Con Design Contest Paluzza e Sutrio valorizzano la filiera foresta-legno

A Paluzza e Sutrio stanno entrando nel vivo i lavori di progettazione del Design Contest ideato da Legno Servizi Forestry Cluster Fvg all’interno del Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco” con l’obiettivo di valorizzare il territorio e le filiere locali attraverso il fil rouge della filiera foresta-legno.
Il progetto è coordinato dal Cluster Legno Arredo Casa Fvg e vede coinvolte le imprese della filiera foresta-legno dei Comuni di Paluzza e Sutrio, che ricoprono un ruolo fondamentale per l’economia del territorio, con il contributo delle altre principali attività economiche del territorio, dall’ospitalità al gusto, all’escursionismo.
Il Design Contest è in programma alla fine di giugno, con il coinvolgimento di tre classi provenienti da scuole superiori di secondo grado (una friulana, una austriaca e una slovena) e con la guida di quattro Design Senior. L’output finale sarà la realizzazione di alcuni oggetti in legno che valorizzano le principali filiere locali, supportandone la conoscibilità anche e soprattutto al di fuori dei due Comuni attraverso un simbolo che permanga nel tempo. Gli studenti saranno ospitati per tre giornate, durante le quali – raccogliendo input e ispirazione dalla conoscenza diretta delle realtà locali – progetteranno e parteciperanno attivamente alla realizzazione dei prototipi, affidata alle aziende dei due paesi.
Di tutto ciò si è parlato nel corso di un incontro avvenuto nel Municipio di Paluzza, presenti il direttore del Cluster Legno Arredo Casa Fvg Carlo Piemonte, il sindaco di Sutrio Manlio Mattia e il vicesindaco di Paluzza Luca Scrignaro, rappresentanti delle realtà ricettive e di ristorazione della zona e dei partner del progetto “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.  Dopo le fasi preliminari della messa a punto del progetto – con l’analisi del contesto, l’identificazione delle filiere da coinvolgere e la ricerca delle scuole – si entra ora nel vivo dell’operatività.

Lingua friulana, Cinto Caomaggiore nell’Aclif: tre i Comuni veneti. Entrano anche Manzano, Pocenia e Buja

Salgono a 145 i Comuni aderenti all’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, sorta nel 2015 e unica realtà istituzionale che unisce le comunità dove è parlata e riconosciuta la lingua friulana. Tra i nuovi aderenti anche Cinto Caomaggiore, Comune della Città metropolitana di Venezia facente parte del Friuli storico. Una presenza che si va ad aggiungere a quelle di altri due municipi di fuori regione, ovvero San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto. Inoltre, sono entrati i Comuni di Manzano, Pocenia e Buja.

Il presidente Daniele Sergon.


«Diamo il benvenuto a questi Comuni che hanno aderito di recente. Adesioni – sottolinea il presidente dell’Assemblea Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli – che testimoniano come la lingua friulana sia ancora un forte elemento identitario per le comunità che risiedono sul nostro territorio, non solo in Friuli Venezia Giulia ma anche in quella parte di Friuli storico, compreso nel fu Mandamento di Portogruaro, che ora fa parte del Veneto. Come non ci stancheremo mai di ricordare, far parte dell’Aclif è una libera scelta dei Comuni, una decisione che nasce e cresce dal basso. Questa dimensione interregionale allarga ulteriormente i nostri orizzonti di promozione e tutela dell’uso della lingua friulana. Coinvolgeremo i nuovi aderenti nei nostri vari progetti: convegni e corsi di formazione per gli enti locali, scambi di esperienze con le altre minoranze linguistiche d’Italia, iniziative per aiutare i Comuni a diffondere l’uso della lingua friulana e la conoscenza della cultura, sostegno a programmi radiotelevisivi ecc.».
Per coinvolgere tutti i territori friulanofoni, l’Aclif riunisce il suo consiglio direttivo in modalità itinerante. «E uno dei prossimi consigli – conclude Sergon – sarà in programma proprio in uno dei 7 Comuni del Veneto in cui la lingua friulana è tutelata. Sarà un importante momento d’incontro e dialogo». Oltre a San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto e Cinto Caomaggiore, infatti, fanno parte dell’area tutelata pure i Comuni di Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e Portogruaro: tutti e quattro potranno liberamente, con una decisione dei rispettivi consigli comunali, aderire all’Aclif.

