La Passione di Ciconicco da oggi in una mostra fotografica al Teatro di Fagagna

(g.l.) La famosa Passione di Ciconicco, che da tanti anni caratterizza le feste pasquali nella zona collinare friulana, sarà in mostra da oggi a Fagagna. L’associazione culturale “Un Grup di Amis”, alle 18.45, nella Sala Vittoria di piazza Marconi, inaugurerà infatti un ricco percorso fotografico sulla sacra rappresentazione vivente del Venerdì Santo nell’ambito della rassegna “Collinarte” organizzata dai Comuni della Comunità Collinare del Friuli. Le gigantografie, realizzate in collaborazione con il Circolo Fotografico Friulano, rimarranno esposte nella hall del Teatro comunale in via permanente.
«Si tratta per noi – ha detto il presidente del sodalizio ciconicchese, Andrea Schiffo – di un’occasione per far conoscere ancora una volta la nostra Sacra rappresentazione del Venerdì Santo, trasmettendo sensazioni e punti di osservazione inconsueti e privilegiati, che il Circolo Fotografico Friulano ha avuto la bravura di ritrarre. Non si tratta solo di promozione, ma anche di un’azione di salvaguardia per tenere vivo il desiderio di portare avanti quella che per il nostro paese è ormai un’importante tradizione che si unisce in Europassion ed in Europassione Italia ad una vasta rete di Sacre rappresentazioni sul territorio nazionale ed europeo. Ringrazio il Comune di Fagagna per la collaborazione ed il supporto a questa iniziativa».
Alla cerimonia inaugurale interverranno Patrizia Nardi, responsabile scientifica del progetto Unesco di Europassione Italia, Flavio Sialino, presidente di Europassione Italia, Fausto Onori, presidente della Passione di Nettuno gemellata con quella di Ciconicco, e Thomas Hummel, presidente di Europassion. L’importante iniziativa beneficia anche della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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In copertina, uno scorcio della bella mostra fotografica sulla Passione di Ciconicco allestita nella hall di Sala Vittoria.

Udine Servizi, oltre 10 milioni di fatturato: crescerà ancora l’assistenza per aiutare le imprese ad affermarsi

Chiude il 2022 con un fatturato consolidato di 10,3 milioni di euro Udine servizi srl, la società strumentale di Confartigianato-Imprese Udine che garantisce il proprio supporto, principalmente nel settore della contabilità, delle paghe e della sicurezza sul lavoro (ma non solo), a 3.283 clienti professionali. I ricavi sono consolidati, vale a dire la somma del turnover realizzato l’anno scorso da Confartigianato Fvg srl e Udine servizi Srl, riunite dal 2019 al 2022 sotto il cappello di Confartigianato Servizi Fvg srl. Con l’anno in corso Udine servizi srl è tornata a camminare da sola. «Per il 2023 – stima il presidente della società, Daniele Cuciz – ci attendiamo un risultato simile, appena inferiore al 2022 non già per la contrazione dell’attività operativa, che anzi è leggermente cresciuta, ma per la “pulizia” di alcune partite intercompany».
Il punto sull’andamento della società di servizi e sui progetti di sviluppo che l’attendono nel futuro prossimo è stato fatto durante un incontro ospitato al Bearzi dove i vertici dell’azienda hanno riunito tutto il personale – 120 dipendenti (di cui 90 donne) al lavoro in 14 uffici dislocati in tutta la provincia di Udine – per raccontare a chi materialmente fa camminare ogni giorno la società quali sono gli investimenti in programma e quali sono le previsioni.
Il presidente Cuciz assieme al direttore della srl Elsa Bigai ha illustrato progetti in itinere e pronti a partire. Tra questi l’attivazione del workflow digitale, vale a dire l’eliminazione della carta sia internamente che esternamente: per processi autorizzativi, permessi e ferie ai propri dipendenti e per la trasmissione di documenti, utilizzando il web ed il mobile, esteso anche alle aziende clienti. Nel 2023 prosegue la formazione continua, «targhettizzata per ognuno dei nostri collaboratori – fa sapere il direttore Bigai – perché l’obiettivo è garantire risposte sempre più di qualità ai clienti e si può raggiungere solo investendo sullo sviluppo delle persone». Le risposte peraltro non sono solo quelle date al mondo dell’artigianato. L’operatività della società di servizi spazia per molti campi, passando da altre tipologie d’impresa per arrivare alle persone con il Caaf e i servizi digitali.
«Rinnoveremo il sito della servizi e i nostri social per far capire che la società offre un bouquet di servizi che va molto oltre la sola gestione di paghe e contabilità che pure rappresentano una parte sostanziale dei nostri ricavi», aggiungono Bigai e Cuciz. «Un esempio? Siamo gli unici in grado di dare consulenza sui requisiti professionali per aprire un’attività, che si tratti di un salone di parrucchiere o di una carrozzeria» fanno sapere dalla Servizi che da poche settimane ha anche avviato uno sportello dedicato ai bandi comunitari, nazionali e regionali, per aiutare le imprese a districarsi in quella che di primo acchito può apparire una giungla burocratica e per accompagnarle poi nella realizzazione dei progetti. E ancora, a luglio è stato aperto uno sportello dedicato agli appalti pubblici, «fondamentale secondo noi alla luce dell’andata a regime della nuova legge sugli appalti e di tutte le risorse messe a disposizione dal Pnrr, risorse che – concludono Daniele Cuciz ed Elsa Bigai – le imprese artigiane, se opportunamente accompagnate, possono intercettare aprendosi nuovi spazi di mercato».

