Ciconicco è al lavoro per Venerdì Santo: da 46 anni la Sacra rappresentazione vivente della Passione di Gesù Cristo

A Ciconicco da diverse settimane l’associazione culturale “Un Grup di Amis” ha iniziato a lavorare per mettere in scena la 46ma edizione consecutiva della Sacra rappresentazione della Passione di Cristo in programma sulle colline del paese la sera di Venerdì Santo, il 29 marzo prossimo. La scelta del regista, la conferma della scenografa, il testo, i costumi, le prove di recitazione per gli attori che verranno microfonati e la comunicazione sono solo alcune delle innumerevoli incombenze alle quali il sodalizio ciconicchese, giunto ai 48 anni di ininterrotta attività, si fa carico.
La Passione di Cristo di Ciconicco, innestata sull’antica processione che si teneva lungo le strade della frazione di Fagagna, è un esempio di come una tradizione secolare, nella quale si riconosce una intera comunità, viene salvaguardata e valorizzata. Un patrimonio immateriale che ha saputo adeguarsi alla evoluzione dei tempi, ma che non ha perso il valore e la ragione della partecipazione, che le nostre genti hanno sempre dimostrato con il rito del Venerdì Santo, tra fede e tradizione.
Ulteriore strumento di crescita, di questa manifestazione, è la rete di relazioni che “Un Grup di Amis” ha saputo creare e coltivare nel tempo. “Contaminarsi” con realtà europee e italiane ricavando elementi di ispirazione, ma anche inserendosi in contesti di elevato valore culturale e sociale. Con questi presupposti il sodalizio, guidato da Andrea Schiffo, opera costantemente durante tutto l’arco dell’anno a livello locale, ma anche nazionale ed europeo coniugando e interagendo con gli strumenti a disposizione al fine di cogliere obiettivi che riguardano le nostre radici di fede, gli aspetti culturali e del turismo lento e religioso.
Infine, va detto che Europassion (www.europassion.net), di cui lo stesso Schiffo è componente del consiglio direttivo, ed Europassione per l’Italia (www.europassioneitalia.com) sono impegnate ad elaborare due progetti comuni: la realizzazione di una Via Crucis a Gorizia in occasione delle manifestazioni legate a Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura 2025, in collaborazione con gli amici sloveni di Skofja Loka, e la partecipazione a Roma in occasione del Giubileo 2025. Due appuntamenti importanti per la notevole visibilità e partecipazione dei protagonisti e per la prevista grande affluenza di pubblico. Una grande occasione per promuovere il paese collinare e la nostra regione con le sue eccellenze artistiche, storiche, culturali ed enogastronomiche.

—^—

In copertina, una scena dell’ultima Sacra rappresentazione sulle colline di Ciconicco.

Unità dei cristiani, mercoledì a Udine “Voi siete Uno”, l’ultimo libro del filosofo friulano Emanuele Franz

(g.l.) “Voi siete Uno. Diario di un pellegrino convertito all’ortodossia, fra Monte Athos, Sinai e Samarcanda per l’Unità dei cristiani”: è questo il titolo dell’ultimo libro del filosofo friulano Emanuele Franz che sarà presentato mercoledì 28 febbraio, alle ore 18, nella sede della Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” di Udine (via Marconi 8, in fondo Mercatovecchio). Il volume (Audax Editrice 2023) è incentrato sulla testimonianza di fede dell’autore e su una proposta di unità fra tutti i cristiani. Durante l’incontro sono annunciati gli interventi, oltre che dello stesso autore, del padre serbo-ortodosso Dušan Djukanovič, del vescovo della Chiesa ecumenica di Costantinopoli padre Athenagoras Fasiolo, del monaco ortodosso padre Massimo Fabris e del biblista Tobias Fior. «L’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato – riferisce Franz -, ha mandato la sua benedizione all’incontro, fonte di importante incoraggiamento».
Il testo, nella sua proposta di dialogo sull’unità dei cristiani, è tradotto anche in russo e in inglese, ed ha avuto degli apprezzamenti – riferisce ancora con orgoglio e soddisfazione il filosofo di Moggio Udinese, autore in questi ultimi anni di singolari e clamorose proteste contro i mali della società moderna – dai patriarchi di Bucarest, Costantinopoli e Mosca, nonché da Filippo VI re di Spagna che hanno scritto all’autore parole di vicinanza su questo progetto. L’invito alla presentazione del libro è rivolto a tutti, per cui la partecipazione è libera fino all’esaurimento dei posti disponibili.