I Comuni aderenti all’Aclif sono Aiello del Friuli, Amaro, Aquileia, Arba, Arta Terme, Artegna, Aviano, Basiliano, Bertiolo, Bicinicco, Buja, Buttrio, Camino al Tagliamento, Campoformido, Campolongo Tapogliano, Capriva del Friuli, Carlino Casarsa della Delizia, Cassacco, Castelnovo del Friuli, Castions di Strada, Cavasso Nuovo, Cavazzo Carnico, Cercivento, Cervignano del Friuli, Chiopris Viscone, Chiusaforte, Cinto Caomaggiore, Claut, Clauzetto, Codroipo, Colloredo di Monte Albano, Comeglians, Cordovado, Cormòns, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Dogna, Dolegna del Collio, Fagagna, Fanna, Farra d’Isonzo, Fiumicello Villa Vicentina, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Forni Avoltri, Forni di Sotto, Frisanco, Gemona del Friuli, Gonars, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Lauco, Lestizza, Lignano Sabbiadoro, Majano, Maniago, Manzano, Mariano del Friuli, Martignacco, Medea, Meduno, Mereto di Tomba, Moggio Udinese, Moimacco, Monfalcone, Montenars, Moraro, Morsano al Tagliamento, Mortegliano, Moruzzo, Mossa, Muzzana del Turgnano, Osoppo, Ovaro, Pagnacco, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Paluzza, Pasian di Prato, Paularo, Pavia di Udine, Pocenia, Pontebba, Porpetto, Povoletto, Pozzuolo del Friuli, Precenicco, Premariacco, Prepotto, Ragogna, Raveo, Reana del Rojale, Remanzacco, Resiutta, Rigolato, Rive d’Arcano, Rivignano Teor, Romans d’Isonzo, Ronchis, Ruda, Sagrado, San Daniele del Friuli, San Giorgio della Richinvelda, San Giorgio di Nogaro, San Giovanni al Natisone, San Lorenzo Isontino, San Martino al Tagliamento, San Michele al Tagliamento, San Quirino, San Vito al Tagliamento, San Vito al Torre, San Vito di Fagagna, Sauris, Sedegliano, Sequals, Sesto al Reghena, Spilimbergo, Talmassons, Tarcento, Tarvisio, Tavagnacco, Teglio Veneto, Terzo di Aquileia, Tolmezzo, Torviscosa, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Trasaghis, Travesio, Treppo Ligosullo, Treppo Grande, Tricesimo, Udine, Valvasone Arzene, Varmo, Venzone, Verzegnis, Villa Santina, Villesse, Visco, Vito d’Asio, Zoppola, Zuglio.

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In copertina, la Chiesa parrocchiale di Cinto Caomaggiore nel Veneziano.

Vigili del fuoco volontari più efficienti: sono un motivo di sicurezza per l’estate a Lignano Sabbiadoro, ma anche a Grado

«L’Amministrazione regionale ha sempre ritenuto decisiva e importante la presenza h24 del Corpo dei Vigili del Fuoco a Lignano durante la stagione di maggiore afflusso perché implica non solo un fatto prioritario, ovvero la sicurezza per i cittadini, ma anche un forte motivo di attrattività in quanto territori con presidi capillari incentivano i turisti a sceglierli come destinazione privilegiata». Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione dei lavori di ampliamento della caserma del Distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Lignano Sabbiadoro, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario agli Interni con delega ai Vigili del Fuoco, Emanuele Prisco.

