Udine, la Rai in friulano e in ladino oggi in un convegno a Palazzo Mantica

La Rai in friulano e in ladino oggi a Udine. L’esperienza dei programmi e dei telegiornali in lingua ladina come prospettiva per uno sviluppo simile dell’offerta del sistema radiotelevisivo pubblico anche in lingua friulana: nel capoluogo friulano questo pomeriggio si farà il punto sulla situazione delle due minoranze nel convegno “Rai tal Friûl – Le prospettive per la tutela nel servizio pubblico radiotelevisivo” a Palazzo Mantica (via Manin 18) alle ore 17.30. Organizzazione a cura di Società Filologica Friulana e Assemblea della comunità linguistica friulana.
Dopo i saluti introduttivi di Federico Vicario, presidente Sff, e di Daniele Sergon, presidente Aclif, si entrerà nel vivo dei lavori. Cristiano Degano, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, tratterà il tema “Rai e minoranze linguistiche del Friuli Venezia Giulia: un percorso che parte da lontano”. Mateo Taibon, giornalista ladino, racconterà invece i “Programmi e informazione in lingua ladina: l’esperienza di RAI Ladinia”. Dopo il dibattito le conclusioni saranno affidate a Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Il programma televisivo di Rai Ladinia è di tipo generalista, con il telegiornale TraiL (trasmesso sulle frequenze da RAI 3bis) e con documentari e programmi d’informazione focalizzati sulle vallate ladine. Il programma radiofonico in lingua ladina è ancora più ampio rispetto a quello televisivo: propone infatti due notiziari dal lunedì al sabato, la domenica una sola edizione, e programmi di attualità tutti i giorni della settimana. Ci sono anche un sito web e una pagina Facebook dedicata. Attualmente la programmazione è di 100 ore annuali, mentre l’organico è composto da 10 giornalisti (prossimamente saliranno a 11), 4 programmisti e vari collaboratori. La sede centrale è a Bolzano.
Numeri a cui la programmazione in friulano in Rai dovrebbe arrivare anche secondo la politica regionale: come già reso noto, è infatti dello scorso 1° febbraio l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia della mozione sulle convenzioni tra Governo e Rai nel merito della promozione delle trasmissioni radiotelevisive nelle lingue minoritarie, a partire dal friulano. Mozione che i consigli comunali delle 145 realtà aderenti all’Aclif in questi giorni stanno facendo propria con un ordine del giorno.

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In copertina, la bandiera del Friuli storico farà da sfondo al convegno odierno.

Trieste, la de Banfield scende in piazza per celebrare la Settimana del cervello

L’Associazione de Banfield scende letteralmente in piazza per celebrare la Settimana del Cervello®, la campagna globale di sensibilizzazione per favorire il sostegno alle scienze del cervello. Con la co-organizzazione del Comune di Trieste e il contributo della Fondazione Finney, a partire da ieri è allestita nella centralissima Piazza della Borsa una struttura modulare per ospitare fino a domenica l’evento “Il Cervello scende in Piazza” per parlare dei diversi modi per invecchiare al meglio. Alla presentazione per la stampa, sono intervenute la vicepresidente dell’Associazione de Banfield, Mariella Magistri, e la rappresentante dell’associazione Christina Sponza.

Le animatrici della struttura in piazza.


Le professioniste dell’Associazione de Banfield sono presenti nello stando ogni giorno tra le 9 e le 19 per informazioni e consulenze sull’assistenza a domicilio e il caregiving. In programma, inoltre, un ciclo quotidiano di conferenze sui temi del cervello e dell’invecchiamento sano e attivo, giochi per l’allenamento del cervello, esercizi di stimolazione cognitiva, screening e consulenze personalizzate. L’ingresso allo stand è libero.
Dopo l’avvio delle attività avvenuto ieri, con la prima delle conferenze – Maria Luisa Princivalli, già professoressa di Analisi Matematica all’Università di Trieste e Matematica e Fisica al Liceo Petrarca, cofondatrice dell’Università della Terza Età “Danilo Dobrina”, è stata protagonista dell’incontro “Invecchiare bene e con energia”, sui temi dell’invecchiamento attivo -, si prosegue oggi con “Mangi con il cervello!” con la biologa nutrizionista Chiara Modricky che spiegherà come la nostra alimentazione abbia un ruolo fondamentale nel migliorare la nostra salute fisica e mentale. Domani, invece, spazio all’incontro “Il cervello attraverso le diverse età” con il neurobiologo e professore di Neurobiologia Cellulare all’Università di Trieste Enrico Tongiorgi, quando si approfondirà le diverse fasi di vita del cervello. Sabato, poi, incontro dal titolo “Musica, percorsi terapeutici e cervello” con la musicoterapeuta e presidente dell’Associazione di musicoterapia Aulós Chiara Maria Bieker. Domenica, infine, alle 16.30, l’appuntamento “Allenamento del cervello, tra metodi tradizionali e realtà immersiva” con l’enigmista Giorgio Dendi e il creative technologist Antonio Giacomin: con loro scopriremo giochi ed esercizi, sia analogici che tecnologici, per tenere attivo il cervello. Sempre nella giornata di domenica, dalle 10 alle 12, si terranno anche due speciali laboratori con Giacomin attraverso l’utilizzo dei visori VR di Realtà Virtuale e immersiva. La partecipazione all’evento è totalmente gratuita, sia per quanto riguarda le attività da svolgere all’interno dello stand, sia per quanto riguarda le conferenze.