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In copertina, ecco un momento dell’incontro tenutosi all’Istituto Bearzi di Udine.

Cooperative, record di presenza femminile in Fvg: oggi a Udine ci sarà la coordinatrice nazionale Anna Manca

Oggi, 20 ottobre, sarà a Udine la coordinatrice nazionale della Commissione Dirigenti Cooperatrici, Anna Manca. L’occasione sarà la riunione regionale della Commissione, organismo istituito nel 2016 da Confcooperative Fvg per promuovere le pari opportunità nel mondo del lavoro cooperativo.

Anna Manca

E ieri Confcooperative Fvg ha diffuso i dati sulla presenza femminile nelle 518 cooperative aderenti all’associazione in regione e i numeri sono da record. Rappresentano il 59% del totale, infatti, le lavoratrici: «È un dato molto significativo: in questi anni il mondo cooperativo ha dato un contributo notevole alla crescita dell’occupazione femminile», commenta Mirella Berdini, coordinatrice regionale delle Donne cooperatrici di Confcooperative, che aprirà l’incontro alla presenza anche del presidente di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz, e del segretario generale Nicola Galluà. Importante, pure, il numero delle donne che, nella nostra regione, sono presidenti di cooperative: a oggi rappresentano il 28% del totale dei presidenti di associate a Confcooperative.
Forti di questi numeri, le delegate delle cooperative del Fvg si ritroveranno alle ore 10 nella sede di Confcooperative Fvg, per fare il punto sulla presenza femminile nel mondo delle associazioni d’impresa e nel mondo cooperativo in particolare: «L’obiettivo è di formare le dirigenti cooperatrici del futuro. La presenza delle donne nel mondo cooperativo è alta, ma ancora insufficiente nei ruoli di vertice: investire nella formazione è essenziale», spiega ancora Mirella Berdini. Confcooperative, infatti, vuole formare le dirigenti cooperative ad assumere ruoli di crescente responsabilità e lo farà anche con modalità originali: un “discussion game”, organizzato dalle formatrici dell’Immaginario Scientifico di Trieste concluderà, difatti, i lavori della giornata proprio per allenare le dirigenti nell’attività di rappresentanza d’impresa.

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In copertina, Mirella Berdini coordinatrice regionale delle Donne cooperatrici.

Marcia in più per chi parla anche friulano: “Catine” testimonial dell’Arlef per la valorizzazione della lingua locale