Il Distaccamento nasce nel 1970 e oggi vede attivi una ventina di pompieri volontari, cui si aggiunge – nei mesi della stagione estiva – una squadra permanente di cinque membri, visto l’incremento esponenziale di popolazione durante l’estate. Il distaccamento conta mediamente 500 interventi l’anno. Il comandante provinciale di Udine Giorgio Basile ha fatto notare che gli interventi negli ultimi dieci anni (2013-2023)sono aumentati del +46%.
I lavori di ristrutturazione, per un importo complessivo di 780 mila euro a carico del Comune, hanno creato un’autorimessa da 300 metri quadri e un magazzino, e hanno portato al completo rifacimento degli impianti interni, dei servizi igienici e degli impianti idrici. L’operazione è il risultato della collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Lignano Sabbiadoro e il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Udine che ha portato ad un accordo di programma con cui è stato possibile trasferire i fondi finanziari. «A questo si abbina il costante finanziamento che la Regione prevede, anche se su questa materia non ha competenza diretta – ha aggiunto Fedriga – sia per il Distaccamento estivo di Lignano che per quello di Grado».
Il governatore ha quindi riservato un ringraziamento speciale ai volontari, per cui ha sottolineato un’attenzione di lunga data. «Uno dei primi emendamenti presentati in Commissione lavoro di cui facevo parte – ha ricordato a margine dell’inaugurazione – è stato una misura di tutela in caso di infortuni occorsi ai volontari dei Vigili del Fuoco: si tratta di un’eccellenza nazionale che si sviluppa ancora di più in Friuli Venezia Giulia, terra modello per la presenza della sua Protezione civile e di un radicato volontariato diffuso».

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In copertina, l’ampliata caserma dei pompieri volontari di Lignano Sabbiadoro; all’interno, due immagini della cerimonia inaugurale durante l’intervento del governatore Fedriga.

Vola il progetto “Welfare territoriale” del Nip Maniago: oltre 270 mila euro a beneficio della zona durante le festività

Brucia le tappe il progetto di Welfare territoriale del Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone: a metà marzo compirà il suo primo anno di azione, ma già a inizio febbraio è stato tagliato, con un mese di anticipo, il traguardo delle prime 30 aziende aderenti. A esse si aggiungono 120 realtà commerciali e fornitori di servizi, in cui i dipendenti delle aziende tramite una app possono “spendere” il proprio credito welfare. In questo modo, sono già stati immessi nell’economia locale di Maniago e dintorni oltre 270 mila euro. Ora spazio alla fase due del progetto: prossimamente quattro aziende capofila (Vetreria Sacilese, Mouldsolutions, Signum e Fox, le quali fanno anche parte del progetto Conciliamo) saranno partner di un evento speciale in cui aggiorneranno i propri dipendenti sulle possibilità del progetto.
«Evento – commenta il presidente del Nip, Renato Piazza – che abbiamo pensato come momento d’incontro coinvolgente, ma strutturato anche in modo da avere un alto valore informativo. Grazie alle quattro aziende capofila per il supporto e la disponibilità in questa nuova fase del progetto: potremmo illustrare ai loro dipendenti tutte le opportunità del Welfare territoriale».
Come è noto, il progetto innovativo di Welfare territoriale per la prima volta in Italia – partendo dall’ascolto di imprese, dipendenti ed esercenti – lavora per incrementare il benessere in azienda e nel territorio con una piattaforma digitale territoriale scalabile, nonché a far crescere il commercio di zona. I dipendenti delle aziende aderenti al progetto possono, infatti, spendere i propri crediti welfare nei negozi partecipanti tramite l’apposita app Ollipay e la piattaforma WelfareFVG.
Le aziende che hanno aderito al progetto sono 30 e di queste 24 hanno già caricato il credito sulla piattaforma per un totale di 450 mila euro. Di questo, come detto, oltre 270 mila euro sono già stati spesi, principalmente nel periodo natalizio quando il progetto ha fatto parte delle iniziative del Natale Maniaghese.
«Per questo – conclude Piazza – voglio ringraziare, assieme alle aziende aderenti, anche i commercianti che con la loro adesione hanno contribuito a diffondere ancora di più il progetto. Un’iniziativa che unisce lo sviluppo economico a quello sociale, favorendo il giusto rapporto tra settore produttivo e dei servizi nel nostro territorio di riferimento. Inoltre, non dimentichiamo che la dimensione locale contribuisce a diminuire le emissioni e a rendere il progetto sostenibile anche dal punto di vista ambientale. Tale è il successo che anche altre zone industriali ci hanno chiesto informazioni su come replicarlo nelle loro realtà».

