Madonna d’Aiuto Santuario diocesano: grande festa a Corno di Rosazzo con riconoscenza all’arcivescovo Mazzocato

A Corno di Rosazzo straripante partecipazione di fedeli, istituzioni e associazioni per la elevazione della Madonna d’Aiuto a Santuario diocesano, uno degli ultimi atti di governo dell’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, oggi amministratore apostolico fino all’arrivo del suo successore. Il solenne rito, che ha seguito il decreto episcopale, celebrato dallo stesso presule, ha avuto luogo nella medesima Chiesa nel corso della visita pastorale nel centro collinare favorito da un bel sole primaverile che ha allietato la festa.

Tutte le componenti comunali hanno sostenuto l’iniziativa, tra cui il Comune e il Circolo Culturale Corno intervenuti con una lettera indirizzata all’arcivescovo d’intesa con il parroco don Antonio Raddi che ha meritoriamente avviato l’iter canonico. La popolazione locale, molto legata a questo luogo di culto mariano, ha fatto sentire il suo fervore e sentimento religioso per una iniziativa che ora erige il Santuario di Corno al pari di altri centri mariani diocesani, quali Madonna delle Grazie a Udine, Castelmonte e Monte Lussari.
Costruito nel 1655 sul luogo del rinvenimento di una statua della Madonna con Bambino (ora in fase di restauro), il tempio mariano fu oggetto nei secoli di viva devozione. Posto sulla sponda del torrente Corno a lato della strada che porta a Cividale, il Santuario è ancora oggi un riferimento sentito da parte dei fedeli.
Monsignor Mazzocato, intrattenutosi al termine del rito con gli esponenti dell’associazionismo locale, ha parlato del suo prossimo futuro in quel di Montebelluna, ma nel contempo ha assicurato al nuovo arcivescovo, Riccardo Lamba – che farà ingresso a Udine il 5 maggio -, la piena disponibilità a collaborare alla pastorale diocesana e ha espresso profondo affetto alla comunità friulana che ha potuto conoscere nel corso del suo episcopato. Ora a Corno di Rosazzo ci si concentrerà sulla valorizzazione del Santuario e sul restauro della statua della Madonna d’Aiuto.

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In copertina, monsignor Mazzocato durante il solenne rito; all’interno, immagini della festosa cerimonia a Corno di Rosazzo e il Santuario promosso diocesano.

Anche l’Aclif interverrà a Tarcento per la “Patrie dal Friûl”: l’invito a esporre il 3 aprile la bandiera con l’aquila patriarcale

Anche l’Assemblea di Comunità Linguistica Friulana invita a esporre la bandiera della Patria del Friuli in occasione del 3 aprile, giornata in cui ricorre la Fieste de Patrie dal Friûl. Non solo: quest’anno l’Aclif sarà anche tra i protagonisti dell’evento ufficiale per la Fieste organizzato dall’Arlef a Tarcento il 7 aprile assieme all’amministrazione comunale. L’Assemblea avrà un suo punto informativo in cui racconterà i suoi progetti e obiettivi.

Daniele Sergon


«Siamo una realtà – spiega il presidente dell’Aclif, Daniele Sergon, sindaco del Comune di Capriva del Friuli – che racchiude 145 Comuni del Friuli Venezia Giulia e del vicino Veneto, nell’area del Friuli storico, dove è consuetudine parlare friulano. Da questa prospettiva interregionale invitiamo amministrazioni comunali e cittadini a esporre la bandiera con l’aquila patriarcale: un modo per ricordare il giorno del 3 aprile che nel 1077 vide la costituzione dello Stato del Patriarcato del Friuli e per omaggiare l’identità friulana che da allora è ancora viva nei nostri territori. Ma attenzione, non diamola mai per scontata: le lingue, per continuare a vivere, vanno coltivate. Da qui l’impegno dell’Aclif tutti i giorni dell’anno per promuovere e valorizzare l’utilizzo della lingua friulana non solo in ambito familiare ma anche istituzionale. Confidiamo presto di poter andare a Roma per incontrare, rappresentando 145 Comuni friulanofoni, il Governo ed esporre le nostre proposte riguardanti la presenza in Rai di programmi in lingua friulana: programmazione che va aumentata non solo per quanto riguarda l’intrattenimento e l’approfondimento ma anche l’informazione. Le emittenti private lo fanno già da tempo; ma ora il momento è maturo per un tg in friulano anche sulla rete istituzionale».

