A Pordenone ora riapre il Coop Corner: si partirà con il Consorzio Leonardo

Dopo la pausa estiva, riapre Coop Corner, lo spazio dedicato alle cooperative aderenti a Confcooperative Pordenone in Corso Vittorio Emanuele II, 56, nell’ex locale carburanti di palazzo Montereale Mantica. La riapertura sarà dedicata al Servizio Civile Universale.
Per saperne di più su modalità, tempistiche e opportunità dei propri progetti, il Consorzio Leonardo di cooperative sociali proporrà nel Coop Corner uno sportello informativo una volta al mese nello spazio in centro a Pordenone. Appuntamento per il primo appuntamento mercoledì 30 agosto, dalle 9 alle 12. I progetti sono aperti a ragazzi dai 18 ai 29 anni non ancora compiuti, durano 12 mesi, chiedono un impegno di 25 ore settimanali e offrono un riconoscimento economico di 507,30 euro.
Coop Corner è un’iniziativa di Confcooperative Pordenone con il supporto di Concentro azienda speciale della Camera di commercio Pordenone – Udine e Pordenone with Love. Con il sostegno di FondosviluppoFvg. Collaborano anche C’entro Anch’io Pordenone e Sedit. Oltre alle attività delle cooperative ospiti, attraverso i totem informativi allestiti nel Coop Corner viene mostrato cos’è la cooperazione, quali e quante cooperative operano nel territorio provinciale, cosa fanno e come possono essere utili a enti, associazioni e consumatori.

A Taipana domenica sul Gran Monte alla scoperta delle Sorgenti del Cornappo il suggestivo torrente che attraversa Nimis

(g.l.) E ora alla scoperta dell’Anello delle Sorgenti del Cornappo, sulle verdissime pendici del Gran Monte. Nuovo appuntamento, infatti, con le escursioni del progetto “I Sentieri delle Pro Loco” organizzate dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža. Domenica prossima, ultima d’agosto, il percorso si snoderà sui sentieri curati e mantenuti dalla Pro Loco Val Cornappo alla scoperta delle cascate più magnificenti lungo le sorgenti del Cornappo, il suggestivo torrente di Nimis.

Un’occasione unica per conoscere le tradizioni e gli angoli nascosti del territorio inserito all’interno del Comune di Taipana e in particolare del bellissimo corso d’acqua che, scendendo lungo la gola disegnata, in prima battuta, dai monti Bernadia e Plaiul, offrendo d’estate angoli meravigliosi “paradiso” dei bagnanti, arriva a Torlano – molto suggestivo il colpo d’occhio dal Ponte degli Angeli -, arriva appunto a Nimis dove si ammirano gli angoli della “Fonte di Fantin”, della “Scluse” e della “Fonde Nere”. Quindi, tra i borghi Ariis e San Gervasio, attraversa il “Puint dal Plevan” e scende nelle campagne fino ai prati della Motta determinando il confine tra i Comuni di Nimis e Povoletto, per poi confluire nel Torre che, nato sui monti Musi, scende da Tarcento.
Al termine dell’escursione, i camminatori potranno gustare un’ottima pastasciutta e un bicchiere di vino offerti dalla Pro Loco. Ad accompagnare gli escursionisti le guide di Wild Routes. Il percorso ha una difficoltà facile (5km per 200 di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in sù. La durata dell’escursione è di 3 ore. Il ritrovo è fissato alle ore 8.30 nella piazza di Cornappo di Taipana (la località si chiama proprio come il torrente) con partenza prevista alle ore 9. Si raccomanda come equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati). Il prezzo è stato fissato in 15 euro (per adulti) e 7,50 euro per ragazzi dai 12 ai 18 anni accompagnati, gratis per i minori di 12 anni accompagnati da adulto pagante. La prenotazione all’escursione è obbligatoria e va fatta entro le ore 18 del 26 agosto al cellulare numero 333.4564933 (messaggio Whatsapp).

Maggiori info disponibili su
www.consorzioprolocotorrenatisone.it

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In copertina e all’interno immagini del Cornappo nel territorio comunale di Nimis.

