Udine, trenta Eccellenze del commercio che hanno saputo superare le difficoltà

«Ai nostri piccoli e grandi imprenditori che continuano ad avere fiducia e ad investire anche nei momenti difficili, va il grazie dell’Amministrazione regionale. Il contesto produttivo del Friuli Venezia Giulia ha mostrato una notevole reattività dopo la pandemia e sa reagire anche ora in un periodo difficile come quello attuale grazie allo spirito imprenditoriale delle nostre realtà produttive». Così il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, alla presentazione delle trenta Eccellenze di Confcommercio Udine che si è tenuta nell’ex chiesa di San Francesco a Udine a cui hanno partecipato fra gli altri, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, il presidente della Cciaa Pn-Ud Giovanni Da Pozzo, il presidente nazionale Carlo Sangalli e il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni. «Dobbiamo continuare a sostenere il nostro tessuto produttivo, valorizzare anche le piccole e medie imprese che ne sono l’ossatura portante, accompagnandole sui mercati internazionali dove il sistema produttivo del Friuli Venezia Giulia gode di una certa riconoscibilità; stiamo lavorando in modo inteso per potenziare ulteriormente questo aspetto», ha rimarcato Fedriga.

Durante l’evento le aziende hanno ricevuto una targa e vi è stata la proiezione di un cine-racconto che ha avuto come protagoniste le stesse aziende nel ruolo di testimoni delle trasformazioni e dei caratteri più profondi di un’identità nel fare impresa. Nel docufilm anche l’assessore Bini. «Le aziende del Terziario hanno scritto pagine meravigliose della storia imprenditoriale della nostra regione – ha riferito a margine l’assessore regionale -. Turismo, commercio e servizi rappresentano non solo realtà trainanti dell’economia del Friuli Venezia Giulia, ma anche importanti presidi di socialità per i nostri paesi. Negozi, bar e ristoranti sono infatti imprescindibili esempi di welfare sociale e garantiscono la vitalità dei nostri centri. Per questo la Regione non ha fatto e non farà mancherò loro la propria riconoscenza e il proprio sostegno».


Confcommercio Udine ha reso note le eccellenze storiche emerse sulla base di precisi criteri indicati nel bando di selezione dello scorso luglio. Si tratta di Acer di Udine, Alle Griglie di Latisana, Arteni di Tavagnacco, Bortolin Gioielli di Udine, C.D.A. Cattelan di Talmassons, Caselli Group di San Giovanni al Natisone, Cooperativo di Consumo di Premariacco, Cumini Casa di Gemona, Polleria Romeo di Codroipo, Galleria d’Arte Marchetti di Udine, Grand Hotel Gortani di Arta Terme, Hotel là di Moret di Udine, La Boutique della Frutta di Udine, Hotel Patriarchi di Aquileia, Grande Albergo Marin di Lignano Sabbiadoro, Molino Milocco di Fiumicello Villa Vicentina, Mira Mode di Tricesimo, Al Monastero di Cividale, Panificio Vinicio Petris di Moggio Udinese, Da Pozzo Casa di Tolmezzo, Ristorante Willy di Lignano Sabbiadoro, Dok Dall’Ava di San Daniele, Albergo Al Sole di Forni Avoltri, Vitello d’Oro di Udine, Sincerotto di Buttrio, Profumeria Formentini di Latisana, Osteria Alle Volte di Udine, Stilmoda di Lignano Sabbiadoro, Reporter’s di Tarvisio, Zagolin di Udine.

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In copertina e all’interno due momenti delle premiazioni con il governatore Fedriga e l’assessore Bini; e due immagini della cerimonia tenutasi ieri a Udine.

Maltempo Fvg, frane con gravi danni a Tarcento e nell’Alta Val Torre: Regione vicina con Riccardi e la Protezione civile

«Stiamo entrando in una nuova allerta meteo con previsioni di nuovi allagamenti sulla costa. Un’emergenza nell’emergenza: sono giorni difficili per le comunità del Friuli Venezia Giulia colpite dall’ennesima ondata di maltempo che ha martoriato le Coste e la Pedemontana. Lo stato è di continua attenzione per un susseguirsi di allerta meteo gialle e arancio, l’ultima delle quali diramata dalla Protezione civile regionale proprio questo pomeriggio, per criticità idraulica costiera per acqua alta, in particolare nella zona giuliana e fino alla Pedemontana». Lo ha sottolineato l’assessore con delega alla Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, che ieri, dopo aver seguito l’evolversi delle condizioni meteo e gli effetti al suolo dell’ondata di maltempo del giorno precedente sulle coste, ha raggiunto di prima mattina Tarcento e l’Alta Val Torre, con i funzionari e i tecnici della Protezione civile regionale, per eseguire alcuni sopralluoghi in punti critici del territorio.

In Alta Val Torre con il sindaco Paoloni.

