Artigiani friulani campioni di resilienza con fatturato in crescita, ma ora è indispensabile assicurare il ricambio

A dispetto della complessa congiuntura economica, le imprese artigiane della provincia di Udine nel primo semestre del 2023 hanno visto aumentare ancora il giro d’affari, anche se l’entità della crescita risulta rallentata (0,8%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Stabile l’occupazione, mentre si conferma su livelli record la fiducia nella propria impresa che sfiora l’8 su una scala da 1 a 10.

La presentazione dell’indagine a Udine.

L’istantanea sullo stato di salute delle imprese artigiane in provincia di Udine è stata scattata dalla 35ma Indagine congiunturale realizzata dall’Ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine, in collaborazione con Irtef, presentata ieri mattina nella sede dell’associazione dal presidente Graziano Tilatti, assieme al responsabile dell’indagine, Nicola Serio. E’ il frutto delle interviste realizzate tra il 12 e il 31 luglio 2023 a 501 imprese artigiane che occupano 1.845 addetti di cui 1.077 dipendenti. Un campione pari al 3,8% delle 13.187 imprese artigiane della provincia.
«Il dato sulla fiducia nella propria impresa è la dimostrazione di come, nonostante le mille difficoltà dettate dal periodo, gli artigiani siano diventati dei campioni nella resilienza. Una capacità di reazione, quella delle nostre imprese, che è alla base dei dati positivi sul fatturato accompagnati, tuttavia, da alcune criticità non banali come gli aumenti dei costi delle materie prime, dell’energia, del denaro e come la difficoltà, che è oggi la nostra principale preoccupazione, di reperimento della manodopera per sostituire quella che è andata e andrà in quiescenza», ha commentato il presidente Tilatti. «La necessità più stringente che abbiamo è dare continuità alle imprese. Per farlo servono le persone, le loro capacità. Abbiamo bisogno di dare un futuro a mestieri tradizionali di cui, pur nella transizione digitale, ci sarà sempre bisogno – ha concluso il presidente -. Chiediamoci altrimenti chi tra qualche anno si occuperà, per dirne una, della manutenzione di fabbriche, ospedali e delle nostre case». Se è vero che le imprese hanno saputo stringere i denti e trovare le risorse e la determinazione per andare avanti, «è vero anche che hanno saputo con rapidità rispondere alle esigenze del mercato», un mercato – secondo il vicepresidente vicario di Confartigianato-Imprese Fvg, Lino Calcina, intervenuto assieme al segretario generale della Federazione, Enrico Eva, che deve riconoscere il valore di queste imprese e sostenerle. «Per avere qualche tranquillità in più nel futuro dovremmo riflettere sulle nostre abitudini di consumo e concentrarci sull’acquisto dei beni prodotti in Italia che fanno crescere le nostre fabbriche, le industrie, come pure il lavoro di elettricisti e idraulici, dando dunque una risposta vera rispetto alle politiche degli aiuti che sonocerto importanti ma pur sempre palliativi. Dobbiamo risvegliare l’orgoglio economico italiano».

Fatturato – Tornando alla Congiunturale, nel 1° semestre 2023 prevalgono le imprese artigiane con fatturato in crescita (42,6%) su quelle in calo (24,7%), con un saldo d’opinione positivo (+18%), anche se in forte diminuzione rispetto al 1° semestre 2022 (+27,1%). La variazione tendenziale, seppur positiva è solo di +0,8%, contro il +4,4% di un anno prima, ed è destinata a contrarsi ulteriormente nel secondo semestre, per il quale la previsione è di un +0,4%. La variazione nel 1° semestre 2023 è positiva in 6 comparti artigiani su 11, con valori maggiori negli impianti (+6,2%), nelle costruzioni (+3,5%) e nell’alimentazione (+3,3%). In sofferenza l’artistico (-3,5%) e soprattutto il benessere (parrucchiere, estetiste: -6,5%).

Occupazione – Nell’ultimo anno, tra le imprese artigiane intervistate, resta stabile il numero di dipendenti (+0,2%). La miglior performance è quella dei trasporti, che registrano una crescita del +6,4%, seguiti dagli impiantisti (+2,8%), dall’artistico e moda (+2,2%), dalle costruzioni (+1,5%) e dall’alimentare (+0,8%), le peggiori sono parrucchiere/estetiste (-4,1%) e legno (-3,5%). Segni meno dietro ai quali si nasconde non l’impossibilità di assumere da parte delle imprese, ma la difficoltà di queste ultime a trovare personale per le mansioni ricercate.

