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) che non deve essere superiore ai 20 mila euro. Al momento sono già arrivate le prime adesioni ai bandi, nonostante siano aperti da pochi giorni.

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In copertina, ecco un’immagine della sede dell’Ater a Pordenone.

Accessibilità culturale sotto la lente a Udine con “Zero Gradi di Separazione”

Quella dell’Accessibilità – la possibilità di facile accesso a una qualsiasi cosa – è una tematica multiforme. Un enorme contenitore che ancora aspetta di essere esplorato in numerosi suoi aspetti. Fra questi c’è senz’altro quello culturale. Quanti attori con disabilità vediamo sul palco? Quanto gli spettacoli sono a misura di disabile? Ve lo siete mai chiesto?

LA FORMAZIONE – Parte proprio da queste domande la decisione dell’associazione Quarantasettezeroquattro – grazie alla collaborazione con Css Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Intersezioni Fvg, con il contributo della Regione Fvg e di 8 per Mille Valdese – di dare forma a “Zero Gradi di Separazione”: progetto che intende promuovere l’inclusione culturale e facilitare la partecipazione di persone con disabilità agli eventi performativi (teatro, danza, performance) legati al contemporaneo. «Zero Gradi di Separazione vuole essere una visione – hanno spiegato gli organizzatori -, l’inizio di un cammino volto a contrastare l’esclusione degli artisti e artiste disabili e facilitare l’accesso del pubblico con disabilità attraverso alcune azioni concrete». Per farlo, per cambiare rotta, per essere più accessibili, è innanzitutto necessario essere formati adeguatamente. Solo partendo dalla formazione, infatti, sarà possibile comprendere appieno tutte le esigenze.

IL CORSO – La prima tappa del progetto si occuperà proprio di formare artisti, operatrici e operatori dello spettacolo dal vivo, attraverso un corso strutturato ad hoc. «Abbiamo previsto l’intervento di professionisti dello spettacolo, tutti provenienti da fuori regione, che hanno fatto dell’accessibilità il centro della loro professione e professionalità, creando nuove modalità di lavoro, attraverso i loro progetti. In questo tre giorni le colleghe e i colleghi, non seguiranno semplicemente delle lezioni frontali, dunque, ma avranno modo di “entrare” in queste progettualità, “toccandole con mano”», hanno raccontato da Quarantasettezeroquattro. Assieme al team dell’Associazione Fedora (Ginevra Bocconcelli, Valeria La Corte, Luca Falbo), che curerà la tre giorni, ci saranno anche Marta Giacomoni, che si occupa di accessibilità culturale per persone ipovedenti e cieche; Irene Matassoni che lavora nel mondo della disabilità visiva, con attività legate al tema dell’accessibilità e dell’inclusione; Laura Fabbiani, sorda profonda dalla nascita fa parte di Laboratorio Silenzio; gruppo teatrale di integrazione tra persone sorde e udenti; Fabio Zamparo sordo dalla nascita, docente qualificato in LIS e videomaker; Carla Esperanza Tommasini, nel 2012 dà vita alla piattaforma di produzione Open // Creazione Contemporanea all’interno di Pergine Festival.

I TEMI – In tre giornate intensive (22, 23, 24 maggio, al Teatro San Giorgio di Udine) sarà affrontato metodicamente il tema complesso e prismatico dell’inclusione di un’audience con disabilità fisiche-cognitivo-sensoriali. I lavoratori dello spettacolo avranno così l’occasione di sviluppare delle competenze ma anche di confrontarsi su un tema che si è fatto sempre più urgente e fondamentale. I relatori (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17 con un’ora di pausa inclusi momenti di confronto/domande/riflessioni), cominceranno affrontando in termini ampi e complessivi l’ambito dell’accessibilità, quindi procederanno entrando più nello specifico, analizzando le realtà delle persone con disabilità sensoriali – visiva e uditiva – così come gli approcci di lavoro e gli strumenti utili a rendere la loro partecipazione nel mondo della cultura possibile e accessibile.

Il programma completo è disponibile su: www.quarantasettezeroquattro.it/zero-gradi-di-separazione
Modulo di iscrizione: https://bit.ly/42tzvqw
Per informazioni: segreteria@quarantasettezeroquattro.it, telefono 328.8535125.

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In copertina, un’immagine del Teatro San Giorgio nel centro storico di Udine.

