La Parrocchia di Grado “investe” nel Ricreatorio Spes. Monsignor Nutarelli: laboratorio per la crescita dei giovani

di Giuseppe Longo

A Grado, esattamente a Città Giardino di fronte alla Chiesa di San Crisogono, c’è un edificio parrocchiale legato al ricordo di monsignor Silvano Fain, l’indimenticato arciprete scomparso venticinque anni fa e ricordato, nei giorni dell’anniversario, con una memorabile esecuzione del “Requiem” di Mozart nella Basilica patriarcale di Santa Eufemia. E’ il Ricreaorio Spes – che in latino significa speranza – e da alcuni giorni, attorno al tetto della “Sala Fain”, è stato montato il ponteggio per l’inizio del primo lotto di una importante ristrutturazione che prevede la realizzazione dell’impianto fotovoltaico per il contenimento della spesa energetica. Lo riferisce nel foglio settimanale “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli, ricordando che nei prossimi giorni verrà presentato ufficialmente «il progetto complessivo che, in base alle disponibilità economiche, proseguirà».
«Investire nel ricreatorio Spes è un passo importante per la Parrocchia!», afferma infatti il sacerdote gradese che ha in cura spirituale, apprezzatissimo, la sua comunità isolana dopo una decina d’anni trascorsi nel Collio goriziano, a Cormons, il paese proprio dal quale proveniva don Fain. «Perché farlo?», si chiede allora monsignore, ma che per molti è rimasto simpaticamente “Donpi” come lo chiamavano i giovani cormonesi. Ecco la sua spiegazione: «Si narra – afferma – che quando vennero a presentare a don Bosco il locale che egli stava cercando per poter realizzare il suo primo Oratorio, i proprietari erano convinti che lui volesse fare “un laboratorio per i suoi ragazzi”. Lui, subito, ne corresse la frase: “Non un laboratorio, ma un Oratorio!”. Così nacque il primo Oratorio della storia moderna. Questo scambio involontario di nomi fu in un certo senso “azzeccato”, perché gli Oratori di oggi si avvicinano molto all’idea di essere dei “laboratori” di proposte, che fanno bene alla vita di Fede ed alla crescita di un ragazzo. Attraverso la proposta di varie esperienze, l’Oratorio diventa veramente quel “laboratorio” dove vengono messi insieme gli ingredienti per la crescita globale di un ragazzo. Una persona, per crescere, ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di persone coetanee con cui misurarsi e confrontarsi ed adulti da cui prendere spunto; ha bisogno di mettersi alla prova, di accorgersi delle proprie potenzialità. E nel nostro Ricreatorio “Spes”… ci auguriamo che tutto questo possa avvenire!».
Nel notiziario parrocchiale, monsignor Nutarelli ricorda anche la festa della Madonna del Rosario appena celebrata solennemente. «Con la Processione di domenica scorsa – scrive infatti -, sebbene il bel tempo continui ad attirare nella nostra Isola numerosi turisti, abbiamo portato a compimento la stagione estiva nella quale la nostra Comunità cristiana ha cercato di dare il suo contributo. Più volte abbiamo ricordato che la nostra Parrocchia ha una vocazione particolare: quella turistica ovvero l’accoglienza dell’ospite. Chi viene in vacanza è libero dagli affanni della quotidianità e, quindi, è un terreno più che accogliente in riferimento al Mistero! Abbiamo cercato di essere una Comunità che accoglie e celebra (le diverse Sante Messe in Basilica ed in tutte le Chiese e cappelle della città e le varie Liturgie); una Comunità che testimonia e dialoga con il mondo (incontri culturali quali la “Cattedra di Elia” e le serate di “Avvenire”); una Comunità che attraverso l’arte si eleva al Trascendente (i concerti in Basilica). Tutto ciò è stato possibile – sottolinea l’arciprete – grazie alla disponibilità di tante persone che, a 36o gradi, hanno vissuto la dimensione del servizio nell’apertura e chiusura delle Chiese, nel canto liturgico e nella proclamazione della Parola, nell’accoglienza alle porte delle Chiese, specialmente nelle serate culturali, nel prezioso servizio di sacristi e nella pulizia delle Chiese. Senza di loro tutto sarebbe stato più difficile. Ovviamente tante cose sono state fatte ma sono sempre migliorabili. Nel dire grazie per quanto vissuto, nasce anche l’augurio – conclude monsignor Nutarelli – che, sia in estate che durante tutto l’anno, altre persone possano aggregarsi nel volontariato dell’accoglienza».

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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli durante una recente celebrazione.

Nozze di titanio (settant’anni!) alla Quiete di Udine per Ines e Manlio Tulissi

Settant’anni di matrimonio, ovvero nozze di titanio. È il bellissimo e invidiabile traguardo che hanno raggiunto Manlio e Ines Tulissi festeggiandolo a La Quiete di Udine con una messa speciale celebrata nella Chiesa del padiglione Lodi, all’interno del complesso di via Sant’Agostino.
Ines, 92 anni, e Manlio che ne compirà 96 a dicembre, si sono sposati nel 1953, hanno 3 figli e 4 nipoti. Ines da un po’ di mesi vive alla Quiete per motivi di salute e per questo i festeggiamenti sono avvenuti nell’ambiente protetto della Asp. Ines e Manlio sono entrambi di Udine, lui è stato cassiere alla Cassa di Risparmio e lo conoscono in tanti in città sia per il suo lavoro sia perché, fino a poco tempo fa, era solito passeggiare in centro e andare negli uffici per aiutare altri anziani con carte e incombenze burocratiche.
Alla messa sono stati invitati tutti i residenti della Asp, oltre ovviamente ai familiari: al termine della celebrazione c’è stato il rinfresco con la torta. “Ci teniamo a ringraziare la direzione e l’animazione de La Quiete – sottolineano il figlio Alessandro, la nuora e le nipoti –, questo anniversario è stato la prima festa organizzata all’interno della struttura dopo le restrizioni del Covid e hanno dato davvero il cuore nel pensare a tutto, persino l’intrattenimento musicale con il coro degli anziani residenti accompagnato dall’organo. Manlio e Ines erano emozionatissimi, non si aspettavano una festa così bella”.