A Gorizia i bambini scoprono l’orto. Domenica sul Carso da Opicina a Fernetti

Per il progetto “Quanto vale un petalo?”, sabato 16 marzo la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 10.30 alle 11.30 al Mercato coperto di Campagna Amica di Gorizia, in via IX Agosto 4/b, “L’anno dell’orto”: un laboratorio-gioco gratuito per bambini, sui prodotti dell’orto e degli alberi da frutto, il valore della biodiversità e di un’agricoltura rispettosa della natura. In collaborazione con Coldiretti – Campagna Amica di Gorizia.
Disponibile anche in sloveno, il laboratorio è rivolto a bambini dai 7 anni in su, e ai genitori. Partecipazione è gratuita; prenotazioni a: curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook. Il progetto “Quanto vale un petalo?” è finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per le attività di divulgazione della cultura scientifica.

Invece, per “Piacevolmente Carso d’inverno”, domenica 17 marzo la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 l’escursione a passo lento “Da Opicina a Fernetti”. Un suggestivo itinerario pianeggiante, tra affioramenti di rocce calcaree, grotte, doline e le prime fioriture di primavera. Si potranno ammirare le pietre modellate dalla pioggia – con buchi, solchi e scannellature – che spiccano tra la vegetazione ancora spoglia, ravvivata dai colori delle fioriture di primavera: il giallo brillante delle chiome degli alberi di corniolo, quello tenue delle primule e degli ellebori, il viola delle anemoni epatiche. Itinerario di circa 8 km, per tutti.
Punti di ritrovo: per chi arriva senz’auto, ore 8.50, alla Banca ZKB di Opicina, in Strada per Vienna 1 (bus 2/ e 4 da Trieste). In macchina: ore 9.10, parcheggio in via del Refosco 36 (deviazione a sinistra su via di Basovizza), punto d’inizio dell’escursione. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costi: interi € 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
“Piacevolmente Carso” è organizzato dalla cooperativa Curiosi di natura, con il patrocinio di: AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle Cooperative) e in collaborazione con l’URES – SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena – Slovensko Dezelno Gospodarsko Zdruzenje), Sapori del Carso e i Gruppi d’Iniziativa Territoriale di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, la bellissima fioritura del corniolo che tinge di giallo il Carso.

Giornata ecologica, da Casarsa un invito ad amare di più e a rispettare l’ambiente

Da Casarsa della Delizia un appello ad amare di più e a rispettare l’ambiente che ci circonda. Si terrà, infatti, domenica 17 marzo la Giornata ecologica e cura del territorio promossa dall’assessorato comunale all’Ambiente in collaborazione con le associazioni locali. L’evento è previsto dalle 8.30 alle 12. Pertanto, tutti i cittadini sono invitati a partecipare attivamente, unendosi alle operazioni di pulizia che avranno luogo a partire da tre punti di ritrovo: Ecopiazzola, piazzetta di Runcis e capannone di Versutta. Da qui ci si sposterà in alcune zone individuate precedentemente e che saranno indicate la mattina stessa dal punto di partenza sulla base del numero di partecipanti. Per coloro che parteciperanno sarà sufficiente presentarsi dotati di giacca ad alta visibilità, guanti pesanti e calzature adatte. Lo scorso anno furono raccolti 440 chili di rifiuti.
«La tutela del territorio – afferma l’assessore all’Ambiente, Antonio Pisani – è una responsabilità condivisa che richiede l’impegno di tutti per garantire un ambiente sano e vivibile sia nel presente che per le future generazioni. Come amministrazione comunale, assieme al sindaco Claudio Colussi, riteniamo fondamentale l’appoggio delle associazioni locali, dei loro volontari e di tutti i cittadini in questa importante iniziativa per la responsabilità ambientale nella nostra comunità».

