Nimis è in attesa del commissario: i motivi della crisi in una lettera al paese dei cinque consiglieri usciti dalla maggioranza che sosteneva Bertolla

di Giuseppe Longo

Nimis è in attesa della nomina, da parte della Regione Fvg, del commissario straordinario che dovrà guidare il Comune fino alle prossime elezioni amministrative, dopo la caduta del Consiglio, e quindi della Giunta, con le dimissioni in massa di nove esponenti (cinque della ex maggioranza del sindaco Giorgio Bertolla e quattro dell’opposizione). Ma oggi a calamitare l’interesse della popolazione – rimasta comprensibilmente scioccata dal dissolvimento della civica amministrazione dopo neanche due anni dal voto del 2022, con il conseguente ricorso a una nuova esperienza commissariale – è una lunga e circostanziata lettera diffusa alla cittadinanza da parte del gruppo “Nimis s’è Desta” che si era costituito ancora il 3 gennaio scorso con l’adesione di cinque consiglieri: Mariacristina Del Fabbro, Stefano Doraconti (ex assessori), Ivana Di Betta, Davide Michelizza e Raul Guillermo Migueletto.

Giorgio Bertolla


Con toni molto fermi e severi nel giudicare negativamente la loro esperienza politica-amministrativa nell’ambito della maggioranza in cui erano stati eletti, i cinque consiglieri – che in queste settimane abbiamo definito “dissidenti” rispetto alla linea della Giunta Bertolla e che hanno nominato quale loro capogruppo l’avvocato Stefano Doraconti – si sono rivolti ai concittadini assicurando loro che «certamente nessuno di noi avrebbe voluto giungere a questa conclusione ma, purtroppo, ci sono azioni che si compiono perché piacciono e altre perché si devono fare». Anche perché quando si erano candidati, appunto due anni fa, ognuno di loro «aveva un sogno in cui credeva: dare a Nimis una nuova stagione di innovazione, di ammodernamento e di centralità. Questo sogno, però, con il passare del tempo si è trasformato prima in disincanto e poi in delusione. E questo perché sin da subito abbiamo rilevato molte criticità e altrettante incapacità a programmare tutti insieme il futuro di Nimis con l’obiettivo di portare avanti congiuntamente progetti innovativi e di slancio del nostro paese». Una situazione, quindi, divenuta ben presto precaria e molto delicata, tanto che «le scelte prese sono state politicamente e umanamente difficili e sofferte, certamente non prese a cuor leggero, ma vista la situazione politico-amministrativa venutasi a creare sono risultate, purtroppo, inevitabili», come si legge nelle ultime righe del Gruppo consiliare “Nimis s’è Desta”.
Ma andiamo con ordine. Messo l’accento sulla crescente mancanza di dialogo e di collegialità, nonostante le reiterate richieste soprattutto da parte degli ex assessori Del Fabbro e Doraconti, si rileva che «tutto questo ha portato alla mancanza di un programma di interventi condiviso sia a breve che a lungo termine, facendo sì che gli assessori lavorassero senza coordinazione e che l’amministrazione si ritrovasse più a rincorrere i problemi da risolvere che a programmare le azioni per prevenirli. Circostanza che ha comportato purtroppo – e qui il tono si fa molto duro – la perdita di numerosi contributi e il mancato decollo delle opere già in programma: ponte della Motta rimasto fermo per un anno e mezzo nonostante tutti i solleciti ad agire, Parco delle Pianelle rimasto privo degli interventi alle cucine da inizio mandato, contributo Pnrr dell’asilo nido revocato, interventi di messa in sicurezza del ponte di Cergneu mai attivati, ecc.».
Ecco, allora, la decisione di differenziarsi, da parte dei cinque consiglieri, dalla maggioranza originaria dando origine a un gruppo nuovo, pur senza negare l’appoggio al sindaco Bertolla e alla sua Giunta. Infatti, «per cercare di dare uno stimolo costruttivo alla maggioranza, dopo quasi due anni di richieste e riunioni infruttuose», nel già ricordato 3 gennaio veniva costituito il nuovo gruppo consiliare «con lo scopo dichiarato di continuare a sostenere il sindaco e la maggioranza attivando una dialettica interna ed esterna più dinamica, propositiva e dialogante. L’idea alla base era quella di proporre una nuova progettualità alla maggioranza, dopo averla condivisa e discussa anche con l’intera popolazione. Questa semplice e banale azione democratica, attivata a fin di bene, ha scatenato una reazione incomprensibile e spropositata degli altri componenti della maggioranza». Per cui: «A risposta della creazione del gruppo, sono state messe in atto le peggiori azioni complottiste e denigratorie sui componenti dello stesso», tanto che fin da subito «il sindaco e i suoi fedelissimi hanno intavolato proposte e corteggiamenti alla minoranza offrendo ben due assessorati». E che in un secondo momento sono diventati addirittura tre.