Sentiment – Nonostante il rallentamento nella crescita del fatturato, rimane su livelli record (voto medio 7,9 su 10) la fiducia nella propria impresa, con self confidence più alta nei servizi e terziario (che comprendono anche pulizie e manutenzione verde: 8,6), seguiti da benessere (parrucchiere, estetica tatuaggi e manicure: 8,2) e alimentazione (con pizze al taglio, ristorazione per asporto, fornai e gelaterie-pasticcerie: 8,1). Ancora insufficiente invece (voto medio 5,0) la fiducia nel sistema Paese, in lieve contrazione rispetto a gennaio scorso (5,1).

Criticità – I problemi più sentiti dagli artigiani, nella prima metà dell’anno, sono la crescita dei prezzi praticata dai fornitori, criticità ritenuta grave dal 34% degli intervistati, la difficoltà a trovare personale per le mansioni cercate (73%), gli aumenti dei costi energetici (28%), la contrazione dei margini di profitto e l’aumento dei costi bancari (29%). Come pure l’eccesso di burocrazia, l’alta pressione fiscale, il calo della domanda o degli ordini/commesse (nei servizi alla persona contrazione post-Covid) e infine i ritardi nella riscossione delle fatture.

Inflazione – Oltre un artigiano su tre (36,6%) si è dichiarato molto preoccupato per l’aumento dei prezzi nel secondo semestre dell’anno, con percentuali del 50% e oltre per autoriparazioni e manutenzioni meccaniche, legno e arredo e artistico e moda. Si possono trovare soluzioni che danno soddisfazioni anche soto il profiloi economico mettendosi in proprio e facendo l’artigiano.

Orgoglio – Sono dati mediamente positivi – ha osservato Lino Calcina -, ma consideriamo gli ultimi tre quattro anni: abbiamo avuto turbolenze e fatti nuovi e hanno avuto un contraccolpo serio sulle nostre attività, che hanno retto abbastanza bene. Emerge la capacità di risposta delle attività artigiane alle richieste del mercato. C’è aumento su ts collegato alle attività dell’edilizia principalmente, incentivi sulle ristrutturazioni hanno sviluppato molto, il resto stabile, e anche questo è un dato positivo. Per avere qualche tranquillità in più nel futuro dovremmo riflettere sulle nostre abitudini e concentrarci sull’acquisto dei beni prodotti in Italia che fanno crescere le nostre fabbriche, industrie, elettricisti, idraulici e dunque noi. Questa la vera risposta piuttosto che gli aiuti, che sono palliativi. Risvegliare un orgoglio economico italiano. Anche un’auto, se fatta da noi, per il 60-70% è attività nostra, di artigiani.

Nuova protesta di Emanuele Franz che s’incatena a una grossa pietra contro la superbia dell’uomo

(g.l.) Nuovo clamoroso gesto di protesta di Emanuele Franz, stavolta contro la superbia dell’uomo moderno. Il filosofo di Moggio Udinese, già noto per le sue provocazioni di stampo filosofico-sociale, come quella di essere andato a vivere in un bidone dell’immondizia nell’estate 2022 ed essersi fatto murare vivo la scorsa primavera, ha lanciato infatti una nuovo “esperimento” sociale.
Assistito da collaboratori e amici, il mistico ha deciso di farsi incatenare il polso a una pietra del peso di 17 chili, legata a sua volta da una catena (il peso totale si aggira attorno ai 20). L’obiettivo? Vivere la sua quotidianità trascinando a fatica questo sasso sul quale ha scritto, in un rosso sgargiante, la parola “superbia”.
Con questa nuova iniziativa, Franz ha voluto invitare a riflettere su quanto «la superbia e l’arroganza umana – sono le sue parole – siano oggi diventate un peso insostenibile, dividendo le persone e devastando i rapporti umani, oltre che il pianeta e la comunità».
Per tutta la durata dell’esperimento, il filosofo incatenato si è prefisso di trascinare appresso la pesante pietra, pur assolvendo le sue incombenze quotidiane e lanciando un messaggio di riflessione sul male della tracotanza e della superbia le cui radici sono ormai ben salde nella società attuale. «Nella società di oggi – afferma infatti Emanuele Franz – si è perso il significato del peccato, e il peccato più grande è la superbia, io stesso ne sono vittima, come tutti, e la porto appresso legata a me con una catena affinché tutti vedano che ci portiamo dietro, anche se invisibile, il peso della nostra arroganza. Sono convinto che solo il perdono può liberare dalle catene della superbia e voglio lanciare un messaggio di perdono reciproco e universale: perdonatevi gli uni con gli altri».  Come si ricorderà, Emanuele Franz ha da poco pubblicato il suo nuovo libro “Voi siete uno”, il cui testo rivendica l’unità perduta.