Ieri ha preso il via una nuova campagna di promozione realizzata dall’Arlef, l’Agenzia regionale per la lingua friulana. “Cui che al sa il furlan, al sa di plui”: questo il messaggio affidato alla simpatia e forza comunicativa di “Catine” e declinato in spot tv, spot radiofonico, pagine su stampa cartacea e comunicazione web e social. E che sottolinea come parlare il friulano ai propri figli e nipoti, fin da piccoli, regali loro un prezioso bagaglio di vantaggi cognitivi, culturali e sociali.
L’iniziativa è stata presentata dall’Arlef nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, alla quale sono intervenuti l’assessore regionale alle Autonomie locali con delega alle lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti, il direttore dell’Agenzia, William Cisilino, e la testimonial della campagna, Caterina Tomasulo (in arte, appunto, “Catine”).
Far crescere la consapevolezza che parlare friulano in casa rappresenti una risorsa è il messaggio attorno al quale è costruito, in particolare, il racconto dello spot video “Cudumars”, che sarà veicolato su tv, web e social. A tavola, mamma e papà parlano tra di loro in friulano, ma coi figli passano sempre all’italiano, anche per cercare di convincere il piccolo Fabio a mangiare i cetrioli che ha nel piatto. È qui che entra in scena una “Catine” in miniatura… e mamma e papà non esiteranno più a rivolgersi anche ai figli in friulano.
«Tramandare la lingua friulana, diffonderne l’uso, è un dovere etico, morale e istituzionale. Campagne come quella odierna, aiutano a supportare l’uso della lingua e rafforzano il Friuli Venezia Giulia come Regione a Statuto speciale. Il nostro territorio racchiude molteplici diversità, ambientali, culturali, linguistiche; maggiormente le valorizziamo e più ci rafforziamo», ha detto l’assessore Roberti, che ha proseguito sottolineando che «l’Amministrazione regionale continua a sostenere l’uso del friulano considerato come un valore aggiunto dal punto di vista identitario e culturale da non disperdere». Ma quella attuale secondo l’esponente della Giunta Fedriga è soprattutto «un’operazione da leggere come difesa del nostro Statuto di autonomia che oggi, cadute le ragioni storiche per le quali l’autonomia è stata concessa, vede nelle lingue minoritarie l’unico elemento per difendere la nostra specialità». Nel ribadire l’importanza di proseguire con azioni mirate a salvaguardare e promuovere le lingue presenti sul territorio, l’assessore regionale ha ricordato il piano generale di politica linguistica approvato nel 2021 e di durata quinquennale «che ha segnato il passo rispetto a quanto fatto in precedenza, grazie alle indicazioni precise sulle attività da portare avanti; azioni che richiedono una prospettiva lunga e che potranno avere la continuità necessaria lungo tutto l’arco della legislatura».
«L’Arlef periodicamente fa delle campagne di promozione della lingua – ha spiegato il direttore dell’Agenzia, William Cisilino -. La finalità di quella che presentiamo oggi è di sensibilizzare i genitori e i nonni a parlare il friulano con i propri figli e nipoti. Lo diciamo spesso, ma mai abbastanza: i vantaggi di un’educazione plurilingue sono molteplici e a darcene conto c’è anche la ricerca scientifica. Chi cresce parlando più lingue ha maggiore facilità a impararne altre, in primis l’inglese. Ma è pure dotato di maggiori capacità logico-matematiche, maggiore creatività e apertura al mondo. Attraverso questa azione di comunicazione multicanale cercheremo di far capire che il cardine portante di ogni azione di politica linguistica è la famiglia. Parlare friulano “a casa” è una fortuna, non solo per il patrimonio culturale unico che viene trasmesso, ma soprattutto perché, come detto, offre innumerevoli vantaggi. A tutto questo abbiamo voluto dare un tono leggero e divertente e per farlo ci siamo fatti aiutare da Caterina Tomasulo, meglio conosciuta come “Catine”, che ci è riuscita alla perfezione».
«È stato molto interessante, per me, partecipare a questa iniziativa dell’Arlef. Soprattutto vedere quanto lavoro c’è dietro un filmato di mezzo minuto. Ho aderito volentieri, anche perché, seppur “diversamente friulana”, sono innamorata di questa lingua. Nei miei spettacoli lo dico sempre: il friulano aiuta il multilinguismo, perché contiene in sé tutte le lingue del mondo, e i bambini sono molto più ricettivi, per questo è importante rivolgersi a loro utilizzandolo. Inoltre, parlando la propria lingua, si conservano le radici e l’identità», ha detto infine “Catine”.
La voce e la simpatia di Caterina Tomasulo sottolineano l’importanza di parlare friulano nella relazione genitori-figli e nonni-nipoti anche nello spot radiofonico. La campagna multicanale “Cui che al sa il furlan, al sa di plui” comprende infine gli annunci a pagina intera sui principali quotidiani, settimanali e mensili del territorio friulanofono. Ad essa si affianca la pianificazione sui social Facebook, Instagram, YouTube e TikTok.

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In copertina, Caterina Tomasulo (“Catine”) con l’assessore regionale Pierpaolo Roberti e il direttore dell’Arlef William Cisilino.

(Foto Petrussi)

Asfalti, costruzioni e aggregati riciclati: meno impatto ambientale, ma più costi

Asfalti e aggregati da costruzione e demolizione riciclati, che riducono l’impatto sul clima, generano meno emissioni di CO2 e sono più salubri per l’uomo e per l’ambiente: un mondo delle costruzioni sempre più “green” è possibile, ma a costi spesso superiori rispetto all’utilizzo di materiali vergini, frutto di una economia tradizionale, ma con un impatto sull’ecosistema di gran lunga maggiore. È il risultato di una ricerca esclusiva commissionata da Cea – Cooperativa Edile Appennino, con sede legale a Pasian di Prato, ai Dipartimenti di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (professore Cesare Sangiorgi) e di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (professore Daniele Torreggiani) dell’Università di Bologna e consegnata da Sangiorgi al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto all’incontro “La Transizione Ambientale: opportunità di lavoro e sviluppo”, organizzato da Confcooperative Lavoro e Servizi e Confcooperative Consumo e Utenza al Palazzo della Cooperazione di Bologna.

Sangiorgi e Pichetto Fratin.