Prima un incontro con il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, in Municipio: «Il territorio, la cui fragilità conosciamo da decenni, per la sua particolare conformazione, ha visto in questi giorni ulteriori smottamenti, frane di fango con interruzione della viabilità e cedimenti dei versanti che rendono pericolosa la percorrenza in particolare lungo alcune strade che conducono e collegano zone abitate», ha riferito Riccardi. Le aree che hanno registrato i maggiori danni sono quelle di Coja di Levante, dove una larga parte di un versante adiacente a un pubblico servizio, è franata e con essa ha ceduto una buona parte della carreggiata. Sempre a Tarcento, Riccardi ha eseguito un sopralluogo nella borgata di Zomeais, dove nelle ultime ore una frana di fango ha invaso letteralmente la carreggiata: «Fortunatamente non ci sono stati feriti e la viabilità ha incanalato il “fiume” di detriti provenienti dalla montagna. Un problema storico, che in questi giorni ha mostrato la sua emergenza. In entrambi i casi i nostri tecnici sono al lavoro per risolvere entrambe le problematiche».
Lungo la viabilità che porta al Forte del monte Bernadia, in via Useunt, le condizioni meteo avverse hanno causato il cedimento di una parte di versante, creando una situazione di pericolosità per il transito: si tratta della strada che conduce alla borgata di Useunt e quindi, superato il piazzale del Faro della Julia, porta sia l’abitante che il turista alla frazione di Villanova delle Grotte, nel vicino Comune di Lusevera, appunto in Alta Val Torre.
«Anche in questa zona – ha sottolineato Riccardi – le condizioni meteo avverse hanno causato diversi danni: una parte di versante mai ceduto prima è stato al centro di uno smottamento significativo che mette in pericolo la viabilità di una zona frequentata non solo per lavoro, ma anche per turismo, per la vicinanza con le cavità carsiche di Villanova. Con il primo cittadino di Lusevera, Luca Paoloni, abbiamo poi raggiunto una viabilità secondaria ma non meno importante per le comunità di questa vallate, dove un rio particolarmente ingrossato per le forti piogge ha scaricato una grande quantità di materiale incoerente, compresi ghiaie e massi, compromettendo la viabilità».

Una  delle frane lamentate dal Tarcentino.


L’esponente dell’Esecutivo Fedriga si è dichiarato pronto a mettere in campo tutte le azioni necessarie per rimediare ai danni causati dall’andata di maltempo: le problematiche sollevate e messe in evidenza dai primi cittadini saranno prese in esame nei prossimi giorni dai tecnici e dai funzionari della Direzione centrale della Protezione civile della Regione Fvg.
I sopralluoghi di ieri hanno fornito anche l’occasione per fare il punto sullo spiegamento di uomini e donne (e mezzi) della Protezione civile e l’impegno di volontari e funzionari nella giornata precedente, in regime di allerta meteo arancio: oltre 300 i volontari di Protezione civile attivi da 45 gruppi comunali di tutto il Friuli Venezia Giulia; oltre 115 automezzi di PcrFvg: «Una “macchina” – ha aggiunto Riccardi – che come sempre ha agito in sincrono e con il migliore tempismo, facendo sistema e operando in sistema, a tutela della comunità e del territorio, con un impegno straordinario. Deve essere sempre ricordato che gli interventi che vengono regolarmente svolti sul territorio della nostra regione contengono gli effetti al suolo delle continue ondate di maltempo alle quali ci troviamo costantemente a fare fronte».

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In copertina, l’assessore regionale Riccardi con il sindaco Steccati ieri a Zomeais.

“Hallowen in Riserva”, al lago di Cornino tra i rapaci misteriosi abitanti della notte

“Halloween in Riserva: alla scoperta degli abitanti della notte”, martedì 31 ottobre, alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, che ripropone uno dei suoi appuntamenti tradizionali, sempre apprezzatissimo e affollato: i giovani partecipanti potranno vivere la notte più “spaventosa” dell’anno in compagnia di curiosi rapaci, dedicandosi – dopo una “merenda mostruosa” tra le voliere del Centro visite – al riconoscimento dei loro versi nel buio, oltre che alla costruzione di un gufetto portafortuna con materiale naturale e riciclato. La serata si concluderà con l’emozionante liberazione di alcuni strigiformi riabilitati dai Centri di recupero della fauna selvatica di Udine e Pordenone.
L’evento, rivolto ai bambini di età compresa fra i 6 e i 10 anni, avrà inizio alle ore 17, al Centro visite della Riserva (in via Sompcornino 81, a Cornino di Forgaria), e si protrarrà per due ore e mezza. E’ necessaria la prenotazione, effettuabile chiamando il numero 0427.808526 o inviando una mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it; agli stessi contatti ci si può rivolgere anche per ricevere informazioni più dettagliate sull’appuntamento.
«Con questo speciale evento dedicato ai più piccoli ci avviamo alla conclusione di una stagione che ha prodotto ottimi risultati, sia a livello di presenze – commenta il vicesindaco di Forgaria, Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva – che di risultati scientifici. Ultimo appuntamento del 2023 – anticipa – sarà il tradizionale Natale subacqueo al lago, la sera della Vigilia».

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In copertina e all’interno due bellissimi rapaci della Riserva naturale di Cornino.