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In copertina, il filosofo di Moggio Udinese incatenato per protesta a una grossa pietra.

Cergneu, Vallemontana e Monteprato affidate a don Marco Visintini: bella festa con l’arcivescovo Mazzocato

di Giuseppe Longo

NIMIS – Ora don Marco Visintini è ufficialmente il nuovo parroco di Cergneu, Vallemontana e Monteprato. Opera nelle tre frazioni orientali del Comune di Nimis già da oltre un anno, ma l’incarico formale lo ha ricevuto da poche settimane e stamattina il “sigillo” formale è avvenuto nel corso della Messa solenne che l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, ha celebrato nella Chiesa di San Giacomo Apostolo ricostruita dopo il terremoto accanto al campanile che invece aveva resistito alle scosse.


Bella e significativa la cerimonia di “immissione in possesso”, con alcuni passaggi formali che l’hanno contraddistinta. A cominciare dalla consegna del libro dei Vangeli al sacerdote quale strumento per la propria missione nelle tre comunità affidategli. Quindi la benedizione con l’acqua, ricevuta dal presule, dei nuovi fedeli. Infine, l’aspersione dell’altare con l’incenso purificatore e il rinnovo delle promesse di fedeltà attraverso il Credo pronunciato secondo il rito della Chiesa di Aquileia. Tutti passaggi che sono stati via via illustrati dallo stesso arcivescovo, il quale poi all’omelia ha sottolineato l’importanza della presenza del sacerdote in una comunità.
Nel corso del rito, sono saliti all’ambone Renato Picogna, già sindaco di Nimis, per esprimere a don Marco il benvenuto dei suoi tre nuovi paesi, e l’assessore Mariacristina Del Fabbro, che ha portato l’adesione della civica amministrazione guidata da Giorgio Bertolla. Tre piccole comunità che si trovano a fare i conti con momenti difficili, aggravati soprattutto dallo spopolamento, per trasferimenti e denatalità, che si riscontra ormai in tutte le zone montane. Ma che hanno ancora la forza e la volontà per guardare al futuro, e in questo anche la presenza e la parola del sacerdote saranno sicuramente preziose. Picogna ha avuto anche espressioni di riconoscenza per quanto fatto con dedizione per anni, dopo la prematura scomparsa di don Flaviano Veronesi, da don Bruno D’Andrea e dai suoi collaboratori. Al termine del rito, accompagnato dai canti di alcune brave coriste di Cortale (paese che, assieme a Zompitta, Valle e Qualso, ebbe don Marco parroco per diversi anni), nel centro sociale in zona sagra è seguito un ricco e invitante rinfresco, tra gli applausi e gli auguri al nuovo parroco, visibilmente emozionato per la dimostrazione di simpatia appena ricevuta, ma che, come si diceva, ha già avuto modo di sperimentare trovandosi a operare da oltre un anno in questa zona.

Come ricordavamo ieri, don Marco Visintini è originario di Tricesimo e, dopo alcune esperienze come collaboratore pastorale, nel 1992 fu nominato parroco dei citati paesi del Rojale. Nel 2011 il trasferimento in Carnia, a Socchieve, ma dopo due anni ecco un nuovo incarico come guida pastorale per le Parrocchie di Ara e di Fraelacco. Nel 2018 assunse anche la guida della vicina Parrocchia di Tricesimo che poi lasciò nel novembre 2021, quando venne assegnato ad altri incarichi che l’hanno portato appunto ad impegnarsi a favore di Cergneu, Vallemontana e Monteprato.