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In copertina, i coniugi udinesi Manlio e Ines Tulissi insieme dal lontano 1953.

Tumori femminili, sono indispensabili prevenzione e diagnosi precoce: un Ottobre rosa e piccante con Lilt Udine

“La Prevenzione è sempre la risposta giusta” è il claim che lancia la conduttrice televisiva e radiofonica Francesca Fagnani, testimonial di Lilt for Women 2023, la Campagna nazionale Nastro Rosa che dal 1992 si svolge puntualmente in ottobre, promossa con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute, per sensibilizzare la popolazione sul tema della prevenzione dei tumori femminili. Questo slogan vuole ricordare e ribadire l’importanza dei controlli periodici, dell’autopalpazione e delle indagini diagnostico-strumentali sin da giovani, con l’ambizione di raggiungere, nel giro di pochi anni, la mortalità zero per carcinoma alla mammella, traguardo non utopistico questo, vista la guaribilità che raggiunge attualmente l’85% dei casi.

Il presidente Schittulli

Questa problematica colpisce sempre più donne nel nostro Paese e registra un aumento dell’incidenza anche nella fascia di età 30/35 anni oltre a un’importante percentuale di mortalità tra le donne al di sotto dei 50. «Con circa 60 mila nuovi casi per il 2022 il cancro al seno è il big killer numero uno, rappresentando quasi il 30% di tutte le neoplasie – spiega il professor Francesco Schittulli, senologo-chirurgo oncologo e presidente della Lilt -. Trent’anni fa la metà delle donne con un tumore al seno operato moriva. E’ salito così ormai a oltre 900 mila il numero delle donne sopravviventi, guarite o conviventi con il cancro al seno, che avranno personalmente vissuto l’esperienza di tale neoplasia. Il merito è degli operatori sanitari, del crescente ruolo della prevenzione secondaria grazie a diagnosi sempre più precoci, della ricerca e anche dell’impegno, quotidiano e capillare, della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori che, da 100 anni, promuove la cultura della prevenzione come metodo di vita». Se diagnosticato precocemente, il cancro al seno è potenzialmente del tutto guaribile: la probabilità di guarigione per tumori che misurano meno di un centimetro è infatti di oltre il 90%.

L’ingegner Arpino

Un tema ribadito in ogni occasione anche dal presidente dell’Associazione provinciale di Udine della Lilt, ingegner Giorgio Arpino: «Gli ambulatori della nostra sede sono aperti in continuità tutto l’anno, nel rispetto dei più rigorosi protocolli, anche anti-Covid, e i nostri medici volontari sono a disposizione per le visite, tutte gratuite; nulla deve farci abbassare la guardia nella lotta ai tumori. Non solo a quelli femminili. Sono 1300 i tumori al seno registrati sul territorio regionale nell’ultimo anno. Un numero che si è mantenuto abbastanza costante, leggermente innalzato a causa del rallentamento degli screening. Questo tipo di tumore colpisce in particolare la fascia d’età che va dai 40 ai 45 anni. Ciò nonostante, va segnalato un dato positivo e che fa ben sperare: la possibilità di guarigione è aumentata, con una media superiore rispetto alle altre regioni italiane (89%). A confermare questo trend sono i numeri: a livello nazionale si contano 60mila scoperte di tumore alla mammella, con circa 900mila donne che convivono con il male o che sono riuscite a sconfiggerlo. La scienza per fortuna, negli ultimi 10 anni, ha fatto passi da gigante nella cura del cancro e ogni anno la situazione migliora anche grazie alle cure personalizzate che permettono di affrontare in maniera specifica le diverse varianti di tumore alla mammella».
Va ricordato che la prevenzione è la prima e più potente arma da usare per ridurre il rischio della malattia in questa lotta. Una lotta a supporto della quale la Lilt friulana ha programmato ben 13 iniziative e manifestazioni per un ottobre “lungo”, iniziato già a settembre con le anteprime del “Peperoncino Day” e che si concluderà l’11 novembre con il tradizionale convegno in sala Ajace. Un intenso programma che si svolge con il patrocinio della Regione Fvg, della Presidenza del Consiglio Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della AsuiUd e di Federsanità-Anci. Per tale ragione, per tutto il mese, la Lilt Udine intensificherà le visite gratuite al seno non strumentali, che peraltro svolge per tutto l’anno, permettendo così di prenotare più facilmente una visita senologica gratuita, nonché di ricevere informazioni, consigli e opuscoli dedicati.

La Regione Fvg con Bordin

«Ricerca, prevenzione e cura sono le armi che abbiamo per affrontare il cancro, malattia che purtroppo troppo spesso tocca da vicino le nostre famiglie e i nostri cari. È evidente che queste ricette non sono sempre risolutive, ma restano sicuramente importanti. Tra queste, è riuscita a ottenere uno spazio rilevante la prevenzione, arma contro il tumore, la cui importanza viene comunicata grazie alla passione e all’impegno dei volontari di sodalizi come la Lilt, particolarmente sensibili a questo argomento», ha detto Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Fvg, che è intervenuto alla presentazione di “Ottobre rosa e piccante”. «Grazie ai passi in avanti fatti dalla ricerca rispetto a trenta, quaranta anni fa – ha sottolineato la massima carica dell’Assemblea legislativa della Regione Fvg – riusciamo ad affrontare in maniera più incisiva il tumore, ma più in generale, tutte le patologie che purtroppo possiamo incontrare. La ricerca, infatti, è un tassello fondamentale che, grazie alla sinergia tra pubblico e privato, ha permesso di scoprire delle cure efficaci che permettono ai malati di intraprendere un percorso che li conduce nel migliore dei casi alla guarigione o perlomeno ad avere una speranza. Per quanto concerne le cure – ha concluso Bordin – a disposizione dei cittadini ci sono strutture ospedaliere tecnologicamente avanzate, medici e personale sanitario di altissimo livello e qualità. Aspetti che ci permettono di guardare al futuro con speranza, considerando anche i numeri positivi delle guarigioni. Quando purtroppo qualcuno non ce la fa a sconfiggere il cancro, una volta superato il dolore si sprigionano energie nuove che spesso danno vita ad associazioni di volontariato, con persone che si impegnano quotidianamente a creare una rete pronta a supportare chi è costretto ad affrontare la malattia».