Dal lavoro alla casa:
a Casarsa due incontri
per aiutare i giovani
In un’epoca in cui l’accesso alle risorse e ai servizi può fare la differenza nel percorso di crescita dei giovani, l’Assessorato alle Politiche giovanili della Città di Casarsa organizza un doppio incontro di informazione insieme allo sportello Informagiovani del Progetto giovani e alla Consulta dei giovani Coogito. Lavoro, fisco, prestiti e mutuo, accesso all’abitare: questi gli argomenti al centro di “Giovani, futuro e autonomia”, progetto che punta a far conoscere il territorio e potersi orientare nelle proprie scelte verso l’indipendenza e l’autodeterminazione. «Un doppio evento – spiega Manola Bellinato, consigliere comunale delegato alle Politiche giovanili – che confidiamo possa rappresentare un’importante occasione per i giovani di Casarsa della Delizia per connettersi con le risorse e i servizi messi a disposizione sul nostro territorio comunale, incontrando esperti di vari settori. Come Amministrazione comunale, assieme al sindaco Claudio Colussi, siamo convinti che questo sia un modo utile per permette ai giovani, crescendo, di partecipare attivamente alla costruzione di una comunità più inclusiva e sostenibile per tutti».  Si parte domani 14 marzo, alle 20.30, nella sede del Progetto giovani in via Zatti con “e adesso che lavoro?”. Il contratto di lavoro e le buste paga saranno presentati da Michelangelo Pavon di Confcooperative Pordenone, mentre i primi passi nel mondo fiscale da Cristiana Battel del Centro Assistenza Fiscale Pordenone. Giovedì 21 marzo sempre alle 20:30 si replica con “…e una casa?”. Come accedere a prestiti e mutui sarà il tema presentato da vari istituti di credito, mentre i servizi territoriali a supporto dell’abitare da Angioletto Tubaro direttore sostituto di Ater Pordenone. Per iscriversi www.progettogiovanicasarsa.it/informagiovani

 

Nel 2026 sarà mezzo secolo dal terremoto che sconvolse il Friuli: Regione al lavoro per ricordare distruzione e rinascita

«I compiti del neocostituito Comitato per l’organizzazione degli eventi che caratterizzeranno il cinquantennale del terremoto in Friuli nel 1976 saranno quelli di raccogliere le esperienze, le storie, ma soprattutto quella grande lezione nata dalla tragica esperienza che la regione ha vissuto e che ha saputo trasformare in un modello per la ricostruzione. L’obiettivo è rendere attuali quelle storie ed esperienze, che hanno caratterizzato la rinascita del territorio colpito dal sisma, anche rispetto ai temi dei nostri giorni legati, in particolare, alle politiche della gestione delle emergenze e alle politiche sulla realizzazione delle opere pubbliche». È quanto, in sintesi, è emerso ieri mattina dalla prima riunione del neocostituito Comitato per l’organizzazione degli eventi legati al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976 che la Regione Fvg organizzerà nella primavera del 2026. Alla prima riunione – nella sede della Protezione civile a Palmanova – hanno partecipato i componenti del Comitato: gli assessori regionali Riccardo Riccardi (Protezione civile), Barbara Zilli (Finanze) e Cristina Amirante (Infrastrutture e territorio) con le rispettive direzioni regionali, oltre al presidente dell’Associazione sindaci della ricostruzione del Friuli, nonché primo cittadino di Gemona, Roberto Revelant. La cittadina pedemontana, come è noto, venne definita “capitale del terremoto” per la sua totale distruzione e le sue 400 vittime.


Nel primo confronto si sono gettate le basi e le direttrici lungo le quali procedere nell’organizzazione del cinquantennale dell’esperienza che ha profondamente segnato il Friuli Venezia Giulia. «Abbiamo davanti a noi – ha evidenziato l’assessore Riccardi – un tempo congruo e necessario al fine di organizzare, coinvolgendo tutti i protagonisti di quella esperienza dalla quale è nata anche la nostra Protezione civile, un grande evento. Che, oltre a commemorare il disastro e la grave perdita di vite umane, dovrà valorizzare e attualizzare, facendone un tesoro da condividere, l’esperienza di allora per rendere maggiormente efficiente la macchina amministrativa di fronte alle emergenze e agli interventi post-emergenza. Un momento di grande virtuosità che il Friuli Venezia Giulia seppe mettere in campo e di cui oggi c’è ancora bisogno».
«Abbiamo già stanziato – ha evidenziato l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli – le prime risorse economiche che serviranno a dare gambe al Comitato che si è appena costituito. Siamo pronti a dare vita a tavoli di confronto con tutti i soggetti che saranno coinvolti per raccogliere e condividere idee utili per la realizzazione delle celebrazioni per l’anniversario. Un’occasione fondamentale – ha proseguito – anche per fare un bilancio definitivo sulla ricostruzione, che è stata e continua a essere modello non solo in Italia, ma nel mondo per quelle che sono state normative, modalità, organizzazione, gestione e tempi di esecuzione. Portare avanti questo esempio con le nuove generazioni è doveroso e le molte iniziative degli ultimi anni, anche con l’Università di Udine e le collaborazioni internazionali sulle tematiche della gestione dei rischi, ne sono una testimonianza che potrà essere valorizzata anche in occasione del cinquantennale. Un riconoscimento particolare – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – sarà tributato alla gente del Friuli, che si è contraddistinta allora, e continua a farlo anche oggi, per la sua grande capacità di reazione davanti alle difficoltà, anche le più tragiche».
«Dalla grande lezione che il Friuli Venezia Giulia ha dato nel post-terremoto del 1976 – ha sottolineato l’assessore Amirante – può venire, in occasione dell’anniversario dei 50 anni, una riflessione su come quell’esperienza possa ancora insegnare molto al comparto dell’edilizia e delle costruzioni in un settore e in un mondo che sono completamente cambiati. Il passato, però, può ancora essere da stimolo e insegnarci a capire come investire oggi sulla professionalizzazione della filiera delle costruzioni e sul rapporto tra questa filiera e la pubblica amministrazione in materia di opere pubbliche».

