Estetica e artigianato artistico trainano in Friuli la grande ripresa del settore dopo i danni della devastante pandemia

(g.l.) Per l’artigianato friulano la pandemia è, fortunatamente, soltanto un brutto ricordo. Il settore, infatti, è in piena salute con un boom di nuove iscrizioni: i settori più effervescenti sono estetica e artigianato artistico, mentre rallentano edilizia e termoidraulica. Il primo trimestre 2023 regala un ritorno alla natalità d’impresa con valori che non si registravano da oltre cinque anni. Tra gennaio e marzo, sono state 327 le aziende iscritte nel relativo albo della provincia di Udine, il numero più alto registrato dal 2017. Per la prima volta dal 2000 inoltre, nei primi tre mesi dell’anno, tradizionalmente caratterizzati da saldo negativo, la differenza tra imprese iscritte e cessate è stato invece positivo. Di poco, +3, ma positivo. «Un buon segnale dopo 23 anni il fatto che si torni a un saldo positivo nel primo trimestre dell’anno. Un segnale – commenta il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti -, ma anche la dimostrazione di come il Covid almeno qualche cosa di buono, dietro il suo devastante passaggio, l’abbia lasciato. Mi riferisco alla voglia di intraprendere, che rivediamo finalmente nei giovani ma anche in quanti, non più tali, hanno deciso di reinventarsi e di aprire una propria impresa».

© Foto Petrussi

A scattare l’istantanea sulla demografia delle imprese in provincia di Udine è l’Ufficio studi di Confartigianato Udine diretto da Nicola Serio, sulla base dei dati Unioncamere-Infocamere-Stockview, che ha pure classificato – incrociando tre diversi indicatori – le categorie artigiane dalle migliori alle peggiori in termini di evoluzione delle iscrizioni nell’ultimo anno. Ne deriva una classifica per certi versi inaspettata. A dispetto di una “stagione“ a dir poco ricca di contributi e bonus per il recupero degli immobili e l’efficientemento energetico, l’edilizia si piazza solo al decimo posto – con una variazione tendenziale (2023 su 2022) delle iscrizioni negativa di -19, ma con un saldo positivo nel primo trimestre di +24 e una differenza tra peso percentuale sulle iscrizioni nel 1° trimestre 2023 e stock delle imprese a fine anno scorso in aumento del +8%. Bisogna scendere più giù, all’ultimo posto della classifica, per incontrare i termoidraulici, protagonisti della conversione energetica che pure mettono a segno tre indicatori su tre preceduti da segno meno: -5 la variazione tendenziale tra il I° trimestre 2023 sullo stesso periodo 2022, -2% la differenza di peso sullo stock e -5% il saldo a fine primo trimestre.mDati che non sorprendono il presidente Tilatti: «Il boom dell’edilizia c’è già stato e dunque non mi stupisce il fatto che non siano le imprese di quel settore a essere oggi tra le più dinamiche in termini di nuove iscrizioni. Ritengo che il comparto edile abbia raggiunto oggi un suo equilibrio, dopo la stagione dei bonus, che speriamo si stabilizzi e consolidi».

Tornando ai dati sulle iscrizioni e cancellazioni, la serie storica elaborata dall’Ufficio studi mostra come nella prima decade del nuovo millennio sia stata spesso superata la soglia dei 400 ingressi nel primo trimestre, con un massimo nel 2007 pari a 444 iscrizioni (con però 616 cancellazioni), salvo poi calare negli anni successivi, fino al primo anno di pandemia (2020) quando si è scesi a 269 iscrizioni, per poi risalire fino a quota 327 nel corrente anno. In generale, negli “anni dieci” la dinamica complessiva della demografia delle imprese artigiane è risultata in calo con minori flussi sia in ingresso sia in uscita e un minor ricambio generazionale tra gli artigiani, caratteristiche di un regime di bassa pressione demografica tipico delle popolazioni “mature stazionarie”, con una struttura per età che sta invecchiando.

