Tutto pronto per Open Dialogues 2026: Udine ospita due giornate per “leggere” il mondo che cambia. Domani il via parlando della guerra scoppiata in Iran

Udine, questa settimana, torna a farsi “sala di lettura” del presente e di riflessione per il futuro. In un momento in cui lo scenario geopolitico continua a mutare rapidamente, con nuovi elementi di forte incertezza e instabilità e con l’attenzione internazionale nuovamente concentrata anche sulla situazione iraniana e mediorientale, Open Dialogues for the Future 2026 chiama a raccolta una trentina fra analisti, studiosi e protagonisti del mondo economico e istituzionale per mettere a fuoco ciò che sta cambiando e come questi cambiamenti incidono sull’Europa e sull’Italia e come tutto ciò influenza i sistemi produttivi regionali. La due-giorni sarà ospitata nella Chiesa di San Francesco, a Udine, con avvio dei lavori domani 5 marzo dalle 10 (registrazioni dalle 9.30) e prosecuzione fino al tardo pomeriggio; venerdì, il programma riprenderà dalle 10 e si concluderà entro la tarda mattinata.
Dallo scenario geopolitico e geoeconomico tra vecchi e nuovi conflitti alla prova della difesa europea all’attualità della situazione mediorientale, dai focus su States e Cina alle trasformazioni legate all’Intelligenza artificiale. Sono questi i temi al centro della quarta edizione del forum, che quest’anno si è assicurato anche importanti videocollegamenti: il pomeriggio del primo giorno per un’analisi in diretta proprio sul conflitto in corso da sabato, con Vali Nasr, accademico iraniano-americano che aiuterà il pubblico a capire meglio il mondo persiano e, a seguire, l’intervento di due relatrici saudite, mentre in chiusura della mattina del secondo giorno con Iryna Terekh, fondatrice e ceo della più importante azienda ucraina nella produzione di droni.

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Imprese e start up giovanili

Sono aperti i termini per la presentazione delle domande a valere sul bando regionale dedicato alle imprese e alle start up giovanili, che possono essere inviate fino alle 16 del 25 marzo prossimo. Le istanze devono essere presentate alla Camera di commercio competente per ambito territoriale esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale messo a disposizione dalla Regione Fvg. «Come Comitato imprenditoria giovanile della Cciaa Pn-Ud – commenta il presidente dell’organo consultivo Luca Rossi – collaboriamo ben volentieri a promuovere questo bando e invitiamo tutte le imprese giovani che hanno i requisiti previsti a partecipare, per non lasciarsi scappare questa importante occasione di sviluppo offerta dalla Regione». Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese giovanili e le start up giovanili, ovvero imprese costituite da non più di 60 mesi al momento della domanda. Per impresa giovanile si intende una società di capitali o di persone in cui la maggioranza delle quote o azioni è detenuta da giovani o da altre imprese giovanili e la maggioranza degli amministratori è giovane; una società cooperativa in cui la maggioranza dei soci e degli amministratori è giovane; oppure un’impresa individuale il cui titolare è giovane. È richiesta la sede legale o un’unità operativa in cui si realizza il progetto sul territorio regionale. Il progetto di impresa giovanile finanziato da bando prevede un importo minimo di spesa ammissibile non inferiore a 10mila euro. L’intensità massima del contributo è del 50% della spesa ammissibile, salvo che l’impresa o startup abbia richiesto un’intensità minore. Il limite massimo del contributo concedibile per ciascuna domanda è di 40mila euro. Le domande sono istruite per ambito territoriale e i contributi sono concessi secondo procedimento valutativo a sportello. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della Camera di commercio di Pordenone Udine www.pnud.camcom.it, sezione Contributi regionali, e sul portale della Regione Friuli Venezia Giulia. Per le imprese del territorio di Udine è possibile contattare l’ufficio Agevolazioni delegate ai numeri 0432.273829-522-282 o scrivere a contributi.ud@pnud.camcom.it. Per le imprese del territorio di Pordenone i riferimenti sono 0434.381237-224-277-221 e l’indirizzo contributi.pn@pnud.camcom.it