Convegno Lilt 2023

“Lotta al Tumore – dalla ricerca al prendersi cura”. Questo il tema del convegno che si sviluppa in continuità con quello del 2022, che ha descritto il sempre più accelerato sviluppo scientifico della ricerca medica, con evidenti miglioramenti nella cura e conseguente guaribilità degli ammalati oncologici. Nella prima sessione, giovani relatori tratteranno di Oncologia di precisione e multidisciplinarietà nell’integrazione dei trattamenti per i tumori ginecologici e urologici, di nuoveprospettive chirurgiche, di tecniche moderne di radioterapia e di aggiornamenti sulle nuove cure in oncologia medica. Nella seconda parte, dal titolo “Oltre le terapie …” verranno trattati alcuni aspetti anche psico-sociali che coinvolgono la sessualità, la fertilità e la gestione delle emozioni.

Monumenti “in rosa”

Continuando una bella tradizione, in funzione dell’accordo nazionale con l’Anci, anche quest’anno si è richiesto al Comune di Udine – da sempre al fianco della Lilt friulana – ed anche a moltissimi Comuni della provincia sempre vicini all’Associazione, da Precenicco ad Aquileia, Zuglio, Rivignano, Manzano, Remanzacco, Pozzuolo, Tavagnacco, Campoformido, San Leonardo e tutti i piccoli Comuni delle valli cividalesi, per arrivare a Carlino e Palazzolo dello Stella, di illuminare “in rosa” un monumento significativo. Tale richiesta è stata trasmessa anche ad altri Comuni della provincia di Udine, richiedendo contestualmente la collaborazione nel diffondere l’importanza della Prevenzione Oncologica in modo sistematico. Il comune di Udine illuminerà via Mercato Vecchio di rosa negli ultimi dieci giorni di ottobre e di azzurro negli ultimi dieci giorni di novembre, per ricordare i tumori maschili, durante l’evento della Lilt dedicato al “percorso azzurro”. A Trieste, invece,  il palazzo della Regione, in piazza Oberdan, si tingerà di rosa il 28 ottobre.

Peperoncino Day

L’ottobre della Lilt friulana, oltre che rosa, da parecchi anni è anche piccante: dal 2017 è stato inserito nel programma il Peperoncino Day. Nelle giornate di domani e domenica (il 12 ottobre e la data in cui negli Usa si festeggia il Columbus Day, in onore dello scopritore dell’America… senza il quale il peperoncino non sarebbe giunto nel vecchio continente), nel gazebo allestito a Udine in piazza San Giacomo e all’esterno di numerose Chiese parrocchiali cittadine e della provincia verrà proposto al pubblico in cambio di un’offerta destinata alla Lilt un kit per realizzare “un primo piatto gustoso e di facile e rapida cottura” con pasta, pomodoro, olio d’oliva extravergine e peperoncino: è un piatto simbolo della Dieta Mediterranea, ormai patrimonio dell’Unesco, che costituisce una “medicina” fondamentale per la salute e per la prevenzione dei tumori. Quella del 2023 è la 21ma edizione del Peperoncino Day, che si presenta con una importante motivazione che recita “Un pizzico di Peperoncino nel Cuore del Friuli – Contro i tumori … una lotta piccante” e gode del patrocinio della sede nazionale dell’Accademia Italiana del Peperoncino, della Regione Fvg, del Comune di Udine e di Città Sane. Nelle precedenti edizioni sono stati raccolti complessivamente più di 94 mila euro, oltre alla donazione diretta di alcuni importanti strumenti medici, tutti impiegati dalla Lilt per l’acquisto di attrezzature e materiali sanitari per i propri ambulatori, per renderli sempre più moderni ed efficienti. Da diversi anni, il Peperoncino Day è sostenuto dal generoso contributo del Gruppo Despar.

Calendario Lilt Udine 2024

L’ottobre rosa sarà anche l’occasione per presentare in anteprima un’altra storica iniziativa dell’Associazione friulana. Con il significativo titolo “La Prevenzione non ha confini” il calendario Lilt Udine per il 2024, giunto alla dodicesima edizione, è specchio di una società sempre più aperta, multietnica e multiculturale. Con esso il proposito è anche quello di sottolineare lo straordinario sforzo profuso dall’Associazione, che da ormai novantotto anni è impegnata instancabilmente in un’azione quotidiana, capillare, necessaria, tesa a raggiungere un numero di persone sempre più ampio, e ad accompagnarle lungo un percorso di informazione e avvicinamento alla cultura della prevenzione. Infatti, l’obiettivo della Lilt è sempre stato quello di dare consapevolezza al fatto che la salute è strettamente legata allo stile di vita adottato, che deve puntare ad essere il più possibile “virtuoso”, per contrastare gli eventuali fattori di rischio. La convinzione è che questo sia il modo migliore per prevenire l’insorgenza delle malattie oncologiche: infatti la prevenzione costante e regolare è scientificamente la miglior arma, diretta ed efficace, per ridurre la possibilità di incorrere nella malattia oncologica e facilita la strada ad una eventuale diagnosi tempestiva dell’insorgenza del male. Le splendide modelle di questo calendario sono donne italiane, ma originarie di Paesi lontani fra loro, sia geograficamente che culturalmente, accomunate nella scelta di vivere, lavorare ed integrarsi nella nostra comunità friulana. Si chiamano Aissatou (Senegal), Alla (Ucraina), Ana Paula (Brasile), Aurora (Albania), Emma (Haiti), Esmira (Azerbaijan), Irma (Albania), Itohan (Nigeria), La Joy (India), Lorraine (Filippine), Maja (Serbia), Marian (Iraq): a loro va il ringraziamento della Lilt di Udine per la disponibilità e per il sincero entusiasmo con cui hanno partecipato a questo progetto fotografico, curato anche quest’anno da Simonetta Menta, Daniela Romanini e Felice Sibilla. Il calendario verrà presentato a Udine il 26 ottobre, alle 17.30, nel salone del Popolo di palazzo D’Aronco.