Tuttavia, il nuovo gruppo si è impegnato a garantire «un comportamento dignitoso e riservato cercando sempre di dialogare e mantenere in vita la nostra maggioranza uscita dalle urne, credendo e sperando ancora di poter dare continuità all’azione amministrativa migliorando gli aspetti critici». La sollecitazione di giungere a una riunione chiarificatrice ha avuto, però, come risposta soltanto un allungamento dei tempi. «Durante l’incontro con gli assessori, avvenuto solamente il primo marzo – prosegue la nota dei “Destati” -, il sindaco chiedeva di ripartire alle medesime condizioni dell’inizio come se nulla fosse successo. Nonostante la campagna delegittimante posta in essere nei nostri confronti e gli ulteriori tentativi di sostituzione portati avanti anche dopo l’accordo di proseguire congiuntamente, comunicavamo nuovamente al sindaco la nostra disponibilità a continuare a patto che venissero apportate delle modifiche alla composizione della Giunta al fine di permettere, a coloro che ne avessero fatto parte, uno svolgimento sereno e profittevole dell’incarico. A tali richieste il sindaco non dava cenno di volerne sapere, anzi, chiedeva agli assessori se fossero interessati a valutare le dimissioni». «Preso atto di un tanto e non riuscendo più a comprendere la reale situazione politica interna all’amministrazione – proseguono i cinque ex consiglieri – è sorto spontaneo sentire direttamente la minoranza per capire cosa stesse effettivamente succedendo. Quanto è emerso è stato veramente deludente. Ci siamo sentiti traditi e accoltellati alle spalle dalle persone che avevamo e volevamo continuare a sostenere con le quali eravamo pronti a collaborare. Non solo continuavano i contatti con l’opposizione ma addirittura vi erano con gli stessi tentativi di richiesta di collaborazione per la stesura del bilancio di previsione, all’oscuro dei consiglieri di maggioranza. Visto il comportamento contrario a ogni etica politica e di collaborazione i due assessori del gruppo “Nimis s’è Desta”, per coerenza, presentavano le dimissioni da assessori».

Il Municipio


Uno stato di cose – si parla di «caos creato dal sindaco e dai suoi accoliti» – per cui «era diventato incomprensibile agli occhi esterni chi fosse maggioranza e chi opposizione», tanto che «constatata l’inadeguatezza del sindaco al ruolo istituzionale, tutti insieme abbiamo deciso di presentare la mozione di sfiducia». E a una ulteriore proposta di un incontro chiarificatore, «il residuo gruppo di maggioranza ha mostrato tutti i suoi limiti… invece di cogliere la mano tesa offertagli, ha posto le condizioni indicibili ed inaccettabili che inevitabilmente hanno posto fine alla trattativa». Per cui ecco l’affondo finale: «La stessa organizzazione del Consiglio con un ordine del giorno predisposto ad arte per sminuire e rendere superflua la discussione della mozione di sfiducia, relegata all’ultimo punto dopo le comunicazioni del sindaco e la presentazione delle dimissioni dello stesso, ha evidenziato l’intenzione di svilire il dibattito e ingenerare attorno al sindaco un’aureola da martire, considerato anche il fatto che avrebbe avuto in precedenza tutto il tempo per formalizzare la propria decisione. Queste le circostanze che hanno indotto tutti i consiglieri firmatari della mozione a decidere di presentare le proprie dimissioni congiunte al fine di interrompere quello che ormai sembrava essere divenuto quasi un inutile teatrino». Per cui ora non resta che attendere la nomina del commissario e andare alle prossime elezioni amministrative che è molto verosimile prevedere nella tarda primavera 2025, quindi fra oltre un anno. Nel frattempo, particolare positivo, ci saranno tutte le condizioni temporali per confezionare liste adeguate in grado di garantire, se sostenute dal voto popolare, un governo stabile al Comune di Nimis.