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Ospiti del presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo e del direttore scientifico del Forum Federico Rampini, con la moderazione di Filippo Malinverno (coordinatore Open Dialogues per The European House – Ambrosetti), interverranno Alberto Felice De Toni (sindaco di Udine), Bruno Malattia (presidente Fondazione Friuli), Michelangelo Agrusti (vicepresidente Cciaa Pn-Ud), Andrea Prete (presidente Unioncamere), Sergio Emidio Bini (assessore attività produttive e turismo Regione Fvg), Greta Cristini (analista geopolitica, reporter e scrittrice), Gilles Gressani (Direttore Le Grand Continent), Arduino Paniccia (presidente ASCE Venezia), Veronica De Romanis (professoressa di Economia europea, Stanford University Firenze), Luigi Buttiglione (ad LB Macro), Dominik P. Jankowski (Deputy Secretary general for Policy and Outreach Assemblea Parlamentare Nato), Jan Techau (Director of Eurasia Group’s Europe team), Stefano Pontecorvo (presidente Leonardo), Alessandro Melis (Idc Foundation Endowed Chair; Architecture, New York Tech), Gerard Baker (Editor-At-Large Wall Street Journal), Elizabeth Truss (già Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Regno Unito), Nile Gardiner (direttore Margaret Thatcher Center for Freedom and Bernard and Barbara Lomas Fellow, The Heritage Foundation) e Sandra Borda (professoressa associata Universidad de los Andes).
In videocollegamento interverranno inoltre Matteo Zoppas (presidente Agenzia Ice), Markus Kerber (già direttore generale Federation of German Industries, Bdi); le saudite Emon Shakoor (venture capitalist e imprenditrice; ceo Blossom Accelerator) e Ghadah Amer Alhamoud (Chief international affairs, Ministry of Industry and Mineral Resources dell’Arabia Saudita), Vali R. Nasr (Majid Khadduri Professor of Middle East studies and international affairs, Johns Hopkins University School of advanced international studies); Marco Pavone (associate professor of aeronautics and astronautics, Stanford University; director of Autonomous Vehicle Research, Nvidia), Tai Ming Cheung (direttore Uc Institute on Global Conflict and Cooperation) e l’ucraina Iryna Terekh (ceo e fondatrice, Fire Points). Al forum saranno trasmessi anche i videomessaggi di Raffaele Fitto (vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Commissione europea) e Giuseppe Cavo Dragone (Ammiraglio di Squadra della Marina militare e presidente Comitato militare Nato).


Open Dialogues è promosso dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con The European House – Ambrosetti e con la direzione scientifica di Federico Rampini. Partner istituzionali e sostenitori dell’iniziativa sono Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Udine e Fondazione Friuli. Open Dialogues gode inoltre del patrocinio di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per partecipare è necessario iscriversi (fino a esaurimento posti) esclusivamente tramite il modulo online su www.opendialogues.eu. I posti in presenza stanno raggiungendo il numero massimo disponibile. Per chi non potrà essere in sala, tutti i panel saranno trasmessi anche in diretta streaming, sempre sul sito ufficiale e sul canale YouTube della Cciaa Pn-Ud. Tutte le informazioni sono aggiornate su www.opendialogues.eu, sul sito www.pnud.camcom.it e sui canali social della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

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In copertina, la chiesa di San Francesco che ospiterà gli incontri; all’interno, immagini della passata edizione con il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo.

Terremoto 50, anche il Giro d’Italia con la tappa Gemona-Piancavallo onorerà le vittime. Riccardi: sarà evento indelebile

«Il Giro d’Italia è una delle manifestazioni più popolari di questo Paese e la tappa di quest’anno, con una partenza simbolica dalla Caserma Goi Pantanali di Gemona – che abbiamo l’onore di avere in carico dall’Esercito e sarà fulcro degli eventi più importanti del 50mo del terremoto – ha tutti gli ingredienti per non essere una tappa tra tante, ma una che crediamo rimarrà dentro di noi perché in questa occasione ricordiamo un’esperienza che è stata un tornante nella storia di questa terra e del suo popolo». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, durante l’incontro operativo svoltosi ieri a palazzo Belgrado, a Udine, con i sindaci e i coordinatori dei volontari della Protezione civile per definire i dettagli logistici del passaggio della 20ma Tappa del Giro d’Italia uomini, la Gemona 1976-2026 con arrivo a Piancavallo, e il 31 maggio e 1 giugno 2026 le Tappe del Giro Women.