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In copertina, l’arcivescovo Mazzocato consegna il libro dei Vangeli al nuovo parroco; all’interno, don Marco Visintini asperge i fedeli, gli interventi dell’assessore Del Fabbro e di Renato Picogna, e la benedizione finale.

Addio a Max Röck il sindaco di Lannach che firmò il gemellaggio con Nimis nel ricordo dello scultore Rodolfo Zilli

di Giuseppe Longo

Il seme che viene interrato con un gemellaggio quando germina dà vita a una pianta che si chiama Amicizia. Tra due popoli, come nel caso di quella nata tra Nimis e Lannach, in Stiria a pochi chilometri da Graz. Ma anche tra le persone, le famiglie. È il caso proprio di una famiglia di San Gervasio, quella di Luciano Degano e di Luisa Baccini, che esattamente trentatré anni fa conobbe quella di Maximilian Röck, a quel tempo borgomastro (come dire sindaco, in Italia), e che oggi è addolorata per aver appreso che il caro Max non c’è più. L’hanno raccontato su Facebook Barbara Motyl e Antonella Degano, la quale ha ricordato quell’ultima telefonata dei genitori in Austria di pochi giorni fa rimasta senza risposta. All’antivigilia di Ferragosto, infatti, Max Rock se ne era appena andato, ottantanovenne, a raggiungere la sua cara Erna, morta tragicamente dieci anni fa in un incidente stradale sotto i suoi occhi a due passi da casa.
La bellissima amicizia tra le due famiglie – quella più esemplare e duratura di tutta la ultratrentennale esperienza del gemellaggio – era appunto nata in seguito alla sottoscrizione del patto di amicizia tra Nimis e Lannach avvenuta nel 1989 nel ricordo di Rodolfo Zilli, lo scultore nato a Nimis e che trascorse tutta la sua vita familiare e artistica in Austria. E proprio nel Castello di Lannach aveva il suo laboratorio, dal quale è uscito anche il busto bronzeo del cardinale Ildebrando Antoniutti, conservato nell’antica Pieve arcipretale dei Santi Gervasio e Protasio, proprio di fronte alla tomba del porporato morto nel 1974, oltre al suo busto-autoritratto posato molti anni fa davanti alle scuole. Auspice e instancabile animatore del gemellaggio il figlio Rodolfo, allora funzionario della Comunità europea a Bruxelles, pure lui scomparso da molti anni.
Il primo atto del gemellaggio fu sottoscritto a Nimis dall’allora sindaco Germana Comelli e da Helmut Kormann in rappresentanza della municipalità di Lannach. Un anno dopo, nel Castello della località stiriana, ebbi l’onore di firmare proprio con il collega dottor Röck, la pergamena che “consacrava” in terra austriaca quell’importante patto di amicizia. Entrambi, infatti, eravamo da poco subentrati alla guida delle rispettive amministrazioni. Era l’estate del 1990.
Tante, successivamente, le occasioni di incontro, a Lannach ma soprattutto a Nimis, dove una rappresentanza d’Oltralpe scende ogni anno in occasione dell’antica sagra settembrina che ormai sta bussando alle porte. E anche l’ormai ex sindaco di Lannach faceva spesso parte del gruppo di amici stiriani che da tanti anni ormai sono guidati dall’attuale borgomastro Josef Niggas. Max Röck – ai cui funerali, celebrati a Graz, ha partecipato anche la famiglia Degano – lascia un bellissimo ricordo, di persona colta, preparata, sempre disponibile. Animata da quel sorriso che sul suo volto non mancava mai, ma che la perdita così tragica e repentina dell’amata moglie aveva purtroppo spento.

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In copertina, l’ex borgomastro di Lannach Max Röck spentosi recentemente a 89 anni.

Arriva il Giro ciclistico Fvg, a Osoppo l’omaggio con Persello a Enzo Cainero

(g.l.) “Caro, magnifico Enzo”: così è stata intitolata la serata-ricordo in programma domani a Osoppo, nell’auditorium della Fantoni Spa, in via Europa Unita, in occasione della presentazione della tappa collinare del 59° “Giro ciclistico della regione Friuli Venezia Giulia” delle categorie Elite e Under 23. L’incontro, che si terrà alle ore 20.30, è stato organizzato dalla Comunità Collinare del Friuli. La gara si disputerà dal 31 agosto al 3 settembre e richiamerà nella nostra regione i migliori talenti del ciclismo mondiale espressi dalle citate categorie. Tra le quattro tappe organizzate dall’Asd Libertas Ceresetto, la seconda vedrà interessato proprio il territorio collinare nella giornata di venerdì 1 settembre con il percorso Rivoli di Osoppo-Colloredo di Monte Albano.