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In copertina, il presidente Renato Piazza; qui sopra, la sede del Nip a Maniago.

Conto alla rovescia per Open Dialogues: Udine già animata con le sue immagini

Blu, giallo, arancione e verde. Le frecce colorate di “Open Dialogues for the future” stanno spuntando nel cuore di Udine sotto forma di grandi totem nelle principali piazze, scritte stampate sul suolo e adesivi con qr per iscriversi in movimento, mentre si fa una passeggiata in centro. È pronto a rendere di nuovo Udine protagonista del dibattito sulla geopolitica e l’economia il forum voluto dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine in collaborazione con The European House–Ambrosetti, in programma giovedì 7 e venerdì 8 marzo con la direzione scientifica di Federico Rampini. Ogni colore contrassegnerà una delle quattro sedi (https://opendialogues.eu/contatti/) in cui si terranno i dibattiti quest’anno: alla sede della Camera di Commercio in piazza Venerio e alla Chiesa di San Francesco, dove si è concentrata la prima edizione, si uniscono infatti il Salone del Parlamento del Castello e il prezioso palazzo della Fondazione Friuli in via Gemona. Ogni mezza giornata del forum avrà infatti un tema e un luogo dedicato, grazie alla collaborazione e al sostegno di partner come Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, e al patrocinio del Ministero delle imprese e Made in Italy e Unioncamere.

L’evento vuole essere una piattaforma di confronto che coinvolge esperti, accademici, leader d’impresa e responsabili istituzionali, per promuovere una migliore comprensione di una serie di eventi che rendono il 2024 un anno cruciale a un livello senza precedenti in tutto il mondo.
Open Dialogues for The Future si articola su due giornate suddivise in diversi panel tematici. Il primo giorno è dedicato ad approfondire gli scenari geopolitici e geoeconomici a livello mondiale, dibattendo su quale ruolo per l’Europa e le possibili evoluzioni del binomio Italia – Germania (mattino in Cciaa e pomeriggio in Fondazione). Il secondo giorno (mattino in Castello e pomeriggio in San Francesco) vede al centro della discussione il “mondo atlantico” con un focus sugli Stati Uniti d’America, sulle dinamiche in atto nella superpotenza e le strategie internazionali, compreso un focus sui rapporti economici fra Usa e Friuli Venezia Giulia. Chiude il forum un momento dedicato al tema Youth Leadership e alla promozione della crescita dei giovani attraverso la possibilità di acquisire conoscenze e competenze per costruire la propria leadership futura.
I panel di Open Dialogues for The Future saranno a ingresso libero su prenotazione, da effettuare tramite modulo online da www.opendialogues.eu, sito ufficiale della manifestazione, dove sarà disponibile il programma aggiornato in tempo reale e da dove si potranno anche vedere in streaming le dirette dei dibattiti e seguire le news.

È possibile seguire l’evento sui social network attraverso l’hashtag dedicato #Odff2024 e su questi canali: Camera di Commercio di Pordenone-Udine: UP! Economia – YouTube, Instagram, Facebook, e LinkedIn; The European House-Ambrosetti: X e LinkedIn.

Odff2024 ha come media partner la RAI FVG e TGR, il Corriere della Sera, l’Ansa, il Messaggero Veneto e Telefriuli.

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In copertina e all’interno i segni in città dell’arrivo della manifestazione.

Carcerazione Oleg Orlov, dispiacere a Trieste per la “Fondazione Luchetta”

La Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin e il Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta hanno espresso il loro «più profondo dispiacere» per la notizia, appena giunta, relativa alla condanna e carcerazione di Oleg Orlov, Premio Nobel per la Pace e cofondatore nonché copresidente dell’Ong Memorial International, vincitrice del Premio Speciale Luchetta 2022.
«Siamo addolorati e costernati davanti a questa ennesima palese violazione dei diritti umani», dichiara la presidente della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, Daniela Schifani Corfini, ribadendo quanto «siamo orgogliosi che la Fondazione abbia premiato Memorial, un’associazione che il regime di Putin vuole evidentemente mettere a tacere. La Fondazione continuerà a sostenere le persone e le associazioni che in Russia e in ogni parte del mondo operano per la libertà e la difesa dei diritti umani».