Lo studio, promosso da Cea che, da tempo, è impegnata sul fronte dell’ecosostenibilità nel settore delle costruzioni, nonché titolare di diversi brevetti per gli asfalti riciclati, analizza il Life Cycle Assessment (LCA, la misura dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita del prodotto) e il Life Cycle Costing (LCC, i costi dei prodotti dalla produzione alla fase di smaltimento) di asfalti e materiali da costruzione, confrontando i prodotti riciclati sviluppati da Cea e quelli naturali vergini, oltre a valutarne le prestazioni in fase di utilizzo.
I risultati della ricerca tracciano un quadro molto chiaro: se sul fronte delle prestazioni “in campo” asfalti e aggregati riciclati possono essere considerati paragonabili (quando non addirittura più performanti) ai corrispondenti “vergini”, analizzando il fronte dell’impatto ambientale le cose cambiano in modo radicale. «Il prodotto ottenuto da materiali di scarto riciclati mostra una riduzione significativa su tutti i fronti di valutazione – commenta Fabrizio Salomoni, direttore generale di Cea -. Se ci concentriamo sull’asfalto, ad esempio, vediamo che per quello riciclato gli effetti negativi sulle persone presentano una riduzione pari al 90%, quelli all’ecosistema scendono dell’89% e gli effetti sulle risorse non rinnovabili si riducono del 70%. Per quanto riguarda il cambiamento climatico e l’effetto sul riscaldamento globale, infine, il prodotto recuperato dagli scarti dei cantieri riduce il suo impatto dell’86% in termini di CO2 emessa rispetto all’utilizzo di prodotti “vergine” che sono prodotti da cava. Trend analoghi, anche se con percentuali talvolta leggermente inferiori, si registrano per i materiali di costruzione realizzati secondo il nostro approccio a scarto zero».
I ruoli si invertono, invece, quando si analizzano i costi per l’azienda: «Nel caso migliore, quello dell’asfalto, i prezzi del prodotto riciclato e di quello vergine sono paragonabili e si attestano intorno ai 100 €/t – prosegue Salomoni -. Ma quando analizziamo i materiali di costruzione, come aggregati e miscele legate di aggregati, il costo di un prodotto riciclato è fino al 35% più alto di quello di un prodotto vergine equivalente. Fare edilizia ecosostenibile è possibile fin dalla scelta dei materiali, ma ha un costo elevato».
Di qui la scelta di presentare la ricerca al ministro Pichetto Fratin: «Oggi nell’opinione pubblica e in molti ambienti del settore si pensa che un prodotto riciclato costi meno di un prodotto vergine e, di conseguenza, negli appalti pubblici scegliere di utilizzare un prodotto che impatta meno sulla salute delle persone e del pianeta si trasforma in un boomerang: l’azienda che spende di più per i materiali, ma viene retribuita di meno. Abbiamo scelto di mettere in campo l’autorevolezza di una istituzione di ricerca come l’Università di Bologna per affermare un principio chiaro. Essere green, nel nostro settore si può e si deve fare. Ma ha un prezzo che deve essere riconosciuto alle aziende, partendo dagli appalti pubblici. Abbiamo consegnato il report al ministro affinché possa valutare quali provvedimenti adottare per favorire lo sviluppo di una nuova consapevolezza per tutto il settore edile e delle costruzioni, sostenendo e incentivando chi sceglie materiali amici dell’ambiente. Cea ha da tempo scelto, con convinzione, di procedere lungo la via dell’ecosostenibilità, come dimostra anche la nostra recente decisione di trasformarci in Società Benefit – conclude Salomoni -: confidiamo che lo Stato, anche in vista degli obiettivi dell’Agenda 2030, si impegni ad accompagnare il comparto edile in una transizione “green” non più procrastinabile ma, a oggi, economicamente insostenibile».

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In copertina, ecco una fase dell’operazione di riciclo dell’asfalto sulle strade.

Come si cucina e si ricevono gli ospiti: a Laluna di San Giovanni di Casarsa questa sera il libro di Cristina Amirante

Autunno di eventi per l’Associazione Laluna di San Giovanni di Casarsa della Delizia. Dopo il successo della Maratona 2023 che ha visto la partecipazione record di oltre 700 persone alla camminata, stasera alle ore 20.30, nella Sala polifunzionale dell’Associazione (in via Runcis 59), verrà presentato il libro di Cristina Amirante “Primavera – Cucinare, organizzare e ricevere gli ospiti”, edito dalla Biblioteca dell’Immagine (ingresso libero). Sarà presente l’autrice, che è anche assessore regionale a Infrastrutture e Territorio, la quale dialogherà di cucina, ricette e bon ton del ricevimento assieme all’editrice Paola Tantulli. Un’occasione da non perdere per tutti gli amanti della gastronomia e per chi desidera conoscere i segreti di un’ospitalità più inclusiva.

Francesco Osquino


“Siamo felici di ospitare nella nostra sala polifunzionale – ha afferma Francesco Osquino, presidente de Laluna – la presentazione del libro dell’assessore Cristina Amirante, la quale oltre a scrivere tante ricette offre spunti interessanti su come si intrattengono gli ospiti. È anche questo un modo per parlare di inclusione e ospitalità. D’altra parte, Laluna da sempre apre le sue porte per organizzare eventi, raccolte fondi, come la nostra iniziativa Gusto Solidale che ci porta a fare il giro dell’Italia in tavola e che ora arriverà alla sua terza tappa con una cena dedicata alla regione della Calabria in programma per venerdì 27 ottobre, un evento che ha l’obiettivo di raccogliere fondi per la nostra associazione”.
“Sono orgogliosa di poter presentare al pubblico di Casarsa e San Giovanni il mio libro – ha aggiunto Cristina Amirante -, e di poter farlo proprio qui a Laluna che non solo si occupa di autonomia e dignità delle persone con disabilità, ma che ha anche un forte legame con il tema del cibo visto che grazie ad un laboratorio di pasticceria inclusiva si producono i biscotti Scur di Luna realizzati dalle mani di persone con disabilità”.
Scur di Luna è un progetto di pasticceria artigianale etica e sociale che promuove la sostenibilità e l’inclusione sia nella scelta delle materie prime sia nel processo produttivo incentrato sulla persona. Infatti, fin dalla sua nascita, l’associazione Laluna impresa sociale si contraddistingue per l’approccio innovativo al tema della disabilità: al centro delle progettazioni educative c’è la visione della persona in quanto tale, nel suo complesso, senza negarne le fragilità ma investendo con un approccio metodologico mirato su mantenimento e sviluppo dei punti di forza e delle abilità.