—^—

In copertina, il filosofo Emanuele Franz con il suo libro che sarà presentato a Udine.

Città Diffusa, i corregionali all’estero tornano a Pordenone per raccontare la propria esperienza attraverso l’arte

Dopo essere partiti per il mondo, tornano nella terra d’origine per raccontare la propria esperienza attraverso l’arte, creando così nuove interazioni e linguaggi tra il Friuli Venezia Giulia e l’Estero. Questo lo spunto da cui è partito l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti per il progetto “La Città Diffusa” assieme ad Arianna Grosso (originaria di Casarsa della Delizia, vive e lavora ad Abu Dhabi come cultural manager). Realizzato con il finanziamento di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Pordenone, Camera di Commercio di Pordenone-Udine e con la collaborazione del Liceo Artistico Galvani di Cordenons, Fondazione Pordenonelegge e il Comune di Pordenone, il progetto dopo la fase di elaborazione vede ora il suo clou con gli eventi aperti al pubblico.

Gino Gregoris


Al centro del programma la mostra “La Città Diffusa” che dall’8 marzo al 4 aprile, al Museo Civico d’Arte di Pordenone, vedrà in esposizione le opere di 7 artisti “Pordenonesi nel mondo” che hanno lasciato la regione per vivere e lavorare all’Estero, ma che ora vi tornano con le proprie creazioni. A essi si affiancheranno le opere degli studenti del Liceo Galvani. Esporranno Eugenio Belgrado (Vienna, Artista visivo); Elisabetta Calabritto (Londra, Graphic designer e illustratrice); Alessandro Cipolat (Londra, Graphic motion designer); Martina Del Ben (Berlino, Urban & social designer); Antonio Massarutto (Cortona, Scultore e designer); Marco Monti (New York, Post-production artist and professor); Luca Pascotto (Parigi, Esperto di mobilità e fotografo). Presentazione della mostra a cura di Arianna Grosso (Abu Dhabi, Cultural manager). Curatela della mostra a cura della professoresse Moira Piemonte, Sara Marzari e Edi Zanet assieme alla Segreteria Efasce con Michele Morassut.

Elisabetta Calabritto, Londra.

Luca Pascotto, Parigi.

«Abbiamo voluto dare vita a questo progetto – afferma Gino Gregoris, presidente di Efasce – dopo aver ascoltato, dallo loro voce, le esperienze che i nostri corregionali stanno vivendo nel mondo. Una serie di saperi preziosi che abbiamo pensato fosse necessario riportare qui in Friuli Venezia Giulia, in modo che l’emigrazione non fosse solamente uno spostamento di persone ma anche una circolazione e condivisione di idee. Questo progetto artistico punta a rafforzare il legame dei nostri corregionali con i luoghi d’origine e a sensibilizzare chi vive in Friuli Venezia Giulia rispetto alle nuove forme di emigrazione, che interessano principalmente i giovani. Nuove connessioni, interazioni e linguaggi: una costellazione attiva che interagirà con Pordenone, i Comuni limitrofi e le città estere dove vivono i corregionali. Grazie ai partner istituzionali che hanno permesso non solo la mostra ma anche gli eventi collaterali, pensati per aggiungere ulteriori spunti di riflessione».
Infatti, assieme a Fondazione Pordenonelegge svolgeranno due incontri collaterali. Il 28 febbraio, alle ore 18, all’ex Convento di San Francesco a Pordenone “La città diffusa: Linguaggi e prospettive, nell’arte e nella vita” con Luca Taddio, professore associato all’Università di Udine, intervistato da Gian Mario Villalta. Il 26 marzo, alle ore 18, a Palazzo Badini, ancora nel capoluogo della Destra Tagliamento, “La città diffusa: Pordenone città futura”, in cui lo stesso Mario Villalta intervisterà Mattia Balsamini, fotografo e artista visivo ed Elena Biason, ingegnere civile e Climate Pact Ambassador alla Commissione Europea.