Prevenzione senza confini, a Udine tutto esaurito per il Calendario 2024 della Lilt

Tutto esaurito l’altra sera a Udine, nel Salone del Popolo a Palazzo d’Aronco, per la presentazione del Calendario 2024 della Lilt friulana, dal titolo “La prevenzione non ha confini”. Un’iniziativa che – come ha sottolineato in apertura il presidente dell’Associazione, ingegner Giorgio Arpino – è alla sua dodicesima edizione, ed ha il duplice scopo di diffondere la cultura della prevenzione e di raccogliere fondi per sostenere le attività della Lilt (nell’ultimo anno sono state effettuate gratuitamente, nel centro medico di Prevenzione e Ascolto intitolato a “ Nella Arteni”, oltre mille visite).


Il titolo del calendario è spiegato dalle immagini che accompagnano i mesi dell’anno: le “modelle” sono cittadine italiane, ma originarie di Paesi lontani fra loro, sia geograficamente che culturalmente, accomunate nella scelta di vivere, lavorare ed integrarsi nella nostra comunità friulana. Si chiamano Aissatou (Senegal), Alla (Ucraina), Ana Paula (Brasile), Aurora (Albania), Emma (Haiti), Esmira (Azerbaijan), Irma (Albania), Itohan (Nigeria), La Joy (India), Lorraine (Filippine), Maja (Serbia), Marian (Iraq) ed erano quasi tutte presenti, per testimoniare con il sorriso la loro appartenenza ad una comunità sempre più aperta, multietnica e multiculturale. A presentarle, le due fotografe – Simonetta Menta e Daniela Romanini – che hanno realizzato il calendario con la collaborazione di Felice Sibilia.
L’ingegner Arpino, ricordando i quasi 100 anni di vita della Lilt friulana, ha sottolineato come anche la prevenzione – come la scienza – sia cambiata profondamente; non è cambiato, invece, il rapporto di collaborazione con il Comune di Udine. Una sintonia che è stata confermata da Stefano Gasparin, assessore comunale alla salute, che ha definito quello della Lilt “un servizio importante e insostituibile”. Entrambi hanno evidenziato anche il positivo ruolo di coordinamento sviluppato nell’ambito del progetto “città Sane”.


La vicepresidente della Lilt, professoressa Sandra Dri, ha ringraziato i volontari che da qui in avanti saranno impegnati a distribuire il calendario (a fronte di un’offerta minima di cinque euro), mentre il presidente Arpino ha sottolineato il contributo degli sponsor storici che hanno reso possibile la del calendario: Banca di Udine e Corpo Vigili Notturni. Per il Comune di Udine, con l’assessore Gasparin, erano presenti anche il vicesindaco Alessandro Venanzi e l’assessore alle pari opportunità, Arianna Facchini. Il vicepresidente della Regione Fvg, Mario Anzil, ha inviato un videomessaggio di plauso all’iniziativa e di apprezzamento e sostegno all’attività della Lilt friulana per promuovere la cultura della prevenzione.

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In copertina e all’interno immagini della presentazione del Calendario Lilt friulana.

A Nimis stasera torna il teatro friulano. Domani Cergneu avrà la sua Biblioteca

(g.l.) Due importanti proposte, tra oggi e domani, a Nimis e a Cergneu con il ritorno del teatro in lingua friulana e l’inaugurazione della Biblioteca parrocchiale della frazione pedemontana. Ecco, pertanto, in dettaglio di che cosa si tratta.

TEATRO – Il grande successo ottenuto con le due rappresentazioni primaverili ha indotto la Compagnia “La Beorcje” di Nimis, presieduta da Franco Di Paola, a offrire una nuova replica della commedia “Colps di tamon” di Enzo De Rosa, tradotta in “marilenghe” dallo stesso gruppo teatrale con la regia di Carla Monai. Lo spettacolo si terrà questa sera, alle 20.30, nella sala dell’Oratorio parrocchiale. «La commedia – informa una breve presentazione – è ambientata in un ufficio di un armatore di navi, Giovanni Bevilacqua. Un giorno scopre che gli resta poco da vivere, in seguito ad un incidente in mare, e così decide di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, smascherando i giochi, poco puliti dei suoi colleghi armatori. Si diverte un mondo a dir loro in faccia ciò che pensa realmente di loro, ma succede che la malattia che gli era stata diagnosticata con una radiografia, sparisce, perché la radiografia non era la sua. Così, alla fine, gli tocca sistemare le cose ed evitare, addirittura un duello». La commedia in tre atti è datata 1935 ed è stata un successo del repertorio di Gilberto Govi. Bevilacqua è stato uno dei personaggi di maggior grande spessore umano interpretati dal grande attore genovese. Sulla scena ci saranno Davide e Cecilia Gervasi, Gabriella Costante, Giacomo Bertolla, Annamaria Fattori, Carla Monai, Franco Di Paola, Nicola Bertolla, Michele Cecconi, Luca Bressani, Fabio Ceschia e Giacomo Nimissutti.

BIBLIOTECA – La Parrocchia di Cergneu invita tutti domani mattina, alle 11.30, a una semplice ma significativa cerimonia. Nella casa “Faenza” di borgo Chiesa (sotto il campanile), sarà infatti inaugurata la Biblioteca parrocchiale. «Sarà presente – come informa don Marco Visintini – la signora Luigina Bigon di Padova che ha donato al nostro paese la maggior parte dei libri e consentito la realizzazione di questo importante centro culturale per la comunità. Gli abitanti sono tutti invitati a partecipare all’evento anche con parenti e amici».