A Pasqua i Mercatini dell’Antiquariato in piazza Unità il “salotto” di Trieste

Per la gioia degli appassionati, si profila a Trieste un weekend pasquale all’insegna dei Mercatini dell’Antiquariato. L’Associazione Mericordo propone, infatti, in collaborazione con il Comune di Trieste, l’appuntamento “Pasqua in Piazza”, una ricca due-giorni di immersione tra oggetti di altri tempi eccezionalmente organizzata in piazza Unità d’Italia. Domani e Lunedì dell’Angelo il famoso Mercatino di Ponterosso si sposta, infatti, nel “salotto” cittadino: dalle 8 del mattino fino al tramonto, triestini e turisti avranno l’occasione di curiosare tra i banchi dove risplendono porcellane antiche, quadri, vinili, casalinghi e curiosità introvabili. Tra pezzi di antiquariato artistico, oggetti da collezione, libri, e complementi d’arredo, il mercatino offre un vero e proprio tuffo nel passato, ma anche nell’attualità di oggetti senza tempo che attirano sempre l’interesse di collezionisti, così come di semplici curiosi che trovano a loro disposizione una ricchissima e diversificata tipologia di offerte.

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In copertina e all’interno alcune immagini dei Mercatini dell’Antiquariato a Trieste.

Riecco la Caccia al tesoro di Pasqua domani mattina al Palmanova Village

Torna la Caccia al tesoro di Pasqua del Palmanova Village, il gioco divertente dedicato ai più piccoli, per scoprire la golosa sorpresa finale, indizio dopo indizio, assieme a tutta la famiglia.
Domani 30 marzo, dalle 11 alle 18, tutti i bambini riceveranno una speciale mappa con cui identificare e raggiungere una dopo l’altra le postazioni presenti lungo le vie del Villaggio: bisognerà rispondere a tutti gli indovinelli per riuscire ad arrivare al dolcissimo tesoro di cioccolato. Dopo il successo dell’edizione 2023, con una grande affluenza anche di piccoli clienti stranieri, tutti i materiali della Caccia al tesoro saranno diasponibili anche in inglese.
Palmanova Village resterà quindi chiuso nella giornata di Pasqua, domenica 31 marzo, ma sarà aperto con i consueti orari a Pasquetta, lunedì 1 aprile, per accogliere i suoi visitatori con i suoi sconti dal 30 al 70% e le sue nuove aperture: Under Armour, Skechers, Jack&Jones e Oltre.

Negli ambulatori ci sarà meno burocrazia con i certificati malattia in telemedicina: plauso di Fernando Agrusti (Fimmg Fvg)