Nimis, si è spento il sorriso di Rita: commosso addio a una donna sempre ottimista nonostante le difficoltà

di Giuseppe Longo

NIMIS – “Beati gli afflitti, perché saranno consolati”. Monsignor De Tina ha scelto la conosciutissima pagina del Vangelo di Matteo, quella del Discorso della Montagna, per l’ultimo saluto a Rita Tomasino, spentasi in ospedale dopo breve malattia a 73 anni. Al termine di una vita contrassegnata da innegabili problemi fisici, ma sempre affrontati con il sorriso, con l’ottimismo alimentato da una fede cristallina. Anche l’ultima volta che l’ho incontrata nelle strade di Nimis con la sua carrozzina motorizzata, alla consueta domanda «Mandi Rita, cemut vadie?», lei mi aveva risposto con un uno squillante e sorridente: «Dut ben!».
E proprio questo carattere aperto e gioviale, sereno, improntato appunto a una incrollabile visione positiva delle cose, è stato sottolineato anche da don Rizieri durante il funerale celebrato l’altra mattina nel Duomo di Santo Stefano. «Un sorriso che non mancava mai sul volto di Rita, conosciuta da tutti per quei suoi lunghi capelli». Oltre che per l’uso quotidiano, per tutte le sue necessità, della carrozzina. Con la quale aveva il coraggio di avventurarsi anche fuori paese, su strade sempre più trafficate.
Ma la mano della Provvidenza le è stata vicina e l’ha sostenuta, non solo nel compiere pericolosi tragitti, ma soprattutto per affrontare con serenità il suo “calvario”, consentendole un’esistenza durante la quale non ha mai mancato anche di dare una mano alla sua comunità, collaborando già all’epoca del Comitato festeggiamenti in occasione della storica sagra di settembre, quando era immancabile la sua presenza nella roulotte della cassa. Ora, purtroppo, il sorriso di Rita si è spento e non la incontreremo più nelle vie di Nimis, con i suoi lunghi capelli e la sua carrozzina. Ci mancherà!

—^—

In copertina, il volto sempre sorridente di Rita Tomasino morta a 73 anni.

Udine, dai Licei Copernico e Stellini alle sedute delle Nazioni Unite di New York sentendosi “cittadini del mondo”

di Tiziana D’Antoni Bassani

L’agenzia United Network di Roma ha organizzato un viaggio di dieci giorni a New York per le classi III, IV e V dei Licei di tutta Italia con visita all’Onu e alla città. Al progetto hanno partecipato 2 mila studenti tra i 16 e 18 anni da tutto il mondo.
Udine ha partecipato con lo Scientifico Copernico e il Classico Stellini. Così, una delegazione di ragazzi curiosi, motivati ed emozionati, è volata alla volta della Grande Mela. Ecco gli allievi, i nostri ragazzi, partiti dal capoluogo friulano: Filippo Bulfone, Francesco Candotto, Lorenzo Diana, Giovanni Flaibani, Luca Galasso, Francesco Pelizza (socio del Club per l’Unesco di Udine), Giovanni Rossi, Gaia Tosolini come unica rappresentante femminile della sua classe. Questi ragazzi seguono il corso 4DLSA del Copernico e assieme ad altre sezioni dello stesso Liceo e alcuni alunni dello Stellini sono impegnati nel Progetto Muner.
Un’esperienza importante per la loro giovane età, specialmente per la visita al Palazzo delle Nazioni Unite, dove si sono resi protagonisti partecipando in prima persona alle riunioni in inglese, e questo li ha fatti sentire grandi e “cittadini del mondo”. Queste esperienze stupende e stimolanti li accompagneranno nel loro percorso di vita.
La spinta motivazionale è decisamente importante per l’apprendimento di tutti gli studenti ed è fondamentale che venga sostenuta dalla conoscenza di come i traguardi prefissati possono essere raggiunti. Esperienze come questa sono un ottimo punto di partenza per quelle che saranno le loro scelte una volta terminati gli studi liceali.

—^—

In copertina, gli studenti udinesi (qui sopra, il gruppo partecipante) a una seduta Onu.