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In copertina e all’interno due immagini della commedia che sarà presentata stasera.

A Grado oltre un milione di euro per un ricreatorio più moderno. Il parroco: “Sarà prezioso ogni vostro piccolo aiuto”

di Giuseppe Longo

«Fin da piccolo mi sono ispirato a Don Bosco… che, riprendendo le intuizioni di Filippo Neri e Francesco di Sales, ha messo al centro il mondo dei ragazzi. Lui osava e anche noi, per sua intercessione e di Maria Santissima Ausiliatrice, tenteremo di farlo. Don Bosco diceva “mi rivolgo al vostro cuore per trovare un fattivo aiuto”. A volte ci sono cose che ci sembrano piccole, insignificanti: una goccia nel mare, un filo d’erba in un prato, una nota di una canzone; a pensarci bene, però, anche queste piccole cose sono fondamentali: è l’insieme di gocce che formano un mare, tanti fili d’erba fanno un prato e tante note insieme possono comporre una bella melodia. Non è importante quanto piccolo o grande sarà il gesto che riceveremo, importante e bellissimo sarà condividere il sogno per il futuro dei nostri ragazzi e fare il possibile affinché questo si realizzi».

Monsignor Paolo Nutarelli

Sono le parole che usa monsignor Paolo Nutarelli, parroco della sua Grado da quasi due anni, per inquadrare quella che potremmo definire “operazione Spes”, vale a dire il potenziamento e la valorizzazione del ricreatorio che sorge a Città Giardino, di fronte alla Chiesa di San Crisogono. Un centro per i giovani dell’Isola che l’indimenticabile arciprete Silvano Fain volle realizzare esattamente trent’anni fa, ma che oggi risulta “datato”, per cui richiede un radicale ammodernamento. E a tale riguardo, don Paolo informa che «con tanta emozione e gratitudine verso monsignor Silvano Fain, e verso don Bruno Sandrin (oggi parroco a San Lorenzo Isontino, ma vicario cooperatore a Grado quando bisognava costruire il Ricreatorio Spes, nel 1993), nelle scorse settimane è stato presentato il progetto della sua ristrutturazione». Opera complessa e costosa per la quale il parroco dice: «Sento da subito il dovere di ringraziare l’architetto Michela Maricchio e i componenti dei Consigli (Economico e Pastorale) che mi hanno spronato ad andare avanti… Chi mi conosce sa che mi piace pensare che un sogno quando rimane tale rimane un sogno, ma quando lo condividi diventa realtà».
Ed è proprio quello che vuol fare don Paolo Nutarelli – “Donpi” per i suoi ragazzi, come lo chiamavano anche i coetanei di Cormons, sul Collio, dove il sacerdote, amato e stimato, è stato per una decina d’anni -, tanto che ha deciso di coinvolgere tutti coloro che vogliono dare una mano per coprire l’ingente spesa che supera un milione di euro che la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia è fiduciosa di mettere assieme attraverso contributi pubblici e offerte private. Proprio oggi e domani, ultima domenica d’ottobre che precede la solennità dei Santi, verrà diffuso un volantino in cui, usando proprio le parole di quel grande educatore che era San Giovanni Bosco, si indicano le modalità per devolvere «un’offerta liberale». «Periodicamente su “Insieme” – assicura il messaggio rivolto ai gradesi – verrà fatto il resoconto di quanto raccolto e dello stato di avanzamento dei lavori».