Telemedicina per il futuro dell’assistenza medica: anche dal Friuli Venezia Giulia la Federazione italiana medici di medicina generale – maggiore sindacato del settore che in regione conta più di 300 iscritti -, tramite il suo segretario regionale dottor Fernando Agrusti, plaude al provvedimento contenuto nel Ddl Semplificazioni, approvato in Consiglio dei ministri, per i certificati di malattia tramite telemedicina. «Una scelta importante quella di poter d’ora in poi avere certificazioni di malattia più snelle – commenta il leader di Fimmg Fvg – per giustificare l’assenza da lavoro: il tutto grazie all’introduzione della possibilità di valutazione indiretta del medico tramite telemedicina e, dunque, della possibilità di poter certificare anche attraverso teleconsulto a distanza. Questo alleggerirà i carichi di lavoro per i medici di medicina generale, alle prese con un complicato ricambio generazionale e con zone carenti anche in Friuli Venezia Giulia, dove al momento mancano 149 medici. Con meno burocrazia a cui assolvere, per noi ci sarà più tempo da dedicare ai pazienti». «Un provvedimento sostenuto e fortemente voluto da Fimmg che, nei vari incontri con il ministro della Salute Orazio Schillaci, nell’ultimo anno ha fornito proposte documentate proprio per arrivare a questo provvedimento – aggiunge il segretario generale nazionale Fimmg, Silvestro Scotti -: al ministro va riconosciuto il merito di essersi fatto promotore con la Presidenza del Consiglio e con tutte le componenti coinvolte del Governo».
Il provvedimento punta alla semplificazione delle procedure che implicano tipicamente un aggravio del carico di lavoro e sottraggono tempo di cura ad una medicina generale sempre più oberata da pazienti cronici e anziani. Medicina generale che da sempre spinge e si prodiga per poter dedicare ai propri pazienti attenzione e iniziativa, piuttosto che sprecare tempo a valutare in modo diretto sintomi e segni non oggettivabili di pazienti acuti.
«Un primo tassello che indirizza una strada – sottolinea ancora Silvestro Scotti – per alleggerire i carichi di lavoro, troppo spesso più amministrativi che assistenziali, che oggi sottraggono troppo tempo alla cura dei nostri pazienti, che portano in burn out i medici e, non sottovalutabile in un momento di carenza, riducono l’attrattività della medicina di famiglia agli occhi dei giovani laureati. Disciplina che invece è essenziale per il loro futuro professionale, ma anche per il futuro del Ssn». Sentito, dunque, il ringraziamento della categoria nei confronti del Governo che ha mostrato una spiccata sensibilità politica, così come forte è la richiesta di procedere ora con decisione e celerità nel solco della strada intrapresa. «Dopo l’approvazione di ieri – ricorda il leader Fimmg – confidiamo in un percorso parlamentare rapido affinché il provvedimento possa concretamente incidere sull’attività dei medici e sulla vita dei nostri assistiti».
E lungo è anche il percorso verso la sburocratizzazione della medicina generale. Restano, come evidenzia il segretario generale Scotti, vari step da compiere per dare corpo ad una concreta ed efficace semplificazione delle attività della medicina generale. Per Fimmg sono almeno tre gli obiettivi da raggiungere nel breve periodo: va realizzata un’interoperabilità e una forte cooperazione applicativa tra le tante, troppe, piattaforme informatiche nazionali, regionali e aziendali. Inoltre, i medici di medicina generale hanno esigenza di poter contare su credenziali di accesso uniche, ripetitività della prescrizione farmaceutica per i pazienti cronici stabilizzati e, sempre per i pazienti cronici, occorre superare il sistema dei piani terapeutici per farmaci che ormai rientrano nelle terapie di prima scelta.
«Dal Governo è arrivato un segnale positivo – conclude Scotti – noi continueremo a fare quanto in nostro potere affinché si prosegua in questa direzione, provando anche a inserire nei percorsi parlamentari del provvedimento altre azioni che migliorino per i cittadini e i medici le procedure per un reale semplice e coerente accesso alle cure».

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In copertina, il dottor Fernando Agrusti segretario regionale Fimmg.

Confcooperative Fvg, gara europea per le migliori idee imprenditoriali degli studenti di dieci Paesi guidati dal Polo tecnologico di Nova Gorica

Confcooperative Fvg è partner di un progetto internazionale che coinvolge 10 Paesi europei in una competizione fra studenti universitari e delle secondarie di II grado per la migliore idea imprenditoriale. Per la prima volta, infatti, l’associazione cooperativistica è partner del progetto Eusair Popri Youth, guidato dal Polo tecnologico di Nova Gorica (Slovenia), che promuove una gara internazionale. Per prendere parte alla competizione, è necessario redigere la propria idea imprenditoriale sotto forma di Business Model Canvas. I concorrenti italiani devono inviare la propria idea entro il 6 aprile all’Ufficio educazione cooperativa di Confcooperative Fvg, scrivendo a educazionecooperativa.fvg@confcooperative.it: uno solo fra i progetti pervenuti sarà selezionato e potrà rappresentare l’Italia alla finale che si terrà a Sebenico, in Croazia, il 15 e 16 maggio. Alla competizione possono prendere parte gli studenti universitari (fino ai 29 anni di età) e gli studenti delle scuole secondarie di II grado, sia individualmente che in piccoli gruppi di massimo cinque persone.
«Il progetto Eusair Popri Youth permette ai giovani di 10 diversi Paesi di confrontarsi su temi di interesse comune ed è quindi una risposta efficace per la creazione di una società inclusiva e innovativa, nonché un esempio di buona prassi per lo sviluppo delle competenze imprenditoriali giovanili», spiega Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg.
Il progetto è finanziato dall’Ue nell’ambito del programma Adrion e della Strategia europea per l’area adriatico-ionica che, oltre alle Regioni italiane che si affacciano sull’Adriatico e lo Ionio, dal Friuli Venezia Giulia e Veneto fino alla Puglia e Calabria, coinvolge anche Grecia, Albania, Montenegro, Bosnia, Macedonia, Croazia, Slovenia e parte della Serbia. Popri è solo uno dei numerosi progetti che Confcooperative Fvg ha sviluppato per l’educazione delle giovani generazioni alla cultura imprenditoriale: nell’ultimo anno scolastico sono stati 5.519 gli studenti coinvolti, di 98 scuole diverse di tutto il territorio regionale, attraverso le iniziative formative che da oltre 20 anni l’organizzazione cooperativistica propone alle istituzioni scolastiche regionali.