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In copertina, Cristina Amirante con il suo libro ci insegna le regole del bon ton a tavola.

Con l’arrivo di Camino, Visco e Travesio salgono a 141 i Comuni dell’Aclif impegnati a valorizzare l’identità friulana

Salgono a 141 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana (Aclif), sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le Comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Dopo la recente adesione in estate di Camino al Tagliamento, sono ora arrivate a fine settembre quelle di Visco e Travesio. In soli otto anni quindi il numero è quasi triplicato, visto che al momento della costituzione i Comuni membri erano una cinquantina. Da ricordare come i Comuni stessi siano distribuiti sui territori delle ex Province di Gorizia, Pordenone e Udine, più due nel vicino Veneto dove si parla storicamente il friulano: San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto.

Daniele Sergon


«Diamo il benvenuto a questi Comuni che hanno aderito di recente. Questa crescita – sottolinea il presidente dell’Assemblea, Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – è avvenuta perché 141 consigli comunali hanno deliberato in maniera volontaria l’adesione all’Assemblea. Far parte dell’Aclif è quindi una libera scelta, una decisione che nasce e cresce dal basso. Penso che questo sia un elemento molto importante da ricordare, visto che aiuta a comprendere immediatamente come la nostra attività parta da un vivo interesse da parte delle singole realtà friulane».
Attività che attraverso vari progetti (convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi) puntano all’obiettivo dell’unità identitaria. «Unità che è alla base del mandato iniziato con la mia presidenza a giugno – aggiunge Sergon -, ma che non è da intendersi in maniera monolitica, anzi tutt’altro. Amo sempre ricordare, nelle mie visite ai Comuni aderenti, come il Friuli sia un unico grande mosaico formato da tante tessere quante sono le diverse sfumature della lingua friulana e il modo di vivere questa cultura da parte dei friulani stessi. Sfumature che vanno valorizzate e accolte, senza “barriere” all’entrata, dal Livenza al Timavo».
Altro elemento significativo nell’azione dell’Aclif quello della salvaguardia della specialità regionale. «La quale – conclude il presidente – passa proprio attraverso la tutela e valorizzazione delle quattro lingue ufficiali del Friuli Venezia Giulia, riconosciute anche dall’Unione europea: italiano, sloveno, tedesco e friulano. Con le nostre iniziative vogliamo rendere sempre più consapevole la società del fatto che la presenza e tutela di queste lingue non è solo una ricchezza culturale ma anche un modo di mantenere lo status di Regione autonoma, senza il quale il futuro della nostra terra sarebbe sicuramente più povero in tutti i sensi. Dobbiamo far entrare nel Dna della nostra Comunità regionale a tuti i livelli la consapevolezza che siamo unici e speciali nel mondo per la nostra multiculturalità».

Camino al Tagliamento

Visco

I Comuni aderenti all’Aclif sono Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asi, Zoppola, Zuglio.

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E ora la traduzione dello stesso testo in lingua friulana.