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In copertina, il Duomo di Gemona simbolo di Gemona distrutta; all’interno, la prima pagina del Messaggero Veneto il giorno successivo al sisma del 6 maggio 1976.

Ottimo esito per Open Dialogues 2024 a Udine: sempre sold out le quattro sedi del forum diretto da Federico Rampini

Due giornate di dibattiti sempre sold out, con oltre 600 presenze a occupare tutti i posti a sedere nelle quattro sedi in cui si sono sviluppati. Superate anche le mille e 500 visualizzazioni del live streaming, che restano sul canale YouTube della Camera di Commercio Pordenone-Udine su opendialogues.eu/diretta, a disposizione anche di chi vorrà vederli (o rivederli) d’ora in avanti. Sono alcuni numeri che raccontano del grande interesse riscosso da Open Dialogues for the Future, il forum voluto e organizzato dalla Cciaa Pn-Ud con la collaborazione di The European House – Ambrosetti e la direzione scientifica di Federico Rampini, che ha animato Sala Valduga, la sede della Fondazione Friuli, il Salone del Parlamento del Castello e la Chiesa di San Francesco.

«Siamo molto soddisfatti di com’è andata – commenta il presidente Cciaa, Giovanni Da Pozzo –. Se già la prima edizione era stata seguitissima, quest’anno siamo andati davvero oltre le attese, con una grande attenzione rivolta alla quarantina di relatori, molti dei quali internazionali, tra analisti, docenti, imprenditori e autorità che ci hanno permesso, con il coordinamento del nostro direttore Rampini, di dare un contributo autorevole e qualificato al dibattito sull’attualità geopolitica e l’economia globale. Con queste premesse e con le tante richieste che ci sono pervenute, ci mettiamo subito al lavoro per l’edizione 2025 di una manifestazione che quest’anno si è aperta ulteriormente alla città, grazie al supporto prezioso di Regione Fvg, Comune di Udine e Fondazione Friuli, nonché il patrocinio di Ministero delle imprese e made in Italy e Unioncamere».
Tanti i temi e gli approfondimenti al centro dell’analisi dei diversi panel: dalle guerre in Ucraina e in Medioriente al conseguente fronte caldo nel Canale di Suez, dalle politiche economiche delle grandi potenze come Usa e Cina alle difficoltà del mercato tedesco, con digressioni che hanno riguardato anche i tanti Paesi cruciali che quest’anno andranno a elezioni (partendo dall’Europa), fino agli altri mercati che stanno sempre più spostando gli equilibri mondiali, dall’India al Brasile ai Paesi arabi. Infine, partecipatissimo il dibattito conclusivo, anche quest’anno dedicato ai giovani e a come cambia il mondo del lavoro e delle professioni, immerso in cambiamenti tecnologici, rapidissimi, e sociali, incontro in cui sono intervenuti attivamente molti giovani studenti «infondendoci ottimismo e speranza per il futuro, nonostante le grandi complessità che si trovano e troveranno ad affrontare», conclude Da Pozzo.

Open Dialogues 2024 ha avuto come media partner RAI e TVR FVG, Corriere della Sera, Ansa Fvg, Messaggero Veneto e Telefriuli.

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In copertina e all’interno alcune immagini degli incontri organizzati a Udine dalla Camera di Commercio presieduta da Giovanni Da Pozzo.

Cent’anni fa nasceva Franco Basaglia “padre” della moderna psichiatria che ha restituito diritti al malato mentale

Cent’anni fa, era proprio l’11 marzo, nasceva a Venezia Franco Basaglia, “padre, della moderna psichiatria. E dopo il debutto in anteprima a Trieste Film Festival 2024, torna sugli schermi in occasione appunto del centenario della nascita, il film che testimonia la sua preziosa eredità, “50 anni di CLU”, il racconto cinematografico della prima impresa sociale in Italia – e probabilmente anche al mondo – generata dalla visione pionieristica del grande psichiatra che ha messo la persona al centro della cura, restituendo il diritto al lavoro alle persone con disagio mentale.