In questo quadro, come detto, l’evoluzione positiva delle iscrizioni, riscontrata anche nell’ultimo anno, non è omogenea all’interno dei diversi settori e per questo l’ufficio studi ha calcolato una classifica delle categorie artigiane, ordinate dalle migliori alle peggiori, sulla base di tre indicatori: la variazione tendenziale del flusso di iscrizioni tra il primo trimestre 2023 e il corrispondente periodo del 2022; la differenza tra il peso percentuale per categoria del flusso di iscrizioni nel primo trimestre 2023 e il peso percentuale delle categorie nello stock di imprese al 31/12/2022; il saldo demografico calcolato come differenza tra iscrizioni e cancellazioni di imprese artigiane nel primo trimestre del 2023.
Nelle prime quattro posizioni troviamo le categorie che vantano tutti e tre gli indicatori positivi: l’estetica, trainata dal boom di tatuatori e decorazione unghie, che registra +24 iscrizioni anno su anno (2023 su 2022) e un saldo di +31 tra iscrizioni e cancellazioni; l’artigianato artistico che cresce di +6 iscrizioni anno su anno e mette a segno un saldo positivo di +2 nel trimestre; i pittori edili e i grafici con i disegnatori tecnici, che a livello tendenziale crescono di 5 unità con un saldo positivo sul trimestre di +1.


Seguono sei categorie con due indicatori positivi su tre, tra cui – un po’ a sorpresa – il trasporto conto terzi di merci su strada, il legno ed affini, l’artigianato rurale con potatori e giardinieri, la nautica, i fotografi e l’edilizia ed affini, categoria che vanta il maggior numero di iscrizioni (93), seppure in rallentamento rispetto all’inizio del 2022 (112), con l’esaurirsi della forza propulsiva dei bonus e superbonus.
Ci sono poi nove categorie con un solo indice positivo: alimentari, piastrellisti, meccatronici, carrozzieri e gommisti, odontotecnici, moda, acconciatori, Ict, servizi di pulizia e ferro e metalli. Infine, le ultime dieci posizioni con i settori che non hanno nessun indicatore positivo: noleggio con conducente, ottici ed affini, decoratori, cartellonisti, tassisti, arredamento, seggiolai ed affini, tra cui si segnalano tutte e tre le categorie del comparto di installazione e manutenzione degli impianti domestici ovvero impianti elettrici, elettronici e termoidraulici.

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In copertina, ecco un artigiano-artista del legno all’opera a Sutrio in Carnia.

Stampa Pordenone, scadono il 30 giugno i termini del “Premio Simona Cigana”

È sempre il Friuli Venezia Giulia il protagonista del concorso giornalistico annuale, nazionale, multimediale, multilingue “Premio Simona Cigana”, arrivato alla 14ª edizione. Ideato e organizzato dal Circolo della Stampa di Pordenone, l’evento si riferisce ai servizi pubblicati su testate giornalistiche italiane ed estere tra il 1° luglio 2022 e il 30 giugno 2023.

TEMA RICORRENTE. Il concorso è unico nel suo genere, perché premia i reportage che abbiano attinenza con il Friuli Venezia Giulia in chiave locale, nazionale e internazionale, classificabili nelle cinque “Categorie” stabilite dal Bando/Regolamento: Inchiesta, Sport, Artigianato, Turismo, Infortunistica sul lavoro.

CINQUE CATEGORIE. Il “Premio” è un’occasione per affrontare temi di attualità di ogni genere e da tutti i punti di osservazione. La caratteristica di questo libero confronto professionale rispecchia lo spirito di Simona Cigana, alla cui memoria è dedicato il concorso. Nella sua breve vita, la giornalista di Aviano seppe esprimere infatti una mentalità aperta al mondo, senza mai perdere il collegamento con la realtà del proprio territorio di appartenenza.

APERTO A TUTTI. Queste caratteristiche fanno del “Premio” pordenonese un confronto vero, non un premificio di personaggi scelti soprattutto per fare da richiamo a beneficio degli organizzatori e degli sponsor. Infatti, l’evento considera un’informazione vera, contrapposta al mondo confusionario dei social e delle fake news. In sostanza, i riconoscimenti riguardano il valore dei
giornalisti e delle testate giornalistiche di un Paese libero e democratico come l’Italia. Per partecipare, gli autori non hanno limiti di età, anche se in genere sono i giovani i più disposti a mettersi in gioco su temi che vanno dalla politica all’economia, dalla cultura allo sport, dalla vita sociale a tutto ciò che riguarda l’attualità di una regione capace di confrontarsi con il mondo attraverso il giornalismo genuino.