Invitante domenica transfrontaliera tra Ternova e il Carso sloveno

Nell’ambito del progetto divulgativo sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, per domenica 27 agosto la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato una giornata transfrontaliera, dalle 9.30 alle 18, tra Ternova (Duino Aurisina) e Volčji Grad (Komen, in Slovenia), con camminata e laboratorio creativo-musicale. Un facile percorso di 7,5 chilometri, per tutti. Con la guida naturalistica Barbara Bassi e la guida turistica slovena Tanja Coretti.

Karel Štrekelj

Dopo la passeggiata del mattino da Ternova, passando per i verdi boschi e i pittoreschi paesi di Brje pri Komnu e Nadrožica, pasto conviviale alla Casa rurale di Martina e David, a Volčji Grad. Nel pomeriggio laboratorio creativo e musicale con l’Associazione “Naš mali dobri svet, zavod za razvoj in lepoto bivanja”, sulle tradizioni orali e sulla raccolta di canzoni popolari, fiabe e leggende raccolte dal primo etnografo sloveno, Karel Štrekelj. Segue rientro al punto di partenza, a Ternova, con un pulmino fornito dall’organizzazione.
Ritrovo alle ore 9.10, sulla Strada Provinciale 6 da Gabrovizza verso Comeno, nello spiazzo vicino al bivio per Ternova. Quote di partecipazione (con pasto a base di jota, dolce e bevande, e pulmino per il rientro): 20 euro, 15 euro i minori di 14 anni, 5 euro i minori di 6. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare (+39) 340.5569374. I partecipanti riceveranno anche un buono sconto del 10%, per un pasti presso i ristoratori convenzionati di “Sapori del Carso”, valido fino all’1 ottobre.

l progetto naturalistico-culturale “Quanto vale un petalo?” è realizzato con un contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per la divulgazione della cultura scientifica.

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

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In copertina, il Carso sloveno nei pressi del paese di Volčji Grad nel Comune di Komen.

Ristoratori in lutto nel Comune di Nimis: domani a Cergneu l’addio a Dino Orlando

(g.l.) Lutto nel settore della ristorazione nel Comune di Nimis e nella zona pedemontana. Si è infatti spento improvvisamente Dino Orlando, titolare della rinomata trattoria “Al Torrente” di Cergneu Superiore. Aveva 82 anni e da tempo era malato. La frazione del Lagna, ma non solo perché il ristoratore era molto conosciuto e stimato, si raccoglierà domani pomeriggio, quando, alle ore 17, saranno celebrati i funerali nella parrocchiale di San Giacomo Apostolo, mentre oggi, alle 19, nella stessa Chiesa sarà recitato il Rosario in suo suffragio. Lo piangono la moglie, i quattro figli, i generi e il nipote.
Come detto, Orlando era apprezzato per aver dato vita a uno dei punti di ristorazione più noti del Comune di Nimis. Il suo locale di via 12 Dicembre si è specializzato infatti nella preparazione di apprezzati menu a base di trota, quella allevata nella peschiera che l’imprenditore aveva realizzato proprio di fronte alla trattoria beneficiando delle limpide acque del torrente Lagna. Da qui, appunto, la denominazione del locale, la cui gestione è curata dalla figlia Mara. Trota, dunque, ma anche piatti tipici friulani nella trattoria di Dino Orlando e in particolare quelli a base di funghi dei quali “Leon” – questo il suo simpatico soprannome – era un provetto raccoglitore.

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In copertina, Dino Orlando nella sua trattoria in una bella foto che Fabrizia Candoni ha pubblicato su Facebook.