Dino Persello e Pasqualino Petris


Come anticipato, durante la serata è previsto un momento commemorativo organizzato dall’artista Dino Persello proprio per ricordare Enzo Cainero, la cui scomparsa ha privato il Friuli di un grande organizzatore e promotore delle tappe locali della “carovana rosa”. «Un uomo – si afferma nella locandina – capace di portare il Friuli Venezia Giulia al centro del mondo sportivo internazionale». Con Persello, che era grande amico di Cainero, si esibiranno I Petris, con due fisarmoniche e due violini.
Una serata-ricordo, dunque, che celebrerà – come ha sottolineato il presidente della Collinare, Luigino Bottoni – «un patrimonio di competenze, operatività organizzative e passioni». Di questo e di tanto altro si parlerà, soprattutto grazie alle rievocazioni di Dino Persello, in un luogo tanto amato da Enzo Cainero, appunto la prestigiosa azienda Fantoni che lo ha visto speciale amministratore. Un uomo che ha fatto tanto per il Friuli e per la sua valorizzazione, anche perché giustamente sosteneva : «A questo mondo, tutto si può copiare, tranne un territorio!». E quello friulano è unico: la pensava così anche Ippolito Nievo che l’aveva definito un “piccolo compendio dell’universo”.

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In copertina, Enzo Cainero il grande organizzatore delle tappe del Giro d’Italia che domani sarà ricordato alla Fantoni.

Transizione energetica, da domani il bando per i contributi Cciaa Pn-Ud

La Camera di Commercio Pordenone-Udine è in prima linea nell’aiutare le imprese a sviluppare valore attraverso la sostenibilità e lo fa anche attraverso un nuovo bando di contributi, attivo a partire dalle 9 di domani 28 agosto, che con un plafond di 250 mila euro offre voucher alle aziende, da 3, 5 o 8 mila euro, per favorire la transizione energetica attraverso interventi di efficientamento, introduzione di fonti di energia rinnovabile e la partecipazione a Comunità energetiche rinnovabili. I voucher andranno a copertura del 70% delle spese sostenute per le attività espressamente previste dal bando. Sono finanziabili in particolare audit energetici per valutare la situazione iniziale dell’impresa, individuare e quantificare gli interventi di efficienza e le opportunità di risparmio e definire un piano di miglioramento energetico; la progettazione di sistemi di raccolta e di monitoraggio dei dati energetici di base e della produzione; l’acquisizione di consulenze e la relativa prima certificazione; studi di fattibilità per progetti di riqualificazione energetica; studio di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile; implementazione di tecnologie digitali e 4.0 (cloud, IoT, Intelligenza artificiale…) per favorire la doppia transizione.
Il bando resterà aperto fino al 2 ottobre prossimo. Le domande vanno inviate esclusivamente via Posta elettronica certificata (Pec) a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it per le imprese con sede destinataria dell’intervento nel territorio udinese oppure a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it per il territorio di Pordenone. I voucher sono proposti dalla Cciaa nell’ambito dell’iniziativa strategica di sistema “La doppia transizione digitale ed ecologica”, autorizzata dal Ministero delle imprese e del made in Italy. Per tutti gli approfondimenti, il bando completo e la modulistica, è sufficiente andare nella sezione dedicata del sito camerale, www.pnud.camcom.it