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In copertina, il capogruppo di “Nimis s’è Desta” avvocato Stefano Doraconti.

Quando i confini uniscono e non dividono: giù il sipario a Grado sul convegno delle Caritas d’Italia

(g.l) Con una celebrazione eucaristica conclusiva, presieduta da monsignor Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, a Grado è calato il sipario sul 44° Convegno nazionale delle Caritas d’Italia sul tema dei “Confini, zone di contatto e non di separazione”. Al Palacongressi di Città Giardino l’evento ha visto incontrarsi e confrontarsi per quattro giorni ben 613 tra direttori e membri di équipe provenienti da 182 Caritas diocesane di tutto il Paese.
Negli “orientamenti” finali il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha indicato le proposte di lavoro per continuare il cammino Caritas nei prossimi mesi. Richiamandosi al primo presidente di Caritas Italiana, don Giovanni Nervo, ha ricordato l’importanza di capire dove «poniamo i confini», che per Caritas non sono dei limiti, ma delle «zone di contatto», «luoghi in cui fare l’esperienza della presenza di Dio perché ci permettono di aprirci agli altri e di capire che c’è Qualcuno che può fare prima, durante e dopo il nostro servizio».

Gli oltre seicento partecipanti (di cui 138 giovani) da 182 Caritas diocesane, ripartendo da quanto emerso dal Convegno dello scorso anno a Salerno e guardando al Giubileo del 2025, hanno riflettuto insieme sul tema dei “confini” alla luce delle “tre vie” consegnate loro da Papa Francesco in occasione del 50° dell’istituzione di Caritas Italiana (1° luglio 1971): la via degli ultimi, la via del Vangelo, la via della creatività.
Il “confine” di questo 44° Convegno nell’Isola d’Oro è stato pensato – sottolinea Caritas italiana – «non come la linea che stabilisce un dentro e un fuori, ma come una porta, che permette di uscire e di entrare, che si può però anche chiudere e bloccare. Proprio il confine segna il punto di contatto tra centro e periferia: può essere o diventare luogo di incontro e di annuncio o elemento che crea distanza ed esclusione; dipende da come si usa la porta. Il Convegno si è svolto sul confine che scorre nei pressi di Grado e Gorizia, tra Italia e Slovenia, reso permeabile dalla comune appartenenza all’Unione Europea, che però rimane a sottolineare come le differenze debbano essere valorizzate, messe in comunicazione, rese feconde. Gorizia che, assieme a Nova Gorica, nel 2025 sarà Capitale europea della Cultura».
La “carità” (in latino “caritas”) è «attraversamento di confini», come ricorda monsignor Carlo Redaelli, arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana. «Tutti i confini, a cominciare da quelli che abbiamo nel cuore e nella testa…. Vogliamo farli diventare punti di incontro e di riconciliazione», ha sottolineato il presule.
«Il Vangelo – aveva commentato alla vigilia del convegno l’arciprete di Grado, monsignor Paolo Nutarelli – non è una notizia che si può chiudere in spazi e limiti, ma è notizia in movimento; il confine non è una linea tra dentro e fuori; è come una porta: permette di uscire e di entrare, ma si può anche chiudere e bloccare. E, mentre chiudi l’altro fuori, in realtà chiudi anche te dentro. Il confine segna, inoltre, il collegamento tra centro e periferia: può essere luogo di incontro e di annuncio o luogo di distanza e confinamento; dipende da come utilizziamo la porta. Molte sono le chiavi di lettura che la parola “confine” può dare».