A cressin a 141 i Comuns aderents a l’Assemblee di Comunitât Linguistiche Furlane (Aclif), nassude intal 2015 e uniche realtât istituzionâl che met adun lis Comunitâts dulà che e je fevelade e ricognossude la marilenghe. Dopo l’adesion che nol è tant in Istât di Cjamin, a son rivadis difat su la fin di Setembar ancje chê di Visc e di Travês. In dome 8 agns il numar al è duncje cuasi triplicât, parcè che al moment da la costituzion i Comuns a jerin un 50. Di ricuardâ che i Comuns aderents a son sparniçâts sui teritoris da lis vecjis provinciis di Gurize, Pordenon e Udin, e doi ancje intal vicin Venit dulà che si fevele storicamentri il furlan, tant che San Michêl dal Tiliment e Tei.
«O din il benvignût a checj Comuns jenrtâts ch’al è pôc. Cheste incressite – al met in evidence il president da l’Assemblee Daniele Sergon, sindic di Caprive – e je stade parcè che 141 conseis comunâi a àn deliberât in maniere volontarie l’adesion a l’Assemblee. Fâ part da l’Aclif e je duncje une libare sielte, une decision ch’e nas e ch’e cres dal bas. O pensi che chest al sedi un element une vore impuartant di tignî a ments, parcè che al jude a capî daurman che la nestre ativitât e partìs di un vivarôs interès di bande di ogni ugnule realtât furlane».
Ativitâts che traviers diviers progjets (cunvignis e cors di formazion pai ents locâi, scambi di esperiencis cun chês altris minorancis linguistichis di Italie, iniziativis par judâ i Comuns a pandi l’ûs da la lenghe furlane e la cognossince da la culture, poie a programs radiotelevisîfs) a smirin al obietîf da l’unitât identitarie. «Unitât ch’e je la fonde dal mandât scomençât cu la mê presidence in Jugn – al zonte Sergon – ma che no si à di intindi in maniere monolitiche, anzit, par contrari. Mi plâs simpri ricuardâ, cuant ch’o voi intai Comuns aderents, che il Friûl al è un unic grant mosaic formât di tantis tessaris tropis ch’a son lis diviersis sfumaduris da la lenghe furlane e la maniere di vivi cheste culture di bande dai friulans stes. Sfumaduris ch’a van valorizadis e acetadis, cence “stangjis” a la jentrade, da la Livence al Timau».
Altri element significatîf inta l’azion da l’Aclif al è chel da la tutele da la specialitât regjonâl. «Che – al finìs il president – e passe juste traviers la tutele e valorizazion da lis cuatri lenghis uficiâls dal Friûl Vignesie Julie, ricognossudis ancje da l’Union europeane: talian, sloven, todesc e furlan. Cu lis nestris iniziativis o volìn rindi simpri plui cussiente la societât dal fat che la presince e tutele di chestis lenghis no je dome une ricjece culturâl, ma ancje une maniere di mantignî il status di Regjon autonome, che cence di chel l’avignî da la nestre tiere al sarès dal sigûr plui puaret in ducj i sens. O vin di fâ jentrâ dentri tal Dna da la nestre Comunitât regjonâl a ducj i nivei la cussience che o sin unics e speciâl intal mont, par la nestre multiculturalitât».
I Comuni aderents a l’Aclif a son: Dael, Damâr, Aquilee, Darbe, Darte, Dartigne, Davian, Basilian, Bertiûl, Bicinins, Buri, Cjamin, Cjampfuarmit, Cjamplunc Tapoian, Caprive, Cjarlins, Cjasarse, Cjassà, Cjastelgnûf, Cjasteons di Strade, Cjavàs, Cjavaç, Çurçuvint, Çarvignan, Cjopris e Viscon, Scluse, Claut, Clausêt, Codroip, Colorêt di Montalban, Comelians, Cordovât, Cormons, Cuar di Rosacis, Cosean, Dignan, Dogne, Dolegne dal Cuei, Feagne, Fane, Fare, Flumisel Vile Visentine, Flaiban, Forgjarie, For Davôtri, For Disot, Frisanc, Glemone, Gonars, Gurize, Gardiscje, Lauc, Listize, Lignan, Maian, Manià, Marian, Martignà, Migjee, Midun, Merêt di Tombe, Mueç, Muimans, Monfalcon, Montenârs, Morâr, Morsan da lis Ocjis, Mortean, Murùs, Mosse, Muçane, Osôf, Davâr, Pagnà, Palaçûl, Palme, Paluce, Pasian di Prât, Paulâr, Pavie, Pontêbe, Porpêt, Paulêt, Puçui, Prissinins, Premariâs, Prepot, Ruvigne, Raviei, Reane dal Roiâl, Remanzâs, Resiute, Rigulât, Rivis Darcjan, Rivignan Teôr, Romans dal Lusinç, Roncjis, Rude, Segrât, San Danêl, San Zorç da la Richinvelde, San Zorç di Noiâr, San Zuan dal Nadison, San Lurinç dal Lusinç, San Martin dal Tiliment, San Michêl dal Tiliment, San Quarin, San Vît dal Tiliment, San Vît de Tor, San Vît di Feagne, Sauris, Sedean, Secuals, Siest, Spilimberc, Talmassons, Tarcint, Tarvis, Tavagnà, Tei, Tierç di Aquilee, Tumieç, Tor di Zuin, Tramonç Disore, Tramonç Disot, Trasaghis, Travês, Trep Liussûl, Trep Grant, Tresesin, Udin, Voleson Darzin, Vildivar, Vençon, Verzegnis, Vile di Cjargne, Vilès, Visc, Vît, Çopule, Zui.

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In copertina, il Castello di Toppo a Travesio in una foto di Claudio Romanzin.