Info e contatti
premioluchetta.com
fondazioneluchetta.eu

Invito sul Carso triestino dal Bosco Bazzoni alla Grotta Nera che farà scoprire come viveva l’uomo preistorico

Per le escursioni “Piacevolmente Carso d’inverno”, domenica 3 marzo la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 una visita guidata a “Il Bosco Bazzoni e la Grotta Nera”, a Basovizza. Con la collaborazione del Gruppo Speleologico San Giusto.
Una passeggiata nel Bosco Bazzoni, frutto dei rimboschimenti dell‘800. Segue la visita guidata alla Grotta Nera, con il Gruppo Speleologico San Giusto. Qui sono stati ricostruiti quattro siti che illustrano la vita dell’uomo preistorico che abitava il Carso triestino. Si rientrerà poi lungo il ciglione carsico, con panorama sul mare e la Val Rosandra.
Ritrovo alle ore 9.10 alla Foiba di Basovizza (raggiungibile con il bus 51 da Trieste, fino al centro di Basovizza; poi circa 12 minuti a piedi). Posti limitati: è richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Costi: interi € 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6.
Le escursioni “Piacevolmente Carso” proseguiranno domenica 17 marzo, sempre dalle 9.30 alle 13, con “Da Opicina a Fernetti”: un itinerario pianeggiante tra rocce calcaree, doline e le fioriture di primavera. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Cornioli in fiore e Val Rosandra.


“Piacevolmente Carso” è organizzato dalla cooperativa Curiosi di natura, con il patrocinio di: AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle Cooperative) e in collaborazione con l’URES – SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena – Slovensko Dezelno Gospodarsko Zdruzenje), Sapori del Carso e i Gruppi d’Iniziativa Territoriale di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli ha passato il testimone a Fabio Dubolino

Fabio Dubolino è il nuovo presidente di Confcooperative Pordenone. L’associazione – che racchiude 120 coop (più del 70% di tutte quelle presenti in Friuli occidentale) e il cui fatturato sopra i 577 milioni di euro – si è riunito infatti a Palazzo Montereale Mantica per l’assemblea generale sul tema “Lavoro – Comunità – Futuro: la funzione sociale della cooperazione” che si è conclusa con il rinnovo delle cariche sociali per i prossimi quattro anni.
Luigi Piccoli, presidente uscente che ha concluso il suo secondo mandato, ha quindi passato il testimone a Fabio Dubolino. Classe 1981 (sta per compiere 43 anni) e residente a Porcia, è presidente della cooperativa Nuove tecniche, della quale assieme ad altri soci ha sviluppato il settore multimedia. Referente del settore cultura nel consiglio provinciale uscente, ha ricoperto anche gli incarichi di vicepresidente di Confcooperative Pordenone (2016-2019) e vicepresidente vicario (2020-2023). Altre sue esperienze la presidenza dell’ente formativo SoForm e quella di copresidente nazionale del Gruppo giovani di Confcooperative (dal 2016 al 2020).
I lavori coordinati dal direttore di Confcooperative Pordenone Marco Bagnariol, hanno visto all’ordine del giorno, oltre alla relazione di Piccoli e il dibattito, anche alcune modifiche statutarie e le sopracitate elezioni.