Il progetto per la ristrutturazione del Ricreatorio Spes – che in latino significa “speranza” – è stato presentato durante un incontro al quale ha partecipato, alla sua prima uscita pubblica, anche il commissario straordinario Augusto Viola, incaricato dalla Regione Fvg di gestire il Comune entrato in crisi fino dopo le elezioni amministrative di primavera. Nel presentare l’ingente piano di ristrutturazione, don Paolo ha evidenziato come il ricreatorio sia stato il punto di riferimento per tanti anni della comunità isolana e, adesso, dopo tre decenni, ci fosse il bisogno di un profondo restyling. In particolare, l’arciprete ha sottolineato come sia fondamentale, anche dopo la pandemia, rimettere al centro gli adolescenti ed il loro mondo, con bambini, giovani e famiglie, mettendo insieme gli ingredienti per la crescita globale di un ragazzo. «Una persona, per crescere – ha sottolineato il sacerdote, parroco dei suoi amati “graisani” -, ha bisogno di spazi, di tempi e di esperienze; ha bisogno di persone coetanee con cui misurarsi e confrontarsi ed adulti da cui prendere spunto; ha bisogno di mettersi alla prova, di accorgersi delle proprie potenzialità. E nel nostro Ricreatorio “Spes”… ci auguriamo che tutto questo possa avvenire!».
Ma vediamo, allora, in dettaglio quali opere saranno necessarie nella struttura creata da monsignor Fain. Diciamo subito che il progetto ambizioso, coordinato dall’architetto-progettista Michela Maricchio, è suddiviso in quattro lotti. Il primo è stato quello della realizzazione di un impianto fotovoltaico dalla potenza di 20 kW, con sistema di accumolo a 24 kWh a servizio di tutta la struttura. I lavori iniziati a metà ottobre, infatti, sono terminati la scorsa settimana, per cui, a breve, entrerà in funzione.
«Il secondo lotto, più complesso, che si spera possa iniziare a metà novembre – spiega monsignor Nutarelli – comprende tutta l’area esterna. Verrà realizzato un campo da calcio a 7 in erba sintetica, con possibilità di utilizzo anche con 5 giocatori, comprensivo di recinzione perimetrale alta ed attrezzature sportive. Il manto sarà composto da una fibra speciale a tre sezioni combinate che ne garantirà un’elevatissima resistenza, resilienza e durata nel tempo. Con esso verranno realizzati una tribuna spalti e gli spogliatoi esterni. Seguirà l’ammodernamento del campo da basket attuale con un sottofondo binder (con tappetino in resina tensoacrilica bicolore). Verrà tracciato un campo da minivolley sulla pavimentazione a nord di quello del basket, comprensivo dell’attrezzatura necessaria (pali, rete, eccetera). In questo lotto, poi, verrà riposizionata l’area giochi bimbi, dotata di due giochi a molla, una composizione con scivolo e un’altalena, completo di pavimentazione colorata antitrauma e, sulla pavimentazione adiacente al campo da basket, ci saranno varie pitturazioni al fine di realizzare dei giochi da strada».
E il terzo lotto? «Sarà incentrato – prosegue l’arciprete – sulle opere sia interne che esterne sul fabbricato principale del ricreatorio: tra le altre, sostituzione dell’impianto esistente di riscaldamento e di acqua calda sanitaria con uno a pompa di calore, adeguamento dell’impianto elettrico e verifica dell’impianto antincendio. Sostituzione dei serramenti degli abbaini, manutenzione dei serramenti esistenti e installazione di zanzariere, sostituzione delle lattonerie esterne. Il quarto lotto, invece, riguarderà la ristrutturazione della Sala Fain con opere di miglioramento dell’acustica dell’auditorium attraverso l’installazione di pannelli acustici a soffitto, la verifica dell’impianto elettrico esistente, la manutenzione dei serramenti e la installazione di zanzariere, nonché la sostituzione delle lattonerie esistenti, l’ampliamento del palco e fornitura di un nuovo impianto audio e video dotato di proiettore».

E ora il “punctum dolens”, vale dire il costo della “operazione Spes”. «L’intera spesa prevista è di 1.183.500 euro, Iva inclusa – spiega monsignor Nutarelli -, che si spera possa essere raccolta tra contributi pubblici ed offerte private. In particolare, il commissario Viola ha confermato la vicinanza del Comune al progetto e che si spenderà in prima persona per aiutare nella sua realizzazione». «Esorto don Paolo a continuare – ha affermato, infatti, il dottor Augusto Viola –, condivido questa progettualità alla quale non mancherà il nostro sostegno. Decolleremo insieme in vista di una collaborazione istituzionale che ci permetterà, nelle prossime settimane, di presentare il progetto in Regione in vista della Legge di Stabilità 2024 e attraverso la quale capiremo quali siano le risorse utilizzabili a disposizione. Questo è un bene importante che andrà a beneficio di tutta la realtà gradese».
Come dicevamo all’inizio, in questo fine settimana verrà distribuito un pieghevole che presenta tutto il “sogno” che si realizzerà solo se si riusciranno a trovare i fondi. “Spes: rinnoviamo la speranza”, è il motto che accompagna il progetto. Afferma ancora don Paolo: «Volutamente e su consiglio degli uffici della Curia, che ringrazio per la vicinanza (arte sacra ed economato), abbiamo presentato un progetto complessivo che suddiviso in lotti potrà essere realizzato nel tempo. Periodicamente su “Insieme”, il bollettino settimanale della Parrocchia, verrà fatto il resoconto di quanto sarà raccolto e dello stato di avanzamento dei lavori. Chi volesse aderire alla raccolta fondi lo potrà fare: portando il suo contributo in Ufficio Parrocchiale, in Via Gradenigo 14, negli orari di apertura; attraverso bonifico bancario intestato a SOGNO SPES, IBAN: IT09L0887764590000000705335 indicando nella causale: SPES. Per i titolari di reddito di impresa che desiderano contribuire con un’offerta liberale lo possono fare tramite bonifico bancario. Chi lo desidera potrà rivolgersi all‘Ufficio Parrocchiale per la dichiarazione».


Insomma, l’arciprete di Grado fa affidamento sulla sensibilità dei suoi parrocchiani riguardo all’opportunità di avere a disposizione per i ragazzi dell’Isola una struttura moderna e funzionale che integri e valorizzi quella realizzata trent’anni fa – appena un quinquennio prima della improvvisa scomparsa – da monsignor Silvano Fain, alla cui “scuola” anche don Paolo è cresciuto e formato spiritualmente. Ogni offerta, pur piccola, sarà gradita. Perché il mare, e i gradesi lo sanno bene, è appunto formato da tante gocce!