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In copertina, l’arcivescovo di Gorizia Carlo Redaelli, presidente nazionale di Caritas; all’interno, immagini del convegno tenutosi al Palacongressi di Grado.

(Foto Caritas Italia)

Oggi a Udine il saluto e il grazie all’arcivescovo Mazzocato per i suoi quindi anni in Friuli

(g.l.) Oggi, a conclusione della visita pastorale (l’ultima del suo ministero episcopale, durato quasi quindici anni) alle comunità delle Valli del Natisone, monsignor Andrea Bruno Mazzocato sarà festeggiato nella Cattedrale di Udine. Alle 16, infatti, il presule presiederà una Messa di saluto e ringraziamento, in prossimità della conclusione del suo mandato in Friuli. La Diocesi, in questa terza domenica di Pasqua, si stringerà dunque attorno all’ormai suo ex arcivescovo e attuale amministratore apostolico. Come è noto, monsignor Mazzocato lascerà la guida pastorale della Chiesa udinese, a partire dal 5 maggio prossimo, a monsignor Riccardo Lamba, suo successore sulla Cattedra dei Santi Ermacora e Fortunato.
Il ministero di ministero di monsignor Mazzocato in Friuli era iniziato il 18 ottobre 2009, assumendo la guida di una Diocesi fra le più vaste d’Italia, andando da Latisana a Tarvisio e a Sappada. L’arcivescovo emerito resterà a Udine fino all’ingresso del successore e dopo tale data farà rientro nella Diocesi di Treviso, sua terra di origine, stabilendo la sua nuova residenza a Montebelluna.
Per chi non potrà raggiungere la Cattedrale – come informa la Chiesa udinese -, la celebrazione odierna sarà trasmessa in diretta su Radio Spazio a partire dalle 15.30, con commenti e approfondimenti. Il settimanale diocesano La Vita Cattolica, nel numero del 10 aprile scorso, ha pubblicato un inserto speciale di 12 pagine che ripercorre il ministero episcopale di monsignor Mazzocato. Per facilitare l’afflusso dei fedeli nel Duomo di Udine, l’Arcidiocesi friulana ha disposto la sospensione delle Messe vespertine in tutte le Chiese. Lo stesso provvedimento, firmato dal vicario generale monsignor Guido Genero, è stato disposto anche per domenica 5 maggio, in occasione dell’arrivo del nuovo arcivescovo Riccardo Lamba.

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In copertina, l’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato che oggi sarà festeggiato.

Nimis, la pianista Dafne Comelli vincitrice del Premio Luigi Mari oggi pomeriggio in concerto a Udine

(g.l.) Dafne Comelli, promessa della musica, sarà protagonista questo pomeriggio al Conservatorio “Jacopo Tomadini”, a Udine. Alle 16, ci sarà infatti il Concerto della vincitrice del Premio “Luigi Mari”, e questa è proprio la giovane pianista di Nimis che recentemente si era laureata brillantemente dopo aver frequentato la classe del maestro Andrea Rucli, il quale è anche il leader dell’Associazione Sergio Gaggia di Cividale che in queste settimane propone i nuovi concerti di Enoarmonie (domani, alle 18, l’appuntamento è a Brazzacco di Moruzzo).
Il Premio assegna una borsa di studio intitolata alla memoria del professor Luigi Mari da destinare al diplomato in pianoforte più meritevole dello stesso “Tomadini” nell’anno accademico 2022-2023, riconoscimento che è andato appunto a Dafne Comelli, la quale eseguirà un bellissimo e coinvolgente programma con musiche di Hamelin (uno studio per la mano sinistra “After Tchaikovsky”), Mendelssohn- Bartholdy (Variazioni seriose) e Mussorgsky: di quest’ultimo proporrà i famosi “Quadri di un’esposizione”. L’ingresso al recital pianistico è libero fino all’esaurimento dei posti disponibili.