Alpe Adria Puppet Festival invita oggi e domani nel centro storico di Grado

Proseguono a Grado gli appuntamenti della 32ma edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival, organizzato dal Cta di Gorizia, in collaborazione con le Amministrazioni comunali di Grado e Muggia e il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoTurismo.
Oggi, alle 18.30, in Calle Tognon, nel centro storico della località turistica, andrà in scena “Bolòm Bolòm è finita la farina”, spettacolo da tavolo di Is Mascareddas che racconta la storia di Angiolina, una ragazzina che per realizzare il suo desiderio di preparare il pane dovrà trovare da sola una soluzione, iniziando un viaggio nel mondo complesso e straordinario della natura.
Domani, invecde, alle 18.30, sulla Diga Nazario Sauro, andrà in scena la nuova versione dello spettacolo di burattini che nel 2008 fu vincitore del concorso Puppet&Music: “Nella Pancia dell’Orso Polare”, con testo e regia di Gigio Brunello e gli attori Alberto De Bastiani e Irene Costantini, è la storia del leggendario Coniglio Ginetto del circo di Budapest, di tutti i suoi fantastici amici e del nuovo cantastorie Fraccanappa.
Alle 21 in Campo Patriarca Elia, il marionettista ungherese di fama mondiale Bence Sarkadi farà conoscere al pubblico il pluripremiato The Budapest Marionettes. Il Puppet Festival proseguirà a Grado fino a venerdì 25 agosto, per poi spostarsi a Muggia nel fine settimana.

Tutto il programma su
www.www.puppetfestival.it

Le mani dei bambini trasformano l’argilla: oggi laboratorio a Tolmezzo

Terzo appuntamento con i laboratori originali e divertenti proposti dal Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo ai bambini dai 5 agli 11 anni. Oggi 23 agosto, alle 15, spazio alla creatività e alla manualità con “Le nostre mani trasformano l’argilla in… sorpresa!”. L’attività accompagnerà i piccoli nella realizzazione di un oggetto personalizzato in ceramica artistica.
Info, costi e prenotazione, necessaria per partecipare, allo 0433.43233 o via mail a info@museocarnico.it. L’ultimo laboratorio del programma estivo è in calendario mercoledì 30 agosto, alle ore 15.30, e porterà i più piccoli alla scoperta degli Sbilfs.

www.museocarnico.it

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In copertina e all’interno immagini di un precedente laboratorio di argilla.

Torlano venerdì ricorderà l’Eccidio del 1944 e le 33 vittime innocenti della rappresaglia che invece ne voleva 40

(g.l.) Tra l’agosto e il settembre 1944 la popolazione del Comune di Nimis visse le pagine più cupe della propria esistenza, che però ebbero un sinistro segnale già il 12 dicembre precedente, quando a Nongruella sopra Cergneu ci fu un rastrellamento nazista, scattato tre mesi dopo l’Armistizio, nel quale caddero otto persone del luogo (assieme ad altre dei paesi vicini), del tutto estranee a quanto stava accadendo anche in Friuli durante quei drammatici momenti della seconda guerra mondiale.
Il 25 agosto di 79 anni fa la comunità di Torlano fu infatti destata da un tremendo fatto di sangue – passato alla storia come “Eccidio di Torlano” per aver spento barbaramente 33 vite innocenti tra cui tante donne e bambini – che sarà ricordato venerdì prossimo. Per quella giornata-anniversario, infatti, il Comune di Nimis ha indetto l’annuale commemorazione che comincerà alle 11 con la Messa di suffragio nella parrocchiale, quindi in corteo sarà raggiunto il vicino cimitero dove sarà reso omaggio al sacello che custodisce i resti di quelle povere vittime e si terranno i saluti delle autorità, a cominciare da quelli del sindaco di Nimis e del rappresentante di Portogruaro. Alla cerimonia, infatti, non manca mai una delegazione della città veneta per rendere omaggio al sacrificio di mamma De Bortoli e dei suoi bambini, martirio che è perennemente ricordato da un monumento nella frazione di Summaga.