Lilt Udine con Libertas Martignacco

Lo sport praticato, le manifestazioni e gli eventi sportivi sono importanti e strategici per la Lilt, che attraverso di essi punta alla diffusione “pratica” della prevenzione oncologica tra gli atleti, i familiari e il pubblico. Non vanno dimenticate, infatti, nell’ambito dell’importanza dello stile di vita, assieme ad una attenta dieta alimentare, anche la “cultura e la cura” del movimento, che la Lilt friulana persegue intensamente sia con Sedute personalizzate e dedicate a momenti post oncologici, nel proprio Centro di Prevenzione e Ascolto di via Francesco di Manzano, sia con il libero patrocinio di corse o camminate a passo libero in vari Comuni del territorio. Proprio per l’importanza di questo aspetto il direttivo dell’Associazione ha voluto mantenere il consolidato abbinamento sportivo con la società di Volley femminile Libertas Martignacco, reso possibile dalla convinta comprensione e disponibilità dei suoi Dirigenti. Pur avendo la società rinunciato alla disputa dell’oneroso ed impegnativo campionato in A2, è rimasto così in vigore il protocollo d’intesa firmato il 18 settembre 2017 con il grande e indimenticabile presidente commendator Bernardino Ceccarelli. Per il settimo anno quindi, le maglie delle atlete si fregeranno del logo rosa della Lilt.

Bikers in rosa con Lilt

L’associazione Vanessa “Un Ponte per la Vita e la solidarietà”, con la regola etica di Seneca (Spesso un piccolo dono produce grandi effetti), ha organizzato l’evento titolato “Bikers in Rosa con Lilt”, fissato per la mattina di 28 ottobre, coinvolgendo alcuni Comuni che hanno in corso con la Lilt udinese un protocollo d’intesa. L’Associazione Vanessa, con un nutrito gruppo di bikers recanti un nastro rosa al braccio, si presenterà a Manzano, Tavagnacco, Campoformido ed infine a Udine. In ciascuna località, durante una breve sosta, in presenza di un rappresentante del Comune, consegnerà una rosa ad una signora del luogo, paziente o ex paziente oncologica, per rinforzare con un gesto di gentilezza e solidarietà l’importanza del male oncologico, rafforzando l’invito alla prevenzione come stile di vita. E’ giusto sottolineare che la Lilt è orgogliosa della collaborazione offerta dall’Associazione Vanessa, che già ha effettuato analoghe campagne con associazioni regionali.

 

Campagna Nastro Rosa 2023
Iniziative e manifestazioni

1. Presso l’UTE di Rivignano, mesi di ottobre, novembre, dicembre si terranno 7 serate
informative organizzate dalla LILT Udine. Presenta gli incontri il Presidente LILT Udine ing.
Giorgio Arpino

2. Sabato 7 e domenica 8 ottobre presso P.zza San Giacomo a Udine l’Accademia Italiana del
Peperoncino e la LILT di Udine presentano “Un pizzico di peperoncino nel cuore del
Friuli. Contro i tumori … una lotta piccante!”. Evento annuale di divulgazione della
Prevenzione oncologica come stile di vita in varie Piazze e ambienti della Provincia e
raccolta fondi

3. Domenica 8 ottobre presso il Comune di Palazzolo dello Stella 1^ Camminata in Rosa:
camminata non competitiva a scopo benefico

4. Sabato 21 ottobre presso il Comune di Carlino “Camminatarosa”

5. Giovedì 26 ottobre ore 17:30, presso il Salone del Popolo del Comune di Udine, alla
presenza delle autorità, presentazione del Calendario LILT 2024: “La PREVENZIONE
non ha confini”

6. Sabato 28 ottobre iniziativa “Bikers in Rosa con LILT”: il Gruppo di Bikers, portando
ciascuno un nastro rosa al braccio, si fermerà nei Comuni di Manzano, Tavagnacco,
Campoformido e Udine

7. Venerdì 3 novembre, c/o ASU FC Udine, iniziativa rivolta alle pazienti con carcinoma della
mammella avanzato in terapia: “E’ tempo di vita”

8. Sabato 11 novembre, dalle ore 8:45 alle ore 12:30, presso la Sala Ajace del Palazzo
Comune di Udine, Convegno annuale “Nastro rosa” / “Percorso azzurro” dal titolo:
“Dalla ricerca al prendersi cura. Novità nel trattamento dei tumori ginecologici ed
urologici”

9. Illuminazione di rosa nel mese di ottobre di via Mercatovecchio a Udine e di altri
monumenti in vari Comuni limitrofi

10. Visite senologiche presso la sede e Centro Medico di Prevenzione e Ascolto LILT

11. Abbinamento con la Libertas Volley Femminile Martignacco per la divulgazione della
Prevenzione oncologica ed i corretti e sani stili di vita, con particolare attenzione al genere,
sul territorio

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In copertina e all’ìinterno immagini dell’incontro con il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin.

“Caregiver Day”, prima giornata Fvg dedicata (a Trieste) a quanti offrono la propria assistenza ai malati gravi

Si festeggia oggi, 6 ottobre, il primo “Caregiver Day” del Friuli Venezia Giulia, una Giornata dedicata a quei cittadini “invisibili” chiamati caregiver (“curacari” si potrebbe direi in italiano), persone, in prevalenza familiari, che si prendono cura di chi è affetto da patologie invalidanti. Il 6 ottobre, già storicamente Giornata Europea del caregiver, era stato istituito per sensibilizzare le istituzioni e la collettività sul valore sociale di chi dedica il proprio tempo alla cura delle persone più fragili.