Merci, i documenti richiesti per l’estero trattati in un webinar della Cciaa Pn-Ud

Il Carnet Ata (Admission Temporaire – Temporary Admission) è un documento doganale internazionale che facilita e favorisce la circolazione delle merci in temporanea importazione nei Paesi extracomunitari che aderiscono alla convenzione dedicata. Per conoscere nella pratica come funziona e come richiederlo, la Camera di Commercio Pordenone-Udine ha organizzato un webinar gratuito per gli imprenditori interessati, martedì 5 marzo dalle 14.30 alle 16.
Il Carnet Ata può essere richiesto da imprese attive iscritte alla Camera di Commercio, da privati cittadini o professionisti residenti, nonché da enti pubblici o privati per merci destinate a fiere e mostre, materiale professionale e campioni Durante l’incontro verranno fornite indicazioni sugli strumenti idonei per inoltrare telematicamente alla Camera di commercio la pratica relativa al Carnet Ata.
Per partecipare al webinar basta iscriversi online sul sito della Cciaa Pn-Ud al link https://www.pnud.camcom.it/agenda/webinar-la-richiesta-di-carnet-ata-camera-di-commercio.

—^—

In copertina, la sede udinese della Camera di Commercio Pn-Ud.

Quelle paure che spaventano i bambini nel nuovo appuntamento a Gorizia con i Pomeriggi d’inverno del Cta

di Mariarosa Rigotti

Nuova proposta firmata dal Cta di Gorizia nell’ambito di “Pomeriggi d’inverno”: l’appuntamento è per domani, sabato 24 febbraio, alle 16.30 e troverà spazio sempre al Kulturni Center Bratuž, quando si applaudirà “Bù!” della compagnia Claudio Milani, di e con lo stesso artista.
In questa nuova proposta nell’ambito della stagione di teatro di figura per le famiglie, firmata dal Centro teatro animazione e figure di cui è direttore artistico Roberto Piaggio, sarà dato spazio, come è “tradizione” anche a dell’altro. Infatti, ci saranno le proposte editoriali presentate dalle librerie di Gorizia, e in questa occasione ci sarà la Cattolica, mentre dopo lo spettacolo, nella “sala della merenda” saranno serviti dolci del panificio Iordan e le mele a km zero dell’azienda agricola Rigonat.
Mentre, venendo allo spettacolo, questo si snoderà con una storia che pone l’attenzione su «le paure dei bambini e i sorrisi che le spazzano via». Come viene anticipato, infatti, riguardo la trama: «Bù! è una divertente storia di paura, raccontata da un attore… e da una porta. La porta è in mezzo: da una parte si trova il Bosco Verde, dall’altra il Bosco Nero. Nel Bosco Nero vivono il Ladro, il Lupo, la Strega e il terribile Uomo Nero. Nel Bosco Verde c’è una mamma rotonda come le torte, un papà forte, sette fratelli grandi come armadi e anche un bambino, il piccolo Bartolomeo. Sarà proprio lui, accompagnato dall’inseparabile copertina, ad affrontare le creature del Bosco Nero, fino a sconfiggerle una per volta».
In questo spettacolo di Claudio Milani, come detto, vengono messe in scena «le paure tipiche dei bambini: vengono chiamate con il loro nome e raccontate, per far comprendere ai piccoli spettatori che esse sono patrimonio di tutti, che con un po’ di coraggio si possono sconfiggere e che l’arma migliore per superare le paure è il sorriso».
Una bella proposta, dunque, nell’ambito di Pomeriggi d’inverno che, va ricordato, è una stagione sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Fvg, dal Comune di Gorizia e dalla Fondazione Carigo. Quest’ultima, va sottolineato, con il bando Costruiamo il mio futuro 2023, è a fianco del Cta anche nella realizzazione del progetto Scuole a Teatro 2023/2024.
Per maggiori informazioni e prenotazioni si possono chiamare i numeri 0481.537280 e 335.1753049 o andare su www.ctagorizia.it

—^—

In copertina, Claudio Milani in una scena dello spettacolo in programma domani.

Confcooperative Alpe Adria in assemblea a Palmanova con il teologo Vito Mancuso. Si chiude la presidenza di Paola Benini