Mirabilia, le candidature
per il Premio nazionale

Torna anche quest’anno il premio Top of the Pid, con cui la rete dei Punti Impresa Digitale (Pid) delle Camera di Commercio seleziona progetti di imprese, singole o associate, che hanno saputo innovare i propri prodotti o modelli di business grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali e hanno utilizzato uno dei servizi proposti dai Pid. Gli ambiti di innovazione d’impresa considerati nel premio sono: sostenibilità, sociale, manifattura intelligente e avanzata, servizi commercio e turismo, nuovi modelli di business 4.0. Per le imprese friulane che vogliono concorrere nella categoria turismo, in particolare, basterà segnare la casella corrispondente per essere ammessi anche alla partecipazione del premio “Top of the Pid Mirabilia” (essendo la Cciaa Pn-Ud parte del network Mirabilia che promuove le economie dei siti Unesco), premio aggiuntivo che segue le linee guida dell’Organizzazione Mondiale del Turismo per uno sviluppo sano, sicuro e sostenibile del comparto, affidato all’innovazione e alle nuove tecnologie. Le candidature potranno essere inviate alla mail dedicata premiopid@unioncamere.it entro il 4 settembre e l’individuazione delle imprese vincitrici avverrà entro il 6 ottobre. La premiazione si svolgerà durante “Maker Faire Rome”, manifestazione dedicata al digitale in programma dal 20 al 22 ottobre. Tutte le informazioni e la modulistica sono disponibili sul sito nazionale dei Pid, ma anche sul sito della Cciaa Pn-Ud www.pnud.camcom.it (link diretto ben visibile nel banner in homepage).

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio in piazza Venerio.

Festa a Cergneu per il nuovo parroco: don Marco Visintini sarà guida spirituale anche di Vallemontana e Monteprato

(g.l.) Grande festa domani mattina per le comunità cristiane di Cergneu, Vallemontana e Monteprato. Alle 11 farà, infatti, il suo ingresso in qualità di nuovo parroco don Marco Visintini, durante una solenne cerimonia che si terrà nella Chiesa di San Giacomo Apostolo, a Cergneu: lo presenterà ai fedeli l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato. La nomina ufficiale è avvenuta nel giugno scorso, ma il sacerdote opera in loco dalla primavera dello scorso anno in qualità di collaboratore pastorale: da allora vive stabilmente nella casa canonica di Nimis capoluogo.
Don Visintini è originario di Tricesimo e, dopo alcune esperienze di collaboratore pastorale, nel 1992 – come informa una nota della Curia udinese -, fu nominato parroco di Cortale, Valle e Vergnacco, nel Rojale, a cui si sono poi aggiunte Zompitta e Qualso. Nel 2011 il trasferimento in Carnia, a Socchieve, ma dopo due anni ecco un nuovo incarico come guida pastorale per le Parrocchie di Ara e di Fraelacco. Nel 2018 assunse anche la guida della vicina Parrocchia di Tricesimo, nel suo paese natale, che poi lasciò nel novembre 2021, quando venne assegnato ad altro ruolo nelle Valli del Torre.
A Cergneu don Visintini subentra a don Bruno D’Andrea, che mantiene la guida della Parrocchia di Attimis e l’amministrazione delle montane Forame e Subit. D’Andrea, come si ricorderà, aveva ricevuto l’incarico di guida spirituale alla prematura morte di don Flaviano Veronesi che era stato per molti anni parroco delle tre frazioni orientali di Nimis, dove è ancora ricordato con affetto e riconoscenza.

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In copertina, don Marco Visintini a Vallemontana durante l’ultima festa di San Giuseppe: celebra la Messa assistito dal diacono Diego Mansutti.

 

Vittime civili di guerra a Torlano: onoreremo queste 33 vittime insegnando ai giovani la cultura della pace

di Giuseppe Longo

NIMIS – «Basta con le follie della guerra. Faremo presto un laboratorio per insegnare ai giovani la cultura della pace».  L’annuncio, molto bello e importante, l’ha dato ieri mattina, alla commemorazione dell’Eccidio di Torlano e delle 33 vittime innocenti della ferocia nazifascista, la rappresentante delle Famiglie vittime civili di guerra, Adriana Geretto, che non manca mai all’annuale cerimonia indetta dal Comune di Nimis. «Anche perché – ha osservato -, come diceva Maria Montessori, tutti parlano di pace, ma nessuno fa nulla per farla affermare».