La giornata regionale è stata adesso introdotta a seguito dell’approvazione della legge regionale n. 08/2023 “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari”. E proprio per spiegare i contenuti della nuova legge sul riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari, la Regione Fvg, con la fondamentale collaborazione dell’Associazione de Banfield – attiva da oltre 35 anni sul fronte del sostegno agli anziani fragili e ai caregiver di persone con demenza e Alzheimer, a cui ha dedicato una specifica struttura come CasaViola – ha organizzato per oggi, a partire dalle 8.30 al Trieste Convention Center Magazzino 27 (Viale Miramare, 24/2), il convegno “Caregiver Day”. L’evento pubblico dedicato ai caregiver familiari della nostra regione, per riconoscerne il ruolo chiave nel supporto assistenziale e mettere a confronto esperienze e buone pratiche nazionali e regionali, è aperto a tutta la città con partecipazione libera (previa iscrizione al link https://eventi.regione.fvg.it/Eventi/iscrizione.asp?evento=21701
Ad aprire il convegno sarà l’intervento dell’assessore regionale alla salute, politiche sociali e disabilità, Riccardo Riccardi, che si soffermerà proprio sul valore aggiunto derivante dalla nuova legge regionale. «Dopo quella sull’Invecchiamento attivo e sulla Disabilità, quella sul Caregiver fa parte di un pacchetto di norme regionali che tiene conto, nella concretezza, di quelli che sono i fenomeni del nostro tempo, in particolare la cronicità, strettamente connessa all’allungamento della vita e a una realtà sociale e demografica profondamente mutata rispetto a solo pochi decenni fa», spiega Riccardi. «Un traguardo importante – aggiunge l’esponente della Giunta Fedriga -, tagliato la scorsa legislatura, con determinazione e chiarezza di intenti, superando tutte quelle che sono state le enormi difficoltà degli ultimi 5 anni, segnati da continue emergenze che ci hanno visto impegnati su più fronti. È stato un lungo percorso, non semplice e non scontato, che ha permesso alla Regione di fare un passo avanti importante per la civiltà della sanità, per dare risposte appropriate alla cittadinanza».

Per la Regione Fvg interverranno anche Sergio Boscarol, del Servizio programmazione e sviluppo dei servizi sociali, Alfredo Perulli e Antonino Riolo del Servizio assistenza distrettuale e ospedaliera. Attesa la partecipazione della nuova pPresidente di Federazione Alzheimer Italia, Katia Pinto, così come i contributi delle associazioni che operano a diretto contatto con i malati e i familiari (come Loredana Ligabue, segretaria di Carer Aps) e testimonianze dirette di caregiver, come nel caso di Olivio Stocchi. La direttrice generale dell’Associazione de Banfield, Giovanna Pacco, anche per il Coordinamento Regionale Associazioni Alzheimer, interverrà su “Dare voce ai caregiver: il lavoro delle Associazioni”. «La legge, da noi molto sostenuta, è stato l’avvio di un impegno concreto verso il riconoscimento dei bisogni e dei diritti dei familiari che si prendono cura di una persona fragile – sottolinea Giovanna Pacco -. Una legge che inizia il suo percorso di confronto e messa a terra proprio da questo primo importante caregiver day, che auspichiamo possa essere un laboratorio per parlare dei bisogni e delle difficoltà di questi cittadini invisibili che curano bambini, persone con disabilità, anziani non autosufficienti, per anni o per una vita intera, subendo un pesante impatto sulla propria esistenza, la propria salute, le proprie aspettative personali, di lavoro, di relazioni. L’impegno delle Associazioni è anche quello di dar voce ai loro bisogni. Auspichiamo che da questo luogo di confronto possano iniziare a definirsi gli obiettivi e le linee d’azione previste dalla legge».
Previsto anche l’intervento di Christina Sponza, sempre della de Banfield, che anticiperà i primi risultati di un’indagine realizzata a livello regionale su “Essere caregiver e lavoratori”.

Udine, scienza come gioco per bambini e ragazzi nei “Venerdì da Kaleidoscienza”

Scoprire la scienza in maniera curiosa e divertente. Proseguono a Udine, in via Brigata Re 29, “I Venerdì da Kaleidoscienza”, un’iniziativa dell’omonima associazione culturale di via Brigata Re che mira a offrire laboratori, giochi e attività ogni venerdì pomeriggio per l’anno scolastico 2023/2024. Oggi, dalle 16.45 alle 18.45, è la volta del laboratorio gratuito L’Ora di Codice, prima parte di un ciclo di tre incontri per scoprire cos’è un codice e come si può usarlo. Attraverso giochi e attività divertenti si entra a piccoli passi nel mondo del codice binario, con cui rappresentare numeri, lettere e persino disegnare. L’iniziativa fa parte del programma della Settimana Europea della Programmazione ed ha vinto il bando europeo Meet and Code. Il percorso è rivolto a ragazzi e ragazze dai 9 ai 13 anni.


I venerdì da Kaleidoscienza prendono avvio grazie alla donazione di diecimila dollari da parte di Merck KGaA, azienda leader nel settore Life Science, Healthcare ed Electronics, che ogni anno supporta iniziative no profit tese ad aumentare l’accesso globale e inclusivo alla scienza, con un focus rispetto all’educazione delle future generazioni. Ed è proprio questo l’obiettivo di Kaleidoscienza, unica realtà no profit italiana ad aver ottenuto nel 2023 l’importante sostegno. Caratteristiche vincenti: l’essere inclusivo e accessibile, da sempre valori imprescindibili per l’associazione udinese, come spiega meglio la sua presidente, Giada Rossi: “Abbiamo ideato un nuovo progetto per entrare sempre più in contatto con il territorio, offrendo proposte di qualità e rivolte a diverse fasce di età, con uno sguardo importante sull’inclusione sociale, proponendo moltissimi eventi gratuiti. Perché la divulgazione per essere tale deve poter raggiungere tutti, e questo è il nostro obiettivo”.
Suddiviso in moduli, differenti in base all’età, alla materia e al tipo di approccio, il progetto “A Pathway to Education”, di cui i Venerdì di Kaleidoscienza fanno parte, offre eventi ricchi e stimolanti sulle attività Steam (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica). In alternanza, ogni venerdì, avranno luogo i seguenti moduli:
I love science. Due percorsi, tenuti da una docente di madrelingua inglese, rivolti a ragazzi e ragazze dai 9 agli 11 anni per esplorare il funzionamento dell’elettricità e la costruzione di circuiti elettrici di base e per progettare e costruire un’auto giocattolo elettrica.
Museo dei Dinosauri Giocattolo. Dagli 8 agli 11 anni. Una serie di appuntamenti dedicati ai dinosauri, per sfatare alcune credenze sul mondo di questi rettili estinti, attraverso l’osservazione di modelli di giocattoli e la costruzione di diorami.
Laboratorio multimediale con The Bloom Machine dell’artista Anna Givani e la partecipazione del regista e videomaker Stefano Giacomuzzi. Un percorso finalizzato alla creazione di un piccolo documentario per scoprire il territorio del nostro quartiere e la sua biodiversità culturale.
Oltre a questi, ci saranno altre attività gratuite come pomeriggi dedicati al laboratorio scientifico durante la Settimana Europea delle Biotecnologie, attività per la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza e pomeriggi di giochi da tavolo a tema scientifico grazie alla ludoteca di Kaleidoscienza. Il progetto, in tutto, offrirà 25 pomeriggi per bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni. La maggior parte dei percorsi è gratuita, per alcuni è richiesta una simbolica quota di partecipazione.
Il secondo step del progetto, previsto per la prossima primavera, mirerà anche a valorizzare le competenze e la formazione degli insegnanti, degli educatori e degli adulti interessati ad acquisire nuovi strumenti e scoprire approcci innovativi all’educazione dei bambini.