La tomba delle 33 vittime…


Torlano rievocherà così la più tragica pagina di storia della sua comunità. Era il 25 agosto 1944 quando, all’alba, si scatenò la feroce rappresaglia nazifascista quale reazione all’uccisione di un ufficiale tedesco: in quelle settimane era infatti intensa l’attività partigiana nel paese e nel territorio circostante, specialmente montano, del Comune di Nimis. L’azione fu decisa dal Comando superiore delle SS di Trieste ed è ricordata come una delle vicende più orribili dell’ultimo conflitto, il cui fascicolo, come quello di altre stragi compiute sul suolo nazionale, finì nel cosiddetto “Armadio della vergogna”. Trentatrè, come detto, le vittime innocenti: 24 di Torlano e 9 di Ramandolo. Una famiglia molto numerosa originaria della citata Portogruaro fu quasi del tutto sterminata da quello che è passato alla storia come il “boia di Colonia”.
Secondo gli ordini impartiti dalle autorità naziste, quella mattina di agosto doveva scorrere il sangue di quaranta persone, scelte a caso senza badare se fossero uomini, mamme o bimbi. Sette riuscirono a mettersi in salvo per cui le vittime, come detto, furono trentatré, tra cui appunto intere famiglie. E la più duramente colpita fu proprio quella dei De Bortoli, mezzadri sfrattati dalla loro terra veneta e giunti sotto i monti Plaiul e Zucon in cerca di un po’ di fortuna: in nove furono barbaramente uccisi. Ma uno dei figli Paolo, che aveva sette anni (è scomparso ottantunenne pochi anni fa), riuscì a salvarsi, protetto dal corpo della madre, e a farsi una vita, nonostante il tremendo trauma psicologico subito, come pure la sorella Gina, tredicenne, che riuscì a fuggire, sebbene avesse riportato gravissime ustioni causate dai vestiti avvolti dal fuoco. Nove martiri, insomma, soltanto in casa De Bortoli, mentre le altre persone trucidate appartenevano alle famiglie Comelli, Dri e Vizzutti, cognomi fra i più diffusi nella frazione di Nimis e a Ramandolo.
Il sacello-monumento dinanzi al quale venerdì prossimo si terrà la commemorazione ufficiale custodisce i resti di quelle povere vittime che tre anni dopo l’Eccidio furono raccolti in cinque bare, solennemente tumulate nel cimitero del paese, lasciando la fossa comune di Torlano Inferiore perché proprio là fu consumata la strage del 25 agosto 1944. Sinistra premessa di quanto sarebbe accaduto poco più di un mese più tardi a Nimis capoluogo che il 29 settembre fu interamente dato alle fiamme. Doveroso, quindi, ricordare queste tragedie affinché il flagello della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina non abbia ad estendersi, con conseguenze che sarebbero inimmaginabili. Il mondo ha tanto bisogno di pace e il monito che sale dalle 33 vittime di Torlano è proprio sempre quello: ricercare, a tutti i costi, la pace!

… e tutti i loro nomi.

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In copertina, le cinque bare con i resti delle vittime dell’Eccidio durante i solenni funerali celebrati nel 1947 a Torlano.

 

Anche “La Riviera Friulana” ora fa parte del Club per l’Unesco di Udine: uno stimolo in più a valorizzarne i richiami