L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato la profondità dell’impegno regionale per l’appuntamento del 2026, precisando che “abbiamo sulle spalle un’altra sfida con un doppio peso e valore: ricordare nel migliore dei modi le persone che sono mancate ed essere all’altezza di Enzo Cainero”, ricordando il compianto patron di tante tappe della “carovana rosa”. La ventesima tappa maschile, in programma sabato 30 maggio, partirà proprio da Gemona per arrivare sul Piancavallo dopo 200 chilometri e oltre 3.000 metri di dislivello. Un momento particolarmente significativo precederà il via, quando la carovana si fermerà per una commemorazione davanti al cimitero monumentale di Gemona per onorare le quattrocento vittime del sisma del 1976.
«La Regione metterà in campo tutte le forze possibili che non si riducono alle sole risorse economico-finanziarie – ha assicurato l’assessore -, ma alla messa in campo del modello di organizzazione che vede il sistema di Protezione civile come sempre in prima linea, con a fianco i nostri Comuni, i nostri sindaci e naturalmente i protagonisti che sono i volontari, chiamati a fare assistenza alla persona». L’imponente macchina organizzativa vedrà coinvolti 45 Comuni e un investimento complessivo di 15 milioni di euro per la viabilità del Giro maschile e circa un milione per le due tappe del Giro Women, previste per il 31 maggio e il 1° giugno.
Sul fronte della sicurezza, la Motostaffetta friulana e il Soccorso alpino presidieranno i punti più critici, come la doppia ascesa al Piancavallo. Riccardi ha voluto ribadire la gratitudine dell’Amministrazione regionale verso tutti gli attori coinvolti, sottolineando che «rinnovare la gratitudine mia personale, del presidente Fedriga e di tutti coloro che se ne occupano significa essere a totale disposizione per sostenere e affiancare tutte le attività che riguardano un appuntamento importante, delicato e complesso. Abbiamo il peso di un esito positivo della manifestazione, ma anche il dovere di farlo simbolicamente ricordando quell’evento e soprattutto nel rispetto delle persone che sono mancate». L’appuntamento per la presentazione ufficiale delle tappe, alla presenza dei direttori del Giro maschile e femminile è fissato per venerdì 27 marzo, su invito, alla caserma Feruglio di Venzone.

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In copertina, ciclisti impegnati nel Giro 2025 e all’interno l’assessore regionale Riccardi con il presidente Fedriga.

Alla scoperta del Carso, domenica con le donne in festa escursione da Trebiciano alla suggestiva dolina di Orlek in Slovenia

Come è noto, la cooperativa Curiosi di natura festeggia i 25 anni di attività. E, in anteprima della sua stagione di primavera, per “Piacevolmente Carso” domenica 8 marzo, Festa internazionale della donna, propone un’escursione dalle 9.30 alle 13.30 da Trebiciano alla spettacolare dolina di Orlek, in Slovenia. Vicina a Sežana, profonda 100 metri, larga 250 e dalle pareti a picco, la dolina di Orlek è stata dichiarata “monumento naturale” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.


Il percorso è in parte tra i boschi, tra il giallo dei cornioli in fiore. Sul fondo della conca di Orlek cresce un bosco di carpini bianchi, e tra le rocce coperte dal muschio spiccano le fioriture precoci del bosco di dolina.
Il percorso è di 7,5 km, su un dislivello di soli 100 metri, ma sono consigliate scarpe da trekking o con suole antiscivolo. Ritrovo alle ore 9.10, nello spiazzo vicino al cimitero di Trebiciano. Raggiungibile da Trieste con il bus n. 51 (partenza da Piazza della Libertà – Stazione autocorriere, ore 8.20; arrivo alle 8.43). Quote di partecipazione: interi € 12; 6 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Appuntamento, poi, domenica 15 marzo a Duino Aurisina, per un’escursione dalle 9.30 alle 13.30 sul Monte Ermada. Per il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, con una guida naturalistica e Monica Skapin, che nella zona ha realizzato la sua tesi di laurea sullo sciacallo dorato nel Carso triestino. Si parlerà del ruolo dei predatori e della loro coesistenza con l’agricoltura locale. Ritrovo alle 9.10, nel parcheggio del Campo sportivo di Visogliano.

“Piacevolmente Carso” è organizzato da Curiosi di natura, con il patrocinio di: AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle Cooperative) e in collaborazione con l’URES – SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena – Slovensko Dezelno Gospodarsko Zdruzenje), Sapori del Carso e i Gruppi d’Iniziativa Territoriale di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, una escursione a Orlek sul Carso sloveno, un angolo della famosa dolina e la fioritura del corniolo.