Per conoscere il programma dei diversi appuntamenti, visitare il sito www.kaleidoscienza.it o le
relative pagine social.
Le attività sono a posti limitati e prevedono l’iscrizione al form presente sul sito.

Progetto welfare territoriale, il Nip traccia il bilancio dei primi sei mesi. Apprezzamenti anche a Monfalcone

Primi bilanci per il Progetto Welfare Territoriale che, compiuti i primi 6 mesi dal suo avvio, ora guarda al futuro con una fine anno e un 2024 ricchi di attività. Il progetto è destinato ai cittadini di qualsiasi Comune che lavorano in aziende delle zone industriali (Maniago, Montereale Valcellina Valtellina, Meduno, Pinedo Claut-Cimolais ed Erto e Casso) seguite dal Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone. Si tratta di un’iniziativa che per la prima volta in Italia – partendo dall’ascolto di imprese, dipendenti ed esercenti – punta ad incrementare il benessere in azienda e nel territorio con una piattaforma digitale territoriale scalabile, nonché a far crescere il commercio di zona (diversi i negozianti che si dicono soddisfatti di questo avvio). E il progetto sta destanto interesse anche in altre realtà, tanto che è stato protagonista a un convegno a Monfalcone.

I DATI – Positivi i dati a 6 mesi dal lancio. A oggi il progetto è stato presentato a 34 aziende del Consorzio Nip: di queste 16 aziende hanno ricevuto l’offerta commerciale e 15 aziende hanno firmato l’accordo. Al momento circa 1200 dipendenti delle aziende aderenti possono già spendere il proprio credito welfare tramite l’app e la piattaforma WelfareFVG in 100 attività commerciali e fornitori di servizi di Maniago, Montereale, Meduno e dintorni tra supermercati, alimentari, farmacie, bar, pizzerie, edicole e molto altro ancora.

IL PRESIDENTE – “Siamo soddisfatti per questo avvio – ha commentato il presidente del Nip, Renato Piazza – del progetto Welfare Territoriale, in cui crediamo molto. Come Consorzio in questo modo rispondiamo al nostro ruolo di ente deputato allo sviluppo economico così come previsto dalla Regione. Il Welfare Territoriale offre vantaggi diffusi e immediati, “producendo” benessere sociale che coinvolge tutti gli attori chiamati a partecipare al progetto”. “Questo è l’anno zero – aggiunge Piazza – in cui abbiamo mosso i primi passi. I veri risultati li aspettiamo per il 2024 ma ci sono già interessanti segnali, come evidenziato dai numeri. C’è interesse verso il progetto, il quale nasce come elemento che coinvolge tutto il territorio, creando unione nella comunità. Dopotutto le aziende aderenti mettono a disposizione dei propri dipendenti veri e propri crediti welfare con cui essi possono, tramite una app di facile utilizzo, compiere acquisti di beni o accedere a servizi e/o visite sanitarie private in negozi ed esercenti che aderiscono al progetto. Si crea così un circolo virtuoso anche per l’economia locale”.

I COMMERCIANTI – “Pensiamo che il progetto sia un’idea bellissima – commentano Isabella ed Erik, del negozio Sport 4 Team di Meduno -. Gli utenti notano che pagare con il credito welfare è doppiamente conveniente: permette ai dipendenti delle aziende non solo di utilizzare un credito agevolato sul quale non hanno pagato tasse e contributi, ma anche di trovare sconti dal 15% al 50% durante tutto il corso dell’anno. Il punto forte della nostra attività è sicuramente il prezzo al pubblico.”
“Siamo entusiasti – aggiunge Francesca Fioretti, della Farmacia Fioretti di Maniago – di aver aderito al progetto Welfare territoriale che permette una stretta collaborazione tra le industrie ed i servizi offerti dalla farmacia”.
“L’app del progetto – sottolinea Alessandro Tomassi, di Ata Informatica a Montereale Valcellina – rappresenta un metodo semplice, rapido ed efficace di pagamento per finalizzare le proposte al cliente, rispettando l’ambiente e valorizzando l’economia circolare del territorio”.

IL CONVEGNO – Il direttore del Nip, Saverio Maisto, ha illustrato le buone pratiche del progetto venerdì 29 settembre a Monfalcone nel convegno “Welfare aziendale e disparità di genere: strumenti e soluzioni” organizzato da Ancl Sindacato Unitario – Regione Friuli Venezia Giulia.

PROSSIMI PASSI – Negli ultimi mesi del 2023 e nel 2024 si andrà a implementare ulteriormente l’azione del progetto. In programma, infatti, una campagna di promozione di tutte le aziende e attività commerciali convenzionate sulle pagine social dedicate al progetto (LinkedIn e Facebook) e sulla cartellonistica. Non mancherà la presentazione del progetto a nuove aziende e agli esercenti dell’Alta Val Cellina, dopo che già la consegna dello starter kit e relativa presentazione è stata fatta a quelli della zona del Maniaghese. Si punterà, quindi, al convenzionamento di nuovi esercenti e fornitori, nonché all formazione dei dipendenti delle aziende aderenti e la consegna dei relativi vademecum operativi.