LE ELEZIONI – Assieme al nuovo presidente Fabio Dubolino sono stati eletti nel nuovo consiglio provinciale Alessandro Leon (Vivai cooperativi Rauscedo), Armando Spagnolo (Circolo agrario friulano), Fabio D’Andrea (Cantina Rauscedo), Laura Bertolin (Cantina Ramuscello San Vito), Enrico Salvador (Vini San Giorgio), Pier Vito Quattrin (Co.Pro.Pa.), Antonio Della Toffola (Centro intercomunale essiccazione mais), Fabrizio Truant (Frutta Friuli), Alessandro Driussi (Venchiaredo), Sabrina Francescutti (Coop Casarsa), Umberto Scodeller (Cooperative agricole), Nadir Ermanno Sandrini (Piancavallo 1256), Giuliano Biasin (Esibirsi), Roberta Tossutto (Ortoteatro), Giulia Romanin (Polinote), Hanna Genuzio (Coop Fai), Valter Bortolussi (Fvg servizi), Luca Luison (Il Piccolo Principe), Ilaria Miniutti (Futura), Andrea Castellarin (Nuovi vicini), Antonella Donadel (Coop Acli), Giorgio Carniello (Credima), Loris Paolo Rambaldini (Bcc Pordenonese Monsile), Lino Mian (Banca 360 Fvg), Francesco De Val (Sinergy360).
Contestualmente è stato eletto anche il Collegio dei revisori dei conti: presidente Paolo Fabris; componenti effettivi Alberto Poggioli e Fernando Padelletti, componenti supplenti Mario Tauro e Barbara Sacilotti. Eletti anche i delegati all’assemblea regionale e all’assemblea nazionale di Confcooperative, anch’esse chiamate nei prossimi mesi a rinnovare i propri organi.

GLI INTERVENTI – Nell’augurare buon lavoro al successore e suo vice nei due mandati, Luigi Piccoli ha ricordato come il Friuli occidentale abbia un “dna” cooperativo storico e molto forte, elemento che rassicura sul futuro pur nei tempi difficili che si stanno vivendo. “Il sempre maggiore impegno dei giovani – ha ricordato -, il dialogo con le altre realtà regionali e nazionali del mondo Confcooperative, e l’essere territorio centrale nel quadro del Nordest, sono gli altri punti di forza che potranno aiutare il nuovo presidente assieme al nuovo consiglio provinciale”.
“Ripartiamo – gli ha fatto eco Fabio Dubolino ringraziando il predecessore – dai percorsi intrapresi in questi anni per renderli ancora più forti: presenza attiva dei giovani nelle cooperative, dialogo e collaborazione intersettoriale tra cooperative, ascolto alle esigenze del territorio e una grande attenzione per l’innovazione. Sono questi i punti su cui fin dal primo incontro del nuovo consiglio provinciale, con il supporto della direzione e degli uffici di Confcooperative Pordenone, lavoreremo”.

LE AUTORITÀ – Tra le autorità presenti in assemblea e che hanno portato il loro saluto il viceministro ad Ambiente e sicurezza energetica onorevole Vannia Gava (in collegamento), l’assessore regionale al Turismo e attività produttive, Sergio Emidio Bini, che ha portato i saluti del presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. “Dentro le importanti sfide che l’economia del Friuli Venezia Giulia sta oggi affrontando con grande capacità di reazione e di risposte – ha detto Bini – l’asse portante del tessuto produttivo rappresentato dal sistema delle cooperative mostra come, anche nei momenti più difficili, si possa fare impresa rimanendo sul mercato con il “valore aggiunto” dato dalla storica attenzione alla solidarietà, alla partecipazione, al benessere sociale, ai territori e alle persone”.
Presenti anche gli assessori regionali Stefano Zannier e Cristina Amirante, il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, i sindaci dei Comuni delle cooperative Michele Leon (San Giorgio della Richinvelda) e Claudio Colussi (Casarsa della Delizia), oltre al sindaco di Fiume Veneto Jessica Canton, al presidente di Concentro Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pordenone Udine Silvano Pascolo, al presidente della Magnifica Comunità Montana Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio Dino Salatin. Per la Diocesi di Concordia Pordenone il vicario generale monsignor Roberto Tondato.
Per il mondo Confcooperative presenti il presidente regionale Daniele Castagnaviz (con il segretario regionale Nicola Galluà), il presidente Federsolidarietà Fvg Luca Fontana, il presidente di Fondosviluppo Fvg Giuseppe Graffi Brunoro, il presidente di Fedagripesca Fvg Venanzio Francescutti, il presidente di Finreco Tomaso Pietro Fabris. E, inoltre, il delegato di Confindustria Alto Adriatico Gianfranco Bisaro, il presidente di Sviluppo & Territorio Alberto Marchiori, il presidente del Teatro comunale Giuseppe Verdi Giovanni Lessio. Per Legacoop Fvg la presidente Michela Vogrig, per la Regione il direttore Attività produttive Massimo Giordano, il direttore Montagna Leader Pier Giorgio Sturlese e il direttore della Caritas Diocesana Andrea Barachino.