Presente una folta rappresentanza di Portogruaro, la città veneta dalla quale proveniva la famiglia De Bortoli, letteralmente distrutta – ben nove morti! – nel fatto di sangue messo in atto la mattina del 25 agosto 1944 quale rappresaglia all’uccisione di un ufficiale tedesco: era molto attiva, infatti, in quei giorni l’azione di contrasto agli invasori da parte dei partigiani. Ma anche numerose autorità – sindaci e amministratori dei Comuni vicini, tra cui Povoletto e Tavagnacco, e pure della più lontana Ruda -, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma. Per la Partigiani Osoppo c’era il presidente Roberto Volpetti.
Deposte le corone d’alloro e gli omaggi floreali sul sacello che custodisce i resti di quelle povere vittime – molte donne con i loro figlioletti -, monsignor Rizieri De Tina, che in precedenza aveva celebrato la Messa di suffragio nella Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di Padova, ha benedetto la tomba, lasciando poi la parola a un giovane del luogo che ha letto l’agghiacciante cronaca di quella indimenticabile mattinata di 79 anni fa. Quindi, oltre alla citata rappresentante delle Famiglie vittime civili, ha parlato il sindaco Giorgio Bertolla, il quale non poteva esimersi dal fare un collegamento tra la Seconda guerra mondiale, che seminò tanti lutti e distruzioni non solo a Torlano ma in tutto il Comune di Nimis, e quanto da oltre unn anno e mezzo sta avvenendo in Ucraina a causa del conflitto scatenato dalla Russia. Bertolla ha dato lettura anche del messaggio inviato dal commissario del Comune di Portogruaro, Iginio Olita, cedendo poi il microfono al consigliere regionale Edy Morandini che ha portato l’adesione dell’Assemblea di piazza Oberdan alla importante cerimonia che – ha sottolineato – ha il significato di tenere desta l’attenzione su questi crimini del passato affinché aiuti, ognuno nel proprio piccolo, a lavorare per la pace. Proprio come aveva esortato all’omelia don De Tina, il quale a commento dell’appropriata pagina del Vangelo, appena letta, ha raccontato anche due significative esperienze vissute nel 2019 a Leopoli, in Ucraina – quindi ben prima dello scoppio della guerra -, e pochi giorni fa in Romania, all’incontro religioso di Timisoara. Un ricordo, dunque, che non verrà mai meno, tanto che il primo cittadino di Nimis ha dato già appuntamento alla commemorazione dell’ottantesimo anniversario dell’Eccidio, il 25 agosto 2024.

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In copertina e all’interno, alcune immagini della cerimonia: l’intervento di Adriana Geretto, la Messa nella parrocchiale, il saluto del sindaco Bertolla e del consigliere regionale Morandini, autorità, il giovane che legge la cronistoria, labari e gagliardetti schierati.

Casarsa, via le barriere architettoniche alla stazione ferroviaria: da Salvini risposta positiva all’associazione Laluna

Una serie di interventi risolutori la cui progettazione si concluderà entro il 2024 e nel frattempo atti mitigatori che possano nel breve periodo ridurre i disagi: questa la risposta di Rfi riguardo alle barriere architettoniche nella stazione ferroviaria di Casarsa della Delizia. Il gestore è stato, infatti, interpellato dal ministro alle infrastrutture e trasporti, senatore Matteo Salvini, il quale ha poi riferito ai deputati Gerolamo Cangiano ed Emanuele Loperfido che avevano presentato un’interrogazione in Parlamento. Soddisfazione da parte dell’associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa – con il presidente Francesco Osquino – che per prima si era mossa per segnalare il problema trovando il sostegno del Comune con il sindaco Claudio Colussi, prima, e a seguire dei due onorevoli, ringraziati dal sodalizio.

Disabile in stazione a Casarsa.