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In copertina, la giovane pianista Dafne Comelli oggi in concerto a Udine.

“Crocevie d’Europa”, nuove visite da oggi a Gorizia e a cavallo del confine

Proseguono con successo le escursioni proposte dal Comune di Gorizia nell’ambito del progetto turistico-culturale “Crocevie d’Europa”, ideato per far scoprire la storia e la cultura di Gorizia e del territorio transfrontaliero. In calendario per oggi, 13 aprile, il recupero della seconda tappa dell’itinerario di approfondimento sui luoghi di culto di Gorizia, a cura della Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia. Sotto l’attenta guida del suo direttore Andrea Bellavite, si passerà per la Chiesa dell’Immacolata, la Comunità Metodista di via Diaz, i Giardini pubblici, la Chiesa di San Carlo e il Seminario Teologico, la Chiesa costruita da Valentin Stanic per la scuola dei sordi, la Chiesa di San Giovanni, la Sinagoga, la Chiesa dell’Esaltazione della Croce (Arcivescovado), la Chiesa di Sant’Ignazio e altri luoghi di culto delle comunità religiose insediatesi in città più recentemente.

In programma, invece, per domani la seconda escursione con l’Itinerario in bicicletta Lasciapassare/Prepustnica: Sconfinamenti, organizzato con l’Associazione 47/04 e condotto dalla ricercatrice Alessia Tamer. Un viaggio alla ricerca di testimonianze, voci e narrazioni sulla storia del confine a Gorizia. Con ritrovo alle 10 in Piazza Transalpina, l’itinerario in bicicletta si snoda lungo il confine tra Italia e Slovenia, raggiungendo il valico del Rafut, dove risiedono il museo del Contrabbando e il museo Lasciapassare/ Prepustnica. L’escursione termina all’ex Ospedale Psichiatrico di Gorizia, simbolo della rivoluzione basagliana, dove si potrà fruire dello spettacolo itinerante in cuffia “Esercizi di Rivoluzione”, sempre a cura di associazione 47/04.
Le visite del mese proseguiranno sabato 20 aprile con il secondo appuntamento della “aziende da vivere” che prevede la visita guidata all’azienda cooperativa “La Casa dell’Ape”, con l’opportunità di scoprire la produzione del miele. Domenica 21 aprile, invece, con replica il 12 maggio e il 16 giugno, in programma la visita naturalistica al Parco pluritematico del Monte Calvario dedicata all’individuazione delle vestigia della Grande Guerra nel sito principale della difesa austro-ungarica di Gorizia.
Viste le numerose richieste per tutte le proposte del cartellone Crocevie d’Europa da qui al mese di luglio, si consiglia di verificare la disponibilità ed eventualmente prenotare già per le date successive così da garantirsi il posto. La partecipazione a tutte le escursioni è gratuita con prenotazione obbligatoria. Per prenotare inviare una mail a crocevie.europa@comune.gorizia.it o un whatsapp al numero 335.7707746. Per info è disponibile il numero del Comune di Gorizia 0481.383420/339 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13).

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In copertina e all’interno immagini delle precedenti escursioni.

 

Al Palmanova Village nuovo punto di informazioni e assistenza per il cliente

Si chiama Land of Fashion Info Lobby ed è il nuovo punto di informazioni e assistenza del Palmanova Village, inaugurato ieri alla presenza del sindaco di Aiello del Friuli, Roberto Festa, del sindaco di Visco Elena Cecotti e dell’assessore alla cultura e turismo di Palmanova, Silvia Savi, oltre a giornalisti e collaboratori. Un luogo di accoglienza completamente rinnovato e ridisegnato secondo la nuova personalità artistica del Villaggio, con una zona lounge moderna, luminosa e colorata in cui dare il benvenuto al cliente e farlo immergere da subito in un’atmosfera unica. La posizione è la stessa del precedente spazio, tuttavia la superificie è quasi raddoppiata per ricreare una perfetta area multifunzionale: gli storici servizi di accoglienza del Villaggio, con la consueta attenzione per famiglie e bambini, vengono arricchiti da nuovi rivolti alle esigenze di business con aree dedicate, per consentire di coniugare lavoro e shopping.