“50 anni di CLU”

Diretto dalla regista Erika Rossi, prodotto e sostenuto dalla Cooperativa Lavoratori Uniti Franco Basaglia con Ghirigori, scritto dalla stessa Erika Rossi con lo psicologo e autore Massimo Cirri, cicerone d’eccezione di questa avventura, il documentario “50 anni di CLU” farà tappa venerdì 15 marzo, alle 18, proprio nei luoghi di Basaglia, il Teatrino intitolato a lui e alla moglie Franca che ha sede nel comprensorio dell’ex Ospedale Psichiatrico di Trieste, Parco di San Giovanni. A conclusione della proiezione, proposta con ingresso libero, l’incontro con la regista Erika Rossi e la psichiatra Giovanna Del Giudice.
Subito dopo il film sarà a Gorizia il 21 marzo al Kinemax (ore 20, alla presenza della regista Erika Rossi), a Bologna il 22 marzo al Cinema Modernissimo (ore 13 nel programma “Il pensiero che cambia le cose. 100 anni di Basaglia al cinema” della Cineteca di Bologna, presenti la regista Erika Rossi e il protagonista Massimo Cirri); e il primo giugno a Venezia – Palazzo Grassi, nell’ambito del Festival dei Matti.
La Cooperativa Lavoratori Uniti Franco Basaglia è stata di fatto la prima impresa sociale al mondo, nata a Trieste nel 1972: attraverso un progetto per l’epoca del tutto trasgressivo che riuniva 16 pazienti dell’Ospedale psichiatrico – come tali, privi di alcun diritto, dallo sposarsi al fare testamento incluso quello al lavoro – e altri 12 soci fra medici, psicologi e infermieri. Restituire ai degenti la dignità di cittadino e lavoratore era il primo obiettivo di questa innovativa forma di aggregazione imprenditoriale: oggi l’impresa sociale è una realtà di riferimento in italia, con oltre 20.450 cooperative, associazioni e società censite nel Paese. Nel film parlano i testimoni dell’epoca e chi rinnova ogni giorno la “mission” di CLU: Augusto Debernardi, Giovanna Del Giudice, Peppe Dell’Acqua, Franco Rotelli, Michele Zanetti, Gigi Bettoli, Fabio Pitucco, Roberto Colapietro, Ivan Brajnik, Luis Carlos Candelo, Franco Zanin, Sabrina Domanelli, Garina Oprea, Gioia Poffo, Francesco Trombetta, Mario Cerne, Carmen Roll, Donatelle Grizon, Alessandro Martellos, Luisa Russo, Gianluca Rampini, Marco Nicola, Genziana Polacco, Dagmar Trinajstic, Maria Marian, Mario Stanovich, Diego Doronzo, Alberto Pecorari, Pasqualino Galdo e Gian Luigi Ramos.

Erika Rossi

ERIKA ROSSI Nata a Trieste, Erika Rossi, è autrice e regista di documentari selezionati in diversi festival internazionali, tra cui il Torino Film Festival, Vision du Reèl, Cairo IFF, Cinema Veritè IranIFF, Bafici. È due volte finalista del Premio Solinas Documentario per il Cinema e nel 2018 è tra i registi del Berlinale Talent Campus. Il suo primo lungo documentario, La città che cura (Italia 2019, 89’) prodotto da Tico Film ha girato in oltre cinquanta sale italiane. Nel 2019 fonda la Ghirigori, società di produzione cinematografica dedicata al documentario di creazione. È autrice insieme a Peppe Dell’Acqua e a Massimo Cirri del volume “Tra parentesi, la vera storia di una impensabile liberazione”, testo dell’omonimo spettacolo teatrale di cui cura la regia, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che ha all’attivo oltre 50 repliche in tutta Italia. Dal 2021 è tra gli esperti formatori del progetto “Operatori di Educazione visiva a scuola” del Piano Nazionale Cinema. Filmografia: La città che cura/The caring city 2019. lungometraggio documentario 89’ prodotto da Tico Film, distribuito da Lo Scrittoio. Soggetto e regia di Erika Rossi, selezione ufficiale al Trieste Film Festival 2019; Tutte le anime del mio corpo Eevery soul of my body) 2017, documentario 89’ Italia-Slovenia 2016 prodotto da INCIPIT FILM srl; Il viaggio di Marco Cavallo, documentario 52’ Italia 2014 prodotto da AlfaBeta Verlag, Premio ‘Fausto Rossano’ miglior documentario a tema sociale; 2012,Trieste racconta Basaglia, documentario 52’ Italia 2012.