“Piacevolmente Carso”, la primavera invita a Pasquetta alla Grotta dell’Orso

Si avvia “Piacevolmente Carso primavera”, sei escursioni leggere con le guide di Curiosi di natura: le mattine dall’1 aprile al 9 giugno, a Pasquetta e le domeniche, sul Carso triestino, goriziano e sloveno. Verranno illustrati aspetti naturalistici, culturali e storici, anche con letture dal vivo; possibilità di pasti tipici dai ristoratori di “Sapori del Carso” con uno sconto del 10%. Le uscite sono adatte anche a persone poco allenate. L’iniziativa, con il patrocinio e la collaborazione di varie realtà regionali e nazionali, si svolge nell’ambito della “Primavera della Mobilità Dolce”, promossa in Italia dall’Alleanza per la Mobilità Dolce con le più importanti associazioni impegnate sul tema.

La Grotta dell’Orso…

Lunedì 1 aprile, Pasquetta, dalle 9.30 alle 13 si andrà “Da Sgonico alla Grotta dell’Orso”. Un’escursione tra pittoreschi fenomeni carsici, fino alla Grotta, con un’imponente volta di ingresso. Qui furono trovati resti di orso delle caverne e insediamenti del Neolitico. Con letture a tema. Ritrovo alle 9.10 al Municipio di Sgonico (raggiungibile da Trieste con i bus 42 e 46). Seguiranno, sempre dalle 9.30 alle 13, con ritrovo 20 minuti prima: domenica 14 aprile “Da Devetachi a Miren”, in Slovenia. Si andrà dal Vallone di Gorizia, tra i boschi fino al colle di Miren, dove svetta il Santuario della Madonna Addolorata. Con vista su Gorizia, la valle del Vipacco e i monti. Ritrovo alla trattoria di Devetachi, sulla Strada del Vallone, Statale 55, a Doberdò del Lago.
Domenica 5 maggio si andrà, invece, “Da Visogliano al Monte Sambuco”: un facile percorso tra boschi, coltivazioni, landa carsica, e per il paese di Malchina fino al Monte Sambuco. Con ampia vista sull’oltreconfine. Ritrovo alla stazione ferroviaria di Sistiana-Visogliano (da Trieste con il bus 44). Il 12 maggio trasferta “A Volčji Grad”, a Komen, in Slovenia, per una visita con l’esperto Goran Živec a Debela Griža, uno dei più vasti castellieri del Carso. Ritrovo sulla Strada Provinciale 6 (da Gabrovizza verso Komen) al bivio per Ternova. Spostamento a Volčji Grad con mezzi propri. E il 19 maggio passeggiata “Da Basovizza a Grozzana”: alle pendici del Monte Cocusso, tra i fiori della landa, con letture a tema. Ritrovo al parcheggio dell’Osservatorio Astronomico di Basovizza.
Infine, domenica 9 giugno si visiteranno “I campi di lavanda di Povir”, a Sežana: tra boschi, doline e panorami sui monti, e visita con degustazione nell’azienda agricola che coltiva lavanda e piante officinali. Ritrovo alle 8.45 nel parcheggio dell’ex valico confinario per Lipica, e spostamento in auto.

… e un arco di roccia.

Costi: interi euro 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
Iniziativa con il patrocinio di A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) e in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, ecco la fioritura del ciliegio canino sulle alture del Carso.