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In copertina e all’interno alcune immagini del rendering di come sarà il Ricreatorio Spes di Grado a lavori ultimati.

Una bella festa a Trieste per i “110 anni” di Maria Carpatachi la donna più anziana del Friuli Venezia Giulia

«Da parte dell’Amministrazione regionale e del governatore Massimiliano Fedriga, sono orgoglioso di porgere un augurio di buon compleanno alla signora Maria Carpatachi, che con i suoi 110 anni è la persona più anziana della nostra regione. Un abbraccio di cuore alla signora, di origine greca, che si è trasferita a Trieste dopo aver sposato una ufficiale di Marina e che fino a qualche anno fa viveva ancora da sola». Lo ha detto l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, in occasione della festa per i 110 anni di Maria Carpatachi, ospite di una residenza per anziani del capoluogo regionale, la quale avendo raggiunto questo non comune traguardo anagrafico il 14 ottobre è la persona più anziana del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, Maria Carpatachi con i suoi invidiabili 110 anni; all’interno, la bella festa con la torta celebrativa presente l’assessore regionale Roberti.

Cciaa Pn-Ud, ecco la giunta camerale che collaborerà con Giovanni Da Pozzo. Agrusti riconfermato alla vicepresidenza

Michelangelo Agrusti e Massimo Paniccia (industria), Silvano Pascolo ed Eva Seminara (artigianato), Fabio Pillon (commercio e turismo), Gino Vendrame (agricoltura) e Michela Vogrig (cooperazione). Tante riconferme nella nuova giunta che affiancherà il presidente Giovanni Da Pozzo alla guida della Camera di Commercio Pordenone-Udine, ma anche significative novità. Ieri, il consiglio camerale (assenti giustificati Cesare Bertoia e Paolo Petrucco) si è riunito e ha votato in modo palese e per acclamazione la squadra proposta dal presidente. Subito di seguito si è riunita la giunta stessa, che ha provveduto alla nomina del vicepresindente, riconfermando Michelangelo Agrusti.


«Abbiamo due componenti femminili e, dal 2009, torna di nuovo nell’esecutivo camerale la cooperazione, un comparto fondamentale e trasversale a più settori economici, cui aderisce anche il sistema bancario», ha evidenziato il presidente Da Pozzo nel presentare il team. «Tutti i comparti economici – ha detto ancora il leader camerale – hanno una qualificata rappresentanza nella giunta, così come nel consiglio. La Cciaa è un ente particolare che mette a sistema pubblico e privato: è l’unico ente pubblico economico che rappresenta le categorie, le quali hanno forma privatistica, ma trovano nell’ente casa comune».
Il presidente ha ricordato che uno dei primi compiti sarà l’unificazione di I.ter e Concentro in una consortile unica che governerà la promozione nell’ambito di entrambe le due province. Da Pozzo ha sottolineato che «le nostre due province hanno troppe affinità per non essere complementari e siamo riusciti in cinque anni a realizzare u’ ottima integrazione che confidiamo anche in futuro possa continuare a dare frutti in termini di servizi alle imprese e sviluppo ai territori, che perseguiamo anche con la presenza camerale in un ramificato sistema di partecipate, nei campi più disparati, dalla logistica, ai servizi, dall’agroalimentare all’innovazione».
Agrusti ha poi evidenziato che «la Camera ha anche l’importante ruolo di sostenere tante iniziative che avvengono nella nostra società, soprattutto nel mondo della cultura. E quello di supportare la formazione dei giovani e la loro miglior preparazione per entrare nel mondo del lavoro e delle imprese». «Cinque anni fa, quando la Cciaa si univa, eravamo a inflazione zero e tassi zero e la sfida più importante sembrava quella di integrare in modo virtuoso i due territori – gli ha fatto eco Paniccia –. Una sfida stravinta. Oggi che i due territori collaborano al meglio, ci troviamo in uno scenario di guerre, inflazione e tassi elevati ed energia carente. Non mancheranno problematiche da affrontare, dunque, in questo prossimo quinquennio, ma se le affrontiamo con l’unità di intenti di tutte le categorie e la volontà di dare un servizio qualificato alle imprese, forse vinceremo anche questa seconda sfida».
Pascolo ha rimarcato, invece, il percorso di coesione e gli ottimi rapporti personali che si sono instaurati nel primo quinquennio e che sono base forte e positiva per il lavoro della nuova giunta e Michela Vogrig, infine, si è detta «molto onorata e felice di far parte della giunta camerale: il mondo della cooperazione dal 20009 non vi era rappresentato. In un momento storico come questo, volentieri portiamo il contributo da un sistema con un dna che parla di economia sociale, di sviluppo sostenibile e che valorizza i territori. Ci mettiamo volentieri a disposizione per fare un buon lavoro di squadra».

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In copertina, il presidente Giovanni Da Pozzo con il vice Michelangelo Agrusti; all’interno, l’intera giunta camerale, presente anche il segretario generale dell’ente Lucia Pilutti.