Anche La Riviera Friulana ora fa parte del Club per l’Unesco di Udine. Una decisione che fa seguito a quella, unanimemente presa dal sodalizio, di aderire alla stessa Associazione culturale che fonda il suo impegno sulla valorizzazione della cultura del territorio, delle peculiarità, delle eccellenze e dei principali elementi che caratterizzano l’area compresa tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive friulane e il litorale adriatico. Ma è conseguente anche alle recenti dichiarazioni della presidente del Club, Renata Capria D’Aronco, la quale ha lanciato la candidatura della Riviera Friulana tra i siti e le realtà che sono Patrimonio dell’umanità.
L’Associazione culturale presieduta da Carlo Morandini sostiene l’importanza di valorizzare e porre in sinergia le terre rivierasche, ricche di attrattive tra le quali vi sono due dei cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia, e cioè Aquileia e Palmanova, con i richiami del litorale e le grandi realtà balneari della regione. Una interazione che, se riconosce la ricchezza di elementi di interesse esistente, mira a esaltare i contenuti culturali, storici, artistici, tradizionali dell’area, anche per farli conoscere al pubblico sempre più qualificato ospite ormai per tutto l’arco dell’anno nella realtà considerata.
«Il riconoscimento dell’Unesco – commenta il presidente Morandini – sarà un’opportunità unica per far sviluppare ulteriormente un’area che negli ultimi anni sta vivendo una fase di crescita qualitativa anche grazie alla ritrovata consapevolezza delle potenzialità di un impegno comune da parte dei suoi animatori, degli operatori, delle realtà di pregio. Riviera Friulana è, infatti, un termine che mira a stimolare la crescita del territorio attorno a un livello omogeneo di qualità e di quella che gli studiosi chiamano “reputation”, ovvero il livello di considerazione per l’esistente, cioè proprio la “reputazione”. Un percorso già concretizzato in altre realtà analoghe come la Riviera delle Palme, la Riviera dei Fiori, la Riviera del Conero, la Riviera romagnola, la Riviera del Salento, la Riviera amalfitana, ma anche, in Croazia, la Riviera del Quarnaro e altre ancora. Riviera Friulana è anche un marchio registrato soggetto a tutela; questo per evitare lo sfruttamento commerciale del termine e possibili distorsioni a un percorso trasparente, condiviso e solare che è partito con il mio libro “La Riviera friulana».
«Il Club per l’Unesco di Udine – gli fa eco la presidente Capria D’Aronco – è convinto che l’Associazione culturale “La Riviera Friulana”, capitanata dall’ottimo scrittore e giornalista Carlo Morandini e ora socio collettivo del Club, operi in maniera eccellente e sia un partner fondamentale nel valorizzare la cultura del territorio con le sue peculiarità, i suoi pregi e gli straordinari elementi che caratterizzano il comprensorio tra i fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle Risorgive e il litorale. In maniera sinergica, si è tesi a fare sì che l’eccezionale ambito possa aspirare ad essere annoverato fra le magnificenze premiate dall’Unesco in seno al Patrimonio mondiale, in quanto possiede un sublime valore universale (“Outstanding Universal Value”) per l’umanità intera. Questo grazie ad avvenimenti, tradizioni, idee, credenze, opere artistiche e letterarie singolari, fenomeni naturali strepitosi e aree di superbe bellezze naturali di rilevanza estetica: il tutto dotato di un significato universale stupefacente».

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In copertina, Renata Capria D’Aronco (Club per l’Unesco di Udine) con Carlo Morandini.

Giornata mondiale dell’aiuto umanitario: un messaggio di armonia e solidarietà nell’anfora greca dell’artista Marisa Milan

(g.l.) Oggi, 19 agosto, si celebra la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario: un’iniziativa importante che mette l’accento su un grossissimo problema, davvero epocale. E in questa occasione ha voluto dire la sua anche l’artista Marisa Milan, socio del Club per l’Unesco di Udine, l’attivo sodalizio presieduto da Renata Capria D’Aronco, sempre pronto a sostenere a sostenere le iniziative e le manifestazioni che hanno una forte valenza sociale. Così, Marisa Milan, ha dato vita a un’anfora in terracotta, un pezzo unico originale, progettato e dipinto a mano con colori a freddo. Un’anfora – spiega l’artista – in memoria delle anfore greche, rivisitata in un altro tempo e contesto, che non vuole essere paragonata ma ispirata nell’armonia e alla solidarietà fra i popoli.


«Il 19 agosto di ogni anno – scrive Save the children – si celebra la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario, un giorno dedicato a tutte le operatrici e gli operatori umanitari: un momento importante per ricordare lo straordinario lavoro che portano avanti ogni giorno. Mossi da impegno e dedizione nei confronti dei valori e principi che li guidano, contribuiscono a migliorare la vita e il futuro di intere comunità. La Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario è stata istituita nel 2008 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite ed è stata celebrata ufficialmente per la prima volta nel 2009. Lo scopo di questa Giornata Mondiale è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni dei civili di tutto il mondo coinvolti nei conflitti, nonché di sostenere e onorare operatrici e operatori umanitari che rischiano, e a volte perdono, la vita per aiutare. Oltre 130 milioni di persone in tutto il mondo sono attualmente in crisi, a causa di guerre o disastri naturali, e hanno bisogno di aiuti umanitari». E ancora: «La Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario si festeggia ogni anno il 19 agosto per ricordare il bombardamento al Canal Hotel di Baghdad, in Iraq, avvenuto il 19 agosto del 2003: quest’anno si celebra il 20° anniversario di quella tragica giornata scritta tra le pagine di storia. A causa dell’attentato del 19 agosto a Baghdad persero la vita 22 persone tra cui anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Sergio Vieira de Mellothe, e più di 150 persone sono state ferite. Questo attacco ha segnato una nuova fase, con il mondo che è cambiato negli ultimi 20 anni per gli operatori umanitari e per le persone che sostengono».