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In copertina, il nuovo presidente Fabio Dubolino con l’uscente Luigi Piccoli; all’interno, i loro interventi di fronte all’assemblea di Confcooperative Pordenone a Palazzo Montereale Mantica.

(Foto Nuovetecniche Pavan)

Museo del caffè, oggi a Trieste si riparte con il film “Bar Sport”. Poi in marzo appuntamento con un nuovo cenacolo

(f.s.) Fervore di attività con numerose iniziative e appuntamenti in calendario per questi giorni a cura dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, diretta da Gianni Pistrini. Si inizierà quetso pomeriggio con una proiezione cinematografica nell’auditorium dell’Itis (via Pascoli 31, entrata all’angolo di via Conti), correlata alla mostra “Viaggiando nella terra del caffè”, di cui è ancora visitabile la bella sezione dedicata ai caffè storici di Trieste, esposta nel salone bar dello stesso Istituto.
Il film proposto in quest’occasione sarà il mitico “Bar Sport” (2011, 93’), tratto dall’omonimo romanzo di Stefano Benni, per la regia di Massimo Martelli, con Claudio Bisio, Giuseppe Battiston, Antonio Catania, Bob Messini, Antonio Cornacchione, Angela Finocchiaro, Lunetta Savino, Claudio Amendola, Teo Teocoli.
Ambientato alla metà degli anni Settanta, il film racconta, in un’atmosfera di comicità surreale, episodi di vita quotidiana che coinvolgono clienti abituali e avventori di un modesto bar della provincia bolognese. La proiezione, con inizio alle ore 16.30, sarà a ingresso libero, ma, per opportuna disposizione, considerando la prevedibile presenza anche di ospiti anziani dell’Istituto, sarà richiesto di indossare prudenzialmente una mascherina “chirurgica” protettiva. Per la capienza limitata della sala si consiglia anche la prenotazione, telefonando al numero 371.5414048.

La mostra, che propone bellissime foto d’epoca dei nostri caffè, messe a disposizione dalla società Hausbrandt e dalla Fondazione Assicurazioni Generali, è visitabile, come detto nel Salone Bar, anch’essa con ingresso libero, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Entrambe le iniziative sono curate da Bruno Vajente di Amdc con Mariagrazia Stepan e sono state realizzate grazie alla preziosa ospitalità e collaborazione dell’Istituto Triestino per gli Interventi Sociali.
Per le successive giornate di inizio marzo, l’Associazione guidata da Gianni Pistrini ha poi in programma, per giovedì 7, all’Hotel Savoia Excelsior, alle ore 17.30, il quinto incontro del ciclo 2023-2024 dei “Cenacoli del Caffè”, stavolta dedicato al tema “Lo Spazio, fra ricerca e business”, relatrice la professoressa Anna Gregorio Michelazzi; per il giorno seguente, venerdì 8, dalle ore 15.30 alle 17, nuova apertura straordinaria (dopo l’ottimo risultato della precedente tornata) del “Magazin de cafè” di via Aldo Manuzio 10/B (San Vito-Campi Elisi), con le sue interessanti collezioni di reperti caffeicoli ed emporiali della nostra Città.

Per ulteriori informazioni: amdctrieste@gmail.com, sito web: https://www.amdctrieste.it

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In copertina, la locandina del film che oggi sarà proiettato all’Isis di Trieste.