MASSIMO CIRRI Nato in Toscana nel 1958, vive a Milano. Psicologo e giornalista. Ha lavorato per 25 anni nei servizi di salute mentale del Servizio Sanitario Nazionale. Dal 1997 autore e voce di Caterpillar, Rai Radio 2 Ha pubblicato: Quello che serve. Un racconto tra malattia, cura e Servizio Sanitario Nazionale, Massimo Cirri, Chiara D’Ambros, Lecce, Manni Editori, 2022 Tra parentesi. La vera storia di un’impensabile liberazione Peppe Dell’Acqua, Massimo Cirri, Erika Rossi, Merano, AlphaBeta, 2019 Sette tesi sulla magia della radio, Bompiani, 2017 Un’altra parte del mondo, Feltrinelli, 2016 Il tempo senza lavoro, Feltrinelli, 2013, Qui ci vuole una trama! Storie di tessitori sociali, Corriere della Sera (i Corsivi), 2013 Dialogo sullo –Spr+Eco. Formule per non alimentare lo spreco, con Andrea Segrè, Milano, Paperback, 2010 A colloquio. Tutte le mattine al Centro di salute mentale, Milano, Feltrinelli, 2009 Nostra eccellenza, Massimo Cirri, Filippo Solibello, Milano, Chiarelettere, 2008

Info e dettagli:
ghiri-gori.com
clufbasaglia.it

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In copertina, il dottor Franco Basaglia (Venezia 1924-1980).

Fagagna Dance Festival, oggi anteprima in attesa poi del ricco weekend di luglio

Nasce Fagagna Dance Festival e oggi, 10 marzo, nella cittadina collinare c’è la prima giornata di eventi dedicati alla danza contemporanea che poi, dal 12 al 14 luglio, sarà seguita da un ricco weekend di eventi con artisti locali, nazionale e internazionali. L’obiettivo è infatti quello di creare un festival dedicato interamente alla danza moderna che coinvolga Fagagna, la comunità, il territorio circostante e tutti gli amanti dell’arte coreutica provenienti dalla regione e oltre, con l’obiettivo di celebrare la diversità e la bellezza della danza in tutte le sue forme.


Da questa idea nasce il Fagagna Dance Festival, ideato da Pablo Girolami che ne è direttore artistico e che ha fondato nel 2019, sempre a Fagagna, Ivona, compagnia di danza contemporanea e associazione culturale che promuove questa disciplina come ricerca artistica ed espressiva a tutto tondo. Il Fagagna Dance Festival vuole essere una piattaforma inclusiva per artisti emergenti e affermati, consentendo loro di condividere le loro creazioni e di esplorare nuove forme di espressione attraverso la danza. Inoltre, il festival mira a coinvolgere attivamente la comunità locale, offrendo opportunità di partecipazione e coinvolgimento attraverso workshop, laboratori e performance interattive. Come detto, l’evento sarà diviso in due momenti: una prima giornata di avvicinamento al festival, oggi, e poi i giorni dal 12 al 14 luglio.
Il programma del festival è stato concepito con un approccio incentrato sulla diversificazione della danza contemporanea, un’arte che abbraccia un ampio spettro di stili e pratiche, e con l’obiettivo di creare un ponte tra artisti locali, nazionali e internazionali, un legame significativo tra Fagagna e l’Italia, nonché tra Fagagna e il resto del mondo. Anche gli spazi scelti per il festival sono un modo per dare valore al territorio e ai suoi luoghi più significativi: spettacoli e laboratori, infatti, non andranno in scena solo nel Teatro Sala Vittoria, ma anche a Palazzo Pico, Museo Cjase Cocèl, Casaforte La Brunelde. Fagagna Dance Festival è organizzato grazie al sostegno della Regione Fvg attraverso il Bando Cultura.
La giornata odierna si apre con un laboratorio rivolto a danzatori amatoriali e professionisti dai 14 anni in su per scoprire il linguaggio unico di Roni Chadash, coreografa, performer e insegnante con esperienza internazionale. Prosegue alle 17 “Fu stella”, l’assolo ispirato all’omonimo libro di filastrocche di Matteo Corradini in cui la coreografa Alice Beatrice Carrino si addentra, con una performance toccante e stimolante, in temi profondi come l’assenza, la memoria e il vuoto lasciato da coloro che non sono più con noi. La giornata si conclude, poi, alle 20.30 in Sala Vittoria, con uno spettacolo composto da una trilogia: Goofydi e con Roni Chadash, la coreografia pluripremiata Tripofobia firmata Ivona e Brothers del Collettivo monfalconese TheLab, selezionato attraverso un apposito bando dedicato ad artisti under35 con sede in regione.
Goofy è un tentativo di capire come un corpo possa perdere la sua innocenza e come possa trasformarsi nella creatura conosciuta e comune chiamata donna. Nell’assolo c’è un intricato registro di danza, cinetica e corporea strategie con cui l’artista affronta il tema.Tripofobia indaga la paura dei buchi e di tutte quelle piccole figure geometriche che avvicinandosi creano ammassi di piccole cavità: ansia, angoscia, paura di perdere il controllo sul mondo, sul nostro corpo, sull’altro. Infine, Brothers mette in scena il ciclo evolutivo che ogni essere sperimenta, caratterizzato da un climax ascendente, dalla genesi all’incontro con le proprie sembianze e con gli altri, spinti dal bisogno innato di creare legami di fratellanza e sorellanza, non necessariamente di sangue.