«Il taglio del nastro di oggi è, allo stesso tempo, punto d’arrivo e punto di partenza del percorso di continui investimenti che Palmanova Village mette in campo per migliorare e rinnovare l’esperienza del visitatore – sottolinea la Center manager, Linda Basile –; se, infatti, da un lato corona il progetto dell’artista Geometric Bang che ha trasformato il Villaggio in una galleria d’arte a cielo aperto, dall’altro apre un ulteriore stagione di rinnovamento. Nei prossimi mesi, infatti, verranno implementati l’arredo urbano e il verde e verrà effettuata la tinteggiatura delle facciate non interessate dall’opera pittorica di Geometric Bang secondo un innovativo progetto di color design. Un lavoro importante che ci permette di migliorare ogni giorno l’esperienza offerta ai nostri ospiti, nazionali ed internazionali».
È un ambiente capace di ospitare le persone, ma anche la bellezza e l’arte, con diverse aree per accoglienza, informazioni, relax, e anche una membership lounge per avere maggiore privacy. Tutto il progetto – dello studio Lombardini 22 di Milano – è caratterizzato da linee pulite, elementi ad arco e colori molto pop, accesi e pieni, oltre che da arredi e complementi di design, tra cui anche alcuni pezzi iconici di Moroso, e un’accurata selezione di oggetti e libri d’arte, di fotografia, di grafica e architettura.
«Rinnovare l’Info Point è un fatto molto positivo, in quanto rappresenta il primo punto d’arrivo e di accoglienza per i clienti e i turisti – sottolinea il sindaco Festa –; attraverso i continui investimenti, il Gruppo Land of Fashion dimostra di voler rendere il Palmanova Village sempre più attrattente e competitivo, una realtà che per il territorio ha un alto valore commerciale, turistico e, non da ultimo, occupazionale».

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In copertina, un momento dell’inaugurazione e all’interno il nuovo punto informativo del Palmanova Village.

Maratonina di Udine, quindici bozzetti in gara dei ragazzi del Civiform di Cividale: al via la votazione popolare tramite social

Riparte, dopo la lunga interruzione provocata dal periodo pandemico, il tradizionale concorso per la scelta del logo della Maratonina Internazionale Città di Udine: i bozzetti in gara sono stati realizzati dagli allievi delle due classi seconde del settore Grafico del Civiform di Cividale, la cui collaborazione con l’Associazione Maratonina Udinese è ormai ultradecennale.
Fra tutti i lavori prodotti dai ragazzi ne sono stati selezionati 15 (sette in una classe e otto nell’altra), quelli ritenuti più significativi dal punto di vista concettuale e realizzativo.
Il logo ufficiale della 24ma edizione della Maratonina sarà scelto fra di essi in due step: fino al 21 aprile si svolgerà la votazione popolare, cui chiunque può partecipare, mettendo un like all’immagine preferita sulla pagina Facebook dell’Asd Maratonina Udinese; in seguito avverrà la scrematura definitiva fra i tre loghi più votati sul social: la valutazione spetterà ad una giuria tecnica, formata da componenti del Comitato organizzatore e di Civiform.
Le bozze di logo sono il risultato di un lungo lavoro di briefing e progettazione tecnica: le palette dei colori sono state progettate e decise in modo collegiale con i ragazzi, effettuando una ricerca preventiva sulle tinte di tendenza nello sport per il 2024. I votanti troveranno quindi una certa omogeneità di tonalità.

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In copertina, un’immagine della partenza della Maratonina nell’ultima edizione.