SOSTENITORI. Senza sponsor questo concorso non esisterebbe. Il “Premio Simona Cigana” si giova dell’apporto determinante di Banca di credito cooperativo Pordenonese e Monsile, Famiglia Cigana, Confartigianato Pordenone, Comuni di Aviano e di San Vito al Tagliamento. Indispensabile anche il patrocinio di numerosi enti e privati, a partire dall’Ordine dei giornalisti, da Assostampa e Ussi del Friuli Venezia Giulia, dalla Giunta e dal Consiglio della Regione a statuto speciale Friuli Venezia Giulia, da vari enrti pubblici e privati. Non ci sarebbe nemmeno senza il Circolo della Stampa di Pordenone, espressione del volontariato culturale nei confronti dei giornalisti e dei fruitori dell’informazione.

GIORNALISTI. L’impegno congiunto di questi tre elementi consente anche di consolidare un altro aspetto eccellente di questa attività, definito “Fuori concorso”, che premia il lavoro dei giornalisti caratterizzato da reportage o libri, fuori delle cinque categorie concorsuali. In alcuni casi, come è avvenuto nella 13ª edizione, questi riconoscimenti si riferiscono alla carriera e alla professionalità. La scelta è a beneficio di nomi individuati su segnalazione del pubblico.

CONCORSO. Con la 14ª edizione del “Premio Simona Cigana” il Circolo della Stampa di Pordenone continua a onorare il suo Statuto, approvato 56 anni fa, a beneficio, in particolare del
pubblico che crede nel diritto-dovere di fruire di un’informazione libera e democratica, e nei valori di una categoria professionale, quella dei giornalisti, da difendere e da rivalutare, soprattutto in epoca di disintermediazione. Premiare il lavoro giornalistico attraverso un confronto volontario su un tema indicato dal Bando/Regolamento significa incoraggiare i colleghi, specialmente i giovani, a misurarsi con una realtà complessa e mutevole che ha bisogno di essere capita e migliorata. Questo obiettivo ha consentito di distribuire finora circa 300 premi in denaro e altrettanti con riconoscimenti di valore morale.

www.stampa-pordenone.it

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In copertina, il volto sempre sorridente di Simona Cigana scomparsa in giovane età.

Expo Artisti pordenonesi nel mondo progetto Efasce con Arianna Grosso

Il primo incontro preparatorio ha avviato il cammino del progetto “Expo Artisti Pordenonesi nel Mondo”, promosso da Efasce: dagli Emirati Arabi Uniti Arianna Grosso – originaria di Casarsa della Delizia e che nel Golfo Persico è Senior manager del Dipartimento di Arti visive presso la Fondazione Abu Dhabi music and arts – ha dialogato online con gli studenti del Liceo Artistico Galvani di Cordenons, partner del progetto assieme a Comune di Pordenone, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli.
L’obiettivo è l’organizzazione nel capoluogo di un’esposizione multi-artistica di corregionali residenti all’estero, unitamente a workshop tematici per studenti. La mostra si chiamerà La Città diffusa e con la Grosso ne sono referenti dalla Francia Luca Pascotto – originario di Pordenone che opera alla Federazione Internazionale dell’Automobile di Parigi, ma è anche un apprezzato fotografo – e le professoresse del Galvani Moira Piemonte e Sara Marzari.
“Prevediamo – ha raccontato Arianna Grosso nel primo incontro – di coinvolgere diversi corregionali per altrettante “forme d’arte” come fotografia, musica, effetti speciali, grafica e design, riqualificazione urbana. Infatti, vogliamo che questo progetto sia una restituzione sul territorio dei saperi e delle esperienze dei nostri corregionali che a diverso titolo si occupano di arte e cultura nel mondo, rafforzando allo stesso tempo il loro legame con i luoghi d’origine”.
Il tutto senza dimenticare la sensibilizzazione del territorio rispetto alle nuove forme di emigrazione. “Nuove forme – sottolinea il presidente di Efasce, Gino Gregoris – che vedono rispetto all’emigrazione del passato un dialogo più stretto con i territori d’origine, come dimostrano proprio le storie di questi corregionali attivi in campo artistico. Per questo il nostro Ente sta costruendo, con questo progetto come anche gli altri in essere, una rete che favorisca il dialogo e la condivisione. Questa volta sarà l’arte il filo conduttore e attraverso la preziosa collaborazione con l’istituto Galvani apriremo pure un ragionamento per un laboratorio che porti alla definizione del nostro nuovo logo Efasce”.