Cciaa Pn-Ud, la transizione energetica e i contributi per ridurre l’uso della plastica

Per domani, 19 ottobre, alle 14.30, la Camera di commercio di Pordenone-Udine ha organizzato nella Sala Valduga (sede di Udine) un approfondimento per le imprese sulla transizione energetica e in particolare sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer). L’incontro è organizzato in collaborazione con Dintec, agenzia in house di Unioncamere, delle Camere di commercio e dell’Enea, punto di riferimento nel settore dell’innovazione e della sostenibilità.
Al termine dell’evento, a partire dalle ore 16, è prevista una sessione individuale con un esperto energy manager, previo appuntamento: le imprese avranno l’occasione di porre all’esperto tutte le loro domande e acquisire una maggiore conoscenza sul tema. L’esperto è disponibile in presenza al termine del convegno oppure online nei giorni successivi. Il programma del pomeriggio prevede, dopo i saluti introduttivi del segretario generale della Cciaa, Maria Lucia Pilutti, l’intervento di Antonio Romeo di Dintec (in collegamento), su caratteristiche, implicazioni ed opportunità per le imprese della transizione energetica. Di “Comunità energetiche, caratteristiche e funzionamento, dalla simulazione tecnica a possibili interventi e casi di studio per migliorare l’efficienza energetica in ottica di ottimizzazione dei consumi” parleranno poi Alessandro Vezzil e Daniele Florean, Consulenti di Dintec ed esperti di Generazione distribuita e Comunità Energetiche Rinnovabili (Soin&Co.) Degli strumenti Enea a supporto delle Cer riferirà infine Matteo Caldera, esperto Enea (in collegamento).
Per partecipare all’incontro è sufficiente registrarsi tramite il sito camerale www.pnud.camcom.it. Per prendere appuntamento con l’esperto, nel compilare il modulo di iscrizione, basta esprimere anche il proprio interesse per l’incontro one to one. Il progetto è realizzato tramite il Punto Impresa Digitale, che supporta le imprese nel processo di doppia transizione digitale ed ecologica.Per informazioni: 0432.273266 o pid@pnud.camcom.it

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Intanto, rimane aperto fino al 23 ottobre il bando di contributi regionali rivolto alle micro-imprese della ristorazione per aiutarle a ridurre l’utilizzo della plastica. Le domande vanno presentate alla Camera di Commercio Pn-Ud per le imprese del comparto che operano sui territori di Udine e Pordenone. I contributi possono servire ad abbattere i costi per l’acquisto di materiali come cannucce, agitatori di bevande, piatti, posate, sacchetti, contenitori per il cibo d’asporto purché siano riutilizzabili o in materiali certificati ecocompatibili, come a esempio in plastica biodegradabile o altro materiale biodegradabile e compostabile; l’acquisto e l’installazione di erogatori di acqua o di altre bevande e dei soli imballaggi in vetro e in lattina per acqua minerale e altre bevande.
Il contributo è concesso per un importo pari al 65% della spesa ritenuta ammissibile e comunque per l’importo massimo di mille euro per sede operativa dell’impresa interessata all’iniziativa. L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale a fondo perduto. La domanda, in regola con la normativa in materia d’imposta di bollo, va presentata unicamente a mezzo posta elettronica certificata (Pec) dell’ impresa richiedente alla Pec della Cciaa territorialem cioè, per le imprese con sede destinataria dell’iniziativa nel territorio di Udine a contributi.ud@pec.pnud.camcom.it, mentre per quelle di Pordenone a contributi.pn@pec.pnud.camcom.it. Tutte le info, il bando e la modulistica sono disponibili nella sezione Contributi sul sito della Cciaa www.pnud.camcom.it e su quello della Regione Fvg.

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In copertina, la sede udinese in piazza Venerio della Camera di Commercio.

Un grifone malato (dall’Alto Adige) ora accolto alla Riserva del lago di Cornino

Era stato notato da alcune persone a Laives, poco a sud di Bolzano in Alto Adige, sul tetto di una piccola abitazione, in palese difficoltà: un grande grifone evidentemente malato, recuperato dalla guardia forestale Alberto Palmarin e sottoposto ai primi accertamenti sanitari nella clinica Sudtirol Exotic Vets, è stato trasferito – in considerazione dell’importanza della specie – nel più vicino centro specializzato per il recupero, la Riserva naturale regionale del lago di Cornino, per il completamento degli accertamenti e delle cure in funzione, auspicabilmente, di un reinserimento del rapace in natura.


Igor, così è stato chiamato, è già stato sottoposto ad ulteriori accertamenti veterinari, eseguiti dal dottor Stefano Pesaro, del Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell’Università di Udine: sulla base dell’evoluzione del quadro clinico e dei risultati delle analisi tossicologiche appena effettuate (per appurare se il cattivo stato di salute dell’animale dipenda da un’intossicazione da metalli pesanti) si spera di poter liberare quanto prima l’avvoltoio, per permettergli di unirsi alla popolosa colonia presente in Friuli. L’origine dell’esemplare, che non aveva anelli o marcature, non è nota: potrebbe essere partito dal Friuli o dalla Croazia, così come provenire da aree più lontane.
«A volte – spiega il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – i grifoni compiono movimenti di dispersione che possono portarli anche a grande distanza dalle colonie d’origine: accade in particolare con i giovani, parecchi dei quali, appena lasciato il nido, compiono lunghi voli alla ricerca di nuove aree da colonizzare. Si tratta di una fase che comporta una mortalità piuttosto elevata, perché non sempre i rapaci trovano cibo sufficiente o altri individui ai quali unirsi, fatto importante per una specie “sociale” come quella dei grifoni. C’è quindi il rischio di un indebolimento progressivo, che peggiora le condizioni di salute e rende difficoltosi ulteriori spostamenti: in casi del genere capita, come avvenuto nei pressi di Bolzano, di vedere i rapaci in luoghi per loro inusuali, su alberi, per esempio, o su edifici in zone lontane da quelle solitamente frequentate».
Il processo di “riabilitazione” di Igor è seguito dallo stesso Genero, assieme allo staff della Coop Pavees (che gestisce la Riserva), a cominciare dal presidente Luca Sicuro e dalla vice Sabrina Martinelli. Fermo sostegno all’iniziativa è arrivato dall’amministrazione comunale di Forgaria: «Una nuova missione da portare a compimento per il nostro sito protetto, fulcro – ricorda il vicesindaco Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva – del Progetto Grifone, che sta dando eccellenti risultati».