A Casarsa della Delizia la visita del nuovo questore di Pordenone. Il sindaco Colussi: una importante collaborazione

Il nuovo questore di Pordenone, Graziella Colasanto, ha fatto visita al Municipio di Casarsa della Delizia accolta dal sindaco Claudio Colussi assieme al vicesindaco Ermes Spagnol, agli assessori Paola Zia e Aurora Gregoris e al segretario comunale Anna Dazzan.
«Un incontro istituzionale – commenta il sindaco Colussi – in cui abbiamo potuto presentare al questore la nostra realtà comunale e confermarle il proficuo lavoro di collaborazione con le Forze dell’ordine che come Amministrazione stiamo portando avanti. È stato poi un piacere scoprire i legami familiari della dottoressa Colasanto con il Friuli occidentale, territorio che conosce bene. Un momento di dialogo istituzionale molto positivo».

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In copertina, il nuovo questore di Pordenone Graziella Colasanto con il sindaco Claudio Colussi e l’amministrazione di Casarsa.

Sesto al Reghena, nuovo spazio a servizio del campo sportivo della “Ramuscellese”. Il sindaco: strutture per tutta la comunità

Un nuovo spazio a servizio del campo sportivo di Ramuscello, sede delle partite casalinghe della Sap Ramuscellese calcio, militante nella Seconda categoria: è quello inaugurato domenica dall’Amministrazione comunale di Sesto al Reghena. Un intervento, a vantaggio di tutta la comunità, che ha visto l’acquisto di box prefabbricati, la loro installazione e l’allacciamento delle utenze, nonché la sistemazione dell’area circostante con la stabilizzazione della superficie tramite un pavimento di pietra in blocchi calpestabili. Il tutto per una spesa di 75 mila euro, sostenuta tramite fondi comunali.


Il nastro, al termine della partita Ramuscellese-Trivignano, è stato tagliato dal sindaco Zaida Franceschetti assieme all’assessore allo sport Rachele Trevisanut e al consigliere comunale delegato alla sport Mauro Turchetto. Con loro il presidente della Ramuscellese Patrizio Tolfo e il parroco don Ciprian che ha benedetto la struttura. Presenti anche l’assesore alla polizia locale Federico Odorico e i consiglieri comunali Matteo Ceron e Franca Odorico. Numerosa la partecipazione degli abitanti di Ramuscello.
«Le condizioni precedenti di quest’area – ha spiegato la prima cittadina – non erano funzionali all’attività sportiva. C’era esigenza, da parte della Ramuscellese e delle altre associazioni che usufruiscono del campo, di uno spazio dove immagazzinare parte del proprio materiale sportivo e anche di un punto di riferimento dove ritrovarsi con i sostenitori in occasione delle partite. Per questo abbiamo deciso d’intervenire con un’azione d’ampio respiro risistemando tutta questa zona a supporto del campo da calcio. Come Amministrazione comunale puntiamo alla valorizzazione delle nostre aree sportive, vista l’importanza che rivestono anche per la socializzazione dei giovani. Grazie alla società sportiva Ramuscellese con il suo presidente per la collaborazione, al parroco per la presenza e a tutta la cittadinanza di Ramuscello per la partecipazione all’evento inaugurale: ora il nuovo intervento è consegnato a loro, a vantaggio di tutta la comunità».

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In copertina, il sindaco Zaida Franceschetti riceve dal presidente Patrizio Tolfo la maglia della Ramuscellese; all’interno, la prima cittadina con Odorico, Turchet, Tolfo e Ciprian.

Grande debutto all’estero nel 2026, in Estonia brilla la stella di Tara Dragaš (Asu): oro alla palla, argento alle clavette