Sarà il tema del lavoro a essere centrale nel programma dell’Assemblea di Confcooperative Alpe Adria che si riunirà a Palmanova (Meeting Point) domani, 24 febbraio. Con due ospiti d’eccezione: il teologo Vito Mancuso (professore, scrittore ed editorialista del quotidiano La Stampa), che interverrà all’appuntamento con una riflessione su: “Fare cooperazione tra etica e impresa”, e la giornalista de IlSole24Ore Radiocor, Chiara Di Cristofaro (anche autrice del libro, insieme a Simona Rossitto, “Ho detto no. Come uscire dalla violenza di genere”), che modererà i lavori assembleari.
«Il pensiero del teologo Mancuso, autore del libro dal titolo: “Etica per giorni difficili” sarà da stimolo per tutti noi nella riflessione sulla funzione sociale della cooperazione – spiega la presidente uscente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini –. Come far aderire l’etica all’economia è una bella sfida per chiunque svolga un’attività imprenditoriale in un contesto dove, assai frequentemente, la pratica economica spinta crea fragilità. I valori ai quali, da sempre, si ispira la cooperazione potrebbero rappresentare un buon antidoto per mettere al centro dell’agire economico il benessere delle persone anziché il profitto fine a sé stesso e raggiunto a ogni costo».

Vito Mancuso

L’incontro prenderà avvio alle ore 9.30 e si concluderà verso le 13, al termine del dibattito e delle votazioni per l’elezione del Consiglio Territoriale e del o della presidente che dureranno in carica per il prossimo triennio. Confcooperative Alpe Adria rappresenta 387 imprese con quasi 13.000 addetti, oltre 83.000 soci e ricavi per 693 milioni di euro, dei territori di Gorizia, Trieste e Udine.

—^—

In copertina, la presidente uscente di Confcooperative Alpe Adria Paola Benini.

Confcooperative Pordenone, si chiude l’era di Luigi Piccoli: bilancio di otto anni tra risultati raggiunti e grandi sfide

Luigi Piccoli conclude, con il suo secondo mandato, l’incarico di presidente di Confcooperative Pordenone iniziato a febbraio 2016: otto anni ricchi di risultati raggiunti e grandi sfide, con l’organizzazione che conta 120 cooperative aderenti e attive in sette settori (agricoltura, consumo, turismo-spettacolo, sociale, sanitario, credito, lavoro e servizi). Condurrà l’ente fino all’assemblea elettiva del 26 febbraio prossimo. Per lui, quindi, è tempo di bilanci.
– Qual è stata la sfida più grande in questi otto anni di presidenza?
«Sicuramente l’emergenza sanitaria dettata dal Covid-2019. Il periodo inverno-primavera del 2020 è stato particolarmente duro per tutti, ma fin da subito c’è stata una grande risposta da parte delle nostre associate che aderirono al progetto, avviato da Confcooperative Pordenone, denominato Solidarietà cooperativa e che permise di mettere insieme tutte le iniziative delle cooperative a favore delle persone chiuse a casa durante i lockdown. Poi, nel corso dell’estate, avendo individuato nel settore turismo-spettacolo quello che più stava soffrendo, abbiamo avviato un progetto che sostenne anche quelle cooperative, promuovendone in materia unitaria i servizi, in un momento davvero difficile».
– Quale il cambiamento più grande nella struttura delle cooperative?
«La presenza, sempre maggiore, dei giovani all’interno non solo delle cooperative come soci, ma direttamente nei consigli di amministrazione. Sempre più si prendono carico anche delle presidenze e possiamo dire che è in atto un cambio generazionale che farà il bene del nostro movimento. Di fatto, noi cooperatori con qualche anno in più stiamo passando il testimone ed è una tendenza che stiamo favorendo anche a livello di consiglio provinciale di Confcooperative Pordenone, per guardare al futuro con nuovo entusiasmo in continuità con le nostre radici mutualistiche».
– Quali i risultati raggiunti durante la sua presidenza?
«Proprio in tema giovani la nascita del Gruppo giovani imprenditori che sta già svolgendo i suoi primi progetti, come il recente Hackaton a tema cooperativo, il quale è stato molto partecipato e ricco di spunti. E poi la collaborazione con le scuole, in primis l’Istituto Il Tagliamento di Spilimbergo, per progetti formativi; nonché l’istituzione, primi in Italia, del riconoscimento di Comune delle cooperative, che abbiamo conferito a San Giorgio della Richinvelda e Casarsa della Delizia. Inoltre, la scelta di svolgere i consigli provinciali in forma itinerante, toccando in questi 8 anni molte realtà del territorio e la presenza, sempre costruttiva con le nostre proposte, negli altri enti territoriali quali la Camera di Commercio o la Fondazione Pordenonelegge, solo per citare due esempi. Quindi, l’anniversario per il 70° dalla fondazione nel 2021, che non è stato solo un momento celebrativo ma anche l’occasione per riflettere sul nostro futuro nonché nel 2023 il Coop Corner nel cuore di Pordenone».
– Quali i progetti avviati e che andranno sviluppati nel prossimo mandato?
«Essenzialmente due. Il primo è l’attenzione per le aree montane, che sono fragili a causa dello spopolamento demografico, l’invecchiamento e la carenza di servizi. A Meduno è nata la prima cooperativa di comunità, ma altre dovranno sorgere per continuare a garantire servizi vitali per le popolazioni montane. L’altro progetto è quello del dialogo intersettoriale tra cooperative che svolgono “lavori” diversi ma che possono collaborare. Sono state avviate interessanti sinergie che mi auspico possano crescere e moltiplicarsi».
– Come vede il futuro della cooperazione nel Friuli occidentale?
«Il nostro è un territorio che ha un “dna” cooperativo storico e molto forte: come in passato, saprà fare fronte alle avversità e a dare risposte non solo a livello economico ma anche sociale. D’altronde, siamo un settore anticiclico, capace di preservare l’occupazione pure in periodi di crisi: questo uno degli elementi che mi rassicura sul futuro pur nei tempi difficili che stiamo vivendo. Come detto, il sempre maggiore impegno dei giovani, il dialogo con le altre realtà regionali e nazionali del mondo Confcooperative, il proficuo rapporto con la Diocesi di Concordia Pordenone e l’essere territorio centrale nel quadro del Nordest, sono gli altri punti di forza che potranno aiutare il nuovo presidente assieme al nuovo consiglio provinciale».