I medici Fvg pronti ad aiutare i colleghi colpiti dall’alluvione in Emilia Romagna

Un aiuto dal Friuli Venezia Giulia all’Emilia Romagna colpita dalla catastrofica alluvione: la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti) aiuterà con una raccolta fondi i colleghi emiliani e romagnoli che hanno avuto il proprio ambulatorio danneggiato dalle piogge torrenziali di questi giorni. “Non appena – sottolinea il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg Fvg – saremo informati, anche attraverso il nostro sindacato nazionale, di esigenze specifiche avvieremo una sottoscrizione tra i nostri associati. In condizioni di emergenza è ancora più fondamentale il servizio di medicina generale: noi qui in regione lo sappiamo bene, segnati dall’esperienza del terremoto del 1976. Ora siamo pronti a tornare l’aiuto che abbiamo ricevuto all’epoca da tutta Italia”.

Fernando Agrusti


“La Fimmg esprime massima vicinanza e solidarietà alle popolazioni di Emilia-Romagna e Marche colpite dalle alluvioni. Anche in queste ore drammatiche, i medici di medicina generale sono al fianco dei cittadini e, dove possibile, restano in prima linea vicini agli assistiti che hanno bisogno di cure e assistenza”. Lo dice in una nota anche Silvestro Scotti, segretario generale Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg).
“Mi unisco alle parole del presidente dell’Enpam Alberto Oliveti e ricordo la possibilità di ottenere un contributo per chi ha avuto danni allo studio, alla prima casa, ai computer o alle attrezzature. Un sostegno importante che potrà essere richiesto non appena sarà formalmente proclamato lo stato di calamità per le aree colpite”, aggiunge Scotti, che conclude: “L’auspicio di tutta la Federazione dei medici di medicina generale è che questi interventi consentano di tornare il più presto possibile alla normalità, per i colleghi che in queste ore stanno vivendo momenti difficili e per i tanti pazienti che hanno bisogno di essere presi in carico”.

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In copertina, significativa immagine della devastante alluvione in Emilia Romagna.

Porte aperte in 16 dimore storiche Fvg: un invito dal più grande museo diffuso

Il più grande museo diffuso d’Italia riapre le porte anche in Friuli Venezia Giulia: domenica 21 maggio torna la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, giunta quest’anno alla XIII edizione. In regione saranno 16 le dimore ad aprire le porte: 12 in provincia di Udine, 2 nel Pordenonese, una nel Goriziano e una a Trieste per un totale di oltre 500 i monumenti in Italia: castelli, rocche, ville, parchi e giardini visitabili gratuitamente, in un’immersione nella storia che rende il nostro Paese unico al mondo.

In provincia di Udine: Casa Micossi ad Artegna, Casa Foffani a Clauiano, Villa de Claricini Dornpacher a Moimacco, Palazzo de Gleria a Comeglians, Casa Asquini a Fagagna, La Brunelde – Casaforte d’Arcano a Fagagna, Villa Iachia a Ruda, Villa Perabò Della Savia a Moruzzo, Villa Pace a Campolongo Tapogliano, Palazzo Orgnani, Palazzo Pavona Asquini e la Cjanive di Palazzo Mantica a Udine. In provincia di Gorizia: Villa Marchese de Fabris e Begliano e Villa del Torre a Romans d’Isonzo. In provincia di Pordenone, la chiesa di San Girolamo a Marzinis di Fiume Veneto. A Trieste il Museo della Fondazione Scaramangà.

La Giornata Nazionale Adsi è l’occasione per riscoprire le bellezze nascoste del nostro Paese. Facendo visita a quei complessi monumentali che insieme costituiscono il più grande museo diffuso d’Italia, non solo sarà possibile godere di un patrimonio artistico e culturale troppo spesso ignorato, ma anche cogliere l’immenso valore sociale ed economico che la rete di dimore storiche rappresenta. Esse costituiscono, infatti, un perno fondamentale per le economie dei borghi in cui si trovano. Il 54% di tali immobili, infatti, è situato in piccoli comuni con una popolazione inferiore a 20.000 abitanti e, nel 26% dei casi, addirittura sotto i 5.000 residenti.
Per questo motivo la Giornata Nazionale Adsi rappresenta un’occasione unica per sensibilizzare la società civile e le istituzioni sul ruolo che le dimore storiche ricoprono per il tessuto socio-economico del Paese. La loro presenza sul territorio è infatti fondamentale per moltissime filiere: da quella artigiana, in particolare del restauro, a quella del turismo (che comprende ristorazione, attività ricettive e visita degli immobili), dalla convegnistica alla realizzazione di eventi, dal settore agricolo al mondo vitivinicolo. Molte sono le figure professionali che gravitano intorno ad una dimora, mestieri dal sapere antico – artigiani, restauratori, maestri vetrai – sempre più difficili da reperire.
Si tratta di un patrimonio tramandato a noi attraverso i secoli, che i proprietari custodiscono e che, grazie alla loro centralità nei luoghi in cui si inseriscono, costituiscono stabilimenti produttivi culturali non delocalizzabili che generano un valore sociale ed un’economia indissolubilmente legata al territorio. Investire in questi magnifici tesori – unici ed irripetibili – significa anche creare opportunità occupazionali per i più giovani, messi a loro volta in condizione di tramandare quei saperi che hanno reso grande il patrimonio privato italiano.