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In copertina, il presidente di Efasce (pordenonesi nel mondo)  Gino Gregoris.

 

 

Ai concerti più belli dell’estate in Fvg con gli acquisti fatti al Palmanova Village

Palmanova Village “amplifica le tue passioni” con la musica dal vivo dei concerti più emozionanti dell’estate: da ieri e fino al 18 giugno, chi farà acquisti nei 90 negozi del Villaggio per almeno 200 euro di spesa (massimo tre scontrini) riceverà due ingressi per un concerto a scelta tra quelli in programma nei prossimi mesi in Friuli Venezia Giulia.
Grazie alla rinnovata collaborazione con Zenit/Azalea.it, l’azienda friulana specializzata in concerti e grandi eventi, si potrà scegliere tra i circa 40 appuntamenti di musica e spettacolo degli artisti più amati, come Fabri Fibra e Mr Rain a Lignano Sabbiadoro, Madame a Udine, Mika ai Laghi di Fusine, Articolo 31, Panariello e Masini a Majano, Pintus a Palmanova, Tananai a Pordenone, Zucchero a Trieste, e molti altri.
Per poter partecipare all’iniziativa è necessario essere in possesso della Village Card che può essere sottoscritta anche sul momento. Per tutte le informazioni: www.palmanovavillage.it

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In copertina, un’installazione realizzata nelle stradine del Palmanova Village.

Friuli Storia, festeggiati a Udine gli studenti delle scuole medie di Cividale, Tarcento e Pordenone

Il Premio Fondazione Friuli scuole promosso dall’istituto bancario per le scuole rappresenta la “primavera” del Premio Friuli Storia, perché mette al centro gli studenti di oggi, futuri appassionati della storia e lettori in nuce della Giuria popolare del Premio, per le edizioni a venire. Protagonisti dell’edizione 2023 sono stati quest’anno gli studenti delle Scuole secondarie di I grado e in particolare di tre istituti di Tarcento, Pordenone e Cividale che hanno incrociato la ricerca storica con le vicissitudini familiari. Nel pomeriggio di martedì, grande festa per tutti al Cinema Visionario di Udine dove, assieme agli studenti, si sono ritrovati i loro insegnanti, gli amici e compagni delle scuole, le famiglie e il pubblico della città.


Ha condotto l’evento il direttore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, e nel corso della premiazione è intervenuto il presidente di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, che ha consegnato i riconoscimenti ai giovani e ai loro insegnanti. Nel cuore dell’incontro, la presentazione dei lavori degli allievi delle scuole premiate, frutto di studio e ricerche a cavallo fra storia del territorio e, appunto, memorie familiari. Ciascuna scuola vincitrice ha ricevuto, per i lavori realizzati, un gettone del valore di 1000 euro per l’acquisto di materiale didattico. In particolare, gli studenti della Scuola Camillo Di Gaspero, di Tarcento, hanno tracciato una “storia del Friuli” in sei tappe fra passato, presente e futuro”, focalizzando nel tempo su cibo, abbigliamento, scuola, lavoro, giochi e lingua. I colleghi della Scuola Convitto Paolo Diacono, di Cividale, hanno invece realizzato un video, raccontando e mostrando i giochi che facevano da piccoli i loro nonni, provando a riproporli oggi. E gli studenti della scuola Pasolini di Pordenone si sono divisi fra la classe 3A, che ha prodotto un powerpoint con link audio per ripercorrere i momenti clou della storia del Friuli, e la classe 3B che attraverso il lavoro di un’allieva ha raccontato, fra storia e memoria, la vicenda dei nonni.
La cerimonia di consegna del Premio Fondazione Friuli scuole ha offerto l’occasione per il lancio del Bando dell’edizione 2024 del contest, rivolto a tutte le Scuole secondarie di I grado (medie) delle province di Udine e Pordenone, con una Giuria tecnica dedicata. Il bando sarà pubblicato in questo mese di giugno e sarà quindi perfettamente operativo con il ritorno in classe, il prossimo settembre.
«La fase sperimentale del Premio riservato alle scuole ha avuto pieno successo grazie al coinvolgimento diretto di studenti e insegnanti – ha commentato il presidente Morandini –. Ringrazio l’organizzazione di Friuli Storia – rappresentata dal direttore scientifico Tommaso Piffer – per aver collaborato alla realizzazione di una iniziativa, importante per valorizzare la storia locale, fino addirittura a quella familiare, nel percorso di studio e di crescita dei nostri giovani».