A San Daniele l’omaggio di Dino Persello al “centenario” Ponte sul Tagliamento

di Giuseppe Longo

L’omaggio che Dino Persello ha deciso, con una felicissima intuizione, di dedicare al “centenario” della costruzione del Ponte sul Tagliamento tra Dignano, suo paese d’origine, e Spilimbergo, ora approda a San Daniele, dove l’attore-regista risiede. Giocando “in casa”, Persello presenterà, infatti, il suo super-applaudito racconto teatral-musicale “Auguri signor Ponte 100” domani, 28 ottobre, alle 20.30, nella meravigliosa cornice della Chiesa di Sant’Antonio Abate in via Garibaldi – non a caso definita la “Sistina del Friuli” per gli splendidi affreschi di Pellegrino da San Daniele -, con la straordinaria partecipazione del “Grop Coral Vidules”, diretto da Mauro Vidoni. Persello ha infatti un forte legame con il coro di Vidulis, frazione dignanese, con il quale ha una attiva collaborazione. «Si tratta – dice lui stesso – di una realtà di alto profilo artistico e organizzativo, diretta da un bravo maestro, energico, estroso e innovativo, che ha saputo dar vita proprio a un “coro colto”».
La serata, con ingresso libero, è sostenuta e patrocinata dai Comuni di San Daniele, Dignano e Spilimbergo, dalla Comunità Collinare del Friuli e dalla Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali.

Dino Persello


Il Ponte di Dignano, dunque. Un’opera davvero ciclopica per i tempi in cui venne realizzata. Erano gli anni alla fine della Grande Guerra, anni difficili ma animati dalla speranza in una rapida ripresa dai disastri provocati dal conflitto che segnò una svolta epocale anche per il Friuli. Un’opera che oggi, però, dimostra tutto il peso della sua veneranda età, tanto da contrastare enormemente con un traffico che non ha nulla a che vedere con quello degli anni Venti del secolo scorso, quando ad andare da una parte o dall’altra del grande fiume alpino – l’ultimo rimasto in Europa con il suo “letto” completamente al naturale, e speriamo duri così a lungo, sempre! – erano soprattutto carriaggi trainati da cavalli o buoi.
Ricordavamo nei mesi scorsi, quando stava appunto per debuttare questo spettacolo celebrativo – l’anniversario ricorreva il 19 agosto -, che Dino Persello è nato a Dignano, paese al quale è rimasto sempre molto legato. E proprio in omaggio al Ponte che compie un secolo ha realizzato, non è esagerato dire “con affetto”, uno dei suoi apprezzatissimi lavori. Per cui lo spettacolo ha, ovviamente, debuttato nel vicino Comune in riva al Tagliamento. «Il progetto teatral-musicale – ci aveva allora spiegato Persello – è nato dopo un’importante e profonda ricerca sull’affascinante storia di questa grandiosa opera relativamente ai primi difficili Anni 20 del secolo scorso. Nel racconto teatral-musicale, prendo in considerazione diversi aspetti della realizzazione dell’opera, dalle primissime idee risalenti, pensate alla metà dell’800, fino ad arrivare al progetto definitivo, con vicende ed aneddoti curiosi ed emozionanti. I tempi erano difficili e intricati, si usciva dalla Grande Guerra, miseria e disoccupazione la facevano da padrone. Ma la tenacia, la concretezza e competenza di un popolo come quello friulano che non si ferma “cuant ca le stràc, ma sôl cuant ca la finît”, hanno permesso la realizzazione di questa importante impresa, che sarebbe andata a risolvere l’aggregazione e le comunicazioni dei territori del Medio Tagliamento».
L’iniziativa di Dino Persello ha colto subito nel segno, tanto da suscitare largo interesse nella zona e in Friuli. E dopo l’appuntamento di domani a San Daniele, il 5 novembre sarà già la volta di Spilimbergo – parimenti interessato al ponte come Dignano -, ma di questa seconda rappresentazione avremo modo di riparlarne. E poi ci saranno di sicuro altre repliche. Pensando di far cosa gradita al lettore, riproponiamo l’interessante aneddotica legata allo storico manufatto.

Aneddotica

# Verso la fine della seconda guerra mondiale, i partigiani avevano deciso di far saltare il ponte! Si oppose il Parroco di Dignano, Don Giovanni Lucis, evitando una sicura cruenta ritorsione sugli abitanti e sul paese da parte dei tedeschi. I partigiani…ubbidirono!

# Ricca pesca di beneficenza in occasione dei festeggiamenti per l’inaugurazione del ponte quella domenica del 19 agosto 1923. I premi: magnifica camera da letto per due persone, in mogano, un salotto in malacca e vimini… un aratro!

# Autunno 1923, a due mesi dall’inaugurazione del ponte, una imponente piena danneggiò e fece vacillare i primi tre piloni dalla riva di Dignano. Due mesi dopo, a Natale, è tutto messo a posto, come prima. Non succederà più!

# Inizio lavori per la costruzione del ponte: 18 gennaio 1920. Trentadue mesi dopo, agosto 1923 l’imponente opera era completata in ogni sua parte!

# È la serata di domenica 19 agosto 1923, giornata dell’inaugurazione; dall’inviato della “Patria del Friuli”. “E mentre la luna sorrideva in cielo, velandosi di qualche fiocco di nube, una fresca brezza viene dai monti (a menava in jù!?!), seguendo l’ampio corso del fiume!”.