L’iniziativa, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Case della Memoria, la Federazione Italiana Amici dei Musei (FIDAM) e Federmatrimoni ed Eventi Privati (Federmep), ha ricevuto il patrocinio di ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo e della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

L’ingresso è gratuito: sul sito www.associazionedimorestoricheitaliane.it/giornatanazionale2023/ è possibile verificare gli orari di apertura di ogni singola dimora e le eventuali modalità di prenotazione (se necessaria).

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In copertina, una bella immagine  di Villa del Torre a Romans d’Isonzo.

Due proposte a Trieste, dal Magazin de cafè alla grande dolina di Percedol

(g.l.) Segnaliamo due proposte di visite, molto differenti fra loro ma ugualmente interessanti – riguardano il caffè e il Carso -, in programma oggi e domenica a Trieste. Vediamo, allora, in dettaglio di che cosa si tratta,

Il caffè – Nell’ambito delle manifestazioni per la Giornata Internazionale dei Musei, l’Associazione Museo del Caffè di Trieste aprirà al pubblico questo pomeriggio, venerdì, dalle ore 16 alle 19, il proprio “Magazin de cafè” di via Aldo Manuzio 10 B, nel rione di San Vito-Campi Elisi (laterale di via Tonello).
Visite guidate gratuite saranno svolte dal presidente della Amdc Gianni Pistrini che illustrerà le numerose e particolarissime chicche caffeicole, macchine, strumenti e stoviglie per tutte le “fasi del caffè”, dalla preparazione alla degustazione, nonché i reperti della gloriosa storia mercantile ed emporiale della città giuliana raccolti in questo piccolo ma curioso angolo di una Trieste che si pregia con ragione del titolo di “Capitale del Caffè”. Info: www.amdctrieste.it).

Studenti con il presidente Pistrini.

Il Carso – Per “Piacevolmente Carso”, domenica 21 maggio, a Trieste, la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 l’escursione “Dalla dolina di Percedol ai dintorni carsici di Zolla”, con la naturalista Barbara Bassi e letture a tema con Maurizio Bekar. Soggetta a tutela ambientale, Percedol è una delle doline più profonde e affascinanti del Carso: lunga 400 metri, larga 270 e profonda 37, ospita un ampio stagno, circondato da un bosco di carpini e cerri. L’escursione proseguirà poi fino ai caratteristici “campi solcati” carsici tra Opicina e Monrupino, passando per la boscaglia da cui affiorano rocce dalle forme spettacolari. Un facile Itinerario pianeggiante, di 6 km.
Appuntamento per l’iniziativa nazionale “Primavera della Mobilità Dolce”, con la possibilità di pasti dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10%. Ritrovo alle ore 9.10, nello spiazzo all’ingresso della dolina di Percedol, sulla Strada Provinciale n. 9 (Via di Monrupino), raggiungibile da Trieste con il bus 42. Costi: interi 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Una visita guidata sul Carso Triestino.

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In copertina, una suggestiva immagine dell’ampia e profonda dolina di Percedol.

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La scrittrice Laura Daniele
oggi al Caffè San Marco