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In copertina, il presidente Morandini con il professor Piffer e all’interno i ragazzi delle tre scuole friulane premiati.

Promos Italia (con quattro aziende Fvg) alla missione economica in Arabia

Si è conclusa ieri la missione imprenditoriale promossa da Promos Italia in Arabia Saudita, che ha visto la partecipazione di 11 aziende italiane dei settori agroalimentare, meccanica, cosmetica, moda e arredo&design. Dal Friuli Venezia Giulia sono state quattro le imprese partecipanti: Minini di Majano, Concepts by Braida Sb, Chairs&More e Demar Caffè.


Le aziende coinvolte hanno avuto in totale un centinaio di incontri b2b con controparti locali e hanno fatto visita, con il coordinamento dell’ufficio Ice – Agenzia di Riyadh, prima al Ministero degli Investimenti e quindi a realtà locali di riferimento rispetto alle merceologie delle imprese (cantieri, GDO, retailer e altro ancora).
La missione imprenditoriale è stata guidata dal presidente di Promos Italia (e della Camera di Commercio Pordenone-Udine), Giovanni Da Pozzo, che in un’ottica di consolidamento delle relazioni tra i Paesi e di sviluppo delle attività a favore dei rispettivi sistemi imprenditoriali, ha avuto incontri sia in Arabia Saudita sia in Kuwait, con il coordinamento dell’Ambasciata d’Italia. Tra gli altri, ha incontrato il viceministro per lo Sviluppo del Ministero degli Investimenti dell’Arabia Saudita, Fahad Jamal Alnaeem; la Federation of Saudi Chambers of Commerce, attiva nello sviluppo delle relazioni commerciali tra Italia e Arabia Saudita, e il presidente della Camera di Commercio del Kuwait, Abdulaziz Al Saqer, oltre ad aver fatto visita al Dipartimento degli Affari Economici al Ministero degli Esteri del Kuwait. Peraltro, in Camera di Commercio, guidati dall’ambasciatore Carlo Baldocci, si è tenuto un incontro con una delegazione di imprese locali.

«La Penisola Araba è un’area di forte interesse per le imprese italiane e per il loro business – spiega Da Pozzo -. Per questo motivo, dal 2020 ad oggi abbiamo organizzato 47 iniziative relative a quattro paesi dell’Area: Eau, Qatar, Arabia Saudita e Kuwait, che hanno coinvolto centinaia di imprese italiane nella preparazione a questi mercati. Tra le iniziative proposte seminari di approfondimento sui Paesi, servizi di assistenza personalizzata, attività di matching virtuali e in presenza, grazie alla collaborazione con gli uffici Ice, oltre alla sottoscrizione di 2 Memorandum of Understanding siglati con la Kuwait Chamber of Commerce, nel 2020, e con la Dubai Chamber of Commerce, nel 2021”.

Quella appena terminata è la quinta missione in Arabia Saudita organizzata da Promos Italia a partire dal settembre 2022. Le diverse iniziative hanno visto il coinvolgimento di un totale di 61 imprese di tutta Italia. Promos Italia organizzerà una nuova missione a Riyadh, dal 10 al 12 settembre, dedicata alla filiera arredo, interior design, sistema casa e contract&hospitality in occasione della fiera di settore Index & The Hotel Show Saudi 2023. Le aziende partecipanti avranno la possibilità di entrare in contatto e conoscere la realtà saudita oltre all’opportunità di presentare i propri prodotti e servizi a controparti locali. Il programma della missione prevede: incontri d’affari B2B; la partecipazione alla fiera Index & The Hotel Show Saudi 2023; visite collettive introduttive al mercato.

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In copertina e all’interno alcune immagini degli incontri in Arabia Saudita guidati dal presidente Giovanni Da Pozzo.