# Anni ’60 del secolo scorso, Scuola di Avviamento Commerciale a Spilimbergo. Si andava da Dignano in bicicletta ogni giorno con ogni tempo! Passavo alle sette di mattina a prendere un mio compagno, Elio Cantarùt. Anastasia, la mamma, usciva per salutarci con il termometro in mano. Meno 14° gradi… vait puers fruts, e no steit a rivâ tart! Sotto il ponte, dal gelo, l’acqua friggeva come l’olio nelle patatine. A Dignano le giacche a vento non erano ancora… arrivate.

# Meraviglioso sarà poter presto ammirare un nuovo e moderno ponte sul Tagliamento, dalla sella di una bicicletta, in totale serenità e sicurezza, attraversando questo storico e suggestivo… ultracentenario!

# 4 milioni di lire – 2.000 euro, il preventivo iniziale di spesa per la sua costruzione. 7,8 milioni di lire il costo finale! A quel tempo il pane costava 0,85 lire al Kg. Lo stipendio di un manovale, era di circa 200 lire al mese!

# Il ponte costruito esclusivamente in getto di calcestruzzo di cemento Portland, è composto da 35 arcate, che hanno una luce di 25 mt. La lunghezza totale è di mt 1.002, ed il piano carreggiabile trovasi a mt.7.20 sul livello medio delle ghiaie.

# Il numero degli operai impiegati, variò da un minimo di 150 ad un massimo di 500, appartenenti quasi totalmente alle Comunità di Spilimbergo e Dignano.

# Si ebbe un movimento terra di 280.000 mc, si gettarono 38.000 mc di calcestruzzo, con l’impiego di circa 90.000 qli di cemento, dando così una larghezza al ponte tra i 2 parapetti, di mt. 7.60!

# Le affacinanti suggestioni di luce che ti avvolgono all’attraversamento del ponte ad ogni ora del giorno e della notte, sono lì ad annunciarti… un anticipo di Paradiso!

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In copertina e all’interno due immagini dello storico ponte sul Tagliamento.

Le Pro Loco Fvg sono insieme dal 1983: grande festa domani a Gemona anche per i 120 anni della Pro Glemona

Tempo di festa per il mondo delle Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. Le celebrazioni per il 40° anniversario della costituzione dell’Associazione regionale tra le Pro Loco avverranno a Gemona, dove il sodalizio nacque, domani 28 ottobre al Teatro Sociale, alle 17. In concomitanza saranno celebrati pure i 120 anni della Pro Glemona, la più antica Pro Loco del Friuli Venezia Giulia.
“Un evento – afferma il presidente delle Pro Loco regionali, Valter Pezzarini – che sarà non solo un momento celebrativo della nostra storia, ma anche una preziosa occasione per stilare un bilancio di quanto abbiamo realizzato in questi quattro decenni e per ragionare su quali saranno le prospettive future del nostro mondo”.
L’evento sarà condotto da Alessandra Salvatori, direttore di Telefriuli, che lo manderà in onda. Alle 17.30 si aprirà il dibattito con la prima sessione del pomeriggio “Pro Loco in Friuli Venezia Giulia: 40 anni di impegno e passione”. Alle 18.15 seconda sessione “Fvg: una terra di volontari innamorati della propria comunità”. Presenti le massime autorità della Regione Fvg assieme al presidente dell’Unpli nazionale Antonino La Spina.
Al termine sarà presentato contestualmente il progetto fotografico “Volontari perché” e inaugurata la mostra del Circolo filatelico numismatico Gemonese e quella fotografica della Pro Glemona. Saluti e brindisi finale.

I NUMERI – Il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia (Unpli) conta 237 Pro Loco associate. In esse operano oltre 20 mila volontari che danno vita a oltre 1400 eventi tra sagre e manifestazioni varie ogni anno. Eventi che promuovono i prodotti tipici locali, tramandano le tradizioni, rinsaldano il senso di appartenenza delle rispettive comunità.

LA STORIA – L’8 ottobre 1983 nel municipio provvisorio di Gemona del Friuli avvenne la sottoscrizione e adozione dell’Atto costitutivo e dello Statuto della neonata Associazione fra le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia da parte di 19 Pro Loco promotrici: Pro Glemona, Medea, Villa Manin-Codroipo, Sacile, Tarcento, Pontebbana, Chiusaforte, San Quirino, Timau Cleulis, Barcis, Osoppo, Remanzacco, Romans d’Isonzo, Spilimbergo, Casarsa della Delizia, Budoia, Amìs di Lunciamp di Campolongo al Torre, Majano e Maniago. Primo presidente fu Luciano Vale, fino al 1995 quando iniziò la presidenza di Franco Molinari, con il quale l’Associazione trasferì la sua sede a Villa Manin di Passariano e assunse anche le funzioni di Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro loco d’Italia. A seguire le presidenze di Flavio Barbina e quella attuale di Valter Pezzarini.

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In copertina, il presidente dell’Unpli Fvg Valter Pezzarini a Villa Manin.