C’è Agata, la “figlia di nessuno”, e c’è Claudia, che cela al mondo e un po’ anche a sé stessa gli “arabeschi” impressi nella sua carne dalle percosse di un compagno bestiale. E Teresa, la spigolosa “gemella diversa”, che in vestaglia a scacchi rossi e neri anela la privacy perduta, E ci sono compagne di viaggio silenziose e solidali, Elisa e Sonia, ammutolite dall’onda debordante della vita. E le donne senza nome: la parrucchiera in attesa di un figlio “al cinquanta per cento” fra due padri; la tabaccaia del lungolago, che intuisce una rivincita di begonie fra i manicaretti assassini e le analisi del sangue del marito. Sono, spesso, dissimulate Erinni, sopravvissute e sopravviventi che affilano le unghie sotto una spessa coltre di dissimulazioni. Più rarefatti, più lievi, in qualche modo più benevoli sfilano gli uomini, che sanno muoversi con la delicatezza di romantici Lupin al grande magazzino, con la circospezione di pazienti ammaliati dalla loro dottoressa, con la determinazione di condòmini capaci di amore e umanità nel microcosmo asfittico di un palazzo che nasconde nidi di vipere. Ma tutti, in fondo, restano protagonisti di una vita sotto “Mentite spoglie”, questo il titolo del libro (pagg. 200, collana Imago Mentis € 15) della scrittrice e sceneggiatrice Laura Daniele, filo rosso per una raccolta di 12 racconti in uscita giovedì 18 maggio 2023 per Kinetès edizioni. Dodici plot “di false apparenze” e una straordinaria galleria di donne e uomini del nostro tempo, sospesi fra ironia e angoscia, fra risentimento e rivincita, fra paure, ossessioni e guizzi di geniale sopravvivenza. Ed è in programma a Trieste, città natale dell’autrice, la prima presentazione del libro: appuntamento oggi, venerdì, alle 18.30 nell’Antico Caffè e Libreria San Marco, con ingresso libero. Condurrà la conversazione la giornalista Sara Del Sal, firma dei quotidiani Il Piccolo e Messaggero Veneto. Sarà l’occasione per sfogliare i racconti con l’autrice e scoprire un campionario imperdibile di materia umana incandescente e solo in apparenza – appunto – algida o imperturbabile. Un periscopio puntato su tranche de vie che Laura Daniele padroneggia con empatico distacco: come a guidarci, in una discesa aerea, verso le bolge concentriche dell’umana tragicommedia. Storie di vita carsiche e in filigrana, invisibili eppure pulsanti e guizzanti, proprio sotto i nostri occhi talvolta troppo distratti.

Confartigianato, nel Castello di Udine premi all’innovazione di 8 imprenditrici

Questo pomeriggio, alle 18, nel salone del Parlamento in Castello a Udine, il Movimento Donne e Impresa di Confartigianato-Imprese Udine celebrerà i suoi 25 anni di attività con un evento dedicato alle imprenditrici friulane. Nell’occasione, la presidente del Movimento Donne Impresa, Filomena Avolio, e il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti, consegneranno 8 riconoscimenti ad altrettante imprenditrici che si sono distinte per capacità di innovazione e per il contributo dato a crescita e occupazione dalle donne. Donne che hanno reagito alla pandemia e che si sono messe in proprio, donne che hanno dovuto e saputo conciliare le esigenze della propria famiglia con il lavoro, donne che hanno portato in dote idee innovative generando aziende di successo.
Ospite della serata, moderata dalla giornalista del Messaggero Veneto, Elena Del Giudice, e organizzato con il sostegno della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, sarà Azzurra Rinaldi, economista femminista, docente di Economia politica all’Università Unitelma Sapienza di Roma e direttrice della School of Gender Economics, che affronterà temi quali l’empowerment femminile e il gender gap, la transizione verde e quella digitale. Il suo intervento seguirà il racconto delle storie delle 8 imprenditrici premiate, le più stimolanti – tra le 27 che si sono candidate – in termini di welfare, innovazione, digitalizzazione, resilienza, sostenibilità, longevità e conciliazione vita-lavoro.

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In copertina, la presidente del Movimento Donne Impresa Filomena Avolio.

Pieve di Nimis gremita per l’addio a Claudio Benigni: la vicinanza del paese alla moglie ed ex sindaco

di Giuseppe Longo

NIMIS – Gremita l’antica Pieve di Nimis che questo pomeriggio si è stretta attorno a Gloria Bressani, già sindaco del Comune pedemontano, e al figlio Davide esprimendo loro dolore e vicinanza per la perdita, dopo una lunga malattia rivelatasi purtroppo senza speranze, del marito e padre Claudio Benigni. Terminata l’emergenza pandemica, è stata infatti rispettata anche in questa occasione la storica consuetudine secondo la quale i funerali dei residenti a sinistra del Cornappo vengono celebrati nella Chiesa matrice dei Santi Gervasio e Protasio.
All’altare monsignor Rizieri De Tina che tratteggiando la figura del defunto, spentosi a 74 anni, ha detto che Claudio lascia il ricordo di «un uomo schietto, combattente e lavoratore», delineandone con queste parole un efficace “ritratto”. Al termine delle esequie, è salita all’ambone Serena Vizzutti, amica di famiglia e consigliere comunale di minoranza, per sottolineare con parole rotte dalla commozione tutto l’affetto e la partecipazione corale di Rinnova Nimis, il gruppo che aveva espresso nella passata legislatura la civica amministrazione, al grave lutto che ha colpito l’ex primo cittadino. «Ricorderemo Claudio – ha detto – per la sua costante vicinanza a Gloria, per la sua schiettezza e per la sua passione politica». Dopo di lei, belle e significative frasi sono state pronunciate anche da Rita Monai.
Al termine del rito, mentre dalla millenaria torre giungeva un festoso scampanìo – ribadendo che, come aveva ricordato il celebrante, «la vita non è tolta ma trasformata» -, la salma è stata accompagnata da una lunga fila di autovetture (ormai il corteo a piedi è rimasto soltanto un ricordo) in cimitero ove è avvenuta la tumulazione.