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In copertina e all’interno il direttore del Nip Saverio Maisto al convegno di Monfalcone.

Piccoli paesi senza medici anche in Fvg. Agrusti (Fimmg): sostegno ai sanitari che sono disposti ad aprire ambulatori

Spopolamento sanitario in avanzamento anche in Friuli Venezia Giulia, con sempre più piccoli centri che non possono più contare sul medico di famiglia. Urgono iniziative per far si che i medici di medicina generale siano incentivati a garantire la loro presenza nei piccoli paesi soprattutto delle zone considerate disagiate o disagiatissime e nel contempo fornire ai medici strumenti di diagnostica di primo livello e la possibilità di utilizzare la telemedicina, come chiede dottor Fernando Agrusti, segretario regionale Fimmg Fvg (Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti).
Della problematica si sta discutendo al Congresso Nazionale Fimmg in corso di svolgimento in Sardegna a Villasimius: con l’occasione è stato chiesto di creare un fondo per incentivare i medici di medicina generale a lavorare nelle aree del Paese definite disagiate o disagiatissime e sbloccare i fondi già destinati a portare negli studi dei medici la tecnologia diagnostica e la telemedicina.
“L’intervento di Agnese Carletti sindaco di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena – spiega Agrusti che si trova anch’egli al Congresso -, che lamenta la fine dell’assistenza sanitaria al momento in cui l’ultimo medico presente andrà in pensione, mi ha fatto pensare a una lettera, pubblicata recentemente sui quotidiani locali del Friuli Venezia Giulia, di un cittadino di Ravascletto che lamentava le stesse criticità, a partire dalla difficoltà per gli anziani di recarsi in altri paesi per essere visitati in assenza del medico di medicina generale a Ravascletto. Per risolvere il problema, come Fimmg Fvg proponiamo che all’interno degli accordi regionali siano previsti incentivi per quei colleghi che vogliano garantire l’apertura di un ambulatorio, magari anche solo per uno o due giorni alla settimana possibilmente presso strutture messe a disposizione dai Comuni”.
L’altro punto è quello della diagnostica di primo livello e della telemedicina. “Vorremmo essere dotati – aggiunge Agrusti – di strumenti quali a esempio elettrocardiografi, spirometri, ecografi per evitare di spostare dal proprio paese i pazienti fragili o semplicemente anziani. Con la telemedicina si potrebbe poi monitorare nel tempo i pazienti che necessitano di particolare attenzione per poter intervenire tempestivamente in caso di necessità”.
A Villasimius, alla tavola rotonda “Italia: 7901 Comuni, 196 abitanti/km². Accesso alle cure, appropriatezza, efficacia e territorio”, hanno partecipato anche Marco Bussone (presidente Nazionale Uncem), Eleonora Gerbotto (Fondazione per l’Architettura) e Gilberto Gentili (direttore generale Ast Fermo). “Quando tra pochi anni andrà in pensione l’ultimo medico di San Casciano, qui potrebbe mancare del tutto l’assistenza di un medico di famiglia – spiega Agnese Carletti, sindaco di un piccolo paese che conta circa 1500 abitanti –. Non possiamo affidare i nostri anziani ai medici di altri Comuni che distano decine di chilometri, così come la casa della Salute. Possiamo offrire a un nuovo medico spazi e altri benefit, ma non è corretto che questo tipo di oneri, solo nei piccoli comuni, ricadano sulle amministrazioni”. “L’Italia non ha mai fatto una seria programmazione per creare rete e offrire soluzioni per i piccoli Comuni e le Comunità montane – sottolinea Bussone di Uncem, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, che rappresenta più di un terzo dei Comuni italiani che occupano più del 50% del territorio –. E’ giunto il momento di fare squadra per garantire che il medico di medicina generale, punto di riferimento di ogni cittadino e garante dell’universalità del nostro Servizio Sanitario Nazionale, non scompaia dalle aree più disperse dell’Italia. Dove manca il medico di medicina generale, manca lo Stato”.
Le aree a più ampia dispersione di popolazione sono moltissime in un Paese rurale e montano come l’Italia, e sono le prime a subire la grave carenza di medici la cui drammaticità si aggraverà ulteriormente nei prossimi anni.
“Il Governo e le Regioni devono intervenire per la costituzione di fondi ad hoc per le aree disagiate e disagiatissime – aggiungono i medici Curatola e Dabbene, dell’Esecutivo Fimmg – con risorse a tale scopo finalizzate e vincolate, che chiediamo vengano previste già dalla prossima legge di bilancio. Non è più tempo di esitare, a maggior ragione in un momento storico in cui il Governo da un lato parla di prossimità come fondamento del rilancio della medicina territoriale, dall’altro non ha ad oggi programmato alcun intervento per fermare lo spopolamento sanitario di gran parte del territorio stesso”. “Se un medico di medicina generale si sentisse supportato dalla telemedicina e dalla disponibilità di strumenti di diagnosi, sarebbe ulteriormente incentivato a lavorare in aree più periferiche – concludono –, ma i 235 milioni di euro a questo destinati giacciono ancora, dopo 4 anni dalla legge che li ha stanziati, nelle casse delle Regioni, del tutto inutilizzati”.

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale Fimmg Fvg.

Finanza e comunicazione turistica in due webinar della Cciaa Pordenone-Udine

Finanza complementare, quali strumenti e come utilizzarli al meglio: domani, alle 10, nuovo webinar gratuito. La Camera di commercio di Pordenone-Udine, in collaborazione con Innexta, il Consorzio camerale credito e finanza, ha infatti organizzato un nuovo webinar gratuito dedicato agli strumenti di finanza complementare. Nel corso dell’incontro verrà fornita alle imprese una panoramica sul mercato del credito alternativo a quello bancario, presentando gli strumenti a loro disposizione e le corrette modalità di utilizzo. Se sfruttati in modo efficiente, infatti, questi canali complementari possono offrire importanti linee di finanziamento utili allo sviluppo e alla crescita imprenditoriale. Durante l’appuntamento sarà inoltre presentata Finnexta, la piattaforma di equity crowdfunding del sistema camerale sviluppata da Innexta per sostenere i migliori progetti innovativi delle pmi. L’incontro sarà aperto a tutte le imprese e ai professionisti del territorio di Udine e Pordenone. Nei giorni successivi al webinar saranno messi a disposizione 10 incontri one-to-one gratuiti con esperti selezionati per ottenere un servizio di primo orientamento sugli strumenti più idonei alle specifiche esigenze aziendali. Per informazioni e iscrizioni al webinar https://www.pnud.camcom.it/agenda/webinar-finanza-complementare-e-sostenibilita.