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In copertina e all’interno, il grifone Igor proveniente da Bolzano e i dirigenti della Riserva che l’hanno accolto per curarlo.

Tra castagne e miele, secondo weekend oggi e domani a Valle di Soffumbergo

Grande successo di pubblico per la Festa delle castagne e del miele di castagno a Valle di Soffumbergo, borgo in Comune di Faedis. La tradizionale manifestazione popolare che celebra il frutto tipico di queste terre continua anche questo weekend (oggi e domani) e il prossimo (21 e 22 ottobre). Per questo secondo fine settimana, il calendario è ricco di eventi: dalla raccolta delle castagne all’esperienza immersiva sensoriale nel bosco, dall’escursione guidata al Foran di Landri alla musica, e poi i pony e il laboratorio di biscotti per bambini oltre ad una ricca proposta gastronomica a base di castagne bagnate dalla ribolla. Il tutto grazie alla Pro Loco, che è nota per essere la più piccola d’Italia visti i pochi residenti a Valle di Soffumbergo.

OGGI – Il programma odierno prevede, alle ore 12, la ripresa dei festeggiamenti con apertura chioschi enogastronomici e musica fino a sera con il Trio Matajur. Poi alle 14.30 la passeggiata guidata nel bosco con raccolta gratuita delle castagne (stesse modalità del 7 ottobre con ritrovo in piazza Clemencig a Valle).

DOMANI – Alle ore 8.30 apertura chioschi e ritrovo in piazza per gli accrediti di “Immersione in foresta”. L’esperienza immersiva sensoriale avrà inizio alle 9 tra i suoni e i profumi del bosco accompagnati da Paolo Pischiutti, medico, e da Giampaolo Braganini, naturalista, per ritrovare l’antica connessione con la Natura e ottenere notevoli benefici psicofisici all’insegna della scoperta e dello stupore. La passeggiata, adatta a tutti, avrà una durata di circa due ore e mezza. Si raccomanda di indossare calzature adatte all’attività. Il costo è fissato in 10 euro per gli adulti e gratis per bambini e ragazzi under 12 anni. Prescrizione obbligatoria (possibile anche oggi).
Dalle ore 12 fino a sera musica itinerante per il borgo con gli amici dei Furlans a Manete e dalle ore 13 pomeriggio di divertimento per bambini con i fantastici pony del Fabietto Fans Club. Dalle 14 musical Revival anni ’70, ’80 e ’90 e allegria con la band Bacco per Bacco fino a sera. Nel pomeriggio con partenza alle ore 15 l’escursione guidata Il Foran di Landri, escursione sui sentieri curati e mantenuti dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo. Una magica avventura alla scoperta delle grotte della val Chiaro in collaborazione con le guide di Wild Routes. Si potrà visitare “il Foran di Landri” sede di un importante sito naturalistico. Sarà possibile addentrarsi nella grotta per ammirare il millenario lavoro dell’acqua. Il percorso ha una difficoltà media (5km per 400m di dislivello) e avrà una durata di circa 3 ore. Adatto ai bambini dai 12 anni in sù. Si raccomanda equipaggiamento adatto con scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, pranzo al sacco, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati). Il costo è di 10 euro intero e 5 euro per i ragazzi (12-18 anni) accompagnati. È possibile portare con sé gli amici a quattro zampe. Preiscrizione obbligatoria via e-mail o telefono.
Alle ore 16.30 tutti a fare i biscotti nel laboratorio di pasticceria per bambini con Mamma Laura (gratuito).

I festeggiamenti sono organizzati dalla Pro Loco di Valle di Soffumbergo con la collaborazione del Comune di Faedis, del Consorzio Pro Loco Torre Natisone, Unpli Fvg, Unpli nazionale, PromoturismoFVG, Io sono Friuli Venezia Giulia e con il sostegno di CrediFriuli. La festa è stata insignita anche del marchio Sagra di qualità dell’Unpli nazionale (durante una cerimonia in Senato) e di Ecofesta.

Pro Loco Valle di Soffumbergo Aps: www.prolocovalledisoffumbergo.it, info@prolocovalledisoffumbergo.it, telefono 0432.711000 (durante evento).