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In copertina, Claudio Benigni spentosi a 74 anni dopo una lunga malattia.

Pubblicità, intelligenza artificiale, informazione che cambia: da domani due incontri a Pordenone

A Pordenone, la quinta edizione di Futuro Contemporaneo, dal titolo “Giornalisti o robot?”, si concreterà con due incontri, il 19 e il 26 maggio, dalle 9 alle 13, nella sede del Polo Universitario, Aula S1, di via Prasecco 3/a. L’annuale iniziativa del Circolo della stampa di Pordenone – presieduto da Pietro Angelillo – si avvale dell’apporto scientifico di docenti delle Università di Udine e di Padova e dell’apporto deontologico dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

OBIETTIVI. Il Circolo della stampa di Pordenone intende continuare a dare vita all’ormai tradizionale evento di maggio che fa parte delle iniziative collaterali del Concorso giornalistico “Premio Simona Cigana”. L’obiettivo di questa 5ª edizione di Futuro Contemporaneo è proseguire con l’analisi dei cambiamenti in atto nella Società, nella Scienza, nella Filosofia e nei Media sulla spinta sempre più forte del progresso scientifico e tecnologico. Il focus è l’influenza sul giornalismo delle notizie che viene da due forti componenti dell’informazione: le Intelligenze artificiali e la Pubblicità fenomeni che sono nello stesso tempo testimonianza e causa dei mutamenti profondi che incidono sulla stessa democrazia. Il compito di dare risposta ai forti interrogativi che nascono dai temi in programma viene affidato a due gruppi di relatori di alto profilo culturale e professionale scelto d’intesa tra la sede pordenonese dell’Università friulana e il Circolo della stampa.

PRIMO INCONTRO. Il tema del primo incontro (domani 19 maggio, dalle 9 alle 13) è: “Giornalismo e Pubblicità, confronto tra informazione pura, comunicazione su commissione e persuasione occulta. Dove incomincia e dove muore la notizia alla luce della ricerca, della creatività e dell’impatto dirompente con i Social”. L’analisi è affidata agli interventi di Cristiano Degano (presidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg), Letterio Scopelliti (giornalista-scrittore, docente di giornalismo, Premio Cigana 2021-22), Marco Ferri (copywriter curatore del libro “Estinti saluti”, Lupetti editore, spunto dell’argomento) e di tre docenti dell’Università di Udine: Manuela Farinosi (Sociologia della Comunicazione e Digital Media), Adriano Cirulli (Social Media e Comunicazione Visuale), Eddy Maddalena (Scienze dei dati, Internet of Things).

SECONDO INCONTRO. Il tema del secondo incontro (26 maggio, dalle 9 alle 13) è: “Giornalismo e Intelligenza artificiale di fronte al bivio: reciproco vantaggio o fine dell’informazione professionale?”. L’analisi si impernierà sugli interventi di Roberto Reale (giornalista-scrittore, docente di giornalismo), Paolo Moro (Filosofia del diritto e Metodologia e Informatica Giuridica all’Università di Padova), dei docenti dell’Università di Udine Angelo Montanari (Basi di Dati e Tecniche di verifica e validazione in Intelligenza artificiale e Cybersecurity) e Giuseppe Serra (Intelligenza Artificiale, Machine Learning for Big data e Deep Learning), e di Francesco Scolari (direttore generale del Polo tecnologico dell’Alto Adriatico).

CORSI FORMATIVI. Come spiegheranno all’inizio dei lavori Angelo Montanari, delegato del Rettore per il Centro Polifunzionale di Pordenone, e Pietro Angelillo, presidente del Circolo della Stampa di Pordenone, i due appuntamenti sono rivolti agli studenti universitari e delle medie superiori, ai giornalisti e ai pubblicitari, ma sono aperti a tutti coloro che sono interessati ai due temi. Inoltre, il primo incontro è dedicato a Gabriele Qualizza, docente di Sociologia dei media all’Università di Udine, recentemente scomparso, autore di un’approfondita prefazione al libro “Estinti saluti”, una storia completa dei creatori di informazione pubblicitaria, che sarà presentato proprio oggi, 18 maggio, al Circolo della Stampa di Trieste.