Pronto soccorso intasati? I medici replicano al sindaco di Pordenone

“È ingeneroso indicare nei medici di medicina generale le cause dell’intasamento dei pronto soccorso, quando invece sono proprio loro, con un numero che varia tra i 15 e i 18 mila contatti con i pazienti all’anno per ogni medico, a dare una prima e pronta risposta in ambito sanitario”: così il dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg Fvg maggiore sindacato del settore, in merito alle dichiarazioni riportate sui media del sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani.
“Nessuna volontà di fare polemica con il sindaco – aggiunge Agrusti -, perché non è nel nostro stile, ma molti colleghi si sono risentiti delle frasi riportate nei loro confronti. Per questo rispondiamo con dei dati precisi, che raccontano il nostro impegno. Un medico di medicina generale con 1500 pazienti in carico, ogni anno ha 15 mila contatti con loro tra visite in ambulatorio, a domicilio o tramite consulti telefonici. Una media di 58 al giorno. Ci sono poi colleghi che a causa della carenza di medici di medicina generale hanno 1800 assistiti in carico: per loro si tratta di 18 mila contatti l’anno, ovvero 70 al giorno. Questo a livello regionale. Nello specifico dell’area vasta Pordenonese che il sindaco conosce bene, i nostri 180 medici gestiscono ogni giorno una media di 10 mila 500 contatti. Sono numeri significativi, che testimoniano quante ore dedichiamo per essere reperibili in vario modo per il bene dei nostri pazienti“.
E sempre sul Friuli occidentale il segretario Fimmg ricorda che “i medici di medicina generale della provincia di Pordenone hanno numeri molto performanti nella vaccinazione, sia quelle anti-influenzali degli ultra 60enni sia per le vaccinazioni anti Covid-19 nel periodo della pandemia, quando abbiamo dato pronta risposta anche al problema dei tamponi indispensabili per monitorare l’andamento dell’epidemia, essendo gli unici tra i sindacati ad aderire al protocollo con la Regione, come l’assessore Riccardo Riccardi può testimoniare. Il nostro ruolo nella pandemia è stato riconosciuto, visto che ancora oggi da recenti sondaggi registriamo un 85% di gradimento del servizio da parte della popolazione. Proprio nel Pordenonese, ad Aviano, abbiamo pianto l’unico medico di medicina generale morto per il Covid-19 in Friuli Venezia Giulia, il compianto dottor Antonino Cataldo, e in Italia, sul totale dei sanitari deceduti, metà erano medici di medicina generale. Tutto questo, lo ripetiamo, non per polemica ma per spirito di verità, sennò ogni volta rischiamo di essere ritenuti responsabili di tutte le problematiche che riguardano la sanità territoriale”.

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale Fimmg Fvg.

Oltre 2400 bambini al Teatro di Pordenone per la lirica sull’inquinamento dell’acqua

Da sempre tra i fiori all’occhiello della programmazione del Teatro di Pordenone per il pubblico dei più giovani, il Giuseppe Verdi sta ospitando un nuovo, originale appuntamento del progetto di avvicinamento alla Lirica per i più piccoli, che va a concludere le proposte 2022/2023 del percorso Educational, nato l’intento di portare la Scuola a Teatro e il teatro nel percorso scolastico.


Di scena nella mattinata di ieri con replica oggi – doppia recita alle 9.15 e alle 11 – l’opera opera “civica” contemporanea per ragazzi Acquaprofonda, su musiche originali del noto compositore e virtuoso del violoncello Giovanni Sollima, musicista di fama internazionale e compositore italiano più eseguito in assoluto nel mondo. Realizzata su libretto di Giancarlo De Cataldo per la regia di Luis Ernesto Doñas, l’opera commissionata dal Teatro Sociale di Como – AsLiCo, in coproduzione con il Teatro dell’Opera di Roma, nonché Premio Abbiati 2022, ritrae con grande originalità uno dei temi più stringenti del nostro tempo, quello dell’inquinamento delle acque. Il racconto si snoda attraverso le vite di Serena, di suo padre, il Guardiano, e di Padron Bu, il proprietario di una fabbrica, che vengono sconvolte dall’arrivo di una gigantesca creatura marina. Grazie all’aiuto del Vecchio Marinaio, Serena saprà convincere il padre ad agire correttamente, e aiuterà la balena a liberarsi dalla tanta plastica nella pancia.
Con questo spettacolo di altissimo livello artistico, il Verdi ha di nuovo riportato le scuole a Teatro coinvolgendo oltre 2400 bambini e gli insegnanti di 22 scuole di Pordenone e provincia e delle province di Udine e Venezia per affrontare assieme tematiche di educazione civica, quali il diritto dei bambini e degli adolescenti di tutto il mondo ad avere l’acqua potabile, l’aumento dell’inquinamento delle acque, il “ruolo” della plastica rispetto all’ambiente e le buone azioni quotidiane che tutti possiamo compiere per il bene del Pianeta.