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In copertina, l’anfora dipinta dall’artista Marisa Milan che fa parte del Club per l’Unesco di Udine.

 

Il ponte di Dignano compie cent’anni: ecco come li celebrerà Dino Persello

di Giuseppe Longo

Finalmente il grande giorno è arrivato! In realtà, arriverà domani perché l’anniversario cade il 19 agosto, tuttavia la prima celebrazione si terrà oggi. Il riferimento è al centenario della costruzione del ponte di Dignano sul fiume Tagliamento: un’opera ciclopica, per quel tempo, realizzata alla fine della Grande Guerra, in anni difficili ma animati dalla speranza in una rapida ripresa dai disastri provocati dal conflitto che segnò una svolta epocale anche per il Friuli. Un’opera che, oggi, dimostra tutto il peso dei suoi anni, tanto da contrastare enormemente con un traffico che non ha nulla a che fare con quello di un secolo fa.

Dino Persello


Dino Persello, attore e regista sandanielese di riconosciuto talento, è nato proprio a Dignano, paese al quale è rimasto sempre molto legato. E proprio in omaggio al ponte che compie un secolo ha realizzato uno dei suoi apprezzatissimi lavori teatral-musicali. L’appuntamento è fissato per questa sera, alle 20.45, a Casa Zancani. Altre proposte sono in programma per domani e domenica.
Ma come è nata quest’opera? Ce lo spiega lo stesso Persello: «Il progetto teatral-musicale è nato dopo un’importante e profonda ricerca sull’affascinante storia di questa grandiosa opera relativamente ai primi difficili Anni 20 del secolo scorso. Nel racconto teatral-musicale, prenderò in considerazione diversi aspetti della realizzazione dell’opera, dalle primissime idee risalenti, pensate alla metà dell’800, fino ad arrivare al progetto definitivo, con vicende ed aneddoti curiosi ed emozionanti».
E l’artista friulano, emozionato per aver intrapreso quest’opera così importante e significativa, continua: «I tempi erano difficili e intricati, si usciva dalla Grande Guerra, miseria e disoccupazione la facevano da padrone. Ma la tenacia, la concretezza e competenza di un popolo come quello friulano che non si ferma “cuant ca le stràc, ma sôl cuant ca la finît”, hanno permesso la realizzazione di questa importante impresa, che sarebbe andata a risolvere l’aggregazione e le comunicazioni dei territori del Medio Tagliamento. Curioso, originale e intimo sarà questo “viaggio” dove le parole e la musica affidata ai “Petris” (fisarmoniche e violini), legati alle genti, ai luoghi e alla geografia territoriale, si combineranno per ridisegnare un ritratto ricco delle emotive, preziose, colorate e storiche sfumature in merito a quei luoghi e a quei tempi».
L’iniziativa di Dino Persello ha colto subito nel segno, tanto da suscitare largo interesse nella zona e in Friuli. Si sono già prenotate, infatti, a ospitare nei prossimi mesi lo spettacolo sia Spilimbergo che la “sua” San Daniele. E chi vi parteciperà di certo non rimarrà deluso, anche perché la qualità di quanto propone è sempre ai massimi livelli, suscita curiosità e interesse, toccando pure le corde del cuore.

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In copertina, il ponte di Dignano oggi percorso dalle scie luminose delle auto: una bella immagine che mostra il contrasto tra la modernità e la vetustà dell’opera.