Campane a festa in Friuli per il nuovo arcivescovo. Riccardo Lamba nato in Venezuela: vado in una terra di emigranti che ha sofferto ed è ricca di umanità

di Giuseppe Longo

Campane a festa ieri, in Friuli, per dare il benvenuto al nuovo arcivescovo metropolita di Udine. Papa Francesco ha, infatti, deciso che il titolare della Chiesa dei Santi Ermacora e Fortunato sia Riccardo Lamba, 67 anni, il quale – fatto più unico che raro – arriva da Roma, dove da due anni è vescovo ausiliare, ed è nato nel lontano Venezuela, a Caracas, in una famiglia di emigranti italiani. Succederà a monsignor Andrea Bruno Mazzocato il quale, per raggiunti limiti di età, in autunno aveva rimesso il mandato nelle mani del Pontefice: il presule, originario della trevigiana Preganziol, era in Friuli da quindici anni. «Vado in una terra che non conosco – ha detto monsignor Lamba -, ma dove ho carissimi amici. Mi immagino questa terra, che ha molto sofferto e ha avuto grandi fenomeni di migrazioni, ricca di umanità, dove la fede si è incarnata in tanti Santi e resa visibile attraverso l’arte».

L’annuncio di monsignor Mazzocato.


L’annuncio ufficiale, dopo che la notizia era già ampiamente circolata, è avvenuto in contemporanea venerdì a mezzogiorno, a Udine e a Roma. In Friuli è stato lo stesso monsignor Mazzocato – d’ora in poi soltanto amministratore apostolico per il periodo della sede vacante – a riferire quale sarà il suo successore. «Ho chiesto questa improvvisa convocazione – ha affermato il presule uscente – per un annuncio molto importante per la nostra Chiesa diocesana; notizia, peraltro, già circolata attraverso i social. Alcuni giorni fa, il nunzio apostolico mi ha comunicato che Papa Francesco ha accettato definitivamente le mie dimissioni da arcivescovo della nostra Arcidiocesi e ha nominato come mio successore sua eccellenza monsignor Riccardo Lamba, attualmente vescovo ausiliare di Roma». Il suo ingresso avverrà «presumibilmente nella seconda metà di aprile», quindi dopo le feste pasquali.  Nell’Urbe, invece, è stato il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma, a dare l’annuncio della nomina del Pontefice nella sede del Vicariato in Laterano. «Il sacerdote e il vescovo – ha detto il porporato – sono di per sé in cammino, pellegrini. La Chiesa di Roma continua a essere generosa, in questa fase è chiamata a donare. Ci dispiace perché il tempo insieme non è stato lungo – ha affermato riferendosi appunto alla generosa collaborazione del vescovo Lamba -, però contenti perché prenderai la responsabilità di una diocesi così grande e così bella». Va detto, infatti, che l’Arcidiocesi di Udine, che va dal mare di Latisana e Lignano e Marano alle montagne di Tarvisio e della Carnia, fino a Sappada in terra cadorina (ma da alcuni anni nella Regione Friuli Venezia Giulia), è una fra le più vaste d’Italia.
Dopo appena due anni come ausiliare per il settore est dell’Urbe, monsignor Lamba – che si era laureato in medicina prima di entrare in seminario – si appresta, dunque, a raggiungere il Friuli. Aveva ricevuto la consacrazione episcopale il 27 maggio 2022, quando gli erano stati affidati l’ambito della Chiesa ospitale e “in uscita” e il servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Per cui ora lo aspetta la guida della storica Arcidiocesi di Udine che, assieme a quella di Gorizia, raccolse l’eredità del glorioso Patriarcato dopo la sua soppressione. Proprio in ricordo dell’antica Chiesa di Aquileia – non a caso si chiama Patriarcato la piazza dove sorge la sede episcopale -, soltanto l’arcivescovo di Udine ha il privilegio di indossare l’abito corale, lo zucchetto, la fascia e la filettatura della talare di un colore simile alla porpora cardinalizia, detto “rosso patriarchino”. E lo stemma prevede il galero (cappello) verde. Al titolare dell’Arcidiocesi friulana spetta anche il titolo onorifico di abate di Rosazzo, lo storico monastero benedettino che domina le colline sopra Manzano.

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In copertina, monsignor Riccardo Lamba nuovo arcivescovo metropolita di Udine.