Prima uscita internazionale della stagione ed è subito podio per Tara Dragaš. L’atleta dell’Associazione Sportiva Udinese, che veste la divisa delle Fiamme Oro, è stata una delle protagoniste del Grand Prix di Tartu 2026, andato in scena all’University of Tartu Sports Hall, nel fine settimana.
La diciannovenne friulana ha conquistato la medaglia d’oro alla palla, con uno splendido esercizio valutato 27.350, che l’ha collocata, appunto, sul gradino più alto del podio; e l’argento alle clavette con il punteggio di 28.300, alle spalle della polacca Liliana Lewinska. Mentre nel concorso generale individuale (all around), Dragaš ha chiuso al quarto posto con 107.000 punti complessivi. Determinanti, ai fini del podio, alcune imprecisioni e due errori significativi al nastro. Un risultato che, tuttavia, le ha garantito l’accesso a ben tre finali di specialità: cerchio, palla e clavette.
Un debutto internazionale che segna un ritorno importante dopo il periodo post-operatorio e che lascia intravedere prospettive incoraggianti per il prosieguo della stagione, come ha ricordato Magda Pigano, vicedirettrice dell’Asu e tecnica di ritmica che l’ha accompagnata in campo gara: «La gara di Tartu era complessa di per sé, con quattro attrezzi concentrati in un’unica giornata per l’all around. Nel generale Tara ha pagato alcune imprecisioni e due errori al nastro che hanno inciso sulla classifica finale – ha spiegato -, ma il quarto posto le ha aperto le porte di tre finali. Il bilancio totale è molto soddisfacente. Alla palla Tara ha eseguito un esercizio eccellente. Alle clavette ha confermato il valore del suo programma. Abbiamo ricevuto anche molti complimenti da diverse nazioni. Per lei – ha chiuso – era fondamentale rompere il ghiaccio dopo il periodo difficile post operatorio. È felice, e noi con lei. Questo è un inizio che fa ben sperare».
I complimenti a Tara sono arrivati anche dal presidente della polisportiva friulana, Alessandro Nutta: «Tara ha dimostrato carattere, qualità tecnica e una crescita importante. Le medaglie conquistate a Tartu rappresentano un segnale forte e positivo per l’intera stagione. Un risultato che è anche frutto delle condizioni ottimali di lavoro create in palestra grazie alla riorganizzazione della sezione e all’attivazione del CAT (ndr. i Centri di Allenamento Tecnico, delle strutture federali che offrono programmi di allenamento avanzato, individuati dalla FGI stessa) promosso dalla Federazione Ginnastica d’Italia, che ha dato nuovo impulso tecnico. A Tara e allo staff vanno i complimenti per aver portato ancora una volta i nostri colori sul podio internazionale». Tara Dragaš inaugura così il 2026 con un risultato che conferma il suo talento e rilancia le sue ambizioni azzurre nel circuito internazionale.

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In copertina, l’atleta friulana Tara Dragaš durante la premiazione in Estonia.

Terremoto 50, da oggi “Orcolat” sarà proiettato in tutt’Italia. Zilli: nel film un ponte di memoria per il Paese intero

«Questo film non è solo un racconto del passato, ma un messaggio vivo che attraversa il tempo per parlarci di chi siamo. Attraverso le voci di chi ha scritto pagine indelebili della nostra terra, restituiamo al Friuli il suo respiro più profondo, lasciando ai giovani un’eredità vibrante fatta di radici e coraggio: un’anima collettiva che oggi si svela al Paese intero». Così l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, a margine della seconda anteprima di “Orcolat” al Cinema sociale di Gemona, in collaborazione con la Cineteca del Friuli e alla presenza del regista Federico Savonitto, del produttore Marco Caberlotto e del sindaco di Gemona e presidente dell’Associazione Comuni terremotati e sindaci della Ricostruzione del Friuli, Roberto Revelant.

Barbara Zilli


Dopo il debutto a Pordenone, la pellicola — nella cornice del 50° anniversario del sisma — si appresta a raggiungere le sale di tutta Italia a partire da oggi. Oltre alle undici proiezioni già programmate in Friuli Venezia Giulia, l’opera varcherà i confini regionali con tappe previste in Veneto, Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia, portando il messaggio della resilienza friulana a tutto il Paese.
Narrato dalla voce di Bruno Pizzul, il documentario raccoglie le testimonianze di icone come Dino Zoff, Manuela Di Centa e Fabio Capello, assieme a intellettuali e artisti come Paolo Rumiz, Tullio Avoledo e Davide Toffolo. Il progetto, che esplora la forza della ricostruzione e le ombre dei primi soccorsi incarnati dalla figura di Giuseppe Zamberletti, trasforma il dolore in patrimonio condiviso anche grazie alle musiche di Elisa e dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Realizzato da Kublai Film in co-produzione con Rai Cinema, il film ha beneficiato del sostegno della Regione Fvg attraverso il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, la Fvg Film Commission e la collaborazione dell’Arlef.

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In copertina, il Duomo di Venzone completamente distrutto dal terremoto di 50 anni fa e oggi mirabile simbolo della ricostruzione.