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In copertina, una scena dell’opera lirica contemporanea; all’interno, un’altra immagine dello spettacolo e i bambini che si dirigono al Teatro di Pordenone.

 

“Tra le Tor e lis Culinis”, a Savorgnano la prima escursione Valli Torre-Natisone

Partono il 4 giugno le escursioni alla scoperta delle Valli del Torre e del Natisone tra vette, acque, foreste, vigneti e storia del progetto I Sentieri delle Pro Loco. La prima camminata in programma è quella “Tra le Tor e lis Culinis” sui sentieri curati e mantenuti dalle Pro Loco di Savorgnano del Torre per scoprire tradizioni ed angoli nascosti del territorio.
“Quest’anno la rassegna I Sentieri delle Pro Loco parte dalle bellissime colline di Savorgnano con una camminata adatta a tutti, lungo il corso del fiume Torre tra dolci colline. Invitiamo gli amanti delle escursioni e della natura a visionare il programma di escursioni messo a punto per il 2023 – annuncia il presidente del Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža,Gianfranco Specia -: si tratta di 10 interessanti camminate, con lunghezze e difficoltà diverse, ma tutte emozionanti per chi ama stare all’aria aperta, passeggiare tra boschi e prati e scoprire un territorio ancora incontaminato. Ringraziamo nuovamente i volontari delle nostre Pro Loco, custodi della sentieristica che con il proprio impegno contribuiscono a mantenere pulita dalla vegetazione spontanea e accessibile lungo il corso dell’anno e ci diamo appuntamento, come prima tappa a Savorgnano del Torre”.

Gianfranco Specia


“I Sentieri delle Pro Loco” ovvero il programma delle 10 escursioni guidate in programma da giugno ad ottobre è organizzato dalle Pro Loco aderenti al Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža. Le Pro Loco coinvolte quest’anno sono quelle di Savorgnano, Lusevera, Masarolis, Amici di Prosenicco, Subit, Val Cornappo, Porzus, Torlano, Valle di Soffumbergo e Attimis. Ad accompagnare gli escursionisti le guide di Wild Routes.
Il primo appuntamento, come detto, è l’escursione “Tra le Tor e lis Culinis” in programma per domenica 4 giugno. Una camminata per comprendere come il torrente Torre (le Tor) si sia insinuato tra le colline circostanti modellando il territorio e cambiando la vita degli abitanti che da secoli abitano questi luoghi e da esso traggono ancora supporto. Il ritrovo è previsto alle ore 8.30 con partenza alle 9 a Savorgnano del Torre (ritrovo al campo sportivo). Al termine dell’escursione sarà possibile riprendere le forze assaporando i prodotti locali grazie ad un ristoro organizzato dalla Pro Loco locale. Gli escursionisti saranno accompagnati da Le guide di Wild Routes. Il percorso è facile, per una lunghezza di 6 km per 50 m di dislivello. Si tratta di un’escursione adatta a bambini a partire dai sei anni d’età. La durata della camminata è di circa 3 ore.

Escursione sui monti Torre-Natisone.


Si raccomanda come equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard. Il prezzo è stato fissato in 15 euro (per adulti) e 7,50 euro per ragazzi dai 12 ai 18 anni accompagnati, gratis per i minori di 12 anni accompagnati da adulto pagante. La prenotazione all’escursione è obbligatoria e va fatta entro le ore 18 del 3 giugno al cellulare 333.4564933 (messaggio Whatsapp).

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In copertina, una suggestiva panoramica di vigneti sulle colline di Savorgnano.