Settimana Santa a Grado, l’ultimo “Sermon” e poi il Triduo Pasquale che condurrà alla Resurrezione

di Giuseppe Longo

GRADO – La Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, in questi primi giorni gradesi della Settimana Santa, ci regala tutto il suo splendore di gioiello antico e prezioso. Perché, oltre alla straordinaria bellezza dell’edificio sacro nel suo insieme, in occasione delle solenni Quarantore l’altare maggiore è stato trasformato, come da tradizione, in un trionfo di luci, dispensate da decine di candele, e fiori per accogliere l’Ostensorio che dal pomeriggio delle Palme è oggetto di adorazione pressoché continua. E sarà così anche oggi ultimo giorno di omaggio dei fedeli, sempre numerosi, con il terzo “Sermon” e il canto del “Miserere”, l’antichissimo salmo che riporta addirittura al biblico re Davide. Anche oggi a guidare la riflessione sarà il diacono Matteo Marega. «La Domenica delle Palme – ha osservato su “Insieme” monsignor Paolo Nutarelli – ci fa entrare nella Settimana Santa e sconvolge subito la nostra logica umana. Lo fa presentandoci il Figlio di Dio che avanza a dorso di un asino. Lo fa mettendoci davanti alla croce sulla quale muore dopo essere stato condannato, schernito, colpito con violenza. Siamo invitati a provare lo stesso entusiasmo dei poveri, che quel giorno hanno riconosciuto in Gesù il Messia».


Conclusi i riti delle Quarantore, anche la Chiesa isolana si appresterà a vivere con intensità il Triduo Pasquale che introduce alla più grande festa della Cristianità. «Il Triduo Pasquale – riprende l’arciprete – è il momento centrale della liturgia della Chiesa, un momento che siamo chiamati a vivere con una singolare intensità e profondità d’animo. Se Cristo è risorto, se Dio si è mostrato più forte della morte, se Dio ha dimostrato che il suo amore è capace di perdonare anche di fronte alla Croce, allora si apre davvero, per ognuno di noi, una speranza che può guidare la nostra vita, renderci cristiani autentici, testimoni coraggiosi dell’amore di Dio che abbiamo incontrato. Il Triduo pasquale è il percorso di Fede che siamo chiamati a fare insieme per riscoprire la gioia del nostro essere cristiani e per rendere luminosa la nostra vita e la nostra testimonianza. L’invito cordiale è, dunque, a vivere tutti i momenti di questo Triduo che non sono tre celebrazioni ma un’unica celebrazione che abbraccia tre giorni! Lasciamoci, quindi, accompagnare dalla liturgia della Chiesa vivendo insieme la ricchezza di questi momenti: sarà vera Pasqua!».
Da Giovedì Santo via, dunque, al Triduo Pasquale che comincerà con la Messa dell’Ultima Cena per proseguire Venerdì Santo con i riti della Passione del Signore e concludersi Sabato Santo con la Solenne Veglia Pasquale. Riti che avranno poi il loro apice il giorno di Pasqua, quando alle 10 la Corale orchestrale “Santa Cecilia” intonerà la bellissima “Missa Eucharistica” di Lorenzo Perosi. Tutti gli orari sono comunque esposti in maniera dettagliata su “Insieme” e avranno sempre come punto di riferimento l’antica Basilica dominata dal possente campanile dell’Anzolo.

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In copertina, un momento della celebrazione in Basilica delle Quarantore dinanzi allo sfarzoso altare con il Santissimo (anche all’interno).

“La Città Diffusa” con Efasce oggi a Pordenone: anche un incontro con Mattia Balsamini ed Elena Biason