Lavoro, sono 9.260 le assunzioni previste dalle imprese ad aprile in Fvg e oltre 30 mila entro giugno

Sono più di 9mila i contratti di assunzione programmati dalle imprese ad aprile in Friuli Venezia Giulia e oltre 31mila per il trimestre aprile-giugno, secondo il Bollettino Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e rielaborato per il Fvg dal Centro studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine. Centro Studi che segnala per la nostra regione un incremento di 870 unità rispetto ad aprile 2023 (+10,4%) e di 2.430 unità sul corrispondente trimestre (+8,4%). A trainare le nuove assunzioni previste è ancora il settore dei servizi e in particolare la filiera turistica, con una crescita che sfiora addirittura il 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, «segnale molto interessante per un comparto cardine della nostra economia e che confidiamo possa continuare a crescere sempre più, attraendo visitatori e accrescendo l’eccellenza dell’offerta. Il dato ancora una volta ci fa capire l’importanza della formazione per i nostri giovani, una formazione specializzata e di qualità, aggiornata alle richieste più attuali dei fruitori e del mercato».
A livello territoriale il Bollettino evidenzia come il flusso delle entrate previste ad aprile nelle regioni del Nord risulti in crescita rispetto allo stesso mese del 2023 (+12mila unità per il Nord Ovest e + 11mila per il Nord Est), a fronte di una tendenza negativa per il Centro e il Mezzogiorno (-9mila e -11mila).
Sotto il profilo settoriale l’industria, nel suo complesso, prevede ad aprile 2.890 assunzioni (+290 rispetto ad aprile 2023) e circa 9.600 nel trimestre aprile-giugno (+640 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). I servizi prevedono ad aprile 6.370 assunzioni (+580 rispetto a un anno fa) e 21.600 nel trimestre (+1.780 sul 2023). Tra i servizi, il flusso di assunzioni più consistente come detto riguarda la filiera turistica, con 2.320 contratti da attivare ad aprile (+24,7% e +460 figure rispetto allo stesso periodo del 2023) e 7.770 entro giugno. Seguono i servizi alle imprese e il commercio.
Ad aprile è difficile da reperire il 56,3% del personale ricercato dalle aziende (un valore sostanzialmente stabile rispetto a un anno fa, ma superiore alla media italiana che è pari a 47,8%). Tra le figure di più difficile reperimento il Borsino delle professioni Excelsior evidenzia: specialisti nelle scienze della vita (95,1% di difficile reperimento) e tecnici della gestione dei processi produttivi (76,6%) per le professioni tecniche e ad elevata specializzazione; professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (66,3%), operatori della cura estetica (62,7%) ed esercenti e addetti alla ristorazione (62%) per i servizi; operai specializzati addetti alla rifinitura delle costruzioni (87,6%) e fabbri ferrai costruttori di utensili (85%) per quanto riguarda gli operai specializzati.

L’educazione finanziaria
per gli studenti udinesi

La Camera di Commercio Pn-Ud ospiterà stamane, alle 10.30, in Sala Valduga una settantina di studenti del Marinoni e del Marinelli per “Io penso positivo”, percorso formativo dedicato ai ragazzi degli ultimi tre anni della scuola secondaria di II grado, finanziato dal Mimit (Ministero delle imprese e Made in Italy) e realizzato da Unioncamere. “Io Penso Positivo” è un corso strutturato in modo agile e veloce con moduli didattici e momenti di apprendimento condiviso, live show e laboratori, per aiutare gli studenti ad acquisire conoscenze finanziarie di base, avere una corretta percezione delle proprie risorse economiche e imparare a gestirle nel migliore dei modi. L’evento è arrivato alla sesta edizione e a Udine il tema sarà “Costruisci il Tuo Futuro Finanziario!”, organizzato in collaborazione con Innexta. Dal 2019 a oggi oltre 12 mila studentesse e studenti da più di 100 istituti scolastici su tutta Italia sono passati da questo progetto che permette di imparare divertendosi. Per la Cciaa Pn-Ud interverrà il presidente Giovanni Da Pozzo per il saluto e l’avvio del lavori, quindi il microfono passerà al moderatore Filippo Buraschi, giornalista Mf Newswires, che introdurrà gli interventi di Alessandro Anese, di Anasf Friuli Venezia Giulia, e Simoneluca Mazzolini, educatore Aief. Durante la mattinata ci sarà anche un super quiz in cui gli studenti potranno cimentarsi tra domande e risposte di educazione finanziaria, una vera e propria sfida che li aiuterà ad assimilare i concetti fondamentali, esplorando l’importanza del risparmio con una panoramica sul mondo degli investimenti. Durante l’incontro, saranno esaminati anche i concetti fondamentali degli investimenti, dalle azioni alle obbligazioni, dai fondi comuni di investimento agli Etf.