I biglietti sono acquistabili online su Eventbrite fino ad esaurimento posti, oppure direttamente in loco prima dell’evento (secondo disponibilità). Il costo del biglietto dello spettacolo serale è di 10 euro, ridotto a 8 euro per under30 e over65. Per “Fu Stella” 2 euro e 5 euro per il laboratorio con Roni Chadash.
Per tutte le informazioni: https://ivonaofficial.com/festival-day-1-it/

“Rai tal Friûl”, a Udine un focus sul servizio pubblico dedicato alle minoranze linguistiche friulane e ladine

L’esperienza dei programmi e dei telegiornali della Rai in lingua ladina come prospettiva per uno sviluppo simile dell’offerta del sistema radiotelevisivo pubblico anche in lingua friulana: a Udine giovedì 14 marzo si farà il punto sulla situazione delle due minoranze nel convegno “Rai tal Friûl – Le prospettive per la tutela nel servizio pubblico radiotelevisivo” a Palazzo Mantica (via Manin 18) alle ore 17.30. Organizzazione a cura di Società Filologica Friulana (Sff) e Assemblea della comunità linguistica friulana (Aclif).

Daniele Sergon


Dopo i saluti introduttivi di Federico Vicario, presidente Sff, e di Daniele Sergon, presidente Aclif, si entrerà nel vivo dei lavori. Cristiano Degano, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, tratterà il tema “RAI e minoranze linguistiche del Friuli Venezia Giulia: un percorso che parte da lontano”. Mateo Taibon, giornalista ladino, racconterà i “Programmi e informazione in lingua ladina: l’esperienza di RAI Ladinia”. Dopo il dibattito le conclusioni saranno affidate a Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
“Questo convegno – afferma il presidente Vicario – nasce dalla volontà di confrontare la nostra esperienza con quella di un’altra lingua minoritaria, molto vicina al friulano, che ha saputo sviluppare una programmazione radiotelevisiva di rilievo non solo per gli aspetti della tutela linguistica, ma anche per quanto riguarda i contenuti. Aspetto, quello contenutistico, di fondamentale importanza perché permette una maggiore e migliore veicolazione della lingua minoritaria. Mai come ora è matura un’autentica sensibilità nella popolazione e nelle istituzioni verso il riconoscimento e la salvaguardia, in un’ottica pluralista, delle minoranze storico-linguistiche regionali, che vanno tutelate anche attraverso l’informazione e la programmazione radiotelevisiva erogata dal servizio pubblico”.
“RAI Ladinia – aggiunge il presidente Sergon -, che offre i suoi programmi a una platea di circa 30 mila persone che parlano attualmente il ladino tra le province di Bolzano, Trento e Belluno, è un perfetto esempio di come anche a fronte di numeri ridotti sia un diritto per le minoranze avere una programmazione di qualità e quantità nella propria lingua sui canali pubblici. Un esempio di programmazione del quale speriamo possa usufruire presto anche l’area friulanofona con oltre 600 mila persone parlanti e 145 Comuni aderenti all’ACLiF tra le ex province di Udine, Pordenone, Gorizia e la città metropolitana di Venezia”.
Il programma televisivo di RAI Ladinia, è di tipo generalista, con il telegiornale TraiL (trasmesso sulle frequenze da RAI 3bis) e con documentari e programmi d’informazione focalizzati sulle vallate ladine. Il programma radiofonico in lingua ladina è ancora più ampio rispetto a quello televisivo: propone infatti due notiziari dal lunedì al sabato, la domenica una sola edizione, e programmi di attualità tutti i giorni della settimana. Ci sono anche un sito web e una pagina Facebook dedicata. Attualmente la programmazione è di 100 ore annuali mentre l’organico è composto da 10 giornalisti (prossimamente saliranno a 11), 4 programmisti e vari collaboratori. La sede centrale è a Bolzano. Numeri a cui la programmazione in friulano in RAI dovrebbe arrivare anche secondo la politica regionale: è infatti dello scorso 1° febbraio l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia della mozione sulle convenzioni tra Governo e Rai nel merito della promozione delle trasmissioni radiotelevisive nelle lingue minoritarie, a partire dal friulano. Mozione che i consigli comunali delle 145 realtà aderenti all’Aclif in questi giorni stanno facendo propria con un ordine del giorno.