CrediFriuli, sostenibilità al centro della gestione del risparmio: va contrastata la crisi climatica

La Finanza sostenibile svolge un ruolo fondamentale oggi in Europa in un’ottica di leadership planetaria. Il Vecchio Continente, infatti, è responsabile dell’8 per cento delle emissioni di gas serra ma contribuisce, a livello mondiale, con circa il 50 per cento delle emissioni di strumenti finanziari sostenibili, contro il 23 per cento degli Usa. Dunque, all’indomani della crisi pandemica, che ha risvegliato un’inflazione dormiente da circa 40 anni, e con il perdurare del conflitto russo-ucraino che ha allontanato l’attenzione dai temi della sostenibilità, si percepisce a livello sistemico una ripresa del percorso virtuoso verso uno sviluppo sostenibile. Tutte tematiche al centro dell’evento “Non c’è più tempo” organizzato da CrediFriuli al Teatro Giovanni da Udine, in partnership con Raiffeisen Capital Management e Bcc Risparmio e Previdenza Sgr.

Luciano Sartoretti

Le testimonianze dirette dello stato di salute della Terra sono state presentate da Fabio Cappa, che guida ogni anno vere e proprie spedizioni scientifiche in tutto il mondo con l’obiettivo di verificare e documentare le criticità che questo sviluppo economico sta determinando sul livello della temperatura del Pianeta: effetti devastanti prodotti negli ultimi 70 anni dall’utilizzo dei combustibili fossili. Il cambiamento climatico è il responsabile di conseguenze di eventi drammatici come quelli della Romagna, senza dimenticare i paesaggi antartici sempre più compromessi, le barriere coralline distrutte, le foreste devastate dagli incendi causati dal surriscaldamento, i ghiacciai alpini fortemente ridimensionati dallo scioglimento. Eventi che richiamano ogni persona, col proprio ruolo, all’impellenza di una reazione virtuosa che inneschi, a livello di sistema, effetti che blocchino l’inerziale percorso verso una dimensione irrecuperabile del surriscaldamento terrestre. L’evento ha voluto essere un ingaggio a ciascuno dei 600 partecipanti per contribuire a informare e a stimolare stili di vita e di impresa nuovi e rinnovati, che intercettino uno sviluppo sostenibile in un Pianeta che ha risorse scarse e dove l’imperativo è garantire la vita alle generazioni future.
Il presidente di CrediFriuli, Luciano Sartoretti, ha evidenziato come sia un preciso dovere della banca, richiamato anche dallo Statuto, quello dell’educazione al risparmio che deve essere investito con finalità remunerative e sociali, grazie alla Finanza sostenibile. Gli ha fatto eco il direttore generale, Gilberto Noacco: «Siamo una banca a mutualità prevalente nella quale è naturale coniugare gli obiettivi economici con quelli valoriali. La difesa della Terra ci vede coesi a livello di Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea in un progetto trasversale rispetto alle attività delle singole Bcc in ottica ESG (ambiente, società e governance). Abbiamo, al riguardo, istituito nell’ambito del CdA la figura del Consigliere delegato alla Sostenibilità investendo del ruolo il vicepresidente, Stefano Fruttarolo».

Leonardo Balconi


L’ingaggio verso uno sviluppo sostenibile ha un forte impatto sul processo di gestione del risparmio delle persone con la finanza sostenibile che sta registrando una vera e propria accelerazione, come ha affermato il responsabile dell’Area finanza, Leonardo Balconi: «Una normativa europea sempre più affinata sta determinando una concreta selezione fra gli intermediari, veicolando i capitali dei clienti verso strumenti finanziari che investono effettivamente in tematiche legate all’ambiente, al sociale e al governo d’impresa. Il risparmiatore deve però essere informato di quanto il suo portafoglio finanziario sia effettivamente posizionato in termini sostenibili affinché possa essere guidato dalla banca verso una maggiore aderenza ai principi ESG».
Il messaggio conclusivo consegnato da Cappa è stato quello che la Finanza sostenibile non è un atto di volontariato, ma coniuga in un doppio rendimento, quello finanziario e sociale, la sua vera forza, testimoniata da rendimenti sistematicamente maggiori della Finanza sostenibile rispetto a quella tradizionale così come espressi da precisi indici di Borsa.

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In copertina, un momento del convegno di CrediFriuli tenutosi al Teatro di Udine.