Nella sua risposta all’interrogazione, il ministro Salvini ha sottolineato come Rfi stia realizzando un programma pluriennale di interventi di ristrutturazione e di adeguamenti strutturali e tecnologici mirati a favorire la fruizione quanto più possibile in autonomia degli spazi e dei servizi da parte delle persone a ridotta mobilità. Tra gli interventi, inclusi l’innalzamento dei marciapiedi da 25 a 55 centimetri sul piano del ferro, per permettere l’accesso a raso ai treni e consentire alle persone con disabilità motoria su sedia a ruote di muoversi in modo il più possibile autonomo; l’installazione di ascensori e rampe fisse, per consentire l’accessibilità ai binari e abbattere le barriere architettoniche; l’installazione di scale mobili e tappeti mobili, per migliorare la mobilità all’interno delle stazioni; la creazione di percorsi tattili e la collocazione di mappe tattili per persone con disabilità visiva; l’adeguamento di sportelli di biglietteria e di servizi igienici pubblici e accessibili; l’installazione di monitor e diffusori sonori per le informazioni in tempo reale di arrivo e partenza dei treni. In merito alla pianificazione degli interventi nella stazione casarsese, la fase di progettazione è prevista entro il 2024.
“Al riguardo – ha concluso il ministro Salvini – Rfi si è impegnata ad individuare interventi transitori, atti alla mitigazione dei disagi correlati all’abbattimento delle barriere architettoniche, da realizzare nel breve periodo”.
“Avere delle date certe e un’indicazione degli interventi è un risultato importantissimo – affermano i deputati Loperfido e Cangiano – che avvicina di un passo ulteriore la conclusione positiva della vicenda, che tutti auspichiamo vista l’importanza dello snodo ferroviario di Casarsa non solo per la provincia di Pordenone, ma per l’intero Friuli Venezia Giulia. Siamo soddisfatti dell’attenzione che il Governo ha dato a questo fondamentale intervento: porre attenzione all’inclusione delle persone con disabilità e alla loro indipendenza è un dovere e allo stesso tempo un segno di rispetto”. Soddisfazione, come detto, da parte de Laluna, per questo ulteriore passaggio verso una completa fruibilità della stazione ferroviaria da parte di tutti.

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In copertina, il ministro delle Infrastrutture e trasporti Matteo Salvini: soddisfazione per la sua risposta riguardante la stazione.

San Daniele, oggi l’omaggio di Persello al preside Alberto Luchini e ai suoi disegni

(g.l.) Niente vacanze agostane per Dino Persello, il quale, in barba a questo caldo opprimente, continua a proporre sul palcoscenico i suoi apprezzati lavori. Così, dopo il recentissimo successo che ha meritato nell’incontro dedicato, nella sua Dignano, ai cent’anni del ponte sul Tagliamento e mentre si prepara a un altro spettacolo in programma lunedì a Osoppo, quando ricorderà Enzo Cainero, l’indimenticabile promotore del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia, il nostro attore-regista ha trovato il modo per ritagliare un po’ di tempo anche per la “sua” San Daniele, il capoluogo collinare dove da molti anni risiede, per rendere omaggio alla figura del preside Alberto Luchini, la cui memoria è sempre viva nella cittadinanza, presentando i suoi espressivi disegni a matita e pastelli.

Dino Persello


Organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di San Daniele con il sostegno della Comunità collinare del Friuli, l’incontro si terrà questa sera, alle 20.45, nella sala consiliare della Biblioteca Guarneriana, con ingresso libero. Si tratterà di un incontro animato dallo stesso Persello, accompagnato dalle fisarmoniche e dai violini de “I Petris”.


«Dopo l’accattivante e considerato lavoro dell’estate 2022, con importanti riscontri da parte del numeroso pubblico, a fronte del racconto teatral-musicale “Alberto
Luchini, l’uomo, l’artista, la (Sua) scuola”, sono ora a proporre una nuova elaborazione teatrale in merito all’arte del disegno del preside», anticipa Dino Persello, che poi continua: «Durante gli incontri con la gentile moglie Silvana, per la preparazione del primo lavoro, avevo avuto modo di vedere le sue pregiate raccolte di disegni, schizzi, illustrazioni, dipinti, che mi hanno letteralmente incantato. Così, come nelle sue composizioni letterarie, Alberto e i suoi disegni comunicano vitalità, fascino, grazia, energia, bellezza, determinazione… A mio modesto parere, ritengo che queste opere non possano non essere “regalate” soltanto a chi ha conosciuto l’Uomo, il Prof, il Preside Alberto Luchini, moderno educatore di migliaia di ragazzi nell’ambito della “sua Scuola”. Chi, invece, non ha avuto la fortuna di averlo conosciuto e frequentato, avrà in questa circostanza l’opportunità di avvicinarsi a questo raffinato e profondo comunicatore, che ha fatto della “cultura del bello” l’intero tragitto della sua vita». Come già detto, l’accompagnamento musicale, come nel precedente appuntamento è affidato ai “Petris”, fisarmoniche e violini, che offriranno momenti di alto profilo artistico.

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In copertina, autoritratto del professor Alberto Luchini e all’interno alcuni disegni.