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Lunedì 9 ottobre, dalle 15 alle 18, e poi il lunedì successivo alla stessa ora, si terrà il corso online studiato per le imprese che vogliono migliorare la propria comunicazione e l’accoglienza attraverso i social media. L’uso dei social e di altri strumenti digitali ha fortemente condizionato le imprese e in particolare il settore turistico e ricettivo: il cliente è diventato sempre più consapevole ed esperto nel fare le proprie scelte, anche e soprattutto grazie al volume di informazioni facilmente rintracciabili in rete. Per una struttura turistica diventa pertanto fondamentale costruire e consolidare la propria presenza attraverso una comunicazione corretta, che tenga conto del punto di vista dei potenziali ospiti per cercare poi di adeguarlo a quello della propria struttura. Il webinar, gratuito e articolato in 6 ore di lezione, ha quindi lo scopo di sensibilizzare i partecipanti alle modalità di comunicazione che possono facilitare il rapporto con l’utente, dal momento di primo contatto fino alla fase in cui diventa un ospite e a quelle successive. Il docente è Alberto Zucchetta e le iscrizioni si possono fare gratuitamente entro oggi, 5 ottobre, tramite il sito camerale www.pnud.camcom.it nell’apposita sezione. Per informazioni 0432.273278 e vania.crispino@pnud.camcom.it

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In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio sita in piazza Venerio.

Crisi a Grado, la Regione Fvg assicura al commissario una piena collaborazione

«Questo incontro testimonia la vicinanza della Regione al Comune di Grado e al commissario Viola, il quale è stato nominato in virtù della competenza e della consolidata esperienza acquisita nel suo percorso professionale all’interno della Pubblica amministrazione». Lo ha detto ieri a Grado l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, nel corso dell’incontro con il dottor Augusto Viola, nominato commissario dalla Regione Fvg a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale dell’Isola.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, Grado ha un ruolo strategico in chiave turistica con una visibilità internazionale e capace di generare un indotto importante per tutto il Friuli Venezia Giulia. «Sul tavolo del commissario – ha aggiunto l’assessore – ci sono diversi temi prioritari per Grado da portare avanti. Tutte materie per le quali la Regione garantisce un dialogo e una collaborazione costanti, con la disponibilità degli assessori e delle direzioni competenti».
Rivolgendosi infine alla componente dirigenziale dei dipendenti del Comune presente all’incontro, Roberti ha ricordato come questa del commissariamento non sia un novità per Grado visti i precedenti storici. «Si tratta – ha concluso – di una fase che vedrà la sua conclusione con le elezioni amministrative della prossima primavera. Nel frattempo, da parte della Regione, massima fiducia nel commissario e in tutto il personale del Comune di Grado, ribadendo la piena disponibilità affinché la preparazione della prossima stagione estiva avvenga al meglio per confermare gli ottimi risultati registrati in questi ultimi due anni».

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti con il commissario dottor Augusto Viola.

Ufficio scolastico, l’Aclif è con la Regione: così salviamo lingua friulana e autonomia

Plauso dell’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (vi aderiscono 141 Comuni) alla volontà espressa da parte della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – tramite l’assessore all’istruzione Alessia Rosolen che ha scritto al ministro Valditara – di assumere le competenze dell’Ufficio scolastico, regionalizzandolo. Dal presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, arriva anche soddisfazione per il fatto che da parte dell’amministrazione regionale si voglia compiere questo passo per valorizzare le lingue minoritarie, non solo per una finalità culturale ma anche perché tramite la specialità si possono ottenere deroghe per i numeri di studenti per classe. «E questo oltre che per sloveno e tedesco – aggiunge Sergon – deve essere riconosciuto da Roma sempre più anche alle aree di lingua friulana: siamo a fianco dell’assessore Rosolen nelle sue richieste».
L’Assemblea ha appena ricevuto anche risposta a una sua lettera da parte dello stesso Ufficio scolastico circa i numeri di classi in deroga attivate in questo anno scolastico appena avviato: sono state 68 sul territorio regionale. «Grazie all’Ufficio scolastico con la dirigente generale Daniela Beltrame per la risposta e per quanto realizzato – sottolinea Sergon -: da queste 68 classi ripartiamo in vista del prossimo anno scolastico, le cui iscrizioni si concretizzeranno a gennaio, auspicando che il numero di deroghe si possa ampliare venendo incontro per esempio non solo alle aree montane, ma anche a quelle zone di collina e di pianura dove si parla friulano e c’è il rischio di accorpamento di plessi e chiusura di classi».
Aclif quindi è pronta a sostenere l’Amministrazione regionale in questo cammino. «Perché – conclude Sergon – questa Regione può restare a Statuto speciale se, e solo se, saprà difendere le sue minoranze linguistiche esistenti, anche in ambito scolastico. Non dimentichiamo infatti che senza di esse, questa Regione, rischia la sua specialità. Autonomia che ricordiamo ha anche un valore europeo, visto che le quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia italiano, sloveno, tedesco e friulano sono anche riconosciute dall’Unione europea. Con le nostre iniziative vogliamo rendere sempre più consapevole la società del fatto che la presenza e tutela di queste lingue non è solo una ricchezza culturale, ma anche un modo di mantenere lo status di Regione autonoma posta nel cuore dell’Europa non solo a livello geografico ma anche culturale e sociale».

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In copertina, il presidente dell’Aclif Daniele Sergon sindaco di Capriva del Friuli.