Il Carso a primavera, domenica si andrà da Devetachi a Miren sui colli sloveni

Per “Piacevolmente Carso – primavera”, domenica 14 aprile, nell’Isontino, la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato, dalle 9.30 alle 13, l’escursione “Da Devetachi a Miren”, in Slovenia, con le spiegazioni della naturalista Barbara Bassi e della guida turistica slovena Tanja Coretti. Percorso di 8 km, con 150 metri di dislivello, su sentieri e sterrati.
Partendo dal Vallone nel Carso goriziano, si andrà tra i boschi d’oltreconfine (dove, tra la rifiorita vegetazione primaverile, sono ancora molto evidenti i segni del grande incendio del 2022), fino al colle di Miren (Merna, in italiano). Sulla cima domina il Santuario della Madonna Addolorata, in cui si trovano opere allegoriche del noto pittore e scultore sloveno Tone Kralj. Dal colle si gode un’ampia vista su Gorizia, la vallata del Vipacco e i monti.
Possibilità di pasti tipici dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10%. Ritrovo alle 9.10 nello spiazzo di fronte alla trattoria di Devetachi (frazione di Doberdò del Lago), sulla Strada del Vallone verso Gorizia, Statale 55. Costi: interi € 10; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Iniziativa con il patrocinio di A.Mo.Do. (Alleanza Mobilità Dolce), AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) e in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina, il Santuario della Madonna Addolorata sopra Miren in Slovenia.

A Udine da oggi sotto la lente il dossier Mercator sulla lingua friulana a scuola

Mercator – Centro Europeo di Ricerca sul Multilinguismo e l’Apprendimento delle Lingue con sede in Frisia (Paesi Bassi) – ha predisposto un dossier sulla situazione del friulano a scuola, che sarà al centro di una tre giorni da da oggi al 13 aprile, che vedrà coinvolti Società Filologica Friulana, Assemblea di Comunità Linguistica Friulana, Università di Udine e altre realtà di primo piano nella promozione e diffusione della lingua friulana.
Come già annunciato, primo appuntamento con il convegno accademico a Udine questo pomeriggio, alle 15, nell’auditorium Carlo Sgorlon del Polo della Formazione dell’Università di Udine, in Via Margreth 3. Domani, alle 17.30, a Palazzo Belgrado in Piazza Patriarcato a Udine, l’incontro sarà aperto ai rappresentanti delle istituzioni e a tutta la cittadinanza per avviare insieme un dibattito sulla questione, in collaborazione con Arlef e Regione Fvg. Infine, sabato alla Biblioteca civica Don Gilberto Pressacco di Codroipo, dalle 9, presentazione all’interno della XI Giornata della Scuola friulana, evento dedicato agli insegnanti.
«Non nascondiamo – commenta Federico Vicario, presidente della Filologica – che ci sono molte preoccupazioni sull’insegnamento del friulano a scuola, con diversi istituti comprensivi che faticano a garantirlo agli studenti. Attraverso questa seconda edizione del Dossier del Centro Mercator sulla lingua friulana, vogliamo riaprire il confronto su questa tematica centrale per la diffusione del friulano». «Non dimenticando inoltre – gli fa eco Daniele Sergon, presidente Aclif – che l’insegnamento della lingua friulana è strettamente legato al tema dell’autonomia scolastica: infatti, gli istituti che la garantiscono possono derogare dai numeri minimi di studenti per plessi e sezioni. Un tema di stretta attualità visto l’accorpamento di vari istituti comprensivi sul territorio regionale che nelle aree friulanofone potrebbero invece contare su questo diritto. Ne discuteremo con il mondo delle istituzioni, per trovare percorsi comuni di valorizzazione».