Dubai sotto attacco, Efasce sente subito i pordenonesi che vivono negli Emirati. Tubaro: hanno tutta la nostra solidarietà

Preoccupazione in Friuli Venezia Giulia per i corregionali che vivono a Dubai in questi giorni sotto attacco. Efasce Pordenonesi nel mondo si è, infatti, messo subito in contatto con il Segretariato di Dubai, città degli Emirati Arabi Uniti colpita nel contesto della risposta dell’Iran all’attacco di Usa e Israele al regime degli ayatollah. «Abbiamo contattato – riferisce il presidente Angioletto Tubaro – i nostri corregionali, ricevendo prime indicazioni che stanno bene, anche se la preoccupazione è tanta. Come ho avuto modo di dire loro, li seguiamo da lontano come distanza fisica, ma vicinissimi con il pensiero».

Angioletto Tubaro


Il Segretariato EfasceE di Dubai è uno dei più recenti a essersi costituiti e riunisce una quindicina di persone originarie della provincia di Pordenone che lavorano negli Emirati Arabi Uniti. Da poco la presidenza è passata da Francesca Forner a Letizia Santin. In queste ore i corregionali hanno ricevuto messaggi di avvertimento dalle autorità, con indicazioni quali non sostare vicino alle finestre o sulla spiaggia.

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In copertina, una esplosione a Dubai negli Emirati Arabi Uniti.

(Foto Corriere della Sera)

Alzheimer, quando arriva una diagnosi di demenza: oggi a Trieste con CasaViola si parla del ruolo dello psicologo

Prosegue nella sede di CasaViola, in via Filzi a Trieste – la struttura della Fondazione associativa de Banfield dedicata ai caregiver di persone con demenza, decadimento cognitivo o Alzheimer -, il ciclo di incontri formativi a carattere divulgativo pensati per offrire strumenti concreti, informazioni e occasioni di confronto diretto con specialisti del settore. Un percorso nato per accompagnare familiari e caregiver lungo le diverse fasi della malattia, rispondendo al bisogno sempre più diffuso di orientamento e supporto in un ambito complesso e profondamente coinvolgente sul piano umano ed emotivo. Oggi 2 marzo, alle 17.30, è in programma l’incontro “Il ruolo dello psicologo e del neuropsicologo nel percorso della demenza”, con l’intervento di Daria Ghersetti, neuropsicologa e psicoterapeuta, dirigente psicologo al Distretto Trieste 2 di Asugi.


Quando arriva una diagnosi di demenza, infatti, non sono coinvolte soltanto la memoria e le funzioni cognitive della persona: cambiano gli equilibri familiari, le emozioni e le abitudini quotidiane. In questo percorso delicato, lo psicologo e il neuropsicologo rappresentano un punto di riferimento fondamentale non solo per la persona colpita, ma anche per chi se ne prende cura, offrendo sostegno, orientamento e strumenti per affrontare i cambiamenti legati alla malattia. L’incontro offrirà un’occasione per comprendere più a fondo cosa significa presa in carico psicologica e quale sia il contributo specifico della neuropsicologia all’interno del percorso di cura. Verranno approfonditi il valore della valutazione neuropsicologica, utile non solo ai fini diagnostici ma anche per monitorare l’evoluzione della malattia e costruire interventi mirati, e il ruolo del supporto psicologico lungo tutte le fasi del percorso, dalla comunicazione della diagnosi all’accompagnamento continuativo della persona e della famiglia.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla psicoeducazione e agli strumenti concreti per affrontare le difficoltà della vita quotidiana, gestire i disturbi comportamentali e migliorare la qualità della vita, con particolare attenzione ai bisogni dei caregiver, al sostegno emotivo e alla prevenzione del sovraccarico assistenziale. Gli incontri di CasaViola rappresentano uno spazio protetto di dialogo e ascolto, aperto alla cittadinanza, in cui porre domande, chiarire dubbi e acquisire maggiore consapevolezza per affrontare le scelte che il percorso di malattia comporta. Professionisti e professioniste esterni, espressione della rete dei servizi e della ricerca sul territorio, mettono in dialogo competenze cliniche, assistenziali e scientifiche per offrire alle famiglie una visione della cura più accessibile e centrata sulla persona. Gli incontri proseguiranno martedì 17 marzo, sempre alle 17.30 a CasaViola, con Luca Maschietto che tratterà Il Medico di Famiglia come alleato del caregiver. La partecipazione agli incontri è libera, caldamente consigliata la prenotazione: 040.362766 o mail a casaviola@debanfield.it

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In copertina e all’interno immagini di due incontri di CasaViola a Trieste.