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In copertina, palazzo Mantica in via Manin a Udine sede della Filologica Friulana.

“La Città Diffusa”, a Pordenone al via la mostra Efasce dei concittadini nel mondo e degli studenti del Liceo di Cordenons

Inaugurata ufficialmente a Pordenone la mostra “La Città Diffusa” dell’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti che fino al 4 aprile, al Museo Civico d’Arte, vedrà in esposizione le opere di sette artisti “Pordenonesi nel mondo” che hanno lasciato la regione per vivere e lavorare all’Estero, ma che ora vi tornano con le proprie creazioni. A essi si affiancano le opere degli studenti del Liceo Artistico “Galvani” di Cordenons con la loro personale lettura artistica della città.
Nel vernissage sono intervenuti Gino Gregoris, presidentedi Efasce, Enrico Quattrin, dirigente del “Galvani”, e Alberto Parigi, vicesindaco e assessore alla Cultura Comune di Pordenone. Come momento di avvio della mostra, hanno firmato per primi il pannello dedicato ai pensieri dei visitatori. Attraverso l’arte Pordenone si collega al Mondo e il Mondo arriva a Pordenone, coinvolgendo anche i giovani: questo il messaggio che tutti gli interventi hanno sottolineato.


Anna Grazia Giannuzzi, viceprefetto vicario, ha invece portato il saluto del prefetto Domenico Natalino Manno. Gregoris ha anche letto il messaggio inviato da Pierpaolo Roberti assessore regionale alle autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione. Presenti anche Michela Zin, direttore Fondazione Pordenonelegge, Loris Zancai Mucignat, assessore cultura del Comune di Cordenons, Ester Filipuzzi, assessore alla cultura del Comune di Spilimbergo, Alberto Gottardo assessore sport e associazionismo del Comune di Sacile, Giovanni Mauro Dalla Torre, delegato vescovile per la Cultura della Diocesi di Concordia Pordenone. Ringraziati per la vicinanza al progetto i consiglieri regionali Lucia Buna, Andrea Cabibbo e Markus Maurmair. Presenti anche i membri del consiglio direttivo Efasce e degli uffici.
Il progetto di Efasce è stato realizzato con il finanziamento di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Comune di Pordenone, Camera di Commercio di Pordenone-Udine e con la collaborazione del Liceo Artistico Galvani di Cordenons, Fondazione Pordenonelegge e lo stesso Comune di Pordenone (che ha messo a disposizione la prestigiosa sede del Museo Civico).

Espongono per i Pordenonesi nel Mondo: Eugenio Belgrado (Vienna, Artista visivo); Elisabetta Calabritto (Londra, Graphic designer e illustratrice); Alessandro Cipolat (Londra, Graphic motion designer); Martina Del Ben (Berlino, Urban & social designer); Antonio Massarutto (Cortona, Scultore e designer); Marco Monti (New York, Post-production artist and professor); Luca Pascotto (Parigi, Esperto di mobilità e fotografo).
Espongono per il Liceo Galvani studenti Classi delle classi 3E e 5E: Andrea Busacca, Sara Contardi, Davide Giroldo, Stella Kasa, Kevin Marongiu, Agata Mascarin, Alessia Mattei, Valeria Miotto, Vittoria Nimis, Elisa Raccanelli, Giulia Simola, Filip Stamenkovski, Enrico Stolfo, Elena Tarabocchia, Clara Bano, Ingrid Basili, Mary Beduz, Claudia Bertoldo, Caterina Boz, Martina Celeprin, Anna Cisilino, Matthias De Piero, Salima Filipetto, Adrian Daniel Garbea, Arianna Latino, Meri Llanaj, Martina Celeprin, Denise Marcolin, Michelle Mariuzzo, Alexander Marra Dalles, Asia Mozzon, Celeste Petozzi, Matilde Piccinato, Nicole Piga, Nicole Rodella, Aurora Tranquilli, Iris Truccolo, Cristian Pezzutti. La grafica di Denise Marcolin è quella ufficiale della mostra.
Progetto artistico della mostra a cura di Arianna Grosso (Abu Dhabi, Cultural manager). Curatela della mostra a opera della professoresse Moira Piemonte, Sara Marzari e Edi Zanet assieme alla segreteria Efasce con Michele Morassut.

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In copertina, l’intervento del presidente Gregoris ieri durante la cerimonia a Pordenone; all’interno, il gruppo degli artisti e altre immagini dell’inaugurazione.

(Foto Elisa Caldana)