Nuove iniziative per l’articolato progetto “La Città Diffusa” promosso dall’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti in collaborazione con Fondazione Pordenonelegge.i. Un’iniziativa realizzata con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, con il sostegno inoltre e la collaborazione attiva del Comune di Pordenone, in collaborazione con il Liceo Artistico Galvani di Cordenons. Motore portante del progetto è la mostra “La Città Diffusa”, inaugurata l’8 marzo al Museo Civico d’Arte di Pordenone: il percorso espositivo resta visitabile fino al 4 aprile e propone le opere di 7 artisti “Pordenonesi nel mondo” affiancate da elaborati degli studenti delle classi 3E e 5E del Liceo Galvani. Il progetto artistico della mostra a cura della manager Culturale Arianna Grosso, che vive e lavora ad Abu Dhabi ma è originaria di Casarsa della Delizia, la curatela è firmata da Moira Piemonte, Sara Marzari e Edi Zanet insieme alla Segreteria EFASCE con Michele Morassut. Espongono per i Pordenonesi nel Mondo: Eugenio Belgrado (Vienna, Artista visivo); Elisabetta Calabritto (Londra, Graphic designer e illustratrice); Alessandro Cipolat (Londra, Graphic motion designer); Martina Del Ben (Berlino, Urban & social designer); Antonio Massarutto (Cortona, Scultore e designer); Marco Monti (New York, Post-production artist and professor); Luca Pascotto (Parigi, Esperto di mobilità e fotografo).
Ad integrazione alla mostra sono programmati alcuni incontri che permettono di accendere la riflessione e il dibattito intorno alla città “diffusa” e oggi, alle 18 a Palazzo Badini, sede di Fondazione Pordenonegge.it , si parlerà di “Pordenone città futura” con Mattia Balsamini, fotografo e artista visivo, insegnante di fotografia all’Università Iuav di Venezia, protagonista di esposizioni alla Triennale di Milano, al Maxxi, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco; e con Elena Biason, ingegnere civile e Climate Pact Ambassador alla Commissione Europea,esperta in sostenibilità, cambiamenti climatici e risparmio energetico degli edifici e di environmental design e consulenze ambientali. Il dialogo sarà condotto dal direttore artistico di pordenonelegge. Gian Mario Villalta. La partecipazione è libera e aperta alla città, info e dettagli pordenonelegge.it
In una prospettiva che spazia tra locale e globale, Mattia Balsamini ed Elena Biason confronteranno le loro esperienze intersecando temi di comunità, ecologia e design, architettura e identità del territorio, senza trascurare gli aspetti di climate change ed inquinamento luminoso di cui si occupano professionalmente. Un dialogo sulla trasformazione urbana e insieme la prefigurazione di un quadro per il futuro di Pordenone come città diffusa: sostenibile, partecipata e dinamica. Mattia Balsamini, in particolare, contestualizzerà il suo intervento sul territorio di Pordenone, che ha contribuito a definire aree di ricerca legate all’industria, al design e all’innovazione tecnologica, alimentando un’estetica capace di sottolineare la bellezza intrinseca degli stessi processi produttivi. L’intervento si soffermerà anche sui temi della sostenibilità e il rapporto fra urbanizzazione, tecnologia e natura, attraverso la presentazione di un recente progetto dell’artista che racconta l’impatto dell’inquinamento luminoso su uomo, animali, piante, insetti e persino sullo spazio profondo. Elena Biason disegnerà possibili scenari e prospettive della Pordenone del futuro, partendo da una conoscenza storica e culturale della città. L’approccio della città diffusa -caratterizzato dalla distribuzione su vasta area delle funzioni tradizionalmente concentrate nel centro cittadino- va associato a idee di sviluppo sostenibile, di partecipazione della comunità e di migliore qualità della vita, che permette una distribuzione più equa delle risorse e delle infrastrutture.

Mattia Balsamini ed Elena Biason

Mattia Balsamini, classe 1987, si trasferisce a Los Angeles nel 2008, dove inizia i suoi studi al Brooks Institute of California con specializzazione in fotografia pubblicitaria. Nel 2010 inizia a lavorare presso lo studio di David LaChapelle come assistente di studio e archivista. Nel 2011, dopo aver conseguito un BA con menzione d’onore, torna in Italia. Da allora insegna fotografia all’Università IUAV di Venezia oltre a fotografare ampiamente la tecnologia e le sue implicazioni sociologiche, concentrando la sua attenzione sul lavoro come fattore di identità dell’uomo. Negli anni ha realizzato progetti personali ed editoriali per istituzioni come MIT, NASA e Institute of Forensic Medicine University of Zurich. Le sue immagini rivelano un interesse per le persone e le loro storie, gli aspetti funzionali della tecnologia e gli elementi grafici dell’ordinario. Ha esposto alla Triennale di Milano, al MAXXI, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco.

Elena Biason, laureata in Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Udine dove ha avuto l’opportunità di fondere conoscenze di progettazione a temi ambientali e sociali al fine di migliorare la qualità della vita. Dopo alcune prime esperienze di lavoro, ha approfondito il tema della sostenibilità iscrivendosi al corso post-laurea SOS – School of Sustainability. Durante questi mesi ha imparato tecniche avanzate di progettazione per promuovere un basso impatto ambientale e tecniche di progettazione partecipata. Dal 2017 al 2022 ha collaborato con lo studio MCA – Mario Cucinella Architects all’interno del dipartimento di Ricerca e Sviluppo, con focus sulla progettazione ambientale integrata. Nel 2022 è diventata Ambasciatrice del Patto per il Clima presso la Commissione Europea con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sugli obiettivi del Green Deal e ha iniziato a lavorare presso EY come consulente senior della divisione “Climate Change & Sustainability”.