Quaresima, da Grado e da tutto il Decanato a Gemona nel Santuario Antoniano più antico del mondo rinato dopo il terremoto di 50 anni fa

(g.l.) Quando si parla di Sant’Antonio, il pensiero corre immediatamente a Padova e alla sua celeberrima Basilica dove riposano le spoglie del grande “Taumaturgo” e che è pure uno scrigno prezioso di arte e di storia. Non tutti sanno, invece, che il Friuli vanta il primo Santuario Antoniano del mondo: è quello di Gemona, completamente distrutto dal terremoto di mezzo secolo fa e prontamente ricostruito anche se con un’altra fisionomia che conserva, però, importanti memorie dell’antico luogo sacro. Per quanto riguarda le origini del Santuario friulano, in una nota si ricorda che è «storicamente accertata la presenza dei Frati Minori in Friuli fin dall’inizio dell’Ordine. Un documento ufficiale del patriarca di Aquileia, Bertoldo, probabilmente del 1219, fa menzione esplicita dei Frati Minori, ai quali, insieme con i Frati Predicatori (domenicani), viene riconosciuta la facoltà della predicazione in difesa della fede cattolica dagli attacchi delle eresie dell’epoca».

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Il Credo ai ragazzi

Oggi, 1 marzo, durante la Messa domenicale delle ore 11.30 nella Chiesa di San Crisogono, a Città Giardino, i ragazzi del terzo anno di catechesi (prima media) riceveranno il Credo. «È un gesto semplice, ma molto grande: non è soltanto un foglio o una formula da imparare, è la Chiesa che affida loro le parole della propria Fede, perché lentamente diventino anche le loro», afferma monsignor Nutarelli. «In un tempo in cui non è facile annunciare il Vangelo, tra distrazioni, ritmi veloci e domande nuove, sappiamo però – aggiunge don Paolo – che la Fede non nasce solo dalla nostra bravura educativa o dalle attività pastorali. Noi possiamo preparare, spiegare, accompagnare… è lo Spirito Santo che tocca il cuore».

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E sabato prossimo, 7 marzo, da Grado partirà un pellegrinaggio decanale quaresimale diretto proprio nella “capitale del terremoto” e che si appresta a diventare anche il punto di riferimento regionale delle celebrazioni ufficiali del cinquantesimo anniversario di quella immane catastrofe che soltanto a Gemona causò la morte di quattrocento persone. «Qui Sant’Antonio – scrive monsignor Paolo Nutarelli su “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia in distribuzione oggi – si fermò per alcuni mesi: predicò, incontrò la gente e compì segni che lasciarono nella popolazione una profonda convinzione della sua santità. È una bella occasione per mettere insieme “fede”, “cultura” , “spiritualità” ma, soprattutto, un’occasione per rimettersi in cammino nel tempo di Quaresima».
Sarà possibile raggiungere Gemona con mezzi propri oppure in corriera. Per fruire del mezzo pubblico è necessario iscriversi all’Ufficio Parrocchiale nei giorni di apertura, fino ad esaurimento posti. Come detto, il pellegrinaggio quaresimale è stato organizzato dal Decanato Aquileia-Cervignano-Visco (Arcidiocesi di Gorizia) che comprende anche le Parrocchie di Grado e Fossalon, per cui è facile prevedere una folta partecipazione a questa giornata di riflessione spirituale nel nome di Sant’Antonio di Padova nella cittadina pedemontana che fu frequentata dal “Santo dei Miracoli” e che gli ha, appunto, dedicato la Chiesa più antica del mondo, più ancora di quella patavina che, come tutti sanno, è ben più famosa. Ma sarà anche una bella occasione per compiere una importante visita in una località fra le più significative della nostra regione, depositaria di una storia antica testimoniata da tante e preziose memorie, come il Duomo di Santa Maria Assunta e il Castello medioevale, beni storici completamente rinati dopo il sisma che li aveva ridotti in macerie o poco più.

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In copertina, la statua di Sant’Antonio tra i resti della Chiesa distrutta dal terremoto di 50 anni fa; all’interno, due immagini del nuovo Santuario di Gemona del Friuli.