—^—

In copertina, il presidente uscente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli.

Da oggi sei lezioni di fotografia a Casarsa: al via il paesaggio di Fabrizio Zanfagnini

Sei lezioni di approfondimento con i fotografi del territorio tra febbraio e aprile a Casarsa della Delizia. Ad organizzare le serate al ridotto del teatro Pasolini è il Circolo Fotografico F64 (gruppo culturale della Pro Casarsa della Delizia Aps) in collaborazione con Città di Casarsa, Unpli e Arcometa, nonché con il sostegno di Banca 360.
«Il Circolo Fotografico f64, che fa parte della Pro Loco di Casarsa – ha sottolineato il coordinatore del Circolo Fotografico f64, Gianni Stefanon, con Giuliano Novello -, con questi sei incontri vuole esplorare il mondo della fotografia andando a scoprire le sue sfaccettature attraverso i racconti di cinque fotografi del nostro territorio che si sono specializzati in un particolare stile fotografico». «Siamo orgogliosi di poter proporre – ha aggiunto Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa – un percorso di approfondimento così interessante ad ingresso libero. Sei serate dedicate alla fotografia in una terra che ha dato i natali a grandi fotografi come il maestro Elio Ciol».
Come detto, le lezioni ad ingresso libero sono rivolte a tutti gli appassionati di fotografia e non solo. Si affronteranno i diversi stili e generi di quest’arte: dal paesaggio al reportage, dalla fotografia naturalistica a quella d’architettura per passare attraverso la pubblicità. I generi da esplorare sono tanti.
Il programma prevede la prima lezione oggi, 23 febbraio, con l’udinese Fabrizio Zanfagnini, fotografo e videomaker, per parlare di paesaggio. Si proseguirà il 1° marzo con Adriano Locci, fotografo e insegnante, per esplorare il mondo del reportage fotografico. L’8 marzo con Claudio Zamparini e Gianni Menta, fotografi naturalisti, si affronterà invece il tema della fotografia naturalistica. Il 15 marzo con Samantha Banetta, fotografa e insegnante, si parlerà di fotografia d’architettura e still life. Quindi, il 22 marzo, con Leonardo Fabris, fotografo e insegnante universitario, si tratterà il tema della fotografia pubblicitaria. A chiudere, il 5 aprile l’ultimo incontro con la proiezione di immagini fotografiche dei membri del Circolo Fotografico F64. Tutti gli incontri avranno inizio alle 20.30, al ridotto del teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa.

Per info: via Whatsapp al numero 338. 7874972 o via mail all’indirizzo segreteria@procasarsa.org

—^—

In copertina, il fotografo e videomaker udinese Fabrizio Zanfagnini.