Pietro De Marchi è il nuovo presidente delle Pro Loco Fvg: il grazie del volontariato a Valter Pezzarini guida appassionata per dodici anni

Nuova guida per le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia. L’assemblea ordinaria elettiva del Comitato regionale dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia – riunitasi ieri mattina al teatro “Benois De Cecco” di Codroipo – ha visto infatti il passaggio di testimone dal presidente uscente Valter Pezzarini (che ha concluso il suo terzo mandato, durato quindi ben dodici anni) a Pietro De Marchi, eletto all’unanimità dai rappresentanti delle Pro Loco Fvg assieme al nuovo consiglio e altri organi direttivi. Presenti ai lavori il presidente nazionale Unpli Antonino La Spina, il presidente del Consiglio regionale Fvg Mauro Bordin, l’assessore regionale al Turismo e Attività produttive Sergio Emidio Bini, l’europarlamentare Elena Lizzi e il sindaco di Codroipo Guido Nardini. Presente anche il segretario generale dell’Unpli nazionale, Ignazio Di Giovanna, nonché in rappresentanza dell’Unpli Trentino la presidente Monica Viola e il vicepresidente Fabio Chiodega.
Pietro De Marchi, 68 anni, è in pensione dopo aver lavorato alla Regione Friuli Venezia Giulia nell’Agenzia Protezione Ambiente. Da sempre attivo nel mondo del volontariato della sua città, Latisana, è dal 1994 presidente della Pro Loco cittadina. In ambito regionale, dopo un primo incarico da consigliere come rappresentante dei consorzi dell’allora Provincia di Udine, è stato di nuovo membro del consiglio dell’Unpli Fvg nel 2012-2016 e di nuovo in questo mandato 2020-2024 durante la presidenza di Valter Pezzarini.


IL SALUTO – «In questi anni da presidente – ha affermato Pezzarini nella relazione conclusiva, augurando buon lavoro al suo successore e ricevendo una standing ovation dall’assemblea – ho sentito un profondo senso di appartenenza grazie ai volontari Pro Loco, che si impegnano per le proprie comunità, tenendo vive le tradizioni in modo concreto e non solo con le parole, le quali lasciano il tempo che trovano. Ho avuto il piacere e l’onere di guidare questa associazione portandola, assieme a tutti loro, a livelli di visibilità e credibilità mai raggiunti prima. Di questo voglio ringraziare tutti, dalle Pro Loco alla regione, fino al resto del mondo associativo e degli enti e aziende che ci continuano a sostenere. Rimarrò sempre a disposizione del mondo Pro Loco, che mi ha dato davvero tanto».
«Proseguiremo – gli ha fatto eco De Marchi ringraziando il suo predecessore – sulla strada tracciata nei precedenti mandati, rafforzandola. Porremo al centro le Pro Loco aderenti e i loro volontari e consolideremo il dialogo con l’Unpli nazionale, la Regione e il resto del mondo associativo, istituzionale e produttivo. Valorizzeremo il lavoro svolto dalla struttura organizzativa dell’Unpli Fvg, sempre più centro di servizi a favore delle Pro Loco aderenti. Puntiamo a unire tradizione e innovazione, partendo dalla storia passata e presente con lo sguardo rivolto al futuro. Tra le novità che segneranno questo nuovo mandato la creazione di gruppi di lavoro focalizzati su varie tematiche istituzionali all’interno del consiglio di Unpli Fvg. Tra i primi impegni che ci attendono l’organizzazione di Sapori Pro Loco, la grande festa delle tipicità a Villa Manin il 18-19 e 24-25-26 maggio».
I lavori, guidati dal segretario dell’Unpli Fvg, Marco Specia, e coordinati dal personale della Segreteria regionale, hanno visto anche l’approvazione all’unanimità del bilancio consuntivo 2023 oltre alle sopracitate elezioni per il mandato 2024-2028.

GLI INTERVENTI – «Voi delle Pro Loco siete persone che, volontariamente, tengono in vita le comunità della regione togliendo tempo alla propria famiglia, ai propri hobby, al proprio lavoro. Pezzarini ha operato molto bene in questi 12 anni, ne sono stato testimone diretto: in lui c’è sempre stata tanta voglia di fare, tanta passione e impegno che sono il simbolo del volontariato e per tutto ciò che ha fatto lo ringrazio a nome mio personale ma anche dell’intera Assemblea legislativa che rappresento. La sua è un’eredità pensante, ma la mette in mano ad un’altra persona come De Marchi che conosco da anni e che sono sicuro saprà agire facendo squadra, con l’ascolto e in continuità con quanto sino ad oggi creato», ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, donando a Pezzarini il sigillo dell’Assemblea di piazza Oberdan a Trieste.
«Il ruolo sociale delle Pro Loco e degli oltre 20mila volontari attivi in Friuli Venezia Giulia è fondamentale: siete garanzia di vitalità nei nostri Comuni, insostituibili presidi di socialità nei piccoli centri. Con gli oltre 1.400 eventi organizzati ogni anno contribuite a un’imprescindibile azione di promozione e valorizzazione del territorio e delle sue tradizioni, culturali ed enogastronomiche, anche e soprattutto in chiave turistica. Buon lavoro a De Marchi e al nuovo consiglio nominato nel corso dell’assemblea e grazie al presidente uscente Pezzarini, che per 12 anni ha guidato le Pro Loco regionali attraverso grandi difficoltà, su tutte la pandemia, portando l’associazione a raggiungere una visibilità e una credibilità mai ottenute prima», ha sottolineato, poi, l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini.
Il sindaco di Codroipo, Guido Nardini, in apertura dei lavori aveva invece fatto gli onori di casa, mentre il parlamentare europeo Elena Lizzi – che recentemente ha ospitato a Bruxelles la delegazione Unpli Fvg – ha osservato come, partendo da un ricordo personale, fin da piccoli in Friuli Venezia Giulia siamo abituati a entrare in contatto con il mondo delle Pro Loco, tanto è diffuso e importante.
Il presidente nazionale Unpli Antonino La Spina – ricordando la recente premiazione in Senato di due eventi regionali (Sapori Pro Loco e la Sagra dei Osei di Sacile) nel contesto delle Sagre di Qualità e il primo censimento nazionale del Patrimonio culturale immateriale – ha sottolineato come «Pezzarini abbia portato il Comitato Unpli Fvg a essere conosciuto in tutta Italia, lasciando a De Marchi una struttura ben avviata che consentirà di operare serenamente». Da La Spina anche la proposta di dedicare il prossimo anno la tessera nazionale dei soci Unpli a Go!2025, Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura: si lavorerà su questo idea. Toccante, infine, il momento in cui il consiglio uscente, chiamato sul palco dalla vicepresidente Unpli Fvg Anna Lisa Ballandini, ha donato un mazzo di fiori a Pezzarini. Un altro omaggio floreale, dalla Pro Latisana, è stato donato a De Marchi dopo l’elezione.

LE ELEZIONI – Oltre al presidente De Marchi sono stati eletti membri del nuovo consiglio Unpli Fvg Renzo De Prato, Francesco Pattanaro, Marco Bendoni, Anna Lisa Ballandini, Alberto Bevilacqua, Lucia Morandini, Gian Franco Specia, Loris Florean, Flavio Gon, Carlo Menis, Antonio Tesolin, Gianni Londero, Andrea Zuliani, Jacopo Bordignon ed Emanuel Di Giusto.
Matteo Trigatti è stato eletto rappresentante del Fvg al consiglio nazionale Unpli. L’organo di controllo ha visto l’elezione di Angelo Moschetta, Veronica Panigutti e Maurizio Rosa. Sono stati eletti probiviri Paolo Abramo, Umberto Carcò e Cristina Simeoni.
Infine, sono stati eletti come delegati all’assemblea nazionale Anna Lisa Ballandini, Marco Bendoni, Lorena Bin, Pietro De Marchi, Lucia Morandini, Francesco Pattanaro, Valter Pezzarini, Maurizio Rosa, Gian Franco Specia, Matteo Trigatti e Marino Zanchetta.

ALCUNI DATI – Il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia (Unpli) conta 234 Pro Loco associate. In esse operano oltre 20 mila volontari che danno vita a oltre 1400 eventi tra sagre e manifestazioni varie ogni anno. Eventi che promuovono i prodotti tipici locali, tramandano le tradizioni, rinsaldano il senso di appartenenza delle rispettive comunità.

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In copertina, il passaggio di consegne tra Pezzarini e De Marchi presente il presidente nazionale La Spina; all’interno, il consiglio direttivo uscente, due immagini dei lavori e della sala del Teatro di Codroipo.